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23 gennaio 2018

Rinascere.

«Basta un giorno così a cancellare 120 giorni stronzi», cantava Max Pezzali nel 1997. Erano ancora i tempi degli 883, quelli in cui Marco Giampaolo non era nemmeno un allenatore e Fabio Quagliarella doveva esordire da professionista. La frase viene comunque buona per la partita contro la Fiorentina: ci voleva un 3-1 contro la Fiorentina e un pomeriggio così per rinascere.

Fabio Quagliarella, 34 anni, alla miglior stagione di sempre in Serie A.

La Sampdoria si presenta alla gara contro la Fiorentina in uno stato d'emergenza: sono sì tornati Linetty e Zapata (il primo gioca dal 1', il secondo dalla panchina), ma è anche vero come manchi un passo da Europa. Vittoria con la Spal a parte, la Sampdoria non ha dato segnali positivi: Kownacki è tra i titolari, accanto a Quagliarella.
La Fiorentina parte forte: Simeone va al subito al tiro, ma per Viviano è una facile parata. Potrebbe andar peggio dieci minuti più tardi, quando l'argentino sfrutta un buco clamoroso di Ferrari e avrebbe la palla del vantaggio, ma la mette a lato. La Sampdoria risponde con un'occasione clamorosa, che ha i crismi della chance mancata.
Al 16' cross di Ramírez, primo tentativo al volo di Quagliarella e parata di Sportiello. Sulla respinta, Kownacki è solo e potrebbe appoggiare in rete a porta sguarnita, ma stringe troppo l'angolo di tiro e trova ancora il portiere della Fiorentina. Dopo una chance per Babacar (centrale per Viviano), ancora Kownacki viene pescato da Torreira, ma non aggira Sportiello.
Al 30', però, i padroni di casa passano: cross ancora di Ramírez, Quagliarella controlla e giostra Pezzella, trovando lo spazio per concludere a cinque metri dalla parta. Gol del capitano e grande festa al "Ferraris", smorzata dall'occasione capitata a Babacar, che è solo, ma calcia a lato. Il primo tempo si chiude con il vantaggio blucerchiato.
Di fatto, la ripresa si trasformerà in un monologo. Gli ospiti ci provano più volte nei primi 10' - Benassi il più pericoloso con un mancino in solitaria: Viviano è immobile, ma la palla non va fuori di molto -, ma la Sampdoria regge e trova l'occasione per chiuderla. Intanto, Giampaolo ha cambiato Kownacki per l'acclamato Zapata.
Al 60' è 2-0: Linetty si mangia l'aria e Benassi, recuperando due volte palla. Servizio per Ramírez, che aspetta un tempo di gioco, ma trova il passaggio filtrante per Quagliarella, solo in area: puntata sull'uscita di Sportiello e raddoppio. Da qui in poi, sostanzialmente, gli ospiti spariscono dal campo, nonostante gli ingressi di Saponara e Gil Dias.
Anzi, la Sampdoria trova il 3-0 al 67': Praet in profondità per Ramírez, l'uruguayano serve di tacco Quagliarella, lasciato solo in area da Laurini. Il 27 ci pensa un attimo, poi scarica un destro terrificante sotto la traversa: da distanza così ravvicinata, Sportiello non può far nulla. Tripletta per l'attaccante, che continua a stupire.
Il finale è un po' interlocutorio: gli ospiti trovano sì il gol con Carlos Sanchez (male la difesa su corner, con Bereszynski che non segue il colombiano sulla sponda di Saponara), ma la Sampdoria rischia di fare il quarto con Zapata, devastante nei contrasti. I padroni di casa ritrovano la vittoria e (chissà) la fiducia in sé stessi.

Una partita senza eguali. L'avversario non era la Juventus o il Napoli, ma è una grande soddisfazione.

Viviano 6; Bereszynski 6.5, Silvestre 6.5, Ferrari 6, Strinic 6.5; Linetty 8, Torreira 7.5, Praet 7.5; Ramirez 8 (dal 38' s.t. Barreto s.v.); Quagliarella 9 (dal 29' s.t. Caprari 6), Kownacki 6 (dal 12' s.t. Zapata 6.5).

Una rinascita così non la immaginavo. Ci speravo, ma non lo credevo possibile. Sicuramente è presto per dirlo, ma la sconfitta di Benevento potrebbe esser stato il fondo. Questa gara con la Fiorentina ricorda un altro 3-1 recente, quello ottenuto nel novembre 2014 sotto Mihajlovic, nonché una delle migliori gare della sua gestione.
Mi ha stupito in negativo la Fiorentina: il 4-3-3/4-4-2 costruito da Pioli - con Chiesa ed Eysseric a spostarsi spesso sul campo e di posizione - non ha funzionato. Soprattutto Simeone e Babacar hanno sprecato delle ottime chance nel primo tempo; una volta subito il 2-0, la gara è praticamente finita e la Viola si è fatta vedere solo per il gol della bandiera.
La prova del centrocampo blucerchiato è stata mostruosa. Si parla di Praet e Torreira, si cita giustamente Ramírez e i suoi assist, ma vogliamo parlare di Linetty? La differenza tra una Samp con il polacco e una senza è gigantesca, come hanno anche dimostrato i pochi minuti giocati da Barreto (seppur con il punteggio ormai a favore).
Poco da dire su Fabio Quagliarella. A quasi 35 anni, l'attaccante sta giocando la miglior stagione della sua carriera. Giampaolo ci aveva avvertito su come il 27 avesse raggiunto la maturità fisica e tecnica (lo dimostra il primo gol, in cui manda al bar Pezzella), ma la tripletta contro i viola dimostra ancor di più tale assunto.
E ora? Back-to-back con la Roma, con prima il recupero della terza giornata d'andata a Genova e poi la gara di domenica all'Olimpico. Storicamente non è facile con la Roma, specie in trasferta, per cui la gara d'andata andrà sfruttata al massimo. Qualora uscissero tre punti da una delle due sfide contro i giallorossi, sarebbe veramente una rinascita completa.

