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27 gennaio 2014

Un brutto spettacolo.

A volte, il calcio non è sempre bellezza. E' uno sport maschio, nel quale giocare di fioretto non è sempre necessario; ci sono tempi in cui la sciabola è molto più efficace. Ciò nonostante, non è bastato giocare concretamente alla Samp per portare a casa i tre punti contro il Bologna dello squalificato Ballardini: un rigore (netto) concesso agli ospiti nel finale ha consentito ai rossoblu di strappare un punto immeritato. Guardando la gara, non ha perso solo la Samp, ma in generale il gioco del calcio.

Sinisa Mihajlovic, 44 anni, il più deluso per la mancata vittoria di ieri.

I blucerchiati, reduci dalla buona prova a Torino contro la Juventus, vogliono trovare a tutti i costi la vittoria in quello che è uno scontro salvezza a tutti gli effetti. Rientrano dalla squalifica Krsticic e Soriano, subito rimessi in campo da Mihajlovic dietro a Eder; inoltre, con Regini squalificato, ecco Costa dal 1'. In casa Bologna, dopo la scottante caso di mercato che lo ha coinvolto, Diamanti non va in Cina e si ritrova nuovamente a capitanare gli emiliani al Ferraris. Confermato il 3-5-1-1 che ha portato i felsinei a centrare un clamoroso pareggio contro il Napoli. Il primo tempo dovrebbe essere arrembante, ma la verità è che la squadre sono timorose e sopratutto incapaci di farsi alcun male: i primi 45' sono uno spot CONTRO il calcio, in cui le due compagini non riescono a costruire nessuna occasione veramente degna di nota. Ci sarebbe qualche dubbio arbitrale sull'intervento di Morleo su Eder lanciato a rete, ma il fischietto di Torre Annunziata non segnala nulla e si prosegue. Da parte blucerchiata, solo Soriano ed Eder tentano qualcosa nelle vicinanze dell'area rossoblu, mentre gli ospiti trovano il miglior pericolo quando una discesa di Garics e il conseguente cross basso costringono Gastaldello a un ottimo intervento su Bianchi.
Conclusi i primi (orrendi) 45', la ripresa è sempre imprecisa dal puno di vista tecnico, ma almeno mostra più vitalità. La prima grandissima occasione arriva al 57', quando Soriano sfrutta una sponda aerea di De Silvestri e s'inserisce bene in area: l'uscita di Curci è precisa ed evita il vantaggio dei padroni di casa. Tuttavia, è il preludio al gol: Krsticic apre bene in profondità per Eder, il brasiliano viaggia sino alla linea di fondo e mette in mezzo, dove c'è Gabbiadini che deve solo concludere a porta spalancata. 1-0 meritato, sebbene la Samp non abbia fatto vedere moltissimo; in ogni caso, è l'unica squadra in campo. Il Bologna, dal canto suo, inserisce Acquafresca e passa al 4-3-1-2 per tentare la rimonta. I rossoblu, però, non sembrano esser in grado di raggiungere il pareggio: i vari tentativi dalla distanza di Perez, Acquafresca e Moscardelli sono troppo centrali per impensierire Da Costa.
Anzi, è la Samp a sfiorare il raddoppio un paio di volte con Eder, molto in vena. Purtroppo, il disastro è dietro l'angolo: Renan scivola a centrocampo e parte un contropiede per il Bologna. Gestibile in ogni caso, visto che Mustafi, Costa e Palombo circondano Christodoulopoulos in fuga con il pallone. Il greco entra in area e trova il contatto di un ingenuo Costa: calcio di rigore sacrosanto e giallo per il difensore del Doria. Una beffa abnorme, concretizzata poi dalla trasformazione di Diamanti: doveva andare in Cina, invece il suo sinistro regala il pareggio al 90' per gli ospiti. La rabbia è tanta e i minuti di recupero non cambiano il risultato finale: l'1-1 fa tanto male, specie perché l'avversario rossoblu è sembrato spuntato e senza alcuna capacità di creare problemi alla Samp di Mihajlovic.

Alessandro Diamanti, 30 anni, ha realizzato l'1-1 su rigore nel finale.

Da Costa 6 - Ha avuto poco da fare: solo conclusioni centrali dalla distanza. Sul rigore di Diamanti non ci si aspettava miracoli.
De Silvestri 6.5 - Decisamente uno dei migliori, tanta spinta e pericoli creati dalle sue iniziative.
Gastaldello 7 - Buonissima la gara del capitano blucerchiato, che ha ben imbrigliato Bianchi.
Mustafi 6.5 - Meno brillante di Gastaldello, ma sempre attento e risolutivo.
Costa 5 - Spiace bocciarlo così, perché fino all'episodio del rigore non era dispiaciuto. Tuttavia, non è possibile commettere certe ingenuità al 90' di una partita decisiva per i destini della Samp.
Obiang 6 - Tanta sostanza nel duello con Pazienza.
Palombo 6.5 - Perez è più esperto di lui, ma l'Angelo blucerchiato lo doma a dovere.
Gabbiadini 6.5 - Continua la pratica del prendere la palla, giocarla per forza col sinistro e cercare il tiro da posizioni impossibili. Tuttavia, il sesto gol in campionato - nonché l'ottavo in stagione - è a referto e perciò siamo contenti così.
Krsticic 6 - Molto ispirato nell'azione che porta al gol di Gabbiadini, ma è un lampo nella notte. Specie nel primo tempo fa tanta fatica.
Soriano 6.5 - Dopo l'ingenuità commessa contro l'Udinese, torna più utile che mai. Peccato per il gol sprecato davanti a Curci.
Eder 6.5 - Pimpante come solito, Natali e Antonsson non riescono a tenerlo. Regala l'assist a Gabbiadini per l'1-0.

Renan 5.5 - Entra in campo e commette un paio di ingenuità evitabili. Il campo lo tradisce nell'azione che porta al rigore a favore del Bologna.
Sansone s.v. - Il suo ingresso arriva troppo tardi per fare una qualche differenza.

Nonostante la delusione cocente dei tre punti sfuggiti all'ultimo, c'è la necessità di ripartire. Sono due punti persi quelli di ieri, ma la Samp continua a dimostrare un buon approccio alle gare e la squadra sembra seguire ciecamente Mihajlovic. Con lo sfoltimento della rosa, poi, sicuramente c'è molta positività all'interno dell'ambiente e il serbo potrà seguire più facilmente i suoi ragazzi. Si spera ora anche in qualche botto in entrata, che forse servirà a puntellare quella che sembra una macchina discreta. La prossima tappa è il derby: una tappa da non sbagliare, a qualsiasi costo.

Il gol di Manolo Gabbiadini, 22 anni, per il momentaneo 1-0 Samp.

01 dicembre 2013

Colpo di pistola.

Beh, forse il vento sta leggermente girando. Forse il sinistro scagliato da Renan al minuto 89 di Inter-Samp oggi a "San Siro" non è solo il segno che i nerazzurri non sono lo squadrone che l'inizio di campionato sembrava dimostrare. Forse è anche il segnale che la Samp possa girare la difficile condizione psicologica che attraversa. Anche oggi, i blucerchiati rischiavano di uscire con zero punti contro una squadra non certo in  buona condizione; invece, il brasiliano ha tirato fuori il jolly. Ma ci vorrà di più di questo.

Javier Zanetti, 40 anni, e Sinisa Mihajlovic, 44, si scambiano il cinque a fine gara.

La Samp, dopo l'incredibile beffa subita contro la Lazio al "Ferraris" domenica scorsa, si presenta di nuovo con il 4-2-3-1, ma in variante offensiva. Torna Eder e Mihajlovic lo schiera insieme a Pozzi e Gabbiadini, con Soriano a sostituire lo squalificato Krsticic. Insomma, il tecnico serbo non rinuncia alla sua identità neanche di fronte all'Inter di Mazzarri, che cerca di accelerare il passo in campionato. Senza attaccanti, continua il 3-5-1-1 con Alvarez alle spalle di Palacio, uomo pericoloso per i colori blucerchiati.
Pronti, via e la Samp comincia più spigliata di quanto qualcuno si aspettasse al cospetto di Erick Thohir, nuovo presidente dell'Inter, alla prima da numero uno nerazzurro a "San Siro". E' sopratutto il tiro dalla distanza di Gabbiadini ad impegnare Handanovic. Poi, al 17', ecco il puntuale episodio che rischia di decidere la gara: proprio Gabbiadini, in posizione inedita di terzino destro, deve difendere su Alvarez. Una, due finte e l'attaccante blucerchiato ci casca; sul cross dell'argentino, Costa buca e Guarín ha tutta la libertà di colpire per l'1-0 dei padroni di casa. L'Inter si fa rivedere dalle parti di Da Costa con Jonathan e Cambiasso, ma tende a gestire una Samp imprecisa, che con Pozzi prova a spaventare Handanovic. Nel finale, gli ospiti perdono capitan Gastaldello, con Regini che entra al suo posto, costretto ad uscire per infortunio.
Nella ripresa, iniziata senza cambi, è ancora l'Inter a rischiare di segnare il 2-0: Guarín centra il palo con un destro potente e Da Costa non può nulla. Ciò nonostante, i nerazzurri spariscono dal campo per la successiva mezz'ora, nel vano tentativo di gestione del risultato. Mai errore fu più grave: la Samp si riorganizza e immediatamente spaventa i tifosi di casa, con il gol annullato a Pozzi per fuorigioco dell'assist-man Eder. Insomma, gli ospiti ci sono e cercano di fare la gara, visto che l'Inter sta lì, senza colpo ferire. Ancora Handanovic deve togliere le castagne dal fuoco, stavolta su punizione di Eder: una battuta centrale, che però rischia di mettere in difficoltà lo sloveno, costretto all'angolo. 
La girandola dei cambi, dovuta anche ad una partita maschia, non cambia molto. Nell'Inter dentro Kovacic, Belfodil e sopratutto Mudingayi, per coprire ancor meglio il centrocampo; nella Samp, in campo il recuperato Sansone e Renan, che non vedeva il terreno di gioco da un po' di tempo. Quando i titoli di coda sembrano in arrivo, ecco il colpo di scena finale: su una respinta della difesa nerazzurra, il brasiliano scaglia un gran sinistro dai 25 metri, sul quale Handanovic non può arrivare. Primo gol ufficiale con la maglia della Samp e prima marcatura in A per il 27enne centrocampista: mai scenario avrebbe potuto esser migliore. Nel finale, la paura del contraccolpo c'è, ma la Samp resiste e porta a casa un punto più che meritato. Del resto, è lo stesso Mazzarri ad aver ammesso, a fine gara, l'ottima prova da parte dei blucerchiati. Forse ottima è troppo, ma il succo è sostanzialmente di quelli da bere con grande soddisfazione.

