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01 settembre 2016

Il bilancio prima di tutto.

L'estate dei 70 anni della società, dell'arrivo di Giampaolo, dell'addio di Montella, del rilancio di alcuni ragazzi in squadra. Non è stata la più facile degli ultimi anni, ma finito il calciomercato, sembra che si possa tirare un sospiro di sollievo in casa Samp. La finestra estiva ha regalato più di un sorriso a Corte Lambruschini.

Karol Linetty e Lucas Torreira, due che faranno strada.

MOVIMENTI IN ENTRATA - Voto 7
Fino a inizio agosto, c'era un po' di preoccupazione per i pochi movimenti della Samp. Poi un'ondata hipster ci ha travolto e la società blucerchiata ha tirato fuori (quasi) tutti i colpi che servivano per completare la squadra agli ordini di Marco Giampaolo. Tra di loro, potrebbe esserci qualche immediata plusvalenza per l'estate 2017.
Tutto è iniziato con alcuni riscatti obbligati: definitivi Viviano dal Palermo (2,3 milioni), Quagliarella (2,7 milioni) e Sala dall'Hellas (5 milioni), più i ritorni per fine prestito di Regini, Eramo, Torreira e Tozzo. La Samp ha mosso i primi passi con gli acquisti con alcuni colpi riguardanti giovani, che sono stati però immediatamente inseriti tra i titolari.
Karol Linetty ha giocato poco all'Europeo, ma il polacco è stato pagato una discreta cifra dal Lech Poznan (3 milioni): per ora sta ripagando le attese. A lui si sono aggiunti Ante Budimir, ariete del Crotone salito in A (1,5 milioni), e Patrik Schick, anche lui all'Europeo con la Repubblica Ceca, ma militante nel Bohemians durante l'ultima stagione (4 milioni).
Il problema è che non stava arrivando molto altro dal mercato. Sembrava quasi che la Samp sperasse semplicemente nel recupero di quei giocatori che già aveva (Alvarez, Muriel, etc.), senza fare qualcosa di più. Fortunatamente dopo qualche amichevole poco incoraggiante (vedi la sconfitta per 2-0 contro la Feralpi Salò), la società si è mossa, spendendo il tesoretto delle uscite.
Dentro Daniel Pavlovic, svincolato dal Frosinone, i prestiti di Đuričić e Carbonero, più altri acquisti: Dodô è tornato dall'Inter, mentre gli arrivi di Bruno Fernandes dall'Udinese e Dennis Praet dall'Anderlecht (10 milioni: bella cifra) han fatto piacere a Giampaolo, in grado così di avere un centrocampo più numeroso.
Il problema è che ci sono alcune cose che non mi tornano. La squadra esce rivoluzionata dopo un mercato in entrata da 34 milioni di euro, pur mantenendo un potenziale che le permetta di salvarsi senza patemi. Qualche domanda sorge però in vista della prossima estate.
Vale la pena aver preso Bruno Fernandes con un riscatto fissato a sei milioni? Il portoghese finora non ha dimostrato di valere quest'eventuale riscatto. Peggio ancora andiamo con Dodô, un incubo nei sei mesi in cui è stato a Genova e finito per valere un obbligo di riscatto da CINQUE MILIONI DI EURO. Chissà che favore la Samp doveva all'Inter...
La paura più grande passa però dai centrali difensivi. La Samp si è presentata con i soli Silvestre e Skriniar all'inizio della stagione. A loro si è aggiunto Regini, nominato vice-capitano dopo la partenza di altri giocatori e persino titolare allo stato attuale. Non è che l'arrivo di Kranjc risolva i problemi: sicuri che non servisse qualcosa in più?

I motivi per cui Dennis Praet è attesissimo a Genova.

MOVIMENTI IN USCITA - Voto 9
Se c'è una lode pronta per la gestione Ferrero di quest'estate, è che si sono ben sfruttate le uscite dal punto di vista economico. Un piano preciso quello del patron blucerchiato: s'intasca il più possibile da cessioni vantaggiose, in modo da auto-finanziarsi il mercato in entrata e pensare a una cessione della società, che secondo me prima o poi arriverà, chiudendo l'era Ferrero.
I primi addii sono stati quelli di maggio e giugno: diversi prestiti non sono stati confermati - Ranocchia, Brignoli, Christodoulopoulos e Rodriguez - mentre Cassani e Diakitè han salutato Genova alla scadenza naturale del loro contratto. A queste si è unita la rescissione di Nenad Krsticic, con il serbo che si è poi accasato al Deportivo Alaves in Liga.
Le prime uscite han riguardato pezzi eccellenti di questa squadra: Joaquin Correa si è trasferito al Siviglia di Sampaoli per 13 milioni di euro, mentre Fernando - dopo diversi ripensamenti - ha accettato l'offerta dello Spartak Mosca da 12,5 milioni. In più, l'oggetto misterioso Niklas Moisander ha lasciato Genova per Brema: operazione da 1,8 milioni.
Tra le operazioni minori, c'è da segnalare l'addio definitivo di Cacciatore, Campaña (mah!) e Sansone. Una sinergia criminale con il Latina di Pietro Leonardi, l'uomo che ha fatto fallire il Parma. E i prestiti di tanti giovani, tra cui Ivan, Bonazzoli, Ponce e Palumbo.
Le ultime cessioni han visto partire due colonne dell'ultimo quadriennio: prima Roberto Soriano ha salutato la Samp per 14 milioni di euro, direzione Villarreal; poi è toccato a Lorenzo De Silvestri trasferirsi al Torino per 3,5 milioni. Due buone uscite, visto che il primo si è dimostrato demotivato nel finale dello scorso campionato e il secondo aveva già due rimpiazzi validi.
Unite ai riscatti di Zukanovic, Rizzo, Duncan e Coda da parte di altri club, la Samp ha incassato la bellezza di 60 milioni di euro nell'estate 2016. Il "9" finale è un buon voto. Non è la perfezione perché rimangono tre problemi: la matassa Cassano, la partenza frettolosa di Wszołek (di cui forse ci mangeremo le mani) e qualche situazione che forse andava gestita diversamente (Eramo, Tozzo).

Soriano, Correa, Fernando e Cassani: tutti hanno lasciato la Samp.

09 maggio 2016

Un anno da dimenticare.

Ci è voluta qualche ora per sbollire non tanto la rabbia, quanto lo smarrimento nel vedere lo spettacolo del "Ferraris" di ieri pomeriggio. Spesso si parla (a sproposito) del derby che «cambia la stagione», anche se quest'annata non sarebbe stata salvata neanche da una stracittadina stra-vinta. Invece, il 3-0 finale del Genoa su(i resti de)lla Samp è stato svilente.

La Gradinata Sud colorata per l'occasione: una delle poche cose da salvare.

Le due squadre si presentano con moduli speculari. Con le assenze a centrocampo, Montella decide di schierarsi a specchio per prevenire le avanzate avversarie. A sorpresa, c'è Cassano dall'inizio accanto a Quagliarella. Per Gasperini il 3-5-2 vede Suso in appoggio a Pavoletti, con Laxalt e Ansaldi sulle fasce, mentre Rigoni è leggermente più avanzato rispetto al resto della mediana.
Pronti, via e la Samp è subito in svantaggio. In un delirio collettivo difensivo, il Genoa va in vantaggio. Rigoni (solo) serve Ansaldi in corsa, che taglia la difesa blucerchiata come il burro (non seguito da Dodô) e mette in mezzo: il cross non è granché, ma Viviano scivola e Silvestre si perde Pavoletti, che segna l'1-0 e il terzo gol in un derby della Lanterna.
Il vantaggio ammazza una Samp già poco brillante. Tre minuti e c'è pure il rischio del raddoppio "ospite", con Dzemaili che tenta di cogliere Viviano fuori dalla porta da 40 metri. Il Genoa sembra padrone della partita, tanto da raddoppiare al 26': Suso punta Cassani, si sposta il pallone sul mancino e neanche l'ulteriore marcatura di Silvestre gli impedisce il tiro.
Dopo il 2-0, lo spagnolo esulta sotto la Sud in maniera provocatoria, ricordando Palladino quasi sette anni fa e causando l'ira di Viviano, che si becca un giallo. Peccato che i blucerchiati siano inesistenti, aggrappati alla venia di un Cassano che gioca da fermo. La Samp è tutta nell'occasione del minuto 33, quando Cassano pesca Soriano, che però centra Lamanna da buona posizione.
Pavoletti (due volte) e Rigoni hanno persino l'occasione per il 3-0, se non fosse che per poca precisione o per la difesa blucerchiata il terzo gol non arriva. Si va all'intervallo con la consapevolezza che c'è bisogno di un secondo tempo diverso: peccato che il canovaccio sarà praticamente identico.
La Samp ha qualche folata, ancora grazie a Cassano, che mette Quagliarella solo davanti a Lamanna: peccato che il 27 blucerchiato spara addosso al portiere del Genoa. Il Genoa gestisce: ogni tanto si fa vedere con qualche tiro dalle parti di Viviano, ma pensa prima di tutto a non prenderle. Ansaldi e Laxalt sono l'incubo della difesa doriana.
Le speranze di pareggio si chiudono con due fotografie. La prima al minuto 74, quando il Genoa segna il 3-0 in contropiede. Pessima gestione del pallone di Correa, che sbatte su Sala e regala ai rossoblu un contropiede in campo aperto. Cassani sbaglia il fuorigioco e Laxalt si presenta davanti a Viviano, che lo ferma. Sulla ribattuta, però, Pavoletti serve Suso per il 3-0 a porta vuota.
Due minuti più tardi, la giornata si conferma storta: gran destro di Fernando dai 25 metri, traversa a Lamanna battuto. Sulla respinta, Quagliarella è solo per schiacciare di testa in rete, ma la sua incornata finisce tra le braccia del portiere avversario. Paradossalmente, sono Pavoletti e Tachtsidis a sfiorare il 4-0. Finisce con uno scarto magari troppo grande, ma con un derby a senso unico.

