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16 aprile 2018

Sparring partner.

Col senno di poi, è facile chiedersi se sarebbe potuta andare diversamente. Se avremmo potuto evitare una terza sconfitta di fila, per altro pesante nel punteggio: dopo il 5-0 del maggio 2016 e il 4-1 subito nell'ottobre dello stesso anno, la Sampdoria esce nuovamente sconfitta dallo Juventus Stadium, stavolta per 3-0. La corsa per l'Europa rimane ancora aperta.

La Juventus festeggia il 2-0, il gol che ha virtualmente chiuso la gara.

La Sampdoria si presenta allo Stadium nella speranza di un colpaccio dopo il grande successo dell'andata: il 3-2 di Genova è una delle uniche due sconfitte accumulate dalla Juventus in questo campionato (l'unica fuori casa). Per riprovarci, Ramírez gioca dietro al duo Quagliarella-Zapata, mentre dietro i terzini sono da brivido.
Pronti, via e si capisce perché: al 3' cross di Matuidi, con Regini che inspiegabilmente stringe al centro per marcare un già osservato Mandzukic. Cuadrado è solo e calcia male, ma centra Ferrari, che rischia di causare un autogol. La Sampdoria risponde solo al 20', quando un'incornata di Quagliarella su corner costringe Buffon a mettere in corner.
La Juventus pressa poco e non spinge tanto, sembra piuttosto bloccata. Mandzukic costringe Viviano a respingere un tiro-cross in corner, poi il croato non sfrutta una brutta uscita di Viviano sul susseguente angolo. La svolta arriva al 42': Pjanic si fa male e deve uscire, lasciando così spazio a Douglas Costa. Un cambio che segnerà la gara.
Tempo due minuti e il brasiliano mette l'assist dell'1-0, con Ferrari che perde Mandzukic in maniera maldestra. La Sampdoria potrebbe pure pareggiarla: su corner di Torreira, una spizzata porta la palla sul piede di Zapata al centro dell'area, ma il colombiano non ha un riflesso incisivo e Buffon para la sfera senza problemi.
Al ritorno dagli spogliatoi, Quagliarella ha lasciato spazio a Kownacki, che ha subito un guizzo: palla rubata a Chiellini e subito servizio per Ramírez, che però spreca malamente davanti a Buffon, calciando a lato. La Juventus non ci mette molto a punirci e a chiudere la gara.
Douglas Costa si ritrova semi-solo nel vertice alto dell'area piccola: potrebbe tirare, ma in CINQUE (!) lo chiudono. Il peccato è che Cuadrado e Howedes sono soli in area, quindi il brasiliano opta per l'assist e l'ex Schalke 04 realizza il 2-0 che chiude la gara. Seconda presenza in campionato e primo gol per il campione del Mondo 2014.
La gara è chiusa, nonostante Zapata provi a solleticare le mani di Buffon. E anzi, Douglas Costa ha ancora in serbo un numero: servito sulla linea del fallo laterale, corre e salta di netto Ferrari, poi punta Regini e salta anche lui, prima di servire Khedira a centro area. Il 6 bianconero deve solo insaccare il 3-0 per far sì che il resto sia accademia.
Certo, Cuadrado impegna Viviano dalla distanza e lo stesso brasiliano - funambolico ieri - sfiora il 4-0, ma è Zapata nel finale a mangiarsi il gol della bandiera su un'incredibile disattenzione di Howedes. Il tedesco serve di petto Buffon per il retropassaggio, ma Zapata s'infila sulla traiettoria: peccato che il colombiano centri il capitano della Juventus in uscita. Niente da fare.

Dopo aver finalmente sconfitto la Juventus e Allegri nella gara d'andata, Giampaolo non ha potuto nulla.

Viviano 5.5; Sala 5, Silvestre 5.5, Ferrari 5, Regini 5; Barreto 5 (dal 35' s.t. Verre s.v.), Torreira 5.5, Praet 5.5; Ramírez 5 (dal 15' s.t. Caprari 5); Quagliarella 6 (dal 1'. s.t. Kownacki 6), Zapata 5.5

Partiamo da una considerazione sul campionato: se la Juventus è vicina al suo settimo titolo di fila, non è solo perché ha una squadra forte e profonda. Non è solo per il suo straordinario allenatore (un giorno Allegri ci mancherà). Ma è sopratutto perché due dei cinque giocatori più forti della Serie A giocano per i bianconeri. E ieri l'abbiamo visto.
Vogliamo parlare di Douglas Costa? Proviamoci. Che crack ha preso la Juventus? Quanto saranno pochi i 40 milioni di riscatto alla luce di quello che il brasiliano può fare nell'attuale livello del nostro campionato? Un'operazione simile a quella del Liverpool con Salah. Ieri tre assist, ma sopratutto la sensazione che non avremmo mai potuto fermarlo.
Per noi le notizie positive non sono tante: una, di sicuro, è il rientro di Kownacki nella rotazione di Giampaolo. Il polacchino era un po' sparito dalle gerarchie dell'attacco, ma è stato bello vederlo allo Stadium, dove si è fatto notare nonostante una gara tutta in salita. Mi auguro che l'anno prossimo possa avere ancora spazio rispetto alla sua prima annata italiana.
Un discorso diverso, invece, va fatto per la linea difensiva. Fermo restando che spendere 14 milioni di euro per due terzini e ritrovarsi Regini titolare in questo momento del campionato è un FALLIMENTO, vorrei concentrarmi su Ferrari. Sono per il riscatto qualora rimanesse Giampaolo, ma a cifre diverse: non 15 milioni, ma 10.
Infine, il calendario. Cosa ci aspetta ora? Innanzitutto la sfida in casa contro un Bologna salvo e ormai tranquillo. Una gara che però significherà parecchio per la Sampdoria, che teoricamente rimane persino a tiro dal Milan, ma non ha più scontri diretti da sfruttare. Una squadra che deve sperare negli scivoloni altrui e ha un calendario complicato. Una sparring partner, proprio come allo Stadium.

Douglas Costa, 27 anni, tre assist e premio di MVP della gara.

22 novembre 2017

Sognare è possibile?

Ci è voluto un po' per digerire il tutto, perché ero allo stadio - per la prima volta dopo cinque anni e mezzo - e passare dal battere la Reggina in una rincorsa ai play-off di Serie B allo sconfiggere i campioni d'Italia nel tuo stadio è un bel salto. La Juventus cade al "Ferraris" con un 3-2 per mano della Sampdoria: un risultato che dice tanto sui bianconeri e anche sui blucerchiati.

Gian Marco Ferrari, 25 anni, ha giocato forse la miglior gara della sua carriera.

La Sampdoria si presenta quasi con gli stessi undici che hanno vinto il derby: l'unica novità è Barreto, messo al posto di Linetty per garantire una maggior copertura in zona difensiva. La Juventus, invece, lascia a riposo i nazionali Barzagli e Buffon, con il solito 4-2-3-1 degli ultimi tempi, riproposto però senza Dybala.
Tempo 60 secondi e la Juventus rischia di andare immediatamente in vantaggio: bella palla di Bernardeschi in profondità per Higuaín, con l'argentino che però strozza troppo l'angolo di tiro e manca lo specchio della porta. Il primo tempo è piuttosto bloccato, con la Juventus che riesce a creare le poche occasioni dei primi 45'.
Se al tiro di Mandzukic facilmente parato da Viviano risponde una girata larga di Quagliarella, la vera occasione principe della prima frazione arriva sui piedi di Cuadrado: palla principesca di Higuaín, con Strinic un po' distratto nel coprire l'esterno colombiano. Giunto davanti a Viviano, però, Cuadrado mira male e colpisce la natica del portiere avversario.
Al riposo si va con il dubbio di un rigore per la Juventus: c'è la mano di Strinic, ma è comunque attaccata al corpo e la distanza tra la palla crossata da Cuadrado e l'arto del croato sembra minima. Neanche le proteste dei giocatori bianconeri cambiano le cose, ma quello che cambia è il canovaccio della gara nella ripresa.
Dopo un colpo di testa alto di Chiellini, è la Samp a sbloccare la partita: al 51' un cross di Quagliarella viene malamente rinviato da Bernardeschi. La palla schizza in alto, ma rimane in area: troppo facile per Zapata sovrastare Lichsteiner e battere Szczęsny per l'1-0. Da lì, la Juventus - sembra alla ricerca del lato debole in maniera blanda - deve cambiare passo.
Dopo che Zapata sfiora il 2-0 (bell'assist di Quagliarella in profondità, ma Szczęsny in uscita salva tutto), la Juventus trova l'occasione per pareggiare. Sfortunatamente per gli ospiti né Mandzukic né i due tiri successivi trovano la porta della Samp, che si difende con le unghie e i denti. Allo stesso modo, Viviano è fondamentale in uscita sulla zampata di Khedira.
E così i padroni di casa trovano l'episodio giusto per raddoppiarla: al 70', un Ramírez in netta crescita nella ripresa serve Torreira, che era salito da dietro. Il destro secco dell'uruguayano trova l'angolo basso alla destra di Szczęsny: è 2-0, il colpo che forse ammazza la Juventus. 
Nella girandola di sostituzioni, i blucerchiati trovano anche il 3-0: punizione di Torreira, controllo e assist di Quagliarella e zampata di Ferrari, mentre Khedira si perde malamente la marcatura per protestare. Sembra finita, anche perché Viviano trova il modo di fermare pure il neo-entrato Douglas Costa, che aveva saltato mezza difesa doriana.
Invece la Juventus ha un doppio sussulto finale: prima Strinic tira giù Douglas Costa in maniera incauta e Higuaín trasforma dal dischetto, poi è Dybala a partire palla al piede prima di fulminare Viviano con un mancino. Si rischia la rimonta-beffa, ma la partita si chiude: sei su sei in casa, mai successo prima.

Contina l'over-performing del nostro campionato. Se fosse finita 3-0, sarebbe stata praticamente una rapina a mano armata.

Viviano 7; Bereszynski 6, Silvestre 7.5, Ferrari 8, Strinic 6; Barreto 6 (dal 28' s.t. Verre 6.5), Torreira 7.5, Praet 6 (dal 26' p.t. Linetty 7); Ramírez 7; Quagliarella 6.5 (dal 38' s.t. Caprari s.v.), Zapata 7.

