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26 ottobre 2017

Chiaroscuro d'epoca.

Per una sera, mi è sembrato di rivedere la Sampdoria della passata stagione, ancora più accentuata nei suoi pregi e difetti. La squadra di Giampaolo esce con una sconfitta per 3-2 sul campo dell'Inter, ma il punteggio non racconta tutta la verità. Se da una parte c'è la soddisfazione per la reazione, dall'altra si spera che la prima ora di nulla sia stato solo un brutto episodio.

Marco Giampaolo, 50 anni, e Luciano Spalletti, 58, negli abbracci pre-partita.

La Sampdoria è reduce dal 5-0 al Crotone e contro l'Inter si gioca la solida candidatura di outsider del campionato. Pensate all'Atalanta 2016-17: solo dopo le vittorie casalinghe contro Napoli e Roma si cominciò a pensare ai nerazzurri come la vera rivelazione della stagione. Allo stesso modo, le chance blucerchiate passano da San Siro.
Spalletti propone il solito undici, ormai consolidato nelle ultime settimane; diverso l'atteggiamento di Giampaolo, che ripone sia Linetty che Caprari, preferendo il rientro tra i titolari di Barreto e Ramírez per la partita a San Siro. Cambio anche sui terzini, dove Bereszynski e Murru sono i titolari per la gara meneghina.
Il primo tempo è un'illusione: i primi 10' degli ospiti sono incoraggianti, con il pressing alto e il un paio di tiri. Poi l'uragano Inter: prima Candreva sfiora il vantaggio, poi è D'Ambrosio a riprovarci con poca fortuna. L'ennesimo tiro di Candreva finito in corner - deviato da Puggioni - è il preludio al vantaggio nerazzurro.
Sul corner, infatti, la spizzata in area porta Skriniar solo davanti a Puggioni: lo slovacco - ex della gara - viene perso e batte Puggioni in scivolata. Non bastano 10' di pausa a calmare l'Inter: prima Puggioni rinvia male e regala un tiro a porta vuota a Perisic (il palo lo salva), poi Icardi impegna il portiere blucerchiato di testa.
Anche qui, è il preludio a un'altra rete nerazzurra: su cross di Candreva, Silvestre respinge e Bereszynski stringe senza motivo su Perisic. Alle spalle, Icardi raccoglie la respinta e calcia al volo: 2-0 e partita in salita. Prima dell'intervallo, è ancora Icardi a cogliere il palo da corner con un bel colpo di testa. Un massacro.
Giampaolo si gioca la carta Caprari al posto dell'invisibile Ramírez: funziona, ma non subito. Il 9 ospite sfiora subito il gol su punizione, ma l'Inter trova il 3-0: bell'azione in profondità e Perisic serve Icardi, non tagliato fuori da Bereszynski. Sembra il game over, con Perisic che coglie la traversa al 62'. Eppure, qualcosa succede.
Scampato il pericolo del 4-0, la Samp trova subito il 3-1 con Kownacki, ben servito da Quagliarella: è il secondo gol consecutivo per il polacco. Da quel momento, l'Inter - forse anche stanca per lo sforzo profuso tra Napoli e l'ottima ora di calcio appena proposta - cala e trova solo un paio di tiri, su cui Puggioni fa gli straordinari (specie su Icardi all'86').
Di contro, la Samp prende in mano il gioco, con Quagliarella che spreca un'importante chance e poi trova il 3-2 su assist pennellato di Praet. L'ultima occasione per un clamoroso pari in rimonta è sui piedi di Caprari, ma il cross di Murru è difficile da mandare in porta. Finisce con la vittoria dell'Inter e in fondo è giusto così.

Un 3-2 con (poche) note positive e molto su cui lavorare con le grandi.

Puggioni 5; Bereszynski 5, Silvestre 5, Ferrari 6, Murru; Barreto 4.5 (dal 20' s.t. Linetty 6), Torreira 6.5, Praet 6.5; Ramírez 5 (dal 1' s.t. Caprari 6.5); Quagliarella 6.5, Zapata 5.5 (dal 12' s.t. Kownacki 6.5)

Prima nota: complimenti a Luciano Spalletti. Tecnicamente, l'Inter gioca con la stessa coppia di terzini e l'attacco dell'anno scorso, eppure le aggiunte di Skriniar, Vecino e Borja Valero - unite al suo sapiente gioco - hanno fatto la differenza. Il lavoro del tecnico di Certaldo è già da MVP e dimostra come certi uomini della panchina sappiano fare la differenza.
Che dire invece della Sampdoria? Qualche nota positiva c'è: l'opzione Caprari trequartista ha funzionato anche contro una delle due squadre imbattute nel campionato. Una volta data la palla al 9 alle spalle di Vecino e Gagliardini, si è visto molto. Ferrari continua a integrarsi, anche se per lui non è stata comunque una serata facile.
Le notizie cattive, però, sono molteplici. Era dall'ultima gara dello scorso campionato - quella casalinga contro il Napoli - che non vedevo la Samp così schiacciata e dominata. Non era successo nemmeno a Udine, neanche con l'uomo in meno e sotto 3-0. Evidentemente la differenza tecnica tra i due avversari ha pesato.
Malissimo Barreto e Murru, male Puggioni e anche Bereszynski. Saranno serate, ma ci sono un paio di questioni tecniche che andranno risolte. 1) Vista la necessità di arrivare a Strinic il 30 di agosto, i 12 milioni per Murru sono un investimento fallito? 2) Forse serve Viviano per manovrare meglio il pallone? 3) Linetty merita un posto da titolare senza se e ma?
Ci pensa il calendario a darci occasioni per rispondere a tali domande: domenica la Samp ospiterà il Chievo Verona, che - nonostante la brutta batosta con il Milan - rimane un bel test. Battere il "Pandoro meccanico" non sarà facile e forse definirà le prospettive della Samp per il prossimo futuro. Lo farà più chiaramente che a Milano.

Mauro Icardi, 24 anni, ancora a segno (due volte) contro la sua ex squadra.

05 ottobre 2015

All'ultimo ostacolo.

Quanti rimpianti. La sensazione è di aver perso due punti invece che di averne guadagnato uno. Saranno in molti ad aver condiviso questo vecchio adagio dopo Samp-Inter di ieri pomeriggio: un 1-1 che ti lascia l'amaro in bocca, perché i blucerchiati avrebbero forse meritato di più dalla contesa del "Ferraris", dove i nerazzurri sono apparsi poco ficcanti (checché ne dica Mancini).

Éder Citadin Martins, 28 anni, a contrasto con Davide Santon, 24.

Zenga ripropone il solito 4-3-1-2 con gli stessi effettivi della gara di Bergamo, con Correa titolare per la terza gara di fila. Mancini, dal canto suo, rimedia all'assenza per squalifica di Miranda riproponendo Medel centrale accanto al recuperato Murillo: bocciatura quindi per Ranocchia. Davanti, il trio Perisic-Icardi-Palacio ha il compito di scardinare la difesa blucerchiata.
Pronti, via e la Samp ha subito due occasioni da corner. Sulla prima Soriano viene contrastato da Handanovic, sulla seconda Zukanovic stacca bene di testa, ma non centra la porta. La Samp è arrembante, con Éder e Correa che chiamano ancora all'intervento lo sloveno. I blucerchiati tirano in porta più nei primi 10' di questa gara che nei 90' di Bergamo.
Gli ospiti si fanno vedere dal 20' in poi, con Guarin prima e Palacio poi che chiamano in causa Viviano. Ma è al 29' che l'Inter potrebbe andare in vantaggio: palla dentro di Palacio, Mesbah tiene in gioco Kondogbia e il francese serve Guarin. Solo a centro area, il colombiano stoppa e poi spara la palla in Gradinata Sud.
E allora la Samp riprende l'assalto. Éder si vede contrastato da Telles a cinque metri dalla porta, ma l'occasione più clamorosa ce l'ha Correa: giunto solo in sovrapposizione davanti a Handanovic, l'argentino trova la respinta del portiere, ma è sempre El Tucu il primo a giungere sulla ribattuta. La porta sarebbe spalancata, ma lui manda fuori: errore clamoroso, direi ingiustificabile.
Il primo tempo si conclude già con i tratti del rimpianto, che aumenteranno nella ripresa. La Samp continua a spingere e Muriel prende le misure con un colpo di testa fuori di poco. È solo il preludio al vantaggio al minuto 51: cross straordinario di Pereira, Muriel si stacca sul secondo palo e la coppia Handanovic-Medel può solo guardare. Vantaggio stra-meritato.
Da lì, la Samp sparisce. C'è l'occasione per il raddoppio con Muriel al minuto 63, quando il colombiano scappa ancora ai centrali dell'Inter e il suo mancino lambisce il palo alla sinistra di Handanovic. Con l'uscita di Correa e l'entrata di Palombo, però, il baricentro della Samp si abbassa. L'Inter, forse, non aspettava altro.
Comincia un lungo possesso palla, spesso sterile, a marca ospite, dove le conclusioni arrivano spesso da lontano. Ma alla prima occasione decente in area, i nerazzurri pareggiano: Icardi riesce a liberarsi dall'ottima marcatura di Zukanovic e serve al centro Perisic, lasciato solo dal bosniaco. L'1-1 è amarissimo, ma le distrazioni a questo livello vengono punite.
La Samp rischia persino lo svantaggio tra un intervento al limite di Zukanovic su Manaj (rigore?) e il colpo di testa di Biabiany, perso da Mesbah. In generale, però, l'impressione è che la Samp si sia lasciata sfuggire tre punti facili contro un avversario che è sembrato tutto, tranne che la capolista del nostro campionato.

Mauro Icardi, 22 anni, sempre fischiato al "Ferraris".

