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03 maggio 2015

All'ultimo scatto.

Dovevano arrivare dei punti, invece è giunta un'altrasconfitta: la terza nelle ultime sei gare, con un bilancio di tre punti nell'ultimo mese. La Samp si allontana ancora dalla zona Europa League dopo l'1-0 contro la Juve al Ferraris: i bianconeri sono campioni d'Italia per la quarta volta consecutiva, mentre i blucerchiati attendono i risultati odierni delle avversarie per la corsa all'Europa.

La Gradinata Sud, ancora una volta presente ieri per la sfida alla Juve.

Diverso dalla vigilia l'atteggiamento della Juve: con il Real Madrid da sfidare martedì, Allegri rischia tutto. Nonostante gli basti un punto per vincere lo scudetto, il tecnico della Juve schiera praticamente tutti i titolari, con solo Pirlo in panchina. Mihajlovic si affida al 4-3-1-2 già visto contro l'Hellas, con molti cambi e la coppia Muriel-Eto'o davanti, per la prima volta dall'inizio come centravanti. Soriano agisce alle spalle del duo d'attacco.
L'inizio è nettamente a favore della Samp, che pressa alto e prova a metter pressione agli ospiti. Bastano 29 secondi a Soriano per andare subito al tiro, ma il suo destro è alto. Di poco fuori anche la conclusione di Obiang al 9', con Buffon che valuta il pallone fuori. Al 12', la Samp ha un'occasione clamorosa: contropiede due contro due, Eto'o serve Muriel leggermente lungo in area e il colombiano non c'arriva. Da quel momento, la Samp sparisce dalla zona offensiva e lascia l'iniziativa ai campioni d'Italia uscenti.
Llorente ci prova un paio di volte di testa, ma non impensierisce Viviano. Anche Vidal ha una buona occasione al 31', ma il suo tiro è centrale. Purtroppo, il gol bianconero è dietro l'angolo. Al 31', Lichtsteiner viene lasciato colpevolmente libero di crossare da Mesbah: Rizzo si perde Vidal e anche Llorente è solo al centro dell'area. La palla arriva al cileno, che insacca sull'altro palo il gol del definitivo 1-0 ospite. La Samp non ha nessuna reazione e si va all'intervallo con i padroni di casa in svantaggio.
Il tanto nervosismo produce un secondo tempo peggiore dei primi 45': la Samp è contratta e non riesce a gestire il pallone in avanti, mentre la Juve fa un gran giro-palla per far passare il tempo. Ciò nonostante, fioccano le occasioni per i bianconeri: Tevez costringe Viviano ad allungarsi in corner e anche Marchisio ha spazio per provarci. Dal canto suo, la Samp ha una mega occasione con Bergessio al 64': l'argentino - neo-entrato al posto di Rizzo - è lanciato da Eto'o in area, ma tarda la conclusione e Bonucci lo costringe in corner.
Più passano i minuti, meno la Samp sembra avere la possibilità di pareggiare. La girandola di cambi non produce nulla, se non un sinistro di Duncan dalla distanza (bloccato da Buffon) e un mancino di Muriel (fuori). Tanti gialli, con la Samp che perde tre squalificati in vista della prossima partita a Udine. Intanto, la Juve può festeggiare al triplice fischio dell'arbitro: con questa vittoria, i bianconeri festeggiano il quarto titolo consecutivo.

La rabbia di Sinisa Mihajlovic, 45 anni, durante la gara.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 6, Romagnoli 6, Mesbah 5.5 (dal 35' p.t. Regini 6); Rizzo 5 (dal 9' s.t. Bergessio 6), Palombo 5.5, Obiang 6 (dal 27' s.t. Duncan 6); Soriano 6.5; Eto'o 5, Muriel 5.5 - già pubblicate su SampNews24

Prima di qualsiasi analisi, voglio fare i complimenti alla Juve e anche una piccola critica al suo allenatore. Quando Conte ha mollato tutto nel luglio scorso, molti hanno pensato che fosse il momento buono per chiudere la dinastia bianconera. In effetti, nel contestato 3-2 dello Juventus Stadium contro la Roma a ottobre 2014, la sensazione c'era stata. Poi il resto del campionato ha cancellato quella speranza. La piccola critica ad Allegri è per la formazione schierata ieri. Bastava un punto, ma lui ha deciso di schierare (quasi) tutti i titolari. Era proprio necessario, con la sfida al Real Madrid a tre giorni da quella di Genova?
Intanto la Samp ha i suoi problemi. Tre punti in sei gare, nessuna vittoria: un digiuno così non c'era mai stato quest'anno in A. Eppure stavolta Mihajlovic ha schierato Eto'o e Muriel davanti, disimpegnandoli dai compiti da terzino che i due hanno svolto diligentemente durante queste ultime gare. Tuttavia, il risultato finale è stato pessimo. Il camerunense è sembrato escluso dalla manovra e lontano dal gioco, mentre il colombiano va a sprazzi e deve trovare continuità. Altrimenti il rischio è che rimanga un eterno incompiuto.
Ora la corsa all'Europa League si complica. Oggi il Torino ospita l'ottimo Empoli, il Genoa va a Roma, la Fiorentina aspetta il Cesena al Franchi e persino l'Inter - tornata in corsa - può approfittarne giocando contro il Chievo a San Siro. Insomma, le concorrenti sono agguerrite e alcune di loro hanno un calendario migliore della Samp (leggi Torino e Fiorentina). Sarà durissima e per questo un'inversione di tendenza è necessaria.
A partire dal prossimo impegno, quando la Samp andrà a Udine per giocarsela contro la squadra di Stramaccioni. All'andata ci fu un 2-2 che portò la squadra di Mihajlovic al terzo posto, nonché l'ultimo gol di Gabbiadini in blucerchiato. Ora la Champions è un sogno impossibile da realizzare, ma c'è ancora spazio per l'Europa League. A patto di cambiare marcia. Perché cadere all'ultimo scatto sarebbe un'amarezza insopportabile.

Arturo Vidal, 27 anni, regala il 4° scudetto alla Juve con un suo gol.

19 aprile 2015

Un'altra mentalità.

Doveva essere un trionfo, è stata una delusione: lo scenario dipinto ieri pomeriggio al Ferraris dalla Samp nella gara casalinga contro il Cesena è quello di un'altra occasione sprecata. Mihajlovic ha schierato un arsenale di tutto rispetto, ma il muro cesenate costruito da Di Carlo ha retto l'urto. E i tifosi piangono l'ennesima occasione sprecata della stagione.

Massimo Ferrero, 63 anni, dispiaciuto per la sua Samp.

La Samp ha puntato tutto sul segnare, come ha confermato il suo tecnico alla vigilia: «Basta segnare un gol più dell'avversario: gli attaccanti faranno il loro lavoro». Dentro tutti insieme Muriel, Éder, Eto'o e Okaka per la prima volta. Una scelta fatta dopo l'andata, quando la Samp giocò con un attaccante in meno, schiacciò il Cesena senza però vincere. Diverso l'approccio degli ospiti, che devono rinunciare a Defrel dall'inizio.
Il primo tempo è un mezzo assalto blucerchiato. Lento, blando, ma le accelerazioni di Eto'o danno un altro tono alla gara. Palombo sorprende Agliardi al 10' con una conclusione che scende all'improvviso, ma il portiere alza in angolo il bel tiro del capitano blucerchiato. Il Cesena si fa vedere con Alejandro Rodriguez - titolare per l'occasione - ma il suo destro potente è bloccato da Viviano al 19'. Eto'o alza il livello con un numero d'oro sul fondo campo, ma il suo assist non viene sfruttato da Muriel, che calcia alto dal centro dell'area.
Al 23' Éder ha una super-occasione su una conclusione deviata di Okaka, ma in corsa il numero 23 della Samp mette incredibilmente a lato. Gli ospiti si fanno vedere ancora con Rodriguez, marcato in maniera troppo blanda da Silvestre: bello il taglio in profondità, ma il destro viene respinto in due tempi da Viviano. Éder non si scoraggia e ci prova ancora due volte, senza però inquadrare la porta. Al 45' Mesbah potrebbe colpire su appoggio a rimorchio di Okaka, ma l'algerino spara altissimo da ottima posizione.
Il secondo tempo è molto più piatto dei primi 45', come dimostra la conta delle occasioni. Il Cesena non si fa vedere quasi mai, nonostante l'entrata in campo di Defrel per Rodriguez. Il francese avrà anche un paio di palle-gol, ma i padroni di casa si salvano dalla beffa grazie a Viviano prima e Obiang poi. La Samp - con il passare dei minuti - fa fatica a costruire una palla-gol di fronte allo schieramento degli ospiti.
Correa (esordio al Ferraris) e Soriano entrano al posto di Muriel e Palombo per una Samp a trazione anteriore, ma il risultato non cambia. La migliore occasione è quella di Romagnoli, che supera Agliardi con un colpo di testa al 76', ma trova il salvataggio sulla linea di Lucchini. I successivi tentativi di De Silvestri, Okaka e Mesbah non cambiano il risultato finale: è uno 0-0 amaro per i blucerchiati.

I tifosi del Cesena al Ferraris a seguito della squadra.

Viviano 6.5; De Silvestri 6, Silvestre 5.5, Romagnoli 6.5, Mesbah 5.5; Obiang 6.5, Palombo 6 (dal 41' s.t. Soriano s.v.); Muriel 5 (dal 23' s.t. Correa 6), Eto'o 6, Éder 5.5; Okaka 6.

