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14 aprile 2014

Una beffa al quadrato.

Non poteva, ma sopratutto non doveva finire così. No, non mi riferisco tanto alla doppietta di quel poco di... professionista che si è rivelato esser Mauro Icardi (lo scopriamo oggi?). La Samp prende un'altra batosta, stavolta casalinga, per 4-0 contro l'Inter. E quel che peggio è che lo fa in maniera totalmente sconclusionata, regalando il match e un uomo già dopo 20'. Neanche la miglior determinazione è servita a ribaltare il risultato: un'altra scoppola, che si aggiunge a quella (morale) subita all'Olimpico contro la Lazio.

Rodrigo Palacio, 32 anni, ancora decisivo contro la Samp: un gol e un assist.

Dopo la brutta prova a Roma, la Samp si presenta con il rischio assenze, salvo recuperare parecchi prima della gara. La novità è il ritorno al 4-3-3, con Sansone a sostituire l'infortunato Gabbiadini e una nuova chance per Obiang dal 1'. L'Inter conferma il suo integrale 3-5-2, con D'Ambrosio al posto di Jonathan e la coppia Icardi-Palacio davanti. Una coppia ad alto coefficiente di fischi. Che si palesano al minuto 13, quando l'Inter passa dopo un quarto d'ora di studio: bella cavalcata di Palacio, cross in mezzo e Icardi realizza il tanto temuto gol dell'ex. Male De Silvestri, che è in ritardo per la diagonale, e Da Costa, che poteva far di più sul destro ravvicinato, ma debole del nerazzurro. Sulla reazione, ci torno dopo.
La Samp non aspetta a reagire e si guadagna subito un calcio di rigore: Gastaldello stimola Ranocchia al fallo e il numero 23 dell'Inter ci casca come un dilettante. Rigore, ma niente giallo per il difensore dell'Inter (peserà dopo). Sul dischetto dovrebbe andare Eder, invece con il pallone si presenta Maxi Lopez: il destro non è malvagio, ma Handanovic è una specialista e non si fa fregare per così poco. Penalty neutralizzato e si resta sull'1-0. Che però è un risultato bugiardo, perché l'Inter da lì scompare dal campo. Tuttavia, la Samp trova il modo di rovinarsi la partita: cavalcata di Eder al 19', che viene forse steso da Rolando al limite dell'area interista. Per l'arbitro Valeri è simulazione e giallo. Ma il vero guaio lo fa Eder, che si fa prendere dalla foga e si attacca prima a Rolando, poi a Samuel, che non è proprio un diplomatico dell'Onu. Dalla rissa che nasce, Valeri tira fuori altri due gialli: uno all'argentino e uno al brasiliano della Samp, che finisce la sua gara dopo venti minuti. E compromette una splendida Samp, che domina nonostante l'inferiorità numerica. Ci vogliono almeno altri quattro interventi di Handanovic - di cui due miracolosi su Soriano e Sansone - per portare l'Inter al riposo con un gol di vantaggio.
Alla ripresa, il copione è cambiato. La gara si spegne quasi subito, la Samp sembra aver finito le energie sia nervose che atletiche per tenere il ritmo della prima frazione. Maree di occasioni per gli ospiti, con Palacio che ci prova più volte, finché non centra Da Costa da due passi al 55'. Lo stesso portiere blucerchiato rischia la papera su un innocuo cross del numero 8 nerazzurro. Al 60', ecco il raddoppio: Samuel svetta su corner, sovrastando De Silvestri, ed è 2-0 per l'Inter. Due minuti e arriva il 3-0, ancora a firma Icardi, anche se stavolta il merito è tutto di Palacio, che parte sulla linea del fuorigioco e mette una palla facile per l'ex Samp. Stavolta nessuna esultanza polemica, tanto la gara è decisa. L'Inter si rilassa, Maxi ci riprova, ma oltre che meno forte è pure sfigato: il suo destro sibila vicino al palo proprio nell'unico momento in cui Handanovic pare fuori causa. Nel finale c'è il tempo per il 4-0, stavolta a firma Palacio, con una bella percussione che taglia a metà la difesa blucerchiata dal vertice alto dell'area di rigore. I padroni di casa cercano ancora il gol della bandiera, ma Handanovic è attento pure sull'avanzata di Regini, chiuso in corner. Il finale è buono solo per l'esordio di Mattia Lombardo, figlio del leggendario Attilio; il resto è da buttare.

