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29 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - seconda parte)

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la seconda parte, riguardante i centrocampisti.

Marcelo Estigarribia, 25 anni, autore di una stagione deludente.

CENTROCAMPISTI
2 Marcelo Estigarribia (35 presenze, 2 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Già pubblicato su SampNews24 in maniera più estesa.

4 Matias Rodriguez (1 presenze, 0 reti): n.g.
Quando giochi una gara in tutta la stagione, c'è poco da dire: spero vivamente che ci siano più spazi per lui nella prossima stagione. Non voglio che la società abbia buttato altri tre milioni di euro.

5 Renan Garcia (5 presenze, 0 reti): n.g. - miglior match: Samp-Catania 1-1
Stesso discorso di Rodriguez e Poulsen: se giochi cinque match, dopo esser stato uno degli eroi della promozione, c'è qualcosa che non va. Devo dire che, nell'estate scorsa, mi aspettavo che Renan non fosse adatto alla Serie A, vista la sua irruenza ed il suo modo di giocare, troppo muscolare. Tuttavia, con pochi scampoli in campo, non si può dare certo un giudizio globale. Travolto a Milano contro l'Inter, si riscatta contro il Catania. Forse sarebbe meglio prestarlo e farlo giocare da qualche parte, giusto per non perdere i tre milioni di riscatto versati al Cluj nell'estate scorsa.

6 Enzo Maresca (16 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Arrivato sul filo della sirena del calciomercato estivo, Maresca viene da un'ottima esperienza in quel di Malaga, dove ha appena giocato i preliminari di Champions League. La sua presenza in campo alza il tasso tecnico della squadra, ma l'amore calcistico di Ferrara per lui oscura le difficoltà atletiche del centrocampista, che non riesce a reggere per tutta la partita. Quando arriva Rossi, Maresca viene messo da parte e gioca appena qualche spezzone di partita. La classe c'è, ma se il fisico non regge, c'è poco da fare: da ricordare il suo gol all'Atalanta, forse il più bello della stagione blucerchiata. Alcuni sfoghi su Twitter andavano evitati...

11 Gianni Munari (28 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Inter-Samp 3-2
Il buon vecchio Gianni sembra solo un rincalzo, ma - in realtà - gioca molto di più di alcuni titolari: a forza di subentrare quando serve, l'ex Lecce colleziona ben 28 presenze stagionali. In campo porta un buon dinamismo, che però si nota molto di meno rispetto all'impatto che poteva aver avuto in serie cadetta; tuttavia, tre gol e qualche buona prestazione fanno ritenere che possa esser utile anche la prossima annata, sempre in un ruolo secondario.

Andrea Poli, 23 anni, uno dei migliori della Samp di quest'anno.

12 Fernando Tissone (12 presenze, 0 reti): 6 - miglior match: Catania-Samp 3-1
Tornato a Genova dopo il Maiorca tra qualche polemica, l'argentino non è titolare, ma si fa trovare quasi sempre pronto da subentrante. E' suo l'angolo su cui Costa svetta contro il Milan, così come è suo l'assist con il quale Icardi chiude il derby d'andata: insomma, con un ruolo di secondo piano, fa sempre il suo. Tuttavia, l'accordo per il rinnovo non si trovo e lascia Genova per sempre a gennaio. Tanti auguri.

14 Pedro Mba Obiang (35 presenze, 1 rete): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Al primo anno continuativo di Serie A (aveva già esordito nel 2010), Obiang è atteso alla prova del nove. Vincitore dei play-off come regista, si capisce durante l'anno che non avrebbe potuto giocare nella stessa posizione nella massima serie: Maresca e Krsticic interpretano meglio il ruolo e le poche volte che gioca da regista fa fatica nella velocità della Serie A. Da interno, dovrebbe cercare maggiormente la porta: la trova una sola volta, contro il Pescara. La sua stagione è stata buona, ma ha finito la benzina molto presto: dovrà prepararsi meglio per la prossima annata.

16 Andrea Poli (32 presenze, 3 reti): 7 - miglior match: Samp-Genoa 3-1
Dopo il riscatto mancato da parte dell'Inter, per tutta l'estate si vocifera di un suo passaggio alla Juve. Quando poi si capisce che rimarrà, i tifosi non la prendono bene: dal canto suo, il ragazzo dà il massimo e fa la migliore stagione della carriera. La solita grinta ed il nuovo feeling con il gol ne fanno uno dei migliori protagonisti del campionato blucerchiato.

21 Roberto Soriano (24 presenze, 0 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Durante la gestione Ferrara, entra sempre nel secondo tempo; le sue prestazioni, però, sono tra quelle che fanno arrabbiare di più i tifosi. Inconsistente, a volte anche irritante, Soriano non trova mai la giusta posizione, seppur venga provato un po' ovunque. Alla fine, Rossi lo accantona. L'anno prossimo sarebbe meglio prestarlo, in modo da dargli continuità e permettergli di ritrovare una forma decente.

25 Nenad Krsticic (26 presenze, 1 rete): 7 - miglior match: Juve-Samp 1-2
Se c'è una rivelazione di quest'anno, anche più di Icardi, è proprio lui: il serbo era stato una delle colonne della promozione, ma il nuovo ruolo datogli da Ferrara - esterno d'attacco nel 4-3-3 - rischiava di comprometterne la crescita. Fortunatamente, poi, è arrivato Rossi e lo ha restituito al ruolo di regista, dove la sua stella è destinata a brillare. Krsticic ha trovato anche il primo gol in Serie A a Firenze, poi Matuzalem lo ha costretto a finire la stagione anticipatamente per un intervento becero. Speriamo possa essere blucerchiato a vita.

Nenad Krsticic, 22 anni, regista e sorpresa del centrocampo blucerchiato.

22 aprile 2013

Salvi o non salvi? Questo è il problema...

La conquista della salvezza sembra diventata un'agonia per la Samp: i blucerchiati, reduci da una striscia di cinque giornate in cui manca la vittoria, non riescono a sbloccarsi ed ottengono un punticino a Bologna. Certo, ci si avvicina alla fatidica quota 40, che chiuderebbe la stagione, ma la vittoria continua a non arrivare: è sembrato il classico pareggio di fine anno, sebbene le due squadre abbiano spinto parecchio per convincere gli scettici. Primo tempo in mano ai padroni di casa, il secondo ben giocato dagli ospiti. Oltretutto, a Bologna, non si vince dal 2004: tanto, troppo tempo.

Maxi Lopez, 29 anni, va al tiro, contrastato da Nikolas Sorensen, 21.

Le formazioni rivelano qualche novità forzata, sopratutto nella Samp: Delio Rossi deve rinunciare per squalifica a Costa e De Silvestri, mentre Eder e Krsticic sono assenti per squalifica. A quel punto, il tecnico mette in campo Mustafi, Berardi, Sansone e Munari. Niente da fare per Rodriguez, che dovrà aspettare ancora per il suo debutto; sconfitto anche Poulsen nel ballottaggio con Estigarribia, nonostante il danese fosse stato vicino alla terza da titolare durante la settimana. Il Bologna, invece, si presenta con un 4-2-3-1 atipico, con Gabbiadini nei tre dietro l'unica punta, Alberto Gilardino. Dentro anche Khrin al posto dell'infortunato Perez.
Il primo quarto d'ora è di fuoco ed è la Samp a renderlo così caldo: prima Obiang, poi Poli tentano di impensierire Curci, ma il portiere rossoblu non deve scaldarsi troppo per fermare le due conclusioni. Risponde il Bologna, che riesce a scaldare le mani di Romero, grazie alle avanzate di Gilardino e Koné; la Samp ha poi un'altra grande occasione, ma il debole colpo di testa di Sansone - seppur a due passi - vede la pronta respinta di Curci. Lì gli ospiti si spengono e non creano più nulla fino alla fine del primo tempo, mentre i padroni di casa trovano il vantaggio al 23': bella giocata di Taider che disorienta Mustafi, cross in mezzo del centrocampista e Gilardino è praticamente solo per l'incornata dell'1-0. Molte responsabilità del gol ricadono su Palombo, colpevole di aver lasciato indisturbato il centravanti del Bologna. Da quel momento in poi, sono gli infortuni a catalizzare l'attenzione della gara: fuori Cherubin e Icardi, dentro Sorensen e Maxi Lopez.
Nella ripresa, il canovaccio cambia: il Bologna fa una sfuriata nei primi minuti, con le conclusioni di Koné e Diamanti (quest'ultimo cerca il gol direttamente da corner) che vedono Romero attento. Tuttavia, la Samp gestisce meglio il campo e ricomincia a farsi pericolosa, con un bel tiro di Poli smanacciato in angolo da Curci. Fortunatamente, nulla può l'ex portiere della Samp sul bel sinistro di Sansone: al 59', servito da Maxi Lopez, l'attaccante scaglia un potente tiro che s'insacca per l'1-1. Ottenuto il pareggio, i blucerchiati tengono bene il campo e fanno scorrere i minuti, impegnando Curci con una punizione dalla distanza di Palombo. Nel finale, gli ospiti mollano e rischiano il pata-trac sulla punizione di Diamanti, ma il volto di Munari salva in angolo. Così si conclude 1-1 lo scontro tra le due squadre, che possono (quasi) gridare alla salvezza raggiunta: manca veramente poco ad entrambe per chiudere il discorso e raggiungere l'obiettivo prefissato ad inizio stagione.