Non c'è che dire: il Cesena ha fatto la sua solita gara tosta, mentre la Samp si è incartata su sé stessa con il passare dei minuti. Non è un caso se le palle-gol non sfruttate nella prima frazione hanno condannato i blucerchiati a fare la gara, ma non è la specialità in casa doriana. Intanto i romagnoli mantengono vive le speranze di salvarsi e sperano in uno scivolone dell'Atalanta, a +6 sul terzultimo posto e oggi di scena a Roma.
Nella Samp hanno deluso tanto due giocatori: Éder e Muriel. L'italo-brasiliano ha sprecato due super-occasioni nei primi 45' e poi è gradualmente scomparso dalla gara: del resto, Éder non dà il meglio contro squadre chiuse, preferendo gli spazi aperti. Diverso il discorso per il colombiano, costretto da Mihajlovic a giocare a destro: alla fine non ha inciso sulla partita come sperato e ha sbagliato un gol facile facile. La soluzione di affidare a lui i piazzati è interessante, ma andrà verificata nuovamente in futuro.
La sensazione però è che la Samp abbia buttato otto punti complessivi nelle quattro gare quest'anno contro Cesena e Milan. Contro i rossoneri sono arrivati due pareggi dopo esser stati in vantaggio e in maniera piuttosto ingenua: 2-2 su rigore provocato da Mesbah all'andata, 1-1 su deviazione di Duncan al ritorno. Diverso lo scenario con i romagnoli: al Manuzzi i blucerchiati hanno dominato senza segnare (l'autogol di Nica regalò il pareggio), mentre ieri la Samp ha peccato ancora di precisione sotto porta.
Ora la corsa all'Europa League si complica ulteriormente. Per fortuna l'unica seria avversaria per quel sesto posto - il Torino - è incappata in un pareggio in quel di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Ora i granata avranno il derby contro la Juventus e poi un calendario molto facile: Palermo, Empoli, Genoa, Chievo, Milan e Cesena. C'è da sperare che la Samp sfrutti al massimo le partite favorevoli e strappi qualche punto nelle tre gare difficili rimaste.
Il futuro europeo dei blucerchiati si decide nel trittico di sfide con Napoli, Hellas e Juve. A partire dalla trasferta del San Paolo, dove la squadra di Benitez - ancora speranzosa per il terzo posto - arriverà dal ritorno dei quarti di finale di Europa League. Il passaggio del turno sembra assicurato dopo il 4-1 in Germania, ma sarà comunque una gara impegnativa. E servirà un'altra mentalità a questa Sampdoria, capace di soffrire ma poco di creare.

Samuel Eto'o, 34 anni, non è riuscito a trascinare la Samp alla vittoria.

25 febbraio 2015

The greater good.

Un pareggio che sa di vittoria: così potremmo definire l'1-1 maturato nel derby di ieri tra Genoa e Samp. Un punto che sa di pericolo scampato. Perché se sul campo i rossoblu non sono sembrati aver una manovra più fluida di quella blucerchiata, sulle occasioni la squadra di Gasperini ha molto da recriminare. Intanto la Samp assomiglia sempre a meno a quella che correva fino a fine dicembre e sempre più a una compagine in difficoltà.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, furioso con Regini dopo il finale.

La Samp si presenta a questo derby dopo la sconfitta per 2-1 a Verona contro il Chievo. Una sconfitta che ha fatto male, specie se si pensa che la settimana dopo i clivensi sono andati a prenderne tre a Empoli. Mihajlovic decide di puntare sulla stessa formazione che avrebbe schierato sabato sera: Regini e De Silvestri si riprendono le corsie di difesa, Acquah confermato dal 1', Soriano dietro a Eder e Okaka. Il Genoa non si snatura e continua con il 3-4-3 che lo sta facendo volare alto: Gasperini punta sul trio tutto mobile e con falso nueve - composto da Niang, Perotti e Iago Falqué - per scardinare la difesa blucerchiata.
Pronti, via e la Samp rischia subito di prender gol: su cross di Edenilson al 1', Obiang si dimentica Bertolacci e il numero 91 del Genoa stacca da solo in area, fortunatamente spedendo il pallone alto. Romagnoli risponde cinque minuti dopo, ma la sua incornata non produce la stessa paura. La partita sta sulle sue, finché il Genoa non passa in vantaggio al 16': palla di Perotti per Niang (in leggero fuorigioco) e cross del francese sull'altro palo, dove De Silvestri si dimentica di Iago Falqué. Per lo spagnolo ex Juve è la quinta rete in campionato; il genoano tenterebbe anche di provocare la Sud, ma Viviano lo taccia e si può riprendere a giocare.
Neanche due minuti che la Samp pareggia subito. Roncaglia gestisce male un pallone e il suo passaggio arretrato verso Perin è troppo corto. Sulla palla subentra Eder, che in area buca il portiere per l'1-1 immediato. Un pareggio provvidenziale per una Samp che appare troppo imbrigliata per l'intero primo tempo. Il Genoa ha due discrete occasioni con Niang: sopratutto in una di esse, il francese si ritrova solo davanti a Viviano. Fortunatamente per il Doria, il portiere blucerchiato è pronto e respinge. Diverso lo scenario in casa Samp, dove l'unica - ma grandissima - occasione è quella capitata a Okaka al 26': gran numero di Acquah sulla destra, cross di esterno e il numero 9 doriano è solo, ma spara alto a cinque metri dalla porta.
La ripresa porta meno emozioni, ma il Genoa almeno si calma un po'. Ciò favorisce la Samp, che può giocare la palla con maggior attenzione a centrocampo e tentare di creare qualche pericolo a Perin. Silvestre e Acquah ci provano dalla distanza, così come Roncaglia, ma non sono occasioni nitide da gol. Neanche i vari cambi portano qualche novità nell'andamento della gara. Tanto più che Muriel entra a 20' dalla fine ed Eto'o a 10' dal termine.
Poi il finale lascia l'amaro in bocca a entrambe le squadre. All'86' Obiang vorrebbe l'uno-due con Muriel, ma Kucka - nell'intercettare il pallone - serve un assist involontario per lo spagnolo della Samp. Ritrovatosi di fronte a Perin, Obiang tenta lo scavetto ma spara alto. Va ancora peggio al Genoa, che nell'ultima azione della partita (viziata da un fallo ingenuo di Regini) potrebbe vincere la gara. Punizione in mezzo, Kucka sovrasta di testa De Silvestri e coglie la traversa. Sulla ribattuta, Bertolacci batte ancora Obiang e trova un miracolo di Viviano. Il sinistro finale di Kucka - finito altissimo - chiude una gara che sarebbe potuta finire anche peggio.

Iago Falqué, 25 anni, al quinto gol in A e il primo nel derby.

Viviano 7; De Silvestri 5, Silvestre 6, Romagnoli 6.5, Regini 5.5; Acquah 6.5, Palombo 5.5 (dal 21' s.t. Duncan 6), Obiang 5; Soriano 5.5 (dal 26' s.t. Muriel 5.5); Eder 6.5 (dal 38' s.t. Eto'o s.v.), Okaka 5 - già pubblicate su SampNews24

Una piccola postilla la devo fare subito sul tempo: il rinvio di sabato sera - unito alle telefonate di Lotito e alla gravissima situazione a Parma - dimostra la pochezza del calcio italiano. Non che ci fosse bisogno di conferme, ma è utile ogni tanto mettere i puntini sulle "i". Ferrero e Preziosi fanno a gara a smarcarsi, chiedendo la gestione totale del campo. La richiesta verrà soddisfatta dopo questa figuraccia, ma intanto prendiamo nota dell'ennesimo pasticcio all'italiana, con buona pace di alcuni tifosi che si erano fatti chilometri per assistere alla gara. E che non potevano certo tornare alle 18:30 di un feriale.
Mihajlovic ieri era molto nervoso: lo dimostra nel post-gara, quando per poco non mette le mani addosso a Regini per rimproverarlo del fallo che ha portato alla quasi capitolazione nel finale. L'impressione è che il giocattolo blucerchiato non sia ormai più il suo e che stia facendo il possibile per finire questa stagione e salutare Genova. Poco importa dove sia il futuro. Per una persona così fermamente convinta dei propri progetti, subire la cessione di Gabbiadini e l'acquisto di Eto'o forse è stata una botta troppo forte da digerire. Mihajlovic non è un uomo da show-biz come Ferrero, è uno concreto. E forse questa concretezza se non la vede lui, non la vedremo neanche noi in campo a breve.
Lo conoscete il principio del greater good? È una teoria usata sopratutto in guerra, specie dagli americani durante il Novecento. Essa racconta di come bisogna sacrificare qualcosa (o qualcuno) nel corso di una battaglia per arrivare a vincere la guerra. Che i sacrifici fatti ora serviranno per star meglio in futuro. Un po' la stessa dottrina abbracciata da Mihajlovic per il derby di Genova: risparmiare i più forti - molti di loro diffidati - per cercare di averli nella stracittadina. Risultato? Il derby per poco non è stato una catastrofe. Alcuni dei diffidati - leggasi Soriano e De Silvestri - sono stati praticamente nulli, se non dannosi (Lollo, ricordati di Iago Falqué sul gol, eh...). E ora per Bergamo mancheranno proprio Soriano, Eder e Obiang. Fate voi. Dov'è il bene superiore in tutto questo?

Eder, 28 anni, quarto gol consecutivo al Ferraris, il secondo in un derby.

03 febbraio 2015

Il peggiore degli incubi.

Forse il calciomercato ha distratto molti dalla realtà. Forse l'arrivo di uno come Eto'o ha fatto pensare non solo che potessimo puntare all'Europa, ma che ce la meritassimo. Mettiamola così: il 5-1 subito da un normalissimo Torino all'Olimpico farà bene in ogni caso. Ora siamo tutti arrabbiati, ma chissà che domani non frutti qualche esperienza in più. E comunque le colpe sono ben chiare senza timore di smentita.


