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04 novembre 2013

Colpiti ed affondati.

«Poteva andarci peggio», avrà mormorato qualcuno a qualche secondo dalla fine di Samp-Sassuolo. E in una stagione in cui tutto va storto, è successo esattamente quanto qualcuno aveva tentato di scongiurare. Dopo una grande rimonta di cuore, i blucerchiati buttano via una gara fondamentale nel proseguo della stagione e regalano la prima gioia assoluta in trasferta agli uomini di Di Francesco. Un 4-3 che fa male, al morale ed alla classifica della Samp.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, stende Diego Farias, 23: è il rigore del 4-3.

Dopo la pessima prova di Verona, ci si aspettava un'altra verve da questa Samp. Cambiano parecchi uomini: dentro Gentsoglou, Krsticic e Pozzi, spostato Gavazzi a sinistra e c'è anche il ritorno di De Silvestri. Il 3-4-1-2 vede il centrocampista serbo a fare il trequartista, magari per infastidire un po' il giro-palla del Sassuolo. Gli emiliani, dopo la sconfitta con l'Udinese, cambiano parecchio: out Zaza per squalifica, davanti il tandem è formato da Berardi e Floro Flores. Il primo tempo è sostanzialmente alla pari. se la Samp tiene un buon possesso palla, il Sassuolo costruisce qualche azione pericolosa. Floro Flores ha la palla per l'1-0 grazie ad una disattenzione di Gastaldello, ma Da Costa salva. Poco dopo, è la Samp a passare al 19': : punizione di Krsticic, sponda aerea di Costa e Pozzi è sul secondo palo per metterla dentro. Il "Ferraris" giubila il numero 9 blucerchiato, mentre Krsticic mette in difficoltà Pegolo poco dopo su punizione. A quel punto, la Samp rischia un'altra volta, in maniera clamorosa: brutta diagonale di Gavazzi, che lascia solo Gazzola. L'esterno neroverde batte Da Costa, ma non Gastaldello, che salva sulla linea.
Si chiude il primo tempo e la ripresa sarà scoppiettante, seppur non positiva per i colori blucerchiati. Quando tutto sembra scorrere sui binari della prima frazione, un errore spezza la partita: sul cross di Longhi, Costa sbaglia il tempo e manca il pallone. Alle sue spalle c'è pronto Berardi, che stoppa e batte Da Costa in uscita per l'1-1. Una botta non da poco, tanto che basta qualche minuto per cambiare definitivamente la gara. Su una ripartenza del Sassuolo, Floro Flores pesca Berardi: il giovane talento degli ospiti affronta Costa e lo costringe al fallo da rigore. Rosso per il difensore e penalty per i neroverdi, che sempre Berardi trasforma. Sotto 2-1 e in dieci uomini, la Samp non vuole morire. Su una bella iniziativa di De Silvestri, la spizzata di Pozzi mette Eder davanti a Pegolo ed il brasiliano segna il 2-3: qualche segno di speranza per i tifosi blucerchiati, che comunque stentano ad esultare.
Il finale è da ricovero. La Samp ci riprova, stavolta dalla distanza con Eder: una deviazione spiazza Pegolo e per poco non manda il Sassuolo all'inferno. Rossi le tenta tutte, inserendo Soriano, Petagna e Wszolek per Krsticic, Pozzi e Gavazzi. Proprio il polacco crea lo spunto giusto per un corner; su questo, De Silvestri prima centra la traversa di testa, poi ribadisce in rete sulla respinta. 3-3 e "Ferraris" impazzito: sembra una rimonta da libro "Cuore" e non è detto che non si trasformi in una clamorosa vittoria. Quando il tifoso medio si sente fomentato al massimo delle sue forze, arriva l'ennesima mazzata della giornata. Prima Alexe sfiora il gol del 4-3, sparando alto sull'ennesima iniziativa del funambolico Berardi. Poi entra Diego Farias: il tifoso blucerchiato trema, ricordando quanto il brasiliano fece in un famoso Nocerina-Samp di due anni fa. E infatti Farias, neo-entrato e fresco di gambe, salta Mustafi e punta alla porta: De Silvestri, esausto, lo butta già in un'ingenuità fatta di stanchezza e fragilità psicologica. A quel punto, Berardi si prende il pallone con la tripletta di giornata e la gara si chiude lì. Un disastro, specie considerando che la Samp perde contro una diretta avversaria, in una giornata in cui probabilmente si poteva portare a casa la terza vittoria del campionato.

L'esultanza di Nicola Pozzi, 27 anni, dopo il momentaneo 1-0.

