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18 ottobre 2016

La fretta è cattiva consigliera.

Otto punti in altrettante gare di Serie A. La vittoria manca da agosto, quando la Samp ne mise via due prima di tornare dalla prima pausa internazionale. Dopo l'1-1 di Pescara e quello casalingo contro il Palermo, la tentazione sarebbe quella di buttare tutto all'aria: Marco Giampaolo, la squadra, i giocatori. Specie con il derby in arrivo.

Marco Giampaolo, 49 anni, già a rischio. Dopo sette giornate.

La partita di Pescara forse esemplifica più di qualunque altra queste difficoltà. Difficoltà che viaggiano su due linee diverse: da una parte l'incapacità cronica di questa squadra di trasformare e concretizzare la buona (se non enorme) molo di gioco prodotta. Un problema che affligge la Samp da inizio settembre e che è dovuto alla giovane età-media della squadra.
La seconda direttrice di problemi viaggia sulle tante ingenuità commesse in fase difensiva, dove la Samp non può esser perfetta - ci vorrà tempo, anche per il problema della gioventù (vedi sopra) - ma può essere sicuramente migliore di così. Specie se il calendario finora non è sembrato particolarmente proibitivo, mentre da qui in poi sarà più complicato.
Il comportamento che più stupisce è quello della società. Una società che forse non ha la minima idea di quello che sta combinando o di quel che vuole. Prima si è confermato Montella nonostante otto mesi deficitari; poi l'addio dell'Aeroplanino tentato dal Milan e la scelta di Giampaolo (che, confermo, non avrei scelto a luglio). Ora siamo alla follia.
Oltre alla rivoluzione dirigenziale (in arrivo Pradè, quasi un avvertimento per Osti e il suo operato), c'è Massimo Ferrero. Che ha tanti difetti, ma due principali. Il primo: non capisce granché di calcio, come ha spesso ammesso. Il secondo: parla. Tanto, troppo, spesso a proposito. Un giorno parla di Giampaolo come un maestro, quello dopo circolano voci di esonero.
La verità è che sappiamo tutti come si può chiamare un signore di questo tipo: a Roma direbbero "paraculo". Nulla di nuovo. Però con uno così, anche chi era contro la scelta di Giampaolo deve difenderlo almeno per coerenza: come si può pensare che un "maestro" insegni ai propri alunni tutto in tre mesi?
Solitamente un anno scolastico dura il triplo. Capisco che Ferrero forse abbia saltato la scuola dell'obbligo, ma bisogna misurare le proprie parole.

Attenzione però al tiro al piccione.

Dal canto suo, Giampaolo continua a lavorare, ma deve correggere alcuni errori di integralismo. Come ha rimarcato Davide Piasentini su SampNews24: «Non c’è mai una alternativa, un piano B o, perlomeno, delle idee nuove derivanti da una lettura attenta della gara. In poche parole il mister fa un fatica immensa ad uscire dal suo integralismo tattico».
E mentre il mister sottolinea come Antonio Cassano (sì, il 99) «è intelligentissimo: fiuta le cose prima degli altri e capisce molto di calcio, tanto è vero che può diventare un grande allenatore», qualche parola va spesa anche sui giocatori che finora sono scesi in campo in questo primo scorcio di stagione.
L'entusiasmo di settembre si è spento di fronte a prestazioni poco concrete, nelle quali si sono buttati diversi punti per ingenuità individuali (Cagliari), imprecisione (Pescara) o sfortuna (Palermo!). Punti che peseranno nell'arco di un campionato di una squadra che non è una diretta candidata alla retrocessione, ma che deve anche guardarsi le spalle.
Con l'aiuto degli xG osservati da Alfredo Giacobbe per L'Ultimo Uomo, vi potrete accorgere come la Samp in queste prime sette gare (non è conteggiata quella di Pescara) abbia una differenza reti più pesante rispetto a quanto l'indice statistico evidenzierebbe. Ergo c'è stato qualche errore da aggiustare: un dettato abbastanza fisiologico nell'arco di una stagione.
Ora però c'è il Derby della Lanterna e il rischio licenziamento per Giampaolo - a quanto pare - non è del tutto accantonato. Viviano si è infortunato e sarà out per qualche tempo, lasciando al portiere-tifoso Puggioni l'onere di giocare questa delicata gara. Dopo ci saranno Juve, Inter, Fiorentina e Sassuolo. Lo dico prima: la fretta è cattiva consigliera.
Ricordiamocelo in questo lungo mese di calcio.

I tifosi della Samp attendono la vittoria dall'agosto scorso.

30 dicembre 2013

Uno sguardo al futuro.

