Visualizzazione post con etichetta eto'o. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eto'o. Mostra tutti i post

01 giugno 2015

Europa amara.

Doveva essere un'ultima dell'anno piena di gioia, invece ha rischiato di trasformarsi in uno psicodramma. La Samp aveva bisogno di un punto per festeggiare un probabilissimo ingresso in Europa League. Il punto è arrivato, ma il Parma ha dimostrato di esserci in campo; ben diverso l'atteggiamento blucerchiato, con l'addio di Mihajlovic sullo sfondo.

I supporters blucerchiati, l'unica cosa da salvare ieri sera.

Diversi gli atteggiamenti con cui si sfidano le due squadre per questo finale di campionato. Il Parma ha già salutato i propri tifosi al Tardini nell'ultima gara casalinga contro l'Hellas Verona; la Samp, invece, deve fare meglio rispetto all'ultima uscita al Castellani di Empoli. La condizione fisico-psicologica è a pezzi, ma basta un punto per raggiungere l'Europa League. Per altro, va conquistato contro chi ha vinto la sua unica gara in trasferta a settembre 2014, quando il Parma vinse in rimonta contro il Chievo e con ben altro organico.
La Samp prende possesso del campo nei primi 15', ma senza grande convinzione. L'unico a tirare verso la porta di Mirante è Eto'o, che però non fa correre pericoli al Parma. Al contrario, gli ospiti guadagnano campo e fiducia: Nocerino impensierisce due volte la Samp, prima dalla distanza e poi di testa. I gialloblu hanno una clamorosa doppia occasione al 31': su cross di Cassani, Nocerino viene lasciato libero di colpire di testa e Viviano respinge. Sulla ribattuta, è José Mauri a provare il bolide dai 25 metri: la palla finisce sulla traversa e stavolta il portiere del Doria è fortunato. Arrivano anche i primi fischi di un frastornato pubblico blucerchiato.
Il primo tempo si chiude con l'unica seria occasione della Samp: Eto'o ha il solo sprazzo di classe della sua gara e serve l'accorrente Duncan, che è smarcato ma svirgola di sinistro il pallone del possibile 1-0. Al ritorno in campo, la Samp trova per lo meno il gol del vantaggio, seppur casualmente: al 54', Regini apre per Duncan su una ribattuta. Il ghanese mette in mezzo e Romagnoli la prende di nuca, battendo Mirante. Un bel regalo da parte del difensore, che potrebbe aver giocato la sua ultima gara con la Samp: alla Roma lo aspettano.
Tuttavia, i padroni di casa non spingono più. Una volta ottenuto il vantaggio, in casa Doria si pensa che la gara sia finita. Il Parma è nella sua metà campo, ma non si fa nulla per cercare il raddoppio. Così ci pensano gli ospiti ad approfittare di una distrazione per pareggiare: su rilancio di Mirante, Silvestre è rimasto in attacco e Romagnoli viene saltato da Palladino, che supera Viviano con un pallonetto. L'ex Genoa sente sempre aria di derby al Ferraris e i tifosi blucerchiati non esitano a riservargli cori per lo meno ostili.
Mentre l'Inter vince a San Siro contro l'Empoli, la Samp si tira ancora su con l'ultimo sforzo del suo campionato. Al 77' arriva il 2-1: su corner, Correa centra la traversa, ma la palla rimane in area. Romagnoli la rimette in area piccola, dove Eto'o manca l'intervento ma per fortuna c'è De Silvestri. Quarto gol del suo campionato, il difensore chiama a raccolta tutti per un gesto d'unità. Sarà la rete decisiva per i destini europei della Samp. Nel finale Varela purtroppo pareggia, lasciato colpevolmente solo da Eto'o e libero di battere Viviano di controbalzo. Ma almeno è arrivato ciò che serviva. L'unica cosa positiva di una serata di stanchezza.

I tifosi del Parma ringraziano Donadoni: è stato un anno difficile.

Viviano 6; De Silvestri 6, Silvestre 6, Romagnoli 6, Regini 6; Acquah 5 (dal 1' s.t. Correa 6.5), Obiang 5, Duncan 5.5 (dal 41' s.t. Palombo s.v.); Soriano 4.5; Eto'o 4.5, Muriel 5 (dal 29' s.t. Bergessio s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Onestamente non mi aspettavo un'altra prova del genere. Quando Mihajlovic ha rinviato l'ennesimo allenamento in settimana, ho capito che la spia della benzina era finita, almeno a livello fisico. Ma psicologicamente speravo in una reazione: quanti di questi ragazzi ha giocato in Europa? Ve lo dico io: ben venti, ma circa un terzo l'hanno fatto da protagonisti. Pensavo che molti la volessero giocare.
In realtà, la squadra e la società hanno dato l'impressione di non volerci andare, almeno non così. A Ferrero non piace il fatto di partire dal 1° luglio (senza Muriel), alla squadra forse l'idea di vacanze brevi non aggrada. Ora però ci siamo e bisognerà fare del proprio meglio. Ripeto, è solo una sensazione. Ma molto forte, specie dopo aver visto le ultime gare. Il gol di Eto'o a Empoli si è rivelato più importante di quanto avevamo capito domenica scorsa.
Stupisce ancora di più la flemma mostrata ieri dalla squadra di fronte a un Parma che aveva fatto solo sei punti nelle precedenti 18 partite lontano dal Tardini. I gialloblu di Donadoni hanno accumulato una vittoria, quattro pareggi (con quello di ieri al Ferraris) e ben 14 sconfitte fuori casa. Eppure siamo andati vicini a regalare al Parma l'ultima gioia della loro storia in A, nonché il posto in Europa all'Inter. Il 2-2 è persino un risultato bugiardo, se pensiamo che gli ospiti hanno avuto più occasioni pur stando quasi esclusivamente nella loro metà campo.
E allora qualche colpa gravita anche su Sinisa Mihajlovic, che ieri ha salutato tutti. Lo ringrazio per questi 18 mesi, ma due frasi non vanno via dalla mia testa. La prima: «Ho saldato il mio debito con la Samp». Vero, ma di debiti saldati è meglio comunque parlare dopo l'ultima gara della stagione, non prima. Se non si fosse centrata l'Europa, qualcuno avrebbe messo da parte il contesto generale. La seconda: «Dovunque sono andato, chi mi ha preceduto e chi mi ha succeduto ha fatto peggio». Falso. Falso a Firenze, a Bologna, con la Serbia. Falso persino con il Catania, dove Mihajlovic ha fatto bene come alla Samp, ma Montella e Maran han fatto meglio. Forse qualche delirio di onnipotenza andrà evitato a Napoli, possibile meta del tecnico.
Ora il futuro, che (purtroppo) sembra avere il volto di Walter Zenga. C'è da lamentarsi per tre motivi. Il primo: la poca inventiva. Possibile che in Europa non ci sia una scommessa migliore da fare? Il secondo: è una scommessa, visto che Zenga non allena in Italia dal gennaio 2010 e a Dubai non ha fatto bene. Il terzo, il più importante (almeno per me): è l'ennesimo motivatore. L'ultimo tecnico che ha fatto giocare bene la Samp è stato Gigi Delneri. Poi mazzate, tanta organizzazione e grinta, ma di gioco quasi zero. Insomma, l'Europa c'è, ma è un po' amara (salvo sorprese).

La festa della Samp dopo l'1-0 di Alessio Romagnoli, 20 anni.

25 maggio 2015

Tecnicismi senz'anima.

Sono anche stanco di ripetermi. Comincio a pensare che ci sia un fraintendimento sul concetto di "gara della vita". Già, perché chi gioca una partita come quella del Castellani non può aver mai sentito quelle parole: la Samp acciuffa in extremis un pareggio nell'ultima trasferta della stagione contro un Empoli tutt'altro che in vacanza. E Sarri si prende i suoi meritati applausi.

Massimo Ferrero, 63 anni, in festa prima della gara del Castellani.

Per l'ultima uscita in trasferta del campionato, Sinisa Mihajlovic si affida come al solito al 4-3-1-2, ma stavolta cambia un uomo davanti. La condizione di Samuel Eto'o è pessima, perciò il tecnico punta sulla sorpresa: dentro dal 1' Luka Djordjevic, montenegrino classe '94. Una mossa che personalmente ho approvato. Con il centrocampo statico di questi tempi, mettere un attaccante mobile è un'alternativa migliore di Okaka o Bergessio. L'Empoli fa qualche cambio negli uomini, ma conferma il 4-3-1-2 marchio di fabbrica.
Il primo tempo della Samp è inesistente. Non si può dire che non sia mai capitato che gli uomini di Mihajlovic abbiano regalato 45 minuti agli avversari, ma così brutti non era ancora capitato. L'Empoli ha l'occasione subito per passare in vantaggio: un indisturbato Rugani stacca di testa su corner, ma fortunatamente becca Pucciarelli. Un minuto dopo, è Vecino a centrare la traversa con un bel piatto dal limite dell'area. La Samp osserva, mentre la squadra di Sarri mantiene il pallino del gioco e avanza a fiammate. Viviano interviene su Saponara e Maccarone, poi Romagnoli e Regini spazzano due situazioni pericolose. Nel finale, Maccarone ha una palla d'oro al centro dell'area, ma spara clamorosamente alto.
Se il primo tempo è stato una tragedia greca, il secondo - almeno all'inizio - non cambia lo scenario. L'Empoli è sempre padrone del campo, seppur con meno intensità rispetto alla prima frazione. Al 57' arriva il vantaggio dei padroni di casa: Maccarone lancia in velocità Pucciarelli, che supera in corsa Romagnoli e batte Viviano per l'1-0. Da lì l'Empoli finisce la benzina e molla l'intensità avuta fin lì. La Samp effettua tre cambi, ma non accade nulla fino ai 20' finali: comincia un vero e proprio assalto alla porta empolese.
La prima occasione arriva al 76', quando Correa (abbastanza ispirato) centra Bassi su un "rigore in movimento" creato da Duncan. Poi è De Silvestri di testa su corner a impensierire il portiere dell'Empoli, così come fa Soriano qualche minuto dopo. Eto'o avrebbe la palla del pareggio su un ottimo assist di Correa, ma il camerunense manca l'appuntamento di qualche centimetro. Solo al 91' arriva la zampata vincente: Muriel serve Eto'o al limite dell'area e il numero 99 blucerchiato si gira dal limite. Barba è ancora inesperto e Bassi non vede la palla: sfera in rete per l'1-1 definitivo. Il punto è importante, ma non cancella una prestazione sconcertante al Castellani.