Questa vittoria è un enorme passo avanti per la squadra, ma soprattutto per Marco Giampaolo: già, perché il tecnico della Sampdoria non aveva mai sconfitto Allegri nei precedenti tra i due tecnici. Il mister ha dimostrato di esser il vero valore aggiunto della Sampdoria: con la nazionale in bilico, la paura che lasci a giugno 2018 c'è sempre (hashtag #Giampaolo2020 già pronto).
E la Juventus? Come evidenziano anche i dati, non avrebbe meritato di chiudere sotto 3-0 e persino il 3-2 - per alcuni aspetti - è un risultato stretto. Tuttavia, il calcio è fatto anche di un elemento di caso, che può presentarsi sotto forma dell'incornata di Duvan Zapata. Sono convinto che lotteranno per il titolo fino alla fine, nonostante le difficoltà che sta attraversando.
Questa partita ci rivela anche che i tre marcatori sono al momento i migliori giocatori della squadra (ci perdonerà Strinic, in chiaro-scuro contro la Juve): Ferrari ha giocato una gara sontuosa in copertura e nell'impostazione, al di là della rete segnata; Torreira è una sorpresa solo per chi non lo conosce; infine Zapata, che ha dominato la ripresa oltre il gol dell'1-0.
E ora? C'è un calendario contrastante. La Sampdoria deve ancora sfidare Lazio, Roma e Napoli (le prime due al "Ferraris", l'altra in trasferta), ma immediatamente ci sarà la trasferta di Bologna, su un campo che è notoriamente maledetto per la squadra blucerchiata. Tuttavia, se c'è un'annata nella quale tutto sembra possibile, è proprio questa: si va in Emilia per vincere.

Gonzalo Higuaín, 29 anni, a segno, ma forse deludente nella trasferta di Genova.

15 maggio 2016

Fatal Torino.

Da uno 0-4 a uno 0-5. Dai serbi ai campioni d'Italia. Da Ožegović a Dybala. Dall'Europa League alla Serie A. Dai biancorossi ai bianconeri. Dall'Olimpico allo Juventus Stadium. Strano annotare come l'annata tragicomica della Samp si concluda con la cinquina subita dalla Juventus in una gara che non è contata nulla. Almeno dal (nostro) atteggiamento durante i 90 minuti.

Patrice Evra, 35 anni, batte Alberto Brignoli, 24, per l'1-0 dopo appena cinque minuti.

La Samp si presenta a Torino con diverse assenze, tra cui Cassano (che forse ha salutato con il derby giocato la settimana prima) e Fernando. La novità è il forfait di Viviano all'ultimo minuto, con l'esordio stagionale di Brignoli. Dal canto suo, Allegri mette in campo i titolari in vista della finale di Coppa Italia, tranne in porta, dove Neto è confermato al posto di Buffon.
Dopo un mancino di Álvarez che impegna Neto, la Samp è già sotto: su punizione di Dybala, Silvestre e Diakité si perdono Evra, che realizza l'1-0 di testa. Su tre gol in A, il francese ne ha segnati due al Doria. Gli ospiti non danno nessun segnale di vita e anzi regalano la chiusura della partita: su uscita difensiva folle di Silvestre, Skriniar deve mettere giù Mandzukic in area: rigore e rosso.
Ci pensa Dybala a trasformare dagli undici metri: la gara finisce lì. Montella passa al 4-4-1, con Correa e Álvarez sulle fasce, mentre Quagliarella sgomita da solo davanti. A turno, la Juve ci prova con tutti: Dybala, Lichtsteiner (traversa di testa), Chiellini. A forza di perdere palloni sanguinosi davanti all'area di rigore, alla fine Dybala trova il mancino del 3-0 al 36'.
L'intervallo è una pausa in un canovaccio già scritto, con Pogba che sfiorato il 4-0 poco prima della pausa. La Juve allenta un pochino la pressione, tentando soprattutto la conclusione dalla distanza. Brignoli è spesso impegnato, ma i cambi sembrano rallentare il ritmo. Invece, il peggio deve ancora arrivare.
Al 76', infatti, ecco il 4-0 su corner: Brignoli esce in maniera decisa, ma troppo spericolata sul corner di Hernanes, lasciando la porta sguarnita. Chiellini raccoglie la respinta e scaglia un gran mancino per il quarto gol della Juve. Sulla lucidata di scarpe "alla Moriero" per il difensore bianconero si chiude la stagione della Samp, ma c'è ancora tempo per un'ulteriore umiliazione.
La Samp sfiora il 4-1 con un corner di Álvarez respinto sulla linea da Neto, ma su corner la difesa dorme nuovamente: Ranocchia viene spostato da Morata, mentre l'ex Velez si perde l'arrivo di Bonucci, che corregge in rete la deviazione dello spagnolo. Il finale recita 5-0 e serve a poco l'ingresso di Ponce per Quagliarella, con l'esordio del venezuelano in Serie A.

Paulo Dybala, 22 anni, e la doppietta ieri contro la Samp.

Brignoli 5.5; Diakité 5, Silvestre 4.5, Skriniar 5; Sala 5, Barreto 4.5, Krsticic 4.5, Dodô 4.5; Correa 4.5 (dal 30' s.t. Correa s.v.), Álvarez 5; Quagliarella 5 (dal 40' s.t. Ponce s.v.).

Cosa c'è da salvare quest'anno? Direi quasi nulla. La beffa finale si è consumata in tre parti: a) una pessima prestazione contro una squadra che non aveva bisogno di alcun invito per esser aggressiva; b) la mancata presenza di Viviano, che avrebbe collezionato tutti i minuti di questo campionato in campo; c) l'esordio di Ponce a cinque minuti dalla fine e sul 5-0.
E che dire di Vincenzo Montella? Tante volte abbiamo già menzionato i suoi scarsi risultati nella sua gestione, con la sua media-punti che sarebbe addirittura inferiore a quella di Cavasin nella scriteriata annata 2010-11. Questi sette mesi con la Samp hanno chiarito una cosa: grande allenatore, ma non un fine psicologo. Quello di cui avrebbe avuto bisogno questa squadra.
Anche la dirigenza dovrebbe esser rinnovata. Mentre la tifoseria cerca di capire come Ferrero abbia ereditato la società da Garrone nel lontano giugno 2014, il d.s. Osti è cercato dal Bologna: mi auguro che lasci il Doria. E vi do due nomi che potrebbero tornare utili: Giovanni Sartori (desiderio di lunga data) e Stefano Marchetti, d.s. del Cittadella dei miracoli.
Cosa rimane di questo 2015-16? Credo nulla. Se è possibile, è stata persino una stagione peggiore di quella della retrocessione o della successiva (e faticatissima) promozione. Perché Cavasin ha dovuto giocare con Perticone, Martinez e Biabiany seconda punta, mentre Atzori aveva la piazza contro. Qual è la scusa per chiudere così con la fatal Torino?

Milan Skriniar, 21 anni, rincorre Mario Mandzukic, 29.

12 gennaio 2016

Una montagna.

Ci sono alcune salite che sono più difficili di altre. Stavolta la Samp non ce l'ha fatta a scalare una montagna troppo grande per lei: il 2-1 della Juventus ai blucerchiati in quel di Marassi racconta meno di quella che la gara ha fatto vedere. La partita di ieri sera ha dimostrato come non sia un caso che la Juve abbia conquistato nove successi consecutivi.

La Gradinata Sud al suo meglio per la partita contro i bianconeri.

Per l'ultima del girone d'andata, la Samp punta sempre sul 4-3-3 visto negli ultimi tempi: l'unico cambio è sulla fascia destra di difesa, dove Cassani subentra all'infortunato De Silvestri. La Juventus si presenta a Genova reduce da otto vittorie consecutive: il 3-5-2 iniziale dà spazio a Rugani dal primo minuto. Davanti la coppia Morata-Dybala.
Il primo tempo della Samp è quasi completamente assente. La tattica sembra quella già vista contro il Genoa: attendere l'avversario e coglierlo in contropiede. Tuttavia, il terzetto difensivo della Juve non è la linea a quattro del derby e quindi questi attacchi a sorpresa non si concretizzano mai, complice anche la scarsa precisione di passaggio dei blucerchiati.
Non è una sorpresa che la Juve domini incontrastata con il minimo sforzo. A segnare il vantaggio è Pogba al minuto 15: dopo aver tentato di battere Viviano dalla distanza qualche secondo prima, il francese vince un contrasto con Cassani in area e di mancino batte il portiere blucerchiato. Il sinistro è velenoso, ma c'è il dubbio che Viviano potesse fare qualcosa in più.
In fase di costruzione, Fernando sbaglia molto e Cassano latita in mezzo alle maglie rosa degli ospiti. Così è ancora la Juve a sfiorare il gol, seppur occasionalmente: in una partita bruttina, Dybala mette dentro una punizione che attraversa tutta l'area e Viviano sventa in corner. Il primo tempo si chiude con poco da registrare, ma la Juve è in vantaggio.
Il problema è che basta appena un minuto della ripresa per vedere il raddoppio degli ospiti: Zukanovic non copre la linea di passaggio fornita da Dybala e l'argentino trova Khedira solo in mezzo all'area. Basta un tocco morbido e Viviano è battuto per il 2-0: la strada - già prima in salita - si fa una montagna.
Ciò accade anche perché la Samp non tira in porta. Non lo fa neanche al 59', quando Cassano comincia a illuminare la serata e trova Éder, ma l'incornata del nuovo capitano blucerchiato (Soriano è uscito al 35' del primo tempo per giramenti di testa) va fuori. E qualche minuto dopo la partita rischia di chiudersi.
Prima Dybala costringe Viviano in corner, poi Hernanes trova Morata solo in area: perso da Barreto, lo spagnolo spreca il match-point del 3-0. Il calcio è maestro e allora Cassano un minuto dopo accorcia le distanze: bello lo scambio con Carbonero e la girata rapida in area di rigore del 99, che trova il primo gol dal rientro in blucerchiato quest'estate.
La Samp comincia a crederci, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo la Juve. Che rallenta i ritmi, ma non molla. Pogba spreca una buona occasione servito dall'onnipresente Dybala, poi è Viviano a evitare il 3-1 su cross deviato di Evra. La Samp ha la migliore occasione con Zukanovic, ma il colpo di testa del bosniaco finisce alto: è 2-1 per gli ospiti, che festeggiano ancora nella rincorsa al Napoli capolista.

Paul Pogba, 22 anni, ha segnato il gol dell'1-0 per la Juve.