Marco Giampaolo, 50 anni, può esser contento della prestazione della squadra.

30 ottobre 2017

Bonus.

E siamo a cinque. Cinque vittorie casalinghe, 20 punti in 10 giornate, un passo da Europa semi-sicura. C'è quasi da non crederci, visto che le avversarie non sono state delle più facili, eppure la Sampdoria si gode un altro successo, un 4-1 al Chievo Verona un po' bugiardo nel suo risultato finale. Però i numeri sono quelli che contano e... ci sono.

Duvan Zapata, 26 anni, ancora a segno per la Sampdoria.

Dopo le difficoltà di San Siro, Giampaolo decide di ripartire dalla gestione del gruppo: fuori Bereszynski, Barreto e Ramírez, dentro Sala, Linetty e Caprari, con l'obiettivo di mettere in difficoltà il Chievo. I veronesi - reduci dalla vittoria nel derby, ma anche dalla batosta interna con il Milan - sono un osso duro da affrontare.
Lo dimostra subito Inglese, che testa i riflessi del rientrante Viviano (bentornato: ci serviva). Dopo un fuorigioco inesistente fischiato a Quagliarella (comunque fermato da Sorrentino), il Chievo sfiora due volte il vantaggio: prima Meggiorini, poi Bastien sprecano delle ottime occasioni per gli ospiti, non centrando neanche la porta.
Lì viene fuori l'elemento-bonus: la fortuna. Al 19' Linetty serve Quagliarella in area, che tenta il tiro: conclusione rimpallata e il polacco mette in rete su rimpallo. Siamo alla sua terza rete in stagione, ma è una momentanea illusione. Il Chievo reagisce subito: Birsa sfiora il gol di testa, poi è Cacciatore a pareggiare al 23' di testa su corner (facile il mismatch con Torreira).
Proprio in quel momento, l'uruguayano tira fuori il jolly di questa giornata: la solita punizione dai 30 metri, quella che solitamente il 34 mette in mezzo. Invece Torreira sorprende tutti e si coordina, trovando una traiettoria a uscire che beffa Sorrentino: 2-1 e "Ferraris" in delirio per il 1° gol del ragazzo con la Sampdoria.
Il Chievo ha almeno altre due occasioni buone: prima Meggiorini salta mezza difesa e trova la parata da hockey di Viviano, poi è Inglese a stuzzicare il numero 2 blucerchiato con una girata, costringendolo in corner. Tuttavia, è il preambolo al trionfo: il 3-1 arriva con l'ABC del calcio.
A centrocampo, Caprari aiuta Praet nel pressing di Birsa, togliendo il pallone allo sloveno. Palla di Caprari immediatamente in profondità per Quagliarella, che vede Zapata in mezzo: il colombiano finta di andare sul primo palo e sta largo, il cross del capitano è perfetto e il centravanti segna un 3-1 bugiardo, ma bellissimo.
Il Chievo non merita quel passivo, anzi... ma il calcio è così. E la stanchezza prevale. Dopo una bella azione di Inglese (conclusione parata da Viviano), gli ospiti si sgonfiano. Anzi, Caprari, Quagliarella e Zapata sfiorano il 4-1, mentre Doveri si dimentica due volte il secondo giallo a Castro (mano e fallo).
La girandola di sostituzioni non cambia niente: quando la partita è congelata, è anzi Torreira a trovare la doppietta. Il 34 raccoglie la respinta da corner e calcia al volo: Ferrari fa velo sulla traiettoria, per cui il Var controlla la posizione del difensore. Tutto regolare e gara finita con l'ennesimo trionfo: sorprendente, ma trionfo è.

Ci sono voluti 4000' per trovare il primo gol in blucerchiato.

Viviano 6; Sala 6, Silvestre 6,5, Ferrari 6, Strinic 6; Linetty 7.5 (dal 42' s.t. Verre s.v.), Torreira 7.5, Praet 6.5 (dal 21' s.t. Barreto 6); Caprari 6.5 (dal 15' s.t. Ramírez 6); Quagliarella 7, Zapata 7.