Sinisa Mihajlovic, 46 anni, e Maurizio Sarri, 56: pareggio tra i due.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Romagnoli 5.5, Silvestre 6, Regini 5.5; Acquah 5 (dal 30' s.t. Correa 6.5), Palombo 5.5 (dal 20' s.t. Duncan 6.5), Obiang 5.5; Soriano 5.5; Muriel 5, Djordjevic 5 (dal 10' s.t. Eto'o 6).

Al fischio finale del Castellani, mi rendo conto che il pensiero di molti tifosi blucerchiati è corso al Genoa: sorpasso definitivo, -4 dai rossoblu ormai imprendibili. Vero che la licenza Uefa non arriverà mai, però il cruccio rimane. Rimane sopratutto il paragone di due situazioni simili ma con risultati diversi. Mihajlovic ha visto partire Gabbiadini, Sansone e Fedato a gennaio, lamentandosi molto e ricevendo Muriel ed Eto'o. Gasperini ha visto partire Matri e Pinilla, ma si è rimboccato le maniche e ha lavorato su Niang e Borriello. Non credo di esser stato l'unico ad aver avuto questa sensazione dopo la gara di ieri.
Ora la corsa per l'Europa League è praticamente segnata: il Torino non può raggiungere più la Samp dopo la sconfitta per 3-0 contro il Milan a San Siro. Questo vuol dire che i blucerchiati arriveranno almeno ottavi ed eviteranno un turno di Coppa Italia in più. Se mi avessero pronosticato quest'arrivo a fine anno, avrei messo la firma con il sangue. L'Inter ha ancora una possibilità di agganciare la Samp: se il Parma vince al Ferraris e l'Inter batte l'Empoli, ci sarà il sorpasso per differenza reti. Tuttavia, la possibilità è ridotta al lumicino: più facile che Sarri fermi Mancini, perché il Parma ha fatto sei punti quest'anno in trasferta.
La cosa incredibile è questa: la Samp - dopo la vittoria con l'Inter a metà marzo - aveva 11 punti sui nerazzurri e il quarto posto in mano. Oggi piangiamo per un settimo e per la sola vittoria con l'Udinese ottenuta in nove gare. Non meritiamo l'Europa sul campo: è stata una buonissima stagione, ma gli ultimi due mesi l'hanno rovinata. Forse molti dei ragazzi erano poco pronti per questi obiettivi. Forse l'allenatore ha pensato più al futuro lontano che a quello prossimo. Forse si è puntato al sole per cadere inesorabilmente (ricordo Mihajlovic nel pre-Cesena: «La Samp non ha una rosa da Champions, ma battendo il Cesena possiamo provarci»). Chissà.
Ora c'è il Parma. Forse poco importa a molti, ma serve un punto per confermare il settimo posto. Mi aspetto una gara decente - non straordinaria - per l'ultima di campionato. Sarà probabilmente Europa League, ma da esultare ci sarà fino a un certo punto. Il futuro? Spero si chiami Maurizio Sarri, applaudito ieri da un intero stadio con il quale ha vissuto una quasi retrocessione in Lega Pro, la promozione dalla B e poi un anno straordinario in A. Ieri persino Samuel Eto'o si è fermato a complimentarsi: chissà che non l'abbia scambiato per il nostro allenatore dal 1° luglio.

Samuel Eto'o, 34 anni, al secondo gol in blucerchiato.

17 maggio 2015

Per demeriti altrui.

Cosa non si fa per evitare quest'Europa League? Pare fatto apposta. L'Inter viene fermato dalla Juve-B, il Genoa rischia di non poterla disputare per mancanza di licenza Uefa e la Samp non vuole esser da meno. Solo così si può spiegare l'1-0 della Lazio al Ferraris, la seconda sconfitta consecutiva in casa e una prestazione sconcertante dei blucerchiati nella ripresa.

Felipe Anderson, 22 anni, devastante come suo solito.

La Samp si presenta in un Ferraris carico per quella che dev'essere la gara dell'anno. L'hashtag lanciato dalla società - #IoCiSono - dimostra come tutti capiscano che questa partita conta più delle altre. Il 4-3-1-2 delle ultime uscite è confermato, con Soriano dietro al duo Muriel-Eto'o; fuori Duncan, rientra Obiang dalla squalifica, così come Romagnoli e De Silvestri. La Lazio, incerottata e con quattro assenze importanti, punta su Ciani e Gentiletti come coppia centrale di difesa. Davanti i soliti tre: F. Anderson, Candreva e Klose.
I primi 20' sono a marca ospite: di occasioni veramente pericolose non ce ne sono, ma la Lazio tiene spesso il pallone, mentre la Samp fatica a recuperarlo. Prima Parolo, poi Candreva cercano di impensierire Viviano senza riuscirci. La Samp ha il primo spunto al 22', quando un colpo di testa di Soriano va alto di poco. L'ultimo lampo ospite è al 30' ed è di quelli che fa male: contropiede in campo aperto, Felipe Anderson mette in mezzo e Romagnoli rinvia male. Fortunatamente Viviano ha un buon riflesso e salva prima che la palla finisca in porta.
Da lì, è solo Samp. Un minuto dopo, Muriel serve in profondità Soriano, ma il destro del numero 21 blucerchiato è largo di poco. Ancora Samp al 38', quando su un'azione dei padroni di casa Gentiletti rischia il clamoroso autogol. La più clamorosa occasione per la squadra di Mihajlovic arriva al 43': grande discesa di De Silvestri, cross in mezzo e Obiang ha lo specchio della porta spalancato, ma riesce a mandare alto. È la seconda grossa chance da gol che si mangia dopo quella contro il Genoa nel derby di ritorno.
Al riposo, l'inerzia cambia. La Samp ha altri cinque minuti di vita, con un'altra gigantesca chance. Al 47' Eto'o viene lanciato in campo aperto, sfruttando il fuorigioco sbagliato da Ciani. Il camerunense è solo davanti a Berisha, ma riesce a non centrare la porta. Disperazione della Gradinata Sud e del 99, che spreca quella che è l'ultima occasione della gara. Da quel momento in poi, la Samp non tirerà più in porta per tutto il resto del secondo tempo.
Sei minuti dopo, l'episodio incriminato dell'1-0 ospite. Su corner, Regini si perde ingenuamente Gentiletti: il terzino blucerchiato prova a raddoppiare Ciani, già controllato da De Silvestri. Un errore grave, che lascia l'argentino della Lazio libero di colpire (male) verso la porta. Viviano potrebbe tentare la parata, se non fosse che è trattenuto da Klose al centro dell'area piccola. Quando il pallone è praticamente sulla linea di porta, il portiere di casa viene lasciato dal tedesco e non può intervenire. Non basta un intervento alla disperata di Eto'o: 1-0 Lazio.
Nonostante la girandola di cambi (dentro Rizzo, Bergessio e Okaka), non c'è nulla da fare. La Lazio gestisce il vantaggio da grande squadra e potrebbe raddoppiare a più riprese. Al 69' Candreva spara un gran destro di controbalzo, ma il pallone è fuori di poco. Quattro minuti più tardi, un'altra ingenuità di Palombo (pessimo ieri sera) regala a Felipe Anderson la chance del 2-0, ma Silvestre ci mette una pezza. Infine, anche Djordjevic potrebbe fare 2-0 in contropiede, ma la sua conclusione a botta sicura viene salvata dal provvidenziale fianco di Rizzo. Finisce 1-0 per la Lazio, che sogna ancora la Champions. Per la Samp c'è da pensare a Empoli.