Fredy Guarín, 27 anni, scaglia in porta l'1-0 momentaneo per l'Inter.

Da Costa 6; De Silvestri 6, Mustafi 6, Gastaldello 6 (dal 42' p.t. Regini 5.5), Costa 5; Palombo 5.5, Obiang 4.5 (dal 40' s.t. Renan 7); Gabbiadini 5.5, Soriano 6.5, Eder 5.5; Pozzi 5.5 (dal 27' s.t. G. Sansone 5.5) - già pubblicate su SampNews24

Nonostante la buona prova, mi scuserete se non mi unisco ai cori di giubilo. Le prestazioni delle prime due partite della gestione Mihajlovic intanto dimostrano una cosa: i giocatori non stavano più con Delio Rossi. Chissà se non c'è mai stato feeling e solo la striscia iniziale di buoni risultati tra gennaio e marzo aveva effettivamente cementato il gruppo. Intanto, qualche intervista di questi giorni e l'impegno profuso dai ragazzi contro Inter e Lazio sembra dimostrare questo punto. Il secondo è che la Samp, comunque, rimane una squadra spuntata davanti e distratta dietro. Il gol subito oggi è l'ennesima ingenuità da terza categoria che, in A e lottando per la salvezza, bisognerebbe evitare. Anche perché - spiace per Mazzarri - l'Inter non sembra più lo squadrone di inizio campionato. Forse, semplicemente, non lo era mai stato, ma era partita bene: ora, con Icardi e Milito out e con un cumulo di centrocampisti ad attaccare, neanche Palacio può fare miracoli. Se poi Renan tira fuori il jolly dell'ultim'ora, il pareggio è d'obbligo.
Difficile commentare anche le parole di Mihajlovic, che è soddisfatto. Sul piano dell'atteggiamento, posso capirlo. Sul piano del gioco, invece, l'impressione è che la Samp giochi parecchio sbilanciata (oggi in campo almeno tre attaccanti per tutta la gara, anche dopo il cambio Pozzi-Sansone), ma con un'impostazione ben arretrata. Per altro, Eder e Gabbiadini non sembrano a pieno agio nel ruolo di esterni dietro la punta. Un conto è farlo nel 4-3-3, dove tre uomini coprono le tue scorribande; un altro è quando devi cantare e portare la croce, con Obiang in condizioni pessime e Palombo non in giornata splendida. Insomma, bisognerà riprensare a questo: Eder, Sansone, Gabbiadini sono tutte seconde punte. Sì, persino lo splendido Manolo si sta rivelando un errore del mercato estivo non in quanto a prestazioni, bensì come equivoco tattico. Comprato come prima punta da 15 gol, nessuno si sta accorgendo come il suo baricentro sia sempre lontano dalla porta; vuoi per tentare la conclusione dalla distanza o partecipare meglio al gioco, Gabbiadini non è mai in area.
In questo senso, un piccolo consiglio voglio darlo al caro Sinisa: butti dentro - IN OGNI GARA - uno tra Wszolek ed il desaparecido Rodriguez. Entrambi sono esterni veri, anche se il polacco ha una maggiore propensione offensiva, mentre l'argentino giocherebbe più avanti del solito. Per altro, schierare "Maticrack" dietro la punta gli garantirebbe numerosi spazi per offendere: chissà di non ritrovarsi la soluzione ai propri problemi in casa. Intanto, anche Renan timbra il cartellino del primo gol ufficiale con la Samp. Il brasiliano potrebbe essersi conquistato qualche spazio per le prossime gare. Con un colpo di pistola nei titoli di coda.

Renan Garcia, 27 anni, scaglia il sinistro dell'1-1 finale: primo gol ufficiale con la Samp.

04 novembre 2013

Colpiti ed affondati.

«Poteva andarci peggio», avrà mormorato qualcuno a qualche secondo dalla fine di Samp-Sassuolo. E in una stagione in cui tutto va storto, è successo esattamente quanto qualcuno aveva tentato di scongiurare. Dopo una grande rimonta di cuore, i blucerchiati buttano via una gara fondamentale nel proseguo della stagione e regalano la prima gioia assoluta in trasferta agli uomini di Di Francesco. Un 4-3 che fa male, al morale ed alla classifica della Samp.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, stende Diego Farias, 23: è il rigore del 4-3.

Dopo la pessima prova di Verona, ci si aspettava un'altra verve da questa Samp. Cambiano parecchi uomini: dentro Gentsoglou, Krsticic e Pozzi, spostato Gavazzi a sinistra e c'è anche il ritorno di De Silvestri. Il 3-4-1-2 vede il centrocampista serbo a fare il trequartista, magari per infastidire un po' il giro-palla del Sassuolo. Gli emiliani, dopo la sconfitta con l'Udinese, cambiano parecchio: out Zaza per squalifica, davanti il tandem è formato da Berardi e Floro Flores. Il primo tempo è sostanzialmente alla pari. se la Samp tiene un buon possesso palla, il Sassuolo costruisce qualche azione pericolosa. Floro Flores ha la palla per l'1-0 grazie ad una disattenzione di Gastaldello, ma Da Costa salva. Poco dopo, è la Samp a passare al 19': : punizione di Krsticic, sponda aerea di Costa e Pozzi è sul secondo palo per metterla dentro. Il "Ferraris" giubila il numero 9 blucerchiato, mentre Krsticic mette in difficoltà Pegolo poco dopo su punizione. A quel punto, la Samp rischia un'altra volta, in maniera clamorosa: brutta diagonale di Gavazzi, che lascia solo Gazzola. L'esterno neroverde batte Da Costa, ma non Gastaldello, che salva sulla linea.
Si chiude il primo tempo e la ripresa sarà scoppiettante, seppur non positiva per i colori blucerchiati. Quando tutto sembra scorrere sui binari della prima frazione, un errore spezza la partita: sul cross di Longhi, Costa sbaglia il tempo e manca il pallone. Alle sue spalle c'è pronto Berardi, che stoppa e batte Da Costa in uscita per l'1-1. Una botta non da poco, tanto che basta qualche minuto per cambiare definitivamente la gara. Su una ripartenza del Sassuolo, Floro Flores pesca Berardi: il giovane talento degli ospiti affronta Costa e lo costringe al fallo da rigore. Rosso per il difensore e penalty per i neroverdi, che sempre Berardi trasforma. Sotto 2-1 e in dieci uomini, la Samp non vuole morire. Su una bella iniziativa di De Silvestri, la spizzata di Pozzi mette Eder davanti a Pegolo ed il brasiliano segna il 2-3: qualche segno di speranza per i tifosi blucerchiati, che comunque stentano ad esultare.
Il finale è da ricovero. La Samp ci riprova, stavolta dalla distanza con Eder: una deviazione spiazza Pegolo e per poco non manda il Sassuolo all'inferno. Rossi le tenta tutte, inserendo Soriano, Petagna e Wszolek per Krsticic, Pozzi e Gavazzi. Proprio il polacco crea lo spunto giusto per un corner; su questo, De Silvestri prima centra la traversa di testa, poi ribadisce in rete sulla respinta. 3-3 e "Ferraris" impazzito: sembra una rimonta da libro "Cuore" e non è detto che non si trasformi in una clamorosa vittoria. Quando il tifoso medio si sente fomentato al massimo delle sue forze, arriva l'ennesima mazzata della giornata. Prima Alexe sfiora il gol del 4-3, sparando alto sull'ennesima iniziativa del funambolico Berardi. Poi entra Diego Farias: il tifoso blucerchiato trema, ricordando quanto il brasiliano fece in un famoso Nocerina-Samp di due anni fa. E infatti Farias, neo-entrato e fresco di gambe, salta Mustafi e punta alla porta: De Silvestri, esausto, lo butta già in un'ingenuità fatta di stanchezza e fragilità psicologica. A quel punto, Berardi si prende il pallone con la tripletta di giornata e la gara si chiude lì. Un disastro, specie considerando che la Samp perde contro una diretta avversaria, in una giornata in cui probabilmente si poteva portare a casa la terza vittoria del campionato.

L'esultanza di Nicola Pozzi, 27 anni, dopo il momentaneo 1-0.

Da Costa 5.5; Mustafi 5, Gastaldello 5.5, Costa 4.5; De Silvestri 5.5, Obiang 5, Gentsoglou 5.5, Gavazzi 5 (dal 32' s.t. Wszolek 6); Krsticic 5.5 (dal 20' s.t. Soriano 5); Eder 6, Pozzi 6.5 (dal 28' s.t. Petagna 5) - pagelle già pubblicate su SampNews24

Adesso, il ciclo più importante di partite che attendeva la Samp è finalmente concluso. Prima della pausa per le nazionali, ai blucerchiati e a Delio Rossi è stato richiesto che facessero nove-dieci punti tra Livorno, Atalanta, Hellas e Sassuolo. Missione raggiunta a metà: sei punti su quattro gare contro avversarie dirette per la salvezza non sono granché, specie pensando che la Samp aveva già un pesante deficit, dovuto ad una partenza orrenda (tre punti in sette gare, nessuna vittoria).
Ora ci si chiede quale possa essere il destino di Delio Rossi: il suo stipendio da un milione e 200mila euro l'anno sembra altamente ingiustificato di fronte alla confusione tecnica che sta dimostrando. Undici formazioni diverse in undici giornate sembrano uno scherzo: è come se il tecnico blucerchiato non sapesse esattamente quali pesci prendere. Sono ben 24 i giocatori provati in questi primi due mesi di Serie A e, apparte i perenni esclusi Rodriguez e Salamon, non mi viene in mente nessuno che possa rigirare questa barca. Ci sono stati giocatori sugli scudi, altri meno pronti, ma nessuno in grado veramente di cambiare la partita. L'esempio massimo è Andrea Costa: finora era stato positivo, ma anche lui ha dovuto subire la sindrome della giornata storta, regalando praticamente la vittoria al club emiliano (rigore più espulsione è come uno scaccomatto a scacchi).
E ora arriva un periodo tremendo: si affronteranno in sequenza la Fiorentina al "Franchi", la Lazio e l'Inter a "San Siro". Non proprio il massimo per chi cerca di salvarsi. E' chiaro che, se si vuole cambiare, questo è il momento propizio: meglio prendere qualche sberla, ma dare tempo al nuovo allenatore di capirci qualcosa. Del resto, il tifoso medio sampdoriano non si aspetta molto da queste gare: da queste, l'anno scorso la Samp di Ferrara e Rossi raccolse appena un punto. L'importante è cercare di non imbarcare troppo: il rischio di finire colpiti ed affondati un'altra volta è davvero molto, molto alto.

