Visualizzazione post con etichetta wszolek. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta wszolek. Mostra tutti i post

25 giugno 2016

Tempi bui.

No, tranquilli: non è morto nessuno. Anche se la puzza di cadavere si sente da diverso tempo. Durante quest'estate, sono tutti concentrati sulle competizioni internazionali. Quale migliore distrazione per evitare che si parli di Samp? Anche perché, a guardar bene, non ci sarebbe nulla di cui effettivamente parlare.

Il quadriumvirato a colloquio: non saranno tempi facili.

Nonostante una stagione tragicomica, chiusa con una salvezza appena accennata e con un harakiri da 10 gol subiti nelle ultime tre giornate di campionato, la Samp ha il dovere di ricominciare con altro piglio. Invece, l'impressione che si ha è quella di una società che si prepara a sopravvivere per l'ennesimo anno, magari sperando in un miracolo tecnico dovuto a chissà quali fattori.
A realizzare quel miracolo dovrebbe esser Vincenzo Montella, un altro che ha dimostrato come rimanere non fosse la prima opzione. Si è parlato di Milan, ma le vicissitudini societarie hanno rimandato il tutto. Si è parlato di nazionale, ma Tavecchio aveva già scelto Ventura per la successione a Conte. E quindi? Quindi si rimane a Genova, seppur con tutte le difficoltà del caso.
Il tutto nonostante i rapporti con il d.s. Carlo Osti siano ai minimi storici. Potete raccontarci tutte le cene riparatrici che volete, ma gli sfoghi post-derby hanno parlato chiaro: dirigenza e tecnico sono due cani che si abbaiano contro e Ferrero non ha ancora tirato loro una secchiata d'acqua per separarli definitivamente.
Non solo: Montella è stato confermato, ma anche Osti è rimasto al suo posto. E io che ingenuamente ho sperato nel Bologna - bisognoso di un sostituto come d.s. dopo l'addio di Corvino - che ha poi virato altrove. Del resto, chi prenderebbe un d.s. con così poca prospettiva e capacità di guardare oltre il proprio naso? Giusto qualcuno ai minimi storici.
E infatti eccoci qua. Ferrero va difeso solo su una cosa: per ora, i bilanci non parlano della Samp come un nuovo Parma. Tutto è abbastanza sano, se non fosse che le prospettive sportive invece disegnano scenari incolori. Nessuna intuizione sul mercato, per ora il minimo sindacale in sede di calciomercato.

Com'è finito il nostro 2015-16.

Mentre la società cerca di distrarre i tifosi con l'iniziativa #70diNoi, non si muove una foglia. Gira qualche nome, ma sono persino di meno rispetto alle ultime estati. Questo perché l'impressione è che - nonostante Montella sia rimasto - non ci sia una linea comune da seguire. O meglio una c'è, quella delle cessioni.
Attenzione: io non sono contro. Se arriva lo Spartak Mosca e offre 13 milioni per Fernando, lo DEVI cedere. Sopravvivere con queste operazioni è importante. Mi dispiace che Mr. Porto il cazzo via da qui in due settimane Roberto Soriano sia ancora sotto contratto con la Samp, ma la sua pessima seconda parte di 2015-16 ha condizionato gli eventuali compratori.
De Silvestri è un altro possibile partente, ma anche in quel caso le spalle sarebbero coperte (Pedro Pereira, fatti valere con Vincenzo). Il problema è che dal lato arrivi c'è una desolazione spaventosa. Anzi, nonostante il bilancio sia a posto, la Samp deve ancora pagare il Torino per il riscatto di Fabio Quagliarella, tutto da rivedere nella prossima stagione.
Intanto, con poca lungimiranza, la Samp ha ceduto Pawel Wszolek, autore di un'ottima stagione a Verona. L'Hellas l'ha riscattato per una cifra irrisoria (1,8 milioni di euro), quando l'operazione giusta sarebbe stata rinnovare e aspettare qualcun altro. Proprio questo modus operandi mi spaventa.
Quello che porta a pensare che Castan sia una valida alternativa per la difesa dopo sette presenze in due anni a Roma. Lo stesso per il quale prendere Matias Suarez - attaccante dell'Anderlecht che già da sei mesi aveva dichiarato che avrebbe lasciato Bruxelles - è impossibile, tanto che Suarez ha firmato con il Pescara per sostituire Lapadula.
In tutto questo, alla voce "arrivi" c'è un desolante zero. E il caso Cassano tiene banco: di caso c'è poco, perché l'addio è praticamente certo. Ma siamo sicuri di poter rinunciare a uno che ha comunque sfornato sei assist con una forma precaria, se le alternative non ci sono?
Qualche tempo fa, i Ministri cantavano: "Veramente vivo in tempi bui / e non è per rovinarti il pranzo / che ti dico arriva la marea / e tu la scappi per entusiasmo". Peccato che l'entusiasmo - a un mese dalla celebrazione per i 70 anni della Samp - io non lo veda proprio. Neanche col binocolo.

Antonio Cassano, 33 anni, probabilmente non sarà nella Samp 2016-17.

06 marzo 2016

Si respira.

Da quant'era che non si respirava a pieni polmoni? Dopo aver inspirato molta melma (per esser gentili), la Samp riemerge quando serve. Dopo il 2-0 al Frosinone della scorsa domenica, ieri è arrivato un successo molto convincente in casa dell'Hellas Verona. Il 3-0 sta persino stretto alla truppa di Montella, che ha giocato un'ottima gara in un momento fondamentale della stagione.

L'appello dei tifosi blucerchiati per l'Hellas a provarci fino alla fine.