Che dire: il 2013 non sarà certo ricordato tra i più brillanti anni dell'Unione Calcio Sampdoria. Se nel 2012 erano arrivate una promozione all'ultimo secondo e la brillante vittoria nel derby, nonostante le difficoltà, non si può dire altrettanto del 2013. E' un anno che ha fatto registrare i blucerchiati nella maniera più anonima possibile: poche vittorie, tanta rabbia e preoccupazione per il futuro, l'ennesimo cambio di allenatore e la sensazione che non ci saranno miglioramenti nel breve futuro. Il progetto va avanti, ma non si è capito ancora quale senso o forma stia prendendo. Mi sento comunque di tentare un riassunto sui cinque momenti che hanno veramente segnato l'anno che sta per finire in casa Samp.

Arrivederci, Juve, ciao. | Se c'è un volto che i tifosi bianconeri non riescono a dimenticare, è quello di Mauro Icardi. L'argentino ha timbrato tre volte contro la Juventus durante lo scorso in campionato (più una con la nuova maglia dell'Inter nel settembre scorso): due a Torino, una al ritorno al Ferraris. L'impresa di Torino, ottenuta in dieci (espulsione ingenua di Berardi per doppio giallo) e in svantaggio (rigore di Giovinco) rappresenta uno dei punti più alti della recente storia blucerchiata. Solo l'Inter di Stramaccioni, all'epoca, era riuscita a violare la nuova casa bianconera. Tanta sofferenza, ma una vittoria notevole per il neo-arrivato, Delio Rossi. Al ritorno, a Juve campione d'Italia e noi salvi, è stata una partita normale: la squadra di Conte è stata sconfitta nuovamente dal Doria, stavolta grazie ai gol di Eder, De Silvestri e ancora Icardi. Per altro, le due vittorie della Samp contro i futuri bicampioni d'Italia costituiscono un fun-fact: è la prima volta che i blucerchiati, nella loro storia, battono per due volte quelli che poi vengono laureati come campioni della Serie A.

Mauro Icardi, 20 anni e quattro gol alla Juve nel 2013 (di cui tre con la Samp).

L'ultimo saluto al presidente. | Riccardo Garrone ci lascia la notte del 21 gennaio scorso, dopo aver lottato a lungo contro una dura malattia. Per omaggiarlo, non si poteva far meglio di quanto fatto vedere nella gara contro il Pescara: 6-0 agli abruzzesi, cinque gol di Icardi e il primo sigillo di Pedro Obiang con la maglia blucerchiata. Lo spagnolo sfoggia una maglietta con scritto "Grazie": in quel momento, almeno per me, la partita era finita con quello splendido momento. Forse il più gratificante dell'intero anno blucerchiato: altro non potrebbe essere per ringraziare l'uomo che, dieci anni fa, ha determinato la sopravvivenza della Samp. Ha fatto alcuni errori, ma il suo bilancio è positivo se valutato nel quadro generale dei suoi undici anni di presidenza.

Udine maledetta. | E' ormai maggio, ma la Samp non è ancora certa della salvezza. Non matematicamente, almeno. Eppure si sente che la trasferta di Udine, contro una squadra lanciata verso l'Europa, possa esser la finestra per chiudere la partita. La Samp effettivamente si salverà, ma la gara in Friuli fa capire come la squadra abbia la testa staccata; anche in quei casi in cui ci mette qualcosa di suo (il palo di Sansone ancora trema), non è fortunata. Se poi ci mettete le poco fortunate prestazioni di un Romero discontinuo (il regalo sul gol di Muriel è ancora nella testa di molti), capite come la trasferta friulana doveva essere forse il più grande campanello d'allarme per il riparo della squadra durante il calciomercato estivo.

Sergio Romero, 26 anni, qui battuto da Muriel nel 3-1 subito dall'Udinese a maggio.

Derby da dimenticare. | Se c'è una cosa certa riguardo la stagione in corso, è che il derby di ritorno andrà giocato con ben altro approccio. Quanto visto in quello d'andata, beh, ha lasciato un bel boccone amaro a qualunque tifoso blucerchiato. Il 3-0 subito dal Genoa nella stracittadina del 15 settembre scorso è stato netto, forse esagerato per quanto visto in campo, ma ha dimostrato come la squadra stesse vivendo male la pressione della sfida genovese. Forse, in questo quadro, la sosta prima della gara non ha aiutato la Samp. I gol di Antonini, Calaiò e Lodi - tre che non hanno certo impressionato in questa prima parte di stagione con la maglia rossoblu - hanno ulteriormente sottolineato la caduta. Dal canto suo, seppur in gara secca, Delio Rossi è riuscito a farsi imbrigliare da Liverani, poi cacciato dopo poche settimane: forse è proprio questo il segnale più chiaro di quanto il tecnico avesse perso un po' il polso della squadra.