Da Costa 5.5; Mustafi 5, Gastaldello 5.5, Costa 4.5; De Silvestri 5.5, Obiang 5, Gentsoglou 5.5, Gavazzi 5 (dal 32' s.t. Wszolek 6); Krsticic 5.5 (dal 20' s.t. Soriano 5); Eder 6, Pozzi 6.5 (dal 28' s.t. Petagna 5) - pagelle già pubblicate su SampNews24

Adesso, il ciclo più importante di partite che attendeva la Samp è finalmente concluso. Prima della pausa per le nazionali, ai blucerchiati e a Delio Rossi è stato richiesto che facessero nove-dieci punti tra Livorno, Atalanta, Hellas e Sassuolo. Missione raggiunta a metà: sei punti su quattro gare contro avversarie dirette per la salvezza non sono granché, specie pensando che la Samp aveva già un pesante deficit, dovuto ad una partenza orrenda (tre punti in sette gare, nessuna vittoria).
Ora ci si chiede quale possa essere il destino di Delio Rossi: il suo stipendio da un milione e 200mila euro l'anno sembra altamente ingiustificato di fronte alla confusione tecnica che sta dimostrando. Undici formazioni diverse in undici giornate sembrano uno scherzo: è come se il tecnico blucerchiato non sapesse esattamente quali pesci prendere. Sono ben 24 i giocatori provati in questi primi due mesi di Serie A e, apparte i perenni esclusi Rodriguez e Salamon, non mi viene in mente nessuno che possa rigirare questa barca. Ci sono stati giocatori sugli scudi, altri meno pronti, ma nessuno in grado veramente di cambiare la partita. L'esempio massimo è Andrea Costa: finora era stato positivo, ma anche lui ha dovuto subire la sindrome della giornata storta, regalando praticamente la vittoria al club emiliano (rigore più espulsione è come uno scaccomatto a scacchi).
E ora arriva un periodo tremendo: si affronteranno in sequenza la Fiorentina al "Franchi", la Lazio e l'Inter a "San Siro". Non proprio il massimo per chi cerca di salvarsi. E' chiaro che, se si vuole cambiare, questo è il momento propizio: meglio prendere qualche sberla, ma dare tempo al nuovo allenatore di capirci qualcosa. Del resto, il tifoso medio sampdoriano non si aspetta molto da queste gare: da queste, l'anno scorso la Samp di Ferrara e Rossi raccolse appena un punto. L'importante è cercare di non imbarcare troppo: il rischio di finire colpiti ed affondati un'altra volta è davvero molto, molto alto.

Domenico Berardi, 19 anni: prima tripletta in Serie A e cinque gol in campionato.

27 ottobre 2013

Finalmente il merito.

Difficile dirlo, ma finalmente è arrivato tutto ciò che i tifosi volevano da questa stagione: una vittoria meritata, senza subire gol e la prima gioia al "Ferraris". Samp-Atalanta è questo: una gara sofferta nel primo, ma che nel secondo ha cambiato nettamente direzione e ha portato i blucerchiati al trionfo. Ora, a quota 9, il futuro sembra meno grigio, anche se non bisogna smettere di lavorare. Intanto, il vituperato Sensibile ha modo di farsi ricordare grazie alle gesta del prode Shkodran Mustafi.

Manolo Gabbiadini, 22 anni, decisamente deludente contro la sua ex squadra.