Viviano 6; Pereira 7.5, Moisander 6, Zukanovic 6.5, Mesbah 6; Soriano 6.5, Fernando 6.5 (dal 41' s.t. Ivan s.v.), Barreto 6; Correa 5.5 (dal 10' s.t. Palombo 5.5); Éder 6.5, Muriel 6.5 (dal 31' s.t. Cassano 5.5) - già pubblicate su SampNews24

In fase di non-possesso, è stato strano vedere la Samp schierarsi con il 4-1-4-1: un artificio già usato ai tempi di Sinisa Mihajlovic, ma con ben altra formazione. Se in quel caso era Okaka il centravanti e Gabbiadini l'esterno ad arretrare, in questo caso questi ruoli sono stati assegnati rispettivamente Muriel e Correa. Con risultati, per altro, altalenanti.
Già, Correa. El Tucu ha giocato una buona gara. Anzi, azzarderei la migliore tra quelle disputate da titolare, perché contro Roma e Atalanta non aveva brillato. Meglio lasciarlo tranquillo dopo il clamoroso errore sotto porta: non avrebbe dovuto sbagliare, ma è un classe '94 su cui si sono spesi quasi dieci milioni di euro. Proviamo a non bruciarlo, di soldi ne abbiamo già buttati negli anni.
Qualche domanda andrebbe rivolta invece a Walter Zenga, capace di imbrigliare l'Inter in fase di difesa e pungerla in ripartenza. Tuttavia, c'è un cambio che ha fatto capire il poco coraggio del tecnico doriano: Palombo per Correa. Io mi sarei aspettato Carbonero in campo, invece l'ingresso del 17 ha solo schiacciato il baricentro blucerchiato verso la propria porta.
Fortunatamente c'è la sosta, dove si spera ci sarà il recupero di alcuni giocatori e l'aggiustamento di ciò che non va. Mai mi sarei aspettato di commentare un ruolo di marcia immacolato in casa e 11 punti in sette gare. Le cose per ora vanno discretamente, ma le giocate dei singoli nascondono le mancanze di squadra. Peccato per quel gol nerazzurro: per una volta che si meritava senza "se" e senza "ma", siamo caduti all'ultimo ostacolo.

Luis Muriel, 24 anni, e Joaquin Correa, 21: chi ha segnato e chi avrebbe potuto...

23 marzo 2015

Meno dodici.

Ci siamo. Adesso è veramente a un passo. La Samp batte l'Inter 1-0 in uno dei tanti posticipi di questo 28° turno di Serie A e può accarezzare il sogno europeo. A +11 dai nerazzurri, i blucerchiati hanno adesso un grosso vantaggio da gestire e Mihajlovic ha anche battuto Mancini per la prima volta. Serata perfetta: meglio di così, forse, non poteva andare.

Mauro Icardi, 22 anni, lotta con Alessio Romagnoli, 19.

La Samp punta alla quarta vittoria consecutiva dopo il trionfo ottenuto a Roma contro i giallorossi di Rudi Garcia: un 2-0 che ha lasciato tanto entusiasmo, trasmesso all'ambiente per la gara contro l'Inter. Mihajlovic punta sul consueto 4-3-3, con Eder, Muriel ed Eto'o davanti. Acquah rientra dal primo minuto al posto di Obiang e Duncan, mentre Regini è confermato sulla fascia mancina della difesa blucerchiata. Mancini invece punta sul 4-3-1-2, con Shaqiri trequartista e Podolski a completare la coppia d'attacco con Icardi.
Il primo tempo è sopratutto a marca blucerchiata. Sin dall'11', quando Eder serve un gran pallone per Muriel in area. Il colombiano scherza Ranocchia, ma davanti a Handanovic spara altissimo. Tre minuti dopo risponde Icardi con un colpo di testa poco alto, ma è un lampo. La Samp attende il palleggio interista e riparte bene. Al 18' Eder impegna Handanovic dai 25 metri, mentre quattro minuti più tardi tira alto. Il numero maggiore arriva al 34': Muriel si lancia in velocità, salta con una finta sia D'Ambrosio che Ranocchia e tenta il destro a giro dal limite dell'area. Numero straordinario, peccato che la mira non sia delle migliori. Tra tante ammonizioni (ben cinque!), il primo tempo si conclude sullo 0-0.
Ben diversa la ripresa, dove l'Inter esce bene, mentre la Samp rimane timida per almeno 20' buoni. Gli ospiti hanno una girandola di occasioni: Icardi coglie subito la traversa al 46', mentre Viviano è attento sul tiro di Guarin sulla respinta. Il colombiano ex Porto ci riprova due minuti più tardi dalla distanza, ma il portiere blucerchiato risponde presente. Ci prova ancora un paio di volte Shaqiri, sfiorando il palo alla sinistra di Viviano.
La Samp sembra un pugile messo all'angolo, ma al 64' trova la risposta giusta, passando addirittura in vantaggio. Su punizione dai 25 metri, Eder è senza pietà e scaglia un destro spaventoso: l'effetto è imprendibile per Handanovic e la Samp va sull'1-0. In realtà, da lì la partita la tengono in mano i padroni di casa, che hanno altre due occasioni per chiuderla con Obiang, ma lo spagnolo viene chiuso prima da Ranocchia, poi da Vidic. Un cross liftato nel finale fa trasalire i supporters di casa, ma viviano salva per l'ennesima volta: è vittoria!

Sinisa Mihajlovic, 46 anni, batte per la prima volta Roberto Mancini, 50.

Viviano 6.5; De Silvestri 6, Silvestre 6, Romagnoli 6.5, Regini 6.5; Acquah 6 (dal 6' s.t. Obiang 5.5), Palombo 6, Soriano 6 (dal 35' s.t. Duncan 6); Eder 7, Eto'o 7, Muriel 6 (dal 20' s.t. Okaka 6) - già pubblicate su SampNews24

Da notare una piccola soddisfazione: Mancini è alla prima sconfitta contro la Samp. Tante volte l'ex numero 10 blucerchiato aveva incrociato il suo primo amore, ma da allenatore non aveva mai perso contro il Doria. Fortunatamente la punizione di Eder ha sbloccato la gara al momento giusto e ora il tecnico nerazzurro dovrà cercare una rimonta semi-impossibile per l'Europa: verrebbe da dire che la stagione è finita per l'Inter.
Diverse le prospettive della Sampdoria. Ferrero punta alla luna (e quindi alla Champions), ma sembra un obiettivo un tantino fuori dalla portata blucerchiata. Più facile raggiungere l'Europa League. Ora la Samp è a quota 48: un punto di vantaggio sul Napoli, due sulla Fiorentina. Squadre più attrezzate, ma l'esser in corsa per l'Europa League e per la Coppa Italia potrebbe svantaggiarle. Inoltre, la Samp giocherà due scontri diretti con queste squadre, entrambi (ahimè) in trasferta. Nulla è impossibile.
Ora c'è la Fiorentina, ma il Milan diventa la partita fondamentale. La trasferta di Firenze - dopo la sosta per le nazionali - dirà quanto la Sampdoria può battersela anche con una delle migliori squadre della nostra Serie A. Tuttavia, a San Siro la Samp può distanziare anche un'avversaria - i rossoneri - più di nome che di sostanza. Il Milan di Inzaghi è a -10, ma alla Samp guardano il numero 12. Dodici, come i punti che ha racimolato la Samp nelle ultime quattro. Dodici come quelli che mancano a quello che ormai è l'obiettivo stagionale dei blucerchiati: l'Europa League.

Eder Citadin Martins, 28 anni, al nono gol nella Serie A 2014-15.

14 aprile 2014

Una beffa al quadrato.

Non poteva, ma sopratutto non doveva finire così. No, non mi riferisco tanto alla doppietta di quel poco di... professionista che si è rivelato esser Mauro Icardi (lo scopriamo oggi?). La Samp prende un'altra batosta, stavolta casalinga, per 4-0 contro l'Inter. E quel che peggio è che lo fa in maniera totalmente sconclusionata, regalando il match e un uomo già dopo 20'. Neanche la miglior determinazione è servita a ribaltare il risultato: un'altra scoppola, che si aggiunge a quella (morale) subita all'Olimpico contro la Lazio.

Rodrigo Palacio, 32 anni, ancora decisivo contro la Samp: un gol e un assist.

Dopo la brutta prova a Roma, la Samp si presenta con il rischio assenze, salvo recuperare parecchi prima della gara. La novità è il ritorno al 4-3-3, con Sansone a sostituire l'infortunato Gabbiadini e una nuova chance per Obiang dal 1'. L'Inter conferma il suo integrale 3-5-2, con D'Ambrosio al posto di Jonathan e la coppia Icardi-Palacio davanti. Una coppia ad alto coefficiente di fischi. Che si palesano al minuto 13, quando l'Inter passa dopo un quarto d'ora di studio: bella cavalcata di Palacio, cross in mezzo e Icardi realizza il tanto temuto gol dell'ex. Male De Silvestri, che è in ritardo per la diagonale, e Da Costa, che poteva far di più sul destro ravvicinato, ma debole del nerazzurro. Sulla reazione, ci torno dopo.
La Samp non aspetta a reagire e si guadagna subito un calcio di rigore: Gastaldello stimola Ranocchia al fallo e il numero 23 dell'Inter ci casca come un dilettante. Rigore, ma niente giallo per il difensore dell'Inter (peserà dopo). Sul dischetto dovrebbe andare Eder, invece con il pallone si presenta Maxi Lopez: il destro non è malvagio, ma Handanovic è una specialista e non si fa fregare per così poco. Penalty neutralizzato e si resta sull'1-0. Che però è un risultato bugiardo, perché l'Inter da lì scompare dal campo. Tuttavia, la Samp trova il modo di rovinarsi la partita: cavalcata di Eder al 19', che viene forse steso da Rolando al limite dell'area interista. Per l'arbitro Valeri è simulazione e giallo. Ma il vero guaio lo fa Eder, che si fa prendere dalla foga e si attacca prima a Rolando, poi a Samuel, che non è proprio un diplomatico dell'Onu. Dalla rissa che nasce, Valeri tira fuori altri due gialli: uno all'argentino e uno al brasiliano della Samp, che finisce la sua gara dopo venti minuti. E compromette una splendida Samp, che domina nonostante l'inferiorità numerica. Ci vogliono almeno altri quattro interventi di Handanovic - di cui due miracolosi su Soriano e Sansone - per portare l'Inter al riposo con un gol di vantaggio.
Alla ripresa, il copione è cambiato. La gara si spegne quasi subito, la Samp sembra aver finito le energie sia nervose che atletiche per tenere il ritmo della prima frazione. Maree di occasioni per gli ospiti, con Palacio che ci prova più volte, finché non centra Da Costa da due passi al 55'. Lo stesso portiere blucerchiato rischia la papera su un innocuo cross del numero 8 nerazzurro. Al 60', ecco il raddoppio: Samuel svetta su corner, sovrastando De Silvestri, ed è 2-0 per l'Inter. Due minuti e arriva il 3-0, ancora a firma Icardi, anche se stavolta il merito è tutto di Palacio, che parte sulla linea del fuorigioco e mette una palla facile per l'ex Samp. Stavolta nessuna esultanza polemica, tanto la gara è decisa. L'Inter si rilassa, Maxi ci riprova, ma oltre che meno forte è pure sfigato: il suo destro sibila vicino al palo proprio nell'unico momento in cui Handanovic pare fuori causa. Nel finale c'è il tempo per il 4-0, stavolta a firma Palacio, con una bella percussione che taglia a metà la difesa blucerchiata dal vertice alto dell'area di rigore. I padroni di casa cercano ancora il gol della bandiera, ma Handanovic è attento pure sull'avanzata di Regini, chiuso in corner. Il finale è buono solo per l'esordio di Mattia Lombardo, figlio del leggendario Attilio; il resto è da buttare.