La terapia serba. | Tuttavia, il campionato del tecnico riminese è finito dopo la gara contro la Fiorentina: prima della sosta per le nazionali di novembre, il k.o. del Franchi è costato la panchina a Delio. A quel punto, la Samp si è presa molto tempo per aspettare l'obiettivo numero uno, ovvero Sinisa Mihajlovic. Mi sono detto sempre scettico sulle capacità del serbo di tirarci fuori dai guai, ma per ora sta facendo ottimamente il suo lavoro. Nove punti nelle cinque gare da tecnico blucerchiato sono un buon biglietto da visita. La speranza è che non vada come con Rossi, quando il periodo gennaio-marzo fu ottimo, per poi sciogliersi come neve al sole nei restanti otto mesi della sua gestione. A questo punto, solo il futuro ci dirà se la scelta è stata azzeccata. Anche in questo quadro, però, sarà importante sopratutto sfoltire la rosa e rafforzarla con un paio di innesti (terzino sinistro? un vero esterno d'attacco, se non si vogliono usare Wszolek e Rodriguez?).


Adesso si ripartirà nuovamente il 6 gennaio. Come l'anno scorso, ci sarà la sfida con una grande del nostro calcio sul loro terreno. Nel 2013, la Samp violò lo Juventus Stadium con due reti di Mauro Icardi, in inferiorità numerica e in rimonta. Per il 2014, si inizia con la trasferta al San Paolo di Napoli contro la compagine allenata da Rafa Benitez. Stastisticamente, la trasferta partenopea è una delle più brutte degli ultimi anni: la Samp deve ancora segnare un gol nell'impianto degli azzurri da quando questi ultimi sono tornati in A. Vedremo se si riuscirà SUBITO a rendere questo nuovo anno un po' più frizzante. Buon 2014 a tutti, specie se blucerchiati. Magari con uno sguardo al futuro che riporti fiducia ad un ambiente che sta vivendo decisamente troppi "ups & downs".

Eder, 27 anni, sicuramente uno dei migliori blucerchiati in questo 2013.

28 gennaio 2013

Nel nome del padre.

Non poteva andare meglio di così: è la frase che ogni buon sampdoriano avrà pensato al termine della gara di ieri contro il Pescara. La prima senza Riccardo Garrone è stato un degno omaggio alla memoria del presidente scomparso lunedì: un 6-0 senza appello ad un Pescara molto brutto, quasi irriconoscibile, nonostante gli abruzzesi si fossero distinti per un discreto rendimento fuori casa. Adesso, la classifica è sicuramente più tranquilla, ma sopratutto il gioiellino Mauro Icardi ha attirato ulteriore attenzione sui suoi progressi: dopo la doppietta allo "Juventus Stadium", ecco il poker agli adriatici. E pensare che ha solo 19 anni..

Pedro Obiang, 20 anni, ha realizzato la sua prima rete ufficiale con la Samp.

