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08 febbraio 2016

Rimpianti romani.

Un cross, una girata stilisticamente difficile e quella traversa: sul legno della porta difesa da Szczesny s'infrangono le speranze della Samp di agguantare il pareggio a Roma. Il 2-1 subito dai giallorossi non dice tutto: se il primo tempo è stato un pianto, la ripresa ha mostrato che la Samp può (e deve) fare meglio delle ultime giornate.

Alessandro Florenzi, 24 anni, a segno ieri per la Roma.

La Samp si presenta all'Olimpico con l'intenzione di schierare il 3-4-2-1, ma Moisander si fa male nel riscaldamento: Montella mette dentro Barreto e passaggio alla difesa a quattro dal primo minuto. Dal canto suo, Spalletti dispone un universale come Perotti alle spalle dell'unica punta Salah, con El Shaarawy e Florenzi a supporto.
Il primo tempo della Samp fa male a guardarlo. L'unico tiro dei blucerchiati è al 39', quando Correa prova un timido destro. Gli ospiti hanno un'altra grande occasione in contropiede al quarto d'ora, ma Muriel - che dovrebbe detronizzare in velocità il vecchio Maicon - si lancia la palla troppo in là e poi spara alto davanti a Szczesny.
Ben diverso il primo tempo della Roma, incisiva nei primi 20' di fronte alla Samp con il 4-3-2-1. Pjanic ha due occasioni di testa, ma nella prima spedisce a lato e poi centra Viviano. Ci provano Rudiger ed El Shaarawy, ma in generale l'estremo difensore blucerchiato non fa un intervento difficile. La svolta arriva poco dopo.
Dopo un quarto d'ora, Montella sacrifica Ivan da cursore destro, rimette Cassani al centro e torna al 3-4-2-1: all'improvviso, la Roma non trova più spazi. Tutto sembra indirizzato verso lo 0-0, ma l'ingenuità è dietro l'angolo: su una punizione battuta male, la Samp viene presa in contropiede. Sul tiro rimpallato di El Shaarawy arriva Florenzi, che insacca l'1-0 di testa. Da solo.
Non c'è momento peggiore per incassare il gol dello svantaggio. E la Samp rientra male in campo nella ripresa, visto che il 2-0 arriva al 49': El Shaarawy approfitta della mollezza della coppia Fernando-Soriano in disimpegno su un pallone vagante e serve Perotti. Silvestre ha mollato l'argentino e Ivan fa la diagonale tardi: l'ex Genoa batte Viviano per il 2-0.
Sembra finita, ma cinque minuti più tardi la gara si riapre inaspettatamente. Dopo che Pjanic ha sfiorato il 3-0, è lo stesso bosniaco a toccare una conclusione senza pretese di Fernando dal limite dell'area. Quanto basta per spiazzare Szczesny e accorciare le distanze. Con l'entrata di Quagliarella per Muriel, l'inerzia della gara cambia.
La Roma sfiora il terzo gol solo al 72', quando El Shaarawy spedisce fuori il pallone toccato da Ranocchia nel tentativo di fermare di Dzeko. Nel frattempo Montella si gioca anche le carte Álvarez e Cassano, dando alla Samp la possibilità di pareggiarla. All'87' gli scambi tra i neo-entrati portano Cassano in porta, con Szczesny però che chiude lo specchio.
Al 91' è Dodô a provarci, ma il suo destro è troppo centrale. La beffa però arriva al minuto 93: su corner battuto da Álvarez, Cassano amministra il pallone e passa a Dodô, che mette in mezzo: Cassani trova una girata stilisticamente difficile che meriterebbe il 2-2, ma la traversa nega il pari alla Samp e Szczesny - come tutta la Roma - può tirare un sospiro di sollievo.

Wojciech Szczesny, 25 anni, decisivo per la vittoria giallorossa.

Viviano 6; - Cassani 6, Silvestre 6, Ranocchia 5.5, Dodô 7; Ivan 5.5, Fernando 5, Barreto 5.5 (dal 25' s.t. Álvarez 6); Soriano 5, Correa 6.5 (dal 31' s.t. Cassano 6.5); Muriel 5 (dal 10' s.t. Quagliarella 6.5) - già pubblicate su SampNews24

A fine gara, cosa si può dire della Roma? Tre vittorie in una settimana e la gestione Spalletti sembra per ora fare il suo. Tant'è vero che il terzo posto è vicinissimo quando sembrava finita. Certo, la Roma rimane una squadra confusa, insicura, ma almeno ha deciso di giocarsela. Forse stavolta la vittoria è sembrata di troppo, come ha confermato anche Spalletti nel post-partita.
Le fasce del 3-4-2-1 hanno avuto esiti alterni. Se Dodô ha giocato un'ottima partita (aiutato dalla pochezza di Maicon e dalla poca brillantezza di Florenzi), Ivan si è disimpegnato bene dal punto di vista tattico, ma non è un cursore. Non è possibile chiedere a un ragazzo classe '95 con dieci gare di A alle spalle di fare quel ruolo quando ci sono quattro interpreti in rosa.
I cambi nella ripresa invece sono stati incoraggianti: Álvarez sta prendendo sempre più confidenza con il campo, migliorando a ogni ingresso in corso. Quagliarella in mezz'ora ha fatto vedere a Muriel come si gioca da prima punta, contrastando Rudiger e Manolas. E Cassano... beh, con la sua classe il suo quarto d'ora è stato illuminante.
Una cosa si è capita: il 3-4-2-1 (o 3-4-1-2 in caso di rimonta forzata) è la via. Con Quagliarella da prima punta, con Correa sempre in campo, con Soriano da sacrificare nel caso non fosse in forma, com'è successo ieri a Roma. Magari rischiando quel Pedro Pereira che sta marcendo in panchina dopo esser quasi passato al Leicester per nove milioni di euro.
Ora domenica prossima ci sarà la gara contro l'Atalanta: importante, ma non fondamentale. In fondo, Carpi e Frosinone non hanno guadagnato punti, mentre l'Hellas è stato fortunatamente ripreso dall'Inter. Domenica gli emiliani ospitano la Roma, i ciociari saranno a Empoli e l'Hellas affronterà la Lazio. Una vittoria cancellerebbe i rimpianti di ieri sera.

Antonio Cassano, 33 anni, brillante nel quarto d'ora giocato.

18 gennaio 2016

Chi mal comincia.

C'è un andazzo che recita: chi ben comincia, è a metà dell'opera. Non si può dire altrettanto per il girone di ritorno della Samp, che inizia come peggio non potrebbe. Il 2-1 subito dal Carpi al Braglia di Modena - di fronte a molti tifosi blucerchiati presenti in Emilia - apre la seconda parte di campionato nel modo più sbagliato possibile.

Joaquin Correa, 21 anni, al primo gol con la Samp in A.

La Samp si presenta a Modena per iniziare al meglio il girone di ritorno dopo la sconfitta contro l'inarrestabile Juve di questi tempi. Con l'assenza di Moisander (squalificato), Silvestre è di nuovo al centro della difesa. La novità è la partenza di Correa dall'inizio, mentre il Carpi si schiera con il consueto 4-5-1: Mbakogu è l'unica punta.
Il primo quarto d'ora mostra agli spettatori una gara molto brutta, perché gli emiliani sono una squadra puramente conservativa e la Samp non riesce a mettere insieme tre passaggi di fila. Al 13' spunta un gol di Cassano di testa, ma la rete viene annullata per il fuorigioco di partenza del 99 ospite. Ci vogliono 25 minuti per la prima occasione seria della gara.
Una ripartenza di Correa - 50 metri palla al piede! - permette alla Samp di prendere il Carpi scoperto. L'argentino serve Soriano, che crossa in mezzo per Cassano: l'attaccante centra Belec, che sulla respinta si ripete su Fernando, imbeccato sempre da Correa. Purtroppo, lo svantaggio per i blucerchiati è dietro l'angolo.
Al 27' Di Gaudio tenta lo sfondamento in area di rigore, ma Silvestre spazza. Sulla respinta né Correa, né Fernando sono lesti al limite e Lollo li anticipa: solo in mezzo all'area di rigore, il centrocampista del Carpi trova il vantaggio e il secondo gol consecutivo dopo quello all'Udinese. L'1-0 è figlio della mollezza degli ospiti nella prima mezz'ora di gara.
Fortunatamente il pari arriva subito: imbucata di Soriano per Correa, che si muove alle spalle di Zaccardo e batte in uscita Belec. Primo gol in blucerchiato per l'argentino a un anno dal suo acquisto e fiducia a mille. Lo dimostra anche Cassano, che al 36' coglie la traversa con un gran destro a Belec battuto.
Si va all'intervallo sull'1-1, ma la beffa è dietro l'angolo. Al 53' Di Gaudio punta ancora una volta Silvestre, che lo controlla, finché Fernando non decide di buttare giù il numero 11 del Carpi. Dal dischetto Mbakogu è preciso e firma il secondo vantaggio dei padroni di casa, che intravedono la prima serie di vittorie consecutive in A.
Da quel momento in poi, il Carpi si mette sulla difensiva e agisce solo in contropiede. Con l'entrata in campo di Lasagna, gli emiliani puntano sulle ripartenze: Mbakogu (due volte) e Lasagna ci provano, ma trovano Viviano o un salvataggio super di Silvestre sulla linea. Dall'altra parte, il massimo sforzo viene prodotto con due occasioni.
La prima è di Fernando, che - nonostante una prestazione ingenua e insoddisfacente - coglie il palo da 30 metri a Belec battuto. La seconda è di Muriel: servito in area, il colombiano di mancino centra il portiere avversario da cinque metri. Sulla ribattuta, la conclusione è anche peggiore e il pericolo è sventato.
Le cose vanno così male che è più il Carpi a sfiorare il terzo gol - ancora Lasagna in contropiede - che la Samp a trovare il pareggio. A nulla servono i cambi e le urla di Montella (o l'incazzatura di Viviano a fine gara). Il Carpi batte la Samp, che soffre la seconda sconfitta esterna contro le neo-promosse. A Bologna bisognerà giocare tra due settimane...