Suso, 22 anni: seconda nel derby di Genova, doppietta al ritorno.

Viviano 5.5; Diakité 5, Sivlestre 5, Cassani 4.5; De Silvestri 5 (dal 12' s.t. Correa 5), Soriano 4.5, Palombo 4.5 (dal 27' s.t. Sala 5.5), Fernando 5, Dodô 4; Cassano 6; Quagliarella 4.5 (dal 39' s.t. Muriel s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Spesso si parla (a sproposito) di supremazia cittadina. Forse perché sono di Roma e non vivo la rivalità annuale, ma non può fregarmene di meno se i risultati sono questi. La stagione è stata brutta al di là del pessimo derby giocato ieri. E per chi parla un po' più di presente e meno di storia, dal ritorno del Genoa in A la Samp è stata davanti solo quattro volte su otto stagioni.
Rivalità cittadina a parte, ora si parla anche di Montella e del suo futuro. Ieri il tecnico ha voluto accusare apertamente Osti di ingraziarsi i tifosi invece di guardare la realtà e oggi leggo di un suo possibile approdo in nazionale. Per l'Italia sarebbe una gran notizia. Per noi anche: al di là del bene che gli voglio, Vincenzino ha dimostrato di esser un grande allenatore, ma non un fine psicologo. Forse ciò che sarebbe servito di più a questi ragazzi.
E la società? Osti ha fatto delle dichiarazioni da compitino a fine gara. Ferrero si è divertito con il drone e poi ha abbandonato la barca a un quarto d'ora dalla fine dopo il 3-0 di Suso. C'è da chiedersi cosa c'è dietro il suo arrivo: viene quasi da dare ragione a chi pensa che Ferrero sia un prestanome per evitare ai Garrone troppa attenzione mediatica sulla loro (pessima) gestione post-2011.
Certo, sarei ingiusto se non mettessi in mezzo anche i giocatori. Forse in generale l'ambiente è il problema. In cinque stagioni post-retrocessione, quattro sono state un fallimento. Sì, anche quella del 2011-12, dove si è risaliti in A, ma solo tramite i play-off dopo aver promesso di ammazzare la B. Si è iniziato con un 0-4, si finisce con un 0-3. Protagonisti diversi, ma l'anno è comunque da dimenticare.

Vincenzo Montella, 41 anni: che ne sarà di lui?

21 marzo 2016

Non è finita.

Vi eravate illusi, eh? Pensavamo che fosse tutto fatto dopo i sette punti conquistati nelle ultime tre partite? E invece no, non è finita. La Samp perde in casa 1-0 contro il Chievo (risultato un filo bugiardo), ma dimostra di aver fatto un passo indietro e ora si ritrova nuovamente immischiata nella lotta per non retrocedere.

Antonio Cassano, 33 anni, deludente ieri al Ferraris.

La Samp si presenta al Ferraris dopo le ultime buone uscite, confermando il 3-4-2-1 che così bene sta facendo nella seconda parte della gestione Montella. Cassano e Álvarez rimangono i due trequartisti dietro l'unica punta Quagliarella. Anche Maran non cambia molto: non ci sono Inglese e Pellissier, davanti Meggiorini viene supportato da Birsa e Pepe.
Il Chievo gioca un primo tempo decisamente migliore rispetto a quello dei padroni di casa: Viviano deve subito sventare un colpo di testa di Spolli, lasciato solo da Ranocchia. La Samp risponde con tentativi velleitari da parte di Fernando e Quagliarella, ma sono piccoli segnali della scarsa produzione offensiva dei blucerchiati nel primo tempo.
La beffa è dietro l'angolo: prima Silvestre fa un miracolo in scivolata su Meggiorini lanciato a rete, poi è ancora Viviano a stoppare l'incornata da corner dell'attaccante clivense. Al terzo tentativo, Meggiorini non può sbagliare: il 69 gialloblu mette dentro di testa su cross di Birsa, lasciato solo dalla difesa blucerchiata (Silvestre si sposta su Castro, Ranocchia è stranamente su Birsa).
E potrebbe andare ancora peggio qualche minuto più tardi. Dopo un flebile tentativo di Dodô, finito sull'esterno della rete, Fernando tira giù ingenuamente Pepe in area di rigore. Dal dischetto si presenta Birsa, che tira i rigori sempre alla stessa maniera: angolo in basso a sinistra. Viviano intuisce e para il penalty, facendo un altro miracolo sullo sloveno appena due minuti più tardi.
L'unica reale occasione per la Samp è al 44', quando Quagliarella trova un angolo impossibile per un pallonetto su Bizzarri in uscita: Spolli salva sulla linea. Sul finire del primo tempo, ancora Birsa tenta il 2-0, ma il suo destro finisce di poco a lato. La sensazione è che la Samp non ci sia: la ripresa offrirà (fortunatamente) uno scenario diverso.
Il Chievo rientra un po' scarico, pronto a difendere il vantaggio contro un Doria spuntato. De Silvestri centra la traversa con il suo colpo di testa e i rimpianti cominciano ad accumularsi. Il Chievo ha l'ultima grande occasione al minuto 58: lancio in profondità di Pepe, Moisander è in ritardo su Meggiorini e Viviano deve metterci una pezza con un grande intervento.
Da lì in poi - seppur sterilmente - è solo Samp. I cambi non modificano la sostanza di granché, ma il Doria prova a recuperare lo svantaggio. Bizzarri è miracolo su un altro colpo di testa di De Silvestri, fermato con una gran parata. Al 65' Fernando azzecca l'unico filtrante di tutta la giornata e trova Quagliarella, che però viene chiuso in corner ancora da Bizzarri.
L'ultimo sussulto è nei piedi di un nervoso Soriano. All'88' controlla bene in area, si crea lo spazio di tiro e conclude (purtroppo) in Gradinata Sud dal dischetto del rigore. Meglio va al 94', quando su cross di Muriel, Soriano si crea l'occasione con un semplice stop a saltare l'avversario: purtroppo Bizzarri esce e gli chiude lo specchio, facendo esultare gli ospiti al triplice fischio.

Riccardo Meggiorini, 30 anni, il match-winner della gara.

Viviano 7; Silvestre 5.5, Ranocchia 5.5, Moisander 5; De Silvestri 6, Fernando 5 (dal 35' s.t. Krsticic s.v.), Soriano 5, Dodô 6; Álvarez 5 (dal 25' s.t. Muriel 5.5), Cassano 5 (dal 12' s.t. Correa 5.5); Quagliarella 6 - già pubblicate su SampNews24

Niente, li diamo ogni anno per spacciati e questi si salvano. Il Chievo Verona di Maran, con i suoi 38 punti in classifica, non solo è nella parte sinistra della classifica, ma è probabilmente salvo con sette giornate d'anticipo. La quota-salvezza sembra essersi abbassata, nonostante dietro stiano improvvisamente correndo dopo un girone d'andata sonnolento.
E proprio la classifica dovrebbe preoccupare la Samp: i sette punti tra Frosinone, Hellas Verona ed Empoli hanno fatto respirare i blucerchiati, ma la salvezza - a mio modo di vedere - dista ALMENO altri sei punti. Ci sono gare in cui si possono ottenere le due vittorie necessarie, ma questa partita contro il Chievo è da considerare un'occasione persa.
Intanto dietro non si stanno risparmiando, trasformando la zona salvezza in un pantano pericoloso. Per la prima volta dopo diversi mesi, il Palermo è a oggi retrocesso e il Carpi è fuori dai guai per la differenza reti. La vittoria in casa dell'Hellas è importante per gli emiliani, così come il pareggio del Frosinone contro la Fiorentina non è da sottovalutare.
Ora ci sarà una pausa di due settimane, ma al rientro la Samp avrà tre gare fondamentali per uscire da questo pantano. Non solo importanti, ma anche difficili: al rientro la Samp giocherà a Firenze, poi affronterà l'Udinese in casa (tre punti da conquistare per forza!) e il Milan sempre al Ferraris. La salvezza passa anche da qui, perché non è finita.

