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24 dicembre 2017

Una riflessione sotto l'albero.

Forse non è proprio destino. Non tanto per il campionato in corso, ma proprio per la trasferta a Napoli: il "San Paolo" rimane uno stadio maledetto e la Sampdoria cade per 3-2, nonostante sia andata due volte in vantaggio. E sebbene ci siano degli episodi dubbi, la gestione di alcune situazioni-chiave e del secondo tempo lasciano più di un dubbio.

Gaston Ramírez, 27 anni, mette dentro una punizione stratosferica per l'1-0.

La Sampdoria deve cercare punti nella tana del peggior nemico, sul cui campo non vince da vent'anni e che comanda la classifica. Giampaolo deve rinunciare per l'ennesima volta a Linetty, sostituito da Barreto. Niente da fare anche per Zapata, sostituito da Caprari; il Napoli, invece, ha quasi tutti gli effettivi, con Mario Rui al posto dell'infortunato Ghoulam.
Due minuti e la Sampdoria va in vantaggio: punizione da 35 metri di Ramírez, che trova un mancino liftato e impressionante. Reina ha le sue colpe, ma gli ospiti sono già avanti dopo 120 secondi e provano a gestire il pallone nonostante l'enorme pressing del Napoli, che produce due occasioni per Callejon e Mertens.
Purtroppo al 14' è già parità: errore in gestione del pallone di Barreto, che si fa pressare efficacemente da Mertens e perde la palla. Il belga mette in mezzo per Callejon, miracolo di Viviano e Allan pareggia sulla ribattuta. Gli ospiti chiedono fallo o fuorigioco, ma non c'è nessuno dei due. Insigne cerca il raddoppio, ma Viviano salva tutto 10' più tardi.
E nel momento di peggior pressione, la Sampdoria trova un altro gol: Ramírez salta prima Albiol e poi Hysaj, che lo stende in area. Fallo netto e... rosso? No, nonostante sia una chiara occasione da gol: solo giallo per l'albanese. Dal dischetto Quagliarella spiazza Reina e mette dentro il 2-1, nonché la sesta rete da ex al Napoli.
Dopo una buona occasione sempre per Quagliarella (destro che Reina osserva finire fuori), i padroni di casa pareggiano immediatamente. Al minuto 32, disimpegno sbagliato di Ferrari, Mertens serve Insigne e il 24 azzurro calcia subito: tiro non potente, ma angolato e immediato, che coglie impreparato Viviano: 2-2.
A coronamento di un primo tempo dai ritmi folli, arriva anche il 3-2 azzurro: altra grande azione di Allan, che in area resiste a diversi contrasti e molla la palla a Mertens, che a sua volta serve in area il solitario Hamsik, che realizza il 3-2 e la rete numero 116 per il Napoli, superando Maradona. Nel finale, anche Insigne e Mertens cercano un altro sigillo, ma senza successo.
Dopo 45' così, il secondo tempo risulta molto più blando. La Sampdoria ha speso parecchio e neanche per il Napoli è facile rientrare sul pezzo. Anzi, per una buona mezz'ora non ci sono occasioni, finché Quagliarella non prova a sorprendere Reina dai 30 metri (palla fuori). La svolta arriva al minuto 76, quando Mario Rui viene espulso per doppio giallo.
Se il neo-entrato Kownacki è bravo a guadagnarsi la sanzione, la Sampdoria prova a spingere, mettendo dentro anche Zapata. Purtroppo gli ospiti non produrranno altre occasioni; anzi sarà il Napoli a sfiorare il 4-2 per ben tre volte con Mertens (bravissimo Viviano su una punizione e un lob in campo aperto, poi il belga spedisce il pallone in fallo laterale).

Al di là dell'orgoglio e dei complimenti di Sarri, Giampaolo deve anche trovare una quadra per il futuro.

Viviano 6.5; Bereszynski 6, Silvestre 5, Ferrari 5.5, Strinic 5 (dal 39' s.t. Zapata s.v.); Barreto 5 (dal 26' s.t. Verre 6), Torreira 6, Praet 6.5; Ramirez  7; Quagliarella 6.5 (dal 30' s.t. Kownacki 6), Caprari 5.5.