Jerry Mbakogu, 23 anni, decide la gara su rigore.

Viviano 6; Pedro Pereira 5.5 (dal 18' s.t. Carbonero 6), Silvestre 6.5, Zukanovic 6, Regini 6; Barreto 5.5 (dal 18' s.t. Muriel 5), Fernando 5, Soriano 5.5; Éder 5, Cassano 6, Correa 6+ (dal 34' s.t. A. Rodriguez s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Il campo parla di una sconfitta non dico meritata, ma certamente dura da mandar giù. Soprattutto per quanta poca voglia ha mostrato il gruppo in una situazione del genere. In confronto i sessanta minuti di nulla contro la Juve sono stati acqua rinfrescante. E intanto il mercato - al 17 gennaio - non racconta di alcuna operazione in entrata o in uscita.
Una situazione senza precedenti, un po' come quella del Carpi. Non sarà la prima squadra che decide deliberatamente di giocarsela in contropiede, ma la compagine allenata da Castori è certamente quella più che aborra il gioco manovrato e che si affida a spunti e singoli episodi. Così ha vinto e così vincerà fino alla fine del campionato, ma la salvezza rimane lontana.
Qualcuno adesso teme di finire in B, di avvicinarsi alla zona retrocessione, lontana sei punti e che vede nel posto più alto proprio gli emilani. Onestamente non credo ci sia questo pericolo: dietro vanno molto piano e non vedo possibilità di accelerare. Se la Samp imbroccherà adeguatamente 4-5 partite da qui alla fine dell'annata, la salvezza sarà garantita.
Piuttosto preoccupa la flebile tenuta psicologia di questa squadra. Ieri il Carpi non ha vinto perché meritava, ma ha vinto perché l'avversario che aveva di fronte non ha praticamente giocato nella ripresa. Con la Samp molle vista nel secondo tempo, la rimonta contro una squadra chiusa nella propria metà campo era praticamente impossibile.
E ora c'è il Napoli di Sarri, quel Sarri rigettato velocemente da Ferrero e che oggi invece guida la classifica con merito. Il Napoli è una bella macchina, di classe e con un propulsore velocissimo chiamato Higuain. Sarà difficile fermarlo: il 2-2 dell'andata è un ricordo lontanissimo. E chi mal comincia, del resto, non può mai esser contento.

Tanti i tifosi presenti al Braglia di Modena per la sfida di ieri.

21 settembre 2015

Altarini in arrivo.

Prima o poi doveva arrivare questo momento: non è un caso se sia arrivato contro una delle squadre che più sorprenderà l'Italia in questo 2015-16. Il Torino sconfigge la Samp per 2-0: è il primo stop dei blucerchiati in Serie A. I sette punti conquistati finora rimangono un bottino incoraggiante, ma la giornata è stata da dimenticare per la compagine doriana.

Walter Zenga, 55 anni: prima sconfitta in campionato per la sua Samp.

Zenga riparte dal solito 4-3-1-2, con un'unica novità: Cassani è infortunato, Pedro Pereira parte per la prima volta da titolare in Serie A. A soli 17 anni! Ventura, invece, conta sul suo solito gruppo: 3-5-2 con Acquah e Baselli in gran forma. Davanti continua la fiducia verso la strana coppia Quagliarella-Belotti.
Il primo tempo è un monologo granata: confermata quindi una preoccupante tendenza in casa Samp. In tutte e sei le partite ufficiali viste finora, il Doria di Zenga ha regalato almeno una mezz'ora di gioco agli avversari sul piano dell'intensità. E non può far eccezione questa gara, in cui la Samp non carbura.
Dopo un quarto d'ora di studio, il Torino va in vantaggio al 17': bel cross di Bruno Peres e Silvestre si perde Quagliarella che insacca di testa. L'argentino lamenta una spinta, ma non si vede molto per cui recriminare. Anche Viviano forse sarebbe potuto essere più esplosivo. Quagliarella sfiora il 2-0 due minuti dopo, poi al 23' non perdona l'ennesima dormita della difesa ospite.
In questo caso, a sbagliare è l'altro centrale: Moisander marca Quagliarella, poi lo molla senza un vero motivo e il 27 granata può insaccare da solo il 2-0 su una bordata di Belotti. Da lì, il Torino gestisce la gara per i restanti 65' e punge ogni tanto. Lo fa ancora nel primo tempo con Acquah (strepitoso: quanti rimpianti) e Bruno Peres (con la Samp si scatena sempre).
Da parte doriana, solo Éder e Soriano tentano uno squillo, trovando la risposta della difesa granata. Zenga fa subito un cambio nella ripresa: fuori Regini, dentro Christodoulopoulos, provato per tutta la settimana come terzino destro. Sarebbe dovuto scendere in campo per Pereira, ma l'emergenza porta il tecnico blucerchiato a metter dentro Lazaros e spostare il giovane portoghese sulla sinistra per limitare Bruno Peres.
Al 47', episodio dubbio in area torinista: Éder serve Muriel in profondità e il colombiano salta Padelli. Finito lo spazio per il tiro, mette in mezzo, dove Éder viene chiuso in maniera (forse) irregolare da Moretti. L'arbitro non fischia e allora la Samp mette in campo anche Correa, l'unico a solleticare le mani di Padelli nella ripresa. Il Torino a malapena tira nel secondo tempo, ma la vittoria è ormai cosa fatta.

Il Torino sarà la rivelazione di questo campionato: per ora è secondo.

Viviano 5.5; Pereira 6, Silvestre 5.5, Moisander 5.5, Regini 4.5 (dal 1' s.t. Christodoulopoulos 5.5); Ivan 5.5 (dal 16' s.t. Correa 6), Fernando 5.5, Barreto 5; Soriano 5 (dal 36' s.t. A. Rodriguez s.v.); Éder 6, Muriel 5.

Sul Torino c'è poco da dire: l'ho indicata a inizio campionato - insieme al Sassuolo - come la squadra che più sorprenderà tutti in questa Serie A 2015-16. Ottimo mercato e gruppo mantenuto intatto, i granata hanno fatto una sola cessione indispensabile. Molti dei soldi sono stati reinvestiti su giovani di prospettiva. Complimenti a Cairo, Ventura e alla loro squadra.
Sulla Samp, invece, eccome se c'è da parlare. Alla prima prova contro una squadra che sa giocare a pallone è arrivata la prima mazzata. Stavolta non c'è nessun carneade miracolato, ma una compagine che sa il fatto suo. E la Samp del primo tempo ha dimostrato che i problemi ci sono. E se non intervengono i fuoriclasse a nasconderli, emergono.
Ci sono veramente pochi elementi da salvare in questa brutta prova: l'entrata di Correa (speriamo parta dall'inizio contro la Roma), il solito Éder, ma sopratutto Pedro Pereira. Ha fatto discretamente bene a destra, ancor meglio a sinistra, dove ha limitato le sgroppate di Bruno Peres. Chissà che non si meriti ancora più fiducia dopo la prima da titolare in A.
Male in tanti. Su Regini ho già detto la mia altrove, mentre stupiscono le disattenzioni dei centrali. Barreto non ha neanche aiutato molto il povero Regini: il duo Acquah-Peres ha fatto quello che voleva. Anche davanti Muriel ha confermato un tratto: se non ci sono le difese aperte, le sue pecche vengono fuori.
Adesso si vedrà di che pasta è fatta questa Samp targata Zenga: gli altarini stan venendo fuori e i problemi di gioco non si possono nascondere sempre con le giocate dei più forti. Roma e Atalanta saranno due test interessanti per capire che ne sarà dell'Uomo Ragno e del suo progetto (se mai ce ne sia uno).

Joaquin Correa, 21 anni, uno dei pochi a salvarsi a Torino.

24 agosto 2015

Quante sorprese!

Una serata per riflettere, su quello che funziona e su quello che non va: così si potrebbe definire l'incredibile 5-2 rifilato ieri sera dalla Samp al neo-promosso Carpi. La prima mezz'ora avrà fatto sognare molti, ma si valuta tutto e allora non bisogna dimenticare quanto accaduto nel primo mese di stagione. Certo, risultati come questi fanno bene al morale.

Éder Citadin Martins, 28 anni, altre due reti ieri sera con la Samp.