Vincenzo Montella, 41 anni, osserva i soliti problemi.

06 marzo 2016

Si respira.

Da quant'era che non si respirava a pieni polmoni? Dopo aver inspirato molta melma (per esser gentili), la Samp riemerge quando serve. Dopo il 2-0 al Frosinone della scorsa domenica, ieri è arrivato un successo molto convincente in casa dell'Hellas Verona. Il 3-0 sta persino stretto alla truppa di Montella, che ha giocato un'ottima gara in un momento fondamentale della stagione.

L'appello dei tifosi blucerchiati per l'Hellas a provarci fino alla fine.

La Samp si presenta a Verona per quello che è uno spareggio a tutti gli effetti. Specie per i padroni di casa, visto che l'Hellas di Delneri deve macinare punti per risalire la classifica. Solito 4-4-2 per gli scaligeri, con l'ex Wszolek sulla fascia destra. Si conferma il 3-4-2-1 in casa Samp, con Montella che schiera Cassano al posto dello squalificato Correa.
I primi 10' degli ospiti sono devastanti. Già al 2' Cassano serve Quagliarella in profondità: sponda per Álvarez, ma il mancino dell'argentino è respinto da Gollini. Poco importa, perché tre minuti più tardi arriva il vantaggio: altra palla di Cassano per Quagliarella, solo in area. Il 27 blucerchiato centra Gollini in uscita, ma sulla respinta al limite dell'area Soriano risolve in rete.
Cinque minuti e arriva anche il raddoppio: brutto errore di Fares su lancio di Christodoulopoulos, con il difensore gialloblu che scivola e lascia spazio a Quagliarella. L'attaccante cerca di saltare Gollini e tira, ma la conclusione impatta sulla traversa. Fortuna che sulla respinta c'è ancora qualcuno, con Cassano che deposita il 2-0 a porta vuota.
La partita sembra ben incanalata, ma l'Hellas non ci sta: subito Siligardi mette in mezzo per Toni, ma Viviano in uscita a valanga sventa il pericolo. Fernando perde qualche pallone sanguinoso, ma per fortuna i padroni di casa sprecano alcune ripartenze (o ci mette una pezza Cassani). La partita sembra calmarsi, ma l'ennesimo colpo è dietro l'angolo.
Al 30', la Samp triplica il vantaggio: De Silvestri mette in mezzo un pallone ben calibrato, Gilberto manca l'intervento e Christodoulopoulos si esibisce in uno straordinario gesto atletico, con una girata in semi-rovesciata dal centro dell'area. Palla nell'angolo e partita sentenziata: il 3-0 sembra veramente una montagna troppo grande da scalare.
Gli ospiti potrebbero ulteriormente arrotondare, con la difesa dell'Hellas che lascia buchi enormi. Prima Helander ferma Quagliarella, poi è lo stesso 27 doriano a sfiorare il palo dalla distanza e a mangiarsi - nel senso letterale della parola - un'incredibile occasione solo davanti a Gollini. Finisce il primo tempo con la sensazione di qualcosa di inedito: un dominio assoluto.
La Samp torna in campo con un ritmo un filo più blando, a gestione del risultato. Tuttavia, ci sono ancora chance per il poker: sfumano contropiedi e occasioni nitide, mentre l'Hellas si sveglia dal torpore con Toni, che però di tacco centra ancora Viviano. Soriano e Cassano provano ad arrotondare, ma non centrano adeguatamente lo specchio.
L'ultimo squillo dei padroni di casa è un destro dalla distanza di Juanito Gomez all'86', respinto da Viviano in angolo. È la resa definitiva, quella che sancisce la chiusura effettiva di una partita forse conclusasi sullo splendido gesto atletico di Lazaros. La Samp sale a quota 31, l'Hellas rimane a 18 (-9 dal Palermo quart'ultimo) e forse deve dire addio alla Serie A.

Vincenzo Montella, 41 anni, con Gigi Delneri, 65, sullo sfondo.

Viviano 6.5; Cassani 7, Ranocchia 6, Moisander 6.5; De Silvestri 7, Fernando 6, Soriano 7 (dal 28' s.t. Barreto 5.5), Christodoulopoulos 6.5 (dal 11' s.t. Silvestre 6); Álvarez 7, Cassano 7.5 (dal 33' s.t. Muriel s.v.); Quagliarella 6 - già pubblicate su SampNews24

Quanto tempo era che mancava una striscia vincente in casa Samp? Da almeno due mesi, quando i blucerchiati superarono Palermo e Genoa al Ferraris a cavallo tra 2015 e 2016. Una doppia clean sheet, invece, non aveva luogo dal marzo 2015, quando la Samp mise a segno tre vittorie consecutive contro Cagliari, Roma e Inter con Viviano imbattuto e cinque gol segnati.
Diciamo che questi sei punti sono arrivati al momento giusto. Le partite contro Frosinone e Hellas erano degli spareggi a tutti gli effetti, se non altro per "ammazzare nella culla" le residue speranze di salvezza delle due compagini. Ora la zona pericolante è a otto punti (il Frosinone ospiterà oggi l'Udinese) e si può respirare un po', dopo tanto patimento d'animo.
La classifica vede ora altre squadre in maggior difficoltà: mi viene in mente il Palermo di Iachini, che fa una fatica incredibile a ottenere risultati e oggi va in casa dell'Inter. Da inizio anno penso che l'Udinese di Colantuono rischi, ma per ora i risultati - di riffa o di raffa - sono arrivati. Certo, perdere in casa del Frosinone sarebbe una bella mazzata per i friulani.
Ora la Samp ha un'occasione d'oro per chiudere il discorso-salvezza. Le prossime due gare saranno al Castellani di Empoli e poi in casa contro il Chievo. Entrambe le formazioni sembrano avere un po' mollato, fermo restando che sono due squadre molto diverse. All'andata furono due pareggi; il ritorno - con due eventuali vittorie - potrebbe chiudere qualunque preoccupazione arretrata.

Antonio Cassano, 33 anni, ieri ha illuminato il Bentegodi con le sue giocate.

04 febbraio 2016

L'ennesima beffa.

Ancora. Altri errori difensivi, altri punti persi. Stavolta fa ancora più male, perché mancava un secondo (e non sto scherzando: 93 minuti e 59 secondi) alla fine della gara. Perché quando si va due volte in vantaggio, bisognerebbe saper gestire tale bottino. Invece la Samp si lecca ancora una volta le ferite e chiude per 2-2 la partita contro il Torino.

Vincenzo Montella, 41 anni, non riesce a vincere con la Samp.

Visto il secondo tempo di Bologna, la Samp si presenta all'importante sfida contro il Torino con il 3-4-2-1: Sala e Dodô sulle fasce, Soriano e Correa dietro l'unica punta Muriel. A centrocampo, è Palombo a sostituire lo squalificato Fernando. Dal canto suo, il Torino si presenta con il solito 3-5-2 con Martinez e Belotti davanti.
Il primo tempo è un festival dello sbadiglio: le due squadre tengono molto il pallone (soprattutto gli ospiti), ma non riescono a creare granché. Il Torino si vede in due occasioni: la prima è di Martinez, la seconda di Acquah in contropiede, ma in entrambi i casi Viviano è pronto e respinge entrambe le conclusioni.
E la Samp? Inerme. Molto possesso come al solito, ma senza Fernando la manovra fatica a costruirsi. L'unico tiro dei primi 45' è una punizione di Correa dai 25 metri, facile per Padelli. In compenso, la sfiga ci vede comunque bene: Sala deve uscire per infortunio e il suo cambio Diakité gioca appena venti minuti, perché si fa male anche lui.
Si rientra dall'intervallo con Christodoulopoulos (strano il suo bernoccolo sulla tempia destra) al posto dell'ex Lazio e Cassani spostato nuovamente nei tre di difesa. I primi venti minuti vedono il Toro amministrare il pallone, con la Samp che continua a non tirare in porta, mentre Zappacosta comincia a prendere le misure a Dodô.
Al 66', però, è proprio il brasiliano a propiziare il vantaggio blucerchiato: su respinta da corner, Dodô rimette il pallone in mezzo, dove Muriel anticipa di testa Gaston Silva e porta in vantaggio il Doria. Sesto gol in campionato per il colombiano, la cui gioia però è destinata a durare appena cinque minuti.
Con l'ingresso di Immobile per Martinez, i granata diventano improvvisamente più pericolosi. Proprio l'ex Siviglia punta Cassani e mette in mezzo, dove Ranocchia liscia il pallone: bucando l'intervento, la palla finisce a Belotti, che uccella tutti e segna l'1-1. Grande beffa, ma la partita si accende quando meno te l'aspetti.
Se Correa salta tutti e poi spara alto davanti a Padelli, Immobile frega Ranocchia un'altra volta: per fortuna, Viviano in uscita arpiona il pallone dai piedi dell'attaccante avversario. All'83', la Samp riesce ad andare nuovamente in vantaggio. Ancora Dodô protagonista, che recupera il pallone: Muriel serve Soriano, che batte Padelli con un destro da fuori area.
Sul 2-1, la priorità sarebbe gestire la palla, ma la Samp (impaurita) non fa altro che buttarlo in avanti. All'88' Soriano ha un'altra chance per chiuderla, ma il suo sinistro è largo. Viviano, visibilmente dolorante, gestisce male il pallone: il rinvio finisce al Toro, con Immobile che mette in mezzo. Moisander si dimentica Belotti e il Gallo incorna di testa il definitivo 2-2. Che beffa...