Maxi Lopez, 30 anni: buona partita, ma il rigore sbagliato è un macigno.

Da Costa 5; De Silvestri 4.5, Mustafi 5, Gastaldello 4.5, Regini 5; Obiang 5 (dal 12' s.t. Krsticic 5), Palombo 5.5 (dal 38' s.t. Lombardo s.v.), Soriano 6; Sansone 5 (dal 21' s.t. Okaka 5.5); Maxi Lopez 5, Eder 4 - già pubblicate su SampNews24

E siamo a 18 punti, almeno a mio parere. Questa Samp, senza certe ingenuità, poteva avere molti più punti. E le sfide chiave in cui sono svaniti questi punti sono contro tre squadre che abbiamo affrontato in pessimi momenti sia all'andata che al ritorno: parlo di Milan, Lazio e proprio Inter. La Samp ieri, con un rigore tirato da Eder e un brasiliano più tranquillo, avrebbe vinto? Chi lo sa, ma il dubbio è lecito. Purtroppo la sfida è stata caricata inutilmente su un duello di cui non sarebbe dovuto fregare a nessuno.
Icardi contro Maxi Lopez è stato il leit motiv di tutta la vigilia: discussione su bambini, stati su social network e trombate varie. La verità è che i tifosi hanno fatto bene a fischiare l'argentino dell'Inter, vista anche l'esultanza irrispettosa sotto la Sud. Passatemi il termine, ma il solito bimbominchia già arrivato si è sentito in dovere di mancar di rispetto al pubblico che per un anno l'ha portato sul palmo di una mano. E cosa ha ricevuto in cambio? Si è sentito dire che la Samp era una squadra piccola da un ragazzo che è andato all'Inter per prendere gli stessi soldi che i blucerchiati gli avevano offerto un anno fa per il rinnovo. Insomma, un arrivista: lecito, per carità, ma allora anche i fischi lo sono. E che dire di Maxi? Proprio da lui, nove anni più vecchio del suo "rivale", ci si aspettava una prova di maturità. Ha giocato bene, ma doveva proprio tirare quel rigore? Se lo avesse segnato, sarebbe stato probabilmente l'eroe di tutti i giornali oggi. Tuttavia, esser forti non significa solo prendersi le responsabilità, ma anche saperle scaricare quando non ce ne è bisogno. E questo non è stato fatto (il messaggio è pure per Eder: mi auguro per lui una multa salatissima e l'esclusione per un paio di gare).
Forse ieri, però, ha perso pure il pubblico: leciti i fischi, meno incentrare la gara attorno alla figura di Icardi. Ma la delusione più grande è arrivata in coda: dopo un'altra sconfitta contro una squadra in pessime condizioni (ricordo che il Bologna ha quasi vinto contro quest'Inter a San Siro la settimana scorsa) e una prova da dimenticare nella ripresa, l'attenzione della Sud si spostava al tabellone e ai gol del Torino contro l'odiato Genoa. So cosa mi si dirà: "Tu non sei di Genova, non puoi capire". Sarà. Ma se non posso capire, perché addirittura si giubila per una squadra che notoriamente - il Toro - sta sul belino a mezza gradinata? Non si può ambire all'Europa con questi provincialismi. E ricordo che contro il Catania - campo storicamente difficile per la Samp - mancheranno Gastaldello, Soriano ed Eder, senza dimenticare Gabbiadini k.o. per infortunio. Ma chi se ne frega: guardiamoci Genoa-Cagliari, no? Almeno gufiamo e se perdono siamo sicuramente davanti. Poi però se continuiamo a star fermi, sarà una beffa al quadrato. Come quella di ieri.

L'irrispettoso Mauro Icardi, 21 anni: doppietta per lui con esultanza polemica.

01 giugno 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - terza parte).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la terza parte, riguardante gli attaccanti.

Nicola Pozzi, 26 anni: molte ombre e poche luci nei suoi sei mesi alla Samp.

9 Nicola Pozzi (7 presenze, 1 rete): 5.5 - migliore match: Samp-Torino 1-1
La sua stagione è monca: onestamente, avrebbe meritato più riconoscenza dopo i 20 gol segnati nello scorso campionato. Invece, gli è stato preferito l'abulico Maxi Lopez; in più, le solite noie muscolari lo hanno ricominciato a tartassare. Un solo gol, su rigore contro il Torino, ed un altro penalty sbagliato, contro l'Udinese; poi il prestito a Siena, dove l'esplosione di Emeghara gli ha tolto parecchio spazio. Ora si dice pronto a tornare per giocarsi le sue carte: un atteggiamento che va solo lodato.

10 Maxi Lopez (18 presenze, 5 reti): 5 - migliore match: Pescara-Samp 2-3
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

12 Gianluca Sansone (14 presenze, 2 reti): 6.5 - migliore match: Samp-Roma 3-2
Arrivato in inverno per fare da vice-Eder, l'ex Sassuolo ha dato la sensazione in più di un'occasione di poter essere utile. Il suo esordio con la Roma è stato da urlo; il resto del campionato affidabile e forse la cosa migliore sarebbe riscattare interamente il suo cartellino, sebbene il Sassuolo abbia qualche dubbio nel lasciarlo andare. Con lui in squadra, Eder potrà essere gestito meglio nella prossima stagione.

23 Eder Citadin Martins (30 presenze, 7 reti): 6.5 - migliore match: Roma-Samp 1-1
Ad inizio e fine stagione, è colui che porta di più la croce, riuscendo anche ad emettere acuti di grande classe (bello il gol a Udine). Il brasiliano, più veloce e scattante che tecnico, è stato comunque bravo, visto che non aveva fatto vedere granché nel precedente anno e mezzo di A, diviso tra Brescia e Cesena: ha battuto anche il record di marcature personali nella massima serie, giungendo a quota sette. Semmai, ciò che ha deluso è stata la brutta forma atletica mostrata nel mezzo della stagione, quando Eder sembrava essersi perso: per questo è arrivato Sansone e si spera che il brasiliano si prepari al meglio per la prossima annata. Non bisogna pensare che sia il salvatore della patria, ma può essere utile, a maggior ragione dopo questo 2012/2013.

Eder, 26 anni, ha realizzato sette reti e superato il suo primato di gol in Serie A.

29 Juan Ignacio Antonio (2 presenze, 0 reti): n.g.
Quando si dice che l'argentino ha giocato appena 10 minuti, è la verità: due minuti contro il Cagliari e otto contro il Palermo al "Barbera". Poi una marea di infortuni e la difficoltà di Ferrara a dargli fiducia persino nel momento più nero. Non è mai stato seriamente provato, così il fantasista è andato in prestito al Varese, dove non ha reso granché; quando poi Castori è stato cacciato per Agostinelli, la pacchia è finita. Comunque, il suo ruolo in squadra andrà seriamente ripensato.

79 Davide Gavazzi (0 presenze, 0 reti): n.g.
Tornato da Vicenza mezzo infortunato, non riesce neanche ad esordire in campionato. Vedremo nella prossima stagione se il suo arrivo può servire a qualcosa di più di aver sbolognato Padalino e Semioli.

93 Andeljko Savic (1 presenze, 0 reti): n.g.
Il giovane attaccante della primavera blucerchiata esordisce in quel di Siena, quando l'attacco del Doria è in piena emergenza: la sconfitta resta, ma almeno lui si è tolto una grande soddisfazione come quella di collezionare il primo gettone di presenza in Serie A.

98 Mauro Icardi (31 presenze, 10 reti): 7.5 - migliore match: Samp-Pescara 6-0
Se uno dovesse vedere solo la carta d'identità e le precedenti esperienze, bisognerebbe dare 10 ad un ragazzo che arriva in doppia cifra a 19 anni. Tuttavia, bisogna sempre guardare il quadro generale: osteggiato da Ferrara, alla fine il tecnico ex Juve è stato costretto all'utilizzo dell'argentino dopo i contemporanei infortuni di Maxi Lopez e Pozzi. A quel punto, l'argentino è stato bravissimo ed è esploso allo "Juventus Stadium", segnando fino a marzo. Poi, però, c'è stato un black-out totale appena sono uscite le voci ufficiose sul suo trasferimento all'Inter: non si può fare un bilancio generale della sua stagione cercando di ignorare le sue prestazioni negli ultimi due mesi. I 13 milioni sono una buona compensazione per un giocatore che - a mio modo di vedere - è un "paraculo", come diremmo a Roma: la vicenda sulla scelta della nazionale lo dimostra abbondantemente. Persone così, forse, è meglio perderle che trovarle ed è ancora più facile farlo se te le pagano così tanto.

Mauro Icardi, 20 anni: è esploso con i 10 gol realizzati quest'anno.

20 maggio 2013

Titoli di coda (con record).

