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01 giugno 2015

Europa amara.

Doveva essere un'ultima dell'anno piena di gioia, invece ha rischiato di trasformarsi in uno psicodramma. La Samp aveva bisogno di un punto per festeggiare un probabilissimo ingresso in Europa League. Il punto è arrivato, ma il Parma ha dimostrato di esserci in campo; ben diverso l'atteggiamento blucerchiato, con l'addio di Mihajlovic sullo sfondo.

I supporters blucerchiati, l'unica cosa da salvare ieri sera.

Diversi gli atteggiamenti con cui si sfidano le due squadre per questo finale di campionato. Il Parma ha già salutato i propri tifosi al Tardini nell'ultima gara casalinga contro l'Hellas Verona; la Samp, invece, deve fare meglio rispetto all'ultima uscita al Castellani di Empoli. La condizione fisico-psicologica è a pezzi, ma basta un punto per raggiungere l'Europa League. Per altro, va conquistato contro chi ha vinto la sua unica gara in trasferta a settembre 2014, quando il Parma vinse in rimonta contro il Chievo e con ben altro organico.
La Samp prende possesso del campo nei primi 15', ma senza grande convinzione. L'unico a tirare verso la porta di Mirante è Eto'o, che però non fa correre pericoli al Parma. Al contrario, gli ospiti guadagnano campo e fiducia: Nocerino impensierisce due volte la Samp, prima dalla distanza e poi di testa. I gialloblu hanno una clamorosa doppia occasione al 31': su cross di Cassani, Nocerino viene lasciato libero di colpire di testa e Viviano respinge. Sulla ribattuta, è José Mauri a provare il bolide dai 25 metri: la palla finisce sulla traversa e stavolta il portiere del Doria è fortunato. Arrivano anche i primi fischi di un frastornato pubblico blucerchiato.
Il primo tempo si chiude con l'unica seria occasione della Samp: Eto'o ha il solo sprazzo di classe della sua gara e serve l'accorrente Duncan, che è smarcato ma svirgola di sinistro il pallone del possibile 1-0. Al ritorno in campo, la Samp trova per lo meno il gol del vantaggio, seppur casualmente: al 54', Regini apre per Duncan su una ribattuta. Il ghanese mette in mezzo e Romagnoli la prende di nuca, battendo Mirante. Un bel regalo da parte del difensore, che potrebbe aver giocato la sua ultima gara con la Samp: alla Roma lo aspettano.
Tuttavia, i padroni di casa non spingono più. Una volta ottenuto il vantaggio, in casa Doria si pensa che la gara sia finita. Il Parma è nella sua metà campo, ma non si fa nulla per cercare il raddoppio. Così ci pensano gli ospiti ad approfittare di una distrazione per pareggiare: su rilancio di Mirante, Silvestre è rimasto in attacco e Romagnoli viene saltato da Palladino, che supera Viviano con un pallonetto. L'ex Genoa sente sempre aria di derby al Ferraris e i tifosi blucerchiati non esitano a riservargli cori per lo meno ostili.
Mentre l'Inter vince a San Siro contro l'Empoli, la Samp si tira ancora su con l'ultimo sforzo del suo campionato. Al 77' arriva il 2-1: su corner, Correa centra la traversa, ma la palla rimane in area. Romagnoli la rimette in area piccola, dove Eto'o manca l'intervento ma per fortuna c'è De Silvestri. Quarto gol del suo campionato, il difensore chiama a raccolta tutti per un gesto d'unità. Sarà la rete decisiva per i destini europei della Samp. Nel finale Varela purtroppo pareggia, lasciato colpevolmente solo da Eto'o e libero di battere Viviano di controbalzo. Ma almeno è arrivato ciò che serviva. L'unica cosa positiva di una serata di stanchezza.

I tifosi del Parma ringraziano Donadoni: è stato un anno difficile.

Viviano 6; De Silvestri 6, Silvestre 6, Romagnoli 6, Regini 6; Acquah 5 (dal 1' s.t. Correa 6.5), Obiang 5, Duncan 5.5 (dal 41' s.t. Palombo s.v.); Soriano 4.5; Eto'o 4.5, Muriel 5 (dal 29' s.t. Bergessio s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Onestamente non mi aspettavo un'altra prova del genere. Quando Mihajlovic ha rinviato l'ennesimo allenamento in settimana, ho capito che la spia della benzina era finita, almeno a livello fisico. Ma psicologicamente speravo in una reazione: quanti di questi ragazzi ha giocato in Europa? Ve lo dico io: ben venti, ma circa un terzo l'hanno fatto da protagonisti. Pensavo che molti la volessero giocare.
In realtà, la squadra e la società hanno dato l'impressione di non volerci andare, almeno non così. A Ferrero non piace il fatto di partire dal 1° luglio (senza Muriel), alla squadra forse l'idea di vacanze brevi non aggrada. Ora però ci siamo e bisognerà fare del proprio meglio. Ripeto, è solo una sensazione. Ma molto forte, specie dopo aver visto le ultime gare. Il gol di Eto'o a Empoli si è rivelato più importante di quanto avevamo capito domenica scorsa.
Stupisce ancora di più la flemma mostrata ieri dalla squadra di fronte a un Parma che aveva fatto solo sei punti nelle precedenti 18 partite lontano dal Tardini. I gialloblu di Donadoni hanno accumulato una vittoria, quattro pareggi (con quello di ieri al Ferraris) e ben 14 sconfitte fuori casa. Eppure siamo andati vicini a regalare al Parma l'ultima gioia della loro storia in A, nonché il posto in Europa all'Inter. Il 2-2 è persino un risultato bugiardo, se pensiamo che gli ospiti hanno avuto più occasioni pur stando quasi esclusivamente nella loro metà campo.
E allora qualche colpa gravita anche su Sinisa Mihajlovic, che ieri ha salutato tutti. Lo ringrazio per questi 18 mesi, ma due frasi non vanno via dalla mia testa. La prima: «Ho saldato il mio debito con la Samp». Vero, ma di debiti saldati è meglio comunque parlare dopo l'ultima gara della stagione, non prima. Se non si fosse centrata l'Europa, qualcuno avrebbe messo da parte il contesto generale. La seconda: «Dovunque sono andato, chi mi ha preceduto e chi mi ha succeduto ha fatto peggio». Falso. Falso a Firenze, a Bologna, con la Serbia. Falso persino con il Catania, dove Mihajlovic ha fatto bene come alla Samp, ma Montella e Maran han fatto meglio. Forse qualche delirio di onnipotenza andrà evitato a Napoli, possibile meta del tecnico.
Ora il futuro, che (purtroppo) sembra avere il volto di Walter Zenga. C'è da lamentarsi per tre motivi. Il primo: la poca inventiva. Possibile che in Europa non ci sia una scommessa migliore da fare? Il secondo: è una scommessa, visto che Zenga non allena in Italia dal gennaio 2010 e a Dubai non ha fatto bene. Il terzo, il più importante (almeno per me): è l'ennesimo motivatore. L'ultimo tecnico che ha fatto giocare bene la Samp è stato Gigi Delneri. Poi mazzate, tanta organizzazione e grinta, ma di gioco quasi zero. Insomma, l'Europa c'è, ma è un po' amara (salvo sorprese).

La festa della Samp dopo l'1-0 di Alessio Romagnoli, 20 anni.

17 maggio 2015

Per demeriti altrui.

Cosa non si fa per evitare quest'Europa League? Pare fatto apposta. L'Inter viene fermato dalla Juve-B, il Genoa rischia di non poterla disputare per mancanza di licenza Uefa e la Samp non vuole esser da meno. Solo così si può spiegare l'1-0 della Lazio al Ferraris, la seconda sconfitta consecutiva in casa e una prestazione sconcertante dei blucerchiati nella ripresa.

Felipe Anderson, 22 anni, devastante come suo solito.

