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25 gennaio 2016

Psicolabili.

Altro giro, altra batosta. Stavolta stra-meritata, senza appello, nonostante la Samp sia rimasta in partita per un'ora con un uomo in meno. Il 4-2 subito dal Napoli capolista al Ferraris dimostra due cose: a) gli azzurri sono in corsa per il titolo, visto che hanno vinto giocando una delle peggiori partite della loro annata; b) l'obiettivo blucerchiato sono i 40 punti.

Maurizio Sarri, 57 anni, discusso in settimana: a giugno era vicino alla Samp...

Per la prima in casa nel girone di ritorno, Montella si presenta più o meno con la stessa squadra vista a Modena contro il Carpi: le novità sono il rientro di Moisander e Cassani dietro più la scelta di Carbonero a centrocampo al posto dello squalificato Soriano. Nessuna novità per Sarri: solito 4-3-3 per il Napoli capolista.
Pronti, via e la Samp comincia la galleria degli orrori. Su rinvio di Reina, Moisander lascia passare la palla e Higuain si presenta solo davanti a Viviano. Come se ne avesse bisogno... fortunatamente l'argentino spara alto. Gli va meglio cinque minuti più tardi: Barreto lo serve con un retropassaggio all'indietro e lui fulmina Viviano: 1-0 per gli ospiti.
Come se non bastasse, dieci minuti più tardi il paraguayano consegna la gara al Napoli: Barreto stende Albiol in area con un intervento da dilettante ed è rigore. Dal dischetto è Insigne a trasformare per il 2-0. La partita è virtualmente finita, con il Napoli che ha un paio di tentativi ancora di Higuain, tutti centrali per Viviano.
Con un colpo di coda, la Samp si rimette in partita prima della fine del primo tempo. Carbonero recupera palla e salta Koulibaly, lanciando il contropiede. Il colombiano mette in mezzo, velo straordinario di Éder e Correa batte Reina in controtempo. Secondo gol consecutivo per l'argentino, blucerchiati di nuovo nella contesa.
Al ritorno in campo, l'inerzia dei primi 15 minuti sembra dimostrare che il Napoli è in difficoltà. Lenta e poco reattiva, la squadra di Sarri soffre il pressing blucerchiato. Quando tutto promette bene, è Cassani a compiere un'ingenuità: già ammonito, il terzino stende Insigne (di spalle!) a 50 metri dalla porta. Inevitabile il secondo giallo e quindi il rosso.
In dieci, la Samp accusa subito il colpo: Hamsik si inserisce in area un minuto più tardi e Moisander si fa saltare come un birillo, con lo slovacco che realizza il 3-1 con un tocco all'angolo. Il Napoli non spinge sull'acceleratore e continua a provarci dalla distanza, ma la Samp si rimette ancora una volta in partita con un episodio.
Su corner di Alvarez (entrato al posto del disastroso Barreto), Éder incorna di testa. La zuccata non è irresistibile, ma Reina si addormenta e concede l'accorcio delle distanze ai padroni di casa. La Samp spera, ma quello è l'ultimo tiro in porta della gara. Troppo organizzato il Napoli, troppo più forte tecnicamente, per giunta anche in superiorità numerica.
Dopo che Higuain spreca un'altra ottima occasione, la parola "fine" alla gara la mette Mertens, entrato al posto di Insigne. Il belga punta uno stanco Carbonero e lo salta, scaricando un gran mancino all'angolo: 4-2, con Viviano che sembra poco esplosivo nell'occasione. Nel finale non succede molto e il Napoli può festeggiare la quinta vittoria consecutiva.

Gonzalo Higuain, 28 anni: 21 gol in altrettante partite di A.

Viviano 5; Cassani 4, Moisander 5, Zukanovic 6, Regini 5; Carbonero 6, Fernando 5, Barreto 3 (dal 10' s.t. Alvarez 6); Correa 6 (dal 35' s.t. Ivan s.v.), Cassano 5.5 (dal 19' s.t. Dodò 5.5), Éder 6 - già pubblicate su SampNews24