Siamo finalmente alla chiusura di questa stagione e non si poteva concludere meglio: la Samp finisce il campionato con un bel 3-2 sulla Juventus bi-campione d'Italia, sebbene la partita meritasse altro epilogo, visto la vena dei bianconeri. E così, la Samp toglie sei punti pieni ai vincitori dello scudetto: mica male, visto che la vittoria mancava da 10 turni e non sembrava che potesse arrivare nella fredda serata di ieri sera.

Shkodran Mustafi, 21 anni, prova a fermare Emanuele Giaccherini, 28.

La Samp, ormai salva da un paio di giornate, non fa comunque turn-over: dopo aver lasciato spazio a qualche seconda linea contro la Lazio, Delio Rossi torna con la formazione titolare per affrontare la Juve: è probabilmente l'ultima per Icardi e, forse, anche per Andrea Poli. Dal canto suo, Conte schiera una squadra-B, potenziata dalla presenza di Quagliarella, Pirlo, Bonucci e Chiellini, che dimostra la solita fame. Non è un caso se nei primi 25' la Samp soffra le pene dell'inferno: i blucerchiati non riescono neanche ad affacciarsi nella metà campo avversaria, mentre la Juve scaglia tiri da tutte le parti. A turno, Giovinco, Giaccherini, Chiellini e Quagliarella cercano la porta dalla distanza. E' quest'ultimo a portare la Juventus in vantaggio al minuto 25: lancio a memoria di Pirlo, De Silvestri tiene in gioco tutti e l'ex blucerchiato può segnare l'1-0, di fronte ad un Da Costa non prontissimo sulla sua conclusione.
In tutto questo, la Samp pare inerme. Eppure i padroni di casa trovano il pareggio proprio al 30', con un rigore discutibile per il contatto Icardi-Chiellini: sul dischetto, Eder realizza il settimo gol stagionale, il terzo su penalty. I blucerchiati rischiano anche di andare sul 2-1, quando prima Chiellini sfiora l'autogol e poi De Silvestri tenta un'incornata temibile su un corner. Il primo tempo si chiude con la Samp che rischia comunque il capitombolo al 40': Da Costa esce in maniera spericolata e Mustafi è costretto a salvare tutto sul destro ancora di Quagliarella.
Al rientro dopo il riposo, due sono le certezze: la pioggia incessante ed i continui tentativi dalla distanza degli ospiti, che non smettono di bombardare la porta di Da Costa. L'occasione migliore ce l'ha Padoin, che s'inserisce bene e cerca l'angolo: il miglior intervento della serata del portiere blucerchiato evita lo svantaggio. Così, come nel primo tempo, la Samp passa ancora nel migliore momento degli avversari: Eder scalda le mani a Storari, ma sul corner conseguente De Silvestri incorna l'assist di Estigarribia e realizza il secondo gol del suo campionato. La Juve ha l'occasione per pareggiare ancora con l'attivissimo Quagliarella, ma il suo, più che un tiro, pare un passo di danza sull'assist di Giovinco: il terreno bagnato e Da Costa fanno il resto. E così la Samp trova anche il terzo, quando Estigarribia sfrutta un contropiede a campo aperte e serve Icardi solo al centro dell'area, con l'argentino che realizza il gol numero 10 in campionato: l'esecuzione non è delle migliori, ma è il giusto commiato al pubblico blucerchiato, visto che lo aspetta l'Inter. Nel finale, Giaccherini accorcia le distanze per il 3-2 finale e Gervasoni fa una brutta figura su un contatti Mustafi-Quagliarella, concedendo il rigore prima e poi cambiando decisione stranamente. Insomma, un Samp-Juve che sembrava tutt'altro che di fine stagione; tuttavia, il risultato è un po' bugiardo ed i bi-campioni d'Italia avrebbero meritato ben altra sorte.

Fabio Quagliarella, 30 anni, esulta appena dopo il gol da ex dell'1-0.

Da Costa 7; Mustafi 6.5, Gastaldello 6, Castellini 7; De Silvestri 6.5, Poli 6, Palombo 5.5, Obiang 5, Estigarribia 6; Eder 6.5, Icardi 6.5 - Munari 6, Sansone s.v., Berardi s.v. (già pubblicate su SampNews24).

Finisce così un campionato sofferto oltre ogni previsione, con una squadra all'apparenza schizofrenica e con notevoli difficoltà di costruzione. Aggiungeteci a questo che partiranno Icardi (10 reti stagionali) e Poli, che ha fatto un'ottima stagione, e capite come la prossima stagione si prospetta ancora più difficile: non ci saranno penalizzazioni a farci salvare anticipatamente. Avremmo il destino blucerchiato nelle nostre mani e bisognerà fare molto in estate per sistemare una squadra che promette bene, ma che non sembra avere una coerenza vera e propria. Rimarrà Rossi, che ha firmato un biennale; rimarrà anche il non entusiasmante Osti, direttore sportivo in prova per sei mesi e poi confermato per altre due stagioni.
Inoltre, è stata confermata la presenza di Obiang e Krsticic, due delle migliori rivelazioni di quest'anno: insomma, ci sarà molto da costruire in questo calciomercato estivo. Bisognerà adattarsi alle esigenze del tecnico, prendendo i giocatori adatti al suo volere. Ci sarà necessità di evitare incomprensioni di tipo dirigenziale, come accaduto tra l'ex d.s. Sensibile e l'a.d. Sagramola, mai andati d'accordo.
Insomma, la strada è lunga: tuttavia, concludere questa stagione martoriata con un record per il club non è male. Infatti, la Samp - per la prima volta nella sua storia - batte coloro che poi si aggiudicheranno lo scudetto: non era mai successo ai blucerchiati, mentre era accaduto solo dieci volte nel resto della storia della Serie A. Qui scorrono i titoli di coda, con un record annesso: speriamo di parlare d'altro l'anno prossimo.

Lorenzo De Silvestri, 24 anni, esulta per il secondo gol in campionato.

13 maggio 2013

A.A.A., cercasi prossima stagione

Sembra mancare un'eternità a questa stagione. Per fortuna, siamo all'ultima tornata: la Samp conclude il girone di ritorno in quel di Roma, prendendo l'ennesima mazzata di questo periodo. Un 2-0 secco per la Lazio, forse esagerato nel punteggio, ma giusto di fronte al divario tecnico visto tra le due squadre: la Samp ha avuto la palla tra i piedi la maggior parte del tempo, eppure non è stata ficcante davanti al portiere. E così il girone di ritorno si conclude senza vittorie in trasferta: l'ultima è quella dello "Juventus Stadium" del 6 gennaio scorso.

Delio Rossi, 53 anni, applaude quello che è stato il suo pubblico per 5 anni.

La Samp si presenta all'"Olimpico" senza Costa, ancora infortunato, con Eder in panchina ed Icardi ripristinato titolare. Ma le vere novità sono sulle corsie: dentro Poulsen e Mati Rodriguez, che finalmente possono dimostrare qualcosa al tecnico. Anche a centrocampo novità: spazio a Maresca e Munari, che completano il terzetto mediano con Poli. La Lazio, dal canto suo, mette in campo Floccari e Klose per forzare gli avversari all'errore.
I primi 25' sono molto piacevoli per chi si aspettava di assistere ad una Samp vacanziera: i blucerchiati lottano, specie perché sono imbottiti di seconde linee vogliose di mostrare quanto il tecnico ha sbagliato a lasciarli in panchina. Poulsen veste i panni dell'incursore al 7', ma Sansone ed Icardi sono blandi sul pallone sul cross del danese. Neanche il tempo di rendersi conto dell'errore e la Lazio va in vantaggio al 10': su corner, Klose è colpevolmente solo e sbuccia il pallone. Tuttavia, sulla traiettoria si trova Floccari, che sporca il pallone con la coscia e mette dentro l'1-0. Vantaggio al primo errore, ma la Samp non si scompone: un gran tiro di Icardi dai 30 metri va fuori di poco e gli ospiti sembrano comunque vivi. Purtroppo, gli svarioni ci sono comunque, come quando al 22' l'uno-due tra Floccari e Klose porta l'ex Atalanta al tiro: fortunatamente, il biancoceleste sbaglia la conclusione e grazia Da Costa. Il portiere sampdoriano è ancora pronto sulla potente punizione di Candreva due minuti dopo, così come Biava è molto bravo a chiudere Sansone dopo una grande percussione di Poli. La Samp continua ad esserci, tanto che Icardi colpisce la traversa con un gran destro al 41': sfortunati i blucerchiati, che meriterebbero ampiamente il pareggio, visto il ritmo basso dei padroni di casa.
Nella ripresa, Rossi toglie inspiegabilmente un sufficiente Poulsen per mettere Berardi, per altro fuori ruolo: se questo è il tempo degli esperimenti, vanno tenuti in campo per tutti i 90'. Intanto, la Lazio inizia forte, sfiorando subito il raddoppio con il ficcante Candreva, che il duo svizzero Rossini-Berardi fa fatica a tenere a bada. La verità è che il secondo tempo è giocato a ritmi blandissimi: la Lazio, intelligentemente, gestisce il vantaggio senza fatica, mentre gli ospiti hanno perso la furia del primo tempo. Così, un destro di Berardi all'85' è il massimo che la Samp riesce a fare per impegnare Marchetti, mentre i padroni di casa sfiorano il raddoppio ancora con Floccari, che centra Da Costa in uscita. La girandola di cambi (Obiang e Renan dentro per la Samp; Ledesma, Dias e Kozak per la Lazio) non modifica l'andazzo della gara, con i blucerchiati che sono sembrati incapaci di creare pericoli all'avversario. Così, l'espulsione di Renan (uno dei primi rossi diretti che ricordi per proteste) e l'intervento sconsiderato di Gastaldello su Onazi chiudono la gara, con il "cucchiaio" di Candreva su rigore che sigla il risultato sul 2-0. E' l'ennesima gara senza vittoria, nonché la 17esima sconfitta in campionato: sono tantissime, forse anche troppe.

Gianluca Sansone, 26 anni, lotta sul pallone: il migliore dei blucerchiati.

