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01 febbraio 2016

Quant'è dura la salita?

Una volta Gianni Morandi cantava: «Uno su mille ce la fa, ma quant'è dura la salita...». E a Bologna, squadra tifata dal cantante di Monghidoro, la salita appare ancora una volta dura, stavolta anche ingiusta. Il 3-2 in favore del Bologna sa di amarezza ed è l'ennesima constatazione che non sarà un 2016 facile per la Samp.

Marios Oikonomou, 23 anni, sfida Luis Muriel, 24: meglio il greco.

La Samp si presenta a Bologna con la speranza di tornare a vincere dopo tre sconfitte consecutive. Montella punta sul 4-2-3-1 con Ivan a destra dietro le punte e Muriel nuovamente titolare. La linea difensiva è per tre-quarti nuova, con Dodò, Ranocchia e Sala dall'inizio. Il Bologna si schiera con il consueto 4-3-3 visto sotto la gestione Donadoni.
La Samp del primo tempo non esiste: tre svirgolate - una di Correa e due di Muriel - non dicono abbastanza sulla pochezza della prima frazione da parte degli ospiti. E se c'è un'assenza di pericolosità offensiva, anche in difesa non va meglio: al 6' Destro coglie il palo di testa, lasciato solo da Dodò su corner.
Al 12', il Bologna è già in vantaggio: Diawara punta Dodò, che praticamente si sposta dalla traiettoria della corsa dell'avversario. Il guineano mette in mezzo un tiro-cross sul quale Mounier anticipa un dormiente Moisander e batte Viviano. Diawara ci riprova qualche minuto più tardi, ma stavolta il suo tiro è centrale e Viviano riesce a parare in due tempi.
Se davanti non succede nulla, dietro è il finimondo: Ranocchia sbaglia in fase d'impostazione al 22' e serve Donsah al limite dell'area. Il ghanese controlla bene e scaglia un bel destro all'angolo: Viviano è impallato da Fernando e Moisander e il 2-0 è servito. Un disastro la difesa doriana, che rischia di regalare il 3-0 appena qualche minuto più tardi.
Su schema da punizione, Destro scatta in punizione regolare e coglie di sorpresa i centrali doriani: per fortuna, il numero 10 rossoblu tocca di mano e il gol viene invalidato, ma è l'ennesima dimostrazione di come stanno andando le cose in casa Samp. Al riposo, c'è uno scoramento generale mitigato solo dal fatto che dietro vanno più lenti di noi.
L'uscita di Barreto per Silvestre nell'intervallo consente il passaggio al 3-4-2-1 o 3-5-1-1, con Dodò e Sala esterni a tutto campo. Il Bologna sfiora il 3-0 subito, con Destro che impegna Viviano alla respinta. Ma è solo uno dei due tiri scagliati dai rossoblu nell'intera ripresa, con Donadoni che sembra più puntare alla gestione del risultato (lo conferma il cambio Mounier-Brighi al 65').
La Samp ha una sfuriata di dieci minuti che produce tre occasioni. Prima Soriano viene bloccato sul più bello da Masina, ma al 53' Muriel accorcia le distanze: il colombiano in area sbilancia Gastaldello e batte Mirante con un bel destro. Al 56' c'è un altro contropiede favorevole (gestito male), ma il destro di Muriel viene respinto da Mirante.
Da lì, la partita si stabilizza in un grosso nulla. Tra l'ultima occasione blucerchiata e quella successiva, ci sono 25' di sostituzioni gialli e due conclusioni di Fernando da rivedere. Fortuna che all'80' arriva il pari di Correa: su cross rasoterra di Dodò, l'argentino anticipa Masina ma trova Mirante. La respinta è su suoi piedi e l'ex Estudiantes segna il terzo gol consecutivo in A.
Peccato che la beffa è dietro l'angolo: su corner, il colpo di testa di Destro viene contrastato in maniera scomposta da Alvarez. Fabbri indica il dischetto per un rigore francamente eccessivo. Dagli undici metri Destro trasforma ed è 3-2. Fernando ha una punizione favorevole nel finale, ma non la sfrutta a dovere.

