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20 agosto 2018

Stagione che viene, eroi che trovi.

L'estate è finita (o quasi). La durata ristretta del calciomercato - grazie a Dio: non solo per ragioni logistiche, ma proprio di sopravvivenza lungo il caldo estivo - ha permesso alle squadre di Serie A di tracciare un bilancio al momento della prima giornata. E sebbene le tremende vicende del crollo di Ponte Morandi abbiano rinviato l'esordio della Sampdoria in campionato, si può tirare le somme prima della fine di agosto.

Marco Giampaolo, 51 anni, e una barba che cresce parallelamente alle difficoltà sul mercato.

A giugno avevo scritto che la Sampdoria difficilmente avrebbe potuto colmare la distanza che l'ha separata dall'Europa, ma c'erano delle cose da sistemare e dei legittimi dubbi. Come se la sarebbe cavata Osti senza la stampella Pecini? Chi sarebbe rimasto e chi sarebbe andato via? Quanto l'arrivo di Sabatini avrebbe condizionato il tutto in salsa sudamericana? E quali giocatori avremmo perseguito per la terza annata targata Giampaolo?

MERCATO IN USCITA - Voto 7-
(voto agosto 2017: 8,5)

Alla fine dello scorso campionato, la necessità era di liberarsi di alcuni pesi morti, in senso economico e tecnico (quindi non funzionali al progetto). Mentre si è fatta un po' di pulizia e si è usata la collaborazione con la Vis Pesaro per dare ad alcuni giovani minuti in Lega Pro, comunque alcuni punti sono clamorosamente mancati.
Vasco Regini e Jacopo Sala sono ancora a Genova, certificando come l'uscita dei due sia ormai virtualmente impossibile: il primo per motivi tecnici, il secondo per motivi economici (l'operazione con l'Hellas Verona del gennaio 2016 è una spada di Damocle sulle spalle della Samp). Rimangono in rosa, a disposizione di un tecnico che non credo conti su di loro.
Qualcun altro, invece, è andato via. Finalmente Ricky Álvarez è partito per il Messico - sfruttando la rescissione e firmando con l'Atlas -, mentre Matias Silvestre ha deciso di giocarsi le sue carte a Empoli, dove potrà fare da chioccia. Dispiace per la partenza di Emiliano Viviano, che ha trovato una chance unica di andare allo Sporting Lisbona per virtualmente chiudere la carriera.
Ci sono invece addii che erano annunciati, a partire da quello più grosso: Lucas Torreira ha salutato Genova dopo un biennio straordinario, accompagnato da un Mondiale da meritato protagonista. E quando finalmente l'Uruguay l'ha lasciato esprimere, l'Arsenal ha pagato 30 milioni di euro per averlo. Peccato per la clausola: per me, Lucas ne valeva 45-50 di milioni.
Allo stesso modo, si è scelto di lasciar andare Gian Marco Ferrari, ritornato al Sassuolo di fronte a una cifra impossibile per il riscatto. Se in fase di costruzione è stato utile, ha mostrato troppe debolezze nella seconda parte della stagione. Peccato anche per Ivan Strinić, ora ai box per un problema al cuore, ma passato al Milan dopo aver giocato la finale del Mondiale: per sei mesi, è stato il miglior terzino visto al Doria nell'ultimo lustro.
Diverse le operazioni di piccola taglia: sono curioso di vedere come si evolveranno le carriere di Michele Rocca e Giacomo Vrioni (rispettivamente in prestito a Livorno e Venezia), mentre ci saluta Andrés Ponce, trasferitosi all'Anzhi dopo tante premesse non rispettate. Allo stesso modo, Federico Bonazzoli ha una chance unica in un ambiente tranquillo come Padova.
Dopo tanta attesa, Valerio Verre è (giustamente) andato in prestito a Perugia, dove potrà giocarsi meglio le sue carte; lo stesso vale per Leonardo Capezzi a Empoli. Andrea Tozzo avrà un avanzamento di carriera in prestito all'Hellas Verona, mentre David Ivan - ve lo ricordate il gol al Palermo? - è finito alla Vis Pesaro. Ouch.
Chiusa finale su due pupilli personali e sulla cessione principale. Lorenzo Šimić e Filip Đuričić non faranno parte della Samp 2018-19: IMHO, due grandi errori. Šimić ha fatto discretamente a Empoli e Ferrara, ma Giampaolo non l'ha giudicato adatto al suo gioco (è rimasto in prestito alla Spal); il serbo ha vissuto quattro mesi straordinari a Benevento e ora dispenserà calcio a Reggio Emilia, sempre sotto De Zerbi.
Il finale è per Duván Zapata. Personalmente la cessione non mi trova in disaccordo: la cifra è consistente (14+12 = 26, ben più di quelli pagati al Napoli nell'agosto 2017), così come la sensazione che Giampaolo non fosse pienamente convinto dal centravanti. E neanche cederlo all'Atalanta è il problema, bensì non avere in mano un vero sostituto alla fine del mercato.

Duván Zapata, 27 anni, partito a sorpresa verso Bergamo.

MERCATO IN ENTRATA - Voto 6+
(voto agosto 2017: 7+)

Se da una parte le partenze sono state limitate (Praet e Bereszynski sono rimasti, invece pensavo sarebbero partiti), dall'altra le entrate sono state diverse, sebbene nessuna faccia urlare al colpo del secolo. Un paio ci si avvicinano - per necessità tecniche -, ma servivano tre colpi: un terzino sinistro, un regista per il post-Torreira e un altro centravanti. Diciamo che non siamo vicini a questo scenario.

