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05 febbraio 2015

Sogno o son desto?

Mai visto un gennaio così movimentato alla Sampdoria. Neanche nel 2009, quando arrivò un allora poco prolifico Pazzini per metterlo accanto a Cassano. Un gran calciomercato sia in entrata che in uscita, con la speranza che questo possa servire a centrare l'obiettivo europeo. Andiamo ad analizzare quanto accaduto in quest'inverno così impegnativo per la società blucerchiata, che si è messa all'opera con largo anticipo.

Massimo Ferrero, 63 anni, con Luis Muriel, 23, e Samuel Eto'o, 33.

I fuochi d'artificio sono l'immagine migliore per descrivere le operazioni in entrata della società blucerchiata. Del 4-3-3 che ha portato la Samp al terzo posto c'era poco da cambiare: qualche occasione poteva esser colta, ma in realtà si è deciso per una totale rivoluzione. Da quando si è capito che Gabbiadini sarebbe effettivamente andato al Napoli, Mihajlovic ha svoltato sul 4-3-1-2. Da qui la decisione di passare a un mercato effervescente.
Il colpo dell'inverno è stato Samuel Eto'o, arrivato dall'Everton dopo essersi liberato dal contratto che lo legava all'Everton. Tre anni e mezzo di contratto, nei quali si trova anche l'anno da dirigente che la Samp gli ha offerto. Un colpaccio mediatico, ma bisognerà vedere anche come si adatterà il camerunense alla nuova Serie A: se l'attaccante non è quello del Triplete interista, neanche la massima serie italiana è così difficile. Ergo potrebbe esser subito utile e aiutare la Samp a centrare il tanto cercato obiettivo europeo.
Un altro colpaccio - almeno in prospettiva - è quello di Luis Fernando Muriel. Personalmente sono innamorato del colombiano, capace di farmi rivedere in alcune occasioni il primo Ronaldo interista. Tuttavia, i dubbi sulla sua tenuta fisica sono tanti: quest'anno all'Udinese non ha praticamente messo piede in campo e nel 2013-14 il rendimento è stato deficitario. Per tornare quello visto tra Lecce e il primo anno in bianconero, bisognerà aspettarlo.
Un altro che merita di essere atteso è Joaquin Correa, arrivato per otto milioni di dollari dall'Estudiantes de La Plata. Il club argentino ha come presidente Juan Sebastian Veron, che ha pesato nella decisione del giovane trequartista di andare alla Sampdoria. Classe '94, dovrà assorbire l'impatto con la Serie A e il calcio europeo. Certo è che il ragazzo è molto interessante, che ha margini di miglioramento notevoli e che nel 4-3-1-2 potrebbe rivelarsi quello che Pastore è stato per il Palermo qualche anno fa. Tutto sta nel dargli il giusto tempo e la fiducia necessaria (Mihajlovic speriamo non commetta errori in questo).
Infine, le altre operazioni sono servite ad avere altri ricambi. Coda è arrivato nell'operazione Muriel e sarà utile per rimpiazzare Fornasier, andato in prestito. Bonazzoli è un classe '97 promettente, ma è stato pagato tanto. L'Inter potrà riscattarlo nei prossimi anni, ma per ora l'attaccante rimane a Milano a far la spola tra prima squadra e Primavera. Acquah sostituirà Krsticic, Frison prende il posto di Da Costa e Muñoz rimarrà per sei mesi in prestito, prima di andare al Milan. Varga e Hromada sono arrivati come compensazione per la metà di Beltrame, mentre Muzzi jr. rimpinguerà la rosa della Primavera blucerchiata.
OPERAZIONI IN ENTRATA: voto 7.5


Se è in entrata si è fatto tanto, in realtà è in uscita che il compito era difficile. Il d.s. blucerchiato Osti doveva piazzare molti giocatori e ha avuto a che fare con delle uscite inaspettate. La prima perdita imprevista è stata quella di Manolo Gabbiadini, passato al Napoli. I partenopei hanno pagato 13 milioni di euro le due metà di Juve e Samp. Il timore della società di Corte Lambruschini era di perdere l'attaccante a giugno a favore della Juventus. Una paura che ha spinto a lasciar partire il numero 11 anche contro il parere di Mihajlovic.
Un'altra operazione dolorosa e imprevista in uscita è stata quella riguardante il capitano Daniele Gastaldello. Colonna della Samp dal 2007, il numero 28 è stato in grado di guadagnarsi la fiducia dei tifosi e di quasi tutti i tecnici che sono passati sulla panchina blucerchiata. L'offerta di un triennale l'ha attratto troppo: in fondo il Bologna tornerà a breve in A e il progetto americano sembra importante. Difficile dire di no, comprensibile il suo addio.
Un altro trio che ha seguito il difensore a Bologna è quello rappresentato da Gianluca Sansone, Angelo Da Costa e Nenad Krsticic. Tutti prestiti, ma il portiere andrà in scadenza a giugno e quindi rimarrà in Emilia, così come ci sono buone possibilità che anche Sansone stia al Dall'Ara. Diverso il discorso per il serbo, per il quale c'è un diritto di riscatto, ma c'è anche una minima chance di tornare in blucerchiato. Tutte e tre le operazioni hanno un senso: Sansone trovava poco spazio con Mihajlovic, Da Costa era diventato il terzo portiere con il ritorno di Romero e Krsticic stava perdendo smalto a forza di stare in panchina.
Fedato ha lasciato Genova per Modena: operazione in prestito, inevitabile viste le poche presenze e il passaggio al 4-3-1-2. Anche Fornasier è andato alla caccia di continuità a Pescara: la cosa migliore, visto che secondo l'ex Manchester United ha un bisogno disperato di giocare per crescere. Beltrame è tornato alla Juve, mentre Hromada - appena trasferitosi alla Samp - è stato subito girato alla Pro Vercelli in B. Due considerazioni finali: a) il mercato è stato positivo perché tutte le operazioni in uscita sono state colmate con le entrate adeguate; b) un peccato che Wszolek non abbia accettato il Pescara: meglio giocare in B per sei mesi che stare un anno fermo in una squadra di A.
OPERAZIONI IN USCITA: voto 7.5

30 dicembre 2014

Un'annata da ricordare.

Wow, è stata lunga. Il 2014 è sembrato molto lungo e pieno di soddisfazioni per la Sampdoria. Un anno che forse non si dimenticherà facilmente, specie la seconda parte. E che apre delle premesse straordinarie per il 2015, sperando che questo possa esser migliore dell'anno precedente. I blucerchiati e i suoi tifosi hanno potuto godere di tanti momenti diversi: ne voglio ricordare cinque, come è da abitudine al termine dei canonici 365 giorni.

  • Due derby, due eroi, due 0-1 (3 febbraio & 28 settembre 2014)
Nel 2014 si sono giocati due derby. Entrambi con i blucerchiati in trasferta, entrambi con la Samp uscita vincente per 1-0. Nel primo, l'eroe è Maxi Lopez: appena arrivato dal Catania, l'argentino decide la stracittadina alla prima gara dopo il ritorno in blucerchiato. Sarà anche l'unico gol di Maxi nelle 11 presenze con la Samp della passata stagione. Nel secondo derby, il protagonista è Manolo Gabbiadini: una delle sue punizioni passa e non viene deviata da nessuno. La palla s'insacca all'angolo e decide la contesa tra le due squadre.

Maxi Lopez, 30 anni, batte Perin per l'1-0 nel derby del febbraio 2014.
  • La rinascita di Stefano e Roberto
Se ci sono due giocatori che hanno beneficiato alla grande del 2014 e della cura Mihajlovic, questi sono Roberto Soriano e Stefano Okaka. Il primo era spesso fischiato nelle sue fugaci apparizioni nella gestione Rossi e si pensava fosse ormai bruciato: a parte il gol nel Trofeo Gamper al Camp Nou nell'agosto 2012, poco da segnalare. Il secondo era finito in tribuna a Parma, dove non giocava e sembrava ormai finito. Entrambi sono rinati e si sono addirittura consacrati. Entrambi hanno esordito in nazionale azzurra con il ct Conte (e Okaka ha anche segnato). Cosa volere di più?
  • L'unica sconfitta (29 ottobre 2014)
Stadio Giuseppe Meazza di Milano, c'è Inter-Sampdoria per il turno infrasettimanale. La Samp è reduce da due pareggi consecutivi, tra cui quello prezioso contro la Roma (che non era ancora stata bastonata dal Bayern in Champions). L'Inter, al contrario, soffre e monta la contestazione nei confronti di Walter Mazzarri, che da lì a un mese sarà esonerato. 

La Samp gioca una gara gagliarda, prende una traversa e costringe Handanovic a diversi miracoli. Purtroppo, l'ingenuità di un classe '95 bravo, ma appunto giovane come Romagnoli costerà il rigore della vittoria. La firma? Mauro Icardi, che non si smentisce mai quando incrocia i colori blucerchiati. A oggi, è ancora l'unica sconfitta stagionale per il Doria in questo 2014-15.

Roberto Soriano, 23 anni, ha esordito in nazionale contro la Croazia.
  • La rimonta dello Juventus Stadium (14 dicembre 2014)
La Juventus guida come al solito la classifica: da Allegri a Conte è cambiato qualcosa nel modulo in campo, ma non in classifica. I bianconeri comandano, come da tre anni a questa parte. E la Samp si presenta allo Juventus Stadium, dove è stata una delle poche squadre italiane a vincere da quando l'impianto ha aperto nel 2011. Proprio la Samp di Mihajlovic, nel gennaio 2014, perse in maniera onorevole per 4-2 contro la Juve di Conte.

Quasi un anno dopo, gli ospiti si presentano con qualche assenza, il 4-3-1-2 invece del 4-3-3 e Krsticic trequartista. Il piano di contenere la Juve non funziona: se la Samp si deve difendere, si fa violenza e soffre. Non solo: arriva anche il vantaggio dei padroni di casa. Segna Evra di testa su corner: è alto un metro e 73, ma Regini lo lascia libero di saltare. La gara sembra in salita, ma Mihajlovic torna al 4-3-3 nella ripresa e fa entrare Gabbiadini.

A metà con la Juve, l'attaccante è in partenza per Napoli a gennaio: lo sa la Juve, lo sa la Samp e lo sa sopratutto il giocatore. Che non ha voglia di lasciare Torino senza un addio velenoso, come il suo mancino a giro. Proprio un suo sinistro stende la Juve e punisce Buffon al 51', riportando la gara in parità. Da lì la Samp gestisce la gara, soffre poco e sfiora addirittura il successo. Indovinate con chi? Sempre quello con la maglia numero 11.
  • La grinta mai sopita (31 agosto 2014-?)
Se c'è un aspetto su cui la Samp è di gran lunga migliorata rispetto alla scorsa stagione, è la grinta, la capacità di non mollare mai tanto richiesta da Mihajlovic. Il tecnico serbo si era spesso lamentato nel 2014 di alcune "passeggiate", ovvero di alcune gare in cui la Samp non c'era. Quest'anno non è andata così. Certo, ci si può rammaricare di tante rimonte subite, ma in fondo la squadra blucerchiata è un gruppo giovane. Alcune legnate fanno quasi bene.

