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15 settembre 2015

Gli intoccabili.

Forse aveva ragione qualcuno. Io lo pensavo solo di uno dei due, ma forse entrambi sono intoccabili. Sono Éder e Roberto Soriano a completare l'uno-due con il quale la Samp liquida il Bologna. Un 2-0 secco, seppur arrivato dopo la superiorità numerica. Eppure ora si sogna: sette punti dopo tre partite, uno scenario che nessuno avrebbe immaginato.

David Ivan, 20 anni, alla seconda (buona) prova in Serie A.

La Samp si riprensenta al "Ferraris" forte dei quattro punti nelle prime due giornate: Zenga schiera un Cassani affaticato, ma il tecnico non vuole rinunciare al numero 5 blucerchiato. Ritornato dalla squalifica, Ivan è di nuovo titolare: per il resto tutto confermato. Tanti i volti nuovi del Bologna, schierato da Delio Rossi con un 4-2-3-1. Destro davanti, ma nessuno dei recenti ex è in campo.
Il primo tempo è un festival dello sbadiglio. La Samp fa persino fatica a tirare in porta, visto che i due attaccanti svariano molto sulla trequarti e non riescono ad arrivare vicino alla porta. Neanche gli ospiti brillano, ma almeno tirano nello specchio avversario: Brienza al 9' coglie una clamorosa traversa su calcio piazzato, facendo tremare i supporters di casa.
Il brivido successivo è direttamente a fine primo tempo, quando Donsah - dopo uno scambio con un compagno - spara un gran destro, forte ma centrale per Viviano. Un paio di gialli, ma sopratutto tanta, tanta noia. Uno scenario che non sembra cambiare neanche all'inizio della ripresa, quando solo Éder costringe Mirante a una grande parata.
Poi l'episodio che sblocca la gara al 62': con Soriano in ripartenza (non pericolosa), Rizzo commette un fallo stupido che gli costa il secondo giallo e l'espulsione. L'ingenuità dell'ex ragazzo di casa Samp  - applaudito a scena aperta e subentrato a Giaccherini nel primo tempo - permette ai padroni di casa di dominare. Non per nulla, Zenga toglie il volenteroso Ivan e inserisce Correa.
I primi frutti si vedono al 72', quando Muriel raccoglie una respinta della difesa avversaria e parte in velocità. Con un numero incredibile fa fuori Maietta, ma davanti a Mirante riesce a non centrare la porta. La disperazione è dietro l'angolo, ma la Samp è fortunata ad avere l'uomo in più. Che non è dato dalla superiorità numerica, ma si chiama Citadin.
Infatti, è Éder a sbloccare la gara al minuto 75: Muriel va ancora in progressione e trova un filtrante per l'italo-brasiliano, che entra in area da solo e spiazza Mirante per l'1-0. Gioia immensa per lui, al quinto gol in campionato. Sembra fatta, ma il divertimento non è finito qui. Quattro minuti dopo è Soriano a trovare il raddoppio con un bolide dalla distanza.
Tutti si affrettano a lustrargli lo scarpino, ma è il sorriso del capitano blucerchiato a colpire. Lui ed Éder sono felici di esser rimasti, lo si può vedere. Da lì in poi, la Samp gestisce il risultato e fa respirare a Rodriguez l'aria del "Ferraris". Brienza prova a battere Viviano, ma il portiere doriano mantiene imbattuta la sua porta per la prima volta in campionato.

Pedro Pereira, 18 anni, alla prima apparizione con la Samp.