Viviano 5.5; Cassani 5, Moisander 5, Zukanovic 5, Regini 5.5; Soriano 5.5 (dal 36' p.t. Ivan 6), Fernando 5.5, Barreto 5 (dal 27' s.t. Muriel 5); Carbonero 6, Cassano 6.5, Éder 5 (dal 39' s.t. A. Rodriguez s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Mi rendo conto di esser molto pesante, ma la pochezza dimostrata dalla Samp nel primo tempo e in buona parte della ripresa è stata imbarazzante. Neanche un tentativo di tiro in porta, con l'unica occasione che è risieduta in una punizione respinta di Fernando. Poi il gol di Cassano ha permesso di vedere un finale acceso.
Va ricordato, però, che l'occasione fallita da Morata per il 3-0 - un minuto prima che la Samp accorciasse le distanze - ha in realtà mascherato il dominio bianconero a Marassi. Una forza dirompente quella della Juve: la vittoria non è arrivata tramite la forza bruta, perché la Juve non ha giocato benissimo, ma ha saputo cogliere le occasioni giuste al momento giusto.
Di contro, c'è da dire che Cassano è tornato alla grande dalle vacanze natalizie. Anche lui è rimasto travolto dal controllo della gara da parte della squadra di Allegri, ma nella ripresa è riuscito a emergere, diventando ancora una volta il centro del gioco della Samp. E per la prima volta ha giocato 90' interi durante questa stagione.
Notizie incoraggianti in vista della trasferta di Modena, dove la gara contro il Carpi inaugurerà il girone di ritorno. L'andata è stata chiusa a 23 punti, previsione impossibile dopo l'esonero di Zenga e l'inizio difficile per Montella. Si spera che 45-50 punti possano esser fattibili, in modo da chiudere il discorso salvezza il prima possibile (dietro non è che corrano, eh...).
Ora c'è il mercato, che deve dare a Montella quel che serve. O almeno fornire qualche parvenza di esperimento, in vista della prossima estate, quando l'Aeroplanino partirà dall'inizio. Lui non pare scomporsi di fronte alle difficoltà, lo stesso dovranno fare dirigenza e giocatori. Le montagne da scalare sono appena iniziate in questo 2016.

Antonio Cassano, 33 anni, ieri il migliore tra i blucerchiati.

03 maggio 2015

All'ultimo scatto.

Dovevano arrivare dei punti, invece è giunta un'altrasconfitta: la terza nelle ultime sei gare, con un bilancio di tre punti nell'ultimo mese. La Samp si allontana ancora dalla zona Europa League dopo l'1-0 contro la Juve al Ferraris: i bianconeri sono campioni d'Italia per la quarta volta consecutiva, mentre i blucerchiati attendono i risultati odierni delle avversarie per la corsa all'Europa.

La Gradinata Sud, ancora una volta presente ieri per la sfida alla Juve.

Diverso dalla vigilia l'atteggiamento della Juve: con il Real Madrid da sfidare martedì, Allegri rischia tutto. Nonostante gli basti un punto per vincere lo scudetto, il tecnico della Juve schiera praticamente tutti i titolari, con solo Pirlo in panchina. Mihajlovic si affida al 4-3-1-2 già visto contro l'Hellas, con molti cambi e la coppia Muriel-Eto'o davanti, per la prima volta dall'inizio come centravanti. Soriano agisce alle spalle del duo d'attacco.
L'inizio è nettamente a favore della Samp, che pressa alto e prova a metter pressione agli ospiti. Bastano 29 secondi a Soriano per andare subito al tiro, ma il suo destro è alto. Di poco fuori anche la conclusione di Obiang al 9', con Buffon che valuta il pallone fuori. Al 12', la Samp ha un'occasione clamorosa: contropiede due contro due, Eto'o serve Muriel leggermente lungo in area e il colombiano non c'arriva. Da quel momento, la Samp sparisce dalla zona offensiva e lascia l'iniziativa ai campioni d'Italia uscenti.
Llorente ci prova un paio di volte di testa, ma non impensierisce Viviano. Anche Vidal ha una buona occasione al 31', ma il suo tiro è centrale. Purtroppo, il gol bianconero è dietro l'angolo. Al 31', Lichtsteiner viene lasciato colpevolmente libero di crossare da Mesbah: Rizzo si perde Vidal e anche Llorente è solo al centro dell'area. La palla arriva al cileno, che insacca sull'altro palo il gol del definitivo 1-0 ospite. La Samp non ha nessuna reazione e si va all'intervallo con i padroni di casa in svantaggio.
Il tanto nervosismo produce un secondo tempo peggiore dei primi 45': la Samp è contratta e non riesce a gestire il pallone in avanti, mentre la Juve fa un gran giro-palla per far passare il tempo. Ciò nonostante, fioccano le occasioni per i bianconeri: Tevez costringe Viviano ad allungarsi in corner e anche Marchisio ha spazio per provarci. Dal canto suo, la Samp ha una mega occasione con Bergessio al 64': l'argentino - neo-entrato al posto di Rizzo - è lanciato da Eto'o in area, ma tarda la conclusione e Bonucci lo costringe in corner.
Più passano i minuti, meno la Samp sembra avere la possibilità di pareggiare. La girandola di cambi non produce nulla, se non un sinistro di Duncan dalla distanza (bloccato da Buffon) e un mancino di Muriel (fuori). Tanti gialli, con la Samp che perde tre squalificati in vista della prossima partita a Udine. Intanto, la Juve può festeggiare al triplice fischio dell'arbitro: con questa vittoria, i bianconeri festeggiano il quarto titolo consecutivo.

La rabbia di Sinisa Mihajlovic, 45 anni, durante la gara.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 6, Romagnoli 6, Mesbah 5.5 (dal 35' p.t. Regini 6); Rizzo 5 (dal 9' s.t. Bergessio 6), Palombo 5.5, Obiang 6 (dal 27' s.t. Duncan 6); Soriano 6.5; Eto'o 5, Muriel 5.5 - già pubblicate su SampNews24

Prima di qualsiasi analisi, voglio fare i complimenti alla Juve e anche una piccola critica al suo allenatore. Quando Conte ha mollato tutto nel luglio scorso, molti hanno pensato che fosse il momento buono per chiudere la dinastia bianconera. In effetti, nel contestato 3-2 dello Juventus Stadium contro la Roma a ottobre 2014, la sensazione c'era stata. Poi il resto del campionato ha cancellato quella speranza. La piccola critica ad Allegri è per la formazione schierata ieri. Bastava un punto, ma lui ha deciso di schierare (quasi) tutti i titolari. Era proprio necessario, con la sfida al Real Madrid a tre giorni da quella di Genova?
Intanto la Samp ha i suoi problemi. Tre punti in sei gare, nessuna vittoria: un digiuno così non c'era mai stato quest'anno in A. Eppure stavolta Mihajlovic ha schierato Eto'o e Muriel davanti, disimpegnandoli dai compiti da terzino che i due hanno svolto diligentemente durante queste ultime gare. Tuttavia, il risultato finale è stato pessimo. Il camerunense è sembrato escluso dalla manovra e lontano dal gioco, mentre il colombiano va a sprazzi e deve trovare continuità. Altrimenti il rischio è che rimanga un eterno incompiuto.
Ora la corsa all'Europa League si complica. Oggi il Torino ospita l'ottimo Empoli, il Genoa va a Roma, la Fiorentina aspetta il Cesena al Franchi e persino l'Inter - tornata in corsa - può approfittarne giocando contro il Chievo a San Siro. Insomma, le concorrenti sono agguerrite e alcune di loro hanno un calendario migliore della Samp (leggi Torino e Fiorentina). Sarà durissima e per questo un'inversione di tendenza è necessaria.
A partire dal prossimo impegno, quando la Samp andrà a Udine per giocarsela contro la squadra di Stramaccioni. All'andata ci fu un 2-2 che portò la squadra di Mihajlovic al terzo posto, nonché l'ultimo gol di Gabbiadini in blucerchiato. Ora la Champions è un sogno impossibile da realizzare, ma c'è ancora spazio per l'Europa League. A patto di cambiare marcia. Perché cadere all'ultimo scatto sarebbe un'amarezza insopportabile.

Arturo Vidal, 27 anni, regala il 4° scudetto alla Juve con un suo gol.

30 dicembre 2014

Un'annata da ricordare.

Wow, è stata lunga. Il 2014 è sembrato molto lungo e pieno di soddisfazioni per la Sampdoria. Un anno che forse non si dimenticherà facilmente, specie la seconda parte. E che apre delle premesse straordinarie per il 2015, sperando che questo possa esser migliore dell'anno precedente. I blucerchiati e i suoi tifosi hanno potuto godere di tanti momenti diversi: ne voglio ricordare cinque, come è da abitudine al termine dei canonici 365 giorni.

  • Due derby, due eroi, due 0-1 (3 febbraio & 28 settembre 2014)
Nel 2014 si sono giocati due derby. Entrambi con i blucerchiati in trasferta, entrambi con la Samp uscita vincente per 1-0. Nel primo, l'eroe è Maxi Lopez: appena arrivato dal Catania, l'argentino decide la stracittadina alla prima gara dopo il ritorno in blucerchiato. Sarà anche l'unico gol di Maxi nelle 11 presenze con la Samp della passata stagione. Nel secondo derby, il protagonista è Manolo Gabbiadini: una delle sue punizioni passa e non viene deviata da nessuno. La palla s'insacca all'angolo e decide la contesa tra le due squadre.

Maxi Lopez, 30 anni, batte Perin per l'1-0 nel derby del febbraio 2014.
  • La rinascita di Stefano e Roberto
Se ci sono due giocatori che hanno beneficiato alla grande del 2014 e della cura Mihajlovic, questi sono Roberto Soriano e Stefano Okaka. Il primo era spesso fischiato nelle sue fugaci apparizioni nella gestione Rossi e si pensava fosse ormai bruciato: a parte il gol nel Trofeo Gamper al Camp Nou nell'agosto 2012, poco da segnalare. Il secondo era finito in tribuna a Parma, dove non giocava e sembrava ormai finito. Entrambi sono rinati e si sono addirittura consacrati. Entrambi hanno esordito in nazionale azzurra con il ct Conte (e Okaka ha anche segnato). Cosa volere di più?
  • L'unica sconfitta (29 ottobre 2014)
Stadio Giuseppe Meazza di Milano, c'è Inter-Sampdoria per il turno infrasettimanale. La Samp è reduce da due pareggi consecutivi, tra cui quello prezioso contro la Roma (che non era ancora stata bastonata dal Bayern in Champions). L'Inter, al contrario, soffre e monta la contestazione nei confronti di Walter Mazzarri, che da lì a un mese sarà esonerato. 

La Samp gioca una gara gagliarda, prende una traversa e costringe Handanovic a diversi miracoli. Purtroppo, l'ingenuità di un classe '95 bravo, ma appunto giovane come Romagnoli costerà il rigore della vittoria. La firma? Mauro Icardi, che non si smentisce mai quando incrocia i colori blucerchiati. A oggi, è ancora l'unica sconfitta stagionale per il Doria in questo 2014-15.

