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06 dicembre 2013

Un'altra storia.

Non c'è niente da fare: sembra proprio un'altra storia. Lo scetticismo permane, ma il risultato di ieri sera conferma che la Samp sembra aver imboccato una strada migliore. 4-1 all'Hellas - che continua a far fatica negli ultimi tempi - ottenuto con le riserve e che porta la società blucerchiata all'Olimpico il 9 gennaio, dove affronterà la Roma. Sono arrivati gli ottavi di Coppa Italia, ma sopratutto tanta convinzione. Perdonatemi il verbo "sembrare", ma è giusto esser scettici dopo mesi difficili.

Birkir Bjarnason, 25 anni, ieri ha realizzato il primo gol con la Samp.

La Samp torna in Coppa Italia dopo la vittoria di agosto contro il Benevento, quando Gabbiadini decise la sfida con i suoi primi due gol in blucerchiato. Nel Doria, tante facce finora viste poco o per nulla: Fiorillo capitano nonché titolare, più i reintegri di Maresca e Poulsen, l'esordio stagionale di Rodriguez e Fornasier. C'è anche Petagna davanti, con Sansone, Bjarnason e Wszolek a supporto. L'Hellas, dopo la sconfitta a Firenze, fa riposare qualcuno, ma alcuni titolari ci sono. Dopo una traversa colpita da Donadel su calcio piazzato, la Samp passa al 14': bel cross di Poulsen in mezzo, Wszolek colpisce di testa, ma centra un difensore. Sulla respinta in piena area, il sinistro di Sansone non lascia scampo a Mihaylov. L'1-0, per altro, dura poco: su un retropassaggio errato di Cirigliano, Petagna raccoglie e tenta di battere l'estremo difensore gialloblu. La sua respinta giunge sui piedi di Bjarnason e al 20' la Samp è sul 2-0. Sembra chiusa, ma l'Hellas comincia a macinare gioco, con diverse conclusioni da parte di Longo, il più attivo fra gli ospiti.
Dopo l'intervallo, la ripresa comincia con un copione ben diverso: le riserve blucerchiate sembrano lentamente scomparire, mentre l'Hellas prende campo e confidenza. Mandorlini si gioca tutto, inserendo Martinho, subito decisivo: il cross del brasiliano trova Longo, che batte capitan Fiorillo con un sinistro al volo di rara bellezza. 2-1 e tutto riaperto. A quel punto, il tecnico dei veneti si gioca anche la carta Toni, ma non basta. L'episodio chiave è all'81': su corner per gli ospiti, Petagna interviene in maniera scomposta. Dal replay sembrerebbe spalla dubbia, ma i giocatori dell'Hellas circondano l'arbitro. Nel mentre, però, si dimenticano dell'azione che prosegue. Donati perde la palla e Krsticic gliela ruba, involandosi verso la porta. Il 3-1 del serbo chiude la gara e suggella il sodalizio tra lui e Mihajlovic, per cui il numero 10 blucerchiato rappresenta il fulcro del suo progetto tecnico-tattico. Il 4-1 finale, con il gol di Renan (il secondo in quattro giorni, dopo non averne mai segnato uno in due anni di Samp) chiude la contesa e regala la Roma ai blucerchiati. La sfideranno ad inizio gennaio, negli ottavi di Coppa Italia, all'Olimpico.

Renan Garcia, 27 anni, ancora a segno: secondo gol in quattro giorni.

Fiorillo 6; Rodriguez 5.5, Fornasier 6 (dal 35' s.t. Mustafi s.v.), Regini 6.5, Poulsen 6; Maresca 6.5 (dal 19' s.t. Eramo 6), Renan 6; Wszolek 7, G. Sansone 6.5 (dal 15' s.t. Krsticic 6.5), Bjarnason 6; Petagna 5.5 - già pubblicate su SampNews24

Passato quest'ostacolo, la Samp è pronta ad affrontarne un altro. Si torna in Serie A e si affronta il Catania: una sfida fondamentale quella del "Ferraris". Il primo di due "dentro o fuori" nel giro di una settimana, visto che la domenica successiva si andrà a Verona per affrontare il Chievo, rigenerato dalla cura Corini (tre vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia, otto gol fatti ed uno subito). Intanto, a Torre del Grifo, c'è aria di forte contestazione; un'aria condivisa dalla Samp fino all'arrivo di Mihajlovic, che intanto ha ridato un po' di cattiveria ai giocatori. Sul gioco e sull'impatto che il serbo avrà a lungo durata, mi permetto di mantenere i miei dubbi. Anche la testa dei giocatori, martoriata nell'era Rossi di questa Serie A, dovrà superare il test di durata, se si vorrà ottenere la salvezza.
Intanto, ieri sera, abbiamo rivisto qualche faccia che non vedevamo da tempo. Maresca è sembrato fisicamente indietro, ma ha avuto un paio di spunti interessanti: speriamo che questo, comunque, non blocchi la crescita di Gentsoglou, che ha fatto bene nei pochi spezzoni giocati. Dentro Poulsen dopo tanto tempo, con il danese che non ha demeritato. Con il tempo che passa, potrebbe rivelarsi utile. Petagna ha molto da imparare, specie in continuità ed altruismo (sul secondo gol, c'è da ringraziare la respinta di Mihaylov). Fornasier, all'esordio tra i professionisti in assoluto, non ha demeritato. Tuttavia, c'è da ammettere che il giovane ex United avrà bisogno di un prestito, perché deve ancora fare strada.
Infine, il discorso cade su Mati Rodriguez, bollato ingenerosamente come pacco da molti che hanno osservato ieri la partita. Innanzitutto, c'è da chiedersi perché l'emozione valga per Fornasier e la scarsa condizione fisica per Maresca, ma entrambe non siano prese in considerazione nel valutare la prova di un ragazzo alla seconda partita in un anno alla Sampdoria. Seconda nota a margine: Rodriguez ha fatto le sue fortune da esterno destro nel 3-5-2, se non a volte da centrocampista destro nei tre dietro la punta. Ecco: ieri ha giocato terzino, con risultati scarsi, facilmente prevedibili da chi conosca un po' la storia professionale del ragazzo. Quando è entrato Martinho, poi, le difficoltà sono aumentate. Ma questo non può rappresentare il chiodo sulla bara dell'avventura in blucerchiato di "Maticrack": speriamo di vederlo più avanti. E speriamo che sia tutta un'altra storia anche per lui.

La festa blucerchiata dopo uno delle quattro marcature di ieri sera contro l'Hellas.

29 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - seconda parte)

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la seconda parte, riguardante i centrocampisti.

Marcelo Estigarribia, 25 anni, autore di una stagione deludente.

CENTROCAMPISTI
2 Marcelo Estigarribia (35 presenze, 2 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Già pubblicato su SampNews24 in maniera più estesa.

4 Matias Rodriguez (1 presenze, 0 reti): n.g.
Quando giochi una gara in tutta la stagione, c'è poco da dire: spero vivamente che ci siano più spazi per lui nella prossima stagione. Non voglio che la società abbia buttato altri tre milioni di euro.

5 Renan Garcia (5 presenze, 0 reti): n.g. - miglior match: Samp-Catania 1-1
Stesso discorso di Rodriguez e Poulsen: se giochi cinque match, dopo esser stato uno degli eroi della promozione, c'è qualcosa che non va. Devo dire che, nell'estate scorsa, mi aspettavo che Renan non fosse adatto alla Serie A, vista la sua irruenza ed il suo modo di giocare, troppo muscolare. Tuttavia, con pochi scampoli in campo, non si può dare certo un giudizio globale. Travolto a Milano contro l'Inter, si riscatta contro il Catania. Forse sarebbe meglio prestarlo e farlo giocare da qualche parte, giusto per non perdere i tre milioni di riscatto versati al Cluj nell'estate scorsa.

6 Enzo Maresca (16 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Arrivato sul filo della sirena del calciomercato estivo, Maresca viene da un'ottima esperienza in quel di Malaga, dove ha appena giocato i preliminari di Champions League. La sua presenza in campo alza il tasso tecnico della squadra, ma l'amore calcistico di Ferrara per lui oscura le difficoltà atletiche del centrocampista, che non riesce a reggere per tutta la partita. Quando arriva Rossi, Maresca viene messo da parte e gioca appena qualche spezzone di partita. La classe c'è, ma se il fisico non regge, c'è poco da fare: da ricordare il suo gol all'Atalanta, forse il più bello della stagione blucerchiata. Alcuni sfoghi su Twitter andavano evitati...

11 Gianni Munari (28 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Inter-Samp 3-2
Il buon vecchio Gianni sembra solo un rincalzo, ma - in realtà - gioca molto di più di alcuni titolari: a forza di subentrare quando serve, l'ex Lecce colleziona ben 28 presenze stagionali. In campo porta un buon dinamismo, che però si nota molto di meno rispetto all'impatto che poteva aver avuto in serie cadetta; tuttavia, tre gol e qualche buona prestazione fanno ritenere che possa esser utile anche la prossima annata, sempre in un ruolo secondario.

Andrea Poli, 23 anni, uno dei migliori della Samp di quest'anno.

12 Fernando Tissone (12 presenze, 0 reti): 6 - miglior match: Catania-Samp 3-1
Tornato a Genova dopo il Maiorca tra qualche polemica, l'argentino non è titolare, ma si fa trovare quasi sempre pronto da subentrante. E' suo l'angolo su cui Costa svetta contro il Milan, così come è suo l'assist con il quale Icardi chiude il derby d'andata: insomma, con un ruolo di secondo piano, fa sempre il suo. Tuttavia, l'accordo per il rinnovo non si trovo e lascia Genova per sempre a gennaio. Tanti auguri.

14 Pedro Mba Obiang (35 presenze, 1 rete): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Al primo anno continuativo di Serie A (aveva già esordito nel 2010), Obiang è atteso alla prova del nove. Vincitore dei play-off come regista, si capisce durante l'anno che non avrebbe potuto giocare nella stessa posizione nella massima serie: Maresca e Krsticic interpretano meglio il ruolo e le poche volte che gioca da regista fa fatica nella velocità della Serie A. Da interno, dovrebbe cercare maggiormente la porta: la trova una sola volta, contro il Pescara. La sua stagione è stata buona, ma ha finito la benzina molto presto: dovrà prepararsi meglio per la prossima annata.

16 Andrea Poli (32 presenze, 3 reti): 7 - miglior match: Samp-Genoa 3-1
Dopo il riscatto mancato da parte dell'Inter, per tutta l'estate si vocifera di un suo passaggio alla Juve. Quando poi si capisce che rimarrà, i tifosi non la prendono bene: dal canto suo, il ragazzo dà il massimo e fa la migliore stagione della carriera. La solita grinta ed il nuovo feeling con il gol ne fanno uno dei migliori protagonisti del campionato blucerchiato.

21 Roberto Soriano (24 presenze, 0 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Durante la gestione Ferrara, entra sempre nel secondo tempo; le sue prestazioni, però, sono tra quelle che fanno arrabbiare di più i tifosi. Inconsistente, a volte anche irritante, Soriano non trova mai la giusta posizione, seppur venga provato un po' ovunque. Alla fine, Rossi lo accantona. L'anno prossimo sarebbe meglio prestarlo, in modo da dargli continuità e permettergli di ritrovare una forma decente.