Il Napoli è incamminato verso lo scudetto. Come ho già espresso altrove, il mio augurio è che possano spezzare il dominio della Juventus, anche per dare credibilità a una Serie A finalmente combattuta. Ciò che mi ha impressionato di più è il rendimento di Allan, decisivo nella gara di ieri e colonna della squadra azzurra.
Diverso il discorso per la maledizione del "San Paolo": è dal '98 che non si vince sotto il Vesuvio e la cosa comincia a diventare particolarmente frustrante, perché nelle ultime due sfide la Sampdoria è stata a un passo dal portare via almeno un punto e ha perso. Brutta notizia anche il record di Sarri contro la Sampdoria dal suo arrivo a Napoli: sei gare, cinque vittorie e un pareggio.
Bisogna riflettere anche sull'andamento in campionato: dopo la vittoria a sorpresa sulla Juventus, la Sampdoria ha collezionato un punto in cinque gare. Non è stato il più facile dei calendari, ma è anche vero che contro Sassuolo (per la prestazione) e Cagliari (per il risultato finale e com'è maturato) si poteva fare nettamente meglio.
Spiace soprattutto per gli errori gratuiti commessi nella gara di ieri. I primi due gol sono vizi di forma, di esecuzione di una consuetudine in fase di costruzione. Ed è stato spiacevole vedere come la Sampdoria non abbia prodotto NESSUNA occasione negli ultimi 20', nonostante la superiorità numerica. Bisogna migliorare.
E ora c'è il calendario che offre due snodi fondamentali, perché le gare contro Spal (in casa) e Benevento (fuori) saranno questo. Soprattutto la gara del 30 dicembre contro il club di Ferrara sarà fondamentale: immaginate la pressione dell'andare a Benevento ancora senza vittorie, magari con il Benevento ancora a zero... le sorprese sotto l'albero sono bastate.

Allan, 26 anni, decisamente il migliore in campo nella gara di ieri pomeriggio.

25 gennaio 2016

Psicolabili.

Altro giro, altra batosta. Stavolta stra-meritata, senza appello, nonostante la Samp sia rimasta in partita per un'ora con un uomo in meno. Il 4-2 subito dal Napoli capolista al Ferraris dimostra due cose: a) gli azzurri sono in corsa per il titolo, visto che hanno vinto giocando una delle peggiori partite della loro annata; b) l'obiettivo blucerchiato sono i 40 punti.

Maurizio Sarri, 57 anni, discusso in settimana: a giugno era vicino alla Samp...

Per la prima in casa nel girone di ritorno, Montella si presenta più o meno con la stessa squadra vista a Modena contro il Carpi: le novità sono il rientro di Moisander e Cassani dietro più la scelta di Carbonero a centrocampo al posto dello squalificato Soriano. Nessuna novità per Sarri: solito 4-3-3 per il Napoli capolista.
Pronti, via e la Samp comincia la galleria degli orrori. Su rinvio di Reina, Moisander lascia passare la palla e Higuain si presenta solo davanti a Viviano. Come se ne avesse bisogno... fortunatamente l'argentino spara alto. Gli va meglio cinque minuti più tardi: Barreto lo serve con un retropassaggio all'indietro e lui fulmina Viviano: 1-0 per gli ospiti.
Come se non bastasse, dieci minuti più tardi il paraguayano consegna la gara al Napoli: Barreto stende Albiol in area con un intervento da dilettante ed è rigore. Dal dischetto è Insigne a trasformare per il 2-0. La partita è virtualmente finita, con il Napoli che ha un paio di tentativi ancora di Higuain, tutti centrali per Viviano.
Con un colpo di coda, la Samp si rimette in partita prima della fine del primo tempo. Carbonero recupera palla e salta Koulibaly, lanciando il contropiede. Il colombiano mette in mezzo, velo straordinario di Éder e Correa batte Reina in controtempo. Secondo gol consecutivo per l'argentino, blucerchiati di nuovo nella contesa.
Al ritorno in campo, l'inerzia dei primi 15 minuti sembra dimostrare che il Napoli è in difficoltà. Lenta e poco reattiva, la squadra di Sarri soffre il pressing blucerchiato. Quando tutto promette bene, è Cassani a compiere un'ingenuità: già ammonito, il terzino stende Insigne (di spalle!) a 50 metri dalla porta. Inevitabile il secondo giallo e quindi il rosso.
In dieci, la Samp accusa subito il colpo: Hamsik si inserisce in area un minuto più tardi e Moisander si fa saltare come un birillo, con lo slovacco che realizza il 3-1 con un tocco all'angolo. Il Napoli non spinge sull'acceleratore e continua a provarci dalla distanza, ma la Samp si rimette ancora una volta in partita con un episodio.
Su corner di Alvarez (entrato al posto del disastroso Barreto), Éder incorna di testa. La zuccata non è irresistibile, ma Reina si addormenta e concede l'accorcio delle distanze ai padroni di casa. La Samp spera, ma quello è l'ultimo tiro in porta della gara. Troppo organizzato il Napoli, troppo più forte tecnicamente, per giunta anche in superiorità numerica.
Dopo che Higuain spreca un'altra ottima occasione, la parola "fine" alla gara la mette Mertens, entrato al posto di Insigne. Il belga punta uno stanco Carbonero e lo salta, scaricando un gran mancino all'angolo: 4-2, con Viviano che sembra poco esplosivo nell'occasione. Nel finale non succede molto e il Napoli può festeggiare la quinta vittoria consecutiva.