Maxi Lopez, 30 anni: buona partita, ma il rigore sbagliato è un macigno.

Da Costa 5; De Silvestri 4.5, Mustafi 5, Gastaldello 4.5, Regini 5; Obiang 5 (dal 12' s.t. Krsticic 5), Palombo 5.5 (dal 38' s.t. Lombardo s.v.), Soriano 6; Sansone 5 (dal 21' s.t. Okaka 5.5); Maxi Lopez 5, Eder 4 - già pubblicate su SampNews24

E siamo a 18 punti, almeno a mio parere. Questa Samp, senza certe ingenuità, poteva avere molti più punti. E le sfide chiave in cui sono svaniti questi punti sono contro tre squadre che abbiamo affrontato in pessimi momenti sia all'andata che al ritorno: parlo di Milan, Lazio e proprio Inter. La Samp ieri, con un rigore tirato da Eder e un brasiliano più tranquillo, avrebbe vinto? Chi lo sa, ma il dubbio è lecito. Purtroppo la sfida è stata caricata inutilmente su un duello di cui non sarebbe dovuto fregare a nessuno.
Icardi contro Maxi Lopez è stato il leit motiv di tutta la vigilia: discussione su bambini, stati su social network e trombate varie. La verità è che i tifosi hanno fatto bene a fischiare l'argentino dell'Inter, vista anche l'esultanza irrispettosa sotto la Sud. Passatemi il termine, ma il solito bimbominchia già arrivato si è sentito in dovere di mancar di rispetto al pubblico che per un anno l'ha portato sul palmo di una mano. E cosa ha ricevuto in cambio? Si è sentito dire che la Samp era una squadra piccola da un ragazzo che è andato all'Inter per prendere gli stessi soldi che i blucerchiati gli avevano offerto un anno fa per il rinnovo. Insomma, un arrivista: lecito, per carità, ma allora anche i fischi lo sono. E che dire di Maxi? Proprio da lui, nove anni più vecchio del suo "rivale", ci si aspettava una prova di maturità. Ha giocato bene, ma doveva proprio tirare quel rigore? Se lo avesse segnato, sarebbe stato probabilmente l'eroe di tutti i giornali oggi. Tuttavia, esser forti non significa solo prendersi le responsabilità, ma anche saperle scaricare quando non ce ne è bisogno. E questo non è stato fatto (il messaggio è pure per Eder: mi auguro per lui una multa salatissima e l'esclusione per un paio di gare).
Forse ieri, però, ha perso pure il pubblico: leciti i fischi, meno incentrare la gara attorno alla figura di Icardi. Ma la delusione più grande è arrivata in coda: dopo un'altra sconfitta contro una squadra in pessime condizioni (ricordo che il Bologna ha quasi vinto contro quest'Inter a San Siro la settimana scorsa) e una prova da dimenticare nella ripresa, l'attenzione della Sud si spostava al tabellone e ai gol del Torino contro l'odiato Genoa. So cosa mi si dirà: "Tu non sei di Genova, non puoi capire". Sarà. Ma se non posso capire, perché addirittura si giubila per una squadra che notoriamente - il Toro - sta sul belino a mezza gradinata? Non si può ambire all'Europa con questi provincialismi. E ricordo che contro il Catania - campo storicamente difficile per la Samp - mancheranno Gastaldello, Soriano ed Eder, senza dimenticare Gabbiadini k.o. per infortunio. Ma chi se ne frega: guardiamoci Genoa-Cagliari, no? Almeno gufiamo e se perdono siamo sicuramente davanti. Poi però se continuiamo a star fermi, sarà una beffa al quadrato. Come quella di ieri.