25 Nenad Krsticic (26 presenze, 1 rete): 7 - miglior match: Juve-Samp 1-2
Se c'è una rivelazione di quest'anno, anche più di Icardi, è proprio lui: il serbo era stato una delle colonne della promozione, ma il nuovo ruolo datogli da Ferrara - esterno d'attacco nel 4-3-3 - rischiava di comprometterne la crescita. Fortunatamente, poi, è arrivato Rossi e lo ha restituito al ruolo di regista, dove la sua stella è destinata a brillare. Krsticic ha trovato anche il primo gol in Serie A a Firenze, poi Matuzalem lo ha costretto a finire la stagione anticipatamente per un intervento becero. Speriamo possa essere blucerchiato a vita.

Nenad Krsticic, 22 anni, regista e sorpresa del centrocampo blucerchiato.

13 maggio 2013

A.A.A., cercasi prossima stagione

Sembra mancare un'eternità a questa stagione. Per fortuna, siamo all'ultima tornata: la Samp conclude il girone di ritorno in quel di Roma, prendendo l'ennesima mazzata di questo periodo. Un 2-0 secco per la Lazio, forse esagerato nel punteggio, ma giusto di fronte al divario tecnico visto tra le due squadre: la Samp ha avuto la palla tra i piedi la maggior parte del tempo, eppure non è stata ficcante davanti al portiere. E così il girone di ritorno si conclude senza vittorie in trasferta: l'ultima è quella dello "Juventus Stadium" del 6 gennaio scorso.

Delio Rossi, 53 anni, applaude quello che è stato il suo pubblico per 5 anni.

La Samp si presenta all'"Olimpico" senza Costa, ancora infortunato, con Eder in panchina ed Icardi ripristinato titolare. Ma le vere novità sono sulle corsie: dentro Poulsen e Mati Rodriguez, che finalmente possono dimostrare qualcosa al tecnico. Anche a centrocampo novità: spazio a Maresca e Munari, che completano il terzetto mediano con Poli. La Lazio, dal canto suo, mette in campo Floccari e Klose per forzare gli avversari all'errore.
I primi 25' sono molto piacevoli per chi si aspettava di assistere ad una Samp vacanziera: i blucerchiati lottano, specie perché sono imbottiti di seconde linee vogliose di mostrare quanto il tecnico ha sbagliato a lasciarli in panchina. Poulsen veste i panni dell'incursore al 7', ma Sansone ed Icardi sono blandi sul pallone sul cross del danese. Neanche il tempo di rendersi conto dell'errore e la Lazio va in vantaggio al 10': su corner, Klose è colpevolmente solo e sbuccia il pallone. Tuttavia, sulla traiettoria si trova Floccari, che sporca il pallone con la coscia e mette dentro l'1-0. Vantaggio al primo errore, ma la Samp non si scompone: un gran tiro di Icardi dai 30 metri va fuori di poco e gli ospiti sembrano comunque vivi. Purtroppo, gli svarioni ci sono comunque, come quando al 22' l'uno-due tra Floccari e Klose porta l'ex Atalanta al tiro: fortunatamente, il biancoceleste sbaglia la conclusione e grazia Da Costa. Il portiere sampdoriano è ancora pronto sulla potente punizione di Candreva due minuti dopo, così come Biava è molto bravo a chiudere Sansone dopo una grande percussione di Poli. La Samp continua ad esserci, tanto che Icardi colpisce la traversa con un gran destro al 41': sfortunati i blucerchiati, che meriterebbero ampiamente il pareggio, visto il ritmo basso dei padroni di casa.
Nella ripresa, Rossi toglie inspiegabilmente un sufficiente Poulsen per mettere Berardi, per altro fuori ruolo: se questo è il tempo degli esperimenti, vanno tenuti in campo per tutti i 90'. Intanto, la Lazio inizia forte, sfiorando subito il raddoppio con il ficcante Candreva, che il duo svizzero Rossini-Berardi fa fatica a tenere a bada. La verità è che il secondo tempo è giocato a ritmi blandissimi: la Lazio, intelligentemente, gestisce il vantaggio senza fatica, mentre gli ospiti hanno perso la furia del primo tempo. Così, un destro di Berardi all'85' è il massimo che la Samp riesce a fare per impegnare Marchetti, mentre i padroni di casa sfiorano il raddoppio ancora con Floccari, che centra Da Costa in uscita. La girandola di cambi (Obiang e Renan dentro per la Samp; Ledesma, Dias e Kozak per la Lazio) non modifica l'andazzo della gara, con i blucerchiati che sono sembrati incapaci di creare pericoli all'avversario. Così, l'espulsione di Renan (uno dei primi rossi diretti che ricordi per proteste) e l'intervento sconsiderato di Gastaldello su Onazi chiudono la gara, con il "cucchiaio" di Candreva su rigore che sigla il risultato sul 2-0. E' l'ennesima gara senza vittoria, nonché la 17esima sconfitta in campionato: sono tantissime, forse anche troppe.

Gianluca Sansone, 26 anni, lotta sul pallone: il migliore dei blucerchiati.

Da Costa 6 | La sua solita partita, senza lode né infamia. Sui due gol, non può nulla.
Mustafi 6 | Floccari segna e chissà chi lo doveva marcare sull'angolo... comunque non ci sono altre sbavature. Inoltre, ogni tanto si propone in avanti, cosa che non guasta.
Gastaldello 5 | Al di là di ciò che afferma il capitano, il rigore c'è ed i suoi errori stanno diventando troppi.
Rossini 5.5 | Molto meglio rispetto a Udine.
Rodriguez 6.5 | Per essere la prima in Serie A, è stato un successo: cattivo e creativo allo stesso tempo.
Poli 6.5 | Buona anche la sua prova, si arrende ai crampi.
Maresca 6 | Qualche lampo illumina la sua prova.
Munari 6 | Non malaccio: nel primo tempo è una furia, nel secondo si perde un po'.
Poulsen 6 | Poteva fare meglio, sebbene un paio di spunti ci siano: spunti che il buon Estigarribia non ha fatto vedere negli ultimi tempi...
Sansone 6.5 | Il migliore, sa sempre cosa fare con la palla e non è poco, in un periodo come questo.
Icardi 5.5 | Meglio delle altre volte, perché almeno va al tiro, cogliendo anche una sfortunata traversa.

Berardi 5.5 | Non si capisce perché il danese debba uscire, ma Berardi non può fare molto fuori ruolo; Candreva è pericolosissimo. Tuttavia, è l'unico a tirare nella porta di Marchetti durante l'intera ripresa.
Renan 5.5 | La gara è nella normalità; l'espulsione nell'assurdo, se non altro perché il brasiliano indossa una maglia diversa da quella di una grande.
Obiang s.v. | Sebbene sia in campo per 20', si vede poco. Molto poco.

La stagione è giunta quasi al termine: l'ultima tornata è quella chiamata Juventus. Con l'ambizione, magari, di battere i bianconeri ancora una volta, per spezzare la lunga striscia senza tre punti e per togliere sei punti pieni ai due volte campioni d'Italia. Intanto, si attende una risposta definitiva da Delio Rossi, in modo da iniziare a pianificare la prossima stagione; speriamo sia una stagione più facile, meno schizofrenica e più tranquilla. E' il minimo che si chiede: non troppo, se si pensa che squadre come il Cagliari ed il Chievo sono salve da un po' di tempo. Si può e si deve fare di meglio, aspettando i bianconeri al "Ferraris".

Il "cucchiaio" di Antonio Candreva, 26 anni, chiude la gara sul 2-0.

12 marzo 2013

Tre urli nel silenzio.

Delio Rossi ha detto nel pre-partita: «E' brutto il calcio senza pubblico». Detto questo, non è che questo 3-1 nel silenzio più assoluto ci sia andato benissimo: la Samp esce da Cagliari con le ossa rotte e senza lottare un minimo, mentre Ibarbo diventa come Ronaldo negli anni '90. La tripletta del colombiano è il giusto prezzo da pagare per questo Doria, che è sembrato impacciato e confusionario; solo a partita ormai compromessa, si è visto qualche sprazzo. Ci vorrà ben altra grinta per prendere quei cinque punti che mancano alla salvezza.

Victor Ibarbo, 22 anni, eroe di giornata grazie alla sua tripletta.

La Samp, reduce da una striscia di 18 punti nelle ultime 10 gare, si presenta a Quartu con buona parte della formazione confermata: squalificati Krsticic e Gastaldello, sono Maresca e Rossini a sostituirli. Se per il secondo è una formalità, per il centrocampista è il ritorno in campo dopo ben due mesi abbondanti. Il Cagliari, invece, rinuncia a molti titolari: su tutti, Marco Sau, gioiellino della squadra sarda, già incrociato dal Doria la scorsa stagione, quando vestiva la maglia della Juve Stabia e fece un gran gol al "Ferraris". 4-3-1-2 per i padroni di casa, con Ibarbo e Thiago Ribeiro davanti, supportati da Cossu.
Gli ospiti, molto contratti, creano pochissimo nella prima frazione. In entrambi i casi, è Eder ad essere protagonista: al 4', il brasiliano spaventa Agazzi direttamente da corner; al 43', tira debolmente dopo una respinta della difesa avversaria. Per il resto - sopratutto nei primi 20' - c'è solo il Cagliari, che va in vantaggio al 17': bel lancio di Cossu, Thiago Ribeiro rimette in mezzo e Romero compie un miracolo sul tiro di Ekdal; tuttavia, Costa si dimentica di Ibarbo, che realizza l'1-0 in tap-in. Il colombiano è scatenato, tanto che in due minuti sfiora il raddoppio: al 41' salta mezza difesa blucerchiata, non trovando però nessuno in area; al 42', prova la stessa azione, ma tira debolmente a lato.
Nella ripresa, Agazzi è costretto a lasciare il campo ad Avramov, ma è sempre Ibarbo ad imperversare, con Romero costretto anche al miracolo su Ekdal. Ma non basta, tanto che al 52' i padroni di casa raddoppiano: dopo l'ennesimo pericolo creato dal colombiano, su susseguente corner il numero 21 del Cagliari è lasciato solo da Palombo e realizza il 2-0 con un potente destro. La Samp cambia Estigarribia, Maresca ed Icardi con Soriano, Munari e Maxi Lopez, passando così al 4-3-1-2. Tuttavia l'inerzia della gara rimane in mano ai sardi, che triplicano al 71': Cossu mette un pallone delizioso per Ibarbo, che insacca di testa, lasciato però solo da Rossini. E' la pietra tombale su una partita senza storia; nel finale, il Doria ci prova, ma non ottiene molto: nel finale, è sempre Eder a provarci. Ed è proprio il brasiliano a guadagnarsi il rigore che accorcia le distanze al 90': sul dischetto si presenta Maxi Lopez, che realizza così il quarto gol in campionato e spera di mettere in difficoltà Rossi nelle prossime partite.
La verità è che il match di Quartu andrà dimenticato in fretta, perché non è piaciuto nulla di questa Samp: anzi, visto il 3-0 di passivo, si sperava nell'esordio di Rodriguez, ma non è ancora il momento di "Maticrack"; il margine sulla zona-retrocessione rimane rassicurante (11 punti), ma bisognerà vedere un'altra squadra per prendere quei cinque punti che mancano.