Alberto Gilardino, 30 anni, insacca il momentaneo 1-0 per il Bologna.


Romero 6.5; Mustafi 6.5, Palombo 5.5, Gastaldello 6; Berardi 6, Poli 6, Obiang 5.5, Munari 6.5, Estigarribia 5.5; Sansone 6.5, Icardi 5 - Maxi Lopez 5, Rossini s.v., Soriano s.v. (pubblicate già su SampNews 24)

E così un'altra giornata è archiviata. Cinque partite rimangono a questa Samp in agonia, che si trascina verso la fine del campionato: Fiorentina, trasferta a Udine, Catania, trasferta sul campo della Lazio e Juventus. Tre, forse quattro di queste partite sono tecnicamente difficili per una squadra che va d'inerzia e nient'altro. Diciamo che la salvezza andrebbe conquistata ufficialmente domenica prossima, magari con una bella vittoria sull'ex Montella (lo so: sogno) oppure battendo un Catania stanco e ormai demotivato vista la salvezza raggiunta. Non vedo questa Samp vincente sul campo di questa Udinese o della Lazio, come non la vedo vincente su una Juve demotivata (anche perché avrà già vinto il campionato da diverse giornate). Intanto, si spera di vedere in campo qualche giocatore tenuto finora da parte: Poulsen, Rodriguez, ma anche lo stesso Renan andrebbero testati. Così come mi piacerebbe vedere più in campo Mustafi, che ha bisogno di crescere ed accumulare minutaggio. Infine, chiusura sull'attacco: le cinque partite rimanenti saranno importantissime per Maxi Lopez, che ha un disperato bisogno di dimostrare quanto vale e se può rimanere qui (al momento, propenderei per un "no"). Insomma, siamo salvi o non salvi? Questo è il problema: la matematica non dice ancora di sì, nonostante dietro non corrano moltissimo. Chissà se potremo festeggiare la salvezza già la prossima settimana...

Gianluca Sansone, 25 anni, autore del pareggio e migliore in campo dei blucerchiati.

08 aprile 2013

Manco fosse Maradona.


Al parco, una volta, capitava che saltavi tutti gli avversari e facevi un gran gol. Allora, i tuoi avversari ti  dicevano: «Chi ti credi di essere, Maradona?». Ecco, l'avesse detto qualcuno ieri a Josip Ilicic, che è sloveno e non argentino; eppure, ieri, ha saltato tutti come fosse Maradona, nonostante la sua carriera in Serie A sia più basata sulla discontinuità che sulla tecnica. Ma il gol della fantasista del Palermo è solo la fotografia di questa Samp, sconfitta anche ieri: il 3-1 subito a domicilio dai siciliani è un campanello d'allarme.

Josip Ilicic, 25 anni, segna un gol alla "Maradona" per il 2-1 del Palermo.

Già, perché - a differenza della gara contro l'Inter di quattro giorni prima - non c'è stata neanche la sterilità. No, non c'è stato quasi nulla: il gol di Munari è stato un momento casuale, come confermato dal secondo tempo blucerchiato. Una Samp che partiva con i recuperi di Costa e Eder, mentre Rossi doveva rinunciare a Krsticic (infortunato) e Poli (squalificato): al loro posto, sono stati rispolverati Soriano e Munari. Il Palermo, rincuorato dalla vittoria con la Roma, veniva a Genova senza Dossena, perso nel riscaldamento; per il resto, 9/11 confermati, con Donati arretrato in difesa al posto di Munoz e Rios in mezzo al campo.
Purtroppo, la Samp sembra più spuntata che mai: in tutto il primo tempo, un colpo di testa debole di Gastaldello ed un altro centrale di Icardi sono il massimo del pericolo portato dai blucerchiati; dall'altra parte, il Palermo non spinge eccessivamente, ma - quando punge - fa male. Al 22', Ilicic fa le prove generali: salta tre avversari in velocità e serve Miccoli, che però non angola bene il suo sinistro. Dieci minuti e gli ospiti passano: punizione di Miccoli dalla tre-quarti, Von Bergen anticipa un Romero indeciso e segna il suo primo gol stagionale. Una doccia fredda, mitigata parzialmente dal pari di Munari: angolo di Eder ed il centrocampista è lasciato colpevolmente solo, permettendo alla Samp di pareggiare.
Tuttavia, è un'illusione: se la Samp spuntata del primo tempo perlomeno teneva palla, quella del secondo non riesce neanche in quest'intento. Anzi, il Palermo aumenta la spinta e migliora il possesso del pallone, costringendo i padroni di casa ad un primo quarto d'ora orrendo: Ilicic scalda i guanti a Romero, mentre Rios sfiora il palo dalla distanza. Poi, al 49', l'episodio che spacca la partita: lo sloveno del Palermo prende palla ai 45 metri, salta Obiang, Munari, Palombo, Gastaldello ed un Costa dimesso, prima di battere Romero con il destro. Un gol alla "Maradona", con il beneplacito della immobile difesa avversaria.
Se il "Ferraris" è muto per il gol subito, la Samp non dà segni di reazione. Così, dopo un colpo di testa ancora di Rios, è Garcia a triplicare il conto dei gol rosanero, su corner di Miccoli: su quest'azione, colpe evidenti di Costa e Romero, poiché il primo lascia andare l'avversario, mentre l'argentino non esce. Lì finisce la gara: la Samp butta dentro Sansone e Maresca, passando ad un coraggioso 4-3-3, senza però ottenere alcun risultato. Anzi, è il Palermo a sfiorare il quarto, prima con Miccoli e poi ancora con Ilicic, che fa un altro slalom gigante nella difesa blucerchiata.
Il fischio finale è solo la fine dell'agonia: è la terza sconfitta nelle ultime quattro gare e domenica ci sarà il derby. Non il modo migliore di iniziare una settimana così importante.

Santiago Garcia, 24 anni, esulta dopo il 3-1 rosanero: la partita finisce qui.

Romero 4.5 | Un periodo di forma tremendo, ha colpe sul primo e sul terzo gol: sembrava il primo Luca Castellazzi, "l'uomo che non usciva la gente" (cit.).
Gastaldello 4.5 | Nonostante il peso, Miccoli lo salta come vuole. Sul gol di Ilicic fa la statuina.
Palombo 5 | Se smettesse di fare lanci e si limitasse al suo... torna capitano dopo più di un anno.
Costa 5.5 | Il "migliore" dei tre: primo tempo sontuoso, poi si dimentica Garcia sul 3-1 degli avversari.
De Silvestri 5 | Poco o nulla da segnalare.
Munari 5.5 | Gol a parte, non si capisce cosa possa aggiungere alla manovra blucerchiata.
Obiang 5 | Torna a fare il regista e si dimentica come si fanno i passaggi filtranti: non capita a tutti.
Soriano 5.5 | Nell'alone di mediocrità che regna sugli undici blucerchiati, Soriano sembra quasi sufficiente.
Estigarribia 4.5 | Continuo a non capire quale sia il motivo per cui Poulsen non possa giocare al suo posto, sopratutto se il paraguaiano è in queste condizioni.
Eder 5 | L'unico a tirare in qualche modo verso la porta avversaria.
Icardi 4.5 | Sembra che sia stato già venduto all'Inter: speriamo. Almeno ci sarebbe un motivo per cui gioca come se non gliene fregasse nulla.

