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04 febbraio 2016

L'ennesima beffa.

Ancora. Altri errori difensivi, altri punti persi. Stavolta fa ancora più male, perché mancava un secondo (e non sto scherzando: 93 minuti e 59 secondi) alla fine della gara. Perché quando si va due volte in vantaggio, bisognerebbe saper gestire tale bottino. Invece la Samp si lecca ancora una volta le ferite e chiude per 2-2 la partita contro il Torino.

Vincenzo Montella, 41 anni, non riesce a vincere con la Samp.

Visto il secondo tempo di Bologna, la Samp si presenta all'importante sfida contro il Torino con il 3-4-2-1: Sala e Dodô sulle fasce, Soriano e Correa dietro l'unica punta Muriel. A centrocampo, è Palombo a sostituire lo squalificato Fernando. Dal canto suo, il Torino si presenta con il solito 3-5-2 con Martinez e Belotti davanti.
Il primo tempo è un festival dello sbadiglio: le due squadre tengono molto il pallone (soprattutto gli ospiti), ma non riescono a creare granché. Il Torino si vede in due occasioni: la prima è di Martinez, la seconda di Acquah in contropiede, ma in entrambi i casi Viviano è pronto e respinge entrambe le conclusioni.
E la Samp? Inerme. Molto possesso come al solito, ma senza Fernando la manovra fatica a costruirsi. L'unico tiro dei primi 45' è una punizione di Correa dai 25 metri, facile per Padelli. In compenso, la sfiga ci vede comunque bene: Sala deve uscire per infortunio e il suo cambio Diakité gioca appena venti minuti, perché si fa male anche lui.
Si rientra dall'intervallo con Christodoulopoulos (strano il suo bernoccolo sulla tempia destra) al posto dell'ex Lazio e Cassani spostato nuovamente nei tre di difesa. I primi venti minuti vedono il Toro amministrare il pallone, con la Samp che continua a non tirare in porta, mentre Zappacosta comincia a prendere le misure a Dodô.
Al 66', però, è proprio il brasiliano a propiziare il vantaggio blucerchiato: su respinta da corner, Dodô rimette il pallone in mezzo, dove Muriel anticipa di testa Gaston Silva e porta in vantaggio il Doria. Sesto gol in campionato per il colombiano, la cui gioia però è destinata a durare appena cinque minuti.
Con l'ingresso di Immobile per Martinez, i granata diventano improvvisamente più pericolosi. Proprio l'ex Siviglia punta Cassani e mette in mezzo, dove Ranocchia liscia il pallone: bucando l'intervento, la palla finisce a Belotti, che uccella tutti e segna l'1-1. Grande beffa, ma la partita si accende quando meno te l'aspetti.
Se Correa salta tutti e poi spara alto davanti a Padelli, Immobile frega Ranocchia un'altra volta: per fortuna, Viviano in uscita arpiona il pallone dai piedi dell'attaccante avversario. All'83', la Samp riesce ad andare nuovamente in vantaggio. Ancora Dodô protagonista, che recupera il pallone: Muriel serve Soriano, che batte Padelli con un destro da fuori area.
Sul 2-1, la priorità sarebbe gestire la palla, ma la Samp (impaurita) non fa altro che buttarlo in avanti. All'88' Soriano ha un'altra chance per chiuderla, ma il suo sinistro è largo. Viviano, visibilmente dolorante, gestisce male il pallone: il rinvio finisce al Toro, con Immobile che mette in mezzo. Moisander si dimentica Belotti e il Gallo incorna di testa il definitivo 2-2. Che beffa...

Fabio Quagliarella, 32 anni, alla prima da blucerchiato per la seconda volta.

Viviano 5; Cassani 6, Ranocchia 5, Moisander 5; Sala 6 (dal 24' p.t. Diakité 5 | dal 1' s.t. Christodoulopoulos 5), Palombo 6, Ivan 6.5, Dodô 6.5; Soriano 6.5, Correa 6 (dal 33' s.t. Quagliarella s.v.); Muriel 6 - già pubblicate su SampNews24

Eh, niente: siamo da capo. Le ingenuità difensive continuano: anche i due gol di oggi sono un regalo. Se facessimo una retrospettiva sui 41 gol subiti dalla Samp (e la farò a fine anno, ma i gol saranno di più...), almeno il 75% sono regalati in maniera gratuita. E qui arriviamo a quella che è stata la discussione principale del post-partita.
La colpa è veramente tutta di Viviano? La gente si è scagliata contro di lui per una gestione ingenua del pallone. Ed è vero: avrebbe potuto fare ben altro. Ma tra il suo rinvio, lo stop di Gaston Silva, il passaggio per Immobile e il cross per Belotti passano 15 secondi. Poteva succedere di tutto. Tipo Moisander che marca il suo avversario, per dire...
Il Torino, invece, è forse LA delusione di questo campionato. Visto il mercato estivo, mi sarei aspettato di vederlo a ridosso delle prime sei. Ha almeno 6-7 punti in meno di quanti me ne aspettassi. E Ventura non sembra trovare la soluzione a un'apatia che la squadra granata ha mostrato anche in questa gara.
La classifica recita che la Samp può comunque sorridere: il Frosinone ha vinto contro il Bologna, issandosi a quota 19, ma il Carpi - stessi punti - ha mancato di poco il pareggio a Firenze, con Mauro Zarate che ha deciso la gara. Vedere lo stadio esultare al gol subito dal Carpi, però, rende la paura che circola nella Genova blucerchiata.
La paura della B, perché i prossimi impegni saranno decisivi. Tralasciando la partita contro la Roma all'Olimpico di domenica sera, in seguito la Samp se la giocherà con Atalanta, Inter, Frosinone e Hellas. Quattro partite da cui passerà la salvezza dei blucerchiati, specie contro ciociari e scaligeri. A meno che l'ennesima beffa non sia dietro l'angolo.

Luis Muriel, 24 anni, al suo sesto gol in campionato.

21 settembre 2015

Altarini in arrivo.

Prima o poi doveva arrivare questo momento: non è un caso se sia arrivato contro una delle squadre che più sorprenderà l'Italia in questo 2015-16. Il Torino sconfigge la Samp per 2-0: è il primo stop dei blucerchiati in Serie A. I sette punti conquistati finora rimangono un bottino incoraggiante, ma la giornata è stata da dimenticare per la compagine doriana.

Walter Zenga, 55 anni: prima sconfitta in campionato per la sua Samp.

Zenga riparte dal solito 4-3-1-2, con un'unica novità: Cassani è infortunato, Pedro Pereira parte per la prima volta da titolare in Serie A. A soli 17 anni! Ventura, invece, conta sul suo solito gruppo: 3-5-2 con Acquah e Baselli in gran forma. Davanti continua la fiducia verso la strana coppia Quagliarella-Belotti.
Il primo tempo è un monologo granata: confermata quindi una preoccupante tendenza in casa Samp. In tutte e sei le partite ufficiali viste finora, il Doria di Zenga ha regalato almeno una mezz'ora di gioco agli avversari sul piano dell'intensità. E non può far eccezione questa gara, in cui la Samp non carbura.
Dopo un quarto d'ora di studio, il Torino va in vantaggio al 17': bel cross di Bruno Peres e Silvestre si perde Quagliarella che insacca di testa. L'argentino lamenta una spinta, ma non si vede molto per cui recriminare. Anche Viviano forse sarebbe potuto essere più esplosivo. Quagliarella sfiora il 2-0 due minuti dopo, poi al 23' non perdona l'ennesima dormita della difesa ospite.
In questo caso, a sbagliare è l'altro centrale: Moisander marca Quagliarella, poi lo molla senza un vero motivo e il 27 granata può insaccare da solo il 2-0 su una bordata di Belotti. Da lì, il Torino gestisce la gara per i restanti 65' e punge ogni tanto. Lo fa ancora nel primo tempo con Acquah (strepitoso: quanti rimpianti) e Bruno Peres (con la Samp si scatena sempre).
Da parte doriana, solo Éder e Soriano tentano uno squillo, trovando la risposta della difesa granata. Zenga fa subito un cambio nella ripresa: fuori Regini, dentro Christodoulopoulos, provato per tutta la settimana come terzino destro. Sarebbe dovuto scendere in campo per Pereira, ma l'emergenza porta il tecnico blucerchiato a metter dentro Lazaros e spostare il giovane portoghese sulla sinistra per limitare Bruno Peres.
Al 47', episodio dubbio in area torinista: Éder serve Muriel in profondità e il colombiano salta Padelli. Finito lo spazio per il tiro, mette in mezzo, dove Éder viene chiuso in maniera (forse) irregolare da Moretti. L'arbitro non fischia e allora la Samp mette in campo anche Correa, l'unico a solleticare le mani di Padelli nella ripresa. Il Torino a malapena tira nel secondo tempo, ma la vittoria è ormai cosa fatta.