Domenico Berardi, 19 anni: prima tripletta in Serie A e cinque gol in campionato.

27 ottobre 2013

Finalmente il merito.

Difficile dirlo, ma finalmente è arrivato tutto ciò che i tifosi volevano da questa stagione: una vittoria meritata, senza subire gol e la prima gioia al "Ferraris". Samp-Atalanta è questo: una gara sofferta nel primo, ma che nel secondo ha cambiato nettamente direzione e ha portato i blucerchiati al trionfo. Ora, a quota 9, il futuro sembra meno grigio, anche se non bisogna smettere di lavorare. Intanto, il vituperato Sensibile ha modo di farsi ricordare grazie alle gesta del prode Shkodran Mustafi.

Manolo Gabbiadini, 22 anni, decisamente deludente contro la sua ex squadra.

Reduci dalla vittoria all'ultimo respiro di Livorno, Rossi ripropone una Samp simile a quella vista in Toscana: 3-4-1-2, con Bjarnason dietro la coppia Eder-Gabbiadini, il recupero di Mustafi in difesa e Palombo riproposto a centrocampo. A sinistra, senza Gavazzi, Regini vince il ballottaggio su Barillà, apparso poco brillante contro i granata. Di contro, l'Atalanta è reduce da tre vittorie consecutive e ha voglia di sognare ancora: senza Lucchini e Bonaventura, Brienza è il cursore di sinistra del centrocampo degli ospiti. Davanti Moralez accompagna Denis. Il primo tempo vede la Samp sostanzialmente nulla: apparte un tiraccio di Gabbiadini dalla distanza, i blucerchiati sembrano impacciati ed incapaci di creare una qualsiasi azione pericolosa. Tutt'altra storia per l'Atalanta, che nonostante le assenze si mostra pericolosa e sopratutto in controllo del gioco. La mossa a sorpresa è Raimondi esterno offensivo di sinistra: è lui ad avere le occasioni più pericolose della prima frazione. Prima spara alto da due passi su assist di Denis, poi trova la traversa a fine primo tempo su un bel lancio di Cigarini: Da Costa è battuto, ma il legno grazia la Samp. Una Samp che rientra tra i fischi assordanti del suo pubblico, desideroso di vedere ben altre prestazioni dopo la vittoria miracolosa di Livorno.
Il piglio di Rossi negli spogliatoi, il cambio Gentsoglou-Palombo ed un diverso schieramento sul campo portano la Samp a dominare la ripresa. Le parti si rivoltano completamente: i blucerchiati sono padroni del pallone e l'Atalanta fatica a far circolare la sfera come nei primi 45'. Prima è Gabbiadini a sfiorare la porta con un bel sinistro al volo su assist di Eder, poi è il brasiliano a scaldare le mani di Consigli. L'ex Cesena è scatenato: offre sul destro di Obiang un rigore in movimento, ma lo spagnolo è impreciso e consente al portiere dell'Atalanta il miracolo di giornata. Quando la sfida sembra vederci benissimo (come al solito), arriva il vantaggio: corner di Eder, incornata di Mustafi e Cigarini tenta di evitare la rete blucerchiata con un fallo di mano. Il pallone finisce comunque dentro e scoppia un parapiglia: l'arbitro sembra intenzionato al rosso più rigore, ma alla fine torna su più miti consigli e decide di assegnare il giallo a Cigarini ed il gol ai padroni di casa. Primo gol in Serie A per Shkodran Mustafi, 21 anni e tanta voglia di emergere.
Quando la Samp è ormai padrone della gara e gli ospiti sembrano scomparsi dal campo, arriva anche l'espulsione del giovane Nica a chiudere la partita: entrataccia da dietro e per l'arbitro l'intervento del terzino nerazzurro è troppo scomposto per non esser sanzionato con il rosso. Ancora Eder e Gabbiadini provano ad impensierire Consigli dalla distanza, ma alla fine la Samp essenzialmente decide di gestire la gara. Nel finale, Denis ha un rigore in movimento per pareggiarla, ma la fortuna è dalla parte dei padroni di casa e così i blucerchiati portano a casa la prima vittoria stagionale tra le mura amiche. Sofferta, in chiaroscuro, ma meritata e conquistata con un ottimo secondo tempo.

Andrea Costa, 27 anni, contrasta tenacemente German Denis, 32.

Da Costa 6; Mustafi 7.5, Gastaldello 6, Costa 7; De Silvestri 6, Obiang 6, Palombo 4.5 (dal 1' s.t. Gentsoglou 6.5), Regini 6.5; Bjarnason 5; Eder 6.5 (dal 33' s.t. Soriano s.v.), Gabbiadini 5.5 (dal 37' s.t. Pozzi s.v.) - pubblicate già su SampNews24

Con questa vittoria, la Samp può guardare con ulteriore fiducia al futuro. Lo stesso Mustafi, a fine gara, ha dichiarato come questi tre punti possano aiutare i blucerchiati a stare più sereni; tuttavia, la serenità non deve far dimenticare il fatto che questa squadra sembra avere un'autonomia massima di 45', massimo 60'. Ci sono fasi della gara in cui scompare ed altre in cui sembra poter portare a casa la posta. Ci vorrà ben altro per sperare in quello che è l'obiettivo stagionale: una salvezza tranquilla.
Capitolo a parte per quanto riguarda Angelo Palombo. Autore di una prestazione che ritengo di poter annoverare tra le peggiori mai viste con la maglia della Samp, il numero 17 blucerchiato si è stizzito e ha zittito il pubblico. A fine gara, ha chiesto scusa, ma anche precisato come sperasse che il pubblico incitasse la squadra per tutti i 90' piuttosto che fischiare un gruppo così giovane durante la partita. Palombo ha bisogno di riguardarsi la gara: la maggior parte dei fischi erano rivolti a lui, alle sue incertezze a centrocampo e alla lentezza dimostrata nell'impostazione. All'ennesimo lancio nel vuoto, i tifosi hanno reagito. Poi il vice-capitano blucerchiato ha comunque ragione: si fischia a fine gara, c'è tempo. Ma non si pari dietro la storia del gruppo giovane, perché i fischi erano SOPRATUTTO per lui.
Se poi vogliamo buttare uno sguardo al futuro, c'è da esser fiduciosi: Costa e Mustafi sono due rocce e la difesa non ha subito gol per la prima volta. Regini si è ben disimpegnato a sinistra, anche se penso che contro avversari più forti soffrirà inevitabilmente: a tal proposito, qualcuno si riguardi la finale dell'Europeo U-21 (giocava in una difesa a quattro). Gentsoglou, appena entrato, si è fatto ben apprezzare: non sarà Pirlo ed è abbastanza lento, ma gioca con semplicità e fa valere il suo fisico. Pare già molto in questa Samp da salvezza risicata. Infine, complimenti ad Eder: nel secondo tempo è stato devastante, ma c'è bisogno che sia più continuo.
Ora ci sono due gare che decideranno se il campionato della Samp sarà di ulteriore sofferenza o se ci si potrà pian piano tirar fuori dai guai: la trasferta di Verona contro l'Hellas e la gara in casa contro il Sassuolo. Quando stava per iniziare il filotto di queste quattro partite (Livorno ed Atalanta comprese), speravo in nove-dieci punti. Mantengo quella speranza, a maggior ragione dopo queste due gare. Un pareggio a Verona sarebbe manna, visto che l'Hellas se l'è giocata anche ieri nella tana dell'Inter. Tuttavia, è un match da tripla. A Verona è difficile giocare bene, ma la Samp di questo periodo sembra essersi parzialmente ripresa. Qualunque risultato arriverà, l'importante è che si ottenga con merito: è l'unico segnale che può essere veramente di speranza per i tifosi.

Samp in festa dopo il gol di Shkodran Mustafi, 21 anni: sarà quello decisivo.

25 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - parte prima).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la prima parte, riguardante portieri e difensori.

Sergio Romero, 26 anni: stagione strana la sua, la prima in A.

PORTIERI
1 Angelo Da Costa (4 presenze, 7 gol subiti): 6.5 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Il portiere della normalità: ogni tanto ha dei guizzi (vedi rigore parato in Samp-Sassuolo dell'anno scorso), ma rende secondo una linea che non subisce mai sobbalzi o cali. Lui fa quel che può e lo fa bene: gioca solo quattro partite stagionali, ma trova il modo di farsi apprezzare. E' destinato ad essere il secondo a vita in A, ma è un ruolo in cui eccelle senza problemi.

22 Sergio Romero (33 presenze, 40 gol subiti): 6.5 - migliore match: Milan-Samp 0-1
Le numerose disattenzioni degli ultimi tempi hanno fatto passare in secondo piano le parate compiute ad inizio stagione. Qualcuno si ricorda i suoi miracoli a "San Siro", le due grandi partite contro la Roma o gli interventi allo "Juventus Stadium"? No, di questi tempi faccio anche io a ricordarle; tuttavia, esse non vanno dimenticate, altrimenti non si riuscirebbe a dare la giusta caratura all'annata del portiere della nazionale argentina. Non un gran scuola, ma uno che - per doti tecniche - in A può starci benissimo.

32 Tommaso Berni (3 presenze, 5 gol subiti): 6 - miglior match: Parma-Samp 2-1
Arrivato come uomo spogliatoio di ritorno dal Portogallo, il ragazzo fa il suo dovere di collante all'interno dell'ambiente. Poi, in campo, scende per tre volte e prende cinque palloni dal fondo della porta, senza rimanere particolarmente in mente per i suoi interventi.

DIFENSORI
3 Andrea Costa (28 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Napoli-Samp 0-0
Sicuramente una delle migliori rivelazioni del Doria di quest'anno, sebbene la prima parte di stagione non sia stata particolarmente esaltante. Il guaio principale è che - da terzino nella difesa a 4 - non si esalta. Inoltre, appariva molto nervoso e già l'anno scorso, in B, aveva avuto un calo vertiginoso delle prestazioni. Lo subisce anche in A, riprendendosi da gennaio in poi, quando comincia a sfoderare ottime giocate. Certo, l'infortunio lo mette fuori gioco qualche settimana fa, ma spero possa essere più continuo l'anno prossimo.