La trasferta di Torino arriva in un momento estatico per la Samp. Se togliamo la polemica del gol-non gol di Morganella nell'ultimo Samp-Palermo, la presentazione di Eto'o e il calciomercato hanno portato solo gioie in questo mese di gennaio. La Samp è sempre a due punti dal terzo posto, ma il Torino viene da sette risultati utili e vuole continuare la striscia positiva. I blucerchiati si presentano all'Olimpico con il ritorno al 4-3-3: Bergessio ed Eder sono ai lati di Okaka, mentre a centrocampo Soriano torna al ruolo di mezzala. Diverso l'atteggiamento del Torino, che punta sul solito 3-5-2 con Martinez accanto a Quagliarella.
In realtà, il primo tempo della Samp non esiste: un destro flebile di Eder e un debole colpo di testa di Silvestre sono tutto quello che gli ospiti producono nei primi 45'. Dove, invece, il Torino fa quel che vuole. A cominciare dal 15', quando Quagliarella porta in vantaggio i padroni di casa: sponda aerea di un compagno su corner e l'ex attaccante blucerchiato sfrutta una dormita di De Silvestri per realizzare l'1-0. La partita scorre inerme, finché Silvestre non perde Glik su corner e regala un penalty agli avversari: dal dischetto sempre Quagliarella è implacabile e firma il 2-0, nonostante Viviano tocchi la palla. Benassi potrebbe anche segnare il 3-0, ma il suo tiro è centrale.
La ripresa non cambia copione: la Samp acquista un po' di dinamismo con l'entrata di Duncan per Bergessio, ma sostanzialmente la gara rimane in mano alle ripartenze del Torino. Su una di queste, Quagliarella trova l'hat-trick al 67': buco di Romagnoli e destro in diagonale dell'attaccante granata. A questo punto, la beneficenza prosegue imperterrita: appena entrato, Amauri trova il 4-0 al 72', sfruttando un rimpallo con Silvestre e battendo Viviano. La Samp allevia i dolori con un bellissimo gesto tecnico di Obiang, che trova un gol di tacco grazie a una disattenzione di Padelli su assist di De Silvestri. Tuttavia, è una fiammata. Benassi e Maxi Lopez sfiorano il quinto, finché a battere Viviano non ci pensa Bruno Peres. Il brasiliano ha umiliato Regini per tutto il match e lo trova impreparato anche al 92': dribbling sul numero 19 blucerchiato e rete del 5-1 finale. Risultato che poteva esser anche peggiore se non fosse stato per Viviano. Grandi fischi dal settore ospiti, rabbia da parte dei tifosi e un addio amaro per Daniele Gastaldello, che da ieri è un nuovo giocatore del Bologna.

Fabio Quagliarella, 31 anni: tre gol per lui ieri da ex.

Viviano 5.5; De Silvestri 5, Romagnoli 5, Silvestre 4, Regini 4; Obiang 5.5, Palombo 5, Soriano 5 (dal 34' s.t. Krsticic s.v.); Bergessio 5 (dal 1' s.t. Duncan 5.5), Okaka 5, Eder 5.5 (dal 25' s.t. Eto'o s.v.) - pagelle già pubblicate su SampNews24

A mente fredda, è più facile ragionare su quella che può essere chiamata tranquillamente con il suo nome: disfatta. Una sconfitta senza se e senza ma, senza scusanti e di cui tutti - staff tecnico e giocatori - si devono vergognare. Non si possono prendere cinque gol in una situazione normale, figuriamoci giocando così e in un momento del genere. Inutile riempirsi la bocca di Europa e terzo posto se poi le prove successive alle dichiarazioni entusiaste sono queste.
Mihajlovic ha schierato un inspiegabile 4-3-3 dopo che finalmente la squadra aveva assorbito il passaggio al 4-3-1-2. Un modulo - quello col trequartista - che la Samp stava facendo fatica ad accettare, ma le vittorie contro Empoli e Parma avevano dimostrato che il materiale su cui lavorare c'era. E si sperava che l'arrivo di Eto'o - entrato a metà del secondo tempo - potesse ulteriormente migliorare questo buon momento.
L'importante era mantenere alta l'attenzione e la cattiveria: doti che sono mancate in quel di Torino. Se si analizza a mente fredda la dinamica dei cinque gol avversari, quattro di essi hanno luogo grazie a singole disattenzione difensive. I quattro della retroguardia hanno sulla coscienza un gol a testa: un evento che raramente accade. Un'equa redistribuzione delle colpe che credo abbia pochi precedenti nella storia del calcio.
Ora ci attende il Sassuolo al Ferraris. Di Francesco dovrà fare a meno di tutto il tridente d'attacco: Zaza, Berardi e Sansone sono squalificati, in più mancheranno gli infortunati Terranova e Longhi. C'è la situazione ideale per un rilancio, specie a mercato chiuso. Tuttavia anche la gara di Torino sembrava facile e invece è arrivato un 5-1 per i granata. Attenzione, perché il peggiore degli incubi l'abbiamo già vissuto domenica. E io non ho voglia di altri replay.

Samuel Eto'o, 33 anni, prova a dare indicazioni a Pedro Obiang, 22.

06 gennaio 2015

Mazzata.

Il 2015 non è ricominciato nel migliore dei modi: quella che doveva essere una sfida Champions si è trasformata in un dominio assoluto di una squadra sull'altra. La Lazio detronizza la Samp all'Olimpico nella prima gara di Serie A del nuovo anno. Il 3-0 di questo 5 gennaio non lascia adito a scuse: i blucerchiati si sono presentati scarichi e hanno creato pochissimo. Sarà difficile rimanere in zona Europa se l'attitudine è questa.

La Lazio esulta dopo il 2-0: sarà una serata di gloria.

La Samp si presenta all'Olimpico di Roma dopo una prima parte di stagione esaltante e punta a conquistare il terzo posto in solitaria nella gara contro la Lazio. Tra i blucerchiati, c'è il ritorno di Viviano tra i pali al posto di Romero e l'assenza di De Silvestri, sostituito da Cacciatore. Spazio al 4-3-1-2 per il nuovo corso post-Gabbiadini, con Soriano trequartista e Rizzo terzo di centrocampo. La Lazio non si snatura e conferma il 4-3-3 con Mauri e lo scatenato Felipe Anderson accanto al serbo Djordjevic.
L'inizio di partita non è dei più incoraggianti. La Lazio spinge con il suo solito passo felpato, ma deciso. I padroni di casa lasciano cuocere a fuoco lento gli ospiti, che non spingono affatto. La prima occasione è solo al 20', quando Biglia prova a sorprendere Viviano su punizione, ma il portiere blucerchiato respinge. Un minuto e Cacciatore va incontro a un quasi suicidio: retropassaggio di testa a Viviano troppo corte, Djordjevic s'inserisce e salta l'estremo difensore ospite. Poi è lo stesso Cacciatore a chiudere con un tagliafuori quasi cestistico. Anche De Vrij ci prova al 28' su assist di tacco del serbo, ma l'olandese non centra la porta.
Insomma, è un tiro a segno. La Samp non si vede mai, neanche con un tiro della disperazione; dai 30 metri in poi, diventa tutto difficile. E la Lazio decide di approfittarne. Al 37' il vantaggio: ennesima discesa di Felipe Anderson - in stato di grazia - e palla in mezzo, dove Obiang si è perso Parolo. Il centrocampista biancoceleste batte facilmente per l'1-0. Neanche un paio di minuti e arriva il raddoppio: Felipe Anderson fa partire un gran destro dai 30 metri. Viviano potrebbe esser più esplosivo, ma non c'è una grande responsabilità su quello che è il 2-0 laziale. Un tremendo uno-due, da cui QUESTA Samp non può riprendersi.
Il riposo porta due cambi - Cavanda per Cana, Wszolek (all'esordio in stagione) per Rizzo - ma il copione è lo stesso. La Samp aspetta e non riesce a ripartire. Soriano è schiacciato dalla mediana avversaria, Eder predica nel deserto. E la Lazio sfiora subito il 3-0 quando Viviano esce alla Neuer, mancando però il pallone: Djordjevic tira a porta sguarnita, ma Romagnoli salva tutto. In generale, la Samp attende la terza rete, che alla fine arriva: al 66' per l'ennesima volta Felipe Anderson salta tutti e mette in mezzo, dove Djordjevic deve solo appoggiare in rete. La gara è già finita, ma la Samp si ricorda almeno di tirare in porta: Eder ci prova al 68', ma la botta dai 25 metri è centrale per Marchetti. Così finisce una gara mai iniziata per i blucerchiati, che hanno molto su cui interrogarsi per questo 2015.


Viviano 5; Cacciatore 5, Gastaldello 5, Romagnoli 5.5, Regini 4.5; Obiang 5 (dal 22' s.t. Bergessio 5.5), Palombo 5, Rizzo 4.5 (dal 1' s.t. Wszolek 5.5); Soriano 5; Eder 5.5 (dal 28' s.t. Duncan s.v.), Okaka 4.5 - già pubblicate su SampNews24

Indubbiamente questa è una partita che non smonta quanto fatto in precedenza, ma che dice molto sulle possibilità europee della Samp. Ieri sera si è incrociata una delle 2-3 squadre che gioca il miglior calcio in Serie A (direi insieme all'Empoli di Sarri). E il risultato è stato ben visibile. La Samp ha costruito i suoi successi nella prima parte del campionato sul far giocare male gli altri e colpire. Missione riuscita molte volte, per altro (manca pure qualche punto). Quando però incontri una squadra che sa giocare a pallone, tutto diventa più difficile.
La Samp di ieri è stata praticamente inesistente. La difficoltà più grande va trovata sopratutto nell'assorbimento del 4-3-1-2: un modulo che la Samp ha rigettato spesso e che ha ben interpretato solo nella gara casalinga contro il Napoli. Lì però gli azzurri rinunciarono a giocare, creando pochissimo; con la Lazio non è andata così. Ci si è trovati di fronte una squadra più propositiva, con un'identità molto forte e con un piano di gioco chiaro. Normale che si paghi dazio di fronte a compagini del genere se il modulo non è stato assorbito.
Ci vuole tempo. Ci vuole qualche rinforzo, specie con tutte le uscite che potranno esserci (Cacciatore? Marchionni? Bergessio?). Ci vuole pazienza. E ci vuole un pizzico di realismo: il finale di 2014 è stato bellissimo, ma non è quella la dimensione della Samp. Specie senza Gabbiadini (partito per Napoli) e con un Correa tutto da verificare. Godiamoci quello che verrà, ma non fasciamoci subito la testa: è stata una brutta mazzata, ma ci riprenderemo.

Felipe Anderson, 21 anni, imprendibile nella serata di ieri.

23 dicembre 2014

Buoni propositi.

L'ennesimo pareggio, stavolta giusto (anche se la rabbia per certi errori non passa mai). La Samp chiude il suo 2014 con un altro risultato positivo, che allunga la striscia a ?: il 2-2 contro l'Udinese poteva esser qualcos'altro, in un senso o nell'altro. Tuttavia, la squadra di Mihajlovic chiude l'anno al terzo posto con Lazio e Napoli. E probabilmente saluta Manolo Gabbiadini, che ieri ha segnato la sua ultima rete in blucerchiato.

