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07 maggio 2018

È finita.

È stato bello finché è durato, ma negli ultimi tempi si era trasformata in un'agonia: la corsa europea della Sampdoria si conclude a Reggio Emilia, dove i blucerchiati hanno perso 1-0 contro il Sassuolo. Un risultato limpido per una gara abbastanza blanda dal punto di vista del ritmo e certamente giocata dagli ospiti senza la necessaria determinazione.

La delusione dei giocatori a fine gara: un'altra sconfitta, ancora in trasferta.

La Sampdoria si presenta a Reggio Emilia teoricamente caricata dalla larga vittoria per 4-1 in casa, contro un derelitto Cagliari. La zona Europa League rimane a portata, seppur il calendario non sia tutto facile. Proprio per questo è necessaria una vittoria sul campo del Sassuolo, che - visti i risultati del pomeriggio - con tre punti si assicurerebbe la permanenza in A.
Devo essere schietto: non mi è mai successo di non annotare nessuna azione da gioco per la mia squadra del cuore. Invece, la gara di ieri pomeriggio è stata una spiacevole prima volta. Gli ospiti non si sono mai fatti vedere, se non per qualche giallo o per la girandola di sostituzioni (nella ripresa ha esordito in A Ognjen Stijepović, classe '99 montenegrino).
La Sampdoria non ha fatto un tiro in porta e ne ha contati solo due in generale, di cui ricordo solo un sinistro tremendo di Torreira da 25 metri, finito nella curva del Sassuolo. I neroverdi non hanno imposto chissà quali ritmi, ma già presentandosi in campo hanno fatto il loro. E poi, un Politano in stato di grazia aiuta nella corsa salvezza.
Il Sassuolo ha cercato la porta senza troppa convinzione nella prima frazione: Viviano ha dovuto salvare su Berardi e ha guardato inerme diversi tiri dalla distanza. Politano e soprattutto Adjapong sono andati vicini al bersaglio grosso, ma il primo tempo si è concluso a reti inviolate.
Nella ripresa, il canovaccio è stato identico: nonostante l'ingresso di Ramírez prima (passando a un 4-3-1-2 più offensivo) e Caprari poi, la Sampdoria non ha prodotto assolutamente nulla. Di contro, il Sassuolo ha continuato sulla falsa riga dei primi 45': qualche conclusione, ripartenze veloci affidate a Politano e speriamo che gli dèi del calcio ce la mandino buona.
L'episodio-chiave è arrivato al 68': pressing neroverde su Torreira a 30 metri dalla porta degli ospiti, palla recuperata e Duncan serve in profondità Politano, che spara un bolide sul primo palo. Viviano difende malissimo la porta e di fatto lascia il pertugio necessario per l'1-0 dei padroni di casa. Da lì, non accadrà più nulla e il Sassuolo si assicura un altro anno nella massima serie.

Gli xG di questa gara (via Understat). La Sampdoria non ci ha nemmeno provato.

Viviano 5; Bereszynski 5.5, Silvestre 5, Andersen 5.5, Sala 5; Barreto 5 (dal 1' s.t. Ramírez 5), Torreira 5, Linetty 5.5; Praet 5.5 (dal 39' s.t. Stijepović s.v.); Kownacki 5.5, Quagliarella 5 (dal 21' s.t. Caprari 5).

Per cui... è finita. Stavolta per davvero. La corsa europea della Sampdoria si può dire tranquillamente conclusa sul campo dove non si vince (quasi) mai: su sette precedenti, abbiamo portato a casa i tre punti solo nel marzo 2014. 
E lo facciamo con l'ennesima debacle in trasferta: se in casa siamo da zona Champions (terzi con una gara da giocare, +1 sull'Inter, +5 sulla Roma), fuori siamo quasi da zona retrocessione (14° a pari merito con Cagliari e SPAL, ma con una peggiore differenza reti).
Sul Sassuolo, non c'è molto da salvare, se non la vittoria che scaccia matematicamente lo spettro della retrocessione. Iachini ha fatto un buon lavoro, nonostante gli emiliani abbiano il peggior attacco della A: è stato un anno di normalizzazione rispetto al calcio eccitante che Di Francesco aveva mostrato e Bucchi promesso di mantenere.
E noi? Noi... non ci siamo nemmeno presentati a Reggio Emilia. La Sampdoria ha chiuso con una produzione di 0,03 xG, il Sassuolo - per la seconda volta da quando è in A - non ha preso nemmeno un tiro in porta in una gara casalinga e nemmeno l'entrata di Ramírez e Caprari ha cambiato qualcosa nello scenario desolante visto al Mapei Stadium.
Sono rimaste due gare e l'unica consolazione sarebbe evitare il nono posto, che ci costringerebbe a un ulteriore turno di Coppa Italia. Purtroppo la Fiorentina è a +3 e la prossima gara della Sampdoria sarà contro un Napoli ferito e in dissoluzione, contro cui però non vinciamo al Ferraris dal 2010... la messa è finita, andate in pace.

Beppe Iachini, 54 anni, sei punti su sei contro la Sampdoria quest'anno.

18 dicembre 2017

Il peggio.

La sconfitta con la Lazio è stata salutare, ma forse così è troppo. Si può dire che il peggio sia arrivato e ora tocca affrontarlo: ho saltato gli appuntamenti di Cagliari e Firenze, perché la rabbia da sbollire dopo un pareggio (partendo dal doppio vantaggio) e un'eliminazione ingenua dalla Coppa Italia (due legni, un rigore regalato) era tanta. Ma il Sassuolo è uscito vincitore per 1-0 da Genova.

Fabio Quagliarella, 34 anni, spuntato di fronte al Sassuolo.

Dopo l'esclusione last-minute dalla Coppa Italia nella gara persa 3-2 a Firenze, Giampaolo riparte dai titolari, con Linetty però ancora fuori a beneficio di Barreto. Diverse le scelte dell'ex Iachini, che ha rilanciato il Sassuolo con la vittoria contro il Crotone e sceglie il trio Berardi-Falcinelli-Politano per l'attacco.
Il primo tempo è in realtà molto blando, se non per qualche spunto individuale: la Samp manovra meglio il pallone e il Sassuolo lascia fare, provando a sfruttare gli spazi in contropiede. Falcinelli solletica Viviano di testa, poi un cross di Strinic toccato da Goldaniga sfiora il palo. Sul susseguente corner, Silvestre svetta, ma manda a lato di poco.
Da lì, praticamente sale in cattedra il vero MVP di giornata (nonostante il rigore sbagliato nella ripresa): Matteo Politano. Il 16 degli ospiti costringe Viviano a una prima parata al 30', poi è Zapata a mangiarsi una ghiotta occasione da corner su spizzata di Barreto, mandando alto di testa.
Il tutto prima dell'assalto del Sassuolo nel finale di primo tempo: Viviano deve respingere in due minuti le conclusioni di Berardi, Politano e Falcinelli, con Ferrari che salva quasi sulla linea il tiro di Duncan e l'onnipresente Politano che coglie il palo da schema da corner. Un tiro deviato di Quagliarella finito di poco alto è il vagito finale della Samp. E non del primo tempo, ma dell'intera gara. 
Nella ripresa i padroni di casa collezioneranno un paio di conclusioni aeree, ma nulla che costringa veramente Consigli a salvataggi; la stessa punizione di Caprari al 66' va alta. Invece, gli ospiti collezionano occasioni su occasioni, seppur lasciando sapientemente il possesso della palla alla Samp.
Subito Politano sfiora il palo con il suo mancino, poi Viviano interviene su Falcinelli dalla distanza: in mezzo, un gol annullato a Berardi per fuorigioco di partenza dello stesso numero 11 neroverde. Tutto sembra lentamente spegnersi, finché non arriva l'episodio decisivo: rigore (netto) al minuto 81 per un fallo di mano di Ferrari su cross di Politano.
Sembra tutto finito, ma Viviano salva il quinto penalty della sua storia in blucerchiato con un bel balzo. Ci sarebbe un altro rigore sul proseguire dell'azione, perché Torreira - in una scivolata scomposta - in area tocca con un braccio il pallone, lasciando sbigottiti gli ospiti. Ma il cambio per vincere la gara è già stato fatto.
Al minuto 89, un altro bel pallone viene messo in mezzo e il neo-entrato Matri semina Ferrari per segnare l'1-0 e il suo gol numero 90 in Serie A. Niente da fare per Viviano e sconfitta meritata per la Sampdoria, che di fatto non è scesa in campo nella ripresa.