Il Torino sarà la rivelazione di questo campionato: per ora è secondo.

Viviano 5.5; Pereira 6, Silvestre 5.5, Moisander 5.5, Regini 4.5 (dal 1' s.t. Christodoulopoulos 5.5); Ivan 5.5 (dal 16' s.t. Correa 6), Fernando 5.5, Barreto 5; Soriano 5 (dal 36' s.t. A. Rodriguez s.v.); Éder 6, Muriel 5.

Sul Torino c'è poco da dire: l'ho indicata a inizio campionato - insieme al Sassuolo - come la squadra che più sorprenderà tutti in questa Serie A 2015-16. Ottimo mercato e gruppo mantenuto intatto, i granata hanno fatto una sola cessione indispensabile. Molti dei soldi sono stati reinvestiti su giovani di prospettiva. Complimenti a Cairo, Ventura e alla loro squadra.
Sulla Samp, invece, eccome se c'è da parlare. Alla prima prova contro una squadra che sa giocare a pallone è arrivata la prima mazzata. Stavolta non c'è nessun carneade miracolato, ma una compagine che sa il fatto suo. E la Samp del primo tempo ha dimostrato che i problemi ci sono. E se non intervengono i fuoriclasse a nasconderli, emergono.
Ci sono veramente pochi elementi da salvare in questa brutta prova: l'entrata di Correa (speriamo parta dall'inizio contro la Roma), il solito Éder, ma sopratutto Pedro Pereira. Ha fatto discretamente bene a destra, ancor meglio a sinistra, dove ha limitato le sgroppate di Bruno Peres. Chissà che non si meriti ancora più fiducia dopo la prima da titolare in A.
Male in tanti. Su Regini ho già detto la mia altrove, mentre stupiscono le disattenzioni dei centrali. Barreto non ha neanche aiutato molto il povero Regini: il duo Acquah-Peres ha fatto quello che voleva. Anche davanti Muriel ha confermato un tratto: se non ci sono le difese aperte, le sue pecche vengono fuori.
Adesso si vedrà di che pasta è fatta questa Samp targata Zenga: gli altarini stan venendo fuori e i problemi di gioco non si possono nascondere sempre con le giocate dei più forti. Roma e Atalanta saranno due test interessanti per capire che ne sarà dell'Uomo Ragno e del suo progetto (se mai ce ne sia uno).

Joaquin Correa, 21 anni, uno dei pochi a salvarsi a Torino.

03 febbraio 2015

Il peggiore degli incubi.

Forse il calciomercato ha distratto molti dalla realtà. Forse l'arrivo di uno come Eto'o ha fatto pensare non solo che potessimo puntare all'Europa, ma che ce la meritassimo. Mettiamola così: il 5-1 subito da un normalissimo Torino all'Olimpico farà bene in ogni caso. Ora siamo tutti arrabbiati, ma chissà che domani non frutti qualche esperienza in più. E comunque le colpe sono ben chiare senza timore di smentita.


La trasferta di Torino arriva in un momento estatico per la Samp. Se togliamo la polemica del gol-non gol di Morganella nell'ultimo Samp-Palermo, la presentazione di Eto'o e il calciomercato hanno portato solo gioie in questo mese di gennaio. La Samp è sempre a due punti dal terzo posto, ma il Torino viene da sette risultati utili e vuole continuare la striscia positiva. I blucerchiati si presentano all'Olimpico con il ritorno al 4-3-3: Bergessio ed Eder sono ai lati di Okaka, mentre a centrocampo Soriano torna al ruolo di mezzala. Diverso l'atteggiamento del Torino, che punta sul solito 3-5-2 con Martinez accanto a Quagliarella.
In realtà, il primo tempo della Samp non esiste: un destro flebile di Eder e un debole colpo di testa di Silvestre sono tutto quello che gli ospiti producono nei primi 45'. Dove, invece, il Torino fa quel che vuole. A cominciare dal 15', quando Quagliarella porta in vantaggio i padroni di casa: sponda aerea di un compagno su corner e l'ex attaccante blucerchiato sfrutta una dormita di De Silvestri per realizzare l'1-0. La partita scorre inerme, finché Silvestre non perde Glik su corner e regala un penalty agli avversari: dal dischetto sempre Quagliarella è implacabile e firma il 2-0, nonostante Viviano tocchi la palla. Benassi potrebbe anche segnare il 3-0, ma il suo tiro è centrale.
La ripresa non cambia copione: la Samp acquista un po' di dinamismo con l'entrata di Duncan per Bergessio, ma sostanzialmente la gara rimane in mano alle ripartenze del Torino. Su una di queste, Quagliarella trova l'hat-trick al 67': buco di Romagnoli e destro in diagonale dell'attaccante granata. A questo punto, la beneficenza prosegue imperterrita: appena entrato, Amauri trova il 4-0 al 72', sfruttando un rimpallo con Silvestre e battendo Viviano. La Samp allevia i dolori con un bellissimo gesto tecnico di Obiang, che trova un gol di tacco grazie a una disattenzione di Padelli su assist di De Silvestri. Tuttavia, è una fiammata. Benassi e Maxi Lopez sfiorano il quinto, finché a battere Viviano non ci pensa Bruno Peres. Il brasiliano ha umiliato Regini per tutto il match e lo trova impreparato anche al 92': dribbling sul numero 19 blucerchiato e rete del 5-1 finale. Risultato che poteva esser anche peggiore se non fosse stato per Viviano. Grandi fischi dal settore ospiti, rabbia da parte dei tifosi e un addio amaro per Daniele Gastaldello, che da ieri è un nuovo giocatore del Bologna.

Fabio Quagliarella, 31 anni: tre gol per lui ieri da ex.

Viviano 5.5; De Silvestri 5, Romagnoli 5, Silvestre 4, Regini 4; Obiang 5.5, Palombo 5, Soriano 5 (dal 34' s.t. Krsticic s.v.); Bergessio 5 (dal 1' s.t. Duncan 5.5), Okaka 5, Eder 5.5 (dal 25' s.t. Eto'o s.v.) - pagelle già pubblicate su SampNews24

A mente fredda, è più facile ragionare su quella che può essere chiamata tranquillamente con il suo nome: disfatta. Una sconfitta senza se e senza ma, senza scusanti e di cui tutti - staff tecnico e giocatori - si devono vergognare. Non si possono prendere cinque gol in una situazione normale, figuriamoci giocando così e in un momento del genere. Inutile riempirsi la bocca di Europa e terzo posto se poi le prove successive alle dichiarazioni entusiaste sono queste.
Mihajlovic ha schierato un inspiegabile 4-3-3 dopo che finalmente la squadra aveva assorbito il passaggio al 4-3-1-2. Un modulo - quello col trequartista - che la Samp stava facendo fatica ad accettare, ma le vittorie contro Empoli e Parma avevano dimostrato che il materiale su cui lavorare c'era. E si sperava che l'arrivo di Eto'o - entrato a metà del secondo tempo - potesse ulteriormente migliorare questo buon momento.
L'importante era mantenere alta l'attenzione e la cattiveria: doti che sono mancate in quel di Torino. Se si analizza a mente fredda la dinamica dei cinque gol avversari, quattro di essi hanno luogo grazie a singole disattenzione difensive. I quattro della retroguardia hanno sulla coscienza un gol a testa: un evento che raramente accade. Un'equa redistribuzione delle colpe che credo abbia pochi precedenti nella storia del calcio.
Ora ci attende il Sassuolo al Ferraris. Di Francesco dovrà fare a meno di tutto il tridente d'attacco: Zaza, Berardi e Sansone sono squalificati, in più mancheranno gli infortunati Terranova e Longhi. C'è la situazione ideale per un rilancio, specie a mercato chiuso. Tuttavia anche la gara di Torino sembrava facile e invece è arrivato un 5-1 per i granata. Attenzione, perché il peggiore degli incubi l'abbiamo già vissuto domenica. E io non ho voglia di altri replay.