Fabio Quagliarella, 32 anni, alla prima da blucerchiato per la seconda volta.

Viviano 5; Cassani 6, Ranocchia 5, Moisander 5; Sala 6 (dal 24' p.t. Diakité 5 | dal 1' s.t. Christodoulopoulos 5), Palombo 6, Ivan 6.5, Dodô 6.5; Soriano 6.5, Correa 6 (dal 33' s.t. Quagliarella s.v.); Muriel 6 - già pubblicate su SampNews24

Eh, niente: siamo da capo. Le ingenuità difensive continuano: anche i due gol di oggi sono un regalo. Se facessimo una retrospettiva sui 41 gol subiti dalla Samp (e la farò a fine anno, ma i gol saranno di più...), almeno il 75% sono regalati in maniera gratuita. E qui arriviamo a quella che è stata la discussione principale del post-partita.
La colpa è veramente tutta di Viviano? La gente si è scagliata contro di lui per una gestione ingenua del pallone. Ed è vero: avrebbe potuto fare ben altro. Ma tra il suo rinvio, lo stop di Gaston Silva, il passaggio per Immobile e il cross per Belotti passano 15 secondi. Poteva succedere di tutto. Tipo Moisander che marca il suo avversario, per dire...
Il Torino, invece, è forse LA delusione di questo campionato. Visto il mercato estivo, mi sarei aspettato di vederlo a ridosso delle prime sei. Ha almeno 6-7 punti in meno di quanti me ne aspettassi. E Ventura non sembra trovare la soluzione a un'apatia che la squadra granata ha mostrato anche in questa gara.
La classifica recita che la Samp può comunque sorridere: il Frosinone ha vinto contro il Bologna, issandosi a quota 19, ma il Carpi - stessi punti - ha mancato di poco il pareggio a Firenze, con Mauro Zarate che ha deciso la gara. Vedere lo stadio esultare al gol subito dal Carpi, però, rende la paura che circola nella Genova blucerchiata.
La paura della B, perché i prossimi impegni saranno decisivi. Tralasciando la partita contro la Roma all'Olimpico di domenica sera, in seguito la Samp se la giocherà con Atalanta, Inter, Frosinone e Hellas. Quattro partite da cui passerà la salvezza dei blucerchiati, specie contro ciociari e scaligeri. A meno che l'ennesima beffa non sia dietro l'angolo.

Luis Muriel, 24 anni, al suo sesto gol in campionato.

12 gennaio 2016

Una montagna.

Ci sono alcune salite che sono più difficili di altre. Stavolta la Samp non ce l'ha fatta a scalare una montagna troppo grande per lei: il 2-1 della Juventus ai blucerchiati in quel di Marassi racconta meno di quella che la gara ha fatto vedere. La partita di ieri sera ha dimostrato come non sia un caso che la Juve abbia conquistato nove successi consecutivi.

La Gradinata Sud al suo meglio per la partita contro i bianconeri.

Per l'ultima del girone d'andata, la Samp punta sempre sul 4-3-3 visto negli ultimi tempi: l'unico cambio è sulla fascia destra di difesa, dove Cassani subentra all'infortunato De Silvestri. La Juventus si presenta a Genova reduce da otto vittorie consecutive: il 3-5-2 iniziale dà spazio a Rugani dal primo minuto. Davanti la coppia Morata-Dybala.
Il primo tempo della Samp è quasi completamente assente. La tattica sembra quella già vista contro il Genoa: attendere l'avversario e coglierlo in contropiede. Tuttavia, il terzetto difensivo della Juve non è la linea a quattro del derby e quindi questi attacchi a sorpresa non si concretizzano mai, complice anche la scarsa precisione di passaggio dei blucerchiati.
Non è una sorpresa che la Juve domini incontrastata con il minimo sforzo. A segnare il vantaggio è Pogba al minuto 15: dopo aver tentato di battere Viviano dalla distanza qualche secondo prima, il francese vince un contrasto con Cassani in area e di mancino batte il portiere blucerchiato. Il sinistro è velenoso, ma c'è il dubbio che Viviano potesse fare qualcosa in più.
In fase di costruzione, Fernando sbaglia molto e Cassano latita in mezzo alle maglie rosa degli ospiti. Così è ancora la Juve a sfiorare il gol, seppur occasionalmente: in una partita bruttina, Dybala mette dentro una punizione che attraversa tutta l'area e Viviano sventa in corner. Il primo tempo si chiude con poco da registrare, ma la Juve è in vantaggio.
Il problema è che basta appena un minuto della ripresa per vedere il raddoppio degli ospiti: Zukanovic non copre la linea di passaggio fornita da Dybala e l'argentino trova Khedira solo in mezzo all'area. Basta un tocco morbido e Viviano è battuto per il 2-0: la strada - già prima in salita - si fa una montagna.
Ciò accade anche perché la Samp non tira in porta. Non lo fa neanche al 59', quando Cassano comincia a illuminare la serata e trova Éder, ma l'incornata del nuovo capitano blucerchiato (Soriano è uscito al 35' del primo tempo per giramenti di testa) va fuori. E qualche minuto dopo la partita rischia di chiudersi.
Prima Dybala costringe Viviano in corner, poi Hernanes trova Morata solo in area: perso da Barreto, lo spagnolo spreca il match-point del 3-0. Il calcio è maestro e allora Cassano un minuto dopo accorcia le distanze: bello lo scambio con Carbonero e la girata rapida in area di rigore del 99, che trova il primo gol dal rientro in blucerchiato quest'estate.
La Samp comincia a crederci, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo la Juve. Che rallenta i ritmi, ma non molla. Pogba spreca una buona occasione servito dall'onnipresente Dybala, poi è Viviano a evitare il 3-1 su cross deviato di Evra. La Samp ha la migliore occasione con Zukanovic, ma il colpo di testa del bosniaco finisce alto: è 2-1 per gli ospiti, che festeggiano ancora nella rincorsa al Napoli capolista.

Paul Pogba, 22 anni, ha segnato il gol dell'1-0 per la Juve.

Viviano 5.5; Cassani 5, Moisander 5, Zukanovic 5, Regini 5.5; Soriano 5.5 (dal 36' p.t. Ivan 6), Fernando 5.5, Barreto 5 (dal 27' s.t. Muriel 5); Carbonero 6, Cassano 6.5, Éder 5 (dal 39' s.t. A. Rodriguez s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Mi rendo conto di esser molto pesante, ma la pochezza dimostrata dalla Samp nel primo tempo e in buona parte della ripresa è stata imbarazzante. Neanche un tentativo di tiro in porta, con l'unica occasione che è risieduta in una punizione respinta di Fernando. Poi il gol di Cassano ha permesso di vedere un finale acceso.
Va ricordato, però, che l'occasione fallita da Morata per il 3-0 - un minuto prima che la Samp accorciasse le distanze - ha in realtà mascherato il dominio bianconero a Marassi. Una forza dirompente quella della Juve: la vittoria non è arrivata tramite la forza bruta, perché la Juve non ha giocato benissimo, ma ha saputo cogliere le occasioni giuste al momento giusto.
Di contro, c'è da dire che Cassano è tornato alla grande dalle vacanze natalizie. Anche lui è rimasto travolto dal controllo della gara da parte della squadra di Allegri, ma nella ripresa è riuscito a emergere, diventando ancora una volta il centro del gioco della Samp. E per la prima volta ha giocato 90' interi durante questa stagione.
Notizie incoraggianti in vista della trasferta di Modena, dove la gara contro il Carpi inaugurerà il girone di ritorno. L'andata è stata chiusa a 23 punti, previsione impossibile dopo l'esonero di Zenga e l'inizio difficile per Montella. Si spera che 45-50 punti possano esser fattibili, in modo da chiudere il discorso salvezza il prima possibile (dietro non è che corrano, eh...).
Ora c'è il mercato, che deve dare a Montella quel che serve. O almeno fornire qualche parvenza di esperimento, in vista della prossima estate, quando l'Aeroplanino partirà dall'inizio. Lui non pare scomporsi di fronte alle difficoltà, lo stesso dovranno fare dirigenza e giocatori. Le montagne da scalare sono appena iniziate in questo 2016.