Da Costa 6 | La sua solita partita, senza lode né infamia. Sui due gol, non può nulla.
Mustafi 6 | Floccari segna e chissà chi lo doveva marcare sull'angolo... comunque non ci sono altre sbavature. Inoltre, ogni tanto si propone in avanti, cosa che non guasta.
Gastaldello 5 | Al di là di ciò che afferma il capitano, il rigore c'è ed i suoi errori stanno diventando troppi.
Rossini 5.5 | Molto meglio rispetto a Udine.
Rodriguez 6.5 | Per essere la prima in Serie A, è stato un successo: cattivo e creativo allo stesso tempo.
Poli 6.5 | Buona anche la sua prova, si arrende ai crampi.
Maresca 6 | Qualche lampo illumina la sua prova.
Munari 6 | Non malaccio: nel primo tempo è una furia, nel secondo si perde un po'.
Poulsen 6 | Poteva fare meglio, sebbene un paio di spunti ci siano: spunti che il buon Estigarribia non ha fatto vedere negli ultimi tempi...
Sansone 6.5 | Il migliore, sa sempre cosa fare con la palla e non è poco, in un periodo come questo.
Icardi 5.5 | Meglio delle altre volte, perché almeno va al tiro, cogliendo anche una sfortunata traversa.

Berardi 5.5 | Non si capisce perché il danese debba uscire, ma Berardi non può fare molto fuori ruolo; Candreva è pericolosissimo. Tuttavia, è l'unico a tirare nella porta di Marchetti durante l'intera ripresa.
Renan 5.5 | La gara è nella normalità; l'espulsione nell'assurdo, se non altro perché il brasiliano indossa una maglia diversa da quella di una grande.
Obiang s.v. | Sebbene sia in campo per 20', si vede poco. Molto poco.

La stagione è giunta quasi al termine: l'ultima tornata è quella chiamata Juventus. Con l'ambizione, magari, di battere i bianconeri ancora una volta, per spezzare la lunga striscia senza tre punti e per togliere sei punti pieni ai due volte campioni d'Italia. Intanto, si attende una risposta definitiva da Delio Rossi, in modo da iniziare a pianificare la prossima stagione; speriamo sia una stagione più facile, meno schizofrenica e più tranquilla. E' il minimo che si chiede: non troppo, se si pensa che squadre come il Cagliari ed il Chievo sono salve da un po' di tempo. Si può e si deve fare di meglio, aspettando i bianconeri al "Ferraris".

Il "cucchiaio" di Antonio Candreva, 26 anni, chiude la gara sul 2-0.

06 maggio 2013

Tutto come previsto.

Le tabelle di marcia sono fatte per essere rispettate, si dice: ecco, in questo senso la Samp non si fa mancare nulla. La trasferta di Udine era la più difficile delle quattro partite rimaste in calendario ed è andata esattamente come ci si aspettava: 3-1 per i friulani ed altra sconfitta incassa in questi due mesi. Tuttavia, le aspettative sono state rispettate solo nel risultato: già, perché la Samp s'è l'è giocata finché c'è riuscita. Eder e Sansone contro l'intera formazione friulana: forse un duello troppo grande persino per due in giornata.

Antonio Di Natale, 35 anni, ha segnato altri due gol alla Samp: con questi, fanno 20 in Serie A.

La Samp arriva ad Udine in piena emergenza difensiva: fuori gli squalificati Gastaldello e Palombo, più l'infortunato Costa, Rossi ricorre al terzetto d'emergenza, composto da Rossini, Mustafi e Castellini. Oltretutto, a centrocampo rispunta Renan, che non giocava da Parma-Sampdoria di fine ottobre: è il brasiliano a completare il centrocampo con Obiang e Poli, quest'ultimo capitano per l'occasione. L'Udinese, invece, conferma la formazione delle ultime partite, vista la recente buona forma dei friulani: Zielinski agisce insieme a Pereyra, alle spalle di Di Natale, nel temibile 3-4-2-1 di Guidolin.
La cosa paradossale è che i padroni di casa, nei primi 25', appaiono tutt'altro che irresistibili: i bianconeri tengono il possesso del pallone, ma non creano spaventi agli ospiti. Tuttavia, la Samp non fa niente per impedire tale giro-palla e ha notevoli difficoltà nell'impostazione del gioco. Così, ci vuole la giocata del campione per spezzare l'equilibrio del match: insomma, ci pensa l'unico campione in campo, ovvero Antonio Di Natale. Al minuto 25, Domizzi mette in mezzo ed il numero 10 bianconero si libera di un dormiente Rossini, battendo imparabilmente Romero. La fortuna è che la Samp trova miracolosamente l'immediata reazione: al 33', Icardi serve Eder, che si gira a limite dell'area ed esplode un destro che supera Brkic nell'angolo alla sua sinistra. La deviazione di Benatia è fondamentale, ma il pareggio è sostanzialmente giusto, nonostante l'Udinese spinga di più nel finale di tempo.
Nel secondo tempo, ahimè, i blucerchiati non si rendono più pericolosi; anzi, sono i padroni di casa a giungere spesso al tiro, tanto da spaventare Romero in numerose occasioni durante tutta la ripresa. A spezzare nuovamente l'equilibrio, è ancora Di Natale, capace di un gran gol su lancio di Danilo; da notare le colpe di Romero, che forse tenta un'uscita troppo audace su un campione del genere. Sul 2-1, i bianconeri si spengono un poco e la Samp si fa trascinare da un Eder in grande giornata. Il brasiliano tenta prima dai trenta metri e Brkic rischia il "paperone", fermando il tiro solo in due tempi; poi, su punizione, l'attaccante blucerchiato impegna ancora il portiere avversario. Intanto, il fantasma di Icardi esce per far spazio a Sansone, capace di dare più profondità alla squadra: lo dimostra al 67', quando colpisce il palo con un gran sinistro dal vertice alto dell'area. Una rete che poteva significare il pareggio e che, invece, costringe la Samp a soffrire nel finale, quando poi Muriel entra per Zielinski. L'Udinese alza il baricentro e gli ospiti soffrono terribilmente le ripartenze avversarie: è proprio il colombiano a sprecare un paio di occasioni nell'ultimo quarto d'ora. Poi, però, è Romero a regalargli l'assist del 3-1, sbagliando il rinvio e consentendo all'attaccante bianconero di segnare il nono gol in campionato. La partita finisce lì e la Samp esce ancora una volta a mani vuote: è l'ottava gara senza vittorie e la salvezza non è ancora arrivata.

Luis Muriel, 22 anni, contro Jonathan Rossini, 24: anche il colombiano è andato a segno.

Romero 4; Mustafi 6, Rossini 5, Castellini 5.5; De Silvestri 5.5, Poli 5.5, Obiang 5, Renan 5.5, Estigarribia 4.5; Eder 7, Icardi 4.5 - Sansone 6.5, Maxi Lopez s.v., Berardi s.v.(pubblicate già su SampNews24).

Nella tabella di marcia, nessuna novità: la sconfitta di Udine era preventivata. Semmai, la rabbia scoppia nel vedere che due punti sono andati via con un paio di errori marchiani. L'emergenza era forte, ma sull'1-1 la gara è sembrata nelle mani (difensive) di Rossi; invece, poca grinta e le disattenzioni di Romero hanno messo fuori gioco la Samp, nonostante la buona forma di Sansone ed Eder. L'Udinese era in forma, ma ieri non era smagliante; il campione in campo ce l'avevano i friulani, tanto che Di Natale ha deciso la gara con i suoi colpi.  I blucerchiati hanno una squadra da media-bassa classifica e devono giocare meglio per uscire fuori da questo momento, evitando anche la minima disattenzione. Del resto, si sa come si dice: quando dai tutto, ma il momento di forma è pessimo, basta anche il più piccolo errore a fregarti.
Adesso arriverà il Catania al "Ferraris": la squadra di Maran ha appena battuto il record di punti in Serie A del club e ha finito gli obiettivi stagionali, visto che l'Europa League è praticamente impossibile. Tuttavia, se gli etnei giocheranno come domenica, sarà difficile per la Samp strappare quei tre punti di cui ha bisogno; inoltre, alcuni cambi sembrano necessari. Estigarribia è impalpabile, Icardi con la testa altrove, De Silvestri e Obiang sembrano aver finito la benzina: forse è tempo di rischiare, visto che una tattica conservativa nono ha portato molto lontano fin ora. Speriamo che questo campionato finisca (matematicamente parlando) il prima possibile, perché c'è tanto da mettere a posto.


Eder, 26 anni, l'unico che ha combattuto a pieno nella gara di ieri.

22 aprile 2013

Salvi o non salvi? Questo è il problema...

La conquista della salvezza sembra diventata un'agonia per la Samp: i blucerchiati, reduci da una striscia di cinque giornate in cui manca la vittoria, non riescono a sbloccarsi ed ottengono un punticino a Bologna. Certo, ci si avvicina alla fatidica quota 40, che chiuderebbe la stagione, ma la vittoria continua a non arrivare: è sembrato il classico pareggio di fine anno, sebbene le due squadre abbiano spinto parecchio per convincere gli scettici. Primo tempo in mano ai padroni di casa, il secondo ben giocato dagli ospiti. Oltretutto, a Bologna, non si vince dal 2004: tanto, troppo tempo.

Maxi Lopez, 29 anni, va al tiro, contrastato da Nikolas Sorensen, 21.