Samuel Eto'o, 33 anni, prova a dare indicazioni a Pedro Obiang, 22.

15 settembre 2014

Energia al potere.

Viene da dire: "Buona la prima". La Samp esordisce in A al Ferraris e si porta a casa una meritata vittoria sul Torino per 2-0. Un risultato quasi mai in discussione, sebbene la Samp non abbia spinto al 100% per portarla a casa. Prima una punizione di Gabbiadini ha sbloccato il risultato, poi l'assolo di Okaka ha chiuso la contesa. Un successo che infonde fiducia nella truppa di Mihajlovic e che, invece, ridimensiona la squadra di Ventura, inesistente a Genova.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, al primo gol in questa Serie A con la Samp.

La Samp si presenta al Ferraris senza Vasco Regini, squalificato. Per sostituirlo, Mihajlovic pensa a Silvestre dall'inizio, visto che Romagnoli non ha ancora molti allenamenti alle spalle con i suoi nuovi compagni. A centrocampo confermato il trio di Palermo, mentre davanti rientra Gabbiadini dopo l'assenza per infortunio alla prima di campionato. Dall'altra parte, Ventura sceglie un 3-5-2 con davanti la coppia Larrondo-Quagliarella.
La partita si muove sui binari della Samp, che è la squadra che in campo può accelerare e frenare il ritmo della partita. I blucerchiati muovono bene la palla e si fanno notare per tenacia (guarda il giallo di Obiang per fallo su Nocerino), mentre il Torino attende che i padroni di casa facciano qualche errore per sfruttarlo. Ci vuole un episodio ed è il momento di Manolo Gabbiadini. Se pochi minuti prima tenta la botta della distanza (parata da Padelli), al 34' il numero 11 blucerchiato trova il primo centro in campionato su punizione dal limite. Palla piazzata sul palo di Padelli, che non appare prontissimo. Il vantaggio della Samp arriva proprio sul finire di un primo tempo che aveva visto poche emozioni.
Diverso lo scenario della ripresa: continua a non accadere molto, ma il Torino finalmente prende possesso della palla e comincia a farla girare, nella vana speranza di creare qualcosa. Quagliarella vorrebbe un rigore, ma l'intervento di Cacciatore è pulito. Anzi, è la Samp a ripartire bene e a creare il pericolo più grande: su altro calcio da fermo, Gabbiadini centra la traversa, facendo sussultare la Sud. Ma il capolavoro è dietro l'angolo. Minuto 79: Okaka prende palla a tre quarti, si libera di Moretti e s'invola verso la porta. Quando Glik si oppone, il numero 9 blucerchiato lo salta di slancio e si prepara alla conclusione in scivolata dal vertice alto dell'area di rigore: palla all'angolino, niente da fare per l'incolpevole Padelli. Un gol alla George Weah che certifica la crescita di Okaka. Il finale è un lungo attendere il fischio finale dell'arbitro, visto che neanche l'entrata dello spauracchio Amauri crea effettivi problemi a Viviano e compagni. Al triplice fischio, grande gioia per la Sud e per Ferrero, che festeggia la prima vittoria in A da presidente della Samp.


Viviano 6 - Non vive grandi pericoli nella sua prima al Ferraris da portiere blucerchiato: il Torino fa poco per impensierirlo.
De Silvestri 6.5 - Darmian è un osso duro, ma Lollo tiene bene lo scontro.
Silvestre 7 - Impressionante. Se a Palermo aveva un solo allenamento nelle gambe, dopo due settimane diventa Beckenbauer. Dalle sue parti non passa nessuno: cura Sinisa ok?
Gastaldello 6.5 - Qualcosina in meno del suo compagno, ma non ha problemi. Esce per un acciacco.
Cacciatore 6 - Non spinge, non rischia, non dà fastidio e non sporca. Tutto a posto.
Soriano 6.5 - Il più vivace nel primo tempo, si becca anche un giallo per il troppo dinamismo. Si prepara al salto di qualità che da anni a Genova attendevano.
Palombo 6.5 - Prima frazione da Palombo dei bei tempi, con tanta lotta e il piede sempre preciso. Nella ripresa declina, ma mantiene dei buoni standard di rendimento.
Obiang 6.5 - Più cattivo, più deciso. Anche a costo di prendersi il giallo dopo uno scontro con Nocerino. Insomma, il Pedro che avevamo imparato ad apprezzare in B.
Gabbiadini 7 - Concretamente, è il più pericoloso della compagnia: un tiro dalla distanza, un gol su punizione e una traversa su calcio da fermo. Torna di meno. Forse cerca un filino troppo il tiro, ma è la sua indole...
Okaka 7 - Sportellate ovunque, fino al capolavoro del gol del 2-0.
Eder 6 - Tanto impegno, ma di fronte ai suoi due compagni di reparto è un po' in ombra. Maksimovic aiuta Bovo e allora il brasiliano è sufficiente, ma non straripante.

Krsticic 6 - Si vede poco: il necessario.
Bergessio s.v. - Giusto il modo per fargli prendere un applauso alla prima al Ferraris.
Romagnoli s.v. - Sostituisce l'acciaccato Gastaldello negli ultimi 10' e se la cava bene.

Ora ci sarà la trasferta di Reggio Emilia, dove la Samp troverà il Sassuolo. I neroverdi sono reduci da un'altra batosta con l'Inter (sempre per 7-0) e saranno senza Berardi, che attende una lunga squalifica dopo la gomitata a Juan Jesus. Guai a sottovalutare comunque gli emiliani, che hanno fatto un buon mercato e che non credo soffriranno come l'anno scorso per salvarsi. Intanto, la Samp tenta il volo: l'energia è al potere, per l'immaginazione ci sarà tempo.

La Samp esulta dopo il 2-0 contro il Torino: prima vittoria in campionato.

03 marzo 2014

Finalmente la sveglia.

Ci voleva una gara del genere per scacciare via ogni timore di caduta libera: la Samp vince a Torino contro la squadra di Ventura per 2-0, contro una delle rivelazioni sin qui di questo campionato. La vittoria dell'Olimpico, targata dai gol di Okaka e Gabbiadini, è il giusto viatico per ripartire. Si è sofferto, ma bene; si è tirato poco, ma si è concretizzato. Ora la Samp è sempre più vicina alla salvezza, con l'obiettivo che dista (teoricamente) solo nove punti.

Blucerchiati in festa dopo il 2-0 di Gabbiadini su calcio piazzato.