La Samp cambia pelle in vista della scontro-salvezza contro il Pescara: via il vecchio 4-4-2 mascherato, dentro un più realistico 3-5-2, con De Silvestri avanzato sulla linea dei centrocampisti e Poli lasciato libero dai compiti di fascia. Gli abruzzesi, invece, si presentano con un particolare 4-3-1-2, con Bjarnason vicino alle due punte Caraglio e Celik: da notare gli esordi di D'Agostino e dello stesso attaccante argentino. La cosa incredibile di questo match è che il Pescara non c'è praticamente mai: né un tiro svirgolato, né un'azione pericolosa. Gli ospiti lasciano il campo totalmente ai padroni di casa, che fanno fatica a carburare, ma alla fine spingono: è sopratutto Eder ad avere due gigantesche occasioni, sprecate da pochi passi e che dimostrano come il brasiliano non sia in forma come ad inizio stagione. Tuttavia, l'errore dei difensori avversari è dietro l'angolo: alla mezz'ora, angolo di Estigarribia, sul quale Gastaldello si libera per colpire, ma viene strattonato da Terlizzi. E' rigore netto: dal dischetto, Eder spiazza Perin per l'1-0. E' solo un lampo nel continuo monologo sampdoriano, dove prima un'incornata di Costa costringe Perin ad un miracolo, poi Icardi si mangia un gol clamoroso da 10 metri. Fortunatamente, prima dell'intervallo, l'argentino rimedia: passaggio di Obiang e, con un tocco a seguire, Icardi salta Capuano e si lancia verso la porta avversaria, dove fulmina Perin con un destro angolato. 2-0 e fine del primo tempo, anche se il Pescara reclama (giustamente) un rigore non assegnato per fallo di Gastaldello su Terlizzi.
La ripresa non porta cambiamenti: la Samp continua a spingere, il Pescara - imperterrito - continua a subire. E non ci vuole molto per il 3-0: Obiang conquista un pallone vagante e spara un bel piattone, che suggella il suo primo gol ufficiale con la maglia blucerchiata. La scritta "grazie" sulla maglietta sottostante è un omaggio a Garrone, che gli costa il giallo (sensibilità dell'arbitro pari a zero) e gli farà saltare la trasferta  di Torino. Tuttavia, ormai il mosaico è completato: padroni di casa in completo controllo del match, ospiti imbambolati. Tanto che Icardi trova il 4-0 al 53', saltando Perin e depositando a porta vuota, dopo grandissima giocata ancora di Obiang: insomma, un massacro, che però non conosce la parola fine. Infatti, passano due minuti ed il numero 98 trova la prima tripletta italiana: cross basso di Eder e Icardi è solissimo in area, che regala il 5-0 alla Samp. Le entrate di Soriano e Munari (per Eder e Poli) servono a spezzare il ritmo, mentre il Pescara trova il primo tiro dalle parti di Romero solo al 70'; giusto il tempo di rimettersi a posto ed Icardi trova persino il poker, realizzando dopo un bel recupero di Soriano. E' l'apoteosi: un giocatore della Samp non segnava un poker di reti da 51 anni, uno di vent'anni non lo faceva da 60. Insomma, tripudio assoluto quando l'argentino lascia il campo a Maxi Lopez, rientrato dall'infortunio: il finale è un lento scorrere verso il 90', mentre anche il bomber ex Catania vorrebbe partecipare alla festa. Ma Perin gli blocca la strada e, per oggi, può bastare così.

Mauro Icardi, 19 anni: ieri quattro gol, è a quota sette in campionato.

Romero 6; Costa 6.5, Palombo 7, Gastaldello 6.5; Estigarribia 6, Krsticic 6, Obiang 8, Poli 6.5, De Silvestri 7; Eder 6.5; Icardi 8 (Soriano 6.5, Munari 6, Maxi Lopez 6).

Doveva essere vittoria e vittoria è stata: meno male, perché se non fossero arrivati i tre punti, le acque avrebbero cominciato ad agitarsi. In questa giornata, infatti, le pericolanti hanno tutte mosso la classifica: ci sono stati sopratutto pareggi, ma Palermo, Cagliari e Genoa non hanno mancato di accumulare qualche punticino. Certo, adesso crescono i rimpianti per la prestazione di Siena, dato che la Samp - magari con una vittoria - avrebbe portato a +9 il vantaggio sul terz'ultimo posto, che invece rimane di sei punti. Adesso ci sarà la trasferta di Torino, da affrontare senza Obiang, ma con un Maxi Lopez pienamente recuperato: la squadra di Ventura ha mostrato un grande carattere a Milano e non sarà facile affrontarla in casa propria. Tuttavia, la Samp vista con il Pescara è sembrata in palla, pur sapendo che l'avversario è stato il più timido visto al "Ferraris" in questa stagione. Icardi è a quota sette in campionato e si sente odore di nazionale, viste le lodi di Prandelli: chissà che non si prenda la briga di confermare che è pronto.
Viene da concludere con un pensiero a Riccardo Garrone: ieri, i ragazzi hanno offerto il miglior ringraziamento (calcistico) che si potesse mai dare alla sua memoria. Il giro di campo a fine gara ha emozionato molti e non sarà dimenticato; insomma, speriamo che il futuro sia florido. Con Edoardo alla guida, visibilmente emozionato nel vedere l'affetto della gente allo stadio: continuiamo nel nome del padre.

Lo striscione di ringraziamento esposto dalla squadra a fine gara:
omaggio alla scomparsa di Riccardo Garrone.

10 ottobre 2012

Di difensivismo si muore.

Dieci punti in sette partite. Va bene, in realtà dovremmo dire "undici", se non fosse per il punto di penalizzazione con il quale è partito questo campionato della Sampdoria. Il bilancio della squadra di Ferrara si può dire buono, un eccellente passo per cercare la salvezza in anticipo. Ma analizzando le singole partite, c'è qualche rimpianto? E quanto effettivamente abbiamo avuto fortuna? Forse si sarebbe potuto fare meglio o forse siamo stati fortunati in qualche frangente. Rivisitiamo questo prime sette giornate, cercando di fare un equilibrato resoconto di quanto si è ottenuto lungo il nostro cammino.