Prima cosa: complimenti al Chievo Verona. Qualunque analista saprebbe ammettere e dimostrare che i clivensi meritavano di più in questa gara. Anzi, a fine primo tempo - mentre la Samp si godeva il 3-1 -, il Chievo avrebbe probabilmente dovuto godere del vantaggio. Purtroppo per loro, è andata diversamente e nel calcio succede.
Non solo questo, però, perché la Sampdoria colleziona cinque vittorie di fila in casa dall'inizio del campionato per la prima volta. Non era mai successo, neanche nell'anno dello scudetto. E diventano sei contando anche il successo sul Foggia: come negli anni più belli, il "Ferraris" sembra un catino che porta fortuna.
Io ho finito le parole per Lucas Torreira. Gli mancava solo una cosa, la rete. E nessuno se le aspetta da lui, perché il suo compito è un altro. Ma proprio in una delle giornate meno brillanti della sua stagione - meno brillanti vuol dire comunque sufficienti (!) -, l'uruguayano ha trovato una gemma e un altro destro per il 4-1.
Mentre mi auguro che all'Atlético Madrid stiano preparando una valigetta gonfia e che Óscar Tabárez abbia buttato un occhio sul ragazzo (sarebbe l'ora), la Sampdoria si concentra sul prossimo impegno: ci sarà il derby di Genova. Il Genoa è nei guai e in queste ore la conferma di Juric è all'esame della dirigenza rossoblu. 
Personalmente spero in una permanenza: non tanto per il tecnico (travolto dall'assoluto disastro che è stata la gestione del Genoa negli ultimi 18 mesi), ma perché i rossoblu sono 19°, reduci da una sconfitta a Ferrara e in chiara difficoltà psicologica. Questa situazione va tenuta per il derby: sarebbe un altro bonus, oltre il +14 in classifica.


22 ottobre 2017

Volare.

Si sapeva che sarebbe stato importante vincere, ma forse nessuno si aspettava un'affermazione così facile: la Sampdoria travolge il Crotone per 5-0 sul terreno del "Ferraris" e vola a 17 punti in classifica. Una vittoria netta, senza storia, segnata da cinque reti provenienti da altrettanti marcatori: sono 12 punti in quattro gare giocate in casa.

Fabio Quagliarella, 34 anni, ha appena realizzato il 2-0 dal dischetto.

Il Crotone si presenta a Genova dopo aver preso quattro punti alla Sampdoria nella sua prima annata in A (pareggio in casa, vittoria al "Ferraris" in rimonta), mentre i ragazzi in blucerchiato devono dare continuità al risultato ottenuto contro l'Atalanta. Riposa Ramírez, mentre Caprari è di nuovo scelto nella posizione di trequartista.
Gli ospiti sono orfani di due giocatori importanti come Simy e Rohdén, che potranno sembrare portatori d'acqua, ma sono fondamentali per salvarsi. E lo si vede nei primi 10', quando la Samp indirizza la partita: al 3', su punizione di Torreira, è l'ex Ferrari a staccare in area per battere Cordaz. 1-0 dopo 180 secondi, nessuna esultanza per il difensore.
Sette minuti e Zapata sfugge in velocità ad Ajeti: l'albanese atterra nettamente il colombiano e l'arbitr non ha alcun dubbio. Per lui è rigore, a me è sembrata punizione dal vertice alto dell'area; Quagliarella si presenta dal dischetto e la mette all'angolino per il 2-0. Il Crotone prova un paio di tiri con Mandragora e Ajeti, ma non spaventa Puggioni.
Il Crotone rischia di farsi il 3-0 da solo, con Budimir che coglie la propria attraversa per allontanare la punizione di Strinic. Al 37', il triplo vantaggio è realtà: su un pallone sporco, Zapata resiste al duro intervento in area di Ceccherini e tira una mina in mezzo: a un metro dalla porta, Caprari deposita in posizione regolare. Partita finita.
C'è ancora il tempo perché Budimir colga la traversa nel minuto di recupero della prima frazione: Puggioni battuto, ma la palla rimbalza fuori e non entra. al ritorno in campo, il ritmo è blando e ci sono molte sostituzioni (Giampaolo dà spazio a Murru e Ramírez, con Quagliarella leggermente infortunato). Tuttavia, i padroni di casa non hanno chiuso il conto.
Una splendida combinazione Caprari-Praet porta il belga all'assist per l'accorrente Linetty: secondo gol consecutivo per il centrocampista, che non sarà però l'unico polacco a realizzare una rete. Nel giro di 30 secondi, Kownacki entra in campo al posto di Caprari e sfrutta un rinvio malandato di Cordaz: di fronte al portiere, lo giustizia per il 5-0.
Il finale è molto tranquillo: la Sampdoria ha avuto ciò che voleva, il Crotone prova a cercare il gol con il solito Budimir, che in questa gara ha dimostrato perché non solo non sia adatto al gioco di Giampaolo, ma perché la A gli stia larga. Altri due tentativi del croato più uno di Trotta non portano nemmeno il gol della bandiera: è la prima vittoria in A contro i calabresi.

«Abbiamo giocato bene rispetto ai nostri avversari. A fine anno vedremo dove siamo arrivati»: testo e musiche di Dawid Kownacki.

Puggioni 6; Sala 6, Silvestre 6, Ferrari 7, Strinic 6.5 (dal 22' s.t. Murru 6); Linetty 6.5, Torreira 7, Praet 7.5; Caprari 7.5 (dal 29' s.t. Kownacki 6.5); Quagliarella 6.5 (dal 10' s.t. Ramírez 6), Zapata 7.