Antonio Cassano, 33 anni, ieri il migliore tra i blucerchiati.

06 gennaio 2016

Mai tranquilli.

Eh, niente: tocca soffrire. A tutti i costi. Anche quando hai le gare in mano. Fino al minuto 70, la Samp stava conducendo serenamente per 3-0 un derby dominato nonostante un possesso palla ridicolo nel primo tempo (a volte 30%!). Poi ci si è voluti complicare la vita e per poco non si è rischiato il ridicolo: 3-2 il finale in favore del Doria.

I tifosi della Samp sventolano le bandiere in festa.

Per il derby, Montella sceglie più o meno lo stesso undici visto contro il Palermo. Confermato il tridente, la novità di grido è il rientro di Éder dall'inizio, ripresosi dal suo infortunio. Cassano continua ad agire da falso nueve, mentre il Genoa di Gasperini si presenta con un 4-3-3 atipico: al rientro, Pavoletti agisce al centro dell'attacco accompagnato da Laxalt e Lazovic.
Il primo tempo è tutto strano. Subito i fumogeni lanciati dalla Gradinata Nord interrompono il gioco per tre-quattro minuti: è il Genoa ad avere la prima occasione importante della gara. Pavoletti incorna di testa su corner, ma la sua spizzata non trova la porta di Viviano. Da lì, il Genoa scompare per venti minuti, nonostante un predominante possesso palla.
Se la Samp lascia fare la partita agli avversari, quando riparte fa male. Al 13' Zukanovic costringe Perin a deviare in angolo una sua punizione, mentre quattro minuti dopo arriva il vantaggio blucerchiato: Fernando per Cassano, che trova una linea di passaggio impossibile. Un goffo intervento di Burdisso apre la strada a Soriano, che in area fulmina Perin per l'1-0.
Andata in vantaggio, la Samp lascia sfogare il Genoa: i padroni di casa hanno l'occasione per il pareggio al minuto 34, ma Laxalt - servito da Ntcham - trova Viviano pronto. Tre minuti e la Samp raddoppia: gran recupero palla di Carbonero su Ansaldi e il colombiano vola in area, dove serve Barreto. Il paraguayano viene fermato, ma sulla respinta Éder mette all'angolo il raddoppio.
L'ultimo brivido del primo tempo lo regala Lazovic: su punizione, il serbo trova la deviazione di Zukanovic, che per poco non mette fuori gioco Viviano. Al riposo Gasperini opera due cambi: i neo-arrivati Suso e Rigoni sostituiscono Ntcham e Dzemaili e la musica cambia di poco: lo spagnolo cerca la porta da lontano, ma Viviano è sicuro.
Al 49' arriva persino il tris degli ospiti: bella percussione di Regini che serve Cassano, con il 99 che vede con la coda dell'occhio l'inserimento di Soriano. Servito in piena area, il capitano doriano punisce Perin per il 3-0. Sembra chiusa, ma non è così. Dopo 70 minuti di controllo assoluto, la Samp decide di regalare il finale al Genoa.
Al 68' Pavoletti trova il gol del 3-1: su corner, il centravanti rossoblu scavalca abilmente Moisander e incorna. Proprio il finlandese per poco non si suicida un minuto dopo: spazzare sarebbe la normale soluzione, ma l'ex Ajax cincischia e si fa rubare palla. Pavoletti serve Lazovic solo davanti a Viviano: fortunatamente il serbo sbaglia in modo clamoroso.
L'inerzia passa totalmente al Genoa quando arriva anche il 2-3: è il minuto 80 quando Zukanovic rinvia male un pallone, regalandolo a Rincon. Il venezuelano s'invola e serve Pavoletti al limite dell'area. Il difensore blucerchiato buca l'intervento e Pavoletti trova il gol numero sette in undici gare di A, scavalcando abilmente Viviano.
La partita è riaperta e per poco il Genoa non pareggia: l'occasione più ghiotta è una respinta di Zukanovic su tiro di Suso, con il bosniaco che per poco non beffa Viviano. Nel finale, in campo aperto, Soriano serve Barreto: il numero 8 doriano, però, centra la traversa da otto metri. Finalmente arriva il fischio di Valeri: è finita, ma che sofferenza!

Antonio Cassano, 33 anni, ha giocato un derby splendido.

Viviano 7.5; De Silvestri 6 (dal 35' p.t. Cassani 6), Moisander 5, Zukanovic 5, Regini 6.5; Barreto 6, Fernando 6.5, Soriano 7.5; Carbonero 7, Cassano 8 (dal 30' s.t. Muriel 6), Éder 7.5 (dal 12' s.t. Correa 5.5) - già pubblicate su SampNews24

Ho visto tutti (giustamente) saltare dalla gioia per la vittoria al termine della gara. Tifosi felici, giocatori sollevati, Puggioni che conferma la sua vena di puro tifoso con la sciarpa blucerchiata in mano. Tuttavia, mi chiedo se qualcuno non sia preoccupato dalla vena psicolabile di questa squadra: il Genoa era morto, la Samp degli ultimi 25 minuti l'ha resuscitato dal nulla.
Un plauso va ad Antonio Cassano. Semplicemente divino. Ve lo dice uno che rimane convinto che il suo ritorno sia stato un errore (l'ho scritto tre anni fa e ancora quest'estate), che un giocatore che ha bisogno di sei mesi per raggiungere l'agognata forma fisica e atletica è un peso. Però ieri è stato decisivo: avrà sbagliato due passaggi in totale. L'onestà intellettuale prima di tutto.
E se onesti bisogna essere, allora bisogna ammettere che Éder Citadin Martins sembra tornato quello di inizio campionato. Lo stop sembra esser stato quasi provvidenziale: ieri l'italo-brasiliano correva come ad agosto e settembre, inseguendo Izzo persino vicino all'area di rigore. E il gol è il numero 11 in campionato su 16 gare: fate voi. A me sembra destinato a essere la stella italiana a Euro 2016.
Gli avversari, intanto, hanno qualcosa di cui preoccuparsi. Il Genoa visto nel primo tempo - capace di creare solo due palle-gol con il 70% di possesso palla - è qualcosa di inquietante. Quello visto ieri sera non era il Genoa di Gasperini: difesa a quattro, tutti fermi, zero sovrapposizioni. Si salveranno (perché la concorrenza è organizzata, ma debole), ma soffriranno fino alla fine giocando così.
E ora? Il mercato è iniziato e si spera che la rosa sia sfoltita. Io mi aspetto un terzino sinistro, altrimenti non c'è nulla da festeggiare. Certo è che quest'anno - fino a giugno - non ci sarà una partita in cui si riuscirà a stare tranquilli, se la psiche è questa.

Éder, 29 anni, di nuovo in gol dopo tanto tempo.

21 dicembre 2015

Meno venti.

Dopo sette turni, finalmente una gioia. La striscia negativa della Samp giunge a conclusione, per fortuna: un 2-0 al Palermo in una fredda serata invernale permette ai blucerchiati di muovere in maniera più sostanziosa la propria classifica, salendo a quota 20. Ai siciliani - infuriati con l'arbitro Fabbri - non resta che un Natale di paura.

Antonio Cassano, 33 anni, autore di un'ottima partita ieri.

La Samp si presenta alla sfida contro il Palermo dopo l'amara uscita dagli ottavi della Coppa Italia contro il Milan. Si continua sulla strada di questo particolare 4-3-3 voluto da Montella, che diventa 4-5-1 in fase difensiva: Cassano è l'unica punta. Schieramento diverso per Ballardini, che punta su un 4-3-1-2 e la coppia d'attacco Trajkowski-Gilardino.
La partita si presenta come combattuta fin dall'inizio, seppur siano soprattutto i padroni di casa a gestire il flusso del gioco. Soriano ha due buone occasioni dal limite, ma le spreca entrambe difettando in precisione del tiro. Il Palermo risponde con tre tentativi dalla distanza, con la coppia d'attacco rosanero che impegna Viviano ad alcuni interventi.
Gli ospiti lamentano la mancanza di un calcio di rigore per un'evidente trattenuta di Cassani su Gilardino, ma il Palermo sparisce per il resto del primo tempo. Da lì la Samp domina, con Cassano che si ritrova a giostrare la manovra d'attacco. Fernando che ha l'occasione più importante su calcio piazzato: solo un miracolo di Sorrentino evita il vantaggio blucerchiato.
Si chiude il primo tempo sullo 0-0, ma lo scenario non cambia la ripresa. Gilardino prova a chiedere un altro rigore, ma stavolta è lui a mollare una gomitata a Moisander al limite dell'area. La Samp spinge meno della ripresa, ma ha un grande merito: quello di chiudere la partita con le due azioni-chiave della ripresa.
La prima è al 52': Cassano viene cercato in profondità, dove scherza Gonzalez e alla fine mette in mezzo. La palla attraversa tutta l'area, prima che Soriano si ritrovi solo e concluda di mancino a pochi metri dalla porta. Sorrentino è battuto e la Gradinata Sud può esultare: quarto centro in campionato per il capitano blucerchiato.
La seconda è al minuto 75: la Samp sta gestendo il risultato, mentre il Palermo fatica a creare qualche occasione. Così Muriel - entrato al posto di Cassano - serve largo Ivan, che non lascia rimbalzare il pallone al limite dell'area e scavalca Sorrentino in uscita con un perfetto lob. Il raddoppio consegna la vittoria alla Samp e il primo gol in A allo slovacco.
La festa è grande, ma la Samp ha almeno altre tre occasioni per triplicare il divario: Carbonero e soprattutto De Silvestri si vedono negare la gioia del gol dal portiere siciliano, migliore in campo dei suoi. Dall'altra parte, Viviano si disimpegna con un bel salvataggio su Trajkowski e un volo plastico su Lazaar: è finita. Finalmente c'è la vittoria per Montella, la prima della sua gestione.