L'irrispettoso Mauro Icardi, 21 anni: doppietta per lui con esultanza polemica.

01 dicembre 2013

Colpo di pistola.

Beh, forse il vento sta leggermente girando. Forse il sinistro scagliato da Renan al minuto 89 di Inter-Samp oggi a "San Siro" non è solo il segno che i nerazzurri non sono lo squadrone che l'inizio di campionato sembrava dimostrare. Forse è anche il segnale che la Samp possa girare la difficile condizione psicologica che attraversa. Anche oggi, i blucerchiati rischiavano di uscire con zero punti contro una squadra non certo in  buona condizione; invece, il brasiliano ha tirato fuori il jolly. Ma ci vorrà di più di questo.

Javier Zanetti, 40 anni, e Sinisa Mihajlovic, 44, si scambiano il cinque a fine gara.

La Samp, dopo l'incredibile beffa subita contro la Lazio al "Ferraris" domenica scorsa, si presenta di nuovo con il 4-2-3-1, ma in variante offensiva. Torna Eder e Mihajlovic lo schiera insieme a Pozzi e Gabbiadini, con Soriano a sostituire lo squalificato Krsticic. Insomma, il tecnico serbo non rinuncia alla sua identità neanche di fronte all'Inter di Mazzarri, che cerca di accelerare il passo in campionato. Senza attaccanti, continua il 3-5-1-1 con Alvarez alle spalle di Palacio, uomo pericoloso per i colori blucerchiati.
Pronti, via e la Samp comincia più spigliata di quanto qualcuno si aspettasse al cospetto di Erick Thohir, nuovo presidente dell'Inter, alla prima da numero uno nerazzurro a "San Siro". E' sopratutto il tiro dalla distanza di Gabbiadini ad impegnare Handanovic. Poi, al 17', ecco il puntuale episodio che rischia di decidere la gara: proprio Gabbiadini, in posizione inedita di terzino destro, deve difendere su Alvarez. Una, due finte e l'attaccante blucerchiato ci casca; sul cross dell'argentino, Costa buca e Guarín ha tutta la libertà di colpire per l'1-0 dei padroni di casa. L'Inter si fa rivedere dalle parti di Da Costa con Jonathan e Cambiasso, ma tende a gestire una Samp imprecisa, che con Pozzi prova a spaventare Handanovic. Nel finale, gli ospiti perdono capitan Gastaldello, con Regini che entra al suo posto, costretto ad uscire per infortunio.
Nella ripresa, iniziata senza cambi, è ancora l'Inter a rischiare di segnare il 2-0: Guarín centra il palo con un destro potente e Da Costa non può nulla. Ciò nonostante, i nerazzurri spariscono dal campo per la successiva mezz'ora, nel vano tentativo di gestione del risultato. Mai errore fu più grave: la Samp si riorganizza e immediatamente spaventa i tifosi di casa, con il gol annullato a Pozzi per fuorigioco dell'assist-man Eder. Insomma, gli ospiti ci sono e cercano di fare la gara, visto che l'Inter sta lì, senza colpo ferire. Ancora Handanovic deve togliere le castagne dal fuoco, stavolta su punizione di Eder: una battuta centrale, che però rischia di mettere in difficoltà lo sloveno, costretto all'angolo. 
La girandola dei cambi, dovuta anche ad una partita maschia, non cambia molto. Nell'Inter dentro Kovacic, Belfodil e sopratutto Mudingayi, per coprire ancor meglio il centrocampo; nella Samp, in campo il recuperato Sansone e Renan, che non vedeva il terreno di gioco da un po' di tempo. Quando i titoli di coda sembrano in arrivo, ecco il colpo di scena finale: su una respinta della difesa nerazzurra, il brasiliano scaglia un gran sinistro dai 25 metri, sul quale Handanovic non può arrivare. Primo gol ufficiale con la maglia della Samp e prima marcatura in A per il 27enne centrocampista: mai scenario avrebbe potuto esser migliore. Nel finale, la paura del contraccolpo c'è, ma la Samp resiste e porta a casa un punto più che meritato. Del resto, è lo stesso Mazzarri ad aver ammesso, a fine gara, l'ottima prova da parte dei blucerchiati. Forse ottima è troppo, ma il succo è sostanzialmente di quelli da bere con grande soddisfazione.