A Palermo, però, c'è un antipasto di quello che sarà la Samp di quest'anno. I siciliani si affidano sopratutto a Dybala, tornato in A con la voglia di imporsi. Regini cade nel tranello e prende due gialli (di cui il secondo discutibile). Gli ospiti rimangono in dieci e prendono anche il gol dello svantaggio, segnato proprio da Dybala. Sembrerebbe quasi finita, ma la Samp mette la testa a posto. Il Palermo di Iachini (ex amato) arretra il baricentro e al 91' Gastaldello pareggia su azione da corner: è un piccolo segnale, ma è il momento che dice esattamente quella che è stata la Samp in questa seconda parte di 2014.

La gioia della Samp dopo il pareggio all'ultimo secondo di Palermo.

23 dicembre 2014

Buoni propositi.

L'ennesimo pareggio, stavolta giusto (anche se la rabbia per certi errori non passa mai). La Samp chiude il suo 2014 con un altro risultato positivo, che allunga la striscia a ?: il 2-2 contro l'Udinese poteva esser qualcos'altro, in un senso o nell'altro. Tuttavia, la squadra di Mihajlovic chiude l'anno al terzo posto con Lazio e Napoli. E probabilmente saluta Manolo Gabbiadini, che ieri ha segnato la sua ultima rete in blucerchiato.

Massimo Ferrero, 63 anni, in tribuna per i selfie (Secolo XIX)

La Samp si presenta per l'ultima dell'anno al Ferraris dopo l'1-1 trionfale allo Juventus Stadium. I blucerchiati tornano con Soriano e il tridente dal 1', mentre c'è qualche novità dietro: la squalifica di Romagnoli e l'assenza prolungata per infortunio di Silvestre, unite al ritorno di De Silvestri, cambiano tre-quarti di linea difensiva. Confermato Romero, così come capitan Gastaldello. Diverso lo scenario per l'Udinese, che punta sul 3-5-2 per riprendersi dal k.o. contro l'Hellas e strappare qualche punto al Ferraris. Di Natale, carnefice per eccellenza del Doria, parte dalla panchina per volere di Stramaccioni.
I primi 15' sono una gran lotta a centrocampo e a sbloccare la gara ci pensa proprio uno degli elementi della mediana. Al 17' lob in area di Angelo Palombo e Okaka contrasta l'uscita maldestra di Karnezis. Sulla ribattuta, spunta Pedro Obiang, che scarica un bel sinistro e batte il portiere greco per l'1-0 blucerchiato. Un episodio cruciale, che sembra portare la gara dalla parte della Samp. Tuttavia, l'Udinese non si arrende e si fa già vedere al 20', quando Koné spara a lato una buona occasione dal dischetto del rigore. La Samp dovrebbe avvertire le avvisaglie e invece subisce un uno-due tremendo nel giro di tre minuti. Alla mezz'ora, Koné non viene seguito da Soriano e va sul fondo: il suo cross arriva a Geijo, seguito da Regini. Romero esce male, il numero 19 blucerchiato non contrasta bene lo spagnolo e l'attaccante dei friulani fa uno scavetto d'esterno a irridere l'intera difesa dei padroni di casa. Il pareggio, però, non è abbastanza per gli ospiti, che trovano il vantaggio al 33': corner di Koné, gioco di blocchi di Thereau e Danilo è praticamente solo per lo stacco del 2-1. La Samp, tramortita, reagisce con un sinistro di Eder, facile sul primo palo per Karnezis.
Al riposo, la Samp finalmente si sblocca, mentre l'Udinese decide di non giocarsi più la partita. Gabbiadini ed Eder ci provano subito, ma uno trova Karnezis e l'altro spedisce la palla di poco alto sulla traversa. Quando gli sforzi sembrano inutili e Badu sfiora il 3-1, il Doria trova il pari al 60': cross ottimo di De Silvestri e Gabbiadini incorna di testa il 2-2. Un gol che sa di addio, visto il probabile trasferimento a Napoli. A quel punto la Samp ci prova a vincerla: prima Soriano, poi Gabbiadini, infine De Silvestri tentano di spaventare Karnezis. In realtà, l'occasione più nitida ce l'ha l'Udinese: cross in mezzo, Gastaldello dimentica di marcare Geijo e lo spagnolo rischia quasi di segnare il 3-2, incocciando sul palo la palla del vantaggio. Tante ammonizioni, il gioco è spezzetato e neanche l'entrata in campo di Di Natale e Bergessio cambia qualcosa. Cacciatore e Mesbah hanno due enormi occasioni, ma entrambi falliscono. Il finale è tutto per l'espulsione di Herthaux per doppio giallo: finisce con un pareggio casalingo il 2014 blucerchiato.

Danilo, 30 anni, realizza il momentaneo 2-1 per gli ospiti (Secolo XIX)

Romero 5.5; De Silvestri 7 (dal 43' s.t. Cacciatore s.v.), Gastaldello 6, Regini 5.5, Mesbah 6; Soriano 5.5, Palombo 6.5, Obiang 6.5 (dal 35' s.t. Bergessio 6); Gabbiadini 6.5, Okaka 5, Eder 6 - già pubblicate su SampNews24

Terzi a dicembre 2014, a pari merito con Lazio e Napoli: sfido chiunque di voi - anche il più ottimista - ad averci scommesso ad agosto. Che questa Samp fosse da parte sinistra della classifica per solidità, tecnica e organizzazione tattica lo sapevamo. Ma che questa squadra potesse addirittura uscire sconfitta una sola volta dalle prime 16 giornate di campionato... beh, è un mezzo miracolo. L'autore è Sinisa Mihajlovic, che ha trasformato un gruppo molto simile a quello che passeggiava nel finale dello scorso campionato in una macchina perfetta, nonostante gli interpreti diversi.
Forse è proprio questo quello che sperano a Genova: che il giocattolo funzioni anche senza il suo bomber principe. Manolo Gabbadini partirà per Napoli: manca l'ufficialità, ma tutti i protagonisti in causa - le due società, il giocatore, i dirigenti - non hanno mai negato. Un peccato, perché la Samp perde il suo marcatore principale e un giocatore che quest'anno stava avendo quella continuità che la scorsa stagione gli era mancata.
Si sa già anche chi lo sostituirà: l'Estudiantes de la Plata qualche giorno fa ha annunciato su Twitter la cessione di Joaquin Correa (detto El Tucu) alla Samp per otto milioni di dollari. Convertiti in euro, sono la stessa cifra che il Napoli corrisponderà al Doria per la metà di Gabbiadini. Insomma, i soldi sono stati subito reinvestiti e cambierà il modo di giocare della squadra di Mihajlovic. L'argentino classe '94 è un trequartista acerbo, che andrà svezzato e aspettato. Alcuni colleghi blogger esperti di calcio sudamericano mi indicano un alto rischio che sia un flop: nonostante mi fidi di loro, spero che per una volta la loro esperienza li porti dalla parte sbagliata della storia.
L'acquisto di Correa sembra indicare un chiaro passaggio dal 4-3-3 al 4-3-1-2. E forse è normale, visto che - tridente titolare a parte - Mihajlovic non ha dato molta fiducia alle loro riserve. Sansone ha visto il campo con il contagocce ed è stato spesso rimproverato per la poca incisività. Fedato è giovane e ha fatto quello che poteva. Wszolek non ha più visto il campo. Possibile che partano tutti e tre a gennaio, mentre la Samp studia un'altra rinascita per il 2015: il nome di Luis Fernando Muriel gira sempre più insistentemente dalle parti di Corte Lambruschini. Sarebbe un buon proposito per un 2015 di successi.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, saluta Genova da goleador (Secolo XIX)

15 dicembre 2014

Sampdoria Stadium.

Un altro grande risultato, una mezza impresa: la Samp ottiene un buon punto in quel di Torino e blocca la Juventus sull'1-1 nel suo impianto casalingo. Il pareggio rappresenta anche l'interruzione della striscia vincente della Juventus in casa, che collezionava vittorie da 25 partite consecutive. Ed è l'ennesimo certificato sul campionato della Samp: finché la classifica sarà così equilibrata, i blucerchiati avranno una chance europea.

Patrice Evra, 33 anni, ha segnato l'1-0 momentaneo per la Juve.

La Samp si presenta allo Juventus Stadium dopo il ritorno alla vittoria, avvenuto a Verona contro l'Hellas: una buona forma quella blucerchiata, con la squadra di Mihajlovic vogliosa di tirare un brutto scherzo a quella di Allegri. Torna Regini tra i titolari, mentre cambia il modulo: dentro nuovamente il 4-3-1-2, con Krsticic dietro la coppia d'attacco Eder-Okaka. Schieramento speculare per la Juventus, che schiera Pereyra da trequartista e Ogbonna al posto dello squalificato Chiellini. Davanti fiducia a Tevez e Alvaro Morata, che scalza Llorente dai titolari.
Il primo tempo è un monologo della Vecchia Signora. Specie i primi 20' sono di una pressione tremenda per gli ospiti, che a malapena riescono a scambiare due passaggi di fila (più per l'imprecisione blucerchiata che per i meriti dei bianconeri). Nei primi 10' Tevez e Morata scaldano i guanti di Romero, che però non può nulla al 12', quando Evra trova il vantaggio su corner: Regini lascia colpevolmente solo il francese. E la Juve batterà i calci d'angoli in maniera irregolare per tutto il primo tempo (vedere qui: ci cascherà anche Gabbiadini nella ripresa). La Samp non reagisce e Romero salva ancora i blucerchiati con una paratona su Marchisio. Tuttavia la Juve pian piano abbassa la pressione e il Doria può uscire almeno dalla propria metà campo. Anzi, al 36' Gastaldello rischia di trovare fortunosamente il pareggio, ma Buffon è pronto. Il primo tempo finisce con la Samp che gradualmente conquista campo.
La ripresa è di tenore decisamente diverso. Innanzitutto Mihajlovic comprende l'impalpibilità di Krsticic e lo toglie, inserendo Gabbiadini. Ciò implica il ritorno all'originario 4-3-3, che si dimostrerà decisamente migliore nella ripresa. Al 49' Pereyra testa ancora Romero, ma la Samp trova il pareggio due minuti dopo: discesa di Regini, supporto di Eder fino all'area e scarico per il neo-entrato Gabbiadini. Manolo cerca lo spazio per il sinistro e piazza all'angolo un altro gol alla Juventus: è l'1-1 che sorprende un po' tutti, ma che fa impazzire il settore ospiti dello Juventus Stadium. Da lì la gara diventa un grosso punto interrogativo per la Juve, che spinge ma non come nel primo tempo. Sopratutto, i padroni di casa fanno fatica a trovare la conclusione giusta negli ultimi 20 metri: Tevez ci prova, ma non spaventa Romero. E Palombo è miracoloso all'81' in chiusura su Pogba, prima che il francese possa concludere a rete. Anzi, è la Samp ad avere l'altra occasione più pericolosa della ripresa: un sinistro di Gabbiadini dai 25 metri è leggermente deviato da Ogbonna. La palla sembra pronta per gonfiare la rete un'altra volta, ma Buffon è miracoloso e devia in angolo. Nel finale, l'arbitro si dimentica anche l'espulsione per doppio giallo di Vidal: l'intervento su Duncan a pochi minuti dal recupero meriterebbe il rosso, ma Doveri si addormenta. Finisce 1-1, alla Samp va bene lo stesso, specie dopo quel primo tempo...