Partiamo dai piccoli colpi: Vid Belec è rimasto con l'impressione di fare il secondo, ma sarà il terzo, perché la Sampdoria ha firmato Rafael - svincolato dal Napoli dopo quattro anni con tante ombre - come back-up. Gabriele Rolando è tornato dopo un ottimo anno a Palermo, ma parte da quinto terzino: un peccato. 
Bene invece il ritorno alla base di Maxime Leverbe, che era stato seguito dal Cagliari e che potrebbe essere il quarto o quinto centrale. Dipende come consideriamo Alex Ferrari, che per me è un esterno di fascia destra, quindi in competizione con Sala e Bereszynski: un giocatore volenteroso, che potrebbe essere utile in qualche momento della sstagione.
Per sostituire Viviano, la Sampdoria ha scelto Emil Audero: personalmente avrei evitato un affare di compra y recompra con la società più forte dello scenario italiano, ma il portiere di scuola Juventus ha fatto benissimo a Venezia e chissà che non si confermi a Genova.
Perché il mercato in entrata è stato appena sufficiente? Perché i giocatori sono arrivati, ma non sembrano aver colmato i tre buchi di parlavo a inizio paragrafo. Partiamo da davanti: ho apprezzato molto Grégoire Defrel tra Cesena e Reggio Emilia, ma il giocatore visto l'anno scorso a Roma - 20 presenze, una rete (su rigore) - non può valere 18,5 milioni di riscatto a fine anno.
Una vera e propria rapina a mano armata, inspiegabile per lo stato del francese, che comunque - nel sistema di Giampaolo - credo possa far bene. Serviva un regista per il post-Torreira? Saltato il ritorno di Obiang, si è puntato su un mix: da una parte l'esuberante gioventù di Rolando Vieira (arrivato dal Leeds per 6,5 milioni), dall'altra la solida esperienza di Albin Ekdal (che ho visto piuttosto in forma al Mondiale e non è costato praticamente nulla, quindi bene).
Per rinnovare parzialmente la difesa, due azzardi o scelte esotiche (lo scopriremo a fine campionato): Omar Colley è un difensore molto fisico, arrivato dal Genk e che va idealmente a sostituire Silvestre. Dovrebbe giocarsi il posto con Andersen, così come Júnior Tavares dovrebbe giocarselo con Murru: una scelta sudamericana in pieno stile Sabatini, ma forse sarebbe servito un terzino dal profilo molto più solido.
Ci sono però anche delle note positive. La prima è Jakub Jankto: la Sampdoria ha prelevato un giocatore stanco di rimanere a Udine, ma che può beneficiare dal passaggio tra le mani di Giampaolo. Dopo aver giocato da esterno in Friuli, l'obiettivo è trasformarlo in una mezzala: trucco già riuscito con Praet, perché non con lui?
Ma soprattutto Giampaolo riabbraccerà due pretoriani del suo anno a Empoli (costo complessivo dei riscatti a 16,5 milioni di euro): il primo è Lorenzo Tonelli, che è finalmente arrivato alla Sampdoria dopo 18 mesi di inseguimento a Napoli, dove la sua figura è stata poco valorizzata. Il tutto nonostante la presenza di Sarri: una cosa che non riuscirò mai a spiegarmi.
L'altro arrivo - al fotofinish - è quello di Riccardo Saponara, che ha giocato la miglior stagione della sua carriera sotto Giampaolo. Il 4-3-1-2 è tagliato per la sua presenza e sacrificare Ramírez qualche metro più avanti - piuttosto che passare al 4-3-2-1 - è la maniera giusta per far convivere tutti in pace. E personalmente non vedo l'ora di rivedere il giocatore ammirato a Empoli.

Si comincia domenica prossima, quando la Sampdoria sarà impegnata a Udine contro una squadra dai mille punti di domanda. Noi ne abbiamo di meno, ma la tensione tra Osti e Giampaolo, l'1-0 striminzito contro la Viterbese in Coppa Italia e un tecnico scontento per il mercato non depongono a favore del 2018-19, che rischia di essere una stagione incolore per la Sampdoria.

Lorenzo Tonelli, 28 anni, ha firmato per la Sampdoria dopo un anno e mezzo di inseguimento.

05 giugno 2018

Sulla riva del fiume.

Si ride, si scherza e si sogna. Oddio, sognare fa male: in questo biennio (soprattutto nella stagione appena conclusa), abbiamo visto come volare vicino al sole ci riduce come un novello Icaro del calcio contemporaneo. Però è giusto che la Sampdoria si faccia una domanda: quali sono le prospettive del prossimo futuro? Perché in questi giorni c'è un filo di confusione.

Dawid Kownacki, 21 anni, un giocatore su cui impostare il futuro.

Partiamo da quello che c'è stato, da una verità inconfutabile. Non fatevi ingannare dalla vittoria contro la Juventus, dalla partenza monstre di questo campionato o dalle strisce positive di quello passato: la nostra realtà è questa, quella di chi deve combattere per sopravvivere e può permettersi al massimo la parte sinistra della classifica.
Se l'anno scorso è stato una discreta indicazione in tal senso, quest'anno l'ha confermato. Paradossalmente, ero più preoccupato quest'anno, dopo aver perso diversi giocatori, piuttosto che nell'estate 2016, quando il fallimento del "progetto" Montella aveva generato un vuoto di panchina e un grosso punto interrogativo sul futuro.
Viene anche da chiedersi quale debba essere il giudizio sull'operato di Marco Giampaolo e sui suoi due anni alla guida del Doria. La risposta è semplice: nonostante il difetto dell'integralismo (un giorno qualcuno morirà di 4-3-1-2 e fantasia), l'allenatore abruzzese ha fatto un buon lavoro, portando la squadra due volte al 10° posto.
Non che manchino i difetti, eh. Il rendimento lunatico della squadra fa parte di un gruppo con un'età-media bassa (soprattutto al primo anno), ma dev'essere anche superato a lungo andare. Non possiamo permetterci il luna park emozionale, perché se ti dicesse bene è il 16 maggio 2010... ma se ti dicesse male, è il 15 maggio 2011.
Non ero così spaventato dall'eventuale partenza di Giampaolo. Ho sempre pensato che una novità ci avrebbe fatto bene, specie in una Serie A così livellata verso il basso, dove rischiare la retrocessione è un'impresa. Persino il Chievo più brutto degli ultimi anni e un Cagliari inguardabile sono riusciti a confermarsi nel campionato appena concluso.
E poi c'è la valorizzazione del parco tecnico, che conduce alla politica di player trading intrapresa negli ultimi anni. Politica verso cui sono favorevole, perché non c'è alternativa: la classe media non esiste più - a meno che non ti chiami Atalanta e il tuo progetto tecnico sia a prova di bomba - e bisogna pur sopravvivere in una qualche maniera.
Guardiamo ai lati positivi: siamo partiti dal luglio 2014, quando due giocatori di proprietà della Sampdoria hanno presenziato alla finale del Mondiale (Shkodran Mustafi da una parte, Sergio Romero dall'altra) e ci ritroviamo quattro anni più tardi con ben cinque giocatori che andranno a giocarsi Russia 2018 (e tre che forse l'avrebbero meritato e sono rimasti esclusi). Non è poco in questo mare di incognite.

La partita non contava nulla, ma le parole di Giampaolo nel post-gara non lasciano intravedere nulla di buono.

E poi? E poi ci sono comunque i dubbi, che permangono sulle nostre teste. Perché la dirigenza è in ristrutturazione, perché Daniele Pradè si sta per accasare all'Udinese e perché la possibile partenza di Riccardo Pecini - vero asso nella manica della Sampdoria dei tempi recenti - in direzione Empoli rischia di essere una botta dalla quale sarebbe difficile riprendersi.
Già, perché l'iper-lodato d.s. Carlo Osti è sempre lo stesso che ha condotto campagne acquisti con poca prospettiva senza un attento lavoro di scouting a sostenerlo. Ricordiamoci che la sua prima campagna acquisti ha annoverato l'acquisto di Fornasier, De Vitis, Gianluca Sansone, Barillà e il primo Petagna: non brillantissimo, ecco. 
Quindi attenzione, perché il mercato è il campo in cui ci giochiamo una serena sopravvivenza e non bisogna lavorarvi a cuor leggero. Lo stesso mercato da cui arriveranno delle necessità, perché la lista dei partenti rischia di esser lunga, a partire da quel Lucas Torreira che sembra non solo incamminato verso una grande carriera, ma che è già lontano da Genova.
A lui potrebbero aggiungersi Dennis Praet (la clausola da 26 milioni è una sicurezza, ma il mercato è gonfiato e qualcuno ci proverà), Emiliano Viviano (Sporting Lisbona, Parma e Bologna han già bussato), Bartosz Bereszynski (in un'epoca senza terzini, il polacco vale oro) e persino Gianluca Caprari (che ha deluso e dovrebbe ripartire altrove).
E cosa serve di preciso a questo club, qualora tutte queste pedine si muovessero? Beh, non servono solo i sostituti, i cui nomi potrebbero far piacere e produrre ulteriori plusvalenze: se arrivassero Skorupski, Zajc, Sensi, Widmer e un Bruno Petković (quest'ultimo per dare più spazio a Kownacki), sarei più che contento.
Poi ci sono anche le necessità immediate. Un vero terzino sinistro, visto che l'unico buono ha firmato per il Milan a costo zero e gli altri tre di questa stagione - Murru, Regini e Dodô - non ne facevano uno buono ASSIEME. Un regista, che non può esser come Torreira, ma deve andare in quella direzione, giocando sul corto.
Prioritaria è la dismissione di asset dannosi dal punto di vista tecnico, come Sala, Álvarez e soprattutto Regini, magari scegliendo anche un capitano più prestante. O di quelli economicamente pesanti a lungo termine: Barreto e Silvestre possono rimanere se accettano un ruolo minore, altrimenti è giusto che partano.