Fredy Guarín, 27 anni, scaglia in porta l'1-0 momentaneo per l'Inter.

Da Costa 6; De Silvestri 6, Mustafi 6, Gastaldello 6 (dal 42' p.t. Regini 5.5), Costa 5; Palombo 5.5, Obiang 4.5 (dal 40' s.t. Renan 7); Gabbiadini 5.5, Soriano 6.5, Eder 5.5; Pozzi 5.5 (dal 27' s.t. G. Sansone 5.5) - già pubblicate su SampNews24

Nonostante la buona prova, mi scuserete se non mi unisco ai cori di giubilo. Le prestazioni delle prime due partite della gestione Mihajlovic intanto dimostrano una cosa: i giocatori non stavano più con Delio Rossi. Chissà se non c'è mai stato feeling e solo la striscia iniziale di buoni risultati tra gennaio e marzo aveva effettivamente cementato il gruppo. Intanto, qualche intervista di questi giorni e l'impegno profuso dai ragazzi contro Inter e Lazio sembra dimostrare questo punto. Il secondo è che la Samp, comunque, rimane una squadra spuntata davanti e distratta dietro. Il gol subito oggi è l'ennesima ingenuità da terza categoria che, in A e lottando per la salvezza, bisognerebbe evitare. Anche perché - spiace per Mazzarri - l'Inter non sembra più lo squadrone di inizio campionato. Forse, semplicemente, non lo era mai stato, ma era partita bene: ora, con Icardi e Milito out e con un cumulo di centrocampisti ad attaccare, neanche Palacio può fare miracoli. Se poi Renan tira fuori il jolly dell'ultim'ora, il pareggio è d'obbligo.
Difficile commentare anche le parole di Mihajlovic, che è soddisfatto. Sul piano dell'atteggiamento, posso capirlo. Sul piano del gioco, invece, l'impressione è che la Samp giochi parecchio sbilanciata (oggi in campo almeno tre attaccanti per tutta la gara, anche dopo il cambio Pozzi-Sansone), ma con un'impostazione ben arretrata. Per altro, Eder e Gabbiadini non sembrano a pieno agio nel ruolo di esterni dietro la punta. Un conto è farlo nel 4-3-3, dove tre uomini coprono le tue scorribande; un altro è quando devi cantare e portare la croce, con Obiang in condizioni pessime e Palombo non in giornata splendida. Insomma, bisognerà riprensare a questo: Eder, Sansone, Gabbiadini sono tutte seconde punte. Sì, persino lo splendido Manolo si sta rivelando un errore del mercato estivo non in quanto a prestazioni, bensì come equivoco tattico. Comprato come prima punta da 15 gol, nessuno si sta accorgendo come il suo baricentro sia sempre lontano dalla porta; vuoi per tentare la conclusione dalla distanza o partecipare meglio al gioco, Gabbiadini non è mai in area.
In questo senso, un piccolo consiglio voglio darlo al caro Sinisa: butti dentro - IN OGNI GARA - uno tra Wszolek ed il desaparecido Rodriguez. Entrambi sono esterni veri, anche se il polacco ha una maggiore propensione offensiva, mentre l'argentino giocherebbe più avanti del solito. Per altro, schierare "Maticrack" dietro la punta gli garantirebbe numerosi spazi per offendere: chissà di non ritrovarsi la soluzione ai propri problemi in casa. Intanto, anche Renan timbra il cartellino del primo gol ufficiale con la Samp. Il brasiliano potrebbe essersi conquistato qualche spazio per le prossime gare. Con un colpo di pistola nei titoli di coda.

Renan Garcia, 27 anni, scaglia il sinistro dell'1-1 finale: primo gol ufficiale con la Samp.

04 aprile 2013

Allarme arancione.