Le formazioni rivelano qualche novità forzata, sopratutto nella Samp: Delio Rossi deve rinunciare per squalifica a Costa e De Silvestri, mentre Eder e Krsticic sono assenti per squalifica. A quel punto, il tecnico mette in campo Mustafi, Berardi, Sansone e Munari. Niente da fare per Rodriguez, che dovrà aspettare ancora per il suo debutto; sconfitto anche Poulsen nel ballottaggio con Estigarribia, nonostante il danese fosse stato vicino alla terza da titolare durante la settimana. Il Bologna, invece, si presenta con un 4-2-3-1 atipico, con Gabbiadini nei tre dietro l'unica punta, Alberto Gilardino. Dentro anche Khrin al posto dell'infortunato Perez.
Il primo quarto d'ora è di fuoco ed è la Samp a renderlo così caldo: prima Obiang, poi Poli tentano di impensierire Curci, ma il portiere rossoblu non deve scaldarsi troppo per fermare le due conclusioni. Risponde il Bologna, che riesce a scaldare le mani di Romero, grazie alle avanzate di Gilardino e Koné; la Samp ha poi un'altra grande occasione, ma il debole colpo di testa di Sansone - seppur a due passi - vede la pronta respinta di Curci. Lì gli ospiti si spengono e non creano più nulla fino alla fine del primo tempo, mentre i padroni di casa trovano il vantaggio al 23': bella giocata di Taider che disorienta Mustafi, cross in mezzo del centrocampista e Gilardino è praticamente solo per l'incornata dell'1-0. Molte responsabilità del gol ricadono su Palombo, colpevole di aver lasciato indisturbato il centravanti del Bologna. Da quel momento in poi, sono gli infortuni a catalizzare l'attenzione della gara: fuori Cherubin e Icardi, dentro Sorensen e Maxi Lopez.
Nella ripresa, il canovaccio cambia: il Bologna fa una sfuriata nei primi minuti, con le conclusioni di Koné e Diamanti (quest'ultimo cerca il gol direttamente da corner) che vedono Romero attento. Tuttavia, la Samp gestisce meglio il campo e ricomincia a farsi pericolosa, con un bel tiro di Poli smanacciato in angolo da Curci. Fortunatamente, nulla può l'ex portiere della Samp sul bel sinistro di Sansone: al 59', servito da Maxi Lopez, l'attaccante scaglia un potente tiro che s'insacca per l'1-1. Ottenuto il pareggio, i blucerchiati tengono bene il campo e fanno scorrere i minuti, impegnando Curci con una punizione dalla distanza di Palombo. Nel finale, gli ospiti mollano e rischiano il pata-trac sulla punizione di Diamanti, ma il volto di Munari salva in angolo. Così si conclude 1-1 lo scontro tra le due squadre, che possono (quasi) gridare alla salvezza raggiunta: manca veramente poco ad entrambe per chiudere il discorso e raggiungere l'obiettivo prefissato ad inizio stagione.

Alberto Gilardino, 30 anni, insacca il momentaneo 1-0 per il Bologna.


Romero 6.5; Mustafi 6.5, Palombo 5.5, Gastaldello 6; Berardi 6, Poli 6, Obiang 5.5, Munari 6.5, Estigarribia 5.5; Sansone 6.5, Icardi 5 - Maxi Lopez 5, Rossini s.v., Soriano s.v. (pubblicate già su SampNews 24)

E così un'altra giornata è archiviata. Cinque partite rimangono a questa Samp in agonia, che si trascina verso la fine del campionato: Fiorentina, trasferta a Udine, Catania, trasferta sul campo della Lazio e Juventus. Tre, forse quattro di queste partite sono tecnicamente difficili per una squadra che va d'inerzia e nient'altro. Diciamo che la salvezza andrebbe conquistata ufficialmente domenica prossima, magari con una bella vittoria sull'ex Montella (lo so: sogno) oppure battendo un Catania stanco e ormai demotivato vista la salvezza raggiunta. Non vedo questa Samp vincente sul campo di questa Udinese o della Lazio, come non la vedo vincente su una Juve demotivata (anche perché avrà già vinto il campionato da diverse giornate). Intanto, si spera di vedere in campo qualche giocatore tenuto finora da parte: Poulsen, Rodriguez, ma anche lo stesso Renan andrebbero testati. Così come mi piacerebbe vedere più in campo Mustafi, che ha bisogno di crescere ed accumulare minutaggio. Infine, chiusura sull'attacco: le cinque partite rimanenti saranno importantissime per Maxi Lopez, che ha un disperato bisogno di dimostrare quanto vale e se può rimanere qui (al momento, propenderei per un "no"). Insomma, siamo salvi o non salvi? Questo è il problema: la matematica non dice ancora di sì, nonostante dietro non corrano moltissimo. Chissà se potremo festeggiare la salvezza già la prossima settimana...

Gianluca Sansone, 25 anni, autore del pareggio e migliore in campo dei blucerchiati.

15 aprile 2013

Vendetta fallita.

«Uccideteli»: questo il grido maggiore che girava al "Ferraris" di ieri. Una richiesta che, evidentemente, non è stata soddisfatta dai giocatori blucerchiati: l'1-1 di ieri nel derby è stato il solito canovaccio, semmai ancor più brutto del solito nella qualità del gioco. E nonostante ciò, la Samp esce con un punticino che significa poco o nulla: per carità, il pareggio è giusto, visto l'andamento della gara, ma i blucerchiati avevano una grande occasione per vendicarsi dello sgambetto subito due anni fa: un imprevisto che costò la B. Invece, niente da fare: un'opportunità storica è volata via e, se il Genoa retrocederà, lo farà con le sue gambe.

Scontro fra Daniele Gastaldello, 29 anni, e Marco Borriello, 30.

La Samp si presenta alla stracittadina con Eder-Icardi coppia d'attacco e con il recupero di Krsticic, che sostituisce Munari a centrocampo. Novità per il Genoa: cambio modulo (un 3-5-2 speculare a quello blucrchiato) e l'inserimento di Antonelli come mezz'ala, per appoggiare le sortite offensive dei due attaccanti, Borriello e Immobile. La verità è che il primo tempo e privo di emozioni e non c'è neanche un tiro in porta in uno dei due specchi: Frey e Romero sono sostanzialmente disoccupati, mentre le battaglie a centrocampo continuano. Una decisione discutibile dell'arbitro Orsato (quello del pugno di Muslera a Pazzini, per intenderci) grazia Matuzalem, che infortuna nuovamente Krsticic, ma si becca solo il giallo, nonostante un'entrata con il piede a martello sulla caviglia del serbo; al posto del numero 25 blucerchiato, entra Munari, garantendo meno qualità e più corsa a centrocampo. Nella girandola di contrasti che c'è nel primo tempo, un lampo porta in vantaggio la Samp: su punizione, Eder riesce a far passare la palla sotto la barriera ed è 1-0. Il palo aiuta nell'impresa, ma fa capire come un singolo episodio possa girare la partita: si va al riposo in vantaggio e con la sensazione che, vista la pochezza in campo, la partita sia in mano ai blucerchiati.
Ballardini corre subito a ripari, togliendo uno spento Pisano ed inserendo Vargas, come aveva fatto nella gara d'andata: la mossa non porterà grosse modifiche al gioco, ma aiuterà ad inasprire il clima, già abbastanza teso, come nella tradizione di ogni derby. Anche Eder deve uscire per infortunio, lasciando spazio a Sansone, che purtroppo tira fuori la stessa prestazione del brasiliano: l'ex Sassuolo si vede poco e, nel finale, si adatta agli standard di un Icardi inguardabile, sparendo dal campo. Nel frattempo, il Genoa fa poco per provarci: un tiro rimpallato di Kucka è il massimo dello sforzo. Poi, quando meno te l'aspetti, ecco la frittata: al 79', Matuzalem tenta il cross in area e trova il più improbabile dei gol, festeggiato come se avesse inventato la giocata della domenica. In realtà, come si vedrà dal replay di spalle al giocatore rossoblu, il centrocampista guarda l'area; poi gli esce il colpo della vita e si va sull'1-1. Nel finale, il Genoa - rinfrancato dall'episodio - tenta l'assalto finale, producendo però solo un salvataggio rischioso di Gastaldello sul neo-entrato Floro Flores. Insomma, poco o nulla.
L'1-1 finale rispecchia l'andamento della partita: brutta, equilibrata per pochezza e decisa da due episodi. Ma  la Samp si porta tanti rimpianti a casa, vedendo come hanno giocato gli avversari: con un'altra squadra, questa gara avrebbe potuto avere lo stesso epilogo dell'andata.

Eder, 26 anni, porta momentaneamente in vantaggio la Samp su punizione.

Romero 6; Gastaldello 6, Palombo 6.5, Costa 6; De Silvestri 6.5, Poli 5.5, Krsticic s.v., Obiang 6, Estigarribia 4.5; Eder 6, Icardi 4.5 - Munari 5, Sansone 6, Mustafi s.v. (pagelle già pubblicate su SampNews24)

A bocce ferme, è importante sottolineare come si possa parlare di "vendetta fallita": vista la situazione di classifica,  i tifosi sampdoriani avrebbero potuto - con una vittoria - celebrare la salvezza praticamente raggiunta ed assistere allo psico-dramma dei "cugini" rossoblu, vendicando parzialmente quanto accaduto due anni fa. Invece, niente da fare: la strappo del 2010/2011, con il gol di Boselli e la retrocessione sancita in quel derby, non sarà mai vendicata. Se il Genoa retrocederà, lo farà con le sue gambe ed i tifosi blucerchiati non potranno esserne felici, pur nella grande cornice dello "sfottò" di Genova. Sconfitta con il Siena, sconfitta con il Palermo e derby giocato con il freno a mano tirato, nonostante la situazione avversarie: le vendette si consumano a freddo, ma non così.
Esaurito il capitolo "vendetta", alla Samp manca poco per salvarsi: una vittoria dovrebbe essere sufficiente, visto che il distacco dalla terzultima è rimasto di nove punti. Si spera di arrivare all'obiettivo in un paio di giornate, magari vincendo a Bologna o facendo uno scherzetto alla Fiorentina del tanto amato ex, Vincenzo Montella. Certo, la salvezza andrà agguantata in questo periodo: visto il calendario nelle giornate successive (Udinese, Catania, Lazio, Juventus), sarà meglio assicurarsi la permanenza nella categoria il prima possibile. Giusto per evitare ulteriori sorprese: dietro corrono...

Sergio Romero, 26 anni, non può che vedere il pallone entrare sul cross di Matuzalem: è l'1-1 finale.

04 aprile 2013

Allarme arancione.

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà difficile chiudere questo campionato in tranquillità. L'Inter più brutta che io ricordi - nella mia breve memoria di tifoso - vince 2-0 al "Ferraris" e costringe la Samp a cercare i mancanti quattro punti-salvezza altrove. Sarebbe stato bello chiudere il discorso con una vittoria contro una grande (o presunta tale, visto il gioco della squadra di Stramaccioni), ma non è accaduto: tanta pressione ha partorito pochi sollecitazioni per Handanovic e Palacio, giocatore tanto odiato quanto sottovalutato, ci ha puniti senza pietà. Eppure, il risultato non rispecchia l'andamento della gara.