Gonzalo Higuain, 28 anni: 21 gol in altrettante partite di A.

Viviano 5; Cassani 4, Moisander 5, Zukanovic 6, Regini 5; Carbonero 6, Fernando 5, Barreto 3 (dal 10' s.t. Alvarez 6); Correa 6 (dal 35' s.t. Ivan s.v.), Cassano 5.5 (dal 19' s.t. Dodò 5.5), Éder 6 - già pubblicate su SampNews24

Che dire: la partita ha rispecchiato la mente psicolabile di questa squadra durante tutta la stagione. Gli errori di Barreto, le leggerezze di Moisander, la poca incisività di Correa in alcune fasi della gara, l'inutilità di Regini. Pochi quelli che si sono salvati, meno ancora le partite veramente positive di quest'annata, che si possono contare sulle dita. Di UNA mano.
Il Napoli s'incammina probabilmente a essere la candidata numero uno allo scudetto. Un duello, che vedrà gli azzurri contrapposti alla Juventus, giunta all'undicesima vittoria consecutiva. Al Napoli manca forse qualche riserva (specie in mezzo), ma con 47 punti in 21 giornate solitamente gli scudetti si vincono. Staremo a vedere.
E il mercato? A parte dire che quello invernale del 2016 è uno dei più brutti mai visti nella storia (prestiti, ricicli, ritorni), la Samp contribuisce con pochissime operazioni in uscita e in entrata. Si dovevano sistemare i giovani e gli esuberi, ma solo Bonazzoli è partito. Doveva arrivare qualcuno e al 25 gennaio ci sono solo Alvarez e Dodò (azz), più l'ombra Ranocchia (aiuto).
La zona retrocessione, intanto, si muove: il Carpi ha miracolosamente strappato un pareggio in casa Inter e ora ha all'attivo sette punti nelle ultime tre gare, gli stessi fatti dall'Hellas in sedici partite. Il Frosinone ha fatto un altro punto in casa contro l'Atalanta: diciamo che dietro non corrono, ma camminano. Solo che se noi stiamo fermi, presto ci prenderanno.
E domenica le cose saranno ancora difficili, perché si va a Bologna. Come cambiano le cose in un girone, eh? Il Bologna di Delio Rossi era potenzialmente fortissimo, ma inguardabile e immobile. Quello di Donadoni è la squadra che corre di più in A ed è uscita agevolmente dalla zona calda. Vedremo se l'esser psicolabili ci condannerà ancora.

Joaquin Correa, 21 anni, al secondo gol consecutivo.

27 aprile 2015

E ora?

Quattro. Come le gare senza vittorie (l'ultima contro l'Inter in casa, a inizio marzo). Come gli attaccanti nel finale, ma senza successi. Come i gol presi ieri a Napoli, dove la Samp ha dovuto soccombere di fronte ai partenopei, in gran forma. La corsa all'Europa League si fa molto più complicata del previsto.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, a segno per il classico gol dell'ex.