Di Giampaolo bisogna solamente fidarsi. Certo è che questo momento della stagione sarà fondamentale per i conti al termine del 2017-18.

Viviano 7.5; Bereszynski 6, Silvestre 5.5, Ferrari 5, Strinic 5.5; Barreto 5, Torreira 5.5, Praet 6; Ramirez 5.5 (dal 33' s.t. Kownacki s.v.); Quagliarella 5.5, Zapata 5 (dal 11' s.t. Caprari 6).

La partita ha rivelato tutte le difficoltà della Sampdoria di questo momento: di fronte a un avversario che non esalta (se non per i suoi singoli), ma solido, la squadra di Giampaolo si è ritrovata spuntata, stanca e forse a un certo punto persino disorganizzata. Viene da dire che è persino giusto che il Sassuolo si sia portato a casa i tre punti.
E le difficoltà non sono nuove, perché qualche segnale si era intravisto persino nel periodo d'oro. Ora la squadra sta faticando e, proprio come l'anno scorso, la striscia negativa sta arrivando in tutta la sua durezza: un punto in quattro gare, quello racimolato a Cagliari pur essendo sul 2-0 in vantaggio all'intervallo. Serve un segnale di reazione, anche perché i risultati di giornata ci hanno assistito.
Ci sono dei punti deboli che forse andranno aggiustati se si vuole veramente puntare all'Europa. Serve avere Sala e Murru da riserve se - messi in campo - si rivelano inadeguati? Non sarebbe meglio scambiarli per perderci troppo nel bilancio e trovare nuovi interpreti? Quando verrà testato Andersen? E Barreto - in queste gare non di difesa, ma di attacco - serve dal 1'?
Il calendario ora dice che tocca andare a Napoli. Una trasferta maledetta, visto che al "San Paolo" non si vince dal 1998 e virtualmente la squadra di Sarri potrebbe - con una combinazione molto favorevole (e molto remota) di risultati - laurearsi campione d'inverno. Ma bisogna guardare più in là: le gare con Spal e Benevento saranno decisive per capirci di più.

Giuseppe Iachini, 53 anni, soddisfatto per la vittoria da ex al "Ferraris".

22 aprile 2016

Quasi salvi.

Ci siamo quasi. Con sofferenza, ma finalmente ci siamo: la Samp strappa un punto che sembrava impossibile al "Mapei Stadium" di Reggio Emilia. Lo 0-0 finale contro il Sassuolo è un risultato bugiardo, ma ci sono elementi che ti permettono di strappare questi risultati: un po' di fortuna, una discreta corazza e un Viviano fuori da ogni previsione.

I tifosi blucerchiati presenti al "Mapei Stadium".

Il Sassuolo e la Samp si presentano all'anticipo delle 18.30 con diverse situazioni da analizzare. Montella opta per Correa e Muriel dall'inizio, con Cassani nel pacchetto difensivo e la speranza di vincere. Di Francesco, invece, fa stringere i denti ai debilitati Consigli e Vrsaljko, recuperando Sansone per la gara contro i blucerchiati.
Il canovaccio che si vedrà nei primi 25' non differisce molto da quello successivo, ma il Sassuolo è decisamente la squadra che ha in mano il pallino del gioco. La Samp attende, cerca varchi in cui inserirsi. Gli ospiti sono tutti in qualche iniziativa di Muriel (molto isolato anche in 11 contro 11) e in un tiro di De Silvestri, parato centralmente da Consigli.
Dall'altra parte, è soprattutto Berardi a farsi vedere con diverse conclusioni dalla distanza, la cui più pericolosa sfiora il palo alla destra di Viviano. Ma la gara cambia al minuto 26: dopo tre gialli in otto minuti per falli ingenui, Ranocchia si ripete su Defrel. Il francese salta con la palla il difensore blucerchiato, che molla un calcio in faccia all'attaccante: secondo giallo inevitabile.
Dopo un'ingenuità del genere, Montella tiene in campo la stessa squadra, passando alla difesa a quattro. Nonostante la mole di gioco, il Sassuolo produce una sola occasione clamorosa: su cross in mezzo, la difesa ospite rinvia male e la palla finisce a Peluso, che conclude da cinque metri. Viviano, però, è miracoloso, come lo era stato sull'auto-palo di Barreto.
Finito il primo tempo, non ci si aspetta un cambio di marcia. La Samp ha capito che la gara sarà piena di sofferenze, mentre il Sassuolo deve cercare un varco per il vantaggio. Ciò nonostante, è ancora Muriel a cercare il vantaggio: dopo aver saltato due difensori avversari, il suo destro è parato a terra da Consigli. Questo è l'ultimo squillo blucerchiato.
I neroverdi ci provano in tutte le maniere: Berardi, Acerbi e Magnanelli vengono fermati a più riprese da Viviano, Peluso è stoppato da De Silvestri, mentre Trotta - lasciato solo in area - sbaglia tutto con un tacco goffo e poco efficace. Paradossalmente, per una certa fase del secondo tempo, i padroni di casa non riescono neanche a tirare verso la porta di Viviano.
Poi il fattaccio al minuto 88: Krsticic stende ingenuamente Berardi, diretto verso il fondo. Il rigore c'è, la disperazione anche. Se non fosse che il numero 25 neroverde non ha fatto i conti con Emiliano Viviano: il suo rigore è poco angolato e l'estremo difensore ospite fa il suo, respingendo lateralmente. L'ultimo atto di una gara che avrebbe visto altro risultato senza la presenza di Viviano.

Le stats di Sassuolo-Samp (via FourFourTwo): dominio neroverde.