Reduci dalla vittoria all'ultimo respiro di Livorno, Rossi ripropone una Samp simile a quella vista in Toscana: 3-4-1-2, con Bjarnason dietro la coppia Eder-Gabbiadini, il recupero di Mustafi in difesa e Palombo riproposto a centrocampo. A sinistra, senza Gavazzi, Regini vince il ballottaggio su Barillà, apparso poco brillante contro i granata. Di contro, l'Atalanta è reduce da tre vittorie consecutive e ha voglia di sognare ancora: senza Lucchini e Bonaventura, Brienza è il cursore di sinistra del centrocampo degli ospiti. Davanti Moralez accompagna Denis. Il primo tempo vede la Samp sostanzialmente nulla: apparte un tiraccio di Gabbiadini dalla distanza, i blucerchiati sembrano impacciati ed incapaci di creare una qualsiasi azione pericolosa. Tutt'altra storia per l'Atalanta, che nonostante le assenze si mostra pericolosa e sopratutto in controllo del gioco. La mossa a sorpresa è Raimondi esterno offensivo di sinistra: è lui ad avere le occasioni più pericolose della prima frazione. Prima spara alto da due passi su assist di Denis, poi trova la traversa a fine primo tempo su un bel lancio di Cigarini: Da Costa è battuto, ma il legno grazia la Samp. Una Samp che rientra tra i fischi assordanti del suo pubblico, desideroso di vedere ben altre prestazioni dopo la vittoria miracolosa di Livorno.
Il piglio di Rossi negli spogliatoi, il cambio Gentsoglou-Palombo ed un diverso schieramento sul campo portano la Samp a dominare la ripresa. Le parti si rivoltano completamente: i blucerchiati sono padroni del pallone e l'Atalanta fatica a far circolare la sfera come nei primi 45'. Prima è Gabbiadini a sfiorare la porta con un bel sinistro al volo su assist di Eder, poi è il brasiliano a scaldare le mani di Consigli. L'ex Cesena è scatenato: offre sul destro di Obiang un rigore in movimento, ma lo spagnolo è impreciso e consente al portiere dell'Atalanta il miracolo di giornata. Quando la sfida sembra vederci benissimo (come al solito), arriva il vantaggio: corner di Eder, incornata di Mustafi e Cigarini tenta di evitare la rete blucerchiata con un fallo di mano. Il pallone finisce comunque dentro e scoppia un parapiglia: l'arbitro sembra intenzionato al rosso più rigore, ma alla fine torna su più miti consigli e decide di assegnare il giallo a Cigarini ed il gol ai padroni di casa. Primo gol in Serie A per Shkodran Mustafi, 21 anni e tanta voglia di emergere.
Quando la Samp è ormai padrone della gara e gli ospiti sembrano scomparsi dal campo, arriva anche l'espulsione del giovane Nica a chiudere la partita: entrataccia da dietro e per l'arbitro l'intervento del terzino nerazzurro è troppo scomposto per non esser sanzionato con il rosso. Ancora Eder e Gabbiadini provano ad impensierire Consigli dalla distanza, ma alla fine la Samp essenzialmente decide di gestire la gara. Nel finale, Denis ha un rigore in movimento per pareggiarla, ma la fortuna è dalla parte dei padroni di casa e così i blucerchiati portano a casa la prima vittoria stagionale tra le mura amiche. Sofferta, in chiaroscuro, ma meritata e conquistata con un ottimo secondo tempo.

Andrea Costa, 27 anni, contrasta tenacemente German Denis, 32.

Da Costa 6; Mustafi 7.5, Gastaldello 6, Costa 7; De Silvestri 6, Obiang 6, Palombo 4.5 (dal 1' s.t. Gentsoglou 6.5), Regini 6.5; Bjarnason 5; Eder 6.5 (dal 33' s.t. Soriano s.v.), Gabbiadini 5.5 (dal 37' s.t. Pozzi s.v.) - pubblicate già su SampNews24

Con questa vittoria, la Samp può guardare con ulteriore fiducia al futuro. Lo stesso Mustafi, a fine gara, ha dichiarato come questi tre punti possano aiutare i blucerchiati a stare più sereni; tuttavia, la serenità non deve far dimenticare il fatto che questa squadra sembra avere un'autonomia massima di 45', massimo 60'. Ci sono fasi della gara in cui scompare ed altre in cui sembra poter portare a casa la posta. Ci vorrà ben altro per sperare in quello che è l'obiettivo stagionale: una salvezza tranquilla.
Capitolo a parte per quanto riguarda Angelo Palombo. Autore di una prestazione che ritengo di poter annoverare tra le peggiori mai viste con la maglia della Samp, il numero 17 blucerchiato si è stizzito e ha zittito il pubblico. A fine gara, ha chiesto scusa, ma anche precisato come sperasse che il pubblico incitasse la squadra per tutti i 90' piuttosto che fischiare un gruppo così giovane durante la partita. Palombo ha bisogno di riguardarsi la gara: la maggior parte dei fischi erano rivolti a lui, alle sue incertezze a centrocampo e alla lentezza dimostrata nell'impostazione. All'ennesimo lancio nel vuoto, i tifosi hanno reagito. Poi il vice-capitano blucerchiato ha comunque ragione: si fischia a fine gara, c'è tempo. Ma non si pari dietro la storia del gruppo giovane, perché i fischi erano SOPRATUTTO per lui.
Se poi vogliamo buttare uno sguardo al futuro, c'è da esser fiduciosi: Costa e Mustafi sono due rocce e la difesa non ha subito gol per la prima volta. Regini si è ben disimpegnato a sinistra, anche se penso che contro avversari più forti soffrirà inevitabilmente: a tal proposito, qualcuno si riguardi la finale dell'Europeo U-21 (giocava in una difesa a quattro). Gentsoglou, appena entrato, si è fatto ben apprezzare: non sarà Pirlo ed è abbastanza lento, ma gioca con semplicità e fa valere il suo fisico. Pare già molto in questa Samp da salvezza risicata. Infine, complimenti ad Eder: nel secondo tempo è stato devastante, ma c'è bisogno che sia più continuo.
Ora ci sono due gare che decideranno se il campionato della Samp sarà di ulteriore sofferenza o se ci si potrà pian piano tirar fuori dai guai: la trasferta di Verona contro l'Hellas e la gara in casa contro il Sassuolo. Quando stava per iniziare il filotto di queste quattro partite (Livorno ed Atalanta comprese), speravo in nove-dieci punti. Mantengo quella speranza, a maggior ragione dopo queste due gare. Un pareggio a Verona sarebbe manna, visto che l'Hellas se l'è giocata anche ieri nella tana dell'Inter. Tuttavia, è un match da tripla. A Verona è difficile giocare bene, ma la Samp di questo periodo sembra essersi parzialmente ripresa. Qualunque risultato arriverà, l'importante è che si ottenga con merito: è l'unico segnale che può essere veramente di speranza per i tifosi.