La Samp si presenta a Verona per quello che è uno spareggio a tutti gli effetti. Specie per i padroni di casa, visto che l'Hellas di Delneri deve macinare punti per risalire la classifica. Solito 4-4-2 per gli scaligeri, con l'ex Wszolek sulla fascia destra. Si conferma il 3-4-2-1 in casa Samp, con Montella che schiera Cassano al posto dello squalificato Correa.
I primi 10' degli ospiti sono devastanti. Già al 2' Cassano serve Quagliarella in profondità: sponda per Álvarez, ma il mancino dell'argentino è respinto da Gollini. Poco importa, perché tre minuti più tardi arriva il vantaggio: altra palla di Cassano per Quagliarella, solo in area. Il 27 blucerchiato centra Gollini in uscita, ma sulla respinta al limite dell'area Soriano risolve in rete.
Cinque minuti e arriva anche il raddoppio: brutto errore di Fares su lancio di Christodoulopoulos, con il difensore gialloblu che scivola e lascia spazio a Quagliarella. L'attaccante cerca di saltare Gollini e tira, ma la conclusione impatta sulla traversa. Fortuna che sulla respinta c'è ancora qualcuno, con Cassano che deposita il 2-0 a porta vuota.
La partita sembra ben incanalata, ma l'Hellas non ci sta: subito Siligardi mette in mezzo per Toni, ma Viviano in uscita a valanga sventa il pericolo. Fernando perde qualche pallone sanguinoso, ma per fortuna i padroni di casa sprecano alcune ripartenze (o ci mette una pezza Cassani). La partita sembra calmarsi, ma l'ennesimo colpo è dietro l'angolo.
Al 30', la Samp triplica il vantaggio: De Silvestri mette in mezzo un pallone ben calibrato, Gilberto manca l'intervento e Christodoulopoulos si esibisce in uno straordinario gesto atletico, con una girata in semi-rovesciata dal centro dell'area. Palla nell'angolo e partita sentenziata: il 3-0 sembra veramente una montagna troppo grande da scalare.
Gli ospiti potrebbero ulteriormente arrotondare, con la difesa dell'Hellas che lascia buchi enormi. Prima Helander ferma Quagliarella, poi è lo stesso 27 doriano a sfiorare il palo dalla distanza e a mangiarsi - nel senso letterale della parola - un'incredibile occasione solo davanti a Gollini. Finisce il primo tempo con la sensazione di qualcosa di inedito: un dominio assoluto.
La Samp torna in campo con un ritmo un filo più blando, a gestione del risultato. Tuttavia, ci sono ancora chance per il poker: sfumano contropiedi e occasioni nitide, mentre l'Hellas si sveglia dal torpore con Toni, che però di tacco centra ancora Viviano. Soriano e Cassano provano ad arrotondare, ma non centrano adeguatamente lo specchio.
L'ultimo squillo dei padroni di casa è un destro dalla distanza di Juanito Gomez all'86', respinto da Viviano in angolo. È la resa definitiva, quella che sancisce la chiusura effettiva di una partita forse conclusasi sullo splendido gesto atletico di Lazaros. La Samp sale a quota 31, l'Hellas rimane a 18 (-9 dal Palermo quart'ultimo) e forse deve dire addio alla Serie A.

Vincenzo Montella, 41 anni, con Gigi Delneri, 65, sullo sfondo.

Viviano 6.5; Cassani 7, Ranocchia 6, Moisander 6.5; De Silvestri 7, Fernando 6, Soriano 7 (dal 28' s.t. Barreto 5.5), Christodoulopoulos 6.5 (dal 11' s.t. Silvestre 6); Álvarez 7, Cassano 7.5 (dal 33' s.t. Muriel s.v.); Quagliarella 6 - già pubblicate su SampNews24

Quanto tempo era che mancava una striscia vincente in casa Samp? Da almeno due mesi, quando i blucerchiati superarono Palermo e Genoa al Ferraris a cavallo tra 2015 e 2016. Una doppia clean sheet, invece, non aveva luogo dal marzo 2015, quando la Samp mise a segno tre vittorie consecutive contro Cagliari, Roma e Inter con Viviano imbattuto e cinque gol segnati.
Diciamo che questi sei punti sono arrivati al momento giusto. Le partite contro Frosinone e Hellas erano degli spareggi a tutti gli effetti, se non altro per "ammazzare nella culla" le residue speranze di salvezza delle due compagini. Ora la zona pericolante è a otto punti (il Frosinone ospiterà oggi l'Udinese) e si può respirare un po', dopo tanto patimento d'animo.
La classifica vede ora altre squadre in maggior difficoltà: mi viene in mente il Palermo di Iachini, che fa una fatica incredibile a ottenere risultati e oggi va in casa dell'Inter. Da inizio anno penso che l'Udinese di Colantuono rischi, ma per ora i risultati - di riffa o di raffa - sono arrivati. Certo, perdere in casa del Frosinone sarebbe una bella mazzata per i friulani.
Ora la Samp ha un'occasione d'oro per chiudere il discorso-salvezza. Le prossime due gare saranno al Castellani di Empoli e poi in casa contro il Chievo. Entrambe le formazioni sembrano avere un po' mollato, fermo restando che sono due squadre molto diverse. All'andata furono due pareggi; il ritorno - con due eventuali vittorie - potrebbe chiudere qualunque preoccupazione arretrata.

Antonio Cassano, 33 anni, ieri ha illuminato il Bentegodi con le sue giocate.

16 febbraio 2015

Maledetto turn-over.

Un'altra bastonata in trasferta per la Sampdoria. Non inganni il risultato: chi non ha visto la gara del Bentegodi e legge del 2-1 finale, potrebbe pensare che la sconfitta è ingiusta. In un certo senso il Chievo non ha fatto molto per impensierire la Samp, ma se c'è un colpevole, non c'è che da guardarsi allo specchio. E vista la formazione scesa in campo - rimaneggiata per tutelare i diffidati in vista del prossimo derby - c'è da augurarsi una gara da leoni contro il Genoa.

Emiliano Viviano, 29 anni, non può nulla in uscita sul 2-0.