7 Paolo Castellini (8 presenze, 0 gol): 6 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Se l'anno scorso ci si aspettava molto da lui, nonostante l'anno di poche presenze a Roma, quest'anno non c'era eccessiva attesa per le sue prestazioni: per questo, è molto più facile dargli la sufficienza, specie per il finale di campionato. Quando c'è stato bisogno, il terzino è diventato centrale sinistro ed è stato all'altezza del suo compito.

8 Shkodran Mustafi (17 presenze, 0 gol): 6.5 - migliore match: Samp-Bologna 1-0
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

13 Gaetano Berardi (21 presenze, 0 gol): 5
Stagione a due facce la sua: nella prima parte di campionato, sotto Ferrara, è tosto e ricorda il Campagnaro dei bei tempi per la tenacia, privata però del dribbling. Alla lunga, il fatto che non spinga mai su quella fascia si fa sentire e alla lunga viene lasciato fuori. Rossi lo utilizza un paio di partite: quando lo svizzero si fa espellere ingenuamente allo "Juventus Stadium", il tecnico capisce che non può più contare su di lui.

Andrea Costa, 27 anni, una delle note positive della stagione blucerchiata.


15 Simon Poulsen (7 presenze, 0 gol): non giudicabile - miglior match: Lazio-Samp 2-0
Quando parti titolare per tre volte in stagione e scendi in campo per appena 10' nelle altre quattro presenze,  difficile darti un giudizio: questo è quello che mi sento di dire su Poulsen, un mistero del mercato blucerchiato. Perché un nazionale danese, regolarmente convocato, non poteva giocare al posto dell'ectoplasmatico Estigarribia? Ai posteri l'ardua sentenza. Tuttavia, non accetto il dettame per cui, se né Rossi, né Ferrara l'hanno schierato, allora qualcosa che non andava c'era per forza. No, non poteva andare peggio del paraguaiano.

17 Angelo Palombo (15 presenze, 0 gol): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Non era facile rimettersi in gioco. Su questo, ha aiutato parecchio l'arguzia di Delio Rossi: l'ex tecnico di Lazio e Palermo aveva capito come Palombo non potesse essere più utile per la causa blucerchiata come regista di centrocampo, dove Krsticic, Obiang e Maresca gli avrebbero mangiato in testa. Così, il numero 17 è stato riadattato come libero, riscoprendo una seconda giovinezza. Pur rimanendo convinto che non debba esser titolare, potrebbe aver trovato il modo di rendersi utile fino al ritiro.

19 Lorenzo De Silvestri (25 presenze, 2 gol): 6 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Il suo correre sulla fascia ricorda quello di altri protagonisti degli anni scorsi in maglia blucerchiata: ha tante capacità atletiche, ma i suoi piedi sono quelli di Cristian Maggio. E ho detto tutto. Non per nulla, i suoi due gol stagionali - importantissimi - vengono da precise inzuccate sui cross... degli altri: prima contro il Catania, poi contro la Juventus. Nella prima parte della stagione, viene accantonato da Ciro Ferrara per Berardi; poi Delio Rossi lo rimette in gioco e lui tira fuori una buon periodo di forma. Tuttavia, il suo riscatto è esoso e spero che si possa trovare qualcuno che effettivamente salti l'uomo e/o metta in mezzo cross ficcanti.

28 Daniele Gastaldello (34 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Milan-Samp 0-1
Quel clamoroso salvataggio sulla linea a "San Siro" contro il Milan inaugurò il ritorno di Gastaldello in A: spesso cercato da club della massima serie, il centrale ha giocato una buona stagione, seppur macchiata da alcune prestazioni indegne delle sue capacità. Il rosso contro la Fiorentina ed alcune altre ingenuità mi portano a pensare che lui possa fare di meglio di così.

35 Jonathan Rossini (26 presenze, 0 gol): 5.5 - miglior match: Samp-Napoli 0-1
Il soldato Johnny ha subito parecchio il salto dalla B alla A: se nella cadetteria si era dimostrato affidabile e sicuro, nella massima serie bastano 5-6 partite per farlo barcollare. Riesce ad annullare Cavani al "Ferraris", ma poi si perde in tante partite. La sua prestazione a Palermo è il punto più basso della stagione e così Ferrara lo mette da parte; quando il terzetto difensivo è ormai stabilito, lui è costretto a fare da ripiego, senza neanche troppo successo. Diamogli comunque tempo: ha un bel passo, un piede educato. Deve solo imparare ad essere più sicuro di sé. 

Simon Poulsen, 28 anni, uno dei punti interrogativi della Samp di quest'anno.

04 marzo 2013

T'immagini..

Un saggio diceva: «Non importa dove arrivi, l'importante è che cosa provi mentre corri». Per carità, il buon vecchio saggio aveva ragione; certo che, a guardare la classifica, qualche rimpianto viene, eh. Giusto perché la striscia di sette sconfitte consecutive ha bruciato qualunque sogno in partenza; fatto sta che, con l'ennesima vittoria nell'ultimo mese, la Samp stende il Parma per 1-0 e vola a quota 35, nonostante il -1 iniziale. Adesso, la salvezza dista cinque punti; qualcuno dice anche meno, visto l'andamento delle ultime tre, tutte ferme a quota 21. Tuttavia, mai abbassare la guardia. E chissà cosa avremmo fatto con Rossi dall'inizio..

Sampdoriani e parmensi mischiati: continua il gemellaggio, iniziato nel febbraio 1991.

La Samp si presenta alla sfida del "gemellaggio" contro il Parma con la stessa formazione di sempre; gli unici due cambi iniziali sono rappresentati dal recupero di Palombo e dal reintegro di Eder, che mettono in panca il redivivo Rossini ed il decisivo Sansone. Per il resto, tutti confermati; qualche guaio in più per i ducali, senza molti giocatori fondamentali e con l'attacco spuntato. Così spuntato che il centravanti è Biabiany; già, gioca nello stesso ruolo in cui giocava quando vestiva la maglia della Samp. Beffardo il destino, no?
Il primo tempo andrebbe derubricato come "noia assoluta": i padroni di casa fanno tanta fatica ad impensierire Mirante, tendendo sopratutto a far girare la palla, senza però tirare dalla distanza. Invece, gli ospiti si basano sulle geometrie di Valdes e Marchionni, che dovrebbero lanciare gli sprint di Sansone e Biabiany. La Samp trova un paio di iniziative grazie a Eder, che solletica Mirante, ma non crea molto in fase offensiva; il Parma, invece, ha le migliori occasioni. Sopratutto quando Biabiany, ex di turno lanciato a rete, salta Palombo in velocità, ma spara alto davanti a Romero.
La ripresa trova subito il cambio dell'infortunato Coda con Mesbah ed i ducali passano al 4-4-2, rendendosi anche più pericolosi. La Samp va a folate, ma non sembra credere troppo alla vittoria: lo si vede al 49', quando la sponda di Icardi trova il duo Costa-De Silvestri in area, senza però che nessuno dei due concretizzi. Fortunatamente, il Parma non crea troppo, però i blucerchiati trovano il vantaggio al 58': bell'assist di Estigarribia su punizione ed Icardi anticipa di testa Mirante. Incredibile l'errore del portiere ospite, che "sfarfalla" sul cross del paraguaiano. Le tante ammonizioni spezzano il match, ma non la tensione del pubblico, che vede una Samp in vantaggio, ma contratta.
Al 63' il Parma ha una delle migliori occasioni della partita: bel lancio di Mesbah, Rosi è solo in area, ma schiaccia debolmente su Romero, consentendo una parata facile all'argentino. L'entrata di Amauri crea scompiglio, tanto che al 70' Palombo colpisce il palo della propria porta, rischiando un clamoroso autogol; fortunatamente, il Parma ha finito il carburante e - nonostante la pressione finale - non crea più nessuna occasione. Anzi, è la Samp che potrebbe chiudere il match, ma Icardi sparacchia su Mirante su un bel suggerimento dell'attivissimo Estigarribia. Si chiude tra ammonizioni e squadre lunghe: così, la Samp vola al 10° posto e sembra avvicinarsi sempre più alla tanto agognata salvezza.

Pedro Obiang, 20 anni, il solito lottatore a centrocampo.

Romero 6.5; Gastadello 5.5, Palombo 6, Costa 6.5; De Silvestri 5.5, Poli 6, Krsticic 5.5, Obiang 6.5, Estigarribia 6.5; Eder 5, Icardi 6 (Sansone 6).

Insomma, i 35 punti (anzi, 36) sembrano quasi un miracolo, pensando all'ultimo periodo di Ferrara. Merito sopratutto di Delio Rossi: 18 punti nelle ultime 10 gare sono un risultato fantastico, specie se si ricorda come il mercato di gennaio ha portato solo Sansone ed un Rodriguez ancora in fase di rodaggio. E adesso viene il bello: le prossime partite potrebbero consentire la chiusura della pratica, permettendoci un finale di campionato sereno ed improntato sugli esperimenti: Poulsen, Rodriguez e Maxi Lopez hanno bisogno di un test, per capire se la loro presenza qui è per caso o c'è un motivo tecnico serio. Certo, i rimpianti rimangono parzialmente. Parafrasando Vasco Rossi: «T'immagini se fosse sempre domenica e se Delio fosse sempre stato lì..»

Mauro Icardi, 19 anni, esulta per l'1-0: è il nono gol in campionato.

17 dicembre 2012

Cannoli d'annata.

I deja-vù sono fenomeno comune negli ultimi anni; lo so ancor più per il tifoso medio della Sampdoria. A Catania, arriva un'altra sconfitta. La seconda consecutiva, la nona in 17 giornate: insomma, non un grande trend, sopratutto se si pensa che le altre squadre che lottano per la salvezza stanno muovendo la classifica. Il Doria, andato in vantaggio al "Massimino", ha avuto occasioni per chiuderla; poi, la squadra di Maran ha ripreso il pallino del gioco in mano ed è finita lì. Una giornata che era ottima fino al 45' e poi ha finito per trasformarsi nell'ennesimo psicodramma stagionale.

Gaetano Berardi, 24 anni, e Nicola Legrottaglie, 36, lottano per il pallone.