Massimo Ferrero, 63 anni, in tribuna per i selfie (Secolo XIX)

La Samp si presenta per l'ultima dell'anno al Ferraris dopo l'1-1 trionfale allo Juventus Stadium. I blucerchiati tornano con Soriano e il tridente dal 1', mentre c'è qualche novità dietro: la squalifica di Romagnoli e l'assenza prolungata per infortunio di Silvestre, unite al ritorno di De Silvestri, cambiano tre-quarti di linea difensiva. Confermato Romero, così come capitan Gastaldello. Diverso lo scenario per l'Udinese, che punta sul 3-5-2 per riprendersi dal k.o. contro l'Hellas e strappare qualche punto al Ferraris. Di Natale, carnefice per eccellenza del Doria, parte dalla panchina per volere di Stramaccioni.
I primi 15' sono una gran lotta a centrocampo e a sbloccare la gara ci pensa proprio uno degli elementi della mediana. Al 17' lob in area di Angelo Palombo e Okaka contrasta l'uscita maldestra di Karnezis. Sulla ribattuta, spunta Pedro Obiang, che scarica un bel sinistro e batte il portiere greco per l'1-0 blucerchiato. Un episodio cruciale, che sembra portare la gara dalla parte della Samp. Tuttavia, l'Udinese non si arrende e si fa già vedere al 20', quando Koné spara a lato una buona occasione dal dischetto del rigore. La Samp dovrebbe avvertire le avvisaglie e invece subisce un uno-due tremendo nel giro di tre minuti. Alla mezz'ora, Koné non viene seguito da Soriano e va sul fondo: il suo cross arriva a Geijo, seguito da Regini. Romero esce male, il numero 19 blucerchiato non contrasta bene lo spagnolo e l'attaccante dei friulani fa uno scavetto d'esterno a irridere l'intera difesa dei padroni di casa. Il pareggio, però, non è abbastanza per gli ospiti, che trovano il vantaggio al 33': corner di Koné, gioco di blocchi di Thereau e Danilo è praticamente solo per lo stacco del 2-1. La Samp, tramortita, reagisce con un sinistro di Eder, facile sul primo palo per Karnezis.
Al riposo, la Samp finalmente si sblocca, mentre l'Udinese decide di non giocarsi più la partita. Gabbiadini ed Eder ci provano subito, ma uno trova Karnezis e l'altro spedisce la palla di poco alto sulla traversa. Quando gli sforzi sembrano inutili e Badu sfiora il 3-1, il Doria trova il pari al 60': cross ottimo di De Silvestri e Gabbiadini incorna di testa il 2-2. Un gol che sa di addio, visto il probabile trasferimento a Napoli. A quel punto la Samp ci prova a vincerla: prima Soriano, poi Gabbiadini, infine De Silvestri tentano di spaventare Karnezis. In realtà, l'occasione più nitida ce l'ha l'Udinese: cross in mezzo, Gastaldello dimentica di marcare Geijo e lo spagnolo rischia quasi di segnare il 3-2, incocciando sul palo la palla del vantaggio. Tante ammonizioni, il gioco è spezzetato e neanche l'entrata in campo di Di Natale e Bergessio cambia qualcosa. Cacciatore e Mesbah hanno due enormi occasioni, ma entrambi falliscono. Il finale è tutto per l'espulsione di Herthaux per doppio giallo: finisce con un pareggio casalingo il 2014 blucerchiato.

Danilo, 30 anni, realizza il momentaneo 2-1 per gli ospiti (Secolo XIX)

Romero 5.5; De Silvestri 7 (dal 43' s.t. Cacciatore s.v.), Gastaldello 6, Regini 5.5, Mesbah 6; Soriano 5.5, Palombo 6.5, Obiang 6.5 (dal 35' s.t. Bergessio 6); Gabbiadini 6.5, Okaka 5, Eder 6 - già pubblicate su SampNews24

Terzi a dicembre 2014, a pari merito con Lazio e Napoli: sfido chiunque di voi - anche il più ottimista - ad averci scommesso ad agosto. Che questa Samp fosse da parte sinistra della classifica per solidità, tecnica e organizzazione tattica lo sapevamo. Ma che questa squadra potesse addirittura uscire sconfitta una sola volta dalle prime 16 giornate di campionato... beh, è un mezzo miracolo. L'autore è Sinisa Mihajlovic, che ha trasformato un gruppo molto simile a quello che passeggiava nel finale dello scorso campionato in una macchina perfetta, nonostante gli interpreti diversi.
Forse è proprio questo quello che sperano a Genova: che il giocattolo funzioni anche senza il suo bomber principe. Manolo Gabbadini partirà per Napoli: manca l'ufficialità, ma tutti i protagonisti in causa - le due società, il giocatore, i dirigenti - non hanno mai negato. Un peccato, perché la Samp perde il suo marcatore principale e un giocatore che quest'anno stava avendo quella continuità che la scorsa stagione gli era mancata.
Si sa già anche chi lo sostituirà: l'Estudiantes de la Plata qualche giorno fa ha annunciato su Twitter la cessione di Joaquin Correa (detto El Tucu) alla Samp per otto milioni di dollari. Convertiti in euro, sono la stessa cifra che il Napoli corrisponderà al Doria per la metà di Gabbiadini. Insomma, i soldi sono stati subito reinvestiti e cambierà il modo di giocare della squadra di Mihajlovic. L'argentino classe '94 è un trequartista acerbo, che andrà svezzato e aspettato. Alcuni colleghi blogger esperti di calcio sudamericano mi indicano un alto rischio che sia un flop: nonostante mi fidi di loro, spero che per una volta la loro esperienza li porti dalla parte sbagliata della storia.
L'acquisto di Correa sembra indicare un chiaro passaggio dal 4-3-3 al 4-3-1-2. E forse è normale, visto che - tridente titolare a parte - Mihajlovic non ha dato molta fiducia alle loro riserve. Sansone ha visto il campo con il contagocce ed è stato spesso rimproverato per la poca incisività. Fedato è giovane e ha fatto quello che poteva. Wszolek non ha più visto il campo. Possibile che partano tutti e tre a gennaio, mentre la Samp studia un'altra rinascita per il 2015: il nome di Luis Fernando Muriel gira sempre più insistentemente dalle parti di Corte Lambruschini. Sarebbe un buon proposito per un 2015 di successi.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, saluta Genova da goleador (Secolo XIX)

20 ottobre 2014

Due palle così.

Spiace essere così rudi in un articolo di calcio, ma alla Samp ieri sono mancate le palle. Precisamente due. Quelle che i blucerchiati avevano tramutato in gol nel primo tempo - Gabbiadini e Obiang i marcatori - e quelle trasformate in gol dal Cagliari nella ripresa. Quelle sprecate su altrettante e clamorose occasioni da gol, che avrebbero chiusa la gara. Quelle che sembrano mancare a un gruppo così giovane per veleggiare in alta classifica con consapevolezza dei propri mezzi.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, molto deluso dopo il pari di Cagliari.

La sensazione - dopo il 2-2 di Cagliari - è proprio questa. Tanto che Mihajlovic non ha nascosto la propria delusione per il risultato. I blucerchiati al Sant'Elia devono rinunciare a Regini e Romagnoli: il primo fuori fino a mese, il secondo acciaccato dopo il passaggio in Under 21. All'ultimo momento, anche Soriano è out e al suo posto esordisce Duncan dal primo minuto. Davanti confermato il solito tridente. Per i padroni di casa modulo speculare, ma diverso è il modo di interpretare il calcio. Manca il capitano Daniele Conti , davanti i pericoli sono Sau e Ibarbo. Dopo un colpo di testa debole di Dessena, Gabbiadini scalda le mani a Cragno con un destro, parato facilmente dal portiere rossoblu. Al 21' un altro problema per Mihajlovic: Viviano passa il pallone a un compagno e si tocca il ginocchio. L'ex Arsenal è costretto a uscire, lasciando spazio a Romero: incredibile come  l'argentino sia passato dall'addio a giocare nuovamente con la maglia della Samp. Intanto, però, l'argentino vede subito sfilare a poco dal suo palo il colpo di testa di Ibarbo.
Fortunatamente la Samp passa un minuto dopo: punizione dal limite di Palombo, scavetto per l'inserimento di Gabbiadini e il numero 11 del Doria batte Cragno in uscita. L'1-0 giunge a sorpresa e spacca la partita: il Cagliari, già timoroso, spinge di meno. La Samp ci riprova con Okaka, ma l'attaccante viene anticipato da Cragno sul cross di Gabbiadini. Tuttavia è il preludio al 2-0: sponda di De Silvestri su rinvio di Romero, Obiang prende il pallone e arriva ai 20 metri, da dove spara un gran sinistro all'angolo per il 2-0. Il primo tempo si conclude con questo risultato, che issa la Samp a -2 dalla Juve.
La ripresa continua sulla stessa falsariga dei primi 45': il Cagliari ci prova, ma senza convinzione. I blucerchiati hanno subito la palla del 3-0: Gabbiadini coglie il palo da pochi metri, sulla ribattuta né Eder né Okaka sono abbastanza decisi da riuscire a mettere dentro il terzo gol. Probabilmente lì si decide la gara: anche in eventuale inferiorità numerica, il 3-0 sarebbe stato un bel bottino da gestire. Invece, dieci minuti più tardi, Cacciatore commette un'ingenuità: su passaggio dalle retrovie, ha un'esitazione e lascia passare il pallone. A quel punto, sia la sfera che Ibarbo sono irraggiungibili per il terzino della Samp. L'ex Hellas ha due scelte possibili: lasciar tirare il colombiano o atterrarlo, pur avendo già un giallo sul groppone. Cacciatore sceglie la seconda alternativa: rosso e rigore sono inevitabile. E il Doria rovina la gara con una mossa da principianti. Sul rigore, Avelar è perfetto: Romero intuisce, ma il pallone è calciato benissimo.
Da quel momento, la Samp si chiude e prova a tenere il vantaggio, non creando quasi nulla. Tanti i cartellini (manca un rosso ad Avelar per un intervento brutto su Palombo), poche le occasioni del Cagliari. I sardi premono, ma creano un paio di occasioni al massimo. Romero fa un miracolo a una mano su Pisano, ma è Sau a pareggiare al 76'. Su una palla messa rasoterra in area dal solito Avelar, l'ex Juve Stabia controlla e riesce a calciare. Forse Silvestre e in generale la difesa potevano chiudere meglio. I padroni di casa spingono, ma non creano più nulla. Invece, è la Samp a mangiarsi il 3-2: su perfetto cross di Obiang, Mesbah - avanzato a centrocampo - manca la porta e aumenta i rimpianti di Mihajlovic. Finisce 2-2, ma sono due punti buttati.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, a segno per la quarta volta quest'anno in A.