Franco Vázquez, 26 anni, disteso e deluso per il suo Palermo.

Viviano 6.5; De Silvestri 6, Moisander 6.5, Regini 6, Cassani 6.5; Barreto 6.5 (dal 32' s.t. Lazaros s.v.), Fernando 7, Ivan 7.5; Soriano 7 (dal 41' s.t. Coda s.v.), Carbonero 6.5; Cassano 7.5 (dal 25' s.t. Muriel 6.5).

L'arbitraggio è stato oggetto del contendere nel post-gara: sia Ballardini che il patron Zamparini hanno avuto modo di lamentarsi dell'operato del sig. Fabbri. Per quanto il soggetto in questione mi sembri troppo duro con i giocatori, il Palermo ha ragione a metà. C'è un rigore mancante per un fallo di Cassani su Gilardino, ma i siciliani hanno mostrato diverse lacune.
A Genova è arrivata una squadra che non può prescindere dal talento di Franco Vázquez, giocatore tanto elegante quanto in difficoltà in questo momento. Vi parla uno che adora la classe dell'italo-argentino (due tunnel anche ieri), ma che vede il Palermo troppo aggrappato alle sue magie (e a quelle di Dybala, che però se n'è andato a Torino). Servirà altro per salvarsi con tranquillità.
E la Samp? Finalmente si vede la mano di Montella. E non solo a livello di gioco, dove i privi vagiti del tiki-taka montelliano si intravedono. Anche i singoli sembrano in parte rigenerati: Moisander non è continuo, ma sta offrendo prestazioni migliori, Fernando è tornato in formato XL, Viviano sembra non aver problemi con Montella.
Due gli uomini in luce ieri. Il primo è David Ivan, proclamato eroe della Gradinata Sud dopo il bellissimo e primo gol in A. Lui ha la testa sulle spalle, speriamo che il ragazzo si faccia. Antonio Cassano di apparizioni ne ha fatte di più, ma ieri è stata la prima prova debordante di FantAntonio: era ovunque e il derby si avvicina.
Già, il derby. Per ora il futuro, almeno per le prossime due settimane, ma l'attualità parla di una Samp che sta pian piano trovando la sua nuova strada. Il mercato dovrà assecondare questa nuova identità, con rinforzi adeguati. E il Genoa? Beh, soffre, viene contestato ed è quart'ultimo con l'allenatore migliore della sua storia. A noi mancano venti lunghezze alla salvezza, a loro forse qualcosa in più, non solo in termini di punti.

Samp in festa: è la prima vittoria dopo un digiuno di sette gare.

07 dicembre 2015

Navigare a vista (almeno fino a gennaio).

Doveva essere la notte della rinascita, dei segnali positivi. Invece, è stata una Caporetto senza esclusione di colpi, con la partita già finita dopo appena 27 minuti. Samp-Sassuolo si conclude 3-1 per gli ospiti, con i neroverdi che si confermano una delle rivelazioni di questo campionato. Per i blucerchiati, invece, sembra notte fonda.

Eusebio Di Francesco, 46 anni, tecnico di un Sassuolo in ascesa.

La Samp scende in campo con la novità del modulo: 3-4-2-1, con Cassano di punta e la coppia Soriano-Éder a sostenere il 99 blucerchiato. Dietro c'è la difesa a tre con Silvestre, Moisander e Cassani, mentre i cursori esterni sono Regini e Christodoulopoulos. Dal canto suo, il Sassuolo si presenta con qualche novità di formazione, ma il modulo è il solito 4-3-3.
Senza Berardi, Magnanelli, Duncan e Biondini, gli emiliani giocano un primo tempo di dominio assoluto. Già al 6' Laribi stacca di testa su un inerme Regini e coglie il palo, ma in pochi attimi arriva il vantaggio ospite: sul susseguente corner, Politano mette in mezzo e trova la zampata di Acerbi, che anticipa Silvestre e mette dentro l'1-0. Al settimo minuto. Settimo!
I padroni di casa non ci sono proprio, tanto che gli emiliani vanno al tiro diverse volte. Nessuna delle soluzioni dalla distanza di Sansone, Politano, Peluso o Pellegrini è impegnativa per Viviano, ma fa riflettere come i neroverdi vadano al tiro facilmente. E allora il 2-0 è dietro l'angolo: sull'ennesima discesa di Vrsaljko, Silvestre sbaglia ancora e Floccari timbra il raddoppio.
Il bello è che qualche minuto più tardi il numero 99 degli emiliani va vicino al 3-0: solo un miracolo di Viviano rimanda l'inevitabile, che ha luogo al minuto 38. Uno-due tra Pellegrini e Laribi, con Silvestre che ancora una volta si perde l'uomo. Il centrocampista ex Roma arriva davanti a Viviano da solo: la prima volta trova la respinta, la seconda segna.
Sul 3-0 per gli ospiti, la Samp ha l'unica grande occasione della gara: Cassano lancia in profondità Éder, che però davanti a Consigli manda a lato. Finisce un primo tempo pessimo, ma il canovaccio della gara non cambia nella ripresa. Il Sassuolo entra nella difesa della Samp come una forchetta nel burro: Sansone sfiora il 4-0, poi gli emiliani cominciano a fermarsi.
Nella girandola di cambi, c'è spazio per Carbonero e Palombo, ma il pallino della partita è sempre in mano agli ospiti. Ci prova ancora Missiroli, poi al 90' arriva il gol casuale di Zukanovic, subentrato a Regini: il suo colpo di testa è ben calibrato e batte Consigli. È solo l'epilogo di una serata da dimenticare.

Paolo Cannavaro, 34 anni, ferma Antonio Cassano, 33.

Viviano 6; Cassani 5, Silvestre 4, Moisander 4.5; Christodoulopoulos 5 (dal 14' s.t. Carbonero 4.5), Fernando 4.5 (dal 10' s.t. Palombo 5), Barreto 4.5, Regini 4.5 (dal 35' s.t. Zukanovic 6); Soriano 5, Éder 4.5; Cassano 5.5 - già pubblicate su SampNews24

Ormai dubbioso su quanto sta vedendo, Montella ha tentato l'esperimento della difesa a tre, ottenendo risultati pessimi per tre motivi. Primo: i tre centrali sono sembrati fuori posizione, Moisander soprattutto. E Silvestre ha vissuto la sua peggior serata con la Samp. Secondo: i centrocampisti hanno perso totalmente il confronto con quelli del Sassuolo. Terzo: faccio fatica a pensare a un esterno difensivo adatto a quel modulo in questa Samp (forse De Silvestri).
Ah, ce ne sarebbe anche un quarto: la testa. Scrivo che la partita è finita dopo 27 minuti perché il 2-0 sarebbe bastato per abbattere una Samp apatica come questa. Lo si è visto anche pochi minuti dopo la marcatura di Floccari, perché il 3-0 è stato sfiorato dal Sassuolo in più occasioni e solo Viviano ha rimandato l'umiliazione.
Siamo alla quarta sconfitta consecutiva, la terza nella gestione Montella. Che ovviamente non ha colpe, anche se schierare Regini da unico cursore mancino sarebbe una mossa da discutere... ciò nonostante, la squadra sembra sulle gambe e sopratutto senza mordente. Appena va in svantaggio, il Doria molla.
E ora c'è la Lazio, altra squadra che attraversa un momento difficilissimo: addirittura potrebbe non esserci Pioli in panchina contro la Samp se la trasferta (ininfluente) di St. Etienne dovesse andar male. Si parla di Simone Inzaghi. Qui il problema è un altro: storicamente noi siamo bravissimi a resuscitare i morti. Toccherà navigare a vista, almeno fino al mercato di gennaio.

Vincenzo Montella, 41 anni, deve recuperare una Samp in difficoltà.

