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04 aprile 2018

La sorpresa.

Inattesa, dopo il primo tempo quasi immeritata. La ripresa, però, ha certificato una minima reazione, anche di carattere e di qualità nel finale di gara. La Sampdoria viola l'Atleti Azzurri d'Italia e batte per 2-1 l'Atalanta di Gasperini, incassando un successo sorprendente. Se sarà un segnale di ripresa o solo un caso fortuito, ce lo dirà il tempo.

Marco Giampaolo, 50 anni, può sorridere: prima vittoria in trasferta da gennaio.

La Sampdoria si presenta a Bergamo con la consapevolezza che una reazione sia necessaria. Se non altro per i tifosi, arrivati numerosi in Lombardia: Giampaolo sceglie dal 1' Andersen in difesa e Capezzi a centrocampo (complice la squalifica di Torreira). Gasperini cambia poco rispetto al successo di qualche giorno prima contro l'Udinese.
La partita è piuttosto blanda nel primo tempo, con l'Atalanta che è la squadra a controllare il possesso del pallone. Castagne ha una buona occasione di fronte a Viviano al 14', ma sparacchia a lato. Due tiracci di Caprari e Cristante fanno da intermezzo, ma il brivido arriva al 37', quando Petagna centra la traversa su un corner battuto dai padroni di casa.
La prima svolta per gli ospiti è nel cambio Álvarez-Ramírez, arrivato poco prima del vantaggio blucerchiato: palla geniale di Praet per Bereszynski, ma Castagne chiude tutto, deviando la palla verso l'area. C'è Toloi, che però scivola e Caprari ne approfitta, saltando il brasiliano e battendo Berisha in uscita: 1-0 a sorpresa.
Non solo, però, perché la Sampdoria va vicina pure al raddoppio: al 45', una velenosa punizione di Ramírez trova il miracolo di Berisha, che salva volando sotto l'incrocio. Si va all'intervallo sorprendentemente in vantaggio, ma ci si aspetta la reazione dell'Atalanta, che però non sarà così efficace come si pensa.
La girandola di cambi modifica l'assetto dei padroni di casa, che si sbilanciano e probabilmente si assestano su un 4-2-3-1, con il giovane Barrow largo a destra. Al centro non si sfonda, ma non serve, perché al 66' l'Atalanta pareggia in maniera fortunosa: palla in mezzo da punizione, rimpallo e Toloi è il più lesto a calciare, trovando l'1-1.
La Sampdoria, però, non si scompone. Paradossalmente, è l'Atalanta a sparire in maniera graduale, trovando giusto un tiro di Cristante in posizione pericolosa, mandato però alto. Invece la Sampdoria fa girare il pallone e trova nel duo Ramírez-Praet la guida per imporsi.
All'80', la traversa ferma un colpo di testa di Caprari, che svetta su un cross di Ramírez. Poco male, perché tre minuti più tardi gli ospiti si trovano di nuovo in vantaggio: passaggio indietro su Haas, incomprensione con Masiello e Zapata sfila alle sue spalle, beffando Berisha con un vellutato pallonetto sull'uscita del portiere. 2-1 e grande festa.
Nel finale non succede praticamente nulla: l'Atalanta - ormai scomposta e spezzettata - butta in mezzo tutto quello che può, ma la difesa ospite regge bene e permette a Giampaolo di portare via tre punti preziosi in ottica europea.

Dennis Praet, 23 anni, lotta per il pallone con Alejandro Gómez, 30.

Viviano 6; Bereszynski 7, Andersen 6.5, Ferrari 6.5, Murru 5.5 (dal 21' s.t. Regini 6); Praet 7, Capezzi 6.5, Linetty 6.5; Álvarez 5 (dal 39' p.t. Ramírez 6.5); Caprari 6 (dal 39' s.t. Verre 6), Zapata 6.5

La Sampdoria è stata sorprendente, soprattutto in alcuni elementi: se su Praet e Bereszynski non dovremmo più esser stupiti (il belga si sta silenziosamente trasformando in un campione: ieri partita da maestro), Capezzi e Andersen hanno fatto bene. Essenziale e ordinato il primo, senza sbavature eccessive il secondo (che speriamo possa esser utilizzato di più).
L'Atalanta è sembrata più molle del solito, come se fosse stanca dalla vittoria di sabato contro l'Udinese. Ha lasciato sei punti in due gare contro la Sampdoria, che sorprende, perché i blucerchiati ne hanno fatti 12 in quattro partite, se comprendiamo anche l'altra avversaria diretta per un possibile accesso in Europa League, ovvero la Fiorentina.
Tuttavia, non illuda questa vittoria estemporanea a Bergamo: il problema trasferta rimane. La Sampdoria è 4° per rendimento in casa (con le stesse gare, +4 sulla Roma e +5 sulla Lazio), ma è 14° in trasferta. Ha vinto la prima gara fuori dal "Ferraris" da gennaio e non è sembrata la migliore versione dell'Atalanta, per quanto la Sampdoria della ripresa si sia fatta apprezzare.
Qualcuno ha fatto parallelismi tra la gara di ieri pomeriggio a Bergamo e la vittoria in rimonta a Udine nel gennaio 2010, senza Cassano e che di fatto spezzò una brutta striscia negativa. Da lì la squadra volò in Champions League, giocandosi i preliminari. Non ci sono gli stessi traguardi, né la stessa sostanza: volerei più basso.
Intanto c'è il derby sabato sera, con il Genoa che sembra ormai al sicuro da qualunque pericolo retrocessione dopo il 2-1 all'ultimo minuto contro il Cagliari. Con i 34 punti in classifica, i rossoblu possono giocare la stracittadina a mente sgombra, ma Giampaolo ha un'ottima tradizione: se riuscisse a proseguirla, sarebbe un'altra gradita sorpresa.

Andrea Petagna, 22 anni, sbuffa: solo quattro gol in questo campionato.