Mattia Destro, 24 anni, esulta dopo il gol del definitivo 3-2.

Viviano 5.5; Sala 5, Moisander 4.5, Ranocchia 4, Dodò 5 (dal 39' s.t. Coda s.v.); Barreto 4 (dal 1' s.t. Silvestre 6), Fernando 4.5; Ivan 5.5, Soriano 5.5 (dal 30' s.t. Alvarez 4.5), Correa 6; Muriel 5.5 - già pubblicate su SampNews24

La partita racconta i soliti problemi della Samp: un tempo buttato, tante disattenzioni difensive (due sono costate il doppio vantaggio rossoblu) e una generale mollezza che sta trascinando i blucerchiati a giocarsi la permanenza nella massima serie. Problemi ormai di lunga data, che non si stanno risolvendo neanche con il cambio d'allenatore.
La zona retrocessione per ora è distante quattro punti, con il Carpi che ha portato a casa il pari contro il Palermo nella partita di sabato pomeriggio. Il Frosinone continua a non vincere, mentre l'Hellas colleziona pareggi, ma è lontanissimo. Solo Genoa e Udinese al momento sembrano al palo, mentre la Samp è alla settima sconfitta nelle ultime dieci gare.
Dei tanti errori commessi, le disattenzioni difensive sono quelle che fanno più male. E fanno male perché sono sistematiche e continuano ad arrivare da settembre. Se potessi (e probabilmente lo farò a fine anno) fare un articolo sulle leggerezze della retroguardia blucerchiata in quest'anno, verrebbe fuori un elenco interminabile.
Ciò non toglie che questa gara avrebbe portato un punto guadagnato con tenacia se non fosse stato per la fiscalità dell'arbitro Fabbri. Conosciuto per l'esser un sergente con il pugno di ferro, il direttore di gara ha fischiato un rigore eccessivo, sebbene Alvarez compia la leggerezza di saltare scomposto in area: mai fare così.
Ora la Samp si trova a un bivio. Febbraio sarà un mese DECISIVO per capire quale sarà l'obiettivo dei blucerchiati: mercoledì c'è il Torino, che appare in difficoltà, ma le vere gare-verità arriveranno dopo. Il 13 contro l'Atalanta, il 28 contro il Frosinone e poi l'Hellas in trasferta. A inizio marzo, avremo finalmente capito quant'è dura la salita.

Vincenzo Montella, 41 anni, alla settima sconfitta sulla panchina della Samp.

26 ottobre 2014

Un buon punto (solo quello).

Di positivo c'è solo il punto. A Genova la sfida con la Roma era più attesa dai giallorossi che dai blucerchiati, ma il finale è uno 0-0 che probabilmente fa contenta solo la Samp di Sinisa Mihajlovic (nonostante la parole di Garcia a fine gara). Un pareggio tutto sommato giusto, che ha evidenziato la forma difensiva dei padroni di casa e le difficoltà degli ospiti, ancora un po' sotto tono dopo il 7-1 rimediato in Champions contro lo stellare Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Roberto Mancini, 49 anni, e Gianluca Vialli, 50, in tribuna al Ferraris.