La Samp cambia notevolmente dal pareggio interno contro il Cesena: messa da parte l'idea dei quattro attaccanti, Mihajlovic si presenta al San Paolo con il consueto 4-2-3-1: Soriano, Éder ed Eto'o dietro l'unica punta Okaka. Il serbo ci tiene a far bene: in settimana il Corriere dello Sport ha dato per fatto un accordo proprio con il Napoli. Lui smentisce, ma le attenzioni di una società così importante lo adulano. Benitez invece opta per molti cambi, con l'ex Gabbiadini in campo dal 1' alle spalle di Higuain.
Pronti, via e la Samp riesce a portarsi in vantaggio a sorpresa. Dopo una botta e risposta tra la punizione di Mesbah (sventata da Andujar) e due tiri di Higuain (uno largo, l'altro respinto da Viviano), gli ospiti vanno sull'1-0. Palla straordinaria di Soriano in profondità, Éder corre in profondità e semina Britos. Quando mette in mezzo per Okaka, sulla traiettoria si inserisce Albiol, che fa autorete e regala il vantaggio alla Samp.
Il Napoli continua a fare il suo gioco, fatto di un lungo possesso-palla e di molto attacco. Palombo rischia la frittata al 15', quando perde palla malamente a centrocampo. Da lì, Callejon si presenta di fronte a Viviano, ma il portiere blucerchiato e Romagnoli salvano. Alla lunga, il Napoli trova il pari al 30': palla a Gabbiadini, che prova un destro debole e leggermente deviato dal limite dell'area. Il pallone sembra saldamente nelle mani di Viviano, ma il numero 1 ospite combina un patatrac e lascia scorrere il pallone in porta.
Dopo il pareggio, arriva subito il vantaggio dei padroni di casa: uno-due tra Higuain e Gabbiadini, con l'ex blucerchiato a fare da perno. Una sorta di pick and roll calcistico, dove Romagnoli perde male Higuain, scontrandosi con Silvestre. In tal modo, l'argentino si presenta da solo davanti a Viviano e lo batte per il 2-1. Finisce così un primo tempo rinunciatario da parte della Samp, che perde anche Éder per infortunio.
Neanche il tempo di rientrare dagli spogliatoi che la Samp prende il terzo gol. In fase d'impostazione, De Silvestri regala il pallone a Insigne. Con Palombo e Obiang dieci metri più avanti, il capitano del Napoli può partire in campo semi-aperto e impostare un gran destro liftato, sul quale Viviano valuta male la traiettoria. Sembra fuori, invece la palla va all'angolo per il 3-1. La partita finisce realmente lì, con la Samp incapace di tirare verso la porta avversaria.
Il Napoli sfiora il quarto gol a più riprese: Silvestre respinge una bella conclusione di Higuain in angolo, David Lopez impegna Viviano dai 30 metri e poi ancora il numero 9 azzurro manca di poco la doppietta personale. Nessun problema, ci pensa De Silvestri a regalargli quest'occasione dal dischetto, a causa di un fallo molto ingenuo su Hamsik. La trasformazione è perfetta. Nel finale, a nulla serve la bellissima conclusione di Muriel dai 25 metri, che vale un 4-2 tanto inutile quanto di grande impatto. La Samp esce con le ossa rotte dal San Paolo, ci vorrà un altro spirito per raggiungere l'Europa.

L'autorete di Raul Albiol, 29 anni, per il momentaneo vantaggio ospite.

Viviano 5; De Silvestri 4.5, Silvestre 6, Romagnoli 5.5, Mesbah 5.5; Obiang 6, Palombo 5 (dal 17' s.t. Duncan 5.5); Éder 6 (dal 43' s.t. Muriel 5.5), Soriano 6 (dal 30' s.t. Bergessio 5.5), Eto'o 5.5; Okaka 5 - già pubblicate su SampNews24