Sansone 5 | Non può certo ribaltare le sorti del match da solo.
Mustafi 5.5 | Giusto il tempo di dare una legnata a Kurtic, con tanto di giallo.

Adesso la situazione è ancora più difficile: è da un mese che mancano questi quattro-cinque punti per salvarsi, ma la marcia si è bloccata e non si cammina più. Se analizziamo il mese appena trascorso, la Samp viene da tre sconfitte ed un pareggio a reti bianche in quel di Bergamo: poco, troppo poco. Come se molti fossero convinti già d'esser salvi: una vergogna, perché si lotta fino alla fine, anche oltre l'obiettivo stagionale. Ora si spera che si possa chiudere il discorso salvezza nelle prossime tre/quattro partite: se vincessimo il derby, addirittura, il discorso potrebbe già essere chiuso, con l'eliminazione del Genoa come avversario diretto alla salvezza. Fatto sta che servono questi quattro punti e tocca farli il prima possibile: non serve mica Maradona per vincere una gara...

Gianni Munari, 29 anni, a segno contro il Palermo: una rete inutile.

01 novembre 2012

Ombre a San Siro.

Non c'è niente da fare, Roberto Vecchioni ci aiuta a fotografare questo pessimo momento. Il cantautore (di fede nerazzurra) una volta narrava: "Luci a San Siro non si accenderanno più." Di certo non si illuminano per questa Samp, che incappa nella quinta sconfitta consecutiva e si avvicina al record di sei, ottenuto nella stagione 2005/2006. Sembrano lontanissimi i tempi in cui il Doria violava Milano, sponda rossonera, per 1-0. Eppure non si parla di anni, ma giusto di un paio di mesi fa, quando i blucerchiati iniziavano il loro campionato con una striscia di tre vittorie e 11 punti nelle prime cinque partite.. gli stessi che la Samp ha ancora adesso. La partita non mente, perciò è meglio rivederla nei suoi dettagli.

Andrea Costa, 26 anni, tenta di contenere Rodrigo Palacio, 30.

La Samp si presenta in casa dei lanciati nerazzurri con poche novità rispetto alla partita con il Cagliari: c'è il rientro di Costa a sinistra ed il conseguente reintegro di Berardi a destra. Inoltre, Ferrara rinuncia a Maxi Lopez per Eder nel ruolo di prima punta, infoltendo il centrocampo con un Munari apparso in forma con il Cagliari. Infine, Romero si riprende i galloni da titolare al rientro dalla squalifica. L'Inter si schiera con un atipico 4-3-3, con Nagatomo a riposo (al suo posto Alvaro Pereira) ed il trio Cassano-Milito-Palacio a condurre le danze in area blucerchiata.
I nerazzurri, sotto la guida di Stramaccioni, sono diventati una compagine dal gioco non entusiasmante, ma molto concreto; la recente striscia di vittorie non è un caso. Così come non lo sono quelli della Samp, reduce da quattro sconfitte consecutive a causa di un gioco troppo conservativo, sfortuna ed errori arbitrali che non hanno aiutato. Tutto sommato, però, la partita scivola senza particolari patemi nei primi 20'. L'Inter si fa vedere dalle parti di Romero con i tentativi di Palacio, Milito e Samuel, ma i tre argentini si rivelano incapaci di centrare la porta in tutti i casi. Gli ospiti, invece, spaventano Handanovic con un cross casuale di Berardi, che impegna più del dovuto il portiere nerazzurro. La partita, tuttavia, non sembra regalare grosse emozioni.
Per questo lo stupore è grande al 19', quando la Samp passa a sorpresa in vantaggio: punizione di Tissone in area interista, Ranocchia rinvia su se stesso e Munari ne approfitta per uccellare Handanovic. 1-0 ed il cinismo della Samp si ripresenta al momento giusto. Per altro, il numero 11 blucerchiato sembra aver un certo istinto sugli errori difensivi altrui, come aveva dimostrato a Roma in occasione del suo gol su errore del portiere romanista Stekelenburg.
Il problema però diventa proprio l'essere in vantaggio. Il Doria, che aveva ben gestito i primi 20' di gara, si ritira nella sua metà campo e lascia Eder solo al suo destino: una mossa da evitare. Anche perché l'Inter comincia a spingere maggiormente, sebbene non collezioni occasioni a raffica. Prima Guarin sfiora il palo alla destra di Romero con un siluro al 33', poi è Cassano a mettere in mezzo al 43' senza che Milito riesca a buttare la palla in porta. Insomma, l'avere Mudingayi e Gargano come play-maker non aiuta la squadra di Stramaccioni e la Samp porta a casa il vantaggio alla fine del primo tempo.
Il cambio Mudingayi-Cambiasso all'inizio della ripresa aiuta l'Inter nel gestire meglio il pallone a centrocampo. Del resto, gli ospiti non si sbottonano e continuano a tenere un baricentro esageratamente basso, finché un altro episodio contestato non cancella quanto di (poco) buono era stato fatto fino ad allora.
Minuto 52: palla persa dalla Samp a centrocampo e Palacio serve bene Milito in profondità; Costa, fuori posizione, rientra frettolosamente e spintona leggermente l'argentino. Per l'arbitro è rigore. E se ci può stare l'assegnazione del tiro dal dischetto, lascia perplessi il cartellino rosso a Costa, che lascia la Samp in 10 uomini. Dal dischetto, l'ex Genoa tira un rigore perfetto e segna l'1-1.
La Samp, già scomparsa dal campo, non può certo migliorare la qualità del suo gioco in inferiorità numerica; anzi, rischia di subire il 2-1 quando De Silvestri (entrato al posto di Berardi infortunato) viene saltato seccamente da Milito. Il numero 22 dell'Inter spara un gran sinistro che incoccia il palo; ma è - purtroppo - solo questione di tempo.
Se Alvaro Pereira lascia il posto a Nagatomo, Ferrara toglie nuovamente Poli per Renan. Il centrocampista non la prende bene ed il brasiliano entra con poca cattiveria, tanto che da un suo errore nasce il 2-1 dei padroni di casa. Su una respinta da calcio d'angolo in favore della Samp, Renan dovrebbe alleggerire all'indietro.. purtroppo, il numero 5 doriano cicca il disimpegno e favorisce il letale contropiede interista: Cassano per Palacio, destro incrociato molto preciso e 2-1 per i nerazzurri. Una mazzata tremenda.
Nonostante Renan venga richiamato in panchina per tentare il tutto per tutto con Maxi Lopez, è ancora l'Inter a sfiorare la rete: prima Palacio calcia fuori di poco, poi Cassano bacia la traversa con una punizione dal limite dell'area.
La terza marcatura è comuque nell'aria e si concretizza all'81': "Fantantonio" fa quel che vuole sulla fascia e serve Guarin ai 16 metri. Il colombiano salta secco un arrendevole Estigarribia e realizza il terzo gol dei padroni di casa. Il finale è una lunga agonia, spezzata solo dal secondo gol della bandiera, stavolta siglato da Eder, dopo una buona combinazione con Maxi Lopez. A posteriori, viene da chiedersi se Ferrara (espulso per proteste dopo il 3-1) si sarebbe potuto giocare la carta dell'argentino prima. 3-2 e quinta sconfitta consecutiva; la zona retrocessione si è ulteriormente avvicinata ed ora dista solamente due punti.

Diego Milito, 33 anni, segna il rigore dell'1-1: Romero immobile.