La Samp si presenta in un Ferraris carico per quella che dev'essere la gara dell'anno. L'hashtag lanciato dalla società - #IoCiSono - dimostra come tutti capiscano che questa partita conta più delle altre. Il 4-3-1-2 delle ultime uscite è confermato, con Soriano dietro al duo Muriel-Eto'o; fuori Duncan, rientra Obiang dalla squalifica, così come Romagnoli e De Silvestri. La Lazio, incerottata e con quattro assenze importanti, punta su Ciani e Gentiletti come coppia centrale di difesa. Davanti i soliti tre: F. Anderson, Candreva e Klose.
I primi 20' sono a marca ospite: di occasioni veramente pericolose non ce ne sono, ma la Lazio tiene spesso il pallone, mentre la Samp fatica a recuperarlo. Prima Parolo, poi Candreva cercano di impensierire Viviano senza riuscirci. La Samp ha il primo spunto al 22', quando un colpo di testa di Soriano va alto di poco. L'ultimo lampo ospite è al 30' ed è di quelli che fa male: contropiede in campo aperto, Felipe Anderson mette in mezzo e Romagnoli rinvia male. Fortunatamente Viviano ha un buon riflesso e salva prima che la palla finisca in porta.
Da lì, è solo Samp. Un minuto dopo, Muriel serve in profondità Soriano, ma il destro del numero 21 blucerchiato è largo di poco. Ancora Samp al 38', quando su un'azione dei padroni di casa Gentiletti rischia il clamoroso autogol. La più clamorosa occasione per la squadra di Mihajlovic arriva al 43': grande discesa di De Silvestri, cross in mezzo e Obiang ha lo specchio della porta spalancato, ma riesce a mandare alto. È la seconda grossa chance da gol che si mangia dopo quella contro il Genoa nel derby di ritorno.
Al riposo, l'inerzia cambia. La Samp ha altri cinque minuti di vita, con un'altra gigantesca chance. Al 47' Eto'o viene lanciato in campo aperto, sfruttando il fuorigioco sbagliato da Ciani. Il camerunense è solo davanti a Berisha, ma riesce a non centrare la porta. Disperazione della Gradinata Sud e del 99, che spreca quella che è l'ultima occasione della gara. Da quel momento in poi, la Samp non tirerà più in porta per tutto il resto del secondo tempo.
Sei minuti dopo, l'episodio incriminato dell'1-0 ospite. Su corner, Regini si perde ingenuamente Gentiletti: il terzino blucerchiato prova a raddoppiare Ciani, già controllato da De Silvestri. Un errore grave, che lascia l'argentino della Lazio libero di colpire (male) verso la porta. Viviano potrebbe tentare la parata, se non fosse che è trattenuto da Klose al centro dell'area piccola. Quando il pallone è praticamente sulla linea di porta, il portiere di casa viene lasciato dal tedesco e non può intervenire. Non basta un intervento alla disperata di Eto'o: 1-0 Lazio.
Nonostante la girandola di cambi (dentro Rizzo, Bergessio e Okaka), non c'è nulla da fare. La Lazio gestisce il vantaggio da grande squadra e potrebbe raddoppiare a più riprese. Al 69' Candreva spara un gran destro di controbalzo, ma il pallone è fuori di poco. Quattro minuti più tardi, un'altra ingenuità di Palombo (pessimo ieri sera) regala a Felipe Anderson la chance del 2-0, ma Silvestre ci mette una pezza. Infine, anche Djordjevic potrebbe fare 2-0 in contropiede, ma la sua conclusione a botta sicura viene salvata dal provvidenziale fianco di Rizzo. Finisce 1-0 per la Lazio, che sogna ancora la Champions. Per la Samp c'è da pensare a Empoli.

Samuel Eto'o, 34 anni, alla peggior prestazione con la Samp.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 6.5, Romagnoli 6.5, Regini 5; Acquah 6 (dal 16' s.t. Rizzo 6), Palombo 4.5 (dal 36' s.t. Okaka s.v.), Obiang 5; Soriano 6; Muriel 5, Eto'o 4.5 (dal 16' s.t. Bergessio 5.5) - già pubblicate su SampNews24

La partita è stata quindi molto amara. La Samp ha tenuto bene nei primi 45', sebbene una Lazio incerottata abbia fatto vedere come ci siano comunque galassie di distanza tra la squadra di Mihajlovic e quella di Pioli. Dopo il clamoroso errore di Eto'o, la Samp è sparita dal campo: non si registra un tiro a favore dei blucerchiati in tutta la ripresa. Una vergogna, specie se ti giochi l'Europa e carichi la partita dicendo che è quella dell'anno.
Non posso nemmeno schierarmi con i miei tifosi in questo caso. Ma questo è un discorso rivolto più in generale ai tifosi di calcio, che sto cominciando a capire sempre meno. Incredibile l'onda di lamentele in seguito al vantaggio della Juve nella partita d'andata, ottenuto battendo un corner fuori dalla lunetta. Ricordo dei «Ladri!» e vari insulti. In questa gara, invece, nonostante il fallo di Klose su Viviano nell'azione del gol-vittoria, c'è anche chi si arrabbia se glielo ricordi. Come se il fatto che la Lazio abbia giocato meglio implica che la rete dell'1-0 possa esser segnata irregolarmente... allargo le braccia e proseguo.
Nulla da dire, invece, sulla Lazio. All'andata mi avevano impressionato e avevo già detto come fosse una delle squadre che meglio si esprimeva in questo campionato. A 19 giornate di distanza, confermo quanto detto. Nonostante le assenze di Biglia, De Vrij, Mauricio e Marchetti, i biancocelesti hanno giocato compatti. Hanno rischiato nel primo tempo, ma dopo il gol irregolare hanno legittimato il vantaggio avendo almeno tre occasioni gigantesche per chiudere la pratica.
E qui veniamo alla Samp: come può sperare di andare in Europa League una squadra che non riesce a superare il "roccioso" duo Ciani-Novaretti con Muriel-Eto'o? O una compagine che ha vinto l'ultima gara in casa due mesi fa, facendo due punti nelle ultime quattro al Ferraris? Nessuno vuole l'impossibile da Sinisa Mihajlovic. Mi sono già accorto da tempo che questa squadra è in questa posizione europea perché è stata impostata in una certa maniera. Certo che cadere a cento metri dal traguardo farebbe male. Troppo male.
La corsa all'Europa League prosegue. L'Inter ieri ha perso contro la Juventus, dimostrando la fragilità in casa (11° in questa graduatoria: 25 punti in 18 gare a San Siro!). Ora i nerazzurri sono attesi dal Genoa fuori casa e dall'ultima contro l'Empoli al Meazza. Sei punti non sono impossibili, ma potrebbero non bastare più. Il Genoa, come detto, è al centro di un caso: la licenza Uefa non è stata concessa e potrebbe non arrivare mai. Oggi c'è la possibilità del sorpasso rossoblu a Bergamo, ma all'Atalanta serve ancora un punto per festeggiare la salvezza. E noi? Abbiamo la trasferta di Empoli e il Parma in casa. Chissà, forse finiremo in Europa League, ma per demeriti altrui.

Il gol (irregolare) di Santiago Gentiletti, 30 anni, che vale la vittoria ospite.

13 aprile 2015

Rimpianti europei.

Si poteva chiudere un altro conto, ma la fortuna ha deciso che si dovrà soffrire un pochino di più. La Samp ottiene un punto dalla trasferta di San Siro: 1-1 contro un Milan spuntato e la risposta in rovesciata di De Jong al gol iniziale di Soriano. L'Europa rimane un sogno possibile, ma sono due punti che rimarranno sul groppone a fine stagione.

La contestazione (incessante) dei tifosi del Milan a San Siro.