La Samp arriva al Bentegodi dopo il pareggio contro il Sassuolo. Mihajlovic mette in atto una sorta di mini-rivoluzione per gli undici da schierare: troppa paura di perdere giocatori fondamentali per squalifica, come Eder o Soriano. E allora dentro Wszolek terzino, Acquah dal 1' e Correa all'esordio. Prima da titolare pure per Eto'o, che affianca Bergessio. Dal canto suo, il Chievo non si snatura e mantiene il 4-4-2 che l'ha portato alla vittoria a Parma appena quattro giorni.
Diciamo che l'intera partita è sembrata un inno all'anti-calcio, ma il primo tempo molto più della ripresa. In questo, la Samp non è neanche fortunata, visto che passa in svantaggio al 2': tiro di Izco dai 20 metri e Romangoli devia la palla. Viviano, già coperto, non vede neanche la deviazione e non può che sfiorare la palla prima che entri in porta. La Samp colleziona l'unica chance del primo tempo con Wszolek al 6', ben servito da Eto'o in area, ma Bizzarri è pronto all'uscita. Meggiorini e Birsa provano un paio di mancini dalla distanza, ma entrambi vanno larghi. La partita scorre verso l'intervallo senza grossi sussulti, ma Wszolek commette una follia al 40'. Su respinta da calcio d'angolo blucerchiato, il polacco è l'ultimo uomo. Normale, visto che i terzini spesso rimangono dietro sui corner. Peccato che per evitare un avversario, Wszolek rientri sul sinistro a centrocampo. In agguato c'è Meggiorini, che gli ruba palla e vola solo verso la porta. Davanti a Viviano in uscita, l'ex Torino segna il 2-0. Peggio non si poteva chiudere un primo tempo già molto mediocre.
La ripresa cambia leggermente di tono. Più vivace, anche perché la Samp cambia Correa (forse non era lui l'uomo da far uscire...) per Muriel, che esordisce con la maglia blucerchiata. In realtà il secondo tempo è una girandola di ammonizioni, cambi e tiri centrali del Chievo. I padroni di casa aspettano la Samp, sapendo di poter contare sulle ripartenze e su una difesa granitica. A turno Meggiorini, Birsa e Paloschi ci provano, ma sono tutte soluzioni facili per Viviano. Il passaggio al 3-4-3 frutta qualche cambiamento, ma la Samp ha solo un'occasione fino al 90': cross in mezzo di Wszolek e Mesbah è solo sul secondo palo, ma l'algerino spara incredibilmente alto da cinque metri. Fino a quando Muriel scambia con Eto'o (numero circense del camerunense) e il colombiano deposita in rete il primo gol con la Samp. Nel finale Eto'o ha anche la chance per pareggiarla, ma il suo destro a giro è alto di poco. Forse è giusto così: il Chievo ha meritato - nella sua pochezza - di vincere. Più ordinato. Più cattivo. Diciamo "più" e basta.

Valter Birsa, 28 anni, al tiro dalla distanza: bene lo sloveno.

Viviano 6; Wszolek 4.5, Silvestre 5.5, Romagnoli 6, Mesbah 5; Acquah 6, Palombo 5.5, Duncan 5.5; Correa 5.5 (dal 1' s.t. Muriel 6); Bergessio 5, Eto'o 6.5 - già pubblicate su SampNews24

Dopo questa sconfitta, qualche domanda sorge su Sinisa Mihajlovic. Cosa vuol fare da grande? Gli hanno rotto il giocattolo e su questo non ci sono dubbi. Però la squadra sembra uscita rinforzata dal mercato invernale e sta tirando fuori diverse partite negative. Azzarderei che questa sconfitta con il Chievo - vista la qualità scadente dell'avversario - è addirittura peggiore di quella subita all'Olimpico, dove almeno c'era una Lazio lanciata verso la Champions.
La crisi della Samp è ben fotografata dalle statistiche di ieri sera. Giocare contro una squadra chiusa come il Chievo: i clivensi spesso hanno schierato dieci giocatori dietro la linea della palla, con Meggiorini o Paloschi lasciati in avanti a sé stessi. Però le statistiche non mentono (dati Squawka): la Samp ha avuto una miglior percentuale di passaggi riusciti (86% vs. 72%), più cross (34 a 13, senza creare un'occasione di testa), più corner (11 a 2) e un possesso palla migliore degli avversari (61%). Ciò nonostante, è arrivata la sconfitta. Segno che in questo momento il problema sembra più di testa che tecnico.
In più c'è da analizzare il turn-over, che si è improvvisamente trasformato in un alibi per la sconfitta. Eppure proprio contro il Chievo, nella gara d'andata al Ferraris, la Samp schierò la formazione-B con modulo diverso (4-3-1-2 invece dell'allora consueto 4-3-3) e i blucerchiati portarono comunque a casa i tre punti. Come mai che adesso i cambi - invece di un'arma - sono diventati una scusa? E allora tutti avanti al grido di "maledetto turn-over". Anche se il derby vale sempre tre punti. Come la gara persa ieri...

Samuel Eto'o, 33 anni, il migliore della Samp al Bentegodi.

12 maggio 2014

Piccole illusioni.

Per chi si aspettava un Napoli in vacanza, la delusione è stata tanta: la Samp chiude il suo rendimento stagionale in casa con un 5-2 subito dagli ospiti, reduci dalla vittoria in finale di Coppa Italia e dal terzo posto in A conquistato martedì contro il Cagliari. Per la Samp l'ennesima sconfitta degli ultimi tempi, che aggiunge malumore a un finale di stagione deludente. E sul futuro di Mihajlovic ancora nulla trapela: c'è veramente poco da festeggiare.

Shkodran Mustafi, 22 anni, e Marek Hamsik, 26: autogol per il primo, rete per il secondo.