La compagine blucerchiata si presenta a Catania con il rientro di Mustafi e Krsticic, lasciando spazio al solito 4-5-1 in versione ferrariana. I padroni di casa, invece, recuperano Barrientos dopo la vittoria di Siena, confermando Castro nel tridente d'attacco. La fatica dell'impegno di Coppa Italia, disputato in settimana, si fa sentire per i rossoazzurri: all'inizio, il Catania appare poco fluido ed il gioco di Maran sembra esser sparito. Di contro, la Samp non punge e si limita ad assistere ai tentativi imprecisi dei siciliani, prima con Izco, poi con Bergessio. Quando la Samp appare schiacciata al limite dell'impossibile, ecco l'episodio-svolta: dopo essersi mangiato un gol in area avversaria, Icardi salta mezza difesa catanese, fino a che non viene steso da Legrottaglie. Per il sig. Giacomelli è rigore netto e giallo per il difensore; Maresca, capitano odierno, trasforma spiazzando Andujar.
Se l'1-0 appare immeritato, la Samp prova subito a raddoppiare: una grande azione di Icardi semina il panico in area rossoazzurra, ma l'argentino spara fuori davanti ad Andujar. Poi è Eder, appena entrato per l'infortunato Maresca, ad impegnare il portiere avversario. Il Catania tenta un pressing finale e chiede un rigore per un'entrata scomposta di Romero su Bergessio; tuttavia, l'episodio sembra regolare e così la squadra di Maran conclude il primo tempo con un pugno di mosche.
Vista la situazione di vantaggio e la nuova disposizione offensiva (un 4-4-1-1 con Eder a supporto di Icardi), la Samp sembra in grado di controllare un Catania in difficoltà. Tuttavia, il Doria crea l'ultima occasione della sua partita al 53': bel lancio di Eder, Bellusci manca l'intervento e Icardi deve solo centrare la porta. Sfortunatamente, l'argentino spedisce in curva. E così il match si chiude, dato che gli ospiti arretrano il baricentro, mentre i rossoazzurri dominano, seppur non tirino troppo in porta.
Al 54', il pareggio di Paglialunga è solo l'anticipo di un secondo tempo da inferno: sulla sponda di Bergessio, né Rossini né Berardi chiudono il mediano catanese prima che tiri. Dieci minuti dopo, è lo stesso numero 9 rossoazzurro a portare in vantaggio i padroni di casa. Sull'azione del 2-1 succede di tutto: Mustafi, infortunato, si perde Marchese; il terzino mette in mezzo e Costa, dopo aver tenuto tutti in gioco, guarda Bergessio e lo lascia staccare in area per il vantaggio della squadra di Maran. Un'azione così mal gestita da farti passare qualunque speranza.
A questo va aggiunta la totale assenza di reazione della Samp: nonostante l'entrata di Castellini e Pozzi ed il passaggio ad un 4-3-3 atipico, gli ospiti non creano neanche un'occasione. Anzi, è il Catania a sfiorare il 3-1 sempre con Bergessio, che manda di testa a lato una punizione di Lodi. Il resto è una lunga agonia verso il 90', quando Castro sigla il 3-1 su gentile regalo di Rossini, che liscia l'assist di Bergessio. Ferrara si arrabbia con Maran a fine partita ed accusa il Catania di intimidazioni all'arbitro. Non voglio discutere l'ostilità del pubblico del "Massimino", viene però da dire che sarebbe meglio pensare a cosa cambiare in questa squadra. Domenica arriva la Lazio, un'altra figuraccia sarebbe troppo da sopportare.

Enzo Maresca, 32 anni, trasforma il rigore del vantaggio blucerchiato.

Romero 5 | Insomma, il trend ha ricominciato a calare: due uscite mettono a rischio le coronarie di molti tifosi. Speriamo che sia solo una giornata storta.
Mustafi 5.5 | Nel disastro, il tedesco è quello che sfigura di meno; l'infortunio lo mette fuori gioco.
Rossini 4 | Continua il suo momento difficile: la sua sicurezza è sparita, insieme alla palla che regala un facile tap-in per il 3-1 di Castro.
Costa 4.5 | I suoi movimenti sull'azione del 2-1 di Bergessio sono da film horror.
Berardi 5 | Adattato come meglio si può, limita Barrientos. Nel secondo tempo, crolla insieme agli altri, lasciando per altro troppo tempo per la conclusione di Paglialunga.
Maresca 6 | Gol a parte, tenta di illuminare la squadra con un paio di giocate.
Obiang 5.5 | Primo tempo cattivo e pieno di recuperi, ma nel secondo viene travolto.
Tissone 6.5 | Il migliore della Samp: il suo primo tempo ricorda quello dell'anno della Champions. Pressa, imposta, rilancia; poi, nei secondi 45', perde la retta via. Peccato, se no ci sarebbe stato un voto ben più alto.
Poli 5 | L'effetto derby sta cominciando a finire. C'è da sperare che Ferrara se ne accorga.
Krsticic 6.5 | Insieme a Tissone e Maresca, trascina la Samp nel primo tempo. Il serbo mette lo zampino sull'azione del rigore e pressa a tutto campo.
Icardi 6 | La sua valutazione sarebbe stata molto più alta se non si mangiasse tre gol davanti ad Andujar. E' giovane, si farà e ci vuole tempo; certo, il numero sull'azione del rigore è d'alta scuola.

Eder 6 | Entra per sostituire l'inforunato Maresca ed impegna gli avversari. Poi, il brasiliano s'innervosisce e si perde.
Castellini 5.5 | Entra per un Mustafi infortunato: il suo ingresso non cambia l'andazzo negativo.
Pozzi s.v. | Poche speranze di ribaltare il passivo nel nulla finale.

La fine del 2012 è arrivata, ma ci vorrebbero i Maya per questa Samp. Stanca, lenta e prevedibile, la squadra di Ferrara stupisce e convince solamente quando deve giocare coperta. Se si tratta di impostare o giocarsela a viso aperto, la partita diventa un problema. Adesso arrivano tre partite che potrebbero decidere il destino di Ferrara: Lazio, Juventus e Milan sono avversari proibitivi, ma i punti vanno presi da qualche parte. E chissà che la Samp non tiri fuori nuove imprese, come quelle di San Siro o del Franchi. Intanto, godiamoci questi cannoli d'annata, perché forse il Catania (ed il suo pubblico poco sportivo) ci ricordano intanto tutto quello che avremmo voluto essere. E che, per una ragione o un'altra, non saremo quest'anno.

Lucas Castro, 23 anni, al secondo gol in Italia: il suo 3-1 chiude la gara.

16 settembre 2012

Il cinismo è il nostro mestiere.

Che dire.. forse non ce lo saremmo mai aspettati. Se qualcuno mi avesse detto che avremmo fatto tre vittorie nelle prime tre giornate, la risposta più plausibile sarebbe stata una grossa risata. Ed invece questa Samp ha una dote di cinismo che in 16 anni da tifoso sampdoriano non avevo mai visto. Il Doria espugna Pescara per 3-2 dopo una partita sofferta, nella quale l'avversario potrebbe meritare il pari, ma i blucerchiati sono più lesti. Sono più svelti. Sono, in una parola, concreti. E questa dote sarà solo di buon auspicio durante tutto il corso del campionato, dato che i 40 punti della salvezza dovranno arrivare il prima possibile. Intanto ci stiamo togliendo molte soddisfazioni.

La Samp si presenta a Pescara con 10/11 confermati rispetto al precedente match casalingo contro il Siena. L'unica differenza si trova tra i pali. Romero aveva chiesto un permesso da molto tempo per assistere alla nascita della sua secondogenita e, per questo, è rimasto in Argentina. Con Da Costa squalificato fino a Novembre per il calcio-scommesse, in porta si schiera Tommaso Berni, terzo portiere doriano. Ultima partita in Serie A nel Febbraio del 2011. Insomma, se non è scommessa, poco ci manca. Il Pescara, invece, ha cambiato molto. Nella sosta, Stroppa ha avuto tempo per riflettere e comprendere che il 4-3-3 iniziale era troppo spregiudicato per gli abruzzesi. Così, il Pescara si dispone in una nuova veste, il 4-2-3-1, che perlomeno dà più copertura alla sventurata difesa dei delfini.
Vedendo i primi minuti di gioco, la mossa sembra azzeccatissima. Prima Weiss spara centralmente su Berni dal limit dell'area, poi per poco non accade la frittata. Lungo lancio di Colucci al 5', Rossini buca l'intervento e Vukusic si avventa sul pallone, colpendo la traversa dal limite dell'area. Primo brivido dopo appena cinque minuti. E la Samp non sembra dare segni di risveglio, tanto che è ancora Vukusic a rendersi pericoloso. L'ex Hajduk di Spalato prima calcia a lato su assist di Quintero, poi pressa Berni e per poco non lo costringe ad un rinvio controproducente. Il numero 32 blucerchiato, infatti, rinvia addosso al croato, che manca di poco il gol fortunoso.
Quando Poli è costretto ad uscire per infortunio (al suo posto entra Soriano), la Samp si sveglia. Non produce molto, ma perlomeno non lascia il pallino del gioco al Pescara. Prima Maxi lancia Soriano, che però si fa soffiare palla da Eder in fuorigioco; poi Costa colpisce male di testa un pallone scodellato in area da Maresca.
Se la Samp pare in difficoltà, una verticalizzazione basta a risolvere i problemi della formazione di Ferrara. Obiang taglia a metà il centrocampo pescarese e serve in profondità per Eder. Il brasiliano salta Zanon e, con Perin in uscita, serve Maxi Lopez. A porta spalancata, è un gioco da ragazzi per l'argentino: 1-0 e premio anche troppo grande per una Samp inguardabile nei primi 25 minuti di gioco. Il primo tempo non riesce a proporre nient'altro, se non un'entrata da "arancione" di Cascione su Obiang.
Nel secondo tempo, l'inizio è simile a quello del primo: Pescara con il pallino del gioco in mano e Samp in balia degli abruzzesi. L'unico lampo doriano dei primi dieci minuti è di Eder, che salta Zanon con un gioco di prestigio e sfiora il 2-0 con un destro dal limite dell'area, che si spegne di poco a lato. A quel punto, si scatena il giovane colombiano Juan Quintero, che sarà una spina nel fianco per la difesa blucerchiata fino a fine partita. Inoltre, Vukusic coglie un'altra traversa, stavolta con un sinistro fortunoso, battezzato malissimo da Berni. Eder è costretto al cambio - anche lui per infortunio - e Ferrara mette dentro Kristicic, sacrificato nuovamente come esterno.
Il Pescara ha una super-occasione con Weiss, che salta Berardi e Maresca prima di sparare alto a pochi metri da Berni. Stroppa prova la mossa della disperazione: dentro Caprari per Zanon, con l'arretramento di Balzano ed il baricentro dei biancoazzurri che diventa molto offensivo. Ma quando il Pescara tenta il tutto per tutto, la Samp raddoppia. Kristicic, sulla linea dei centrocampisti nell'occasione, trova il corridoio giusto per servire Estigarribia. Il suo lancio di 30 metri mette il paraguaiano nella condizione di freddare Perin con un gran sinistro dentro l'area. 2-0 e Pescara ancora una volta disattento in difesa, sopratutto quando bisogna effettuare la tattica del fuorigioco.
Da lì, la partita è in mano alla Samp. Che sfiora un altro gol sempre con Estigarribia, ma Perin si fa trovare preparato. Mentre Weiss conlcude la propria partita con una punizione a lato, prima di farsi sostituire da Celik. E dopo che la Samp ha nuovamente sfiorato il 3-0 con un bel sinistro a giro di Kristicic, il Pescara accorcia le distanze. Quintero semina il panico nella difesa blucerchiata, prima di servire un solissimo Celik, che batte Berni dall'interno dell'area. 2-1 e partita riaperta.
Bastano 120 secondi ed il match sembra sigillato: Soriano serve Maxi Lopez in profondità, il centravanti sampdoriano fa scorrere il pallone e batte Perin per la terza volta. Il suo destro chirurgico vale il 3-1 per gli ospiti. Buttato dentro anche Abbruscato per un buon Vukusic, il Pescara si getta in avanti senza più guardare alla difesa. Caprari è il protagonista del finale convulso di partita. Prima ci prova da fuori, ma Berni para a terra. Poi il talento scuola Roma trova il gol del 2-3 con un gran destro dai 25 metri: nulla da fare per il portiere sampdoriano, che pure tocca il pallone prima che finisca in rete. Il finale è un pressing asfissiante, che però non porta alla creazione di nessuna chiara occasione da gol. E' 3-2 Samp.
Un punteggio tutto sommato giusto, ma se i padroni di casa avessero pareggiato, forse non ci sarebbe stato nulla da dire. Il Pescara, con questi uomini e con questo modulo, può sicuramente mettere più paura di quanto non ne abbia fatta nelle prime due giornate. Certo, andrà registrata un pochino la difesa, spesso impreparata agli attacchi avversari. La Samp è molto cinica, come mai abbia ricordato nella mia vita da tifoso.