Maxi Lopez, 28 anni, è tornato al gol: qui anticipa di testa Radja Nainggolan, 24.

Romero 6 | Salva la baracca un paio di volte, altrimenti Ibarbo ne avrebbe fatto cinque.
Rossini 5 | Male oggi: sul terzo gol, si dimentica del colombiano.
Palombo 4.5 | Idem con Rossini, con l'aggravante che pretende anche di impostare il gioco, rendendo inutile la presenza di Maresca per buona parte dei primi 45'.
Costa 5.5 | Il migliore del pacchetto arretrato, tanto da avanzare nella ripresa.
De Silvestri 5 | Se metti 20 cross e 17-18 sono respinti dalla difesa del Cagliari, qualche domanda tocca farsela.
Obiang 5 | Molle, poco grintoso: tanti scontri con Dessena, ma poca impostazione.
Maresca 6 | Uno dei pochi sufficienti: i suoi lanci aprono il gioco della Samp e permettono a De Silvestri molte cavalcate.
Poli 5.5 | Tanta corsa, pochi recuperi: fascia di capitano che non rimarrà nella storia della sua carriera.
Estigarribia 4.5 | Come ha scritto qualcuno, ha fatto una seduta di jogging più che una partita.
Eder 6 | Si sbatte più delle partite precedenti ed è l'unico ad impensierire seriamente Avramov nella ripresa; il rigore è tutto merito suo.
Icardi 5 | Conferma lo stato di forma: è in calo evidente ed il centrocampo non gli fa arrivare nessun pallone.

Munari 5 | Non si capisce quale sostanza possa dare ad una partita in cui sei già sotto 2-0.
Soriano 5.5 | Leggermente meglio di Munari, ma il dubbio rimane lo stesso.
Maxi Lopez 6 | Voto di stima: si muove bene ed è possibile che meriti una chance, visto il calo di "Maurito"

Adesso arriva l'Inter di Stramaccioni, che viene da una striscia negativa: situazione ribaltata rispetto all'andata, quando fummo noi ad esser reduci da un periodo nero, poi prolungatosi per un altro mese. Ora è il turno di restituire il favore: all'andata fu 3-2 con una dubbia espulsione di Costa, chissà se saremo in grado di strama-zzare i nerazzurri.. sicuramente, ci vorrà una prova migliore di questa.

Albin Ekdal, 23 anni, e Jonathan Rossini, 23, lottano per il pallone.

17 dicembre 2012

Cannoli d'annata.

I deja-vù sono fenomeno comune negli ultimi anni; lo so ancor più per il tifoso medio della Sampdoria. A Catania, arriva un'altra sconfitta. La seconda consecutiva, la nona in 17 giornate: insomma, non un grande trend, sopratutto se si pensa che le altre squadre che lottano per la salvezza stanno muovendo la classifica. Il Doria, andato in vantaggio al "Massimino", ha avuto occasioni per chiuderla; poi, la squadra di Maran ha ripreso il pallino del gioco in mano ed è finita lì. Una giornata che era ottima fino al 45' e poi ha finito per trasformarsi nell'ennesimo psicodramma stagionale.

Gaetano Berardi, 24 anni, e Nicola Legrottaglie, 36, lottano per il pallone.

La compagine blucerchiata si presenta a Catania con il rientro di Mustafi e Krsticic, lasciando spazio al solito 4-5-1 in versione ferrariana. I padroni di casa, invece, recuperano Barrientos dopo la vittoria di Siena, confermando Castro nel tridente d'attacco. La fatica dell'impegno di Coppa Italia, disputato in settimana, si fa sentire per i rossoazzurri: all'inizio, il Catania appare poco fluido ed il gioco di Maran sembra esser sparito. Di contro, la Samp non punge e si limita ad assistere ai tentativi imprecisi dei siciliani, prima con Izco, poi con Bergessio. Quando la Samp appare schiacciata al limite dell'impossibile, ecco l'episodio-svolta: dopo essersi mangiato un gol in area avversaria, Icardi salta mezza difesa catanese, fino a che non viene steso da Legrottaglie. Per il sig. Giacomelli è rigore netto e giallo per il difensore; Maresca, capitano odierno, trasforma spiazzando Andujar.
Se l'1-0 appare immeritato, la Samp prova subito a raddoppiare: una grande azione di Icardi semina il panico in area rossoazzurra, ma l'argentino spara fuori davanti ad Andujar. Poi è Eder, appena entrato per l'infortunato Maresca, ad impegnare il portiere avversario. Il Catania tenta un pressing finale e chiede un rigore per un'entrata scomposta di Romero su Bergessio; tuttavia, l'episodio sembra regolare e così la squadra di Maran conclude il primo tempo con un pugno di mosche.
Vista la situazione di vantaggio e la nuova disposizione offensiva (un 4-4-1-1 con Eder a supporto di Icardi), la Samp sembra in grado di controllare un Catania in difficoltà. Tuttavia, il Doria crea l'ultima occasione della sua partita al 53': bel lancio di Eder, Bellusci manca l'intervento e Icardi deve solo centrare la porta. Sfortunatamente, l'argentino spedisce in curva. E così il match si chiude, dato che gli ospiti arretrano il baricentro, mentre i rossoazzurri dominano, seppur non tirino troppo in porta.
Al 54', il pareggio di Paglialunga è solo l'anticipo di un secondo tempo da inferno: sulla sponda di Bergessio, né Rossini né Berardi chiudono il mediano catanese prima che tiri. Dieci minuti dopo, è lo stesso numero 9 rossoazzurro a portare in vantaggio i padroni di casa. Sull'azione del 2-1 succede di tutto: Mustafi, infortunato, si perde Marchese; il terzino mette in mezzo e Costa, dopo aver tenuto tutti in gioco, guarda Bergessio e lo lascia staccare in area per il vantaggio della squadra di Maran. Un'azione così mal gestita da farti passare qualunque speranza.
A questo va aggiunta la totale assenza di reazione della Samp: nonostante l'entrata di Castellini e Pozzi ed il passaggio ad un 4-3-3 atipico, gli ospiti non creano neanche un'occasione. Anzi, è il Catania a sfiorare il 3-1 sempre con Bergessio, che manda di testa a lato una punizione di Lodi. Il resto è una lunga agonia verso il 90', quando Castro sigla il 3-1 su gentile regalo di Rossini, che liscia l'assist di Bergessio. Ferrara si arrabbia con Maran a fine partita ed accusa il Catania di intimidazioni all'arbitro. Non voglio discutere l'ostilità del pubblico del "Massimino", viene però da dire che sarebbe meglio pensare a cosa cambiare in questa squadra. Domenica arriva la Lazio, un'altra figuraccia sarebbe troppo da sopportare.

Enzo Maresca, 32 anni, trasforma il rigore del vantaggio blucerchiato.

Romero 5 | Insomma, il trend ha ricominciato a calare: due uscite mettono a rischio le coronarie di molti tifosi. Speriamo che sia solo una giornata storta.
Mustafi 5.5 | Nel disastro, il tedesco è quello che sfigura di meno; l'infortunio lo mette fuori gioco.
Rossini 4 | Continua il suo momento difficile: la sua sicurezza è sparita, insieme alla palla che regala un facile tap-in per il 3-1 di Castro.
Costa 4.5 | I suoi movimenti sull'azione del 2-1 di Bergessio sono da film horror.
Berardi 5 | Adattato come meglio si può, limita Barrientos. Nel secondo tempo, crolla insieme agli altri, lasciando per altro troppo tempo per la conclusione di Paglialunga.
Maresca 6 | Gol a parte, tenta di illuminare la squadra con un paio di giocate.
Obiang 5.5 | Primo tempo cattivo e pieno di recuperi, ma nel secondo viene travolto.
Tissone 6.5 | Il migliore della Samp: il suo primo tempo ricorda quello dell'anno della Champions. Pressa, imposta, rilancia; poi, nei secondi 45', perde la retta via. Peccato, se no ci sarebbe stato un voto ben più alto.
Poli 5 | L'effetto derby sta cominciando a finire. C'è da sperare che Ferrara se ne accorga.
Krsticic 6.5 | Insieme a Tissone e Maresca, trascina la Samp nel primo tempo. Il serbo mette lo zampino sull'azione del rigore e pressa a tutto campo.
Icardi 6 | La sua valutazione sarebbe stata molto più alta se non si mangiasse tre gol davanti ad Andujar. E' giovane, si farà e ci vuole tempo; certo, il numero sull'azione del rigore è d'alta scuola.

Eder 6 | Entra per sostituire l'inforunato Maresca ed impegna gli avversari. Poi, il brasiliano s'innervosisce e si perde.
Castellini 5.5 | Entra per un Mustafi infortunato: il suo ingresso non cambia l'andazzo negativo.
Pozzi s.v. | Poche speranze di ribaltare il passivo nel nulla finale.

La fine del 2012 è arrivata, ma ci vorrebbero i Maya per questa Samp. Stanca, lenta e prevedibile, la squadra di Ferrara stupisce e convince solamente quando deve giocare coperta. Se si tratta di impostare o giocarsela a viso aperto, la partita diventa un problema. Adesso arrivano tre partite che potrebbero decidere il destino di Ferrara: Lazio, Juventus e Milan sono avversari proibitivi, ma i punti vanno presi da qualche parte. E chissà che la Samp non tiri fuori nuove imprese, come quelle di San Siro o del Franchi. Intanto, godiamoci questi cannoli d'annata, perché forse il Catania (ed il suo pubblico poco sportivo) ci ricordano intanto tutto quello che avremmo voluto essere. E che, per una ragione o un'altra, non saremo quest'anno.

Lucas Castro, 23 anni, al secondo gol in Italia: il suo 3-1 chiude la gara.

05 novembre 2012

Sei sconfitte in cerca d'autore.

Senza identità, con poco gioco ed impauriti; tutto ciò nonostante si giocasse a Marassi. Eppure non si riesce ad identificare bene il colpevole. E' questa la fotografia che restituisce il match di oggi tra la Samp e l'Atalanta, conclusosi con la vittoria dei bergamaschi. Un 2-1 che rispecchia esattamente la differenza tra le due squadre: gli ospiti, attenti e veloci, hanno punto i blucerchiati molte volte ed è stato un bene arrivare fino alla fine con la speranza della rimonta. Per quanto riguarda il Doria, c'è poco da dire: il gioco latita, le giocate individuali non bastano a portare a casa punti e si è arrivati alla sesta sconfitta consecutiva. E nonostante questo poco invidiabile record, la società ha confermato Ferrara. Non sappiamo a quale titolo o fino a quando la corda potrà essere tirata, ma il tecnico rimane sulla panchina della Samp. E allora meglio rivedere ciò che è successo ieri a Marassi.