Rodrigo Palacio, 31 anni: l'ex Genoa ha deciso la gara con una doppietta.

Una gara di cui si è parlato solo di due cose: Icardi, il futuro interista (non ho letto nessun annuncio ufficiale), e la rincorsa dell'Inter al terzo posto. Ah, c'era anche il ritorno di Cassano, ma nessuno c'ha fatto caso, anzi: i fischi hanno sovrastato gli applausi, a conferma che non c'è spazio di manovra per un ritorno a Genova in blucerchiato (vedremo se l'altra sponda consentirà tale ritorno). La Samp si presenta al recupero della 29° giornata con il solito 3-5-2: confermato Mustafi al posto di Costa, Estigarribia riprende il suo posto sulla fascia e Sansone sostituisce lo squalificato Eder. Dall'altra parte, l'Inter "provinciale" si presenta con un ordinato 4-3-1-2: tanta legna dietro, tanta fantasia davanti, con Cassano-Palacio in attacco.
Il primo quarto d'oro è di marca interista, nonostante gli ospiti lascino parecchi spazi e la Samp si faccia vedere con un bel colpo di testa di Sansone al 1'. Purtroppo, il fuorigioco non funziona ed i padroni di casa rischiano al 5': Guarin lancia bene Palacio, Mustafi tiene tutti in gioco e l'argentino trova sulla sua strada un prontissimo Romero, bravo a fermarlo due volte. Passata la sfuriata nerazzurra, la Samp prende campo e chiude l'Inter in un angolo, sebbene non tiri molto in porta: sono Icardi e Krsticic a far correre i rischi peggiori alla retroguardia ospite. L'argentino tenta di sorprende Handanovic con un bel colpo di testa su corner, il serbo con un gran sinistro dalla distanza: in entrambi i casi, il portiere sloveno respinge prontamente. Nonostante questo, l'Inter trova il vantaggio a fine primo tempo: Pereira crossa, Palacio sfugge alla guarda di capitan Gastaldello e realizza l'1-0 di testa. Sia ben chiaro: vantaggio immeritato, ma i grandi campioni servono a fare la differenza in questi momenti.
Dopo l'intervallo, la Samp scende con lo stesso piglio di voler tenere il campo, ma senza pungere eccessivamente: Sansone è il più pericoloso, con un bel sinistro che costringe Handanovic alla deviazione in angolo. Un bel colpo di testa di Icardi ed un sinistro dalla distanza di Obiang spengono le speranze di rimonta; tanto più che l'Inter, pur aspettando, ha le migliori occasioni del secondo tempo. La prima è con Palacio, fermato solo da un super-intervento di Mustafi; la seconda è con Guarin nel recupero, quando il colombiano spara alto da due passi. Nel mezzo, la Samp mette dentro Maxi Lopez e Poulsen: se l'argentino si sbatte, ma non cambia la partita, il danese dimostra come meriterebbe qualche chance in più. Al 93', Palacio salta gli stanchi Mustafi e Palombo, battendo Romero per il 2-0: game over a Genova ed Inter rinfrancata grazie al suo gioco "provinciale", che serve molto quando gli avversari non sanno come aprire varchi nella tua difesa.

Andrea Poli, 23 anni, si becca il giallo per simulazione: salterà il Palermo.

Romero 6; Mustafi 6, Palombo 6.5, Gastaldello 5.5; De Silvestri 6, Poli 5.5, Krsticic 6, Obiang 6.5, Estigarribia 5.5; Sansone 5.5, Icardi 5.5 - Maxi Lopez 6, Poulsen 6.5, Munari s.v. (pagelle pubblicate già su SampNews24 nella giornata di ieri)

Insomma, c'è poco da ridere. Se il dominio territoriale è stato netto, esso non ha comunque portato a reali e costanti pericoli per la porta avversaria. Anzi, l'Inter ha avuto più occasioni pericolose, nonostante abbia avuto poco la palla tra i piedi; il gioco "provinciale" - tanto schifato da Stramaccioni - è la faccia di quest'Inter, incapace di offrire qualcosa di più. La faccia della Samp d'adesso, invece, è quella di Mauro Icardi: il periodo d'oro è finito da un mese e c'è un tremendo bisogno di invertire la marcia.
Domenica il Palermo sarà al "Ferraris", mentre la settimana dopo ci sarà il derby: inutile dire come quei quattro punti che mancano alla salvezza DOVRANNO arrivare da questi match, perché saranno una mazzata per le dirette avversarie. Con i rosanero abbiamo un conto in sospeso: due anni fa, ci mandarono in B; ora, come diceva l'A-Team, «it's payback-time». Il Genoa, invece, arriverà al derby quasi sicuramente col fiato sospeso, visto che sarà reduce dalla trasferta di Napoli: anche lì potrebbe esserci una restituzione di quanto subito due stagioni fa. Tuttavia, sarà difficile riuscire in questi intenti giocando così: perciò, non è allarme rosso, ma arancione sì. Rialziamoci il prima possibile, il campionato non è ancora finito.

Mauro Icardi, 20 anni: tanto rumore per nulla, la sua partita è stata anonima.

31 marzo 2013

Scampagnata pasquale.

Gigi Buffon diceva qualche tempo fa: «Meglio due feriti che un morto». Una frase che ammazza la competizione sportiva, ma che probabilmente può riassumere al meglio la gara di ieri tra Atalanta e Samp: i nostri colori portano a casa un punto prezioso da una trasferta storicamente difficile per noi. Ora, con 36 punti e la partita con l'Inter da recuperare, potrebbe bastare anche una vittoria per chiudere i giochi; magari proprio contro il Palermo nella prossima domenica, con i siciliani che si giocheranno il tutto per tutto. Intanto, la trasferta dell'"Azzurri d'Italia" è derubricata come pura ed ordinaria amministrazione.

Nenad Krsticic, 22 anni, imposta: sufficiente la prova del serbo ieri.

La Samp arriva in quel di Bergamo reduce da tre settimane di sosta forzata: due per la sosta delle nazionali ed una per il rinvio di Samp-Inter, che si recupererà in quel di mercoledì. A questo punto, le variazioni in formazione sono poche: Mustafi gioca dal 1', in sostituzione dell'infortunato Costa, e Berardi sostituisce Estigarribia, tornato stanco dal viaggio dal Paraguay. Incredibile come, ancora una volta, non sia stato considerato Poulsen, reduce da una doppia presenza con la nazionale danese... L'Atalanta, di contro, si schiera con un 3-4-2-1, con Moralez e Bonaventura a sostenere il "tanque" Denis.
Pronti, via ed i padroni di casa sfiorano subito il gol: Poli cerca di proteggere il pallone, ma Raimondi glielo porta via, mettendo in mezzo. Bonaventura è solo e tira a botta sicura, ma Mustafi salva tutto, immolandosi stoicamente. E' un fuoco di paglia: in realtà, la partita scorre con qualche difficoltà, senza grossi spunti. Solo al 33', Krsticic scalda i guanti di Consigli dalla distanza; l'Atalanta continua ad essere più pericolosa, con Denis che impegna Romero alla respinta al 40'.
Chiuso un primo tempo noioso, non si cambia registro nella ripresa: l'Atalanta tira una sola volta in porta, con Bonaventura che cerca la magia della vita dai 30 metri, senza impensierire Romero. La Samp si fa più vivace, senza però creare occasioni e semplicemente gestendo la manovra. I padroni di casa rischiano il patatrac quando Lucchini, stendendo il neo-entrato Sansone, viene espulso per doppia ammonizione; tuttavia, la Samp si sveglia tardi e crea solo due occasioni. La più ghiotta capita ad Icardi, che spreca un bel cross di Obiang mandando di testa a lato; poi è lo stesso numero 14 blucerchiato a cercare la fortuna dalla distanza e la deviazione di Icardi rischia di creare il più assurdo dei gol. La palla finisce di poco lontano dall'incrocio e la partita scorre senza sussulti verso la fine: uno 0-0 che fa bene ad entrambe, visto che è un altro mattoncino nella corsa alla salvezza di tutte e due le squadre.

Lotta a centrocampo tra Andrea Poli, 23 anni, e Davide Biondini, ?.

Romero 6 | Rischia un po' su un rinvio, ma è pronto sulla zuccata di Denis.
Gastaldello 6 | Preciso e puntuale.
Palombo 6.5 | Il migliore del terzetto di difesa, capace di ordinare l'impostazione da dietro.
Mustafi 6 | Al rientro dopo tanto tempo, è capace di un salvataggio straordinario su Bonaventura; sbaglia qualcosina, ma rientra tutto nella logica di un giovane che mette poco piede in campo.
De Silvestri 5.5 | Nel primo tempo, Del Grosso sembrava Bale.
Obiang 6.5 | A centrocampo domina: è dappertutto, specie nella ripresa. Mette anche un gran cross per Icardi, peccato che non sia stato sfruttato. Il suo destro, poi, sfiora l'incrocio della porta di Consigli.
Krsticic 6 | L'unico a tirare nella porta di Consigli in tutti i 90'.
Poli 5.5 | Un po' opaco, forse ancora stanco dalle fatiche in nazionale.
Berardi 6 | Non offende, come solito, ma Raimondi non scende mai dalle sue parti: compito agevole.
Eder 5 | Nervoso ed inconcludente, si prende anche un giallo per simulazione che gli farà saltare l'Inter: forse è meglio così.
Icardi 5.5 | Non gli arriva mai il pallone; quando finalmente lo vede, sbaglia. Purtroppo è il motivo per cui vale 15 milioni e non 300mila: è giovane, si farà.

Sansone 6.5 | Entra con un bel piglio e dimostra che dovrebbe stare in campo: lo attendo contro l'Inter, mi aspetto una gran partita da parte sua.
Estigarribia s.v. | Nel finale, Rossi lo mette dentro per fare un defaticante anticipato.