Roberto Soriano, 23 anni, ha esordito in nazionale contro la Croazia.
  • La rimonta dello Juventus Stadium (14 dicembre 2014)
La Juventus guida come al solito la classifica: da Allegri a Conte è cambiato qualcosa nel modulo in campo, ma non in classifica. I bianconeri comandano, come da tre anni a questa parte. E la Samp si presenta allo Juventus Stadium, dove è stata una delle poche squadre italiane a vincere da quando l'impianto ha aperto nel 2011. Proprio la Samp di Mihajlovic, nel gennaio 2014, perse in maniera onorevole per 4-2 contro la Juve di Conte.

Quasi un anno dopo, gli ospiti si presentano con qualche assenza, il 4-3-1-2 invece del 4-3-3 e Krsticic trequartista. Il piano di contenere la Juve non funziona: se la Samp si deve difendere, si fa violenza e soffre. Non solo: arriva anche il vantaggio dei padroni di casa. Segna Evra di testa su corner: è alto un metro e 73, ma Regini lo lascia libero di saltare. La gara sembra in salita, ma Mihajlovic torna al 4-3-3 nella ripresa e fa entrare Gabbiadini.

A metà con la Juve, l'attaccante è in partenza per Napoli a gennaio: lo sa la Juve, lo sa la Samp e lo sa sopratutto il giocatore. Che non ha voglia di lasciare Torino senza un addio velenoso, come il suo mancino a giro. Proprio un suo sinistro stende la Juve e punisce Buffon al 51', riportando la gara in parità. Da lì la Samp gestisce la gara, soffre poco e sfiora addirittura il successo. Indovinate con chi? Sempre quello con la maglia numero 11.
  • La grinta mai sopita (31 agosto 2014-?)
Se c'è un aspetto su cui la Samp è di gran lunga migliorata rispetto alla scorsa stagione, è la grinta, la capacità di non mollare mai tanto richiesta da Mihajlovic. Il tecnico serbo si era spesso lamentato nel 2014 di alcune "passeggiate", ovvero di alcune gare in cui la Samp non c'era. Quest'anno non è andata così. Certo, ci si può rammaricare di tante rimonte subite, ma in fondo la squadra blucerchiata è un gruppo giovane. Alcune legnate fanno quasi bene.

A Palermo, però, c'è un antipasto di quello che sarà la Samp di quest'anno. I siciliani si affidano sopratutto a Dybala, tornato in A con la voglia di imporsi. Regini cade nel tranello e prende due gialli (di cui il secondo discutibile). Gli ospiti rimangono in dieci e prendono anche il gol dello svantaggio, segnato proprio da Dybala. Sembrerebbe quasi finita, ma la Samp mette la testa a posto. Il Palermo di Iachini (ex amato) arretra il baricentro e al 91' Gastaldello pareggia su azione da corner: è un piccolo segnale, ma è il momento che dice esattamente quella che è stata la Samp in questa seconda parte di 2014.

La gioia della Samp dopo il pareggio all'ultimo secondo di Palermo.

15 dicembre 2014

Sampdoria Stadium.

Un altro grande risultato, una mezza impresa: la Samp ottiene un buon punto in quel di Torino e blocca la Juventus sull'1-1 nel suo impianto casalingo. Il pareggio rappresenta anche l'interruzione della striscia vincente della Juventus in casa, che collezionava vittorie da 25 partite consecutive. Ed è l'ennesimo certificato sul campionato della Samp: finché la classifica sarà così equilibrata, i blucerchiati avranno una chance europea.

Patrice Evra, 33 anni, ha segnato l'1-0 momentaneo per la Juve.

La Samp si presenta allo Juventus Stadium dopo il ritorno alla vittoria, avvenuto a Verona contro l'Hellas: una buona forma quella blucerchiata, con la squadra di Mihajlovic vogliosa di tirare un brutto scherzo a quella di Allegri. Torna Regini tra i titolari, mentre cambia il modulo: dentro nuovamente il 4-3-1-2, con Krsticic dietro la coppia d'attacco Eder-Okaka. Schieramento speculare per la Juventus, che schiera Pereyra da trequartista e Ogbonna al posto dello squalificato Chiellini. Davanti fiducia a Tevez e Alvaro Morata, che scalza Llorente dai titolari.
Il primo tempo è un monologo della Vecchia Signora. Specie i primi 20' sono di una pressione tremenda per gli ospiti, che a malapena riescono a scambiare due passaggi di fila (più per l'imprecisione blucerchiata che per i meriti dei bianconeri). Nei primi 10' Tevez e Morata scaldano i guanti di Romero, che però non può nulla al 12', quando Evra trova il vantaggio su corner: Regini lascia colpevolmente solo il francese. E la Juve batterà i calci d'angoli in maniera irregolare per tutto il primo tempo (vedere qui: ci cascherà anche Gabbiadini nella ripresa). La Samp non reagisce e Romero salva ancora i blucerchiati con una paratona su Marchisio. Tuttavia la Juve pian piano abbassa la pressione e il Doria può uscire almeno dalla propria metà campo. Anzi, al 36' Gastaldello rischia di trovare fortunosamente il pareggio, ma Buffon è pronto. Il primo tempo finisce con la Samp che gradualmente conquista campo.
La ripresa è di tenore decisamente diverso. Innanzitutto Mihajlovic comprende l'impalpibilità di Krsticic e lo toglie, inserendo Gabbiadini. Ciò implica il ritorno all'originario 4-3-3, che si dimostrerà decisamente migliore nella ripresa. Al 49' Pereyra testa ancora Romero, ma la Samp trova il pareggio due minuti dopo: discesa di Regini, supporto di Eder fino all'area e scarico per il neo-entrato Gabbiadini. Manolo cerca lo spazio per il sinistro e piazza all'angolo un altro gol alla Juventus: è l'1-1 che sorprende un po' tutti, ma che fa impazzire il settore ospiti dello Juventus Stadium. Da lì la gara diventa un grosso punto interrogativo per la Juve, che spinge ma non come nel primo tempo. Sopratutto, i padroni di casa fanno fatica a trovare la conclusione giusta negli ultimi 20 metri: Tevez ci prova, ma non spaventa Romero. E Palombo è miracoloso all'81' in chiusura su Pogba, prima che il francese possa concludere a rete. Anzi, è la Samp ad avere l'altra occasione più pericolosa della ripresa: un sinistro di Gabbiadini dai 25 metri è leggermente deviato da Ogbonna. La palla sembra pronta per gonfiare la rete un'altra volta, ma Buffon è miracoloso e devia in angolo. Nel finale, l'arbitro si dimentica anche l'espulsione per doppio giallo di Vidal: l'intervento su Duncan a pochi minuti dal recupero meriterebbe il rosso, ma Doveri si addormenta. Finisce 1-1, alla Samp va bene lo stesso, specie dopo quel primo tempo...

Manolo Gabbiadini, 23 anni, pareggia i conti appena entrato.

Romero 7; Cacciatore 6.5, Gastaldello 7, Romagnoli 6.5, Regini 6; Rizzo 6, Palombo 6.5, Obiang 6.5 (dal 37' s.t. Duncan s.v.); Krsticic 5 (dal 1' s.t. Gabbiadini 6.5); Eder 6.5, Okaka 5.5 (dal 27' s.t. Bergessio 6) - già pubblicate su SampNews24

La prova dello Juventus Stadium è l'ennesima certificazione sul campionato - fin qui straordinario - della Sampdoria di Sinisa Mihajlovic. Mancava Soriano, si è giocato con un modulo diverso e il primo tempo è stato praticamente buttato. Eppure, la Samp è uscita nella ripresa e ha tirato fuori una prestazione di raro acume tattico: benissimo la difesa, abbastanza bene la mediana, bravissimo Eder nelle ripartenze. Poco importano gli interpreti: spesso il Doria c'è. Manca solo un po' di continuità, anche durante le gare.
Due paroline vanno spese anche sull'arbitro Doveri: fortunatamente i suoi errori non hanno deciso la gara, ma far battere il calcio d'angolo dentro la lunetta sarebbe il minimo sindacale. Certo, la Juventus avrebbe comunque meritato il vantaggio nel primo tempo, ma almeno farglielo sudare tramite quelle cose strane chiamate "regole"? Sarebbe giusto. Purtroppo noi le regole le scansiamo come la peste. Per altro, ieri Okaka è stato praticamente nullo, ma l'arbitraggio di Doveri nei suoi scontri con Ogbonna è stato abbastanza one-sided: la spinta del rossocerchiato veniva regolarmente punita, il contrario è raramente avvenuto. Eppure parliamo di due statue nere da un metro e novanta, che si sono scontrate ad armi pari.
Una battutava fatta anche sul momento di due giocatori. Nenad Krsticic è chiaramente in crisi di rendimento e sono molto dispiaciuto per il ragazzo. Rimango convinto che le doti ce l'abbia, accompagnate da un'adeguata cattiveria: tutto sta nel ritrovarle. Specie se si passerà al 4-3-1-2 dopo la (probabile) cessione di Gabbiadini, ci sarà più spazio per lui. Proprio Manolo è l'altro di cui parlare: c'è chi già ne piange la cessione. La Samp sta spezzando il giocattolo nel prossimo mercato di gennaio, cosa da evitare; tuttavia, alla lunga vedrete che non sarà rimpianto. L'attaccante diventerà un buon giocatore, ma ha bisogno di maturare sulla continuità: alcune volte scompare dalla gara. Al suo posto potrebbe arrivare Joaquin Correa, trequartista dell'Estudiantes che molti danno già alla Samp nel prossimo inverno.
Ora il Doria si gode l'ultima settimana di preparazione del 2014, dove sfiderà un'altra squadra bianconera, ovvero l'Udinese di Stramaccioni. Chiudo però osservando una cosa: a fine anno, probabilmente la Samp sarà l'avversario con il miglior bilancio nella storia dello Juventus Stadium. Aperto per la stagione 2011-12, i blucerchiati ci hanno giocato tre volte: una vittoria per 2-1 nel gennaio 2013, una sconfitta onorevole nel gennaio scorso e ora questo pareggio. Niente male. Farebbero prima a chiamarlo Sampdoria Stadium.

La Samp esce con un pareggio dallo Juventus Stadium: grande gioia

19 gennaio 2014

Onore ai vinti.