Ciro Ferrara, 45 anni: riconfermato, ma sempre più in bilico.

I blucerchiati si presentano senza Costa e Munari squalificati, Berardi e Krsticic infortunati. Allora Ferrara opta per De Silvestri titolare sulla corsia destra di difesa e Soriano in campo dal 1' insieme a Maresca e Poli, lasciando Obiang in panca. La scelta più sorprendente è però per il ruolo di terzino sinistro, dove compare Paolo Castellini; l'impressione è che sia la bocciatura definitiva per Simon Poulsen. Nonostante il tecnico abbia scelto il danese insieme alla società. L'Atalanta, invece, si presenta con il solito schieramento arcigno, con Moralez in appoggio a Denis, accompagnati da Bonaventura e Schelotto sulle fasce.
Neanche il tempo di disporsi in campo ed i bergamaschi passano in vantaggio: bell'uno-due tra Raimondi e Moralez, Castellini non segue il numero 77 ospite, che così può mettere in mezzo. Tra Romero che non esce ed un De Silvestri poco efficace, spunta Bonaventura, che porta in vantaggio la Dea in vantaggio. Uno shock, non che un carico da 90 sul già pesante equilibrio psicologico che regna in casa Samp.
Si spera in una reazione, ma i blucerchiati non riescono a creare occasioni particolarmente pericolose dalle parti di Consigli; anzi, è l'Atalanta che continua ad attaccare con ripartenze veloci e ficcanti. Al 16' è Denis, dopo un ottimo scambio tra Moralez e Schelotto, a ritrovarsi in area da solo: fortuanatamente, l'argentino spara sul palo e Romero può raccogliere il pallone nelle sue mani. La Samp intervalla con un tiro di Maxi Lopez fuori di poco e coglie al 25' la traversa con Maresca, bravo ad incornare su calcio d'angolo anticipando Raimondi. Purtroppo sono episodi che hanno ben poco a vedere con l'andamento del gioco, il cui pallino è pienamente in mano agli ospiti.
Arriva anche il 2-0 al 30' per mano di Denis, se non fosse che il guardalinee ci grazia, segnalando un fuorigioco che non c'è; è Rossini, infatti, a tenere in gioco il centravanti atalantino su assist di Schelotto. Il primo tempo si chiude mestamente con un dominio degli ospiti, che sfiorano ancora il 2-0 con Manfredini su calcio d'angolo ed impensieriscono Romero con un destro smorzato di Denis. Per la Samp, l'elettroencefalogramma è piatto. Nonostante un episodio discusso in area (trattenuta di Carmona su Eder) che avrebbe potuto sfociare in un rigore, la situazione è preoccupante e l'Atalanta sembra il Barcellona. Si spera che nella seconda frazione qualcosa cambi, ma in realtà è sempre la "Dea" ad avere il controllo effettivo della gara. E' ancora Denis a sfiorare due volte il raddoppio: prima si fa beffe di Rossini e spara a lato di fronte a Romero, poi devia alta una sponda di Manfredini sugli sviluppi di un angolo.
Quando la Samp è appesa sul filo del precipizio, ci pensa "il capo" a tirarla fuori dai guai con una magia. Dopo un bel destro di Soriano respinto da Consigli, è infatti Enzo Maresca a fare il numero della domenica, se non della stagione: una rovesciata magnifica che consegna il pareggio al Doria. Sicuramente immeritato, ma il calcio vive di episodi e, per una volta, questi sembrano sorridere ai padroni di casa. La Samp sembra essersi tirata su, ma è un'impressione temporanea: basta poco a Cigarini per mettere ancora paura a Romero, grazie ad un sinistro dal limite dell'area che finisce di poco a lato dalla porta sampdoriana.
I cambi non fanno che dare nuova linfa ai padroni di casa: fuori Poli e Maresca (forse stanchi?), dentro Obiang e Tissone. Sopratutto lo spagnolo riesce a dare qualcosa nell'ultima mezz'ora. Ma l'inerzia è sempre in mano agli ospiti ed entra anche De Luca, che con noi ci vede benissimo. Infatti all'ex Varese bastano 10 minuti per trovare il gol del 2-1: lancio perfetto di Moralez per Denis, con Rossini che lo tiene in gioco. A quel punto, il numero 19 avversario scarica per il giovane attaccante, che porta in vantaggio l'Atalanta. E' il terzo gol di De Luca nelle cinque partite giocate contro la Samp: chiamarla "bestia nera" pare quasi riduttivo..
Le colpe vanno sopratutto assegnate a Jonathan Rossini, reo di aver lasciato tutti in linea quando il resto delal difesa era salito. Nel finale entra Icardi per Estigarribia, sebbene Poulsen avesse tolto il giaccone pochi istanti prima del gol di De Luca. Insomma, Ferrara avrebbe voluto difendere il risultato, dimostrando poco acume tattico e sopratutto una paura enorme nel giocarsi la partita. L'argentino tira fuori qualche numero importante, sebbene sia sacrificato a giocare da esterno d'attacco. All'85' colpisce di testa e mette in difficoltà Consigli; qualche minuto dopo ha un'occasione clamorosa a Consigli battuto, ma il suo sinistro a botta sicura viene spazzato sulla linea da Stendardo. E' il sipario che cala sulla sesta (!) sconfitta consecutiva, un record negativo eguagliato da questa Samp, in comune con quello collezionato nelle stagioni 1955/1956 e 2005/2006. Insomma, non c'è da star tranquilli. Ed il risultato è forse anche troppo stretto all'Atalanta, squadra quadrata e che gioca a memoria da un paio d'anni.

Giuseppe De Luca, 21 anni, al terzo gol in cinque gare contro la Samp.

Romero 5.5 | Anche oggi non impeccabile, sopratutto nell'occasione del primo gol atalantino: un'uscita non sarebbe stata male.
De Silvestri 4.5 | Assolutamente nullo. Davanti non crea problemi a Peluso, che anzi ha la possibilità di spingere ogni tanto. Dietro è un disastro: mezzo gol di Bonaventura è suo, perché se Romero non esce, lui si fa uccellare in maniera inguardabile.
Rossini 4.5 | La peggior partita con la maglia blucerchiata. Prende diverse giostre da Denis e tiene in gioco l'argentino sull'azione del 2-1. Forse un turno in panchina gli sarebbe salutare. Inoltre, tiene in gioco il centravanti avversario anche sul gol (ingiustamente) annullato all'Atalanta nel primo tempo.
Gastaldello 5.5 | Niente di che, non fa certo peggio del suo compagno di reparto.
Castellini 5 | Non si capisce bene che contributo possa dare rispetto a Costa o Poulsen. Infatti si perde Raimondi sull'occasione che porta il primo vantaggio ospite. Davanti non mette un cross degno di questo nome.
Maresca 6.5 | Lento e magari impacciato, ha poca resistenza atletica e Ferrara è spesso costretto a sostituirlo prima. Ma quei 60' sono ancora la cosa migliore a cui la Samp si possa aggrappare: insieme a Icardi, è l'unico a creare qualche occasione da gol. Inoltre, il numero 6 segna una rete da cineteca, che da sola vale mezzo voto in più.
Poli 6.5 | Anche lui bene, la sua dinamicità è l'unica cosa che tiene viva la squadra nel primo tempo. Poi viene sostituito per la terza volta di fila in una settimana.
Soriano 5.5 | Sufficiente come al solito, almeno si rende utile partecipando all'azione del pareggio.
Estigarribia 4.5 | Le parole sono vane quando le prestazioni del paraguaiano sono queste.
Eder 5.5 | Non entusiasmante neanche lui. Se anche il brasiliano comincia ad avere qualche problema, forse è il caso di rivedere qualche tattica di gioco.
Maxi Lopez 5 | C'è poco o nulla da raccontare della sua gara: Manfredini lo fa sembrare un pivello alle prime armi. Che la "gallina d'oro" non luccichi più come prima?

Obiang 6.5 | Entra e regala sprazzi di gioco. Quelli che aveva fornito Maresca fino ad allora; speriamo rientri a pieno regime il prima possibile, ne abbiamo bisogno.
Tissone 5 | Il suo rendimento non cambia nulla nella gara della Samp.
Icardi 7 | Ancora una volta entra a 10' dalla fine, con il compito di salvare chissà cosa. Per altro, non si era neanche scaldato. Eppure l'ex Barca sfiora due volte il pareggio e dà la profondità che Maxi non era riuscito a fornire fino ad allora. Che Palermo possa rappresentare la sua prima da titolare?

Intanto, nonostante sei sconfitte consecutive, Edoardo Garrone ha riconfermato Ferrara, puntando sul progetto iniziato a Luglio. Viene da chiedersi quale progetto ci potrebbe mai essere con un gioco così, con un allenatore che stava mettendo Poulsen per difendere l'1-1 e poi, dopo il gol di De Luca, ha inserito Icardi senza riscaldamento e da attaccante esterno. Le prospettive sembrano grame e la trasferta di Palermo di domenica prossima è un'ultima spiaggia, almeno mentalmente. E' vero che sei sconfitte sono tante, ma perdere contro questo Palermo (probabilmente senza Miccoli) sarebbe una mazzata più grande di questa serie negativa. E la settimana successiva alla trasferta del Barbera ci sarà uno dei derby più tragici della storia di Genova, visto il rendimento dei cugini. Insomma, si spera che Ferrara studi qualche soluzione alternativa, come un 3-5-2: magari con Mustafi nei tre centrali, Estigarribia e Poulsen sulle fasce (questo De Silvestri non è proponibile), Maresca, Poli e Obiang al centro e Icardi titolare con Eder. Sono tempi disperati, sopratutto perché non si sa bene cosa ci sia che non vada, allenatore a parte. Non sono uno di quelli che pensa che questa squadra sia inadatta alla Serie A: ci sono giocatori da rivalutare o buchi da sistemare, ma nulla di irremediabile. Questa Samp è migliore di quella degli ultimi due anni, così come è migliore di quella che Novellino guidò alla stessa striscia negativa sei anni fa. E allora queste sei sconfitte sono in cerca d'autore, anche se Ferrara sa di essere l'indiziato numero uno.

Romero, 25 anni, e Gastaldello, 29, a terra: la Samp è alla sesta sconfitta consecutiva.

07 ottobre 2012

L'alba dei morti calcianti.

Non sembra possibile crederci, ma ieri la Samp sembrava aver agguantato un punto giocando una delle più brutte partite negli ultimi due anni. Eppure, quando tutto appariva fatto, ecco la papera di Romero ed il Chievo si porta a casa tre punti insperati, che li rilancia dopo cinque sconfitte consecutive. La squadra di Corini respira, mentre quella di Ferrara annaspa. Attenzione però: chi non ha visto la partita ci cascherà e darà la colpa al portiere argentino, fino a qui autore di un ottimo campionato. Invece, guardando il quadro generale, si potrà osservare come c'è un colpevole per questa sconfitta. Solo che il suo nome non corrisponde a quello del portiere della nazionale albiceleste.