La Samp inaugura la sua stagione in A contro il Carpi, alla prima assoluta nella massima serie. Dopo il campionato trionfale di B della scorsa annata, gli emiliani puntano a far bella figura al Ferraris. Solito schieramento tattico per Castori (4-4-1-1), mentre Zenga pare ormai deciso a puntare sul 4-3-1-2 dopo la bocciatura del 4-3-3 in Europa League.
Nei primi 10', la Samp tiene la palla e aspetta, finché non arriva il guizzo che apre la gara: lancio lungo di Fernando per Muriel, che viene steso in area dopo uno stop sublime. Giallo per Letizia e rigore per Éder, che trasforma senza pietà. Altri sette minuti e in campo aperto la Samp si scatena: Éder serve Muriel, che disorienta Spolli e batte un colpevole Brkic per il 2-0.
Il Carpi ci prova timidamente con Lasagna, ma la tempesta blucerchiata non è finita. In cinque minuti la gara è ormai decisa: al 30' Muriel sfrutta un'azione straordinaria di Cassani sulla fascia e batte a rete per la doppietta. Stessa cosa fa Éder due minuti dopo, sfruttando una pessima parata di Brkic. La cinquina è di Fernando, che dimostra perché lo lodano per i calci piazzati.
Un capolavoro in 35 minuti, interrotto dal finale di primo tempo, dove la Samp si deconcentra e lascia spazio agli ospiti. Infatti è Lazzari al 37' a sfruttare un'indecisione congiunta di Barreto e Regini, segnando il primo gol in A degli emiliani. Sempre il numero 10 ospite sfiora la doppietta pochi minuti dopo di testa. Il primo tempo si conclude con il risultato di 5-1.
Nella ripresa, per il vantaggio e forse per la stanchezza di un primo tempo fulminante, la Samp scompare dal campo. Solo Fernando creerà un piccolo pericolo al 67' con un altro calcio piazzato e Silvestre con un colpo di testa su susseguente corner. Per il resto, ci sono solo gli ospiti, che collezionano diverse occasioni.
Viviano deve salvare sul neo-entrato Wilczek, rischia con il destro di Marrone (di poco alto) e respinge anche una punizione di Lazzari. Di Gaudio e Wallace sfiorano il secondo gol, poi è Matos a realizzarlo nel finale con un gran mancino. Tuttavia, c'è gloria per il portiere blucerchiato, che para un rigore su Lazzari al 93', concesso dopo una mastodontica ingenuità di Regini.

Antonio Cassano, 33 anni, all'esordio nella seconda parentesi doriana.

Viviano 6.5; Cassani 6.5, Silvestre 7, Coda 6.5, Regini 6; Ivan 5.5, Fernando 7, Barreto 6; Soriano 6.5 (dal 37' s.t. Wszolek s.v.); Éder 8, Muriel 8.5 (dal 29' s.t. Cassano 6) - già pubblicate su SampNews24

Chiamarla "Samp mille sorprese" non sarebbe sbagliato. Regini partito titolare al posto di Zukanovic e persino convincente nella prima frazione. Soriano non solo per ora è rimasto, ma ieri era anche capitano. Ivan ha convinto, ma l'espulsione è un'ingenuità ingiustificata sul 5-1. Muriel concreto e letale in campo aperto, Samp capace di una goleada non pronosticata.
Le uniche certezze che sono ritornate dalla scorsa stagione sono tre: Viviano, Silvestre ed Éder. Il portiere ha fatto qualche intervento importante e ha parato un calcio di rigore, mentre l'argentino è stato implacabile sia su Lasagna che su Wilczek. Sull'italo-brasiliano non c'è bisogno di spendere parole: mi auguro solo che il rinnovo con adeguamento arrivi presto.
Passiamo alle note dolenti, come la condizione fisica preoccupante nella ripresa: il Carpi ha dominato nel secondo tempo, creando diverse occasioni. Chiaro che lo scarto di quarto gol ha influito sulla determinazione della Samp, ma non si capisce quanto sia questo il fattore che ha determinato tale rilassamento.
E se la Samp avesse finito le batterie in un tempo? Sarebbe preoccupante, perché non ci saranno spesso gare messe in carrozza da un rigore e neo-promosse da affrontare. Intanto godiamoci quest'inizio. Basta che non illudi nessuno: i problemi permangono e quest'anno sarà dura. A partire dalla trasferta di Napoli, dove ci aspetta una squadra incazzata.

Luis Fernando Muriel, 24 anni, finalmente decisivo contro il Carpi.

17 maggio 2015

Per demeriti altrui.

Cosa non si fa per evitare quest'Europa League? Pare fatto apposta. L'Inter viene fermato dalla Juve-B, il Genoa rischia di non poterla disputare per mancanza di licenza Uefa e la Samp non vuole esser da meno. Solo così si può spiegare l'1-0 della Lazio al Ferraris, la seconda sconfitta consecutiva in casa e una prestazione sconcertante dei blucerchiati nella ripresa.

Felipe Anderson, 22 anni, devastante come suo solito.

La Samp si presenta in un Ferraris carico per quella che dev'essere la gara dell'anno. L'hashtag lanciato dalla società - #IoCiSono - dimostra come tutti capiscano che questa partita conta più delle altre. Il 4-3-1-2 delle ultime uscite è confermato, con Soriano dietro al duo Muriel-Eto'o; fuori Duncan, rientra Obiang dalla squalifica, così come Romagnoli e De Silvestri. La Lazio, incerottata e con quattro assenze importanti, punta su Ciani e Gentiletti come coppia centrale di difesa. Davanti i soliti tre: F. Anderson, Candreva e Klose.
I primi 20' sono a marca ospite: di occasioni veramente pericolose non ce ne sono, ma la Lazio tiene spesso il pallone, mentre la Samp fatica a recuperarlo. Prima Parolo, poi Candreva cercano di impensierire Viviano senza riuscirci. La Samp ha il primo spunto al 22', quando un colpo di testa di Soriano va alto di poco. L'ultimo lampo ospite è al 30' ed è di quelli che fa male: contropiede in campo aperto, Felipe Anderson mette in mezzo e Romagnoli rinvia male. Fortunatamente Viviano ha un buon riflesso e salva prima che la palla finisca in porta.
Da lì, è solo Samp. Un minuto dopo, Muriel serve in profondità Soriano, ma il destro del numero 21 blucerchiato è largo di poco. Ancora Samp al 38', quando su un'azione dei padroni di casa Gentiletti rischia il clamoroso autogol. La più clamorosa occasione per la squadra di Mihajlovic arriva al 43': grande discesa di De Silvestri, cross in mezzo e Obiang ha lo specchio della porta spalancato, ma riesce a mandare alto. È la seconda grossa chance da gol che si mangia dopo quella contro il Genoa nel derby di ritorno.
Al riposo, l'inerzia cambia. La Samp ha altri cinque minuti di vita, con un'altra gigantesca chance. Al 47' Eto'o viene lanciato in campo aperto, sfruttando il fuorigioco sbagliato da Ciani. Il camerunense è solo davanti a Berisha, ma riesce a non centrare la porta. Disperazione della Gradinata Sud e del 99, che spreca quella che è l'ultima occasione della gara. Da quel momento in poi, la Samp non tirerà più in porta per tutto il resto del secondo tempo.
Sei minuti dopo, l'episodio incriminato dell'1-0 ospite. Su corner, Regini si perde ingenuamente Gentiletti: il terzino blucerchiato prova a raddoppiare Ciani, già controllato da De Silvestri. Un errore grave, che lascia l'argentino della Lazio libero di colpire (male) verso la porta. Viviano potrebbe tentare la parata, se non fosse che è trattenuto da Klose al centro dell'area piccola. Quando il pallone è praticamente sulla linea di porta, il portiere di casa viene lasciato dal tedesco e non può intervenire. Non basta un intervento alla disperata di Eto'o: 1-0 Lazio.
Nonostante la girandola di cambi (dentro Rizzo, Bergessio e Okaka), non c'è nulla da fare. La Lazio gestisce il vantaggio da grande squadra e potrebbe raddoppiare a più riprese. Al 69' Candreva spara un gran destro di controbalzo, ma il pallone è fuori di poco. Quattro minuti più tardi, un'altra ingenuità di Palombo (pessimo ieri sera) regala a Felipe Anderson la chance del 2-0, ma Silvestre ci mette una pezza. Infine, anche Djordjevic potrebbe fare 2-0 in contropiede, ma la sua conclusione a botta sicura viene salvata dal provvidenziale fianco di Rizzo. Finisce 1-0 per la Lazio, che sogna ancora la Champions. Per la Samp c'è da pensare a Empoli.