P.S. Una chiusura finale la voglio dedicare all'ipotesi De Zerbi, circolata per un mesetto alle voci di un Giampaolo verso Napoli (e che mi avrebbe fatto piacere vedere al "Ferraris"). Oggi l'ex tecnico del Benevento riparte da Sassuolo, una buona piazza per mettere in piedi un laboratorio tattico, nonostante Iachini abbia garantito loro un altro anno in A. Vedremo nell'estate 2019 che valutazioni faremo.

Lucas Torreira, 22 anni, probabilmente saluterà: è stato comunque bellissimo.

04 settembre 2017

Alla prova del campo.

Finita. Finalmente, direi: è stata una sessione di mercato abbastanza provante. Per le cifre, per il solito moralismo da risparmiarsi (vi rimando a questo come guida per la prossima estate), ma soprattutto perché la Sampdoria ha fatto alcune cose bene e altre meno. Siamo qui apposta per rivederle (anche se in ritardo).

Marco Giampaolo è sembrato parecchio scontento della situazione fino al 27 agosto, giorno di Fiorentina-Samp.

MOVIMENTI IN ENTRATA - Voto 7+

Cosa serviva a questa Sampdoria? Parecchio, vista la volontà - non manifesta, ma manifesta - di smontare la squadra e monetizzare il momento d'oro di diversi giocatori. In più, c'erano da considerare alcuni buchi della scorsa stagione: la situazione terzini, un altro centrale da cambio, un nuovo vice-Torreira e un reale vice-Quagliarella.
Parte di queste problematiche sono state risolte con largo anticipo. A centrocampo - l'unico reparto non toccato dalle rivoluzioni - sono rimasti tutti e sono pure rientrati sia Valerio Verre dal Pescara che Leonardo Capezzi dal Pescara. A questi, si sono aggiunti gli arrivi dei giovani Joachim Andersen e Božo Mikulić, con la speranza che possano seguire la strada di Skriniar e Mustafi.
Sui terzini, non si è trovata una soluzione uniforme. Senza le cessioni di Sala e Bereszynski a destra, lo scenario è rimasto invariato. Diverso lo sviluppo a sinistra, dove la Sampdoria si è ritrovata al 31 di agosto con QUATTRO terzini mancini. Nicola Murru è arrivato per una cifra spropositata (7M + Cigarini: una follia, forse l'unico grande errore in entrata), salvo esser bocciato dopo un mese sotto Giampaolo.
Così, la Sampdoria ha dovuto mettere una pezza al 31 agosto, approfittando del contratto in scadenza tra il Napoli e Ivan Strinic. Il croato non è un fulmine di guerra, ma è un giocatore esperto arrivato a poco (2M) e sicuramente è un upgrade rispetto a chiunque potesse esser provato in quella posizione: quindi, bene così.
Sui centrali si è speso pesantemente, ma ne è arrivato solo uno. La cessione di Vasco Regini non solo non si è concretizzata (Spal e Cagliari esultano), ma è arrivato pure il rinnovo di contratto fino al 2021 (perché era quello di cui c'era bisogno...) e la sua ricollocazione al centro. Così, niente Lorrenzo Tonelli, che è il vero rimpianto di questa sessione estiva, perché sarebbe stato un acquistone.
Invece, ad agosto è arrivato Gian Marco Ferrari, centrale interessante e in ascesa dopo l'annata al Crotone. Tornato al Sassuolo (proprietario del suo cartellino), è arrivato alla Sampdoria in prestito con diritto di riscatto (e contro-riscatto per il club emiliano): un'operazione che costerà 15M (avete letto bene) al Doria. Una cifra abnorme, ma potenzialmente Ferrari potrebbe valere quest'investimento. In fondo, è sempre il mercato in cui Skriniar è stato valutato 35 milioni...
Infine, l'attacco. Partiti quasi tutti, servivano nuovi interpreti. Gianluca Caprari è costato tanto (13M a bilancio dall'Inter, ma per me non ne valeva più di 6-7), ma rimane una buona opzione, perché finalmente potrà allargarsi e fare quei movimenti che tanto Giampaolo apprezza negli attaccanti, in modo da aprire il campo agli inserimenti delle mezzali e del trequartista.
C'è anche un nuovo "10": si sperava in un nome meno costoso per età e storia recente, ma Gastón Ramírez è un usato sicuro. Classe '90, a Bologna ha fatto benissimo, in Inghilterra molto meno, complici anche l'infortunio. Nonostante i cinque anni di lontananza dall'Italia, sembra essersi ben inserito nella Samp, specie a Firenze.
E poi c'è il "9". Qualcuno che insidi Quagliarella e gli eviti altre 37 partite quest'anno. Dawid Kownacki è interessante, ma avrà bisogno di un biennio per emergere; Duván Zapata è invece una solida certezza, uno da doppia cifra. Dovrà giocare in modo diverso da Udine ed è sembrato una soluzione d'emergenza per Giampaolo al 31 d'agosto: lo dimostra anche la cifra spesa (3M di prestito + riscatto a 17M = acquisto più costoso nella storia del club).

Dopo il 2-1 al Benevento, stesso punteggio per cogliere una vittoria soffertissima a Firenze.