Samp in festa dopo il gol di Shkodran Mustafi, 21 anni: sarà quello decisivo.

07 ottobre 2013

I Gervasoni ed i Mustafi.

Siamo al tragicomico. Anzi, forse al telefilm. Un episodio non può giustificare una partita, ma forse può aiutare a spiegare il corso della stagione che è stata sin qui e di quello che verrà. Minuto 47 del primo tempo di Sampdoria-Torino, con i blucerchiati in vantaggio di un gol. Palombo è pronto a battere la punizione dal limite che sarà l'ultima palla giocata della prima frazione; tiro respinto in mala maniera da Padelli e Pozzi la butta dentro di rapina. Tutto valido? Macché, fermi tutti. Ora arriva Gervasoni e vi spiega come si può rovinare un pomeriggio.

L'arbitro Gervasoni annulla la rete del 2-0 di Pozzi: sarà protagonista.

Un pomeriggio che poteva essere di gioia, che avrebbe potuto portare la prima vittoria blucerchiata dell'anno e che, invece, si è rivelato l'ennesima delusione. Che sarebbe potuta essere più pesante, se un altro errore di Gervasoni non avesse fatto arrabbiare anche il Torino, con il contatto Glik-Eder che ha portato l'assegnazione alla Samp di un rigore perlomeno generoso. Ognuno può valutare questo episodio a proprio modo, ma diciamo che mi sentirei arrabbiato se mi fischiassero contro un penalty del genere. E pensare che la Samp ha tirato fuori una delle migliori prestazioni stagionali, specie nei primi 45'. Nonostante le assenze di Costa e Krsticic per squalifica, Delio Rossi ci è andato pesante con un 3-4-3 offensivo e la prima presenza di Gentsoglou a centrocampo. Il greco non è dispiaciuto in cabina di regia, mentre il tridente Sansone-Gabbiadini-Pozzi ha retto per un'ora, salvo poi collassare dal punto di vista tattico e delle forze. Il Torino di Ventura, invece, si è rivelato il solito problema per la Samp, che trova quest'avversario molto ostico e non lo batte da quattro anni: evidentemente, affrontare colui che fu il tecnico blucerchiato all'inizio degli anni 2000 non è facile per il Doria.
E pensare che la Samp era anche riuscita ad andare in vantaggio, quando al 42' del primo tempo Sansone aveva battuto dai 25 metri l'ex blucerchiato Padelli. Gli ospiti sono sembrati impacciati nei primi 45', tanto che la Samp aveva già avuto una buona occasione sempre con Sansone; poi, il pata-trac con Gervasoni e l'incredibile epilogo del primo tempo, con i blucerchiati che avrebbero potuto chiudere la gara con quell'episodio. Quando poi Immobile ha riaperto la partita su assist involontario di Obiang da corner granata, il Torino si è ripreso e ha ricominciato a giocare. Specie con il suo giocatore più pericoloso: quell'Alessio Cerci che ha prima sprecato incredibilmente il 2-1 (grande parata di Da Costa) e poi ha trovato il raddoppio degli ospiti su calcio di rigore. Sull'assegnazione del penalty per i granata, c'era poco da contestare: l'intervento scoordinato di Palombo su D'Ambrosio dimostra due punti. Il primo: l'invenzione di Rossi di reinventarlo come libero sta pian piano affievolendo nei suoi effetti positivi. Il secondo: il filtro a centrocampo continua ad essere poco, altrimenti un terzino destro non si sarebbe presentato diverse volte nell'area blucerchiata durante il secondo tempo. Nel finale, poi, un altro strafalcione di Gervasoni ha portato la Samp al pareggio: il contatto tra Glik ed il neo-entrato Eder c'era, ma è sembrato come il brasiliano stesse cercando il fallo a tutti i costi. Ne è venuto fuori un contrasto debole, che però l'arbitro ha giudicato falloso. 2-2 e tutti a casa, con la consapevolezza di aver segnato i primi gol stagionali al "Ferraris", ma di essere sempre penultimi e senza alcuna vittoria in tasca.