Che dire: la partita ha rispecchiato la mente psicolabile di questa squadra durante tutta la stagione. Gli errori di Barreto, le leggerezze di Moisander, la poca incisività di Correa in alcune fasi della gara, l'inutilità di Regini. Pochi quelli che si sono salvati, meno ancora le partite veramente positive di quest'annata, che si possono contare sulle dita. Di UNA mano.
Il Napoli s'incammina probabilmente a essere la candidata numero uno allo scudetto. Un duello, che vedrà gli azzurri contrapposti alla Juventus, giunta all'undicesima vittoria consecutiva. Al Napoli manca forse qualche riserva (specie in mezzo), ma con 47 punti in 21 giornate solitamente gli scudetti si vincono. Staremo a vedere.
E il mercato? A parte dire che quello invernale del 2016 è uno dei più brutti mai visti nella storia (prestiti, ricicli, ritorni), la Samp contribuisce con pochissime operazioni in uscita e in entrata. Si dovevano sistemare i giovani e gli esuberi, ma solo Bonazzoli è partito. Doveva arrivare qualcuno e al 25 gennaio ci sono solo Alvarez e Dodò (azz), più l'ombra Ranocchia (aiuto).
La zona retrocessione, intanto, si muove: il Carpi ha miracolosamente strappato un pareggio in casa Inter e ora ha all'attivo sette punti nelle ultime tre gare, gli stessi fatti dall'Hellas in sedici partite. Il Frosinone ha fatto un altro punto in casa contro l'Atalanta: diciamo che dietro non corrono, ma camminano. Solo che se noi stiamo fermi, presto ci prenderanno.
E domenica le cose saranno ancora difficili, perché si va a Bologna. Come cambiano le cose in un girone, eh? Il Bologna di Delio Rossi era potenzialmente fortissimo, ma inguardabile e immobile. Quello di Donadoni è la squadra che corre di più in A ed è uscita agevolmente dalla zona calda. Vedremo se l'esser psicolabili ci condannerà ancora.

Joaquin Correa, 21 anni, al secondo gol consecutivo.

12 gennaio 2016

Una montagna.

Ci sono alcune salite che sono più difficili di altre. Stavolta la Samp non ce l'ha fatta a scalare una montagna troppo grande per lei: il 2-1 della Juventus ai blucerchiati in quel di Marassi racconta meno di quella che la gara ha fatto vedere. La partita di ieri sera ha dimostrato come non sia un caso che la Juve abbia conquistato nove successi consecutivi.

La Gradinata Sud al suo meglio per la partita contro i bianconeri.

Per l'ultima del girone d'andata, la Samp punta sempre sul 4-3-3 visto negli ultimi tempi: l'unico cambio è sulla fascia destra di difesa, dove Cassani subentra all'infortunato De Silvestri. La Juventus si presenta a Genova reduce da otto vittorie consecutive: il 3-5-2 iniziale dà spazio a Rugani dal primo minuto. Davanti la coppia Morata-Dybala.
Il primo tempo della Samp è quasi completamente assente. La tattica sembra quella già vista contro il Genoa: attendere l'avversario e coglierlo in contropiede. Tuttavia, il terzetto difensivo della Juve non è la linea a quattro del derby e quindi questi attacchi a sorpresa non si concretizzano mai, complice anche la scarsa precisione di passaggio dei blucerchiati.
Non è una sorpresa che la Juve domini incontrastata con il minimo sforzo. A segnare il vantaggio è Pogba al minuto 15: dopo aver tentato di battere Viviano dalla distanza qualche secondo prima, il francese vince un contrasto con Cassani in area e di mancino batte il portiere blucerchiato. Il sinistro è velenoso, ma c'è il dubbio che Viviano potesse fare qualcosa in più.
In fase di costruzione, Fernando sbaglia molto e Cassano latita in mezzo alle maglie rosa degli ospiti. Così è ancora la Juve a sfiorare il gol, seppur occasionalmente: in una partita bruttina, Dybala mette dentro una punizione che attraversa tutta l'area e Viviano sventa in corner. Il primo tempo si chiude con poco da registrare, ma la Juve è in vantaggio.
Il problema è che basta appena un minuto della ripresa per vedere il raddoppio degli ospiti: Zukanovic non copre la linea di passaggio fornita da Dybala e l'argentino trova Khedira solo in mezzo all'area. Basta un tocco morbido e Viviano è battuto per il 2-0: la strada - già prima in salita - si fa una montagna.
Ciò accade anche perché la Samp non tira in porta. Non lo fa neanche al 59', quando Cassano comincia a illuminare la serata e trova Éder, ma l'incornata del nuovo capitano blucerchiato (Soriano è uscito al 35' del primo tempo per giramenti di testa) va fuori. E qualche minuto dopo la partita rischia di chiudersi.
Prima Dybala costringe Viviano in corner, poi Hernanes trova Morata solo in area: perso da Barreto, lo spagnolo spreca il match-point del 3-0. Il calcio è maestro e allora Cassano un minuto dopo accorcia le distanze: bello lo scambio con Carbonero e la girata rapida in area di rigore del 99, che trova il primo gol dal rientro in blucerchiato quest'estate.
La Samp comincia a crederci, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo la Juve. Che rallenta i ritmi, ma non molla. Pogba spreca una buona occasione servito dall'onnipresente Dybala, poi è Viviano a evitare il 3-1 su cross deviato di Evra. La Samp ha la migliore occasione con Zukanovic, ma il colpo di testa del bosniaco finisce alto: è 2-1 per gli ospiti, che festeggiano ancora nella rincorsa al Napoli capolista.