07 gennaio 2018

Tabula rasa.

Io ne ho vissute diverse da tifoso sampdoriano. Ho vissuto due retrocessioni, una quasi discesa in C e una sconfitta in un pomeriggio autunnale a Nocera Inferiore. Però perdere 3-2 in casa del Benevento - ultimo e senza vittorie per 18 giornate - era qualcosa che non mi aspettavo: lo scivolone in casa dei giallorossi lascia la Sampdoria puntata su suoi 30 punti.

La squadra si stringe attorno a Massimo Coda, 29 anni, l'eroe di giornata.

La Sampdoria deve ancora rinunciare a due pezzi fondamentali dello scacchiere di Giampaolo, ovvero Linetty e Zapata, entrambi in panchina. Se ci aggiungiamo la mancanza di Strinic, gli ospiti sono piuttosto depotenziati; diverso il discorso per il Benevento, che vuole ripartire dalla vittoria contro il Chievo per risalire.
Il primo tempo è blando: pochissime occasioni, tutte per gli ospiti. Il Benevento aspetta la Samp, ingolfando le traiettorie di passaggio e piazzando Brignola su Torreira. La Samp produce qualche conclusione dalla distanza - Torreira, Quagliarella, Ramírez -, ma solo quella dell'uruguayano impegna effettivamente Belec.
Poi però, alla fine del primo tempo, gli ospiti trovano il vantaggio: uno-due tra Quagliarella e Ramírez, tiro del capitano e respinta di Belec, sulla quale si avventa Caprari per la quarta rete personale in campionato. Gioia contenuta e vantaggio con il minimo sforzo, per una Samp comunque scolastica nei primi 45'.
La ripresa cambia il canovaccio: a non scendere in campo è la Sampdoria, ma il Benevento spinge in maniera ossessa. Tre minuti e trova la traversa con Coda, perso da Ferrari su un cross; dopo un salvataggio a corpo morto di Silvestre, arriva anche il palo, sempre a firma di Coda, andato alla conclusione rasoterra da 25 metri.
Dopo un tiro dalla distanza di Ramírez, il copione riprende. Anzi, l'entrata in campo di D'Alessandro spinge il Benevento ancora più dentro l'area degli ospiti: Brignola ha un'ottima occasione, ma spara addosso a Ferrari; poi Regini lascia solo pure Lombardi, che però tenta un'acrobazia difficile e non centra la porta.
Alla fine il pareggio arriva: tenta e tenta, al minuto 69 Coda trova il sinistro magico sotto l'incrocio e impatta il risultato. Lo stadio campano è in visibilio e spinge la squadra, con D'Alessandro che costringe Viviano a un super-salvataggio un minuto dopo. Il pata-trac arriva all'82', con Sala espulso per fallo da ultimo uomo contro lo scatenato D'Alessandro.
Due minuti e dalla seguente punizione arriva il 2-1: ancora Coda l'eroe di giornata, ma stavolta Viviano ha delle colpe enormi su un piazzato che sembra ragionevolmente nelle sue corde. La Samp è stesa e solo Quagliarella ci prova, costringendo Belec alla parata in due tempi.
Nel finale c'è ancora tempo per due gol: quello di Brignola al 91' - il primo in A, servito dall'onnipresente Coda - e quello di Kownacki al 94', con il polacchino che continua a crescere in maniera silenziosa. Una sconfitta tremenda, ma meritata.

Male è dir poco.

Viviano 5; Sala 4.5, Silvestre 6, Ferrari 5, Regini 5; Barreto 5, Torreira 5.5 (dal 30' s.t. Verre 5.5), Praet 6 (dal 13' s.t. Linetty 6); Ramírez 5; Caprari 6 (dal 23' s.t. Kownacki 6), Quagliarella 5.5.

Non c'è da nascondersi: questa partita ha rappresentato una delusione totale, per approccio, contenuti sul campo e persino determinazione nel momento più brutto della gara. E pensare che la trasferta di Benevento rimane un punto piuttosto basso proprio perché i primi 45' avevano detto altro: i padroni di casa erano stati inesistenti.
Come si è saliti di tono, i problemi sono usciti fuori. Purtroppo sono gli stessi di sempre. Ci sono quelli cronici - Barreto in calare di condizione e di rendimento, la costante mancanza di copertura difensiva di Regini, gli svarioni di Sala nell'applicazione difensiva - e ci sono quelli nuovi, che spaventano di più.
Già, perché Barreto e Regini non sono dei titolari, mentre per Sala si cercherà una collocazione a gennaio. Viviano invece? L'errore sulla punizione di Coda è piuttosto pesante. Caprari? Non è un titolare a tutti gli effetti, ma stenta a brillare. E che dire di Ferrari, forse l'uomo che più sta risentendo di questo calo della Samp?
In tutto questo, i complimenti vanno a Roberto De Zerbi. Per me il Benevento retrocederà comunque con giornate d'anticipo e la sua stagione assomiglia sempre più a quella dell'Ancora 2003-04 (anch'esso vinse una gara 3-1, ma a marzo), con giocatori sempre più random. L'unica differenza è che un gioco c'è, almeno questo.
Dall'altra parte, sono convinto che Marco Giampaolo avrà vissuto questa sconfitta con più e meno sofferenza del solito, al tempo stesso. "Meno" perché ha perso contro un collega che stima molto, "più" perché perdere in casa dell'ultima in classifica fa malissimo, specie quando vieni dominato per tutta la ripresa.
Qualcuno ha parlato persino di esonero e consigliamo un giro in montagna per queste due settimane. L'aria d'alta quota dovrebbe rinfrescare le idee, perché siamo sempre a trenta punti e a pari punti con l'ottima Atalanta, con una gara in meno. Tutttavia, ci vuole una tabula rasa per questi 15 giorni, perché al rientro ci sono tre gare difficilissime - Fiorentina e back-to-back con la Roma - ad attenderci.