C'è da dire che non ci si aspettava un finale diverso. Il copione era bello che scritto, viste le forze in campo: il 4-2 subito dalla Samp in quel di Torino, allo Juventus Stadium, dimostra sostanzialmente due cose: a) la Juve di Conte potrebbe essere una delle squadre più forti del calcio italiano, se non la più forte. Chiedete alle loro 12 vittorie di fila; b) la Samp di Mihajlovic se la gioca. Sempre e comunque. Poco importa chi è l'avversario. E con quest'atteggiamento, si potrà solo che andare lontani.

Antonio Conte, 44 anni, e Sinisa Mihajlovic, 44, alla fine della gara.

La Samp si presenta al cospetto dei campioni d'Italia con qualche novità rispetto alla gara con l'Udinese. Rientra Obiang dalla squalifica, prendendo il posto di Krsticic, squalificato insieme a Soriano; davanti, proprio per queste assenze, Eder è assistito da Gabbiadini, Bjarnason e Sansone. La Juve, dal canto suo, tira avanti con il suo 3-5-2 e con la coppia Llorente-Tevez, seppure senza Pirlo, relegato in panchina per riposare. La partita si conferma ostica fin dall'inizio: è subito Asamoah a impegnare Da Costa, così come Tevez sfiora il vantaggio al 15'. La Samp prova a stare corta tra i reparti, ma incassa lo svantaggio al 18': gran filtrante di Pogba per Vidal, che d'esterno batte Da Costa in uscita. 1-0 e ospiti subito costretti alla rincorsa. Sfortunatamente, dopo un tentativo dalla distanza di Gabbiadini appena a lato, la Samp subisce anche il 2-0: su corner, Llorente stacca più alto di Mustafi e raddoppia per la Juventus. Niente da fare per Da Costa, così come per la Samp, che rischia anche il terzo: Tevez gira bene in porta, ma il brasiliano della Samp è strepitoso sulla respinta. A quel punto, gli ospiti si rialzano: prima Mustafi impegna Buffon con un destro dal limite dell'area, poi è Barzagli a mettere nella propria porta l'1-2 su cross di Gabbiadini. Purtroppo, neanche il tempo di esultare e Regini commette un'ingenuità, regalando a Vidal fallo e rigore del 3-1, con il quale si chiude la prima frazione.
Appena rientrati in campo, si nota la mancanza di Bjarnason, quasi invisibile nei primi 45': dentro Renan e passaggio ad un 4-3-3 per cercare la rimonta. Tutto sommato, la Juve decide di gestire il risultato e ha una sola enorme occasione nei primi 20' della ripresa: Llorente, lanciato da solo verso la porta blucerchiata, sparacchia a lato. Poco prima, De Silvestri aveva costretto Buffon al miracolo su corner con il suo colpo di testa ravvicinato. E' un preambolo alla sofferenza dei padroni di casa: al 69', Gabbiadini accorcia ulteriormente le distanze in tap-in, dopo che Buffon aveva respinto un bel colpo di testa di Regini su calcio d'angolo. Pochi minuti dopo, è lo stesso numero 11 blucerchiato a far tremare la traversa con un sinistro dai 25 metri: Buffon non ci può arrivare, ma il legno sì. In quel momento, si spengono le speranze degli ospiti di pareggiare. Pogba, al 77', porta il punteggio sul 4-2 con un magistrale destro dai 25 metri: Da Costa non può nulla. E' lo stesso francese a provarci più volte, ma lo score non cambia: la Juventus vince meritatamente, ma la Samp dimostra che può mettere paura persino ai campioni d'Italia.

Arturo Vidal, 26 anni: ieri doppietta e doppia cifra per lui in campionato.

Da Costa 5.5 - Onestamente non ha grosse colpe sui quattro gol e fa pure un mezzo miracolo su Tevez nel primo tempo. Il voto più vicino alla sufficienza è dovuto.
De Silvestri 5.5 - Davanti fa sfaceli e sfiora il gol, dietro soffre un Asamoah in giornata.
Mustafi 5 - Simile disamina per lui: mette paura a Buffon, ma si perde Llorente sul 2-0.
Gastaldello 5.5 - Le solite legnate e la difficoltà nel marcare un campione come Tevez.
Regini 6 - Di fronte al miglior esterno destro del campionato non sfigura affatto e dà una mano nel segnare il 3-2, ma l'ingenuità sul rigore del 3-1 è forse eccessiva quando giochi contro la Juve.
Palombo 6.5 - Non era facile giocare contro il centrocampo juventino: Palombo tiene un buon profilo anche di fronte a Pogba e compagni.
Obiang 6 - Leggermente meno appariscente, ma efficace quando serve.
Gabbadini 7 - Il deus ex machina della Samp: crea e disfa velocemente. Il bilancio a fine gara è un autogol causato, un gol e una traversa. La Juve lo guarda con attenzione. In ogni caso, se continua a giocare così, il suo futuro sarà sempre più lontano da Genova.
Bjarnason 5 - Deludente. Dovrebbe limitare il centrocampo avversario e invece non risulta decisivo.
Wszolek 6 - Tante sportellate con Lichsteiner, migliorato rispetto alla prova con l'Udinese.
Eder 5.5 - Non è importante come altre volte, ma la difesa bianconera è un osso duro.

Renan 5.5 - Senza lode, né infamia. Il suo ingresso trasforma la Samp nel 4-3-3 del secondo tempo.
Costa 6 - La sua entrata in campo per Mustafi mette la Samp nelle condizioni di salire meglio.
Sansone s.v. - Non si vede molto in una partita decisa dal gol di Pogba.

Ora si riparte con ciò che c'è di reale da ottenere: la salvezza. A partire dalla gara con il Bologna, una sorta di portafortuna blucerchiato: da quando i rossoblu sono tornati in A, la Samp ha ottenuto quattro vittorie casalinghe contro gli emiliani. 2-0 nel 2008, 4-1 nel 2009, 3-1 nel 2011 e 1-0 nel 2012: vedremo se sapremo mantenere questa fortunata tradizione. Intanto, onore ai vinti: non tutti hanno fatto così bene allo Juventus Stadium. Neanche Roma e Napoli. Il futuro può solo che sorriderci, se continueremo a giocare in questa maniera.

Manolo Gabbiadini, 22 anni, il più pericoloso tra i blucerchiati ieri sera.

30 dicembre 2013

Uno sguardo al futuro.

Che dire: il 2013 non sarà certo ricordato tra i più brillanti anni dell'Unione Calcio Sampdoria. Se nel 2012 erano arrivate una promozione all'ultimo secondo e la brillante vittoria nel derby, nonostante le difficoltà, non si può dire altrettanto del 2013. E' un anno che ha fatto registrare i blucerchiati nella maniera più anonima possibile: poche vittorie, tanta rabbia e preoccupazione per il futuro, l'ennesimo cambio di allenatore e la sensazione che non ci saranno miglioramenti nel breve futuro. Il progetto va avanti, ma non si è capito ancora quale senso o forma stia prendendo. Mi sento comunque di tentare un riassunto sui cinque momenti che hanno veramente segnato l'anno che sta per finire in casa Samp.

Arrivederci, Juve, ciao. | Se c'è un volto che i tifosi bianconeri non riescono a dimenticare, è quello di Mauro Icardi. L'argentino ha timbrato tre volte contro la Juventus durante lo scorso in campionato (più una con la nuova maglia dell'Inter nel settembre scorso): due a Torino, una al ritorno al Ferraris. L'impresa di Torino, ottenuta in dieci (espulsione ingenua di Berardi per doppio giallo) e in svantaggio (rigore di Giovinco) rappresenta uno dei punti più alti della recente storia blucerchiata. Solo l'Inter di Stramaccioni, all'epoca, era riuscita a violare la nuova casa bianconera. Tanta sofferenza, ma una vittoria notevole per il neo-arrivato, Delio Rossi. Al ritorno, a Juve campione d'Italia e noi salvi, è stata una partita normale: la squadra di Conte è stata sconfitta nuovamente dal Doria, stavolta grazie ai gol di Eder, De Silvestri e ancora Icardi. Per altro, le due vittorie della Samp contro i futuri bicampioni d'Italia costituiscono un fun-fact: è la prima volta che i blucerchiati, nella loro storia, battono per due volte quelli che poi vengono laureati come campioni della Serie A.

Mauro Icardi, 20 anni e quattro gol alla Juve nel 2013 (di cui tre con la Samp).

L'ultimo saluto al presidente. | Riccardo Garrone ci lascia la notte del 21 gennaio scorso, dopo aver lottato a lungo contro una dura malattia. Per omaggiarlo, non si poteva far meglio di quanto fatto vedere nella gara contro il Pescara: 6-0 agli abruzzesi, cinque gol di Icardi e il primo sigillo di Pedro Obiang con la maglia blucerchiata. Lo spagnolo sfoggia una maglietta con scritto "Grazie": in quel momento, almeno per me, la partita era finita con quello splendido momento. Forse il più gratificante dell'intero anno blucerchiato: altro non potrebbe essere per ringraziare l'uomo che, dieci anni fa, ha determinato la sopravvivenza della Samp. Ha fatto alcuni errori, ma il suo bilancio è positivo se valutato nel quadro generale dei suoi undici anni di presidenza.

Udine maledetta. | E' ormai maggio, ma la Samp non è ancora certa della salvezza. Non matematicamente, almeno. Eppure si sente che la trasferta di Udine, contro una squadra lanciata verso l'Europa, possa esser la finestra per chiudere la partita. La Samp effettivamente si salverà, ma la gara in Friuli fa capire come la squadra abbia la testa staccata; anche in quei casi in cui ci mette qualcosa di suo (il palo di Sansone ancora trema), non è fortunata. Se poi ci mettete le poco fortunate prestazioni di un Romero discontinuo (il regalo sul gol di Muriel è ancora nella testa di molti), capite come la trasferta friulana doveva essere forse il più grande campanello d'allarme per il riparo della squadra durante il calciomercato estivo.

Sergio Romero, 26 anni, qui battuto da Muriel nel 3-1 subito dall'Udinese a maggio.

Derby da dimenticare. | Se c'è una cosa certa riguardo la stagione in corso, è che il derby di ritorno andrà giocato con ben altro approccio. Quanto visto in quello d'andata, beh, ha lasciato un bel boccone amaro a qualunque tifoso blucerchiato. Il 3-0 subito dal Genoa nella stracittadina del 15 settembre scorso è stato netto, forse esagerato per quanto visto in campo, ma ha dimostrato come la squadra stesse vivendo male la pressione della sfida genovese. Forse, in questo quadro, la sosta prima della gara non ha aiutato la Samp. I gol di Antonini, Calaiò e Lodi - tre che non hanno certo impressionato in questa prima parte di stagione con la maglia rossoblu - hanno ulteriormente sottolineato la caduta. Dal canto suo, seppur in gara secca, Delio Rossi è riuscito a farsi imbrigliare da Liverani, poi cacciato dopo poche settimane: forse è proprio questo il segnale più chiaro di quanto il tecnico avesse perso un po' il polso della squadra.