La Samp arriva a Verona con diverse defezioni a condizionare la conta dei presenti. Fuori Eder, Pozzi, Poli e Juan Antonio per infortunio e Gastaldello per squalifica, il Doria si presenta in casa del Chievo con un 4-3-3 mascherato, che in realtà è un 4-5-1. Kristicic ed Estigarribia sugli esterni, a confermare un'eccessiva attenzione alla fase difensiva; dentro di nuovo Maxi Lopez in avanti ed esordio di Poulsen sull'esterno sinistro, con Costa spostato al centro. Il Chievo, oltre ad essere reduce da un cammino terribile, schiera in campo una formazione dal baricentro estremamente arretrato: un trequartista esterno, Stoian, e due punte, con Di Michele che parte largo in appoggio a Thereau. Aggiungiamoci un centrocampo fatto di tanta quantità e pochissima qualità (M. Rigoni, Guana, Hetemaj) ed il cerchio sembra concluso. La Samp può e deve vincere, per allontanare ulteriormente una rivale nella corsa-salvezza.
Passano pochi secondi e Romero è subito impegnato dai padroni di casa, dopo aver sbagliato un rinvio, ma l'ostacolo di Hetemaj viene considerato fallo. Se queste sono le occasioni della partita, vi lascio immaginare quanto poco le squadre combinino nei primi 45'. La Samp produce - nel suo sforzo massimo - un tiro da 30 metri di Estigarribia, che accarezza la traversa, ed un destro di Maxi Lopez dal limite dell'area, parato senza sforzi da Sorrentino. Il Chievo, invece, tiene maggiormente il pallino del gioco, affrontando una Samp timida e senza spunti eccezionali. Prima Costa non si capisce bene con Romero e rischia il patatrac, con Thereau contrato dal portiee argentino; poi è Di Michele ad intimorire la difesa avversaria su calcio di punizione. Quando il primo tempo sembra avviato verso la fine, il Doria subisce il gol del vantaggio clivense. Maresca batte due calci d'angoli consecutivi molto bassi, respinti dalla difesa del Chievo; parte un contropiede simile a quello subito nell'occasione del rigore del Napoli la scorsa settimana. Fortunatamente, il passaggio finale è sbagliato e Romero prova a sbrigliare la situazione con un rinvio, che si rivela però basso. Poulsen non ha il più felice dei controlli e lascia la palla a Rigoni, che serve Thereau in area: dribbling al danese e a Rossini e il numero 77 gialloblu porta in vantaggio i padroni di casa.
1-0 e tutti negli spogliatoi. Bella botta, ma si vede che la Samp ha il baricentro troppo basso e ci si aspetta qualche cambio da Ferrara.
Non succede niente, invece; la Samp continua a giocare in maniera arretrata, seppur crei qualche pericolo dalle parti di Sorrentino. Nonostante ciò, il Chievo continua a farsi vedere sporadicamente nei pressi di Romero, costretto alla super-parata su Di Michele. Quando tutto pare fermo, un altro episodio cambia l'inerzia della partita. Estigarribia si guadagna una bella punizione dai 20 metri; Maresca, memore delle due traverse contro Siena e Torino, stavolta non sbaglia, nonostante un uomo sulla linea. 1-1 e primo gol dell'ex Malaga con la maglia blucerchiata.
Adesso, con un po' di coraggio, la partita si potrebbe anche vincere. Ma qui subentra la pessima gestione tattica di Ferrara, che decide di non scorprirsi per tentare la strada del trionfo. Invece, la Samp continua a creare problemi da fuori, con due tiri di Kristicic e Rossini, che però non centrano lo specchio della porta.
Ad ulteriore conferma di quest'orientamento, il tecnico del Doria inserisce addirittura Soriano e Tissone per Poulsen e Kristicic, spostando Estigarribia come terzino sinistro e giocando con un 4-5-1 molto staccato. Con 10 giocatori dietro la linea della palla e Maxi Lopez lasciato a se stesso, ci vorrebbe un altro episodio per sbancare Verona.
Invece, è il Chievo a trovare il jolly. All'88', Frey ruba palla con fallo discutibile su Obiang, che avrebbe causato il secondo giallo del veronese e la conseguente espulsione. L'azione prosegue e Di Michele cerca il tiro della disperazione dal limite dell'area e Romero sembra in grado di agguantare il pallone. Sfortunatamente, l'argentino cerca una presa e non la respinta, perdendosi così il pallone e regalando il 2-1 ai padroni di casa. Il finale, con Icardi dentro al posto di Obiang, è solo un tentativo (neanche troppo convinto) di cercare il pareggio. Ma i blucerchiati non ci riescono e perdono anche l'imbattibilità in trasferta.

Romero 4.5 | Sarebbe sbagliato dare la colpa a lui della sconfitta. Sono errori, capitano. Sopratutto non possono condizionarlo, visto che è stato un fattore decisivo in quest'inizio di campionato. Due errori condizionano entrambe le azioni che portano ai gol clivensi.
Berardi 6.5 | Uno dei pochi da salvare. In una partita molto difensiva, Berardi sguazza agevolmente nelle marcature e non sbaglia un colpo. Davanti non si vede mai.
Rossini 6 | Thereau non vede palla grazie a lui.
Costa 5 | Se Thereau crea qualche pericolo, è grazie all'ex Reggina. Che sembra in grosse difficoltà ultimamente; speravo si riprendesse in versione centrale difensivo, così non è stato.
Poulsen 5 | Per lui vale il discorso fatto su Romero: non penalizziamo subito. Certo, è sembrato in grado di sbagliare anche il più semplice degli stop, ma dobbiamo dargli tempo. La pausa potrebbe fargli bene.
Maresca 6 | La sufficienza deriva dal gol, altrimenti "Enzino" fa fatica a districarsi nel centrocampo tutto botte del Chievo. Tiene bene nel primo tempo, ma nel secondo scompare: la sua tenuta atletica preoccupa. E sopratutto: queste punizioni, corner, calci d'angolo.. non bassi, per favore.
Obiang 6 | Fa vedere qualcosina sopratutto nella ripresa, quando la Samp alza leggermente il ritmo, evitando di far vedere l'encefalogramma piatto.
Munari 5.5 | Corre a vuoto, sopratutto nella prima frazione. La sua fascia di capitano non gli fornisce motivazioni particolari.
Kristicic 6 | Prova a fare quel che può, ogni tanto effettua aperture interessanti, ma nulla che cambi il corso della gara. Insomma, il compitino; quello che può fornire facendo un ruolo non suo.
Estigarribia 5.5 | Primo tempo inguardabile, peggio che con il Napoli; tutto ciò nonostante la bomba da 30 metri che accarezza la traversa della porta avversaria. Migliora visibilmente quando viene schierato terzino.
Maxi Lopez 5 | Tante botte e zero spunti. Lasciato solo alle cure di Cesar e Dainelli, l'argentino rimedia parecchi scontri, che però non lo mettono davanti alla porta di Sorrentino.

Soriano 5.5 | Schierato ancora una volta da esterno d'attacco, in realtà aiuta ad abbassare ulteriormente il baricentro della Samp, in un momento in cui bisognerebbe schiacciare gli avversari.
Tissone s.v. | Non fa molto nei 10 minuti in cui è in campo.
Icardi s.v. | A.A.A. cercasi ragazzino di 19 anni che salvi la partita all'improvviso. Non può essere Icardi, per questo va fatto giocare.

Inutile dirlo, ma meglio ricordarlo: la partita l'ha persa Ferrara. Un atteggiamento iperdifensivistico, unito alla poca personalità dei giocatori (sopratuto nella prima frazione), ha causato quella che era una sconfitta evitabile. Tutto sommato, il Chievo - nonostante QUESTA Samp - non ha meritato la vittoria; il risultato più giusto sarebbe stato uno 0-0, che comunque non avrebbe espresso la pochezza disarmante mostrata dalle due squadre. I gol derivano da prodezze o errori dei singoli. Ed il bello è che qualcuno crederà che la colpa di questa sconfitta è di Romero o che Corini ha magicamente revitalizzato il Chievo. Siamo sinceri: non è così. La Samp ora affronta la pausa, con la consapevolezza che bisognerà cambiare rotta in quanto a "atteggiamento di gioco". Ci si salva con un po' più di coraggio, non con queste barricate inutili. Ci aspetta il Parma al Tardini: speriamo di non mettere in scena un altro revival de "L'Alba dei morti viventi". O di quelli calcianti, se preferite.

Sergio Romero, 25 anni: ieri sera (forse) al suo primo errore marchiano in maglia blucerchiata.

27 settembre 2012

Qualche legge è uguale per tutti.

In uno dei suoi più celebri successi ai tempi degli 883, Max Pezzali ricordava come si può attaccare, si può giocare bene, ma ciò che alla fine conta è il conto dei gol. Chissà se la Roma si è ricordata di questa canzone alla fine della partita contro la Samp. La nostra beneamata porta a casa un pareggio forse anche troppo generoso, ma che dimostra come la personalità del Doria di quest'anno sia infinita, anche quando in campo ci sono i giovani. E alla fine Zeman rimane al palo, con il buon Ferrara che gioca un calcio anche troppo difensivista, ma che sta portando i suoi frutti fuori casa: sette punti in tre partite. E' sicuramente un buon viatico per arrivare alla sfida interna di domenica contro un Napoli in gran forma.

