Visualizzazione post con etichetta juan antonio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta juan antonio. Mostra tutti i post

07 settembre 2014

Quanto tempo.

Il campionato è iniziato, ma nel frattempo abbiamo detto arrivederci al calciomercato estivo. Si ritornerà a parlare di trasferimenti in inverno. Anzi, in realtà non si smette mai, ma tant'è che la Serie A e il campo ora chiedono spazio. E dopo il pareggio raggiunto in inferiorità numerica a Palermo, ora si può tentare di fare un bilancio sul mercato della Samp. Un buon mercato, come quelli che non si vedevano da anni: i migliori risultati sono stati ottenuti sopratutto in uscita.

Gonzalo Bergessio, 29 anni, arrivato per tre milioni di euro dal Catania.

MOVIMENTI IN ENTRATA - voto 6.5
La giusta media tra il 6 del mercato per la prima squadra e l'8 per quello della Primavera. Lasciatemi subito lodare Riccardo Pecini, tornato alla Samp dopo l'esperienza al Monaco. La Primavera blucerchiata sarà una delle favorite per la prossima stagione: gli acquisti di Barry, Blanco (dal Real Madrid...) e Baumgartner saranno utilissimi. Se avesse anche riportato Manaj all'ovile e Babic da subito, sarebbe stato un mercato giovanile con i botti.
In entrata si è fatto tanto. Magari con poca inventiva - tranne i colpi Campaña e Djordjevic - ma si è rimediato ciò che Mihajlovic aveva richiesto. La Samp ha innanzitutto un nuovo portiere, quell'Emiliano Viviano che ha passato l'ultimo anno in tribuna all'Emirates Stadium. La formula prevede un prestito con diritto di riscatto a quattro milioni: tanti, ma Mihajlovic crede nel ragazzo. Dietro sono arrivati anche Alessio Romagnoli, centrale della Roma, e Matias Silvestre, difensore dell'Inter. Entrambi sono arrivati in prestito, sebbene per Romagnoli è un'opzione per valorizzare l'investimento su di lui. Silvestre vedrà scadere il suo contratto a giugno, perciò potrebbe legarsi alla Samp da febbraio prossimo. Il nuovo vice-De Silvestri sarà Fabrizio Cacciatore, lasciato libero inspiegabilmente dopo un buon campionato con l'Hellas Verona.
Diverso il discorso a centrocampo, dove c'erano già interpreti fissi. Si è deciso di puntellare il tutto con il ritorno di Luca Rizzo dal Modena: un sogno per il ragazzo, genovese e doriano. In più, la Samp si è assicurata anche il prestito biennale di Alfred Duncan dell'Inter: un peccato che non ci sia un qualche riscatto sul ghanese, che ha fatto bene nell'anno e mezzo a Livorno. Davanti, visti gli intoccabili Eder e Gabbiadini, pochi i ritocchi. Mancava un centravanti alternativo a Okaka ed è arrivato Gonzalo Bergessio: tre milioni di euro al Catania e un usato sicuro per la Samp, visto che l'argentino ha realizzato già 35 gol in A con la maglia degli etnei. Poi il ritorno di Francesco Fedato dal Catania e l'arrivo all'ultimo minuto di Luka Djordjevic (interessante, ma chissà quanto spazio potrà mai trovare...).
Il buon lavoro è stato fatto nella fase di comproprietà: riscattati Cacciatore e Regini, preso Salamon nell'affare Poli, acquistata la metà di De Silvestri (finalmente!). In più, Gabbiadini è stato trattenuto, nonostante la Juventus forse avrebbe voluto riportare l'attaccante a Torino. Ma il numero 11 blucerchiato voleva giocare e ha prevalso il rinnovo della compartecipazione. Il doppio scambio con il Parma ha portato Djamel Mesbah e Marco Marchionni: saranno utili nella turn-over. Rimane il rimpianto Balanta: venti giorni per arrivare a un buco nell'acqua. Peccato: sarebbe stato una plusvalenza sicura.

Shkodran Mustafi, 22 anni, ha salutato la Samp ed è approdato a Valencia.

MOVIMENTI IN USCITA - voto 8
I veri botti sono stati qui. L'uscita principale è stata quella di Shkodran Mustafi, che ha salutato la Samp dopo esser diventato campione del Mondo con la Germania. Un buon affare quello realizzato con il Valencia: otto milioni più due di bonus. Senza contare un'amichevole la prossima estate con il club spagnolo e una percentuale sulla prossima vendita. Mi aspettavo una squadra della Bundesliga pronta a prelevare il ragazzo, ma alla fine è andata comunque bene.
Il vero capolavoro di Osti è stato liberarsi di tutti quei pesi rimasti e di riuscire a mandare quasi tutti i giovani in prestito. Addio immediato a Massimo Maccarone ed Emanuele Testardi, entrambi lasciati liberi di scegliersi una prossima destinazione. Fiorillo è diventato bianconero per metà, ma il prestito al Pescara gli farà bene: sarà protagonista. Via per una stagione anche Falcone al Como, Tozzo e Corazza al Novara, Salamon al Pescara, Lombardo jr. alla Cremonese, Martinelli e Beltrame al Modena e Sampietro all'Ancona. Tutte operazioni che faranno crescere questi ragazzi, sebbene mi sarei tenuto Corazza in B: il ragazzo ha fatto molto bene al Sud Tirol, meritava qualcosa in più della Lega Pro.
Nei prestiti sono rientrati anche giocatori che non hanno trovato una sistemazione definitiva: Eramo e Gavazzi alla Ternana, Volta al Cesena, Rodriguez al Gremio (quanti rimpianti su questo ragazzo: non sapremo mai se era veramente un pacco). Due casi particolari tra le cessioni temporanee. Il primo è quello di José Campaña: lo spagnolo era arrivato dal Crystal Palace per poco più di un milione di euro, ma alla fine è andato al Porto in prestito con diritto di riscatto a tre milioni. Un modo soffice per sottolineare la bocciatura di Mihajlovic o semplicemente il sacrificato tra gli otto a centrocampo per tre posti? Chi lo sa. Fatto sta che tutti ci guadagnano qualcosa. Infine Federico Piovaccari: niente ritorno in Romania per lui, visto che la Steaua non poteva permettersi un riscatto. E così è arrivata la proposta dell'Eibar in Liga, buona per tutti. Il club spagnolo pagherà quasi tutti i 700 mila euro dell'ingaggio di Piovaccari, il giocatore farà un'esperienza importante e la Samp risparmierà molto dell'ultimo anno di contratto con l'attaccante.
Sulle cessioni definitive, si è accumulato un gruzzoletto con i giocatori che non erano più nei piani di Mihajlovic: Berardi al Leeds, Rossini al Sassuolo, Signori al Modena, Bjarnason di ritorno a Pescara, Gentsoglou all'Ertegolis, Renan all'Al-Nasr. Poli riscattato definitivamente dal Milan, così come Icardi dall'Inter e Biabiany dal Parma. Con i ducali si sono intavolati anche i due scambi di sopra, che hanno portato Costa e Juan Antonio in Emilia. Perché allora non un bel 10 a questo mercato in uscita? Perché è mancata la risoluzione del caso più spinoso: Sergio Romero rimane a Genova, insieme al suo contratto da un milione e 700 mila euro fino a giugno 2015. E così la mossa di cederlo al Monaco in prestito con diritto di riscatto nell'estate 2013 si è rivelata un clamoroso autogol, che l'argentino - inssieme al suo procuratore Mino Raiola - han sfruttato per rifiutare qualunque proposta poco vantaggiosa (tecnicamente o economicamente). Peccato, altrimenti Osti l'avrebbero santificato.

Sergio Romero, 27 anni: alla fine l'argentino è rimasto a Genova.

01 giugno 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - terza parte).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la terza parte, riguardante gli attaccanti.

Nicola Pozzi, 26 anni: molte ombre e poche luci nei suoi sei mesi alla Samp.

9 Nicola Pozzi (7 presenze, 1 rete): 5.5 - migliore match: Samp-Torino 1-1
La sua stagione è monca: onestamente, avrebbe meritato più riconoscenza dopo i 20 gol segnati nello scorso campionato. Invece, gli è stato preferito l'abulico Maxi Lopez; in più, le solite noie muscolari lo hanno ricominciato a tartassare. Un solo gol, su rigore contro il Torino, ed un altro penalty sbagliato, contro l'Udinese; poi il prestito a Siena, dove l'esplosione di Emeghara gli ha tolto parecchio spazio. Ora si dice pronto a tornare per giocarsi le sue carte: un atteggiamento che va solo lodato.

10 Maxi Lopez (18 presenze, 5 reti): 5 - migliore match: Pescara-Samp 2-3
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

12 Gianluca Sansone (14 presenze, 2 reti): 6.5 - migliore match: Samp-Roma 3-2
Arrivato in inverno per fare da vice-Eder, l'ex Sassuolo ha dato la sensazione in più di un'occasione di poter essere utile. Il suo esordio con la Roma è stato da urlo; il resto del campionato affidabile e forse la cosa migliore sarebbe riscattare interamente il suo cartellino, sebbene il Sassuolo abbia qualche dubbio nel lasciarlo andare. Con lui in squadra, Eder potrà essere gestito meglio nella prossima stagione.

23 Eder Citadin Martins (30 presenze, 7 reti): 6.5 - migliore match: Roma-Samp 1-1
Ad inizio e fine stagione, è colui che porta di più la croce, riuscendo anche ad emettere acuti di grande classe (bello il gol a Udine). Il brasiliano, più veloce e scattante che tecnico, è stato comunque bravo, visto che non aveva fatto vedere granché nel precedente anno e mezzo di A, diviso tra Brescia e Cesena: ha battuto anche il record di marcature personali nella massima serie, giungendo a quota sette. Semmai, ciò che ha deluso è stata la brutta forma atletica mostrata nel mezzo della stagione, quando Eder sembrava essersi perso: per questo è arrivato Sansone e si spera che il brasiliano si prepari al meglio per la prossima annata. Non bisogna pensare che sia il salvatore della patria, ma può essere utile, a maggior ragione dopo questo 2012/2013.

Eder, 26 anni, ha realizzato sette reti e superato il suo primato di gol in Serie A.

29 Juan Ignacio Antonio (2 presenze, 0 reti): n.g.
Quando si dice che l'argentino ha giocato appena 10 minuti, è la verità: due minuti contro il Cagliari e otto contro il Palermo al "Barbera". Poi una marea di infortuni e la difficoltà di Ferrara a dargli fiducia persino nel momento più nero. Non è mai stato seriamente provato, così il fantasista è andato in prestito al Varese, dove non ha reso granché; quando poi Castori è stato cacciato per Agostinelli, la pacchia è finita. Comunque, il suo ruolo in squadra andrà seriamente ripensato.

79 Davide Gavazzi (0 presenze, 0 reti): n.g.
Tornato da Vicenza mezzo infortunato, non riesce neanche ad esordire in campionato. Vedremo nella prossima stagione se il suo arrivo può servire a qualcosa di più di aver sbolognato Padalino e Semioli.

93 Andeljko Savic (1 presenze, 0 reti): n.g.
Il giovane attaccante della primavera blucerchiata esordisce in quel di Siena, quando l'attacco del Doria è in piena emergenza: la sconfitta resta, ma almeno lui si è tolto una grande soddisfazione come quella di collezionare il primo gettone di presenza in Serie A.

98 Mauro Icardi (31 presenze, 10 reti): 7.5 - migliore match: Samp-Pescara 6-0
Se uno dovesse vedere solo la carta d'identità e le precedenti esperienze, bisognerebbe dare 10 ad un ragazzo che arriva in doppia cifra a 19 anni. Tuttavia, bisogna sempre guardare il quadro generale: osteggiato da Ferrara, alla fine il tecnico ex Juve è stato costretto all'utilizzo dell'argentino dopo i contemporanei infortuni di Maxi Lopez e Pozzi. A quel punto, l'argentino è stato bravissimo ed è esploso allo "Juventus Stadium", segnando fino a marzo. Poi, però, c'è stato un black-out totale appena sono uscite le voci ufficiose sul suo trasferimento all'Inter: non si può fare un bilancio generale della sua stagione cercando di ignorare le sue prestazioni negli ultimi due mesi. I 13 milioni sono una buona compensazione per un giocatore che - a mio modo di vedere - è un "paraculo", come diremmo a Roma: la vicenda sulla scelta della nazionale lo dimostra abbondantemente. Persone così, forse, è meglio perderle che trovarle ed è ancora più facile farlo se te le pagano così tanto.