Nessuno l'avrebbe mai detto dopo le cessioni estive, ma è bastato poco per dare a questa squadra la stessa consapevolezza della scorsa stagione. Se la squadra del 2016-17 sembrava più dotata tecnicamente e piena di hype, questa sembra più matura, nonostante le tante partenze e gli arrivi ancora da scoprire.
Gli arrivi di Strinic e Zapata, per esempio, hanno riempito due buchi importanti. In attacco la Sampdoria aveva perso tanto, adesso ha trovato un colombiano che è un attaccante a metà strada tra gli ex e Quagliarella: una prima punta a tutti gli effetti, ma dotata di forza fisica e accelerazione poderosa. Il croato, invece, è un terzino sinistro vero.
Fermo restando che c'è da chiedersi perché si sono spesi 12 milioni per Murru (a bilancio sono quelli... 7 + il cartellino di Cigarini), c'è da fermarsi un attimo anche sulla crescita di alcuni ragazzi: Linetty e Praet avevano fatto vedere qualche cosa l'anno scorso, ma questa stagione stanno strabordando, di fatto dominando queste gare.
Soprattutto il belga sembra incamminato verso il Mondiale se continuerà a giocare così. La Sampdoria ha vinto tutte e quattro le gare casalinghe, in attesa di recuperare quella contro la Roma. E non c'è nulla da dire: sono state tutte vittorie meritate. Anzi, quella più sofferta è stata la prima contro il fanalino Benevento.
E ora? Ora c'è l'Inter. A Milano si andrà per un infrasettimanale di piacere. La Sampdoria non deve porsi obiettivi più grandi della sua realtà, ma solo giocare con la testa sgombra. Se farà così - nonostante la stanchezza: Zapata e Praet hanno fatto 90' ieri -, la squadra di Marco Giampaolo potrà dire la sua. Volare è possibile.

I giocatori festeggiano a fine gara: una prova maiuscola contro il Crotone.

16 ottobre 2017

Riscoprirsi grandi (e fortunati).

Una domenica europea: la Sampdoria batte in rimonta 3-1 l'Atalanta e all'improvviso si trova sesta, in piena zona Europa League. E per giunta con una partita da recuperare, quella con la Roma, che ora dista un solo punto. Sembra quasi uno scherzo a scriverlo, ma Marco Giampaolo ci potrebbe aver fatto un altro scherzo, nonostante la squadra indebolita.

La Sampdoria esulta per il 3-1 con Ilicic sullo sfondo: lo sloveno ha rifiutato il Doria per passare all'Atalanta nell'ultima sessione di mercato. Miglior fotogramma non potrebbe esistere.

Non ci sono enormi novità in casa Sampdoria: la sostituzione obbligata è quella di Barreto, ma a sorpresa viene scelto Valerio Verre e non Linetty. Giusto così comunque, perché l'ex Pescara ha bisogno di minuti nelle gambe. Torna (ahimè) anche Regini in difesa, che panchina Ferrari; Gasperini, a sorpresa, lascia riposare Gomez.
Il primo tempo è tutto di marca atalantina, ma l'unico rischio è corso all'inizio: un retropassaggio distratto costringe Berisha a un controllo difficoltoso. Quagliarella si avventa e ruba palla al portiere albanese, ma il tiro è respinto in corner. Da lì, è un assolo degli ospiti, consci di saper coprire benissimo il campo e poter aggirare gli ostacoli.
Ilicic è il primo a tentare dalla distanza, poi ancora Freuler a impegnare Puggioni. Il terzo al tiro è Cristante, che spreca un buon assist dello sloveno con un tiraccio a lato. Al 21', il vantaggio ospite: Spinazzola mette un bel pallone in mezzo, Regini lascia tutti in linea e Cristante svetta di testa, con Puggioni che esce male. 1-0 meritato.
Solo l'imprecisione atalantina non permette loro di concludere il tempo in doppio vantaggio: Puggioni è costretto a diversi interventi almeno fino alla mezz'ora, quando la Sampdoria si sveglia e trova una piccola reazione prima dell'intervallo con Zapata, due volte al tiro. Al ritorno in campo, Giampaolo opta per il doppio cambio: fuori Verre e Ramírez, dentro Caprari e Linetty.
Saranno decisivi: dopo 10' di studio, la Sampdoria pareggio con Zapata. Bell'inserimento in profondità di Quagliarella, che aggira Berisha lateralmente e prova il tiro; con il pallone respinto, il 27 rimette in mezzo e trova il colombiano, che realizza il terzo gol in cinque partite. Sembra un episodio, ma è solo l'inizio.
Quattro minuti più tardi, è Caprari a portare in vantaggio la Sampdoria: bel recupero palla di Strinic, uno-due del croato con Zapata e scatto in profondità. Il cross dell'ex Napoli è perfetto per l'incornata bassa di Caprari, che si sblocca anche al "Ferraris". L'Atalanta dà una prima risposta con l'entrata di Gomez, che subito va due volte al tiro.
Ma è al 68' che arriva il colpo del k.o.: bel recupero palla di Praet e filtrante per Linetty. La palla è interessante, ma la finta del polacco - che fa finta di andare incontro al pallone per poi lasciarlo scorrere - di fatto è un ankle-breaker stile NBA su Masiello. Solo e in area, Linetty mira all'angolo opposto e trova il 3-1 che chiude la gara.
Da lì inizia una girandola di sostituzioni e ammonizioni, con le occasioni a intervallare il tutto: ci provano Praet, Quagliarella e Gomez, ma nessuno di loro trova il gol. Clamorosa l'ultima occasione per Cornelius, solo davanti a Puggioni: non bastano tre tiri a botta sicura per trovare la rete del 3-2. Quando la fortuna ti arride...

La conta degli xG non spiega il risultato. Ogni tanto capita.

Puggioni 5.5; Bereszynski 7, Silvestre 6, Regini 6.5, Strinic 7; Verre 5 (dal 1' s.t. Linetty 7.5), Torreira 6.5, Praet 7; Ramírez 5 (dal 1' s.t. Caprari 6.5); Quagliarella 6, Zapata 7.5 (dal 41' s.t. Kownacki s.v.)