Viviano 6 - Finché è in campo, è attento ai rossoblu. Poi il ginocchio fa gli scherzi ed è costretto a uscire.
De Silvestri 6.5 - Molto bene sulla fascia: Cossu non appare mai pericoloso e mette lo zampino sul 2-0 di Obiang.
Silvestre 5.5 - Il gol del 2-2 di Sau è sulla sua coscienza: è vicino all'attaccante sardo, ma lo lascia stoppare e tirare nel giro di pochi secondi. Peccato, altrimenti sarebbe stata l'ennesima prestazione sufficiente.
Gastaldello 6 - Senza grossi problemi il suo rientro.
Cacciatore 4 - Se nel primo tempo commette una vaccata, comunque i primi 45' sono buoni. Poi l'episodio del rigore non può che esser tutto sulle sue spalle. Meglio lasciare tirare Ibarbo che rimanere in inferiorità numerica.
Duncan 6 - Meglio nella ripresa, qunado esce fuori nelle difficoltà e si sacrifica da esterno sinistro.
Palombo 6 - Lotta e mette l'assist dell'1-0. Poi manca quella funzione da frangiflutti che dovrebbe esercitare.
Obiang 6.5 - Gol e sostanza. Avrebbe anche messo l'assist del 3-2 a Mesbah, ma l'algerino spara alto.
Gabbiadini 6.5 - Quarto gol in A quest'anno, tanto sacrificio e quel rammarico del palo all'inizio della ripresa: probabilmente la gara si sarebbe chiusa.
Okaka 6.5 - Solite spallate, solite botte. Anche lui manca il 3-0 in un'azione rocambolesca, ma si fa un mazzo così.
Eder 5.5 - Continua a essere l'unico del tridente blucerchiato ad avere qualche problema.

Romero 6 - Fa quel che può. Non è che possa far molto sui due gol: su Avelar intuisce, mentre Sau è troppo libero e rapido.
Mesbah 5.5 - Ha sulla coscienza l'errore sotto porta del 3-2.
Romagnoli s.v. - Entra e fa in tempo a beccarsi un giallo per fallo su Ibarbo.

Un vero peccato quanto accaduto al Sant'Elia: tutto quello successo ieri pomeriggio nella ripresa dimostra che la Samp non ha ancora la mentalità da grande. Gruppo troppo giovani, ragazzi che mancano delle granitiche palle di cui si avrebbero bisogno per navigare così in alto a lungo. Vedremo se cresceranno durante il campionato, ma se Mihajlovic è deluso, può solo che aver ragione. Anche perché il Cagliari di Zeman non si è fatto quasi mai vedere per sessanta minuti. Con l'uomo in più, invece, ha creato parecchi pericoli. Fatto sta che QUESTO Cagliari non sembra aver assimilato nulla dal boemo: la vittoria di Milano è un'eccezione e la B non è un rischio così lontano. Intanto, la Samp si concentra su sabato sera, quando al Ferraris arriverà la Roma. Per uno scontro d'alta classifica che nessuno si aspettava di vedere.

I giocatori del Cagliari in festa: è 2-2 finale, un punto per i sardi.

06 ottobre 2014

Come l'Atlético.

Mai avremmo immaginato uno scenario del genere a inizio giugno. Dopo la vittoria per 1-0 contro l'Atalanta, la Samp si ritrova solitaria al terzo posto. Merito anche del Cesena che pareggia a Udine, ma i blucerchiati si regalano la gloria dopo un altro pomeriggio di sofferenza misto a un ottimo primo tempo. La Roma è a un punto, la banda di Mihajlovic è attualmente in zona Champions. Il campionato è lungo, ma queste due settimane saranno piacevoli da passare.

Alessio Romagnoli, 19 anni, controlla German Denis, 33.

Dopo la goduria post-derby, la Samp si presenta nuovamente concentrata. L'unica novità rispetto alla stra-cittadina è l'esclusione di Regini, fuori per tre settimane a causa di un problema muscolare. Dentro al suo posto Cacciatore invece che Mesbah, nonostante l'ex Hellas Verona sia un destro naturale. Dall'altra parte, Colantuono cerca di prendersi la vittoria dopo tre stop di fila contro Fiorentina, Inter e Juventus: per questo si affida al solito 4-4-1-1, con Molina promosso titolare e Boayke alle spalle del capitano Denis.
Il primo tempo è un monologo blucerchiato. Anzi, la Samp gioca forse i 45' migliori al Ferraris di questa stagione. L'Atalanta si vede al massimo con un tiraccio di Cigarini dai 30 metri, che finisce in Gradinata Sud. Al contrario, i blucerchiati si impongono con il gioco, tenendo un ritmo blando e dalle pulsazioni basse. Poi si cerca l'accelerazione all'improvviso. Come al 14', quando Okaka tenta dalla distanza dopo aver vinto un contrasto: Sportiello para facile. Nel giro di cinque minuti, ci provano anche Soriano (dopo un numero niente male) ed Eder, ma il portiere avversario non deve intervenire. La partita si sblocca al 35', quando Obiang trova Gabbiadini con uno stupendo lancio di prima lungo 30-40 metri. Il numero 11 blucerchiato ha il campo spalancato e deve solo battere Sportiello: 1-0 meritato. Ed Eder potrebbe arrotondare al 42' dopo aver saltato meravigliosamente Zappacosta, ma il suo destro è impreciso.
Il secondo tempo è ben diverso. La Samp, dopo aver dominato il primo, comincia a gestire il risultato. Un errore, perché l'Atalanta è squadra che va pressata, non gestita. E così pian piano gli ospiti controllano il possesso palla e provano a creare qualcosa. Colantuono toglie gli esterni Molina ed Estigarribia per Baselli e Moralez: il tecnico nerazzurro punta sul 4-3-1-2 per recuperare lo svantaggio. Tuttavia, ci sono tanti gialli, ma poche occasioni. Due sono quelle notevoli. La prima è al 63': Moralez completa l'uno-due con Denis e si presenta davanti a Viviano, ma spara malamente a lato. Al 69', invece, Dramé mette in mezzo per Denis: sarebbe gol a colpo sicuro, ma Romagnoli ci mette una pezza clamorosa e chiude in corner. Il resto è una lunga attesa verso il fischio finale, inframezzata al 90' dalla clamorosa chance per Okaka. Il numero 9 blucerchiato brucia Benalouane e vola verso la porta, ma si fa ipnotizzare da Sportiello. Si chiude con Ferrero in festa e la Sud trepidante per il terzo posto. Inoltre, c'è un dato da non sottovalutare: la Samp è la squadra meno battuta in Serie A insieme alla Juve campione d'Italia. Solo due le reti subite dalla banda di Mihajlovic: non è poco come record alla pausa per le nazionali.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, oggi match-winner contro l'Atalanta.

Viviano 6.5 - Continuo a dire una cosa: non sembra uno che ha passato un anno in tribuna. Non ha dovuto fare parate, ma nelle uscite è sempre puntuale e deciso.
De Silvestri 6 - Un po' pasticcione, non ha difficoltà a contenere le salite di Molina ed Estigarribia. Poi Dramé comincia a creargli qualche problema.
Silvestre 7 - Di testa sono tutte sue: una roccia.
Romagnoli 6.5 - Un filino più rozzo rispetto al suo solito stile elegante, ma è efficace.
Cacciatore 6 - Non eccelle in fase offensiva, ma non rischia mai troppo.
Soriano 6.5 - Dinamicità al servizio della squadra. A volte si fa prendere dai nervi (vedi contatto con Cigarini), però è fondamentale per questa Samp.
Palombo 6 - Il piede e l'impostazione sono da rivedere. Però non molla e non indietreggia.
Obiang 6.5 - Il lancio per l'1-0 di Gabbiadini è qualcosa di fantastico. Uno dei suoi pezzi di repertorio da troppo tempo assenti.
Gabbiadini 6.5 - Gol a parte (hai detto poco), l'attaccante blucerchiato compie il solito grande lavoro di sacrificio in copertura.
Okaka 6.5 - Solite sportellate. Nel finale avrebbe l'occasione per il 2-0, ma spara contro Sportiello.
Eder 6.5 - Esce per un dolorino a una costola all'inizio del secondo tempo. Peccato: questa è stata probabilmente la sua migliore gara in A quest'anno. Da sogno il numero su Zappacosta.

Fedato 5.5 - Inizia come ala e finisce come rifinitore in un 4-3-1-2. Non proprio la sua giornata: il suo pensiero viaggia più veloce delle gambe.
Rizzo 5.5 - Troppo arruffone: nei primi trenta secondi della sua gara perde due palloni facili. Poi si aggiusta e tiene con i compagni nel finale.
Bergessio 6 - Tanto impegno, ma il vero Bergessio è ancora lontano dalla sua condizione ideale.

Con il terzo posto conquistato in maniera netta oggi, la Samp può sognare. Certo, la sosta fermerà il momento della squadra di Mihajlovic, ma va bene così. Fa bene godersi questo parziale risultato, che darà ulteriore autostima ai giocatori. Anche perché al ritorno della sosta per le nazionali, i blucerchiati affronteranno prima il Cagliari in trasferta e poi avranno un complicato trittico contro Fiorentina, Inter e Roma. In ogni caso resta un'impressione. La Samp di Mihajlovic ricorda tantissimo l'Atlético Madrid di Simeone: è una squadra che ti fa giocare male, che sa difendersi bene e soffrire. Ma quando può, ti punge come uno scorpione. Se sarà questa l'attitudine della squadra durante tutto il campionato, i blucerchiati potrebbero sognare qualcosa in più della parte sinistra della classifica.

Massimo Ferrero, 63 anni, festeggia a fine gara la vittoria.