Alessio Cerci, 26 anni, punta Shkodran Mustafi, 21: ancora in gol il granata.

Al di là delle valutazioni sulle prove dei singoli, quel che tiene banco su molti dei giornali e delle tv nazionali è lo svarione dell'arbitro di ieri pomeriggio. Un errore di buonsenso, una valutazione inutilmente rigida, che farebbe infuriare qualunque squadra, ma che forse avrebbe tenuto tutti attaccanti allo schermo se avesse riguardato una qualche compagine a strisce. Del resto, Galliani tiene sullo sfondo del telefonino il gol del Muntari; non mi risulta che i tifosi blucerchiati avranno come wallpaper del proprio cellulare l'esultanza strozzata di Pozzi. C'è chi poi, come Ventura, parla di «gol non esistito»: un gol che forse si trova sulla stessa isola dov'è sepolto il «giaguaro» che avrebbe dovuto smacchiare Bersani alle ultime elezioni o le anime di Elvis Presley e Marilyn Monroe. Leggende metropolitane. Peccato che il gol ci sia eccome e si aggiunge alla lista di angherie arbitrali subite dalla Samp in quest'inizio di stagione: il rigore negato a Sansone a Bologna, il gol annullato a Wszolek a Trieste ed ora anche questo. Francamente, in sette giornate, comincia ad essere un po' troppo da digerire.
Per carità, però, a far di questi errori i motivi per cui il Doria naviga in acque tempestose: la squadra non ha molta qualità ed i miracoli non riescono neanche ad un vecchio volpone come Delio Rossi, che comunque ha commesso qualche errore da agosto. Tuttavia, se sbagliare è umano, perseverare è diabolico ed il tecnico blucerchiato lo sa, tanto da aver cambiato molti uomini e diverse formazioni. Ieri, alla canna del gas, si è presentato con un offensivo 3-4-3, con De Silvestri e Gavazzi sulle fasce. Un chiaro segnale di voler smuovere le acque. C'è bisogno di qualche rinforzo nella prossima sessione di calciomercato. Gli obiettivi sono i soliti: un esterno sinistro vero (solo Gavazzi si è salvato sinora), un "10" e lo sfoltimento di un centrocampo che è quantitativamente strapieno. Sul portiere si vedrà: Da Costa ha fatto più bene che male sinora, sebbene le critiche siano sempre dietro l'angolo e l'ipotesi di vedere un giocatore-tifoso in porta - Fiorillo, uscito dalle giovanili Samp - stuzzica in più di un tifoso.
La verità è che i Gervasoni possono rovinare una battaglia, ma per vincere la guerra serve la grinta dei Mustafi. Già, proprio Shkodran: in una Samp disastrata come questa, senza qualità e assetata di punti come acqua nel deserto, l'esempio del tedesco dev'essere la stella maestra per chiunque vesta una maglia blucerchiata in questo momento. I Gervasoni possono sbagliare decisioni, ma se hai «undici Mustafi» in campo, difficilmente perdi. Lo si è visto l'anno scorso, quando tra gennaio e febbraio è arrivata la salvezza in anticipo; lo si può rivedere ancora. Il cuoco è lo stesso, basta metterci più cattiveria e concentrazione. Ieri, il giovane difensore si è improvvisato centrale di sinistra e l'ha fatto anche bene; in più, ha tirato fuori una serpentina degna del miglior Maradona, salvo perdersi nel finale. Se lui fa queste cose, anche gli altri devono dare il massimo. E solo così se ne uscirà, nonostante i Gervasoni del caso.

Gianluca Sansone, 26 anni, autore del primo gol casalingo della Samp di quest'anno.

01 febbraio 2012

Difficilmente migliorabile.