Beh, che dire: è stata una domenica fortunata. Soprattutto nei primi 45', la Sampdoria è sembrata totalmente fuori dal gioco, con giusto 2-3 giocatori a salvarsi da una debacle totale. Ha spaventato l'identità degli ospiti, che sono - assieme al Napoli capolista - la squadra che più ha una sua organizzazione di gioco riconoscibile.
D'altro canto, al primo affondo, gli ospiti sono crollati. Probabilmente l'Europa League è per l'Atalanta il vero obiettivo stagionale. In fondo, anche senza El Papu Gomez, Gasperini e i suoi ragazzi sono stati in vantaggio per 55' e hanno giocato un primo tempo di ottima fattura. Poi però ci sono i gap d'esperienza da colmare.
In quei gap si è infilata la Sampdoria, capace di segnare tre reti in 13' e chiudere la gara. Anzi, la Sampdoria avrebbe potuto persino realizzare la quarta rete con maggior precisione: la pressione del secondo tempo è stata folle e dimostra come a volte un po' un cambio di rotta - anche leggero - modifichi l'inerzia di un'intera gara.
Due le cose impressionanti: a) l'impatto di Caprari, che deve avere più spazio accanto a Zapata. Per quanto Quagliarella sia fondamentale, va pur sempre verso i 35 anni; b) Bartosz Bereszynski. Del ragazzo si è detto di tutto, ma i sei mesi d'ambientamento sembrano conclusi e la differenza con Sala - ovvero con uno che non fa il terzino - sembra ormai lampante.
Potenzialmente, la Samp potrebbe avere cinque titolari su 11 al prossimo Mondiale: Linetty e Bereszynski con la Polonia, Zapata con la Colombia e (si spera) Praet con il Belgio, più la possibilità che Viviano venga ricompensato con un posto in Russia. Ora però si deve pensare al futuro prossimo: un'altra vittoria con il Crotone ci farebbe volare altissimo.

Bryan Cristante, 22 anni, festeggia il momentaneo 1-0. Non durerà.

03 maggio 2017

Sei personaggi in cerca di certezze.

Tempo di primavera, di bilanci. E anche di pensieri estivi, perché la Samp ripartirà senza qualche pezzo. Per ora la speranza è di vedere un'unica partenza, ma se si vorrà rinforzare alcune zone del campo, è inevitabile pensare a un doppio addio, purché sia ben calcolato. Abbiamo provato a farci qualche domanda, con tanto di "pericolosità di mercato" (ovvero le conseguenze di una possibile partenza di un X giocatore).

Luis Muriel, 26 anni, è il partente designato.

Luis Muriel
Bilancio stagionale: 31 presenze, 12 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 17M, clausola rescissoria 28M
Pericolosità di mercato: 20% (se rimane Schick), altrimenti 60%

Sarà la cessione designata. Si attende solo l'offerta giusta, visto che gli interessamenti - dall'Italia e dall'estero - non sono mancati. Se qualcuno pagasse la clausola da 28 milioni di euro, sarebbe il giusto addio: Muriel non può maturare più di così e nessuno avrebbe scommesso su una sua esplosione dopo tanti anni di attesa. In più, con Schick così in forma, il suo addio sarebbe attutito. 

Lucas Torreira
Bilancio stagionale: 32 presenze, 0 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 6M, richiesta Samp 15M
Pericolosità di mercato: 75% (con la giusta offerta)

Si è detto spesso che l'eventuale secondo pezzo da sacrificare sarà proprio Torreira, se non altro perché l'accordo sul rinnovo fatica ad arrivare. Tuttavia, l'uruguayano è forse il pezzo più prezioso del 4-3-1-2 di Giampaolo. E a differenza di Skriniar e Muriel, non c'è un cambio nell'immediato presente. Verre arriverà il prossimo anno e sembra più una mezzala.

Milan Škriniar
Bilancio stagionale: 32 presenze, 0 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 4M, richiesta Samp 15M (per ora)
Pericolosità di mercato: 60%

Il discorso è semplice: il ragazzo è maturato a dismisura, ma farebbe bene a restare un'altra stagione sotto l'ala protettiva di Giampaolo, che l'ha sempre difeso, anche nei momenti più difficili. Oggi è una colonna blucerchiata e la sua partenza sarebbe dannosa per un motivo principale: il suo erede designato Simic non ha ancora esordito in campionato. Sarebbe incauto lasciarlo andare senza aver lasciato i giusti insegnamenti.

Patrik Schick, 21 anni, e Milan Skriniar, 22: assi futuri.

Bruno Fernandes
Bilancio stagionale: 32 presenze, 5 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 7M, eventuale richiesta 15M?
Pericolosità di mercato: 55%

Qui parliamo dell'unico giocatore di questa lista che non ha avuto alcuna richiesta: attualmente è in prestito dall'Udinese e verrà certamente riscattato dalla Samp a fine stagione. Un'operazione da sei milioni di euro, ma non è detto che qualcuno non si interessi in estate. Si sconsiglia la cessione per un semplice motivo: è l'uomo che ha mostrato più doti nel ruolo di 10, con Praet, Álvarez e Djuricic tutti rimandati per diversi motivi.

Karol Linetty
Bilancio stagionale: 34 presenze, 0 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 6M, richiesta Samp 15-20M?
Pericolosità di mercato: 35%

Le chance che il polacco lasci la Samp già quest'estate sono poche; tuttavia, sia la Juve che il Borussia Dortmund si sono informate. E io stesso sono convinto che Linetty sia un giocatore che proseguirà la carriera all'estero: tutto sta nell'ottenere il massimo dalla sua vendita futura. Che mi auguro che non sia a giugno, perché il centrocampo Samp è pieno di mezzali, ma l'ex Lech Poznan può essere più continuo.