La Samp si presenta all'Olimpico di Torino con il miracoloso recupero di capitan Gastaldello, in dubbio per tutta la settimana. Mancano Costa, Palombo e Maxi Lopez per squalifica, così Mihajlovic deve reinventare la squadra: Renan-Obiang a centrocampo, Okaka davanti dal 1', come contro il Cagliari. Ventura, invece, deve sostituire Masiello e Moretti (infortunati), più lo squalificato El Kaddouri. Assenze pesanti per i granata, che sognano un posto nella prossima Europa League.
E' la Samp a stupire nella prima mezz'ora: il Torino fatica persino a farsi spazio, mentre i blucerchiati guadagnano campo e confidenza. Al 7', subito ospiti in vantaggio: su mischia, Mustafi spizza per Okaka. In leggero fuorigioco, il centravanti del Doria si ritrova solo davanti a Padelli e lo batte con un bel destro per il momentaneo 1-0. Un ottimo inizio, con i padroni di casa imbrigliati dalla fitta rete di maglie blucerchiate, mentre la Samp si propone ancora: Okaka, non pago della rete iniziale, centra anche la traversa con un pallonetto che scavalca Padelli. Dalla mezz'ora, l'inerzia della gara cambia, con il Torino più insistente e sempre più pericoloso dalle parti di Da Costa. Il brasiliano disinnesca il destro di Immobile al 34', mentre compie un vero e proprio miracolo su Cerci al 37', quando il nazionale azzurro viene ben pescato da Farnerud in area, ma trova l'ottimo intervento del numero 1 ospite.
Al riposo con l'1-0, la Samp non cambia registro nella ripresa: soffre di meno, ma soffre sempre in maniera intelligente, con il giusto patema d'animo, senza rischiare grossi rischi. Glik di testa al 61' cerca di spaventare la difesa della squadra di Mihajlovic, così tentano senza successo sia Farnerud che Immobile. La partita diventa così una lunga girandola di falli, cartellini gialli e sostituzioni: Ventura si gioca le carte Barreto e Meggiorini, ma non cambia nulla. Anzi, è la Samp a chiudere la gara al 78': Gabbiadini su punizione dai 30 metri batte un incolpevole Padelli e porta a sette le sue marcature personali in questa Serie A. Nel finale, Barreto e Basha testano ancora la resistenza di un buon Da Costa, ma il brasiliano chiude ogni spiraglio. 2-0 e ritorno alla vittoria in casa del Torino dopo ben cinque anni di astinenza (erano arrivati un pareggio l'anno scorso e una sconfitta in B).

Alessio Cerci, 26 anni, bloccato da Renan Garcia, 27.

Da Costa 6.5 - Decisamente ripresosi dopo la brutta prova della scorsa settimana, sfoggia diverse parate utili per il risultato finale.
De Silvestri 6.5 - Dalle sue parti, pochi pericoli. Pasquale non lo fa faticare troppo.
Mustafi 7 - Una roccia. Meno male che non rovina la propria giornata con un leggero infortunio: avrebbe saltato l'impegno in nazionale...
Regini 6 - E' quello che soffre di più: dalle sue parti c'è Cerci, che lo punta automaticamente.
Renan 6.5 - Tanta sostanza: la giusta soluzione per una partita tosta.
Obiang 6 - Becca il solito giallo, ma lotta contro il centrocampo granata.
Gabbiadini 6.5 - La gara sarebbe sufficiente, ma illumina la giornata con un gran sinistro su calcio piazzato. E' l'episodio che chiude la porta a una possibile rimonta del Toro.
Soriano 6.5 - Corre tanto e nel secondo tempo fa ripartire spesso la squadra.
Eder 6.5 - Quando le squadre si allungano, i suoi scatti diventano utilissimi per tenere palla. Le sue accelerazioni fanno male sia a Darmian che Pasquale.
Okaka 7 - Decisamente il migliore. Non solo un gol e una traversa, ma tanta sostanza e la capacità di beccarsi molte botte per la squadra.

Fornasier 6 - Non corre grossi rischi e sostituisce bene Gastaldello.
Krsticic 6 - Fa il minimo sindacale entrando a partita in corso.
Bjarnason s.v. - Entra a partita ormai decisa. Bello sapere che è vivo, almeno.

E ora è tempo di pensare al Livorno: la partita di domenica prossima diventa un lasciapassare per il mantenimento della categoria. Due risultati su tre, ma vincere contro i labronici vorrebbe dire quasi salvezza. Con una vittoria, si prenderebbero due piccioni con una fava: si andrebbe a -6 dall'ipotetica quota di 40 punti e si lascerebbe il Livorno fermo in zona pericolante. All'andata, arrivò la prima vittoria della Samp in campionato: quanto è cambiato da quel pomeriggio di ottobre... è arrivata una sveglia. E la gara contro il Torino non fa che certificarlo.

Stefano Okaka, 24 anni, batte Padelli per l'1-0 della Samp.

07 ottobre 2013

I Gervasoni ed i Mustafi.

Siamo al tragicomico. Anzi, forse al telefilm. Un episodio non può giustificare una partita, ma forse può aiutare a spiegare il corso della stagione che è stata sin qui e di quello che verrà. Minuto 47 del primo tempo di Sampdoria-Torino, con i blucerchiati in vantaggio di un gol. Palombo è pronto a battere la punizione dal limite che sarà l'ultima palla giocata della prima frazione; tiro respinto in mala maniera da Padelli e Pozzi la butta dentro di rapina. Tutto valido? Macché, fermi tutti. Ora arriva Gervasoni e vi spiega come si può rovinare un pomeriggio.

L'arbitro Gervasoni annulla la rete del 2-0 di Pozzi: sarà protagonista.

Un pomeriggio che poteva essere di gioia, che avrebbe potuto portare la prima vittoria blucerchiata dell'anno e che, invece, si è rivelato l'ennesima delusione. Che sarebbe potuta essere più pesante, se un altro errore di Gervasoni non avesse fatto arrabbiare anche il Torino, con il contatto Glik-Eder che ha portato l'assegnazione alla Samp di un rigore perlomeno generoso. Ognuno può valutare questo episodio a proprio modo, ma diciamo che mi sentirei arrabbiato se mi fischiassero contro un penalty del genere. E pensare che la Samp ha tirato fuori una delle migliori prestazioni stagionali, specie nei primi 45'. Nonostante le assenze di Costa e Krsticic per squalifica, Delio Rossi ci è andato pesante con un 3-4-3 offensivo e la prima presenza di Gentsoglou a centrocampo. Il greco non è dispiaciuto in cabina di regia, mentre il tridente Sansone-Gabbiadini-Pozzi ha retto per un'ora, salvo poi collassare dal punto di vista tattico e delle forze. Il Torino di Ventura, invece, si è rivelato il solito problema per la Samp, che trova quest'avversario molto ostico e non lo batte da quattro anni: evidentemente, affrontare colui che fu il tecnico blucerchiato all'inizio degli anni 2000 non è facile per il Doria.
E pensare che la Samp era anche riuscita ad andare in vantaggio, quando al 42' del primo tempo Sansone aveva battuto dai 25 metri l'ex blucerchiato Padelli. Gli ospiti sono sembrati impacciati nei primi 45', tanto che la Samp aveva già avuto una buona occasione sempre con Sansone; poi, il pata-trac con Gervasoni e l'incredibile epilogo del primo tempo, con i blucerchiati che avrebbero potuto chiudere la gara con quell'episodio. Quando poi Immobile ha riaperto la partita su assist involontario di Obiang da corner granata, il Torino si è ripreso e ha ricominciato a giocare. Specie con il suo giocatore più pericoloso: quell'Alessio Cerci che ha prima sprecato incredibilmente il 2-1 (grande parata di Da Costa) e poi ha trovato il raddoppio degli ospiti su calcio di rigore. Sull'assegnazione del penalty per i granata, c'era poco da contestare: l'intervento scoordinato di Palombo su D'Ambrosio dimostra due punti. Il primo: l'invenzione di Rossi di reinventarlo come libero sta pian piano affievolendo nei suoi effetti positivi. Il secondo: il filtro a centrocampo continua ad essere poco, altrimenti un terzino destro non si sarebbe presentato diverse volte nell'area blucerchiata durante il secondo tempo. Nel finale, poi, un altro strafalcione di Gervasoni ha portato la Samp al pareggio: il contatto tra Glik ed il neo-entrato Eder c'era, ma è sembrato come il brasiliano stesse cercando il fallo a tutti i costi. Ne è venuto fuori un contrasto debole, che però l'arbitro ha giudicato falloso. 2-2 e tutti a casa, con la consapevolezza di aver segnato i primi gol stagionali al "Ferraris", ma di essere sempre penultimi e senza alcuna vittoria in tasca.