Viviano 8; Diakité 5, Ranocchia 4, Cassani 6; De Silvestri 6, Barreto 5, Fernando 5, Dodô 6; Correa 5.5 (dal 1' s.t. Silvestre 5.5), Soriano 4.5 (dal 13' s.t. Krsticic 4.5); Muriel 6 (dal 27' s.t. Quagliarella 6) - già pubblicate su SampNews24

La classifica ora parla chiaro: la Samp è a +7 dal Frosinone e dovrà sfruttare bene le partite favorevoli per chiudere il discorso salvezza, che incredibilmente è ancora aperto a quattro gare dalla fine. In realtà, anche i 37 punti attuali potrebbero bastare per tenersi fuori dai guai, ma è troppo presto per poterlo dire.
Va dato merito al Sassuolo di aver fatto un grande campionato, ma i motivi per i quali gli emiliani sono ancora a quattro punti dal Milan sono tutti nella partita vista mercoledì pomeriggio: difficoltà nel concretizzare l'enorme di mole di gioco e un po' di partite sprecate in casa (Frosinone, Bologna, questa contro di noi).
Qualche parola va spesa anche sui singoli. Un piccolo excursus su Muriel, spesso criticato e bastonato (io non mi tiro indietro: quest'anno è stato un mezzo fallimento), ma che a Sassuolo ha fatto il suo. Con la squadra in dieci e con un baricentro ridicolmente basso, il colombiano ha creato due delle tre occasioni dell'intera partita degli ospiti.
E che dire invece di Emiliano Viviano? Con Perin out per gli Europei di giugno, onestamente c'è da fare più di un pensiero sulla sua convocazione. Per continuità negli anni, ritengo che accanto a Buffon dovrebbe esserci almeno uno tra Consigli e Mirante. A completare il pacchetto, però, non dovrebbe essere il giovane Donnarumma, bensì Viviano, strepitoso quest'anno.
Ora mancano quattro partite alla fine: le prossime gare presentano alcuni impegni difficili e perciò sarà cosa buona e giusta approfittare degli impegni abbordabili. Con il derby e la Juve le ultime due giornate, fare due/tre punti tra Lazio e Palermo sarebbe l'ideale. Anche perché il Frosinone avrà uno spareggio contro il Palermo, ma poi giocherà contro Milan, Sassuolo e Napoli. La salvezza è vicina, chiudiamo il discorso.

Emiliano Viviano, 30 anni, para il rigore di Domenico Berardi, 21.

07 dicembre 2015

Navigare a vista (almeno fino a gennaio).

Doveva essere la notte della rinascita, dei segnali positivi. Invece, è stata una Caporetto senza esclusione di colpi, con la partita già finita dopo appena 27 minuti. Samp-Sassuolo si conclude 3-1 per gli ospiti, con i neroverdi che si confermano una delle rivelazioni di questo campionato. Per i blucerchiati, invece, sembra notte fonda.

Eusebio Di Francesco, 46 anni, tecnico di un Sassuolo in ascesa.

La Samp scende in campo con la novità del modulo: 3-4-2-1, con Cassano di punta e la coppia Soriano-Éder a sostenere il 99 blucerchiato. Dietro c'è la difesa a tre con Silvestre, Moisander e Cassani, mentre i cursori esterni sono Regini e Christodoulopoulos. Dal canto suo, il Sassuolo si presenta con qualche novità di formazione, ma il modulo è il solito 4-3-3.
Senza Berardi, Magnanelli, Duncan e Biondini, gli emiliani giocano un primo tempo di dominio assoluto. Già al 6' Laribi stacca di testa su un inerme Regini e coglie il palo, ma in pochi attimi arriva il vantaggio ospite: sul susseguente corner, Politano mette in mezzo e trova la zampata di Acerbi, che anticipa Silvestre e mette dentro l'1-0. Al settimo minuto. Settimo!
I padroni di casa non ci sono proprio, tanto che gli emiliani vanno al tiro diverse volte. Nessuna delle soluzioni dalla distanza di Sansone, Politano, Peluso o Pellegrini è impegnativa per Viviano, ma fa riflettere come i neroverdi vadano al tiro facilmente. E allora il 2-0 è dietro l'angolo: sull'ennesima discesa di Vrsaljko, Silvestre sbaglia ancora e Floccari timbra il raddoppio.
Il bello è che qualche minuto più tardi il numero 99 degli emiliani va vicino al 3-0: solo un miracolo di Viviano rimanda l'inevitabile, che ha luogo al minuto 38. Uno-due tra Pellegrini e Laribi, con Silvestre che ancora una volta si perde l'uomo. Il centrocampista ex Roma arriva davanti a Viviano da solo: la prima volta trova la respinta, la seconda segna.
Sul 3-0 per gli ospiti, la Samp ha l'unica grande occasione della gara: Cassano lancia in profondità Éder, che però davanti a Consigli manda a lato. Finisce un primo tempo pessimo, ma il canovaccio della gara non cambia nella ripresa. Il Sassuolo entra nella difesa della Samp come una forchetta nel burro: Sansone sfiora il 4-0, poi gli emiliani cominciano a fermarsi.
Nella girandola di cambi, c'è spazio per Carbonero e Palombo, ma il pallino della partita è sempre in mano agli ospiti. Ci prova ancora Missiroli, poi al 90' arriva il gol casuale di Zukanovic, subentrato a Regini: il suo colpo di testa è ben calibrato e batte Consigli. È solo l'epilogo di una serata da dimenticare.

Paolo Cannavaro, 34 anni, ferma Antonio Cassano, 33.

Viviano 6; Cassani 5, Silvestre 4, Moisander 4.5; Christodoulopoulos 5 (dal 14' s.t. Carbonero 4.5), Fernando 4.5 (dal 10' s.t. Palombo 5), Barreto 4.5, Regini 4.5 (dal 35' s.t. Zukanovic 6); Soriano 5, Éder 4.5; Cassano 5.5 - già pubblicate su SampNews24

Ormai dubbioso su quanto sta vedendo, Montella ha tentato l'esperimento della difesa a tre, ottenendo risultati pessimi per tre motivi. Primo: i tre centrali sono sembrati fuori posizione, Moisander soprattutto. E Silvestre ha vissuto la sua peggior serata con la Samp. Secondo: i centrocampisti hanno perso totalmente il confronto con quelli del Sassuolo. Terzo: faccio fatica a pensare a un esterno difensivo adatto a quel modulo in questa Samp (forse De Silvestri).
Ah, ce ne sarebbe anche un quarto: la testa. Scrivo che la partita è finita dopo 27 minuti perché il 2-0 sarebbe bastato per abbattere una Samp apatica come questa. Lo si è visto anche pochi minuti dopo la marcatura di Floccari, perché il 3-0 è stato sfiorato dal Sassuolo in più occasioni e solo Viviano ha rimandato l'umiliazione.
Siamo alla quarta sconfitta consecutiva, la terza nella gestione Montella. Che ovviamente non ha colpe, anche se schierare Regini da unico cursore mancino sarebbe una mossa da discutere... ciò nonostante, la squadra sembra sulle gambe e sopratutto senza mordente. Appena va in svantaggio, il Doria molla.
E ora c'è la Lazio, altra squadra che attraversa un momento difficilissimo: addirittura potrebbe non esserci Pioli in panchina contro la Samp se la trasferta (ininfluente) di St. Etienne dovesse andar male. Si parla di Simone Inzaghi. Qui il problema è un altro: storicamente noi siamo bravissimi a resuscitare i morti. Toccherà navigare a vista, almeno fino al mercato di gennaio.

Vincenzo Montella, 41 anni, deve recuperare una Samp in difficoltà.

09 febbraio 2015

Un'occasione persa?

Un'altra X casalinga, un altro pareggio quando ciò che ci si aspettava era la vittoria. La fotografia di Samp-Sassuolo migliore è probabilmente nella conta delle occasioni create (dati Squawka): appena 7 per i padroni di casa, 12 per gli ospiti. Il tutto nonostante il Sassuolo soffrisse l'assenza del tridente titolare. E così il pareggio assume un'altra prospettiva: un punto buono per i blucerchiati e per gli emiliani, entrambi alla prese con problemi diversi ma ugualmente importanti.

Eusebio Di Francesco, 45 anni, tecnico dell'ottimo Sassuolo.