La Samp cambia qualcosina per la gara contro il Milan: si mette da parte il 4-3-3 e si passa al 4-2-3-1, con il trio composto da Eder, Eto'o e Soriano dietro l'unica punta, Okaka. Dal canto suo, Inzaghi prosegue con la sua rincorsa impossibile all'Europa dopo il successo di Palermo. Il suo 4-3-3 vede Menez, Destro e Cerci davanti, mentre van Ginkel torna dal 1' accanto a De Jong e Bonaventura a centrocampo. L'atmosfera a San Siro è di contestazione: continua la protesta dei tifosi della Curva Sud e l'hashtag #saveacmilan ormai spopola anche in rete.
Il primo tempo è decisamente a marca rossonera, visto che la Samp decide di giocare di rimessa anche contro un avversario in difficoltà. L'unico a creare difficoltà alla difesa avversaria è Samuel Eto'o, che prova un paio di destri dai 25 metri: sul primo c'è Diego Lopez, il secondo è di poco a lato. Il Milan spesso passa dalle parti di Cerci, ma è van Ginkel il primo a rendersi pericoloso: due tiri - a breve distanza - impensieriscono Viviano.
Anche Destro ci prova su un paio di suggerimenti, ma non spaventa mai veramente il portiere avversario. L'occasione più grande della prima frazione ce l'ha proprio Cerci: su un rimpallo scaturito da un dribbling di Menez, il numero 22 rossonero va al tiro dal limite dell'area, sparando però altissimo da buona posizione.
Diversa la ripresa, dove il Milan inizia male il secondo tempo e la Samp ne approfitta subito. Prima Eder costringe alla paratona Diego Lopez da calcio piazzato, poi arriva il vantaggio al 57'. Eto'o lavora un bel pallone al limite dell'area e Soriano s'inserisce al momento giusto: il passaggio sotto le gambe di Mexes giunge al centrocampista, che da solo spara in porta per l'1-0. Mezza rete va al camerunense, dominante ieri a San Siro.
Da lì parte una girandola di sostituzioni, con il Milan fischiato e in controllo del gioco, ma quasi mai pericoloso. Palombo salva eroicamente al 69' su un pericoloso cross di Menez, ma la beffa è dietro l'angolo. Dopo aver salvato dieci secondi prima un gol sulla linea, Duncan devia con un ginocchio la rovesciata disperata di De Jong: Viviano spiazzato e pareggio rossonero al 74'. La Samp non si vede più dalle parti di Diego Lopez, mentre per poco non arriva pure la beffa targata Suso: gran mancino del numero 8 di casa all'81', ma fortunatamente il pallone finisce sul palo.

La festa dei giocatori blucerchiati dopo il vantaggio di Soriano.

Viviano 6.5; De Silvestri 6 (dal 42' s.t. Wszolek s.v.), Silvestre 7.5, Romagnoli 7.5, Mesbah 6; Palombo 6.5, Obiang 6; Eder 6, Soriano 6.5 (dal 19' s.t. Duncan 5.5), Eto'o 7.5; Okaka 6 (dal 27' s.t. Muriel 6) - già pubblicate su SampNews24

Con questo risultato, la Samp ha praticamente regalato quattro punti al Milan in due partite. Sia all'andata che ieri la sensazione è che i blucerchiati fossero la squadra migliore, mentre i rossoneri hanno giocato una sorta di anti-calcio offensivo: tanto possesso palla, ma senza l'inventiva di Menez non si va da nessuna parte. Lo stesso pareggio di De Jong è frutto di fortuna, così come il palo di Suso è merito dello spagnolo e della sua tecnica individuale. Se c'è una certezza, è che il Milan non sarà nella prossima Europa League (e forse neanche il club la vuole).
Nella corsa europea, la Samp tiene il passo della Fiorentina e rimane a un punto dal Napoli, vittorioso per 3-0 nella gara casalinga contro i viola. Brutta settimana per Montella, trovatosi dall'esaltazione per il 2-0 sulla squadra di Mihajlovic a eliminato dalla Coppa Italia e mazziato al San Paolo. La Samp dovrà affrontare il Napoli di Benitez il 26 aprile prossimo al San Paolo: sarà una gara di certo interessante, con gli azzurri ancora in corsa per l'Europa League. Il vantaggio dei blucerchiati è proprio questo: a differenza delle due rivali, non ci sono impegni continentali.
Ora c'è il Cesena dell'ex Di Carlo, che sembra condannato alla B nonostante l'impegno e che arriverà al Ferraris sabato alle 18. Bisogna stare attenti: l'andata ha dimostrato come anche la miglior Samp può riuscire a non vincere certe partite. L'1-1 del Manuzzi lasciò due punti per strada che hanno pesato sul proseguo dell'annata doriana; ora è tempo di prendersi una vittoria che porterebbe la squadra di Mihajlovic a un passo dall'obiettivo. Lo si deve fare per non avere rimpianti, gli stessi che ieri sera albergavano nella mente di molti tifosi.

Samuel Eto'o, 34 anni, ed Emiliano Viviano, 29, a fine gara.

23 marzo 2015

Meno dodici.

Ci siamo. Adesso è veramente a un passo. La Samp batte l'Inter 1-0 in uno dei tanti posticipi di questo 28° turno di Serie A e può accarezzare il sogno europeo. A +11 dai nerazzurri, i blucerchiati hanno adesso un grosso vantaggio da gestire e Mihajlovic ha anche battuto Mancini per la prima volta. Serata perfetta: meglio di così, forse, non poteva andare.

Mauro Icardi, 22 anni, lotta con Alessio Romagnoli, 19.

La Samp punta alla quarta vittoria consecutiva dopo il trionfo ottenuto a Roma contro i giallorossi di Rudi Garcia: un 2-0 che ha lasciato tanto entusiasmo, trasmesso all'ambiente per la gara contro l'Inter. Mihajlovic punta sul consueto 4-3-3, con Eder, Muriel ed Eto'o davanti. Acquah rientra dal primo minuto al posto di Obiang e Duncan, mentre Regini è confermato sulla fascia mancina della difesa blucerchiata. Mancini invece punta sul 4-3-1-2, con Shaqiri trequartista e Podolski a completare la coppia d'attacco con Icardi.
Il primo tempo è sopratutto a marca blucerchiata. Sin dall'11', quando Eder serve un gran pallone per Muriel in area. Il colombiano scherza Ranocchia, ma davanti a Handanovic spara altissimo. Tre minuti dopo risponde Icardi con un colpo di testa poco alto, ma è un lampo. La Samp attende il palleggio interista e riparte bene. Al 18' Eder impegna Handanovic dai 25 metri, mentre quattro minuti più tardi tira alto. Il numero maggiore arriva al 34': Muriel si lancia in velocità, salta con una finta sia D'Ambrosio che Ranocchia e tenta il destro a giro dal limite dell'area. Numero straordinario, peccato che la mira non sia delle migliori. Tra tante ammonizioni (ben cinque!), il primo tempo si conclude sullo 0-0.
Ben diversa la ripresa, dove l'Inter esce bene, mentre la Samp rimane timida per almeno 20' buoni. Gli ospiti hanno una girandola di occasioni: Icardi coglie subito la traversa al 46', mentre Viviano è attento sul tiro di Guarin sulla respinta. Il colombiano ex Porto ci riprova due minuti più tardi dalla distanza, ma il portiere blucerchiato risponde presente. Ci prova ancora un paio di volte Shaqiri, sfiorando il palo alla sinistra di Viviano.
La Samp sembra un pugile messo all'angolo, ma al 64' trova la risposta giusta, passando addirittura in vantaggio. Su punizione dai 25 metri, Eder è senza pietà e scaglia un destro spaventoso: l'effetto è imprendibile per Handanovic e la Samp va sull'1-0. In realtà, da lì la partita la tengono in mano i padroni di casa, che hanno altre due occasioni per chiuderla con Obiang, ma lo spagnolo viene chiuso prima da Ranocchia, poi da Vidic. Un cross liftato nel finale fa trasalire i supporters di casa, ma viviano salva per l'ennesima volta: è vittoria!

Sinisa Mihajlovic, 46 anni, batte per la prima volta Roberto Mancini, 50.