Se il buongiorno si vede dal mattino, sarà difficile chiudere questo campionato in tranquillità. L'Inter più brutta che io ricordi - nella mia breve memoria di tifoso - vince 2-0 al "Ferraris" e costringe la Samp a cercare i mancanti quattro punti-salvezza altrove. Sarebbe stato bello chiudere il discorso con una vittoria contro una grande (o presunta tale, visto il gioco della squadra di Stramaccioni), ma non è accaduto: tanta pressione ha partorito pochi sollecitazioni per Handanovic e Palacio, giocatore tanto odiato quanto sottovalutato, ci ha puniti senza pietà. Eppure, il risultato non rispecchia l'andamento della gara.

Rodrigo Palacio, 31 anni: l'ex Genoa ha deciso la gara con una doppietta.

Una gara di cui si è parlato solo di due cose: Icardi, il futuro interista (non ho letto nessun annuncio ufficiale), e la rincorsa dell'Inter al terzo posto. Ah, c'era anche il ritorno di Cassano, ma nessuno c'ha fatto caso, anzi: i fischi hanno sovrastato gli applausi, a conferma che non c'è spazio di manovra per un ritorno a Genova in blucerchiato (vedremo se l'altra sponda consentirà tale ritorno). La Samp si presenta al recupero della 29° giornata con il solito 3-5-2: confermato Mustafi al posto di Costa, Estigarribia riprende il suo posto sulla fascia e Sansone sostituisce lo squalificato Eder. Dall'altra parte, l'Inter "provinciale" si presenta con un ordinato 4-3-1-2: tanta legna dietro, tanta fantasia davanti, con Cassano-Palacio in attacco.
Il primo quarto d'oro è di marca interista, nonostante gli ospiti lascino parecchi spazi e la Samp si faccia vedere con un bel colpo di testa di Sansone al 1'. Purtroppo, il fuorigioco non funziona ed i padroni di casa rischiano al 5': Guarin lancia bene Palacio, Mustafi tiene tutti in gioco e l'argentino trova sulla sua strada un prontissimo Romero, bravo a fermarlo due volte. Passata la sfuriata nerazzurra, la Samp prende campo e chiude l'Inter in un angolo, sebbene non tiri molto in porta: sono Icardi e Krsticic a far correre i rischi peggiori alla retroguardia ospite. L'argentino tenta di sorprende Handanovic con un bel colpo di testa su corner, il serbo con un gran sinistro dalla distanza: in entrambi i casi, il portiere sloveno respinge prontamente. Nonostante questo, l'Inter trova il vantaggio a fine primo tempo: Pereira crossa, Palacio sfugge alla guarda di capitan Gastaldello e realizza l'1-0 di testa. Sia ben chiaro: vantaggio immeritato, ma i grandi campioni servono a fare la differenza in questi momenti.
Dopo l'intervallo, la Samp scende con lo stesso piglio di voler tenere il campo, ma senza pungere eccessivamente: Sansone è il più pericoloso, con un bel sinistro che costringe Handanovic alla deviazione in angolo. Un bel colpo di testa di Icardi ed un sinistro dalla distanza di Obiang spengono le speranze di rimonta; tanto più che l'Inter, pur aspettando, ha le migliori occasioni del secondo tempo. La prima è con Palacio, fermato solo da un super-intervento di Mustafi; la seconda è con Guarin nel recupero, quando il colombiano spara alto da due passi. Nel mezzo, la Samp mette dentro Maxi Lopez e Poulsen: se l'argentino si sbatte, ma non cambia la partita, il danese dimostra come meriterebbe qualche chance in più. Al 93', Palacio salta gli stanchi Mustafi e Palombo, battendo Romero per il 2-0: game over a Genova ed Inter rinfrancata grazie al suo gioco "provinciale", che serve molto quando gli avversari non sanno come aprire varchi nella tua difesa.

Andrea Poli, 23 anni, si becca il giallo per simulazione: salterà il Palermo.