La terapia serba. | Tuttavia, il campionato del tecnico riminese è finito dopo la gara contro la Fiorentina: prima della sosta per le nazionali di novembre, il k.o. del Franchi è costato la panchina a Delio. A quel punto, la Samp si è presa molto tempo per aspettare l'obiettivo numero uno, ovvero Sinisa Mihajlovic. Mi sono detto sempre scettico sulle capacità del serbo di tirarci fuori dai guai, ma per ora sta facendo ottimamente il suo lavoro. Nove punti nelle cinque gare da tecnico blucerchiato sono un buon biglietto da visita. La speranza è che non vada come con Rossi, quando il periodo gennaio-marzo fu ottimo, per poi sciogliersi come neve al sole nei restanti otto mesi della sua gestione. A questo punto, solo il futuro ci dirà se la scelta è stata azzeccata. Anche in questo quadro, però, sarà importante sopratutto sfoltire la rosa e rafforzarla con un paio di innesti (terzino sinistro? un vero esterno d'attacco, se non si vogliono usare Wszolek e Rodriguez?).


Adesso si ripartirà nuovamente il 6 gennaio. Come l'anno scorso, ci sarà la sfida con una grande del nostro calcio sul loro terreno. Nel 2013, la Samp violò lo Juventus Stadium con due reti di Mauro Icardi, in inferiorità numerica e in rimonta. Per il 2014, si inizia con la trasferta al San Paolo di Napoli contro la compagine allenata da Rafa Benitez. Stastisticamente, la trasferta partenopea è una delle più brutte degli ultimi anni: la Samp deve ancora segnare un gol nell'impianto degli azzurri da quando questi ultimi sono tornati in A. Vedremo se si riuscirà SUBITO a rendere questo nuovo anno un po' più frizzante. Buon 2014 a tutti, specie se blucerchiati. Magari con uno sguardo al futuro che riporti fiducia ad un ambiente che sta vivendo decisamente troppi "ups & downs".

Eder, 27 anni, sicuramente uno dei migliori blucerchiati in questo 2013.

26 agosto 2013

Senza arte né parte.

Il tabù è caduto e, diciamolo, è caduto meritatamente. Delio Rossi aveva detto che ci voleva fortuna; bisogna dire che ci vorrà qualcosa in più, durante tutta questa stagione, per rendersi pericolosi. La Samp cade alla prima di campionato contro i campioni d'Italia: 1-0 per la Juventus al "Ferraris", con gol del neo-arrivato bianconero Tevez. Un risultato che di per sé non dovrebbe far arrabbiare: in realtà, guardando la partita, la sensazione è che i tempi duri debbano ancora arrivare.

La Sud prima dell'esordio stagionale in A: 10 a tutti loro, come solito.

La Samp, già vittoriosa in Coppa Italia contro il Benevento, è costretta a rinunciare agli squalificati Renan e Regini, sostituiti da Eramo e Berardi. Sulla scelta dello svizzero, per altro a sinistra, ci sono mille dubbi, anche perché l'avversario diretto è il connazionale Lichsteiner. La Juve, invece, è in formazione-tipo, costretta a lasciare Marchisio a Torino per infortunio: nessun problema, c'è Pogba al suo posto. Il primo tempo è una sorta di inno al sonno, garantito dalle molte chiusure blucerchiate e da una Juve che tanto in forma non sembra; le occasioni ci sono, ma sono tutte di marca bianconera. Al 3', è subito Pirlo dalla distanza ad impensierire Da Costa: giusto per ricordargli che, come primo test da titolare, non ci può essere di meglio della Juve campione d'Italia. Un brasiliano in formissima, dato che al 18' toglie dalla rete il colpo di testa di Asamoah, un missile che con l'acqua diventa più che insidioso. Al 20', l'ultima occasione della prima frazione, quando Palombo manca il pallone sull'assist di Vucinic e Tevez costringe Da Costa ad un'altra parata. Intanto, la Samp non crea nulla: è ordinata, anche cattiva quando serve, ma non impensierisce minimamente Buffon: se si pensa che la miglior occasione blucerchiata è un tiro-cross di Krsticic, si capisce bene quale è l'attuale dimensione del Doria di Delio.
L'acquazzone prosegue, ma di cambi non ce ne sono. Si torna in campo, per altro, con lo stesso canovaccio: la Juve fa girar palla e la Samp guarda attentamente, chiudendo tutti gli spazi. Un salvataggio di Costa è il preludio al vantaggio bianconero, con una grande azione corale: Vidal serve Pogba di prima, in verticale, e Berardi non sale, tenendo così tutti in gioco. A quel punto, è facile per il francese servire Tevez, che segna il secondo gol ufficiale con la maglia della Juve: 1-0 e partita da interpretare in maniera diametralmente opposta a quanto fatto fino ad allora. Tuttavia, la zampata non c'è: il gol annullato a Costa è dubbio, ma è un episodio, capitato su un bel calcio di punizione di Krsticic. Di corale, a differenza della Juve, non c'è nulla, con gli esterni che non spingono molto e Gabbiadini che predica nel deserto. Obiang e Eder provano ad impensierire Buffon, ma il numero 1 bianconero ha poco lavoro da fare; lo stesso vale per Da Costa, che rischia solo su un colpo di testa di Lichsteiner, fuori di poco.
Neanche gli ingressi di Soriano, Mustafi e Castellini cambiano l'inerzia della gara, saldamente in mano ai campioni d'Italia; dall'altra parte, c'è il tempo per vedere l'esordio in A di Fernando Llorente. Poi, nel finale, l'espulsione di Castellini - discutibile, se non altro perché non cambiava nulla ai fini della gara - chiude i giochi e dichiara il "game over" per la Samp, che così viene battuta al "Ferraris" dai bianconeri dopo sette anni. All'epoca segnò Nedved ed i blucerchiati lottavano per il centro-classifica: un obiettivo che appare un sogno per il Doria attuale, che ha tanto, tantissimo bisogno di rinforzi per evitare un altro campionato fatto di sofferenze.

Paul Pogba, 20 anni, e Carlos Tevez, 29: l'MVP ed il match-winner della gara.

Da Costa 7; Gastaldello 5.5 (dal 26' s.t. Mustafi 6), Palombo 6, Costa 6.5; De Silvestri 6, Eramo 5.5 (dal 26' s.t. Soriano 5), Krsticic 5.5, Obiang 6, Berardi 5 (dal 40' s.t. Castellini 5); Eder 5.5, Gabbiadini 6  - pagelle pubblicate già su SampNews24.

Insomma, la sensazione è questa: se si fa fatica contro la Juve, con la quale devi semplicemente fare contropiede, cosa accadrà quando bisognerà fare gioco contro le dirette concorrenti? Una prima risposta la si avrà a Bologna, la prossima settimana, dove la Samp arriverà per sfidare i rossoblu, in quella che è già una sfida salvezza. Gli emiliani, al cospetto del nuovo Napoli di Benitez, sono sembrati piccoli piccoli, ma non è detto che non facciano meglio contro i blucerchiati. Per altro, il "Dall'Ara" è storicamente uno stadio indigesto: negli cinque ultimi precedenti, sono arrivati quattro pareggi ed una netta sconfitta per 3-0. Perciò, vincere in quel di Bologna per la Samp non sarà propriamente facile.
Se alle 20:45 di domenica prossima ci sarà il campionato, in mezzo ci aspetta una settimana infuocata di calciomercato. La verità è che la Samp avrebbe bisogno di almeno quattro pedine: un portiere di nome e d'esperienza, un centrocampista incursore, un esterno sinistro per il 3-5-2 ed un "10", magari un bel trequartista che porti fantasia nei momenti bui della partita. Visti i tempi che corrono, mi accontenterei innanzitutto del cursore mancino: quando non riesci a tirare fuori un titolare tra Regini, Laczko, Castellini, Berardi e Wszolek, qualcosa non va. In seconda battuta, l'arrivo di un altro centrocampista, magari unita alla partenza in prestito di due dei nostri, sarebbe cosa buona e giusta. Tuttavia, è probabile che arrivi solo il portiere e che Garrone dovrà mettere mano al portafoglio a gennaio, quando la Samp sarà più inguaiata ed avrà disperatamente bisogno di un esterno sinistro. Insomma, un replay di quanto già accaduto nel gennaio dell'anno in B, quando l'obiettivo rischiava di sfuggire e ci fu bisogno degli investimenti non fatti durante l'estate precedente.
Intanto, vediamo SE arriverà qualcuno. Più probabile che qualcuno lasci Genova piuttosto che arrivi effettivamente un giocatore di completamento per la rosa. In fondo, il club blucerchiato ha una marea di esuberi da portare a termine; se arrivasse poi un portiere, ci sarebbe anche il problema Da Costa, che ha giocato bene e vede l'occasione della vita a 29 anni. Vedremo cosa accadrà in questi sette giorni che ci separano dalla trasferta del "Dall'Ara", sperando che arrivino buone notizie da Osti e compagnia. Perché finora c'è poco da festeggiare, specie quando si è senza arte né parte.

Daniele Gastaldello, 30 anni, svetta di testa su Kwando Asamoah, 25.

20 maggio 2013

Titoli di coda (con record).

Siamo finalmente alla chiusura di questa stagione e non si poteva concludere meglio: la Samp finisce il campionato con un bel 3-2 sulla Juventus bi-campione d'Italia, sebbene la partita meritasse altro epilogo, visto la vena dei bianconeri. E così, la Samp toglie sei punti pieni ai vincitori dello scudetto: mica male, visto che la vittoria mancava da 10 turni e non sembrava che potesse arrivare nella fredda serata di ieri sera.

Shkodran Mustafi, 21 anni, prova a fermare Emanuele Giaccherini, 28.