Manolo Gabbiadini, 23 anni, pareggia i conti appena entrato.

Romero 7; Cacciatore 6.5, Gastaldello 7, Romagnoli 6.5, Regini 6; Rizzo 6, Palombo 6.5, Obiang 6.5 (dal 37' s.t. Duncan s.v.); Krsticic 5 (dal 1' s.t. Gabbiadini 6.5); Eder 6.5, Okaka 5.5 (dal 27' s.t. Bergessio 6) - già pubblicate su SampNews24

La prova dello Juventus Stadium è l'ennesima certificazione sul campionato - fin qui straordinario - della Sampdoria di Sinisa Mihajlovic. Mancava Soriano, si è giocato con un modulo diverso e il primo tempo è stato praticamente buttato. Eppure, la Samp è uscita nella ripresa e ha tirato fuori una prestazione di raro acume tattico: benissimo la difesa, abbastanza bene la mediana, bravissimo Eder nelle ripartenze. Poco importano gli interpreti: spesso il Doria c'è. Manca solo un po' di continuità, anche durante le gare.
Due paroline vanno spese anche sull'arbitro Doveri: fortunatamente i suoi errori non hanno deciso la gara, ma far battere il calcio d'angolo dentro la lunetta sarebbe il minimo sindacale. Certo, la Juventus avrebbe comunque meritato il vantaggio nel primo tempo, ma almeno farglielo sudare tramite quelle cose strane chiamate "regole"? Sarebbe giusto. Purtroppo noi le regole le scansiamo come la peste. Per altro, ieri Okaka è stato praticamente nullo, ma l'arbitraggio di Doveri nei suoi scontri con Ogbonna è stato abbastanza one-sided: la spinta del rossocerchiato veniva regolarmente punita, il contrario è raramente avvenuto. Eppure parliamo di due statue nere da un metro e novanta, che si sono scontrate ad armi pari.
Una battutava fatta anche sul momento di due giocatori. Nenad Krsticic è chiaramente in crisi di rendimento e sono molto dispiaciuto per il ragazzo. Rimango convinto che le doti ce l'abbia, accompagnate da un'adeguata cattiveria: tutto sta nel ritrovarle. Specie se si passerà al 4-3-1-2 dopo la (probabile) cessione di Gabbiadini, ci sarà più spazio per lui. Proprio Manolo è l'altro di cui parlare: c'è chi già ne piange la cessione. La Samp sta spezzando il giocattolo nel prossimo mercato di gennaio, cosa da evitare; tuttavia, alla lunga vedrete che non sarà rimpianto. L'attaccante diventerà un buon giocatore, ma ha bisogno di maturare sulla continuità: alcune volte scompare dalla gara. Al suo posto potrebbe arrivare Joaquin Correa, trequartista dell'Estudiantes che molti danno già alla Samp nel prossimo inverno.
Ora il Doria si gode l'ultima settimana di preparazione del 2014, dove sfiderà un'altra squadra bianconera, ovvero l'Udinese di Stramaccioni. Chiudo però osservando una cosa: a fine anno, probabilmente la Samp sarà l'avversario con il miglior bilancio nella storia dello Juventus Stadium. Aperto per la stagione 2011-12, i blucerchiati ci hanno giocato tre volte: una vittoria per 2-1 nel gennaio 2013, una sconfitta onorevole nel gennaio scorso e ora questo pareggio. Niente male. Farebbero prima a chiamarlo Sampdoria Stadium.

La Samp esce con un pareggio dallo Juventus Stadium: grande gioia

26 ottobre 2014

Un buon punto (solo quello).

Di positivo c'è solo il punto. A Genova la sfida con la Roma era più attesa dai giallorossi che dai blucerchiati, ma il finale è uno 0-0 che probabilmente fa contenta solo la Samp di Sinisa Mihajlovic (nonostante la parole di Garcia a fine gara). Un pareggio tutto sommato giusto, che ha evidenziato la forma difensiva dei padroni di casa e le difficoltà degli ospiti, ancora un po' sotto tono dopo il 7-1 rimediato in Champions contro lo stellare Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Roberto Mancini, 49 anni, e Gianluca Vialli, 50, in tribuna al Ferraris.

La Samp si presenta a questa gara al terzo posto, a tre punti proprio dalla Roma di Rudi Garcia. Mihajlovic ha da affrontare l'emergenza in difesa, dove Silvestre e Fornasier sono fuori per infortunio e Cacciatore per squalifica. Rientra Romagnoli dal 1' (prima gara per lui contro i colori giallorossi) e Regini sulla fascia mancina. Anche Soriano torna dall'inizio, mentre davanti è tutto invariato. La Roma, dal canto suo, fa un po' di turn-over dopo la cocente delusione di Champions e schiera un quartetto difensivo forse inedito, con Holebas al posto di Cole e Astori al posto dello squalificato Manolas.
Nel primo tempo, la Samp decide di contenere la Roma creando ben poco. Soriano ci prova al 6', ma il suo tiro è centrale per De Sanctis. Quello è l'unico spunto degno di nota dei padroni di casa nel primo tempo: si fa fatica a impostare il gioco, Gabbiadini e Okaka sembrano contratti. Anche gli ospiti non sono i soliti, ma di fronte a una Samp rinunciataria in fase d'impostazione ci provano. Nainggolan tenta all'8', ma trova una deviazione che porta a un corner. Al 16' è il turno di Holebas dal vertice alto sinistro dell'area di rigore, ma è facile per Romero. Poi al 30' l'occasione più nitida: lancio in profondità per Gervinho. All'ivoriano è accoppiato Gastaldello, che non può ovviamente tenerlo. Lanciato in profondità, l'ex Arsenal aspetta troppo per tirare e viene contrato da Regini. La palla però prosegue la sua corsa, supera Romero e Gervinho ha una ghiotta occasione per rimettere in mezzo dal fondo. Ma l'ivoriano tenta il tiro impossibile e centra il palo, sprecando una buona chance.
Il primo tempo è questo. Fortunatamente nella ripresa i blucerchiati si svegliano un po' e hanno un sussulto d'orgoglio. L'impostazione rimane carente - specie dai 30 metri dalla porta di De Sanctis in poi - ma qualche occasione comincia ad arrivare. Ancora Romero si deve impegnare su Gervinho al 46', ma l'allungo garantisce il corner ai giallorossi. C'è un gol annullato - giustamente - a Gabbiadini per fuorigioco, ma al 64' finalmente la Samp c'è: percussione centrale di Soriano fermata da Yanga-Mbiwa, palla a Obiang che ci prova ma trova i guantoni di De Sanctis. Al 69' i padroni di casa hanno la chance della vita: solita punizione di Gabbiadini a scavalcare la difesa, ma Okaka non ha la giusta reattività a due metri dalla porta e la spizza alta. La girandola di cambi produce poco per la Roma: entra Destro, ma è Florenzi ad avere una grande occasione su cross di Torosidis. L'incornata in contro-tempo non coglie impreparato Romero, che vola e devia il colpo di testa del giallorosso. Infine, la Samp ha la palla del match-point: altra punizione di Gabbiadini, Gastaldello è solo ma spara a lato da pochi metri. Lo 0-0 forse è giusto nel conto delle occasioni, ma la Samp deve imparare a unire coesione difensiva e gioco offensivo.

Gervinho, 27 anni, si mangia clamorosamente l'1-0 giallorosso.

Romero 6.5 - Rientra da titolare a Marassi e tira fuori una buona prestazione: sempre attento Gervinho, ottimo su Florenzi.
De Silvestri 5.5 - Gervinho gli crea qualche problema. Lui potrebbe crearne tanti all'ivoriano sgroppando sulla fascia, ma lo fa poco durante la gara.
Gastaldello 5.5 - Male pure lui: passaggi sbagliati, leggerezze e l'occasione mancata per l'1-0 su punizione di Gabbiadini.
Romagnoli 6.5 - Meno preciso di altre volte, ma ugualmente efficace.
Regini 6.5 - Dalle sue parti Llajic non crea molto. Fondamentale nel salvataggio su Gervinho. Esce per infortunio: speriamo non sia niente di serio.
Soriano 6 - Primo tempo volenteroso ma pasticcione, meglio nella ripresa.
Palombo 5.5 - Vero che il gioco della Roma è quasi tutto sulle fasce, ma lui fa poco filtro e imposta ancora meno.
Obiang 5.5 - Leggasi Palombo: il pomeriggio di Cagliari sembra lontano. Anche se è la sua prima gara difficile in questa stagione...
Gabbiadini 5.5 - Punizione a parte per il quasi-assist a Gastaldello, c'è poco da notare della sua prestazione. Un gol annullato (giustamente) per fuorigioco e l'urlo strozzato in gola.
Okaka 5 - La prima partita veramente insufficiente di Stefano Okaka in questa stagione. Yanga-Mbiwa lo mette in difficoltà più di quanto sarebbe stato previsto. E si mangia l'occasione dell'1-0, anche se era difficile da metter dentro.
Eder 6 - Il migliore dei tre davanti. Mette in difficoltà Torosidis e costringe Llajic ad arretrare. Nel finale esce per far spazio a Rizzo e mantenere il punto.

Mesbah 5.5 - Entra per l'infortunato Regini e cominciano a sfondare sulla destra.
Rizzo s.v. - L'obiettivo era fare legna a centrocampo nel finale di gara.
Bergessio s.v. - Qui le colpe vanno a Mihajlovic: non si capisce cosa possa fare l'argentino in una partita così brutta in cinque minuti più recupero. Un ingresso tardivo.

Non è stata affatto una gran gara quella della Samp. Così come la Roma non era al suo massimo: i giallorossi hanno avuto tre nitide palle-gol, ma sono abituati a far meglio di così. Se da una parte la Samp ha mantenuto la vocazione "Atlético" - ovvero quella di far giocare l'avversario peggio di come potrebbe - dall'altra ha creato molto poco con il gioco. Le tre occasioni blucerchiate sono arrivate da calci piazzati o spunti individuali: si può fare meglio di così. Anche perché mercoledì si va a Milano per giocare contro la pericolante Inter dell'ex Mazzarri, in grande crisi. Vedo grande ottimismo in giro dopo questa gara perché si è affrontata la Roma, ma si è deciso - sopratutto nella prima frazione - di non giocare questa partita, ma di contenere la Roma. Spero di non vedere più uno scenario del genere. Dobbiamo giocarcela con tutti, anche a costo di perdere le gare. Meglio così che prendere una rete dopo aver visto 45' senza un tiro in porta. O forse no?