MOVIMENTI IN USCITA - Voto 8,5

La Sampdoria è andata in full mode e ha deciso di monetizzare tutto e subito, complice anche le volontà dei giocatori. Quasi tutti i gioielli della scorsa annata hanno preso la porta d'uscita, anche quelli meno pronosticati. E c'erano un paio di giocatori attorno a cui giravano i destini della Sampdoria 2017-18.
Partiamo dalle operazioni minori: Šimić e Leverbe in prestito, così come Baumgartner e Bonazzoli (ma alla Spal troverà spazio? Ho dei dubbi...). Pavlovic ha scelto di lasciare Genova per Crotone (peccato che sia andata male), così come Martinelli, Fedato e De Vitis hanno lasciato il Doria. La notizia del ritiro di Angelo Palombo è stata inaspettata, ma ci stava dopo la scorsa stagione.
Molto girava attorno a Patrik Schick: sarebbe dovuto essere il primo a partire, è stato l'ultimo, tanto che l'accordo con la Roma è arrivato solo il 30 agosto. Doveva essere della Juve, l'Inter l'ha sognato tutta l'estate e alla fine si è vestito il giallorosso. Visto il conguaglio - 5M ora + 37 fino al giugno 2020 e una percentuale sulla futura rivendita -, è un affare.
Luis Muriel ha scelto Siviglia, una piazza che può finalmente consacrarlo anche in Liga, e la Sampdoria ne ha ricavato 20M. Forse la cessione che DOVEVA arrivare per eccellenza. Anche Bruno Fernandes ha scelto le latitudini iberiche, tornando in patria allo Sporting Lisbona dopo che la Samp l'aveva appena riscattato dall'Udinese (7M di spesa, 8,5 di ricavo).
E mentre i reietti Cigarini e Budimir hanno scelto di ripartire altrove (il regista a Cagliari nell'affare Murru, l'attaccante in prestito con diritto di riscatto a Crotone), la Sampdoria ha fatto un altro affare clamoroso con Milan Skriniar. Non sarebbe dovuto partire, ma di fronte a 23M + il cartellino di Caprari, anch'io l'avrei portato in spalla nella Milano nerazzurra.
Rimpianti? Ce ne sono. Come al solito, in questa categoria le cessioni sono sempre più facilmente oggetto di discussioni rispetto ai potenziali nuovi volti. Detto di Regini, Dodô è ancora incredibilmente a Genova (il riscatto nel giugno 2018 appare una chimera), così come Sala e Álvarez, che non hanno trovato le offerte giuste per salutare il Doria.
Come l'anno scorso, a sorridere è il bilancio: mettendo insieme i ricavi delle varie cessioni assieme alle spese, il saldo è positivo (77,5 M le seconde, 87 i primi = +10 M). Quest'anno la Samp ha scelto di investire di più e scendere a patti con un mercato folle per cifre e valutazioni. Magari l'anno prossimo ci saranno cambiamenti, chissà.

Gianluca Caprari può migliorare, ma la partenza è stata promettente.

03 maggio 2017

Sei personaggi in cerca di certezze.

Tempo di primavera, di bilanci. E anche di pensieri estivi, perché la Samp ripartirà senza qualche pezzo. Per ora la speranza è di vedere un'unica partenza, ma se si vorrà rinforzare alcune zone del campo, è inevitabile pensare a un doppio addio, purché sia ben calcolato. Abbiamo provato a farci qualche domanda, con tanto di "pericolosità di mercato" (ovvero le conseguenze di una possibile partenza di un X giocatore).

Luis Muriel, 26 anni, è il partente designato.

Luis Muriel
Bilancio stagionale: 31 presenze, 12 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 17M, clausola rescissoria 28M
Pericolosità di mercato: 20% (se rimane Schick), altrimenti 60%

Sarà la cessione designata. Si attende solo l'offerta giusta, visto che gli interessamenti - dall'Italia e dall'estero - non sono mancati. Se qualcuno pagasse la clausola da 28 milioni di euro, sarebbe il giusto addio: Muriel non può maturare più di così e nessuno avrebbe scommesso su una sua esplosione dopo tanti anni di attesa. In più, con Schick così in forma, il suo addio sarebbe attutito. 

Lucas Torreira
Bilancio stagionale: 32 presenze, 0 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 6M, richiesta Samp 15M
Pericolosità di mercato: 75% (con la giusta offerta)

Si è detto spesso che l'eventuale secondo pezzo da sacrificare sarà proprio Torreira, se non altro perché l'accordo sul rinnovo fatica ad arrivare. Tuttavia, l'uruguayano è forse il pezzo più prezioso del 4-3-1-2 di Giampaolo. E a differenza di Skriniar e Muriel, non c'è un cambio nell'immediato presente. Verre arriverà il prossimo anno e sembra più una mezzala.

Milan Škriniar
Bilancio stagionale: 32 presenze, 0 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 4M, richiesta Samp 15M (per ora)
Pericolosità di mercato: 60%

Il discorso è semplice: il ragazzo è maturato a dismisura, ma farebbe bene a restare un'altra stagione sotto l'ala protettiva di Giampaolo, che l'ha sempre difeso, anche nei momenti più difficili. Oggi è una colonna blucerchiata e la sua partenza sarebbe dannosa per un motivo principale: il suo erede designato Simic non ha ancora esordito in campionato. Sarebbe incauto lasciarlo andare senza aver lasciato i giusti insegnamenti.

Patrik Schick, 21 anni, e Milan Skriniar, 22: assi futuri.

Bruno Fernandes
Bilancio stagionale: 32 presenze, 5 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 7M, eventuale richiesta 15M?
Pericolosità di mercato: 55%

Qui parliamo dell'unico giocatore di questa lista che non ha avuto alcuna richiesta: attualmente è in prestito dall'Udinese e verrà certamente riscattato dalla Samp a fine stagione. Un'operazione da sei milioni di euro, ma non è detto che qualcuno non si interessi in estate. Si sconsiglia la cessione per un semplice motivo: è l'uomo che ha mostrato più doti nel ruolo di 10, con Praet, Álvarez e Djuricic tutti rimandati per diversi motivi.

Karol Linetty
Bilancio stagionale: 34 presenze, 0 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 6M, richiesta Samp 15-20M?
Pericolosità di mercato: 35%

Le chance che il polacco lasci la Samp già quest'estate sono poche; tuttavia, sia la Juve che il Borussia Dortmund si sono informate. E io stesso sono convinto che Linetty sia un giocatore che proseguirà la carriera all'estero: tutto sta nell'ottenere il massimo dalla sua vendita futura. Che mi auguro che non sia a giugno, perché il centrocampo Samp è pieno di mezzali, ma l'ex Lech Poznan può essere più continuo.

Patrik Schick
Bilancio stagionale: 31 presenze, 13 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 7M, clausola rescissoria da 25M, richiesta da oltre 40M
Pericolosità di mercato: 20% (se non parte Muriel), altrimenti 80%

La speranza è che possa rimanere con adeguamento d'ingaggio e aumento della clausola rescissoria. Tuttavia, l'asta scatenatasi non promette bene. Resta l'ottima intuizione di Pecini e un'operazione che eventualmente porterà comunque un introito almeno sei volte più grande di quanto speso nel giugno 2016.

Karol Linetty, 22 anni, destinato a un futuro brillante.

03 febbraio 2016

Il grande silenzio.

Doveva esserci una sorta di rivoluzione per accontentare l'allenatore e invece di mosse rilevanti ce ne sono state poche. Anzi, una c'è stata: quella meno adatta, anche se forse un po' forzata. Il calciomercato invernale del 2016 si chiude male per la Samp, che si ritrova con gli stessi problemi di prima e gli acquisti non appaiono incoraggianti.

Dodô, 23 anni, è il nuovo terzino della Samp.