La Samp si presenta a questa gara al terzo posto, a tre punti proprio dalla Roma di Rudi Garcia. Mihajlovic ha da affrontare l'emergenza in difesa, dove Silvestre e Fornasier sono fuori per infortunio e Cacciatore per squalifica. Rientra Romagnoli dal 1' (prima gara per lui contro i colori giallorossi) e Regini sulla fascia mancina. Anche Soriano torna dall'inizio, mentre davanti è tutto invariato. La Roma, dal canto suo, fa un po' di turn-over dopo la cocente delusione di Champions e schiera un quartetto difensivo forse inedito, con Holebas al posto di Cole e Astori al posto dello squalificato Manolas.
Nel primo tempo, la Samp decide di contenere la Roma creando ben poco. Soriano ci prova al 6', ma il suo tiro è centrale per De Sanctis. Quello è l'unico spunto degno di nota dei padroni di casa nel primo tempo: si fa fatica a impostare il gioco, Gabbiadini e Okaka sembrano contratti. Anche gli ospiti non sono i soliti, ma di fronte a una Samp rinunciataria in fase d'impostazione ci provano. Nainggolan tenta all'8', ma trova una deviazione che porta a un corner. Al 16' è il turno di Holebas dal vertice alto sinistro dell'area di rigore, ma è facile per Romero. Poi al 30' l'occasione più nitida: lancio in profondità per Gervinho. All'ivoriano è accoppiato Gastaldello, che non può ovviamente tenerlo. Lanciato in profondità, l'ex Arsenal aspetta troppo per tirare e viene contrato da Regini. La palla però prosegue la sua corsa, supera Romero e Gervinho ha una ghiotta occasione per rimettere in mezzo dal fondo. Ma l'ivoriano tenta il tiro impossibile e centra il palo, sprecando una buona chance.
Il primo tempo è questo. Fortunatamente nella ripresa i blucerchiati si svegliano un po' e hanno un sussulto d'orgoglio. L'impostazione rimane carente - specie dai 30 metri dalla porta di De Sanctis in poi - ma qualche occasione comincia ad arrivare. Ancora Romero si deve impegnare su Gervinho al 46', ma l'allungo garantisce il corner ai giallorossi. C'è un gol annullato - giustamente - a Gabbiadini per fuorigioco, ma al 64' finalmente la Samp c'è: percussione centrale di Soriano fermata da Yanga-Mbiwa, palla a Obiang che ci prova ma trova i guantoni di De Sanctis. Al 69' i padroni di casa hanno la chance della vita: solita punizione di Gabbiadini a scavalcare la difesa, ma Okaka non ha la giusta reattività a due metri dalla porta e la spizza alta. La girandola di cambi produce poco per la Roma: entra Destro, ma è Florenzi ad avere una grande occasione su cross di Torosidis. L'incornata in contro-tempo non coglie impreparato Romero, che vola e devia il colpo di testa del giallorosso. Infine, la Samp ha la palla del match-point: altra punizione di Gabbiadini, Gastaldello è solo ma spara a lato da pochi metri. Lo 0-0 forse è giusto nel conto delle occasioni, ma la Samp deve imparare a unire coesione difensiva e gioco offensivo.

Gervinho, 27 anni, si mangia clamorosamente l'1-0 giallorosso.

Romero 6.5 - Rientra da titolare a Marassi e tira fuori una buona prestazione: sempre attento Gervinho, ottimo su Florenzi.
De Silvestri 5.5 - Gervinho gli crea qualche problema. Lui potrebbe crearne tanti all'ivoriano sgroppando sulla fascia, ma lo fa poco durante la gara.
Gastaldello 5.5 - Male pure lui: passaggi sbagliati, leggerezze e l'occasione mancata per l'1-0 su punizione di Gabbiadini.
Romagnoli 6.5 - Meno preciso di altre volte, ma ugualmente efficace.
Regini 6.5 - Dalle sue parti Llajic non crea molto. Fondamentale nel salvataggio su Gervinho. Esce per infortunio: speriamo non sia niente di serio.
Soriano 6 - Primo tempo volenteroso ma pasticcione, meglio nella ripresa.
Palombo 5.5 - Vero che il gioco della Roma è quasi tutto sulle fasce, ma lui fa poco filtro e imposta ancora meno.
Obiang 5.5 - Leggasi Palombo: il pomeriggio di Cagliari sembra lontano. Anche se è la sua prima gara difficile in questa stagione...
Gabbiadini 5.5 - Punizione a parte per il quasi-assist a Gastaldello, c'è poco da notare della sua prestazione. Un gol annullato (giustamente) per fuorigioco e l'urlo strozzato in gola.
Okaka 5 - La prima partita veramente insufficiente di Stefano Okaka in questa stagione. Yanga-Mbiwa lo mette in difficoltà più di quanto sarebbe stato previsto. E si mangia l'occasione dell'1-0, anche se era difficile da metter dentro.
Eder 6 - Il migliore dei tre davanti. Mette in difficoltà Torosidis e costringe Llajic ad arretrare. Nel finale esce per far spazio a Rizzo e mantenere il punto.