Samuel Eto'o, 34 anni, alla peggior prestazione con la Samp.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 6.5, Romagnoli 6.5, Regini 5; Acquah 6 (dal 16' s.t. Rizzo 6), Palombo 4.5 (dal 36' s.t. Okaka s.v.), Obiang 5; Soriano 6; Muriel 5, Eto'o 4.5 (dal 16' s.t. Bergessio 5.5) - già pubblicate su SampNews24

La partita è stata quindi molto amara. La Samp ha tenuto bene nei primi 45', sebbene una Lazio incerottata abbia fatto vedere come ci siano comunque galassie di distanza tra la squadra di Mihajlovic e quella di Pioli. Dopo il clamoroso errore di Eto'o, la Samp è sparita dal campo: non si registra un tiro a favore dei blucerchiati in tutta la ripresa. Una vergogna, specie se ti giochi l'Europa e carichi la partita dicendo che è quella dell'anno.
Non posso nemmeno schierarmi con i miei tifosi in questo caso. Ma questo è un discorso rivolto più in generale ai tifosi di calcio, che sto cominciando a capire sempre meno. Incredibile l'onda di lamentele in seguito al vantaggio della Juve nella partita d'andata, ottenuto battendo un corner fuori dalla lunetta. Ricordo dei «Ladri!» e vari insulti. In questa gara, invece, nonostante il fallo di Klose su Viviano nell'azione del gol-vittoria, c'è anche chi si arrabbia se glielo ricordi. Come se il fatto che la Lazio abbia giocato meglio implica che la rete dell'1-0 possa esser segnata irregolarmente... allargo le braccia e proseguo.
Nulla da dire, invece, sulla Lazio. All'andata mi avevano impressionato e avevo già detto come fosse una delle squadre che meglio si esprimeva in questo campionato. A 19 giornate di distanza, confermo quanto detto. Nonostante le assenze di Biglia, De Vrij, Mauricio e Marchetti, i biancocelesti hanno giocato compatti. Hanno rischiato nel primo tempo, ma dopo il gol irregolare hanno legittimato il vantaggio avendo almeno tre occasioni gigantesche per chiudere la pratica.
E qui veniamo alla Samp: come può sperare di andare in Europa League una squadra che non riesce a superare il "roccioso" duo Ciani-Novaretti con Muriel-Eto'o? O una compagine che ha vinto l'ultima gara in casa due mesi fa, facendo due punti nelle ultime quattro al Ferraris? Nessuno vuole l'impossibile da Sinisa Mihajlovic. Mi sono già accorto da tempo che questa squadra è in questa posizione europea perché è stata impostata in una certa maniera. Certo che cadere a cento metri dal traguardo farebbe male. Troppo male.
La corsa all'Europa League prosegue. L'Inter ieri ha perso contro la Juventus, dimostrando la fragilità in casa (11° in questa graduatoria: 25 punti in 18 gare a San Siro!). Ora i nerazzurri sono attesi dal Genoa fuori casa e dall'ultima contro l'Empoli al Meazza. Sei punti non sono impossibili, ma potrebbero non bastare più. Il Genoa, come detto, è al centro di un caso: la licenza Uefa non è stata concessa e potrebbe non arrivare mai. Oggi c'è la possibilità del sorpasso rossoblu a Bergamo, ma all'Atalanta serve ancora un punto per festeggiare la salvezza. E noi? Abbiamo la trasferta di Empoli e il Parma in casa. Chissà, forse finiremo in Europa League, ma per demeriti altrui.

Il gol (irregolare) di Santiago Gentiletti, 30 anni, che vale la vittoria ospite.

11 maggio 2015

Finalmente.

Ci sono volute sei partite, ma alla fine ce l'abbiamo fatta: la Samp torna alla vittoria in quel di Udine, proprio nel campo sul quale non vinceva da ben cinque anni. Il 4-1 finale è persino troppo stretto per quanto fatto dal Doria contro l'Udinese, ma alla fine l'importante è aver riabbracciato i tre punti in un momento così importante della stagione.

Alfred Duncan, 22 anni, al primo gol in blucerchiato.

La Samp si presenta dopo sei partite senza vittoria: una striscia così in A non era mai capitata alla squadra di Sinisa Mihajlovic, che opta per il solito 4-3-1-2, con Soriano dietro la coppia Eto'o-Muriel. Le squalifiche di De Silvestri, Romagnoli e Obiang costringono a diversi correttivi: dentro Wszolek, Muñoz e Acquah. Diverso lo scenario dell'Udinese di Stramaccioni, ormai salva dopo la vittoria sul campo dell'Hellas e intenzionata a celebrare i 206 gol di Di Natale.
Lo si vede nel primo tempo, quando in campo c'è solo la Sampdoria. Al 17' Palombo spaventa Karnezis dalla distanza, poi il portiere greco è costretto a salvare due volte su Eto'o. Ma il gol è dietro l'angolo: al 24', grande percussione di Wszolek, che salta Guillherme e mette in mezzo, dove Soriano appoggia facile facile l'1-0. Vantaggio meritato, nonché legittimato dal resto del primo tempo: Duncan di testa sfiora il 2-0. L'Udinese si vede solo con una conclusione dalla distanza di Guillherme e un colpo di testa alto di Geijo.
La ripresa inizia con un altro tono. La Samp è sempre pericolosa quando i padroni di casa lasciano tanti spazi, ma l'Udinese - complice l'entrata in campo di Thereau per Geijo - ha un passo migliore. Gli ospiti hanno una tripla occasione al 50': Karnezis devia la conclusione di Muriel, Duncan coglie il palo sulla ribattuta e il colombiano tira centralmente, ma trova Domizzi sulla linea. Lì l'Udinese ha l'unica finestra in cui pareggiare: viene annullato un gol a Thereau e Widmer centra il palo da buona posizione. Intanto Eto'o ha lasciato spazio a Djordjevic, che con un passo di danza non castiga Karnezis a campo aperto.
Fortunatamente per gli ospiti, il 2-0 è dietro l'angolo. Su corner, Djordjevic stoppa la palla, salta Danilo con una finta e mette in mezzo per Soriano, che raddoppia il bottino personale e quello della Samp. Lì la partita finisce e l'Udinese non crea più un pericolo che si possa definir tale. Ancora Djordjevic potrebbe triplicare, ma stavolta è Karnezis a superarsi, mettendo in corner la conclusione del 27 blucerchiato. Poi è Acquah a sprecare il 3-0 con una conclusione larga dal dischetto del rigore in area friulana.
Gli ultimi 10', però, la Samp si decide finalmente a dilagare. Al 79', Duncan serve in campo aperto Acquah, che corre fino da Karnezis senza opposizione e lo fulmina per il 3-0. All'88', invece, Duncan sfrutta un corridoio centrale e conclude dopo l'assist di Muriel: l'esultanza infastidisce anche Totò Di Natale, che nel frattempo ha segnato il gol del momentaneo 1-3 su un rigore discutibile concesso dall'arbitro. Finisce qui: per l'Udinese si prevedono tre giornate difficili (con quest'atteggiamento), per la Samp continua la corsa europea.

Luka Djordjevic, 20 anni, entrato bene ieri al Friuli al posto di Eto'o.

Viviano 6; Wszolek 6.5 (dal 29' s.t. Cacciatore s.v.), Muñoz 6, Silvestre 7, Regini 6.5 (dal 35' s.t. Coda s.v.); Acquah 7.5, Palombo 6, Duncan 7; Soriano 7; Eto'o 6 (dal 10' s.t. Djordjevic 6), Muriel 6 - già pubblicate su SampNews24

Grande vittoria, ma c'è da fare una precisazione. L'Udinese vista ieri al Friuli è sembrata una squadra talmente molle che l'appellativo "in vacanza" è forse un complimento. Quasi mai pericolosa per tutto il primo tempo, si è svegliata solo dopo l'entrata in campo di Thereau, sicuramente il migliore tra i friulani. Il gol annullato al francese forse è regolare, ma la verità è che un risultato diverso dalla vittoria blucerchiata sarebbe stato ingiusto.
C'è da rallegrarsi sopratutto perché finalmente ci sono state tante occasioni da gol: almeno 20 i tiri della Samp nella gara di ieri, di cui 11 in porta. Peccato che l'imprecisione sia costata almeno un paio di gol, sopratutto nella ripresa e dopo il 2-0 di Soriano. In quel momento, l'Udinese si è aperta e ha lasciato diversi contropiedi alla Samp, che non ne ha saputo approfittare. Clamorosa la molteplice occasione sprecata al 50', dove Muriel ha dimostrato perché - nonostante capacità tecniche spaventosa - latiti in cattiveria.
Tra i giocatori, voglio lodare Luka Djordjevic: non era facile entrare a gara in corso, alla seconda in campionato, sapendo che in panchina stanno tenendo Bergessio e Okaka al tuo posto. Ma la verità è che Mihajlovic aveva probabilmente capito che l'Udinese avrebbe lasciato spazio importanti nel tentativo di recuperare e il montenegrino ha sfruttato l'occasione. Ok, si è mangiato due gol, ma il 2-0 di Soriano è per metà suo. Impressionante anche il duo ghanese: Acquah ha giocato la miglior partita con la Samp, mentre Duncan è destinato a un grande futuro.
Ora sabato ci sarà la Lazio al Ferraris. I biancocelesti sono reduci da un'altra sconfitta, 2-1 in casa contro l'Inter. La partita dei capitolini è stata comunque lodevole, perché ha resistito nonostante la doppia inferiorità numerica. Molti sperano di vincere, ma anche un punto andrebbe bene. Anche perché poi le due gare più importanti arriveranno dopo: trasferta a Empoli il 24 maggio, ultima in casa contro il Parma il 31. Lì ci si gioca l'Europa League: attendendo Genoa-Torino di stasera, penso di esser ragionevole se dico che con sette punti saremo in Europa l'anno prossimo. Intanto godiamoci questa vittoria. Finalmente!