Cosa serviva alla Samp in entrata? Un terzino sinistro, un centrale forte e un paio di centrocampisti dai piedi buoni. Tutto questo indipendentemente dal fatto che la squadra verrà schierata a quattro o a tre da Montella: il secondo tempo di Bologna sembra aver dato un'indicazione in questo secondo senso, ma vediamo le operazioni nel dettaglio.
Alla voce arrivi, la casella è rimasta mestamente vuota fino al 17-18 gennaio, quando il transfer di Ricky Alvarez è stato finalmente reso valido e l'argentino è stato a disposizione dell'allenatore. Dopo i tanti infortuni con Inter e Sunderland, il suo acquisto a costo zero è il classico azzardo: speriamo che vada invece di spaccarsi un'altra volta.
L'esterno è stato trovato in Dodô, brasiliano che in due anni e mezzo non ha ancora giustificato l'azzardo che Sabatini fece nell'estate 2012. L'ex Corinthians ha girato tra la Capitale e Milano, senza mai trovare continuità: se difende come domenica, non credo che la troverà neanche da noi. Mi tengo i miei dubbi.
Al centro due gli acquisti. Se Mobido Diakitè è un arrivo dell'ultimo minuto che serve solo per completare il quartetto di centrali, l'operazione Andrea Ranocchia - in prestito dall'Inter - è fumo negli occhi. Il ragazzo quest'anno non ha mai giocato e negli ultimi due anni è stato insufficiente. Come si può pensare che possa risolvere i problemi difensivi della Samp?
Anche in questo caso, la partita di Bologna dà qualche indicazione (vedi l'errore nel secondo gol rossoblu). Lui pensa a Euro 2016, io rimpiango Giulio Falcone. Così come non ho capito l'arrivo di Jacopo Sala a Genova in prestito con obbligo di riscatto fissato a cinque milioni di euro: di terzini destri siamo pieni.
Tra Cassani, Pereira (saltato il prestito all'Hellas) e De Silvestri, ne avevamo bisogno? Oppure il buon Lollo ha di nuovo problemi fisici? Quasi la metà dei soldi di una cessione importante sono volati via anche con il ritorno di Fabio Quagliarella, arrivato dal Torino con la stessa formula di Sala e un riscatto fissato a 2,7 milioni di euro alla fine del 2015-16.
Personalmente sono combattuto. Il cuore mi dice di esser felice: è tornato un giocatore che ha lasciato un ricordo importante pur rimanendo al Doria una sola stagione. Il cervello mi dice che è l'acquisto sbagliato: solo con un attacco a due punte avrebbe senso il suo arrivo. Se sarà ancora 3-4-2-1 o 4-2-3-1, Quagliarella non è collocabile dal punto tattico.
Vedremo quale delle due opzioni sarà buona. Intanto la Samp si è cautelata anche per il futuro, prelevando il difensore slovacco Milan Škriniar, classe '95 arrivato dallo Zilina. Possiamo solo sperare in un nuovo Mustafi.
Riassumendo... ci serviva un terzino ed è arrivato un (ex) giovane senza speranze; ci serviva un centrale ed è arrivato Ranocchia; ci servivano due centrocampisti dai piedi buoni e non è arrivato nessuno. Il tutto spendendo un milione di euro in tutto il mercato invernale.
OPERAZIONI IN ENTRATA: voto 5

#BentornatoQuaglia, ma speriamo in bene.

Anche per le operazioni in uscita c'è contrasto. Due gli obiettivi: evitare partenze importanti e far giocare i giovani finora poco utilizzati. E non è che sia andata benissimo. Una lancia ogni tanto bisogna spezzarla anche in favore del deludente Osti: qualcuno effettivamente è andato a giocare. Prendiamo gli esempi di Rocca e Bonazzoli, in prestito alla Virtus Lanciano.
Pedro Pereira era stato promesso all'Hellas, dove avrebbe preso il posto lasciato da Sala come terzino destro. Invece è saltato tutto all'ultimo. Ripeto: non vorrei che De Silvestri stesse avendo nuove difficoltà fisiche. Forse anche Krsticic sarebbe dovuto partire per giocare (c'era il Club Brugge), ma rimarrà a disposizione di Montella (stavolta integro).
Impossibile liberarsi invece di Djamel Mesbah, che ha rifiutato qualunque destinazione per giocarsi le sue chance alla Samp. Peccato che proprio ieri notte sia stato pizzicato dai carabinieri con un tasso alcolico alto e la Samp sia pronta a chiedere la rescissione. Per l'algerino - mussulmano - non c'è metafora migliore di «Se Maometto non va alla montagna...».
Fallita la svendita di Muriel e lo scambio con l'Udinese riguardante Barreto e Bruno Fernandes, non sono comunque mancate le partenze. Coda è andato a Pescara, con la speranza di tornare in A con gli abruzzesi. Regini era in scadenza, ma ha allungato il contratto e si è poi trasferito al Napoli in prestito con diritto di riscatto: speriamo che i partenopei ci caschino.
A sorpresa, anche Ervin Zukanović ha lasciato la Genova blucerchiata. Forse in maniera indolore: a parte i tre gol realizzati in campionato, il bosniaco non ha mai trovato la collocazione adatta in campo. Troppo lento per fare il terzino, troppo poco abituato a fare il centrale. E la Samp ci ha pure guadagnato: pagato tre milioni in estate, la Roma lo pagherà a quattro.
La vera delusione è la partenza di Éder. Attenzione: non che il ragazzo abbia spinto per rimanere a tutti i costi fino a giugno, nonostante un contratto rinnovato a settembre scorso fino al giugno 2020. Dopo un campionato straordinario, l'italo-brasiliano ha deciso (giustamente) di cogliere l'occasione della vita e passare all'Inter, rifiutando la migliore offerta del Leicester.
Un'altra cosa ha rattristato però i tifosi, ovvero la poca resistenza della società. Con quel contratto in mano, la Samp doveva dire di no. O al massimo cedere Soriano, giocatore creativo, ma troppo discontinuo per rimanere. Invece la Samp ha scelto di monetizzare Éder e probabilmente cederà comunque Soriano a giugno. Cosa sta succedendo? Ai posteri l'ardua sentenza.
OPERAZIONI IN USCITA: voto 5

L'addio di Éder fa male, economicamente e tecnicamente. La sua prima non è andata benissimo.

05 febbraio 2015

Sogno o son desto?

Mai visto un gennaio così movimentato alla Sampdoria. Neanche nel 2009, quando arrivò un allora poco prolifico Pazzini per metterlo accanto a Cassano. Un gran calciomercato sia in entrata che in uscita, con la speranza che questo possa servire a centrare l'obiettivo europeo. Andiamo ad analizzare quanto accaduto in quest'inverno così impegnativo per la società blucerchiata, che si è messa all'opera con largo anticipo.

Massimo Ferrero, 63 anni, con Luis Muriel, 23, e Samuel Eto'o, 33.