La Samp arriva alla sfida contro gli azzurri dopo la sconfitta incolore di Parma, mentre gli ospiti sono reduci dalla vittoria contro il Cagliari. Mihajlovic schiera il solito 4-2-3-1: nessuna grande novità, davanti Maxi Lopez scelta obbligata vista la squalifica di Okaka. Dal canto suo, Benitez decide di fare un po' di cambi, viste le assenze - per squalifica o infortunio - di Britos, Albiol, Higuain e Dzemaili. Riposa Ghoulam, tornano in campo Mesto e Maggio. Reveillere è schierato come centrale difensivo, mentre davanti c'è Zapata al posto del Pipita.
La Samp sembra iniziare con il piglio giusto, avendo all'11' una super-occasione con Soriano: Jorginho regala al centrocampista Samp un pallone in area, ma il tiro dell'italo-tedesco è fuori. Il Napoli sembra in vacanza, ma al 18' trova il vantaggio: Fernandez stacca solo su corner, miracolo di Fiorillo che devia sulla traversa, ma c'è Zapata che ribadisce in rete. Gol numero tre in A del colombiano, sul quale ha parecchie colpe De Silvestri, colpevole di una marcatura leggera. Otto minuti e arriva il raddoppio: palla a Insigne, che calcia forte e liftato dal limite dell'area. Fiorillo va male sul pallone, con poca coordinazione tra mano e corpo, e la palla finisce dentro per il 2-0. C'è una piccola reazione Samp, quando Eder azzecca una bordata dai 20 metri al 28' per l'1-2 blucerchiato. Ma dura poco: al 31', su timida punizione di Callejon, Fiorillo incappa in un'altra topica - ben più grave della prima - e regala il 3-1 al Napoli. Il finale del primo tempo è un assalto blucerchiato, con almeno quattro occasioni nette e tanta sfortuna, tra le parate di Reina e la poca precisione degli attaccanti del Doria.
Nella ripresa non ci sono cambi, né in campo né sul copione della gara: Maxi Lopez viene anticipato di poco da Reina e sulla ripartenza il Napoli va ancora a segno. Zapata doppia Gastaldello in velocità e mette in mezzo, dove Hamsik può segnare comodo comodo il 4-1: lo slovacco torna al gol dopo sei mesi. E quale miglior regalo da parte nostra? Intanto la partita si addormenta: la Samp non ha la stessa verve del primo tempo ed è complicato costruire gioco dovendo rimontare tre gol. Così i partenopei ne approfittano e trovano anche il quinto: l'indisturbato Inler serve Callejon, l'ex Real mette in mezzo e Mustafi decide di anticipare Zapata invece che lasciare un gol facile al colombiano. Il risultato è l'autogol che porta il punteggio sul 5-1 per gli ospiti. Da lì, il Napoli smette di infierire e c'è spazio per qualche punto d'orgoglio della Samp, che intanto ha cambiato Krsticic, Gabbiadini e Maxi per Renan, Sansone e Wszolek. Sansone impensierisce prima Reina, poi Doblas, ma non trova il gol in nessuno dei due casi. Mustafi e Gastaldello prova una sortita in avanti, ma è Wszolek a bucare al 93' Doblas: primo gol ufficiale con la maglia della Samp per il polacco, che è l'unica luce di questa giornata. Un'altra brutta partita per la squadra di Mihajlovic, che rimane inchiodata a 44 punti.

Manolo Gabbiadini, 22 anni, deludente ieri contro il Napoli.

Fiorillo 4; De Silvestri 4.5, Mustafi 5, Gastaldello 5, Regini 6; Palombo 5, Krsticic 4.5 (dal 12' s.t. Renan 5); Gabbiadini 5 (dal 18' s.t. Sansone 5), Eder 6, Soriano 5.5; Maxi Lopez 4.5 (dal 33' s.t. Wszolek 6) - già pubblicate su SampNews24.

Un'altra batosta in casa, un'altra figuraccia rimediata con gli ipotetici titolari. Questo finale di stagione è finito per assomigliare a quello che Sinisa Mihajlovic non voleva. Siamo passati dal "siamo vicini alla media-punti di Delneri" o "se fosse stato qui dall'inizio, andavamo in Europa League" al prendere sistematicamente batoste nelle ultime giornate di questa Serie A, come era già successo con Delio Rossi l'anno scorso. E' la quinta sconfitta nelle ultime sei giornate. E non credete: la vittoria con il Chievo ha messo in mostra una squadra tutt'altro che entusiasmante. Ora si attende di capire qualcosa sul futuro di Mihajlovic. Nell'attesa, sabato sera c'è la gara di Udine, nella quale spero di vedere fortemente tantissime riserve. Perché il concetto è lo stesso: se figuraccia deve essere, facciamola almeno con coloro che hanno giocato meno. Che magari ci mettono un filino più d'impegno.

Tuttavia, a deludermi non è stata tanto la prestazione dei ragazzi - sembra quasi che mi ci stia abituando e ieri siamo stati anche un po' sfortunati - quanto piuttosto il pubblico. C'è stato un bellissimo momento, con il ricordo di Vujadin Boskov e l'ingresso in campo della moglie Yelena e della figlia Alexandra: un modo per farle sentire come il rispettivo marito e padre non se ne andrà mai dalla memoria della tifoseria blucerchiata. Eppure si è ripetuto lo stesso copione di Samp-Inter: la tua squadra perde malissimo in casa, ma non te ne frega niente. Tanto il Genoa perde a Reggio Emilia, vero? E allora esultiamo, tanto non importa nulla dell'ultima gara di questo campionato, quando sabato sera la Samp chiuderà la sua stagione al Friuli di Udine. L'importante è che la Roma faccia il suo a Genova contro i rossoblu domenica, no? La supremazia stracittadina, le parate di Fiorillo, le staffilate di Eder: sono tutte piccole illusioni che non valgono niente.

Lorenzo Insigne, 22 anni: contro la Samp è arrivato il suo terzo gol in campionato.

24 novembre 2013

Ci vuole testa.

C'è chi se la prenderà con l'arbitro per i troppi minuti di recupero. Chi con Petagna, che ha cercato di recuperare a tutti i costi quel pallone. Chi con Da Costa e la sua incapacità di coprire bene il primo palo e chi con Costa e Mustafi, colpevoli di mancanze nell'occasione. Ma il gol al 94' di Cana è un altro spartiacque psicologico nella stagione blucerchiata: alla prima partita sotto Mihajlovic, stava arrivando la vittoria, ma la Samp l'ha letteralmente buttata contro una Lazio inguardabile. Ed i timori continuano.

Pawel Wszolek, 21 anni, e Abdoulay Konko, 29, si contendono il pallone.