Mesbah 5.5 - Entra per l'infortunato Regini e cominciano a sfondare sulla destra.
Rizzo s.v. - L'obiettivo era fare legna a centrocampo nel finale di gara.
Bergessio s.v. - Qui le colpe vanno a Mihajlovic: non si capisce cosa possa fare l'argentino in una partita così brutta in cinque minuti più recupero. Un ingresso tardivo.

Non è stata affatto una gran gara quella della Samp. Così come la Roma non era al suo massimo: i giallorossi hanno avuto tre nitide palle-gol, ma sono abituati a far meglio di così. Se da una parte la Samp ha mantenuto la vocazione "Atlético" - ovvero quella di far giocare l'avversario peggio di come potrebbe - dall'altra ha creato molto poco con il gioco. Le tre occasioni blucerchiate sono arrivate da calci piazzati o spunti individuali: si può fare meglio di così. Anche perché mercoledì si va a Milano per giocare contro la pericolante Inter dell'ex Mazzarri, in grande crisi. Vedo grande ottimismo in giro dopo questa gara perché si è affrontata la Roma, ma si è deciso - sopratutto nella prima frazione - di non giocare questa partita, ma di contenere la Roma. Spero di non vedere più uno scenario del genere. Dobbiamo giocarcela con tutti, anche a costo di perdere le gare. Meglio così che prendere una rete dopo aver visto 45' senza un tiro in porta. O forse no?

Il rientro sfortunato di Vasco Regini, 24 anni, costretto a uscire per infortunio.

17 febbraio 2014

Fuori categoria.

Ci siamo sempre detti che la Samp di Mihajlovic può giocarsela con qualunque squadra di questo campionato: la verità è che, invece, forse è il caso di ridimensionare certe pretese. Il tecnico serbo incassa a Roma la terza sconfitta della sua gestione: un 3-0 netto, che forse rappresenta la prova più brutta dei ragazzi durante la gestione dell'allenatore balcanico. Inoltre, nonostante le curve vuote, la Roma non ha sentito la mancanza dei suoi tifosi e ha giocato una grande gara.

La Curva Sud dell'Olimpico vuota: non ha fatto la differenza contro la Samp.