Afriyie Acquah, 23 anni, devastante nel secondo tempo di Udine.

27 aprile 2015

E ora?

Quattro. Come le gare senza vittorie (l'ultima contro l'Inter in casa, a inizio marzo). Come gli attaccanti nel finale, ma senza successi. Come i gol presi ieri a Napoli, dove la Samp ha dovuto soccombere di fronte ai partenopei, in gran forma. La corsa all'Europa League si fa molto più complicata del previsto.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, a segno per il classico gol dell'ex.

La Samp cambia notevolmente dal pareggio interno contro il Cesena: messa da parte l'idea dei quattro attaccanti, Mihajlovic si presenta al San Paolo con il consueto 4-2-3-1: Soriano, Éder ed Eto'o dietro l'unica punta Okaka. Il serbo ci tiene a far bene: in settimana il Corriere dello Sport ha dato per fatto un accordo proprio con il Napoli. Lui smentisce, ma le attenzioni di una società così importante lo adulano. Benitez invece opta per molti cambi, con l'ex Gabbiadini in campo dal 1' alle spalle di Higuain.
Pronti, via e la Samp riesce a portarsi in vantaggio a sorpresa. Dopo una botta e risposta tra la punizione di Mesbah (sventata da Andujar) e due tiri di Higuain (uno largo, l'altro respinto da Viviano), gli ospiti vanno sull'1-0. Palla straordinaria di Soriano in profondità, Éder corre in profondità e semina Britos. Quando mette in mezzo per Okaka, sulla traiettoria si inserisce Albiol, che fa autorete e regala il vantaggio alla Samp.
Il Napoli continua a fare il suo gioco, fatto di un lungo possesso-palla e di molto attacco. Palombo rischia la frittata al 15', quando perde palla malamente a centrocampo. Da lì, Callejon si presenta di fronte a Viviano, ma il portiere blucerchiato e Romagnoli salvano. Alla lunga, il Napoli trova il pari al 30': palla a Gabbiadini, che prova un destro debole e leggermente deviato dal limite dell'area. Il pallone sembra saldamente nelle mani di Viviano, ma il numero 1 ospite combina un patatrac e lascia scorrere il pallone in porta.
Dopo il pareggio, arriva subito il vantaggio dei padroni di casa: uno-due tra Higuain e Gabbiadini, con l'ex blucerchiato a fare da perno. Una sorta di pick and roll calcistico, dove Romagnoli perde male Higuain, scontrandosi con Silvestre. In tal modo, l'argentino si presenta da solo davanti a Viviano e lo batte per il 2-1. Finisce così un primo tempo rinunciatario da parte della Samp, che perde anche Éder per infortunio.
Neanche il tempo di rientrare dagli spogliatoi che la Samp prende il terzo gol. In fase d'impostazione, De Silvestri regala il pallone a Insigne. Con Palombo e Obiang dieci metri più avanti, il capitano del Napoli può partire in campo semi-aperto e impostare un gran destro liftato, sul quale Viviano valuta male la traiettoria. Sembra fuori, invece la palla va all'angolo per il 3-1. La partita finisce realmente lì, con la Samp incapace di tirare verso la porta avversaria.
Il Napoli sfiora il quarto gol a più riprese: Silvestre respinge una bella conclusione di Higuain in angolo, David Lopez impegna Viviano dai 30 metri e poi ancora il numero 9 azzurro manca di poco la doppietta personale. Nessun problema, ci pensa De Silvestri a regalargli quest'occasione dal dischetto, a causa di un fallo molto ingenuo su Hamsik. La trasformazione è perfetta. Nel finale, a nulla serve la bellissima conclusione di Muriel dai 25 metri, che vale un 4-2 tanto inutile quanto di grande impatto. La Samp esce con le ossa rotte dal San Paolo, ci vorrà un altro spirito per raggiungere l'Europa.

L'autorete di Raul Albiol, 29 anni, per il momentaneo vantaggio ospite.

Viviano 5; De Silvestri 4.5, Silvestre 6, Romagnoli 5.5, Mesbah 5.5; Obiang 6, Palombo 5 (dal 17' s.t. Duncan 5.5); Éder 6 (dal 43' s.t. Muriel 5.5), Soriano 6 (dal 30' s.t. Bergessio 5.5), Eto'o 5.5; Okaka 5 - già pubblicate su SampNews24

Per chi avesse avuto qualche dubbio, il Napoli è due spanne sopra la Sampdoria. C'era chi parlava di sogni di Champions, addirittura. Direi che è ora di svegliarsi: al di là della differenza tecnica, la partita di ieri mostra anche una differenza d'atteggiamento. La Samp di oggi non potrebbe mai arrivare terza, con quest'atteggiamento rinunciatario. Così come non avrebbe potuto neanche quella del girone d'andata, comunque ottima.
La corsa europea adesso si complica. Il perché è spiegato sopratutto da un risultato, ovvero l'inaspettato successo del Torino nel derby della Mole. Il 2-1 alla Juventus porta la squadra di Ventura a -3 dalla Samp e a -2 dalla Fiorentina. Nonostante gli scivoloni in casa e un'Europa League da conquistare, rimango convinto che la lunghezza dell'organico farà arrivare i viola davanti alla Samp. Il nostro obiettivo rimane il sesto posto, ma il calendario del Torino nelle prossime gare mi fa venire più di un dubbio.
La brutta notizia riguarda Éder: uscito al 43' del primo tempo dopo un contrasto con Britos, l'attaccante ha confessato di aver sentito il ginocchio "ballare". Brutto segnale, tanto che lo stesso italo-brasiliano ha confessato: «Temo che la mia stagione sia finita qui». Brutto segnale per chi ha tirato la carretta tutto l'anno. E ora temo che Mihajlovic dovrà pensare a un passaggio al 4-3-1-2, installando Soriano come trequartista e puntando tutto sulla coppia Eto'o-Muriel. Non che si caschi male, ma bisognerà vedere se il serbo punterà sull'ennesimo cambio di modulo.
Intanto la prossima settimana sarà decisiva: la Samp è attesa da due gare casalinghe di fondamentale importanza, dalle quali sarebbe ottimo tirar fuori quattro punti. La prima sarà quella contro l'Hellas di mercoledì. Gli scaligeri sono ormai salvi, ma sembrano esser tornati in forma grazie sopratutto a quel "giovanotto" di Luca Toni (ieri doppietta e 17 gol in campionato). Sabato arriva la Juve, forse già campione d'Italia e attesa da una semifinale di Champions League tre giorni dopo. E ora? Tocca correre.

L'errore di Emiliano Viviano, 29 anni, sul gol dell'1-1 azzurro.

13 aprile 2015

Rimpianti europei.

Si poteva chiudere un altro conto, ma la fortuna ha deciso che si dovrà soffrire un pochino di più. La Samp ottiene un punto dalla trasferta di San Siro: 1-1 contro un Milan spuntato e la risposta in rovesciata di De Jong al gol iniziale di Soriano. L'Europa rimane un sogno possibile, ma sono due punti che rimarranno sul groppone a fine stagione.

La contestazione (incessante) dei tifosi del Milan a San Siro.

La Samp cambia qualcosina per la gara contro il Milan: si mette da parte il 4-3-3 e si passa al 4-2-3-1, con il trio composto da Eder, Eto'o e Soriano dietro l'unica punta, Okaka. Dal canto suo, Inzaghi prosegue con la sua rincorsa impossibile all'Europa dopo il successo di Palermo. Il suo 4-3-3 vede Menez, Destro e Cerci davanti, mentre van Ginkel torna dal 1' accanto a De Jong e Bonaventura a centrocampo. L'atmosfera a San Siro è di contestazione: continua la protesta dei tifosi della Curva Sud e l'hashtag #saveacmilan ormai spopola anche in rete.
Il primo tempo è decisamente a marca rossonera, visto che la Samp decide di giocare di rimessa anche contro un avversario in difficoltà. L'unico a creare difficoltà alla difesa avversaria è Samuel Eto'o, che prova un paio di destri dai 25 metri: sul primo c'è Diego Lopez, il secondo è di poco a lato. Il Milan spesso passa dalle parti di Cerci, ma è van Ginkel il primo a rendersi pericoloso: due tiri - a breve distanza - impensieriscono Viviano.
Anche Destro ci prova su un paio di suggerimenti, ma non spaventa mai veramente il portiere avversario. L'occasione più grande della prima frazione ce l'ha proprio Cerci: su un rimpallo scaturito da un dribbling di Menez, il numero 22 rossonero va al tiro dal limite dell'area, sparando però altissimo da buona posizione.
Diversa la ripresa, dove il Milan inizia male il secondo tempo e la Samp ne approfitta subito. Prima Eder costringe alla paratona Diego Lopez da calcio piazzato, poi arriva il vantaggio al 57'. Eto'o lavora un bel pallone al limite dell'area e Soriano s'inserisce al momento giusto: il passaggio sotto le gambe di Mexes giunge al centrocampista, che da solo spara in porta per l'1-0. Mezza rete va al camerunense, dominante ieri a San Siro.
Da lì parte una girandola di sostituzioni, con il Milan fischiato e in controllo del gioco, ma quasi mai pericoloso. Palombo salva eroicamente al 69' su un pericoloso cross di Menez, ma la beffa è dietro l'angolo. Dopo aver salvato dieci secondi prima un gol sulla linea, Duncan devia con un ginocchio la rovesciata disperata di De Jong: Viviano spiazzato e pareggio rossonero al 74'. La Samp non si vede più dalle parti di Diego Lopez, mentre per poco non arriva pure la beffa targata Suso: gran mancino del numero 8 di casa all'81', ma fortunatamente il pallone finisce sul palo.