Ciro Ferrara, 45 anni,: la sua Samp ha avuto un buon inizio, ma sta rallentando.

Milan-Sampdoria 0-1 - 68' Costa
Inutile dire che la gara d'esordio è solitamente quella più difficile. Non ha fatto eccezioni l'inizio a San Siro, dove la Samp affrontò un Milan in grosse difficoltà, tuttora irrisolte. La squadra si presentò con un 4-3-3 mascherato da 4-5-1, con Kristicic ed Estigarribia ali dietro l'unica punta Eder. Il gol di Costa fu uno dei pochi tiri in porta di tutta la partita; entrambe le squadre dimostrarono di essere in rodaggio; forse, anche alla luce del palo di Boateng e del salvataggio finale di Gastaldello su Flamini, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Ma in un esordio di campionato ti prendi ciò che ottieni e la vittoria è stata adeguatamente festeggiata.

Sampdoria-Siena 2-1 - 45' Maxi Lopez (Sam), 62' Vergassola (Sie), 68' Gastaldello (Sam)
Qui il risultato è stato uno dei pochi giusti di tutto il campionato: l'esito finale viene perfettamente rispecchiato dal 2-1 ottenuto dai blucerchiati. Anzi, volendo essere sinceri, il solo gol di vantaggio stette stretto a quella Samp, che giocò molto bene, grazie all'apporto di un vero 4-3-3, con Maxi Lopez al posto di Kristicic dall'inizio. Poli a centrocampo mostrò una buona grinta e la difesa non ebbe quasi nessuna sbavatura.

Pescara-Sampdoria 2-3 - 31', 76' Maxi Lopez (S), 63' Estigarribia (S), 75' Celik (P), 90' Caprari (P)
Nella città abruzzese, la Samp ebbe la fortuna di avere un cinismo sotto rete degno della grande squadra. In difficoltà per buona parte del primo tempo, il Doria riuscì a sbloccare il risultato con un gol del solito Maxi Lopez; nella ripresa, dopo il raddoppio di Estigarribia, il Pescara accorciò subito le distanze con Celik, appena entrato e servito da Quintero. Tempo di rimettere palla a centrocampo ed ancora il numero 10 blucerchiato mise dentro il 3-1. Nel finale, il gol di Caprari servì solamente per il tabellino finale. Va detto che il Pescara colpì due traverse ed ebbe delle buone occasioni. La vittoria fu un buon risultato, ma venne cementificata solo nella ripresa, avendo numerose occasioni di fronte ad un Pescara scoperto.

Festa a San Siro: Andrea Costa, 26 anni, ha appena segnato il gol-vittoria.

Sampdoria-Torino 1-1 - 69' rig. Bianchi (T), 84' rig. Pozzi (S)
I maggiori rimpianti derivano probabilmente da questa partita. Nonostante venti minuti iniziali molto difficili, con il Torino a tenere costantemente la palla, la Samp fu in grado di creare tante palle-gol solo nella prima frazione; su tutte, la traversa di Maresca su punizione. Il Torino, scomparso gradualmente nella ripresa, ebbe il merito di conquistarsi un rigore, grazie ad un'ingenuità di Soriano. Trasformato in gol da Bianchi, la Samp conquistò il pareggio grazie all'ingresso di Eder, in grado di mettere in difficoltà la difesa avversaria e guadagnarsi un altro calcio di rigore. La rete di Pozzi portò il pareggio in cascina; i punti sarebbero potuti essere tre, se Gillet non si fosse inventato un altro miracolo - negli ultimi istanti della gara - su un tiro all'incrocio di Eder.

Roma-Sampdoria 1-1 - 34' Totti (R), 62' Munari (S)
Senza Maxi Lopez, squalificato per due turni, la Samp si presenta a Roma con lo stesso assetto (difensivista) di Milano, quando forse sarebbe meglio aggredire la Roma offensiva di Zeman. Andati in svantaggio per un gol del solito Totti, i blucerchiati riescono a reagire, pareggiando su un regalo di Stekelenburg, prontamente sfruttato da Munari. Dopo un buon primo tempo, i padroni di casa si spengono e per poco la Samp non ne approfitta, sfiorando il successo su un contropiede di Icardi. Tutto sommato, contro i giallorossi spentisi al 60' o giù di lì, il risultato si può considerare adeguato.