Ed eccoci qui. Il tanto temuto 31 Gennaio è passato (non nel migliore dei modi, a dir la verità), ma finalmente si può analizzare con più calma la situazione, le entrate, le uscite, tutto quello che ha caratterizzato il modo di operare della società blucerchiata in sede di mercato: con la consapevolezza che qualcosa è stato fatto. L'immobilismo tanto paventato non c'è stato, almeno su questo credo che si potrà esser d'accordo; certo, poi conta anche come ti muovi e forse proprio su questo c'è da fare qualche rimprovero. Andiamo però con ordine, vedendo (con l'elenco riportato qui sotto) i movimenti della Samp in entrata e in uscita:

MOVIMENTI IN ENTRATA:
Mustafi (d, Everton - parametro zero), Berardi (d) e J. Antonio (c, Brescia - titolo definitivo per 5 mln.), Gentsoglou (c, AEK Atene - parametro zero), Munari (c, Fiorentina - titolo definitivo per 1 mln.), Renan Garcia (d/c, CFR Cluj - prestito a 1 mln. con diritto di riscatto a 3.2 mln.), Eder (a, Cesena - titolo temporaneo), Pellé (a, Parma - titolo temporaneo con diritto di riscatto della metà fissato a 2 mln.)

MOVIMENTI IN USCITA:
Accardi (d, Brescia - cifre sconosciute), Foti (a, Brescia, prestito con diritto di riscatto), Dessena (c, Cagliari - modalità da definire), Bentivoglio (c, Padova - titolo definitivo), Maccarone (a, Empoli - titolo temporaneo), Koman (c, Monaco - titolo definitivo), Signori (c, Modena - titolo temporaneo con diritto di riscatto della metà), Piovaccari (a, Brescia - titolo temporaneo), Palombo (c, Inter - titolo temporaneo per 1 mln. con diritto di riscatto a 3 mln.).

Anticipo il fatto che parlerò di Palombo in un articolo a parte, non si può mettere il capitano in un trafiletto dedicato al calcio mercato, merita certamente uno spazio tutto suo per parlare della sua storia..

Movimenti in entrata - voto 5
Analizziamoli per bene. Cosa ci serviva assolutamente? Terzini (Rispoli e sopratutto Castellini hanno fallito miseramente) e un regista (dato che i nostri centrocampisti giovani sono bravi, ma non tutti hanno il dono dell'impostazione, il Volpi della situazione ci manca). Sono arrivati? No. Sicuramente gli acquisti fatti in questa sede di calciomercato invernale potrebbero essere utili e lungi da me sparare sul loro conto ancor prima di averli visti in campo, però rimane il fatto che il regista non è arrivato e, Berardi a parte, di terzini neanche l'ombra.
Mustafi è un colpo per il futuro, malaccio non dev'essere, ma va testato. 
Gentsoglou è un onesto medianaccio, è una scommessa a 160.000 d'ingaggio: se ci va bene, abbiamo svoltato; se ci andasse male, ce ne faremmo una ragione. Comunque questo tipo di scommesse alla Samp mancavano, perciò benvengano.
Eder è un buonissimo giocatore per la B (per la A, attendiamo tempi migliori), ne è stato capocannoniere due stagioni fa e ha il suo perché; può giocare da prima e seconda punta - meglio la seconda soluzione - ed è stato utile a qualunque squadra che se ne sia fregiato in questa categoria. Anche la formula è buona, perché nel caso fallissimo l'assalto alla Serie A - come credo avverrà.. - bisognerà vedere se il ragazzo ha il desiderio di rimanere. Noi speriamo di sì, mi pare che un riscatto fittizio sia fissato a 2.8 mln., con Maccarone ad Empoli sicuramente limeremo la cosa.
Renan Garcia può essere tutto o niente: ho visto la sua carriera su Wikipedia, veramente nulla di esaltante.. di lui hanno detto che è "un brasiliano con la testa da europeo", lo spero perché i giochetti non ci servono. Ha un buon sinistro, finalmente tirerà le punizioni qualcuno che è in grado di farlo: detto questo, non ci conto tantissimo ed il riscatto mi pare esagerato. Speriamo comunque possa rendersi utile.
E veniamo quindi alle note dolenti o quantomeno chiaroscure. Se ci riferiamo alle seconde, parliamo di J. Antonio e Berardi. Dopo un mese, possiamo dire che i ragazzi hanno dato parziali soddisfazioni: J. Antonio va a folate, quand'è in giornata - tipo Padova - è utilissimo alla manovra, ha lo spunto, sa smistare molti palloni, ma sembra essere troppo innamorato della palla; Berardi è un buonissimo giocatore per le squadre di Iachini, uno che ama giocare di rimessa, ma quando si tratta di fare la partita (es. Livorno) abbiamo visto che saliva meno e faticava di più anche in difesa.. vedremo, 5 milioni mi sono sembrati comunque troppi.
Le note dolenti sono Pellé e Munari, per motivi molto diversi. Il primo ha avuto come massimo score 10 gol al Cesena in B 5 anni fa.. fidarsi di uno così, anche per fare la riserva di Pozzi, fa onestamente rimpiangere Piovaccari, che - con tutto lo scazzo incorporato - credo possa fare meglio del buon Graziano; il secondo è un ottimo giocatore per la B e anche in A non ha sfigurato, ma dov'è la prospettiva nell'acquisto a titolo definitivo di un 28enne che ha sfiorato la A giusto l'anno scorso? Nessuna. Ecco perché mi dispiace. Poi magari fa 8 gol e tutti contenti, ma a pensare Soriano in panca per Munari.. non so voi, mi vengono i brividi, altro che progetto.
Il regista manca, si punterà su Obiang, buon giocatore che ricorda un po' Vieira, ma l'ex-capitano dell'Arsenal non mi risulta fosse un regista.. il terzino manca almeno a sinistra, la speranza è che si punti su Laczko, visto che ormai è rimasto e sembra poter fare lo stesso percorso di Ziegler, lavorandoci su.. vedremo. Sta a Iachini (aiuto).