La festa dei giocatori blucerchiati dopo il vantaggio di Soriano.

Viviano 6.5; De Silvestri 6 (dal 42' s.t. Wszolek s.v.), Silvestre 7.5, Romagnoli 7.5, Mesbah 6; Palombo 6.5, Obiang 6; Eder 6, Soriano 6.5 (dal 19' s.t. Duncan 5.5), Eto'o 7.5; Okaka 6 (dal 27' s.t. Muriel 6) - già pubblicate su SampNews24

Con questo risultato, la Samp ha praticamente regalato quattro punti al Milan in due partite. Sia all'andata che ieri la sensazione è che i blucerchiati fossero la squadra migliore, mentre i rossoneri hanno giocato una sorta di anti-calcio offensivo: tanto possesso palla, ma senza l'inventiva di Menez non si va da nessuna parte. Lo stesso pareggio di De Jong è frutto di fortuna, così come il palo di Suso è merito dello spagnolo e della sua tecnica individuale. Se c'è una certezza, è che il Milan non sarà nella prossima Europa League (e forse neanche il club la vuole).
Nella corsa europea, la Samp tiene il passo della Fiorentina e rimane a un punto dal Napoli, vittorioso per 3-0 nella gara casalinga contro i viola. Brutta settimana per Montella, trovatosi dall'esaltazione per il 2-0 sulla squadra di Mihajlovic a eliminato dalla Coppa Italia e mazziato al San Paolo. La Samp dovrà affrontare il Napoli di Benitez il 26 aprile prossimo al San Paolo: sarà una gara di certo interessante, con gli azzurri ancora in corsa per l'Europa League. Il vantaggio dei blucerchiati è proprio questo: a differenza delle due rivali, non ci sono impegni continentali.
Ora c'è il Cesena dell'ex Di Carlo, che sembra condannato alla B nonostante l'impegno e che arriverà al Ferraris sabato alle 18. Bisogna stare attenti: l'andata ha dimostrato come anche la miglior Samp può riuscire a non vincere certe partite. L'1-1 del Manuzzi lasciò due punti per strada che hanno pesato sul proseguo dell'annata doriana; ora è tempo di prendersi una vittoria che porterebbe la squadra di Mihajlovic a un passo dall'obiettivo. Lo si deve fare per non avere rimpianti, gli stessi che ieri sera albergavano nella mente di molti tifosi.

Samuel Eto'o, 34 anni, ed Emiliano Viviano, 29, a fine gara.

05 aprile 2015

Come cinque anni fa.

Un 2-0 secco, senza storie. La Samp può contare un tiro in porta, quattro in totale. Di cui tre arrivati già dopo il raddoppio della Fiorentina. I viola si godono una vittoria meritata e sorpassano la Samp in classifica grazie allo scontro diretto del Franchi. La squadra di Mihajlovic può solo recriminare per un atteggiamento troppo remissivo di fronte a un avversario di grande qualità.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, non può esser soddisfatto.

Dopo la pausa, la Samp si presenta con una striscia di quattro vittorie consecutive: Mihajlovic conferma la formazione tipo, con il tridente davanti composto da Éder, Muriel ed Eto'o. Dal canto suo, la Fiorentina di Montella (a -2 dalla Samp) cerca il sorpasso e di riprendere il ritmo, visto che in un mese i viola si giocheranno la possibilità di far bene su tre fronti. I quarti di Europa League e la semifinale di ritorno di Coppa Italia, forse, sono più importanti del campionato.
Pronti, via e la Samp sfiora subito il vantaggio: cross dalla bandierina di Muriel, la palla arriva a Eto'o in area e il camerunense calcia a giro sul secondo palo, trovando però il salvataggio provvidenziale di Gonzalo Rodriguez. Per 70', quello sarà l'unico tiro della Samp. La partita finisce completamente nelle mani della Fiorentina. Ci sarebbe un secondo giallo per Gonzalo Rodriguez, ma gli ospiti rimangono comunque imbottigliati nella propria area a lungo. Prima Diamanti sfiora il vantaggio, poi sempre il solito Gonzalo coglie il palo al 21'. Il primo tempo si chiude con un'occasione enorme per i viola: al 34', cross basso di Gonzalo Rodriguez, Silvestre anticipa tutti e per poco non fa autogol, ma Viviano ci mette una pezza.
Se il primo tempo è un monologo viola, la ripresa non cambia di molto il proprio tono. Silvestre e Romagnoli sono monumentali per altri 15', finché la Fiorentina non passa al 60'. Su angolo, Diamanti si vede chiuso lo spazio per il sinistro e prova con il destro un tiro in porta. Non è un destro straordinario, ma metà del gol va a Borja Valero, che abbassa la testa sulla traiettoria del compagno e inganna Viviano. Così arriva l'1-0 da parte di uno dei più grandi simulatori che la storia del calcio italiano abbia mai conosciuto (clamoroso il suo giallo nel primo tempo per proteste su un contatto inesistente).
Da lì, arriva subito la sberla del 2-0: Gomez appoggia la palla a 30 metri dalla porta per Salah. In piena corsa, l'egiziano semina sia Regini che Silvestre e mette dentro il raddoppio davanti a Viviano. Con quella rete, la gara della Samp - fin troppo rinunciataria - finisce. Eto'o e compagni provano a farsi vedere per recuperare, ma prima Muriel calcia a lato e poi il camerunense non è fortunato con un destro a giro, che finisce di poco largo. L'entrata di Bergessio e il passaggio a un 4-2-3-1 arrembante non producono effetti. Anzi, è Viviano a salvare il 3-0 dal sinistro di Aquilani a distanza ravvicinata. I viola meritano la vittoria e il sorpasso per il quarto posto è cosa fatta.

Alessandro Diamanti, 31 anni, e Mohamed Salah, 22, firmano il 2-0.

Viviano 6; De Silvestri 5.5 (dal 28' s.t. Wszolek 5.5), Silvestre 6, Romagnoli 6.5 (dal 38' s.t. Munoz s.v.), Regini 5.5; Obiang 6, Palombo 5.5, Soriano 5.5 (dal 22' s.t. Bergessio 5); Eto'o 6, Muriel 5.5, Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

Prosegue quindi la corsa all'Europa per la Samp. Si è rifatto sotto il Torino di Ventura, che senza impegni europei è tornato pericoloso. Il 2-1 dei granata a Bergamo li fa sperare, ma il loro calendario nelle prossime giornate non è dei migliori: dovranno affrontare in casa Roma e Juve. Intanto, l'Inter di Mancini ci conferma perché non è un avversario valido: i nerazzurri rimangono a -10 dalla Samp dopo l'1-1 interno con il Parma.
Ci sarebbe anche il Milan, prossimo avversario della Samp, che si è portato a -7 dai blucerchiati con la vittoria di Palermo. Tuttavia, fatico a considerarli dei validi avversari dopo l'ennesima prova in cui è un solo giocatore a fare la differenza, quel Jeremy Menez arrivato a 16 gol in campionato e che anche nell'andata del Ferraris andò a segno. Limitarlo sarà l'opzione numero uno nella prossima trasferta di San Siro, con la Samp che giocherà alle 20:45 di domenica.
Semmai c'è da rimproverarsi l'atteggiamento remissivo mostrato dalla Samp anche a Firenze. Dopo l'occasione di Eto'o all'inizio, i blucerchiati si sono consegnati ai viola. Va bene cercare di emulare l'Atlético Madrid, ma costruire gioco ogni tanto aiuterebbe. A cominciare dalla prossima gara: contro il Milan di Inzaghi, questo tipo di atteggiamento forse sarebbe addirittura controproducente. Bisogna attaccarli senza alcuna pietà (il pareggio dell'andata ancora brucia).
Incredibile come Firenze rimanga un campo stregato: la Samp non vince all'Artemio Franchi dal settembre 2004. Tre pareggi e sei sconfitte da quella gara vinta con i gol di Bazzani e Sacchetti. E guarda caso, come nel 2009-10, è la Fiorentina a metter fine alla striscia blucerchiata di quattro vittorie consecutive. Alla fine quella sconfitta valse comunque una cavalcata da quarto posto. Ci metterei la firma anche stavolta.

Luis Muriel, 23 anni, poco appariscente a Firenze.

03 febbraio 2015

Il peggiore degli incubi.

Forse il calciomercato ha distratto molti dalla realtà. Forse l'arrivo di uno come Eto'o ha fatto pensare non solo che potessimo puntare all'Europa, ma che ce la meritassimo. Mettiamola così: il 5-1 subito da un normalissimo Torino all'Olimpico farà bene in ogni caso. Ora siamo tutti arrabbiati, ma chissà che domani non frutti qualche esperienza in più. E comunque le colpe sono ben chiare senza timore di smentita.