Le schermaglie tra Zeman e Ferrara avevano scaldato la vigilia, con un botta e risposta tra l'allenatore boemo e l'ex C.T. dell'Under azzurra. L'argomento? Il passato juventino di quest'ultimo. Fatto sta che, quando c'è da scendere in campo, Ferrara torna a concentrarsi sulla Samp, schierando per 10/11 la stessa squadra che ha quasi battuto il Toro. L'unica novità è la sostituzione di Maxi Lopez, squalificato per due giornate dopo un gesto violento verso la porta dello spogliatoio degli arbitri nel post-partita di Sampdoria-Torino; al suo posto, Nicola Pozzi, già in gol contro i granata. La Roma, invece, arriva riposata dopo la partita vinta a tavolino contro il Cagliari e schiera i suoi 11 migliori; osservato speciale Francesco Totti, che ci vede sempre bene contro la Samp.
Il primo tempo del Doria è, sostanzialmente, sofferenza più qualche sporadica soffiata dalle parti di Stekelenburg: già al 1' Eder, lanciato in posizione regolare da Maresca, scavalca la difesa, ma spara alto davanti alla porta avversaria. Poi la Roma prende il pallino del gioco e non lo lascia più, risultando un po' in difficoltà nella creazione di occasioni-gol, ma comunque mettendo paura ai nostri. Al 9' Romero sbaglia il rinvio e la palla finisce a Totti ai 30 metri: da lì, il capitano della Roma serve Destro, che però spara sul portiere sampdoriano in uscita. Dopo un paio di tiri di Balzaretti e Totti, è Lamela ad impegnare Romero con un destro al volo, ma l'argentino si fa trovare pronto. La sfortuna poi insegue la Samp, con Pozzi che rimedia una distorsione alla caviglia e deve uscire: dentro Kristicic, che porta la squadra di Ferrara a giocare con un 4-5-1 in piena regola, con Eder unica punta. E' il brasiliano l'unico a creare qualche grattacapo alla difesa giallorossa, ma il vantaggio è dietro l'angolo: a segnare è Francesco Totti. Serie di rimpalli al limite dell'area di rigore sampdoriana, poi la palla finisce a Destro, che viene ancora fermato da un Romero prontissimo. Purtroppo l'argentino non riesce ad agguantare la palla, che finisce a Florenzi; l'ex Crotone tira malissimo, ma la sfera s'indirizza verso Totti, che realizza il gol numero 14 (!) contro i blucerchiati. Da lì, il primo tempo della Samp finisce e Destro, su lancio di Balzaretti, sfiora il 2-0, se non fosse che il talento azzurro spara addosso a Romero.
Nel secondo tempo, il Doria prende subito una mazzata clamorosa, perdendo Maresca per espulsione. Il numero 6 sampdoriano era stato ammonito nel primo tempo per un fallo di mano (molto ingenuo) su Lamela in fuga. Il duello si ripete al 46' e l'ex Malaga stende l'argentino in corsa: è doppio giallo. Molto severo, ma risultato da due ingenuità che un giocatore dell'esperienza di Maresca non dovrebbe commettere. In 10, la Samp rinasce e segue una massima proprio di un ex allenatore della Roma, Nils Liedholm, che diceva: "In dieci si gioca meglio che in undici". Gli ospiti non smentiscono le parole del tecnico svedese ed alza il baricentro, anche grazie all'ingresso di Icardi per un Estigarribia evanescente. Se la Roma tenta con i tiri da fuori, la Samp comincia a costruire qualcosa e trova il pareggio al 64'. Punizione di Eder fuori area che filtra la barriera e Stekelenburg respinge; la palla s'incammina verso il fallo laterale, dove un intervento duro, ma pulito di Berardi ferma Marquinho. Cross in mezzo del numero 13, il portiere olandese della Roma non trattiene e Munari è lì per punirlo: 1-1. Parità che pare immeritata, ma che nasce da un errore grossolano dell'estremo difensore giallorosso. Ed il Doria si dimostra ancora una volta molto cinico.
Da lì, la Roma scompare e crea occasioni che si basano meno sul gioco e più sul caso o sull'episodio singolo. Neanche l'ingresso di De Rossi cambia qualcosa, anzi la Samp potrebbe cercare il 2-1, se non fosse che Icardi - lanciato da Krsticic verso la porta da solo - si fa recuperare da Castan prima di calciare. Purtroppo, il momento della Samp finisce con l'uscita di Eder per Soriano, che mette i blucerchiati in campo con un 4-4-1: un modulo che "ammazza" la possibilità di contropiedi efficaci. E la Roma si riaffaccia avanti nel finale, con Lamela e sopratutto Balzaretti che sfiorano il 2-1. Ma un Romero pronto e la scarsa mira dei padroni di casa permettono di strappare un pareggio che sa di vittoria.

Romero 7 | Sempre reattivo. L'unico errore è un rinvio che finisce nelle grinfie di Totti. Chissà se Sabatini sta rimpiangendo di averlo lasciato a Sensibile..
Berardi 6.5 | Qualche errorino in fase difensiva, ma affrontare Totti non è facile. Il suo voto positivo nasce dalle tante puntate offensive: una di queste regala il pareggio alla Samp.
Gastaldello 6.5 | Cattivo quanto basta, Destro ci pensa da solo a mangiarsi un paio di gol.
Rossini 6 | Meno pulito del capitano, ma tutto sommato tiene, nonostante l'attacco romanista lo faccia impensierire più di una volta.
Costa 5 | Male. Dalla sua parte Lamela lo manda al manicomio e sale pochissimo, al contrario di Berardi. Purtroppo continuo a dire che non è un terzino: che sia il tempo di Poulsen?
Maresca 4.5 | Gioca benino e dirige il centrocampo al minimo livello di vita. Un giocatore che ha una carriera come la sua non può fare due ingenuità del genere. L'espulsione è severa, ma lui non deve dare la possibilità all'arbitro di cacciarlo.
Obiang 5.5 | La fascia sinistra della Samp è un trauma: perde il duello con Florenzi. Nel secondo tempo, le cose si sistemano e Pedro alza il rendimento, non raggiungendo però la sufficienza.
Munari 6 | Davanti al centrocampo della Roma, il dinamismo di Munari non basta. Si riscatta con un gol che vale un punto: è al posto giusto nel momento giusto.
Estigarribia 5 | Un altro che non si è visto. Il problema è che queste partite anonime stanno diventando troppe. Il paraguaiano deve alzare le sue prestazioni, nell'attesa che a Gennaio si prenda qualcuno che lo possa sostituire. La mancanza del suo vice sta penalizzando questa squadra.
Eder 7.5 | Un mostro. Mi sono sempre chiesto se quest'anno avrebbe finalmente sfondato anche in A: la risposta sembra essere sì. A 26 anni, ha trovato la squadra giusta per raggiungere la definitiva maturità calcistica. Mette in difficoltà da solo la difesa della Roma.
Pozzi 5.5 | Non vede palla nella mezz'ora in cui è in campo, perciò non gli si possono attribuire molte colpe. L'infortunio è l'ennesima conferma che è stato costruito con il cristallo.

Kristicic 7 | Da esterno offensivo è un pesce fuor d'acqua. A quanto pare non basta la quinta partita per farlo capire a Ferrara. Con l'espulsione di Maresca, il serbo viene arretrato in posizione di regia e sfodera una partita straordinaria. Il lancio in profondità per il contropiede di Icardi è fantastico.
Icardi 6 | Sei di stima. Il ragazzo si mangia un'occasione clamorosa, ma è bravo a tenere la squadra alta con Eder nel miglior momento della Samp, seppur in 10. Speriamo abbia un'occasione da titolare contro il Napoli.
Soriano 5 | Un quarto d'ora in cui è assolutamente incosistente. La Samp rinuncia ad attaccare e lui si adegua.

Ora arriva il Napoli. Mancherà Maxi Lopez (respinto il ricorso alla squalifica di due giornate), mancherà Maresca e probabilmente mancheranno anche Pozzi e Tissone. In questo caso, il turn-over è obbligatorio e spero che Ferrara lo comprenda. Ci sono giocatori come Munari, Obiang, Costa e Berardi che hanno fatto due partite piene o quasi e che dovrebbero riposare. La partita è importante, ma la Samp ha già raggiunto molti obiettivi: 11 punti (10 per la penalizzazione) sono tanti in 5 partite. Ed il Napoli - turn-over o meno - è una squadra decisamente più forte di noi. Tanto vale far riposare qualcuno e concedere minuti a chi ne ha avuti pochi in questo iniziale scorcio di campionato. Una formazione con Poulsen, De Silvestri, Renan, Soriano e Icardi dall'inizio sarebbe l'ideale. Peccato comunque. Il pareggio con la Roma è ottimo, ma si sarebbe potuto addirittura vincere. Purtroppo, la Samp è una compagine di buon livello, ma giovane e - perciò - ingenua: basti vedere cosa fa Obiang nell'azione del gol avversario o come Icardi non ha sfruttato benissimo i contropiedi a disposizione dei nostri.
Intanto non si può fare a meno di notare come il metro di trattamento di certe squadre sia diverso. Minuto 82: Totti cerca di andare via a Munari in area e l'ex Lecce ferma il capitano giallorosso regolarmente. Riparte l'azione ed il numero 11 blucerchiato trattiene leggermente Totti; il meglio che il "Pupone" sfodera è una protesta reiterata, esagerata e vagamente sanzionabile. La domanda è: perché Maxi Lopez viene squalificato per due giornate per calci alla porta dello spogliatoio degli arbitri e Totti la passa liscia, nonostante proteste che hanno poco a vedere con la sobrietà cercata da questo mondo? Probabilmente la risposta non arriverà. Fortunatamente, in altri campi, la differenza si vede: Klose segnala che ha colpito la palla con la mano e fa annullare un gol ingiusto della Lazio.
E se le squalifiche sono sanzionate in modo diverso, a seconda di come si chiama la squadra, almeno possiamo contare sul fatto che qualche legge è uguale per tutti. Come quella del gol. E neanche il boemo o il capitano romanista possono fare qualcosa a riguardo.

Gianni Munari, 29 anni, festeggia l'1-1 dopo un errore di un attonito Stekelenburg.

03 settembre 2012

Meno trentacinque.

E anche questa è andata. La Samp vince anche la prima a Marassi contro un Siena abbastanza remissivo. Il 2-1 finale sta anzi un po' stretto alla squadra di Ferrara, che ha dimostrato di essere una buona compagine e che il colpo a San Siro non è stato solo oggetto di fortuna. Al contrario, Cosmi avrà molto da pensare, dato che i toscani sono sembrati poco consistenti ed incapaci di creare grossi pericolo. Per quanto ci riguarda, almeno questa volta, va bene così: la Samp si prepara a disputare un buon campionato, se la condizione la assisterà per l'intera stagione.

Il Doria si presenta con gli stessi undici che hanno compiuto il miracolo contro il Milan, con un'unica novità: Maresca, arrivato da pochi giorni, gioca come perno di centrocampo al posto del compassato Tissone. Il Siena si ripropone con lo stesso assetto tattico che ha portato il primo punto in campionato: 3-5-2 con Calaiò e Zé Eduardo davanti, mentre Rosina e Bogdani scaldano la panchina. La Samp dimostra subito di controllare l'andazzo della partita e si propone pericolosamente al 6': combinazione di fino tra Costa e Poli, cross del terzino sinistro ed Eder spara un destro che Pegolo respinge senza troppi problemi. Al 12', è lo stesso brasiliano a riprovarci, stavolta con meno fortuna. Infatti, il numero 23 prima tira addosso al portiere avversario, poi sparacchia alto da buona posizione, seppur con le spalle alla porta. La Samp continua ad impostare il suo gioco ed Estigarribia, al 18', tira da fuori area con un buon sinistro, impegnando Pegolo alla respinta. Il Siena pare troppo lento nelle ripartenze ed incapace di impostare una veloce manovra d'attacco.
Al 20' episodio dubbio in area senese: palla a Maxi Lopez, che si libera bene di avversario e segna l'1-0 dal limite dell'area di rigore. Peccato che il gioco sia già fermo, perché l'arbitro ha segnalato la carica del centravanti argentino ad un difensore del Siena. Gol annullato, ma la Samp non si ferma: tre minuti più tardi, una triangolazione tra Poli ed Eder porta il centrocampista blucerchiato al tiro, contrato da Neto in calcio d'angolo.
L'unico pericolo del Siena alla porta sampdoriana lo produce Del Grosso, con un bel sinistro da fuori area al 33': Romero lo disinnesca senza troppi problemi. Tutto sembra volgere al termine, quando un lampo "rubio" accende la notte di Marassi. La rimessa laterale di Berardi viene raccolta da Maxi Lopez in area; il biondo attaccante si gira, fa due passi e manda il pallone in rete con un bel sinistro a giro. 1-0 al 44' e la Genova blucerchiata è in delirio. Bel modo di presentarsi al suo pubblico per l'ex Catania, che sicuramente risulterà uno dei migliori del match.
Si va al riposo e la ripresa non porta grandi cambiamenti sul campo, anche se il Siena mette in campo Valiani al posto di un ex come Mannini. Ed i toscani propongono la prima occasione del secondo tempo, con Calaiò che gira alto un cross di Del Grosso. Insomma, i toscani non sono il massimo della prosperità davanti ed è così la Samp a sfiorare il raddoppio. Dopo l'ennesimo fallo di Felipe, Eder coglie il palo su punizione deviata dal limite dell'area: un po' sfortunato il brasiliano nel match odierno. Purtroppo, dopo i cambi di Zé Eduardo e Poli per Rosina e Munari, ecco l'episodio che rischia di cambiare una partita dominata: lancio di Vergassola, Calaiò stoppa bene e Gastaldello lo stende prima che l'ex Napoli possa calciare. Giallo al capitano doriano e rigore per i toscani. Romero si tuffa bene ed è fortunato, visto che Calaiò coglie il palo. Peccato che Vergassola si avventi sulla respinta e sigli l'1-1. Per il capitano del Siena è il quarto (!) gol contro la sua ex squadra, di cui ha vestito i colori negli anni bui della B.
Fortunatamente, la Samp è una squadra dotata sul piano del carattere e, pochi minuti dopo, arriva l'immediata risposta blucerchiata. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Obiang raccoglie il pallone, lo lavora e mette in mezzo, trovando la zuccata di capitan Gastaldello. 2-1 e secondo gol di "Gasta" contro la sua ex squadra; infatti, il numero 28 non esulta. Trovato il nuovo vantaggio, la Samp deve solo gestire. Giusto un paio di episodi significativi, come l'espulsione di Felipe per doppia ammonizione e la traversa di Maresca su calcio di punizione. Il resto è una lunga corsa sul prato di Marassi, alcune sostituzioni e l'ovazione all'entrata di Pozzi in campo, seppur solo per 10 minuti.