Dopo la debacle di Torino, la Samp si presenta al Ferraris per cercare nuovamente la vittoria: tre punti che darebbero respiro alla situazione di classifica della Samp, che continua la sua caccia all'Europa. Per farlo, si torna al 4-3-1-2: il duo d'attacco è composto da Eder e Okaka, mentre Soriano si rimette sulla trequarti e lascia spazio a Duncan dal 1' a centrocampo. Esordio dal primo minuto anche per Muñoz, appena arrivato dal Palermo e costretto a giocare per l'indisponibilità di Silvestre. Di Francesco, invece, deve rinunciare a Zaza, Berardi e Sansone tutti insieme. Poco importa: si continua con il canonico 4-3-3, con diversi ex genoani in campo.
Pronti, via e gol degli ospiti: cross dalla destra di Vrsaljko, De Silvestri non ostacola Acerbi e il centrale ospite segna di testa al 1'. Novanta secondi traumatici, che mostrano tutte le crepe - sopratutto psicologiche - di questa Sampdoria. Tanto che Lazarevic mette di nuovo paura a Viviano cinque minuti dopo. Ci vuole un episodio per ribaltare la gara immediatamente e arriva: cross di Soriano ed Eder incorna all'8' per il pareggio dei padroni di casa. Un gol che si rivela importante per livellare la gara. Una partita brutta, condita da tanti falli e con ben quattro gialli in 10'. Vrsaljko e Muñoz devono lasciare il campo per infortunio rispettivamente per Gazzola e Coda, mentre è il Sassuolo a giocare meglio. Floccari ha una doppia occasione al 23' e al 31': specie la seconda è ghiotta, ma Viviano risponde presente in entrambi i casi. Dal canto suo, la Samp è tutta in un'incornata di Muñoz respinta da Consigli.
Al riposo il copione cambia leggermente: la Samp prende controllo del campo e del gioco, sebbene continui a non creare quasi nessuna occasione da gol. Il Sassuolo attende e spera che una ripartenza colga impreparata la difesa blucerchiata. Il Doria ha un'ottima occasione con Okaka (nervosissimo), che spara un bel destro sulla sponda di petto di Eder; purtroppo il tiro del centravanti è di poco alto sopra la traversa della porta avversaria. Sempre Eder avrebbe un bel match-point, ma spara su Consigli da 10 metri. Il Sassuolo ha una grande chance con Cannavaro al 75', ma il centrale non impatta bene su corner e sparacchia fuori. Floro Flores e Lazarevic ci provano più volte dalla distanza, ma Viviano non ha problemi sulle conclusioni dalla distanza. L'occasione finale dei blucerchiati è con Soriano, ben servito da un filtrante di Eder, ma il centrocampista tira debolmente invece di servire i compagni meglio piazzati. Finisce 1-1 e qualche mugugno (comunque ingiustificato) si leva dalle tribune del Ferraris.

Stefano Okaka, 26 anni, in lotta con Sime Vrsaljko, 22.

Viviano 6.5; De Silvestri 5.5, Muñoz 5.5 (dal 40' p.t. Coda 6), Romagnoli 6, Regini 6; Obiang 6, Palombo 5.5 (dal 24' s.t. Eto'o 6), Duncan 6; Soriano 6; Eder 6.5, Okaka 5 - già pubblicate su SampNews24

Siamo in netto calo, non c'è che dire. Non bisogna esser esperti per notare che la Samp sta avendo una flessione di forma ancor prima che di risultati. Se escludiamo la convincente partita di Parma, i blucerchiati stanno evidenziando un calo atletico e fisico di non poco conto. Per carità, tutto normale dopo quattro mesi a tutta. Ma tra il cambio di modulo e quello di uomini portato dal mercato di gennaio è ovvio che la Samp di Mihajlovic debba combattere con un periodo di difficoltà (otto punti in sei partite del 2015 più la sconfitta di Coppa Italia contro l'Inter).
Dal canto suo, il Sassuolo può esser contento del punto. Con un attacco mancante e l'infortunio di Terranova, i ragazzi del club emiliano hanno dimostrato di poter reggere finché si riconosceranno nel progetto del suo tecnico. Quell'Eusebio Di Francesco che è stato pronosticato da molti come il successore di Sinisa Mihajlovic la prossima estate, quando il serbo potrebbe facilmente fare le valigie e andare altrove.
Capitolo Eto'o: gli manca chiaramente la condizione, perché ieri ha svariato molto e ha dimostrato di dover ancora trovare l'intesa con i compagni. Tuttavia - come riportavo nelle pagelle di SN24 - l'impressione è che al 70% di forma il camerunense ne avrebbe avuto più degli altri 21 in campo messi insieme. Tutto sta nell'attenderlo e nel dargli il giusto minutaggio con il tempo: su questo, Mihajlovic non può esser rimproverato.
Ora la Samp attende la trasferta di Verona della prossima domenica. Si giocherà alle 18, complice il rinvio di Parma-Chievo, che si giocherà mercoledì pomeriggio. I gialloblu di Maran non sono messi benissimo in classifica e sono un altro trampolino per metabolizzare la mini-crisi blucerchiata. Occorre farlo al più presto: partite più difficili sono alla porta (leggi derby di Genova). Intanto, tocca rimuginare sull'ennesima occasione persa.

Samuel Eto'o, 33 anni, pensieroso in panchina: 20' per lui ieri.

22 settembre 2014

Via al trittico.

Un pareggio che non fa male a nessuno. La Samp riparte dallo 0-0 di Reggio Emilia contro il Sassuolo per continuare la propria scalata alla classifica. Mentre le altre si tolgono punti a vicenda, la squadra di Mihajlovic rimane imbattuta e nelle zone alte della graduatoria. Se la partita contro il Torino aveva forse illuso troppo i tifosi, quella di oggi non deve buttar giù le potenzialità di Gastaldello e compagni.

Massimo Ferrero, 63 anni, presente anche a Reggio Emilia per la Samp.

La Samp giunge a Reggio Emilia con quattro punti nel sacco, sicura di aver le armi giuste per scardinare la resistenza dei neroverdi. Solito 4-3-3 per Mihajlovic, con la conferma dell'undici che aveva battuto i granata: l'unico cambio è rappresentato dal rientro di Regini sulla fascia mancina della difesa al posto di Cacciatore. Dal canto suo, Di Francesco sa che il suo Sassuolo deve riscattarsi dopo il 7-0 subito nella San Siro nerazzurra e mette in campo un modulo speculare a quello del tecnico della Samp. Senza Berardi, gli ospiti possono comunque temere uno spauracchio di vecchia data come Antonio Floro Flores.
Pronti, partenza e la Samp ha almeno due chance ottime per passare in vantaggio, per giunta nella stessa azione. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, la palla arriva a Soriano, che batte un rigore in movimento ma trova Consigli prontissimo. Sulla respinta del portiere di casa, Silvestre prova di testa ma la sua incornata è ben alta sopra la traversa. La Samp chiede un rigore che in realtà non c'è. Subito risponde il Sassuolo, con un destro di Floro Flores dalla distanza non lontano dal palo alla sinistra di Viviano. Lo stesso portiere blucerchiato fa un miracolo su una bella conclusione dai 30 metri di Magnanelli, dimostrando prontezza di riflessi. La Samp risponde con una combinazione Soriano-Okaka che porta Eder alla conclusione, ma il destro del brasiliano è sporco e finisce a lato. Ancora Okaka prova di tacco a ispirare Eder, ma la difesa del Sassuolo blocca l'attaccante blucerchiato sul più bello.
Il primo tempo si trascina alla fine e la ripresa vede una Samp ancora più spenta della prima frazione. Il Sassuolo riesce finalmente a gestire palla e crea una chance con Brighi, che però da pochi metri sparacchia sul fondo. La girandola di sostituzioni non cambia la sostanza della gara: Rizzo esordisce in A e Sansone dovrebbe spaccare il mondo, ma non è così. Anzi, sono più i padroni di casa a farsi vedere in avanti: Viviano deve tirare fuori un altro miracolo sul neo-entrato Floccari. Entra anche Bergessio per Eder e l'argentino prova a costruirsi un'occasione: purtroppo il suo tiro mancino è debole e centrale per Consigli. La gara si conclude sullo 0-0: se per il Sassuolo è una boccata d'ossigeno meritata, per la Samp è un'occasione persa di spiccare il volo.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, in panchina dopo l'aggressione di sabato.