La trasferta di Torino arriva in un momento estatico per la Samp. Se togliamo la polemica del gol-non gol di Morganella nell'ultimo Samp-Palermo, la presentazione di Eto'o e il calciomercato hanno portato solo gioie in questo mese di gennaio. La Samp è sempre a due punti dal terzo posto, ma il Torino viene da sette risultati utili e vuole continuare la striscia positiva. I blucerchiati si presentano all'Olimpico con il ritorno al 4-3-3: Bergessio ed Eder sono ai lati di Okaka, mentre a centrocampo Soriano torna al ruolo di mezzala. Diverso l'atteggiamento del Torino, che punta sul solito 3-5-2 con Martinez accanto a Quagliarella.
In realtà, il primo tempo della Samp non esiste: un destro flebile di Eder e un debole colpo di testa di Silvestre sono tutto quello che gli ospiti producono nei primi 45'. Dove, invece, il Torino fa quel che vuole. A cominciare dal 15', quando Quagliarella porta in vantaggio i padroni di casa: sponda aerea di un compagno su corner e l'ex attaccante blucerchiato sfrutta una dormita di De Silvestri per realizzare l'1-0. La partita scorre inerme, finché Silvestre non perde Glik su corner e regala un penalty agli avversari: dal dischetto sempre Quagliarella è implacabile e firma il 2-0, nonostante Viviano tocchi la palla. Benassi potrebbe anche segnare il 3-0, ma il suo tiro è centrale.
La ripresa non cambia copione: la Samp acquista un po' di dinamismo con l'entrata di Duncan per Bergessio, ma sostanzialmente la gara rimane in mano alle ripartenze del Torino. Su una di queste, Quagliarella trova l'hat-trick al 67': buco di Romagnoli e destro in diagonale dell'attaccante granata. A questo punto, la beneficenza prosegue imperterrita: appena entrato, Amauri trova il 4-0 al 72', sfruttando un rimpallo con Silvestre e battendo Viviano. La Samp allevia i dolori con un bellissimo gesto tecnico di Obiang, che trova un gol di tacco grazie a una disattenzione di Padelli su assist di De Silvestri. Tuttavia, è una fiammata. Benassi e Maxi Lopez sfiorano il quinto, finché a battere Viviano non ci pensa Bruno Peres. Il brasiliano ha umiliato Regini per tutto il match e lo trova impreparato anche al 92': dribbling sul numero 19 blucerchiato e rete del 5-1 finale. Risultato che poteva esser anche peggiore se non fosse stato per Viviano. Grandi fischi dal settore ospiti, rabbia da parte dei tifosi e un addio amaro per Daniele Gastaldello, che da ieri è un nuovo giocatore del Bologna.

Fabio Quagliarella, 31 anni: tre gol per lui ieri da ex.

Viviano 5.5; De Silvestri 5, Romagnoli 5, Silvestre 4, Regini 4; Obiang 5.5, Palombo 5, Soriano 5 (dal 34' s.t. Krsticic s.v.); Bergessio 5 (dal 1' s.t. Duncan 5.5), Okaka 5, Eder 5.5 (dal 25' s.t. Eto'o s.v.) - pagelle già pubblicate su SampNews24

A mente fredda, è più facile ragionare su quella che può essere chiamata tranquillamente con il suo nome: disfatta. Una sconfitta senza se e senza ma, senza scusanti e di cui tutti - staff tecnico e giocatori - si devono vergognare. Non si possono prendere cinque gol in una situazione normale, figuriamoci giocando così e in un momento del genere. Inutile riempirsi la bocca di Europa e terzo posto se poi le prove successive alle dichiarazioni entusiaste sono queste.
Mihajlovic ha schierato un inspiegabile 4-3-3 dopo che finalmente la squadra aveva assorbito il passaggio al 4-3-1-2. Un modulo - quello col trequartista - che la Samp stava facendo fatica ad accettare, ma le vittorie contro Empoli e Parma avevano dimostrato che il materiale su cui lavorare c'era. E si sperava che l'arrivo di Eto'o - entrato a metà del secondo tempo - potesse ulteriormente migliorare questo buon momento.
L'importante era mantenere alta l'attenzione e la cattiveria: doti che sono mancate in quel di Torino. Se si analizza a mente fredda la dinamica dei cinque gol avversari, quattro di essi hanno luogo grazie a singole disattenzione difensive. I quattro della retroguardia hanno sulla coscienza un gol a testa: un evento che raramente accade. Un'equa redistribuzione delle colpe che credo abbia pochi precedenti nella storia del calcio.
Ora ci attende il Sassuolo al Ferraris. Di Francesco dovrà fare a meno di tutto il tridente d'attacco: Zaza, Berardi e Sansone sono squalificati, in più mancheranno gli infortunati Terranova e Longhi. C'è la situazione ideale per un rilancio, specie a mercato chiuso. Tuttavia anche la gara di Torino sembrava facile e invece è arrivato un 5-1 per i granata. Attenzione, perché il peggiore degli incubi l'abbiamo già vissuto domenica. E io non ho voglia di altri replay.

Samuel Eto'o, 33 anni, prova a dare indicazioni a Pedro Obiang, 22.

26 gennaio 2015

Goalman (o il previsto vizio dell'incompetenza).

Inutile lamentarsi se poi non si sa guardare in casa propria. Samp-Palermo è stato un bello spettacolo per i tifosi neutrali della Serie A: un 1-1 dove i blucerchiati han dominato nel primo tempo, mentre nella ripresa  i siciliani hanno avuto la meglio. Tutto è stato però rovinato dall'ennesimo errore arbitrale, lapalissiano ed evidente. Che sposta così l'attenzione dal campo alle moviole. E che grida aiuto verso quella goal-line technology che imperterriti continuiamo a negarci.

Beppe Iachini, 50 anni, l'ex eccellente e amatissimo di questo Samp-Palermo.

Samp-Palermo è sopratutto il palcoscenico per l'arrivo di Eto'o al Ferraris, dopo aver fatto le visite mediche a Roma il giorno prima. Giustamente però Mihajlovic si preoccupa per il campo e pensa alla gara contro la squadra di Iachini, sconfitta una volta nelle ultime dieci gare. Grande accoglienza per il tecnico del Palermo, autore della promozione blucerchiata nel 2012 e accolto alla grande dalla Gradinata Sud. La Samp conferma la formazione che ha vinto a Parma, mentre il Palermo deve rinunciare a Maresca e punta su Rigoni regista. I siciliani presentano sempre il duo Dybala-Vazquez davanti, molto cresciuto negli ultimi due mesi.
Il primo tempo è un monologo della Samp. Certo, i siciliani hanno subito una buona occasione con Bolzoni servito da Barreto, ma Viviano mette in angolo (in stile incerto). Ma al 6' la Samp vola sull'1-0: sponda di Bergessio, palla filtrante con i giri giusti di Soriano ed Eder fa quello che sa fare meglio. Taglio in profondità del brasiliano, perso da Andelkovic: così il numero 23 blucerchiato può portare la Samp in vantaggio. Da lì la partita diventa un monologo: al 15' Eder sfiora ancora il gol, ma Morganella salva sulla linea. Ad avere le migliori chance per il 2-0 è Silvestre: sulla prima strozza la conclusione e Sorrentino salva, sulla seconda il portiere ospite è bravissimo sull'incornata del difensore. Dal canto suo, il Palermo abbozza e incassa in attesa della ripresa.
Se il primo tempo è stato a una sola direzione, la ripresa presenta lo stesso schema, ma a tinte rosanero. Il Palermo torna trasformato e dà tutto, mentre la Samp vive 20' di assoluto nulla, nei quali soffre e basta. Al 48' Vazquez pareggia: Barreto sfrutta una dormita di Obiang e gli toglie nuovamente palla, servendo l'argentino per un destro dal limite dell'area. Viviano non è posizionato benissimo e il suo tuffo non è esplosivo, ergo l'1-1 è scontato. Da lì Dybala ha altre due occasioni ravvicinate: sulla prima ci pensa Romagnoli a fermarlo, sulla seconda l'argentino coglie la traversa. Poi l'episodio contestato di Morganella: ancora una volta Regini lascia troppo spazio al limite dell'area e il destro dello svizzero gira bene, batte sulla traversa e entra. Il rimbalzo va fuori e Cervellera si limite a fischiare il fuorigioco. L'assistente Chiffi riesce nell'impresa titanica di non vedere il gol. Poi ancora Vazquez e Dybala ci provano, ma la Samp si salva. I blucerchiati della ripresa sono tutti in un gran tiro di Soriano respinto da Sorrentino, ma la partita ha pochi sussulti da lì. Dybala ha un altro paio di occasioni, ma fortunatamente non le sfrutta a dovere. Finisce 1-1, ma una vittoria rosanero sarebbe stata anche giusta.