La Samp, al ritorno dalla pausa per le nazionali, torna con parecchie novità. Un nuovo tecnico, Sinisa Mihajlovic, che torna a Genova dopo 15 anni. Un nuovo modulo, il 4-2-3-1, con più copertura. Palombo torna a centrocampo, Wszolek è titolare, mentre Pozzi diventa il cardine dell'attacco, con Gabbiadini spostato a destra. La Lazio, dal canto suo, si presenta con la formazione degli ultimi tempi: senza Klose, 4-4-2 con il giovane Keita accanto a Floccari. E la Lazio conferma il profilo basso durante la prima frazione, nella quale non fa che mantenere un certo possesso palla, che però rimane sterile. La Samp, dal canto suo, pressa come mai aveva fatto in questa prima parte di stagione e prova a fermare sul nascere l'estro di Candreva e Keita, apparsi in forma recentemente. Se Obiang manca la porta dalla distanza, la centra bene Pozzi al 35', su assist di Gabbiadini. Peccato che il potente destro del numero 9 blucerchiato trovi la respinta di Konko. Allo stesso modo, Marchetti bloccherà una punizione insidiosa di Gabbadini. Gli ospiti trovano il risultato massimo con un destro alto di Konko da buona posizione.
Nella ripresa, nessun cambio, ma la partita subisce subito un cambio di direzione. Krsticic, già ammonito, va con il piede a martello per contrastare Ledesma, prendendo la caviglia del capitano laziale. Risultato: rosso diretto e spogliatoi per il serbo. Forse l'espulsione diretta è una sanzione eccessiva, ma anche con il doppio giallo non sarebbe andata diversamente per il centrocampista della Samp. Da quel momento in poi, nonostante la girandola di cambi (fuori Candreva nella Lazio!), la musica non cambia. Anzi, è la Samp - in inferiorità numerica - a spingere di più. I capitolini potrebbero passare, ma Perea centra il palo da pochi passi (e in fuorigioco clamoroso), con Da Costa battuto.
Dieci minuti dopo, la Samp passa con una delle poche azioni pericolose della partita: Soriano centra la traversa con un rimpallo, ma sul rimbalzo è sempre l'italo-tedesco a metterla dentro. Primo gol in Serie A per il numero 21 blucerchiato, nonostante ci fosse un rigore netto per trattenuta di Konko su Pozzi nell'azione del vantaggio. La partita scorre lentamente fino alla fine, quando ormai Mihajlovic sembra aver colto la prima vittoria sulla panchina blucerchiata. Invece, su un lungo rinvio di Marchetti, Floccari piazza una bella sponda e lancia Cana in profondità. In proiezione offensiva, il centrale salta Costa e batte Da Costa sul primo palo: è una doccia fredda ed immeritata per i padroni di casa, che vedono altri punti sfuggire via. Ora, con le vittorie di Sassuolo e Chievo, si fa tutto più difficile.

Vladimir Petkovic, 50 anni, e Sinisa Mihajlovic, 44, a colloquio al "Ferraris".

Da Costa 6; De Silvestri 6.5; Gastaldello 6.5, Mustafi 6, Costa 6.5; Obiang 6, Palombo 6.5 (dal 47' s.t. Maresca s.v.); Gabbiadini 6.5, Krsticic 4.5, Wszolek 5.5 (dal 13' s.t. Soriano 7); Pozzi 6.5 (dal 37' s.t. Petagna s.v.) - già pubblicate su SampNews24

La partita di oggi ha ben illuminato ciò di cui parlavo nell'ultima articolo prima della gara contro la Lazio. L'addio e l'esonero forzato di Delio Rossi è una condizione necessaria, ma non sufficiente alla risalita: la verità è che questa squadra, come ha dimostrato anche oggi, è un manipolo di ragazzi dalla fragilità psicologica impressionante. Semmai ce ne fosse stato bisogno, questa gara - insieme a quella contro il Sassuolo - illumina perfettamente l'attuale dimensione blucerchiata. Una squadra che si deve salvare, con un tecnico non eccezionale e che lo deve fare con delle qualità non certo sopra alla media dei suoi avversari. Tanto per dirne una, il vituperato Sassuolo si è portato a casa sette punti nelle ultime tre gare, di cui due di queste giocate in trasferta. La Samp, queste dimostrazioni di forza, non le ha ancora portate a casa, ahimè: su questo c'è poco da dire.
Se poi si torna alla gara di oggi, direi che il suo andamento fotografa benissimo l'attuale momento blucerchiato. Contro una squadra che è sembrata più in crisi che mai, la Samp ha gestito bene il primo tempo, giocando leggermente meglio dell'avversario, ma difettando nelle conclusioni a rete. Poi, dopo l'espulsione di Krsticic, i ragazzi c'hanno messo il massimo impegno. Sembrava che quasi la Lazio non avesse l'uomo di vantaggio; tanto è vero che Soriano ha portato in vantaggio il Doria. Proprio lui, l'uomo che più di tutti aveva bisogno di un parziale riscatto. A partita ormai messa in cassaforte, con la Lazio sulle gambe e poco pericolosa, è arrivato l'ennesimo pata-trac stagionale. E' bastato un pallone casuale per mettere in ginocchio la Samp. Ed è proprio questo a preoccuparmi: psicologicamente, questi ragazzi sono debolissimi. E' come se la retrocessione in B non avesse fortificato molti di loro, anzi: molti sembrano tali e quali a quelli che soffrirono i primi mesi in cadetteria. I più giovani, quelli che potevano aprire la strada ad una nuova stagione, deludono o comunque non sono tra i migliori. Obiang e Krsticic su tutti sono l'esempio massimo in tal senso.
Insomma, ci sarà da pedalare. Oggi, per come è andata la gara, dovevano esser tre punti senza se e senza ma. Invece, siamo di nuovo a piangere sul latte versato, come al solito. Ora si andrà a "San Siro", con Mazzarri che non vede l'ora di proseguire la sua marcia verso un posto in Europa. Per la Samp, non sarà sufficiente giocare una buona gara, ma tenere la concentrazione per 90' e più sarà il vero traguardo. Altrimenti, qualunque apporto di Mihajlovic sarà pressoché nullo. Come quello di molti altri sin qui. Ci vuole testa, altrimenti sarà difficile salvarsi.

Il pareggio di Lorik Cana, 30 anni, arriva solo al 94': 1-1 il finale.

11 novembre 2013

Il futuro è una trappola.

Doveva essere sconfitta e sconfitta è stata. L'umiliazione è stata evitata solo nel risultato, perché in campo c'è stata una sola squadra, almeno fino al 75'. La Fiorentina batte la Samp per 2-1 al "Franchi", ma il risultato è bugiardo: chiunque abbia visto la partita sa come sono andate le cose. Da una parte c'era una compagine capace di nobilitare il calcio con il suo gioco; dall'altra, un manipolo di uomini che non è riuscito a creare molti problemi ad una delle migliori squadre del nostro campionato. E ora Delio Rossi è vicino all'addio.

Delio Rossi, 53 anni, vicinissimo all'esonero: si attende il sostituto.