Enrico Brignola, 18 anni: terza gara in A, prima rete di sempre contro la Sampdoria.

26 ottobre 2017

Chiaroscuro d'epoca.

Per una sera, mi è sembrato di rivedere la Sampdoria della passata stagione, ancora più accentuata nei suoi pregi e difetti. La squadra di Giampaolo esce con una sconfitta per 3-2 sul campo dell'Inter, ma il punteggio non racconta tutta la verità. Se da una parte c'è la soddisfazione per la reazione, dall'altra si spera che la prima ora di nulla sia stato solo un brutto episodio.

Marco Giampaolo, 50 anni, e Luciano Spalletti, 58, negli abbracci pre-partita.

La Sampdoria è reduce dal 5-0 al Crotone e contro l'Inter si gioca la solida candidatura di outsider del campionato. Pensate all'Atalanta 2016-17: solo dopo le vittorie casalinghe contro Napoli e Roma si cominciò a pensare ai nerazzurri come la vera rivelazione della stagione. Allo stesso modo, le chance blucerchiate passano da San Siro.
Spalletti propone il solito undici, ormai consolidato nelle ultime settimane; diverso l'atteggiamento di Giampaolo, che ripone sia Linetty che Caprari, preferendo il rientro tra i titolari di Barreto e Ramírez per la partita a San Siro. Cambio anche sui terzini, dove Bereszynski e Murru sono i titolari per la gara meneghina.
Il primo tempo è un'illusione: i primi 10' degli ospiti sono incoraggianti, con il pressing alto e il un paio di tiri. Poi l'uragano Inter: prima Candreva sfiora il vantaggio, poi è D'Ambrosio a riprovarci con poca fortuna. L'ennesimo tiro di Candreva finito in corner - deviato da Puggioni - è il preludio al vantaggio nerazzurro.
Sul corner, infatti, la spizzata in area porta Skriniar solo davanti a Puggioni: lo slovacco - ex della gara - viene perso e batte Puggioni in scivolata. Non bastano 10' di pausa a calmare l'Inter: prima Puggioni rinvia male e regala un tiro a porta vuota a Perisic (il palo lo salva), poi Icardi impegna il portiere blucerchiato di testa.
Anche qui, è il preludio a un'altra rete nerazzurra: su cross di Candreva, Silvestre respinge e Bereszynski stringe senza motivo su Perisic. Alle spalle, Icardi raccoglie la respinta e calcia al volo: 2-0 e partita in salita. Prima dell'intervallo, è ancora Icardi a cogliere il palo da corner con un bel colpo di testa. Un massacro.
Giampaolo si gioca la carta Caprari al posto dell'invisibile Ramírez: funziona, ma non subito. Il 9 ospite sfiora subito il gol su punizione, ma l'Inter trova il 3-0: bell'azione in profondità e Perisic serve Icardi, non tagliato fuori da Bereszynski. Sembra il game over, con Perisic che coglie la traversa al 62'. Eppure, qualcosa succede.
Scampato il pericolo del 4-0, la Samp trova subito il 3-1 con Kownacki, ben servito da Quagliarella: è il secondo gol consecutivo per il polacco. Da quel momento, l'Inter - forse anche stanca per lo sforzo profuso tra Napoli e l'ottima ora di calcio appena proposta - cala e trova solo un paio di tiri, su cui Puggioni fa gli straordinari (specie su Icardi all'86').
Di contro, la Samp prende in mano il gioco, con Quagliarella che spreca un'importante chance e poi trova il 3-2 su assist pennellato di Praet. L'ultima occasione per un clamoroso pari in rimonta è sui piedi di Caprari, ma il cross di Murru è difficile da mandare in porta. Finisce con la vittoria dell'Inter e in fondo è giusto così.

Un 3-2 con (poche) note positive e molto su cui lavorare con le grandi.

Puggioni 5; Bereszynski 5, Silvestre 5, Ferrari 6, Murru; Barreto 4.5 (dal 20' s.t. Linetty 6), Torreira 6.5, Praet 6.5; Ramírez 5 (dal 1' s.t. Caprari 6.5); Quagliarella 6.5, Zapata 5.5 (dal 12' s.t. Kownacki 6.5)

Prima nota: complimenti a Luciano Spalletti. Tecnicamente, l'Inter gioca con la stessa coppia di terzini e l'attacco dell'anno scorso, eppure le aggiunte di Skriniar, Vecino e Borja Valero - unite al suo sapiente gioco - hanno fatto la differenza. Il lavoro del tecnico di Certaldo è già da MVP e dimostra come certi uomini della panchina sappiano fare la differenza.
Che dire invece della Sampdoria? Qualche nota positiva c'è: l'opzione Caprari trequartista ha funzionato anche contro una delle due squadre imbattute nel campionato. Una volta data la palla al 9 alle spalle di Vecino e Gagliardini, si è visto molto. Ferrari continua a integrarsi, anche se per lui non è stata comunque una serata facile.
Le notizie cattive, però, sono molteplici. Era dall'ultima gara dello scorso campionato - quella casalinga contro il Napoli - che non vedevo la Samp così schiacciata e dominata. Non era successo nemmeno a Udine, neanche con l'uomo in meno e sotto 3-0. Evidentemente la differenza tecnica tra i due avversari ha pesato.
Malissimo Barreto e Murru, male Puggioni e anche Bereszynski. Saranno serate, ma ci sono un paio di questioni tecniche che andranno risolte. 1) Vista la necessità di arrivare a Strinic il 30 di agosto, i 12 milioni per Murru sono un investimento fallito? 2) Forse serve Viviano per manovrare meglio il pallone? 3) Linetty merita un posto da titolare senza se e ma?
Ci pensa il calendario a darci occasioni per rispondere a tali domande: domenica la Samp ospiterà il Chievo Verona, che - nonostante la brutta batosta con il Milan - rimane un bel test. Battere il "Pandoro meccanico" non sarà facile e forse definirà le prospettive della Samp per il prossimo futuro. Lo farà più chiaramente che a Milano.