Romero 6.5 | Non soffre troppo, ma quando è impegnato si applica: para la bomba di Del Grosso e sul rigore aveva azzeccato l'angolo..
Berardi 6 | Atleticamente sta bene, purtroppo non mi sembra precisissimo in fase tecnica. Per ora va bene così, ma aspettiamo De Silvestri.
Gastaldello 6.5 | Con il gol si fa perdonare la castroneria sul rigore del Siena.
Rossini 6.5 | Più tranquilla la sua partita, Zé Eduardo non lo fa penare e Rosina agisce troppo lontano dall'area.
Costa 6.5 | Dalla sua parte il Siena si fa vedere poco. E allora, per lui, ci sono molti spazi per bucare la difesa avversaria. Mi sta sorprendendo in questo ruolo durante quest'inizio di campionato, anche se - pure qui - aspettiamo il terzino titolare.
Maresca 7 | Perfettamente a suo agio nel campionato che aveva lasciato sette anni fa, "il Capo" comanda il centrocampo senza paura.
Poli 6.5 | Molta cattiveria, ma dovrà migliorare in fase d'inserimento. Intanto si fa una gita con Prandelli..
Obiang 7 | Se continua sulla media di queste prime due gare di Serie A, sarà un campionato fantastico. Il ragazzo non è pronto, di più! Anche da interno di centrocampo è in grado di deliziare.
Estigarribia 7 | Bello deciso il paraguaiano, meno timoroso che a San Siro e sopratutto brucia il povero Del Grosso con le sue accelerazioni fulminanti.
Eder 6.5 | Un po' impreciso sotto porta, mettici anche la sfortuna ed il brasiliano non trova il gol. Le premesse sono buone, speriamo che - stavolta - faccia vedere quel che vale anche in A.
Maxi Lopez 7.5 | Che centravanti, signori miei. Rimango un po' scettico sulla media realizzativa, ma il lavoro di squadra che l'argentino fa è spettacolare: si sbatte, tiene alto il baricentro della Samp, segna e fa anche espellere Felipe. Non si poteva volere di più per il suo debutto ufficiale a Marassi.

Munari 6 | Il suo dinamismo è utile in un centrocampo molto tecnico, ma stanco nella ripresa.
Kristicic 6 | Continuo a pensare che il suo sacrificio come esterno ne limiti il potenziale. Ma se è l'unico modo per non bruciarne la crescita per la troppa sovrabbondanza a centrocampo, così sia.
Pozzi s.v. | Non vede palla e la partita è già bella che decisa. Ma quando un intero stadio ti aspetta solo per cantarti qualche coro di gioia, ne vale comunque la pena.

E ora c'è la pausa per le nazionali. La Samp ci va tranquilla, con sei punti (pardon, cinque) in saccoccia e due vittorie su due, come le ben più blasonate Juventus, Napoli e Lazio. Non abbiamo mostrato nulla in meno rispetto a queste squadre, certamente non lotteremo per alti obiettivi, ma come non si può essere fiduciosi? Ci vorrà tempo per confermare queste buone sensazioni, ma intanto ci godiamo il presente. Meno trentacinque alla salvezza, Pescara la prossima meta. Buona pausa a tutti e forza Doria!

Maxi Lopez, 28 anni, festeggiato da Eder, 26, dopo l'1-0 contro il Siena.

31 agosto 2012

Quasi tutto ok.

E' stata una lunga estate, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Parafrasando lo slogan della pubblicità di un famoso amaro, la Samp conclude la sua sessione estiva di mercato in maniera soddisfacente. Di sicuro, ci sono stati dei progressi in entrata, mentre in uscita Sensibile ha saputo fare delle buone cose, non riuscendo a liberarsi però del personaggio più discusso, ovvero l'ex capitano Angelo Palombo, che rimane alla Sampdoria nonostante sia evidentemente fuori dal progetto di Ciro Ferrara.

Edoardo Garrone, 51 anni, e Pasquale Sensibile, 40, a colloquio.


MOVIMENTI IN ENTRATA:
Berni (p, svincolato)
S. Poulsen (d, svincolato)
Costa (d, Reggina - riscatto a un milione di euro)
Castellini (d, Parma - nell'operazione Biabiany)
De Silvestri (d, Fiorentina - prestito oneroso a 250mila euro per un riscatto di quattro milioni)
Maresca (c, svincolato)
Tissone (c, Maiorca - fine prestito)
Poli (c, Inter - fine prestito)
Renan (c, Cluj - riscatto a 3,2 milioni di euro)
Palombo (c, Inter - fine prestito)
Estigarribia (c, Deportivo Maldonado - prestito con diritto di riscatto a cinque milioni di euro)
Eder (a, Empoli - riscatto a 3,5 milioni di euro)
Corazza (a, Portogruaro)
Maxi Lopez (a, Catania - prestito oneroso a 2,5 milioni di euro per un riscatto di sei milioni)

Diversi i movimenti in entrata, con gli acquisti che sono stati buoni e sullo stesso tenore del mercato invernale di quest'anno. Partiamo dai botti: sicuramente l'acquisto di Maxi Lopez è importante. Il ragazzo ha 28 anni, cercava una sistemazione e l'ha trovata a Genova, dove spero possa contribuire alla nostra salvezza. Personalmente, ritengo la cifra un po' alta, dato che le sue due ultime stagioni non sono stati esaltanti come la prima a Catania.. ma evidentemente ci credono in corte Lambruschini. Poi ci sono stati gli acquisti di Estigarribia e De Silvestri: se il paraguaiano veniva da una buona annata con la Juventus campione d'Italia, l'ex Under 21 ha vissuto un periodo negativo a Firenze negli ultimi tempi. La Samp potrebbe essere una piattaforma di rilancio. In ogni caso, per entrambi, il riscatto è alto, quindi bisogna sperare che i due possano veramente fare la differenza.
I riscatti di Costa, Renan e Eder sono una sorta di premio per la promozione ottenuta a Giugno. Quasi otto milioni totali per l'acquisizione dei cartellini dei tre giocatori, fondamentali nella rincorsa alla Serie A. Costa e Eder saranno utili a Ferrara, che li ha già schierati a Milano. Probabilmente ci sarà meno campo per il brasiliano, che è diventato uno dei beniamini del pubblico, ma che l'ex C.T. dell'Under 21 non vede molto. Berni è una mossa per tappare la falla lasciata da Da Costa, squalificato fino ad Ottobre per il calcio-scommesse. Castellini è una mossa incomprensibile, ma finché non metterà piede in campo potrà essere utile con la sua esperienza; anche se tenere Laczko piuttosto che l'ex Parma non sarebbe stata una cattiva idea..
Tissone è tornato da Maiorca dopo una buona annata: il suo gioco preciso, ma compassato è più che adatto al calcio spagnolo. Tuttavia, il club iberico non poteva permettersi il riscatto fissato a cinque milioni (!) di euro, perciò l'argentino è tornato alla Samp ed è diventato - almeno per ora - un perno nel modulo di Ferrara. Poli è stato prima conteso da Fiorentina e Juventus per poi rientrare nel progetto del nuovo allenatore della Samp. Non sono convintissimo sulla sua voglia di restare, ma a Milano è sembrato sul pezzo. Palombo era in uscita ed è rimasto tale, non è mai stato parte integrante della rosa. Corazza è un giovane che è stato subito girato alla squadra da cui proveniva, sebbene si fosse messo in luce durante il ritiro estivo. Infine Poulsen e Maresca, che sono i tasselli che servivano per completare la squadra: un terzino sinistro ed un centrocampista/regista d'esperienza.
A mio modo di vedere manca numericamente un esterno, ma proveremo a resistere così fino a Gennaio.

Voto 7.5

Maxi Lopez, 28 anni, qui al Gamper: il suo acquisto servirà alla salvezza della Samp?