Il rientro sfortunato di Vasco Regini, 24 anni, costretto a uscire per infortunio.

02 settembre 2014

Ripartenza col botto.

L'estate 2014 sarà ricordata come rivoluzionaria per la Sampdoria. Cambiata la proprietà, con l'uscita di scena della famiglia Garrone e l'ingresso di un istrionico e misterioso Massimo Ferrero. Cambiate alcune facce in squadra, dove sono arrivati sopratutto Bergessio, Viviano e Silvestre, più una serie di acquisti complementari. Sarà l'ultima stagione per molti "pesi" di mercato. La garanzia? Sinisa Mihajlovic, sempre in panchina. E la prima di campionato si è conclusa con un pareggio allo scadere a Palermo.

Massimo Ferrero, 63 anni, è il nuovo presidente della Samp da giugno.

La partita di Palermo ha dimostrato che la Samp per lo meno avrà una nuova dote nella stagione 2014-15: la grinta, che è sembrata mancare nell'ultima parte della scorsa annata, quando la Samp si è sciolta nel finale del campionato. Scesi in campo con pochi difensori (Romagnoli non era ancora arrivato e Silvestre aveva alle spalle un solo allenamento), i ragazzi di Mihajlovic affrontavano nuovamente Beppe Iachini, il tecnico della promozione ai play-off nel 2011-12. Dal canto suo, il Palermo era e probabilmente rimane un cantiere aperto, in attesa di una salvezza che appare l'unico obiettivo possibile quest'anno. Troppi volti nuovi in Sicilia per sperare in qualcosa di più del mantenimento della categoria.
Partiti piano, i blucerchiati hanno subito il gol del vantaggio rosanero da parte di Dybala. Curiosità: l'attaccante argentino ha segnato solo quattro gol in Serie A, ma tre di questi contro la Sampdoria e tutti al Barbera. Un Dybala scatenato e che ha fatto scattare in Mihajlovic il paragone con Messi, vista la forma del numero 9 del club siciliano. Una Samp un po' contratta, che poi ha perso anche Regini, schierato per l'occasione da difensore centrale. L'ex Empoli si è reso protagonista di due gialli in pochi minuti, prima per un fallo su Dybala e poi per un involontario, ma chiaro fallo di mano. Un inizio non brillante quello del terzino della Samp.
Al riposo sotto 1-0, i blucerchiati non sono riuscito a spezzare di molto l'andamento della gara. Silvestre per Sansone è servito a dare più equilibrio alla difesa, ma il cambio Bergessio per Palombo aveva l'intenzione di ribaltare il risultato. Anche perché il Palermo non ha spinto molto, nonostante il vantaggio sia nel punteggio che negli uomini in campo. Poi la Samp ha trovato il guizzo di grinta nel finale: su corner De Silvestri ha spizzato il pallone sul secondo palo, dove Gastaldello ha concluso in rete. Un pareggio raggiunto al 91', seguito da un grande abbraccio di gruppo, a manifestare come la squadra remi tutta nella stessa direzione. Una situazione molto differente rispetto a quanto verificatosi lo scorso anno, quando la compagine blucerchiata partì in panchina con Delio Rossi e i giocatori - mesi dopo - dimostrarono come fosse complicato seguire l'ex allenatore di Lazio e Palermo.


Il mercato, chiusosi ieri, ha portato qualche novità. La Samp ha soddisfatto tutte le esigenze di Sinisa Mihajlovic, che voleva una squadra completa e ha ricevuto in cambio ciò che aveva chiesto al neo-presidente Ferrero. I due si stimano: sopratutto è il numero uno blucerchiato ad ammirare il tecnico serbo, come ha ribadito più volte durante quest'estate. Si parla di amore puro. Se la stagione andrà come sperano in società (Ferrero ha parlato apertamente di Europa, Mihajlovic di parte sinistra della classifica), è probabile che l'allenatore blucerchiato lasci Genova e si alzi di livello. Del resto, Mihajlovic era il candidato a sostituire Conte a maggio sulla panchina della Juventus.
Del mercato parlerò meglio nei prossimi giorni, ma tante situazioni sono state risolte. Specie in uscita, si è fatto un grande mercato: è mancata la sistemazione di Sergio Romero, ma a questo ha contribuito l'argentino, che ha rifiutato tutte le destinazioni proposte. Nonostante gli sforzi di Mino Raiola (c'è sempre lui dietro queste situazioni), il portiere della Selecciòn non ha trovato un altro "posto di lavoro" degno della sua grandezza. Che andrebbe un filino ridimensionata. Quando è arrivato alla Samp, Romero è stato effettivamente un grandissimo colpo. Ma dopo il finale della stagione 2012-13 e l'anno di panca al Monaco, onestamente non si capisce cosa pretenda l'estremo difensore della nazionale argentina. Romero ora farà il terzo portiere a Genova: sarà contento lui, un po' meno la società, costretta a pagare un milione e 700 mila euro d'ingaggio a un giocatore che probabilmente neanche vedrà la panchina.
Infine, Massimo Ferrero. Quando arrivò in quel pomeriggio di metà giugno in cui rilevò la Samp da Edoardo Garrone, fu tutto molto improvviso. Pochi conoscevano il suo profilo e ciò che faceva nella vita: produttore cinematografico, gestore di multisale romane ed ex attore. Ma sopratutto un personaggio istrionico e tutto da scoprire. Personalmente non ne sono entusiasta. I tifosi della Samp hanno visto la questione in maniera dicotomica: meglio un Ferrero che scatena le risate di quelli di Sky, ma fa un ottimo mercato e costruisce la squadra per il volere di Mihajlovic, o un Garrone signorile, ma incredibilmente sintetico nelle operazioni di mercato? Qui manca la terza opzione: la verità è che io avrei preferito un presidente alla Tommaso Ghirardi, una persona misurata ma capace di riportare il Parma in Europa (sebbene poi il Torino abbia beneficiato del posto in Europa League). Evidentemente l'Italia è destinata a rimanere un paese di scontri da all or nothing, anche su queste misere questioni. In ogni caso, è stata una ripartenza con il botto. Con la speranza che i fuochi d'artificio di questa stagione non siano finiti qui.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, seconda stagione da tecnico blucerchiato.

17 febbraio 2014

Fuori categoria.

Ci siamo sempre detti che la Samp di Mihajlovic può giocarsela con qualunque squadra di questo campionato: la verità è che, invece, forse è il caso di ridimensionare certe pretese. Il tecnico serbo incassa a Roma la terza sconfitta della sua gestione: un 3-0 netto, che forse rappresenta la prova più brutta dei ragazzi durante la gestione dell'allenatore balcanico. Inoltre, nonostante le curve vuote, la Roma non ha sentito la mancanza dei suoi tifosi e ha giocato una grande gara.

La Curva Sud dell'Olimpico vuota: non ha fatto la differenza contro la Samp.

La Samp si presenta all'Olimpico dopo i sei punti conquistati con Genoa e Cagliari; la formazione è il solito 4-2-3-1, con l'assenza forzata di Maxi Lopez e quella precauzionale di Okaka. Così davanti torna Eder, con Wszolek nel ruolo di esterno sinistro. La Roma, dal canto suo, soffre la mancanza di Totti (che segna sempre contro la Samp) e si gioca la carta Destro davanti, con De Rossi a riposo causa leggero infortunio. Poco importa che si abbia di fronte la seconda in classifica: la Samp fa un'ottima figura all'Olimpico nella prima mezz'ora, lasciando pochi spazi ai giallorossi. Nei 20' iniziali, i padroni non fanno una conclusione nello specchio della porta blucerchiata; poi inizia un bombardamento. Gervinho parte bene sulla linea del fuorigioco e salta Da Costa con uno scavetto, ma capitan Gastaldello spazza sulla linea. Ci prova poi Pjanic con un tiro a lato, prima che la Samp dia un segno di vita con due conclusioni dalla distanza di Soriano e Krsticic nel giro di un minuto. La Roma però continua ad attaccare: Destro manca due volte l'impatto con il pallone sui pericolosi cross di Gervinho e Florenzi, mentre Strootman - servito malamente da Palombo (!) - spara addosso a Da Costa e si mangia l'1-0. E' solo questione di tempo prima che la Roma sfondi le difese blucerchiate: angolo di Pjanic, Regini si perde Destro e l'ex Genoa segna l'1-0 di testa. Proprio lui, che incitava alla retrocessione Samp nel 2011, realizza il vantaggio romanista.
Nella ripresa, il copione cambia. Certo, il braccio di Benatia in area sarebbe da rigore e potrebbe complicare i piani dei padroni di casa, ma l'arbitro decide di soprassedere. E così arriva puntuale il 2-0 al 54' con una punizione a foglia morta di Pjanic: la barriera fa male il suo lavoro e anche Da Costa non appare esente da colpe. Tre minuti e la Roma chiude il conto: Florenzi, Gervinho e palla a Destro, che difende la sfera e la sbatte in rete con un violento destro per il 3-0 conclusivo. Da lì, la gara diventa un monologo dei giallorossi. La Samp prova a farsi vedere con un destro di Palombo, ma è la squadra di Garcia a sfiorare il 4-0. Pjanic spara a botta sicura ma trova la respinta di Krsticic, mentre Da Costa contiene il tiro-cross di Gervinho a metà secondo tempo. Quando la gara è ormai ai titoli di coda, arriva anche l'espulsione per doppio giallo di Gastaldello: molto fiscale, ma non che la partita avesse ancora qualcosa da dire. Si chiude con un punteggio giusto per quanto si è visto e la Samp ha capito una cosa: non può giocarsela probabilmente con le prime quattro di questa Serie A. Le altre sono tutte alla portata della squadra di Mihajlovic.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, salterà il Milan per squalifica.