Paul Pogba, 22 anni, ha segnato il gol dell'1-0 per la Juve.

Viviano 5.5; Cassani 5, Moisander 5, Zukanovic 5, Regini 5.5; Soriano 5.5 (dal 36' p.t. Ivan 6), Fernando 5.5, Barreto 5 (dal 27' s.t. Muriel 5); Carbonero 6, Cassano 6.5, Éder 5 (dal 39' s.t. A. Rodriguez s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Mi rendo conto di esser molto pesante, ma la pochezza dimostrata dalla Samp nel primo tempo e in buona parte della ripresa è stata imbarazzante. Neanche un tentativo di tiro in porta, con l'unica occasione che è risieduta in una punizione respinta di Fernando. Poi il gol di Cassano ha permesso di vedere un finale acceso.
Va ricordato, però, che l'occasione fallita da Morata per il 3-0 - un minuto prima che la Samp accorciasse le distanze - ha in realtà mascherato il dominio bianconero a Marassi. Una forza dirompente quella della Juve: la vittoria non è arrivata tramite la forza bruta, perché la Juve non ha giocato benissimo, ma ha saputo cogliere le occasioni giuste al momento giusto.
Di contro, c'è da dire che Cassano è tornato alla grande dalle vacanze natalizie. Anche lui è rimasto travolto dal controllo della gara da parte della squadra di Allegri, ma nella ripresa è riuscito a emergere, diventando ancora una volta il centro del gioco della Samp. E per la prima volta ha giocato 90' interi durante questa stagione.
Notizie incoraggianti in vista della trasferta di Modena, dove la gara contro il Carpi inaugurerà il girone di ritorno. L'andata è stata chiusa a 23 punti, previsione impossibile dopo l'esonero di Zenga e l'inizio difficile per Montella. Si spera che 45-50 punti possano esser fattibili, in modo da chiudere il discorso salvezza il prima possibile (dietro non è che corrano, eh...).
Ora c'è il mercato, che deve dare a Montella quel che serve. O almeno fornire qualche parvenza di esperimento, in vista della prossima estate, quando l'Aeroplanino partirà dall'inizio. Lui non pare scomporsi di fronte alle difficoltà, lo stesso dovranno fare dirigenza e giocatori. Le montagne da scalare sono appena iniziate in questo 2016.

Antonio Cassano, 33 anni, ieri il migliore tra i blucerchiati.

15 dicembre 2015

Un minuto di sollievo.

Fino al minuto 92 della gara di Roma contro la Lazio, per la Samp stava l'ennesima sconfitta, l'ennesima prestazione brutta, seppur di fronte a un avversario ridotto quasi nelle stesse condizioni. Eppure il gol di Ervin Zukanovic - con fortunosa deviazione di Felipe Anderson - è sembrato un colpo di spugna: è finita 1-1, siamo tutti più felici. O forse no?

Vincenzo Montella, 41 anni, al suo primo punto da tecnico blucerchiato.