Viviano 6.5; De Silvestri 6, Silvestre 6, Romagnoli 6.5, Regini 6.5; Acquah 6 (dal 6' s.t. Obiang 5.5), Palombo 6, Soriano 6 (dal 35' s.t. Duncan 6); Eder 7, Eto'o 7, Muriel 6 (dal 20' s.t. Okaka 6) - già pubblicate su SampNews24

Da notare una piccola soddisfazione: Mancini è alla prima sconfitta contro la Samp. Tante volte l'ex numero 10 blucerchiato aveva incrociato il suo primo amore, ma da allenatore non aveva mai perso contro il Doria. Fortunatamente la punizione di Eder ha sbloccato la gara al momento giusto e ora il tecnico nerazzurro dovrà cercare una rimonta semi-impossibile per l'Europa: verrebbe da dire che la stagione è finita per l'Inter.
Diverse le prospettive della Sampdoria. Ferrero punta alla luna (e quindi alla Champions), ma sembra un obiettivo un tantino fuori dalla portata blucerchiata. Più facile raggiungere l'Europa League. Ora la Samp è a quota 48: un punto di vantaggio sul Napoli, due sulla Fiorentina. Squadre più attrezzate, ma l'esser in corsa per l'Europa League e per la Coppa Italia potrebbe svantaggiarle. Inoltre, la Samp giocherà due scontri diretti con queste squadre, entrambi (ahimè) in trasferta. Nulla è impossibile.
Ora c'è la Fiorentina, ma il Milan diventa la partita fondamentale. La trasferta di Firenze - dopo la sosta per le nazionali - dirà quanto la Sampdoria può battersela anche con una delle migliori squadre della nostra Serie A. Tuttavia, a San Siro la Samp può distanziare anche un'avversaria - i rossoneri - più di nome che di sostanza. Il Milan di Inzaghi è a -10, ma alla Samp guardano il numero 12. Dodici, come i punti che ha racimolato la Samp nelle ultime quattro. Dodici come quelli che mancano a quello che ormai è l'obiettivo stagionale dei blucerchiati: l'Europa League.

Eder Citadin Martins, 28 anni, al nono gol nella Serie A 2014-15.

17 marzo 2015

Grande presente, promettente futuro.

L'aveva detto Lorenzo De Silvestri negli ultimi giorni: «Ci manca una vittoria contro le grandi». Detto-fatto e la Samp trova un 2-0 a Roma contro i giallorossi in piena crisi. Nel primo tempo non sembrava un risultato possibile, ma con il vantaggio tutto è cambiato. E ora la Samp si permette addirittura di sognare la Champions, a soli quattro punti. Ma bisogna volar basso.

Francesco Totti, 38 anni, tra i migliori della Roma stasera.

La Samp si presenta all'Olimpico con una tradizione poco positiva contro i giallorossi (una vittoria in 12 anni) e spera nel colpaccio, specie dopo le due vittorie consecutive contro Atalanta e Cagliari, che hanno rilanciato i blucerchiati. Dal canto suo, la Roma deve rispondere alle critiche e al fatto che non vince da diverso tempo in campionato: una sola vittoria nel 2015 in A (a Cagliari) e tante, tantissime difficoltà per la compagine di Rudi Garcia. Mihajlovic non rinuncia al 4-3-3 e schiera un Eto'o terzino, mentre davanti Okaka deve tenere alta la squadra.
Il primo tempo è solo a marca giallorossa: la Samp si fa notare solo per tre gialli, ma non tira neanche una volta in porta. I primi 45' sono da schiaffi per la poca intraprendenza mostrata. Keita si vede un gol annullato al 15' (giustamente) per fuorigioco, ma al 27' Totti - che contro la Samp ci vede benissimo (15 gol) - tira centrale su Viviano dall'interno dell'area. Regini rischia in due occasioni: al 40' serve Gervinho con un retropassaggio corto, ma Viviano esce ed evita il peggio. Cinque minuti più tardi, il numero 19 blucerchiato rischia l'autogol, ma è ancora una volta il portiere della Samp a salvare sulla linea. Viviano si ripete anche al 47' su Gervinho lanciato in corsa verso la rete: il destro dell'ivoriano viene toccato in angolo.
Fortunatamente, Mihajlovic ha un piano in mente. Lasciata sfogare la Roma nella prima frazione, la ripresa è di tenore diverso. La Samp soffre un filino meno e comincia anche a farsi vedere in avanti. In più, la fortuna ha abbondantemente assistito la Samp nel momento giusto. Totti sfiora nuovamente il vantaggio al 47', poi la Roma scompare per venti minuti. E i blucerchiati ne approfittano. Al primo tiro in porta, la Samp passa in vantaggio un po' a sorpresa: gran lavoro di Eto'o sulla fascia, con il camerunense che salta due avversari e mette in mezzo. Romagnoli devia l'assist e a centro area c'è De Silvestri: il terzino viene contrastato da Florenzi, ma riesce comunque a tirare e porta la Samp in vantaggio al 59'.
La girandola di sostituzioni nella Roma non cambia nulla, nella Samp mette la partita nelle mani degli ospiti. Duncan e Muriel per Obiang e Okaka cambiano la gara, tanto che al 76' il Doria raddoppia. Fuga sulla fascia di Muriel, che rientra sul destro e salta Astori a centro area: la sua conclusione termina sul palo. Sul proseguimento dell'azione Duncan serve l'accorrente Eder, che salta quasi tutti, ma trova Astori sulla sua strada. Sul rinvio, c'è ancora Muriel, che batte De Sanctis: 2-0 e partita chiusa. La gara finisce ancor di più quando Viviano chiude per l'ennesima volta la saracinesca prima su Verde e poi (alla grande) su Pjanic. L'espulsione di Keita - con Calvarese troppo permaloso - è solo l'apice delle difficoltà romaniste: la Samp non vinceva all'Olimpico dal 25 aprile 2010, quando Pazzini lanciò i blucerchiati nella rincorsa al quarto posto.

Lorenzo De Silvestri, 26 anni, a segno per l'1-0 dell'Olimpico.

Viviano 8; De Silvestri 6.5, Silvestre 6.5, Romagnoli 7, Regini 5.5; Obiang 5 (dal 17' s.t. Duncan 6), Palombo 6.5, Soriano 6.5; Eder 6.5 (dal 47' s.t. Wszolek s.v.), Okaka 5.5 (dal 29' s.t. Muriel 7.5), Eto'o 7 - già pubblicate su SampNews24

Indubbiamente la Roma avrebbe meritato qualcosa in più. Specie nel primo tempo, quando i giallorossi hanno dominato e la Samp ha rinunciato (sì, rinunciato: anche più del solito) a giocare nei primi 45'. Ciò ha creato la possibilità di un'ecatombe, ma la grande serata di Viviano e una Roma al tempo stesso sfortunata e imprecisa hanno permesso agli ospiti di restare in vita. Poi si sa: se non chiudi una gara, il gol può sempre arrivare dall'altra parte. E la Roma - in questo momento - è capace di perdere queste gare.
Tra le note positive, c'è da annoverare sicuramente Luis Muriel. Il colombiano è arrivato qui tra i dubbi di molti (compresi i miei): giusti gli 11 milioni spesi per un giocatore che in un anno e mezzo ha segnato quattro gol in 35 presenze in A con l'Udinese? Se la forma fosse questa sino a giugno, è stato un azzardo ben ripagato. Lo confesso: sono un suo ammiratore sin dai tempi di Lecce. Ho sempre pensato che fosse molto simile a Ronaldo, ma temevo che Udine e la sua condizione atletica l'avessero rovinato. Forse per sempre. Invece, Luis mi ha smentito e non posso che esserne felice. Può essere che nell'estate 2016 Luis ci saluti per 50 milioni direzione Liga, ma intanto godiamocelo a pieno.
E ora la classifica si mette bene, perché parla di un +7 sui cugini del Genoa (con una gara da recuperare contro il Parma) e sull'Inter, ovvero i veri rivali della Samp in questa corsa all'Europa. E guarda caso, la prossima settimana proprio i nerazzurri saranno ospiti della Samp al Ferraris. Un incrocio fondamentale. Delle quattro gare difficili a cavallo tra marzo e aprile, quella contro l'Inter è senza dubbio la più importante.
Perché? Facile. Palermo e Torino sembrano un po' scoppiate. Il Milan fatica. Il Genoa ha rallentato dopo il periodo d'oro. Insomma, la squadra di Mancini è l'unica vera contendente per il sesto posto. Una vittoria porterebbe la Samp a +11 dai nerazzurri a dieci giornate dalla fine, nelle quali gli ostacoli per i blucerchiati saranno le trasferte di Napoli e Firenze, più le gare casalinghe contro Juventus e Lazio. Un calendario fattibile, con tante gare in casa verso la fine del campionato. E un (possibile) vantaggio da gestire. Il presente è grande, ma il futuro è ancora più promettente.