Samuel Eto'o, 34 anni, alla peggior prestazione con la Samp.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 6.5, Romagnoli 6.5, Regini 5; Acquah 6 (dal 16' s.t. Rizzo 6), Palombo 4.5 (dal 36' s.t. Okaka s.v.), Obiang 5; Soriano 6; Muriel 5, Eto'o 4.5 (dal 16' s.t. Bergessio 5.5) - già pubblicate su SampNews24

La partita è stata quindi molto amara. La Samp ha tenuto bene nei primi 45', sebbene una Lazio incerottata abbia fatto vedere come ci siano comunque galassie di distanza tra la squadra di Mihajlovic e quella di Pioli. Dopo il clamoroso errore di Eto'o, la Samp è sparita dal campo: non si registra un tiro a favore dei blucerchiati in tutta la ripresa. Una vergogna, specie se ti giochi l'Europa e carichi la partita dicendo che è quella dell'anno.
Non posso nemmeno schierarmi con i miei tifosi in questo caso. Ma questo è un discorso rivolto più in generale ai tifosi di calcio, che sto cominciando a capire sempre meno. Incredibile l'onda di lamentele in seguito al vantaggio della Juve nella partita d'andata, ottenuto battendo un corner fuori dalla lunetta. Ricordo dei «Ladri!» e vari insulti. In questa gara, invece, nonostante il fallo di Klose su Viviano nell'azione del gol-vittoria, c'è anche chi si arrabbia se glielo ricordi. Come se il fatto che la Lazio abbia giocato meglio implica che la rete dell'1-0 possa esser segnata irregolarmente... allargo le braccia e proseguo.
Nulla da dire, invece, sulla Lazio. All'andata mi avevano impressionato e avevo già detto come fosse una delle squadre che meglio si esprimeva in questo campionato. A 19 giornate di distanza, confermo quanto detto. Nonostante le assenze di Biglia, De Vrij, Mauricio e Marchetti, i biancocelesti hanno giocato compatti. Hanno rischiato nel primo tempo, ma dopo il gol irregolare hanno legittimato il vantaggio avendo almeno tre occasioni gigantesche per chiudere la pratica.
E qui veniamo alla Samp: come può sperare di andare in Europa League una squadra che non riesce a superare il "roccioso" duo Ciani-Novaretti con Muriel-Eto'o? O una compagine che ha vinto l'ultima gara in casa due mesi fa, facendo due punti nelle ultime quattro al Ferraris? Nessuno vuole l'impossibile da Sinisa Mihajlovic. Mi sono già accorto da tempo che questa squadra è in questa posizione europea perché è stata impostata in una certa maniera. Certo che cadere a cento metri dal traguardo farebbe male. Troppo male.
La corsa all'Europa League prosegue. L'Inter ieri ha perso contro la Juventus, dimostrando la fragilità in casa (11° in questa graduatoria: 25 punti in 18 gare a San Siro!). Ora i nerazzurri sono attesi dal Genoa fuori casa e dall'ultima contro l'Empoli al Meazza. Sei punti non sono impossibili, ma potrebbero non bastare più. Il Genoa, come detto, è al centro di un caso: la licenza Uefa non è stata concessa e potrebbe non arrivare mai. Oggi c'è la possibilità del sorpasso rossoblu a Bergamo, ma all'Atalanta serve ancora un punto per festeggiare la salvezza. E noi? Abbiamo la trasferta di Empoli e il Parma in casa. Chissà, forse finiremo in Europa League, ma per demeriti altrui.

Il gol (irregolare) di Santiago Gentiletti, 30 anni, che vale la vittoria ospite.

03 maggio 2015

All'ultimo scatto.

Dovevano arrivare dei punti, invece è giunta un'altrasconfitta: la terza nelle ultime sei gare, con un bilancio di tre punti nell'ultimo mese. La Samp si allontana ancora dalla zona Europa League dopo l'1-0 contro la Juve al Ferraris: i bianconeri sono campioni d'Italia per la quarta volta consecutiva, mentre i blucerchiati attendono i risultati odierni delle avversarie per la corsa all'Europa.

La Gradinata Sud, ancora una volta presente ieri per la sfida alla Juve.

Diverso dalla vigilia l'atteggiamento della Juve: con il Real Madrid da sfidare martedì, Allegri rischia tutto. Nonostante gli basti un punto per vincere lo scudetto, il tecnico della Juve schiera praticamente tutti i titolari, con solo Pirlo in panchina. Mihajlovic si affida al 4-3-1-2 già visto contro l'Hellas, con molti cambi e la coppia Muriel-Eto'o davanti, per la prima volta dall'inizio come centravanti. Soriano agisce alle spalle del duo d'attacco.
L'inizio è nettamente a favore della Samp, che pressa alto e prova a metter pressione agli ospiti. Bastano 29 secondi a Soriano per andare subito al tiro, ma il suo destro è alto. Di poco fuori anche la conclusione di Obiang al 9', con Buffon che valuta il pallone fuori. Al 12', la Samp ha un'occasione clamorosa: contropiede due contro due, Eto'o serve Muriel leggermente lungo in area e il colombiano non c'arriva. Da quel momento, la Samp sparisce dalla zona offensiva e lascia l'iniziativa ai campioni d'Italia uscenti.
Llorente ci prova un paio di volte di testa, ma non impensierisce Viviano. Anche Vidal ha una buona occasione al 31', ma il suo tiro è centrale. Purtroppo, il gol bianconero è dietro l'angolo. Al 31', Lichtsteiner viene lasciato colpevolmente libero di crossare da Mesbah: Rizzo si perde Vidal e anche Llorente è solo al centro dell'area. La palla arriva al cileno, che insacca sull'altro palo il gol del definitivo 1-0 ospite. La Samp non ha nessuna reazione e si va all'intervallo con i padroni di casa in svantaggio.
Il tanto nervosismo produce un secondo tempo peggiore dei primi 45': la Samp è contratta e non riesce a gestire il pallone in avanti, mentre la Juve fa un gran giro-palla per far passare il tempo. Ciò nonostante, fioccano le occasioni per i bianconeri: Tevez costringe Viviano ad allungarsi in corner e anche Marchisio ha spazio per provarci. Dal canto suo, la Samp ha una mega occasione con Bergessio al 64': l'argentino - neo-entrato al posto di Rizzo - è lanciato da Eto'o in area, ma tarda la conclusione e Bonucci lo costringe in corner.
Più passano i minuti, meno la Samp sembra avere la possibilità di pareggiare. La girandola di cambi non produce nulla, se non un sinistro di Duncan dalla distanza (bloccato da Buffon) e un mancino di Muriel (fuori). Tanti gialli, con la Samp che perde tre squalificati in vista della prossima partita a Udine. Intanto, la Juve può festeggiare al triplice fischio dell'arbitro: con questa vittoria, i bianconeri festeggiano il quarto titolo consecutivo.

La rabbia di Sinisa Mihajlovic, 45 anni, durante la gara.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 6, Romagnoli 6, Mesbah 5.5 (dal 35' p.t. Regini 6); Rizzo 5 (dal 9' s.t. Bergessio 6), Palombo 5.5, Obiang 6 (dal 27' s.t. Duncan 6); Soriano 6.5; Eto'o 5, Muriel 5.5 - già pubblicate su SampNews24

Prima di qualsiasi analisi, voglio fare i complimenti alla Juve e anche una piccola critica al suo allenatore. Quando Conte ha mollato tutto nel luglio scorso, molti hanno pensato che fosse il momento buono per chiudere la dinastia bianconera. In effetti, nel contestato 3-2 dello Juventus Stadium contro la Roma a ottobre 2014, la sensazione c'era stata. Poi il resto del campionato ha cancellato quella speranza. La piccola critica ad Allegri è per la formazione schierata ieri. Bastava un punto, ma lui ha deciso di schierare (quasi) tutti i titolari. Era proprio necessario, con la sfida al Real Madrid a tre giorni da quella di Genova?
Intanto la Samp ha i suoi problemi. Tre punti in sei gare, nessuna vittoria: un digiuno così non c'era mai stato quest'anno in A. Eppure stavolta Mihajlovic ha schierato Eto'o e Muriel davanti, disimpegnandoli dai compiti da terzino che i due hanno svolto diligentemente durante queste ultime gare. Tuttavia, il risultato finale è stato pessimo. Il camerunense è sembrato escluso dalla manovra e lontano dal gioco, mentre il colombiano va a sprazzi e deve trovare continuità. Altrimenti il rischio è che rimanga un eterno incompiuto.
Ora la corsa all'Europa League si complica. Oggi il Torino ospita l'ottimo Empoli, il Genoa va a Roma, la Fiorentina aspetta il Cesena al Franchi e persino l'Inter - tornata in corsa - può approfittarne giocando contro il Chievo a San Siro. Insomma, le concorrenti sono agguerrite e alcune di loro hanno un calendario migliore della Samp (leggi Torino e Fiorentina). Sarà durissima e per questo un'inversione di tendenza è necessaria.
A partire dal prossimo impegno, quando la Samp andrà a Udine per giocarsela contro la squadra di Stramaccioni. All'andata ci fu un 2-2 che portò la squadra di Mihajlovic al terzo posto, nonché l'ultimo gol di Gabbiadini in blucerchiato. Ora la Champions è un sogno impossibile da realizzare, ma c'è ancora spazio per l'Europa League. A patto di cambiare marcia. Perché cadere all'ultimo scatto sarebbe un'amarezza insopportabile.

Arturo Vidal, 27 anni, regala il 4° scudetto alla Juve con un suo gol.

19 aprile 2015

Un'altra mentalità.

Doveva essere un trionfo, è stata una delusione: lo scenario dipinto ieri pomeriggio al Ferraris dalla Samp nella gara casalinga contro il Cesena è quello di un'altra occasione sprecata. Mihajlovic ha schierato un arsenale di tutto rispetto, ma il muro cesenate costruito da Di Carlo ha retto l'urto. E i tifosi piangono l'ennesima occasione sprecata della stagione.

Massimo Ferrero, 63 anni, dispiaciuto per la sua Samp.