Patrik Schick
Bilancio stagionale: 31 presenze, 13 reti
Prezzo di mercato: valore transfermarkt 7M, clausola rescissoria da 25M, richiesta da oltre 40M
Pericolosità di mercato: 20% (se non parte Muriel), altrimenti 80%

La speranza è che possa rimanere con adeguamento d'ingaggio e aumento della clausola rescissoria. Tuttavia, l'asta scatenatasi non promette bene. Resta l'ottima intuizione di Pecini e un'operazione che eventualmente porterà comunque un introito almeno sei volte più grande di quanto speso nel giugno 2016.

Karol Linetty, 22 anni, destinato a un futuro brillante.

29 dicembre 2016

2017, quando arrivi?

Bello 'sto 2016, vero? No, non è vero. Il 2016 è stata una lunga sofferenza per la Samp, partita da un derby vinto comunque faticando (pur se con tre gol di vantaggio), passato per una salvezza arrivata per demeriti altrui più che per sforzi propri e con un finale incerto, comunque basato su un futuro di prospettiva.

Ma è tutto l'anno che piango su questo blog. E sono stanco, specie con il fatto che i post stanno diventando meno frequenti. Oggi ho voglia di chiudere l'anno pensando a quello che verrà con un filo di ottimismo. Quindi vi lascio con cinque speranze positive per la Samp, che a giudicare dai 23 punti racimolati nel girone d'andata (manca la gara di Napoli) può guardare al futuro con un minimo di positività.

  • Giampaolo ha un piano (integralista, ma ce l'ha)
Dopo un 2016 di misteri, prove e controprove con Montella, la Samp ha una sua identità: magari marcata, a volte integralista, ma c'è. A Marco Giampaolo va dato questo merito: a giugno avrei preferito Pioli, ma una volta scelto l'ex tecnico di Empoli e Ascoli gli dava dato tempo. Ringraziamo la vittoria con l'Inter, perché ora ci godiamo una Samp discontinua, ma che almeno ha un piano di gioco ben delineato.


  • Partirà Muriel? C'è Schick
Si parla tanto del possibile addio di Luis Muriel già a gennaio, sicuramente a fine anno: lui e Torreira saranno probabilmente i due pezzi pregiati che foraggeranno le future campagne acquisti e che lasceranno Genova durante il 2017. Tuttavia, se per Torreira l'erede va trovato (stiamo parlando di trovando un erede a un classe '96: magie del calcio moderno), Muriel il sostituto ce l'ha già. È ceco, ha un gran sinistro e un futuro promettente.




  • La società ha anche osservatori all'estero
Per anni - compreso a più riprese su questo blog - mi sono chiesto: ma la Samp vede ciò che accade all'estero? No, perché si parlava tanto di modello Udinese e poi gli investimento erano SOLO italiani.o rivolti comunque alla Serie A-B. La tendenza è finalmente cambiata quest'estate, con l'arrivo di Linetty, Schick e Praet. Nonostante Osti (attendiamo sempre un d.s. più creativo), c'è da sperare per il futuro.


  • I giocatori esperti stan facendo il loro
Sono ormai pochi, ma i cosiddetti senatori non stanno sfigurando. C'è chi è senatore per età e carriera: Viviano, Silvestre e Quagliarella hanno disputato una buona prima parte di stagione, al netto di giornate no e infortuni. C'è chi è invece senatore per necessità, come Vasco Regini, capitano all'improvviso: rispetto alle macerie lasciate nel 2015-16, va meglio, non c'è alcun dubbio. Su Cigarini e Palombo, c'è poco da dire: il campo non l'han visto e per ora va bene così.

  • Ricavi, ricavi, ricavi
Dicevo quest'estate come il mercato estivo della Samp avesse fruttato un utile netto da quasi 30 milioni: mica male. Ma se venissero ceduti Torreira e Muriel - al netto anche delle partenze di Budimir, Cigarini e Pereira (direzione Benfica) - quanto potrebbe incassare la Samp? E questo tesoretto andrà solo nelle tasche della società o verrà reinvestito tra mercato e programmazione strutturale? Al 2017 l'annosa risposta.



14 settembre 2016

Qualche sorriso.

No, non sono magicamente tornato indietro. Non ho smarrito le preoccupazioni espresse a fine luglio, quando il mercato della Samp sembrava un grande punto interrogativo. L'inizio di campionato del Doria, però, lascia qualche sorriso in più di quello che ci si aspettava. Ed esser piacevolmente sorpresi da questa squadra è l'ultima cosa che avrei pensato di commentare a inizio settembre.

Luis Muriel, 25 anni, scatenato in quest'inizio di stagione.