Mauro Icardi, 24 anni, ancora a segno (due volte) contro la sua ex squadra.

22 ottobre 2017

Volare.

Si sapeva che sarebbe stato importante vincere, ma forse nessuno si aspettava un'affermazione così facile: la Sampdoria travolge il Crotone per 5-0 sul terreno del "Ferraris" e vola a 17 punti in classifica. Una vittoria netta, senza storia, segnata da cinque reti provenienti da altrettanti marcatori: sono 12 punti in quattro gare giocate in casa.

Fabio Quagliarella, 34 anni, ha appena realizzato il 2-0 dal dischetto.

Il Crotone si presenta a Genova dopo aver preso quattro punti alla Sampdoria nella sua prima annata in A (pareggio in casa, vittoria al "Ferraris" in rimonta), mentre i ragazzi in blucerchiato devono dare continuità al risultato ottenuto contro l'Atalanta. Riposa Ramírez, mentre Caprari è di nuovo scelto nella posizione di trequartista.
Gli ospiti sono orfani di due giocatori importanti come Simy e Rohdén, che potranno sembrare portatori d'acqua, ma sono fondamentali per salvarsi. E lo si vede nei primi 10', quando la Samp indirizza la partita: al 3', su punizione di Torreira, è l'ex Ferrari a staccare in area per battere Cordaz. 1-0 dopo 180 secondi, nessuna esultanza per il difensore.
Sette minuti e Zapata sfugge in velocità ad Ajeti: l'albanese atterra nettamente il colombiano e l'arbitr non ha alcun dubbio. Per lui è rigore, a me è sembrata punizione dal vertice alto dell'area; Quagliarella si presenta dal dischetto e la mette all'angolino per il 2-0. Il Crotone prova un paio di tiri con Mandragora e Ajeti, ma non spaventa Puggioni.
Il Crotone rischia di farsi il 3-0 da solo, con Budimir che coglie la propria attraversa per allontanare la punizione di Strinic. Al 37', il triplo vantaggio è realtà: su un pallone sporco, Zapata resiste al duro intervento in area di Ceccherini e tira una mina in mezzo: a un metro dalla porta, Caprari deposita in posizione regolare. Partita finita.
C'è ancora il tempo perché Budimir colga la traversa nel minuto di recupero della prima frazione: Puggioni battuto, ma la palla rimbalza fuori e non entra. al ritorno in campo, il ritmo è blando e ci sono molte sostituzioni (Giampaolo dà spazio a Murru e Ramírez, con Quagliarella leggermente infortunato). Tuttavia, i padroni di casa non hanno chiuso il conto.
Una splendida combinazione Caprari-Praet porta il belga all'assist per l'accorrente Linetty: secondo gol consecutivo per il centrocampista, che non sarà però l'unico polacco a realizzare una rete. Nel giro di 30 secondi, Kownacki entra in campo al posto di Caprari e sfrutta un rinvio malandato di Cordaz: di fronte al portiere, lo giustizia per il 5-0.
Il finale è molto tranquillo: la Sampdoria ha avuto ciò che voleva, il Crotone prova a cercare il gol con il solito Budimir, che in questa gara ha dimostrato perché non solo non sia adatto al gioco di Giampaolo, ma perché la A gli stia larga. Altri due tentativi del croato più uno di Trotta non portano nemmeno il gol della bandiera: è la prima vittoria in A contro i calabresi.

«Abbiamo giocato bene rispetto ai nostri avversari. A fine anno vedremo dove siamo arrivati»: testo e musiche di Dawid Kownacki.

Puggioni 6; Sala 6, Silvestre 6, Ferrari 7, Strinic 6.5 (dal 22' s.t. Murru 6); Linetty 6.5, Torreira 7, Praet 7.5; Caprari 7.5 (dal 29' s.t. Kownacki 6.5); Quagliarella 6.5 (dal 10' s.t. Ramírez 6), Zapata 7.

Nessuno l'avrebbe mai detto dopo le cessioni estive, ma è bastato poco per dare a questa squadra la stessa consapevolezza della scorsa stagione. Se la squadra del 2016-17 sembrava più dotata tecnicamente e piena di hype, questa sembra più matura, nonostante le tante partenze e gli arrivi ancora da scoprire.
Gli arrivi di Strinic e Zapata, per esempio, hanno riempito due buchi importanti. In attacco la Sampdoria aveva perso tanto, adesso ha trovato un colombiano che è un attaccante a metà strada tra gli ex e Quagliarella: una prima punta a tutti gli effetti, ma dotata di forza fisica e accelerazione poderosa. Il croato, invece, è un terzino sinistro vero.
Fermo restando che c'è da chiedersi perché si sono spesi 12 milioni per Murru (a bilancio sono quelli... 7 + il cartellino di Cigarini), c'è da fermarsi un attimo anche sulla crescita di alcuni ragazzi: Linetty e Praet avevano fatto vedere qualche cosa l'anno scorso, ma questa stagione stanno strabordando, di fatto dominando queste gare.
Soprattutto il belga sembra incamminato verso il Mondiale se continuerà a giocare così. La Sampdoria ha vinto tutte e quattro le gare casalinghe, in attesa di recuperare quella contro la Roma. E non c'è nulla da dire: sono state tutte vittorie meritate. Anzi, quella più sofferta è stata la prima contro il fanalino Benevento.
E ora? Ora c'è l'Inter. A Milano si andrà per un infrasettimanale di piacere. La Sampdoria non deve porsi obiettivi più grandi della sua realtà, ma solo giocare con la testa sgombra. Se farà così - nonostante la stanchezza: Zapata e Praet hanno fatto 90' ieri -, la squadra di Marco Giampaolo potrà dire la sua. Volare è possibile.