Romero 5 | Che il pasticciaccio di Verona l'abbia rovinato? Non sembra più molto sicuro. Nel primo tempo rischia con una respinta poco ortodossa, che lascia strada al sinistro di Guarin vicino al gol. Sui tre gol non ha particolari colpe, ma nel finale per poco non ne combina un'altra..
Berardi 6 | Finché è in campo, Cassano si vede poco dalle sue parti, ancor meno Palacio. Poi Alvaro Pereira lo stende brutalmente e lo costringe ad uscire.
Gastaldello&Rossini 6 | Marcare Milito non è facile, qualche disattenzione capita; i due però fanno quello che possono. Tutto sommato, il "Principe" - rigore a parte - non crea troppi problemi se lo marcano i due centrali sampdoriani.
Costa 5 | Fuori posizione, spinge pochissimo nel primo tempo. Nel secondo, è totalmente in ritardo su Milito nell'occasione del rigore: anche se il contrasto è leggero e l'espulsione è eccessiva, lui non deve permettersi questi errori.
Tissone 5,5 | Fa girare tanto il pallone, ma di verticalizzazione neanche una.
Poli 6 | Si fa tanti chilometri, ma non trova quasi mai nessuno a sostenerlo.
Munari 6,5 | Ancora a segno, sempre contro le big in trasferta: dopo l'Olimpico, tocca a San Siro. Peccato che la sua rete non porti punti, anche se il suo impegno è stato encomiabile.
Soriano 5 | Ennesima partita in cui non si capisce quale sia la sua utilità da esterno d'attacco. Per altro la sufficienza con la quale gioca non gli permette d'essere utile neanche nel suo ruolo originale.
Estigarribia 4,5 | E' un esterno d'attacco. No, è un terzino. Sbagliato, è un esterno da 3-5-2. Sapete cosa? Sono tutte affermazioni errate. QUESTO Estigarribia non è niente e l'imbarazzante tenerezza con la quale affronta Guarin nell'azione del 3-1 fa capire quanto il ragazzo debba far strada.
Eder 6,5 | Altra partita, solito mazzo. Il gol alza di mezzo voto la valutazione, ma non può giocare da prima punta: così si sacrifica troppo la sua preziosa progressione.

De Silvestri 5 | In attacco non può spingersi troppo, causa inferiorità numerica; in difesa, causa Milito e Cassano, fa più danni che buone cose.
Renan 4 | La leggerezza con la quale regala il contropiede all'Inter per il 2-1 di Palacio è da multa. Sì, una multa. Perché il ragazzo ha già poche occasioni e non può sprecarle così. Non lo aiuta neanche Ferrara, quando lo toglie a danno fatto e in inferiorità numerica; così si svaluta un ragazzo che è stato pagato tre milioni quest'estate. Gli errori, intanto, rimangono.
Maxi Lopez 6 | Pochi minuti e la Samp mostra qualche barlume di senso quando attacca. Speranze di rimonta non ce ne sono mai state, però la palla rimane in avanti per più di cinque secondi. Molto bravo nell'uno-due che porta Eder al primo gol su azione in stagione.

L'unica cosa positiva che si può trarre da quest'ennesima sconfitta è il cinismo: la Samp ha fatto tre tiri in porta in tutto il match, di cui due in porta. Quelli appunto delle reti segnate a San Siro; se si usasse questo cinismo come ad inizio campionato, magari saremmo più avanti. Domenica arriverà l'Atalanta a Marassi e sarà l'esame decisivo per Ferrara. Se non arrivasse una vittoria o - peggio ancora - maturasse la sesta sconfitta consecutiva, forse diverrebbe l'ora per pensare ad un cambio. Che il buon Paolo ce la mandi buona. Anche perché più che di "luci a San Siro", sarebbe stato meglio parlare di ombre. Quelle che circondano il nostro futuro più prossimo.

Gianni Munari, 29 anni, esulta con Poli dopo il momentaneo vantaggio.

29 ottobre 2012

Adesso basta.

Certi spettri non vanno mai via. Non è bastata una promozione in rimonta e l'inizio di campionato a razzo per tranquillizzare l'ambiente. La Samp incassa la quarta sconfitta consecutiva, la seconda casalinga, perdendo contro il Cagliari per 1-0. A questo va aggiunto il dettaglio - non irrilevante - che la rete decisiva è dell'ex Daniele Dessena. Insomma, se ti può andar male, andrà sicuramente così. Inoltre, mercoledì si va a trovare un Inter cinica, ma in forma.. le prospettive non sono buone. Se c'è una cosa positiva, perlomeno la squadra ha dato qualche piccolo segnale di risveglio rispetto alle prestazioni di Verona e di Parma. Vediamo come è andata.

Daniele Dessena, 26 anni, esulta per il gol dell'ex che deciderà la partita.

La Samp riparte dopo la sconfitta al "Tardini" schierando il solito 4-3-3: Estigarribia è riportato nella sua posizione d'attacco, mentre Poli torna ad occupare il ruolo di mezz'ala sinistra a centrocampo. Dentro anche Soriano e Tissone per sostituire Obiang e Maresca, entrambi assenti per infortunio. Con Romero squalificato, è Berni a sostituirlo; il rebus vero è per il terzino sinistro. Costa squalificato, Poulsen ritenuto non idoneo da Ferrara, così come Castellini. E allora è Berardi a giocare a sinistra, con l'esordio dal 1' di De Silvestri come terzino destro. Il Cagliari, non avendo Cossu e Pinilla, davanti s'affida a Nené e Thiago Ribeiro con Nainggolan in appoggio alle due punte.
Il Doria parte bene nella prima frazione, esercitando subito una certa supremazia territoriale; il Cagliari, squadra solida ed accorta, aspetta e cerca di colpire in contropiede. Al 4', Estigarribia cerca di sorprendere Agazzi da fuori area, ma il portiere avversario blocca in due tempi; subito dopo, la Samp sfiora il vantaggio con un colpo di testa di Gastaldello. Sul corner battuto da Tissone, il capitano spedisce il pallone di poco a lato.
Al 9', l'unico squillo di tromba degli ospiti: il destro di Thiago Ribeiro è però centrale e Berni respinge senza problemi. Da lì in poi, la Samp tiene il pallino del gioco, ma non tira praticamente mai; l'impressione è che manchi la giocata negli ultimi 25 metri, dove i padroni di casa fanno girare il pallone senza mai centrare lo specchio della porta. Se escludiamo due tiri dal limite dell'area di Estigarribia ed Eder a lato, il primo tempo scivola verso la fine senza regalare emozioni, seppur la Samp sembri in controllo della gara.
Manco a farlo apposta, bastano 90 secondi a cambiare tutto. Al rientro degli spogliatoi, Gastaldello rinvia male di testa un lancio lungo della difesa del Cagliari e Thiago Ribeiro raccoglie il pallone; l'attaccante brasiliano arriva fino in area, dove serve Dessena, che di testa batte Berni per l'1-0 ospite. Stadio ammutolito e tifosi increduli, mentre Dessena inscena danze di gioia per il classico gol dell'ex.
La Samp ha subito l'occasione del pareggio al 50': punizione dalla distanza di Eder, Agazzi respinge in bager e Gastaldello è lì per metterla dentro di testa. Peccato che il capitano blucerchiato sprechi clamorosamente l'occasione, spedendo a lato. Sarà la più ghiotta occasione della partita ed il Doria comincia a pasticciare, a faticare nella costruzione del gioco. Il cambio Munari per Poli serve a far rifiatare il centrocampista in vista della trasferta di Milano; peccato, dato che era il migliore in campo per distacco. Eppure, l'ex Lecce trova subito il modo di farsi amare: punizione di Tissone e Munari mette dentro di testa per l'1-1. Grande esultanza, ma il gol viene inspiegabilmente annullato per fuorigioco di Maxi Lopez, che eppure non tocca la palla e quindi non contribuisce all'azione. Il numero 11 della Samp è in gioco, ma poco importa: diventano così tre gli episodi dubbi in quattro partite. Viene difficile parlare di sfortuna..
Da lì, la Samp scompare nella sua pochezza e crea solamente altri due tiri verso la porta avversaria: un altro colpo di testa di Munari ed un tiro-cross di Eder che Agazzi mette in angolo. Il Cagliari, invece, grazie all'inserimento di Ibarbo, trova modo di tenere palla in maniera più intelligente e difendere il risultato senza troppi affanni. Gli ingressi di Icardi e Juan Antonio per Tissone e Berardi alzano teoricamente il baricentro della squadra, ma in realtà non producono occasioni da gol. Addirittura sono gli ospiti a sfiorare il raddoppio, prima con un bel destro di Dessena dal limite dell'area, poi con Nené. In entrambe le circostanze, Berni è più che attento nel neutralizzare gli attacchi avversari. Finisce 1-0 e così diventano sono 15 anni che non si batte il Cagliari a Marassi: anche questi, del resto, sono record.