26 ottobre 2015

Travolgenti.

Tornati al "Ferraris", tutto è di nuovo luccicato. Le reti, le giocate, il risultato largo contro l'unica squadra che non ha ancora vinto in campionato. Il 4-1 della Samp al malcapitato Hellas Verona è la risultante di tante condizioni. Indubbiamente in casa il passo dei blucerchiati si sta rivelando trionfante: imbattuti e (quasi) sempre vittoriosi.

La squadra blucerchiata esultante a fine gara: un altro successo in casa.

Particolare lo schieramento di Zenga, che lancia Carbonero di nuovo dall'inizio, ma stavolta accanto a Éder e Muriel, formando così un particolare tridente d'attacco. Finalmente recuperati Cassani, Silvestre e Barreto, la Samp si presenta a ranghi quasi completi. Agli ospiti guidati da Mandorlini manca invece Toni, sostituito da Pazzini, ex eccellente e capitano degli scaligeri.
Il 3-5-2 dell'Hellas dura appena 10' e poi sbanda immediatamente. Dopo alcuni minuti di studio, Carbonero recupera un bel pallone e lancia Muriel, il cui tiro viene contrastato. È sempre Carbonero a raccogliere la respinta, ma Halfredsson per salvare serve invece Muriel. Il numero 24 blucerchiato ringrazia e batte Rafael da distanza ravvicinata per l'1-0.
In realtà la gara è molto brutta da guardare: la Samp va avanti per un episodio e lascia l'iniziativa agli ospiti, incapaci di creare molto. L'unica (grande) occasione capita a Pazzini al 26': Juanito Gomez mette in mezzo e trova il capitano gialloblu. Silvestre tenta l'intervento disperato, ma il tiro del Pazzo passa di pochi centimetri largo al palo alla destra di Viviano.
Pochi minuti e la Samp chiude la gara con un uno-due tremendo: al 28' Soriano mette in mezzo dopo un cross non toccato di Carbonero. Sullo spiovente Zukanovic batte Pisano ed è 2-0, nonché primo gol del bosniaco in blucerchiato. Meglio ancora va al 45': palla deliziosa - praticamente un cioccolatino - di Éder per Soriano, che s'infila nelle maglie della difesa avversaria e sentenzia Rafael per il 3-0. Primo tempo chiuso e tutti tranquilli.
La ripresa inizia a marca decisamente gialloblu, con un bel mancino fuori di poco da parte di Souprayen. Eppure al 54' arriva il 4-0 sull'ennesimo svarione degli ospiti in difesa: Éder salta mezza difesa, ma trova Rafael. La palla sarebbe ormai sua, ma gli sfugge e allora Muriel serve nuovamente l'italo-brasiliano per il colpo di testa del poker. Gol facile facile, il numero 7 in campionato.
Da lì, la Samp tira in remi in barca. Solo al 66' una gran palla di Carbonero trova Éder, che tenta qualcosa a metà tra un tiro e un assist. Rafael è superato, ma Sala riesce a far carambolare il pallone addosso a Fernando e da lì in fallo di fondo. La pressione della Samp non ha motivo di esistere e ci sono persino i primi minuti in campionato di Bonazzoli.
Dal canto suo, l'Hellas ci prova. I padroni di casa riescono a concludere anche stavolta con la porta battuta: al 74', un corner trova pronto Ionita, entrato nella ripresa, che batte di testa Viviano. Pazzini tenta anche la strada del 4-2 nel finale, ma la sua conclusione è abbondantemente a lato. Samp sempre magica in casa, l'Hellas ancora senza vittorie dopo otto giornate.

Andrea Mandorlini, 55 anni, ancora senza vittorie in campionato.

Viviano 6; Cassani 5.5, Silvestre 6.5, Zukanovic 7, Regini 6; Barreto 7 (dal 29' s.t. Ivan 6), Fernando 7, Soriano 7; Carbonero 7.5, Éder 7 (dal 25' s.t. Correa 6), Muriel 7 (dal 15' s.t. Bonazzoli 6) - già pubblicate su SampNews24

In casa è incredibile il passo blucerchiato: su cinque partite, quattro vittorie e un pareggio contro l'Inter. Ben 13 i punti raccolti: in una speciale classifica casalinga, la Samp sarebbe seconda. Certo, va anche considerato un altro fatto: nelle prime otto giornate di campionato hai giocato cinque volte in casa e in tre giornate hai incontrato le peggiori squadre della A (Hellas, Carpi e Bologna).
Nonostante la buona prestazione (un gol e un assist), mi tengo i miei dubbi su Muriel prima punta. Più si va avanti, più mi sembra un azzardo che la Samp non si possa permettere. Se proprio si vuole tenere la coppia Éder-Muriel, allora tanto vale mettere l'italo-brasiliano da prima punta (ruolo già svolto in emergenza con Mihajlovic). Il colombiano deve poter sfogare la sua velocità a campo aperto, non aspettare i rinvii da porta a porta di Viviano.
Ieri la prova del centrocampo è stata molto incoraggiante: bene tutti, sopratutto Barreto e Fernando. Se il paraguayano ha fatto capire perché la sua assenza a Frosinone è stata pesante, il brasiliano continua il suo percorso di crescita. Quando frenerà anche alcuni eccessi e i costanti cartellini gialli (siamo al quinto su otto giornate...), diventerà un fenomeno.
Non ha giocato proprio a metà campo, ma Carbonero ha tirato fuori un'ottima prova. Si spera che il giocatore in prestito dalla Roma possa essere un jolly importante nel proseguo del campionato. Magari già a partire dalla prossima gara, quando la Samp attenderà l'Empoli per continuare a esser travolgente tra le mura del "Ferraris".

Éder Citadin Martins, 28 anni, alla settima rete in A.

19 ottobre 2015

Colpiti e affondati.

Un altro viaggio lontano da Genova, altra sconfitta. Anzi, a giudicare da com'era iniziata la gara, una vera e propria Caporetto, arrivata per giunta sul campo di una delle formazioni più in difficoltà dall'inizio del campionato. Al "Matusa" di Frosinone, la Samp perde 2-0 e dà l'ennesimo segnale di preoccupazione ai suoi tifosi.

Éder, 28 anni, malissimo alla prima da ex a Frosinone con la Samp.

La Samp riparte dopo la sosta con undici punti conquistati in sette gare: a causa di qualche assenza, Zenga decide di schierare dal primo minuto Cassano e Carbonero, con Ivan playmaker e il ritorno di Regini. Ospiti super-offensivi, mentre Stellone non cambia nulla: il tecnico del Frosinone rimane fedele al suo 4-4-2, l'unico a giocare così in Serie A.
I primi 20' della Samp sono da spettacolo: tanti scambi, palla spesso tra i piedi e l'impressione di poter sbloccare il risultato da subito. Come quando Soriano s'inserisce tra le maglie avversarie, senza però assistere al tiro di Carbonero, che non centra la porta. Ancora meglio Muriel beccato da Cassano due minuti più tardi con un cioccolatino, ma il colombiano centra il palo.
La Samp sembra in pieno controllo della gara: ancora una combinazione Soriano-Cassano porta il capitano al tiro, ma Leali devia lateralmente la palla ed evita il peggio. Dal 20' in poi, però, la Samp sparisce dal campo e lascia spazio al flebile attacco del Frosinone, molto disordinato e che si fa vedere solo con qualche tentativo dalla distanza di Soddimo, l'ex di turno.
Al riposo sullo 0-0, gli ospiti rientrano con lo stesso atteggiamento indolente del finale di primo tempo. Una pessima idea, perché il Frosinone trova l'episodio giusto per passare. Su corner di Soddimo, è Paganini a incornare l'1-0 al 53'. Grande festa per l'esterno classe '93, al suo primo gol in A. Male Soriano nell'occasione, che lascia l'avversario solo sullo stacco.
Ci si aspetta la reazione blucerchiata e invece il 2-0 è dietro l'angolo. Un minuto dopo, Chibsah lancia in profondità Dionisi, colpevolmente lasciato in gioco da Moisander, il numero 18 gialloblu s'invola verso la porta e approfitta dell'errore di Viviano, rimasto nella terra di nessuno. Lob e raddoppio frusinate, con la squadra ciociara in pieno controllo della gara.
La rete di Dionisi è l'inizio della fine. Anzi, è persino il Frosinone a sfiorare il 3-0: prima Soddimo cicca la conclusione su cross di Paganini e manda a lato, poi è Ciofani a farsi fermare da un monumentale intervento di Pedro Pereira. La girandola di sostituzioni - Correa, Cassani e Rodriguez per Ivan, Zukanovic e Muriel - non cambia il risultato finale.
Incredibile come la Samp giunga fino al limite dell'area, ma non trovi il bandolo della matassa. E deve provarci il giovane Pereira dalla distanza, altrimenti gli altri si guardano dal tentare questa soluzione. Regini ha un mezza girata deviata in angolo, Éder è l'ombra di sé stesso. La partita si è chiusa in realtà al minuto 55. Purtroppo.