La Samp si presenta all'Olimpico dopo i sei punti conquistati con Genoa e Cagliari; la formazione è il solito 4-2-3-1, con l'assenza forzata di Maxi Lopez e quella precauzionale di Okaka. Così davanti torna Eder, con Wszolek nel ruolo di esterno sinistro. La Roma, dal canto suo, soffre la mancanza di Totti (che segna sempre contro la Samp) e si gioca la carta Destro davanti, con De Rossi a riposo causa leggero infortunio. Poco importa che si abbia di fronte la seconda in classifica: la Samp fa un'ottima figura all'Olimpico nella prima mezz'ora, lasciando pochi spazi ai giallorossi. Nei 20' iniziali, i padroni non fanno una conclusione nello specchio della porta blucerchiata; poi inizia un bombardamento. Gervinho parte bene sulla linea del fuorigioco e salta Da Costa con uno scavetto, ma capitan Gastaldello spazza sulla linea. Ci prova poi Pjanic con un tiro a lato, prima che la Samp dia un segno di vita con due conclusioni dalla distanza di Soriano e Krsticic nel giro di un minuto. La Roma però continua ad attaccare: Destro manca due volte l'impatto con il pallone sui pericolosi cross di Gervinho e Florenzi, mentre Strootman - servito malamente da Palombo (!) - spara addosso a Da Costa e si mangia l'1-0. E' solo questione di tempo prima che la Roma sfondi le difese blucerchiate: angolo di Pjanic, Regini si perde Destro e l'ex Genoa segna l'1-0 di testa. Proprio lui, che incitava alla retrocessione Samp nel 2011, realizza il vantaggio romanista.
Nella ripresa, il copione cambia. Certo, il braccio di Benatia in area sarebbe da rigore e potrebbe complicare i piani dei padroni di casa, ma l'arbitro decide di soprassedere. E così arriva puntuale il 2-0 al 54' con una punizione a foglia morta di Pjanic: la barriera fa male il suo lavoro e anche Da Costa non appare esente da colpe. Tre minuti e la Roma chiude il conto: Florenzi, Gervinho e palla a Destro, che difende la sfera e la sbatte in rete con un violento destro per il 3-0 conclusivo. Da lì, la gara diventa un monologo dei giallorossi. La Samp prova a farsi vedere con un destro di Palombo, ma è la squadra di Garcia a sfiorare il 4-0. Pjanic spara a botta sicura ma trova la respinta di Krsticic, mentre Da Costa contiene il tiro-cross di Gervinho a metà secondo tempo. Quando la gara è ormai ai titoli di coda, arriva anche l'espulsione per doppio giallo di Gastaldello: molto fiscale, ma non che la partita avesse ancora qualcosa da dire. Si chiude con un punteggio giusto per quanto si è visto e la Samp ha capito una cosa: non può giocarsela probabilmente con le prime quattro di questa Serie A. Le altre sono tutte alla portata della squadra di Mihajlovic.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, salterà il Milan per squalifica.

Da Costa 5 - Non può uscire bene da una serata in cui prende tre gol. Su quello di Pjanic poteva fare qualcosina in più, anche se il pallone era velenoso. Bello il riflesso che ha sulla conclusione di Strootman.
De Silvestri 6 - L'unico della difesa a salvarsi: Florenzi non gli dà tutti questi problemi. Stupido il giallo che rimedia: salterà il Milan.
Mustafi 5 - La serata è difficile e i continui movimenti delle due ali giallorosse lo fanno impazzire.
Gastaldello 5 - Anche lui avrebbe potuto meritare una sufficienza, se non fosse che Destro lo scherza e viene espulso (fiscalmente) nel finale di gara. Grande il salvataggio sulla linea dopo la conclusione di Gervinho.
Regini 4.5 - Gervinho lo ha travolto: non lo ha visto mai. Inoltre, si perde Destro sul corner dell'1-0.
Palombo 5 - La giusta media fra una sufficienza in fase offensiva (grandissimo il lancio per Eder nel primo tempo) e le gravi insufficienze in fase difensiva. Per poco non regala anticipatamente l'1-0 agli avversari.
Krsticic 5.5 - Anche lui abbastanza invisibile. Se non altro non fa danni.
Gabbiadini 5 - Sgomita, lotta, ma non crea occasioni. Tenta la conclusione un paio di volte, ma non centra la porta.
Soriano 5 - Lui la porta la centra, ma non riesce a fare la solita gara tutta esplosività e dinamismo.
Wszolek 5 - Aveva di fronte Maicon: diciamo che non era la più semplice delle serate. E anche lui salterà il Milan domenica.
Eder 5 - Anche lui si sbatte, ma quando sei da solo di fronte alla migliore coppia difensiva della Serie A, sgusciar via non è facile.

Obiang 5.5 - Entra, ma la partita è già ampiamente compromessa.
Okaka 5.5 - Come sopra, in più ha una condizione fisica limitata.
Fornasier s.v. - Nuovamente contro la Roma, entra per limitare i danni dopo l'espulsione di Gastaldello.