Ora la Samp è a meno quattro, forse anche meno tre, dall'obiettivo stagionale: la permanenza in Serie A. Gli ultimi tempi non sono stati brillanti (vedi anche la vittoria sul Parma), però ci siamo; le prossime tre partite saranno fondamentali per centrare la salvezza. Tre partite al "Ferraris", sebbene una sarà formalmente in trasferta (il derby): bisogna tirare fuori questi quattro punti, per pensare poi al resto del campionato come una specie di esperimento per molti che hanno giocato poco, tipo Rodriguez, Poulsen e Maxi Lopez. Buona Pasqua a tutti voi!

Mauro Icardi, 20 anni, ha purtroppo sbagliato l'unica occasione della partita.

04 marzo 2013

T'immagini..

Un saggio diceva: «Non importa dove arrivi, l'importante è che cosa provi mentre corri». Per carità, il buon vecchio saggio aveva ragione; certo che, a guardare la classifica, qualche rimpianto viene, eh. Giusto perché la striscia di sette sconfitte consecutive ha bruciato qualunque sogno in partenza; fatto sta che, con l'ennesima vittoria nell'ultimo mese, la Samp stende il Parma per 1-0 e vola a quota 35, nonostante il -1 iniziale. Adesso, la salvezza dista cinque punti; qualcuno dice anche meno, visto l'andamento delle ultime tre, tutte ferme a quota 21. Tuttavia, mai abbassare la guardia. E chissà cosa avremmo fatto con Rossi dall'inizio..

Sampdoriani e parmensi mischiati: continua il gemellaggio, iniziato nel febbraio 1991.

La Samp si presenta alla sfida del "gemellaggio" contro il Parma con la stessa formazione di sempre; gli unici due cambi iniziali sono rappresentati dal recupero di Palombo e dal reintegro di Eder, che mettono in panca il redivivo Rossini ed il decisivo Sansone. Per il resto, tutti confermati; qualche guaio in più per i ducali, senza molti giocatori fondamentali e con l'attacco spuntato. Così spuntato che il centravanti è Biabiany; già, gioca nello stesso ruolo in cui giocava quando vestiva la maglia della Samp. Beffardo il destino, no?
Il primo tempo andrebbe derubricato come "noia assoluta": i padroni di casa fanno tanta fatica ad impensierire Mirante, tendendo sopratutto a far girare la palla, senza però tirare dalla distanza. Invece, gli ospiti si basano sulle geometrie di Valdes e Marchionni, che dovrebbero lanciare gli sprint di Sansone e Biabiany. La Samp trova un paio di iniziative grazie a Eder, che solletica Mirante, ma non crea molto in fase offensiva; il Parma, invece, ha le migliori occasioni. Sopratutto quando Biabiany, ex di turno lanciato a rete, salta Palombo in velocità, ma spara alto davanti a Romero.
La ripresa trova subito il cambio dell'infortunato Coda con Mesbah ed i ducali passano al 4-4-2, rendendosi anche più pericolosi. La Samp va a folate, ma non sembra credere troppo alla vittoria: lo si vede al 49', quando la sponda di Icardi trova il duo Costa-De Silvestri in area, senza però che nessuno dei due concretizzi. Fortunatamente, il Parma non crea troppo, però i blucerchiati trovano il vantaggio al 58': bell'assist di Estigarribia su punizione ed Icardi anticipa di testa Mirante. Incredibile l'errore del portiere ospite, che "sfarfalla" sul cross del paraguaiano. Le tante ammonizioni spezzano il match, ma non la tensione del pubblico, che vede una Samp in vantaggio, ma contratta.
Al 63' il Parma ha una delle migliori occasioni della partita: bel lancio di Mesbah, Rosi è solo in area, ma schiaccia debolmente su Romero, consentendo una parata facile all'argentino. L'entrata di Amauri crea scompiglio, tanto che al 70' Palombo colpisce il palo della propria porta, rischiando un clamoroso autogol; fortunatamente, il Parma ha finito il carburante e - nonostante la pressione finale - non crea più nessuna occasione. Anzi, è la Samp che potrebbe chiudere il match, ma Icardi sparacchia su Mirante su un bel suggerimento dell'attivissimo Estigarribia. Si chiude tra ammonizioni e squadre lunghe: così, la Samp vola al 10° posto e sembra avvicinarsi sempre più alla tanto agognata salvezza.

Pedro Obiang, 20 anni, il solito lottatore a centrocampo.

Romero 6.5; Gastadello 5.5, Palombo 6, Costa 6.5; De Silvestri 5.5, Poli 6, Krsticic 5.5, Obiang 6.5, Estigarribia 6.5; Eder 5, Icardi 6 (Sansone 6).

Insomma, i 35 punti (anzi, 36) sembrano quasi un miracolo, pensando all'ultimo periodo di Ferrara. Merito sopratutto di Delio Rossi: 18 punti nelle ultime 10 gare sono un risultato fantastico, specie se si ricorda come il mercato di gennaio ha portato solo Sansone ed un Rodriguez ancora in fase di rodaggio. E adesso viene il bello: le prossime partite potrebbero consentire la chiusura della pratica, permettendoci un finale di campionato sereno ed improntato sugli esperimenti: Poulsen, Rodriguez e Maxi Lopez hanno bisogno di un test, per capire se la loro presenza qui è per caso o c'è un motivo tecnico serio. Certo, i rimpianti rimangono parzialmente. Parafrasando Vasco Rossi: «T'immagini se fosse sempre domenica e se Delio fosse sempre stato lì..»

Mauro Icardi, 19 anni, esulta per l'1-0: è il nono gol in campionato.

25 febbraio 2013

La corsa continua.

E' come un treno inarrestabile: questa Samp non si ferma più. Sembra pazzesco, visto dove eravamo mesi fa, ma adesso è tutto vero; i blucerchiati battono anche il Chievo al "Ferraris" e si issano a quota 32, dove trovano ancor più tranquillità in vista dei prossimi match contro Parma e Cagliari. C'è chi parla di salvezza "ipotecata", ma forse è presto per fare previsioni; intanto, ci si può godere un Doria cattivo, arcigno e (perché no) anche fortunato in alcune situazioni.

Jonathan Rossini, 23 anni, lotta con Mahmadou Samassa, 26: è stata battaglia.

I blucerchiati, reduci da un periodo positivo e dal pareggio ottenuto a Napoli, sono pronti alla battaglia con lo stesso 11 delle ultime partite; niente da fare per Palombo, che non riesce a recuperare per la partita contro i veneti e così Rossini viene confermato nei tre di difesa. Anche Sansone parte nuovamente da titolare, viste le buone prestazioni contro Roma e Napoli. Diverso il discorso per il Chievo, incappato in un periodo difficile dopo la vittoria a Roma contro la Lazio e adesso a caccia di punti per solidificare la salvezza: il 5-3-2 è il solito schieramento di Corini, che gli permette la giusta copertura.
La Samp parte bene con una bella triangolazione tra De Silvestri e Sansone, se non fosse che il terzino effettua un tiro-cross che non spaventa nessuno. I padroni di casa tengono il pallino del gioco, anche se la partita è nervosa, senza alcun motivo particolare; Gastaldello ed Acerbi si beccano due gialli gratuiti, mentre Krsticic - non in giornata - si fa ammonire per proteste. Dopo un sinistro di poco conto di Acerbi da fuori area, la Samp trova il vantaggio: bell'azione di Obiang, che serve Poli al limite dell'area. Il centrocampista trova un bel destro a giro dal limite dell'area che fulmina Puggioni e porta in vantaggio i blucerchiati al 32': terzo gol in campionato. L'unico pericolo che poi corre la Samp è su un destro di controbalzo di Guana, sul quale Romero compie il miracolo di giornata, deviando in angolo con grande plasticità.
Se il primo tempo è sonnacchioso, la ripresa non fornisce migliori spunti; tuttavia, l'inerzia in campo cambia, visto che la Samp si ritrae e non riesce a costruire grandi occasioni, mentre gli ospiti si spingono in avanti per cercare il pareggio. L'entrata di Hetemaj per Dainelli sposta il baricentro dei clivensi verso un 4-3-1-2 più offensivo. Puggioni rischia l'espulsione per una brutta entrata su Icardi, ma l'arbitro valuta la presenza di altri due difensori veneti e concede solo il giallo per l'estremo difensore gialloblu; sulla successiva punizione, Sansone costringe Puggioni alla respinta. Da lì, i padroni di casa tendono a sparire; il Chievo tiene il pallino del gioco, ma non crea grossissime occasioni. Si rischia un rigore sacrosanto per il fallo di mano di De Silvestri su cross di Thereau, ma è sopratutto Hetemaj a sfiorare il pareggio su cross di Luciano. Fortunatamente, Eder chiude la gara con il 2-0 finale: su lancio un po' casuale di Mustafi, il brasiliano scatta in profondità e batte Puggioni in corsa. La partita si conclude lì, visto che il Chievo non ha la forza di fare due gol nel finale: è un'altra vittoria in questo bellissimo 2013.

Nenad Krsticic, 22 anni: il serbo, oggi, è mancato in fase di costruzione.

Romero 6.5; Rossini 6, Gastaldello 6, Costa 7; De Silvestri 6, Obiang 6, Krsticic 5, Poli 7, Estigarribia 5.5; Sansone 6.5, Icardi 5.5 (Eder 6.5, Mustafi 6)

Con questo successo, la Samp diventa la squadra ad aver conquistato più punti dall'inizio del 2013: mica male per chi era convinto che i blucerchiati non sarebbero riusciti a tirarsi fuori dai guai. Invece, grazie all'applicazione dei ragazzi, al sostegno dei tifosi ed ai consigli di Delio Rossi, il Doria ha risalito la classifica e si piazza ora all'11° posto a quota 32. Mancano otto punti alla salvezza e non bisogna fare errori proprio ora, anche perché l'obiettivo si potrebbe agguantare con qualche giornata d'anticipo. Specie se si guarda il calendario, che ora proporrà il Parma al "Ferraris" e la trasferta di Cagliari: due sfide dirette che potrebbero mettere la Samp in una posizione ancor più favorevole. L'importante è proseguire su questa strada; l'importante è che la corsa continua.

Andrea Poli, 23 anni: è suo il gol dell'1-0, terzo in campionato.