Dopo la debacle interna con il Sassuolo, il mister blucerchiato è costretto a giocarsi la permanenza sulla panchina della Samp contro un avversario difficile: la Fiorentina di Vincenzo Montella. Come chiedere ad un cieco di vedere ciò che ha davanti agli occhi o altrimenti verrà giustiziato. A quel punto, l'allenatore torna sul prudente 3-5-2, con Gentsoglou a centrocampo e l'emergenza difesa: assenti Costa e Gastaldello, Palombo torna al centro, mentre Regini va a coprire il settore sinistro. La Fiorentina, reduce dalla matematica qualificazione ai 16esime di Europa League, riporta in campo Giuseppe Rossi come unica punta, seguito da Cuadrado e Joaquin.
Non ci vuole molto per capire che i padroni di casa disporranno degli ospiti come meglio credono: i viola cominciano a far girare palla e la Samp può far bene poco, se non aspettare un qualche errore. Tuttavia, gli errori li commettono subito i blucerchiati. Prima la difesa lascia Borja Valero da solo davanti alla porta, con lo spagnolo che fortunatamente spara alto. Poi arriva il pata-trac: su corner, Berardi trattiene vistosamente (e inutilmente) Aquilani. Rigore generoso, ma non è la prima volta che l'ex Brescia commette queste ingenuità. Sul dischetto, Giuseppe Rossi spiazza Da Costa per l'1-0 viola. Sette minuti, arriva il chiodo sulla bara della Samp: palla a "Pepito", Palombo si dimentica di marcarlo e Rossi piazza la palla nel sette di Da Costa. 2-0 e la gara sembra sigillata in favore della squadra di Montella. Anche perché la Samp ci prova solo con un flebile sinistro di Gabbiadini ed una botta dalla distanza di Obiang: troppo poco.
Al ritorno dall'intervallo, il canovaccio è peggiorato: gli ospiti ormai non trovano neanche il minimo pressing e la Fiorentina si diverte a farci girare la testa. Cuadrado e Mati Fernandez provano ad impensierire Da Costa dalla distanza, ma trovano il portiere blucerchiato pronto. Insomma, i viola si divertono, ma sembrano una bella donna allo specchio: consapevole di esserla, la Fiorentina non sferra il colpo decisivo. La Samp cambia Gentsoglou e Berardi per Wszolek e Gavazzi, passando al 4-4-2 e sperando in un mezzo miracolo. E' il polacco la chiave di volta della partita: la sua vivacità sulla fascia fa tremare i padroni di casa. Prima crea un'occasione, poi al 74' gli ospiti accorciano le distanze: ripartenza di Eder ed assist per Gabbiadini, che batte un Neto impreparato sul primo palo. A quel punto, la Fiorentina comincia a temere per il risultato e si ritrae in difesa. Con l'ingresso anche di Nicola Pozzi per Gabbiadini, gli ospiti cominciano a pensare all'incredibile rimonta. E' proprio il numero 9 blucerchiato a fornire a Wszolek una buona occasione, ma il polacco sfiora il palo con la sua conclusione. Nel finale, su corner, è sempre il centravanti di Santarcangelo di Romagna a mancare di poco il 2-2 con un suo colpo di testa. Insomma, la Samp avrà pure poca qualità, ma ci mette il cuore nel finale. Finisce 2-1 per i viola, ma il risultato è bugiardo su quanto avvenuto in campo. E poteva essere persino più bugiardo, se la Samp avesse avuto un pizzico di fortuna.

Giuseppe Rossi, 26 anni, ha chiuso la gara con un'altra doppietta delle sue.

Da Costa 6 - Dargli particolari colpe stasera sarebbe sbagliato. Dove può, è attento.
Mustafi 5.5 - Il meno peggio della retroguardia blucerchiata: come al solito.
Palombo 5 - Si dimentica Rossi sul 2-0.
Regini 5.5 - Fa fatica a sinistra, ma si fa notare persino davanti.
De Silvestri 5.5 - Anche lui non sembra al massimo della propria forma.
Obiang 5 - L'unico pericoloso dalla distanza, ma in campo non riesce a contrastare il centrocampo viola.
Gentsoglou 6 - Peccato per il fatto che sia macchinoso: nel primo tempo ha personalità e dà brio alla manovra. Poi Rossi lo toglie...
Krsticic 5 - Altra prova deludente del serbo: sembra proprio perso.
Berardi 4.5 - Già non è adatto a giocare da esterno nel 3-5-2, poi se lo metti a sinistra... in più, causa anche il rigore dell'1-0.
Eder 5.5 - Molto volenteroso, ma apparte il passaggio per Gabbiadini del 2-1 non c'è nulla.
Gabbiadini 6 - Sufficienza solo per il gol: continua ad essere un mezzo fantasma.

Wszolek 6.5 - Entra e crea molto scompiglio. Per poco non sfiora anche il 2-2: con un nuovo modulo (4-3-3?), forse potrebbe risultare decisivo.
Gavazzi 5.5 - Non fa certo peggio di Berardi.
Pozzi 6.5 - In 10' costruisce una potenziale palla-gol per Wszolek e sfiora il pareggio: è in formissima.

Ora c'è la sosta per le nazionali, ma al ritorno potremmo non trovare più Delio Rossi. Il tecnico blucerchiato era a forte rischio esonero prima della gara di Firenze e l'allarme rimane: le decisioni verranno prese con calma, ma ci sono vari nomi che circolano. Mihajlovic il favorito, Pea, Corini e Zeman tra i possibili outsider e lo spettro Colomba sugli spalti (l'ex tecnico del Padova ha seguito la Samp nelle ultime tre gare dallo stadio: se non è questo un segnale...). Intanto, la partita di Firenze ha visto la doppia mandata di Rossi: Giuseppe ha condannato la Samp, Delio probabilmente saluterà Genova. E chissà cosa accadrà nelle prossime ore. Attenzione, però: in questa Samp, il futuro è una trappola.

Eder Citadin Martins, 26 anni: ieri un altro assist, seppur inutile.

29 settembre 2013

Piattume d'altri tempi.

Pensavo una cosa: ieri, dopo la gara, mi sentivo come Walter White in "Breaking Bad". Purtroppo, non era la parte in cui lui diventa un personaggio avvincente e deciso. No, mi sentivo come Walter White dopo 10 minuti della prima puntata: seccato ed incredibilmente rassegnato al mio destino. Una sensazione che molti tifosi sampdoriani avranno condiviso dopo la quarta sconfitta in campionato su sei giornate disputate sin qui: l'1-0 subito dal Milan ha il sapore amaro. E di quelli che non ti concedono troppi appigli a cui aggrapparti.