Alessio Cerci, 26 anni, punta Shkodran Mustafi, 21: ancora in gol il granata.

Al di là delle valutazioni sulle prove dei singoli, quel che tiene banco su molti dei giornali e delle tv nazionali è lo svarione dell'arbitro di ieri pomeriggio. Un errore di buonsenso, una valutazione inutilmente rigida, che farebbe infuriare qualunque squadra, ma che forse avrebbe tenuto tutti attaccanti allo schermo se avesse riguardato una qualche compagine a strisce. Del resto, Galliani tiene sullo sfondo del telefonino il gol del Muntari; non mi risulta che i tifosi blucerchiati avranno come wallpaper del proprio cellulare l'esultanza strozzata di Pozzi. C'è chi poi, come Ventura, parla di «gol non esistito»: un gol che forse si trova sulla stessa isola dov'è sepolto il «giaguaro» che avrebbe dovuto smacchiare Bersani alle ultime elezioni o le anime di Elvis Presley e Marilyn Monroe. Leggende metropolitane. Peccato che il gol ci sia eccome e si aggiunge alla lista di angherie arbitrali subite dalla Samp in quest'inizio di stagione: il rigore negato a Sansone a Bologna, il gol annullato a Wszolek a Trieste ed ora anche questo. Francamente, in sette giornate, comincia ad essere un po' troppo da digerire.
Per carità, però, a far di questi errori i motivi per cui il Doria naviga in acque tempestose: la squadra non ha molta qualità ed i miracoli non riescono neanche ad un vecchio volpone come Delio Rossi, che comunque ha commesso qualche errore da agosto. Tuttavia, se sbagliare è umano, perseverare è diabolico ed il tecnico blucerchiato lo sa, tanto da aver cambiato molti uomini e diverse formazioni. Ieri, alla canna del gas, si è presentato con un offensivo 3-4-3, con De Silvestri e Gavazzi sulle fasce. Un chiaro segnale di voler smuovere le acque. C'è bisogno di qualche rinforzo nella prossima sessione di calciomercato. Gli obiettivi sono i soliti: un esterno sinistro vero (solo Gavazzi si è salvato sinora), un "10" e lo sfoltimento di un centrocampo che è quantitativamente strapieno. Sul portiere si vedrà: Da Costa ha fatto più bene che male sinora, sebbene le critiche siano sempre dietro l'angolo e l'ipotesi di vedere un giocatore-tifoso in porta - Fiorillo, uscito dalle giovanili Samp - stuzzica in più di un tifoso.
La verità è che i Gervasoni possono rovinare una battaglia, ma per vincere la guerra serve la grinta dei Mustafi. Già, proprio Shkodran: in una Samp disastrata come questa, senza qualità e assetata di punti come acqua nel deserto, l'esempio del tedesco dev'essere la stella maestra per chiunque vesta una maglia blucerchiata in questo momento. I Gervasoni possono sbagliare decisioni, ma se hai «undici Mustafi» in campo, difficilmente perdi. Lo si è visto l'anno scorso, quando tra gennaio e febbraio è arrivata la salvezza in anticipo; lo si può rivedere ancora. Il cuoco è lo stesso, basta metterci più cattiveria e concentrazione. Ieri, il giovane difensore si è improvvisato centrale di sinistra e l'ha fatto anche bene; in più, ha tirato fuori una serpentina degna del miglior Maradona, salvo perdersi nel finale. Se lui fa queste cose, anche gli altri devono dare il massimo. E solo così se ne uscirà, nonostante i Gervasoni del caso.

Gianluca Sansone, 26 anni, autore del primo gol casalingo della Samp di quest'anno.

03 febbraio 2013

Nulla cosmico.

La fede per la Samp è indiscutibile, ma ci sono delle volte in cui il telecomando ti appare più maneggiabile di altre: ieri, i colori blucerchiati hanno passeggiato in quel di Torino, dimostrando come la cattiveria necessaria per salvarsi non è sempre nelle nostre corde. In un "Olimpico" ostile per la forte rivalità, Torino e Samp non si fanno male e portano entrambe a casa un punto che muove la classifica; per carità, non si butta via questo piccolo mattone per la permanenza in A, ma è l'atteggiamento ad aver stupito in negativo. Specie se sei reduce da una goleada in uno scontro-salvezza di appena una settimana fa.

Mauro Icardi, 19 anni, contrastato da Glik: l'argentino ha toccato pochi palloni.

La Samp si presenta a Torino con gli stessi undici che hanno permesso la demolizione del Pescara nello scorso turno di campionato: l'unica eccezione è l'assenza di Pedro Obiang, al posto del quale va in campo Gianni Munari. Nei padroni di casa, nessuna novità, con Cerci pericolo numero uno ed una compagine motivata dopo la quasi-impresa di Milano contro l'Inter. Il problema è che, nonostante il buono stato di forma delle due squadre, i primi 25' sono uno spot contro il calcio; l'unico evento che smuove le acque è un tiro contrastato di Gastaldello in una mischia. Per il resto, il Torino non riesce a superare la difesa sampdoriana, che marca a uomo Santana e Cerci, di fatto sterilizzando il 4-2-4 di Ventura. Tuttavia, ai granata basta poco per ravvivarsi; una fiammata ed i padroni di casa creano tre occasioni da gol tra 25' e 27': un tiro deviato di Cerci costringe Romero ad una gran parata. Poi è Glik ad essere anticipato da Gastaldello ad un passo dal gol; infine, Barreto non sfrutta una bella sponda aerea ed incorna alto a due passi dalla porta blucerchiata. Finita la sfuriata, la partita si riassesta su binari di nulla assoluto; a sorpresa, gli sbadigli vengono interrotti per qualche minuto ad inizio ripresa. Prima è Poli a sparare fuori su suggerimento prezioso di Icardi; poco dopo, Gastaldello anticipa Barreto in fuorigioco ed evita il pata-trac. Dal 48' di gioco, non si registrerà più un pericolo significativo per entrambe le porte ed i guardiani dei pali granata e blucerchiati si guardano la partita da spettatori non paganti. Le girandole di sostituzioni non cambiano molto; semmai, fanno capire che la Samp non ha intenzione di scomporsi per vincere la gara. L'entrata di Soriano per Eder è un segnale più che chiaro in questa direzione; se c'è un tratto positivo da sottolineare, i 15' giocati da Poulsen sono forse un avvertimento per Estigarribia, che non può essere considerato un intoccabile se gioca in questa maniera. Il Toro prova invece a creare pressione, con le entrate di Bianchi, Birsa e Jonathas: i risultati saranno deludenti e la gara si chiude con un mesto 0-0.

Alessio Cerci, 25 anni, circondato da diverse maglie blucerchiate.