Quando ho valutato il mercato non più di due settimane fa, il mio giudizio era stato positivo. Se escludiamo qualche neo (più in entrata che in uscita), la gestione Ferrero ha messo a punto la miglior finestra della sua presidenza. Un disavanzo di quasi 30 milioni di ricavi, uscite redditizie e tanta prospettiva, con diversi giovani da far crescere e poi rivendere.
Dalla teoria alla pratica spesso, però, ci vuole più tempo. E ho pensato che le prime due avversarie affrontate in Serie A - Empoli e Atalanta - non fossero test probanti per diversi motivi. L'Empoli lotterà per salvarsi e faticherà molto di più delle due precedenti annate, mentre l'Atalanta è in fase di costruzione ed è rimasta in dieci per un'ora a Genova.
Poi è arrivata la gara di Roma: una partita che avrebbe dovuto vederci nel ruolo di sparring partner di una squadra in difficoltà, ma comunque con un gap tecnico notevole a suo vantaggio. E invece dopo 10' di smarrimento, la Samp ha messo insieme la mezz'ora più bella della stagione, dominando il centrocampo giallorosso e facendo pressing alto.
La circolazione della palla della squadra di Spalletti è stata tagliata alla radice, costringendo la Roma a transizioni veloci e in campo aperto per creare un paio di occasioni dopo il vantaggio di Salah. Il gol di Muriel l'ha rimessa in parità, la zampata di Quagliarella ci ha regalato persino il vantaggio prima della fine del primo tempo. E poi?
E poi niente. C'è stata la pioggia, una lunga interruzione e il flow of the game - un concetto che i baskettari avranno certamente a mente - è cambiato. Dal punto di vista psicologico ancor prima che fisico o atletico, perché la Samp ha costretto Viviano al primo miracolo al primo minuto del secondo tempo su Strootman e da lì il copione non è cambiato.
Il portiere ci ha tenuto in vita fino al minuto 92, quando l'arbitro Giacomelli ha valutato erroneamente un contatto che non era passibile di penalty. Potrei dire che Dzeko si era già disimpegnato in simulazione alla prima giornata. Che il contatto veniale (ma ingenuo) di Skriniar si fischia fuori area, non dentro.
Che Álvarez è stato espulso per aver fatto notare che «A noi queste cose non le fischi» e ora salterà due partite, mentre Totti - incensato (giustamente) per la sua stupenda prova da fermo, con il pubblico dell'Olimpico ancora incapace di guardare al futuro - si toglie la maglia e niente giallo. Una volta compresa l'incapacità dell'arbitro, bisogna guardare anche ad altro.

Fino al 92' tutto ok. Poi Giacomelli inciampa.

Le note positive ci sono. A cominciare dal recupero di giocatori che sembravano investimenti sbagliati o pacchi da spedire lontano. Forse è presto per dire che Regini o Muriel saranno così costanti per tutto il 2016-17, ma è confortante vederli parte della squadra in maniera attiva e continua (sebbene la questione capitano andrebbe sistemata diversamente).
E che dire di questi giovani che sembrano esser pronti prima di quanto ci si aspettasse? Linetty è ovunque in queste gare, Torreira sembra il Jorginho di Giampaolo. Sono due protagonisti a sorpresa, ma che la Samp si deve tenere stretti, consentendo loro di crescere ancora sotto la saggia guida dell'ex allenatore dell'Empoli.
In più ci sono giocatori che si stanno rendendo utili in nuove vesti o si sono ritrovati. Al primo caso appartiene Quagliarella, capace di farsi un mazzo così in copertura e segnare comunque due reti in tre giornate. Al secondo, invece, troviamo Silvestre, finalmente tornato il giocatore che avevamo ammirato sotto Mihajlovic.
Note negative? Ce ne sono, eh. La prima è la condizione atletica. Perché quello che mi ha stupito di più è come la squadra abbia risentito anche dal punto di vista fisico dell'interruzione di Roma. L'ora di pausa sarebbe dovuto esser un vantaggio, invece Álvarez ha fatto fatica nel rincorrere gli avversari e Sala è stato vittima di crampi al minuto 80.
Il secondo problema riguarda le fasce di difesa. Sala ha giocato in diversi ruoli a Verona - ala nel 4-3-3, mezzala di centrocampo, esterno destro nel 3-5-2 - ma il terzino è un mestiere più difficile da imparare. Lo si vede nei fuorigiochi mal riusciti, nei tagli concessi agli attaccanti.
Anche Pavlovic sta avendo più di una difficoltà: dopo Empoli e Krunic che grazia Viviano, stavolta Salah ha segnato partendo alle sue spalle e infilandolo in rete da solo. Lo svizzero dovrà migliorare, però mi sento di difenderlo a spada tratta guardando gli interpreti da terzino sinistro negli ultimi anni. E Dodô ha confermato tutti i dubbi su di lui.
Ora c'è attesa per gli altri: Praet ha giocato pochi minuti contro l'Atalanta, Bruno Fernandes è entrato per cinque minuti nella stessa gara. Cigarini ancora non si è visto (e con questo Torreira non fatico a crederlo), mentre Schick ha giocato 20' a Empoli. Poco importa: mancano 35 giornate e 34 punti alla salvezza, ci sarà tempo per tutti. A partire dal Milan venerdì sera.

Karol Linetty, 21 anni, motore della mediana blucerchiata.

01 settembre 2016

Il bilancio prima di tutto.

L'estate dei 70 anni della società, dell'arrivo di Giampaolo, dell'addio di Montella, del rilancio di alcuni ragazzi in squadra. Non è stata la più facile degli ultimi anni, ma finito il calciomercato, sembra che si possa tirare un sospiro di sollievo in casa Samp. La finestra estiva ha regalato più di un sorriso a Corte Lambruschini.

Karol Linetty e Lucas Torreira, due che faranno strada.