Mauro Icardi, 20 anni: è esploso con i 10 gol realizzati quest'anno.

11 novembre 2012

Presi a pallonate.


Niente da fare: tanti cambiamenti ed una trasferta lontana non sono serviti a rimettere a posto la Samp di Ciro Ferrara. I blucerchiati perdono anche a Palermo ed incamerano la settima sconfitta consecutiva: un dramma. Adesso è difficile anche pensare ad una soluzione, sopratutto pensando al fatto che a decidere la gara di oggi è stato un "ragazzino" del '93, Paulo Dybala, alla sua sesta presenza in Serie A. Il derby è vicino ed il risultato da ottenere a tutti i costi non aiuta a pensare positivo.

Jonathan Rossini, 23 anni, ha avuto una brutta prestazione oggi al Renzo Barbera.

Le novità si sprecano in casa Samp: Ferrara, confermato nonostante la striscia negativa, decide di cambiare. Niente più 4-3-3 mascherato, ma un 4-4-2; peccato che anche quest'ultimo schieramento sia un bluff, con i blucerchiati disposti con cinque centrocampisti ed il solo Eder davanti. I quattro centrali compongono la difesa, con De Silvestri bocciato dopo la gara con l'Atalanta e Mustafi sulla destra. Poulsen viene re-inserito, ma come esterno di centrocampo. Il Palermo è forzato alla sostituzione di Miccoli: il capitano rosanero, infatti, è vittima di uno stiramento ed è costretto a saltare la partita odierna. Al suo posto, dentro Paulo Dybala, giovane pupillo di Zamparini; ad accompagnarlo, Ilicic e Brienza sul fronte offensivo.
Pronti, via e la Samp rischia subito: Rossini prende un'altra giostra da Dybala ed il numero 9 rosanero impegna severamente Romero. Purtroppo, è il preambolo ad un dominio totale da parte dei padroni di casa; difatti, i blucerchiati sono quasi inesistenti a causa di uno schieramento troppo coperto e rinunciatario. Infatti, il massimo creato nel primo tempo dagli ospiti è un tiro poco convincente di Eder a lato della porta di Ujkani; da quel momento, la Samp scompare per un tempo.
Invece, il Palermo non esita ad affondare nella difesa sampdoriana: Brienza salta Mustafi al 14' e mette in mezzo un ottimo pallone, ma Ilicic spara alto da due passi. Da lì, la partita perde vivacità, lasciando la Samp libera di impostare, sebbene non riesca a concretizzare nulla negli ultimi 25 metri. Se i blucerchiati danno un contributo alla partita, è negativo: Eder sfugge alla difesa di casa al 28', salta un paio di difensori, poi simula una brutta caduta e si becca un sacrosanto giallo. A parti invertite, avremmo gridato alla squalifica.
Passato un quarto d'ora di nulla, il Palermo torna a spingere: al 30', Ilicic serve Dybala a porta spalancata, ma l'argentino spara fuori. Un duello che si ripete fino alla fine del primo tempo, quando il talentino palermitano sfida ancora Romero da fuori, costringendolo ad una facile parata. Il registro non cambia nel finale di prima frazione: prima Barreto approfitta di una sgroppata di Dybala e spara addosso al portiere blucerchiato, poi è lo stesso attaccante rosanero a dare una giostra a Gastaldello e Rossini, prima che Romero neutralizzi miracolosamente la sua fantastica azione. Finisce 0-0, ma alla fine del primo tempo il risultato sembra tutto tranne che meritato. E la Samp cambia poco nella ripresa, mettendo Estigarribia per Poulsen, sebbene il danese non fosse apparso tra i peggiori del primo tempo.
Il calcio è enigmatico e lo sappiamo. Il Palermo bombarda la porta sampdoriana per tutti i primi 45' e non segna; al primo tiro della ripresa, i rosanero passano. Al 51' Brienza lavora un buon pallone e serve in area Dybala, dimenticato dalla coppia di centrali blucerchiati; un sinistro all'incrocio firma il suo primo gol in Serie A. Una volta in svantaggio, Ferrara decide che è ora di sbilanciarsi, mettendo Icardi per un pessimo Soriano e passando ad un più comune e spregiudicato 4-4-2. I risultati, seppur su calcio da fermo, non tardano ad arrivare: tra il 62' ed il 65', Maresca ed Eder provano ad impensiere gli avversari. 
Ma quando pare girare molto per il meglio, il Palermo raddoppia: è ancora Brienza a cercare Dybala sulla linea del fuorigioco, grazie a Rossini, che tiene tutti in gioco. Il numero 9 avversario prende la mira e Romero stavolta non può nulla: 2-0 e la partita è praticamente chiusa. Se il finale ha poco da raccontare, Icardi prova a scaldare i guanti ad Ujkani, con una bella conclusione al 76'; peccato che il contributo dell'argentino non basti a ribaltare la gara. Anzi, è Dybala nel finale a sfiorare la tripletta su rinvio di Ujkani (!), che lo serve in contropiede, ma Romero neutralizza per l'ennesima volta il numero 9 avversario.
Il tentativo finale di Juan Antonio dalla distanza (entrato a 10' dalla fine per Rossini) è solo il sipario ad una delle più brutte prestazioni della Samp di Ferrara; azzarderei la più brutta di sempre, ma è passato talmente tanto tempo dall'ultima buona uscita della Samp che faccio fatica a cogliere la differenza. 

Paulo Dybala, 19 anni: oggi ha trovato i suoi primi due gol in Serie A.

Romero 7 | Decisamente il migliore: l' "arquero" della nazionale argentina torna a buoni livelli ed impedisce alla Samp di subire un passivo decisamente più ampio.
Mustafi 6 | Uno dei pochi da sufficienza passabile: il tedesco è un centrale difensivo, eppure - tunnel di Brienza a parte - si disimpegna bene in un ruolo non suo. In attesa del rientro di De Silvestri, è meglio farci un pensierino. Anche per il derby, se lo svizzero non dovesse recuperare.
Gastaldello 5.5 | Malino anche il capitano: sul gol dell'1-0 si perde Dybala in un fazzoletto in collaborazione con Costa.
Rossini 4 | Una giornata così brutta non l'avevamo mai vista da parte del centrale svizzero. Con l'Atalanta mi ero sbilanciato e l'avevo definita la sua peggior partita in maglia blucerchiata: sono costretto a smentirmi una settimana dopo.. tiene tutti in gioco sul 2-0 e Dybala non gli fa vedere palla una volta.
Costa 4.5 | Ecco un altro che, in un momento come questo, farebbe meglio a concedersi qualche turno di riposo. Al di là della prestazione tecnica, con Ilicic che lo mette raramente in difficoltà, l'ex Reggina trova il tempo di accendere anche qualche scintilla con Kurtic e Morganella, rischiando la prova-tv. Come se non fossero già bastate le diverse giornate di squalifica accumulate..
Maresca 5 | Su punizione cerca il gol del pareggio, ma non è la giornata fortunata.
Obiang 5 | Male anche lui, sopratutto nel primo tempo: recupera tanti palloni, ma ne sbaglia altrettanti.
Munari 5 | Messo sulla fascia, il buon Gianni fa ciò che può: quasi nulla. Santiago Garcia non lo deve marcare una volta.
Poulsen 5.5 | Uno dei "meno peggio" nella prima frazione, viene inspiegabilmente sostituito nell'intervallo: non stava brillando, ma senza compiti difensivi stava mostrando una versione migliore di se stesso. Ciò nonostante, Ferrara lo boccia per l'ennesima volta e lo toglie nell'intervallo. A cosa è servito acquistarlo se gioca così poco? E perché il tecnico ha avallato un acquisto del genere?
Soriano 4 | Il cuore direbbe di mettergli un "senza voto", perché il Soriano visto oggi non meriterebbe neanche la pagella: pasticcione, inconcludente e fuori ruolo. Un centrocampista centrale messo da seconda punta ancora mancava alla lista di atrocità calcistiche compiute dall'allenatore della Sampdoria. Certo, il talento ex Bayern ci mette di tutto per farsi voler male.
Eder 5 | Uno dei due tiri in porta della Samp è suo. Poi basta. Essendo fuori ruolo e non appoggiato adeguatamente dal resto della squadra, è lasciato nella morsa di Von Bergen e Donati senza chance. La sua simulazione nel primo tempo è un esempio di come la squadra sia senza testa o bussola.

Estigarribia 5 | Evita l'insufficienza grave, sono passi avanti. Ci si chiede perché in una gara di ripartenze non sia partito titolare.
Icardi 6 | Anche oggi uno dei pochi a salvarsi: scalda i guantoni ad Ujkani, ma vedo poco la palla. Dall'altra parte Dybala gioca e segna, dalla nostra Ferrara lo tiene bello caldo in panchina finché non è in svantaggio.
Juan Antonio s.v. | Dieci minuti sono pochi per giudicarlo, sopratutto a partita finita. Ma forse, con questa pochezza in campo, sarebbe ora di rischiarlo.

Adesso ci sarà il derby, forse il più tragico che la Lanterna ricordi da anni a questa parte: le due squadre vi arrivano in condizioni pessime, ma la Samp non può più raschiare il fondo del barile. Il Genoa, oggi, ha perlomeno dato un segno di vita contro il Napoli, pur perdendo: per trovare due gol su azione della Samp bisogna risalire fino a fine Settembre. Pare un'eternità. Eppure questo derby bisogna vincerlo; perché se una mazzata contro il Palermo penultimo in classifica fa male, non voglio immaginare quale danno sarebbe perdere contro la terz'ultima, per giunta tua rivale cittadina. Insomma, la Samp è tutta nell'immagine della pallonata presa da Ferrara verso la fine del primo tempo: una squadra senza grinta, con idee del tutto incomprensibili e in difficoltà nel cambiare rotta. Non vorrei che esser presi a pallonate diventasse un vizio.

Enzo Maresca, 32 anni, e Daniele Gastaldello, 29: simboli di una Samp in difficoltà.

14 giugno 2012

Sufficienze stiracchiate (Pagellone finale della stagione).

Per parafrasare il famoso motto di pubblicità: "Sembrava impossibile, ma ce l'abbiamo fatta". Una frase utile per descrivere il miracolo blucerchiato: a Febbraio i punti di distanza dai playoff erano più di 10, a Maggio si è raggiunto l'ultimo treno disponibile e la settimana scorsa si è abbondantemente festeggiato per un risultato insperato, visto come si erano messe le cose.
Attenzione però: non scambiamo un miracolo straordinario con una stagione straordinaria. Allargando lo sguardo a ben prima di Febbraio, la visione è tragica: i primi quattro-cinque mesi di campionato sono stati tremendi e poco sopportabili, dopo già quello che il tifoso sampdoriano medio aveva visto durante tutto il 2011, retrocessione compresa. Perciò, cercherò di essere equilibrato nei miei giudizi: difficile dare un giudizio super-positivo ad una stagione che ci vedeva addirittura nella parte destra della classifica verso Novembre. Preciso che i numeri pubblicati sono relativi solamente al campionato di Serie Bwin 2011/2012, dato che il nostro cammino in Coppa Italia è durato poco, troppo poco anche solo per essere considerato in questo resoconto di fine anno.