Romero 6 | Nell'unica parata della gara, è più che reattivo.
Gastaldello 6 | Poco lavoro per lui.
Palombo 6 | Meno brillante delle altre volte, ma sopratutto ricomincia a lanciare lungo quando non c'è n'è bisogno; eppure Krsticic è stato messo in cabina di regia per un qualche motivo.
Costa 6.5 | Tosto, cattivo, si spinge anche in avanti se necessario.
De Silvestri 5 | Tra i compagni che lo servono malissimo e lui poco brillante, la prestazione è insufficiente.
Munari 5 | Niente di rilevante.
Krsticic 5.5 | Onestamente ci si aspettava di più, ma è anche vero che Palombo si prende responsabilità di lancio che non gli sono dovute, visto che il suo ruolo è quello di difensore centrale.
Poli 6 | Corre e lotta, come suo solito.
Estigarribia 4 | Inguardabile: se la squadra esprime una prestazione moscia e sottotono, il paraguaiano fa irritare molti. Piuttosto che aiutare Costa, lo mette in difficoltà; D'Ambrosio, infine, lo sovrasta per tutta la partita.
Eder 4.5 | Una sgridata l'avrebbe svegliato? Non sappiamo, spero che l'acquisto di Sansone gli metta paura, perché questo Eder non è lo stesso di inizio campionato, sopratutto dal punto di vista atletico.
Icardi 6 | Vede pochissimo palla: ci fa quel che può.

Soriano 5.5 | Non ha colpe se il suo allenatore lo schiera da seconda punta.
Poulsen 6 | Voto di stima, speriamo che il ragazzo venga considerato: non capisco possa dare in meno dell'attuale Estigarribia.

Il trittico Siena-Pescara-Torino ha portato qualche punto in meno rispetto a quelli che avevo previsto sulla tabella di marcia; adesso affronteremo una Roma scossa dall'esonero di Zeman e dai risultati altamente negativi. Speriamo di approfittarne, perché dietro hanno cominciato a correre. E non paiono volersi fermare. Sopratutto, ci vorrà un altro atteggiamento, perché questo nulla cosmico visto a Torino non è adatto ad una squadra che vuole fortemente la salvezza.

Rolando Bianchi, 29 anni, è entrato solo nella ripresa e non ha inciso.

30 gennaio 2013

Il fattore "S".

Dopo giorni di immobilismo, la Samp si è finalmente sbloccata: col Pescara non c'era, ma sarà in squadra dal prossimo match di Torino. Gianluca Sansone è finalmente un giocatore blucerchiato e ricordo poche trattative così penate, sebbene il nome dell'attaccante abruzzese non faccia sognare granché i fans. Tuttavia, va ricordato come serviva assolutamente coprire il buco nel ruolo di vice-Eder, perciò ritengo il colpo buono; anche perché il ragazzo, l'anno scorso, ha fatto impazzire mezza serie B. Se da una parte è un vantaggio, dall'altra potrebbe risultare anche uno svantaggio.

Con la maglia del Frosinone, Sansone si fa notare in Serie B.

Gianluca Sansone, classe 1987 di Teramo, è stato un vagabondo: non mi riferisco solamente alle squadre, ma anche al ruolo in campo, dato che è stato adattato molteplici volte. Negli anni in cui cresce tra l'Abruzzo e la Basilicata (nelle giovanili, ha giocato a Potenza), Sansone ha mantenuto solo il sinistro letale: quel mancino che lo fa notare al Pescina, quando segna 14 gol in due anni tra Serie D e Lega Pro. Il Siena è più veloce di tutti e lo compra per mezzo milione di euro; purtroppo, il ragazzo si rompe il perone subito ed è costretto ad un periodo poco positivo di pellegrinaggio in Lega Pro. Prima va a Gallipoli, poi alla Virtus Lanciano, dove perlomeno dimostra di essersi ripreso fisicamente.
La prima svolta arriva quando il Siena lo cede al Frosinone in comproprietà: l'attaccante, in Ciociaria, potrà finalmente esprimersi ad ottimi livelli, anche perché viene messo più vicino alla porta, in modo da scaricare il suo terribile sinistro. A fine campionato, i laziali retrocedono, ma Sansone ha messo in cascina una decina di reti, quante bastano per mantenere la categoria (almeno a livello personale). Il Siena si riprende il cartellino per 400mila euro e ne cede la metà stavolta al Sassuolo: nella formazione di Pea, il numero 12 neroverde è fondamentale e si prende più responsabilità rispetto al passato, come il calcio di punizioni e rigori. Inizia a giocare come esterno, poi il tecnico degli emiliani capisce che Sansone ha bisogno di avvicinarsi all'area di rigore: diventa così una seconda punta, se non addirittura il centravanti in alcune occasioni. La mossa è azzeccata: il ragazzo segna 20 reti, ma sopratutto è in grado di decidere le partite, sbloccandole con il suo mancino, che si tratti di un tiro da lontano o semplicemente di un calcio piazzato. Il Sassuolo non raggiunge la promozione e sbatte proprio contro la Samp nei play-off, con Sansone che manca nel momento decisivo: il rigore che Da Costa gli para sotto la Sud è uno dei momenti migliori della stagione blucerchiata, ma forse è anche il peggiore di quella di Sansone. Nonostante ciò, la Serie A attende il mancino terribile..

L'anno scorso, con il Sassuolo, Sansone esplode definitivamente: 22 gol per lui.

Il Sassuolo capisce comunque che può trarre vantaggio dalla situazione, così acquisisce anche l'altra metà del cartellino dell'attaccante. Genoa, Pescara e Chievo bussano alla porta degli emilani, ma, alla fine, Sansone decide di andare da chi era stato uno degli avversari principali nella stagione precedente: il Torino di Ventura compra la sua metà per ben un milione e mezzo. Cifra che sembra irrisoria, visto il talento dimostrato dall'abruzzese in Serie B; purtroppo, il problema si presenta quasi subito. Il ragazzo non riesce ad integrarsi nei rigidi schemi di Ventura: il 4-2-4 del tecnico granata sta stretto a Sansone e, difatti, l'allenatore gli preferisce spesso Sgrigna o Meggiorini, più dediti al sacrificio ed alla copertura, nonché più familiari con lo schema. Sansone ha accumulato 517' di gioco in 21 giornate: una media di quasi 25' sul campo ad ogni partita. Insomma, non è titolare come spera; in più, nelle occasioni giuste, difficilmente spicca. L'unico gol finora realizzato è un regalo di Aronica al "San Paolo", quando il Torino pareggiò in extremis grazie ad una disattenzione dell'ex difensore partenopeo, prontamente sfruttata dall'attaccante granata. Ci si attende di più da Sansone: è quello che spera anche la Samp, che ha rilevato la metà del Torino e lo riscatterà a fine stagione, sempre che le prestazioni siano buone. Di certo, i blucerchiati hanno fatto un buon affare: Sansone tapperà il buco nel ruolo di vice-Eder e metterà un po' di pressione al brasiliano, apparso ultimamente irritante. Inoltre, Sansone potrebbe esprimersi meglio nel modulo di Rossi, più elastico rispetto a quello di Ventura. Insomma, il fattore "S" è in campo: Sansone, Sassuolo, Sampdoria ed il suo sinistro. Ora sta a lui.

Gianluca Sansone, 25 anni, esulta al "San Paolo", dove ha 
realizzato l'unico gol finora segnato.

23 settembre 2012

Non c'è due senza tre.

Ci sono proverbi molto comuni nella lingua italiana. Uno di questi è un motto sempre buono per quelle cose che non ti vengono consecutivamente. "Non c'è due senza tre". E la Samp non fa eccezione, non riuscendo a battere il Torino per la terza volta in 12 mesi. Non è bastato rinforzare la squadra e dominare la partita di Marassi per avere la meglio sulla formazione di Ventura. Nonostante una mezz'ora difficile, il Doria ha ripreso il campo, ma non è servito per battere gli acerrimi rivali del Toro.