Berni 5.5 | Insomma.. il ragazzo non giocava da parecchio e ha disputato solo sei partite negli ultimi cinque anni. Onestamente, era difficile aspettarsi di più.
Berardi 6 | Weiss fa tanta scena, ma alla fine non gli crea grossissimi problemi.
Rossini 6 | All'inizio si lascia scappare Vukusic, poi si riprende senza troppe incertezze.
Gastaldello 6.5 | Il migliore della nostra difesa, sempre sul pezzo.
Costa 6 | Finché è in campo, fa il suo compitino. Avrebbe potuto osare di più, visto che Balzano - in quanto terzino di ruolo - non lo ha attaccato così insistentemente.
Maresca 6 | Bene in fase d'impostazione, ma quanto soffre la mobilità di Quintero. Il ragazzino colombiano lo salta parecchie volte, dimostrando che anche l'età conta qualcosa.
Obiang 6.5 | Partita leggermente sotto la media, ma non può essere straordinario sempre.
Poli 6.5 | Il migliore della Samp nei primi e tremendi 20'. Poi s'infortuna ed è costretto a lasciare il campo.
Estigarribia 6 | Lo salva il gol, altrimenti sarebbe stato - senza dubbi - il peggiore degli undici con la maglia blucerchiata. Abulico, assente, non attacca quasi mai Modesto. Quando poi viene spostato sulla sinistra, a causa dell'infortunio di Eder, Zanon gli concede molto più spazio e lui colpisce.
Eder 6.5 | Buona la partita del brasiliano. Molti spunti, ma sopratutto l'intesa con Maxi Lopez cresce con il passare delle gare. Peccato per il suo infortunio, speriamo non sia nulla di grave.
Maxi Lopez 8 | Che mostro. Non lo noti molto, ma intanto siamo a tre gol in due gare e mezzo con la maglia della Sampdoria. Se sarà questo il ritmo tenuto dal "rubio", sarà difficile stargli dietro. Il secondo gol è da centravanti di razza.

Soriano 6 | Prova sufficiente la sua, peccato per il mancato dinamismo che di solito fornisce alla squadra.
Kristicic 7 | Continuo la mia personale crociata contro il ruolo che Ferrara ha designato per il ragazzo. Non è un esterno. Infatti, la cosa migliore della sua partita la fa quando è sulla linea dei centrocampisti. Il lancio per il 2-0 di Estigarribia è roba degna di un centrocampista con i controfiocchi. Speriamo che l'allenatore se ne renda conto.
Castellini 5.5 | Speravo di vedere Poulsen in campo. Purtroppo il danese non sembra ancora pronto e allora dentro l'eterno ex Parma, che però vede le stelle contro Caprari.


Adesso siamo a nove su nove. Oddio, i punti in classifica sono otto, ma quel -1 comincia ad essere solo un dato statistico e non più un fastidio. Ora ci attende il Torino, che affronteremo in casa nel prossimo turno. Il match del 23 Settembre - ore 12.30 - ci permetterà di sfidare degli eterni rivali. Ma sopratutto dei contendenti alla salvezza. La squadra di Ventura mi sembra quadrata, ma noi abbiamo dimostrato di non essere da meno. Bisognerà ricordarsi le due sconfitte dell'anno scorso per evitare di commettere gli stessi errori. Due 2-1 che costarono molto in termini di orgoglio. L'importante è vincere, per arrivare sereni alle due sfide di fuoco contro Roma e Napoli. Del resto, abbiamo imparato che il cinismo è il nostro mestiere.

Maxi Lopez, 28 anni, è in forma: tre gol in tre gare con la maglia della Samp.

31 agosto 2012

Quasi tutto ok.

E' stata una lunga estate, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Parafrasando lo slogan della pubblicità di un famoso amaro, la Samp conclude la sua sessione estiva di mercato in maniera soddisfacente. Di sicuro, ci sono stati dei progressi in entrata, mentre in uscita Sensibile ha saputo fare delle buone cose, non riuscendo a liberarsi però del personaggio più discusso, ovvero l'ex capitano Angelo Palombo, che rimane alla Sampdoria nonostante sia evidentemente fuori dal progetto di Ciro Ferrara.

Edoardo Garrone, 51 anni, e Pasquale Sensibile, 40, a colloquio.


MOVIMENTI IN ENTRATA:
Berni (p, svincolato)
S. Poulsen (d, svincolato)
Costa (d, Reggina - riscatto a un milione di euro)
Castellini (d, Parma - nell'operazione Biabiany)
De Silvestri (d, Fiorentina - prestito oneroso a 250mila euro per un riscatto di quattro milioni)
Maresca (c, svincolato)
Tissone (c, Maiorca - fine prestito)
Poli (c, Inter - fine prestito)
Renan (c, Cluj - riscatto a 3,2 milioni di euro)
Palombo (c, Inter - fine prestito)
Estigarribia (c, Deportivo Maldonado - prestito con diritto di riscatto a cinque milioni di euro)
Eder (a, Empoli - riscatto a 3,5 milioni di euro)
Corazza (a, Portogruaro)
Maxi Lopez (a, Catania - prestito oneroso a 2,5 milioni di euro per un riscatto di sei milioni)

Diversi i movimenti in entrata, con gli acquisti che sono stati buoni e sullo stesso tenore del mercato invernale di quest'anno. Partiamo dai botti: sicuramente l'acquisto di Maxi Lopez è importante. Il ragazzo ha 28 anni, cercava una sistemazione e l'ha trovata a Genova, dove spero possa contribuire alla nostra salvezza. Personalmente, ritengo la cifra un po' alta, dato che le sue due ultime stagioni non sono stati esaltanti come la prima a Catania.. ma evidentemente ci credono in corte Lambruschini. Poi ci sono stati gli acquisti di Estigarribia e De Silvestri: se il paraguaiano veniva da una buona annata con la Juventus campione d'Italia, l'ex Under 21 ha vissuto un periodo negativo a Firenze negli ultimi tempi. La Samp potrebbe essere una piattaforma di rilancio. In ogni caso, per entrambi, il riscatto è alto, quindi bisogna sperare che i due possano veramente fare la differenza.
I riscatti di Costa, Renan e Eder sono una sorta di premio per la promozione ottenuta a Giugno. Quasi otto milioni totali per l'acquisizione dei cartellini dei tre giocatori, fondamentali nella rincorsa alla Serie A. Costa e Eder saranno utili a Ferrara, che li ha già schierati a Milano. Probabilmente ci sarà meno campo per il brasiliano, che è diventato uno dei beniamini del pubblico, ma che l'ex C.T. dell'Under 21 non vede molto. Berni è una mossa per tappare la falla lasciata da Da Costa, squalificato fino ad Ottobre per il calcio-scommesse. Castellini è una mossa incomprensibile, ma finché non metterà piede in campo potrà essere utile con la sua esperienza; anche se tenere Laczko piuttosto che l'ex Parma non sarebbe stata una cattiva idea..
Tissone è tornato da Maiorca dopo una buona annata: il suo gioco preciso, ma compassato è più che adatto al calcio spagnolo. Tuttavia, il club iberico non poteva permettersi il riscatto fissato a cinque milioni (!) di euro, perciò l'argentino è tornato alla Samp ed è diventato - almeno per ora - un perno nel modulo di Ferrara. Poli è stato prima conteso da Fiorentina e Juventus per poi rientrare nel progetto del nuovo allenatore della Samp. Non sono convintissimo sulla sua voglia di restare, ma a Milano è sembrato sul pezzo. Palombo era in uscita ed è rimasto tale, non è mai stato parte integrante della rosa. Corazza è un giovane che è stato subito girato alla squadra da cui proveniva, sebbene si fosse messo in luce durante il ritiro estivo. Infine Poulsen e Maresca, che sono i tasselli che servivano per completare la squadra: un terzino sinistro ed un centrocampista/regista d'esperienza.
A mio modo di vedere manca numericamente un esterno, ma proveremo a resistere così fino a Gennaio.