Dopo questa batosta capitolina, la Samp è attesa da una prova più fattibile, quella con il Milan del Ferraris la prossima domenica. I rossoneri vincono ma non convincono e rappresentano la tipica squadra che la Samp potrebbe battere. La compagine di Seedorf ha un arsenale offensivo incredibile, ma difetta in costruzione del gioco e difesa: lì la Samp può colpire. Anche se dovrà farlo senza De Silvestri, Gastaldello e Wszolek, tutti squalificati in vista della gara contro il Milan. Intanto, toccherà ricordarsi la lezione di ieri sera: ci sono squadre fuori categoria, anche per questa Samp.

Miralem Pjanic, 23 anni, ha chiuso la gara con una magnifica punizione.

27 settembre 2012

Qualche legge è uguale per tutti.

In uno dei suoi più celebri successi ai tempi degli 883, Max Pezzali ricordava come si può attaccare, si può giocare bene, ma ciò che alla fine conta è il conto dei gol. Chissà se la Roma si è ricordata di questa canzone alla fine della partita contro la Samp. La nostra beneamata porta a casa un pareggio forse anche troppo generoso, ma che dimostra come la personalità del Doria di quest'anno sia infinita, anche quando in campo ci sono i giovani. E alla fine Zeman rimane al palo, con il buon Ferrara che gioca un calcio anche troppo difensivista, ma che sta portando i suoi frutti fuori casa: sette punti in tre partite. E' sicuramente un buon viatico per arrivare alla sfida interna di domenica contro un Napoli in gran forma.

Le schermaglie tra Zeman e Ferrara avevano scaldato la vigilia, con un botta e risposta tra l'allenatore boemo e l'ex C.T. dell'Under azzurra. L'argomento? Il passato juventino di quest'ultimo. Fatto sta che, quando c'è da scendere in campo, Ferrara torna a concentrarsi sulla Samp, schierando per 10/11 la stessa squadra che ha quasi battuto il Toro. L'unica novità è la sostituzione di Maxi Lopez, squalificato per due giornate dopo un gesto violento verso la porta dello spogliatoio degli arbitri nel post-partita di Sampdoria-Torino; al suo posto, Nicola Pozzi, già in gol contro i granata. La Roma, invece, arriva riposata dopo la partita vinta a tavolino contro il Cagliari e schiera i suoi 11 migliori; osservato speciale Francesco Totti, che ci vede sempre bene contro la Samp.
Il primo tempo del Doria è, sostanzialmente, sofferenza più qualche sporadica soffiata dalle parti di Stekelenburg: già al 1' Eder, lanciato in posizione regolare da Maresca, scavalca la difesa, ma spara alto davanti alla porta avversaria. Poi la Roma prende il pallino del gioco e non lo lascia più, risultando un po' in difficoltà nella creazione di occasioni-gol, ma comunque mettendo paura ai nostri. Al 9' Romero sbaglia il rinvio e la palla finisce a Totti ai 30 metri: da lì, il capitano della Roma serve Destro, che però spara sul portiere sampdoriano in uscita. Dopo un paio di tiri di Balzaretti e Totti, è Lamela ad impegnare Romero con un destro al volo, ma l'argentino si fa trovare pronto. La sfortuna poi insegue la Samp, con Pozzi che rimedia una distorsione alla caviglia e deve uscire: dentro Kristicic, che porta la squadra di Ferrara a giocare con un 4-5-1 in piena regola, con Eder unica punta. E' il brasiliano l'unico a creare qualche grattacapo alla difesa giallorossa, ma il vantaggio è dietro l'angolo: a segnare è Francesco Totti. Serie di rimpalli al limite dell'area di rigore sampdoriana, poi la palla finisce a Destro, che viene ancora fermato da un Romero prontissimo. Purtroppo l'argentino non riesce ad agguantare la palla, che finisce a Florenzi; l'ex Crotone tira malissimo, ma la sfera s'indirizza verso Totti, che realizza il gol numero 14 (!) contro i blucerchiati. Da lì, il primo tempo della Samp finisce e Destro, su lancio di Balzaretti, sfiora il 2-0, se non fosse che il talento azzurro spara addosso a Romero.
Nel secondo tempo, il Doria prende subito una mazzata clamorosa, perdendo Maresca per espulsione. Il numero 6 sampdoriano era stato ammonito nel primo tempo per un fallo di mano (molto ingenuo) su Lamela in fuga. Il duello si ripete al 46' e l'ex Malaga stende l'argentino in corsa: è doppio giallo. Molto severo, ma risultato da due ingenuità che un giocatore dell'esperienza di Maresca non dovrebbe commettere. In 10, la Samp rinasce e segue una massima proprio di un ex allenatore della Roma, Nils Liedholm, che diceva: "In dieci si gioca meglio che in undici". Gli ospiti non smentiscono le parole del tecnico svedese ed alza il baricentro, anche grazie all'ingresso di Icardi per un Estigarribia evanescente. Se la Roma tenta con i tiri da fuori, la Samp comincia a costruire qualcosa e trova il pareggio al 64'. Punizione di Eder fuori area che filtra la barriera e Stekelenburg respinge; la palla s'incammina verso il fallo laterale, dove un intervento duro, ma pulito di Berardi ferma Marquinho. Cross in mezzo del numero 13, il portiere olandese della Roma non trattiene e Munari è lì per punirlo: 1-1. Parità che pare immeritata, ma che nasce da un errore grossolano dell'estremo difensore giallorosso. Ed il Doria si dimostra ancora una volta molto cinico.
Da lì, la Roma scompare e crea occasioni che si basano meno sul gioco e più sul caso o sull'episodio singolo. Neanche l'ingresso di De Rossi cambia qualcosa, anzi la Samp potrebbe cercare il 2-1, se non fosse che Icardi - lanciato da Krsticic verso la porta da solo - si fa recuperare da Castan prima di calciare. Purtroppo, il momento della Samp finisce con l'uscita di Eder per Soriano, che mette i blucerchiati in campo con un 4-4-1: un modulo che "ammazza" la possibilità di contropiedi efficaci. E la Roma si riaffaccia avanti nel finale, con Lamela e sopratutto Balzaretti che sfiorano il 2-1. Ma un Romero pronto e la scarsa mira dei padroni di casa permettono di strappare un pareggio che sa di vittoria.