Sampdoria-Napoli 0-1 - 67' rig. Cavani
A Marassi va in scena uno scontro fra prime delle classe: il Napoli, primo in classifica con la Juve, arriva per sfidare la terza forza del campionato. Nel primo tempo, la Samp riesce a soffocare il gioco dei partenopei, grazie ad un 4-5-1 asfissiante, che taglia le fonti del gioco napoletane. Nella ripresa, i padroni di casa non si scoprono e non producono nessun tiro nello specchio della porta avversario; gli ospiti giocano male, ma riescono a sfruttrare l'unica occasione che gli si propone. Contropiede magistralmente guidato da Hamsik, fallo di Gastaldello e rigore; oltretutto, rosso diretto al capitano sampdoriano per fallo da ultimo uomo. Se l'espulsione sarebbe arrivata comunque (Gasta era già ammonito), il rigore in realtà non c'è, poiché il fallo è stato commesso appena fuori dall'area. Cavani va dal dischetto e non perdona. 1-0 immeritato, perché la Samp - con quell'assetto tattico - non avrebbe segnato neanche giocando tutto il giorno; il Napoli, invece, ha fatto poco per meritarsi il successo.

Chievo-Sampdoria 2-1 - 45' Thereau (CV), 61' Maresca (S), 88' Di Michele (CV)
E veniamo all'ultima partita, quella disputata al "Bentegodi" di Verona. La Samp si presenta senza Eder e Pozzi, con il solito 4-3-3 mascherato ed un baricentro di squadra molto basso. Nel primo tempo, gli undici in campo non ne azzeccano una; non fanno meglio quelli del Chievo, che però trovano il vantaggio sul finire del primo tempo, grazie ad uno svarione della difesa blucerchiata. Nella ripresa, la punizione di Maresca illumina un arcobaleno che vale il pareggio; nonostante questo, il Doria non combina molto neanche nella seconda frazione. Quando la partita sembra indirizzata verso un mesto pareggio, Di Michele tenta il tiro della disperazione e l'eccessiva sicurezza di Romero gli dà una mano. 2-1 per i clivensi ed un'occasione sprecata per cercare di allontanarsi ulteriormente dalla zona salvezza.

Gastaldello, 29 anni, aggancia Hamsik, 25, appena fuori dall'area: l'episodio più discusso.

Quindi, facendo un conto veloce, mancano un paio di punti. Insomma, è un bilancio fantasioso, ma che non sembra essere molto diverso da quello reale. Ciò nonostante, non si può fare un appunto a Ciro Ferrara: a lui va dato il merito di aver portato avanti un'ottima gestione della linea verde e di aver ringiovanito la squadra, già rinnovata dopo l'anno di B. Tuttavia, non si può chiudere un occhio sul suo eccessivo "difensivismo", che potrebbe crearci più problemi di quanti effettivamente ne abbiamo.
Infatti, capisco benissimo come Ferrara debba ovviare all'unico errore fatto nel calciomercato estivo dalla società: la mancanza di un vice-Estigarribia. Sebbene questo sia un fardello pesante in una rosa con nove centrocampisti ed un esterno di ruolo, non si capisce perché si debba "castrare" tecnicamente questa squadra. Non si comprende perché non sia stata una chance seria ad Icardi, nemmeno a Verona, dove mancava mezzo attacco e forse il giovane ex Barcellona avrebbe potuto essere d'aiuto. Speriamo che in Gennaio la società venga incontro all'allenatore, provvedendo nel reperire un esterno d'attacco, magari sacrificando qualche mediano di troppo.
Tuttavia, Ferrara farà meglio a prestare attenzione. Nessuno pretende di arrivare nelle posizioni più alte quest'anno, con una squadra che deve accumulare esperienza: l'obiettivo è salvarsi con qualche giornata d'anticipo. Ma impostare formazioni super-difensive non ci consentirà di centrare l'obiettivo agevolmente. Sapete come si dice: di difensivismo si muore.

Nenad Kristicic, 22 anni, è uno di quelli che sta soffrendo l'assetto di Ferrara.

16 settembre 2012

Il cinismo è il nostro mestiere.

Che dire.. forse non ce lo saremmo mai aspettati. Se qualcuno mi avesse detto che avremmo fatto tre vittorie nelle prime tre giornate, la risposta più plausibile sarebbe stata una grossa risata. Ed invece questa Samp ha una dote di cinismo che in 16 anni da tifoso sampdoriano non avevo mai visto. Il Doria espugna Pescara per 3-2 dopo una partita sofferta, nella quale l'avversario potrebbe meritare il pari, ma i blucerchiati sono più lesti. Sono più svelti. Sono, in una parola, concreti. E questa dote sarà solo di buon auspicio durante tutto il corso del campionato, dato che i 40 punti della salvezza dovranno arrivare il prima possibile. Intanto ci stiamo togliendo molte soddisfazioni.