Alessandro Matri, 29 anni, contro Lorenzo De Silvestri, 25: buona prova dell'esterno.

La Samp, reduce dal pesante k.o. interno contro la Roma, si ripresenta a Milano con lo stesso modulo: 4-4-2 e tanta corsa. Confermati Wszolek e Gavazzi sulle fasce, le novità maggiori sono al centro: Palombo torna a centrocampo e con la fascia da capitano, mentre Regini subentra a Gastaldello in difesa. Per il Milan, le novità sono poche rispetti al rocambolesco pari di Bologna: Zaccardo subentra ad Abate sul settore difensivo di destra, mentre davanti è confermato il tandem Robinho-Matri.
Nonostante il bisogno di punti, è il Milan a partire ben più aggressivo della Samp: al 14', un bel lancio di Birsa trova Robinho a due passi dalla porta, con il brasiliano che però non trova il colpo vincente. Due minuti ed è stavolta Constant a sfiorare il gran gol al volo su assist di Robinho. I blucerchiati sono timidi e non riescono a fare un buon giro palla all'interno della "San Siro" rossonera. Ciò nonostante, gli ospiti sfiorano il vantaggio al 26': su corner di Sansone, ennesima incornata di Costa e palla che sfiora il palo alla sinistra di Abbiati. Sinistri dalla distanza di Gabbiadini a parte, lì la Samp riscompare; il Milan, invece, si rende nuovamente pericoloso con Mexes, che sbuca alle spalle della difesa ospite su una punizione e manca l'impatto decisivo con il pallone.
Arriva l'intervallo ed Allegri cambia Muntari con Emanuelson: una mossa astuta, che si rivelerà vincente. Pronti, via ed i rossoneri vanno in vantaggio: Robinho lavora un pallone al limite dell'area blucerchiata e serve Birsa, che spara un bel sinistro all'angolino sinistro di Da Costa. 1-0 e primo gol dello sloveno con il Milan. Gli ingressi di Soriano e Krsticic cambiano poco l'assetto della Samp, che continua a subire: nella parte centrale del secondo tempo, è Matri ad avere numerose occasioni per chiudere la gara. L'ex Juve prima ruba palla ad Obiang e spara su Da Costa, poi viene murato da un monumentale Mustafi: insomma, l'attaccante non pare proprio in forma. Intanto, nella Samp, c'è l'esordio di Petagna per un infortunato Gabbiadini: i blucerchiati nel finale spingono per la disperazione, ma la migliore occasione è un sinistro di Costa dalla distanza. Anche Sansone impegna Abbiati, ma l'ex Toro ha la miglior occasione all'84', quando spedisce il pallone in curva da dentro l'area. Nel finale, c'è spazio anche per il possibile 2-0 dei padroni di casa, ma Da Costa è bravissimo su Niang e mette la palla in corner. Finisce con la quarta sconfitta in sei giornate: c'è il bisogno di riprendersi il prima possibile.

Valter Birsa, 27 anni, festeggia il primo gol con il Milan: sarà quello decisivo.

Da Costa 6 - Fa il suo quando deve intervenire. Sul gol di Birsa, è difficile dire qualcosa: vede la palla tardi.
De Silvestri 6.5 - L'unico a mettere un po' in difficoltà il Milan sulle fasce.
Mustafi 7 - Matri sbaglia altri gol, ma la prestazione del tedesco è stata monumentale. Un muro umano.
Regini 6 - Peggio del suo compagno, ha l'unica colpa di essere davanti a Da Costa e non chiudere le gambe sul tiro di Birsa.
Costa 6 - Fa quel che può, nel secondo tempo si sgancia anche in avanti. Salterà il Toro per squalifica.
Gavazzi 6 - Una media tra il 6.5 in fase offensiva ed il 5.5 in fase difensiva, dove lascia veramente troppo spazio a Constant.
Palombo 5 - Abbiamo rivisto Palombo a centrocampo: filtraggio zero, lanci come al solito, cadute per terra come ai vecchi tempi. Ritornare in difesa, forse, è l'ipotesi migliore.
Obiang 5.5 - Troppo compassato in mezzo al campo: contro De Jong in forma non te lo puoi permettere.
Wszolek 5 - Stavolta mi tocca bocciare il polacco: Zaccardo, grazie allo spazio lasciatogli dall'ex Polonia Varsavia, sembrava Cafu.
Sansone 5 - Assolutamente nullo. Nel finale ha una grande chance, ma spara nel settore chiuso ai tifosi del Milan.
Gabbiadini 5.5 - Si muove, svaria, lotta e tira molto (forse troppo) dalla distanza. Poi Rossi lo toglie.

Soriano 5.5 - Rossi dice che può giocare da esterno destro: non ne sono proprio sicuro, eh.
Krsticic 6 - Il miglior Nenad stagionale dà una piccola scossa alla Samp: peccato che anche lui salterà il Toro.
Petagna 5.5 - Giusto il tempo di non vedere palla e cercare gol impossibili contro il club che l'ha cresciuto. E' comunque presto: vedremo cosa combinerà nel futuro.

E ora la gara delle gare: il confronto al "Ferraris" contro il Torino diventa una sorta di verifica. Come ha detto Rossi, ora inizia un altro campionato: nel mese di ottobre, la Samp affronterà i granata in casa, andrà a Livorno, giocherà contro l'Atalanta a Genova e sfiderà l'Hellas al "Bentegodi". E' chiaro che da questi confronti debbono uscire qualcosa tra gli otto ed i dieci punti, altrimenti sarà difficile pensare ad una qualsiasi ipotesi di salvezza. Il piattume d'altri tempi visto ieri non porta fiducia, ma bisogna provarci. Altrimenti, sarà B e stavolta con largo anticipo.

Andrea Petagna, 18 anni: prima in A con la maglia della Samp.

23 settembre 2013

Una girandola di emozioni.

Diciamo che tutti, alla fine della partita di ieri al "Nereo Rocco", ci siamo detti: «Dai, va bene così». Perché i turbamenti erano stati troppi e perché un punto, di questi tempi, sa di vittoria, specie se giochi male contro una delle storiche bestie nere dei blucerchiati. Così, il 2-2 ottenuto in extremis contro il Cagliari viene festeggiato parecchio, anche se - come Rossi sa - c'è veramente tanto da lavorare. Molto più di quanto il risultato e gli episodi dicano.