PORTIERI
20 Sergio Romero: 8 [Presenze: 29+1, Minuti Giocati: 2659+97, Gol subiti: 24+2]
"El Chiquito" sembrava un colpo anche troppo grande in questa Serie B. Lo è stato: sostanzialmente, Romero è stato l'ago della bilancia nei momenti più brutti. Quando, nel periodo di Natale, si navigava in brutte acque e Iachini non aveva ancora portato effetti benefici, il buon Sergio ha tenuto in piedi la baracca. Ricordo ottime prestazioni in quel di Bari e in casa contro l'Albinoleffe. Poi, alla fine del campionato, ha perso un po' di concentrazione e nei play-off i meriti vanno sopratutto a Da Costa. Comunque, grazie. E spero di ritrovarlo il prossimo anno.
1 Angelo Da Costa: 7.5 [Presenze 15+3, Minuti Giocati: 1249+289, Gol subiti: 10+2]
Quando il portiere della nazionale argentina non era ancora a Bogliasco, si ebbe la sensazione che Da Costa fosse addirittura di troppo. Con Fiorillo - speranza eterna blucerchiata - e la ricerca di un nuovo portiere titolare, sembrava fosse un indesiderato. Eppure le ultime gare di A non lo avevano visto protagonista negativo e la B l'aveva già giocata da ottimo protagonista con la maglia dell'Ancona. E' stato indubbiamente utile: Romero è più forte, ma Da Costa conosce bene la categoria e, a posteriori, si può dire che non ci poteva essere un secondo migliore di lui. Nel subentrare a Romero, non mostrava la sua sicurezza ma non ricordo errori macroscopici. Inoltre, ai play-off, è stato fondamentale: il rigore parato a Sansone nella semifinale d'andata rimarrà nella storia. Grazie.
44 Vincenzo Fiorillo [Presenze: 0, Minuti Giocati: 0, Gol subiti: 0]
Non ha fatto neanche un minuto nel nostro unico anno di B. Se non è questa una mazzata.. il ragazzo deve inevitabilmente trovare un ambiente di bassa Serie B che possa definitivamente togliere ogni dubbio: ragazzo pompato o futuro Buffon in attesa di collocazione? Speriamo di toglierci questo sassolino dalla scarpa.

Sergio Romero, 26 anni: un acquisto fondamentale per la promozione.


DIFENSORI
3 Andrea Costa: 6.5 [Presenze: 25+4, Minuti Giocati: 2278+386, Gol realizzati: 1+0]
Lo mandava Lillo Foti. Quando c'era ancora Atzori, venne preso per fare il centrale sinistro nella difesa a tre. E difatti l'inizio del campionato di Costa fu strabiliante: sicurezza, self-confidence e grande camminata palla al piede. Il gol con il Torino nella gara a Marassi sembrava la consacrazione. Da lì, invece, una lenta discesa: il rendimento declina negativamente, viene messo terzino e non ne azzecca più una. Solo nel finale di campionato si riscopre perlomeno diligente. Non lo riconfermerei.
6 Massimo Volta: 5 [Presenze: 22+1, Minuti Giocati: 1616+7, Gol realizzati: 2+0]
Anno tragico per il centrale rivelazione dell'anno scorso. Sì, nell'ultima stagione aveva avuto un finale di campionato difficile: ma il riscatto di tre milioni dal Parma doveva fargli avere la necessaria fiducia per riprendersi. Niente da fare per lui: la stagione è stata difficile e due gol contro Gubbio e Bari non hanno certo risollevato le sue quotazioni. Ricordo certe imbarcate prese da Sau che è meglio dimenticare. Gli servirà un prestito per rinascere.
7 Paolo Castellini: 4.5 [Presenze: 20+0, Minuti Giocati: 1732+0, Gol realizzati: 0]
Campionato pessimo il suo. Credo che giusto contro il Gubbio in casa abbia giocato un buon match. Per il resto, tantissime difficoltà e pochi spunti, sia nel 3-5-2 che da terzino nel 4-4-2. Insomma, un giocatore che poteva essere utile e non si è rivelato tale. Magari un ottimo spogliatoio: non certo motivo valido per un'eventuale riconferma.
8 Shkodran Mustafi: s.v. [Presenze: 1+0, Minuti Giocati: 97+0, Gol realizzati: 0]
Per lui una sporadica presenza a Varese, con i play-off già in tasca. Non giocò male, ma con Volta accanto non fece questa gran figura. Speriamo possa crescere ed essere utile per la Sampdoria del futuro.
13 Gaetano Berardi: 5.5 [Presenze: 9+0, Minuti Giocati: 745+0, Gol realizzati: 0]
Partito con forti credenziali e preso perché già giocatore di Iachini l'anno precedente in A, Berardi non ha certo fatto molto per convincere gli scettici. E' partito con una super prestazione in quel di Padova, mi fece impressione. Ricordava vagamente un Campagnaro meno tecnico. Poi tanti falli e l'espulsione di Crotone l'hanno bruciato, facendo sì che Rispoli si riprendesse la fascia destra e non la perdesse più. Anche lui, pagato ben 2 milioni, è meglio che sia prestato da qualche parte nel prossimo campionato.
28 Daniele Gastaldello: 8 [Presenze: 26+4, Minuti Giocati: 2376+386, Gol realizzati: 1+2]
Il capitano in divenire. Già, perché Gastaldello è rimasto in estate visto il suo amore per l'ambiente, a cui si è affezionato. Amore ricambiato quando il ragazzo, nel mercato invernale, ha deciso di non partire, nonostante la causa sembrasse più che persa. Ma lui, come pochi altri, ci ha creduto. Ha guidato la squadra nei momenti difficili. C'ha messo sempre la faccia. Si è ridotto l'ingaggio. Ha segnato, sopratutto, il gol che ha riconsegnato la A alla Samp nel 3-2 di Marassi contro il Varese. Un eroe, non si può non amarlo.
33 Andrea Rispoli: 6.5 [Presenze: 30+4, Minuti Giocati: 2455+386, Gol realizzati: 0]
La metafora di questa stagione. Considerato poco adatto per vincere il campionato di Serie B, non si vede nei primi mesi, visto che Atzori non lo ritiene adatto al 3-5-2. Poi con Iachini viene rimesso in campo, con pessimi risultati. Berardi sembra soffiargli il posto, ma Rispoli se lo riprende con prestazioni migliori rispetto ai mesi precedenti e grazie alla poca utilità di Berardi. Il resto è storia: ai play-off, diventa un idolo. Il salvataggio sulla linea a Modena e la cavalcata finale a Varese sono la metafora di una Samp sempre in rincorsa, ma vincente. Complessivamente, un campionato da sufficienza appena strappata, ma il rendimento ai play-off va premiato.
35 Jonathan Rossini: 7.5 [Presenze: 26+4, Minuti Giocati: 2260+386, Gol realizzati: 0]
Altro oggetto non identificato nel campus di preparazione al campionato. Uno dei tanti giovani che sembravano destinati ad andar via a Gennaio. Poi, a Bari, l'improvvisa svolta: si fa male Volta ed entra lui. E' uno dei pochi salvarsi in una partita tragicomica. Da lì in poi, il posto è suo, senza se e senza ma. Con lo scarso stato di forma di Volta, non è difficile mantenere la maglia da titolare; lo è ancor meno vista la sua intraprendenza palla al piede e le capacità d'impostazione che non tutti i centrali difensivi hanno. Sarà una promessa, speriamo di riscattarlo dall'Udinese.

Daniele Gastaldello, 28 anni: capitano indomabile nel dopo-Palombo.


CENTROCAMPISTI
4 Marco Padalino: 5 [Presenze: 13+0, Minuti Giocati: 762+0, Gol realizzati: 0]
E' uno dei tanti che sembra destinato alla partenza in Agosto. Poi rimane. Vista l'indisponibilità di Semioli dopo poche giornate e la poca fiducia in Rispoli, Atzori ci prova. Ma se Padalino ci mette la corsa, non ha proprio il dribbling per fare ciò che serve. Pochi cross, poca roba in generale. Poi s'infortuna e scompare: non calcherà più il campo con la maglia blucerchiata. Neanche qualche panchina per lui. Dubito che ci mancherà, ecco.
5 Renan Garcìa Fernandes: 7 [Presenze: 14+4, Minuti Giocati: 1330+386, Gol realizzati: 0]
Dalla Romania con furore. Anche troppo, a volte. Le sue proteste rabbiose hanno colorato le partite blucerchiate da Febbraio in poi. Dotato di un gran sinistro, ha dato poche volte dimostrazione di tale dote; comunque, è stato una furia a centrocampo. Personalmente non mi ha entusiasmato, ma ha saputo conquistare i tifosi doriani e metterli dalla sua parte. Il riscatto, ad oggi, sembra cosa fatta.
10 Pasquale Foggia: 7 [Presenze: 31+3, Minuti Giocati: 1988+123, Gol realizzati: 4+0]
L'ex talento prodigio dell'Ascoli era venuto qui con le credenziali giuste: talentuoso, in cerca di riscatto, con i colpi giusti. Diciamo che in parte ha tradito queste attese: ha alternato grandi partite (ad Ascoli, a Grosseto, in casa contro il Brescia) con prestazioni veramente discontinue e non meritevoli di conferma. Non so come andrà a finire. Sul campionato di Foggia, grava un equivoco tattico importante: nasce come ala, al massimo come attaccante esterno, dove si è imposto a Reggio Calabria, Cagliari e Roma. Poi, arrivato qui, Atzori l'ha trasformato in ciò che non è, ovvero un trequartista. Da qui, il suo rendimento è diventato altalenante e poco continuo. Ma le volte che ha contato, eccome se c'era. Personalmente non lo riscatterei, a meno che non ci siano due condizioni: il prezzo del riscatto del suo cartellino deve scendere (attualmente 4 milioni) e, se rimarrà, dovrà fare il vice-Eder. Perché come trequartista non è tagliato.
11 Gianni Munari: 7 [Presenze: 16+4, Minuti Giocati: 1432+329, Gol realizzati: 1+0]
Sì, solo sette. Eppure Munari è stato fondamentale per questa Samp: il suo dinamismo ha risvegliato un centrocampo in perenne immobilità. Da Dessena a Munari, il cambio è stato decisivo. Anche perché il numero 11 conosce bene la categoria, avendoci già giocato con Triestina e Lecce. Ha dato quello che serviva, personalmente mi aspettavo qualche gol in più, visto che ha queste doti innate d'inserimento. Sarà utile anche in A, seppur - spero - in un ruolo più marginale.
14 Pedro Obiang: 8.5 [Presenze: 29+4, Minuti Giocati: 2490+360, Gol realizzati: 0]
Il più presente in quanto a minuti giocati. L'infaticabile. Senza alcun dubbio, la rivelazione stagionale. A volte, ha stupito anche me. Eppure io ci credevo così tanto nel mediano spagnolo, ero così sicuro che avrebbe sfondato con la nostra maglia. Ma ha fatto delle cose che non credevo immaginabili: in particolare, le gare casalinghe dei play-off è stato fantastico. Così bravo da non sembrare un ragazzo classe 1992. Il futuro è suo, spero - prima o poi - anche la nazionale. Da conquistare, ovviamente, con la maglia della Samp. Quando aggiusterà anche il tiro da fuori, sarà un centrocampista completo. Ricorda tanto Patrick Vieira.
16 Savvas Gentzoglou: s.v. [Presenze: 0, Minuti Giocati: 0, Gol realizzati: 0]
Ha sicuramente attirato l'attenzione delle giovani donzelle blucerchiate, ma in campo non si è mai visto. Non ne capiamo l'acquisto, speriamo venga prestato per poterci raccapezzare su questo greco sconosciuto ai più.
18 Zsolt Laczko: 6.5 [Presenze: 26+1, Minuti Giocati: 1346+21, Gol realizzati: 0]
Avesse avuto anche più occasioni di giocare, probabilmente avrebbe strappato un voto migliore. Per lui, c'è stato un ruolo simile al sesto uomo nel basket: quando ce ne è stato bisogno, è sempre entrato. Le presenze da titolare non sono state tante, ma quand'è stato chiamato in causa, ha fatto bene. Solo in un paio di partite (a Brescia e a Crotone) non ha convinto: per il resto, bene. Spero rimanga per fare da "back-up" anche in Serie A.
21 Roberto Soriano: 6.5 [Presenze: 13+3, Minuti Giocati: 894+163, Gol realizzati: 1+0]
Partito tra le riserve, Soriano rispunta fuori solo ad inizio Novembre, quando Atzori si gioca la panchina. Col Crotone fa un partitone, a Brescia invece si fa espellere. Da lì, scompare nuovamente, per ricomparire quando la cura Iachini comincia ad avere i suoi primi effetti. Così, inizia a guadagnare primi gettoni di presenza, gioca alcune partite deludenti alternate a grandi prestazioni, sopratutto in casa con il Verona e nell'ultima dei play-off a Varese. Non saprei cosa farne, se tenerlo o mandarlo in prestito in A. Vedremo.
25 Nenad Kristicic: 6.5 [Presenze: 13+0, Minuti Giocati: 590+0, Gol realizzati: 0]
Una storia straordinaria. Qualche anno fa rischiava di morire. Quest'anno, invece, si è ritagliato il suo spazio. Atzori non lo vedeva. Con Iachini, ha esordito con il Varese in casa per non uscire più di squadra. Nel finale, è stato messo un po' da parte e me ne dispiaccio. Per il futuro, stiamo tranquilli: il ragazzo nasce trequartista, ha fatto l'interno e, quando ce ne è stato il bisogno, ha giocato anche regista al posto di Obiang. Se cullato bene, crescerà che è una meraviglia.
29 Juan Ignacio Antonio: 6.5 [Presenze: 19+3, Minuti Giocati: 1042+140, Gol realizzati: 2+0]
Difficile mettergli più di questo. Le potenzialità si vedono e, a differenza di Foggia, lui è un trequartista di ruolo: peccato che del trequartista classico non abbia ancora il senso del passaggio. L'azione tipo che rappresenta Juan Antonio è quella fatta a Modena: salta 5-6 uomini, crea il panico, poi non passa il pallone. E' un equivoco che ha accompagnato il ruolo del trequartista per tutto l'anno: questo ruolo dev'essere ricoperto da chi è in grado di mettere in porta l'uomo. E Juan Antonio l'ha fatto poco. Per lui due reti, tra cui quella contro il Torino con un destro da favola. Per ora, i tre milioni d'investimento non sono stati ripagati: ha fatto sicuramente meglio a Brescia che qui. La partita migliore, senza dubbio, l'ha fatta a Padova nel 2-1 esterno sui patavini.
77 Franco Semioli: 6 [Presenze: 18+0, Minuti Giocati: 1128+0, Gol realizzati: 0]
Finché c'è stato Atzori ed il suo 4-4-2, Semioli era la super-star di questa Samp. Ad Empoli, nel 3-1 esterno di Settembre, fece una delle migliori partite di sempre con la maglia blucerchiata. Poi gli infortuni - come al solito - lo hanno escluso ed il cambio di modulo ha completato l'opera. Grazie comunque, perché nei primi due mesi è stato fondamentale.