La Samp si presenta a Pescara con 10/11 confermati rispetto al precedente match casalingo contro il Siena. L'unica differenza si trova tra i pali. Romero aveva chiesto un permesso da molto tempo per assistere alla nascita della sua secondogenita e, per questo, è rimasto in Argentina. Con Da Costa squalificato fino a Novembre per il calcio-scommesse, in porta si schiera Tommaso Berni, terzo portiere doriano. Ultima partita in Serie A nel Febbraio del 2011. Insomma, se non è scommessa, poco ci manca. Il Pescara, invece, ha cambiato molto. Nella sosta, Stroppa ha avuto tempo per riflettere e comprendere che il 4-3-3 iniziale era troppo spregiudicato per gli abruzzesi. Così, il Pescara si dispone in una nuova veste, il 4-2-3-1, che perlomeno dà più copertura alla sventurata difesa dei delfini.
Vedendo i primi minuti di gioco, la mossa sembra azzeccatissima. Prima Weiss spara centralmente su Berni dal limit dell'area, poi per poco non accade la frittata. Lungo lancio di Colucci al 5', Rossini buca l'intervento e Vukusic si avventa sul pallone, colpendo la traversa dal limite dell'area. Primo brivido dopo appena cinque minuti. E la Samp non sembra dare segni di risveglio, tanto che è ancora Vukusic a rendersi pericoloso. L'ex Hajduk di Spalato prima calcia a lato su assist di Quintero, poi pressa Berni e per poco non lo costringe ad un rinvio controproducente. Il numero 32 blucerchiato, infatti, rinvia addosso al croato, che manca di poco il gol fortunoso.
Quando Poli è costretto ad uscire per infortunio (al suo posto entra Soriano), la Samp si sveglia. Non produce molto, ma perlomeno non lascia il pallino del gioco al Pescara. Prima Maxi lancia Soriano, che però si fa soffiare palla da Eder in fuorigioco; poi Costa colpisce male di testa un pallone scodellato in area da Maresca.
Se la Samp pare in difficoltà, una verticalizzazione basta a risolvere i problemi della formazione di Ferrara. Obiang taglia a metà il centrocampo pescarese e serve in profondità per Eder. Il brasiliano salta Zanon e, con Perin in uscita, serve Maxi Lopez. A porta spalancata, è un gioco da ragazzi per l'argentino: 1-0 e premio anche troppo grande per una Samp inguardabile nei primi 25 minuti di gioco. Il primo tempo non riesce a proporre nient'altro, se non un'entrata da "arancione" di Cascione su Obiang.
Nel secondo tempo, l'inizio è simile a quello del primo: Pescara con il pallino del gioco in mano e Samp in balia degli abruzzesi. L'unico lampo doriano dei primi dieci minuti è di Eder, che salta Zanon con un gioco di prestigio e sfiora il 2-0 con un destro dal limite dell'area, che si spegne di poco a lato. A quel punto, si scatena il giovane colombiano Juan Quintero, che sarà una spina nel fianco per la difesa blucerchiata fino a fine partita. Inoltre, Vukusic coglie un'altra traversa, stavolta con un sinistro fortunoso, battezzato malissimo da Berni. Eder è costretto al cambio - anche lui per infortunio - e Ferrara mette dentro Kristicic, sacrificato nuovamente come esterno.
Il Pescara ha una super-occasione con Weiss, che salta Berardi e Maresca prima di sparare alto a pochi metri da Berni. Stroppa prova la mossa della disperazione: dentro Caprari per Zanon, con l'arretramento di Balzano ed il baricentro dei biancoazzurri che diventa molto offensivo. Ma quando il Pescara tenta il tutto per tutto, la Samp raddoppia. Kristicic, sulla linea dei centrocampisti nell'occasione, trova il corridoio giusto per servire Estigarribia. Il suo lancio di 30 metri mette il paraguaiano nella condizione di freddare Perin con un gran sinistro dentro l'area. 2-0 e Pescara ancora una volta disattento in difesa, sopratutto quando bisogna effettuare la tattica del fuorigioco.
Da lì, la partita è in mano alla Samp. Che sfiora un altro gol sempre con Estigarribia, ma Perin si fa trovare preparato. Mentre Weiss conlcude la propria partita con una punizione a lato, prima di farsi sostituire da Celik. E dopo che la Samp ha nuovamente sfiorato il 3-0 con un bel sinistro a giro di Kristicic, il Pescara accorcia le distanze. Quintero semina il panico nella difesa blucerchiata, prima di servire un solissimo Celik, che batte Berni dall'interno dell'area. 2-1 e partita riaperta.
Bastano 120 secondi ed il match sembra sigillato: Soriano serve Maxi Lopez in profondità, il centravanti sampdoriano fa scorrere il pallone e batte Perin per la terza volta. Il suo destro chirurgico vale il 3-1 per gli ospiti. Buttato dentro anche Abbruscato per un buon Vukusic, il Pescara si getta in avanti senza più guardare alla difesa. Caprari è il protagonista del finale convulso di partita. Prima ci prova da fuori, ma Berni para a terra. Poi il talento scuola Roma trova il gol del 2-3 con un gran destro dai 25 metri: nulla da fare per il portiere sampdoriano, che pure tocca il pallone prima che finisca in rete. Il finale è un pressing asfissiante, che però non porta alla creazione di nessuna chiara occasione da gol. E' 3-2 Samp.
Un punteggio tutto sommato giusto, ma se i padroni di casa avessero pareggiato, forse non ci sarebbe stato nulla da dire. Il Pescara, con questi uomini e con questo modulo, può sicuramente mettere più paura di quanto non ne abbia fatta nelle prime due giornate. Certo, andrà registrata un pochino la difesa, spesso impreparata agli attacchi avversari. La Samp è molto cinica, come mai abbia ricordato nella mia vita da tifoso.