Viviano 6.5; Cassani s.v. (dal 20' p.t. P. Pereira 6), Silvestre 6.5, Moisander 6, Regini 6; Ivan 6 (dal 19' s.t. Correa 6.5), Fernando 6, Barreto 6.5; Soriano 7; Éder 7, Muriel 5.5 (dal 36' s.t. A. Rodriguez s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Forse quest'esito era inaspettato perché nella nostra mente c'è ancora la pessima prova di Torino di quella serata di fine luglio. Personalmente, è una prova che non cancellerò per tutto l'anno. E per altro, finché le squadre sono state in parità numerica, la Samp ha fatto una gran fatica contro un Bologna abbastanza timido.
Questo perché le mezzali hanno fatto un buon lavoro di interdizione, ma si sono mosse poco in avanti. Se a questo aggiungiamo la mancanza di un riferimento d'area e i continui movimenti di Éder e Muriel, a un certo punto potevi scorgere Soriano in posizione di punta centrale. E lì ti veniva da piangere.
La fortuna ha voluto che Rizzo commettesse un'ingenuità sul secondo giallo e consegnasse la gara alla Samp. Con la superiorità numerica, si è visto che la Samp aveva le possibilità per vincere la partita. In particolare, l'entrata di Correa è stata incoraggiante: non ha ancora il ritmo partita, ma i numeri ci sono tutti.
Ora c'è da pensare al Torino, una trasferta storicamente difficile per la Samp. I granata sono partiti bene e sono - a mio parere - la squadra che ha fatto il salto di qualità più grande quest'estate. Si è visto anche nelle prime tre partite, dove hanno rimontato tre volte lo svantaggio. Non sarà facile, ma con gli "intoccabili" nulla ci è precluso.

Éder, 28 anni, al quinto gol in questo campionato.

19 gennaio 2015

Un sogno infinito.

Terzo posto a pari merito con il Napoli a quota 33 punti. Vittoria con il Parma al Tardini per 2-0, che permette alla Samp di tornare a vincere nell'impianto gialloblu dopo sette anni. Primo gol in campionato per Bergessio, a secco per lungo tempo. Raddoppio di Soriano, anche lui al primo sigillo (stagionale). Saremo davanti alla Fiorentina per almeno altre due settimane e alle milanesi per altre tre. In settimana arriveranno Eto'o e Muriel. Dov'è la fregatura per la Sampdoria?

Massimo Ferrero, 63 anni, patron della Samp terza in classifica.

Già, perché di fronte a tutto questo ben di dio, ti sembra quasi la fregatura ci DEBBA essere. Un po' come nella partita di oggi: Parma ultimo in classifica e in difficoltà, Samp in ripresa dopo la vittoria contro l'Empoli. Insomma, per molti una vittoria già scritta. Ma ne siamo sicuri? E invece è andata proprio così. La Samp è partita dall'ormai consueto 4-3-1-2, con Duncan promosso titolare al posto di Rizzo e la conferma di Bergessio accanto a Eder. Diverso lo schieramento parmense, con un 3-4-3 che in fase difensiva diventava 3-6-1 e Cassano unica punta.
Uno schieramento che non ha pagato, se si pensa che il Parma ha creato solo due vere occasioni in tutta la gara. La Samp ha avuto un andamento guardingo nel primo tempo, studiando la situazione e riuscendo a creare un paio di occasioni solo in contropiede. Al 23', Eder lancia in profondità Duncan e il ghanese rientra sul mancino una volta in area, evitando così l'intervento di Costa. Tuttavia, il sinistro del numero 6 blucerchiato viene parato in due tempi da Mirante. Sette minuti dopo, è il Parma ad avere l'unica occasione del suo primo tempo: cross di Rispoli, velo di Mauri e destro a botta sicura di Gobbi, che però centra Viviano. Sul finire della prima frazione, una botta di Eder su punizione dal limite dell'area sibila accanto al palo alla sinistra di Mirante.
Rientrati in campo, la Samp lascia perdere l'atteggiamento prudente e comincia a macinare gioco. E al 53' ecco il vantaggio blucerchiato: palla in profondità di Soriano per Eder, il brasiliano mette in mezzo e la dormita di Costa consente a Bergessio di insaccare il suo primo gol in A con la Samp. Un 1-0 legittimato da quanto accade nei successivi 20', dove la Samp tiene il pallino del gioco e il Parma fatica ad arrivare ai 30 metri blucerchiati. Il 2-0 è la logica conseguenza: percussione di Duncan e palla in mezzo, dove ancora Bergessio si fa trovare pronto. L'argentino coglie clamorosamente il palo, ma Soriano mette dentro da 4-5 metri sulla ribattuta. Il raddoppio mette in ghiaccio la gara e c'è giusto il tempo per la seconda occasione del Parma in tutta la gara: discesa di Rispoli, palla in mezzo e Palladino manda alto da buonissima posizione. Nel finale c'è tempo per l'entrata di Djordjevic e gli applausi al duo d'attacco. Ora il terzo posto è nuovamente nelle mani della Samp, seppur insieme al Napoli (vittorioso a Roma contro la Lazio).