Pedro Obiang, 19 anni: la rivelazione della stagione appena conclusa.


ATTACCANTI
9 Nicola Pozzi: 9 [Presenze: 28+4, Minuti Giocati: 2138+358, Gol realizzati: 15+4]
Nove. Come il suo numero. Come il voto che si può dare al suo campionato. Nell'estate 2011, ne ho sentite troppe: "ma dove va?", "ha fatto al massimo 12 gol in B, fa ridere", "come può essere utile con tutti gli infortuni che ha?". La verità è che Nicola Pozzi sta seguendo - con le dovute proporzioni - il percorso di Giampaolo Pazzini: entrambi esplosi a 25 anni, protagonisti con la maglia della Samp. Molti già parlano di una sua sostituzione: personalmente, mi auguro che gli venga affiancato un attaccante esperto, sulla trentina, che sia in grado di sostituirlo quando serve. Ha fatto dei gol da centravanti vero: le reti segnate a Empoli, contro il Verona, ma sopratutto quelle dei play-off (segnate in qualunque maniera) segnano la sua maturazione. Meglio di Rolando Bianchi. Meglio di Daniele Cacia.
E' stato un combattente. E' una vera anima doriana e, solo per questo, gli va dato il giusto riconoscimento, dandogli una seria chance in A con questa maglia. L'immagine più bella vede lui piangente di fronte ai tifosi doriani giunti a Varese per la finale: grandissimo.
19 Bruno Fornaroli: s.v. [Presenze: 11+0, Minuti Giocati: 337+0, Gol realizzati: 0]
Difficile dare il voto ad un giocatore che ha messo insieme così pochi minuti in campionato. Ha giocato titolare solo in quattro occasioni, per il resto è stato subentrante nei 5' finali di partita (esclusa la partita in casa con il Pescara). Ad un giocatore del genere, pagato tre milioni, andavano date una quindicina di partite con almeno presenze da 30' cadauna. Ed invece non è stato possibile, visto il periodo nero della Samp. Comunque, non mi è dispiaciuto. Ed in B credo sempre che si possa imporre, se gioca continuativamente. Lui e la Samp, con buona probabilità, si saluteranno definitivamente quest'estate: gli auguro il meglio. L'impegno che ha messo quando ha giocato è encomiabile.
22 Cristian Bertani: 5 [Presenze: 30+0, Minuti Giocati: 2166+0, Gol realizzati: 6+0]
Se uno dovesse analizzare la sua stagione da Dicembre in poi, l'insufficienza sarebbe ben più gravosa. Ma nei primi mesi della nuova stagione è stato importante e, per poco, ha fatto anche sognare. Peccato che il risveglio sia stato piuttosto brusco, sopratutto per lo stesso Bertani. Non credo che rimarrà, vista anche la nuvola del calcio-scommesse che grava su di lui.
23 Eder Citadin Martins: 8 [Presenze: 16+4, Minuti Giocati: 1174+341, Gol realizzati: 4+1]
Fondamentale. Il più importante degli acquisti di Gennaio. Con l'involuzione di Bertani, si era palesato un vuoto nel ruolo di seconda punta: meno male che Martins ci ha messo una pezza. E' stato bravo e si è dimostrato troppo bravo per la Serie B. Vedremo se si dimostrerà adatto alla Serie A o, dopo Brescia e Cesena, deluderà di nuovo.
98 Mauro Icardi: 6.5 [Presenze: 2+0, Minuti Giocati: 86+0, Gol realizzati: 1+0]
Un voto di stima questo sei e mezzo, un voto non paragonabile allo stesso dato ai vari Laczko, Juan Antonio e compagnia bella. Il gol a Castellamare pare mostrare le stimmate del campione, ma ci vorrà ancora un po' di tempo.. con il Pescara, nella partita successiva al gol d'esordio, si sono visti i limiti di un ragazzo che deve accumulare tempo di gioco. Speriamo che tutto prosegua bene, le doti ci sono.
99 Graziano Pellé: 6.5 [Presenze: 12+4, Minuti Giocati: 695+88, Gol realizzati: 4+0]
E' stato funzionale al gioco iachiniano. Arrivato l'ultimo giorno del mercato di riparazione, è venuto a fare il vice-Pozzi; quando Nicola non stava bene, è stato schierato e ha portato sei punti a casa, con due doppiette contro Cittadella e Nocerina. Nei play-off ha beccato parecchie botte, ma è servito a tenere su la squadra. In A non terrei un attaccante del genere, ma grazie comunque.

Nicola Pozzi, 25 anni: 19 gol stagionali per il bomber romagnolo.


ALLENATORI
Gianluca Atzori: 4.5
Le ha provate tutte. Atzori era stato scelto per portare avanti un progetto che prevedesse un gioco spettacolare e giovane. Nessuno dei due propositi è stato rispettato: la squadra messa in campo da Atzori - tranne in casi disperati - era tutt'altro che giovane, sia anagraficamente che a livello di gioco, di freschezza. Per quanto riguarda il gioco spettacolare, si è visto in due partite (quella in casa con il Gubbio e quella in trasferta ad Empoli): un po' poco per pensare di tirare avanti una baracca che doveva salire in Serie A e che, invece, andava avanti a pareggi. La sconfitta di Nocera gli ha dato lo scossone decisivo, quella in casa con il Vicenza l'ha estromesso dalla panchina. E' stato giusto così, personalmente non ne porterò un buon ricordo.
Giuseppe Iachini: 9
Parlavamo di miracolo all'inizio dell'articolo. Un miracolo che Iachini conosce. Non è certo la prima promozione che ottiene dalla B alla A: era già salito da campione con il Chievo (2007/2008) ed aveva già vinto i play-off con il Brescia (2009/2010), seppur da terza classificata. Come ha detto lui, "questa è stata la promozione più difficile". Vero. Arrivato a Genova nel Nov. 2011, aveva chiesto due mesi di tempo per vedere un'altra Samp. In quei due mesi, ha rischiato anche di essere esonerato, dato che aveva collezionato quattro sconfitte e due pareggi. Poi, la vittoria di Padova ha ribaltato il suo campionato e la nostra situazione: da lì, una marcia con qualche battuta a vuoto, ma sostanzialmente regolare. Nei play-off, la sua grinta, un modulo base (4-3-1-2) e un po' di fortuna hanno fatto il resto. Non lo trovo adatto per la A, con Brescia e Chievo ha fallito, ma si merita una riconferma: perché quest'impresa è stata ben più difficile di qualunque altra la Samp dovrà mai affrontare nella massima serie.

Giuseppe Iachini, 48 anni: per lui è la terza promozione dalla B alla A.