Romero 7 | Sempre reattivo. L'unico errore è un rinvio che finisce nelle grinfie di Totti. Chissà se Sabatini sta rimpiangendo di averlo lasciato a Sensibile..
Berardi 6.5 | Qualche errorino in fase difensiva, ma affrontare Totti non è facile. Il suo voto positivo nasce dalle tante puntate offensive: una di queste regala il pareggio alla Samp.
Gastaldello 6.5 | Cattivo quanto basta, Destro ci pensa da solo a mangiarsi un paio di gol.
Rossini 6 | Meno pulito del capitano, ma tutto sommato tiene, nonostante l'attacco romanista lo faccia impensierire più di una volta.
Costa 5 | Male. Dalla sua parte Lamela lo manda al manicomio e sale pochissimo, al contrario di Berardi. Purtroppo continuo a dire che non è un terzino: che sia il tempo di Poulsen?
Maresca 4.5 | Gioca benino e dirige il centrocampo al minimo livello di vita. Un giocatore che ha una carriera come la sua non può fare due ingenuità del genere. L'espulsione è severa, ma lui non deve dare la possibilità all'arbitro di cacciarlo.
Obiang 5.5 | La fascia sinistra della Samp è un trauma: perde il duello con Florenzi. Nel secondo tempo, le cose si sistemano e Pedro alza il rendimento, non raggiungendo però la sufficienza.
Munari 6 | Davanti al centrocampo della Roma, il dinamismo di Munari non basta. Si riscatta con un gol che vale un punto: è al posto giusto nel momento giusto.
Estigarribia 5 | Un altro che non si è visto. Il problema è che queste partite anonime stanno diventando troppe. Il paraguaiano deve alzare le sue prestazioni, nell'attesa che a Gennaio si prenda qualcuno che lo possa sostituire. La mancanza del suo vice sta penalizzando questa squadra.
Eder 7.5 | Un mostro. Mi sono sempre chiesto se quest'anno avrebbe finalmente sfondato anche in A: la risposta sembra essere sì. A 26 anni, ha trovato la squadra giusta per raggiungere la definitiva maturità calcistica. Mette in difficoltà da solo la difesa della Roma.
Pozzi 5.5 | Non vede palla nella mezz'ora in cui è in campo, perciò non gli si possono attribuire molte colpe. L'infortunio è l'ennesima conferma che è stato costruito con il cristallo.