L'esultanza della squadra dopo il 2-0 di Luis Muriel, 23 anni.

08 marzo 2015

Tutto è possibile.

Continuità ci voleva e continuità c'è stata: la Samp dimostra che la vittoria di Bergamo non è stata un caso e regola serenamente il Cagliari in 70'. La squadra di Zola dimostra che - giocando così - la B non è lontana, tuttavia la Samp mette in campo quel cinismo che spesso era stato utile durante il girone d'andata. E contro compagini così chiuse, sbloccare la partita diventa fondamentale.

Gianfranco Zola, 48 anni: il suo Cagliari è sempre più vicino alla B.

La Samp si presenta alla sfida contro i sardi dopo i tre punti contro l'Atalanta e con la conferma del 4-3-3. Duncan si sposta in panchina per lasciare spazio al ritorno di Obiang; stessa cosa per Okaka, che cede la sua maglia da titolare a Eder. Dal canto suo, il Cagliari punta anch'esso sul 4-3-3, con il trio composto da M'Poku, Longo e Farias a cercare di qualche problema davanti. In cabina di regia spazio a Cossu, vista la squalifica di Daniele Conti.
Il primo tempo si gioca a ritmi piuttosto blandi: il Cagliari tende a chiudersi in nove dietro la linea della palla, con il solo Longo a rimanere davanti. La Samp, invece, fa un discreto giro palla ed Eto'o è costretto a salire sulla linea dei centrocampisti come a Bergamo. Stavolta la mossa ha un suo senso, visto che c'è troppa densità rossoblu negli ultimi 25 metri. Incredibilmente, è il Cagliari ad avere la chance migliore al 23': Avelar è lasciato solo, cross dalla sinistra e Longo batte a botta sicura dal dischetto del rigore (male nell'occasione Silvestre). Viviano si allunga e neutralizza il possibile vantaggio sardo.
Da lì, la Samp si sveglia e comincia a creare qualcosa. Prima Eder viene contrastato su iniziativa di Regini, poi arriva il vantaggio al 33': su corner di Muriel, Avelar si perde De Silvestri e il numero 29 stacca da solo per l'1-0. Cominciano le danze e i blucerchiati possono festeggiare il vantaggio. Ci sarebbe anche il tempo per trovare il 2-0 in contropiede, ma Obiang non è abbastanza cattivo contro Brkic in uscita e si fa anticipare dal serbo. Si chiude sull'1-0 la prima frazione e la ripresa è ugualmente tranquilla per la Samp. Il Cagliari ha un possesso palla più alto e alza il suo baricentro, ma crea solo un tiro di Farias verso la fine, facilmente parato da Viviano.
I padroni di casa, invece, si fanno più concreti. Ci provano prima Eder ed Eto'o, ma entrambi i tentativi vanno a lato. Poi Obiang avrebbe la palla del 2-0 un'altra volta, ma stavolta spreca peggio che nel primo tempo, tirando una bordata addosso a Brkic. Infine, arriva il raddoppio al minuto 71: Silvestre conquista una respinta della difesa cagliaritana e serve Eto'o in area. Il camerunense controlla e scarica un destro violento che batte Brkic: è 2-0 e il Ferraris è in delirio per il primo gol di Eto'o in blucerchiato. Lo stadio lo omaggia fino alla fine, anche quando esce per Duncan a cinque minuti dalla fine. Nel frattempo, Eder ci prova per il 3-0 con un gran destro, ma Brkic alza la conclusione in angolo. Finisce così, meritatamente.

La gioia ballata di Lorenzo De Silvestri, 26 anni, dopo l'1-0.

Viviano 6.5; De Silvestri 6.5, Silvestre 6, Romagnoli 7, Regini 6.5; Acquah 6 (dal 21' s.t. Soriano 6.5), Palombo 6, Obiang 5.5; Muriel 6 (dal 13' s.t. Okaka 6), Eto'o 7 (dal 40' s.t. Duncan s.v.), Eder 6.5  - già pubblicate su SampNews24

E sono tre punti che pesano. Ora la Samp affronterà un calendario tutt'altro che facile: il trittico composto dalla trasferta di Roma contro i giallorossi, dalla gara con l'Inter e dallo scontro a Firenze dirà effettivamente cosa può essere la Samp nella corsa all'Europa. Ci sarebbe anche la gara con il Milan del 12 aprile prossimo, ma non sappiamo in che condizioni ci arriveranno i rossoneri, alla presa con il possibile esonero di Inzaghi. Rimango convinto che cinque squadre siano fuori dalla portata del Doria nella lunga distanza. Ma non è detto che Roma o Fiorentina non sbaglino qualcosa proprio contro i blucerchiati.
Di queste tre gare, la più importante è certamente quella contro l'Inter. Se la Samp sogna seriamente l'Europa League (altri 20 punti ci vorranno per stare tranquilli), allora vincere a Genova il 22 marzo contro i nerazzurri diventa un obbligo. Nonostante i sette punti di distanza (con l'Inter che però giocherà stasera a Napoli), la squadra di Mancini rimane la concorrente più pericolosa per il sesto posto, che probabilmente varrà l'accesso all'Europa League.
Sono stato molto contento ieri di rivedere i terzini in buona forma. De Silvestri ha giocato un primo tempo da ala, visto che M'Poku è stato schierato bassissimo da Zola. Quando il belga ha avanzato il baricentro nella ripresa, fortunatamente il numero 29 blucerchiato non si è scomposto e ha giocato una buona partita. Stessa cosa si può dire di Regini, apparso in difficoltà nell'ultimo mese, ma molto a suo agio ieri contro Farias e Alejandro Gonzalez.
Per l'Europa, bisognerà sfruttare il calendario. Nelle ultime sei giornate, la Samp ne giocherà quattro al Ferraris. Certo, dovrà ospitare Juventus e Lazio, ma poi giocherà con Udinese, Hellas Verona, Empoli e sopratutto Parma all'ultima. Tutte squadre che - secondo me - avranno già scritto il loro destino nel finale di stagione. Rimango convinto che un piazzamento nella top 8 mi andrebbe bene, ma l'occasione fa l'uomo ladro e non vedo grossi giganti attorno alla Samp per il sesto posto finale. Come dissero i Finley, forse è veramente tutto possibile.

Samuel Eto'o, 33 anni, alla prima rete con la Samp.

03 febbraio 2015

Il peggiore degli incubi.

Forse il calciomercato ha distratto molti dalla realtà. Forse l'arrivo di uno come Eto'o ha fatto pensare non solo che potessimo puntare all'Europa, ma che ce la meritassimo. Mettiamola così: il 5-1 subito da un normalissimo Torino all'Olimpico farà bene in ogni caso. Ora siamo tutti arrabbiati, ma chissà che domani non frutti qualche esperienza in più. E comunque le colpe sono ben chiare senza timore di smentita.