Munari, 29 anni, realizza il gol dell'1-1. Peccato che venga ingiustamente annullato..

Berni 6 | Onestamente, un lato positivo di questa partita è capire che il tuo terzo portiere può giocare qualche partita in Serie A. Sul gol qualcosina in più poteva fare, ma tutto sommato è sempre attento e sventa anche il 2-0 cagliaritano nel finale.
De Silvestri 5,5 | Se le sue sgroppate offensive sono una rinfrescante novità rispetto a Berardi, la sua poca tecnica e la sua scarsa capacità difensiva sono il contraltare delle sue caratteristiche tecniche. E (forse) una spiegazione al perché era la sua prima da titolare in campionato..
Rossini 5,5 | Partita senza infamia né lode, se non fosse che si lascia sfuggire Dessena nell'occasione del gol.
Gastaldello 5 | Sul capitano vanno due colpe più ampie rispetto al suo compagno di reparto. Il gol nasce da un suo errato disimpegno difensivo e si mangia il più facile dei gol per il possibile 1-1. Peccato, nel primo tempo era stato uno dei migliori.
Berardi 5,5 | Il contrario di De Silvestri. Sembrano "Pinco Panco" e "Panco Pinco". Se l'ex Fiorentina è veloce, atletico, offensivo, ma poco attento in difesa, Berardi è l'esatto opposto: granitico quando si deve difendere, povero quando si deve attaccare. Metterlo sulla sinistra, poi, non aiuta i suoi cross, che finiscono puntualmente in gradinata.
Tissone 5 | Ci si attendeva di più dall'argentino. Sappiamo tutti del fatto che sia compassato sul campo, ma ci si aspettava che le sue verticalizzazioni improvvise potessero accendere la Samp; non ce ne sono state. Qualcuno rimpiange addirittura Palombo..
Soriano 5,5 | Molto attivo, nel primo tempo il suo dinamismo aiuta il Doria a mantenere il pallino del gioco; nel secondo, però, scompare dal campo e sbaglia anche le cose più semplici.
Poli 7 | Decisamente il migliore. Nei primi 45', annulla Nainggolan e riparte con intelligenza, è ovunque. Poi Ferrara lo toglie, probabilmente per preservarlo in vista di Milano. Peccato.
Estigarribia 5 | Altra gara senza spunti per il paraguaiano; avrebbe le doti atletiche per impensierire Avelar ed ogni tanto ci prova, ma mai con continuità. L'ex Juve si sta rivelando una delusione, non sembra mai la giornata in cui possa cambiare la partita.
Eder 6 | Solita generosità, mette un paio di volte in difficoltà Agazzi con tiri da lontano, ma vede poco la porta da vicino.. figuriamoci da 25-30 metri.
Maxi Lopez 6 | Anche lui si sbatte, duella con tutti, artiglia palloni, ma poi tutti lo seguono a 20 metri di distanza ed è difficile far ripartire l'azione così.

Munari 6,5 | Entra e mi chiedo quale contributo possa dare al posto del migliore in campo fino a quel momento. Poi mi smentisce segnando il gol dell'1-1, inspiegabilmente annullato. Sfiora ancora la rete da angolo, ma è troppo tardi.
Icardi s.v. | Messo al posto di Tissone, non si capisce bene perché un ragazzo del '93 debba salvare la faccia ad una squadra che ha fatto due tiri in porta in 80 minuti. Si crea qualche spazio, ma non c'è occasione seria di ribaltare il risultato.
Juan Antonio s.v. | L'unica cosa che posso dirgli è: bentornato. Sarà utile nella rotazione delle punte.


E adesso? Si va a Milano, contro un'Inter che non gioca benissimo, un po' fortunata, ma molto cinica ed in grado di punirti quando meno te l'aspetti. A Bologna, i nerazzurri hanno tirato fuori una bella prestazione e Cassano non vede l'ora di timbrare da ex. Insomma, le previsioni non sono rosee, se ci aggiungiamo anche il fatto che mancheranno Munari e Krsticic, mentre Maresca ed Obiang paiono difficilmente recuperabili. Una cosa è certa: bisogna dire "basta". Basta a questa sfortuna che ci perseguita tra infortuni e decisioni arbitrali discutibili tra Napoli, Parma e Cagliari. Basta a questa pochezza offensiva, che sta letteralmente uccidendo questa squadra, nonostante Eder sia alla sua migliore stagione di sempre e Maxi Lopez si stia facendo in quattro per aiutare la Samp. Ma sopratutto basta a questa striscia di sconfitte, che ci sta trascinando verso la zona retrocessione. Tra l'Inter e l'Atalanta, potremmo dire basta anche a Ferrara come allenatore della Sampdoria; ma questo è un altro paio di maniche. Chi vivrà, vedrà: così si dice.

Andrea Poli, 23 anni: probabilmente il migliore dei blucerchiati in campo ieri.

27 settembre 2012

Qualche legge è uguale per tutti.

In uno dei suoi più celebri successi ai tempi degli 883, Max Pezzali ricordava come si può attaccare, si può giocare bene, ma ciò che alla fine conta è il conto dei gol. Chissà se la Roma si è ricordata di questa canzone alla fine della partita contro la Samp. La nostra beneamata porta a casa un pareggio forse anche troppo generoso, ma che dimostra come la personalità del Doria di quest'anno sia infinita, anche quando in campo ci sono i giovani. E alla fine Zeman rimane al palo, con il buon Ferrara che gioca un calcio anche troppo difensivista, ma che sta portando i suoi frutti fuori casa: sette punti in tre partite. E' sicuramente un buon viatico per arrivare alla sfida interna di domenica contro un Napoli in gran forma.