Per chi avesse avuto qualche dubbio, il Napoli è due spanne sopra la Sampdoria. C'era chi parlava di sogni di Champions, addirittura. Direi che è ora di svegliarsi: al di là della differenza tecnica, la partita di ieri mostra anche una differenza d'atteggiamento. La Samp di oggi non potrebbe mai arrivare terza, con quest'atteggiamento rinunciatario. Così come non avrebbe potuto neanche quella del girone d'andata, comunque ottima.
La corsa europea adesso si complica. Il perché è spiegato sopratutto da un risultato, ovvero l'inaspettato successo del Torino nel derby della Mole. Il 2-1 alla Juventus porta la squadra di Ventura a -3 dalla Samp e a -2 dalla Fiorentina. Nonostante gli scivoloni in casa e un'Europa League da conquistare, rimango convinto che la lunghezza dell'organico farà arrivare i viola davanti alla Samp. Il nostro obiettivo rimane il sesto posto, ma il calendario del Torino nelle prossime gare mi fa venire più di un dubbio.
La brutta notizia riguarda Éder: uscito al 43' del primo tempo dopo un contrasto con Britos, l'attaccante ha confessato di aver sentito il ginocchio "ballare". Brutto segnale, tanto che lo stesso italo-brasiliano ha confessato: «Temo che la mia stagione sia finita qui». Brutto segnale per chi ha tirato la carretta tutto l'anno. E ora temo che Mihajlovic dovrà pensare a un passaggio al 4-3-1-2, installando Soriano come trequartista e puntando tutto sulla coppia Eto'o-Muriel. Non che si caschi male, ma bisognerà vedere se il serbo punterà sull'ennesimo cambio di modulo.
Intanto la prossima settimana sarà decisiva: la Samp è attesa da due gare casalinghe di fondamentale importanza, dalle quali sarebbe ottimo tirar fuori quattro punti. La prima sarà quella contro l'Hellas di mercoledì. Gli scaligeri sono ormai salvi, ma sembrano esser tornati in forma grazie sopratutto a quel "giovanotto" di Luca Toni (ieri doppietta e 17 gol in campionato). Sabato arriva la Juve, forse già campione d'Italia e attesa da una semifinale di Champions League tre giorni dopo. E ora? Tocca correre.

L'errore di Emiliano Viviano, 29 anni, sul gol dell'1-1 azzurro.

12 maggio 2014

Piccole illusioni.

Per chi si aspettava un Napoli in vacanza, la delusione è stata tanta: la Samp chiude il suo rendimento stagionale in casa con un 5-2 subito dagli ospiti, reduci dalla vittoria in finale di Coppa Italia e dal terzo posto in A conquistato martedì contro il Cagliari. Per la Samp l'ennesima sconfitta degli ultimi tempi, che aggiunge malumore a un finale di stagione deludente. E sul futuro di Mihajlovic ancora nulla trapela: c'è veramente poco da festeggiare.

Shkodran Mustafi, 22 anni, e Marek Hamsik, 26: autogol per il primo, rete per il secondo.

La Samp arriva alla sfida contro gli azzurri dopo la sconfitta incolore di Parma, mentre gli ospiti sono reduci dalla vittoria contro il Cagliari. Mihajlovic schiera il solito 4-2-3-1: nessuna grande novità, davanti Maxi Lopez scelta obbligata vista la squalifica di Okaka. Dal canto suo, Benitez decide di fare un po' di cambi, viste le assenze - per squalifica o infortunio - di Britos, Albiol, Higuain e Dzemaili. Riposa Ghoulam, tornano in campo Mesto e Maggio. Reveillere è schierato come centrale difensivo, mentre davanti c'è Zapata al posto del Pipita.
La Samp sembra iniziare con il piglio giusto, avendo all'11' una super-occasione con Soriano: Jorginho regala al centrocampista Samp un pallone in area, ma il tiro dell'italo-tedesco è fuori. Il Napoli sembra in vacanza, ma al 18' trova il vantaggio: Fernandez stacca solo su corner, miracolo di Fiorillo che devia sulla traversa, ma c'è Zapata che ribadisce in rete. Gol numero tre in A del colombiano, sul quale ha parecchie colpe De Silvestri, colpevole di una marcatura leggera. Otto minuti e arriva il raddoppio: palla a Insigne, che calcia forte e liftato dal limite dell'area. Fiorillo va male sul pallone, con poca coordinazione tra mano e corpo, e la palla finisce dentro per il 2-0. C'è una piccola reazione Samp, quando Eder azzecca una bordata dai 20 metri al 28' per l'1-2 blucerchiato. Ma dura poco: al 31', su timida punizione di Callejon, Fiorillo incappa in un'altra topica - ben più grave della prima - e regala il 3-1 al Napoli. Il finale del primo tempo è un assalto blucerchiato, con almeno quattro occasioni nette e tanta sfortuna, tra le parate di Reina e la poca precisione degli attaccanti del Doria.
Nella ripresa non ci sono cambi, né in campo né sul copione della gara: Maxi Lopez viene anticipato di poco da Reina e sulla ripartenza il Napoli va ancora a segno. Zapata doppia Gastaldello in velocità e mette in mezzo, dove Hamsik può segnare comodo comodo il 4-1: lo slovacco torna al gol dopo sei mesi. E quale miglior regalo da parte nostra? Intanto la partita si addormenta: la Samp non ha la stessa verve del primo tempo ed è complicato costruire gioco dovendo rimontare tre gol. Così i partenopei ne approfittano e trovano anche il quinto: l'indisturbato Inler serve Callejon, l'ex Real mette in mezzo e Mustafi decide di anticipare Zapata invece che lasciare un gol facile al colombiano. Il risultato è l'autogol che porta il punteggio sul 5-1 per gli ospiti. Da lì, il Napoli smette di infierire e c'è spazio per qualche punto d'orgoglio della Samp, che intanto ha cambiato Krsticic, Gabbiadini e Maxi per Renan, Sansone e Wszolek. Sansone impensierisce prima Reina, poi Doblas, ma non trova il gol in nessuno dei due casi. Mustafi e Gastaldello prova una sortita in avanti, ma è Wszolek a bucare al 93' Doblas: primo gol ufficiale con la maglia della Samp per il polacco, che è l'unica luce di questa giornata. Un'altra brutta partita per la squadra di Mihajlovic, che rimane inchiodata a 44 punti.