La trasferta di Torino arriva in un momento estatico per la Samp. Se togliamo la polemica del gol-non gol di Morganella nell'ultimo Samp-Palermo, la presentazione di Eto'o e il calciomercato hanno portato solo gioie in questo mese di gennaio. La Samp è sempre a due punti dal terzo posto, ma il Torino viene da sette risultati utili e vuole continuare la striscia positiva. I blucerchiati si presentano all'Olimpico con il ritorno al 4-3-3: Bergessio ed Eder sono ai lati di Okaka, mentre a centrocampo Soriano torna al ruolo di mezzala. Diverso l'atteggiamento del Torino, che punta sul solito 3-5-2 con Martinez accanto a Quagliarella.
In realtà, il primo tempo della Samp non esiste: un destro flebile di Eder e un debole colpo di testa di Silvestre sono tutto quello che gli ospiti producono nei primi 45'. Dove, invece, il Torino fa quel che vuole. A cominciare dal 15', quando Quagliarella porta in vantaggio i padroni di casa: sponda aerea di un compagno su corner e l'ex attaccante blucerchiato sfrutta una dormita di De Silvestri per realizzare l'1-0. La partita scorre inerme, finché Silvestre non perde Glik su corner e regala un penalty agli avversari: dal dischetto sempre Quagliarella è implacabile e firma il 2-0, nonostante Viviano tocchi la palla. Benassi potrebbe anche segnare il 3-0, ma il suo tiro è centrale.
La ripresa non cambia copione: la Samp acquista un po' di dinamismo con l'entrata di Duncan per Bergessio, ma sostanzialmente la gara rimane in mano alle ripartenze del Torino. Su una di queste, Quagliarella trova l'hat-trick al 67': buco di Romagnoli e destro in diagonale dell'attaccante granata. A questo punto, la beneficenza prosegue imperterrita: appena entrato, Amauri trova il 4-0 al 72', sfruttando un rimpallo con Silvestre e battendo Viviano. La Samp allevia i dolori con un bellissimo gesto tecnico di Obiang, che trova un gol di tacco grazie a una disattenzione di Padelli su assist di De Silvestri. Tuttavia, è una fiammata. Benassi e Maxi Lopez sfiorano il quinto, finché a battere Viviano non ci pensa Bruno Peres. Il brasiliano ha umiliato Regini per tutto il match e lo trova impreparato anche al 92': dribbling sul numero 19 blucerchiato e rete del 5-1 finale. Risultato che poteva esser anche peggiore se non fosse stato per Viviano. Grandi fischi dal settore ospiti, rabbia da parte dei tifosi e un addio amaro per Daniele Gastaldello, che da ieri è un nuovo giocatore del Bologna.

Fabio Quagliarella, 31 anni: tre gol per lui ieri da ex.

Viviano 5.5; De Silvestri 5, Romagnoli 5, Silvestre 4, Regini 4; Obiang 5.5, Palombo 5, Soriano 5 (dal 34' s.t. Krsticic s.v.); Bergessio 5 (dal 1' s.t. Duncan 5.5), Okaka 5, Eder 5.5 (dal 25' s.t. Eto'o s.v.) - pagelle già pubblicate su SampNews24

A mente fredda, è più facile ragionare su quella che può essere chiamata tranquillamente con il suo nome: disfatta. Una sconfitta senza se e senza ma, senza scusanti e di cui tutti - staff tecnico e giocatori - si devono vergognare. Non si possono prendere cinque gol in una situazione normale, figuriamoci giocando così e in un momento del genere. Inutile riempirsi la bocca di Europa e terzo posto se poi le prove successive alle dichiarazioni entusiaste sono queste.
Mihajlovic ha schierato un inspiegabile 4-3-3 dopo che finalmente la squadra aveva assorbito il passaggio al 4-3-1-2. Un modulo - quello col trequartista - che la Samp stava facendo fatica ad accettare, ma le vittorie contro Empoli e Parma avevano dimostrato che il materiale su cui lavorare c'era. E si sperava che l'arrivo di Eto'o - entrato a metà del secondo tempo - potesse ulteriormente migliorare questo buon momento.
L'importante era mantenere alta l'attenzione e la cattiveria: doti che sono mancate in quel di Torino. Se si analizza a mente fredda la dinamica dei cinque gol avversari, quattro di essi hanno luogo grazie a singole disattenzione difensive. I quattro della retroguardia hanno sulla coscienza un gol a testa: un evento che raramente accade. Un'equa redistribuzione delle colpe che credo abbia pochi precedenti nella storia del calcio.
Ora ci attende il Sassuolo al Ferraris. Di Francesco dovrà fare a meno di tutto il tridente d'attacco: Zaza, Berardi e Sansone sono squalificati, in più mancheranno gli infortunati Terranova e Longhi. C'è la situazione ideale per un rilancio, specie a mercato chiuso. Tuttavia anche la gara di Torino sembrava facile e invece è arrivato un 5-1 per i granata. Attenzione, perché il peggiore degli incubi l'abbiamo già vissuto domenica. E io non ho voglia di altri replay.

Samuel Eto'o, 33 anni, prova a dare indicazioni a Pedro Obiang, 22.

06 gennaio 2015

Mazzata.

Il 2015 non è ricominciato nel migliore dei modi: quella che doveva essere una sfida Champions si è trasformata in un dominio assoluto di una squadra sull'altra. La Lazio detronizza la Samp all'Olimpico nella prima gara di Serie A del nuovo anno. Il 3-0 di questo 5 gennaio non lascia adito a scuse: i blucerchiati si sono presentati scarichi e hanno creato pochissimo. Sarà difficile rimanere in zona Europa se l'attitudine è questa.

La Lazio esulta dopo il 2-0: sarà una serata di gloria.

La Samp si presenta all'Olimpico di Roma dopo una prima parte di stagione esaltante e punta a conquistare il terzo posto in solitaria nella gara contro la Lazio. Tra i blucerchiati, c'è il ritorno di Viviano tra i pali al posto di Romero e l'assenza di De Silvestri, sostituito da Cacciatore. Spazio al 4-3-1-2 per il nuovo corso post-Gabbiadini, con Soriano trequartista e Rizzo terzo di centrocampo. La Lazio non si snatura e conferma il 4-3-3 con Mauri e lo scatenato Felipe Anderson accanto al serbo Djordjevic.
L'inizio di partita non è dei più incoraggianti. La Lazio spinge con il suo solito passo felpato, ma deciso. I padroni di casa lasciano cuocere a fuoco lento gli ospiti, che non spingono affatto. La prima occasione è solo al 20', quando Biglia prova a sorprendere Viviano su punizione, ma il portiere blucerchiato respinge. Un minuto e Cacciatore va incontro a un quasi suicidio: retropassaggio di testa a Viviano troppo corte, Djordjevic s'inserisce e salta l'estremo difensore ospite. Poi è lo stesso Cacciatore a chiudere con un tagliafuori quasi cestistico. Anche De Vrij ci prova al 28' su assist di tacco del serbo, ma l'olandese non centra la porta.
Insomma, è un tiro a segno. La Samp non si vede mai, neanche con un tiro della disperazione; dai 30 metri in poi, diventa tutto difficile. E la Lazio decide di approfittarne. Al 37' il vantaggio: ennesima discesa di Felipe Anderson - in stato di grazia - e palla in mezzo, dove Obiang si è perso Parolo. Il centrocampista biancoceleste batte facilmente per l'1-0. Neanche un paio di minuti e arriva il raddoppio: Felipe Anderson fa partire un gran destro dai 30 metri. Viviano potrebbe esser più esplosivo, ma non c'è una grande responsabilità su quello che è il 2-0 laziale. Un tremendo uno-due, da cui QUESTA Samp non può riprendersi.
Il riposo porta due cambi - Cavanda per Cana, Wszolek (all'esordio in stagione) per Rizzo - ma il copione è lo stesso. La Samp aspetta e non riesce a ripartire. Soriano è schiacciato dalla mediana avversaria, Eder predica nel deserto. E la Lazio sfiora subito il 3-0 quando Viviano esce alla Neuer, mancando però il pallone: Djordjevic tira a porta sguarnita, ma Romagnoli salva tutto. In generale, la Samp attende la terza rete, che alla fine arriva: al 66' per l'ennesima volta Felipe Anderson salta tutti e mette in mezzo, dove Djordjevic deve solo appoggiare in rete. La gara è già finita, ma la Samp si ricorda almeno di tirare in porta: Eder ci prova al 68', ma la botta dai 25 metri è centrale per Marchetti. Così finisce una gara mai iniziata per i blucerchiati, che hanno molto su cui interrogarsi per questo 2015.