Movimenti in uscita - voto 8
In uscita cosa cercavamo invece? Via tutti quelli che, per motivi d'ambiente, di mancanze tecniche, di spazio, non erano adatti alla causa blucerchiata. Caso Palombo a parte, mi sembra che in questo settore si sia fatto molto bene e parecchio velocemente: voglio ricordare che, a 10 giorni dalla fine del mercato, molta gente era ancora qui. Perciò un plauso a Sensibile ogni tanto facciamolo e ricordiamoci che ad inizio Gennaio ci si lamentava del fatto che molti erano rimasti..
Partiamo dalle note positive, che in uscita sono state parecchie: Accardi, a scadenza di contratto, passa al Brescia a titolo definitivo, non lasciando molti rimpianti, dato il suo poco utilizzo negli ultimi anni ed il largo uso che se ne è fatto quest'anno, con notevoli danni (vedi Nocerina - Sampdoria come esempio pratico ed esplicativo). Bentivoglio, oggetto di notevoli contestazioni, è andato a Padova, dove probabilmente si rigenererà, ma a noi frega onestamente poco, per un semplice motivo: il ragazzo è probabilmente uno dei giocatori con meno personalità che abbia mai visto non con la maglia della Sampdoria, ma in generale nel calcio. Mai una giocata in verticale, mai uno spunto, sempre passaggi indietro o in orizzontale.. le doti tecniche (non esaltanti) ci sono, altrimenti negli anni precedenti non avrebbe fatto quello che ha fatto. Di certo, non lo rimpiangeremo.
Dessena è andato a Cagliari, facendosi subito notare per buoni prestazioni: nonostante questo, anche lui non sarà rimpianto, alla Samp (dato il suo costo: 4.5 mln. per la sua metà dal Parma nel 2008) non ha mai dato la sensazione di poter essere utile in maniera continuativa. Foti è andato a Brescia in prestito, ambiente adatto per lui, dove cercherà di farsi spazio: giusto così, è la sua chance per esplodere definitivamente e non credo che alla Samp ci sarà mai il giusto spazio per lui.. un peccato, ripensando a quel Samp-Messina del 2006, nel quale veniva santificato come il nuovo che avanza.
Piovaccari è finito, dopo le ultime convulse ore di mercato, anch'egli al Brescia, nell'ambito di un'operazione di prestito che non vede diritto di riscatto: geniale. Il ragazzo, palesemente scazzato ed in rotta con l'ambiente, qui non ha più credito ed il fatto di giocare con un'indolenza pari a quella di Cristiano Ronaldo non gli ha giocato a favore. In realtà, non è mai sembrato interessato alla causa blucerchiata ed il prestito ai lombardi può solo revitalizzare il suo valore, per poi rivenderlo quest'estate e farci un importo simile a quello pagato quest'estate, che grida ancora vendetta.
Con lo stesso intento è stata portata a termine l'operazione che porta Maccarone per 6 mesi ad Empoli: anche qui, colpo di genio, nel senso che il ragazzo ha chiaramente chiuso con noi (le esclusioni degli ultimi tempi dai convocati l'hanno fatto comprendere) e farlo tornare nel posto dove è esploso può renderlo appetibile per qualcuno o, male che vada, può essere pedina di scambio in un eventuale passaggio a titolo definitivo di Eder alla Samp, dato che la squadra proprietaria del cartellino del brasiliano è proprio l'Empoli. Anche per lui nessun rimpianto: con tutto il rispetto che può derivare dai problemi personali che ha vissuto, nessuno gli obbligava di giocare in quelle condizioni. Ha segnato tutti gol a risultato già deciso, inutili per le sorti della squadra ed è stato trattato molto meglio di chi ha giocato meno e combinato di più.