GLI "ESILIATI"
Pietro Accardi: 4.5 [Presenze: 12, Minuti Giocati: 1143, Gol realizzati: 0]
Era tornato a Genova, libero dalle scorie della retrocessione. Già, perché - mentre la Samp retrocedeva in maniera tragicomica - Accardi era in prestito a Brescia. Molti speravano tornasse quello che era all'inizio della sua avventura. Non è stato così: si è mostrato impreparato, a Nocera il manifesto della sua condizione. Giusto l'addio, non era più tempo di giocare con questa maglia.
Simone Bentivoglio: 4 [Presenze: 15, Minuti Giocati: 979, Gol realizzati: 1]
Non credo di andare lontano se dicessi che è stato il peggior giocatore come rendimento stagionale. Nei suoi quattro mesi di Samp, viene insultato a più riprese da chiunque se lo trova davanti. Calcisticamente parlando, sono insulti sacrosanti: il ragazzo non ha il mordente necessario per far riprendere un ambiente già depresso di suo. Il gol contro il Modena non cambia nulla. Era arrivato come trequartista di qualità, è andato via come l'ultimo degli scarsi. E il prestito a Padova ha confermato che non era affatto utile alla causa doriana.
Daniele Dessena: 4.5 [Presenze: 8, Minuti Giocati: 589, Gol realizzati: 0]
La corsa senza tecnica, la voglia senza razionalità. Di giocatori così, nel calcio italiano, ce ne sono tanti. Ma se ce ne è uno che deluso le attese che suscitava da giovane, è proprio Daniele Dessena. Ex-enfant prodigé del calcio italiano, la Samp pagò quattro milioni e mezzo per la metà del suo cartellino. Mai soldi hanno atteso così tanto per un riscontro: Dessena ha corso anche quest'anno, ma male e senza continuità. A Cagliari sembra essersi rimesso in carreggiata, vedremo. Con la Samp ha (fortunatamente) chiuso.
Vladimir Koman: s.v. [Presenze: 6, Minuti Giocati: 128, Gol realizzati: 0]
E' uno dei pochi su cui si può lasciare l'attenuante dell'ambiente e del ruolo. L'ambiente lo ha spesso incolpato più del dovuto. Atzori lo ha spesso schierato fuori ruolo, a giocare sull'ala senza poter dare sfogo alla tecnica di cui l'ungherese è dotato. Almeno Iachini lo ha schierato nel suo ruolo, ma era già bruciato. L'espulsione con il Varese e la contestazione violenta dei tifosi lo ha facilitato nel trasferimento. Al Monaco se la sta cavando molto bene. Il futuro ci dirà se è stato commesso un errore o meno. 128 minuti, quest'anno, erano veramente pochi per dire se fosse scarso o incompreso.
Angelo Palombo: 5 [Presenze: 23, Minuti Giocati: 1931, Gol realizzati: 1]
Difficile dare un voto brutto al Capitano di mille battaglie. Più facile sapendo cosa ha combinato quest'anno: doveva essere uno dei pilastri della rinascita e, invece, è stato uno dei pesi di questa squadra. Liberatisi di lui, andato all'Inter, e lasciato spazio definitivamente ad Obiang, la squadra ha cominciato a volare. Non voglio certo dire che Palombo fosse il problema principale. Ma che fosse almeno uno dei problemi.. beh, quello sì. Il suo peso ha condizionato lo spogliatoio, sopratutto inconsciamente. Un peso tanto grande come evidenziato dalle statistiche: nonostante la partenza a Gennaio, è ancora nella top 10 dei più presenti con la maglia della Samp quest'anno, con un minutaggio notevole. Ora tornerà a Genova: non credo rimarrà.
Francesco Signori: s.v. [Presenze: 0, Minuti Giocati: 0, Gol realizzati: 0]
La sintesi è semplice: segato senza un perché. Non gli è stato concesso un minuto né con Atzori, né con Iachini. E pensare che in campo non è che ci fossero quali fenomeni all'epoca. A Modena ha fatto non bene, benissimo: la nostra maglia non la vorrà rivedere neanche in cartolina, probabilmente. E dispiace, viste le doti.
Salvatore Foti: s.v. [Presenze: 3, Minuti Giocati: 51, Gol realizzati: 1]
L'ultima ruota del carro trova comunque la maniera di avere i suoi quindici minuti di gloria. Il suo gol contro il Crotone, che fissa il 2-0 definitivo, rimembra quello segnato al Messina: altri tempi, c'erano ancora Novellino, Castellini era Marcello e Volpi era il capitano indomabile. E Foti era una bella speranza. Rimasta incompiuta.
Massimo Maccarone 4.5 [Presenze: 11, Minuti Giocati: 461, Gol realizzati: 3]
Se era possibile, è riuscito a fare anche peggio dell'anno precedente. Maccarone era uno dei simboli della retrocessione dell'anno passato, ma si erano scoperte difficoltà familiari che lo avevano fatto rendere meno dell'anno precedente. Ed i tifosi sono stati anche troppo concilianti con lui; ho visto meno remore nel fischiare giocatori che avevano un passato meno presente ed un futuro migliore con questa maglia. Nonostante ciò, il risultato è stato abbastanza sconcertante: messo in campo una volta sì e l'altra pure, realizza tre gol suoi. Tre gol alla Maccarone, ovvero di quelli che non cambiano nulla nella partita. Segna un gol su rigore su un Albinoleffe abbondantemente battuto a domicilio e realizza una doppietta nel disastro di Nocera, ormai in pieno svolgimento.
A Gennaio è tornato nella sua Empoli, dove si è ripreso: gli auguro di continuare su questa strada. Chiaramente con la maglia dei toscani.
Federico Piovaccari: 4 [Presenze: 17, Minuti Giocati: 645, Gol realizzati: 3]
Perdonatemi il francesismo giornalistico, ma Piovaccari ha rappresentato lo "scazzo" fatto persona. I simboli che potrebbero sintetizzare l'avventura di Piovaccari con la maglia della Samp sono due. Il primo è rappresentato dai rigori realizzati: zero. Dopo i nove segnati con la maglia del Cittadella, con la Samp tira due rigori che hanno poco di professionale. Se quello ad Empoli è figlio della troppa voglia in corpo di dimostrare che valeva più di Pozzi, il secondo è una presa in giro verso qualunque tifoso sampdoriano. A Bergamo, contro una squadra che in porta schiera il centravanti, calcia fuori. L'ultima partita che gioca è a Padova, quattro mesi dopo: nessun miglioramento. Di gol ce ne sono stati solo due. Pochi. Abbastanza per mandarlo via a Gennaio, nonostante i tre milioni spesi in estate.

Federico Piovaccari (27 anni), Angelo Palombo (30) e Cristian Bertani (31): delusioni d'inizio stagione.


DIRIGENTI
Pasquale Sensibile: 6.5
La giusta media. La media che si potrebbe applicare in generale al campionato della Samp. All'inizio, parla troppo, spesso anche a sproposito. Direi quasi che c'è un rapporto inversamente proporzionale tra le volte che parla ed i punti e le gioie che la Samp regala ai suoi tifosi. Dall'esonero di Atzori, il volume di interviste diminuisce, fortunatamente. Si annulla quasi totalmente quando si chiude il mercato di Gennaio, non senza però l'ultima bomba: "se ci sarà un carro a Giugno, vedremo quanti ci vorranno salire". Me l'ero presa moltissimo per queste dichiarazioni. Ma bisogna ammettere che Sensibile ha avuto ragione: se il mercato estivo si è rivelato ampiamente insufficiente (sopratutto in uscita), quello invernale ha rivoltato la Samp nel verso giusto. Appena in tempo.
Anche la gestione del caso Palombo non è stata cristallina e condotta con molta chiarezza: però, alla fine, è stato sempre il direttore sportivo ad avere ragione, visto il rendimento dell'ex-capitano blucerchiato con la maglia dell'Inter.
Edoardo Garrone: 8
A differenza di Sensibile, non si è mai lanciato in proclami esagerati. Ha avuto idee interessanti fin dall'inizio: ricordo la sorpresa dei tifosi nel vedere degli abbonamenti accessibili ai più come prezzi. Si è poi eclissato, per rispuntare sopratutto nel periodo buono con Iachini. Ha fatto qualche trasferta, è stato vicino alla squadra, c'ha messo i soldi: ha fatto tutto ciò che non è stato fatto nell'anno e mezzo precedente. E difatti guardate i risultati..

Pasquale Sensibile, 40 anni, e Edoardo Garrone, 50, hanno vinto la loro scommessa.


TIFOSI
Nove e mezzo. Un voto senza se e senza ma. Sempre presenti. Sempre accanto alla squadra. Purtroppo, c'è un episodio che mi ha evitato la perfezione: la contestazione di inizio Gennaio, con addirittura sputi ai giocatori, non è qualcosa che appartiene al mondo della Samp e non dovrebbe appartenere in generale al mondo del calcio. Dall'altra parte, la lezione di stile fornita in Sampdoria-Sassuolo, semifinale d'andata dei play-off, con il silenzio nei primi cinque minuti per segnalare il proprio sostegno alle vittime del terremoto, beh.. è un momento d'oro del calcio italiano.

I tifosi della Gradinata Sud: la vera forza d'urto di questa squadra.


Anche questa stagione è finita. Ne è già iniziata un'altra, visto il caso Iachini che si sta scatenando in queste ore. Vi aggiornerò presto. Spero che mi seguirete e, per chi l'ha fatto durante questa stagione, ringrazio. A presto e forza Doria!

I ragazzi in festa dopo la fine di Varese-Sampdoria: è di nuovo Serie A.

21 maggio 2012

Sparrring partners.

Non ci aspettavamo una tale superiorità, ma purtroppo le motivazioni hanno fatto da spartiacque ad una partita anche sfortunata. La Samp perde dopo un mese e mezzo, lo fa in modo dolce-amaro. Una sconfitta per 3-1 che non significa nulla, dato che nel pomeriggio c'eravamo guadagnati i play-off con la sconfitta del Padova a Nocera Inferiore; certo, subire 3 gol e non vedere palla per tutto il secondo tempo non fa mai piacere, specialmente se avviene a Marassi.

La Samp cambia poco dall'impresa contro la Juve Stabia, anzi risparmia qualcuno, vista la qualificazione ormai ottenuta ai play-off: l'unica differenza è il tandem d'attacco, con Icardi dentro dal 1' al posto di Fornaroli e Pozzi recuperato al posto di Pellé, squalificato per un turno. Il Pescara si presenta con il solito assetto e con l'attacco più forte di tutta la Serie B. Di contro, la miglior difesa, ovvero la nostra.
Pronti, via e si spera che la gara vada come i primi 10': pressione a tutto campo, Pescara che ha difficoltà ad uscire dalla propria area di rigore e a far girare il pallone come solo una squadra di Zeman sa fare; prima Pozzi impegna Anania in calcio d'angolo, poi il bomber blucerchiato sfiora il gol, impedito solo da un salvataggio di Verratti sul primo palo. Purtroppo, la Samp - come intensità in campo - finisce lì. Perché arriva, oltretutto, il vantaggio pescarese: Pozzi indugia troppo con il pallone a centrocampo, Verratti lo prende e serve un filtrante per Caprari, che batte un Romero non esente da colpe. 1-0 e bella mazzata, dato che la Samp era nel suo momento migliore.
Da lì, il Pescara prende il pallino del gioco in mano, ma nel primo tempo non crea troppo, anzi, è ancora Pozzi ad impegnare Anania con un colpo di testa sfortunatamente centrale. Anche Icardi ha un enorme occasione: sul cross di Costa, salta Anania, ma poi cicca il contatto con il pallone e spedisce fuori. Sembra che la Samp sia in vena d'errori: Romero e Pozzi i protagonisti. Al 30', Romero cincischia troppo con il pallone e, nel rinviarlo, centra Immobile, che con molta fortuna trova l'ennesimo gol in campionato ed il 2-0 pescarese. Sulla fine del primo tempo, il lampo che potrebbe riaprire la partita: scambio Icardi-Foggia, suggerimento per Pozzi che s'invola verso la porta e trova un rigore molto generoso. Nonostante ciò, il numero 9 non ne approfitta e calcia sul palo: la mazzata definitiva per una squadra che ha creato qualcosa, ma troppo poco per impensierire il Pescara di Zeman, vicino al terzo gol anche con un gran destro di Insigne parato da Romero.
Nel secondo tempo, la Samp entra con una buona intensità, sfiorando il gol con Pozzi e sopratutto con capitan Gastaldello, che spara debolmente tra le braccia di Anania in piena area di rigore. Il Pescara sfiora ancora il gol con Insigne di testa, su un bel cross calibrato da Balzano: è il prologo della fine.
Pochi minuti dopo, lo stesso talento del Napoli mette dentro un gran pallone per Caprari, che si beve Rossini e Gastaldello e batte Romero per la terza volta: una figuraccia per la difesa meno battuta del campionato. Da lì, il Pescara crea un'altra occasione con Insigne - salvata da una buona respinta di Romero - ma pensa a mantenere il risultato; incredibili gli ultimi 20', in cui la Samp tiene la palla, ma essenzialmente non sa che farci.
Solo uno spunto del neo-entrato Fornaroli in area di rigore crea le condizioni per il gol di Juan Antonio: una magra consolazione nella festa pescarese che si scatena al triplice fischio dell'arbitro. Una giornata tremenda, un'altra umiliazione a Marassi; magari lontana dai tempi di Atzori, ma sempre umiliazione è stata, sopratutto nella seconda frazione.

Romero 4.5 | Mezzo voto in più per le parate su Insigne. Ma ha il primo e sopratutto il secondo gol sulla coscienza.
Rispoli 5 | Insigne lo salta quando vuole, ma nel primo tempo lavora bene sui tagli del ragazzo di scuola Napoli. Non sale praticamente mai, alto come è il Pescara.
Rossini 5 | Immobile non vede la palla, però non è una prestazione da ricordare.
Gastaldello 4.5 | A differenza di Rossini, oltre la giostra presa e condivisa sul gol di Caprari del 3-0, c'è l'errore sottoporta che poteva riaprire la partita.
Costa 4.5 | Caprari gli fa vedere le stelle.
Obiang 5.5 | Il duello con Verratti lo perde sostanzialmente perché è meno forte del numero 10 pescarese. Nel primo tempo non ha sfigurato, poi è crollato anche lui.
Renan 4.5 | Nervoso come al solito: Nielsen se lo mangia.
Munari 5 | Cascione non è pericolosissimo, ma non crea nessun inserimento in una difesa tra le più battute della B. Lo sforzo massimo è un cross per Pozzi.
Foggia 5 | Di passaggi alle punte neanche l'ombra. Peccato che l'unico che azzecchi è quello che permette di guadagnarsi il rigore.. sono gli altri sbagliati, in quantità enormi, a lasciare interdetti.
Pozzi 5.5 | La media tra l'essere l'unico a lottare in mezzo alla difesa pescarese ed il rigore sbagliato malamente.
Icardi 5 | E' un ragazzino del '93, non stiamo certo ad addossargli le colpe di questa sconfitta: peccato per il gol sbagliato.