La Samp ha puntato tutto sul segnare, come ha confermato il suo tecnico alla vigilia: «Basta segnare un gol più dell'avversario: gli attaccanti faranno il loro lavoro». Dentro tutti insieme Muriel, Éder, Eto'o e Okaka per la prima volta. Una scelta fatta dopo l'andata, quando la Samp giocò con un attaccante in meno, schiacciò il Cesena senza però vincere. Diverso l'approccio degli ospiti, che devono rinunciare a Defrel dall'inizio.
Il primo tempo è un mezzo assalto blucerchiato. Lento, blando, ma le accelerazioni di Eto'o danno un altro tono alla gara. Palombo sorprende Agliardi al 10' con una conclusione che scende all'improvviso, ma il portiere alza in angolo il bel tiro del capitano blucerchiato. Il Cesena si fa vedere con Alejandro Rodriguez - titolare per l'occasione - ma il suo destro potente è bloccato da Viviano al 19'. Eto'o alza il livello con un numero d'oro sul fondo campo, ma il suo assist non viene sfruttato da Muriel, che calcia alto dal centro dell'area.
Al 23' Éder ha una super-occasione su una conclusione deviata di Okaka, ma in corsa il numero 23 della Samp mette incredibilmente a lato. Gli ospiti si fanno vedere ancora con Rodriguez, marcato in maniera troppo blanda da Silvestre: bello il taglio in profondità, ma il destro viene respinto in due tempi da Viviano. Éder non si scoraggia e ci prova ancora due volte, senza però inquadrare la porta. Al 45' Mesbah potrebbe colpire su appoggio a rimorchio di Okaka, ma l'algerino spara altissimo da ottima posizione.
Il secondo tempo è molto più piatto dei primi 45', come dimostra la conta delle occasioni. Il Cesena non si fa vedere quasi mai, nonostante l'entrata in campo di Defrel per Rodriguez. Il francese avrà anche un paio di palle-gol, ma i padroni di casa si salvano dalla beffa grazie a Viviano prima e Obiang poi. La Samp - con il passare dei minuti - fa fatica a costruire una palla-gol di fronte allo schieramento degli ospiti.
Correa (esordio al Ferraris) e Soriano entrano al posto di Muriel e Palombo per una Samp a trazione anteriore, ma il risultato non cambia. La migliore occasione è quella di Romagnoli, che supera Agliardi con un colpo di testa al 76', ma trova il salvataggio sulla linea di Lucchini. I successivi tentativi di De Silvestri, Okaka e Mesbah non cambiano il risultato finale: è uno 0-0 amaro per i blucerchiati.

I tifosi del Cesena al Ferraris a seguito della squadra.

Viviano 6.5; De Silvestri 6, Silvestre 5.5, Romagnoli 6.5, Mesbah 5.5; Obiang 6.5, Palombo 6 (dal 41' s.t. Soriano s.v.); Muriel 5 (dal 23' s.t. Correa 6), Eto'o 6, Éder 5.5; Okaka 6.

Non c'è che dire: il Cesena ha fatto la sua solita gara tosta, mentre la Samp si è incartata su sé stessa con il passare dei minuti. Non è un caso se le palle-gol non sfruttate nella prima frazione hanno condannato i blucerchiati a fare la gara, ma non è la specialità in casa doriana. Intanto i romagnoli mantengono vive le speranze di salvarsi e sperano in uno scivolone dell'Atalanta, a +6 sul terzultimo posto e oggi di scena a Roma.
Nella Samp hanno deluso tanto due giocatori: Éder e Muriel. L'italo-brasiliano ha sprecato due super-occasioni nei primi 45' e poi è gradualmente scomparso dalla gara: del resto, Éder non dà il meglio contro squadre chiuse, preferendo gli spazi aperti. Diverso il discorso per il colombiano, costretto da Mihajlovic a giocare a destro: alla fine non ha inciso sulla partita come sperato e ha sbagliato un gol facile facile. La soluzione di affidare a lui i piazzati è interessante, ma andrà verificata nuovamente in futuro.
La sensazione però è che la Samp abbia buttato otto punti complessivi nelle quattro gare quest'anno contro Cesena e Milan. Contro i rossoneri sono arrivati due pareggi dopo esser stati in vantaggio e in maniera piuttosto ingenua: 2-2 su rigore provocato da Mesbah all'andata, 1-1 su deviazione di Duncan al ritorno. Diverso lo scenario con i romagnoli: al Manuzzi i blucerchiati hanno dominato senza segnare (l'autogol di Nica regalò il pareggio), mentre ieri la Samp ha peccato ancora di precisione sotto porta.
Ora la corsa all'Europa League si complica ulteriormente. Per fortuna l'unica seria avversaria per quel sesto posto - il Torino - è incappata in un pareggio in quel di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Ora i granata avranno il derby contro la Juventus e poi un calendario molto facile: Palermo, Empoli, Genoa, Chievo, Milan e Cesena. C'è da sperare che la Samp sfrutti al massimo le partite favorevoli e strappi qualche punto nelle tre gare difficili rimaste.
Il futuro europeo dei blucerchiati si decide nel trittico di sfide con Napoli, Hellas e Juve. A partire dalla trasferta del San Paolo, dove la squadra di Benitez - ancora speranzosa per il terzo posto - arriverà dal ritorno dei quarti di finale di Europa League. Il passaggio del turno sembra assicurato dopo il 4-1 in Germania, ma sarà comunque una gara impegnativa. E servirà un'altra mentalità a questa Sampdoria, capace di soffrire ma poco di creare.

Samuel Eto'o, 34 anni, non è riuscito a trascinare la Samp alla vittoria.

13 aprile 2015

Rimpianti europei.

Si poteva chiudere un altro conto, ma la fortuna ha deciso che si dovrà soffrire un pochino di più. La Samp ottiene un punto dalla trasferta di San Siro: 1-1 contro un Milan spuntato e la risposta in rovesciata di De Jong al gol iniziale di Soriano. L'Europa rimane un sogno possibile, ma sono due punti che rimarranno sul groppone a fine stagione.

La contestazione (incessante) dei tifosi del Milan a San Siro.

La Samp cambia qualcosina per la gara contro il Milan: si mette da parte il 4-3-3 e si passa al 4-2-3-1, con il trio composto da Eder, Eto'o e Soriano dietro l'unica punta, Okaka. Dal canto suo, Inzaghi prosegue con la sua rincorsa impossibile all'Europa dopo il successo di Palermo. Il suo 4-3-3 vede Menez, Destro e Cerci davanti, mentre van Ginkel torna dal 1' accanto a De Jong e Bonaventura a centrocampo. L'atmosfera a San Siro è di contestazione: continua la protesta dei tifosi della Curva Sud e l'hashtag #saveacmilan ormai spopola anche in rete.
Il primo tempo è decisamente a marca rossonera, visto che la Samp decide di giocare di rimessa anche contro un avversario in difficoltà. L'unico a creare difficoltà alla difesa avversaria è Samuel Eto'o, che prova un paio di destri dai 25 metri: sul primo c'è Diego Lopez, il secondo è di poco a lato. Il Milan spesso passa dalle parti di Cerci, ma è van Ginkel il primo a rendersi pericoloso: due tiri - a breve distanza - impensieriscono Viviano.
Anche Destro ci prova su un paio di suggerimenti, ma non spaventa mai veramente il portiere avversario. L'occasione più grande della prima frazione ce l'ha proprio Cerci: su un rimpallo scaturito da un dribbling di Menez, il numero 22 rossonero va al tiro dal limite dell'area, sparando però altissimo da buona posizione.
Diversa la ripresa, dove il Milan inizia male il secondo tempo e la Samp ne approfitta subito. Prima Eder costringe alla paratona Diego Lopez da calcio piazzato, poi arriva il vantaggio al 57'. Eto'o lavora un bel pallone al limite dell'area e Soriano s'inserisce al momento giusto: il passaggio sotto le gambe di Mexes giunge al centrocampista, che da solo spara in porta per l'1-0. Mezza rete va al camerunense, dominante ieri a San Siro.
Da lì parte una girandola di sostituzioni, con il Milan fischiato e in controllo del gioco, ma quasi mai pericoloso. Palombo salva eroicamente al 69' su un pericoloso cross di Menez, ma la beffa è dietro l'angolo. Dopo aver salvato dieci secondi prima un gol sulla linea, Duncan devia con un ginocchio la rovesciata disperata di De Jong: Viviano spiazzato e pareggio rossonero al 74'. La Samp non si vede più dalle parti di Diego Lopez, mentre per poco non arriva pure la beffa targata Suso: gran mancino del numero 8 di casa all'81', ma fortunatamente il pallone finisce sul palo.

La festa dei giocatori blucerchiati dopo il vantaggio di Soriano.