Voto 7.5

Maxi Lopez, 28 anni, qui al Gamper: il suo acquisto servirà alla salvezza della Samp?


MOVIMENTI IN USCITA:
Padelli (p, Udinese)
Fiorillo (p, Livorno - prestito con diritto di riscatto e controriscatto)
Rispoli (d, Parma - fine prestito)
Bastrini (d, Vicenza)
Bianco (d, Avellino)
Celjak (d, Grosseto - prestito)
Volta (d, Levante - prestito)
Cacciatore (d, Verona - prestito)
Foggia (c, Lazio - fine prestito)
Gentsoglou (c, Livorno - prestito con diritto di riscatto della metà e controriscatto)
Pellé (a, Parma - fine prestito)
Fornaroli (a, Panathinaikos)
Biabiany (a, Parma - comproprietà per 3,5 milioni di euro)
Corazza (a, Portogruaro - prestito)
Testardi (a, Lanciano - prestito)
Zaza (a, Ascoli - prestito)
Maccarone (a, Empoli - prestito)

Le operazioni in uscita sono state molte e non tutte sono andate a termine. Un gruppo di giocatori esclusi dal progetto di Ferrara - i cosiddetti "esodati" - si è allenato a parte in quel di Bogliasco. Padelli è stato acquistato a titolo definitivo dall'Udinese, dove era già stato il secondo l'anno passato. Fiorillo cerca gloria in quel di Livorno con un prestito, ma almeno per ora parte dalla panca: spero possa dimostrare il suo valore. Rispoli è tornato giustamente a Parma, dato che il suo rendimento è stato altalenante; ottimo nel finale, ma decisamente mediocre durante tutto il resto della stagione. Bianco e Bastrini hanno salutato la compagnia, dimostrando come i giovani primavera che vinsero il campionato nel 2008 non sono (o non saranno) dei campioncini come speravamo.
Celjak è partito per un nuovo prestito, dopo un buon campionato in Lega Pro con la maglia del Pergocrema. Cacciatore non ha ancora trovato la piazza ideale, nonostante la buona stagione a Varese, e riparte da una favorita alla promozione in Serie A come il Verona. Volta avrà opportunità di rivalutarsi e fare una nuova esperienza in quel di Valencia, dove ad attenderlo c'è il Levante, che giocherà anche l'Europa League. Foggia è partito dopo un campionato nel quale è stato utile, ma troppo discontinuo. E di fronte al riscatto fissato a quattro milioni di euro, la Samp ha opportunamente scelto di non esercitarlo.
Gentsoglou ha raggiunto Fiorillo a Livorno, per verificare se il suo acquisto è stato inutile o meno. Pellé è tornato a Parma, per poi ripartire nuovamente verso l'Olanda. Fornaroli ha definitivamente lasciato la Samp e vedremo se ci saranno dei rimpianti o se molti rimarranno contenti della sua cessione, dopo quattro anni di dubbi e di rimpianti.
Biabiany è stato riscattato - per la metà del suo cartellino - dal Parma, contento del campionato disputato dal francese. Corazza è ripartito nuovamente per il Portogruaro, mentre Testardi e Zaza proveranno ad imporsi in Serie B con le maglie di Virtus Lanciano ed Ascoli. Infine, uno dei casi più complicati è stato sbrogliato: Maccarone torna ancora ad Empoli, dopo i sei mesi dell'ultimo anno. Nuovamente in prestito, ma il suo contratto scadrà nel Giugno 2013 e quindi il suo caso è risolto una volta per tutte.
Il mercato in uscita è stato meno soddisfacente di quello in entrata. Non tutti gli esodati sono partiti, sopratutto Palombo è rimasto a Genova, rifiutando Parma, Bologna, Torino, incassando il "no" del Milan e scartando la destinazione Rubin Kazan (ricca e con l'Europa League, ma lontana). Il suo caso sembra quello di un giocatore desideroso di tenersi stretto il suo milione e mezzo d'ingaggio fino al 2015. Rimasti a Genova anche Semioli (sembrava fatta con la Pro Vercelli, poi è saltato tutto), Padalino e Foti (che sperava di trovare una squadra di B pronta ad investire su di lui). Personalmente, speravo anche nel prestito di Juan Antonio - che non è adattissimo al 4-3-3 di Ferrara e che rischia di bruciarsi - e nella cessione di uno/due centrocampisti, dato che si è in otto lì in mezzo per tre posti. Decisamente troppi.

Voto 6.5

Angelo Palombo, 30 anni: l'ex capitano è rimasto a Genova nonostante le richieste.


Il mercato è stato di medio livello. Speriamo lo possa essere anche il nostro campionato, con salvezza inclusa.

27 agosto 2012

Buona la prima.

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un campionato molto interessante quest'anno. La Samp sbanca San Siro con tanta abnegazione ed un po' di fortuna (che non guasta mai), riuscendo a cancellare subito la penalizzazione dovuta al caso del calcio-scommesse. L'1-0 finale maturato contro il Milan è forse troppo generoso per la nostra beneamata, ma fatto sta che la Samp ha giocato una gara attenta e buona, sopratutto nei primi 45'. Il gol di Costa e qualche episodio fortunoso hanno fatto il resto. E tutto questo pur avendo Pozzi squalificato e Maxi Lopez in cattive condizioni..

La Samp si presenta all'inizio della nuova stagione con un 4-3-3 che in realtà è un 4-5-1 mascherato. Già, perché Pozzi squalificato e Maxi Lopez in difficoltà fisica costringono Ferrara a ridisegnare l'assetto della squadra. Con Romero tra i pali, trova spazio Berardi al posto di De Silvestri; a centrocampo, Tissone fa da perno con Poli e Obiang ai suoi lati; davanti, Krsticic ed Estigarribia sono le ali che accompagneranno l'unica punta Eder, nel ruolo inedito di centravanti. Il Milan, contestato dal pubblico ed accompagnato da poco tifo in quel di San Siro, è pronto comunque a dare battaglia e a dimostrare che la stagione sarà positiva anche senza due fenomeni come Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic. 4-3-3 per la squadra di Allegri, con De Sciglio in campo al posto di Abate, il nuovo arrivato Montolivo a centrocampo e davanti il trio Boateng-El Shaarawy-Robinho.
Si parte subito con un destro alto di Boateng dalla distanza. La posizione del ghanese sarà motivo di dissenso tra i tifosi, dato che è un trequartista con licenza d'inserimento e, invece, contro la Samp gioca praticamente da esterno, perdendo molto della sua potenza. L'occasione migliore del primo tempo la costruisce la Samp al 9': lancio lungo per Eder, ma Bonera sembra in vantaggio. Purtroppo per l'ex Parma, il numero 23 blucerchiato riesce a rubargli il pallone vicino al calcio d'angolo e s'invola verso la porta. Ma, quando sta per calciare, Eder viene contrato dal ritorno dello stesso Bonera e l'azione sfuma. Dopo una sfuriata milanista di dieci minuti, la Samp prende campo e controllo il match, senza però creare grandissime occasioni. D'altro canto, il Milan non riesce a costruire più di un paio di innocui pericoli con Robinho: l'asso brasiliano prima tira dalla distanza con parata di Romero, poi su punizione sfiora il palo senza creare grossi problemi al portiere argentino della Samp. I blucerchiati si limitano a tenere palla, anche se Obiang e ancora Eder riescono a creare altri grattacapi ad Abbiati.
Il secondo tempo si apre con un Milan sempre sterile, ma più volenteroso: nei primi dieci minuti della ripresa, Robinho va al tiro più volte cercando di impensierire Romero. Ma il numero 7 del Milan sembra essere l'unico ad avere un po' di vivacità lì davanti. Finché non arriva il minuto 59: calcio d'angolo per la Samp, cross di Tissone e zuccata vincente di Costa, che segna l'1-0. Da non crederci, ma c'era da aspettarselo. In una partita così sterile dal punto di vista delle occasioni, giusto un episodio poteva condannare l'una o l'altra squadra. E l'episodio lo trova la Samp, con il primo gol di Costa con la maglia blucerchiata in Serie A.
La reazione del Milan non si fa attendere. Allegri si gioca le carte Pazzini e Emanuelson per un invisibile El Shaarawy e Flamini. Calcio d'angolo al 65' di De Sciglio, colpo di testa a botta sicura di Yepes, ma Romero è mostruoso e - con l'aiuto del palo - salva la porta blucerchiata. Qui si vede la differenza: l'episodio c'è per la Samp, ma non per il Milan, che comunque continua a spingere, seppur non trovi sbocchi negli ultimi 20 metri. Proprio i rossoneri inseriscono anche Constant per Nocerino, mentre la Samp esaurisce i suoi tre cambi facendo entrare Maxi Lopez; Soriano e Munari per Estigarribia, Eder e Poli. I blucerchiati arretrano terribilmente il baricentro e si costringono a soffrire nel finale, subendo un casuale, ma arrembante tiro al bersaglio del Milan. Prima è Constant a impensierire Romero, poi è Boateng dalla distanza a colpire il palo, con la deviazione di Munari che aveva messo fuori gioco il numero 22 blucerchiato. Infine, nel finale, Boateng colpisce di testa verso la porta di Romero, che controlla sicuro. L'ultimo brivido lo gioca Flamini, che tira a colpo sicuro da 5 metri, ma trova la respinta di Gastaldello sulla linea. Finisce così, senza il pareggio finale: la Samp sbanca San Siro dopo quattro anni e si regala un pomeriggio di gloria, seppur contro un Milan spuntato.