Il gol non visto sul tiro di Morganella: sarebbe stato 2-1 per gli ospiti.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 5.5, Romagnoli 6.5, Regini 5.5; Obiang 5.5, Palombo 6 (dal 23' s.t. Rizzo 5.5), Duncan 6.5 (dal 44' s.t. Krsticic s.v.); Soriano 6.5; Eder 6.5, Bergessio 5 (dal 15' s.t. Okaka 5) - già pubblicate su SampNews24

Vorrei parlare della partita, ma proprio non ce la faccio. Vorrei potermi dispiacere di una Samp concreta per sei mesi, ma discontinua nella stessa gara (e non è la prima volta che capita). Vorrei poter dire che i siciliani saranno un cliente difficile per tutti se giocheranno così fino alla fine del campionato, ma l'episodio del gol non concesso a Morganella è grave. Forse troppo. E per tanti motivi diversi.
Primo: l'ipocrisia. Mi è dispiaciuto molto leggere di tifosi della Samp che cercano scuse per giustificare l'episodio. Innanzitutto bisogna entrare nel mind-set per il quale non si difenda i propri colori a qualunque costo: di fronte all'evidenza, ci si arrende. Inutile accampare scuse penose, come la regola della compensazione oppure "se l'avessero fatto, li avremmo rimontati lo stesso". Sono cose ridicole per un tifoso di calcio o per una semplice persona sensata. Altrimenti inutile poi lamentarsi degli episodi a sfavore.
Secondo: la rovina. Già, perché questi episodi falsano una stagione. Non sappiamo cosa sarebbe successo dopo il 2-1 di Morganella: in fondo, c'erano altri 40' per rimetterla a posto. Però intanto rimarremo con il dubbio per sempre. E in fondo, non vi sentireste meglio a festeggiare un grande risultato a fine stagione con l'incombenza di sentirvi dire: «Eh, però quella gara con il Palermo...». In fondo il quarto posto del 2009-10 fu bello anche perché la Samp aveva di che recriminare: senza i torti arbitrali di quel campionato, forse sarebbe stata anche terza.
Terzo: l'incompetenza. La domanda sembra semplice, ma riecheggia nella mia testa. Mi chiedo come si faccia a non vedere una cosa del genere. Varriale - noto montatore di polemiche, ma anche fornitore di scuse - è stato capace di dire che «il palo ostacola l'assistente». Una vergogna. Un'incompetenza assurda che portiamo avanti senza senso. Altrimenti non esisterebbero i processi del lunedì e le polemiche di un'intera settimana. Come potremmo fare senza?
Delle volte qualcuno mi chiede come mai sono così affascinato dal calcio estero. Da un pallone lontano (come quello asiatico o africano, per esempio) e così meno competitivo della nostra Serie A o in generale della maggior parte del calcio europeo. Semplice: chiunque sano di senso, da quelle parti, prenderebbe queste tecnologie e le userebbe per evitare guai peggiori. Altrimenti l'errore è sempre dietro l'angolo. Domenica prossima c'è il Torino all'Olimpico, speriamo di non vivere un'altra giornata così.

Eder, 28 anni, a segno oggi: il suo 6° gol in A non è bastato.

06 ottobre 2014

Come l'Atlético.

Mai avremmo immaginato uno scenario del genere a inizio giugno. Dopo la vittoria per 1-0 contro l'Atalanta, la Samp si ritrova solitaria al terzo posto. Merito anche del Cesena che pareggia a Udine, ma i blucerchiati si regalano la gloria dopo un altro pomeriggio di sofferenza misto a un ottimo primo tempo. La Roma è a un punto, la banda di Mihajlovic è attualmente in zona Champions. Il campionato è lungo, ma queste due settimane saranno piacevoli da passare.

Alessio Romagnoli, 19 anni, controlla German Denis, 33.

Dopo la goduria post-derby, la Samp si presenta nuovamente concentrata. L'unica novità rispetto alla stra-cittadina è l'esclusione di Regini, fuori per tre settimane a causa di un problema muscolare. Dentro al suo posto Cacciatore invece che Mesbah, nonostante l'ex Hellas Verona sia un destro naturale. Dall'altra parte, Colantuono cerca di prendersi la vittoria dopo tre stop di fila contro Fiorentina, Inter e Juventus: per questo si affida al solito 4-4-1-1, con Molina promosso titolare e Boayke alle spalle del capitano Denis.
Il primo tempo è un monologo blucerchiato. Anzi, la Samp gioca forse i 45' migliori al Ferraris di questa stagione. L'Atalanta si vede al massimo con un tiraccio di Cigarini dai 30 metri, che finisce in Gradinata Sud. Al contrario, i blucerchiati si impongono con il gioco, tenendo un ritmo blando e dalle pulsazioni basse. Poi si cerca l'accelerazione all'improvviso. Come al 14', quando Okaka tenta dalla distanza dopo aver vinto un contrasto: Sportiello para facile. Nel giro di cinque minuti, ci provano anche Soriano (dopo un numero niente male) ed Eder, ma il portiere avversario non deve intervenire. La partita si sblocca al 35', quando Obiang trova Gabbiadini con uno stupendo lancio di prima lungo 30-40 metri. Il numero 11 blucerchiato ha il campo spalancato e deve solo battere Sportiello: 1-0 meritato. Ed Eder potrebbe arrotondare al 42' dopo aver saltato meravigliosamente Zappacosta, ma il suo destro è impreciso.
Il secondo tempo è ben diverso. La Samp, dopo aver dominato il primo, comincia a gestire il risultato. Un errore, perché l'Atalanta è squadra che va pressata, non gestita. E così pian piano gli ospiti controllano il possesso palla e provano a creare qualcosa. Colantuono toglie gli esterni Molina ed Estigarribia per Baselli e Moralez: il tecnico nerazzurro punta sul 4-3-1-2 per recuperare lo svantaggio. Tuttavia, ci sono tanti gialli, ma poche occasioni. Due sono quelle notevoli. La prima è al 63': Moralez completa l'uno-due con Denis e si presenta davanti a Viviano, ma spara malamente a lato. Al 69', invece, Dramé mette in mezzo per Denis: sarebbe gol a colpo sicuro, ma Romagnoli ci mette una pezza clamorosa e chiude in corner. Il resto è una lunga attesa verso il fischio finale, inframezzata al 90' dalla clamorosa chance per Okaka. Il numero 9 blucerchiato brucia Benalouane e vola verso la porta, ma si fa ipnotizzare da Sportiello. Si chiude con Ferrero in festa e la Sud trepidante per il terzo posto. Inoltre, c'è un dato da non sottovalutare: la Samp è la squadra meno battuta in Serie A insieme alla Juve campione d'Italia. Solo due le reti subite dalla banda di Mihajlovic: non è poco come record alla pausa per le nazionali.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, oggi match-winner contro l'Atalanta.

Viviano 6.5 - Continuo a dire una cosa: non sembra uno che ha passato un anno in tribuna. Non ha dovuto fare parate, ma nelle uscite è sempre puntuale e deciso.
De Silvestri 6 - Un po' pasticcione, non ha difficoltà a contenere le salite di Molina ed Estigarribia. Poi Dramé comincia a creargli qualche problema.
Silvestre 7 - Di testa sono tutte sue: una roccia.
Romagnoli 6.5 - Un filino più rozzo rispetto al suo solito stile elegante, ma è efficace.
Cacciatore 6 - Non eccelle in fase offensiva, ma non rischia mai troppo.
Soriano 6.5 - Dinamicità al servizio della squadra. A volte si fa prendere dai nervi (vedi contatto con Cigarini), però è fondamentale per questa Samp.
Palombo 6 - Il piede e l'impostazione sono da rivedere. Però non molla e non indietreggia.
Obiang 6.5 - Il lancio per l'1-0 di Gabbiadini è qualcosa di fantastico. Uno dei suoi pezzi di repertorio da troppo tempo assenti.
Gabbiadini 6.5 - Gol a parte (hai detto poco), l'attaccante blucerchiato compie il solito grande lavoro di sacrificio in copertura.
Okaka 6.5 - Solite sportellate. Nel finale avrebbe l'occasione per il 2-0, ma spara contro Sportiello.
Eder 6.5 - Esce per un dolorino a una costola all'inizio del secondo tempo. Peccato: questa è stata probabilmente la sua migliore gara in A quest'anno. Da sogno il numero su Zappacosta.

Fedato 5.5 - Inizia come ala e finisce come rifinitore in un 4-3-1-2. Non proprio la sua giornata: il suo pensiero viaggia più veloce delle gambe.
Rizzo 5.5 - Troppo arruffone: nei primi trenta secondi della sua gara perde due palloni facili. Poi si aggiusta e tiene con i compagni nel finale.
Bergessio 6 - Tanto impegno, ma il vero Bergessio è ancora lontano dalla sua condizione ideale.

Con il terzo posto conquistato in maniera netta oggi, la Samp può sognare. Certo, la sosta fermerà il momento della squadra di Mihajlovic, ma va bene così. Fa bene godersi questo parziale risultato, che darà ulteriore autostima ai giocatori. Anche perché al ritorno della sosta per le nazionali, i blucerchiati affronteranno prima il Cagliari in trasferta e poi avranno un complicato trittico contro Fiorentina, Inter e Roma. In ogni caso resta un'impressione. La Samp di Mihajlovic ricorda tantissimo l'Atlético Madrid di Simeone: è una squadra che ti fa giocare male, che sa difendersi bene e soffrire. Ma quando può, ti punge come uno scorpione. Se sarà questa l'attitudine della squadra durante tutto il campionato, i blucerchiati potrebbero sognare qualcosa in più della parte sinistra della classifica.

Massimo Ferrero, 63 anni, festeggia a fine gara la vittoria.