Viviano 7 - Finalmente decisivo. Non che nelle altre partite fosse stato impreciso, ma gli altri avversari lo avevano impegnato relativamente.
De Silvestri 5.5 - Scende tanto, ma conclude poco. In più, Floro Flores qualche grattacapo glielo crea.
Silvestre 6.5 - Anche oggi prestazione spaventosa dell'ex Inter. Unico peccato la palla gol sprecata nei primi minuti di gioco.
Gastaldello 6.5 - Zaza era un cliente difficile, ma la palla l'ha vista poco.
Regini 6 - Leggermente meglio di De Silvestri: scende di meno, ma non soffre affatto l'altro Sansone.
Obiang 6 - Compitino oggi.
Palombo 6 - Senza grossa fatica, tiene il centrocampo.
Soriano 5.5 - Dopo i botti contro il Torino, oggi paga un po'. L'inizio flash è un preludio a una gara forse troppo compassata per uno come lui.
Gabbiadini 6 - Se ogni tanto usasse anche il destro, avrebbe un filino d'imprevedibilità in più. Corre tanto per il campo.
Okaka 5.5 - Si è sbattuto molto, ma non è bastato.
Eder 5 - Chiede un rigore invano, ma è impalpabile. Alla fine tocca sostituirlo per Bergessio.

Rizzo 6 - Primo gettone con la Samp ed esordio in Serie A: tutto insieme, ma il buon Luca - cresciuto con i colori blucerchiati addosso - non ha sfigurato.
Sansone 5 - Assolutamente inesistente. Si vede poco e male. Non a caso Mihajlovic si lamenterà di lui a fine gara.
Bergessio s.v. - Pochi minuti per lui: giusto il tempo di provare a dar fastidio a Consigli. Ma ci sarà una chance per l'argentino contro il Chievo mercoledì.

Già, il Chievo. Reduce dalla sconfitta di Parma, ma capace di sorprendere il Napoli al San Paolo. Squadra umorale ma solida quella di Corini, che spera di fare uno scherzetto alla squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta quando giocava. Dal canto suo, Mihajlovic non è così sicuro di fare turn-over: i cambi lo hanno deluso e non vede la giusta cattiveria. Bisognerà solamente aspettare tre giorni, poi sarà Samp-Chievo. Infine, domenica prossima c'è il derby. Intanto è stato dato il via al trittico di fuoco. Con un pareggio che non sa di nulla.

Stefano Okaka, 26 anni, marcato duramente dai difensori neroverdi.

04 novembre 2013

Colpiti ed affondati.

«Poteva andarci peggio», avrà mormorato qualcuno a qualche secondo dalla fine di Samp-Sassuolo. E in una stagione in cui tutto va storto, è successo esattamente quanto qualcuno aveva tentato di scongiurare. Dopo una grande rimonta di cuore, i blucerchiati buttano via una gara fondamentale nel proseguo della stagione e regalano la prima gioia assoluta in trasferta agli uomini di Di Francesco. Un 4-3 che fa male, al morale ed alla classifica della Samp.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, stende Diego Farias, 23: è il rigore del 4-3.

Dopo la pessima prova di Verona, ci si aspettava un'altra verve da questa Samp. Cambiano parecchi uomini: dentro Gentsoglou, Krsticic e Pozzi, spostato Gavazzi a sinistra e c'è anche il ritorno di De Silvestri. Il 3-4-1-2 vede il centrocampista serbo a fare il trequartista, magari per infastidire un po' il giro-palla del Sassuolo. Gli emiliani, dopo la sconfitta con l'Udinese, cambiano parecchio: out Zaza per squalifica, davanti il tandem è formato da Berardi e Floro Flores. Il primo tempo è sostanzialmente alla pari. se la Samp tiene un buon possesso palla, il Sassuolo costruisce qualche azione pericolosa. Floro Flores ha la palla per l'1-0 grazie ad una disattenzione di Gastaldello, ma Da Costa salva. Poco dopo, è la Samp a passare al 19': : punizione di Krsticic, sponda aerea di Costa e Pozzi è sul secondo palo per metterla dentro. Il "Ferraris" giubila il numero 9 blucerchiato, mentre Krsticic mette in difficoltà Pegolo poco dopo su punizione. A quel punto, la Samp rischia un'altra volta, in maniera clamorosa: brutta diagonale di Gavazzi, che lascia solo Gazzola. L'esterno neroverde batte Da Costa, ma non Gastaldello, che salva sulla linea.
Si chiude il primo tempo e la ripresa sarà scoppiettante, seppur non positiva per i colori blucerchiati. Quando tutto sembra scorrere sui binari della prima frazione, un errore spezza la partita: sul cross di Longhi, Costa sbaglia il tempo e manca il pallone. Alle sue spalle c'è pronto Berardi, che stoppa e batte Da Costa in uscita per l'1-1. Una botta non da poco, tanto che basta qualche minuto per cambiare definitivamente la gara. Su una ripartenza del Sassuolo, Floro Flores pesca Berardi: il giovane talento degli ospiti affronta Costa e lo costringe al fallo da rigore. Rosso per il difensore e penalty per i neroverdi, che sempre Berardi trasforma. Sotto 2-1 e in dieci uomini, la Samp non vuole morire. Su una bella iniziativa di De Silvestri, la spizzata di Pozzi mette Eder davanti a Pegolo ed il brasiliano segna il 2-3: qualche segno di speranza per i tifosi blucerchiati, che comunque stentano ad esultare.
Il finale è da ricovero. La Samp ci riprova, stavolta dalla distanza con Eder: una deviazione spiazza Pegolo e per poco non manda il Sassuolo all'inferno. Rossi le tenta tutte, inserendo Soriano, Petagna e Wszolek per Krsticic, Pozzi e Gavazzi. Proprio il polacco crea lo spunto giusto per un corner; su questo, De Silvestri prima centra la traversa di testa, poi ribadisce in rete sulla respinta. 3-3 e "Ferraris" impazzito: sembra una rimonta da libro "Cuore" e non è detto che non si trasformi in una clamorosa vittoria. Quando il tifoso medio si sente fomentato al massimo delle sue forze, arriva l'ennesima mazzata della giornata. Prima Alexe sfiora il gol del 4-3, sparando alto sull'ennesima iniziativa del funambolico Berardi. Poi entra Diego Farias: il tifoso blucerchiato trema, ricordando quanto il brasiliano fece in un famoso Nocerina-Samp di due anni fa. E infatti Farias, neo-entrato e fresco di gambe, salta Mustafi e punta alla porta: De Silvestri, esausto, lo butta già in un'ingenuità fatta di stanchezza e fragilità psicologica. A quel punto, Berardi si prende il pallone con la tripletta di giornata e la gara si chiude lì. Un disastro, specie considerando che la Samp perde contro una diretta avversaria, in una giornata in cui probabilmente si poteva portare a casa la terza vittoria del campionato.