La Samp si presenta a Roma dopo quattro sconfitte consecutive, mentre la vittoria in Serie A manca da sei gare: per isolarsi dal pesante clima di Bogliasco (Soriano schiaffeggiato da un tifoso dopo la gara contro il Sassuolo), si è ricorsi persino al trasferimento a Torre del Grifo, dove c'è il centro sportivo del Catania, allenato da Montella nel 2011-12.
Il tecnico blucerchiato opta ancora per il 4-3-3, ma deve rinunciare all'ultimo momento sia a Éder che Silvestre nel riscaldamento, con i due che finiscono in tribuna per guai muscolari. Davanti lo strano tridente con Carbonero e Christodoulopoulos ai lati di Cassano. La Lazio non se la passa meglio: sei giornate senza vittorie, si opta per il 4-3-2-1 atipico.
La partita è stata - e lo dico senza timore di smentite - un inno allo sbadiglio. Già dal primo quarto d'ora si è capito quanto le squadre siano in crisi: poche idee, iniziative soprattutto individuali e spunti di squadra contabili sulle dita di una mano per entrambe le compagini. Il primo lo regala la Lazio all'8', con un colpo di testa di Klose che finisce alto sopra la traversa.
Nella prima mezz'ora, la Lazio tenta un paio di soluzioni da lontano con Candreva, il più attivo e al tempo stesso confusionario dei suoi. La Samp ha un'unica occasione, ma è super: al minuto 28 una buona ripartenza porta De Silvestri in area, che scarica per Christodoulopoulos. Il tiro del greco dal limite viene respinto, ma Barreto sulla ribattuta mette fuori da due passi.
Il riposo conferma quanto si pensava alla vigilia: le due squadre sono in crisi nera. E non è un caso che anche il secondo tempo sia un festival della noia: tanti gialli, diverse sostituzioni e molto nervosismo, specie in casa blucerchiata. Basti pensare ai cartellini rimediati da Cassano per proteste e da Soriano per uno scontro ravvicinato con l'arbitro Calvarese.
Nel frattempo, però, i blucerchiati si fanno vedere con Muriel, entrato nella ripresa al posto di un Cassano provato. Una sua accelerazione spacca la difesa avversaria, ma il destro è a lato. Il disastro, però, è dietro l'angolo: al minuto 78 la Lazio va in vantaggio. Su un rinvio di Moisander, Radu è più lesto di Carbonero e mette in mezzo, dove Matri spicca il volo e batte di testa Viviano. Nella circostanza malissimo Zukanovic, fermo come una statua di sale.
Da lì, la Samp si getta disperatamente in avanti, mentre la Lazio si spaventa e arretra il baricentro dopo una partita passata nella metà campo avversaria, seppur sterilmente. Ci provano Soriano e Ivan, ma i tentativi dalla distanza sono di facile risoluzione per Berisha, entrato al posto di Marchetti, infortunatosi comicamente nell'esultare per l'1-0.
Ma la sorpresa è dietro l'angolo. Su rilancio dalle retrovie blucerchiate, Bonazzoli e Muriel sono pronti ad andare in porta, ma Berisha esce follemente fuori dall'area. Giallo per il portiere, punizione per gli ospiti. Siamo al 93', ma Zukanovic trova una parabola deviata dall'indolente Felipe Anderson (lo stesso che nel gennaio 2015 aveva detronizzato la Samp all'Olimpico) e la Samp pareggia. Un miracolo, vero e proprio.

Federico Marchetti, 32 anni, non ha dovuto fare neanche una parata.

Viviano 6; De Silvestri 5, Moisander 5.5, Zukanovic 5.5, Regini 6; Soriano 5, Fernando 6, Barreto 5 (dal 20' s.t. Ivan 5); Carbonero 4.5, Cassano 6 (dal 25' s.t. Muriel 6.5), Christodoulopoulos 6 (dal 38' s.t. Bonazzoli s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Intendiamoci: il pareggio era il risultato giusto, ma uno 0-0, perché la gara è stata bruttissima da guardare. Ci sono due note positive: la prima è il gruppo. Nonostante i problemi e le difficoltà, l'esultanza dopo il pareggio di Zukanovic è stata quella di una squadra unita, vogliosa di abbandonare le proprie paure.
L'altra è il punto dell'Olimpico, che spezza la serie tremenda di quattro sconfitte consecutive. Non si vince comunque da sette gare, ma evitare la quinta caduta di fila è già qualcosa. Certo, da qui a dimenticare i precedenti 92 minuti ce ne passa: la Samp di ieri è stata inguardabile e condizionata dagli infortuni.
Piuttosto, vedendo la Lazio di Pioli, mi chiedo esattamente quale sia il problema. Forse è lo stesso nostro, perché ieri in campo dall'inizio c'erano undici giocatori con cui i biancocelesti l'anno scorso sono arrivati terzi. Ora il tecnico rischia: un suo esonero non credo però che risolverebbe il problema, che sembra psicologico.
E la Samp? Il futuro - più della squadra che del tecnico - si giocherà in due partite. Giovedì ci sarà l'ottavo di finale di Coppa Italia contro il Milan di Mihajlovic al Ferraris, domenica si ospiterà il Palermo di Ballardini alle 18. Due partite fondamentali, in attesa del mercato, che dovrà risolvere diversi problemi, anche di inutile abbondanza. Godiamoci quel minuto di sollievo, che dopodomani si ricomincia.