09 dicembre 2013

Finalmente.

Ci voleva proprio. Finora, negli scontri diretti, per la Samp erano stati quasi unicamente dolori. Se escludiamo la vittoria all'ultimo secondo di Livorno, i blucerchiati avevano per lo più buttato punti negli incroci con le altre contendenti alla salvezza. Invece, oggi al "Ferraris", la squadra di Mihajlovic ha fatto il suo dovere, seppur con un primo tempo alla camomilla. Il 2-0 agli etnei segna finalmente l'uscita dalla zona retrocessione: non sarà molto, ma è un primo passo verso una condizione più tranquilla.

Sinisa Mihajlovic, 44 anni, fa proseguire la risalita della Samp in campionato.

La Samp, reduce dall'ottima vittoria in Coppa Italia contro l'Hellas, rimette in campo i suoi titolari senza alcuna eccezione: la squadra è la stessa che ha strappati un pari all'Inter la settimana precedente. Molto più prudente il Catania di De Canio, che schiera un 5-4-1 ben coperto e fa i conti con le assenze: fuori Andujar e l'ex Maxi Lopez, davanti il solo Leto (che, per altro, è in realtà un esterno sinistro). Insomma, i presupposti - visti anche i rispettivi momenti delle due squadre - vedono una Samp nettamente favorita. In realtà, il primo tempo è solo un grosso sbadiglio tra l'inizio della gara e l'intervallo. I padroni di casa tengono il possesso palla, ma creano veramente poco per impensierire gli ospiti. Dal canto loro, i siciliani - ultimi in classifica - non si scoprono troppo e si fanno vedere al massimo con un sinistro di Leto dalla distanza, largo di non molto. Intanto, le conclusioni di Gabbiadini dalla distanza sono il maggior pericolo per la porta di Frison, che tuttavia non è molto impegnato nei primi 45'.
Tornati in campo nella ripresa, il canovaccio della partita finalmente cambia. I blucerchiati sono più determinati e mettono maggior pressioni ai siciliani, che cominciano a faticare nel tenere il campo. La dimostrazione lampante arriva al 54': De Silvestri si fa largo con un bel contrasto e mette in mezzo un pallone sul quale un Eder volante insacca di testa. Capitombolo per il brasiliano, ma grande festa per lui, alla quinta rete stagionale con la maglia blucerchiata. Di questo passo, il record massimo di marcature in A per lui - sette l'anno scorso - rischia di essere abbattuto. Nonostante i cambi, il Catania non fa quasi nulla per rendersi pericoloso: neanche l'entrata in campo di Maxi Lopez cambia le sorti del match. Le possibilità di pareggiare sono quasi nulle, tanto che Da Costa non deve mai sporcarsi i guanti. Anzi, è Eder ad impensierire nuovamente Frison, finché il brasiliano non lascerà il posto a Wszolek nel finale di gara.
Poi, al minuto 77, la gara viene chiusa: lancio di Palombo che pesca Gabbiadini in posizione regolare, aiutato dalla sbagliata tattica del fuorigioco da parte del Catania. A quel punto, il numero 11 blucerchiato s'invola verso la porta, rientra sul sinistro e scaglia un magnifico siluro a giro, che va insaccarsi sull'incrocio del secondo palo. Una rete bellissima, che vede il ritorno al gol dell'attaccante, a secco da tre giornate. Nel finale, lo stesso Gabbiadini potrebbe incrementare il proprio bottino personale, ma le due occasioni capitategli non sono sfruttate a dovere. Specie quando ruba il pallone a Spolli e si presenta solo davanti a Frison, l'ex Atalanta e Bologna manca il 3-0. Poco importa: i tre punti sono arrivati e va bene così. Il "dentro o fuori" da vincere a tutti i costi è stato vinto e, di questi tempi, non è certo poco per una squadra che ha l'unico obiettivo di salvarsi.

Eder, 27 anni, al quinto gol stagionale con la maglia blucerchiata in A.

Da Costa s.v. - Non fa praticamente un intervento in tutta la gara.
De Silvestri 6.5 - Biraghi difetta d'esperienza e allora "Lollo" può sprigionare tutta la sua spinta sull'azione dell'1-0.
Mustafi 6.5 - La solita roccia. Si sta sparando un anno fantastico: spero per lui che possa continuare così.
Gastaldello 6.5 - Leto non gli crea chissà quali problemi.
Costa 6.5 - Dovrebbe fronteggiare Castro, che però si sposta troppo al centro: domenica tranquilla.
Obiang 6.5 - Meglio delle altre gare. Se poi aggiustasse anche la mira quando si prepara alla conclusione...
Palombo 6.5 - Nonostante il tanto correre, si lascia ricordare sopratutto per l'apertura per il 2-0 di Gabbiadini.
Gabbiadini 6.5 - Corre molto, tira tanto, ma alla fine trova solo un gol. E che gol!
Soriano 6.5 - Anche oggi attivo su tutto il fronte d'attacco; quando entra Krsticic, trova anche la forza di sacrificarsi a sinistra.
Eder 7 - Il migliore di giornata. Se poi smettesse anche di lamentarsi ad ogni fallo subito, sarebbe osannato in ogni dove blucerchiato.
Pozzi 5.5 - L'unico che mi sento di rimandare. A sua parziale discolpa, la Samp del primo tempo è veramente poco attiva e non vede un pallone decente.

Krsticic 6 - Il meglio l'ha dato contro l'Hellas: deve solo gestire il possesso palla a centrocampo.
Regini s.v. - Con Costa infortunato, è il cambio più logico.
Wszolek s.v. - Entra per la passerella finale.

Finito il ciclo delle ex, Mihajlovic ora può concentrarsi su quello che sarà un altro scontro da salvezza: la prossima settimana, infatti, la Samp sarà ospite del Chievo al "Bentegodi". I gialloblu sono stati letteralmente resuscitati da Eugenio Corini, che era stato vicino alla panchina della Samp dopo la cacciata di Delio Rossi. I numeri sono piuttosto chiari: quattro gare sotto Corini tra Serie A e Coppa Italia, quattro vittorie, nove gol fatti ed uno subito. Insomma, il "Céo" sembra rigenerato dalla cura del tecnico che, proprio l'anno scorso, salvò il Chievo dalla retrocessione. Per altro, Corini iniziò proprio con una vittoria sulla Samp. Speriamo di potergli restituire finalmente il favore, anche se con un anno di ritardo. Sarebbe importante, se non addirittura fondamentale uscire con tre punti da un altro scontro diretto.

Manolo Gabbiadini, 22 anni, ha chiuso la gara con un gran gol ed il 2-0 finale.

21 ottobre 2013

E l'ottavo giorno (o giornata) vinse.

E l'ottavo giorno, la Samp si ricordò come si vince: il 2-1 ottenuto all'"Ardenza" di Livorno è sofferto, tirato, ma alla fine liberatorio. Forse un pareggio sarebbe stato più giusto, visto l'andamento della gara, ma poco importa in questo momento ai tifosi blucerchiati. Ci si issa a quota sei e si attende l'Atalanta con più fiducia. Non solo: dopo 46 anni, il Doria torna a vincere in Toscana, contro una delle sue bestie nere. Meglio di così, difficilmente poteva andare.

Cesare Prandelli, 57 anni, a Livorno per visionare Gabbiadini, De Silvestri e Bardi.

I padroni di casa, reduci da un buon inizio di campionato, sono pronti a ricominciare da dove avevano lasciato prima della sconfitta di Verona contro l'Hellas. La Samp, dal canto suo, deve trovare il modo di sbloccarsi: sette giornate senza vittoria e penultimo posto in classifica, con appena tre punti. Gli ospiti si presentano con Barillà dal 1' e Bjarnason dietro la coppia Gabbiadini-Eder. Dall'altro parte, i quasi blucerchiati d'estate Emeghara e Paulinho compongono la pericolosa coppia d'attacco del 3-5-2 di Nicola.
Al 19', c'è l'episodio che sblocca la partita in favore del Doria: Krsticic si accende e lancia De Silvestri in profondità, con Duncan che lo stende. Sul fallo non ci sono dubbi; sul contatto, pare che esso ricordi quello tra Gervinho e Pereira in Inter-Roma, con il piede dell'esterno blucerchiato che appare leggermente fuori dall'area. Sul dischetto, Eder trasforma il rigore per il suo terzo gol in cinque partite di campionato. Il Livorno non tarda a reagire, per altro con veemenza. Tra le diverse occasioni, ne spiccano due pericolose: la traversa di Greco dalla distanza (con miracolo di Da Costa) e la doppia occasione firmata Emeghara-Paulinho, con il brasiliano che spara fuori da due passi. In mezzo, la Samp sembra intimidita: gol annullato a Gabbiadini a parte, non c'è molto da segnalare da parte degli ospiti.
Nella ripresa, il canovaccio cambia: la Samp si fa più propositiva e mette paura alla difesa dei labronici, più compassati dopo un primo tempo a tutta. Krsticic si accende per la seconda (ed ultima) volta nella gara e serve Eder con un "no-look" di 30 metri: il brasiliano, per tutta risposta, si mangia il possibile 2-0, sparacchiando debolmente a lato. Un'altra grande occasione è sprecata dal brasiliano, che arriva davanti a Bardi, ma tentenna, permettendo il rientro della difesa livornese. Si succedono molte sostituzioni: dentro Sansone, Pozzi e Regini per gli ospiti, mentre Siligardi, Piccini e Borja fanno il loro ingresso per i padroni di casa. Alla fine, il numero 12 blucerchiato non ripete le prestazioni precedente e delude nel suo ingresso in corsa. Meglio fa Siligardi, che è mobile e realizza l'1-1 al 91': nessuno lo marca e l'attaccante granata può esplodere il suo ottimo sinistro per il pareggio del Livorno. Il disastro sembra ormai fatto, ma la dea bendata (e le ingenuità dei toscani) ci mette una pezza: su un pallone spiovente in area dei padroni di casa, Luci atterra Regini in modo inutile e regala alla Samp il match-point. Pozzi, a secco da un anno, rompe il digiuno con un rigore non certo preciso, ma efficace quanto basta. Per il numero 9 blucerchiato, un vero cuore Samp, arriva un premio dopo quanto passato nell'ultimo anno; per il Doria, giunge la prima vittoria in campionato e si sale a quota sei. E pensare che Siligardi aveva quasi realizzato il 2-1 su un corner finale: strano il calcio.