MOVIMENTI IN ENTRATA - Voto 7
Fino a inizio agosto, c'era un po' di preoccupazione per i pochi movimenti della Samp. Poi un'ondata hipster ci ha travolto e la società blucerchiata ha tirato fuori (quasi) tutti i colpi che servivano per completare la squadra agli ordini di Marco Giampaolo. Tra di loro, potrebbe esserci qualche immediata plusvalenza per l'estate 2017.
Tutto è iniziato con alcuni riscatti obbligati: definitivi Viviano dal Palermo (2,3 milioni), Quagliarella (2,7 milioni) e Sala dall'Hellas (5 milioni), più i ritorni per fine prestito di Regini, Eramo, Torreira e Tozzo. La Samp ha mosso i primi passi con gli acquisti con alcuni colpi riguardanti giovani, che sono stati però immediatamente inseriti tra i titolari.
Karol Linetty ha giocato poco all'Europeo, ma il polacco è stato pagato una discreta cifra dal Lech Poznan (3 milioni): per ora sta ripagando le attese. A lui si sono aggiunti Ante Budimir, ariete del Crotone salito in A (1,5 milioni), e Patrik Schick, anche lui all'Europeo con la Repubblica Ceca, ma militante nel Bohemians durante l'ultima stagione (4 milioni).
Il problema è che non stava arrivando molto altro dal mercato. Sembrava quasi che la Samp sperasse semplicemente nel recupero di quei giocatori che già aveva (Alvarez, Muriel, etc.), senza fare qualcosa di più. Fortunatamente dopo qualche amichevole poco incoraggiante (vedi la sconfitta per 2-0 contro la Feralpi Salò), la società si è mossa, spendendo il tesoretto delle uscite.
Dentro Daniel Pavlovic, svincolato dal Frosinone, i prestiti di Đuričić e Carbonero, più altri acquisti: Dodô è tornato dall'Inter, mentre gli arrivi di Bruno Fernandes dall'Udinese e Dennis Praet dall'Anderlecht (10 milioni: bella cifra) han fatto piacere a Giampaolo, in grado così di avere un centrocampo più numeroso.
Il problema è che ci sono alcune cose che non mi tornano. La squadra esce rivoluzionata dopo un mercato in entrata da 34 milioni di euro, pur mantenendo un potenziale che le permetta di salvarsi senza patemi. Qualche domanda sorge però in vista della prossima estate.
Vale la pena aver preso Bruno Fernandes con un riscatto fissato a sei milioni? Il portoghese finora non ha dimostrato di valere quest'eventuale riscatto. Peggio ancora andiamo con Dodô, un incubo nei sei mesi in cui è stato a Genova e finito per valere un obbligo di riscatto da CINQUE MILIONI DI EURO. Chissà che favore la Samp doveva all'Inter...
La paura più grande passa però dai centrali difensivi. La Samp si è presentata con i soli Silvestre e Skriniar all'inizio della stagione. A loro si è aggiunto Regini, nominato vice-capitano dopo la partenza di altri giocatori e persino titolare allo stato attuale. Non è che l'arrivo di Kranjc risolva i problemi: sicuri che non servisse qualcosa in più?

I motivi per cui Dennis Praet è attesissimo a Genova.

MOVIMENTI IN USCITA - Voto 9
Se c'è una lode pronta per la gestione Ferrero di quest'estate, è che si sono ben sfruttate le uscite dal punto di vista economico. Un piano preciso quello del patron blucerchiato: s'intasca il più possibile da cessioni vantaggiose, in modo da auto-finanziarsi il mercato in entrata e pensare a una cessione della società, che secondo me prima o poi arriverà, chiudendo l'era Ferrero.
I primi addii sono stati quelli di maggio e giugno: diversi prestiti non sono stati confermati - Ranocchia, Brignoli, Christodoulopoulos e Rodriguez - mentre Cassani e Diakitè han salutato Genova alla scadenza naturale del loro contratto. A queste si è unita la rescissione di Nenad Krsticic, con il serbo che si è poi accasato al Deportivo Alaves in Liga.
Le prime uscite han riguardato pezzi eccellenti di questa squadra: Joaquin Correa si è trasferito al Siviglia di Sampaoli per 13 milioni di euro, mentre Fernando - dopo diversi ripensamenti - ha accettato l'offerta dello Spartak Mosca da 12,5 milioni. In più, l'oggetto misterioso Niklas Moisander ha lasciato Genova per Brema: operazione da 1,8 milioni.
Tra le operazioni minori, c'è da segnalare l'addio definitivo di Cacciatore, Campaña (mah!) e Sansone. Una sinergia criminale con il Latina di Pietro Leonardi, l'uomo che ha fatto fallire il Parma. E i prestiti di tanti giovani, tra cui Ivan, Bonazzoli, Ponce e Palumbo.
Le ultime cessioni han visto partire due colonne dell'ultimo quadriennio: prima Roberto Soriano ha salutato la Samp per 14 milioni di euro, direzione Villarreal; poi è toccato a Lorenzo De Silvestri trasferirsi al Torino per 3,5 milioni. Due buone uscite, visto che il primo si è dimostrato demotivato nel finale dello scorso campionato e il secondo aveva già due rimpiazzi validi.
Unite ai riscatti di Zukanovic, Rizzo, Duncan e Coda da parte di altri club, la Samp ha incassato la bellezza di 60 milioni di euro nell'estate 2016. Il "9" finale è un buon voto. Non è la perfezione perché rimangono tre problemi: la matassa Cassano, la partenza frettolosa di Wszołek (di cui forse ci mangeremo le mani) e qualche situazione che forse andava gestita diversamente (Eramo, Tozzo).

Soriano, Correa, Fernando e Cassani: tutti hanno lasciato la Samp.