Raffaele Palladino, 30 anni, simbolo di un Parma in difficoltà.

Viviano 6.5 - Poco impegnato, è comunque pronto sul destro di Gobbi nel primo tempo. Non può nulla su Palladino, ma l'ex Genoa lo grazia.
De Silvestri 6.5 - Dalle sue parti Cassano non fa molto per farlo patire.
Silvestre 6 - Onestamente non ha molto da lavorare.
Romagnoli 6.5 - Più incisivo, ma sopratutto più impegnato del suo compagno di reparto.
Regini 6 - Partito a sorpresa dall'inizio, soffre la velocità di Rispoli.
Obiang 6.5 - Si becca un giallo, ma è sempre sul pezzo.
Palombo 6.5 - Ci sono un paio di sue chiusure fondamentali che evitano grattacapi maggiori alla retroguardia della Samp.
Duncan 7 - Oggi il migliore insieme a Eder, ma va premiata la tenacia e la continuità del ghanese durante tutti i 90 minuti in campo.
Soriano 7 - Il gol è la ciliegina sulla torta di
Eder 7 - Il motore d'attacco di questa Samp. Sfiora due volte il gol, poi serve l'assist dell'1-0. Sono molto, molto curioso di vederlo con Eto'o.
Bergessio 6.5 - Finalmente si sblocca anche in campionato e decide una partita di capitale importanza per il destino della Samp in questo campionato.

Okaka 6 - Dà il cambio a un esausto Eder e tiene alta la squadra.
Krsticic s.v. - Passerella finale.
Djordjevic s.v. - Un'entrata buona per esordire in Serie A.

Ora si attende il Palermo al Ferraris per la prima del girone di ritorno. I rosanero vanno a grande velocità e Iachini - grazie anche al duo Dybala-Vazquez - ha impostato una squadra di grande valore. Non sarà una gara facile, ma la speranza è che nessuno ci svegli da questo sogno che appare infinitamente più grande di chiunque avesse mai immaginato.

La gioia combinata di Angelo Palombo, 33 anni, e Lorenzo De Silvestri, 26.

23 dicembre 2013

Pareggi e regali.

Consoliamoci così: poteva finire peggio. La prima Samp "brutta" di Mihajlovic esce superata dal Parma sul piano del gioco, ma non su quello del risultato: l'1-1 finale non racconta abbastanza la superiorità degli ospiti nel secondo tempo di fronte ad una Samp impallata. Ma va bene così: ora arriva il Natale ed il calciomercato. E così, dopo che i ducali ci hanno sostanzialmente regalato il pareggio con i loro errori sotto porta, ora si spera in qualche regalo da gennaio. Di uno possibile, Cassano, se ne parla anche fin troppo.

L'abbraccio pre-gara tra Roberto Donadoni, 50 anni, e Sinisa Mihajlovic, 44.