Ervin Zukanovic, 28 anni, festeggia il terzo gol in campionato.

23 novembre 2015

Magre consolazioni.

Come prima si poteva fare di meglio, ma ci vuole tempo. La prima di Vincenzo Montella alla sua terza esperienza in blucerchiato - la prima in panchina - non passerà alla storia per esser stata indimenticabile: la sconfitta per 1-0 sul campo dell'Udinese fa male, sopratutto perché il Doria non è stato inferiore ai padroni di casa in una partita comunque molto brutta.

Oggi ha risuonato l'inno francese in tutti gli stadi di Serie A.

La Samp di Montella si presenta più o meno con lo stesso modulo visto nel finale dell'avventura di Zenga: 4-3-3 con Carbonero, Éder e Muriel davanti. Nessuna novità di spicco, se non il rientro di Moisander dal primo minuto. Colantuono prosegue imperterrito con il 3-5-2, sebbene non sia il suo marchio di fabbrica: davanti Aguirre e Thereau.
Il primo tempo è la più divertente delle due frazioni in quanto a occasioni: solo al 17' però c'è la prima occasione della gara, con Éder che brucia tutti sul passaggio filtrante di Carbonero. Purtroppo, il tiro dell'italo-brasiliano è a lato. Poco dopo è Soriano a tentare la fortuna con un tiro dai 20 metri, senza però inquadrare lo specchio della porta.
Al 25' è l'Udinese che si fa finalmente vedere: Silvestre incescpica su Moisander e lascia molto spazio a Thereau, che tenta il destro. Gran parata di Viviano, che poi vede scorrere a lato il tiro di Iturra sulla ribattuta. Due minuti e la Samp ha la più grande occasione di tutta la gara: pallonetto di Éder per De Silvestri, che solo davanti a Karnezis spedisce in curva.
E allora i friulani sfruttano la miglior occasione del loro primo tempo al 34': cross di Aguirre, sponda di Thereau e Badu s'inserisce. Il ghanese non sbaglia davanti a Viviano ed è 1-0. Malissimo Carbonero nell'occasione, che segue Badu fino al limite dell'area e poi improvvisamente lo molla. Non ci sono altre emozioni da segnalare nella prima frazione.
La ripresa sarà molto più brutta, anche perché nessuna delle due squadre riesce a spostare il risultato: l'Udinese sembra mantenere il vantaggio, mentre la Samp crea a malapena un'occasione. Al 57', su lancio di Fernando, Muriel salta Danilo per l'unica volta di tutta la gara. Davanti a Karnezis, però, il colombiano spedisce il pallone addirittura in fallo laterale.
Un'altra conclusione di Fernando è l'ultima emozione regalata dalla Samp al "Friuli". Dal canto loro, i padroni di casa non fanno che gestire il vantaggio senza creare nessuna occasione. Due tiri dalla distanza di Ali Adnan e Badu sono il massimo di pericolosità raggiunta dall'Udinese nella ripresa. Finisce 1-0 e l'unica da segnalare nei minuti finali è l'espulsione di Zukanovic (decisione troppo severa).

L'Udinese respira in classifica con questa vittoria.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 5.5, Moisander 6, Zukanovic 5.5; Soriano 5.5 (dal 36' s.t. Bonazzoli s.v.), Fernando 6, Barreto 5; Carbonero 5.5 (dal 19' s.t. Christodoulopoulos 5.5), Muriel 5.5 (dal 19' s.t. Cassano 5.5), Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