I fuochi d'artificio sono l'immagine migliore per descrivere le operazioni in entrata della società blucerchiata. Del 4-3-3 che ha portato la Samp al terzo posto c'era poco da cambiare: qualche occasione poteva esser colta, ma in realtà si è deciso per una totale rivoluzione. Da quando si è capito che Gabbiadini sarebbe effettivamente andato al Napoli, Mihajlovic ha svoltato sul 4-3-1-2. Da qui la decisione di passare a un mercato effervescente.
Il colpo dell'inverno è stato Samuel Eto'o, arrivato dall'Everton dopo essersi liberato dal contratto che lo legava all'Everton. Tre anni e mezzo di contratto, nei quali si trova anche l'anno da dirigente che la Samp gli ha offerto. Un colpaccio mediatico, ma bisognerà vedere anche come si adatterà il camerunense alla nuova Serie A: se l'attaccante non è quello del Triplete interista, neanche la massima serie italiana è così difficile. Ergo potrebbe esser subito utile e aiutare la Samp a centrare il tanto cercato obiettivo europeo.
Un altro colpaccio - almeno in prospettiva - è quello di Luis Fernando Muriel. Personalmente sono innamorato del colombiano, capace di farmi rivedere in alcune occasioni il primo Ronaldo interista. Tuttavia, i dubbi sulla sua tenuta fisica sono tanti: quest'anno all'Udinese non ha praticamente messo piede in campo e nel 2013-14 il rendimento è stato deficitario. Per tornare quello visto tra Lecce e il primo anno in bianconero, bisognerà aspettarlo.
Un altro che merita di essere atteso è Joaquin Correa, arrivato per otto milioni di dollari dall'Estudiantes de La Plata. Il club argentino ha come presidente Juan Sebastian Veron, che ha pesato nella decisione del giovane trequartista di andare alla Sampdoria. Classe '94, dovrà assorbire l'impatto con la Serie A e il calcio europeo. Certo è che il ragazzo è molto interessante, che ha margini di miglioramento notevoli e che nel 4-3-1-2 potrebbe rivelarsi quello che Pastore è stato per il Palermo qualche anno fa. Tutto sta nel dargli il giusto tempo e la fiducia necessaria (Mihajlovic speriamo non commetta errori in questo).
Infine, le altre operazioni sono servite ad avere altri ricambi. Coda è arrivato nell'operazione Muriel e sarà utile per rimpiazzare Fornasier, andato in prestito. Bonazzoli è un classe '97 promettente, ma è stato pagato tanto. L'Inter potrà riscattarlo nei prossimi anni, ma per ora l'attaccante rimane a Milano a far la spola tra prima squadra e Primavera. Acquah sostituirà Krsticic, Frison prende il posto di Da Costa e Muñoz rimarrà per sei mesi in prestito, prima di andare al Milan. Varga e Hromada sono arrivati come compensazione per la metà di Beltrame, mentre Muzzi jr. rimpinguerà la rosa della Primavera blucerchiata.
OPERAZIONI IN ENTRATA: voto 7.5


Se è in entrata si è fatto tanto, in realtà è in uscita che il compito era difficile. Il d.s. blucerchiato Osti doveva piazzare molti giocatori e ha avuto a che fare con delle uscite inaspettate. La prima perdita imprevista è stata quella di Manolo Gabbiadini, passato al Napoli. I partenopei hanno pagato 13 milioni di euro le due metà di Juve e Samp. Il timore della società di Corte Lambruschini era di perdere l'attaccante a giugno a favore della Juventus. Una paura che ha spinto a lasciar partire il numero 11 anche contro il parere di Mihajlovic.
Un'altra operazione dolorosa e imprevista in uscita è stata quella riguardante il capitano Daniele Gastaldello. Colonna della Samp dal 2007, il numero 28 è stato in grado di guadagnarsi la fiducia dei tifosi e di quasi tutti i tecnici che sono passati sulla panchina blucerchiata. L'offerta di un triennale l'ha attratto troppo: in fondo il Bologna tornerà a breve in A e il progetto americano sembra importante. Difficile dire di no, comprensibile il suo addio.
Un altro trio che ha seguito il difensore a Bologna è quello rappresentato da Gianluca Sansone, Angelo Da Costa e Nenad Krsticic. Tutti prestiti, ma il portiere andrà in scadenza a giugno e quindi rimarrà in Emilia, così come ci sono buone possibilità che anche Sansone stia al Dall'Ara. Diverso il discorso per il serbo, per il quale c'è un diritto di riscatto, ma c'è anche una minima chance di tornare in blucerchiato. Tutte e tre le operazioni hanno un senso: Sansone trovava poco spazio con Mihajlovic, Da Costa era diventato il terzo portiere con il ritorno di Romero e Krsticic stava perdendo smalto a forza di stare in panchina.
Fedato ha lasciato Genova per Modena: operazione in prestito, inevitabile viste le poche presenze e il passaggio al 4-3-1-2. Anche Fornasier è andato alla caccia di continuità a Pescara: la cosa migliore, visto che secondo l'ex Manchester United ha un bisogno disperato di giocare per crescere. Beltrame è tornato alla Juve, mentre Hromada - appena trasferitosi alla Samp - è stato subito girato alla Pro Vercelli in B. Due considerazioni finali: a) il mercato è stato positivo perché tutte le operazioni in uscita sono state colmate con le entrate adeguate; b) un peccato che Wszolek non abbia accettato il Pescara: meglio giocare in B per sei mesi che stare un anno fermo in una squadra di A.
OPERAZIONI IN USCITA: voto 7.5

31 agosto 2012

Quasi tutto ok.

E' stata una lunga estate, ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Parafrasando lo slogan della pubblicità di un famoso amaro, la Samp conclude la sua sessione estiva di mercato in maniera soddisfacente. Di sicuro, ci sono stati dei progressi in entrata, mentre in uscita Sensibile ha saputo fare delle buone cose, non riuscendo a liberarsi però del personaggio più discusso, ovvero l'ex capitano Angelo Palombo, che rimane alla Sampdoria nonostante sia evidentemente fuori dal progetto di Ciro Ferrara.

Edoardo Garrone, 51 anni, e Pasquale Sensibile, 40, a colloquio.


MOVIMENTI IN ENTRATA:
Berni (p, svincolato)
S. Poulsen (d, svincolato)
Costa (d, Reggina - riscatto a un milione di euro)
Castellini (d, Parma - nell'operazione Biabiany)
De Silvestri (d, Fiorentina - prestito oneroso a 250mila euro per un riscatto di quattro milioni)
Maresca (c, svincolato)
Tissone (c, Maiorca - fine prestito)
Poli (c, Inter - fine prestito)
Renan (c, Cluj - riscatto a 3,2 milioni di euro)
Palombo (c, Inter - fine prestito)
Estigarribia (c, Deportivo Maldonado - prestito con diritto di riscatto a cinque milioni di euro)
Eder (a, Empoli - riscatto a 3,5 milioni di euro)
Corazza (a, Portogruaro)
Maxi Lopez (a, Catania - prestito oneroso a 2,5 milioni di euro per un riscatto di sei milioni)