Federico Dionisi, 28 anni, chiude la gara con il pallonetto del 2-0.

Viviano 5; Pedro Pereira 6, Moisander 5, Regini 5.5, Zukanovic 5 (dal 37' s.t. Cassani s.v.); Carbonero 5.5, Ivan 5 (dal 20' s.t. Correa 5.5), Soriano 5; Muriel 5 (dal 37' s.t. A. Rodriguez s.v.), Cassano 6, Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

La gara di ieri ha confermato un mio pensiero sugli avversari. Dite quello che volete, ma il Frosinone lotterà per salvarsi fino alla fine e potrebbe persino riuscirci. Dopo aver sofferto l'impatto del salto dalla B alla A, la squadra di Stellone ha fatto sette punti nelle ultime quattro gare. Ha un allenatore molto preparato e non ha cambiato tanto come il Carpi: le possibilità ci sono.
La Samp, invece, ne ha di cose da piangere. A partire dalla difesa, dove le lacune sono ormai più che evidenti. Solo contro il Bologna la Samp non ha preso gol in campionato. E non è un caso che i rossoblu siano ultimi in solitaria. La difesa balla, Regini sembra un giocatore impresentabile e Moisander non sta dimostrando di valere il suo esoso ingaggio.
Con Pereira e forse Carbonero, l'unico salvabile di ieri è stata Antonio Cassano: tante belle giocate, diversi assist per le poche chance create dal Doria al "Matusa". Certo, atleticamente rimane un giocatore penalizzante. Ecco perché sarebbe bello rivederlo sacrificando magari uno tra Éder e Muriel, schierandolo da prima punta. Ve lo immaginate un 4-3-1-2 con uno dei due sopracitati, Correa e Soriano in campo con lui? Ecco, sarebbe una bella cosa.
Ora ci sarà una settimana di verifica per Walter Zenga, che per quanto mi riguarda continua a esser un osservato speciale. Nei prossimi sette giorni si giocherà l'infrasettimanale e ci sarà un trittico importante per il tecnico: Hellas ed Empoli in casa, trasferta a Verona contro il Chievo. La logica direbbe di raccogliere sette punti e mettersi al sicuro. Con qualche entrata in meno, l'Uomo Ragno sarà a rischio? Intanto siamo stati colpiti e affondati.

Antonio Cassano, 33 anni, decisamente il migliore tra gli ospiti.

29 settembre 2015

Mal di trasferta.

Un'altra mazzata. Una sconfitta secca, ancora una volta lontano da Genova. La Samp rimedia il secondo "zero" del suo campionato a Bergamo, dove l'Atalanta batte gli ospiti per 2-1. Una gara dominata dai nerazzurri, che hanno sempre avuto il controllo della partita e hanno accelerato quando dovevano. E la Samp? In trasferta, i blucerchiati latitano più che mai.

Fernando Lucas Martins, 23 anni, non una delle sue migliori prove.

Zenga riparte dopo il successo di mercoledì contro la Roma: pochi cambi, per altro forzati. Dentro Zukanovic dall'inizio al posto dell'infortunato Silvestre, per il resto tutti confermati. Altra chance per Correa dal primo minuto. Reduce dal successo a Empoli, Reja punta ancora sul 4-3-3, modulo che ha svoltato la storia recente dell'Atalanta e l'ha resa squadra temibile.
Il primo tempo è in mano alla squadra di casa, con i blucerchiati che sporadicamente si presentano di fronte alla porta avversaria. Ma gli ospiti si fanno male da soli. Al 6', Atalanta in vantaggio: dopo aver tentato già una svirgolata, Moisander ci riprova e centra la porta di Viviano su cross innocuo di Dramé. Incredibile, ma i nerazzurri sono già in vantaggio.
La Samp ha recuperato lo svantaggio solo a Napoli e stavolta san Éder non può nulla. L'attaccante prova a rispondere subito con un gran destro, ma è centrale per Sportiello. Anche Correa si fa vedere con una bella discesa, ma il tiro è da dimenticare. Di contro, l'Atalanta spinge sopratutto sulla sinistra, dove la catena Dramé-Kurtic-Gomez fa quel che vuole.
El Papu sfiora il raddoppio al 26': l'ex Catania salta Pereira e Barreto e si fa ben 70 metri palla ali piede. Ci fosse qualcuno che lo metta giù: niente. E allora l'argentino calcia, ma il suo pallone sfiora il secondo palo. Tre minuti e la Samp ha la miglior occasione dell'intero match: su cross di Barreto, Éder taglia bene e anticipa Paletta, ma il suo appoggio di destro è impreciso e finisce alto.
Da lì, è solo Atalanta: Moralez è meno pericoloso sulla fascia opposta, ma fa il suo. Ancora Gomez ci prova dalla distanza, quasi invitato a tirare dalla poca pressione blucerchiata, ma Viviano respinge. Poi è Kurtic a colpire di testa, ma l'incornata è centrale. Finisce la prima frazione con la sensazione che la Samp non abbia abbastanza voglia di ribaltare la gara.
Una sensazione ribadita nella ripresa: la Samp non ha una vera trama di gioco, bensì si affida semplicemente a spunti individuali. Ben diverso l'approccio dei nerazzurri, squadra vera e dall'identità finalmente chiara. Il 4-3-3 dà spazio agli spunti degli esterni e agli inserimenti dei centrocampisti. L'Atalanta domina anche senza coinvolgere il suo centravanti di turno.
Moralez spreca l'occasione del 2-0 da buona posizione, spedendo alto. A turno De Roon e Kurtic provano a inquadrare la porta di Viviano, ma senza successo. Denis avrebbe una buona occasione da ottima posizione, ma viene contenuto all'ultimo. La Samp è in uno squillo di Soriano dalla distanza: il tiro è stupendo, ma Sportiello la toglie dal sette.
I minuti finali sono una girandola di sostituzioni e ammonizioni, con i padroni di casa in pieno controllo della gara. Fino a che non arriva il raddoppio al 91': Denis prova l'uno-due, Zukanovic si perde l'argentino e il numero 19 nerazzurro realizza il 2-0. A nulla serve il gol di Soriano nell'ultima azione della gara: è solo un'amara consolazione.

Germán Denis, 34 anni, match-winner della gara.

Viviano 5.5; Pedro Pereira 5 (dal 32' s.t. Carbonero 6), Moisander 5, Zukanovic 5, Mesbah 5.5; Barreto 5, Fernando 5.5, Soriano 6; Correa 5.5 (dal 16' s.t. Rocca 5.5); Éder 5.5, Muriel 4.5 (dal 24' s.t. Cassano 5) - già pubblicate su SampNews24

La Samp esce nuovamente con le ossa rotte da Bergamo, come successo a Torino (seppur lì andò peggio di ieri sera). In una settimana, la Samp ha racimolato tre fortunosi punti con la Roma e perso seccamente nelle due gare in trasferta. Giocare con la stessa formazione - complici gli infortuni, sopratutto per quanto riguarda la retroguardia - ha pesato molto nell'economia di questi risultati.
A sorprendere in negativo ieri è stata la difesa: tenace e raramente colta in fallo contro la Roma, è stata una serata pessima per quasi tutti. Viviano ha sbagliato quasi tutti i rinvii fatti con il suo ottimo mancino, Zukanovic e Moisander hanno regalato un gol a testa. Se Pereira ha avuto la sua prima serata negativa, l'unico a salvarsi parzialmente è stato Mesbah.
L'algerino ha avuto giusto un momento di difficoltà quando le sue discese si sono incrociate con la staticità di Cassano. Già, Fantantonio: Zenga gli ha dato spazio per la terza gara in campionato. Sempre da subentrato, perché la condizione è quella che è. L'idea è che debba giocare da prima punta: forse gli inserimenti dei centrocampisti ne beneficerebbero. Sembra esser l'unico ad avere la prestanza fisica per farcela. Anche lui faticherebbe di meno.
Ora ci sarà l'Inter, reduce dal terribile k.o. interno contro la Fiorentina dello "sconosciuto" (almeno per Ferrero) Paulo Sousa. La squadra di Mancini mi è sembrata brutta da guardare, ma - a differenza di Zenga - il tecnico nerazzurro ha dato un'identità all'Inter. Quella che manca alla Samp: non è un caso se le due sconfitte siano arrivate contro squadre dall'identità ben definita.
La Samp soffre inolte di mal di trasferta: una sola vittoria nelle ultime otto gare giocate lontano dal "Ferraris" a cavallo tra la stagione attuale e quella passata. Un problema da risolvere dopo la sosta, ma prima c'è l'Inter capolista. Una gara che probabilmente sarà brutta e decisa da episodi. Un po' come quella giocata contro la Roma, no?

Antonio Cassano, 33 anni, entrato nella ripresa: terza presenza.