Alla prima da allenatore della Samp, Montella non ricorderà volentieri questa partita. Le sue dichiarazioni post-gara sono comunque incoraggianti, visto che l'Aeroplanino sembra aver già individuato i problemi. E sopratutto ha dimostrato di averne ancora tecnicamente: al minuto 85 ha fatto uno stop di petto che ho raramente visto negli ultimi due-tre anni da un giocatore blucerchiato...
La verità è che ci vorrà tempo: al di là dell'aver perso contro una squadra inguardabile dal punto di vista del gioco (forse la peggiore in Italia dopo l'Hellas), la Samp ha mostrato un pochino di fraseggio in più e meno lanci. Solo la coppia Silvestre-Moisander è stata costretta al rinvio: si sta quanto meno lavorando sulla mentalità offensiva.
La classifica parla chiaro: la giornata di ieri ha consentito a molte squadre di superare la Samp. Non credo si rischi la zona retrocessione: il Frosinone è a -5 e la Samp prima o poi ingranerà. Certo, oggi si paga il non aver sfruttato gli impegni contro Empoli e Chievo per mettere qualche punto in cascina. Ma allora ci sarebbe ancora Walter Zenga sulla nostra panchina...
I prossimi impegni parlano chiaro: fino a Natale, la Samp è attesa dalla trasferta di Milano contro i rossoneri, poi Sassuolo in casa, Lazio fuori e Palermo di nuovo al "Ferraris". Tranne l'ultimo impegno con i siciliani, sono tutti impegni abbastanza complicati. L'importante sarebbe girare a Natale a quota 20: una magra consolazione.

Vincenzo Montella, 41 anni, alla prima in panchina con la Samp.

19 ottobre 2015

Colpiti e affondati.

Un altro viaggio lontano da Genova, altra sconfitta. Anzi, a giudicare da com'era iniziata la gara, una vera e propria Caporetto, arrivata per giunta sul campo di una delle formazioni più in difficoltà dall'inizio del campionato. Al "Matusa" di Frosinone, la Samp perde 2-0 e dà l'ennesimo segnale di preoccupazione ai suoi tifosi.

Éder, 28 anni, malissimo alla prima da ex a Frosinone con la Samp.

La Samp riparte dopo la sosta con undici punti conquistati in sette gare: a causa di qualche assenza, Zenga decide di schierare dal primo minuto Cassano e Carbonero, con Ivan playmaker e il ritorno di Regini. Ospiti super-offensivi, mentre Stellone non cambia nulla: il tecnico del Frosinone rimane fedele al suo 4-4-2, l'unico a giocare così in Serie A.
I primi 20' della Samp sono da spettacolo: tanti scambi, palla spesso tra i piedi e l'impressione di poter sbloccare il risultato da subito. Come quando Soriano s'inserisce tra le maglie avversarie, senza però assistere al tiro di Carbonero, che non centra la porta. Ancora meglio Muriel beccato da Cassano due minuti più tardi con un cioccolatino, ma il colombiano centra il palo.
La Samp sembra in pieno controllo della gara: ancora una combinazione Soriano-Cassano porta il capitano al tiro, ma Leali devia lateralmente la palla ed evita il peggio. Dal 20' in poi, però, la Samp sparisce dal campo e lascia spazio al flebile attacco del Frosinone, molto disordinato e che si fa vedere solo con qualche tentativo dalla distanza di Soddimo, l'ex di turno.
Al riposo sullo 0-0, gli ospiti rientrano con lo stesso atteggiamento indolente del finale di primo tempo. Una pessima idea, perché il Frosinone trova l'episodio giusto per passare. Su corner di Soddimo, è Paganini a incornare l'1-0 al 53'. Grande festa per l'esterno classe '93, al suo primo gol in A. Male Soriano nell'occasione, che lascia l'avversario solo sullo stacco.
Ci si aspetta la reazione blucerchiata e invece il 2-0 è dietro l'angolo. Un minuto dopo, Chibsah lancia in profondità Dionisi, colpevolmente lasciato in gioco da Moisander, il numero 18 gialloblu s'invola verso la porta e approfitta dell'errore di Viviano, rimasto nella terra di nessuno. Lob e raddoppio frusinate, con la squadra ciociara in pieno controllo della gara.
La rete di Dionisi è l'inizio della fine. Anzi, è persino il Frosinone a sfiorare il 3-0: prima Soddimo cicca la conclusione su cross di Paganini e manda a lato, poi è Ciofani a farsi fermare da un monumentale intervento di Pedro Pereira. La girandola di sostituzioni - Correa, Cassani e Rodriguez per Ivan, Zukanovic e Muriel - non cambia il risultato finale.
Incredibile come la Samp giunga fino al limite dell'area, ma non trovi il bandolo della matassa. E deve provarci il giovane Pereira dalla distanza, altrimenti gli altri si guardano dal tentare questa soluzione. Regini ha un mezza girata deviata in angolo, Éder è l'ombra di sé stesso. La partita si è chiusa in realtà al minuto 55. Purtroppo.