Viviano 6.5; De Silvestri 6 (dal 42' s.t. Wszolek s.v.), Silvestre 7.5, Romagnoli 7.5, Mesbah 6; Palombo 6.5, Obiang 6; Eder 6, Soriano 6.5 (dal 19' s.t. Duncan 5.5), Eto'o 7.5; Okaka 6 (dal 27' s.t. Muriel 6) - già pubblicate su SampNews24

Con questo risultato, la Samp ha praticamente regalato quattro punti al Milan in due partite. Sia all'andata che ieri la sensazione è che i blucerchiati fossero la squadra migliore, mentre i rossoneri hanno giocato una sorta di anti-calcio offensivo: tanto possesso palla, ma senza l'inventiva di Menez non si va da nessuna parte. Lo stesso pareggio di De Jong è frutto di fortuna, così come il palo di Suso è merito dello spagnolo e della sua tecnica individuale. Se c'è una certezza, è che il Milan non sarà nella prossima Europa League (e forse neanche il club la vuole).
Nella corsa europea, la Samp tiene il passo della Fiorentina e rimane a un punto dal Napoli, vittorioso per 3-0 nella gara casalinga contro i viola. Brutta settimana per Montella, trovatosi dall'esaltazione per il 2-0 sulla squadra di Mihajlovic a eliminato dalla Coppa Italia e mazziato al San Paolo. La Samp dovrà affrontare il Napoli di Benitez il 26 aprile prossimo al San Paolo: sarà una gara di certo interessante, con gli azzurri ancora in corsa per l'Europa League. Il vantaggio dei blucerchiati è proprio questo: a differenza delle due rivali, non ci sono impegni continentali.
Ora c'è il Cesena dell'ex Di Carlo, che sembra condannato alla B nonostante l'impegno e che arriverà al Ferraris sabato alle 18. Bisogna stare attenti: l'andata ha dimostrato come anche la miglior Samp può riuscire a non vincere certe partite. L'1-1 del Manuzzi lasciò due punti per strada che hanno pesato sul proseguo dell'annata doriana; ora è tempo di prendersi una vittoria che porterebbe la squadra di Mihajlovic a un passo dall'obiettivo. Lo si deve fare per non avere rimpianti, gli stessi che ieri sera albergavano nella mente di molti tifosi.

Samuel Eto'o, 34 anni, ed Emiliano Viviano, 29, a fine gara.

05 aprile 2015

Come cinque anni fa.

Un 2-0 secco, senza storie. La Samp può contare un tiro in porta, quattro in totale. Di cui tre arrivati già dopo il raddoppio della Fiorentina. I viola si godono una vittoria meritata e sorpassano la Samp in classifica grazie allo scontro diretto del Franchi. La squadra di Mihajlovic può solo recriminare per un atteggiamento troppo remissivo di fronte a un avversario di grande qualità.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, non può esser soddisfatto.

Dopo la pausa, la Samp si presenta con una striscia di quattro vittorie consecutive: Mihajlovic conferma la formazione tipo, con il tridente davanti composto da Éder, Muriel ed Eto'o. Dal canto suo, la Fiorentina di Montella (a -2 dalla Samp) cerca il sorpasso e di riprendere il ritmo, visto che in un mese i viola si giocheranno la possibilità di far bene su tre fronti. I quarti di Europa League e la semifinale di ritorno di Coppa Italia, forse, sono più importanti del campionato.
Pronti, via e la Samp sfiora subito il vantaggio: cross dalla bandierina di Muriel, la palla arriva a Eto'o in area e il camerunense calcia a giro sul secondo palo, trovando però il salvataggio provvidenziale di Gonzalo Rodriguez. Per 70', quello sarà l'unico tiro della Samp. La partita finisce completamente nelle mani della Fiorentina. Ci sarebbe un secondo giallo per Gonzalo Rodriguez, ma gli ospiti rimangono comunque imbottigliati nella propria area a lungo. Prima Diamanti sfiora il vantaggio, poi sempre il solito Gonzalo coglie il palo al 21'. Il primo tempo si chiude con un'occasione enorme per i viola: al 34', cross basso di Gonzalo Rodriguez, Silvestre anticipa tutti e per poco non fa autogol, ma Viviano ci mette una pezza.
Se il primo tempo è un monologo viola, la ripresa non cambia di molto il proprio tono. Silvestre e Romagnoli sono monumentali per altri 15', finché la Fiorentina non passa al 60'. Su angolo, Diamanti si vede chiuso lo spazio per il sinistro e prova con il destro un tiro in porta. Non è un destro straordinario, ma metà del gol va a Borja Valero, che abbassa la testa sulla traiettoria del compagno e inganna Viviano. Così arriva l'1-0 da parte di uno dei più grandi simulatori che la storia del calcio italiano abbia mai conosciuto (clamoroso il suo giallo nel primo tempo per proteste su un contatto inesistente).
Da lì, arriva subito la sberla del 2-0: Gomez appoggia la palla a 30 metri dalla porta per Salah. In piena corsa, l'egiziano semina sia Regini che Silvestre e mette dentro il raddoppio davanti a Viviano. Con quella rete, la gara della Samp - fin troppo rinunciataria - finisce. Eto'o e compagni provano a farsi vedere per recuperare, ma prima Muriel calcia a lato e poi il camerunense non è fortunato con un destro a giro, che finisce di poco largo. L'entrata di Bergessio e il passaggio a un 4-2-3-1 arrembante non producono effetti. Anzi, è Viviano a salvare il 3-0 dal sinistro di Aquilani a distanza ravvicinata. I viola meritano la vittoria e il sorpasso per il quarto posto è cosa fatta.

Alessandro Diamanti, 31 anni, e Mohamed Salah, 22, firmano il 2-0.

Viviano 6; De Silvestri 5.5 (dal 28' s.t. Wszolek 5.5), Silvestre 6, Romagnoli 6.5 (dal 38' s.t. Munoz s.v.), Regini 5.5; Obiang 6, Palombo 5.5, Soriano 5.5 (dal 22' s.t. Bergessio 5); Eto'o 6, Muriel 5.5, Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

Prosegue quindi la corsa all'Europa per la Samp. Si è rifatto sotto il Torino di Ventura, che senza impegni europei è tornato pericoloso. Il 2-1 dei granata a Bergamo li fa sperare, ma il loro calendario nelle prossime giornate non è dei migliori: dovranno affrontare in casa Roma e Juve. Intanto, l'Inter di Mancini ci conferma perché non è un avversario valido: i nerazzurri rimangono a -10 dalla Samp dopo l'1-1 interno con il Parma.
Ci sarebbe anche il Milan, prossimo avversario della Samp, che si è portato a -7 dai blucerchiati con la vittoria di Palermo. Tuttavia, fatico a considerarli dei validi avversari dopo l'ennesima prova in cui è un solo giocatore a fare la differenza, quel Jeremy Menez arrivato a 16 gol in campionato e che anche nell'andata del Ferraris andò a segno. Limitarlo sarà l'opzione numero uno nella prossima trasferta di San Siro, con la Samp che giocherà alle 20:45 di domenica.
Semmai c'è da rimproverarsi l'atteggiamento remissivo mostrato dalla Samp anche a Firenze. Dopo l'occasione di Eto'o all'inizio, i blucerchiati si sono consegnati ai viola. Va bene cercare di emulare l'Atlético Madrid, ma costruire gioco ogni tanto aiuterebbe. A cominciare dalla prossima gara: contro il Milan di Inzaghi, questo tipo di atteggiamento forse sarebbe addirittura controproducente. Bisogna attaccarli senza alcuna pietà (il pareggio dell'andata ancora brucia).
Incredibile come Firenze rimanga un campo stregato: la Samp non vince all'Artemio Franchi dal settembre 2004. Tre pareggi e sei sconfitte da quella gara vinta con i gol di Bazzani e Sacchetti. E guarda caso, come nel 2009-10, è la Fiorentina a metter fine alla striscia blucerchiata di quattro vittorie consecutive. Alla fine quella sconfitta valse comunque una cavalcata da quarto posto. Ci metterei la firma anche stavolta.

Luis Muriel, 23 anni, poco appariscente a Firenze.

23 marzo 2015

Meno dodici.

Ci siamo. Adesso è veramente a un passo. La Samp batte l'Inter 1-0 in uno dei tanti posticipi di questo 28° turno di Serie A e può accarezzare il sogno europeo. A +11 dai nerazzurri, i blucerchiati hanno adesso un grosso vantaggio da gestire e Mihajlovic ha anche battuto Mancini per la prima volta. Serata perfetta: meglio di così, forse, non poteva andare.

Mauro Icardi, 22 anni, lotta con Alessio Romagnoli, 19.

La Samp punta alla quarta vittoria consecutiva dopo il trionfo ottenuto a Roma contro i giallorossi di Rudi Garcia: un 2-0 che ha lasciato tanto entusiasmo, trasmesso all'ambiente per la gara contro l'Inter. Mihajlovic punta sul consueto 4-3-3, con Eder, Muriel ed Eto'o davanti. Acquah rientra dal primo minuto al posto di Obiang e Duncan, mentre Regini è confermato sulla fascia mancina della difesa blucerchiata. Mancini invece punta sul 4-3-1-2, con Shaqiri trequartista e Podolski a completare la coppia d'attacco con Icardi.
Il primo tempo è sopratutto a marca blucerchiata. Sin dall'11', quando Eder serve un gran pallone per Muriel in area. Il colombiano scherza Ranocchia, ma davanti a Handanovic spara altissimo. Tre minuti dopo risponde Icardi con un colpo di testa poco alto, ma è un lampo. La Samp attende il palleggio interista e riparte bene. Al 18' Eder impegna Handanovic dai 25 metri, mentre quattro minuti più tardi tira alto. Il numero maggiore arriva al 34': Muriel si lancia in velocità, salta con una finta sia D'Ambrosio che Ranocchia e tenta il destro a giro dal limite dell'area. Numero straordinario, peccato che la mira non sia delle migliori. Tra tante ammonizioni (ben cinque!), il primo tempo si conclude sullo 0-0.
Ben diversa la ripresa, dove l'Inter esce bene, mentre la Samp rimane timida per almeno 20' buoni. Gli ospiti hanno una girandola di occasioni: Icardi coglie subito la traversa al 46', mentre Viviano è attento sul tiro di Guarin sulla respinta. Il colombiano ex Porto ci riprova due minuti più tardi dalla distanza, ma il portiere blucerchiato risponde presente. Ci prova ancora un paio di volte Shaqiri, sfiorando il palo alla sinistra di Viviano.
La Samp sembra un pugile messo all'angolo, ma al 64' trova la risposta giusta, passando addirittura in vantaggio. Su punizione dai 25 metri, Eder è senza pietà e scaglia un destro spaventoso: l'effetto è imprendibile per Handanovic e la Samp va sull'1-0. In realtà, da lì la partita la tengono in mano i padroni di casa, che hanno altre due occasioni per chiuderla con Obiang, ma lo spagnolo viene chiuso prima da Ranocchia, poi da Vidic. Un cross liftato nel finale fa trasalire i supporters di casa, ma viviano salva per l'ennesima volta: è vittoria!