Le schermaglie tra Zeman e Ferrara avevano scaldato la vigilia, con un botta e risposta tra l'allenatore boemo e l'ex C.T. dell'Under azzurra. L'argomento? Il passato juventino di quest'ultimo. Fatto sta che, quando c'è da scendere in campo, Ferrara torna a concentrarsi sulla Samp, schierando per 10/11 la stessa squadra che ha quasi battuto il Toro. L'unica novità è la sostituzione di Maxi Lopez, squalificato per due giornate dopo un gesto violento verso la porta dello spogliatoio degli arbitri nel post-partita di Sampdoria-Torino; al suo posto, Nicola Pozzi, già in gol contro i granata. La Roma, invece, arriva riposata dopo la partita vinta a tavolino contro il Cagliari e schiera i suoi 11 migliori; osservato speciale Francesco Totti, che ci vede sempre bene contro la Samp.
Il primo tempo del Doria è, sostanzialmente, sofferenza più qualche sporadica soffiata dalle parti di Stekelenburg: già al 1' Eder, lanciato in posizione regolare da Maresca, scavalca la difesa, ma spara alto davanti alla porta avversaria. Poi la Roma prende il pallino del gioco e non lo lascia più, risultando un po' in difficoltà nella creazione di occasioni-gol, ma comunque mettendo paura ai nostri. Al 9' Romero sbaglia il rinvio e la palla finisce a Totti ai 30 metri: da lì, il capitano della Roma serve Destro, che però spara sul portiere sampdoriano in uscita. Dopo un paio di tiri di Balzaretti e Totti, è Lamela ad impegnare Romero con un destro al volo, ma l'argentino si fa trovare pronto. La sfortuna poi insegue la Samp, con Pozzi che rimedia una distorsione alla caviglia e deve uscire: dentro Kristicic, che porta la squadra di Ferrara a giocare con un 4-5-1 in piena regola, con Eder unica punta. E' il brasiliano l'unico a creare qualche grattacapo alla difesa giallorossa, ma il vantaggio è dietro l'angolo: a segnare è Francesco Totti. Serie di rimpalli al limite dell'area di rigore sampdoriana, poi la palla finisce a Destro, che viene ancora fermato da un Romero prontissimo. Purtroppo l'argentino non riesce ad agguantare la palla, che finisce a Florenzi; l'ex Crotone tira malissimo, ma la sfera s'indirizza verso Totti, che realizza il gol numero 14 (!) contro i blucerchiati. Da lì, il primo tempo della Samp finisce e Destro, su lancio di Balzaretti, sfiora il 2-0, se non fosse che il talento azzurro spara addosso a Romero.
Nel secondo tempo, il Doria prende subito una mazzata clamorosa, perdendo Maresca per espulsione. Il numero 6 sampdoriano era stato ammonito nel primo tempo per un fallo di mano (molto ingenuo) su Lamela in fuga. Il duello si ripete al 46' e l'ex Malaga stende l'argentino in corsa: è doppio giallo. Molto severo, ma risultato da due ingenuità che un giocatore dell'esperienza di Maresca non dovrebbe commettere. In 10, la Samp rinasce e segue una massima proprio di un ex allenatore della Roma, Nils Liedholm, che diceva: "In dieci si gioca meglio che in undici". Gli ospiti non smentiscono le parole del tecnico svedese ed alza il baricentro, anche grazie all'ingresso di Icardi per un Estigarribia evanescente. Se la Roma tenta con i tiri da fuori, la Samp comincia a costruire qualcosa e trova il pareggio al 64'. Punizione di Eder fuori area che filtra la barriera e Stekelenburg respinge; la palla s'incammina verso il fallo laterale, dove un intervento duro, ma pulito di Berardi ferma Marquinho. Cross in mezzo del numero 13, il portiere olandese della Roma non trattiene e Munari è lì per punirlo: 1-1. Parità che pare immeritata, ma che nasce da un errore grossolano dell'estremo difensore giallorosso. Ed il Doria si dimostra ancora una volta molto cinico.
Da lì, la Roma scompare e crea occasioni che si basano meno sul gioco e più sul caso o sull'episodio singolo. Neanche l'ingresso di De Rossi cambia qualcosa, anzi la Samp potrebbe cercare il 2-1, se non fosse che Icardi - lanciato da Krsticic verso la porta da solo - si fa recuperare da Castan prima di calciare. Purtroppo, il momento della Samp finisce con l'uscita di Eder per Soriano, che mette i blucerchiati in campo con un 4-4-1: un modulo che "ammazza" la possibilità di contropiedi efficaci. E la Roma si riaffaccia avanti nel finale, con Lamela e sopratutto Balzaretti che sfiorano il 2-1. Ma un Romero pronto e la scarsa mira dei padroni di casa permettono di strappare un pareggio che sa di vittoria.

Romero 7 | Sempre reattivo. L'unico errore è un rinvio che finisce nelle grinfie di Totti. Chissà se Sabatini sta rimpiangendo di averlo lasciato a Sensibile..
Berardi 6.5 | Qualche errorino in fase difensiva, ma affrontare Totti non è facile. Il suo voto positivo nasce dalle tante puntate offensive: una di queste regala il pareggio alla Samp.
Gastaldello 6.5 | Cattivo quanto basta, Destro ci pensa da solo a mangiarsi un paio di gol.
Rossini 6 | Meno pulito del capitano, ma tutto sommato tiene, nonostante l'attacco romanista lo faccia impensierire più di una volta.
Costa 5 | Male. Dalla sua parte Lamela lo manda al manicomio e sale pochissimo, al contrario di Berardi. Purtroppo continuo a dire che non è un terzino: che sia il tempo di Poulsen?
Maresca 4.5 | Gioca benino e dirige il centrocampo al minimo livello di vita. Un giocatore che ha una carriera come la sua non può fare due ingenuità del genere. L'espulsione è severa, ma lui non deve dare la possibilità all'arbitro di cacciarlo.
Obiang 5.5 | La fascia sinistra della Samp è un trauma: perde il duello con Florenzi. Nel secondo tempo, le cose si sistemano e Pedro alza il rendimento, non raggiungendo però la sufficienza.
Munari 6 | Davanti al centrocampo della Roma, il dinamismo di Munari non basta. Si riscatta con un gol che vale un punto: è al posto giusto nel momento giusto.
Estigarribia 5 | Un altro che non si è visto. Il problema è che queste partite anonime stanno diventando troppe. Il paraguaiano deve alzare le sue prestazioni, nell'attesa che a Gennaio si prenda qualcuno che lo possa sostituire. La mancanza del suo vice sta penalizzando questa squadra.
Eder 7.5 | Un mostro. Mi sono sempre chiesto se quest'anno avrebbe finalmente sfondato anche in A: la risposta sembra essere sì. A 26 anni, ha trovato la squadra giusta per raggiungere la definitiva maturità calcistica. Mette in difficoltà da solo la difesa della Roma.
Pozzi 5.5 | Non vede palla nella mezz'ora in cui è in campo, perciò non gli si possono attribuire molte colpe. L'infortunio è l'ennesima conferma che è stato costruito con il cristallo.

Kristicic 7 | Da esterno offensivo è un pesce fuor d'acqua. A quanto pare non basta la quinta partita per farlo capire a Ferrara. Con l'espulsione di Maresca, il serbo viene arretrato in posizione di regia e sfodera una partita straordinaria. Il lancio in profondità per il contropiede di Icardi è fantastico.
Icardi 6 | Sei di stima. Il ragazzo si mangia un'occasione clamorosa, ma è bravo a tenere la squadra alta con Eder nel miglior momento della Samp, seppur in 10. Speriamo abbia un'occasione da titolare contro il Napoli.
Soriano 5 | Un quarto d'ora in cui è assolutamente incosistente. La Samp rinuncia ad attaccare e lui si adegua.

Ora arriva il Napoli. Mancherà Maxi Lopez (respinto il ricorso alla squalifica di due giornate), mancherà Maresca e probabilmente mancheranno anche Pozzi e Tissone. In questo caso, il turn-over è obbligatorio e spero che Ferrara lo comprenda. Ci sono giocatori come Munari, Obiang, Costa e Berardi che hanno fatto due partite piene o quasi e che dovrebbero riposare. La partita è importante, ma la Samp ha già raggiunto molti obiettivi: 11 punti (10 per la penalizzazione) sono tanti in 5 partite. Ed il Napoli - turn-over o meno - è una squadra decisamente più forte di noi. Tanto vale far riposare qualcuno e concedere minuti a chi ne ha avuti pochi in questo iniziale scorcio di campionato. Una formazione con Poulsen, De Silvestri, Renan, Soriano e Icardi dall'inizio sarebbe l'ideale. Peccato comunque. Il pareggio con la Roma è ottimo, ma si sarebbe potuto addirittura vincere. Purtroppo, la Samp è una compagine di buon livello, ma giovane e - perciò - ingenua: basti vedere cosa fa Obiang nell'azione del gol avversario o come Icardi non ha sfruttato benissimo i contropiedi a disposizione dei nostri.
Intanto non si può fare a meno di notare come il metro di trattamento di certe squadre sia diverso. Minuto 82: Totti cerca di andare via a Munari in area e l'ex Lecce ferma il capitano giallorosso regolarmente. Riparte l'azione ed il numero 11 blucerchiato trattiene leggermente Totti; il meglio che il "Pupone" sfodera è una protesta reiterata, esagerata e vagamente sanzionabile. La domanda è: perché Maxi Lopez viene squalificato per due giornate per calci alla porta dello spogliatoio degli arbitri e Totti la passa liscia, nonostante proteste che hanno poco a vedere con la sobrietà cercata da questo mondo? Probabilmente la risposta non arriverà. Fortunatamente, in altri campi, la differenza si vede: Klose segnala che ha colpito la palla con la mano e fa annullare un gol ingiusto della Lazio.
E se le squalifiche sono sanzionate in modo diverso, a seconda di come si chiama la squadra, almeno possiamo contare sul fatto che qualche legge è uguale per tutti. Come quella del gol. E neanche il boemo o il capitano romanista possono fare qualcosa a riguardo.