Da Costa 5 - Non può uscire bene da una serata in cui prende tre gol. Su quello di Pjanic poteva fare qualcosina in più, anche se il pallone era velenoso. Bello il riflesso che ha sulla conclusione di Strootman.
De Silvestri 6 - L'unico della difesa a salvarsi: Florenzi non gli dà tutti questi problemi. Stupido il giallo che rimedia: salterà il Milan.
Mustafi 5 - La serata è difficile e i continui movimenti delle due ali giallorosse lo fanno impazzire.
Gastaldello 5 - Anche lui avrebbe potuto meritare una sufficienza, se non fosse che Destro lo scherza e viene espulso (fiscalmente) nel finale di gara. Grande il salvataggio sulla linea dopo la conclusione di Gervinho.
Regini 4.5 - Gervinho lo ha travolto: non lo ha visto mai. Inoltre, si perde Destro sul corner dell'1-0.
Palombo 5 - La giusta media fra una sufficienza in fase offensiva (grandissimo il lancio per Eder nel primo tempo) e le gravi insufficienze in fase difensiva. Per poco non regala anticipatamente l'1-0 agli avversari.
Krsticic 5.5 - Anche lui abbastanza invisibile. Se non altro non fa danni.
Gabbiadini 5 - Sgomita, lotta, ma non crea occasioni. Tenta la conclusione un paio di volte, ma non centra la porta.
Soriano 5 - Lui la porta la centra, ma non riesce a fare la solita gara tutta esplosività e dinamismo.
Wszolek 5 - Aveva di fronte Maicon: diciamo che non era la più semplice delle serate. E anche lui salterà il Milan domenica.
Eder 5 - Anche lui si sbatte, ma quando sei da solo di fronte alla migliore coppia difensiva della Serie A, sgusciar via non è facile.

Obiang 5.5 - Entra, ma la partita è già ampiamente compromessa.
Okaka 5.5 - Come sopra, in più ha una condizione fisica limitata.
Fornasier s.v. - Nuovamente contro la Roma, entra per limitare i danni dopo l'espulsione di Gastaldello.

Dopo questa batosta capitolina, la Samp è attesa da una prova più fattibile, quella con il Milan del Ferraris la prossima domenica. I rossoneri vincono ma non convincono e rappresentano la tipica squadra che la Samp potrebbe battere. La compagine di Seedorf ha un arsenale offensivo incredibile, ma difetta in costruzione del gioco e difesa: lì la Samp può colpire. Anche se dovrà farlo senza De Silvestri, Gastaldello e Wszolek, tutti squalificati in vista della gara contro il Milan. Intanto, toccherà ricordarsi la lezione di ieri sera: ci sono squadre fuori categoria, anche per questa Samp.

Miralem Pjanic, 23 anni, ha chiuso la gara con una magnifica punizione.

10 febbraio 2014

Sofferenze di media classifica.

Doveva essere una gara difficile e tale è stata: Sinisa Mihajlovic si è rivelato un buon profeta. La Samp batte il Cagliari, ma lo fa soffrendo e sparendo dal campo negli ultimi 20' di gioco. Forse il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, ma la difesa blucerchiata è stata ottima in molte occasioni. Insomma, un successo complicato, ma che dà continuità allo score della Samp, che ora è ben lontana dalla zona retrocessione e può guardare con maggior fiducia al futuro.

Diego López, 39 anni, rammaricato per il suo Cagliari sconfitto al Ferraris.

La Samp, dopo la vittoria nel derby, si presenta colma d'entusiasmo di fronte a un Cagliari in ripresa, che ha appena sconfitto la Fiorentina al Sant'Elia. Mihajlovic avrebbe voluto confermare gli undici del derby, ma l'assenza di Maxi López costringe il serbo a rinunciare a lui e a far esordire Okaka. Non solo: anche Mustafi è assente (squalificato); al suo posto c'è l'esordio di Fornasier in campionato, dopo che il giovane difensore aveva giocato solamente in Coppa Italia. López, invece, si presenta con Sau e Nené davanti, con Vecino a sostegno del duo d'attacco: il solito 4-3-1-2 tanto caro ai sardi.
Sau impegna subito la difesa doriana, facendo capire che sarà il pericoloso degli ospiti durante tutto il pomeriggio. Al 10', poi, si sblocca il risultato: Okaka disturba Avramov su un cross di Eder e ottiene l'angolo. Sulla battuta di quest'ultimo, Krsticic riceve palla e mette in mezzo, dove Gastaldello anticipa Astori e firma l'1-0 da distanza ravvicinata. La zuccata del capitano alza a due i gol in campionato e porta la Samp in vantaggio. Eder continua a creare panico tra la difesa sarda, ma è il Cagliari a recriminare: a Sau viene annullato una rete regolare, con De Silvestri che tiene tutti in linea. Un errore che favorisce la Samp, che ci prova ancora con Eder: il brasiliano è decisamente il più attivo tra i blucerchiati, mentre Gabbiadini viene fermato da Murru o murato nelle sue conclusioni dalla retroguardia avversaria. Proprio il numero 11 del Doria potrebbe chiudere il match, ma spara su Avramov alla fine del primo tempo da pochi passi.
La ripresa vede ben altro copione: la Samp gioca di ripartenza, sparendo dal campo con il passare dei minuti. Prima Nené impensierisce Da Costa, poi è Gabbiadini a sprecare ancora il 2-0 con un sinistro forzato dal vertice destro dell'area piccola. Praticamente è l'ultima occasione dei padroni di casa, che subiranno la pressione degli ospiti fino alla fine della gara: un braccio di Fornasier potrebbe essere da rigore sul tiro di Sau, ma l'arbitro ignora l'intervento. I sardi spingono molto, ma fanno fatica a concludere in porta, con il numero 9 rossoblu costantemente il più pericoloso tra i suoi: alla fine, rimangono solo molte scaramucce e l'intervento da rosso diretto di Conti, che per poco non spacca una tibia a De Silvestri. Il risultato non è giusto, ma i tre punti sono tutti blucerchiati.

I ragazzi blucerchiati festeggiano dopo il gol-partita del capitano.

Da Costa 6.5; De Silvestri 6.5, Gastaldello 7, Fornasier 5.5, Regini 6.5; Palombo 6, Krsticic 5.5 (dal 38' s.t. Wszolek s.v.); Gabbiadini 5.5, Soriano 5.5 (dal 15' s.t. Obiang 5.5), Eder 6.5; Okaka 6.5 (dal 38' s.t. Renan s.v.) - già pubblicate su SampNews24

E' arrivato così l'ennesimo successo di Sinisa Mihajlovic: inoltre, la Samp continua a esser imbattuta al Ferraris da quando c'è il serbo sulla panchina blucerchiata. Una sicurezza così grande per il futuro della Samp, tanto da costringere Garrone a insistere sul fatto che il contratto del tecnico scada nel 2015: un modo per allontanare eventuali sirene dell'Inter (che già una volta l'aveva quasi scelto per il dopo-Leonardo) e della nazionale serba (che lo vorrebbe indietro). Mihajlovic è una sorta di Re Mida: ha tirato fuori questa squadra dalla zona retrocessione, l'ha resa cinica ed efficace, propositiva e concreta al tempo stesso. Ha rimesso a posto la difesa, con Da Costa che ha fatto meglio della prima parte di campionato (tanto da rinunciare a Julio Cesar a gennaio). Ha valorizzato Regini, Mustafi, Soriano e Gabbiadini; ha reso Eder bomber implacabile e ha fatto tornare al gol Maxi. In più, ieri Okaka ha fatto una buona gara: l'ennesimo miracolo, visto che non giocava da mesi. Ora c'è solo da sperare una cosa: evitare che si ripeti l'"effetto Rossi". Vi ricordate la Samp dei primi due mesi con Delio Rossi? Stessa identica situazione. Poi l'effetto si è esaurito e gli altri otto mesi con l'uomo di Rimini sono stati un dramma. Mi auguro che non si ripeta quest'eventualità: sarebbe gravissimo e compromettente per la stagione blucerchiata.

Daniele Gastaldello, 30 anni, insacca l'1-0: sarà il risultato finale.

15 gennaio 2014

Giallo risol(u)to.

E' finito il girone d'andata, eppure un primo mistero ce lo sentiamo di averlo risolto: il problema della Samp sembrava intanto essere Delio Rossi. La Samp batte anche l'Udinese 3-0, in una gara meritatamente vinta, seppur piena di episodi: il protagonista, più che Eder, è Mazzoleni, autore di un vero e proprio show. Anche lui è un giallo, ma risoluto: ciò nonostante, i blucerchiati chiudono il girone d'andata a quota 21 punti e possono guardare più fiduciosi al futuro.

Sinisa Mihajlovic, 44 anni, e la sua Samp chiudono l'andata a quota 21 punti.

La Samp, dopo la sconfitta di Napoli, si ripresenta al Ferraris con qualche novità: dentro Costa dall'inizio per un acciaccato Regini, non ancora recuperato. A sostituire Obiang non è Renan, ma Krsticic arretrato in mediana, sconvolgendo i pronostici della vigilia; davanti ancora Eder con Wszolek sulla fascia sinistra. L'Udinese si presenta in formazione tipo, sebbene manchi come al solito Muriel: Di Natale è assistito da Pereyra e Maicosuel. E' la Samp a tenere il pallone fin dall'inizio, con gli ospiti che si limitano a rincorrere gli avversari. Al 15', l'episodio che dà una prima svolta alla partita: filtrante ottimo di Krsticic per Eder, con il brasiliano che viene toccato da Kelava in uscita. Giallo al portiere croato e rigore, che il brasiliano trasforma: record di gol in una stagione di A e 1-0 per i padroni di casa. Soriano, quattro minuti dopo, spaventa ancora Kelava con una spizzata sul cross di Costa, che va fuori di poco. Il massimo prodotto dall'Udinese nella prima frazione è un colpo di testa sbilenco di Domizzi su punizione di Di Natale: troppo poco per impensierire la Samp. In compenso, il protagonista è Mazzoleni: cinque gialli, tra cui i due assegnati ad Allan, espulso al 35'.
I friulani rientrano con Badu al posto di Maicosuel per sperare nel miracolo: un 3-4-1-1 abbattuto immediatamente dal raddoppio blucerchiato. Palombo rimette in mezzo un pallone rasoterra ed è Eder ad agguantarlo, per il 2-0 davanti a Kelava: tuttavia, dobbiamo precisare che ci sia un fuorigioco sul tocco di Gabbiadini, che cambia leggermente la direzione del pallone quando arriva all'attaccante brasiliano. Lì la partita si chiude: l'Udinese fa persino fatica a tenere il pallone e non è in giornata. Anzi, prima Eder impensierisce Kelava, poi De Silvestri trova due volte il salvataggio di Gabriel Silva sulla linea. Quando la gara sembra ormai incamminata verso i binari giusti, è Soriano a commettere un'ingenuità: già ammonito, molla un pestone gratuito a Domizzi e il secondo giallo è sacrosanto. 10 contro 10, la partita potrebbe riaprirsi, anche per un rigore non assegnato agli ospiti per fallo di Wszolek su Heurtaux (con il polacco che sarebbe forse anche stato espulso per secondo giallo). L'ennesimo errore di valutazione della serata di Mazzoleni porta anche al doppio giallo per Gabriel Silva, con una gomitata che c'è su De Silvestri, ma nella quale il terzino blucerchiato accentua parecchio. La gara si conclude lì, con la Samp a creare occasioni e l'Udinese inerme: nella girandola di cambi, Eder ci riprova ma il suo tiro è alto. C'è il tempo per arrotondare il punteggio, quando Gastaldello sigla il 3-0 di testa su punizione pennellata di Gabbiadini. Si chiude così un girone d'andata a quota 21 punti, che fa ben sperare per il futuro.