Federico Dionisi, 28 anni, chiude la gara con il pallonetto del 2-0.

Viviano 5; Pedro Pereira 6, Moisander 5, Regini 5.5, Zukanovic 5 (dal 37' s.t. Cassani s.v.); Carbonero 5.5, Ivan 5 (dal 20' s.t. Correa 5.5), Soriano 5; Muriel 5 (dal 37' s.t. A. Rodriguez s.v.), Cassano 6, Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

La gara di ieri ha confermato un mio pensiero sugli avversari. Dite quello che volete, ma il Frosinone lotterà per salvarsi fino alla fine e potrebbe persino riuscirci. Dopo aver sofferto l'impatto del salto dalla B alla A, la squadra di Stellone ha fatto sette punti nelle ultime quattro gare. Ha un allenatore molto preparato e non ha cambiato tanto come il Carpi: le possibilità ci sono.
La Samp, invece, ne ha di cose da piangere. A partire dalla difesa, dove le lacune sono ormai più che evidenti. Solo contro il Bologna la Samp non ha preso gol in campionato. E non è un caso che i rossoblu siano ultimi in solitaria. La difesa balla, Regini sembra un giocatore impresentabile e Moisander non sta dimostrando di valere il suo esoso ingaggio.
Con Pereira e forse Carbonero, l'unico salvabile di ieri è stata Antonio Cassano: tante belle giocate, diversi assist per le poche chance create dal Doria al "Matusa". Certo, atleticamente rimane un giocatore penalizzante. Ecco perché sarebbe bello rivederlo sacrificando magari uno tra Éder e Muriel, schierandolo da prima punta. Ve lo immaginate un 4-3-1-2 con uno dei due sopracitati, Correa e Soriano in campo con lui? Ecco, sarebbe una bella cosa.
Ora ci sarà una settimana di verifica per Walter Zenga, che per quanto mi riguarda continua a esser un osservato speciale. Nei prossimi sette giorni si giocherà l'infrasettimanale e ci sarà un trittico importante per il tecnico: Hellas ed Empoli in casa, trasferta a Verona contro il Chievo. La logica direbbe di raccogliere sette punti e mettersi al sicuro. Con qualche entrata in meno, l'Uomo Ragno sarà a rischio? Intanto siamo stati colpiti e affondati.

Antonio Cassano, 33 anni, decisamente il migliore tra gli ospiti.

29 settembre 2015

Mal di trasferta.

Un'altra mazzata. Una sconfitta secca, ancora una volta lontano da Genova. La Samp rimedia il secondo "zero" del suo campionato a Bergamo, dove l'Atalanta batte gli ospiti per 2-1. Una gara dominata dai nerazzurri, che hanno sempre avuto il controllo della partita e hanno accelerato quando dovevano. E la Samp? In trasferta, i blucerchiati latitano più che mai.

Fernando Lucas Martins, 23 anni, non una delle sue migliori prove.