La Samp fa qualche cambio forzato rispetto alla squadra che ha violato il Bentegodi dopo tre anni e mezzo: Gabbiadini è squalificato. Ci si sarebbe aspettati Pozzi al centro dell'attacco: invece, ecco Eder di nuovo centravanti e Sansone nel terzetto di mezze punte dietro al brasiliano. Continua l'assenza di Costa, con Regini confermato al suo posto. Poche novità anche nel Parma, con l'assenza di Cassano che fa rumore (squalificato anche lui): Nicola Sansone riuscirà a non farlo rimpiangere. Anche Acquah in mezzo al campo è una novità, con Marchionni ed il prolifico Parolo ad affiancarlo.
La gara, nella prima frazione, è decisamente poco divertente: tanti gialli e molta lotta in mezzo al campo, con gli ospiti migliori nella gestione del pallone. La prima occasione vera arriva al 20': bellissima punizione di Gianluca Sansone dai 25 metri, ma Mirante c'arriva con un balzo e mette in corner. Un quarto d'ora dopo risponde anche il Parma: sempre un Sansone, ma stavolta è Nicola a sfiorare la traversa della porta difesa da Da Costa con un gran destro. Parolo tenta un paio di conclusioni, ma è il preludio al vantaggio blucerchiato: punizione di Krsticic ed un rimpallo mette Eder in condizioni di concludere a rete. Il vantaggio, con il settimo gol del brasiliano in A, è un premio forse immeritato, ma mostra la concretezza blucerchiata. Del resto, Mihajlovic ha dato un'impostazione molto tosta a questa squadra.
Al ritorno in campo, nessun cambio: la ripresa, però, è un'altra storia. La Samp praticamente non rientra sul terreno di gioco, lasciando palla e campo agli ospiti. E neanche l'entrata di Wszolek per Sansone sembra dare gli effetti sperati. Al 63', infatti, ecco il pareggio degli emiliani: corner di Palladino (entrato per uno spento Biabiany) e Lucarelli svetta da solo in area, battendo Da Costa. Da lì, la gara diventa un monologo dei ducali. Amauri ha un paio di buone occasioni, ma prima Regini e poi Da Costa sventano il lavoro del centravanti degli ospiti. La migliore chance per i gialloblu, però, è con Sansone: il numero 21 del Parma converge in area, salta De Silvestri e scaglia un gran destro, che costringe Da Costa al miracolo. La Samp, dal canto suo, avrebbe anche l'occasione per raddoppiare: bella palla in verticale per Eder, ma l'attaccante blucerchiato prima spara su Mirante, poi sbuccia la respinta e manda fuori. A quel punto, rimane solo il Parma in campo: prima Sansone spreca davanti a Da Costa, poi Obiang lo anticipa per un soffio con un prodigioso recupero, proprio quando l'attaccante degli emiliani è ad un passo dalla porta blucerchiata. Si chiude così una gara difficile per i padroni di casa: Mihajlovic ha fatto un buon lavoro, ma il 2014 dovrà aprirsi con qualche rinforzo, se si vuole la salvezza il più in fretta possibile.

Il pareggio di Alessandro Lucarelli, 36 anni, che realizza di testa l'1-1 finale.

Da Costa 7 - Praticamente fondamentale: salva a più riprese la porta blucerchiata dall'eventuale capitolazione.
De Silvestri 5 - A differenza delle ultime gare, spinge poco e soffre la vivacità di Nicola Sansone.
Mustafi 6 - Bene, roccioso come solito.
Gastaldello 6 - Amauri gli dà pochi grattacapi: i pericoli vengono più da centrocampisti e fasce avversarie.
Regini 5.5 - Finché c'è Biabiany, se la cava.
Palombo 5.5 - In fase d'interdizione non benissimo, meglio quando c'è da impostare.
Obiang 5.5 - Malino: continua a non essere un gran momento per lui. Parolo fa quello che vuole. Certo, il salvataggio nel finale su Sansone vale mezzo punto.
Krsticic 5 - Mette la punizione da cui scaturisce l'1-0, ma fa ben poco per farsi notare. E forse, sul pareggio di Lucarelli, poteva essere più reattivo sul palo.
Soriano 5.5 - Anche per lui non è una gran giornata.
Sansone 6 - Finché è in campo, crea grattacapi con il suo buon sinistro.
Eder 6.5 - Ennesimo gol e record di marcature in Serie A eguagliato. Peccato per aver mancato il 2-1 nel momento migliore degli ospiti: sarebbe stata una mazzata.

Wszolek 6 - Tanta buona volontà del polacco, peccato che sia entrato per il migliore delle tre mezzepunte.
Pozzi s.v. - Entra in campo per l'assalto finale, ma non vede un pallone.
Bjarnason s.v. - Tre minuti per far sudare un po' la maglietta.

Un merito a Mihajlovic va dato: quello dell'onestà intellettuale. A fine gara, il serbo non si è nascosto dietro un dito, ma ha ammesso che il Parma meritava di vincere e che il pareggio è forse troppo per la Samp vista ieri al Ferraris. Intanto, si parla di Cassano: forse la lezione del 2010 non è servita a molti tifosi blucerchiati e quindi ieri allo stadio campeggiavano molti striscioni in favore del ritorno del barese. Vedremo se tale evento avrà luogo: memore di quanto accaduto, mi auguro nei rinforzi e sopratutto di un buon mercato in uscita (a che serve prendere Cassano quando hai ancora 31 giocatori in rosa?). I giocatori buoni si trovano ovunque, ricordiamocelo. Buon Natale a tutti.

La gioia per l'1-0 di Gianluca Sansone, 26 anni, ed Eder, 27.

04 marzo 2013

T'immagini..