Viviano 5; Cacciatore 5, Gastaldello 5, Romagnoli 5.5, Regini 4.5; Obiang 5 (dal 22' s.t. Bergessio 5.5), Palombo 5, Rizzo 4.5 (dal 1' s.t. Wszolek 5.5); Soriano 5; Eder 5.5 (dal 28' s.t. Duncan s.v.), Okaka 4.5 - già pubblicate su SampNews24

Indubbiamente questa è una partita che non smonta quanto fatto in precedenza, ma che dice molto sulle possibilità europee della Samp. Ieri sera si è incrociata una delle 2-3 squadre che gioca il miglior calcio in Serie A (direi insieme all'Empoli di Sarri). E il risultato è stato ben visibile. La Samp ha costruito i suoi successi nella prima parte del campionato sul far giocare male gli altri e colpire. Missione riuscita molte volte, per altro (manca pure qualche punto). Quando però incontri una squadra che sa giocare a pallone, tutto diventa più difficile.
La Samp di ieri è stata praticamente inesistente. La difficoltà più grande va trovata sopratutto nell'assorbimento del 4-3-1-2: un modulo che la Samp ha rigettato spesso e che ha ben interpretato solo nella gara casalinga contro il Napoli. Lì però gli azzurri rinunciarono a giocare, creando pochissimo; con la Lazio non è andata così. Ci si è trovati di fronte una squadra più propositiva, con un'identità molto forte e con un piano di gioco chiaro. Normale che si paghi dazio di fronte a compagini del genere se il modulo non è stato assorbito.
Ci vuole tempo. Ci vuole qualche rinforzo, specie con tutte le uscite che potranno esserci (Cacciatore? Marchionni? Bergessio?). Ci vuole pazienza. E ci vuole un pizzico di realismo: il finale di 2014 è stato bellissimo, ma non è quella la dimensione della Samp. Specie senza Gabbiadini (partito per Napoli) e con un Correa tutto da verificare. Godiamoci quello che verrà, ma non fasciamoci subito la testa: è stata una brutta mazzata, ma ci riprenderemo.

Felipe Anderson, 21 anni, imprendibile nella serata di ieri.

26 ottobre 2014

Un buon punto (solo quello).

Di positivo c'è solo il punto. A Genova la sfida con la Roma era più attesa dai giallorossi che dai blucerchiati, ma il finale è uno 0-0 che probabilmente fa contenta solo la Samp di Sinisa Mihajlovic (nonostante la parole di Garcia a fine gara). Un pareggio tutto sommato giusto, che ha evidenziato la forma difensiva dei padroni di casa e le difficoltà degli ospiti, ancora un po' sotto tono dopo il 7-1 rimediato in Champions contro lo stellare Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Roberto Mancini, 49 anni, e Gianluca Vialli, 50, in tribuna al Ferraris.

La Samp si presenta a questa gara al terzo posto, a tre punti proprio dalla Roma di Rudi Garcia. Mihajlovic ha da affrontare l'emergenza in difesa, dove Silvestre e Fornasier sono fuori per infortunio e Cacciatore per squalifica. Rientra Romagnoli dal 1' (prima gara per lui contro i colori giallorossi) e Regini sulla fascia mancina. Anche Soriano torna dall'inizio, mentre davanti è tutto invariato. La Roma, dal canto suo, fa un po' di turn-over dopo la cocente delusione di Champions e schiera un quartetto difensivo forse inedito, con Holebas al posto di Cole e Astori al posto dello squalificato Manolas.
Nel primo tempo, la Samp decide di contenere la Roma creando ben poco. Soriano ci prova al 6', ma il suo tiro è centrale per De Sanctis. Quello è l'unico spunto degno di nota dei padroni di casa nel primo tempo: si fa fatica a impostare il gioco, Gabbiadini e Okaka sembrano contratti. Anche gli ospiti non sono i soliti, ma di fronte a una Samp rinunciataria in fase d'impostazione ci provano. Nainggolan tenta all'8', ma trova una deviazione che porta a un corner. Al 16' è il turno di Holebas dal vertice alto sinistro dell'area di rigore, ma è facile per Romero. Poi al 30' l'occasione più nitida: lancio in profondità per Gervinho. All'ivoriano è accoppiato Gastaldello, che non può ovviamente tenerlo. Lanciato in profondità, l'ex Arsenal aspetta troppo per tirare e viene contrato da Regini. La palla però prosegue la sua corsa, supera Romero e Gervinho ha una ghiotta occasione per rimettere in mezzo dal fondo. Ma l'ivoriano tenta il tiro impossibile e centra il palo, sprecando una buona chance.
Il primo tempo è questo. Fortunatamente nella ripresa i blucerchiati si svegliano un po' e hanno un sussulto d'orgoglio. L'impostazione rimane carente - specie dai 30 metri dalla porta di De Sanctis in poi - ma qualche occasione comincia ad arrivare. Ancora Romero si deve impegnare su Gervinho al 46', ma l'allungo garantisce il corner ai giallorossi. C'è un gol annullato - giustamente - a Gabbiadini per fuorigioco, ma al 64' finalmente la Samp c'è: percussione centrale di Soriano fermata da Yanga-Mbiwa, palla a Obiang che ci prova ma trova i guantoni di De Sanctis. Al 69' i padroni di casa hanno la chance della vita: solita punizione di Gabbiadini a scavalcare la difesa, ma Okaka non ha la giusta reattività a due metri dalla porta e la spizza alta. La girandola di cambi produce poco per la Roma: entra Destro, ma è Florenzi ad avere una grande occasione su cross di Torosidis. L'incornata in contro-tempo non coglie impreparato Romero, che vola e devia il colpo di testa del giallorosso. Infine, la Samp ha la palla del match-point: altra punizione di Gabbiadini, Gastaldello è solo ma spara a lato da pochi metri. Lo 0-0 forse è giusto nel conto delle occasioni, ma la Samp deve imparare a unire coesione difensiva e gioco offensivo.

Gervinho, 27 anni, si mangia clamorosamente l'1-0 giallorosso.

Romero 6.5 - Rientra da titolare a Marassi e tira fuori una buona prestazione: sempre attento Gervinho, ottimo su Florenzi.
De Silvestri 5.5 - Gervinho gli crea qualche problema. Lui potrebbe crearne tanti all'ivoriano sgroppando sulla fascia, ma lo fa poco durante la gara.
Gastaldello 5.5 - Male pure lui: passaggi sbagliati, leggerezze e l'occasione mancata per l'1-0 su punizione di Gabbiadini.
Romagnoli 6.5 - Meno preciso di altre volte, ma ugualmente efficace.
Regini 6.5 - Dalle sue parti Llajic non crea molto. Fondamentale nel salvataggio su Gervinho. Esce per infortunio: speriamo non sia niente di serio.
Soriano 6 - Primo tempo volenteroso ma pasticcione, meglio nella ripresa.
Palombo 5.5 - Vero che il gioco della Roma è quasi tutto sulle fasce, ma lui fa poco filtro e imposta ancora meno.
Obiang 5.5 - Leggasi Palombo: il pomeriggio di Cagliari sembra lontano. Anche se è la sua prima gara difficile in questa stagione...
Gabbiadini 5.5 - Punizione a parte per il quasi-assist a Gastaldello, c'è poco da notare della sua prestazione. Un gol annullato (giustamente) per fuorigioco e l'urlo strozzato in gola.
Okaka 5 - La prima partita veramente insufficiente di Stefano Okaka in questa stagione. Yanga-Mbiwa lo mette in difficoltà più di quanto sarebbe stato previsto. E si mangia l'occasione dell'1-0, anche se era difficile da metter dentro.
Eder 6 - Il migliore dei tre davanti. Mette in difficoltà Torosidis e costringe Llajic ad arretrare. Nel finale esce per far spazio a Rizzo e mantenere il punto.

Mesbah 5.5 - Entra per l'infortunato Regini e cominciano a sfondare sulla destra.
Rizzo s.v. - L'obiettivo era fare legna a centrocampo nel finale di gara.
Bergessio s.v. - Qui le colpe vanno a Mihajlovic: non si capisce cosa possa fare l'argentino in una partita così brutta in cinque minuti più recupero. Un ingresso tardivo.