I giocatori festeggiano a fine gara: una prova maiuscola contro il Crotone.

16 ottobre 2017

Riscoprirsi grandi (e fortunati).

Una domenica europea: la Sampdoria batte in rimonta 3-1 l'Atalanta e all'improvviso si trova sesta, in piena zona Europa League. E per giunta con una partita da recuperare, quella con la Roma, che ora dista un solo punto. Sembra quasi uno scherzo a scriverlo, ma Marco Giampaolo ci potrebbe aver fatto un altro scherzo, nonostante la squadra indebolita.

La Sampdoria esulta per il 3-1 con Ilicic sullo sfondo: lo sloveno ha rifiutato il Doria per passare all'Atalanta nell'ultima sessione di mercato. Miglior fotogramma non potrebbe esistere.

Non ci sono enormi novità in casa Sampdoria: la sostituzione obbligata è quella di Barreto, ma a sorpresa viene scelto Valerio Verre e non Linetty. Giusto così comunque, perché l'ex Pescara ha bisogno di minuti nelle gambe. Torna (ahimè) anche Regini in difesa, che panchina Ferrari; Gasperini, a sorpresa, lascia riposare Gomez.
Il primo tempo è tutto di marca atalantina, ma l'unico rischio è corso all'inizio: un retropassaggio distratto costringe Berisha a un controllo difficoltoso. Quagliarella si avventa e ruba palla al portiere albanese, ma il tiro è respinto in corner. Da lì, è un assolo degli ospiti, consci di saper coprire benissimo il campo e poter aggirare gli ostacoli.
Ilicic è il primo a tentare dalla distanza, poi ancora Freuler a impegnare Puggioni. Il terzo al tiro è Cristante, che spreca un buon assist dello sloveno con un tiraccio a lato. Al 21', il vantaggio ospite: Spinazzola mette un bel pallone in mezzo, Regini lascia tutti in linea e Cristante svetta di testa, con Puggioni che esce male. 1-0 meritato.
Solo l'imprecisione atalantina non permette loro di concludere il tempo in doppio vantaggio: Puggioni è costretto a diversi interventi almeno fino alla mezz'ora, quando la Sampdoria si sveglia e trova una piccola reazione prima dell'intervallo con Zapata, due volte al tiro. Al ritorno in campo, Giampaolo opta per il doppio cambio: fuori Verre Ramírez, dentro Caprari e Linetty.
Saranno decisivi: dopo 10' di studio, la Sampdoria pareggio con Zapata. Bell'inserimento in profondità di Quagliarella, che aggira Berisha lateralmente e prova il tiro; con il pallone respinto, il 27 rimette in mezzo e trova il colombiano, che realizza il terzo gol in cinque partite. Sembra un episodio, ma è solo l'inizio.
Quattro minuti più tardi, è Caprari a portare in vantaggio la Sampdoria: bel recupero palla di Strinic, uno-due del croato con Zapata e scatto in profondità. Il cross dell'ex Napoli è perfetto per l'incornata bassa di Caprari, che si sblocca anche al "Ferraris". L'Atalanta dà una prima risposta con l'entrata di Gomez, che subito va due volte al tiro.
Ma è al 68' che arriva il colpo del k.o.: bel recupero palla di Praet e filtrante per Linetty. La palla è interessante, ma la finta del polacco - che fa finta di andare incontro al pallone per poi lasciarlo scorrere - di fatto è un ankle-breaker stile NBA su Masiello. Solo e in area, Linetty mira all'angolo opposto e trova il 3-1 che chiude la gara.
Da lì inizia una girandola di sostituzioni e ammonizioni, con le occasioni a intervallare il tutto: ci provano Praet, Quagliarella e Gomez, ma nessuno di loro trova il gol. Clamorosa l'ultima occasione per Cornelius, solo davanti a Puggioni: non bastano tre tiri a botta sicura per trovare la rete del 3-2. Quando la fortuna ti arride...

La conta degli xG non spiega il risultato. Ogni tanto capita.

Puggioni 5.5; Bereszynski 7, Silvestre 6, Regini 6.5, Strinic 7; Verre 5 (dal 1' s.t. Linetty 7.5), Torreira 6.5, Praet 7; Ramírez 5 (dal 1' s.t. Caprari 6.5); Quagliarella 6, Zapata 7.5 (dal 41' s.t. Kownacki s.v.)

Beh, che dire: è stata una domenica fortunata. Soprattutto nei primi 45', la Sampdoria è sembrata totalmente fuori dal gioco, con giusto 2-3 giocatori a salvarsi da una debacle totale. Ha spaventato l'identità degli ospiti, che sono - assieme al Napoli capolista - la squadra che più ha una sua organizzazione di gioco riconoscibile.
D'altro canto, al primo affondo, gli ospiti sono crollati. Probabilmente l'Europa League è per l'Atalanta il vero obiettivo stagionale. In fondo, anche senza El Papu Gomez, Gasperini e i suoi ragazzi sono stati in vantaggio per 55' e hanno giocato un primo tempo di ottima fattura. Poi però ci sono i gap d'esperienza da colmare.
In quei gap si è infilata la Sampdoria, capace di segnare tre reti in 13' e chiudere la gara. Anzi, la Sampdoria avrebbe potuto persino realizzare la quarta rete con maggior precisione: la pressione del secondo tempo è stata folle e dimostra come a volte un po' un cambio di rotta - anche leggero - modifichi l'inerzia di un'intera gara.
Due le cose impressionanti: a) l'impatto di Caprari, che deve avere più spazio accanto a Zapata. Per quanto Quagliarella sia fondamentale, va pur sempre verso i 35 anni; b) Bartosz Bereszynski. Del ragazzo si è detto di tutto, ma i sei mesi d'ambientamento sembrano conclusi e la differenza con Sala - ovvero con uno che non fa il terzino - sembra ormai lampante.
Potenzialmente, la Samp potrebbe avere cinque titolari su 11 al prossimo Mondiale: Linetty e Bereszynski con la Polonia, Zapata con la Colombia e (si spera) Praet con il Belgio, più la possibilità che Viviano venga ricompensato con un posto in Russia. Ora però si deve pensare al futuro prossimo: un'altra vittoria con il Crotone ci farebbe volare altissimo.