Romero 8 | E meno male che ha deciso di cominciare soft questo campionato. Il "treccina" para tutto, tranne il destro di Boateng. Lì ci pensa il palo a salvare la sua porta. Speriamo continui così.
Berardi 6 | Soffre un po' lì a sinistra nel primo tempo, dove agisce Robinho, ma controlla abilmente nel secondo tempo.
Gastaldello 7 | Anche lui è ripartito alla grande, da dove aveva lasciato. In B era uno dei centrali migliori, in A sembra potersi ripetere a quei livelli. Il salvataggio sulla linea al 94' vale come un gol.
J. Rossini 6.5 | Alla prima presenza in A, non mostra paura per San Siro e marca benissimo Pazzini, l'ex di turno da cui tutto s'aspettano un gol. Spero che gli continui ad essere data fiducia come centrale, crescerà bene.
Costa 6.5 | Partita sufficiente, viene impreziosita dal gol della vittoria. Ha sofferto un po' De Sciglio nella ripresa, ma ci può stare, vista la grande intraprendenza del giovane esterno rossonero.
Tissone 6 | Nessuno spunto particolare, si limita al compitino.
Poli 6.5 | L'ho visto bene, resistente a differenza del passato. Deve essere meno molle in certe situazione, ma per ora va bene così.
Obiang 7.5 | Un mostro. San Siro sta a guardare un giovane che avrà un futuro roseo e non ci sono dubbi a riguardo. La Serie A lo imparerà ad apprezzare.
Krsticic 6 | All'esordio in A, sgaloppa sulla fascia senza particolari spunti, ma aiutando la Samp in fase difensiva. Continuo a dirlo: Nenad non può fare l'ala, viene depotenziato del suo talento.. a centrocampo farebbe faville.
Estigarribia 5.5 | Il peggiore forse, non riesce ad incidere come avrebbe potuto.
Eder 6 | In condizioni pessime e fuori ruolo, fa il suo e per poco non segna dopo dieci minuti dal ritorno in A.

Maxi Lopez 6 | Sportellate con Bonera per cercare di tenere su la squadra.
Soriano s.v. | Si vede poco.
Munari s.v. | Si vede ancora meno. L'unica volta che lo si vede è quando devia il pallone calciato da Boateng sul palo.

Ora si attende domenica prossima, dove ci sarà l'esordio casalingo contro il Siena di Serse Cosmi. Bisognerà sfruttare la zavorra che i toscani hanno sulle spalle del -5 dovuto sempre al calcio-scommesse. E' una squadra tignosa, non dotata però di grossa fantasia. Bisognerà fare il massimo contro i bianconeri e, con la squadra al completo e l'atteggiamento di San Siro, nulla è impossibile. Però, intanto, buona la prima!

Andrea Costa, 26 anni, esulta dopo il gol segnato a San Siro contro il Milan.

30 luglio 2012

Bilancio positivo (finora).

Bardonecchia, anno primo: finalmente la prima parte di ritiro di quest'anno si è conclusa ed il bilancio per la banda di Ferrara è senza dubbio positivo. Al primo anno di ritorno nella massima serie, la città piemontese ha ospitato per la prima volta la Sampdoria, dopo diversi anni trascorsi al fresco di Moena, in Trentino. Il ritiro di Bardonecchia ha avuto luogo dal 15 al 29 Luglio, con un grande bagno di folla che ha circondato la squadra blucerchiata; Ferrara ha avuto tempo per fare diversi esperimenti ed i giocatori hanno potuto toccare con mano l'entusiasmo che ha circondato la squadra e che sta contagiando l'ambiente dopo un anno e mezzo di inferno.

Ciro Ferrara, 45 anni: duro lavoro per la sua banda a Bardonecchia.


Nell'Alta Val di Susa, la Sampdoria ha quindi completato una prima parte di lavoro. Lo ha fatto sotto gli ordini del nuovo allenatore, Ciro Ferrara, anch'egli colpito dal clima positivo attorno all'ambiente blucerchiato; l'ex C.T. dell'Under 21 italiana ha progettato la Samp come aveva già annunciato in conferenza stampa, con l'uso di un 4-3-3 (che può però variare a seconda delle esigenze) e di un attacco basato su un centravanti, una seconda punta ed un'ala pura. Modulo che la Samp sta assimilando gradualmente ed in maniera positiva: dopo anni passati con uno schema con due punte, quest'anno si cambia e vedremo quali saranno i risultati.
Il cambiamento più importante - in campo - lo si è visto per quanto riguarda Pedro Obiang: il giovane spagnolo, autore di una stagione ottima da mediano davanti alla difesa nell'ultima stagione di Serie B, è stato riciclato da Ferrara. Il tecnico della Samp è ben cosciente del ruolo che ha Pedro, ma ha deciso di schierarlo come interno sinistro nelle prime amichevoli estive e non come regista, ruolo lasciato invece al rientrante Fernando Tissone, anch'egli discreto regista. A dir la verità, sono rimasto sorpreso da questo cambio: se Tissone fosse rimasto in squadra, avevo pensato che sarebbe diventato il vice del giovane Obiang; invece, eccoli insieme in campo e bisognerà vedere come il numero 14 sampdoriano assorbirà il cambio di ruolo, dopo aver sopravanzato nei galloni di titolare nell'ultimo anno un certo Angelo Palombo. Il terzo di centrocampo è stato perlopiù Munari, ma Soriano è piaciuto parecchio e sappiamo quanto Ferrara punti sui giovani.
Altra piccola sorpresa del ritiro è stata l'utilizzo degli esterni: in attesa di tempi migliori, l'allenatore blucerchiato si ritrova con un "buco" sugli esterni. Mentre si cerca sul mercato qualcosa di più andato (la trattativa con Estigarribia è andata male), sono apparsi sulla corsia esterna d'attacco Corazza, Icardi e Kristicic. Simone Corazza, esterno friulano classe 1991, ha dimostrato di essere interessante come "prospetto futuro" e non ha certo sfigurato nelle prestazioni in amichevole, provando che può essere materiale su cui lavorare; Maurito Icardi, classe 1993, era già conosciuto nell'ambiente blucerchiato, per la sua provenienza dalla "Masia" del Barcellona e per il gol che ha deciso la sfida di Castellamare sulla strada dei play-off dell'anno scorso. Ma l'argentino ha fatto di più in ritiro: ha saputo seguire i dettami di Ferrara, adattandosi a giocare sulla fascia, nonostante il giovane Mauro sia una prima punta vera e propria: l'ha fatto benissimo. Poi Nenad Kristicic, tornato a vivere - anche sportivamente - dopo una malattia grave già l'anno scorso in B: nel ritiro estivo è sembrato tirato a lucido ed è riuscito a soddisfare Ferrara nel ruolo di esterno d'attacco, dimostrandosi polivalente sul campo (regista, interno di centrocampo, ala d'attacco). Da aggiungere anche il rendimento di Gianluca Sampietro: arrivato in ritiro tra pochi rumori, è stato lodato pubblicamente da Ferrara e lascia ben sperare nel centrocampo blucerchiato. Non so se rimarrà qualcuno di queste quattro sorprese del pre-campionato, fatto sta che la Samp può contare su di loro se ce ne fosse bisogno.
Terzo punto di attenzione: la difesa. L'anno scorso, la retroguardia è stato uno dei motori della ripresa e, anche quando le cose non andavano, la Samp ha messo in mostra una difesa sufficiente. Quest'anno i movimenti vanno perfezionati di fronte ai grandi attaccanti della Serie A e le indicazioni sono state buone: il reparto è ancora da completare, ma tutto sommato non subire neanche un gol nelle amichevoli estive è un'indicazione confortante. Lo è ancor di più se poi i difensori sono andati a segno. Per adesso, la linea difensiva è stata composta da Laczko a sinistra, De Silvestri a destra e Costa e Gastaldello al centro. A destra, il nuovo arrivo dalla Fiorentina ha segnato anche due gol e si è dimostrato sul pezzo; al centro, il capitano è la solita certezza, ormai maturo, e Costa è stato giustamente ridisegnato come centrale, dato che sulla fascia non aveva certo dato il bianco in B, figuriamoci in A. Infine, Zsolt Laczko: la Samp è alla ricerca palese di un terzino sinistro, ma intanto l'ungherese ha dimostrato di poter stare benissimo in squadra, anche come vice del probabile titolare che dovrà arrivare.
Ultima nota, anch'essa ottima, per l'attacco: Pozzi, Maxi Lopez, Eder, Icardi, tutti a segno. Sono solo amichevoli estive e davanti manca ancora un innesto, ma i segnali sono di buon auspicio. L'unico sembrato un po' fuori giri è Juan Antonio: trequartista, per lui si pone un problema di collocazione tattica dentro il 4-3-3 di Ferrara: vedremo se sarà risolto.

La prima parte di preparazione è andata buon fine: buon lavoro per la Samp.


Importante anche lo scenario di pubblico fornito dalle amichevoli: grandi folle presenti alle amichevoli dei blucerchiati nel ritiro di Bardonecchia, favorite anche dalla poca distanza che separa Genova dalla sede del ritiro sampdoriano. Un bello scenario in un calcio con sempre meno entusiasmo e sempre più debiti.
Ora la Samp farà un secondo ritiro, in cui completerà la preparazione per affrontare questa stagione, quella che - si spera - sia quella di una salvezza tranquilla, sebbene vi sia la possibilità di penalizzazione nell'inchiesta del "calcio-scommesse" svolta dalle procure di Cremona e Bari; tutto questo in attesa delle indagini della procura di Genova sul famoso derby dell'8 Maggio 2011, quello che segnò la nostra retrocessione e che sembra nascondere più ombre di quanto si potesse pensare.
Uscito anche il calendario della prossima stagione: la Samp esordirà a Milano contro i rossoneri vice-campioni d'Italia, che sembrano (almeno per ora) ridimensionati dal mercato estivo. L'ultima, invece, sarà in casa contro la Juventus campione d'Italia a Maggio 2013. Insomma, un inizio ed una fine con botto; non che il resto sia facilissimo, con un occhio puntato sul derby, segnato per le date del 18 Novembre 2012 e 14 Aprile 2013.
Si è svolto anche il sorteggio per il tabellone di Coppa Italia, nel quale la Samp entrerà dal terzo turno del 18 Agosto: la squadra blucerchiata è attesa da una fra Juve Stabia (favorita), Frosinone o Porto Tolle; probabile la discesa a Castellamare per disputare tale turno di coppa.
Ora attendiamno novità dal mercato, dato che servono ancora un esterno d'attacco ed un terzino sinistro, più un centrocampista nel caso si riuscisse a vendere gli "esodati" che si stanno allenando a Bogliasco, tra cui Angelo Palombo ed Andrea Poli, i cui casi sono quelli più spinosi. In attesa di ciò, già si fantastica sull'Europa, con le amichevoli contro Schalke 04 (10 Agosto) e Barcellona (20 Agosto, al Camp Nou). Per ora, va tutto bene.

Ecco le nuove maglie della Samp per la stagione 2012/2013:
in posa Gastaldello, Obiang, Pozzi e Romero (da sinistra a destra)