Non è stata affatto una gran gara quella della Samp. Così come la Roma non era al suo massimo: i giallorossi hanno avuto tre nitide palle-gol, ma sono abituati a far meglio di così. Se da una parte la Samp ha mantenuto la vocazione "Atlético" - ovvero quella di far giocare l'avversario peggio di come potrebbe - dall'altra ha creato molto poco con il gioco. Le tre occasioni blucerchiate sono arrivate da calci piazzati o spunti individuali: si può fare meglio di così. Anche perché mercoledì si va a Milano per giocare contro la pericolante Inter dell'ex Mazzarri, in grande crisi. Vedo grande ottimismo in giro dopo questa gara perché si è affrontata la Roma, ma si è deciso - sopratutto nella prima frazione - di non giocare questa partita, ma di contenere la Roma. Spero di non vedere più uno scenario del genere. Dobbiamo giocarcela con tutti, anche a costo di perdere le gare. Meglio così che prendere una rete dopo aver visto 45' senza un tiro in porta. O forse no?

Il rientro sfortunato di Vasco Regini, 24 anni, costretto a uscire per infortunio.

29 settembre 2014

Concretezza e terzo posto.

Come recita un famoso spot degli anni '90: è stata dura, ma alla fine ce l'hanno fatta. La Samp porta a casa il derby numero 109 con una punizione di Gabbiadini. Voleva essere un cross, ma va bene così. La gara era un pareggio scritto, ma alla fine i blucerchiati hanno trovato l'episodio giusto. Dall'altra parte, Pinilla ci ha provato, ma non è bastato. Ora la Samp vola al terzo posto e sogna l'Europa, mentre Ferrero si gode un primo derby da ricordare (almeno per il risultato).

La gioia dei blucerchiati sotto la Sud al fischio finale.

Intendiamoci: chi si aspetta dal derby di Genova una partita piena di spettacolo è fuori strada. La Samp si presenta con la squadra titolare quasi al completo: l'unica eccezione - di rilievo - è l'esclusione di capitan Gastaldello per far spazio al giovane Romagnoli, in forma contro il Chievo. Il Genoa di Gasperini non si modifica e punta sempre sul 4-3-3: davanti c'è il solito trio formato da Pinilla, Perotti e Kucka. Il primo tempo è una sorta di anti-calcio, che inghiotte ogni buon intento da parte delle due squadre. Giusto il Genoa spaventa un filino Viviano, con un colpo di testa di Pinilla al 19', ben parato dal portiere blucerchiato. Tante botte, la sostituzione dopo 10' di Regini con Mesbah e un quasi-autogol sempre di Pinilla (fa tutto lui per i rossoblu) su cross calibrato di Gabbiadini al 41'. Se fosse uno spot per la Serie A, il derby della Lanterna assomiglia tanto a una pubblicità pregresso (la "e" non è casuale). Di calcio non si è vista la traccia.
La ripresa inizia senza cambi e con un copione leggermente diverso: la Samp comincia a prendere campo, sebbene non tiri effettivamente nella porta avversaria. Dal canto suo, il Genoa è stanco del predominio e comincia a cercare diverse soluzioni da lontano per impensierire Viviano. Senza per altro riuscirci, visto che le conclusioni di Rincon, Kucka e Perotti sono tutte facili per l'estremo difensore del Doria. Tanti i gialli da una parte e dall'altra, mentre a cambiare qualcosa è solo Gasperini: dentro Matri, Bertolacci e Iago Falqué, fuori Kucka, Burdisso e Rincon. Il tecnico rossoblu vorrebbe l'assalto, ma il Genoa non produce nulla.
La Samp, dal canto suo, sfrutta l'unico tiro in porta della gara. Al 75' Gabbiadini centra dalla destra un pallone che nessuno sfiora (anche se la Lega assegna l'autogol a De Maio): la palla entra e Perin non può farci nulla. Esultanza sfrenata: Eder prende possesso della macchina fotografica di qualcuno e la panchina travolge gli undici in campo. Mihajlovic sorride, ma fino ad allora la Samp non era sembrata certo entusiasmante. Basti un dato: Perin ha avuto una media di 5.25 parate nelle prime quattro di campionato. Ieri ne ha dovuta fare una su un rinvio di testa di Palombo al minuto 80. Insomma, si poteva schiacciare il Genoa, ma si è scelta una strada.
Fortuna che è andata bene. Nel finale ci ha provato ancora Pinilla con un'altra incornata, ma Viviano non ha voluto correre rischi e ha salvato in angolo. Gli assalti finali della squadra di Gasperini sono stati inutili, anzi Okaka è stato commovente nel tenere palla con forza e capacità, cercando un paio di volte il raddoppio. Al fischio finale è grande gioia per la Samp, che vince un altro derby dopo quello di febbraio: sempre in casa del Genoa, sempre con Mihajlovic, sempre contro Gasperini. Il gioco latita (già visto contro Sassuolo e Torino), ma i risultati non mancano.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, è il match-winner del derby numero 109.

Viviano 6.5 - Risponde ancora presente alle poche chiamate di questa gara. Pinilla lo impegna due volte di testa e lui - sopratutto sulla seconda - c'è.
De Silvestri 6 - Non ha grosse difficoltà con Kucka, ma non spinge moltissimo.
Silvestre 6 - Buona gara per lui, ma non al livello delle altre sontuose prestazioni.
Romagnoli 7 - Spiace dirlo in una gara vinta, ma è il migliore per distacco. Un mostro: qualunque anticipo, intervento, pallone è di sua competenza. Ed è un classe '95.
Regini s.v. - Non fa in tempo a godersi il derby che prima prende una capocciata in uno scontro con Perotti, poi esce per un problema fisico.
Soriano 6.5 - La seconda frazione tiene da solo il centrocampo blucerchiato: ripartenze a gettito continuo e tante difficoltà per il Genoa nel tenerlo.
Palombo 5.5 - Primo tempo difficile, nella ripresa trova qualche spunto. Ma rimane un derby negativo.
Obiang 6 - Si accende all'inizio e alla fine, mentre nel mezzo scompare un po' dalla gara.
Gabbiadini 6 - Mezzo voto per il gol partita, altrimenti la sua gara è un manifesto del nulla. Dice di non star bene fisicamente, ma non si capisce allora perché Mihajlovic lo impieghi dall'inizio.
Okaka 6.5 - Altra partita monstre del centravanti blucerchiato. Manca il gol, ma si porta via gli avversari, specie nella ripresa. Roncaglia tenta di fargli da zainetto: tentativo non riuscito.
Eder 5.5 - Vedi Gabbiadini, anche se nel finale rimedia parzialmente per sacrificio ed esultanza particolare all'1-0.

Mesbah 5.5 - Può fare di meglio. Nel secondo tempo si aggiusta, ma nel primo perde banalmente due palloni senza nessuno che lo pressi.
Sansone s.v. - Sgridato da Mihajlovic in settimana, è bravo a far passare il tempo in campo.
Krsticic s.v. - Entra solo per evitare a Obiang il secondo giallo nel finale.

Si sta bene in alto: undici punti che non si vedevano dai tempi di Ciro Ferrara. Sono passati solo due anni, ma era un'altra Samp, neo-promossa e comunque con poco entusiasmo a circondarla. Le cose che più mi ha impressionato sono due: a) si vincono anche le partite dove si gioca male: un segnalino non da poco; b) questo è un GRUPPO. Lo si è visto prima, durante e dopo la gara. Si partecipa insieme alle sofferenze e alle gioie e questo è un ottimo segnale per il proseguo del campionato. Intanto, godiamoci la concretezza e il terzo posto. In attesa dell'Udinese, ma sopratutto del prossimo impegno: ci attende la pericolosa Atalanta al Ferraris.

Massimo Ferrero, 63 anni, festeggia sotto la Sud con la squadra la vittoria nel derby.