Zenga riparte dopo il successo di mercoledì contro la Roma: pochi cambi, per altro forzati. Dentro Zukanovic dall'inizio al posto dell'infortunato Silvestre, per il resto tutti confermati. Altra chance per Correa dal primo minuto. Reduce dal successo a Empoli, Reja punta ancora sul 4-3-3, modulo che ha svoltato la storia recente dell'Atalanta e l'ha resa squadra temibile.
Il primo tempo è in mano alla squadra di casa, con i blucerchiati che sporadicamente si presentano di fronte alla porta avversaria. Ma gli ospiti si fanno male da soli. Al 6', Atalanta in vantaggio: dopo aver tentato già una svirgolata, Moisander ci riprova e centra la porta di Viviano su cross innocuo di Dramé. Incredibile, ma i nerazzurri sono già in vantaggio.
La Samp ha recuperato lo svantaggio solo a Napoli e stavolta san Éder non può nulla. L'attaccante prova a rispondere subito con un gran destro, ma è centrale per Sportiello. Anche Correa si fa vedere con una bella discesa, ma il tiro è da dimenticare. Di contro, l'Atalanta spinge sopratutto sulla sinistra, dove la catena Dramé-Kurtic-Gomez fa quel che vuole.
El Papu sfiora il raddoppio al 26': l'ex Catania salta Pereira e Barreto e si fa ben 70 metri palla ali piede. Ci fosse qualcuno che lo metta giù: niente. E allora l'argentino calcia, ma il suo pallone sfiora il secondo palo. Tre minuti e la Samp ha la miglior occasione dell'intero match: su cross di Barreto, Éder taglia bene e anticipa Paletta, ma il suo appoggio di destro è impreciso e finisce alto.
Da lì, è solo Atalanta: Moralez è meno pericoloso sulla fascia opposta, ma fa il suo. Ancora Gomez ci prova dalla distanza, quasi invitato a tirare dalla poca pressione blucerchiata, ma Viviano respinge. Poi è Kurtic a colpire di testa, ma l'incornata è centrale. Finisce la prima frazione con la sensazione che la Samp non abbia abbastanza voglia di ribaltare la gara.
Una sensazione ribadita nella ripresa: la Samp non ha una vera trama di gioco, bensì si affida semplicemente a spunti individuali. Ben diverso l'approccio dei nerazzurri, squadra vera e dall'identità finalmente chiara. Il 4-3-3 dà spazio agli spunti degli esterni e agli inserimenti dei centrocampisti. L'Atalanta domina anche senza coinvolgere il suo centravanti di turno.
Moralez spreca l'occasione del 2-0 da buona posizione, spedendo alto. A turno De Roon e Kurtic provano a inquadrare la porta di Viviano, ma senza successo. Denis avrebbe una buona occasione da ottima posizione, ma viene contenuto all'ultimo. La Samp è in uno squillo di Soriano dalla distanza: il tiro è stupendo, ma Sportiello la toglie dal sette.
I minuti finali sono una girandola di sostituzioni e ammonizioni, con i padroni di casa in pieno controllo della gara. Fino a che non arriva il raddoppio al 91': Denis prova l'uno-due, Zukanovic si perde l'argentino e il numero 19 nerazzurro realizza il 2-0. A nulla serve il gol di Soriano nell'ultima azione della gara: è solo un'amara consolazione.

Germán Denis, 34 anni, match-winner della gara.

Viviano 5.5; Pedro Pereira 5 (dal 32' s.t. Carbonero 6), Moisander 5, Zukanovic 5, Mesbah 5.5; Barreto 5, Fernando 5.5, Soriano 6; Correa 5.5 (dal 16' s.t. Rocca 5.5); Éder 5.5, Muriel 4.5 (dal 24' s.t. Cassano 5) - già pubblicate su SampNews24

La Samp esce nuovamente con le ossa rotte da Bergamo, come successo a Torino (seppur lì andò peggio di ieri sera). In una settimana, la Samp ha racimolato tre fortunosi punti con la Roma e perso seccamente nelle due gare in trasferta. Giocare con la stessa formazione - complici gli infortuni, sopratutto per quanto riguarda la retroguardia - ha pesato molto nell'economia di questi risultati.
A sorprendere in negativo ieri è stata la difesa: tenace e raramente colta in fallo contro la Roma, è stata una serata pessima per quasi tutti. Viviano ha sbagliato quasi tutti i rinvii fatti con il suo ottimo mancino, Zukanovic e Moisander hanno regalato un gol a testa. Se Pereira ha avuto la sua prima serata negativa, l'unico a salvarsi parzialmente è stato Mesbah.
L'algerino ha avuto giusto un momento di difficoltà quando le sue discese si sono incrociate con la staticità di Cassano. Già, Fantantonio: Zenga gli ha dato spazio per la terza gara in campionato. Sempre da subentrato, perché la condizione è quella che è. L'idea è che debba giocare da prima punta: forse gli inserimenti dei centrocampisti ne beneficerebbero. Sembra esser l'unico ad avere la prestanza fisica per farcela. Anche lui faticherebbe di meno.
Ora ci sarà l'Inter, reduce dal terribile k.o. interno contro la Fiorentina dello "sconosciuto" (almeno per Ferrero) Paulo Sousa. La squadra di Mancini mi è sembrata brutta da guardare, ma - a differenza di Zenga - il tecnico nerazzurro ha dato un'identità all'Inter. Quella che manca alla Samp: non è un caso se le due sconfitte siano arrivate contro squadre dall'identità ben definita.
La Samp soffre inolte di mal di trasferta: una sola vittoria nelle ultime otto gare giocate lontano dal "Ferraris" a cavallo tra la stagione attuale e quella passata. Un problema da risolvere dopo la sosta, ma prima c'è l'Inter capolista. Una gara che probabilmente sarà brutta e decisa da episodi. Un po' come quella giocata contro la Roma, no?

Antonio Cassano, 33 anni, entrato nella ripresa: terza presenza.