Gianni Munari, 29 anni, festeggia l'1-1 dopo un errore di un attonito Stekelenburg.

12 maggio 2012

Il mio secondo tempo.

Cantava Max Pezzali che c'era un secondo tempo, che voleva goderselo, perché sperava tanto che fosse splendido. Sullo "splendido" ci sentiamo di dissentire, ma sicuramente i tifosi sampdoriani segneranno come decisiva questa giornata sul calendario che segna la rincorsa ai playoff. La Samp vince con un uomo in meno a Castellamare di Stabia per 2-1, contro una squadra che ha giocato molto bene e ha ulteriormente dimostrato perché merita di stare in B. E lo fa con il nuovo "hombre del partido", il giovanissimo Mauro Icardi. Certo, non si era messa bene all'inizio: vediamo perché.

La Samp attraversa un gran momento sul campo da gioco. Meno fuori: durante il riscaldamento si fanno male addirittura in due. Neanche due qualunque: capitan Gastaldello e Eder non vanno neanche in panchina e in campo scendono il pericolante Volta e Fornaroli, che scala velocemente le gerarchie, vista anche l'auto-sospensione di Bertani per il calcioscommesse. La Juve Stabia, invece, si copre, lasciando Erpen e Di Tacchio in panchina e mettendo in campo Scozzarella e Maury. Se ci mettiamo poi che mancano anche gli infortunati Romero e Pozzi, più Renan squalificato, il quadro è tragico in un punto cruciale del campionato come questo.
Mettiamoci anche che la Juve Stabia parte a bomba, segnando dopo 27 secondi (!) con Zito, e la frittata è completa: respinta di Volta, la rimettono in mezzo, il numero 6 si scorda di salire con il resto della difesa e lascia Zito in gioco, che sbaglia una prima volta, ma sulla seconda non ha pietà. Piccole le colpe di Da Costa, che su un tiro da due metri poteva fare ben poco. Una mazzata decisamente pesante su una squadra già condizionata dalle assenze.
In più, le vespe non hanno intenzione di fermarsi: Sau è l'incubo della difesa sampdoriana, mentre Falcinelli coglie il palo pochi minuti dopo su un tiro deviatogli da Costa. Insomma, la Samp non sembra esserci. A mancare sembra essere sopratutto il gioco di costruzione a centrocampo: Foggia, Soriano e Munari sembrano in vacanza anticipata, giocando un primo tempo da tribuna istantanea. E non può essere il solo Obiang a reggere la baracca. Dietro si balla, davanti Fornaroli e Pellé fanno ciò che possono. Intanto, le vespe fanno paura a Da Costa, con un gran destro di Mezavilla che esce di poco. Poi è il numero 19 doriano a creare una delle due uniche occasioni del primo tempo: tacco smarcante per Foggia, che controlla e spara alto sopra la porta di Seculin un tiraccio, seguito nell'esempio poco dopo da Fornaroli stesso. Solo nel finale la Samp crea qualcosa di serio: discesa di Munari, cross in mezzo per Pellé, che però spara addosso al capitano avversario Maury. Finisce così un primo tempo tremendo.

Nella ripresa, Iachini non effettua cambi: il tecnico sembra non accorgersi dei guai che passa la squadra. Ma dopo una buona occasione per Sau, arriva a sorpresa il pareggio, portato a termine dai due peggiori in campo fino a quel momento: punizione di Foggia che va a sbattere sulla traversa, Colombi vola a terra ed il tap-in vincente è di Gianni Munari, al primo gol blucerchiato. Un gol che sa di salvezza. Nel momento peggiore, è arrivata la svolta.
Non che la Samp non continui a soffrire, ma la partita sembra essere più equilibrata, anche perché la Juve Stabia sembra aver finito la spinta continua del primo tempo e la Samp ha 45' da farsi perdonare. I gialloblu rischiano di segnare ancora con Sau, mentre Zito s'infortuna dopo uno scontro di gioco con Rispoli, che si fa oltretutto ammonire; la Samp va due volte vicino al gol, prima con Fornaroli, poi ancora con Foggia.
E qui arriva l'altra svolta, stavolta negativa: Pellé, già ammonito nel primo tempo per proteste, tocca volontariamente il pallone con la mano e si fa espellere. Una bravata da non far passar liscia, spero che la società si faccia sentire. Samp in 10 e con Fornaroli (in teoria, una seconda punta) unico terminale offensivo: situazione tremenda. A complicarla, sembra voler aiutare Volta, che prima si fa uccellare da Sau, poi - una volta che Da Costa ha salvato la porta - regala il pallone al velocissimo Erpen, costringendo il portiere sampdoriano ad un altro miracolo. Roba da brividi.
Lì la Juve Stabia si spegne. E la Samp gira la partita con i cambi: dentro Kristicic per il peggior Munari stagionale, fuori Fornaroli stanchissimo per il rampante Maurito Icardi, centravanti della primavera blucerchiata. Prima Icardi ha un'occasione d'oro su passaggio straordinario di Obiang, ma viene murato da Scognamiglio; poi la Samp costruisce una palla-gol come Cristo comanda. Uno-due perfetto tra Costa e Krsticic, il numero 3 mette dentro un cross basso sul quale Icardi è prontissimo ed uccella Colombi: l'apoteosi. Posso solo immaginare la goduria dei tifosi sampdoriani e, in particolare, di quelli presenti al Menti di Castellamare.
La Juve Stabia prova la carta dei lanci lunghi nel finale, ma c'è poco da fare: vittoria che sa letteralmente d'impresa!
Aggiungo una piccola appendice: alla Samp potrebbe anche mancare un rigore per un calcio in faccia di Maury su Fornaroli durante il primo tempo. Piccola notazione rispetto ai grandi avvenimenti della partita, ma bisognava segnalarlo per correttezza. Probabilmente se la Juve Stabia avesse pareggiato o addirittura vinto, non avrebbe rubato niente. Ma una squadra che vuole andare ai playoff DEVE fare queste imprese.

Da Costa 6.5 | Impreciso sul primo tiro di Zito, mette una pezza colossale sul doppio tentativo stabiese Sau-Erpen.
Rispoli 5.5 | Media precisa tra una buona fase offensiva (sopratutto nella prima frazione) ed una fase difensiva in cui vede le streghe per merito di Zito.
Volta 4 | Direi il peggiore se guardiamo il campo e basta. Lascia in gioco Zito per l'1-0 e Sau lo "mata" come all'andata. Campionato tremendo il suo.
Rossini 6.5 | Johnny, il soldato buono, non tradisce mai.
Costa 6 | Mezzo voto in più per l'assist a Icardi. Ed è sceso solo una volta.. pensate cosa poteva fare se avesse osato di più.
Obiang 7.5 | Decisamente il migliore: altra partita da mostro, abbiamo un piccolo Vieira in casa.
Munari 5.5 | Evita l'insufficienza grave solo per il gol, ma è la sua peggior partita stagionale.
Soriano 5 | Male, male. Corre per il campo senza saperne il perché.
Foggia 5.5 | Anche qui media: tra un primo tempo offensivo per chi veste il blucerchiato ed un secondo nel quale fa quel che può con le energie residue che gli rimangono. Mezzo gol di Munari è suo. Ammonito per proteste, mi chiedo chi abbia avuto l'idea di dargli la fascia di capitano.
Fornaroli 6 | Quando si parla di Fornaroli, tocca sempre contestualizzare. Per essere un ragazzo che non gioca una partita intera da Novembre, ha giocato anche troppo bene. Sponde, qualche dribbling, qualche errore, un paio di tiri vicini al gol: va bene così.
Pellé 4 | Spiace dirlo, ma è stato un asino. Non ci si fa ammonire due volte in maniera così stupida normalmente, figuriamoci mentre sei in lotta per i playoff. La società faccia qualcosa.