Eder, 27 anni, batte Bardi dal dischetto per il momentaneo 1-0 del Doria.

Da Costa 6.5 - Salva la Samp in diverse situazioni.
Gastaldello 6 - Cattivo quanto basta.
Palombo 6.5 - Bene con la sua esperienza.
Costa 6.5 - Granitico quanto basta: l'ex Reggina continua nel suo buon momento.
De Silvestri 7 - Un treno. Ormai sembra aver trovato la sua consacrazione nel ruolo: soffre Duncan, ma offensivamente è una spina nel fianco sinistro del Livorno. Si guadagna anche il rigore dell'1-0.
Obiang 6 - Forse siamo in ripresa: lo spagnolo non è ancora precisa, ma in fase d'interdizione è un bulldozer. Si spera possa migliorare ancora.
Krsticic 5.5 - In fase d'interdizione, continua a mancare. Però, quando si accende, apre due varchi: sul primo lancia De Silvestri per guadagnarsi il rigore, sul secondo serve a Eder sul piede il 2-0.
Barillà 5 - Delusione per l'ex capitano della Reggina: non è mai sembrato in grado di impensierire. A tratti, Schiattarella sembra Garrincha.
Bjarnason 6 - L'esperimento da trequartista è andato meglio nel secondo tempo che nel primo.
Eder 6 - Gol a parte, è sembrato cincischiante e poco concreto: bisogna essere più cattivi in Serie A. Gli va dato il merito del terzo gol in cinque gare di campionato.
Gabbiadini 5.5 - Il problema non sono i gol che non segna, ma i pericoli che non crea. L'impressione è che si debba allontanare troppo dalla porta per cercare la palla. Rossi lo toglie (forse) prematuramente.

Sansone 5 - Deludente rispetto alle ultime gare: non punge contro la difesa livornese e tiene poco la palla.
Pozzi 6.5 - Decisivo, finalmente. Aveva avuto tanti buoni ingressi, ora segna e porta la Samp alla vittoria. Tanti cuori blucerchiati sono contenti con e per lui.
Regini 6 - Entra nel finale per contenere le offensive avversarie, ma trova il rigore della vittoria.

Adesso si attende l'Atalanta per cercare di proseguire nella striscia positiva. Una serie di risultati utili è necessaria alla Samp per non fermarsi ad un successo sofferto e maturato solo negli ultimi secondi. La squadra deve migliorare, ma qualche luce si è vista a Livorno: specie in difesa, dove - gol di Siligardi a parte - la retroguardia è sembrata più attenta di altre volte. Ma servirà ben altra grinta per portare a casa partite più difficili. E non ci saranno ottavi giorni che tengano: la settimana finisce la domenica. Nessuna seconda chance d'ora in poi.

Nicola Pozzi, 27 anni, firma il definitivo 2-1 per la Samp su rigore.

29 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - seconda parte)

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la seconda parte, riguardante i centrocampisti.

Marcelo Estigarribia, 25 anni, autore di una stagione deludente.

CENTROCAMPISTI
2 Marcelo Estigarribia (35 presenze, 2 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Già pubblicato su SampNews24 in maniera più estesa.

4 Matias Rodriguez (1 presenze, 0 reti): n.g.
Quando giochi una gara in tutta la stagione, c'è poco da dire: spero vivamente che ci siano più spazi per lui nella prossima stagione. Non voglio che la società abbia buttato altri tre milioni di euro.

5 Renan Garcia (5 presenze, 0 reti): n.g. - miglior match: Samp-Catania 1-1
Stesso discorso di Rodriguez e Poulsen: se giochi cinque match, dopo esser stato uno degli eroi della promozione, c'è qualcosa che non va. Devo dire che, nell'estate scorsa, mi aspettavo che Renan non fosse adatto alla Serie A, vista la sua irruenza ed il suo modo di giocare, troppo muscolare. Tuttavia, con pochi scampoli in campo, non si può dare certo un giudizio globale. Travolto a Milano contro l'Inter, si riscatta contro il Catania. Forse sarebbe meglio prestarlo e farlo giocare da qualche parte, giusto per non perdere i tre milioni di riscatto versati al Cluj nell'estate scorsa.

6 Enzo Maresca (16 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Arrivato sul filo della sirena del calciomercato estivo, Maresca viene da un'ottima esperienza in quel di Malaga, dove ha appena giocato i preliminari di Champions League. La sua presenza in campo alza il tasso tecnico della squadra, ma l'amore calcistico di Ferrara per lui oscura le difficoltà atletiche del centrocampista, che non riesce a reggere per tutta la partita. Quando arriva Rossi, Maresca viene messo da parte e gioca appena qualche spezzone di partita. La classe c'è, ma se il fisico non regge, c'è poco da fare: da ricordare il suo gol all'Atalanta, forse il più bello della stagione blucerchiata. Alcuni sfoghi su Twitter andavano evitati...

11 Gianni Munari (28 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Inter-Samp 3-2
Il buon vecchio Gianni sembra solo un rincalzo, ma - in realtà - gioca molto di più di alcuni titolari: a forza di subentrare quando serve, l'ex Lecce colleziona ben 28 presenze stagionali. In campo porta un buon dinamismo, che però si nota molto di meno rispetto all'impatto che poteva aver avuto in serie cadetta; tuttavia, tre gol e qualche buona prestazione fanno ritenere che possa esser utile anche la prossima annata, sempre in un ruolo secondario.

Andrea Poli, 23 anni, uno dei migliori della Samp di quest'anno.

12 Fernando Tissone (12 presenze, 0 reti): 6 - miglior match: Catania-Samp 3-1
Tornato a Genova dopo il Maiorca tra qualche polemica, l'argentino non è titolare, ma si fa trovare quasi sempre pronto da subentrante. E' suo l'angolo su cui Costa svetta contro il Milan, così come è suo l'assist con il quale Icardi chiude il derby d'andata: insomma, con un ruolo di secondo piano, fa sempre il suo. Tuttavia, l'accordo per il rinnovo non si trovo e lascia Genova per sempre a gennaio. Tanti auguri.

14 Pedro Mba Obiang (35 presenze, 1 rete): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Al primo anno continuativo di Serie A (aveva già esordito nel 2010), Obiang è atteso alla prova del nove. Vincitore dei play-off come regista, si capisce durante l'anno che non avrebbe potuto giocare nella stessa posizione nella massima serie: Maresca e Krsticic interpretano meglio il ruolo e le poche volte che gioca da regista fa fatica nella velocità della Serie A. Da interno, dovrebbe cercare maggiormente la porta: la trova una sola volta, contro il Pescara. La sua stagione è stata buona, ma ha finito la benzina molto presto: dovrà prepararsi meglio per la prossima annata.

16 Andrea Poli (32 presenze, 3 reti): 7 - miglior match: Samp-Genoa 3-1
Dopo il riscatto mancato da parte dell'Inter, per tutta l'estate si vocifera di un suo passaggio alla Juve. Quando poi si capisce che rimarrà, i tifosi non la prendono bene: dal canto suo, il ragazzo dà il massimo e fa la migliore stagione della carriera. La solita grinta ed il nuovo feeling con il gol ne fanno uno dei migliori protagonisti del campionato blucerchiato.

21 Roberto Soriano (24 presenze, 0 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Durante la gestione Ferrara, entra sempre nel secondo tempo; le sue prestazioni, però, sono tra quelle che fanno arrabbiare di più i tifosi. Inconsistente, a volte anche irritante, Soriano non trova mai la giusta posizione, seppur venga provato un po' ovunque. Alla fine, Rossi lo accantona. L'anno prossimo sarebbe meglio prestarlo, in modo da dargli continuità e permettergli di ritrovare una forma decente.

25 Nenad Krsticic (26 presenze, 1 rete): 7 - miglior match: Juve-Samp 1-2
Se c'è una rivelazione di quest'anno, anche più di Icardi, è proprio lui: il serbo era stato una delle colonne della promozione, ma il nuovo ruolo datogli da Ferrara - esterno d'attacco nel 4-3-3 - rischiava di comprometterne la crescita. Fortunatamente, poi, è arrivato Rossi e lo ha restituito al ruolo di regista, dove la sua stella è destinata a brillare. Krsticic ha trovato anche il primo gol in Serie A a Firenze, poi Matuzalem lo ha costretto a finire la stagione anticipatamente per un intervento becero. Speriamo possa essere blucerchiato a vita.

Nenad Krsticic, 22 anni, regista e sorpresa del centrocampo blucerchiato.

31 marzo 2013

Scampagnata pasquale.

Gigi Buffon diceva qualche tempo fa: «Meglio due feriti che un morto». Una frase che ammazza la competizione sportiva, ma che probabilmente può riassumere al meglio la gara di ieri tra Atalanta e Samp: i nostri colori portano a casa un punto prezioso da una trasferta storicamente difficile per noi. Ora, con 36 punti e la partita con l'Inter da recuperare, potrebbe bastare anche una vittoria per chiudere i giochi; magari proprio contro il Palermo nella prossima domenica, con i siciliani che si giocheranno il tutto per tutto. Intanto, la trasferta dell'"Azzurri d'Italia" è derubricata come pura ed ordinaria amministrazione.

Nenad Krsticic, 22 anni, imposta: sufficiente la prova del serbo ieri.