Kristicic 7 | Da esterno offensivo è un pesce fuor d'acqua. A quanto pare non basta la quinta partita per farlo capire a Ferrara. Con l'espulsione di Maresca, il serbo viene arretrato in posizione di regia e sfodera una partita straordinaria. Il lancio in profondità per il contropiede di Icardi è fantastico.
Icardi 6 | Sei di stima. Il ragazzo si mangia un'occasione clamorosa, ma è bravo a tenere la squadra alta con Eder nel miglior momento della Samp, seppur in 10. Speriamo abbia un'occasione da titolare contro il Napoli.
Soriano 5 | Un quarto d'ora in cui è assolutamente incosistente. La Samp rinuncia ad attaccare e lui si adegua.

Ora arriva il Napoli. Mancherà Maxi Lopez (respinto il ricorso alla squalifica di due giornate), mancherà Maresca e probabilmente mancheranno anche Pozzi e Tissone. In questo caso, il turn-over è obbligatorio e spero che Ferrara lo comprenda. Ci sono giocatori come Munari, Obiang, Costa e Berardi che hanno fatto due partite piene o quasi e che dovrebbero riposare. La partita è importante, ma la Samp ha già raggiunto molti obiettivi: 11 punti (10 per la penalizzazione) sono tanti in 5 partite. Ed il Napoli - turn-over o meno - è una squadra decisamente più forte di noi. Tanto vale far riposare qualcuno e concedere minuti a chi ne ha avuti pochi in questo iniziale scorcio di campionato. Una formazione con Poulsen, De Silvestri, Renan, Soriano e Icardi dall'inizio sarebbe l'ideale. Peccato comunque. Il pareggio con la Roma è ottimo, ma si sarebbe potuto addirittura vincere. Purtroppo, la Samp è una compagine di buon livello, ma giovane e - perciò - ingenua: basti vedere cosa fa Obiang nell'azione del gol avversario o come Icardi non ha sfruttato benissimo i contropiedi a disposizione dei nostri.
Intanto non si può fare a meno di notare come il metro di trattamento di certe squadre sia diverso. Minuto 82: Totti cerca di andare via a Munari in area e l'ex Lecce ferma il capitano giallorosso regolarmente. Riparte l'azione ed il numero 11 blucerchiato trattiene leggermente Totti; il meglio che il "Pupone" sfodera è una protesta reiterata, esagerata e vagamente sanzionabile. La domanda è: perché Maxi Lopez viene squalificato per due giornate per calci alla porta dello spogliatoio degli arbitri e Totti la passa liscia, nonostante proteste che hanno poco a vedere con la sobrietà cercata da questo mondo? Probabilmente la risposta non arriverà. Fortunatamente, in altri campi, la differenza si vede: Klose segnala che ha colpito la palla con la mano e fa annullare un gol ingiusto della Lazio.
E se le squalifiche sono sanzionate in modo diverso, a seconda di come si chiama la squadra, almeno possiamo contare sul fatto che qualche legge è uguale per tutti. Come quella del gol. E neanche il boemo o il capitano romanista possono fare qualcosa a riguardo.

Gianni Munari, 29 anni, festeggia l'1-1 dopo un errore di un attonito Stekelenburg.