Diversi i movimenti in entrata, con gli acquisti che sono stati buoni e sullo stesso tenore del mercato invernale di quest'anno. Partiamo dai botti: sicuramente l'acquisto di Maxi Lopez è importante. Il ragazzo ha 28 anni, cercava una sistemazione e l'ha trovata a Genova, dove spero possa contribuire alla nostra salvezza. Personalmente, ritengo la cifra un po' alta, dato che le sue due ultime stagioni non sono stati esaltanti come la prima a Catania.. ma evidentemente ci credono in corte Lambruschini. Poi ci sono stati gli acquisti di Estigarribia e De Silvestri: se il paraguaiano veniva da una buona annata con la Juventus campione d'Italia, l'ex Under 21 ha vissuto un periodo negativo a Firenze negli ultimi tempi. La Samp potrebbe essere una piattaforma di rilancio. In ogni caso, per entrambi, il riscatto è alto, quindi bisogna sperare che i due possano veramente fare la differenza.
I riscatti di Costa, Renan e Eder sono una sorta di premio per la promozione ottenuta a Giugno. Quasi otto milioni totali per l'acquisizione dei cartellini dei tre giocatori, fondamentali nella rincorsa alla Serie A. Costa e Eder saranno utili a Ferrara, che li ha già schierati a Milano. Probabilmente ci sarà meno campo per il brasiliano, che è diventato uno dei beniamini del pubblico, ma che l'ex C.T. dell'Under 21 non vede molto. Berni è una mossa per tappare la falla lasciata da Da Costa, squalificato fino ad Ottobre per il calcio-scommesse. Castellini è una mossa incomprensibile, ma finché non metterà piede in campo potrà essere utile con la sua esperienza; anche se tenere Laczko piuttosto che l'ex Parma non sarebbe stata una cattiva idea..
Tissone è tornato da Maiorca dopo una buona annata: il suo gioco preciso, ma compassato è più che adatto al calcio spagnolo. Tuttavia, il club iberico non poteva permettersi il riscatto fissato a cinque milioni (!) di euro, perciò l'argentino è tornato alla Samp ed è diventato - almeno per ora - un perno nel modulo di Ferrara. Poli è stato prima conteso da Fiorentina e Juventus per poi rientrare nel progetto del nuovo allenatore della Samp. Non sono convintissimo sulla sua voglia di restare, ma a Milano è sembrato sul pezzo. Palombo era in uscita ed è rimasto tale, non è mai stato parte integrante della rosa. Corazza è un giovane che è stato subito girato alla squadra da cui proveniva, sebbene si fosse messo in luce durante il ritiro estivo. Infine Poulsen e Maresca, che sono i tasselli che servivano per completare la squadra: un terzino sinistro ed un centrocampista/regista d'esperienza.
A mio modo di vedere manca numericamente un esterno, ma proveremo a resistere così fino a Gennaio.

Voto 7.5

Maxi Lopez, 28 anni, qui al Gamper: il suo acquisto servirà alla salvezza della Samp?


MOVIMENTI IN USCITA:
Padelli (p, Udinese)
Fiorillo (p, Livorno - prestito con diritto di riscatto e controriscatto)
Rispoli (d, Parma - fine prestito)
Bastrini (d, Vicenza)
Bianco (d, Avellino)
Celjak (d, Grosseto - prestito)
Volta (d, Levante - prestito)
Cacciatore (d, Verona - prestito)
Foggia (c, Lazio - fine prestito)
Gentsoglou (c, Livorno - prestito con diritto di riscatto della metà e controriscatto)
Pellé (a, Parma - fine prestito)
Fornaroli (a, Panathinaikos)
Biabiany (a, Parma - comproprietà per 3,5 milioni di euro)
Corazza (a, Portogruaro - prestito)
Testardi (a, Lanciano - prestito)
Zaza (a, Ascoli - prestito)
Maccarone (a, Empoli - prestito)

Le operazioni in uscita sono state molte e non tutte sono andate a termine. Un gruppo di giocatori esclusi dal progetto di Ferrara - i cosiddetti "esodati" - si è allenato a parte in quel di Bogliasco. Padelli è stato acquistato a titolo definitivo dall'Udinese, dove era già stato il secondo l'anno passato. Fiorillo cerca gloria in quel di Livorno con un prestito, ma almeno per ora parte dalla panca: spero possa dimostrare il suo valore. Rispoli è tornato giustamente a Parma, dato che il suo rendimento è stato altalenante; ottimo nel finale, ma decisamente mediocre durante tutto il resto della stagione. Bianco e Bastrini hanno salutato la compagnia, dimostrando come i giovani primavera che vinsero il campionato nel 2008 non sono (o non saranno) dei campioncini come speravamo.
Celjak è partito per un nuovo prestito, dopo un buon campionato in Lega Pro con la maglia del Pergocrema. Cacciatore non ha ancora trovato la piazza ideale, nonostante la buona stagione a Varese, e riparte da una favorita alla promozione in Serie A come il Verona. Volta avrà opportunità di rivalutarsi e fare una nuova esperienza in quel di Valencia, dove ad attenderlo c'è il Levante, che giocherà anche l'Europa League. Foggia è partito dopo un campionato nel quale è stato utile, ma troppo discontinuo. E di fronte al riscatto fissato a quattro milioni di euro, la Samp ha opportunamente scelto di non esercitarlo.
Gentsoglou ha raggiunto Fiorillo a Livorno, per verificare se il suo acquisto è stato inutile o meno. Pellé è tornato a Parma, per poi ripartire nuovamente verso l'Olanda. Fornaroli ha definitivamente lasciato la Samp e vedremo se ci saranno dei rimpianti o se molti rimarranno contenti della sua cessione, dopo quattro anni di dubbi e di rimpianti.
Biabiany è stato riscattato - per la metà del suo cartellino - dal Parma, contento del campionato disputato dal francese. Corazza è ripartito nuovamente per il Portogruaro, mentre Testardi e Zaza proveranno ad imporsi in Serie B con le maglie di Virtus Lanciano ed Ascoli. Infine, uno dei casi più complicati è stato sbrogliato: Maccarone torna ancora ad Empoli, dopo i sei mesi dell'ultimo anno. Nuovamente in prestito, ma il suo contratto scadrà nel Giugno 2013 e quindi il suo caso è risolto una volta per tutte.
Il mercato in uscita è stato meno soddisfacente di quello in entrata. Non tutti gli esodati sono partiti, sopratutto Palombo è rimasto a Genova, rifiutando Parma, Bologna, Torino, incassando il "no" del Milan e scartando la destinazione Rubin Kazan (ricca e con l'Europa League, ma lontana). Il suo caso sembra quello di un giocatore desideroso di tenersi stretto il suo milione e mezzo d'ingaggio fino al 2015. Rimasti a Genova anche Semioli (sembrava fatta con la Pro Vercelli, poi è saltato tutto), Padalino e Foti (che sperava di trovare una squadra di B pronta ad investire su di lui). Personalmente, speravo anche nel prestito di Juan Antonio - che non è adattissimo al 4-3-3 di Ferrara e che rischia di bruciarsi - e nella cessione di uno/due centrocampisti, dato che si è in otto lì in mezzo per tre posti. Decisamente troppi.

Voto 6.5

Angelo Palombo, 30 anni: l'ex capitano è rimasto a Genova nonostante le richieste.


Il mercato è stato di medio livello. Speriamo lo possa essere anche il nostro campionato, con salvezza inclusa.

27 giugno 2012

Provaci ancora, Rafa.

Ormai è una telenovela, quasi come quelle migliori. Neanche in "Beautiful" si era mai arrivati a questi livelli, seppure con costanti aggiornamenti a tutta la tifoseria doriana. Non si respirava questo clima di attesa dalla presunta trattativa per portare Andriy Shevchenko a Genova: allora c'erano di mezzo il centro medico Baluardo, Beppe Marotta e Cassano a spingere per nuovi fuoriclasse in maglia blucerchiata. E' cambiato molto: ora, al comando, c'è Edoardo Garrone e Pasquale Sensibile a spingere per un colpo che di vantaggioso ha molto. C'è poco da perdere nell'attendere Rafael Benitez, allenatore spagnolo di 52 anni. Un fuoriclasse della panchina: basta vedere la sua storia.