Un saggio diceva: «Non importa dove arrivi, l'importante è che cosa provi mentre corri». Per carità, il buon vecchio saggio aveva ragione; certo che, a guardare la classifica, qualche rimpianto viene, eh. Giusto perché la striscia di sette sconfitte consecutive ha bruciato qualunque sogno in partenza; fatto sta che, con l'ennesima vittoria nell'ultimo mese, la Samp stende il Parma per 1-0 e vola a quota 35, nonostante il -1 iniziale. Adesso, la salvezza dista cinque punti; qualcuno dice anche meno, visto l'andamento delle ultime tre, tutte ferme a quota 21. Tuttavia, mai abbassare la guardia. E chissà cosa avremmo fatto con Rossi dall'inizio..

Sampdoriani e parmensi mischiati: continua il gemellaggio, iniziato nel febbraio 1991.

La Samp si presenta alla sfida del "gemellaggio" contro il Parma con la stessa formazione di sempre; gli unici due cambi iniziali sono rappresentati dal recupero di Palombo e dal reintegro di Eder, che mettono in panca il redivivo Rossini ed il decisivo Sansone. Per il resto, tutti confermati; qualche guaio in più per i ducali, senza molti giocatori fondamentali e con l'attacco spuntato. Così spuntato che il centravanti è Biabiany; già, gioca nello stesso ruolo in cui giocava quando vestiva la maglia della Samp. Beffardo il destino, no?
Il primo tempo andrebbe derubricato come "noia assoluta": i padroni di casa fanno tanta fatica ad impensierire Mirante, tendendo sopratutto a far girare la palla, senza però tirare dalla distanza. Invece, gli ospiti si basano sulle geometrie di Valdes e Marchionni, che dovrebbero lanciare gli sprint di Sansone e Biabiany. La Samp trova un paio di iniziative grazie a Eder, che solletica Mirante, ma non crea molto in fase offensiva; il Parma, invece, ha le migliori occasioni. Sopratutto quando Biabiany, ex di turno lanciato a rete, salta Palombo in velocità, ma spara alto davanti a Romero.
La ripresa trova subito il cambio dell'infortunato Coda con Mesbah ed i ducali passano al 4-4-2, rendendosi anche più pericolosi. La Samp va a folate, ma non sembra credere troppo alla vittoria: lo si vede al 49', quando la sponda di Icardi trova il duo Costa-De Silvestri in area, senza però che nessuno dei due concretizzi. Fortunatamente, il Parma non crea troppo, però i blucerchiati trovano il vantaggio al 58': bell'assist di Estigarribia su punizione ed Icardi anticipa di testa Mirante. Incredibile l'errore del portiere ospite, che "sfarfalla" sul cross del paraguaiano. Le tante ammonizioni spezzano il match, ma non la tensione del pubblico, che vede una Samp in vantaggio, ma contratta.
Al 63' il Parma ha una delle migliori occasioni della partita: bel lancio di Mesbah, Rosi è solo in area, ma schiaccia debolmente su Romero, consentendo una parata facile all'argentino. L'entrata di Amauri crea scompiglio, tanto che al 70' Palombo colpisce il palo della propria porta, rischiando un clamoroso autogol; fortunatamente, il Parma ha finito il carburante e - nonostante la pressione finale - non crea più nessuna occasione. Anzi, è la Samp che potrebbe chiudere il match, ma Icardi sparacchia su Mirante su un bel suggerimento dell'attivissimo Estigarribia. Si chiude tra ammonizioni e squadre lunghe: così, la Samp vola al 10° posto e sembra avvicinarsi sempre più alla tanto agognata salvezza.

Pedro Obiang, 20 anni, il solito lottatore a centrocampo.

Romero 6.5; Gastadello 5.5, Palombo 6, Costa 6.5; De Silvestri 5.5, Poli 6, Krsticic 5.5, Obiang 6.5, Estigarribia 6.5; Eder 5, Icardi 6 (Sansone 6).