Shkodran Mustafi, 21 anni, a duello con Antonio Di Natale, 36.

Da Costa 6 - Praticamente inoperoso, si sporca i guanti nel finale con la conclusione di Bruno Fernandes.
De Silvestri 6 - Gabriel Silva non gli crea tutti questi problemi. Forse il peggiore del reparto difensivo, ma solo per i due gol che si mangia davanti a Kelava.
Gastaldello 7 - Preciso, puntuale, ma sopratutto goleador nel finale.
Mustafi 6.5 - Marca bene Di Natale e lo segue a dovere: rispetto al capitano, gli manca la rete per alzare il voto.
Costa 7 - Parte timido nei primi 20', poi comincia a spingere: con l'espulsione di Allan, trova praterie e Basta viene distrutto. Molto, molto bene nel secondo tempo.
Palombo 6.5 - A buoni livelli, specie quando non si intrattiene nel lancio lungo: molta della differenza con la prestazione di Napoli è qui. Stravince il duello con Pinzi.
Krsticic 6.5 - Quando trova l'ispirazione, come nell'assist che causa l'azione del rigore, è geniale.
Gabbiadini 6.5 - Tanta buona volontà, tanti tiri dalla distanza (e bassa percentuale di presa della porta): si salva un pochino nel finale quando mette l'assist per Gastaldello.
Soriano 5 - 6.5 per la gara, 3 per l'ingenuità commessa: sei ammonito, Domizzi ormai ha buttato la palla... la Samp non ha bisogno di certe sciocchezze. Per altro, mancherà a Torino.
Wszolek 5.5 - Forse è l'unico veramente rimandato della gara: parte bene nel primo tempo, dove è arruffone ma mette in difficoltà Basta. Poi si spegne e rischia di causare anche un rigore, non fischiato da Mazzoleni.
Eder 7.5 - Sempre presente, doppietta e rigore guadagnato. A questo va aggiunto anche il record di gol in Serie A, ottenuto nel solo girone d'andata: grande.

Bjarnason 6 - L'obiettivo è evitare che Wszolek faccia altra ingenuità.
Renan s.v. - Sostituisce un buon Krsticic, molla un paio di pestoni e si becca una gomitata clamorosa in pieno volto da Pinzi (stranamente non sanzionata).
Sansone s.v. - Entra nel finale per l'ovazione a Eder.

Ora si guarda alla Juventus con fiducia, seppur l'impresa sia difficile: la squadra di Conte ha ottenuto undici vittorie consecutive e sembra una corazzata. Obiettivamente, i bianconeri fanno campionato a parte; tuttavia, il sogno di ripetere lo scherzetto dell'anno scorso c'è e proprio nella passata stagione la Samp fu l'unica squadra ad infliggere una doppia sconfitta alla Juve. All'andata, fu 1-0 per i bi-campioni d'Italia: vedremo se andrà allo stesso modo allo Juventus Stadium. Intanto, un giallo è stato risolto: Mihajlovic sembra esser l'uomo giusto per la Samp (salvo ripensamenti).

Grande serata per Eder, 27 anni: doppietta e record di gol in una stagione in A.

01 dicembre 2013

Colpo di pistola.

Beh, forse il vento sta leggermente girando. Forse il sinistro scagliato da Renan al minuto 89 di Inter-Samp oggi a "San Siro" non è solo il segno che i nerazzurri non sono lo squadrone che l'inizio di campionato sembrava dimostrare. Forse è anche il segnale che la Samp possa girare la difficile condizione psicologica che attraversa. Anche oggi, i blucerchiati rischiavano di uscire con zero punti contro una squadra non certo in  buona condizione; invece, il brasiliano ha tirato fuori il jolly. Ma ci vorrà di più di questo.

Javier Zanetti, 40 anni, e Sinisa Mihajlovic, 44, si scambiano il cinque a fine gara.

La Samp, dopo l'incredibile beffa subita contro la Lazio al "Ferraris" domenica scorsa, si presenta di nuovo con il 4-2-3-1, ma in variante offensiva. Torna Eder e Mihajlovic lo schiera insieme a Pozzi e Gabbiadini, con Soriano a sostituire lo squalificato Krsticic. Insomma, il tecnico serbo non rinuncia alla sua identità neanche di fronte all'Inter di Mazzarri, che cerca di accelerare il passo in campionato. Senza attaccanti, continua il 3-5-1-1 con Alvarez alle spalle di Palacio, uomo pericoloso per i colori blucerchiati.
Pronti, via e la Samp comincia più spigliata di quanto qualcuno si aspettasse al cospetto di Erick Thohir, nuovo presidente dell'Inter, alla prima da numero uno nerazzurro a "San Siro". E' sopratutto il tiro dalla distanza di Gabbiadini ad impegnare Handanovic. Poi, al 17', ecco il puntuale episodio che rischia di decidere la gara: proprio Gabbiadini, in posizione inedita di terzino destro, deve difendere su Alvarez. Una, due finte e l'attaccante blucerchiato ci casca; sul cross dell'argentino, Costa buca e Guarín ha tutta la libertà di colpire per l'1-0 dei padroni di casa. L'Inter si fa rivedere dalle parti di Da Costa con Jonathan e Cambiasso, ma tende a gestire una Samp imprecisa, che con Pozzi prova a spaventare Handanovic. Nel finale, gli ospiti perdono capitan Gastaldello, con Regini che entra al suo posto, costretto ad uscire per infortunio.
Nella ripresa, iniziata senza cambi, è ancora l'Inter a rischiare di segnare il 2-0: Guarín centra il palo con un destro potente e Da Costa non può nulla. Ciò nonostante, i nerazzurri spariscono dal campo per la successiva mezz'ora, nel vano tentativo di gestione del risultato. Mai errore fu più grave: la Samp si riorganizza e immediatamente spaventa i tifosi di casa, con il gol annullato a Pozzi per fuorigioco dell'assist-man Eder. Insomma, gli ospiti ci sono e cercano di fare la gara, visto che l'Inter sta lì, senza colpo ferire. Ancora Handanovic deve togliere le castagne dal fuoco, stavolta su punizione di Eder: una battuta centrale, che però rischia di mettere in difficoltà lo sloveno, costretto all'angolo. 
La girandola dei cambi, dovuta anche ad una partita maschia, non cambia molto. Nell'Inter dentro Kovacic, Belfodil e sopratutto Mudingayi, per coprire ancor meglio il centrocampo; nella Samp, in campo il recuperato Sansone e Renan, che non vedeva il terreno di gioco da un po' di tempo. Quando i titoli di coda sembrano in arrivo, ecco il colpo di scena finale: su una respinta della difesa nerazzurra, il brasiliano scaglia un gran sinistro dai 25 metri, sul quale Handanovic non può arrivare. Primo gol ufficiale con la maglia della Samp e prima marcatura in A per il 27enne centrocampista: mai scenario avrebbe potuto esser migliore. Nel finale, la paura del contraccolpo c'è, ma la Samp resiste e porta a casa un punto più che meritato. Del resto, è lo stesso Mazzarri ad aver ammesso, a fine gara, l'ottima prova da parte dei blucerchiati. Forse ottima è troppo, ma il succo è sostanzialmente di quelli da bere con grande soddisfazione.

Fredy Guarín, 27 anni, scaglia in porta l'1-0 momentaneo per l'Inter.

Da Costa 6; De Silvestri 6, Mustafi 6, Gastaldello 6 (dal 42' p.t. Regini 5.5), Costa 5; Palombo 5.5, Obiang 4.5 (dal 40' s.t. Renan 7); Gabbiadini 5.5, Soriano 6.5, Eder 5.5; Pozzi 5.5 (dal 27' s.t. G. Sansone 5.5) - già pubblicate su SampNews24

Nonostante la buona prova, mi scuserete se non mi unisco ai cori di giubilo. Le prestazioni delle prime due partite della gestione Mihajlovic intanto dimostrano una cosa: i giocatori non stavano più con Delio Rossi. Chissà se non c'è mai stato feeling e solo la striscia iniziale di buoni risultati tra gennaio e marzo aveva effettivamente cementato il gruppo. Intanto, qualche intervista di questi giorni e l'impegno profuso dai ragazzi contro Inter e Lazio sembra dimostrare questo punto. Il secondo è che la Samp, comunque, rimane una squadra spuntata davanti e distratta dietro. Il gol subito oggi è l'ennesima ingenuità da terza categoria che, in A e lottando per la salvezza, bisognerebbe evitare. Anche perché - spiace per Mazzarri - l'Inter non sembra più lo squadrone di inizio campionato. Forse, semplicemente, non lo era mai stato, ma era partita bene: ora, con Icardi e Milito out e con un cumulo di centrocampisti ad attaccare, neanche Palacio può fare miracoli. Se poi Renan tira fuori il jolly dell'ultim'ora, il pareggio è d'obbligo.
Difficile commentare anche le parole di Mihajlovic, che è soddisfatto. Sul piano dell'atteggiamento, posso capirlo. Sul piano del gioco, invece, l'impressione è che la Samp giochi parecchio sbilanciata (oggi in campo almeno tre attaccanti per tutta la gara, anche dopo il cambio Pozzi-Sansone), ma con un'impostazione ben arretrata. Per altro, Eder e Gabbiadini non sembrano a pieno agio nel ruolo di esterni dietro la punta. Un conto è farlo nel 4-3-3, dove tre uomini coprono le tue scorribande; un altro è quando devi cantare e portare la croce, con Obiang in condizioni pessime e Palombo non in giornata splendida. Insomma, bisognerà riprensare a questo: Eder, Sansone, Gabbiadini sono tutte seconde punte. Sì, persino lo splendido Manolo si sta rivelando un errore del mercato estivo non in quanto a prestazioni, bensì come equivoco tattico. Comprato come prima punta da 15 gol, nessuno si sta accorgendo come il suo baricentro sia sempre lontano dalla porta; vuoi per tentare la conclusione dalla distanza o partecipare meglio al gioco, Gabbiadini non è mai in area.
In questo senso, un piccolo consiglio voglio darlo al caro Sinisa: butti dentro - IN OGNI GARA - uno tra Wszolek ed il desaparecido Rodriguez. Entrambi sono esterni veri, anche se il polacco ha una maggiore propensione offensiva, mentre l'argentino giocherebbe più avanti del solito. Per altro, schierare "Maticrack" dietro la punta gli garantirebbe numerosi spazi per offendere: chissà di non ritrovarsi la soluzione ai propri problemi in casa. Intanto, anche Renan timbra il cartellino del primo gol ufficiale con la Samp. Il brasiliano potrebbe essersi conquistato qualche spazio per le prossime gare. Con un colpo di pistola nei titoli di coda.