Romero 6; Mustafi 6, Palombo 6.5, Gastaldello 5.5; De Silvestri 6, Poli 5.5, Krsticic 6, Obiang 6.5, Estigarribia 5.5; Sansone 5.5, Icardi 5.5 - Maxi Lopez 6, Poulsen 6.5, Munari s.v. (pagelle pubblicate già su SampNews24 nella giornata di ieri)

Insomma, c'è poco da ridere. Se il dominio territoriale è stato netto, esso non ha comunque portato a reali e costanti pericoli per la porta avversaria. Anzi, l'Inter ha avuto più occasioni pericolose, nonostante abbia avuto poco la palla tra i piedi; il gioco "provinciale" - tanto schifato da Stramaccioni - è la faccia di quest'Inter, incapace di offrire qualcosa di più. La faccia della Samp d'adesso, invece, è quella di Mauro Icardi: il periodo d'oro è finito da un mese e c'è un tremendo bisogno di invertire la marcia.
Domenica il Palermo sarà al "Ferraris", mentre la settimana dopo ci sarà il derby: inutile dire come quei quattro punti che mancano alla salvezza DOVRANNO arrivare da questi match, perché saranno una mazzata per le dirette avversarie. Con i rosanero abbiamo un conto in sospeso: due anni fa, ci mandarono in B; ora, come diceva l'A-Team, «it's payback-time». Il Genoa, invece, arriverà al derby quasi sicuramente col fiato sospeso, visto che sarà reduce dalla trasferta di Napoli: anche lì potrebbe esserci una restituzione di quanto subito due stagioni fa. Tuttavia, sarà difficile riuscire in questi intenti giocando così: perciò, non è allarme rosso, ma arancione sì. Rialziamoci il prima possibile, il campionato non è ancora finito.

Mauro Icardi, 20 anni: tanto rumore per nulla, la sua partita è stata anonima.

01 novembre 2012

Ombre a San Siro.

Non c'è niente da fare, Roberto Vecchioni ci aiuta a fotografare questo pessimo momento. Il cantautore (di fede nerazzurra) una volta narrava: "Luci a San Siro non si accenderanno più." Di certo non si illuminano per questa Samp, che incappa nella quinta sconfitta consecutiva e si avvicina al record di sei, ottenuto nella stagione 2005/2006. Sembrano lontanissimi i tempi in cui il Doria violava Milano, sponda rossonera, per 1-0. Eppure non si parla di anni, ma giusto di un paio di mesi fa, quando i blucerchiati iniziavano il loro campionato con una striscia di tre vittorie e 11 punti nelle prime cinque partite.. gli stessi che la Samp ha ancora adesso. La partita non mente, perciò è meglio rivederla nei suoi dettagli.

Andrea Costa, 26 anni, tenta di contenere Rodrigo Palacio, 30.