Manolo Gabbiadini, 22 anni, deludente ieri contro il Napoli.

Fiorillo 4; De Silvestri 4.5, Mustafi 5, Gastaldello 5, Regini 6; Palombo 5, Krsticic 4.5 (dal 12' s.t. Renan 5); Gabbiadini 5 (dal 18' s.t. Sansone 5), Eder 6, Soriano 5.5; Maxi Lopez 4.5 (dal 33' s.t. Wszolek 6) - già pubblicate su SampNews24.

Un'altra batosta in casa, un'altra figuraccia rimediata con gli ipotetici titolari. Questo finale di stagione è finito per assomigliare a quello che Sinisa Mihajlovic non voleva. Siamo passati dal "siamo vicini alla media-punti di Delneri" o "se fosse stato qui dall'inizio, andavamo in Europa League" al prendere sistematicamente batoste nelle ultime giornate di questa Serie A, come era già successo con Delio Rossi l'anno scorso. E' la quinta sconfitta nelle ultime sei giornate. E non credete: la vittoria con il Chievo ha messo in mostra una squadra tutt'altro che entusiasmante. Ora si attende di capire qualcosa sul futuro di Mihajlovic. Nell'attesa, sabato sera c'è la gara di Udine, nella quale spero di vedere fortemente tantissime riserve. Perché il concetto è lo stesso: se figuraccia deve essere, facciamola almeno con coloro che hanno giocato meno. Che magari ci mettono un filino più d'impegno.

Tuttavia, a deludermi non è stata tanto la prestazione dei ragazzi - sembra quasi che mi ci stia abituando e ieri siamo stati anche un po' sfortunati - quanto piuttosto il pubblico. C'è stato un bellissimo momento, con il ricordo di Vujadin Boskov e l'ingresso in campo della moglie Yelena e della figlia Alexandra: un modo per farle sentire come il rispettivo marito e padre non se ne andrà mai dalla memoria della tifoseria blucerchiata. Eppure si è ripetuto lo stesso copione di Samp-Inter: la tua squadra perde malissimo in casa, ma non te ne frega niente. Tanto il Genoa perde a Reggio Emilia, vero? E allora esultiamo, tanto non importa nulla dell'ultima gara di questo campionato, quando sabato sera la Samp chiuderà la sua stagione al Friuli di Udine. L'importante è che la Roma faccia il suo a Genova contro i rossoblu domenica, no? La supremazia stracittadina, le parate di Fiorillo, le staffilate di Eder: sono tutte piccole illusioni che non valgono niente.

Lorenzo Insigne, 22 anni: contro la Samp è arrivato il suo terzo gol in campionato.

30 settembre 2012

Mezzo pieno o mezzo vuoto.

Un bicchiere si può vedere in maniera diversa. Ci sono momenti in cui ti sembra colmo, altri in cui ti appare privo di consistenza. Oggi, dopo la sconfitta con il Napoli a Marassi, la Samp può vederla in entrambi i modi. Per 45 minuti, i padroni di casa sono riusciti ad imbrigliare gli ospiti, con un gioco molto difensivo ma efficace. Tolte le fonti di gioco, però, al Doria non è rimasto che tentare con gli episodi. Che invece hanno portato il Napoli a vincere la partita, squadra più esperta e rodata della nostra. Un peccato, ma si sarebbe vinta questa partita? Proviamo ad analizzarla insieme.