La Samp arriva in quel di Bergamo reduce da tre settimane di sosta forzata: due per la sosta delle nazionali ed una per il rinvio di Samp-Inter, che si recupererà in quel di mercoledì. A questo punto, le variazioni in formazione sono poche: Mustafi gioca dal 1', in sostituzione dell'infortunato Costa, e Berardi sostituisce Estigarribia, tornato stanco dal viaggio dal Paraguay. Incredibile come, ancora una volta, non sia stato considerato Poulsen, reduce da una doppia presenza con la nazionale danese... L'Atalanta, di contro, si schiera con un 3-4-2-1, con Moralez e Bonaventura a sostenere il "tanque" Denis.
Pronti, via ed i padroni di casa sfiorano subito il gol: Poli cerca di proteggere il pallone, ma Raimondi glielo porta via, mettendo in mezzo. Bonaventura è solo e tira a botta sicura, ma Mustafi salva tutto, immolandosi stoicamente. E' un fuoco di paglia: in realtà, la partita scorre con qualche difficoltà, senza grossi spunti. Solo al 33', Krsticic scalda i guanti di Consigli dalla distanza; l'Atalanta continua ad essere più pericolosa, con Denis che impegna Romero alla respinta al 40'.
Chiuso un primo tempo noioso, non si cambia registro nella ripresa: l'Atalanta tira una sola volta in porta, con Bonaventura che cerca la magia della vita dai 30 metri, senza impensierire Romero. La Samp si fa più vivace, senza però creare occasioni e semplicemente gestendo la manovra. I padroni di casa rischiano il patatrac quando Lucchini, stendendo il neo-entrato Sansone, viene espulso per doppia ammonizione; tuttavia, la Samp si sveglia tardi e crea solo due occasioni. La più ghiotta capita ad Icardi, che spreca un bel cross di Obiang mandando di testa a lato; poi è lo stesso numero 14 blucerchiato a cercare la fortuna dalla distanza e la deviazione di Icardi rischia di creare il più assurdo dei gol. La palla finisce di poco lontano dall'incrocio e la partita scorre senza sussulti verso la fine: uno 0-0 che fa bene ad entrambe, visto che è un altro mattoncino nella corsa alla salvezza di tutte e due le squadre.

Lotta a centrocampo tra Andrea Poli, 23 anni, e Davide Biondini, ?.

Romero 6 | Rischia un po' su un rinvio, ma è pronto sulla zuccata di Denis.
Gastaldello 6 | Preciso e puntuale.
Palombo 6.5 | Il migliore del terzetto di difesa, capace di ordinare l'impostazione da dietro.
Mustafi 6 | Al rientro dopo tanto tempo, è capace di un salvataggio straordinario su Bonaventura; sbaglia qualcosina, ma rientra tutto nella logica di un giovane che mette poco piede in campo.
De Silvestri 5.5 | Nel primo tempo, Del Grosso sembrava Bale.
Obiang 6.5 | A centrocampo domina: è dappertutto, specie nella ripresa. Mette anche un gran cross per Icardi, peccato che non sia stato sfruttato. Il suo destro, poi, sfiora l'incrocio della porta di Consigli.
Krsticic 6 | L'unico a tirare nella porta di Consigli in tutti i 90'.
Poli 5.5 | Un po' opaco, forse ancora stanco dalle fatiche in nazionale.
Berardi 6 | Non offende, come solito, ma Raimondi non scende mai dalle sue parti: compito agevole.
Eder 5 | Nervoso ed inconcludente, si prende anche un giallo per simulazione che gli farà saltare l'Inter: forse è meglio così.
Icardi 5.5 | Non gli arriva mai il pallone; quando finalmente lo vede, sbaglia. Purtroppo è il motivo per cui vale 15 milioni e non 300mila: è giovane, si farà.

Sansone 6.5 | Entra con un bel piglio e dimostra che dovrebbe stare in campo: lo attendo contro l'Inter, mi aspetto una gran partita da parte sua.
Estigarribia s.v. | Nel finale, Rossi lo mette dentro per fare un defaticante anticipato.

Ora la Samp è a meno quattro, forse anche meno tre, dall'obiettivo stagionale: la permanenza in Serie A. Gli ultimi tempi non sono stati brillanti (vedi anche la vittoria sul Parma), però ci siamo; le prossime tre partite saranno fondamentali per centrare la salvezza. Tre partite al "Ferraris", sebbene una sarà formalmente in trasferta (il derby): bisogna tirare fuori questi quattro punti, per pensare poi al resto del campionato come una specie di esperimento per molti che hanno giocato poco, tipo Rodriguez, Poulsen e Maxi Lopez. Buona Pasqua a tutti voi!

Mauro Icardi, 20 anni, ha purtroppo sbagliato l'unica occasione della partita.

28 gennaio 2013

Nel nome del padre.

Non poteva andare meglio di così: è la frase che ogni buon sampdoriano avrà pensato al termine della gara di ieri contro il Pescara. La prima senza Riccardo Garrone è stato un degno omaggio alla memoria del presidente scomparso lunedì: un 6-0 senza appello ad un Pescara molto brutto, quasi irriconoscibile, nonostante gli abruzzesi si fossero distinti per un discreto rendimento fuori casa. Adesso, la classifica è sicuramente più tranquilla, ma sopratutto il gioiellino Mauro Icardi ha attirato ulteriore attenzione sui suoi progressi: dopo la doppietta allo "Juventus Stadium", ecco il poker agli adriatici. E pensare che ha solo 19 anni..

Pedro Obiang, 20 anni, ha realizzato la sua prima rete ufficiale con la Samp.

La Samp cambia pelle in vista della scontro-salvezza contro il Pescara: via il vecchio 4-4-2 mascherato, dentro un più realistico 3-5-2, con De Silvestri avanzato sulla linea dei centrocampisti e Poli lasciato libero dai compiti di fascia. Gli abruzzesi, invece, si presentano con un particolare 4-3-1-2, con Bjarnason vicino alle due punte Caraglio e Celik: da notare gli esordi di D'Agostino e dello stesso attaccante argentino. La cosa incredibile di questo match è che il Pescara non c'è praticamente mai: né un tiro svirgolato, né un'azione pericolosa. Gli ospiti lasciano il campo totalmente ai padroni di casa, che fanno fatica a carburare, ma alla fine spingono: è sopratutto Eder ad avere due gigantesche occasioni, sprecate da pochi passi e che dimostrano come il brasiliano non sia in forma come ad inizio stagione. Tuttavia, l'errore dei difensori avversari è dietro l'angolo: alla mezz'ora, angolo di Estigarribia, sul quale Gastaldello si libera per colpire, ma viene strattonato da Terlizzi. E' rigore netto: dal dischetto, Eder spiazza Perin per l'1-0. E' solo un lampo nel continuo monologo sampdoriano, dove prima un'incornata di Costa costringe Perin ad un miracolo, poi Icardi si mangia un gol clamoroso da 10 metri. Fortunatamente, prima dell'intervallo, l'argentino rimedia: passaggio di Obiang e, con un tocco a seguire, Icardi salta Capuano e si lancia verso la porta avversaria, dove fulmina Perin con un destro angolato. 2-0 e fine del primo tempo, anche se il Pescara reclama (giustamente) un rigore non assegnato per fallo di Gastaldello su Terlizzi.
La ripresa non porta cambiamenti: la Samp continua a spingere, il Pescara - imperterrito - continua a subire. E non ci vuole molto per il 3-0: Obiang conquista un pallone vagante e spara un bel piattone, che suggella il suo primo gol ufficiale con la maglia blucerchiata. La scritta "grazie" sulla maglietta sottostante è un omaggio a Garrone, che gli costa il giallo (sensibilità dell'arbitro pari a zero) e gli farà saltare la trasferta  di Torino. Tuttavia, ormai il mosaico è completato: padroni di casa in completo controllo del match, ospiti imbambolati. Tanto che Icardi trova il 4-0 al 53', saltando Perin e depositando a porta vuota, dopo grandissima giocata ancora di Obiang: insomma, un massacro, che però non conosce la parola fine. Infatti, passano due minuti ed il numero 98 trova la prima tripletta italiana: cross basso di Eder e Icardi è solissimo in area, che regala il 5-0 alla Samp. Le entrate di Soriano e Munari (per Eder e Poli) servono a spezzare il ritmo, mentre il Pescara trova il primo tiro dalle parti di Romero solo al 70'; giusto il tempo di rimettersi a posto ed Icardi trova persino il poker, realizzando dopo un bel recupero di Soriano. E' l'apoteosi: un giocatore della Samp non segnava un poker di reti da 51 anni, uno di vent'anni non lo faceva da 60. Insomma, tripudio assoluto quando l'argentino lascia il campo a Maxi Lopez, rientrato dall'infortunio: il finale è un lento scorrere verso il 90', mentre anche il bomber ex Catania vorrebbe partecipare alla festa. Ma Perin gli blocca la strada e, per oggi, può bastare così.

Mauro Icardi, 19 anni: ieri quattro gol, è a quota sette in campionato.

Romero 6; Costa 6.5, Palombo 7, Gastaldello 6.5; Estigarribia 6, Krsticic 6, Obiang 8, Poli 6.5, De Silvestri 7; Eder 6.5; Icardi 8 (Soriano 6.5, Munari 6, Maxi Lopez 6).

Doveva essere vittoria e vittoria è stata: meno male, perché se non fossero arrivati i tre punti, le acque avrebbero cominciato ad agitarsi. In questa giornata, infatti, le pericolanti hanno tutte mosso la classifica: ci sono stati sopratutto pareggi, ma Palermo, Cagliari e Genoa non hanno mancato di accumulare qualche punticino. Certo, adesso crescono i rimpianti per la prestazione di Siena, dato che la Samp - magari con una vittoria - avrebbe portato a +9 il vantaggio sul terz'ultimo posto, che invece rimane di sei punti. Adesso ci sarà la trasferta di Torino, da affrontare senza Obiang, ma con un Maxi Lopez pienamente recuperato: la squadra di Ventura ha mostrato un grande carattere a Milano e non sarà facile affrontarla in casa propria. Tuttavia, la Samp vista con il Pescara è sembrata in palla, pur sapendo che l'avversario è stato il più timido visto al "Ferraris" in questa stagione. Icardi è a quota sette in campionato e si sente odore di nazionale, viste le lodi di Prandelli: chissà che non si prenda la briga di confermare che è pronto.
Viene da concludere con un pensiero a Riccardo Garrone: ieri, i ragazzi hanno offerto il miglior ringraziamento (calcistico) che si potesse mai dare alla sua memoria. Il giro di campo a fine gara ha emozionato molti e non sarà dimenticato; insomma, speriamo che il futuro sia florido. Con Edoardo alla guida, visibilmente emozionato nel vedere l'affetto della gente allo stadio: continuiamo nel nome del padre.

Lo striscione di ringraziamento esposto dalla squadra a fine gara:
omaggio alla scomparsa di Riccardo Garrone.