La Samp si presenta in casa dei lanciati nerazzurri con poche novità rispetto alla partita con il Cagliari: c'è il rientro di Costa a sinistra ed il conseguente reintegro di Berardi a destra. Inoltre, Ferrara rinuncia a Maxi Lopez per Eder nel ruolo di prima punta, infoltendo il centrocampo con un Munari apparso in forma con il Cagliari. Infine, Romero si riprende i galloni da titolare al rientro dalla squalifica. L'Inter si schiera con un atipico 4-3-3, con Nagatomo a riposo (al suo posto Alvaro Pereira) ed il trio Cassano-Milito-Palacio a condurre le danze in area blucerchiata.
I nerazzurri, sotto la guida di Stramaccioni, sono diventati una compagine dal gioco non entusiasmante, ma molto concreto; la recente striscia di vittorie non è un caso. Così come non lo sono quelli della Samp, reduce da quattro sconfitte consecutive a causa di un gioco troppo conservativo, sfortuna ed errori arbitrali che non hanno aiutato. Tutto sommato, però, la partita scivola senza particolari patemi nei primi 20'. L'Inter si fa vedere dalle parti di Romero con i tentativi di Palacio, Milito e Samuel, ma i tre argentini si rivelano incapaci di centrare la porta in tutti i casi. Gli ospiti, invece, spaventano Handanovic con un cross casuale di Berardi, che impegna più del dovuto il portiere nerazzurro. La partita, tuttavia, non sembra regalare grosse emozioni.
Per questo lo stupore è grande al 19', quando la Samp passa a sorpresa in vantaggio: punizione di Tissone in area interista, Ranocchia rinvia su se stesso e Munari ne approfitta per uccellare Handanovic. 1-0 ed il cinismo della Samp si ripresenta al momento giusto. Per altro, il numero 11 blucerchiato sembra aver un certo istinto sugli errori difensivi altrui, come aveva dimostrato a Roma in occasione del suo gol su errore del portiere romanista Stekelenburg.
Il problema però diventa proprio l'essere in vantaggio. Il Doria, che aveva ben gestito i primi 20' di gara, si ritira nella sua metà campo e lascia Eder solo al suo destino: una mossa da evitare. Anche perché l'Inter comincia a spingere maggiormente, sebbene non collezioni occasioni a raffica. Prima Guarin sfiora il palo alla destra di Romero con un siluro al 33', poi è Cassano a mettere in mezzo al 43' senza che Milito riesca a buttare la palla in porta. Insomma, l'avere Mudingayi e Gargano come play-maker non aiuta la squadra di Stramaccioni e la Samp porta a casa il vantaggio alla fine del primo tempo.
Il cambio Mudingayi-Cambiasso all'inizio della ripresa aiuta l'Inter nel gestire meglio il pallone a centrocampo. Del resto, gli ospiti non si sbottonano e continuano a tenere un baricentro esageratamente basso, finché un altro episodio contestato non cancella quanto di (poco) buono era stato fatto fino ad allora.
Minuto 52: palla persa dalla Samp a centrocampo e Palacio serve bene Milito in profondità; Costa, fuori posizione, rientra frettolosamente e spintona leggermente l'argentino. Per l'arbitro è rigore. E se ci può stare l'assegnazione del tiro dal dischetto, lascia perplessi il cartellino rosso a Costa, che lascia la Samp in 10 uomini. Dal dischetto, l'ex Genoa tira un rigore perfetto e segna l'1-1.
La Samp, già scomparsa dal campo, non può certo migliorare la qualità del suo gioco in inferiorità numerica; anzi, rischia di subire il 2-1 quando De Silvestri (entrato al posto di Berardi infortunato) viene saltato seccamente da Milito. Il numero 22 dell'Inter spara un gran sinistro che incoccia il palo; ma è - purtroppo - solo questione di tempo.
Se Alvaro Pereira lascia il posto a Nagatomo, Ferrara toglie nuovamente Poli per Renan. Il centrocampista non la prende bene ed il brasiliano entra con poca cattiveria, tanto che da un suo errore nasce il 2-1 dei padroni di casa. Su una respinta da calcio d'angolo in favore della Samp, Renan dovrebbe alleggerire all'indietro.. purtroppo, il numero 5 doriano cicca il disimpegno e favorisce il letale contropiede interista: Cassano per Palacio, destro incrociato molto preciso e 2-1 per i nerazzurri. Una mazzata tremenda.
Nonostante Renan venga richiamato in panchina per tentare il tutto per tutto con Maxi Lopez, è ancora l'Inter a sfiorare la rete: prima Palacio calcia fuori di poco, poi Cassano bacia la traversa con una punizione dal limite dell'area.
La terza marcatura è comuque nell'aria e si concretizza all'81': "Fantantonio" fa quel che vuole sulla fascia e serve Guarin ai 16 metri. Il colombiano salta secco un arrendevole Estigarribia e realizza il terzo gol dei padroni di casa. Il finale è una lunga agonia, spezzata solo dal secondo gol della bandiera, stavolta siglato da Eder, dopo una buona combinazione con Maxi Lopez. A posteriori, viene da chiedersi se Ferrara (espulso per proteste dopo il 3-1) si sarebbe potuto giocare la carta dell'argentino prima. 3-2 e quinta sconfitta consecutiva; la zona retrocessione si è ulteriormente avvicinata ed ora dista solamente due punti.