I blucerchiati scendono in campo con 9/11 confermati dall'impresa di Roma. Due i cambi: fuori Pozzi infortunato e Maresca squalificato, dentro Kristicic in cabina di regia e Soriano a completare il trio d'attacco, con Eder punta centrale. Un 4-5-1 mascherato per tagliare le fonti del gioco al Napoli, che si schiera con il solito 3-5-2 e gli stessi undici che hanno demolito la Lazio quattro giorni fa. Pronti, via e Kristicic sfiora subito il gol su calcio d'angolo, sfiorando debolmente con il destro. Durante tutto il primo tempo, il Napoli viene soffocato dalla muraglia sampdoriana; i padroni di casa non fanno un pressing asfissiante, ma aspettano gli ospiti con i nove uomini dietro la linea del pallone, che non lasciano giocare la squadra di Mazzarri. E' la tattica giusta, togliendo agli avversari la loro arma migliore, ovvero il contropiede. Una prima occasione viene creata dai partenopei al 13': rimessa lunghissima di Campagnaro, che serve Maggio in area. Peccato che il tornante della nazionale sparacchi alto sull'uscita di Romero. La Samp risponde subito, con Obiang che lancia in profondità Estigarribia: il paraguaiano colpisce debolmente a lato della porta difesa da De Sanctis. Poco dopo, il Doria ci riprova: è sempre Obiang a suggerire il lancio dentro l'area. Gastaldello è solo, ma colpisce malissimo di testa e manda alto.
Il Napoli costruisce la seconda palla della sua intera partita al 23': bel cross tagliato di Cannavaro, dove Gamberini non arriva per pochi centimetri. La Samp continua a difendersi bene e a tentare le ripartenze veloci. Ma la sterilità sotto porta e la mancanza di gente come Pozzi o Maxi Lopez si fa sentire; il meglio che si produce negli ultimi minuti del primo tempo è un sinistro di Soriano centrale, parato dal portiere napoletano senza problemi. Uno degli episodi contestati arriva al 40': Obiang entra duramente su Inler, colpendo sia la palla che la gamba dello svizzero. Giallo inevitabile, ma Mazzarri non si accontenta, vorrebbe il rosso. Così Tagliavento, su segnalazione del quarto uomo, decide di cacciare il tecnico azzurro per proteste eccessive. Non è la prima volta che il tecnico di San Vincenzo ci casca con tutte le scarpe.. fatto sta che il primo tempo si conclude e la Samp sembra aver gestito bene la tempesta Napoli. Lo 0-0 è il risultato più giusto.
Nella seconda frazione non ci sono cambi, ma la Samp scompare dal campo. Continua a non far giocare il Napoli, ma davanti non si crea nulla. Il baricentro troppo basso tenuto in campo penalizza molto i padroni di casa e, così, il Napoli comincia a creare qualche occasione. Giusto il tempo di permettere a Eder di spaventare gli avversari ed i partenopei prendono campo, tentando prima con Hamsik e poi con Campagnaro. Il cambio Insigne per Pandev sembra confermare lo schieramento tattico del Napoli. La Samp dovrebbe tentare il tutto per tutto, inserendo magari Icardi per un centrocampista; ma prima di poter considerare tale ipotesi, il patatrac doriano è dietro l'angolo.
Minuto 65: la Samp perde palla nella metà campo del Napoli e, su un uno-due ben perfezionato, Munari ed Estigarribia si scontrano, lasciando spazi immensi al contropiede napoletano. Sull'arma meglio adoperata dagli ospiti, la Samp si trova scoperta e Gastaldello è costretto a stendere Hamsik per l'ennesima volta. Il secondo giallo è inevitabile, ma Tagliavento va addirittura ad estrarre il rosso diretto: evidentemente l'arbitro ha considerato il capitano come ultimo baluardo davanti alla possibilità di segnare per Hamsik. E se l'espulsione appare sacrosanta (Gastaldello si era già fatto ammonire pochi minuti prima), il rigore lascia più di un dubbio. L'impressione è che il numero 28 sampdoriano tocchi lo slovacco del Napoli appena fuori dall'area di rigore. Tagliavento, pur essendo vicino, non ha sentito il bisogno di pensarci. Sul dischetto va Cavani, che realizza nonostante Romero intuisca il tiro dal dischetto. 1-0 ed è dannatamente difficile recuperare.
Da lì, la Samp scompare: l'unico tiro nelle vicinanze della porta napoletana in tutto il secondo tempo è di Obiang al 73', quando lo spagnolo sfiora l'incrocio dei pali. Il Napoli gestisce il risultato e rischia di arrotondare con Insigne e Cavani, ma Romero salva la porta con discreta sicurezza. Finisce così, con l'esordio di Poulsen e De Silvestri, che non serve a cambiare il risultato. La Samp - in 10 e spuntata in attacco - perde la sua imbattibilità, ma il bilancio è stato parzialmente positivo.