Juan Antonio 6 | Il gol è l'unica cosa che lo salva, altrimenti un bel 5 anche a lui non lo toglieva nessuno.
Fornaroli 6 | Mezzo gol è suo, il discorso è simile a quello del numero 29, anche se lui almeno ha l'attenuante di giocare unica punta in una squadra che non riesce a mettergli un pallone decente.
Kristicic 5.5 | Non sembra in forma neanche lui, che eppure negli ultimi minuti riesce a dare sempre qualcosa in più.

Adesso rimane un'ultima partita, che si può valutare da diversi punti di vista: una vittoria ci garantirebbe di scavalcare il Varese, ma non vedo grosse differenze tra Sassuolo e Verona. I gialloblu sono leggermente più pericolosi perché non ne sbagliano una al Bentegodi, ma poi in trasferta sprecano molte chances e spesso deludono. Perciò, sarebbe meglio giocarsela con una formazione di riserva e risparmiare energie, dato che i play-off inizieranno 4 giorni dopo. Speriamo solo una cosa: abbiamo fatto da sparring partners parecchie volte quest'anno, non ripetiamoci a Varese con 1100 tifosi al seguito.

Sergio Romero, 25 anni, osserva impietrito il pallone dopo il raddoppio di Ciro Immobile, 22.


12 aprile 2012

Amici di (calcio)mercato.

Strani incroci quelli tra i blucerchiati e le rondinelle. Negli ultimi anni, Samp e Brescia non si sono incrociate troppe vole sul campo: l'anno scorso era la prima stagione di coabitazione nella stessa categoria dopo ben 6 anni. Nel 2004-2005, il Brescia retrocedette con Cavasin in panchina (altro scherzo del destino) e la Samp sfiorava la Champions, con i rimpianti sul campo di Bologna e la festa dell'Udinese contro il Milan al Friuli. 
Quell'anno, i blucerchiati si spartirono il bottino con i bresciani: a Marassi, le rondinelle passarono 1-0 con un rigore contestatissimo di Di Biagio; al ritorno, la Samp restituì il favore al Rigamonti con un fendente sinistro di Tonetto. Da lì in poi, il Brescia piombò nella B per ben 6 anni, tanto da sfiorare ogni anno la promozione e perderla regolarmente.
Poi l'anno scorso riuscirono a tornare nella massima categoria, sfilandoci 4 punti su 6. Punti che probabilmente hanno pesato tantissimo nella nostra retrocessione: nell'andata del Rigamonti, Curci commise la prima papera stagionale, regalando la vittoria al Brescia con una punizione di Cordova; al ritorno a Marassi, si consumò lo psicodramma doriano, con il 3-3 finale, confezionato dalle marcature blucerchiate di Pozzi, Tissone e Mannini e le reti bresciane di Eder e Caracciolo (2).

Già, Eder e Caracciolo. Due (ma non i soli) ad aver condiviso le maglie di Brescia e Samp a breve distanza. In realtà, Eder non è un caso che considereremo in quest'articolo, dato che tra il capoluogo lombardo e la città genovese ha fatto un salto a Cesena, ma è un esempio di come queste due squadre abbiano condiviso molti affari negli ultimi anni di calciomercato.
Non ho potuto spulciare tutte le contrattazioni nella storia delle due società, ma - soffermandoci agli ultimi 10 anni - si trovano parecchie trattative. Alcune saranno una delusione per una squadra, ma acqua fresca per l'altra. Del resto, cambiano le pressioni che si possono trovare in quel di Genova da quelle di una città come Brescia, che - storicamente - ha fatto l'ascensore tra Serie A e Serie B, sopratutto negli ultimi anni.
Diversi sono gli affari di mercato che hanno coinvolto le due società nei recenti anni: per andare a ritroso, i più recenti sono ancora fattori decisivi nel campionato di B ancora in corso. La Samp, a Gennaio, ha acquistato per 5 milioni i talentuosi Gaetano Berardi, difensore, e Juan Antonio, trequartista creativo: sia il difensore svizzero che il talentuoso argentino per ora non hanno convinto e faticano a trovare una certa continuità di prestazioni. Il viaggio inverso, sempre in periodo invernale, l'hanno fatto Salvatore Foti, Pietro Accardi e Federico Piovaccari: se per il difensore è un viaggio di sola andata dopo 5 anni di blucerchiato, per i due attaccanti si tratta di prestito secco. Anche se bisogna cogliere la differenza: Foti, talentuoso prodotto della primavera blucerchiata, cerca ancora la sua collocazione nel mondo del calcio dopo anni di prestiti (Messina, Treviso, Empoli, Piacenza); Piovaccari, dopo i soli due gol segnati e le numerose prestazioni negative con la maglia blucerchiata, è andato a Brescia per ritrovare la vena perduta, senza per altro fin ora riuscirci (un gol contro il Pescara).. non sia mai che la ritrovi proprio sabato!
Senza contare che lo stesso Iachini ha fatto un viaggio da Brescia a Genova, seppur sia stato fermo per 6 mesi tra la retrocessione delle rondinelle e la sostituzione di Atzori avvenuta in blucerchiato.

Andando più lontano con la memoria, i casi diventano molti di più. A Gennaio 2011, sempre Accardi va in prestito al Brescia, segnando un gol e convincendo la dirigenza, tanto che l'anno dopo viene acquistato definitivamente; il tragitto inverso lo fa "El Tuma" Martinez, nazionale costaricano, che alla Samp convince a metà, alternando una forte personalità a momenti di amnesia difensiva.
Arrivando all'estate 2008, si può ricordare l'arrivo di Marius Stankevicius, ragazzo a modo, ma giocatore che non ha lasciato grossi ricordi nelle menti doriane: dopo tanti anni a Brescia, arrivò per essere il sostituto di Maggio, fallendo in ruolo che - peraltro - non era ritagliato sulle sue caratteristiche. Due prestiti a Siviglia e Valencia lo rivaluteranno, tanto da farlo passare alla Lazio sul finire dell'ultimo mercato estivo.
Sempre nel 2008, a Genova, ricordano con giubilo l'addio di Andrea Caracciolo alla maglia blucerchiata: un gol in tutte le sue presenze in quei sei mesi di Samp e tanti saluti. Solo un Brescia determinato a riaverlo salverà una delle poche operazioni-follia di Marotta, tanto da far ritrovare la vena perduta all'ex-numero 29 blucerchiato. Un altro cannoniere che farà il viaggio inverso è Fabio Bazzani: dopo cinque anni e 33 gol con la maglia doriana, passa - a scadenza di contratto - al Brescia, dove avrà poca fortuna, segnando un solo gol in 25 partite.
Sui passaggi dalla Samp al Brescia, c'è solo da ricordare un paio di operazioni di poco conto, come il prestito di Domizzi nel 2004 e la comproprietà di Corrado Colombo, che va alle rondinelle nel 2006. Nell'altro senso, ci saranno invece due parametri zero che faranno le fortune della Samp: Marco Pisano fa una grande stagione e viene venduto a peso d'oro nel 2006; Luca Castellazzi sarà invece una delle colonne portanti della Samp per i 5 anni a seguire.
Anche a livello giovanile ci sono degli scambi: Mustacchio sarà decisivo per la conquista dello scudetto primavera, realizzando il gol del 3-2 nella finale del 2008 contro l'Inter; meno appariscente il periodo bresciano di Bardelloni, non certo rimasto nella memoria, ma solo negli archivi della Lega Calcio.

Detto questo, si può dire senz'alcun errore che c'è un gemellaggio di mercato tra rondinelle e blucerchiati. E quanti affari non sono andati in porto quest'estate (Icardi in prestito) o quest'inverno (si parlava addirittura di Jonathas o Salomon alla Samp): ora il campo. Sabato c'è lo showdown: se non vinciamo, siamo probabilmente fuori dalla corsa play-off. Ma almeno sapremo che c'è un alleato estivo per il calcio mercato..



Luca Castellazzi, 36 anni: in questa foto, difendeva i pali della Samp nella stagione 2009/2010.

20 febbraio 2012

Game over.

Niente da fare. Torino sembra una maledizione: eh sì, sulla sponda granata arriva l'ennesima sconfitta della storia degli ultimi anni. Salvo nel 2009 (anno della retrocessione granata, quando si vinse 3-1), Torino è sempre un campo difficile per i colori blucerchiati: non è da meno stavolta, con una sconfitta maturata negli ultimi minuti. Un pareggio non sarebbe stato rubato, ma fare due tiri in porta in 90' non è certo la mentalità di una squadra che dovrebbe recuperare sette punti alla sesta in classifica; il Torino non era in una delle sue giornate migliori, ma quest'anno - giocando da squadra - si sta prendendo tutta la fortuna che gli era mancata nei due anni precedenti.

La Samp si presenta all'Olimpico di Torino con due cambi fra gli undici di partenza: fuori Laczko e Juan Antonio, dentro Costa e Foggia. Mossa un po' a sorpresa la prima, dato che l'ungherese era stato protagonista di un'ottima gara contro l'Albinoleffe e ci si aspettava la sua riconferma; Iachini, invece, preferisce (aggiungo io "come al solito") non prenderle e butta dentro Costa, per bloccare sostanzialmente le avanzate del tremendo Stevanovic, che all'andata rivoltò Castellini come un calzino. Per il resto tutti confermati.
Il Torino si presenta con il solito 4-2-4, con le ali offensive e la coppia Antenucci-Bianchi, che non segna tanto, ma fa pesare parecchio i suoi gol. Nei primi 45', la Samp è tutta in un tiro di Renan verso la fine del primo tempo, con la respinta su cui Bertani svirgola in maniera goffa: un po' poco per pensare di vincere a Torino. Il Torino, come detto, non è in forma splendida, ma se fai gol come quello di Antenucci dell'1-0, vuol dire che è il tuo anno buono: Costa si fa saltare da Stevanovic (chi l'avrebbe mai detto..), il serbo crossa in mezzo, Antenucci tira una prima volta su Bianchi, poi la mette dentro. I granata trovano anche una traversa su Bianchi, lasciato stranamente solo da capitan Gastaldello: determinante Romero, che tocca quel che basta la palla perché finisca sulla traversa e non entri in porta.
Nel secondo tempo, la Samp non sembra aver cambiato atteggiamento; ma ancora una volta è decisivo l'eterno dualismo Foggia-Juan Antonio, dato che l'uscita del primo per l'entrata del secondo genera il gol dell'1-1: l'argentino prende palla, salta Di Cesare al limite dell'area e piazza un destro imparabile per Benussi. Con due tiri in porta, stavamo portando a casa un pareggio niente male, per rimanere perlomeno in scia del Varese.
Invece, Ventura ne inventa un'altra: inserisce Sgrigna e Meggiorini per uno spento Oduamadi e per un Bianchi che non vede più la porta neanche fosse grande 100 metri. Al minuto 41 del secondo tempo, Sgrigna va via ad un Berardi distratto, palla in mezzo e, tra una selva di gambe, Meggiorini segna da terra, un gol che probabilmente non farà più nella sua vita. Il resto è solo un continuo perdere palla dei nostri nel tentativo anche solo di creare un'occasione da gol: 2-1 per i granata e tutti a casa.

Romero 6.5 | Deve fare una parata, quella su Bianchi, ed evita il secondo gol. Inoltre, regala un dribbling da folle per rientrare in area, ma che mi ha fatto anche pensare: "Ora entra Da Costa e Romero va a fare il terzino sinistro o l'attaccante".
Berardi 5+ | Oduamadi non gli crea particolari problemi, ma non sale mai e Sgrigna gli va via sul secondo gol.
Gastaldello 6- | Bianchi in generale non crea problemi, però ogni tanto se lo perde.
Rossini 5.5 | Antenucci segna in modo fortunoso, per il resto non gli scappa praticamente mai; peccato che si perda Meggiorini sul secondo gol.
Costa 5 | Se servisse ancora una dimostrazione che il ragazzo non vada schierato terzino sinistro, ecco la prova: tiene in gioco tutti sul gol di Antenucci, Stevanovic lo salta regolarmente.. sarà il caso di giocare la carta Laczko anche in questi casi?
Obiang 6+ | Il più convincente a centrocampo, lotta e si mangia Iori. Peccato che non basti.
Munari 6 | Non malaccio anche lui, dinamico, attivo; non che sia particolarmente aiutato.
Renan 4.5 | Partita pessima, mai me lo sarei aspettato. Tantissimi falli, solo sulle punizioni si è vista la differenza tra lui e il Dessena che c'era qui fino a Dicembre 2011.
Foggia 5- | Inguardabile. Purtroppo bisogna familiarizzare con due concetti: a) non ha i 90' nelle gambe e, se gioca dall'inizio, risulta essere per lo più dannoso, troppe finte e troppi tunnel cercati; b) non è un trequartista, non ho visto un passaggio filtrante manco a pagarlo.
Bertani 4.5 | Altra prova impalpabile: il dubbio viene.. perché è sempre in campo? Quale sarà il suo segreto?
Pozzi 5.5 | S'impegna e si sbatte come un bufalo, ma non basta, anche perché Ogbonna lo sorveglia bene.