La Samp, ormai salva da un paio di giornate, non fa comunque turn-over: dopo aver lasciato spazio a qualche seconda linea contro la Lazio, Delio Rossi torna con la formazione titolare per affrontare la Juve: è probabilmente l'ultima per Icardi e, forse, anche per Andrea Poli. Dal canto suo, Conte schiera una squadra-B, potenziata dalla presenza di Quagliarella, Pirlo, Bonucci e Chiellini, che dimostra la solita fame. Non è un caso se nei primi 25' la Samp soffra le pene dell'inferno: i blucerchiati non riescono neanche ad affacciarsi nella metà campo avversaria, mentre la Juve scaglia tiri da tutte le parti. A turno, Giovinco, Giaccherini, Chiellini e Quagliarella cercano la porta dalla distanza. E' quest'ultimo a portare la Juventus in vantaggio al minuto 25: lancio a memoria di Pirlo, De Silvestri tiene in gioco tutti e l'ex blucerchiato può segnare l'1-0, di fronte ad un Da Costa non prontissimo sulla sua conclusione.
In tutto questo, la Samp pare inerme. Eppure i padroni di casa trovano il pareggio proprio al 30', con un rigore discutibile per il contatto Icardi-Chiellini: sul dischetto, Eder realizza il settimo gol stagionale, il terzo su penalty. I blucerchiati rischiano anche di andare sul 2-1, quando prima Chiellini sfiora l'autogol e poi De Silvestri tenta un'incornata temibile su un corner. Il primo tempo si chiude con la Samp che rischia comunque il capitombolo al 40': Da Costa esce in maniera spericolata e Mustafi è costretto a salvare tutto sul destro ancora di Quagliarella.
Al rientro dopo il riposo, due sono le certezze: la pioggia incessante ed i continui tentativi dalla distanza degli ospiti, che non smettono di bombardare la porta di Da Costa. L'occasione migliore ce l'ha Padoin, che s'inserisce bene e cerca l'angolo: il miglior intervento della serata del portiere blucerchiato evita lo svantaggio. Così, come nel primo tempo, la Samp passa ancora nel migliore momento degli avversari: Eder scalda le mani a Storari, ma sul corner conseguente De Silvestri incorna l'assist di Estigarribia e realizza il secondo gol del suo campionato. La Juve ha l'occasione per pareggiare ancora con l'attivissimo Quagliarella, ma il suo, più che un tiro, pare un passo di danza sull'assist di Giovinco: il terreno bagnato e Da Costa fanno il resto. E così la Samp trova anche il terzo, quando Estigarribia sfrutta un contropiede a campo aperte e serve Icardi solo al centro dell'area, con l'argentino che realizza il gol numero 10 in campionato: l'esecuzione non è delle migliori, ma è il giusto commiato al pubblico blucerchiato, visto che lo aspetta l'Inter. Nel finale, Giaccherini accorcia le distanze per il 3-2 finale e Gervasoni fa una brutta figura su un contatti Mustafi-Quagliarella, concedendo il rigore prima e poi cambiando decisione stranamente. Insomma, un Samp-Juve che sembrava tutt'altro che di fine stagione; tuttavia, il risultato è un po' bugiardo ed i bi-campioni d'Italia avrebbero meritato ben altra sorte.

Fabio Quagliarella, 30 anni, esulta appena dopo il gol da ex dell'1-0.

Da Costa 7; Mustafi 6.5, Gastaldello 6, Castellini 7; De Silvestri 6.5, Poli 6, Palombo 5.5, Obiang 5, Estigarribia 6; Eder 6.5, Icardi 6.5 - Munari 6, Sansone s.v., Berardi s.v. (già pubblicate su SampNews24).

Finisce così un campionato sofferto oltre ogni previsione, con una squadra all'apparenza schizofrenica e con notevoli difficoltà di costruzione. Aggiungeteci a questo che partiranno Icardi (10 reti stagionali) e Poli, che ha fatto un'ottima stagione, e capite come la prossima stagione si prospetta ancora più difficile: non ci saranno penalizzazioni a farci salvare anticipatamente. Avremmo il destino blucerchiato nelle nostre mani e bisognerà fare molto in estate per sistemare una squadra che promette bene, ma che non sembra avere una coerenza vera e propria. Rimarrà Rossi, che ha firmato un biennale; rimarrà anche il non entusiasmante Osti, direttore sportivo in prova per sei mesi e poi confermato per altre due stagioni.
Inoltre, è stata confermata la presenza di Obiang e Krsticic, due delle migliori rivelazioni di quest'anno: insomma, ci sarà molto da costruire in questo calciomercato estivo. Bisognerà adattarsi alle esigenze del tecnico, prendendo i giocatori adatti al suo volere. Ci sarà necessità di evitare incomprensioni di tipo dirigenziale, come accaduto tra l'ex d.s. Sensibile e l'a.d. Sagramola, mai andati d'accordo.
Insomma, la strada è lunga: tuttavia, concludere questa stagione martoriata con un record per il club non è male. Infatti, la Samp - per la prima volta nella sua storia - batte coloro che poi si aggiudicheranno lo scudetto: non era mai successo ai blucerchiati, mentre era accaduto solo dieci volte nel resto della storia della Serie A. Qui scorrono i titoli di coda, con un record annesso: speriamo di parlare d'altro l'anno prossimo.

Lorenzo De Silvestri, 24 anni, esulta per il secondo gol in campionato.

06 gennaio 2013

Un racconto d'altri tempi.

Difficile anche commentare una giornata così. Una di quelle partite da raccontare ai nipotini quando sei più vecchio. Sì, questi tre punti non vuol dire che siamo più vicini alla salvezza; ma vincere in casa dei campioni d'Italia, per giunta con un uomo in meno.. vengono i brividi solo a sognarlo, figuriamoci quando l'evento poi accade veramente. La Samp passa allo "Juventus Stadium" con un 2-1 largo di manica, ma tutto sommato premiante l'impegno blucerchiato, nonostante l'espulsione di Berardi e lo svantaggio. E mentre l'allenatore dei campioni d'Italia si lamenta a mezzo stampa di un arbitraggio quasi perfetto, i tifosi possono tornare a casa convinti di aver assistito ad un match straordinario. Che, prima di tutto, potrebbe voler dire una mezza rinascita per la traballante stagione del Doria.

Andrea Poli, 23 anni, ed Andrea Pirlo, 34: duro duello a centrocampo.

Per la prima volta nel nuovo impianto bianconero, la Samp si presenta con un modulo di atzoriana memoria: il 3-5-2 scelto da Rossi prevede il recupero in extremis di Romero, Estigarribia di nuovo in campo, ma sopratutto il reintegro assoluto di Angelo Palombo. Infatti, il numero 17 riassapora il campo dopo la convocazione ottenuta nello scorso match con la Lazio. Per la Juve, le assenze non sono poche: fuori Chiellini, Bendtner, Lichsteiner, Pepe e Asamoah, Conte deve fare quel che può, ma la rosa è lunga ed i padroni di casa, seppur non brillantissimi, non sembrano risentirne.
Infatti, la Juventus ha qualche difficoltà, ma impegna Romero diverse volte nei primi 20': prima Giovinco sfiora la traversa con un destro alto di poco, poi è sempre l'ex Parma a costringere l'argentino ad una bella respinta ad una mano. La Samp, ahimé, può contare solo un sinistro centrale di Poli. La partita nervosa (quattro gialli solo nella prima frazione), poi, gioca un brutto scherzo a Berardi, che stende in area Marchisio nettamente. Il rigore è sacrosanto e Giovinco lo trasforma per il vantaggio bianconero. Nonostante una Juve non arrembante, è ancora Berardi a complicare la vita alla squadra blucerchiata, beccandosi un giusto secondo giallo e finendo anzitempo negli spogliatoi. A quel punto, i padroni di casa gestiscono e gli ospiti mettono paura solo su una punizione di Estigarribia, finita a lato di poco.
In 10 e con un gol di svantaggio, molti sarebbero stati uccisi. Ma non la Samp di questa Befana, che rientra in campo con De Silvestri al posto del paraguaiano e passa al 4-3-2. Eder rimane in campo ed è la scelta giusta. Alla prima azione buona, i blucerchiati pareggiano: grandissimo lancio di Krsticic, destro di prima intenzione di Icardi e papera di Buffon, che regala il pareggio al Doria. A quel punto, ci si aspetta l'assalto bianconero, che però è contratto, nonostante gli ingressi di Vucinic e Quagliarella. Non solo: la Samp impensierisce ancora la Juve, con Poli che spreca una buona occasione ed Eder che non conclude a dovere.
E' il preludio all'incredibile ribaltone. Minuto 68: bel recupero di Poli, Obiang sale e serve Icardi in un corridoio di spazio. Lo spazio per tirare c'è, ma è molto complicato trovare la rete; tuttavia, l'argentino non spreca tempo e "secca" Buffon con un destro potente sotto la traversa. 2-1 e tifosi blucerchiati in estasi. I campioni d'Italia spingono con rabbia e hanno due occasioni clamorose, entrambe sui piedi di Vucinic. Il montenegrino prima coglie la traversa con un destro rabbioso, poi spreca a due passi su sponda di Quagliarella: insomma, il momento giusto per rivedere il Vucinic sprecone ammirato nei suoi ultimi mesi con la Roma.
Sprecate queste due chance, la Juve si spegne lentamente, nonostante l'ingresso di Giaccherini per un confusionario Pogba. La Samp mette dentro Munari e Tissone per Eder e Krsticic, il finale è sofferenza pura, ma di occasioni neanche l'ombra. Così, i blucerchiati tornano a vincere a Torino dopo otto anni, chiudono a venti punti il girone d'andata e diventano la seconda squadra a passare allo "Juventus Stadium": più che cioccolato, nella calza della Befana c'era oro puro.

Mauro Icardi, 19 anni: meglio la Juve dell'U-20 albiceleste?

Romero 7 | La Juve è spuntata, ma non manca di far lavorare adeguatamente l'arquero argentino: lui risponde presente e si esalta nelle grandi occasioni.
Gastaldello 7 | Dei tre di difesa, è quello che figura meglio.
Palombo 6.5 | Non era semplice rientrare da centrale di difesa, per giunta contro la Juve. Se nel primo tempo è in balia dei bianconeri, nel secondo riprende le redini. Tuttavia, non bruciamo la crescita di Rossini e Mustafi per un giocatore fuori ruolo.. bentornato.
Costa 6 | Nei primi 45' fatica, nei secondi migliora, ma copre poco le avanzate di Padoin e non aiuta Poli.
Estigarribia 5 | Rendimento deficitario anche da ex: sfiora il gol su punizione, poi fa spazio a De Silvestri.
Obiang 7.5 | Un mostro: nei secondi 45' si trasforma e si mangia il campo. Suo l'assist ad Icardi per il 2-1.
Krsticic 7.5 | Ecco un altro che si trasforma nella ripresa: combatte, imposta, si scontra contro un asso come Pirlo ed un top-player come Marchisio, ma non tira mai indietro la gamba. Il lancio per Icardi dell'1-1 è straordinario.
Poli 6.5 | La prestazione sarebbe da sette, dato il mazzo fattosi ed i continui recuperi.. ma in Serie A non si può sbagliare ciò che si mangia sull'1-1, con un tiraccio in acrobazia.
Berardi 4 | Due errori che meriterebbero la multa della società ed un'esclusione lunga.
Eder 6.5 | Nel primo tempo non si vede, sembra che le vacanze lo abbiano appesantito. Poi ha due spunti straordinari e ci ricorda perché è sempre utile.
Icardi 8 | Più "hombre del partido" di così si muore: come ha detto Rossi a fine partita, una doppietta allo "Juventus Stadium" è una vetrina migliore delle qualificazioni sudamericane con l'U-20.