L'esultanza di Nicola Pozzi, 27 anni, dopo il momentaneo 1-0.

Da Costa 5.5; Mustafi 5, Gastaldello 5.5, Costa 4.5; De Silvestri 5.5, Obiang 5, Gentsoglou 5.5, Gavazzi 5 (dal 32' s.t. Wszolek 6); Krsticic 5.5 (dal 20' s.t. Soriano 5); Eder 6, Pozzi 6.5 (dal 28' s.t. Petagna 5) - pagelle già pubblicate su SampNews24

Adesso, il ciclo più importante di partite che attendeva la Samp è finalmente concluso. Prima della pausa per le nazionali, ai blucerchiati e a Delio Rossi è stato richiesto che facessero nove-dieci punti tra Livorno, Atalanta, Hellas e Sassuolo. Missione raggiunta a metà: sei punti su quattro gare contro avversarie dirette per la salvezza non sono granché, specie pensando che la Samp aveva già un pesante deficit, dovuto ad una partenza orrenda (tre punti in sette gare, nessuna vittoria).
Ora ci si chiede quale possa essere il destino di Delio Rossi: il suo stipendio da un milione e 200mila euro l'anno sembra altamente ingiustificato di fronte alla confusione tecnica che sta dimostrando. Undici formazioni diverse in undici giornate sembrano uno scherzo: è come se il tecnico blucerchiato non sapesse esattamente quali pesci prendere. Sono ben 24 i giocatori provati in questi primi due mesi di Serie A e, apparte i perenni esclusi Rodriguez e Salamon, non mi viene in mente nessuno che possa rigirare questa barca. Ci sono stati giocatori sugli scudi, altri meno pronti, ma nessuno in grado veramente di cambiare la partita. L'esempio massimo è Andrea Costa: finora era stato positivo, ma anche lui ha dovuto subire la sindrome della giornata storta, regalando praticamente la vittoria al club emiliano (rigore più espulsione è come uno scaccomatto a scacchi).
E ora arriva un periodo tremendo: si affronteranno in sequenza la Fiorentina al "Franchi", la Lazio e l'Inter a "San Siro". Non proprio il massimo per chi cerca di salvarsi. E' chiaro che, se si vuole cambiare, questo è il momento propizio: meglio prendere qualche sberla, ma dare tempo al nuovo allenatore di capirci qualcosa. Del resto, il tifoso medio sampdoriano non si aspetta molto da queste gare: da queste, l'anno scorso la Samp di Ferrara e Rossi raccolse appena un punto. L'importante è cercare di non imbarcare troppo: il rischio di finire colpiti ed affondati un'altra volta è davvero molto, molto alto.

Domenico Berardi, 19 anni: prima tripletta in Serie A e cinque gol in campionato.

30 gennaio 2013

Il fattore "S".

Dopo giorni di immobilismo, la Samp si è finalmente sbloccata: col Pescara non c'era, ma sarà in squadra dal prossimo match di Torino. Gianluca Sansone è finalmente un giocatore blucerchiato e ricordo poche trattative così penate, sebbene il nome dell'attaccante abruzzese non faccia sognare granché i fans. Tuttavia, va ricordato come serviva assolutamente coprire il buco nel ruolo di vice-Eder, perciò ritengo il colpo buono; anche perché il ragazzo, l'anno scorso, ha fatto impazzire mezza serie B. Se da una parte è un vantaggio, dall'altra potrebbe risultare anche uno svantaggio.

Con la maglia del Frosinone, Sansone si fa notare in Serie B.

Gianluca Sansone, classe 1987 di Teramo, è stato un vagabondo: non mi riferisco solamente alle squadre, ma anche al ruolo in campo, dato che è stato adattato molteplici volte. Negli anni in cui cresce tra l'Abruzzo e la Basilicata (nelle giovanili, ha giocato a Potenza), Sansone ha mantenuto solo il sinistro letale: quel mancino che lo fa notare al Pescina, quando segna 14 gol in due anni tra Serie D e Lega Pro. Il Siena è più veloce di tutti e lo compra per mezzo milione di euro; purtroppo, il ragazzo si rompe il perone subito ed è costretto ad un periodo poco positivo di pellegrinaggio in Lega Pro. Prima va a Gallipoli, poi alla Virtus Lanciano, dove perlomeno dimostra di essersi ripreso fisicamente.
La prima svolta arriva quando il Siena lo cede al Frosinone in comproprietà: l'attaccante, in Ciociaria, potrà finalmente esprimersi ad ottimi livelli, anche perché viene messo più vicino alla porta, in modo da scaricare il suo terribile sinistro. A fine campionato, i laziali retrocedono, ma Sansone ha messo in cascina una decina di reti, quante bastano per mantenere la categoria (almeno a livello personale). Il Siena si riprende il cartellino per 400mila euro e ne cede la metà stavolta al Sassuolo: nella formazione di Pea, il numero 12 neroverde è fondamentale e si prende più responsabilità rispetto al passato, come il calcio di punizioni e rigori. Inizia a giocare come esterno, poi il tecnico degli emiliani capisce che Sansone ha bisogno di avvicinarsi all'area di rigore: diventa così una seconda punta, se non addirittura il centravanti in alcune occasioni. La mossa è azzeccata: il ragazzo segna 20 reti, ma sopratutto è in grado di decidere le partite, sbloccandole con il suo mancino, che si tratti di un tiro da lontano o semplicemente di un calcio piazzato. Il Sassuolo non raggiunge la promozione e sbatte proprio contro la Samp nei play-off, con Sansone che manca nel momento decisivo: il rigore che Da Costa gli para sotto la Sud è uno dei momenti migliori della stagione blucerchiata, ma forse è anche il peggiore di quella di Sansone. Nonostante ciò, la Serie A attende il mancino terribile..

L'anno scorso, con il Sassuolo, Sansone esplode definitivamente: 22 gol per lui.

Il Sassuolo capisce comunque che può trarre vantaggio dalla situazione, così acquisisce anche l'altra metà del cartellino dell'attaccante. Genoa, Pescara e Chievo bussano alla porta degli emilani, ma, alla fine, Sansone decide di andare da chi era stato uno degli avversari principali nella stagione precedente: il Torino di Ventura compra la sua metà per ben un milione e mezzo. Cifra che sembra irrisoria, visto il talento dimostrato dall'abruzzese in Serie B; purtroppo, il problema si presenta quasi subito. Il ragazzo non riesce ad integrarsi nei rigidi schemi di Ventura: il 4-2-4 del tecnico granata sta stretto a Sansone e, difatti, l'allenatore gli preferisce spesso Sgrigna o Meggiorini, più dediti al sacrificio ed alla copertura, nonché più familiari con lo schema. Sansone ha accumulato 517' di gioco in 21 giornate: una media di quasi 25' sul campo ad ogni partita. Insomma, non è titolare come spera; in più, nelle occasioni giuste, difficilmente spicca. L'unico gol finora realizzato è un regalo di Aronica al "San Paolo", quando il Torino pareggiò in extremis grazie ad una disattenzione dell'ex difensore partenopeo, prontamente sfruttata dall'attaccante granata. Ci si attende di più da Sansone: è quello che spera anche la Samp, che ha rilevato la metà del Torino e lo riscatterà a fine stagione, sempre che le prestazioni siano buone. Di certo, i blucerchiati hanno fatto un buon affare: Sansone tapperà il buco nel ruolo di vice-Eder e metterà un po' di pressione al brasiliano, apparso ultimamente irritante. Inoltre, Sansone potrebbe esprimersi meglio nel modulo di Rossi, più elastico rispetto a quello di Ventura. Insomma, il fattore "S" è in campo: Sansone, Sassuolo, Sampdoria ed il suo sinistro. Ora sta a lui.