Juan Antonio 6.5 | Un po' discontinuo, però s'inventa un gol che è una magia.
Laczko 6 | Fa il suo, è vero che ha davanti Surraco e non Stevanovic, però qualche avanzata timida la compie.
Fornaroli s.v. | Perdonatemi il francesismo, ma la sua ennesima entrata in campo a 5' dalla fine è una presa per il culo per tutti i tifosi.

Che lezione si può trarre da questa partita? Innanzitutto che - almeno per la promozione diretta - siamo al game over: chi mai ancora c'avesse riposto qualche speranza, la lasci dov'è, non è un sogno realizzabile. In generale, le prime quattro posizioni della classifica sono inarrivabili, toccherà fare la corsa su un Padova che va a rilento e su un Varese che ha fatto gli acquisti giusti e si gode un sesto posto meritatissimo; almeno in questo siamo tutti d'accordo.
Non do mai un voto all'allenatore, ma Iachini si meriterebbe la cacciata seduta stante: questa partita è stata decisa dagli episodi, probabilmente senza il gesto volante di Meggiorini staremmo parlando di un punto tutto sommato soddisfacente, poiché di solito sono gli altri a fare 3 tiri in porta e a farci due gol.. ma, veramente, è questo il piano (di gioco) per i play-off? Andare a Torino a difendersi, schierare ancora Costa terzino (ruolo per cui si è dimostrato ampiamente inadeguato), mettere in campo un Bertani impalpabile per l'ennesima volta? E sopratutto: la quadratura del cerchio c'è (il 4-3-1-2 è il modulo giusto per questi uomini), ma il gioco dov'è?

La verità - e qui c'è solo da chinare la testa - è che le quattro squadre che comandano questo campionato sono delle vere squadre, dei collettivi ben amalgamati sia negli schemi che negli uomini. Noi? Non lo siamo neanche lontanamente: fossimo a Ottobre sarei fiducioso sul resto del campionato, ma non posso esserlo a Febbraio inoltrato. Sono rimaste 15 partite, i play-off sono possibili, ma la percentuale è sempre più bassa e, personalmente, sono stanco: speriamo che arrivi la famosa piazza pulita a Giugno, promessa ma mai attuata. Un mito lontano. Un po' come la storia della Samp che ammazza il campionato, non è vero?

Sergio Romero, 25 anni, incassa il primo gol del Torino da Mirko Antenucci.

11 febbraio 2012

Croce e delizia.

Incredibile, ma vero: la Samp riporta finalmente a casa i 3 punti contro un modesto Albinoleffe, per giunta in crisi nera di risultati, dopo tre mesi e la vittoria dei giovani contro il Crotone del 1° Novembre 2011. Mai avremmo detto che le vittorie in casa, a questo punto della stagione, sarebbero state così poche (3), ma ci prendiamo ciò che di buono il campo ha avuto da offrire oggi: una squadra che ha sofferto in alcuni momenti della partita, nonostante avversari decisamente non eccelsi, ma che ha creato più palle gol nella partita odierna che nelle ultime tre gare.

La vigilia sembrava confermare la squadra che aveva battuto il Grosseto con fatica, escludendo le squalifiche di Costa e Rispoli, che portavano così in dote il recupero di Berardi e sopratutto una chance per Laczko dal 1' come terzino sinistro, ruolo in cui non gli è stata mai data la giusta fiducia. All'ultimo, Iachini decide di non rischiare Eder (che ancora aveva i postumi dell'infortunio patito nel finale della trasferta in Maremma) e mette dentro il sempre-presente Bertani, alla presenza numero 26 in 26 partite. Per il resto, tutto confermato, sia i 3 di centrocampo che J. Antonio, nonostante la prodezza di Foggia a Grosseto che sembrava aver lasciato qualche spazio per il numero 10 dall'inizio.
Nel primo tempo, la Samp ha messo la giusta intensità nella partita, pur rischiando clamorosamente due volte su Salvi (Romero ci salva ancora una volta, la seconda in maniera clamorosa); la squadra è sembrata in grado di sfondare più o meno quando voleva e sopratutto ha confermato che, se si mette la giusta cattiveria, in qualunque partita ce la si può perlomeno giocare con l'avversario per i 3 punti. Nessuno insufficiente, giusto la coppia di centrali ha fatto correre qualche brivido sulla schiena nei primi 45', ma quando J. Antonio ha messo dentro per Pozzi la palla che il centravanti ha trasformato per l'1-0, tutto è diventato più facile. Altre tre buone occasioni (rispettivamente per Bertani, Gastaldello e Munari) hanno rischiato di far aumentare il passivo sui bergamaschi, ordinati ma ben poco ambiziosi, contenti del pareggio che è sempre un punto a Marassi.
Nel secondo tempo, la squadra ha un po' mollato nei primi 20', non creando più di tanto, se non un guizzo di Bertani che ha rischiato di trasformarsi in uno di quei gol che vedevamo quando c'era quel "pazzo" di Quagliarella con la maglia blucerchiata addosso; nel complesso, l'Albinoleffe non ha creato grossi problemi, se non con un calcio piazzato di Regonesi su cui vanno a vuoto tutti, tranne il Sergione nazionale che la toglie dalla porta. Poi l'espulsione di Luoni, causa un doppio giallo, ha messo la partita teoricamente in discesa. Vero, visto che si sono create almeno due-tre palle gol che avrebbero potuto incrementare il passivo, ma sul campo i bergamaschi c'hanno messo più impegno nel finale e hanno avuto un'enorme occasione con Cocco. La traversa finale di Pozzi e il cincischio di Bertani hanno messo fine poi ad una partita complessivamente positiva.
A Iachini c'è sempre da rimproverare la solita cosa: le sostituzioni. Usate male, tardi e mai completamente: mosse così tardive (2 sostituzioni su 3 sempre effettuate negli ultimi 10', quando i giocatori non possono dimostrare granché) e così inutili e da "anti-calcio" (la terza sostituzione è ciclicamente un difensore/centrocampista per un attaccante, mai cambiato un pari ruolo nel finale) stancano anche dopo un certo periodo di tempo. Non pretendiamo il Barcellona, ma non si arriverà in A a somme di 1-0 e risultati stirati (almeno nel punteggio per quanto riguarda oggi).

Romero 8 | C'è sempre. Ovunque e dovunque. Rischia la presa sul terreno ghiacciato un paio di volte, ma per il resto ci salva più volte: una garanzia.
Berardi 6,5 | Non soffre mai dalle sue parti il tanto citato Foglio e si concede anche di sfidare le leggi della fisica verso il finale, con una rovesciata incredibile ad un centimetro da terra.
Gastaldello & Rossini 6+ | Partita normale, ma non eccezionale la loro: quando lasciano spazio a Cocco nel finale, i tifosi perdono due-tre anni di vita. Inoltre, il secondo pare aver perso un po' dell'intraprendenza che lo aveva reso così ben voluto dai tifosi.
Laczko 7 | Bella partita dell'ungherese: dimostra di poter essere utile alla causa e di poter giocare da terzino, sopratutto in queste sfide contro le piccole, in cui tocca spingere. Ripeto: mi ricorda Reto Ziegler. Ci si può lavorare, può diventare un buon terzino. Certo, ci vorranno anche test più probanti di un Albinoleffe a pezzi.
Obiang 7,5 | Partitona del ragazzo spagnolo, che imposta e regala due-tre passaggi filtranti degni di uno Xabi Alonso. Costringe anche Luoni al secondo fallo ed all'espulsione.
Munari 6,5 | Convincente anche oggi, spreca a fine tempo, ma glielo si può perdonare, visto il dinamismo che ci mette in campo.
Renan 6+ | Meglio di Grosseto, ma non ancora entusiasmante. Sicuramente gli si può riconoscere tanta abnegazione e la capacità di mettere il pallone su calcio piazzato dove vuole, ma gli manca ancora qualcosa.
J. Antonio 6,5 | Mezzo voto in più per la caparbietà che ci mette per realizzare la serpentina che porta all'assist dell'1-0; per il resto, una partita abbastanza normale, senza eccessivi spunti. Meglio comunque di Grosseto.
Bertani 6 | Il "peggiore", se proprio ne dobbiamo scegliere uno. Per poco, non realizza un gol da paura all'inizio del 2°T. Mezzo voto in meno per la "flemma" con cui approfitta dell'occasione dopo la traversa di Pozzi: chi vuole veramente segnare, in quelle occasioni si mangia il portiere e la palla..
Pozzi 7+ | Altra bella partita del ragazzo di Santarcangelo di Romagna: il 25enne centravanti è in netta maturazione. Anche oggi gol, il 9° in 16 partite e la media, continuando così, è destinata solo a migliorare. Inoltre, tanto lavoro sporco e, se avesse un po' più di fortuna, la media-gol sarebbe ancora più sensazionale: si trova davanti un grande Offredi e l'ennesima traversa.

Foggia 6,5 | Entra bene, dimostrando che l'ultima mezz'ora è la sua zona temporale preferita.
Soriano s.v. | Scende in campo giusto per beccarsi il giallo e fare una sceneggiata inutile.
Kristicic s.v. | Neanche fa in tempo a sudare, visto che gioca 30 secondi di gioco effettivo.

37 punti in classifica in 26 partite, la media è da salvezza anticipata, il -7 dal Varese è rimasto (biancorossi vittoriosi 1-0 con il Gubbio) e non mi sembra di vedere molte speranze di salire ancora di più. Indubbiamente, la mano di Iachini (purtroppo per il gioco e per fortuna nei risultati) comincia a vedersi: nel girone di ritorno abbiamo fatto 11 punti in 5 partite e dobbiamo recuperare la partita con l'Empoli a Marassi (anche oggi sconfitto ed in crisi tremenda). Ora arrivano tre partite tremende (inframezzate proprio dal recupero con i toscani): Torino, Hellas e Sassuolo. La prima sarà la visita ai granata, memori della grande illusione dell'andata e della brusca realtà dei gol realizzati all'epoca da Suciu e Bianchi: riusciremo nell'impresa di violare l'Olimpico di Torino? Lo scopriremo solo vivendo.



Nicola Pozzi, 25 anni, segna il gol dell'1-0 contro l'Albinoleffe (La Presse)

01 febbraio 2012

Difficilmente migliorabile.

Ed eccoci qui. Il tanto temuto 31 Gennaio è passato (non nel migliore dei modi, a dir la verità), ma finalmente si può analizzare con più calma la situazione, le entrate, le uscite, tutto quello che ha caratterizzato il modo di operare della società blucerchiata in sede di mercato: con la consapevolezza che qualcosa è stato fatto. L'immobilismo tanto paventato non c'è stato, almeno su questo credo che si potrà esser d'accordo; certo, poi conta anche come ti muovi e forse proprio su questo c'è da fare qualche rimprovero. Andiamo però con ordine, vedendo (con l'elenco riportato qui sotto) i movimenti della Samp in entrata e in uscita:

MOVIMENTI IN ENTRATA:
Mustafi (d, Everton - parametro zero), Berardi (d) e J. Antonio (c, Brescia - titolo definitivo per 5 mln.), Gentsoglou (c, AEK Atene - parametro zero), Munari (c, Fiorentina - titolo definitivo per 1 mln.), Renan Garcia (d/c, CFR Cluj - prestito a 1 mln. con diritto di riscatto a 3.2 mln.), Eder (a, Cesena - titolo temporaneo), Pellé (a, Parma - titolo temporaneo con diritto di riscatto della metà fissato a 2 mln.)