Bryan Cristante, 22 anni, festeggia il momentaneo 1-0. Non durerà.

16 settembre 2012

Il cinismo è il nostro mestiere.

Che dire.. forse non ce lo saremmo mai aspettati. Se qualcuno mi avesse detto che avremmo fatto tre vittorie nelle prime tre giornate, la risposta più plausibile sarebbe stata una grossa risata. Ed invece questa Samp ha una dote di cinismo che in 16 anni da tifoso sampdoriano non avevo mai visto. Il Doria espugna Pescara per 3-2 dopo una partita sofferta, nella quale l'avversario potrebbe meritare il pari, ma i blucerchiati sono più lesti. Sono più svelti. Sono, in una parola, concreti. E questa dote sarà solo di buon auspicio durante tutto il corso del campionato, dato che i 40 punti della salvezza dovranno arrivare il prima possibile. Intanto ci stiamo togliendo molte soddisfazioni.

La Samp si presenta a Pescara con 10/11 confermati rispetto al precedente match casalingo contro il Siena. L'unica differenza si trova tra i pali. Romero aveva chiesto un permesso da molto tempo per assistere alla nascita della sua secondogenita e, per questo, è rimasto in Argentina. Con Da Costa squalificato fino a Novembre per il calcio-scommesse, in porta si schiera Tommaso Berni, terzo portiere doriano. Ultima partita in Serie A nel Febbraio del 2011. Insomma, se non è scommessa, poco ci manca. Il Pescara, invece, ha cambiato molto. Nella sosta, Stroppa ha avuto tempo per riflettere e comprendere che il 4-3-3 iniziale era troppo spregiudicato per gli abruzzesi. Così, il Pescara si dispone in una nuova veste, il 4-2-3-1, che perlomeno dà più copertura alla sventurata difesa dei delfini.
Vedendo i primi minuti di gioco, la mossa sembra azzeccatissima. Prima Weiss spara centralmente su Berni dal limit dell'area, poi per poco non accade la frittata. Lungo lancio di Colucci al 5', Rossini buca l'intervento e Vukusic si avventa sul pallone, colpendo la traversa dal limite dell'area. Primo brivido dopo appena cinque minuti. E la Samp non sembra dare segni di risveglio, tanto che è ancora Vukusic a rendersi pericoloso. L'ex Hajduk di Spalato prima calcia a lato su assist di Quintero, poi pressa Berni e per poco non lo costringe ad un rinvio controproducente. Il numero 32 blucerchiato, infatti, rinvia addosso al croato, che manca di poco il gol fortunoso.
Quando Poli è costretto ad uscire per infortunio (al suo posto entra Soriano), la Samp si sveglia. Non produce molto, ma perlomeno non lascia il pallino del gioco al Pescara. Prima Maxi lancia Soriano, che però si fa soffiare palla da Eder in fuorigioco; poi Costa colpisce male di testa un pallone scodellato in area da Maresca.
Se la Samp pare in difficoltà, una verticalizzazione basta a risolvere i problemi della formazione di Ferrara. Obiang taglia a metà il centrocampo pescarese e serve in profondità per Eder. Il brasiliano salta Zanon e, con Perin in uscita, serve Maxi Lopez. A porta spalancata, è un gioco da ragazzi per l'argentino: 1-0 e premio anche troppo grande per una Samp inguardabile nei primi 25 minuti di gioco. Il primo tempo non riesce a proporre nient'altro, se non un'entrata da "arancione" di Cascione su Obiang.
Nel secondo tempo, l'inizio è simile a quello del primo: Pescara con il pallino del gioco in mano e Samp in balia degli abruzzesi. L'unico lampo doriano dei primi dieci minuti è di Eder, che salta Zanon con un gioco di prestigio e sfiora il 2-0 con un destro dal limite dell'area, che si spegne di poco a lato. A quel punto, si scatena il giovane colombiano Juan Quintero, che sarà una spina nel fianco per la difesa blucerchiata fino a fine partita. Inoltre, Vukusic coglie un'altra traversa, stavolta con un sinistro fortunoso, battezzato malissimo da Berni. Eder è costretto al cambio - anche lui per infortunio - e Ferrara mette dentro Kristicic, sacrificato nuovamente come esterno.
Il Pescara ha una super-occasione con Weiss, che salta Berardi e Maresca prima di sparare alto a pochi metri da Berni. Stroppa prova la mossa della disperazione: dentro Caprari per Zanon, con l'arretramento di Balzano ed il baricentro dei biancoazzurri che diventa molto offensivo. Ma quando il Pescara tenta il tutto per tutto, la Samp raddoppia. Kristicic, sulla linea dei centrocampisti nell'occasione, trova il corridoio giusto per servire Estigarribia. Il suo lancio di 30 metri mette il paraguaiano nella condizione di freddare Perin con un gran sinistro dentro l'area. 2-0 e Pescara ancora una volta disattento in difesa, sopratutto quando bisogna effettuare la tattica del fuorigioco.
Da lì, la partita è in mano alla Samp. Che sfiora un altro gol sempre con Estigarribia, ma Perin si fa trovare preparato. Mentre Weiss conlcude la propria partita con una punizione a lato, prima di farsi sostituire da Celik. E dopo che la Samp ha nuovamente sfiorato il 3-0 con un bel sinistro a giro di Kristicic, il Pescara accorcia le distanze. Quintero semina il panico nella difesa blucerchiata, prima di servire un solissimo Celik, che batte Berni dall'interno dell'area. 2-1 e partita riaperta.
Bastano 120 secondi ed il match sembra sigillato: Soriano serve Maxi Lopez in profondità, il centravanti sampdoriano fa scorrere il pallone e batte Perin per la terza volta. Il suo destro chirurgico vale il 3-1 per gli ospiti. Buttato dentro anche Abbruscato per un buon Vukusic, il Pescara si getta in avanti senza più guardare alla difesa. Caprari è il protagonista del finale convulso di partita. Prima ci prova da fuori, ma Berni para a terra. Poi il talento scuola Roma trova il gol del 2-3 con un gran destro dai 25 metri: nulla da fare per il portiere sampdoriano, che pure tocca il pallone prima che finisca in rete. Il finale è un pressing asfissiante, che però non porta alla creazione di nessuna chiara occasione da gol. E' 3-2 Samp.
Un punteggio tutto sommato giusto, ma se i padroni di casa avessero pareggiato, forse non ci sarebbe stato nulla da dire. Il Pescara, con questi uomini e con questo modulo, può sicuramente mettere più paura di quanto non ne abbia fatta nelle prime due giornate. Certo, andrà registrata un pochino la difesa, spesso impreparata agli attacchi avversari. La Samp è molto cinica, come mai abbia ricordato nella mia vita da tifoso.