Diego Milito, 33 anni, segna il rigore dell'1-1: Romero immobile.

Romero 5 | Che il pasticciaccio di Verona l'abbia rovinato? Non sembra più molto sicuro. Nel primo tempo rischia con una respinta poco ortodossa, che lascia strada al sinistro di Guarin vicino al gol. Sui tre gol non ha particolari colpe, ma nel finale per poco non ne combina un'altra..
Berardi 6 | Finché è in campo, Cassano si vede poco dalle sue parti, ancor meno Palacio. Poi Alvaro Pereira lo stende brutalmente e lo costringe ad uscire.
Gastaldello&Rossini 6 | Marcare Milito non è facile, qualche disattenzione capita; i due però fanno quello che possono. Tutto sommato, il "Principe" - rigore a parte - non crea troppi problemi se lo marcano i due centrali sampdoriani.
Costa 5 | Fuori posizione, spinge pochissimo nel primo tempo. Nel secondo, è totalmente in ritardo su Milito nell'occasione del rigore: anche se il contrasto è leggero e l'espulsione è eccessiva, lui non deve permettersi questi errori.
Tissone 5,5 | Fa girare tanto il pallone, ma di verticalizzazione neanche una.
Poli 6 | Si fa tanti chilometri, ma non trova quasi mai nessuno a sostenerlo.
Munari 6,5 | Ancora a segno, sempre contro le big in trasferta: dopo l'Olimpico, tocca a San Siro. Peccato che la sua rete non porti punti, anche se il suo impegno è stato encomiabile.
Soriano 5 | Ennesima partita in cui non si capisce quale sia la sua utilità da esterno d'attacco. Per altro la sufficienza con la quale gioca non gli permette d'essere utile neanche nel suo ruolo originale.
Estigarribia 4,5 | E' un esterno d'attacco. No, è un terzino. Sbagliato, è un esterno da 3-5-2. Sapete cosa? Sono tutte affermazioni errate. QUESTO Estigarribia non è niente e l'imbarazzante tenerezza con la quale affronta Guarin nell'azione del 3-1 fa capire quanto il ragazzo debba far strada.
Eder 6,5 | Altra partita, solito mazzo. Il gol alza di mezzo voto la valutazione, ma non può giocare da prima punta: così si sacrifica troppo la sua preziosa progressione.

De Silvestri 5 | In attacco non può spingersi troppo, causa inferiorità numerica; in difesa, causa Milito e Cassano, fa più danni che buone cose.
Renan 4 | La leggerezza con la quale regala il contropiede all'Inter per il 2-1 di Palacio è da multa. Sì, una multa. Perché il ragazzo ha già poche occasioni e non può sprecarle così. Non lo aiuta neanche Ferrara, quando lo toglie a danno fatto e in inferiorità numerica; così si svaluta un ragazzo che è stato pagato tre milioni quest'estate. Gli errori, intanto, rimangono.
Maxi Lopez 6 | Pochi minuti e la Samp mostra qualche barlume di senso quando attacca. Speranze di rimonta non ce ne sono mai state, però la palla rimane in avanti per più di cinque secondi. Molto bravo nell'uno-due che porta Eder al primo gol su azione in stagione.

L'unica cosa positiva che si può trarre da quest'ennesima sconfitta è il cinismo: la Samp ha fatto tre tiri in porta in tutto il match, di cui due in porta. Quelli appunto delle reti segnate a San Siro; se si usasse questo cinismo come ad inizio campionato, magari saremmo più avanti. Domenica arriverà l'Atalanta a Marassi e sarà l'esame decisivo per Ferrara. Se non arrivasse una vittoria o - peggio ancora - maturasse la sesta sconfitta consecutiva, forse diverrebbe l'ora per pensare ad un cambio. Che il buon Paolo ce la mandi buona. Anche perché più che di "luci a San Siro", sarebbe stato meglio parlare di ombre. Quelle che circondano il nostro futuro più prossimo.

Gianni Munari, 29 anni, esulta con Poli dopo il momentaneo vantaggio.