MOVIMENTI IN USCITA:
Accardi (d, Brescia - cifre sconosciute), Foti (a, Brescia, prestito con diritto di riscatto), Dessena (c, Cagliari - modalità da definire), Bentivoglio (c, Padova - titolo definitivo), Maccarone (a, Empoli - titolo temporaneo), Koman (c, Monaco - titolo definitivo), Signori (c, Modena - titolo temporaneo con diritto di riscatto della metà), Piovaccari (a, Brescia - titolo temporaneo), Palombo (c, Inter - titolo temporaneo per 1 mln. con diritto di riscatto a 3 mln.).

Anticipo il fatto che parlerò di Palombo in un articolo a parte, non si può mettere il capitano in un trafiletto dedicato al calcio mercato, merita certamente uno spazio tutto suo per parlare della sua storia..

Movimenti in entrata - voto 5
Analizziamoli per bene. Cosa ci serviva assolutamente? Terzini (Rispoli e sopratutto Castellini hanno fallito miseramente) e un regista (dato che i nostri centrocampisti giovani sono bravi, ma non tutti hanno il dono dell'impostazione, il Volpi della situazione ci manca). Sono arrivati? No. Sicuramente gli acquisti fatti in questa sede di calciomercato invernale potrebbero essere utili e lungi da me sparare sul loro conto ancor prima di averli visti in campo, però rimane il fatto che il regista non è arrivato e, Berardi a parte, di terzini neanche l'ombra.
Mustafi è un colpo per il futuro, malaccio non dev'essere, ma va testato. 
Gentsoglou è un onesto medianaccio, è una scommessa a 160.000 d'ingaggio: se ci va bene, abbiamo svoltato; se ci andasse male, ce ne faremmo una ragione. Comunque questo tipo di scommesse alla Samp mancavano, perciò benvengano.
Eder è un buonissimo giocatore per la B (per la A, attendiamo tempi migliori), ne è stato capocannoniere due stagioni fa e ha il suo perché; può giocare da prima e seconda punta - meglio la seconda soluzione - ed è stato utile a qualunque squadra che se ne sia fregiato in questa categoria. Anche la formula è buona, perché nel caso fallissimo l'assalto alla Serie A - come credo avverrà.. - bisognerà vedere se il ragazzo ha il desiderio di rimanere. Noi speriamo di sì, mi pare che un riscatto fittizio sia fissato a 2.8 mln., con Maccarone ad Empoli sicuramente limeremo la cosa.
Renan Garcia può essere tutto o niente: ho visto la sua carriera su Wikipedia, veramente nulla di esaltante.. di lui hanno detto che è "un brasiliano con la testa da europeo", lo spero perché i giochetti non ci servono. Ha un buon sinistro, finalmente tirerà le punizioni qualcuno che è in grado di farlo: detto questo, non ci conto tantissimo ed il riscatto mi pare esagerato. Speriamo comunque possa rendersi utile.
E veniamo quindi alle note dolenti o quantomeno chiaroscure. Se ci riferiamo alle seconde, parliamo di J. Antonio e Berardi. Dopo un mese, possiamo dire che i ragazzi hanno dato parziali soddisfazioni: J. Antonio va a folate, quand'è in giornata - tipo Padova - è utilissimo alla manovra, ha lo spunto, sa smistare molti palloni, ma sembra essere troppo innamorato della palla; Berardi è un buonissimo giocatore per le squadre di Iachini, uno che ama giocare di rimessa, ma quando si tratta di fare la partita (es. Livorno) abbiamo visto che saliva meno e faticava di più anche in difesa.. vedremo, 5 milioni mi sono sembrati comunque troppi.
Le note dolenti sono Pellé e Munari, per motivi molto diversi. Il primo ha avuto come massimo score 10 gol al Cesena in B 5 anni fa.. fidarsi di uno così, anche per fare la riserva di Pozzi, fa onestamente rimpiangere Piovaccari, che - con tutto lo scazzo incorporato - credo possa fare meglio del buon Graziano; il secondo è un ottimo giocatore per la B e anche in A non ha sfigurato, ma dov'è la prospettiva nell'acquisto a titolo definitivo di un 28enne che ha sfiorato la A giusto l'anno scorso? Nessuna. Ecco perché mi dispiace. Poi magari fa 8 gol e tutti contenti, ma a pensare Soriano in panca per Munari.. non so voi, mi vengono i brividi, altro che progetto.
Il regista manca, si punterà su Obiang, buon giocatore che ricorda un po' Vieira, ma l'ex-capitano dell'Arsenal non mi risulta fosse un regista.. il terzino manca almeno a sinistra, la speranza è che si punti su Laczko, visto che ormai è rimasto e sembra poter fare lo stesso percorso di Ziegler, lavorandoci su.. vedremo. Sta a Iachini (aiuto).

Movimenti in uscita - voto 8
In uscita cosa cercavamo invece? Via tutti quelli che, per motivi d'ambiente, di mancanze tecniche, di spazio, non erano adatti alla causa blucerchiata. Caso Palombo a parte, mi sembra che in questo settore si sia fatto molto bene e parecchio velocemente: voglio ricordare che, a 10 giorni dalla fine del mercato, molta gente era ancora qui. Perciò un plauso a Sensibile ogni tanto facciamolo e ricordiamoci che ad inizio Gennaio ci si lamentava del fatto che molti erano rimasti..
Partiamo dalle note positive, che in uscita sono state parecchie: Accardi, a scadenza di contratto, passa al Brescia a titolo definitivo, non lasciando molti rimpianti, dato il suo poco utilizzo negli ultimi anni ed il largo uso che se ne è fatto quest'anno, con notevoli danni (vedi Nocerina - Sampdoria come esempio pratico ed esplicativo). Bentivoglio, oggetto di notevoli contestazioni, è andato a Padova, dove probabilmente si rigenererà, ma a noi frega onestamente poco, per un semplice motivo: il ragazzo è probabilmente uno dei giocatori con meno personalità che abbia mai visto non con la maglia della Sampdoria, ma in generale nel calcio. Mai una giocata in verticale, mai uno spunto, sempre passaggi indietro o in orizzontale.. le doti tecniche (non esaltanti) ci sono, altrimenti negli anni precedenti non avrebbe fatto quello che ha fatto. Di certo, non lo rimpiangeremo.
Dessena è andato a Cagliari, facendosi subito notare per buoni prestazioni: nonostante questo, anche lui non sarà rimpianto, alla Samp (dato il suo costo: 4.5 mln. per la sua metà dal Parma nel 2008) non ha mai dato la sensazione di poter essere utile in maniera continuativa. Foti è andato a Brescia in prestito, ambiente adatto per lui, dove cercherà di farsi spazio: giusto così, è la sua chance per esplodere definitivamente e non credo che alla Samp ci sarà mai il giusto spazio per lui.. un peccato, ripensando a quel Samp-Messina del 2006, nel quale veniva santificato come il nuovo che avanza.
Piovaccari è finito, dopo le ultime convulse ore di mercato, anch'egli al Brescia, nell'ambito di un'operazione di prestito che non vede diritto di riscatto: geniale. Il ragazzo, palesemente scazzato ed in rotta con l'ambiente, qui non ha più credito ed il fatto di giocare con un'indolenza pari a quella di Cristiano Ronaldo non gli ha giocato a favore. In realtà, non è mai sembrato interessato alla causa blucerchiata ed il prestito ai lombardi può solo revitalizzare il suo valore, per poi rivenderlo quest'estate e farci un importo simile a quello pagato quest'estate, che grida ancora vendetta.
Con lo stesso intento è stata portata a termine l'operazione che porta Maccarone per 6 mesi ad Empoli: anche qui, colpo di genio, nel senso che il ragazzo ha chiaramente chiuso con noi (le esclusioni degli ultimi tempi dai convocati l'hanno fatto comprendere) e farlo tornare nel posto dove è esploso può renderlo appetibile per qualcuno o, male che vada, può essere pedina di scambio in un eventuale passaggio a titolo definitivo di Eder alla Samp, dato che la squadra proprietaria del cartellino del brasiliano è proprio l'Empoli. Anche per lui nessun rimpianto: con tutto il rispetto che può derivare dai problemi personali che ha vissuto, nessuno gli obbligava di giocare in quelle condizioni. Ha segnato tutti gol a risultato già deciso, inutili per le sorti della squadra ed è stato trattato molto meglio di chi ha giocato meno e combinato di più.
La nota chiaroscura è per Koman, passato al Monaco nelle ultime fasi di mercato: che l'operazione fosse da portare a termine e a titolo definitivo era chiaro. Il ragazzo si era bruciato nell'ambiente con l'episodio della contestazione a Bogliasco, lo sputo ricevuto e la risposta anche incazzosa riferita ai tifosi; inoltre, non era ben visto neanche da tecnici. Il dubbio mi rimarrà sempre: era un giocatore da Samp o meno? Difficile dirlo, poiché se si scorre la classifica dei minuti/delle presenze in campo, Koman risulta essere agli ultimi posti, ma questo non dice molto sulla sua capacità di incidere per la Samp in campo (altrimenti Henry non doveva essere comprato dall'Arsenal o bisognava dare dei pazzi ai romanisti che presero Mancini dal Venezia e lo misero accanto a Totti nell'anno del quasi scudetto..). La verità è che il ragazzo è solo il simbolo di un progetto naufragato miseramente (anche) per colpa dei tifosi: il progetto giovani. La squadra del 2008 che fece il Triplete a livello Primavera si è rivelata una delusione, un po' per mancanza di doti o personalità (es. Fiorillo nei suoi due periodi in prestito), un po' perché noi tifosi non siamo stati pazienti (mi viene da pensare ai fischi rivolti a Marilungo che, anche con zero gol, ci metteva molto più impegno dei vari Piovaccari o Foggia.. o alle critiche spesso preventive a Signori e Soriano quest'anno su Internet). E' un peccato che si sia fatta questa fine, capisco che il ragazzo sia bruciato qui, ma nessuno mi toglierà il dubbio che non potesse essere utile alla causa.
Infine, nota negativa per Signori: c'era veramente bisogno di Munari e Gentsoglou? Con Signori in casa? Altro prodotto di quella primavera, con buon rendimento già provato in B, non è stato mai usato, mai in campo, bisfrattato da gente che non l'aveva neanche visto giocare e bollato come "pippa" anche prima di metter piede sul terreno di gioco. Ora è a Modena, si spera di rivederlo l'anno prossimo, ma capiremmo benissimo se il ragazzo non volesse tornare..
Su Palombo, dico solo che non mi è piaciuta la formula: il capitano si vende o si tiene, non si lascia in questo limbo. E se poi tornasse a Giugno, perché l'Inter non ha intenzione di riscattarlo?
Detto questo, operazione Palombo a parte, gli obiettivi sono stati raggiunti: se uno volesse fare il pignolo, potrebbe dire che Semioli è ancora qui fino a Giugno e che Fiorillo non è stato prestato, ma sono dettagli. Per me, in uscita si è fatto (quasi) tutto bene.


E ora? Ora ci si rituffa nel campionato, senza il numero 17, ma con la consapevolezza che la squadra è nuova, più adatta a ciò che chiede il tecnico, che - per me - nelle prossime 3 gare si gioca tutto: Grosseto, Albinoleffe e Torino diranno che campionato aspetta la Samp. Ripeto, l'anonimato è sul ciglio della nostra porta, ma se si perdessero due di queste tre gare.. siamo sicuri che saremmo tranquilli?

Un ultimo pensiero va al nostro d.s., Pasquale Sensibile, che è stato autore di un epic fail clamoroso: Foggia è in panchina, Piovaccari dopo 6 mesi è andato, Bertani è in panchina per Eder, Castellini messo ai margini, Rispoli sostituito da Berardi e Costa ripreso per i capelli solo perché non c'è un terzino degno di questo nome. Insomma, un mercato estivo CANCELLATO. Ma, come disse lui a Novembre, questa squadra è difficilmente migliorabile.




Pasquale Sensibile, 40 anni, d.s. della Sampdoria dal Giugno del 2011.