De Silvestri 6 | Entrato per sostituire Berardi, soffre a destra i continui inserimenti di Peluso e Giaccherini. Tuttavia, la sua spinta offensiva aiuta a tenere alta la Samp nei momenti difficili.
Munari s.v. | Entra per Eder per garantire maggior copertura.
Tissone s.v. | Dovrebbe impostare le ripartenze, ma non ne arriva neanche una.

Questa è una singola partita e non è contro la Juventus che si cercano i punti-salvezza. Tuttavia, questa vittoria peserà molto a fine campionato, se la Samp farà il suo dovere negli scontri diretti, cosa che è mancata parecchio in questo girone d'andata. Ventuno punti vanno bene, il trend dovrà essere leggermente superiore come quota punti e meno traumatico come andamento. Oggi, godiamoci il presente: Juve-Samp 1-2 del 6 gennaio 2013 sarà un racconto d'altri tempi, dettato da tante cose. Dai cori poveri dei tifosi juventini all'espulsione di Berardi, dal fatto che si giocava contro i campioni d'Italia alla tenacia ed alla fortuna necessaria per portarla a casa, fino alla doppietta di Icardi. Speriamo che la nostra stagione abbia subito una svolta decisiva oggi.

Delio Rossi, 52 anni, raggiante per l'impresa con i suoi ragazzi a fine gara.

07 settembre 2012

Cuore di capitano.

La vita è sicuramente strana. Un giorno arrivi in una città, pensando che ci rimarrai solo per poco tempo. E invece, cinque anni dopo, ti ritrovi capitano e perno di una squadra che ha finalmente riconquistato la fiducia in se stessa, dopo anni fantastici e cadute terribili. Ma sopratutto puoi dire che, nella brutta e nella cattiva sorte, ci sei sempre stato. E' questo il motivo per il quale Daniele Gastaldello, centrale veneto e roccioso, può camminare a testa alta tra le vie di Genova. Il nuovo capitano della Sampdoria ha una storia molto particolare, ma certamente per cui vale la pena spendere due parole. Anche alla luce di ciò che ha fatto in questi anni e di ciò che rappresenta ora per la nostra beneamata.

Gastaldello, 29 anni, qui all'esordio con la Nazionale in Ucraina nel 2011.

Daniele Gastaldello nasce a Camposampiero (in provincia di Padova) il 28 Giugno del 1983 e tira i primi calci proprio nella squadra più importante nel raggio di pochi chilometri, ovvero il Padova. Preso per le giovanili, Daniele cresce nei patavini fino al 2000, quando esordisce in prima squadra e colleziona 21 presenze in due stagioni tra C2 e C1. Non può fare a meno di notarlo la Juventus, che lo preleva dalla squadra veneta per pochi spiccioli. A Torino, Gastaldello cresce nella primavera bianconera sotto la guida di Gian Piero Gasperini, suo mentore che poi sarà anche avversario in tanti derby. Con la primavera della Juventus, Gastaldello porta a casa un Trofeo di Viareggio e poi viene ceduto al Chievo, in comproprietà, legando ancor di più con la sua terra natale. Ma a Verona non vede granché campo e viene ceduto in prestito, per un anno e mezzo, al Crotone, dove ritrova Gasperini, stavolta come allenatore dei calabresi. Riscattata la sua metà dalla Juve, il Chievo lo cede in comproprietà al Siena, dove il "Gasta" rimane un paio d'anni, dimostrandosi tagliato anche per la Serie A, sebbene un po' acerbo. In due stagioni di Serie A con i toscani, il difensore ormai 25enne si ritaglia lo spazio che necessita per crescere. Il bilancio finale è tutto sommato positivo: 48 presenze in tutte le competizioni ed un gol all'Inter nel teatro di San Siro, che regala il pareggio finale al Siena contro i nerazzurri.

Gastaldello rincorre Cassano, 30 anni, dopo un gol: è il primo anno di Samp.

Nell'estate del 2007 arriva la Samp. E Gastaldello arriva in punta di piedi in quel di Bogliasco, magari anche tra qualche mugugno. Questo perché il ragazzo ha fatto due anni di Serie A, ma giocava nel Siena ed il tifoso medio sampdoriano, dopo un anno e mezzo "bruttino", dice a se stesso: "La Samp è un'altra cosa". Si cerca il sostituto - in campo e nel cuore dei tifosi - di Giulio Falcone, partito per Parma dopo quattro stagioni in blucerchiato. Nessuna pensa che il difensore veneto possa esser titolare, tutto al più potrebbe essere un rincalzo per il nuovo tecnico, Walter Mazzarri. Ma l'ex allenatore della Reggina non la pensa così e lo schiera più volte nella sua difesa a tre.
Pur partendo con i galloni di riserva alle spalle del terzetto composto da Accardi, Sala e Campagnaro, Gastaldello non sbaglia un colpo quando è in campo. Anzi, regala qualche gioia ai tifosi sampdoriani, come i due gol alla Fiorentina tra andata e ritorno. In particolare quello di Firenze è quello che permette di sognare i preliminari per la Champions alla Samp, salvo poi doversi smentire nel finale di campionato. Comunque, il buon Daniele si conquista la fiducia dei tifosi e s'incammina nella stagione successiva con grandi speranze. Sempre con Mazzarri, il 2008/2009 del centrale veneto è leggermente più negativo, con qualche errore di troppo a condire le sue prestazioni.
La svolta arriva con Luigi Delneri, che diventa tecnico della Sampdoria nell'estate del 2009. Consumato il divorzio con Mazzarri, il tecnico friulano imposta una difesa molto alta per la stagione che verrà e tutti e quattro gli elementi difensivi devono essere sincronizzati. Gastaldello e gli altri riescono bene nell'impresa, che porta la Samp a subire pochissimi reti, nonché ad essere la miglior difesa casalinga a livello europeo (solo dieci reti subite). Inoltre, il numero 28 blucerchiato realizza tre marcature (tutte fuori casa, contro Catania, Siena e Bologna) che aiutano la squadra a raggiungere un obiettivo insperato ad inizio stagione: i preliminari di Champions League. Non solo: la Juventus lo cerca sul mercato nell'estate del 2010, trovando però il netto rifiuto della Samp a cederlo. Infine, la Nazionale gli apre le porte, convocandolo nell'Agosto del 2010 e facendolo esordire nel Marzo del 2011.

Il numero 28 blucerchiato in ginocchio dopo una partita: un'immagine ricorrente nel 2011.

Sembra il paradiso, ma non è così. Ormai perno centrale della difesa, Gastaldello scala posizione anche nella gerarchia dei capitani, diventando il vice-Palombo nel 2010/2011 dopo il caso-Cassano. Ma proprio la stagione che potrebbe essere dell'Europa e della Champions diventa quella degli incubi e delle cattive prestazioni. Come un po' tutta la squadra, fino a Gennaio sfodera grandi numeri. In un Samp-Milan, Gastaldello riesce nella difficile impresa di annullare Ibrahimovic e servire l'assist dell'1-1 a Pazzini, giocando una delle sue migliori partite con la maglia blucerchiata. Segna un gol nell'intera stagione (quello del 2-0 momentaneo al Bologna a Febbraio 2011), ma il calo delle prestazioni è dietro l'angolo in primavera, come per tutta la squadra. Non basta la pessima forma della difesa a giustificare il suo rendimento. E neanche la cattiva condizione fisica lo aiuta, con un'ernia inguinale che si trascina fino a fine campionato. La partita persa in casa con il Cesena è probabilmente la sua peggior prestazione in tutta la sua avventura sampdoriana e, nel finale di campionato, non riesce ad evitare l'inevitabile. E' Serie B, con tutte le giuste domande sul suo futuro: rimarrà o meno?
Alla fine, dopo tanti intrecci di mercato, il "Gasta" non molla e rimane. Juventus, Inter, Padova e Chievo tentano di convincerlo fino all'ultimo giorno di mercato. Ma il numero 28 blucerchiato rimane al centro della difesa, convinto che la Samp potrà solo migliorare e riprendersi. Ma, nonostante il suo rendimento impeccabile, la categoria gioca un brutto scherzo al Doria, che fatica fino a Gennaio. E' lì che Gastaldello trova una nuova luce con la quale esporsi al popolo sampdoriano.
Fatto numero uno: Palombo, fuori condizione e forse anche dal progetto tecnico, viene silurato all'Inter in prestito. Perciò, Daniele Gastaldello diventa il nuovo capitano della Sampdoria: nel proseguo del campionato, è una cosa che peserà moltissimo sulla condizione psicologica dei blucerchiati. Fatto numero due: il nuovo capitano si riduce immediatamente il contratto e lo allunga fino al 2016, dimostrando molto attaccamento alla causa. Intervistato dal Secolo XIX, "Gasta" dirà: "Per me era un obbligo morale". In seguito si scoprirà che la società lo ha invogliato, ma Gastaldello avrebbe potuto puntare i piedi e chiedere di essere ceduto all'ultimo. Non lo ha fatto. E' rimasto e questo rimarrà un gesto indelebile per molti.
Da lì in poi, il resto è storia più o meno conosciuta. Gastaldello è uno dei perni della rimonta della Samp verso i play-off e la squadra, guidata da Iachini, riesce nell'impresa. Il capitano è fondamentale, con tre gol, di cui due nella finale dei play-off contro il Varese. Il suo colpo di testa all'83' della finale d'andata sarà poi il gol che farà la differenza la promozione della Samp ed il Varese, che rimane in B. Adesso, la nuova stagione ci ha riportati a casa e Gastaldello ha pensato subito di metterci la firma, con un salvataggio sulla linea a San Siro ed il gol-vittoria contro il Siena a Marassi. E siamo solo all'inizio, caro capitano. Portaci lontano come hai sempre fatto.

Gastaldello segna il 3-2 contro il Varese nella finale d'andata dei play-off: sarà il gol decisivo.