La Samp riparte dopo la vittoria sul Pescara con l'infermeria piena: Costa, Eder e Poli sono usciti malconci dalla partita dell'Adriatico, perciò le defezioni sono molte. Mettiamoci la necessità di moderare le forze in vista del triplo impegno di questa settimana ed i cambiamenti sono necessari nell'undici titolare. Costa è l'unico a riprendersi dall'infortunio patito in Abruzzo, perciò parte titolare. Difesa confermata, a centrocampo l'unica novità è Munari per un Poli che starà fuori un mese. Davanti, Kristicic completa il tridente con i confermatissimi Estigarribia e Maxi Lopez. Formazione tipo anche per il Torino che - senza grosse defezioni - conferma gli undici tipo che sono sembrati brillanti in questi inizio di campionato.
I blucerchiati hanno voglia di vendicarsi per le due sconfitte dell'anno scorso, ma non partono bene. Il Toro, infatti, comincia a praticare il suo solito gioco, fatto di possesso palla esasperante, che costringe la Samp ad uscire fuori dal guscio. Inoltre, il Doria viene braccato dal pressing altissimo degli avversari, che non si preoccupano troppo della difesa e mettono sotto pressione i portatori di palla dei padroni di casa. Così il 4-2-4 di Ventura sembra avere la meglio sul 4-5-1 camuffato di Ferrara. Il problema è che gli ospiti controllano il pallino del gioco, senza però creare grossi pericoli dalle parti di Romero: un paio di tentativi da fuori area di Cerci sono il massimo prodotto sotto rete dal Toro. Invece, la Samp fa male quando riparte. Maxi Lopez si fa furbo al 18' e ruba palla ad un Glik sottotono: si presenta davanti a Gillet, ma spara sul belga da pochi metri. Ed i padroni di casa non si fermano. Enzo Maresca, ormai famoso per un'esultanza in un derby contro i granata di dieci anni fa, coglie la traversa su punizione; sulla ribattuta, Berardi tira e Maxi Lopez devia in rete. Purtroppo per lui, è in fuorigioco. Nonostante una partita nervosissima - il fallo di Meggiorini su Estigarribia è da "arancione" - la Samp continua a spingere quando ormai ha ripreso il gioco in mano. Prima Estigarribia spara debolmente su Gillet dopo uno svarione di Darmian, poi Gastaldello va a botta sicura su un cross in area di Maresca. Ma il portiere belga del Torino è strepitoso.
Il secondo tempo assume ben altra caratura: il Torino rientra in partita senza spingere troppo, ma evita perlomeno di farsi schiacciare. Anzi, se non fosse per Romero, gli ospiti troverebbero anche il vantaggio su un quasi-autogol di Maresca, disinnescato dall'argentino. I gialli fiaccano e dimostrano che la partita è nervosa, mentre nessuna delle due squadre pare in grado di prendere in mano le redini del match. Ci pensa allora Soriano: entrato al posto di Obiang, il numero 21 blucerchiato stende Cerci in area. Rigore senza dubbi e capitan Bianchi lo trasforma, segnando il terzo gol nelle ultime tre partite contro la Sampdoria. E se il Toro passa in vantaggio con il minimo sforzo, la Samp reagisce. Dentro Pozzi per Munari nei padroni di casa, Sgrigna per Bianchi negli ospiti. Ed è proprio l'ex Vicenza a cercare subito la gloria, sebbene il suo sinistro finisca ampiamente fuori.
Esauriti i cambi all'80': il Doria mette anche Eder per Estigarribia, con tre attaccanti di ruolo in campo. Il Torino, invece, sostituisce Vives e Santana per Brighi e Stevanovic. Ma non basta, dato che tre minuti dopo Glik regala un rigore alla Samp con un'ingenuità clamorosa. Eder scatta in profondità su passaggio filtrante di Maxi Lopez ed il polacco stende l'attaccante brasiliano. Sul dischetto va Pozzi, che fa prendere sei infarti ad ogni tifoso sampdoriano, ma realizza; Gillet la tocca, ma non basta ad evitare l'1-1.
Il colmo arriva nel finale: i blucerchiati vanno all'arrembaggio per portarsi a casa la quarta vittoria consecutiva, ma sbattono sul muro alzato dal portiere belga. Prima Eder mette in mezzo e Gillet salva su una deviazione nella sua porta di Ogbonna; poi Eder salta un avversario e spara all'incrocio. Peccato che l'ex Bari e Bologna la metta fuori e salvi il risultato. Senza di lui, probabilmente il risultato sarebbe stato diverso. Ma questo non fa che confermare due cose: la Samp è in salute anche in emergenza ed il belga è uno dei migliori portieri di questa Serie A.

Romero 6 | Verrebbe da dargli il "senza voto", io opto per il "sei politico". Non impegnato, se non da un sinistro centrale di Cerci e dal rigore di Bianchi, che non riesce a neutralizzare.
Berardi 6 | Spinge poco, ma tutto sommato Santana non gli crea questi grandi problemi.
Rossini & Gastaldello 6.5 | Grande partita del duo di centrali difensivi. Meggiorini e Bianchi sono innocui, ma quando c'è da affondare il tackle, non mancano mai l'appuntamento.
Costa 5.5 | Il peggiore della difesa, l'ex Reggina soffre notevolmente la vivacità di un peperino come Cerci.
Maresca 6.5 | Sempre in partita, non soffre le scorribande offensivi di Gazzi e Vives, bloccati vicino alla difesa. La traversa su punizione è la seconda; chissà che non entri la prossima.
Obiang 6 | Un po' in ombra oggi il ragazzo spagnolo. E' il primo ad uscire e forse anche il primo a non essere contento di una prestazione sufficiente, ma senza spunti.
Munari 5.5 | Senza particolari spunti, partita incolore del buon Gianni, che non riesce a metterci il solito dinamismo.
Kristicic 6.5 | Altra buona prova del ragazzo serbo. Peccato che la posizione da esterno lo metta un po' in difficoltà nei ripiegamenti difensivi.. ma in fase d'impostazione è spettacolare. Grande visione di gioco. Anche la famosa cattiveria quando ci vuole.
Estigarribia 6 | Partita non entusiasmante del "Chelo", che ci mette impegno ma scarsa precisione. Darmian lo soffre solo in occasione del regalo che lo mette davanti alla porta. Ma il paraguaiano spara piano su Gillet.
Maxi Lopez 6 | Anche per lui match sottotono. Normale quando vieni da tre gol in tre partite. Ciò nonostante fa a sportellate con Ogbonna, aiutando anche la squadra a guadagnarsi il rigore dell'1-1. Impreciso davanti al portiere avversario.

Soriano 5 | Peccato che questo ragazzo soffra di ingenuità. E' molto interessante, ma ogni tanto perde la testa e fa errori stupidi. Oggi si chiama Torino, ieri si chiamava Brescia, con un'espulsione che costrinse la Samp a soffrire tutto il secondo tempo. Il materiale tecnico c'è, bisogna lavorare sull'aspetto psicologico.
Pozzi 6.5 | Gol su rigore, il suo solito rigore che fa soffrire i tifosi. Seimila passi, ma alla fine la palla entra. Bravo Nick, speriamo abbia un pochino più di spazio.
Eder 7 | Sembra il suo anno. Finalmente sta dimostrando quel che vale anche in Serie A: entra per fare dieci minuti e rivolta la partita come un calzino. Prima si guadagna il rigore dell'1-1, poi - per poco - non porta a casa il match con un jolly da fuoriclasse.

La Samp ha fatto dieci partite in quattro punti, media invidiabile ai livelli delle grandi. Senza la penalizzazione, il Doria farebbe compagnia al Napoli al secondo posto. Invece, si deve "accontentare" del momentaneo terzo posto con la Lazio, che comunque sottolinea quanto l'ambiente blucerchiato stia vivendo un momento di forma. L'importante era accumulare fieno in cascina in vista delle due prossime partite che attendono la Samp. Banchi di prova tremendi che corrispondono alla trasferta in casa della Roma mercoledì e la sfida degli ex con il Napoli nella prossima domenica. Intanto, i ragazzi hanno fatto bene. Peccato però.. l'anno scorso la Samp fu punita giustamente nelle due sfide con il Toro. A Pescara e Milano, la squadra di Ferrara è stata (forse) anche più fortunata di quanto gli episodi della partita facessero presagire. Oggi, invece, avremmo meritato nettamente i tre punti. Insomma, continua la striscia negativa con gli acerrimi rivali del Toro. Si usa quel detto: "Non c'è due senza tre".