Insomma, i 35 punti (anzi, 36) sembrano quasi un miracolo, pensando all'ultimo periodo di Ferrara. Merito sopratutto di Delio Rossi: 18 punti nelle ultime 10 gare sono un risultato fantastico, specie se si ricorda come il mercato di gennaio ha portato solo Sansone ed un Rodriguez ancora in fase di rodaggio. E adesso viene il bello: le prossime partite potrebbero consentire la chiusura della pratica, permettendoci un finale di campionato sereno ed improntato sugli esperimenti: Poulsen, Rodriguez e Maxi Lopez hanno bisogno di un test, per capire se la loro presenza qui è per caso o c'è un motivo tecnico serio. Certo, i rimpianti rimangono parzialmente. Parafrasando Vasco Rossi: «T'immagini se fosse sempre domenica e se Delio fosse sempre stato lì..»

Mauro Icardi, 19 anni, esulta per l'1-0: è il nono gol in campionato.

21 ottobre 2012

Di pochezza e d'arbitraggio.

Si spera sempre che la notte porti consiglio. Anche quando la notte è in realtà una pausa di due settimane, che dovrebbe consentire di studiare meglio il da farsi quando si è in difficoltà. A quanto pare, la Samp riparte da dove aveva lasciato 15 giorni fa, con una sconfitta. Stavolta non c'è solo la sterilità offensiva del Doria a giustificare questo 2-1 subito al "Tardini" di Parma, ma anche l'arbitro ci ha messo del suo. Non ho intenzione di nascondermi dietro le decisioni sbagliate del signor Peruzzo di Vicenza, ma se anche la società trova il tempo di lamentarsi sul profilo ufficiale di Facebook, allora è il segnale che l'era della pazienza è giunta al suo termine. Ma rivediamo quanto accaduto nella trasferta di Parma.

Maxi Lopez, 28 anni: per lui solo una mezz'ora prima di essere sostituito.

Con Gastaldello squalificato ed Obiang assente, Ferrara può consolarsi almeno per il recupero di Eder, che viene messo in campo nonostante non sia in condizioni ottimali. Ciò che sorprende, invece, è l'arretramento di Estigarribia, riproposto terzino sinistro dopo aver ben impressionato nell'ultima partita a Verona; evidentemente, Poulsen non è ancora pronto. A sostituire il giovane spagnolo in mediana, ci pensa Renan, finalmente alla prima chance in campionato. Davanti, è ancora Krsticic ad essere riproposto come esterno d'attacco. Anche il Parma è pieno di sorprese: a causa delle assenze di Benalouane e Lucarelli per squalifica, Donadoni passa ad un 4-4-2 puro, con Biabiany molto vicini al tandem d'attacco Amauri-Belfodil.
Se la partita con il Chievo fu un'agonia, il copione del match di Parma non sfugge a questo canovaccio: squadre poco grintose, Maresca e Valdes ad impostare nel nulla e neanche un tiro in porta. Solo la Samp prova qualcosa di convincente nei primi 25', con un destro al volo di Maresca dal limite dell'area che sfiora il palo alla destra di Mirante. Ma quando l'encefalogramma piatto della partita sembra essere una sentenza, il Parma trova il grimaldello per aprire la difesa avversaria. Minuto 34: Valdes lancia benissimo in profondità Biabiany, partito in posizione regolare grazie ad una disattenzione difensiva di Estigarribia. Il francese, in campo aperto, viene steso da Romero in maniera ingenua: è rigore, senza se e senza ma. Ciò che stupisce è il rosso che l'arbitro sventola in faccia al portiere blucerchiato, che gli costerà anche due giornate di squalifica; rosso ancor più strano, visto che Costa e Rossini erano ormai rientrati su Biabiany e quindi è difficile parlare dell'argentino come "ultimo uomo". Eppure, il signor Peruzzo non ha esitazioni e così Amauri si presenta sul dischetto, spiazzando il neo-entrato Berni; 1-0 e Samp in 10 uomini per il resto della partita. Inoltre, Ferrara ha tolto Maxi Lopez, lasciando il povero Eder solo contro la difesa dei padroni di casa; una mossa che si rivelerà avventata. Tolti i punti di riferimento davanti, la Samp non punge più ed il Parma sfiora il raddoppio su punizione, con Valdes che coglie solo il palo grazie alla deviazione di Berni.
Il riposo consiglia a Ferrara un altro cambio prima dell'inizio della ripresa: fuori Renan, dentro Soriano ad accompagnare l'azione dell'isolato Eder. Purtroppo, neanche il tempo di ambientarsi ed il Parma raddoppia: cross di Belfodil ed Amauri sfrutta il "mismatch" con Berardi per insaccare di testa il 2-0. Con la sterilità offensiva che c'è e l'uomo in meno, per la Samp il risultato è una montagna troppo grande da scalare. Ancor più quando Costa ha una buona occasione a pochi metri dalla porta, ma non la sfrutta. Insomma, la Samp ci mette più grinta, ma la vittoria sembra aver preso la strada di Parma. A confermarlo ci sono diverse occasioni per i ducali, che sfruttano l'uomo in più e sfiorano il 3-0, con Pabon ed Amauri ancora pericolosi dalle parti di Berni. Il Doria mette dentro De Silvestri per un deludente Berardi, ma cambia poco.
La svolta negativa della partita arriva al minuto 83: Soriano serve in profondità Eder, il brasiliano salta Mirante e sta per calciare, quando viene atterrato dal portiere di casa. Rigore sacrosanto, tutti si aspettano un rosso.. che però non arriva. E così l'ingiustizia è compiuta: la Samp, già responsabile di buona parte di questa sconfitta, viene punita con una decisione sconclusionata, visto il metro di giudizio dell'arbitro Peruzzo. Mirante si becca il giallo e tenta di parare il rigore di Eder, senza riuscirci: 2-1 e primo gol stagionale per il numero 23 blucerchiato.
Il finale è solo un'ulteriore sfoggio di bravura dei padroni di casa, che sfiorano ancora il gol con Biabiany ed Amauri. Il triplice fischio mette fine a quella che rappresenta la terza sconfitta consecutiva per gli uomini di Ferrara.