Kristicic 6.5 | La differenza tra lui e qualunque centrocampista di movimento è stata tremenda: entra in partita alla grande, mi chiedo perché non giochi.
Icardi 7 | El hombre del partido. Prima presenza, primo gol: meglio di così non poteva andare. Speriamo di rivederlo anche più avanti.
Laczko s.v. | Fa il suo nelle mischie finali.

Chiaro che quella di oggi è una giornata fondamentale: una vittoria, ottenuta così, fa paura alle avversarie e fornisce ulteriore sicurezza. Grazie, ragazzi! Ora attendiamo il Pescara dello spettacolo e di Zeman: pronti alla battaglia, ovviamente. Una vittoria potrebbe aprire la porta dei playoff.


Gianni Munari, 28 anni, esulta con Fornaroli dopo il pareggio sul campo della Juve Stabia.


03 marzo 2012

Stanno lavorando per noi.

Ci voleva una vittoria per mantenere le ultime speranze di playoff e vittoria è stata: la Samp infila la seconda vittoria consecutiva in casa (cosa mai successa prima quest'anno) e rimane a -8 dal Varese, ultima squadra dentro la griglia delle posizioni per i playoff di Giugno. Ora arriverà l'Empoli a Marassi, per il recupero della gara di Febbraio, e si spera di arrivare anche a -5 per sognare legittimamente quello che molti vorrebbero, ma che forse nessuno osa realmente nominare: la Serie A.

Rispetto a Torino, mancano Obiang squalificato e Renan infortunato: al loro posto, vanno in campo Kristicic in cabina di regia e Soriano come mezz'ala a sinistra. Inoltre, Eder torna a prendersi il suo posto davanti al posto di Bertani e continua la staffetta tra Juan Antonio e Foggia, con il primo in campo al posto del secondo, che a Torino era stato titolare. Il Verona si presenta con i soliti 11, con la rivelazione Juanito Gomez a sostenere Ferrari e Halfredsson ad orchestrare le manovre di centrocampo.
Nel primo tempo, il Verona non si vede mai, se non per un tiro contrastato di Russo e la conseguente girata debole di Juanito, che finisce tra le braccia sicure di Romero: per il resto, gli scaligeri si limitano a stare nella loro metà campo, incapaci di creare qualcosa lontanamente vicina ad essere chiamata occasione; la Samp, invece, ha un grosso possesso palla, che però non si concretizza in tiri significativi verso la porta di Rafael. Un'incursione di Soriano crea scompiglio in area e Eder perde il tempo, prima di farsi recuperare da Ceccarelli: la Samp sembra un po' spuntata.
Poi, la premiata ditta si mette in azione e crea il primo cioccolatino odierno: Eder aspetta Pozzi in area, lo serve solo e il numero 9 non perdona un Rafael fin lì attento. Decimo gol in campionato (non so se in posizione regolare) per il ragazzo di Santarcangelo, che corre fino alla tribuna e cerca qualcuno a cui mandare un bacio (ipotizziamo la figlia..); 1-0 e primo tempo portato a casa senza troppi patemi.
Il tifoso sampdoriano in versione 2011-2012 si aspetta di essere ripreso nella seconda frazione.. ed invece la squadra continua ad essere quadrata, concentrata, sul pezzo e la premiata ditta punisce subito il Verona: Eder s'invola verso l'area del Verona, ai 25 metri perde un contrasto, la palla gli rimbalza addosso e Pozzi (stavolta in linea con la difesa del Verona) raccoglie la palla e punisce il portiere avversario con un potente destro. Corsa sotto la Sud, coperto dai compagni e 2-0 che chiude praticamente la partita: sì, perché da lì, la partita diventa un divertente allenamento, in cui si rischia poco (il sinistro di Russo la maggiore occasione per i gialloblu), si crea qualche altra occasione (destro di Eder smanacciato in angolo da Rafael), girata di Foggia alta) e si porta a casa tre punti d'oro. Probabilmente il Verona non è neanche quello brillante visto nelle partite precedenti, possibile che la squadra veronese abbia finito la benzina e si stia rilassando in vista dei playoff, parecchio probabili per i veneti.

Cosa dire a questa Samp? Nulla. Oggi si è giocato bene, molto attenti e preparati a tutto: sembrava una vittoria del Torino di quest'anno. La difesa è stata quadrata, il centrocampo attento a fare le cose semplici e l'attacco un killer col silenziatore. Unica nota negativa è Juan Antonio: in generale, il trequartista della Samp a fine primo tempo di ogni partita risulta essere sempre il giocatore più deludente nei primi 45'. E chi subentra fa sempre meglio di chi gioca dall'inizio.. è un problema da risolvere, in attesa di tempi più difficili.

Romero 6.5 - Ordinaria amministrazione, fa tutto quello che deve fare e conferma di essere due passi avanti a tutti.
Berardi 7.5 - Partita spettacolare del terzino ex Brescia: per descriverlo con una parola un po' forte, cazzuto. Veramente cazzuto. Ricorda un Campagnaro senza tecnica.
Gastaldello 7 - Ferrari non gli risulta difficile da marcare.
Rossini 7- - Torna quello delle prime apparizioni, intraprendente se serve, ma elegante ed attento al centro della difesa.
Costa 6.5 - Persino lui fa il suo, anche se il suo dirimpettaio Juanito Gomez non è in giornata straordinaria e Cangi non sale mai.
Kristicic 6.5 - Rimango un po' critico sul suo utilizzo in questo ruolo: a mio modo di vedere, è più una mezz'ala o un trequartista, non ha il piede da regista. Lo si è visto nei pochi lanci lunghi che ha tentato, quando invece ha impostato sul corto, ha fatto benissimo. Grande Nenad, continua così.
Soriano 6.5 - Poche occasioni per lui quest'anno, questa la sfrutta bene, facendo il giusto lavoro della mezz'ala.
Munari 7+ - Giocatore che è tagliatissimo per il ruolo che svolge e per il campionato nel quale siamo. Finché saremo in B, Gianni Munari sarà solo un valore aggiunto: dinamico, attivo e sempre sul pezzo.
Juan Antonio 4.5 - Brutta partita dell'argentino, qualche folata ma di suggerimento neanche uno. Fortuna che c'è Eder a suggerire Pozzi..
Eder 6.5 - Non gli metto 7 perché l'esitazione davanti alla porta nel primo tempo è un insulto al talento che può sprigionare in una categoria come la Serie B. Per il resto, sui due gol c'è il suo zampino.
Pozzi 7.5 - Siamo a 11. C'era chi diceva che non sarebbe neanche arrivato in doppia cifra: sembra definitivamente cresciuto, teniamocelo stretto.

Bertani 5 - Continua a sembrare l'ombra del giocatore visto a Novara. Fornaroli o Icardi, in questo momento, farebbero figure più dignitose.
Foggia 5.5 - Un altro giocatore che le cose semplici non sa dove siano di casa.
Laczko 5.5 - Non entra bene in partita, ma anche Iachini continua a vederlo inspiegabilmente mezz'ala di centrocampo.

14 in 7 partite del girone di ritorno: la media, se si fosse partiti con un campionato dal 14 Gennaio 2012, è indubbiamente buona. Rimanere con questo ritmo è l'unico metodo per centrare i playoff. Speriamo che i ragazzi ed il mister non ci deludano, anche se ci sono indubbiamente dei problemi da risolvere, come il dualismo Foggia vs. J. Antonio, terzini che - secondo me - spingono poco e la scarsissima vena di Bertani, che è l'ombra del giocatore ammirato ad inizio campionato da almeno 4-5 mesi. Ora arriva l'Empoli: attenzione ai toscani, che sono a pezzi e stanno rischiando seriamente la retrocessione, nonostante una squadra nettamente superiore alla zona che occupano. Si può dire che la squadra ed i giocatori siano una sorta di cantiere, stanno lavorando per noi. Speriamo che ne sia valsa la pena a Giugno 2012.

Nicola Pozzi, 25 anni, festeggia dopo il secondo gol segnato al Verona.