Nato a Madrid il 16 Aprile del 1960, Rafael Benitez ha giocato con la squadra "B" del Real Madrid, per poi finire a giocare terza divisione spagnola durante tutta la sua carriera. Giocava da libero e, probabilmente, questo lo ha aiutato nel vedere meglio ciò che accadeva in campo. Lo ha aiutato così tanto da fargli scegliere il mestiere di "entrenador" dopo la fine della sua carriera da calciatore, conclusasi a soli 26 anni a causa di un serio infortunio. Entra nello staff degli allenatori che gestisce la "cantera" del Real Madrid: con essa vince tre titoli tra il 1987 ed il 1990, tanto da meritarsi la promozione ad allenatore del Real Madrid B nel 1993, lui che ne è stato un fedele servitore già da giocatore. Lo allenerà per due anni, conditi da una breve interruzione per collaborare come vice di Vicente Del Bosque nella prima squadra blanca. Sarà capace di portare la squadra ad un sesto ed un ottavo posto.
Buoni risultati per essere alla prima esperienza da allenatore. Talmente buoni da fargli decidere di provare a volare in "solitaria"; così Rafa prepara i bagagli e comincia a girare la Spagna, cercando la consacrazione in giro per il paese.
Ci sono ombre e luci sul suo cammino: male a Valladolid (dove viene esonerato dopo 23 giornate nella Liga e due vittorie..), male ad Osasuna (in Segunda), benissimo invece con l'Extremadura, che riporta subito in Liga, ma non riesce a salvare l'anno dopo. L'esperienza è comunque positiva: Benitez, però, decide di fermarsi un anno e studiare calcio in Italia ed in Inghilterra. Dopo questo rinnovamento delle conoscenze, prende in corsa il Tenerife nella stagione 2000/2001 e lo riporta in Liga, battendo addirittura il più blasonato Atletico Madrid.





Ed è qui che arriva la svolta: quest'impresa lo porta all'attenzione dei dirigenti del Valencia, squadra rivelazione degli ultimi anni. La compagine della Comunidad Valenciana è arrivata a due finali di Champions negli ultimi due anni e deve rimpiazzare Hector Cuper, sbarcato a Milano sulla sponda nerazzurra. I dirigenti avevano cercato altri pezzi grossi del mercato degli allenatori, come Irureta e Aragonés, ma entrambi avevano rifiutato; così si è puntato su Benitez. Mai ripiego fu più giusto: il Valencia, nella stagione 2001/2002, si riprende il titolo della Liga dopo trent'anni di attesa, giocando un calcio pragmatico e capace di rendere il centrocampista Baraja il miglior realizzatore della squadra; due anni dopo, al Valencia riuscirà addirittura il "doblete", con la vittoria del campionato (+5 sul Barca) che verrà accoppiata al cammino trionfante in Coppa UEFA. Il 2-0 ai danni dell'Olympique Marsiglia di Didier Drogba sarà la ciliegina sulla torta di un ottimo lavoro svolto da Benitez con i bianconeri, ai quali è stato capace di dare un gioco anche più spettacolare man mano che lavorava in quel di Valencia. Nonostante questi successi, i problemi con il presidente del club, Jesus Maria Pitarch, fecero prendere a Benitez una decisione dolorosa, ma necessaria: quella di andarsene.





Un aereo lo portò in Inghilterra e gli fece conoscere quella che sarebbe stata la sua casa per sei anni: Anfield, la Kop, insomma Liverpool. Quel mondo magico da cui nacquero i Beatles e, nel suo caso, l'impresa più grande che il mondo del calcio abbia potuto raccontare negli ultimi anni: Istanbul 2005 e la finale di Champions che sembrava persa all'intervallo, i balli di Dudek e quella parata miracolosa su Shevchenko al 120'. Ma prima di quei grandi momenti, la situazione sembrava tutt'altro che rosea all'inizio della stagione: Benitez cercò di convincere Steven Gerrard e Micheal Owen a rimanere a Liverpool. Ma se nel primo caso riuscì nel suo intento, nel secondo dovette rimetterci, con Owen venduto al Real Madrid. Fortunatamente, con i soldi della sua cessione, si riuscì ad arrivare a diversi giocatori della Liga, tra cui Luis Garcia e Xabi Alonso, diventati subito idoli della Kop; Benitez riuscì anche a valorizzare Jamie Carragher, titolare fisso sotto la sua gestione.
Al primo anno, Benitez riuscì a vincere la Champions League nella finale contro il Milan: sotto 3-0 alla fine del primo tempo, in dieci minuti i Reds rimontarono lo svantaggio e portarono la partita ai rigori, dove ebbero la meglio rispetto ad un Milan stanco e deluso. Fu la quinta Champions conquistata dal Liverpool e Benitez fu il terzo manager nella storia (dopo Paisley e Mourinho) a realizzare la doppietta Coppa UEFA-Champions League in stagioni consecutive. Nei primi tre anni sono concentrati i successi maggiori alla guida del Liverpool: una Champions, un'altra finale (stavolta persa, sempre contro il Milan), una F.A. Cup, una Community Shield ed una Supercoppa Europea. Non male, per una squadra che aveva smarrito le vittorie dopo i cinque trofei del 2001.
Il Liverpool ha dimostrato poi una forte vocazione europea: sotto Benitez, ci sono due finali di Champions League, una semifinale ed un quarto di finale. L'unico peccato rimane la Premier: è il 2008/2009 l'anno in cui il manager di Madrid ci va più vicino. Ma, nonostante 6 punti su 6 contro il Manchester United di Sir Alex Ferguson (2-1 ad Anfield, 4-1 all'Old Trafford), una serie di pareggi in casa all'inizio della stagione bloccano i sogni di gloria.
Alla fine della stagione 2009/2010, a causa di numerosi disguidi con i nuovi proprietari americani Gillett e Hicks, decide di andare via, portandosi dietro l'ammirazione di molti tifosi, che ancora adesso rimpiangono la dipartita del manager spagnolo da Liverpool.





L'ultimo capitolo è probabilmente il più doloroso della sua gloriosa carriera: a Giugno del 2010, viene scelto come l'uomo che dovrà curare il post-Mourinho all'Inter, volato a Madrid per risollevare le sorti del Real. Nonostante due trofei vinti - la Supercoppa Italiana ed il Mondiale per Club - Benitez era insoddisfatto per i pochi acquisti compiuti nel mercato estivo e, perciò, chiese di nuovo aiuto al presidente Moratti, che glielo negò. Questo fu motivo sufficiente affinché il manager decidesse di lasciare l'Inter nel Dicembre del 2010, sostituito da Leonardo.





Adesso cosa succederà? Il tormentone Benitez sta proseguendo da due settimane e si spera che, per la fine di questa settimana, si possa sapere se questo matrimonio si possa fare. Io spero personalmente di sì e per molte ragioni: Benitez è un ottimo allenatore, il suo curriculum parla da solo, è un tattico d'altri tempi, capace di lavorare con i giovani e su un progetto che possa durare più anni. Insomma, speriamo che firmi. Del resto, chi ha detto che la colpa della crisi dell'Inter fosse sua: quest'anno non pare essere andata meglio. Perciò, provaci ancora, Rafa. Dai, che magari insieme ci divertiremo..