Sinisa Mihajlovic, 46 anni, batte per la prima volta Roberto Mancini, 50.

Viviano 6.5; De Silvestri 6, Silvestre 6, Romagnoli 6.5, Regini 6.5; Acquah 6 (dal 6' s.t. Obiang 5.5), Palombo 6, Soriano 6 (dal 35' s.t. Duncan 6); Eder 7, Eto'o 7, Muriel 6 (dal 20' s.t. Okaka 6) - già pubblicate su SampNews24

Da notare una piccola soddisfazione: Mancini è alla prima sconfitta contro la Samp. Tante volte l'ex numero 10 blucerchiato aveva incrociato il suo primo amore, ma da allenatore non aveva mai perso contro il Doria. Fortunatamente la punizione di Eder ha sbloccato la gara al momento giusto e ora il tecnico nerazzurro dovrà cercare una rimonta semi-impossibile per l'Europa: verrebbe da dire che la stagione è finita per l'Inter.
Diverse le prospettive della Sampdoria. Ferrero punta alla luna (e quindi alla Champions), ma sembra un obiettivo un tantino fuori dalla portata blucerchiata. Più facile raggiungere l'Europa League. Ora la Samp è a quota 48: un punto di vantaggio sul Napoli, due sulla Fiorentina. Squadre più attrezzate, ma l'esser in corsa per l'Europa League e per la Coppa Italia potrebbe svantaggiarle. Inoltre, la Samp giocherà due scontri diretti con queste squadre, entrambi (ahimè) in trasferta. Nulla è impossibile.
Ora c'è la Fiorentina, ma il Milan diventa la partita fondamentale. La trasferta di Firenze - dopo la sosta per le nazionali - dirà quanto la Sampdoria può battersela anche con una delle migliori squadre della nostra Serie A. Tuttavia, a San Siro la Samp può distanziare anche un'avversaria - i rossoneri - più di nome che di sostanza. Il Milan di Inzaghi è a -10, ma alla Samp guardano il numero 12. Dodici, come i punti che ha racimolato la Samp nelle ultime quattro. Dodici come quelli che mancano a quello che ormai è l'obiettivo stagionale dei blucerchiati: l'Europa League.

Eder Citadin Martins, 28 anni, al nono gol nella Serie A 2014-15.

17 marzo 2015

Grande presente, promettente futuro.

L'aveva detto Lorenzo De Silvestri negli ultimi giorni: «Ci manca una vittoria contro le grandi». Detto-fatto e la Samp trova un 2-0 a Roma contro i giallorossi in piena crisi. Nel primo tempo non sembrava un risultato possibile, ma con il vantaggio tutto è cambiato. E ora la Samp si permette addirittura di sognare la Champions, a soli quattro punti. Ma bisogna volar basso.

Francesco Totti, 38 anni, tra i migliori della Roma stasera.

La Samp si presenta all'Olimpico con una tradizione poco positiva contro i giallorossi (una vittoria in 12 anni) e spera nel colpaccio, specie dopo le due vittorie consecutive contro Atalanta e Cagliari, che hanno rilanciato i blucerchiati. Dal canto suo, la Roma deve rispondere alle critiche e al fatto che non vince da diverso tempo in campionato: una sola vittoria nel 2015 in A (a Cagliari) e tante, tantissime difficoltà per la compagine di Rudi Garcia. Mihajlovic non rinuncia al 4-3-3 e schiera un Eto'o terzino, mentre davanti Okaka deve tenere alta la squadra.
Il primo tempo è solo a marca giallorossa: la Samp si fa notare solo per tre gialli, ma non tira neanche una volta in porta. I primi 45' sono da schiaffi per la poca intraprendenza mostrata. Keita si vede un gol annullato al 15' (giustamente) per fuorigioco, ma al 27' Totti - che contro la Samp ci vede benissimo (15 gol) - tira centrale su Viviano dall'interno dell'area. Regini rischia in due occasioni: al 40' serve Gervinho con un retropassaggio corto, ma Viviano esce ed evita il peggio. Cinque minuti più tardi, il numero 19 blucerchiato rischia l'autogol, ma è ancora una volta il portiere della Samp a salvare sulla linea. Viviano si ripete anche al 47' su Gervinho lanciato in corsa verso la rete: il destro dell'ivoriano viene toccato in angolo.
Fortunatamente, Mihajlovic ha un piano in mente. Lasciata sfogare la Roma nella prima frazione, la ripresa è di tenore diverso. La Samp soffre un filino meno e comincia anche a farsi vedere in avanti. In più, la fortuna ha abbondantemente assistito la Samp nel momento giusto. Totti sfiora nuovamente il vantaggio al 47', poi la Roma scompare per venti minuti. E i blucerchiati ne approfittano. Al primo tiro in porta, la Samp passa in vantaggio un po' a sorpresa: gran lavoro di Eto'o sulla fascia, con il camerunense che salta due avversari e mette in mezzo. Romagnoli devia l'assist e a centro area c'è De Silvestri: il terzino viene contrastato da Florenzi, ma riesce comunque a tirare e porta la Samp in vantaggio al 59'.
La girandola di sostituzioni nella Roma non cambia nulla, nella Samp mette la partita nelle mani degli ospiti. Duncan e Muriel per Obiang e Okaka cambiano la gara, tanto che al 76' il Doria raddoppia. Fuga sulla fascia di Muriel, che rientra sul destro e salta Astori a centro area: la sua conclusione termina sul palo. Sul proseguimento dell'azione Duncan serve l'accorrente Eder, che salta quasi tutti, ma trova Astori sulla sua strada. Sul rinvio, c'è ancora Muriel, che batte De Sanctis: 2-0 e partita chiusa. La gara finisce ancor di più quando Viviano chiude per l'ennesima volta la saracinesca prima su Verde e poi (alla grande) su Pjanic. L'espulsione di Keita - con Calvarese troppo permaloso - è solo l'apice delle difficoltà romaniste: la Samp non vinceva all'Olimpico dal 25 aprile 2010, quando Pazzini lanciò i blucerchiati nella rincorsa al quarto posto.

Lorenzo De Silvestri, 26 anni, a segno per l'1-0 dell'Olimpico.

Viviano 8; De Silvestri 6.5, Silvestre 6.5, Romagnoli 7, Regini 5.5; Obiang 5 (dal 17' s.t. Duncan 6), Palombo 6.5, Soriano 6.5; Eder 6.5 (dal 47' s.t. Wszolek s.v.), Okaka 5.5 (dal 29' s.t. Muriel 7.5), Eto'o 7 - già pubblicate su SampNews24

Indubbiamente la Roma avrebbe meritato qualcosa in più. Specie nel primo tempo, quando i giallorossi hanno dominato e la Samp ha rinunciato (sì, rinunciato: anche più del solito) a giocare nei primi 45'. Ciò ha creato la possibilità di un'ecatombe, ma la grande serata di Viviano e una Roma al tempo stesso sfortunata e imprecisa hanno permesso agli ospiti di restare in vita. Poi si sa: se non chiudi una gara, il gol può sempre arrivare dall'altra parte. E la Roma - in questo momento - è capace di perdere queste gare.
Tra le note positive, c'è da annoverare sicuramente Luis Muriel. Il colombiano è arrivato qui tra i dubbi di molti (compresi i miei): giusti gli 11 milioni spesi per un giocatore che in un anno e mezzo ha segnato quattro gol in 35 presenze in A con l'Udinese? Se la forma fosse questa sino a giugno, è stato un azzardo ben ripagato. Lo confesso: sono un suo ammiratore sin dai tempi di Lecce. Ho sempre pensato che fosse molto simile a Ronaldo, ma temevo che Udine e la sua condizione atletica l'avessero rovinato. Forse per sempre. Invece, Luis mi ha smentito e non posso che esserne felice. Può essere che nell'estate 2016 Luis ci saluti per 50 milioni direzione Liga, ma intanto godiamocelo a pieno.
E ora la classifica si mette bene, perché parla di un +7 sui cugini del Genoa (con una gara da recuperare contro il Parma) e sull'Inter, ovvero i veri rivali della Samp in questa corsa all'Europa. E guarda caso, la prossima settimana proprio i nerazzurri saranno ospiti della Samp al Ferraris. Un incrocio fondamentale. Delle quattro gare difficili a cavallo tra marzo e aprile, quella contro l'Inter è senza dubbio la più importante.
Perché? Facile. Palermo e Torino sembrano un po' scoppiate. Il Milan fatica. Il Genoa ha rallentato dopo il periodo d'oro. Insomma, la squadra di Mancini è l'unica vera contendente per il sesto posto. Una vittoria porterebbe la Samp a +11 dai nerazzurri a dieci giornate dalla fine, nelle quali gli ostacoli per i blucerchiati saranno le trasferte di Napoli e Firenze, più le gare casalinghe contro Juventus e Lazio. Un calendario fattibile, con tante gare in casa verso la fine del campionato. E un (possibile) vantaggio da gestire. Il presente è grande, ma il futuro è ancora più promettente.