Renan Garcia, 27 anni, scaglia il sinistro dell'1-1 finale: primo gol ufficiale con la Samp.

25 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - parte prima).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la prima parte, riguardante portieri e difensori.

Sergio Romero, 26 anni: stagione strana la sua, la prima in A.

PORTIERI
1 Angelo Da Costa (4 presenze, 7 gol subiti): 6.5 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Il portiere della normalità: ogni tanto ha dei guizzi (vedi rigore parato in Samp-Sassuolo dell'anno scorso), ma rende secondo una linea che non subisce mai sobbalzi o cali. Lui fa quel che può e lo fa bene: gioca solo quattro partite stagionali, ma trova il modo di farsi apprezzare. E' destinato ad essere il secondo a vita in A, ma è un ruolo in cui eccelle senza problemi.

22 Sergio Romero (33 presenze, 40 gol subiti): 6.5 - migliore match: Milan-Samp 0-1
Le numerose disattenzioni degli ultimi tempi hanno fatto passare in secondo piano le parate compiute ad inizio stagione. Qualcuno si ricorda i suoi miracoli a "San Siro", le due grandi partite contro la Roma o gli interventi allo "Juventus Stadium"? No, di questi tempi faccio anche io a ricordarle; tuttavia, esse non vanno dimenticate, altrimenti non si riuscirebbe a dare la giusta caratura all'annata del portiere della nazionale argentina. Non un gran scuola, ma uno che - per doti tecniche - in A può starci benissimo.

32 Tommaso Berni (3 presenze, 5 gol subiti): 6 - miglior match: Parma-Samp 2-1
Arrivato come uomo spogliatoio di ritorno dal Portogallo, il ragazzo fa il suo dovere di collante all'interno dell'ambiente. Poi, in campo, scende per tre volte e prende cinque palloni dal fondo della porta, senza rimanere particolarmente in mente per i suoi interventi.

DIFENSORI
3 Andrea Costa (28 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Napoli-Samp 0-0
Sicuramente una delle migliori rivelazioni del Doria di quest'anno, sebbene la prima parte di stagione non sia stata particolarmente esaltante. Il guaio principale è che - da terzino nella difesa a 4 - non si esalta. Inoltre, appariva molto nervoso e già l'anno scorso, in B, aveva avuto un calo vertiginoso delle prestazioni. Lo subisce anche in A, riprendendosi da gennaio in poi, quando comincia a sfoderare ottime giocate. Certo, l'infortunio lo mette fuori gioco qualche settimana fa, ma spero possa essere più continuo l'anno prossimo.

7 Paolo Castellini (8 presenze, 0 gol): 6 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Se l'anno scorso ci si aspettava molto da lui, nonostante l'anno di poche presenze a Roma, quest'anno non c'era eccessiva attesa per le sue prestazioni: per questo, è molto più facile dargli la sufficienza, specie per il finale di campionato. Quando c'è stato bisogno, il terzino è diventato centrale sinistro ed è stato all'altezza del suo compito.

8 Shkodran Mustafi (17 presenze, 0 gol): 6.5 - migliore match: Samp-Bologna 1-0
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

13 Gaetano Berardi (21 presenze, 0 gol): 5
Stagione a due facce la sua: nella prima parte di campionato, sotto Ferrara, è tosto e ricorda il Campagnaro dei bei tempi per la tenacia, privata però del dribbling. Alla lunga, il fatto che non spinga mai su quella fascia si fa sentire e alla lunga viene lasciato fuori. Rossi lo utilizza un paio di partite: quando lo svizzero si fa espellere ingenuamente allo "Juventus Stadium", il tecnico capisce che non può più contare su di lui.

Andrea Costa, 27 anni, una delle note positive della stagione blucerchiata.


15 Simon Poulsen (7 presenze, 0 gol): non giudicabile - miglior match: Lazio-Samp 2-0
Quando parti titolare per tre volte in stagione e scendi in campo per appena 10' nelle altre quattro presenze,  difficile darti un giudizio: questo è quello che mi sento di dire su Poulsen, un mistero del mercato blucerchiato. Perché un nazionale danese, regolarmente convocato, non poteva giocare al posto dell'ectoplasmatico Estigarribia? Ai posteri l'ardua sentenza. Tuttavia, non accetto il dettame per cui, se né Rossi, né Ferrara l'hanno schierato, allora qualcosa che non andava c'era per forza. No, non poteva andare peggio del paraguaiano.

17 Angelo Palombo (15 presenze, 0 gol): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Non era facile rimettersi in gioco. Su questo, ha aiutato parecchio l'arguzia di Delio Rossi: l'ex tecnico di Lazio e Palermo aveva capito come Palombo non potesse essere più utile per la causa blucerchiata come regista di centrocampo, dove Krsticic, Obiang e Maresca gli avrebbero mangiato in testa. Così, il numero 17 è stato riadattato come libero, riscoprendo una seconda giovinezza. Pur rimanendo convinto che non debba esser titolare, potrebbe aver trovato il modo di rendersi utile fino al ritiro.

19 Lorenzo De Silvestri (25 presenze, 2 gol): 6 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Il suo correre sulla fascia ricorda quello di altri protagonisti degli anni scorsi in maglia blucerchiata: ha tante capacità atletiche, ma i suoi piedi sono quelli di Cristian Maggio. E ho detto tutto. Non per nulla, i suoi due gol stagionali - importantissimi - vengono da precise inzuccate sui cross... degli altri: prima contro il Catania, poi contro la Juventus. Nella prima parte della stagione, viene accantonato da Ciro Ferrara per Berardi; poi Delio Rossi lo rimette in gioco e lui tira fuori una buon periodo di forma. Tuttavia, il suo riscatto è esoso e spero che si possa trovare qualcuno che effettivamente salti l'uomo e/o metta in mezzo cross ficcanti.

28 Daniele Gastaldello (34 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Milan-Samp 0-1
Quel clamoroso salvataggio sulla linea a "San Siro" contro il Milan inaugurò il ritorno di Gastaldello in A: spesso cercato da club della massima serie, il centrale ha giocato una buona stagione, seppur macchiata da alcune prestazioni indegne delle sue capacità. Il rosso contro la Fiorentina ed alcune altre ingenuità mi portano a pensare che lui possa fare di meglio di così.

35 Jonathan Rossini (26 presenze, 0 gol): 5.5 - miglior match: Samp-Napoli 0-1
Il soldato Johnny ha subito parecchio il salto dalla B alla A: se nella cadetteria si era dimostrato affidabile e sicuro, nella massima serie bastano 5-6 partite per farlo barcollare. Riesce ad annullare Cavani al "Ferraris", ma poi si perde in tante partite. La sua prestazione a Palermo è il punto più basso della stagione e così Ferrara lo mette da parte; quando il terzetto difensivo è ormai stabilito, lui è costretto a fare da ripiego, senza neanche troppo successo. Diamogli comunque tempo: ha un bel passo, un piede educato. Deve solo imparare ad essere più sicuro di sé. 

Simon Poulsen, 28 anni, uno dei punti interrogativi della Samp di quest'anno.

21 gennaio 2013

Onore e vendette.

C'è un voluto un giorno intero per smaltire una delusione così grande: la Samp va a trovare l'ultima della classifica e riesce a regalare una partita al Siena, che veniva da una striscia di sei sconfitte consecutive. Dolce rivincita per Beppe Iachini, che così ottiene la prima vittoria sulla panchina toscana. Dall'altra parte, si piange per un'occasione persa: è l'ennesimo scontro diretto che la Samp regala agli avversari. Non è la prima volta che accade in stagione, ma questa cosa non doveva più avere luogo. Sopratutto se hai fatto quattro punti tra Milan e Juventus..

Eder, 26 anni, esce sconsolato: brutta la sua partita, senza alcun spunto.

La Samp arriva al "Franchi" di Siena con gli stessi undici che hanno fermato il Milan la settimana prima: 4-4-2 particolare, con Poli esterno sinistro e la coppia Eder-Icardi davanti. I padroni di casa, invece, optano per un 3-4-2-1 molto veloce, con Reginaldo e Rosina che dovrebbero innescare le ripartenze di un Paolucci in forma, a segno nelle ultime due gare. Chiaramente, i toscani sono quelli che dovrebbero gettarsi in avanti, visto la necessità di vincere; tuttavia, i primi 25' sono uno spot anti-calcio: nessun tiro in porta, poco o niente da raccontare, con la Samp ad aspettare i bianconeri di Iachini. L'unica emozione la regala Romero, quando si perde il pallone su un'uscita veloce e Palombo è costretto a disimpegnare.
La prima occasione arriva al 24': Rubin mette in mezzo, ma nessuno corregge sotto porta il cross dell'esterno sinistro. Le offensive senesi della prima frazione si chiudono con un destro di Reginaldo da fuori area, parato senza problemi da Romero. Dal canto suo, la Samp non riesce ad avvicinarsi alla porta e crea la miglior occasione della gara per caso: punizione di Estigarribia, Felipe respinge malissimo ed Icardi ha la porta spalancata per bucare la rete. Ma il numero 98, in giornata pessima, sparacchia fuori: un'occasione sprecata.
La ripresa non porta nessuna novità, né tra gli interpreti in campo, né sul copione della partita: il Siena ha il pallino del gioco, ma non riesce a concludere, mentre gli ospiti aspettano chissà quale grazia. Così, Iachini decide che è ora di portarsi a casa la prima vittoria in campionato, mettendo dentro Bogdani e Sestu per gli spenti Paolucci e Rosina. Neanche a farlo apposta, sono i due subentranti a cambiare la partita al minuto 71: accelerazione di Sestu, che brucia Costa e mette in mezzo, dove ad attenderlo c'è l'incornata di Bogdani. De Silvestri sovrastato e Romero può solo guardare il pallone che s'insacca: 1-0 per i toscani.
Rossi sistema poco, sia perché il materiale in panchina non è molto, sia perché tarda a cambiare la squadra: gli ingressi di Soriano, Munari e Savic portano a creare solo un paio di occasioni. A metà tempo, percussione di Costa e destro di Poli, che Pegolo respinge in angolo. Poi, Icardi si accende per l'unica volta in tutta la partita e mette in mezzo, ma Soriano sparacchia in rimessa laterale da due passi. Non solo: il Siena sfiora il raddoppio con Bogdani e Sestu spreca un buonissimo contropiede nel finale.
Il resto è rissa: al 76', l'ariete albanese centra con un calcione lo stomaco di Romero e si becca solo il giallo (decisione da ufficio indagini). Poi, nel finale, i raccattapalle senesi fanno perdere tempo alla Samp, gettando palloni in campo: Gastaldello s'infuria e se la prende con Iachini. Inoltre, il portiere blucerchiato tenta di vendicarsi su Bogdani, scatenando anche un parapiglia con il vice-allenatore del Siena (che avrebbe bisogno di una visita, a giudicare dalla faccia rabbiosa che mette in campo nella rissa finale). Insomma, tante botte e poche occasioni: una Samp inguardabile, che non meritava di vincere, ma che forse non doveva neanche uscire sconfitta dal campo del "Franchi".