La nota chiaroscura è per Koman, passato al Monaco nelle ultime fasi di mercato: che l'operazione fosse da portare a termine e a titolo definitivo era chiaro. Il ragazzo si era bruciato nell'ambiente con l'episodio della contestazione a Bogliasco, lo sputo ricevuto e la risposta anche incazzosa riferita ai tifosi; inoltre, non era ben visto neanche da tecnici. Il dubbio mi rimarrà sempre: era un giocatore da Samp o meno? Difficile dirlo, poiché se si scorre la classifica dei minuti/delle presenze in campo, Koman risulta essere agli ultimi posti, ma questo non dice molto sulla sua capacità di incidere per la Samp in campo (altrimenti Henry non doveva essere comprato dall'Arsenal o bisognava dare dei pazzi ai romanisti che presero Mancini dal Venezia e lo misero accanto a Totti nell'anno del quasi scudetto..). La verità è che il ragazzo è solo il simbolo di un progetto naufragato miseramente (anche) per colpa dei tifosi: il progetto giovani. La squadra del 2008 che fece il Triplete a livello Primavera si è rivelata una delusione, un po' per mancanza di doti o personalità (es. Fiorillo nei suoi due periodi in prestito), un po' perché noi tifosi non siamo stati pazienti (mi viene da pensare ai fischi rivolti a Marilungo che, anche con zero gol, ci metteva molto più impegno dei vari Piovaccari o Foggia.. o alle critiche spesso preventive a Signori e Soriano quest'anno su Internet). E' un peccato che si sia fatta questa fine, capisco che il ragazzo sia bruciato qui, ma nessuno mi toglierà il dubbio che non potesse essere utile alla causa.
Infine, nota negativa per Signori: c'era veramente bisogno di Munari e Gentsoglou? Con Signori in casa? Altro prodotto di quella primavera, con buon rendimento già provato in B, non è stato mai usato, mai in campo, bisfrattato da gente che non l'aveva neanche visto giocare e bollato come "pippa" anche prima di metter piede sul terreno di gioco. Ora è a Modena, si spera di rivederlo l'anno prossimo, ma capiremmo benissimo se il ragazzo non volesse tornare..
Su Palombo, dico solo che non mi è piaciuta la formula: il capitano si vende o si tiene, non si lascia in questo limbo. E se poi tornasse a Giugno, perché l'Inter non ha intenzione di riscattarlo?
Detto questo, operazione Palombo a parte, gli obiettivi sono stati raggiunti: se uno volesse fare il pignolo, potrebbe dire che Semioli è ancora qui fino a Giugno e che Fiorillo non è stato prestato, ma sono dettagli. Per me, in uscita si è fatto (quasi) tutto bene.


E ora? Ora ci si rituffa nel campionato, senza il numero 17, ma con la consapevolezza che la squadra è nuova, più adatta a ciò che chiede il tecnico, che - per me - nelle prossime 3 gare si gioca tutto: Grosseto, Albinoleffe e Torino diranno che campionato aspetta la Samp. Ripeto, l'anonimato è sul ciglio della nostra porta, ma se si perdessero due di queste tre gare.. siamo sicuri che saremmo tranquilli?

Un ultimo pensiero va al nostro d.s., Pasquale Sensibile, che è stato autore di un epic fail clamoroso: Foggia è in panchina, Piovaccari dopo 6 mesi è andato, Bertani è in panchina per Eder, Castellini messo ai margini, Rispoli sostituito da Berardi e Costa ripreso per i capelli solo perché non c'è un terzino degno di questo nome. Insomma, un mercato estivo CANCELLATO. Ma, come disse lui a Novembre, questa squadra è difficilmente migliorabile.




Pasquale Sensibile, 40 anni, d.s. della Sampdoria dal Giugno del 2011.