Nicola Pozzi, 26 anni, oggi al suo primo gol stagionale: 1-1 il risultato finale.


20 febbraio 2012

Game over.

Niente da fare. Torino sembra una maledizione: eh sì, sulla sponda granata arriva l'ennesima sconfitta della storia degli ultimi anni. Salvo nel 2009 (anno della retrocessione granata, quando si vinse 3-1), Torino è sempre un campo difficile per i colori blucerchiati: non è da meno stavolta, con una sconfitta maturata negli ultimi minuti. Un pareggio non sarebbe stato rubato, ma fare due tiri in porta in 90' non è certo la mentalità di una squadra che dovrebbe recuperare sette punti alla sesta in classifica; il Torino non era in una delle sue giornate migliori, ma quest'anno - giocando da squadra - si sta prendendo tutta la fortuna che gli era mancata nei due anni precedenti.

La Samp si presenta all'Olimpico di Torino con due cambi fra gli undici di partenza: fuori Laczko e Juan Antonio, dentro Costa e Foggia. Mossa un po' a sorpresa la prima, dato che l'ungherese era stato protagonista di un'ottima gara contro l'Albinoleffe e ci si aspettava la sua riconferma; Iachini, invece, preferisce (aggiungo io "come al solito") non prenderle e butta dentro Costa, per bloccare sostanzialmente le avanzate del tremendo Stevanovic, che all'andata rivoltò Castellini come un calzino. Per il resto tutti confermati.
Il Torino si presenta con il solito 4-2-4, con le ali offensive e la coppia Antenucci-Bianchi, che non segna tanto, ma fa pesare parecchio i suoi gol. Nei primi 45', la Samp è tutta in un tiro di Renan verso la fine del primo tempo, con la respinta su cui Bertani svirgola in maniera goffa: un po' poco per pensare di vincere a Torino. Il Torino, come detto, non è in forma splendida, ma se fai gol come quello di Antenucci dell'1-0, vuol dire che è il tuo anno buono: Costa si fa saltare da Stevanovic (chi l'avrebbe mai detto..), il serbo crossa in mezzo, Antenucci tira una prima volta su Bianchi, poi la mette dentro. I granata trovano anche una traversa su Bianchi, lasciato stranamente solo da capitan Gastaldello: determinante Romero, che tocca quel che basta la palla perché finisca sulla traversa e non entri in porta.
Nel secondo tempo, la Samp non sembra aver cambiato atteggiamento; ma ancora una volta è decisivo l'eterno dualismo Foggia-Juan Antonio, dato che l'uscita del primo per l'entrata del secondo genera il gol dell'1-1: l'argentino prende palla, salta Di Cesare al limite dell'area e piazza un destro imparabile per Benussi. Con due tiri in porta, stavamo portando a casa un pareggio niente male, per rimanere perlomeno in scia del Varese.
Invece, Ventura ne inventa un'altra: inserisce Sgrigna e Meggiorini per uno spento Oduamadi e per un Bianchi che non vede più la porta neanche fosse grande 100 metri. Al minuto 41 del secondo tempo, Sgrigna va via ad un Berardi distratto, palla in mezzo e, tra una selva di gambe, Meggiorini segna da terra, un gol che probabilmente non farà più nella sua vita. Il resto è solo un continuo perdere palla dei nostri nel tentativo anche solo di creare un'occasione da gol: 2-1 per i granata e tutti a casa.

Romero 6.5 | Deve fare una parata, quella su Bianchi, ed evita il secondo gol. Inoltre, regala un dribbling da folle per rientrare in area, ma che mi ha fatto anche pensare: "Ora entra Da Costa e Romero va a fare il terzino sinistro o l'attaccante".
Berardi 5+ | Oduamadi non gli crea particolari problemi, ma non sale mai e Sgrigna gli va via sul secondo gol.
Gastaldello 6- | Bianchi in generale non crea problemi, però ogni tanto se lo perde.
Rossini 5.5 | Antenucci segna in modo fortunoso, per il resto non gli scappa praticamente mai; peccato che si perda Meggiorini sul secondo gol.
Costa 5 | Se servisse ancora una dimostrazione che il ragazzo non vada schierato terzino sinistro, ecco la prova: tiene in gioco tutti sul gol di Antenucci, Stevanovic lo salta regolarmente.. sarà il caso di giocare la carta Laczko anche in questi casi?
Obiang 6+ | Il più convincente a centrocampo, lotta e si mangia Iori. Peccato che non basti.
Munari 6 | Non malaccio anche lui, dinamico, attivo; non che sia particolarmente aiutato.
Renan 4.5 | Partita pessima, mai me lo sarei aspettato. Tantissimi falli, solo sulle punizioni si è vista la differenza tra lui e il Dessena che c'era qui fino a Dicembre 2011.
Foggia 5- | Inguardabile. Purtroppo bisogna familiarizzare con due concetti: a) non ha i 90' nelle gambe e, se gioca dall'inizio, risulta essere per lo più dannoso, troppe finte e troppi tunnel cercati; b) non è un trequartista, non ho visto un passaggio filtrante manco a pagarlo.
Bertani 4.5 | Altra prova impalpabile: il dubbio viene.. perché è sempre in campo? Quale sarà il suo segreto?
Pozzi 5.5 | S'impegna e si sbatte come un bufalo, ma non basta, anche perché Ogbonna lo sorveglia bene.

Juan Antonio 6.5 | Un po' discontinuo, però s'inventa un gol che è una magia.
Laczko 6 | Fa il suo, è vero che ha davanti Surraco e non Stevanovic, però qualche avanzata timida la compie.
Fornaroli s.v. | Perdonatemi il francesismo, ma la sua ennesima entrata in campo a 5' dalla fine è una presa per il culo per tutti i tifosi.

Che lezione si può trarre da questa partita? Innanzitutto che - almeno per la promozione diretta - siamo al game over: chi mai ancora c'avesse riposto qualche speranza, la lasci dov'è, non è un sogno realizzabile. In generale, le prime quattro posizioni della classifica sono inarrivabili, toccherà fare la corsa su un Padova che va a rilento e su un Varese che ha fatto gli acquisti giusti e si gode un sesto posto meritatissimo; almeno in questo siamo tutti d'accordo.
Non do mai un voto all'allenatore, ma Iachini si meriterebbe la cacciata seduta stante: questa partita è stata decisa dagli episodi, probabilmente senza il gesto volante di Meggiorini staremmo parlando di un punto tutto sommato soddisfacente, poiché di solito sono gli altri a fare 3 tiri in porta e a farci due gol.. ma, veramente, è questo il piano (di gioco) per i play-off? Andare a Torino a difendersi, schierare ancora Costa terzino (ruolo per cui si è dimostrato ampiamente inadeguato), mettere in campo un Bertani impalpabile per l'ennesima volta? E sopratutto: la quadratura del cerchio c'è (il 4-3-1-2 è il modulo giusto per questi uomini), ma il gioco dov'è?

La verità - e qui c'è solo da chinare la testa - è che le quattro squadre che comandano questo campionato sono delle vere squadre, dei collettivi ben amalgamati sia negli schemi che negli uomini. Noi? Non lo siamo neanche lontanamente: fossimo a Ottobre sarei fiducioso sul resto del campionato, ma non posso esserlo a Febbraio inoltrato. Sono rimaste 15 partite, i play-off sono possibili, ma la percentuale è sempre più bassa e, personalmente, sono stanco: speriamo che arrivi la famosa piazza pulita a Giugno, promessa ma mai attuata. Un mito lontano. Un po' come la storia della Samp che ammazza il campionato, non è vero?

Sergio Romero, 25 anni, incassa il primo gol del Torino da Mirko Antenucci.