Amauri, 32 anni, festeggia dopo aver realizzato il rigore dell'1-0.

Romero 5 | Spiace dirlo, ma siamo a due errori in due partite. Stavolta le colpe sono meno gravi di quelle di Verona, ma certi eccessi andrebbero lasciati da parte. Possiamo perlomeno dire che la colpa non è unicamente sua..
Berardi 5 | A sinistra non c'è nessuno a tormentarlo, ma trova comunque il tempo di farsi male facendo un cross e di lasciare strada libera ad Amauri per il 2-0.
Costa&Rossini 5.5 | Entrambi non sembrano sicurissimi, ma Amauri non vede palla se non nell'occasione dei due gol. Quando, appunto, non lo marcano loro.
Estigarribia 5 | Poca spinta rispetto al finale di Verona e tanti metri lasciati a Biabiany. Tra il francese e Rosi, è una domenica da incubo per l'ex Juventus. Forse è il caso di riportarlo al ruolo originale.
Maresca 5.5 | La benzina finisce presto, questo è un problema grave.
Renan 5.5 | Evanescente anche lui, ma 45' forse sono pochi per scartarlo per il futuro.
Munari 5 | Inconcludente e nervoso.
Kristicic 5 | Anche stavolta lo incolpiamo per demeriti non suoi: il ruolo di esterno non è adatto a lui. Quando però c'è da combattere, è sempre in prima linea.
Eder 6.5 | Non è solo una questione di gol: lotta con Zaccardo ed approfitta della scarsa marcatura di Rosi per mettere in difficoltà gli emiliani. Continua ad essere un punto di riferimento importante per il tecnico.
Maxi Lopez 5.5 | La tentazione del "senza voto" c'è, dato che vede due palloni in mezz'ora.

Berni 6 | Non malaccio. Sui due gol non può nulla, sul resto fa il suo.
Soriano 6 | Uno dei pochi che strappa la sufficienza: il suo dinamismo aiuta la squadra in un momento di difficoltà.
De Silvestri 5 | Anche lui senza capo, né coda. Molti cross alla cieca vengono respinti dalla difesa di casa.

Adesso affronteremo un Cagliari rinato la prossima domenica in quel di Marassi. Sarà dura, i sardi hanno ritrovato la quadratura del cerchio dopo un periodo molto difficile, ma la vittoria ci serve. E' possibile raggiungerla, anche grazie ai probabili rientri di Juan Antonio e Poli e ai recuperi certi di Gastaldello ed Obiang. Serve sopratutto per non trasformare quella che deve (e sembrava essere) una stagione per una tranquilla salvezza in un sogno all'incontrario. E speriamo che la pochezza vista in queste partite non si ripeta, così come degli arbitraggi per lo meno discutibili.

Eder, 26 anni, solo contro tutti: una scena che si ripete troppo spesso ultimamente.