Romero 6.5 | Reattivo come solito, nessuno lo sorprende: per poco non fa un miracolo anche sul rigore di Cavani.
Berardi 7 | Il povero Zuniga si aspettava un pomeriggio di divertimento; invece, il buon Gaetano sfodera la sua migliore prestazione stagionale, confermando ciò che ho sempre pensato. Se c'è il bisogno di annullare il gioco avversario, Berardi è l'uomo giusto per metterlo in atto.
Gastaldello 5 | Ingenuo. E' vero che il secondo giallo è praticamente obbligato (altrimenti Hamsik è in porta), ma sul primo si fa saltare e poi trattiene inutilmente lo slovacco. Mancherà a Verona, non so se con il rosso diretto la squalifica sarà superiore ad un'unica giornata.
Costa 5.5 | Non entusiasmante neanche oggi. Nonostante un Napoli in versione timorosa, Maggio riesce a saltarlo quelle poche volte che spinge. Rischia il secondo giallo per un aggancio ingenuo su Cavani, Tagliavento lo grazia.
Kristicic 6.5 | Fino a che si è 11 contro 11, il serbo gioca un'altra grande partita. Poi scompare come molti.
Obiang 6.5 | Torna a certi livelli di prestazione a cui eravamo abituati.
Munari 6 | Meglio che a Roma: non segna, ma ostruisce le vie di gioco degli avversari.
Soriano 6 | Fa quel che può in un ruolo non suo.
Estigarribia 4.5 | Il peggiore. Un giocatore irriconoscibile, incostante, ma sopratutto avulso dal gioco. Sulla sua prestazione influisce anche Ferrara, che lo fa giocare 20 metri più indietro rispetto alla sua posizione normale.
Eder 6.5 | Si sbatte per l'ennesima volta, contro tutto e tutti.

De Silvestri 6 | Entra e mette un sacco di palloni in mezzo da ala: peccato che in mezzo non ci sia nessuno.
Icardi s.v. | Non può risolvere la partita in una squadra che gioca con un uomo in meno.
Poulsen s.v. | Esordio buono per tastare il calore di Marassi.

Vedo molto entusiasmo per la prova di oggi dei ragazzi: personalmente lo ritengo ingiustificato. Se è stato giusto tentare la barricata nel primo tempo, nei secondi 45' bisognava forse osare qualcosa di più. Speravo che Icardi entrasse in campo per uno stanco Munari (quasi 270' in una settimana) o per un Estigarribia inconsistente, ma a Ferrara è sembrato andare bene il pareggio. Così, quando è successo l'episodio cruciale, la Samp è rimasta in mano con un pugno di mosche. Purtroppo, come ho già detto, questa è una buona squadra, ma è molto ingenua. Ferrara ha sottolineato che 10/11 di oggi giocavano l'anno scorso in B: si è visto, dato che l'errore che porta al rigore di Cavani è una disattenzione molto sciocca. Tipica di chi deve fare esperienza. Nonostante ciò, la Samp ha raccolto 11 punti nelle prime sei partite: un ottimo bottino. Ne mancano altri trenta, dobbiamo farli il prima possibile. Anche senza Gastaldello e Poli, che mancheranno sicuramente a Verona contro un Chievo in crisi. Ce la possiamo fare: dipende tutto da come si guarda quel dannato bicchiere.

Nenad Kristicic, 22 anni: buona la sua prova oggi come regista di centrocampo.