Gianluca Sansone, 25 anni, esulta al "San Paolo", dove ha 
realizzato l'unico gol finora segnato.

30 maggio 2012

Oltre il dolore.

E' difficile scrivere in queste ore. Non nego che lo sia, visto tutto quello che è accaduto in Emilia in questi giorni, con il terremoto che ha sconvolto gli ultimi giorni di quella regione. E magari lo è ancora di più dato che abbiamo appena finito di giocare contro una squadra che è di quelle parti. Ma voglio provarci. Magari senza il solito entusiasmo e con un pensiero rivolto alle vittime, ma ci provo.
La Samp batte il 2-1 il Sassuolo nell'andata delle semifinali dei play-off, valide per l'ultimo posto da assegnare nella stagione 2012/2013: lo fa meritatamente, con un buon piglio e la capacità di riprendersi dall'iniziale svantaggio.

Chiaro che - rispetto a Varese - la formazione titolare sia ripristinata in tutti i suoi effetti. Per i blucerchiati, non ci sono né squalifiche, né infortuni; mancano però Romero, Laczko e Kristicic, unitisi alle rispettive nazionali per impegni amichevoli ed ufficiali. Il Sassuolo si schiera nella formazione tipo, lasciando Troianello in panchina ed il 3-5-1-1 a far faticare gli avversari.
La Samp non parte certo con l'approccio giusto: al 3', Valeri va vicinissimo al gol su cross deviato di Gazzola, sparando alto di testa da pochi metri. Pian piano, la Samp prende il pallino del gioco in mano, per non lasciarlo più: il problema è che non crea molto da questa sterile superiorità. Un tiro alto di Pozzi ed un missile di Renan a lato è il massimo che la Samp crea nei primi 20'.
Dopo una punizione di Eder di poco a lato, avviene però il fattaccio: lancio di Valeri per Boayke, che supera Gastaldello in velocità e costringe Da Costa all'uscita. Il brasiliano sposta leggermente (ma in maniera più che visibile) il talento scuola Genoa e l'arbitro non può far altro che fischiare il rigore ed ammonire Da Costa. Una mazzata. Un errore in un momento che più sbagliato non si poteva. Proteste a non finire, ammonizione pure per Foggia, ma il rigore c'è.. anche se Boayke poteva evitarsi una sceneggiata da attore quand'era a terra.
La fortuna è che Da Costa ha voglia di rimediare: difatti, il portierone blucerchiato para il rigore di Sansone di fronte ad una Gradinata Sud impazzita. Ma, tempo due minuti, la frittata arriva comunque: angolo del sempre presente Sansone e testa di Missiroli, con Da Costa che viene disturbato da Pozzi. Ed allora il vantaggio per gli emiliani è cosa fatta. 1-0 e gelo.
Allora, la Samp rispinge a testa bassa: al 37', tiro di Eder parato da Pomini; al 40', un'occasione clamorosa, con Pozzi e Gastaldello che mancano il tap-in a due metri dalla linea, dopo un tiro sporco di Rispoli. Infine Eder, dopo una bell'uno-due con Pozzi, tira fuori.
La partita sembra destinata a concludersi così nel primo tempo. Ma il Sassuolo non ha fatto i conti con Eder, che punisce un'imprecisione di Pomini e Piccioni e pareggia i conti con un colpo di testa fortunoso. 1-1 e tutti al riposo.
Nella ripresa, la musica è decisamente a favore dei blucerchiati, che schiacciano il Sassuolo nella sua metà campo. Costa colpisce la traversa con un cross casuale, ma è solo il prologo al vantaggio: Eder fugge a Cofie sulla destra, cross in mezzo e Pozzi è un falco, che uccella Terranova e porta in vantaggio i blucerchiati. Marassi IMPAZZITO.
Un terzo gol non farebbe schifo e così la Samp riprende a spingere. Il peccato è che non arriverà. Prima Obiang costringe al miracolo Pomini su un tiro da fuori area, poi Juan Antonio si prende diversi insulti. Dal pubblico, per un tiro sprecato malamente in area di rigore, e da Pozzi, dato che il numero 9 era solo e pronto per essere servito.
Il Sassuolo è tutto in un tiro di Sansone ed un altro del neo-entrato Troianello, entrambi centrali e senza problemi per Da Costa; i blucerchiati tentano fino alla fine per il 3-1, ma né Renan, né ancora Juan Antonio riescono nell'obiettivo.
A Modena si andrà con un vantaggio risicato. Sarà da gestire con calma e sangue freddo. Piccolo rimprovero a Iachini: tra tre giorni, c'è il ritorno. Un qualche cambio per far rifiatare tutti sarebbe stato gradito.

Da Costa 7 | Il voto sarebbe stato più alto senza il rigore causato. Ma oggi prendiamolo per quello che è, il salvatore della patria.
Rispoli 6 | Difensivamente non soffre Longhi, sale anche spesso.. ma pochi cross. Pochi, pochi.
Gastaldello 6 | Il capitano soffre un po' Boayke: il rigore ne è la dimostrazione.
Rossini 7 | Lui, il soldato Johnny, di problemi non ne ha. Sansone non lo impensierisce e fa un paio di interventi importanti quando la partita è ancora in bilico.
Costa 6 | Anche qui il voto sarebbe più alto. Ma Missiroli chi lo marcava sul corner? Non lo sappiamo. Lui di certo se l'è perso in area.
Obiang 7.5 | Un mostro. Oggi ha sovrastato Cofie.
Renan 6 | Nel primo tempo, è inesistente. Sembra più dannoso che utile. Meno male che nel secondo si sveglia e fornisce un qualche aiuto alla squadra.
Munari 6.5 | La solita partita: tanto dinamismo, sovrapposizioni e supporto alle punte.
Foggia 5 | Decisamente il peggiore. Non ne azzecca una e sembra persino seccato quando viene cambiato. Non ne avrebbe motivo.
Eder 7.5 | Gran partita la sua. Il gol è fortunoso, ma è l'unico a crederci nel primo tempo. Nel secondo, fornisce l'assist a Pozzi per la rete del 2-1.
Pozzi 7 | Quante se ne erano sentite sul suo conto: "Non farà neanche 10 gol in B", "Si rompe sempre, a che serve?!", "Non ha segnato finora, mica esplode adesso!". Dopo 45 partite stagionali, mi sento più che soddisfatto: il gol del 2-1 è da centravanti vero.

Juan Antonio 5.5 | Tanta volontà, qualche bel dribbling.. ma quell'errore sotto porta speriamo di non dovercelo ricordare.
Pellé s.v. | Entra per mettere centimetri e dare fiato a Eder.

Adesso tutti a Modena (o dove si giocherà la gara di ritorno, non si hanno certezze a riguardo). Spero vivamente che non si butti via tutta la fatica spesa oggi per questo prezioso risultato.