La delusione blucerchiata dopo il gol annullato a Pawel Wszolek, 23 anni.

La Samp arriva al "Nereo Rocco" di Trieste, momentanea casa del Cagliari, con alcune novità incredibili in formazione: dentro Gavazzi e Wszolek dal 1', all'esordio assoluto in A. L'ex Vicenza gioca al posto di Regini sulla fascia sinistra, il polacco è impiegato da seconda punta alle spalle di Gabbiadini. Poche le novità, invece, per il Cagliari, che si presenta con il canonico 4-3-1-2, con Cossu ad agire alle spalle di Sau e Pinilla. La verità è che il primo tempo è una sorta di grande sonno, in cui le due squadre tendono a non farsi male; certo, i sardi hanno una più spiccata identità di gioco e si nota, ma la Samp non soffre eccessivamente. Non c'è Ibarbo e già questo risolleva il morale blucerchiato. Tuttavia, solo un destro di Obiang, dopo appena pochi secondi, fa tremare Agazzi e l'intero "Nereo Rocco".
La beffa, però, è dietro l'angolo: al 26' bello uno-due tra Ekdal e Pinilla, con lo svedese che supera di slancio Gastaldello e Palombo, presentandosi solo davanti a Da Costa. A quel punto, è troppo tardi per chiudere su di lui e l'ex Juve realizza l'1-0 con un potente destro. L'ennesimo svantaggio stagionale sembra non poter essere recuperato nella prima frazione, specie se Wszolek si vede annullare il primo gol ufficiale con la Samp: sul tiro-cross di Gavazzi, il polacco - in linea con Rossettini - deve subire un ingiusto annullamento. E la squadra di Delio Rossi torna negli spogliatoi senza un pareggio che non sarebbe stato sbagliato.
Al ritorno in campo, Rossi toglie ancora una volta Bjarnason e mette in campo Sansone, per un 3-4-1-2 con l'ex Sassuolo alle spalle di Wszolek e Gabbiadini. Il numero 12 blucerchiato non pare in forma come le altre giornate, quando a Bologna aveva cambiato la partita nel finale; il Cagliari, intanto, prosegue il suo giro palla e si fa vedere poco dalle parti di Da Costa. Entrano anche Pozzi e Barillà per Wszolek e Gavazzi, ma il risultato non cambia; anzi, è il Cagliari ad avere una super-occasione con Ibarbo, sprecata dal colombiano, mentre Pinilla scalda dalla distanza i guantoni di Da Costa.
Poi, il convulso finale: all'88', bella sponda di Pozzi al limite dell'area e Gabbiadini scarica un potente, ma centrale sinistro. Agazzi l'ha presa, ma il pallone gli scappa e termina in rete. Pareggio del nuovo bomber blucerchiato e punto che sembra raggiunto. Invece, al 91', la punizione dal limite di Conti vede la barriera spostarsi e consentire l'ennesima figuraccia a Da Costa, sebbene stavolta da condividere con Krsticic, che si scansa troppo presto dalla traiettoria del pallone. La beffa sembra restituita, ma la Samp ci crede e al 93' agguanta il 2-2 finale: lancio di Palombo, Sansone aggiusta il pallone in area e De Silvestri scarica un gran destro. La deviazione di Gabbiadini non toglie la paternità del gol all'esterno, ma mette in difficoltà Agazzi, che va incontro al secondo errore di giornata. Il pareggio finale è una magra consolazione, ma sembra una vittoria, anche a giudicare dalla corsa incontrollata di Rossi: il tecnico, infatti, va a festeggiare con i ragazzi sotto lo specchio di stadio occupato dai tifosi blucerchiati.

Micheal Agazzi, 29 anni, responsabile per i due gol blucerchiati.

Da Costa 5; Gastaldello 5, Palombo 5.5, Costa 6.5; De Silvestri 6.5, Obiang 6, Krsticic 5, Bjarnason 5 (dal 1' s.t. G. Sansone 6), Gavazzi 6 (dal 26' s.t. Barillà 5.5); Wszolek 6 (dal 10' s.t. Pozzi 6); Gabbiadini 6.5 | pagelle già pubblicate su SampNews24

E così, la Samp sale a quota 2 in classifica. Terz'ultimo posto, che importa a pochi visto come si era messa la partita. Un'altra sconfitta avrebbe segnato il morale della truppa blucerchiata, già reduce da un pareggio a Bologna e due sconfitte contro Juventus e Genoa. C'è molto da aggiustare, ma il secondo tempo di Trieste - rispetto al derby - ha confortato molti: per lo meno, la Samp ha creato qualcosa, è sembrata poter essere pericolosa e, alla fine, ha strappato un punto contro una "bestia nera" per eccellenza. Va bene che non si giocava in terra sarda, ma raccogliere punti contro il Cagliari è sempre stato difficile.
Ora si deve ripartire di quanto di positivo visto sabato. Gavazzi ha fatto il suo: non è Garrincha, ma ha dato l'impressione di integrarsi meglio nel ruolo rispetto a Regini. De Silvestri, derby a parte, sta continuando la buona stagione dell'anno scorso. Sansone, se messo dall'inizio, potrebbe esser pericoloso per qualunque difesa. Pozzi, da non dimenticare, ha dato quella profondità che serviva alla Samp in quel di Trieste. Infine, Gabbiadini continua a segnare, anche se stavolta in collaborazione con Agazzi.
Tutti questi appunti serviranno a Rossi in vista delle due prossime e tremende gare: prima la Roma al "Ferraris", poi il Milan a "San Siro" (vedremo se senza Balotelli). La partita contro i giallorossi sarà complicatissima, anche perché Rudi Garcia ha dato tranquillità e coesione ad un ambiente devastato dopo l'ultimo biennio, con l'apice della finale di Coppa Italia persa nel derby. La Roma di oggi, invece, appare una squadra normale, coesa e con un'identità di gioco precisa (e con il "falso nove" nel cuore). Insomma, alla Samp servirà un mezzo miracolo: speriamo che si veda qualche miglioramento già da mercoledì. Anche perché non si può vivere questa girandola di emozioni ogni volta.

Delio Rossi, 53 anni, festeggia l'incredibile 2-2 finale con i ragazzi.