L'esultanza della squadra dopo il 2-0 di Luis Muriel, 23 anni.

08 marzo 2015

Tutto è possibile.

Continuità ci voleva e continuità c'è stata: la Samp dimostra che la vittoria di Bergamo non è stata un caso e regola serenamente il Cagliari in 70'. La squadra di Zola dimostra che - giocando così - la B non è lontana, tuttavia la Samp mette in campo quel cinismo che spesso era stato utile durante il girone d'andata. E contro compagini così chiuse, sbloccare la partita diventa fondamentale.

Gianfranco Zola, 48 anni: il suo Cagliari è sempre più vicino alla B.

La Samp si presenta alla sfida contro i sardi dopo i tre punti contro l'Atalanta e con la conferma del 4-3-3. Duncan si sposta in panchina per lasciare spazio al ritorno di Obiang; stessa cosa per Okaka, che cede la sua maglia da titolare a Eder. Dal canto suo, il Cagliari punta anch'esso sul 4-3-3, con il trio composto da M'Poku, Longo e Farias a cercare di qualche problema davanti. In cabina di regia spazio a Cossu, vista la squalifica di Daniele Conti.
Il primo tempo si gioca a ritmi piuttosto blandi: il Cagliari tende a chiudersi in nove dietro la linea della palla, con il solo Longo a rimanere davanti. La Samp, invece, fa un discreto giro palla ed Eto'o è costretto a salire sulla linea dei centrocampisti come a Bergamo. Stavolta la mossa ha un suo senso, visto che c'è troppa densità rossoblu negli ultimi 25 metri. Incredibilmente, è il Cagliari ad avere la chance migliore al 23': Avelar è lasciato solo, cross dalla sinistra e Longo batte a botta sicura dal dischetto del rigore (male nell'occasione Silvestre). Viviano si allunga e neutralizza il possibile vantaggio sardo.
Da lì, la Samp si sveglia e comincia a creare qualcosa. Prima Eder viene contrastato su iniziativa di Regini, poi arriva il vantaggio al 33': su corner di Muriel, Avelar si perde De Silvestri e il numero 29 stacca da solo per l'1-0. Cominciano le danze e i blucerchiati possono festeggiare il vantaggio. Ci sarebbe anche il tempo per trovare il 2-0 in contropiede, ma Obiang non è abbastanza cattivo contro Brkic in uscita e si fa anticipare dal serbo. Si chiude sull'1-0 la prima frazione e la ripresa è ugualmente tranquilla per la Samp. Il Cagliari ha un possesso palla più alto e alza il suo baricentro, ma crea solo un tiro di Farias verso la fine, facilmente parato da Viviano.
I padroni di casa, invece, si fanno più concreti. Ci provano prima Eder ed Eto'o, ma entrambi i tentativi vanno a lato. Poi Obiang avrebbe la palla del 2-0 un'altra volta, ma stavolta spreca peggio che nel primo tempo, tirando una bordata addosso a Brkic. Infine, arriva il raddoppio al minuto 71: Silvestre conquista una respinta della difesa cagliaritana e serve Eto'o in area. Il camerunense controlla e scarica un destro violento che batte Brkic: è 2-0 e il Ferraris è in delirio per il primo gol di Eto'o in blucerchiato. Lo stadio lo omaggia fino alla fine, anche quando esce per Duncan a cinque minuti dalla fine. Nel frattempo, Eder ci prova per il 3-0 con un gran destro, ma Brkic alza la conclusione in angolo. Finisce così, meritatamente.

La gioia ballata di Lorenzo De Silvestri, 26 anni, dopo l'1-0.

Viviano 6.5; De Silvestri 6.5, Silvestre 6, Romagnoli 7, Regini 6.5; Acquah 6 (dal 21' s.t. Soriano 6.5), Palombo 6, Obiang 5.5; Muriel 6 (dal 13' s.t. Okaka 6), Eto'o 7 (dal 40' s.t. Duncan s.v.), Eder 6.5  - già pubblicate su SampNews24

E sono tre punti che pesano. Ora la Samp affronterà un calendario tutt'altro che facile: il trittico composto dalla trasferta di Roma contro i giallorossi, dalla gara con l'Inter e dallo scontro a Firenze dirà effettivamente cosa può essere la Samp nella corsa all'Europa. Ci sarebbe anche la gara con il Milan del 12 aprile prossimo, ma non sappiamo in che condizioni ci arriveranno i rossoneri, alla presa con il possibile esonero di Inzaghi. Rimango convinto che cinque squadre siano fuori dalla portata del Doria nella lunga distanza. Ma non è detto che Roma o Fiorentina non sbaglino qualcosa proprio contro i blucerchiati.
Di queste tre gare, la più importante è certamente quella contro l'Inter. Se la Samp sogna seriamente l'Europa League (altri 20 punti ci vorranno per stare tranquilli), allora vincere a Genova il 22 marzo contro i nerazzurri diventa un obbligo. Nonostante i sette punti di distanza (con l'Inter che però giocherà stasera a Napoli), la squadra di Mancini rimane la concorrente più pericolosa per il sesto posto, che probabilmente varrà l'accesso all'Europa League.
Sono stato molto contento ieri di rivedere i terzini in buona forma. De Silvestri ha giocato un primo tempo da ala, visto che M'Poku è stato schierato bassissimo da Zola. Quando il belga ha avanzato il baricentro nella ripresa, fortunatamente il numero 29 blucerchiato non si è scomposto e ha giocato una buona partita. Stessa cosa si può dire di Regini, apparso in difficoltà nell'ultimo mese, ma molto a suo agio ieri contro Farias e Alejandro Gonzalez.
Per l'Europa, bisognerà sfruttare il calendario. Nelle ultime sei giornate, la Samp ne giocherà quattro al Ferraris. Certo, dovrà ospitare Juventus e Lazio, ma poi giocherà con Udinese, Hellas Verona, Empoli e sopratutto Parma all'ultima. Tutte squadre che - secondo me - avranno già scritto il loro destino nel finale di stagione. Rimango convinto che un piazzamento nella top 8 mi andrebbe bene, ma l'occasione fa l'uomo ladro e non vedo grossi giganti attorno alla Samp per il sesto posto finale. Come dissero i Finley, forse è veramente tutto possibile.

Samuel Eto'o, 33 anni, alla prima rete con la Samp.

02 marzo 2015

Salvi (e ora l'Europa?).

Ora possiamo dirlo con ragionevole certezza: con il 2-1 di Bergamo, la Samp ottiene il suo primo obiettivo stagionale, ovvero la permanenza in Serie A. Non che qualcuno quest'anno avesse qualche dubbio su quest'argomento, ma averla ottenuta a fine febbraio è confortante. Dopo aver battuto l'Atalanta, ora la Samp può forse tornare a guardare all'obiettivo che molti sognano: l'Europa.

Samuel Eto'o, 33 anni, l'uomo ovunque ieri a Bergamo.

La Samp si presenta a Bergamo con tre assenze importanti: Eder, Obiang e Soriano sono tutti squalificati. Mancanze pesanti, che costringono Mihajlovic al cambio di modulo: si torna al 4-3-3, con il tridente composto da Eto'o, Okaka e Muriel dall'inizio. Dall'altra parte, l'Atalanta è reduce dalla sconfitta per 2-1 contro la Juventus e Colantuono rinuncia a un attaccante dall'inizio. Il 4-4-1-1 vede Baselli partire come trequartista dietro l'unica punta Pinilla, mentre sono El Papu Gomez ed Emanuelson gli esterni di centrocampo.
La Samp ci prova nei primi 10' con tre tentativi dalla distanza: due a firma Eto'o sono larghi, mentre quello di Muriel costringe Sportiello in angolo. Da lì la Samp si spegne e lascia campo a un'Atalanta modesta, ma presente: tanto lavoro sulle fasce, dove i bergamaschi costruiscono le loro fortune. Al 16' i padroni di casa passano in vantaggio: cross teso di Dramé dal limite dell'area, palla leggermente deviata da Baselli e Stendardo interviene da centravanti per metterla dentro. Malissimo nell'occasione Regini, che si perde l'uomo all'ultimo momento. L'Atalanta potrebbe anche raddoppiare, ma né Carmona né Emanuelson riescono a battere Viviano. Il primo tempo si conclude con un dominio territoriale dei padroni di casa, che però sembrano esser avanti più per demeriti degli ospiti che per meriti propri.
La ripresa si apre con altre velleità: la Samp alza il baricentro e gli attaccanti - invece di venire a cercare palla a metà campo - stanno più vicino alla porta, sfruttando l'abile lavoro in ripartenza di Acquah e Duncan. Solo Eto'o esula da questo paradigma, ma sarà importante. Eto'o prende la mira al 46', ma manda alto. Poi ci prova due volte Muriel, ma in entrambe non è fortunato. La Samp potrebbe anche pareggiare al 57', ma il colpo di testa di Silvestre su corner trova Cigarini sulla linea. Al 64' è Okaka a mangiarsi un'occasione clamorosa davanti a Sportiello dopo aver saltato abilmente Benalouane.
Tuttavia, al 68' arriva il meritato pareggio: Okaka sponda la palla per Muriel, che dentro l'area di rigore batte con un mancino incrociato, che si infila alle spalle di Sportiello all'incrocio dei pali. Gran gol del colombiano, il secondo in blucerchiato. Ora la partita è in mano alla Samp, che rischia comunque al 71': Carmona fa da appoggio a Denis, che solo in area tira centrale. Viviano c'è e respinge. Ma è l'ultimo pericolo firmato dai padroni di casa. Nella girandola di sostituzioni e cartellini gialli (ben cinque nella ripresa!), gli ospiti trovano il gol del sorpasso. Eto'o prova un gran destro da fuori area all'82' e Sportiello respinge malissimo. La palla rimane in area piccola, dove il più lesto è Okaka, che realizza la rete del 2-1 blucerchiato e chiude un digiuno che durava da quasi tre mesi. Nel finale la Samp può esultare: è la prima vittoria del girone di ritorno!