Erjon Bogdani, 31 anni, match-winner della partita di ieri.

Romero 5.5 | Onestamente non ha molto da fare. Chiude bene su Bogdani nel finale, si prende un calcione, ma sopratutto sul gol non sembra irreprensibile.
De Silvestri 5.5 | Ci siamo sperticati in lodi durante queste settimane, poi Rubin se lo mangia a Siena: misteri.
Gastaldello 6 | Benino. Anche lui ha qualche colpa sul gol, dato che avrebbe dovuto marcare lui Bogdani; nel finale, non si trattiene e finisce nel mischione finale.
Palombo 6.5 | Il migliore per distacco: sui lanci lunghi c'è ancora strada da fare, ma Paolucci non vede un pallone.
Costa 5.5 | Se in fase offensiva regala qualche spunto, in fase difensiva lascia strada a Sestu.
Krsticic 6 | Si fa un mazzo così e non esita ad entrare duro.
Obiang 5 | Pessima partita del bambino prodigio: peccato, ma non sempre si può essere efficaci.
Poli 6 | Raddoppia spesso su Angelo e l'unico tiro della gara nella porta senese è suo.
Estigarribia 4.5 | Non si capisce esattamente cosa si debba fare con lui: è stato provato in tante posizioni, ma ieri a Siena ha toccato il punto più basso della sua avventura blucerchiata.
Eder 5 | Male anche lui: sostituito a metà tempo, guarda il campo con un'espressione a metà tra l'imbronciato ed il malinconico: sapesse come l'abbiamo guardato noi nell'ora in cui è stato sul terreno di gioco..
Icardi 4.5 | La peggior partita della sua carriera con la maglia della Samp. Neto se lo mangia, a conferma di due teoremi: a) il difensore portoghese è veramente bravo; b) ne deve mangiare di pastasciutta prima di chiedere aumenti o ritocchi.

Soriano 5 | Nel finale si divora un'occasione, sparacchiando in rimessa laterale.
Savic 6 | Il voto è di stima: si muove nella baraonda dell'ultimo quarto d'ora e cerca spazi.
Munari s.v. | Entra per confermare il fatto che non c'era materiale per cambiare la partita in panchina.

Questa è una grave sconfitta, ma oggi è già ieri e quindi c'è bisogno di pensare al futuro: il trittico Siena-Pescara-Torino andava cominciato meglio, anche perché era lecito aspettarsi 6/7 punti da queste partite. Ora, la gara di domenica contro gli abruzzesi è decisiva, perché c'è un bisogno disperato di staccarsi dalle pericolanti: non si può stare tutto il campionato così. Ieri si è perso l'onore, giocando in maniera nauseabonda; Iachini, inoltre, si è anche "vendicato" di chi non c'è più e lo ha cacciato. Non è il caso di stare a commiserarci, ma di reagire, visto che la fortuna (vedi risultati delle altre) sembra averci graziato.. per ora.

Sergio Romero, 25 anni, scatenato a fine gara: neanche sei persone riescono a fermarlo.

31 dicembre 2012

Ricordi di fine anno.

Siamo ormai alla fine del 2012 ed è stato un anno difficile, seppur intervallato da qualche soddisfazione. Il ritorno in Serie A, la notte di Varese, la vittoria nella stracittadina: tuttavia, si spera che si possa fare di meglio in termini di continuità nel 2013 e, come ha detto capitan Gastaldello, che sia un anno con meno sofferenze e più tranquillità. Parliamo intanto dei dieci momenti che hanno segnato quest'anno che sta per finire, trascorso tra B e A.

La vittoria di Padova. | E' il 14 gennaio 2012: la Samp del nuovo corso di Iachini, arrivato a novembre, fatica ad ingranare. E così la trasferta veneta diventa un crocevia importante, per altro contro una diretta avversaria per la conquista della promozione via play-off. Arriva una vittoria esterna per 2-1, che segnerà l'inizio della rimonta: le reti di Pozzi e Bertani, l'esordio ottimo di Juan Antonio e Krsticic, le parate di Romero. Tutti elementi che aiuteranno il Doria nella conquista dei play-off. Una sorta di ripartenza, come fu Udinese-Samp 2-3 nell'anno della Champions.

Il trionfo di Castellamare. | Siamo ormai in maggio e la Samp ha recuperato molto svantaggio dalla zona play-off, arrivando ad appaiare il Padova di Del Canto. Sotto dopo tre minuti a Castellamare contro la terribile Juve Stabia di Braglia, i blucerchiati sono anche in inferiorità numerica per la doppia ammonizione di Pellé. Ma non basta: gli ospiti prima pareggiano con Munari, poi riescono nell'impresa grazie al gol dell'uomo del destino, Mauro Icardi. Prima presenza e prima rete con la maglia del Doria per l'argentino. La futura sconfitta dei patavini a Nocera Inferiore nella domenica successiva segnerà l'ingresso ufficiale della Samp nei play-off.

Nicola Pozzi, 26 anni, segna l'1-0 a Padova: sarà un gol fondamentale.

La spalla di Rispoli. | Nella semifinale, la Samp affronta il Sassuolo di Pea, squadra arcigna per i blucerchiati. Nell'andata del confronto, Eder e Pozzi battono i neroverdi 2-1, ma nel ritorno si soffre. Nonostante il vantaggio su rigore trasformato dal centravanti della Samp, gli emiliani pareggiano e nel finale rischiano di segnare il vantaggio; sul tiro a botta sicura di Sansone, c'è la spalla di Rispoli a salvarci. Le prestazioni dell'esterno campano durante i play-off verranno ricordati da molti come determinanti per la promozione.

Din-don, din-don. | E' il 9 giugno 2012, ritorno della finale dei play-off: la Samp viene dalla vittoria casalinga dell'andata per 3-2, con la quale è in vantaggio sul Varese. Al "Franco Ossola", si gioca una partita molto equilibrata: i biancorossi non sono brillanti come in altre occasioni ed entrambe le squadre vanno vicine al gol. Finché, al minuto 91, Rispoli non cavalca sulla destra e serve Pozzi in area. Il numero 9 non ha pietà e punisce i lombardi, regalando al Doria il ritorno in Serie A. Il "din-don" diventa d'obbligo per molti tifosi blucerchiati ed il centravanti romagnolo sarà l'eroe di quei giorni.

La ripartenza ed il Camp Nou. | Chiaramente, con il ritorno in Serie A, cambiano molte cose: Iachini viene lasciato (forse troppo di fretta), si cerca Benitez e infine arriva Ferrara. Ciò nonostante, la piazza è fiduciosa: gli acquisti ci sono, i risultati di prestigio pure. Prima si pareggia con lo Schalke 04, poi si va addirittura a vincere al Camp Nou un'amichevole contro il Barcellona. Il gol di Soriano sancisce l'1-0 finale e capitan Gastaldello può alzare il Trofeo Gamper, vinto con merito, seppur contro una formazione blaugrana imbottita di giovani.

Varese, 9 giugno 2012: la Samp torna in Serie A dopo la vittoria a Varese.

San Siro espropriato. | La prima di campionato è da brividi: si ritorna a San Siro, contro il Milan. I rossoneri hanno appena perso Ibra, Thiago Silva e Cassano; la Samp si difende bene e colpisce con Costa su calcio d'angolo. La vittoria è condita anche da fortuna, ma è l'inizio di un buon cammino: 11 punti in cinque match, tre vittorie e due pareggi. Sembra l'inizio dell'idillio tra Ferrara ed i colori blucerchiati..

Dybala ed il settimo orrore. | ..ahimè, non sarà così. La Samp subisce sfortune, infortuni ed episodi arbitrali controversi. A quel punto, arriva una serie di sette sconfitte consecutive contro Napoli, Chievo, Parma, Cagliari, Inter, Atalanta e anche Palermo. In particolare, la sconfitta contro i rosanero assume i tratti del tragico, perché arrivata contro una squadra in crisi quanto la Samp. Un 2-0 secco, che porta la firma del giovane talento argentino Dybala, che realizza i primi due gol in Serie A. Al "Barbera", i blucerchiati se la giocano male, in maniera troppo difensiva. E intanto arriva il derby..

Chi trova Maurito, trova un tesoro. | L'unica cosa positiva è che anche il Genoa sta male quanto la Samp: il cambio di Delneri al posto di De Canio non ha portato i risultati sperati da Preziosi ed il derby è un crocevia fondamentale per entrambe le compagini. Fortunatamente, il Doria trova il vantaggio con una fortunosa conclusione di Poli e raddoppia grazie all'autogol di Bovo, nuova hit negli sfottò blucerchiati nei confronti dei cugini. Immobile accorcia, ma Icardi chiude con il 3-1 finale e realizza il primo gol in Serie A.

Mauro Icardi, 19 anni: la sua rete chiude il derby ed è la prima in Serie A.

L'addio di Ferrara e Sensibile.. | La buona forma della Samp si esaurisce presto: la vittoria con il Bologna ed il pareggio di Firenze vengono cancellati dalle due sconfitte contro Udinese e Catania. Così, Garrone decide per il cambio, approfittando anche dell'ingaggio rimediato da Iachini a Siena. Con un bilancio più leggero, la dirigenza esonera Ferrara, incontrando non poche perplessità. Un tecnico che non viene cacciato dopo sette sconfitte consecutive può essere messo alla porta dopo due? Sorte simile per il d.s. Sensibile, che si dimette: a lui vengono imputate due sessioni di calciomercato estive mal gestite, che costringono la Samp agli straordinari in gennaio.

..e l'arrivo di Rossi ed Osti. | Via i due "colpevoli", arriva una ventata di novità. Osti è il nuovo direttore sportivo, forse fino a giugno, in attesa di convincere Perinetti. Ma la vera sorpresa arriva in panchina: dopo anni di accostamenti e dichiarazioni di stima a distanza, Delio Rossi giunge finalmente a Genova. Il 52enne romagnolo sarà il nuovo allenatore blucerchiato, a sette mesi dalle botte con Llajic in quel maledetto Fiorentina-Novara del maggio 2012. L'esordio con la Lazio ha portato un'altra sconfitta; vediamo se questo dinamico duo riuscirà a girare una barca che non sa più dov'è la strada per tornare grandi.

Adesso ci sarà la Juventus nel giorno della Befana: sarà difficile ottenere punti, ma si spera di vedere almeno dei miglioramenti rispetto all'impostazione tattica lasciata da Ferrara. Siamo nelle mani di Delio e questi ricordi di fine anno dovranno essere decisamente migliori alla fine del 2013. Buon anno blucerchiato a tutti!

Carlo Osti, 54 anni, e Delio Rossi, 52, sono il nuovo d.s. e tecnico della Samp.