Berni 5.5 | Insomma.. il ragazzo non giocava da parecchio e ha disputato solo sei partite negli ultimi cinque anni. Onestamente, era difficile aspettarsi di più.
Berardi 6 | Weiss fa tanta scena, ma alla fine non gli crea grossissimi problemi.
Rossini 6 | All'inizio si lascia scappare Vukusic, poi si riprende senza troppe incertezze.
Gastaldello 6.5 | Il migliore della nostra difesa, sempre sul pezzo.
Costa 6 | Finché è in campo, fa il suo compitino. Avrebbe potuto osare di più, visto che Balzano - in quanto terzino di ruolo - non lo ha attaccato così insistentemente.
Maresca 6 | Bene in fase d'impostazione, ma quanto soffre la mobilità di Quintero. Il ragazzino colombiano lo salta parecchie volte, dimostrando che anche l'età conta qualcosa.
Obiang 6.5 | Partita leggermente sotto la media, ma non può essere straordinario sempre.
Poli 6.5 | Il migliore della Samp nei primi e tremendi 20'. Poi s'infortuna ed è costretto a lasciare il campo.
Estigarribia 6 | Lo salva il gol, altrimenti sarebbe stato - senza dubbi - il peggiore degli undici con la maglia blucerchiata. Abulico, assente, non attacca quasi mai Modesto. Quando poi viene spostato sulla sinistra, a causa dell'infortunio di Eder, Zanon gli concede molto più spazio e lui colpisce.
Eder 6.5 | Buona la partita del brasiliano. Molti spunti, ma sopratutto l'intesa con Maxi Lopez cresce con il passare delle gare. Peccato per il suo infortunio, speriamo non sia nulla di grave.
Maxi Lopez 8 | Che mostro. Non lo noti molto, ma intanto siamo a tre gol in due gare e mezzo con la maglia della Sampdoria. Se sarà questo il ritmo tenuto dal "rubio", sarà difficile stargli dietro. Il secondo gol è da centravanti di razza.

Soriano 6 | Prova sufficiente la sua, peccato per il mancato dinamismo che di solito fornisce alla squadra.
Kristicic 7 | Continuo la mia personale crociata contro il ruolo che Ferrara ha designato per il ragazzo. Non è un esterno. Infatti, la cosa migliore della sua partita la fa quando è sulla linea dei centrocampisti. Il lancio per il 2-0 di Estigarribia è roba degna di un centrocampista con i controfiocchi. Speriamo che l'allenatore se ne renda conto.
Castellini 5.5 | Speravo di vedere Poulsen in campo. Purtroppo il danese non sembra ancora pronto e allora dentro l'eterno ex Parma, che però vede le stelle contro Caprari.


Adesso siamo a nove su nove. Oddio, i punti in classifica sono otto, ma quel -1 comincia ad essere solo un dato statistico e non più un fastidio. Ora ci attende il Torino, che affronteremo in casa nel prossimo turno. Il match del 23 Settembre - ore 12.30 - ci permetterà di sfidare degli eterni rivali. Ma sopratutto dei contendenti alla salvezza. La squadra di Ventura mi sembra quadrata, ma noi abbiamo dimostrato di non essere da meno. Bisognerà ricordarsi le due sconfitte dell'anno scorso per evitare di commettere gli stessi errori. Due 2-1 che costarono molto in termini di orgoglio. L'importante è vincere, per arrivare sereni alle due sfide di fuoco contro Roma e Napoli. Del resto, abbiamo imparato che il cinismo è il nostro mestiere.

Maxi Lopez, 28 anni, è in forma: tre gol in tre gare con la maglia della Samp.

21 maggio 2012

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Non ci aspettavamo una tale superiorità, ma purtroppo le motivazioni hanno fatto da spartiacque ad una partita anche sfortunata. La Samp perde dopo un mese e mezzo, lo fa in modo dolce-amaro. Una sconfitta per 3-1 che non significa nulla, dato che nel pomeriggio c'eravamo guadagnati i play-off con la sconfitta del Padova a Nocera Inferiore; certo, subire 3 gol e non vedere palla per tutto il secondo tempo non fa mai piacere, specialmente se avviene a Marassi.