Luis Muriel, 23 anni, ieri alla seconda rete in blucerchiato.

Viviano 6.5; De Silvestri 5.5, Silvestre 6, Romagnoli 6, Regini 5; Acquah 6.5, Palombo 5.5, Duncan 6.5 (dal 47' s.t. Mesbah s.v.); Muriel 6.5 (dal 32' s.t. Correa 6), Okaka 6, Eto'o 6.5 - già pubblicate su SampNews24

I blucerchiati si rilanciano dopo un mese molto complicato: dopo la vittoria di Parma, si era temuto di aver perso la vera Samp, quella combattiva che aveva messo paura praticamente a chiunque durante il girone d'andata. Certo, l'Atalanta non è sembrata in forma (rimane una squadra in zona retrocessione), ma tre punti di questi tempi fanno bene al morale. Specie ora che il calendario - dopo l'anticipo con il Cagliari - si farà molto più difficile.
Capitolo tridente: alla fine, ha pagato. Ma ci sono voluti 45' e una sgridata di Mihajlovic perché rendesse a dovere. Nel primo tempo Muriel è sembrato apatico, capace di prendersi la ribalta solo con la palla al piede. Okaka ha sofferto parecchio Stendardo e Benalouane nei primi 45', mentre Eto'o - il più positivo nei blucerchiati - ha svariato molto. Nella ripresa, la strigliata di Mihajlovic ha avuto i suoi effetti e il tridente è sembrato più dentro alla partita, anche grazie a un centrocampo più dinamico rispetto ai primi 45'.
Nonostante il suo grande sforzo per tutto il campo, sarebbe bello vedere Eto'o più vicino alla porta. E sarebbe bello vedere il 4-3-1-2 per permettere a Soriano di esprimersi al meglio e a Correa di entrare ogni tanto e crescere in campo (e non in panchina). L'argentino - a differenza di Verona - è entrato bene, concreto e ha aiutato a costruire anche l'azione del 2-1: questi sei mesi per lui sono d'apprendimento.
La corsa all'Europa continua: la Samp ora è -3 dalla Fiorentina, per il quinto posto che varrà sicuramente l'Europa League. Onestamente non vedo come la Samp possa recuperare squadre come la Fiorentina (organico lunghissimo) e la Lazio (che non ha l'Europa League). Credo che l'obiettivo da sogno potrebbe essere il sesto posto e quello realistico debba esser evitare un turno in più di Coppa Italia a novembre 2015. Se la Samp arriverà nelle prime otto posizioni, per me andrà bene: del resto, a inizio anno si era parlato di "parte sinistra della classifica". Intanto siamo salvi. Ora l'Europa?

Stefano Okaka, 26 anni, segna il 2-1 su errore di Sportiello.

16 febbraio 2015

Maledetto turn-over.

Un'altra bastonata in trasferta per la Sampdoria. Non inganni il risultato: chi non ha visto la gara del Bentegodi e legge del 2-1 finale, potrebbe pensare che la sconfitta è ingiusta. In un certo senso il Chievo non ha fatto molto per impensierire la Samp, ma se c'è un colpevole, non c'è che da guardarsi allo specchio. E vista la formazione scesa in campo - rimaneggiata per tutelare i diffidati in vista del prossimo derby - c'è da augurarsi una gara da leoni contro il Genoa.

Emiliano Viviano, 29 anni, non può nulla in uscita sul 2-0.

La Samp arriva al Bentegodi dopo il pareggio contro il Sassuolo. Mihajlovic mette in atto una sorta di mini-rivoluzione per gli undici da schierare: troppa paura di perdere giocatori fondamentali per squalifica, come Eder o Soriano. E allora dentro Wszolek terzino, Acquah dal 1' e Correa all'esordio. Prima da titolare pure per Eto'o, che affianca Bergessio. Dal canto suo, il Chievo non si snatura e mantiene il 4-4-2 che l'ha portato alla vittoria a Parma appena quattro giorni.
Diciamo che l'intera partita è sembrata un inno all'anti-calcio, ma il primo tempo molto più della ripresa. In questo, la Samp non è neanche fortunata, visto che passa in svantaggio al 2': tiro di Izco dai 20 metri e Romangoli devia la palla. Viviano, già coperto, non vede neanche la deviazione e non può che sfiorare la palla prima che entri in porta. La Samp colleziona l'unica chance del primo tempo con Wszolek al 6', ben servito da Eto'o in area, ma Bizzarri è pronto all'uscita. Meggiorini e Birsa provano un paio di mancini dalla distanza, ma entrambi vanno larghi. La partita scorre verso l'intervallo senza grossi sussulti, ma Wszolek commette una follia al 40'. Su respinta da calcio d'angolo blucerchiato, il polacco è l'ultimo uomo. Normale, visto che i terzini spesso rimangono dietro sui corner. Peccato che per evitare un avversario, Wszolek rientri sul sinistro a centrocampo. In agguato c'è Meggiorini, che gli ruba palla e vola solo verso la porta. Davanti a Viviano in uscita, l'ex Torino segna il 2-0. Peggio non si poteva chiudere un primo tempo già molto mediocre.
La ripresa cambia leggermente di tono. Più vivace, anche perché la Samp cambia Correa (forse non era lui l'uomo da far uscire...) per Muriel, che esordisce con la maglia blucerchiata. In realtà il secondo tempo è una girandola di ammonizioni, cambi e tiri centrali del Chievo. I padroni di casa aspettano la Samp, sapendo di poter contare sulle ripartenze e su una difesa granitica. A turno Meggiorini, Birsa e Paloschi ci provano, ma sono tutte soluzioni facili per Viviano. Il passaggio al 3-4-3 frutta qualche cambiamento, ma la Samp ha solo un'occasione fino al 90': cross in mezzo di Wszolek e Mesbah è solo sul secondo palo, ma l'algerino spara incredibilmente alto da cinque metri. Fino a quando Muriel scambia con Eto'o (numero circense del camerunense) e il colombiano deposita in rete il primo gol con la Samp. Nel finale Eto'o ha anche la chance per pareggiarla, ma il suo destro a giro è alto di poco. Forse è giusto così: il Chievo ha meritato - nella sua pochezza - di vincere. Più ordinato. Più cattivo. Diciamo "più" e basta.

Valter Birsa, 28 anni, al tiro dalla distanza: bene lo sloveno.

Viviano 6; Wszolek 4.5, Silvestre 5.5, Romagnoli 6, Mesbah 5; Acquah 6, Palombo 5.5, Duncan 5.5; Correa 5.5 (dal 1' s.t. Muriel 6); Bergessio 5, Eto'o 6.5 - già pubblicate su SampNews24

Dopo questa sconfitta, qualche domanda sorge su Sinisa Mihajlovic. Cosa vuol fare da grande? Gli hanno rotto il giocattolo e su questo non ci sono dubbi. Però la squadra sembra uscita rinforzata dal mercato invernale e sta tirando fuori diverse partite negative. Azzarderei che questa sconfitta con il Chievo - vista la qualità scadente dell'avversario - è addirittura peggiore di quella subita all'Olimpico, dove almeno c'era una Lazio lanciata verso la Champions.
La crisi della Samp è ben fotografata dalle statistiche di ieri sera. Giocare contro una squadra chiusa come il Chievo: i clivensi spesso hanno schierato dieci giocatori dietro la linea della palla, con Meggiorini o Paloschi lasciati in avanti a sé stessi. Però le statistiche non mentono (dati Squawka): la Samp ha avuto una miglior percentuale di passaggi riusciti (86% vs. 72%), più cross (34 a 13, senza creare un'occasione di testa), più corner (11 a 2) e un possesso palla migliore degli avversari (61%). Ciò nonostante, è arrivata la sconfitta. Segno che in questo momento il problema sembra più di testa che tecnico.
In più c'è da analizzare il turn-over, che si è improvvisamente trasformato in un alibi per la sconfitta. Eppure proprio contro il Chievo, nella gara d'andata al Ferraris, la Samp schierò la formazione-B con modulo diverso (4-3-1-2 invece dell'allora consueto 4-3-3) e i blucerchiati portarono comunque a casa i tre punti. Come mai che adesso i cambi - invece di un'arma - sono diventati una scusa? E allora tutti avanti al grido di "maledetto turn-over". Anche se il derby vale sempre tre punti. Come la gara persa ieri...

Samuel Eto'o, 33 anni, il migliore della Samp al Bentegodi.