Un'altra piccola appendice finale, però, la voglio fare. Sono fiero di esser tifoso della Samp per migliaia di motivi: per le emozioni che mi dà, per la sua storia, per i suoi colori magici, per i giocatori che hanno vestito questa maglia e per i sogni che ho vissuto da quando la tifo, dalla tenera età di 6 anni. Oggi ho un motivo in più per essere fiero di questi colori: la Gradinata Sud. Non fraintendetemi, la magica curva sampdoriana è sempre stato un altro motivo di vanto, perché c'è sempre e non ti abbandona mai, neanche quando retrocedi dopo un anno terribile o esci dalla porta di servizio dei tuoi sogni quando ci sei ormai arrivato. Però, nel pre-partita, la Gradinata ha saputo dare una lezione di stile invidiabile. Non è bastato essere vicini alle vittime dell'alluvione dell'inverno scorso. Non è bastato raccogliere oggi fondi per la causa di Giovanna, una sfortunata tifosa sampdoriana, costretta a casa da una grave malattia.
No, la Sud ha fatto di più: nei primi cinque minuti di partita, non ha cantato un coro. E' rimasta in silenzio per far sentire la propria vicinanza alle vittime del sisma d'Emilia. In un calcio che si ferma mai, c'è una voce diversa che si può udire: è il silenzio, quello rispettoso dei supporters blucerchiati. Speriamo si sia sentito anche a Modena e dintorni.

Samp in festa dopo il vantaggio firmato da Nicola Pozzi, 25 anni.

10 marzo 2012

Occasione persa.

Nonostante gli splendidi e numerosi tifosi giunti fino a Modena per tifare, la Samp non riesce a tirar fuori la vittoria dal cilindro e guadagna un solo punto nella corsa ai playoff, vista la sconfitta del Varese. Nella classica partita che potrebbe essere decisa da un episodio, i blucerchiati non combinano granché in fase realizzativa, nonostante un possesso palla superiore all'avversario per qualità e tempistica. E pensare che ci si sperava, nella vittoria in terra emiliana, per dare una sferzata decisiva alla rincorsa per la Serie A.

Iachini cambia parecchio rispetto al recupero con l'Empoli: si presenta a sorpresa con un 3-4-1-2 di atzoriana memoria che porta in campo Costa, Rispoli, Renan e Foggia al posto di Obiang, Soriano, Berardi e Juan Antonio. Solita fisionomia per il temibile Sassuolo dell'ex Fulvio Pea, che non gioca un calcio spettacolare e a che fare con i problemi d'inserimento nel modulo per Simone Missiroli, ex Reggina ed acquisto più costoso dell'intera storia della società neroverde. Attenzione, come al solito, ad un Sansone in grande forma. 
La Samp gioca i primi 15' a tutta, mettendo sotto l'avversario sul piano del palleggio, pur non creando occasioni enormi, se non un tiro di Pozzi rimpallato. Poi è il Sassuolo a venire fuori alla distanza, con poco possesso palla, ma scambi veloci, che portano ad una doppia occasione per Gazzola e ad un sinistro ravvicinato di Sansone, deviato con i piedi da Romero in calcio d'angolo. I blucerchiati riusciranno solo verso la fine ad uscire nuovamente dal proprio guscio, rimanendo però incapaci di creare grosse occasioni.
Nel secondo tempo, parte benissimo il Sassuolo, che sfiora con Missiroli il gol del vantaggio: ma il numero 70 sbuccia l'impatto con il pallone e quest'ultimo termina lontano dalla porta di Romero. Poi Eder s'innesca e mette paura a Pomini, con un bel destro respinto dal portiere emiliano. Nel finale, sono Donazzan per i neroverdi e Pellè (con un timido colpo di testa, anche troppo..) per i blucerchiati a sfiorare il colpaccio. Ma sostanzialmente, il pareggio è giusto: la Samp ha avuto un miglior giro palla, il Sassuolo le migliori occasioni. A Pea sta bene così, meno a Iachini, espulso anche questa volta e che possiamo ormai definire un "Cassano" degli allenatori, alla minima intemperanza viene ormai cacciato automaticamente.

Romero 6.5 | Altra partita diligente: non ha molto da fare, ma chiude bene su Donazzan, Gazzola e Sansone.
Costa 6- | Benino, certo il Costa d'inizio campionato era un'altra cosa..
Gastaldello 6.5 | Tutto sommato, non ha problemi.
Rossini 6.5 | Vedi Gastaldello, con tanto di due salvataggi sulla linea. Anche se, nel finale contro Boayke, corre dei pericoli.
Laczko 6.5 | Solite sgroppate, Gazzola non arriva quasi mai sul fondo, mentre lui - sopratutto nel secondo tempo - macina chilometri.
Rispoli 5.5 | Primo tempo senza infamia né lode, poi l'infamia arriva quando sbaglia un cross facile facile dentro l'area ad inizio secondo tempo; dalle sue parti, Bianchi fa come vuole.
Renan 4.5 | Il peggiore di oggi: il gioco di prima non lo conosce.
Munari 6- | Sufficienza di stima, meno dinamico del solito, ma cuce quanto può la manovra.
Foggia 5 | Bravissimo nel saltare l'uomo, ma per saltarne 4-5 ce ne vuole e lui non è Messi; di passaggi per gli attaccanti, neanche uno. Continua questa leggenda del farlo giocare trequartista.
Eder 6 | Si crea da solo l'unico tiro veramente pericoloso di tutta la partita: speriamo segni il prima possibile.
Pozzi 6 | Si fa un gran mazzo, maree di sponde, ma i centrocampisti non salgono mai..

Pellé 6 | Si fa apprezzare per molte sponde, una grossa fisicità ed un quasi rigore non fischiato dall'arbitro, che causa la cacciata di Iachini. Ci voleva più cattiveria su quel colpo di testa finale..
Juan Antonio 5 | Ancora niente: il ragazzo non sembra continuo.
Semioli s.v. | Bentornato Franco: mette il cross che Pellé spreca in maniera troppo morbida. 


Stavolta, voglio lanciarmi in dei complimenti a Iachini: è vero che il Sassuolo non gioca un calcio spettacolare e contenere una squadra che gioca con 9 giocatori dietro la linea della palla non è particolarmente difficile, ma la mossa di presentare uno schieramento speculare a quello di Pea ha funzionato, almeno dietro. Davanti, polveri bagnate: Eder e Pozzi non hanno visto un pallone, confermando che sia Foggia che Juan Antonio non sembrano molto continui nel fare il loro lavoro, ovvero quello di smerciare palloni alle due punte. Solo quando si è potuto contare sulla fisicità e sull'altezza di un discreto Pellé, Foggia si è lanciato in palloni alti prima di uscire. L'argentino, invece, continua ad andare a folate, ma a non essere molto determinante.

Ora ci aspetta una serie di partite molto importanti: infilassimo un altro filotto, ci sarebbe ancora qualche mini speranza per i playoff: l'Ascoli a Marassi (ancora riecheggia la frase di Castori: "banda di morti viventi"), la trasferta al Tombolato di Cittadella e di nuovo a Genova per ospitare la Nocerina (che, oggi, ha rivinto dopo una marea di turni.. l'ultima vittoria qual'era stata? Quella contro di noi..), tutte squadre che cercano di evitare la retrocessione in Lega Pro.
Dobbiamo assolutamente continuare a spingere, altrimenti ci sarà solo da mangiarsi le mani, non solo per un girone d'andata fallimentare, ma anche per uno di ritorno non sfruttato a pieno.


Renan Garcia, 26 anni, al tiro contrastato da Consolini: non un gran match per lui.