La Samp cambia poco dall'impresa contro la Juve Stabia, anzi risparmia qualcuno, vista la qualificazione ormai ottenuta ai play-off: l'unica differenza è il tandem d'attacco, con Icardi dentro dal 1' al posto di Fornaroli e Pozzi recuperato al posto di Pellé, squalificato per un turno. Il Pescara si presenta con il solito assetto e con l'attacco più forte di tutta la Serie B. Di contro, la miglior difesa, ovvero la nostra.
Pronti, via e si spera che la gara vada come i primi 10': pressione a tutto campo, Pescara che ha difficoltà ad uscire dalla propria area di rigore e a far girare il pallone come solo una squadra di Zeman sa fare; prima Pozzi impegna Anania in calcio d'angolo, poi il bomber blucerchiato sfiora il gol, impedito solo da un salvataggio di Verratti sul primo palo. Purtroppo, la Samp - come intensità in campo - finisce lì. Perché arriva, oltretutto, il vantaggio pescarese: Pozzi indugia troppo con il pallone a centrocampo, Verratti lo prende e serve un filtrante per Caprari, che batte un Romero non esente da colpe. 1-0 e bella mazzata, dato che la Samp era nel suo momento migliore.
Da lì, il Pescara prende il pallino del gioco in mano, ma nel primo tempo non crea troppo, anzi, è ancora Pozzi ad impegnare Anania con un colpo di testa sfortunatamente centrale. Anche Icardi ha un enorme occasione: sul cross di Costa, salta Anania, ma poi cicca il contatto con il pallone e spedisce fuori. Sembra che la Samp sia in vena d'errori: Romero e Pozzi i protagonisti. Al 30', Romero cincischia troppo con il pallone e, nel rinviarlo, centra Immobile, che con molta fortuna trova l'ennesimo gol in campionato ed il 2-0 pescarese. Sulla fine del primo tempo, il lampo che potrebbe riaprire la partita: scambio Icardi-Foggia, suggerimento per Pozzi che s'invola verso la porta e trova un rigore molto generoso. Nonostante ciò, il numero 9 non ne approfitta e calcia sul palo: la mazzata definitiva per una squadra che ha creato qualcosa, ma troppo poco per impensierire il Pescara di Zeman, vicino al terzo gol anche con un gran destro di Insigne parato da Romero.
Nel secondo tempo, la Samp entra con una buona intensità, sfiorando il gol con Pozzi e sopratutto con capitan Gastaldello, che spara debolmente tra le braccia di Anania in piena area di rigore. Il Pescara sfiora ancora il gol con Insigne di testa, su un bel cross calibrato da Balzano: è il prologo della fine.
Pochi minuti dopo, lo stesso talento del Napoli mette dentro un gran pallone per Caprari, che si beve Rossini e Gastaldello e batte Romero per la terza volta: una figuraccia per la difesa meno battuta del campionato. Da lì, il Pescara crea un'altra occasione con Insigne - salvata da una buona respinta di Romero - ma pensa a mantenere il risultato; incredibili gli ultimi 20', in cui la Samp tiene la palla, ma essenzialmente non sa che farci.
Solo uno spunto del neo-entrato Fornaroli in area di rigore crea le condizioni per il gol di Juan Antonio: una magra consolazione nella festa pescarese che si scatena al triplice fischio dell'arbitro. Una giornata tremenda, un'altra umiliazione a Marassi; magari lontana dai tempi di Atzori, ma sempre umiliazione è stata, sopratutto nella seconda frazione.

Romero 4.5 | Mezzo voto in più per le parate su Insigne. Ma ha il primo e sopratutto il secondo gol sulla coscienza.
Rispoli 5 | Insigne lo salta quando vuole, ma nel primo tempo lavora bene sui tagli del ragazzo di scuola Napoli. Non sale praticamente mai, alto come è il Pescara.
Rossini 5 | Immobile non vede la palla, però non è una prestazione da ricordare.
Gastaldello 4.5 | A differenza di Rossini, oltre la giostra presa e condivisa sul gol di Caprari del 3-0, c'è l'errore sottoporta che poteva riaprire la partita.
Costa 4.5 | Caprari gli fa vedere le stelle.
Obiang 5.5 | Il duello con Verratti lo perde sostanzialmente perché è meno forte del numero 10 pescarese. Nel primo tempo non ha sfigurato, poi è crollato anche lui.
Renan 4.5 | Nervoso come al solito: Nielsen se lo mangia.
Munari 5 | Cascione non è pericolosissimo, ma non crea nessun inserimento in una difesa tra le più battute della B. Lo sforzo massimo è un cross per Pozzi.
Foggia 5 | Di passaggi alle punte neanche l'ombra. Peccato che l'unico che azzecchi è quello che permette di guadagnarsi il rigore.. sono gli altri sbagliati, in quantità enormi, a lasciare interdetti.
Pozzi 5.5 | La media tra l'essere l'unico a lottare in mezzo alla difesa pescarese ed il rigore sbagliato malamente.
Icardi 5 | E' un ragazzino del '93, non stiamo certo ad addossargli le colpe di questa sconfitta: peccato per il gol sbagliato.

Juan Antonio 6 | Il gol è l'unica cosa che lo salva, altrimenti un bel 5 anche a lui non lo toglieva nessuno.
Fornaroli 6 | Mezzo gol è suo, il discorso è simile a quello del numero 29, anche se lui almeno ha l'attenuante di giocare unica punta in una squadra che non riesce a mettergli un pallone decente.
Kristicic 5.5 | Non sembra in forma neanche lui, che eppure negli ultimi minuti riesce a dare sempre qualcosa in più.

Adesso rimane un'ultima partita, che si può valutare da diversi punti di vista: una vittoria ci garantirebbe di scavalcare il Varese, ma non vedo grosse differenze tra Sassuolo e Verona. I gialloblu sono leggermente più pericolosi perché non ne sbagliano una al Bentegodi, ma poi in trasferta sprecano molte chances e spesso deludono. Perciò, sarebbe meglio giocarsela con una formazione di riserva e risparmiare energie, dato che i play-off inizieranno 4 giorni dopo. Speriamo solo una cosa: abbiamo fatto da sparring partners parecchie volte quest'anno, non ripetiamoci a Varese con 1100 tifosi al seguito.

Sergio Romero, 25 anni, osserva impietrito il pallone dopo il raddoppio di Ciro Immobile, 22.