MOVIMENTI IN USCITA:
Padelli (p, Udinese)
Fiorillo (p, Livorno - prestito con diritto di riscatto e controriscatto)
Rispoli (d, Parma - fine prestito)
Bastrini (d, Vicenza)
Bianco (d, Avellino)
Celjak (d, Grosseto - prestito)
Volta (d, Levante - prestito)
Cacciatore (d, Verona - prestito)
Foggia (c, Lazio - fine prestito)
Gentsoglou (c, Livorno - prestito con diritto di riscatto della metà e controriscatto)
Pellé (a, Parma - fine prestito)
Fornaroli (a, Panathinaikos)
Biabiany (a, Parma - comproprietà per 3,5 milioni di euro)
Corazza (a, Portogruaro - prestito)
Testardi (a, Lanciano - prestito)
Zaza (a, Ascoli - prestito)
Maccarone (a, Empoli - prestito)

Le operazioni in uscita sono state molte e non tutte sono andate a termine. Un gruppo di giocatori esclusi dal progetto di Ferrara - i cosiddetti "esodati" - si è allenato a parte in quel di Bogliasco. Padelli è stato acquistato a titolo definitivo dall'Udinese, dove era già stato il secondo l'anno passato. Fiorillo cerca gloria in quel di Livorno con un prestito, ma almeno per ora parte dalla panca: spero possa dimostrare il suo valore. Rispoli è tornato giustamente a Parma, dato che il suo rendimento è stato altalenante; ottimo nel finale, ma decisamente mediocre durante tutto il resto della stagione. Bianco e Bastrini hanno salutato la compagnia, dimostrando come i giovani primavera che vinsero il campionato nel 2008 non sono (o non saranno) dei campioncini come speravamo.
Celjak è partito per un nuovo prestito, dopo un buon campionato in Lega Pro con la maglia del Pergocrema. Cacciatore non ha ancora trovato la piazza ideale, nonostante la buona stagione a Varese, e riparte da una favorita alla promozione in Serie A come il Verona. Volta avrà opportunità di rivalutarsi e fare una nuova esperienza in quel di Valencia, dove ad attenderlo c'è il Levante, che giocherà anche l'Europa League. Foggia è partito dopo un campionato nel quale è stato utile, ma troppo discontinuo. E di fronte al riscatto fissato a quattro milioni di euro, la Samp ha opportunamente scelto di non esercitarlo.
Gentsoglou ha raggiunto Fiorillo a Livorno, per verificare se il suo acquisto è stato inutile o meno. Pellé è tornato a Parma, per poi ripartire nuovamente verso l'Olanda. Fornaroli ha definitivamente lasciato la Samp e vedremo se ci saranno dei rimpianti o se molti rimarranno contenti della sua cessione, dopo quattro anni di dubbi e di rimpianti.
Biabiany è stato riscattato - per la metà del suo cartellino - dal Parma, contento del campionato disputato dal francese. Corazza è ripartito nuovamente per il Portogruaro, mentre Testardi e Zaza proveranno ad imporsi in Serie B con le maglie di Virtus Lanciano ed Ascoli. Infine, uno dei casi più complicati è stato sbrogliato: Maccarone torna ancora ad Empoli, dopo i sei mesi dell'ultimo anno. Nuovamente in prestito, ma il suo contratto scadrà nel Giugno 2013 e quindi il suo caso è risolto una volta per tutte.
Il mercato in uscita è stato meno soddisfacente di quello in entrata. Non tutti gli esodati sono partiti, sopratutto Palombo è rimasto a Genova, rifiutando Parma, Bologna, Torino, incassando il "no" del Milan e scartando la destinazione Rubin Kazan (ricca e con l'Europa League, ma lontana). Il suo caso sembra quello di un giocatore desideroso di tenersi stretto il suo milione e mezzo d'ingaggio fino al 2015. Rimasti a Genova anche Semioli (sembrava fatta con la Pro Vercelli, poi è saltato tutto), Padalino e Foti (che sperava di trovare una squadra di B pronta ad investire su di lui). Personalmente, speravo anche nel prestito di Juan Antonio - che non è adattissimo al 4-3-3 di Ferrara e che rischia di bruciarsi - e nella cessione di uno/due centrocampisti, dato che si è in otto lì in mezzo per tre posti. Decisamente troppi.

Voto 6.5

Angelo Palombo, 30 anni: l'ex capitano è rimasto a Genova nonostante le richieste.


Il mercato è stato di medio livello. Speriamo lo possa essere anche il nostro campionato, con salvezza inclusa.

24 agosto 2012

Il giramondo ed il danese.

Passata la sbornia del Gamper, la Sampdoria si prepara ad affrontare nuovamente il campionato di Serie A, dopo la serie Bwin dell'anno scorso. E l'esordio è di quello da far tremare i polsi: lo scenario sarà il Meazza di Milano, l'avversario i rossoneri vice-campioni d'Italia. Che non se la passano benissimo, ma che restano comunque una compagine da temere, sebbene l'aria di smobilitazione e le operazioni di mercato in uscita stia deprimendo l'ambiente milanista. Ma ieri Edoardo Garrone, vice-presidente vicario, è intervenuto alla trasmissione "E' Sempre Calciomercato" su SKY Sport e ha dichiarato che le operazioni per portare Enzo Maresca e Simon Poulsen in blucerchiato sono in dirittura d'arrivo. Bisogna solo attendere di sfoltire meglio la rosa, con molti "esodati" che ancora si allenano a parte in quel di Bogliasco. Ma è meglio prevenire che curare, perciò conosciamo meglio questi due giocatori che faranno parte della Sampdoria 2012/2013.

Enzo Maresca, nato a Pontecagnano Faiano il 10 Febbraio 1980, è un calciatore professionista, ma sopratutto un giramondo. Già, perché il ragazzo campano è tutta la vita che gira per il mondo grazie al pallone. Cresciuto tra le giovanili del Milan e quelle del Cagliari, viene acquistato dal West Bromwich Albion nell'estate 1998. Gli inglesi, in tema di giovani, sono dei precursori e non sbagliano nemmeno sul giovane Maresca, dato che il centrocampista contribuisce all'ottima stagione del WBA, con cinque gol nella First Division (serie B inglese) in un anno e mezzo. Da lì, c'è il ritorno in Italia; il suo talento non è passato inosservato e la Vecchia Signora del calcio italiano lo chiama per prenderlo. Rimane di proprietà juventina per cinque anni, nei quali gioca (poco) con la maglia bianconera e si fa notare per le prodezze (altrove). Il prestito a Bologna nel 2001 lo lancia sulla scena del calcio italiano, la comproprietà a Piacenza nel 2003 lo consacra definitivamente, nonostante la retrocessione degli emiliani. Alla Juve lo ricorderanno più per l'esultanza per un gol nel derby contro il Torino che per le giocate in campo; la Fiorentina è l'ultima tappa prima di lasciare l'Italia. Salvati i viola con un ottimo campionato, Maresca parte per non tornare più.
Il centrocampista comincia a girare il mondo e la prima tappa, se non la più importante della sua intera carriera, è Siviglia: arriva in quel dell'Andalusia per 2.5 milioni di euro e trova una squadra che ha giocatori come Daniel Alves, Adriano, Luis Fabiano, Kanouté, Jesus Navas e lo sfortunato Puerta. I rojiblancos iniziano un'epopea di successi sotto la guida di Juande Ramos: due Coppe UEFA, una Supercoppa Europea, una Copa del Rey ed una Supercoppa di Spagna negli anni tra il 2006 ed il 2007. Se si analizzano nel dettaglio questi successi, Maresca è un giocatore chiave, addirittura segna sia nella prima finale di Coppa UEFA (due gol contro il Middlesbrough) che nella finale di Supercoppa Europea (un rigore contro il Barca). In ogni caso, il Siviglia ogni anno raggiunge puntualmente l'Europa e lo deve anche alla grinta ed alla tecnica del centrocampista italiano.
Ma tutte le cose belle finiscono prima o poi. E così Maresca riparte nel 2009, stavolta destinazione Grecia: difatti, il centrocampista sottoscrive un contratto con l'Olympiakos Pireo, con il quale gioca in Europa League e risulta essere ancora uno dei migliori. Ma la mancanza di stimoli e la voglia di una nuova sfida portano l'ormai 30enne italiano a rescindere il contratto con i greci, rinunciando anche a due milioni di euro d'ingaggio. Per l'uomo Maresca, contava di più avere una sfida stimolante da giocarsi.
Dall'Ottobre 2010, l'italiano comincia ad allenarsi con la Primavera della Fiorentina. Fino a che il Malaga, club spagnolo della Primera Division, non gli propone un contratto, che Maresca firma un contratto fino al 2012, con opzione per un altro anno. Il resto è storia recente: il centrocampista è una delle colonne della squadra che raggiunge i preliminari di Champions, che Maresca ha brillantemente disputato nella gara d'andata contro il Panathinaikos dell'altro giorno, per altro da capitano. Ha dimostrato che è ancora in forma ed in grado di dare un ottimo contributo a chiunque beneficerà dei suoi servigi calcistici. Una curiosità a margine: nonostante una carriera vincente ed un ottimo pedigree, Maresca rimane senza una presenza nella nazionale maggiore; a pensar male, viene da dire che l'aver giocato per molto tempo all'estero ed il suo temperamento l'abbiano penalizzato. Speriamo che alla Samp possa offrire tutta la sua esperienza ed il suo gioco veloce ed intelligente.

Enzo Maresca, 32 anni, capitano del Malaga (quasi) arrivato in Champions.


Di ben altro tenore è la carriera di Simon Poulsen, terzino sinistro classe 1984, nato a Sønderborg nell'Ottobre di 28 anni fa. Il giocatore danese cresce nella squadra della sua città, il SønderjyskE, e contribuisce alla promozione del club dalla seconda alla prima categoria del calcio danese nel 2005. Intanto, i rivali cittadini del FC Midtjylland cercano e riescono a convincere il giocatore al trasferimento nel loro club; questo tentativo di "tapping-up" fu anche denunciato alla Federazione Danese, ma alla fine il club della sua città lo lasciò andare. Nei due anni con la sua nuova squadra, Poulsen si afferma come il miglior esterno sinistro del campionato danese, conquistando finalmente anche la nazionale maggiore nel 2007, dopo aver giocato numerose partite per la nazionale U-21.
Nel Dicembre 2007, lo nota l'AZ di Alkmaar, che lo acquista per ben tre milioni di euro: una cessione che rimane - tuttora - la più remunerativa per il club di Herning. Nel nuovo club olandese, trova un maestro del calcio come Louis Van Gaal, che però non lo vede nel ruolo di allora, ovvero esterno alto sinistro. Allora, il tecnico olandese decide per il riadattamento di Poulsen stile Zambrotta: lo arretra fino a farlo diventare un terzino sinistro. Così, il danese trova più spazio sia nel club che in nazionale e diventa un punto fermo di entrambi, diventando fondamentale per la conquista della Eredivisie per l'AZ nel 2008/2009, che non vinceva il campionato dal 1981. Nel 2012, il contratto quadriennale di Poulsen è giunto a termine, ma non si è trovato l'accordo per il rinnovo ed il danese è rimasto libero sul mercato, attirando l'attenzione di vari club.
Se nel club tutto è andato per il meglio, non si può dire la stessa cosa per la permanenza in nazionale. Simon Poulsen è ancora un punto fermo della nazionale danese; il difensore ha alle spalle un Mondiale disputato (2010) e l'ultimo Europeo, ma dal 2008 al 2010 non ha messo piede in campo con la Danimarca, finché Morten Olsen non l'ha richiamato per il Mondiale sudafricano. Anche lì non è stato particolarmente fortunato: suo l'autogol che ha aperto la strada all'Olanda nella sfida tra gli Orange ed i danesi, conclusasi a favore dei primi per 2-0. L'Europeo che ha disputato in Ucraina e Polonia è stato di buon livello, indubbiamente può essere un giocatore utile alla causa blucerchiata; non attendevi però un salvatore della patria. E' un buon giocatore, non un campione. Esattamente ciò che serve a questa Samp.

Simon Poulsen, 28 anni, qui all'ultimo Europeo con la nazionale danese.

Il giramondo ed il danese. Ad entrambi auguro una buona avventura alla Samp e che possano permetterci di toglierci più soddisfazioni possibili. A cominciare da domenica nel teatro dei sogni.