Berni 5.5 | Insomma.. il ragazzo non giocava da parecchio e ha disputato solo sei partite negli ultimi cinque anni. Onestamente, era difficile aspettarsi di più.
Berardi 6 | Weiss fa tanta scena, ma alla fine non gli crea grossissimi problemi.
Rossini 6 | All'inizio si lascia scappare Vukusic, poi si riprende senza troppe incertezze.
Gastaldello 6.5 | Il migliore della nostra difesa, sempre sul pezzo.
Costa 6 | Finché è in campo, fa il suo compitino. Avrebbe potuto osare di più, visto che Balzano - in quanto terzino di ruolo - non lo ha attaccato così insistentemente.
Maresca 6 | Bene in fase d'impostazione, ma quanto soffre la mobilità di Quintero. Il ragazzino colombiano lo salta parecchie volte, dimostrando che anche l'età conta qualcosa.
Obiang 6.5 | Partita leggermente sotto la media, ma non può essere straordinario sempre.
Poli 6.5 | Il migliore della Samp nei primi e tremendi 20'. Poi s'infortuna ed è costretto a lasciare il campo.
Estigarribia 6 | Lo salva il gol, altrimenti sarebbe stato - senza dubbi - il peggiore degli undici con la maglia blucerchiata. Abulico, assente, non attacca quasi mai Modesto. Quando poi viene spostato sulla sinistra, a causa dell'infortunio di Eder, Zanon gli concede molto più spazio e lui colpisce.
Eder 6.5 | Buona la partita del brasiliano. Molti spunti, ma sopratutto l'intesa con Maxi Lopez cresce con il passare delle gare. Peccato per il suo infortunio, speriamo non sia nulla di grave.
Maxi Lopez 8 | Che mostro. Non lo noti molto, ma intanto siamo a tre gol in due gare e mezzo con la maglia della Sampdoria. Se sarà questo il ritmo tenuto dal "rubio", sarà difficile stargli dietro. Il secondo gol è da centravanti di razza.

Soriano 6 | Prova sufficiente la sua, peccato per il mancato dinamismo che di solito fornisce alla squadra.
Kristicic 7 | Continuo la mia personale crociata contro il ruolo che Ferrara ha designato per il ragazzo. Non è un esterno. Infatti, la cosa migliore della sua partita la fa quando è sulla linea dei centrocampisti. Il lancio per il 2-0 di Estigarribia è roba degna di un centrocampista con i controfiocchi. Speriamo che l'allenatore se ne renda conto.
Castellini 5.5 | Speravo di vedere Poulsen in campo. Purtroppo il danese non sembra ancora pronto e allora dentro l'eterno ex Parma, che però vede le stelle contro Caprari.


Adesso siamo a nove su nove. Oddio, i punti in classifica sono otto, ma quel -1 comincia ad essere solo un dato statistico e non più un fastidio. Ora ci attende il Torino, che affronteremo in casa nel prossimo turno. Il match del 23 Settembre - ore 12.30 - ci permetterà di sfidare degli eterni rivali. Ma sopratutto dei contendenti alla salvezza. La squadra di Ventura mi sembra quadrata, ma noi abbiamo dimostrato di non essere da meno. Bisognerà ricordarsi le due sconfitte dell'anno scorso per evitare di commettere gli stessi errori. Due 2-1 che costarono molto in termini di orgoglio. L'importante è vincere, per arrivare sereni alle due sfide di fuoco contro Roma e Napoli. Del resto, abbiamo imparato che il cinismo è il nostro mestiere.

Maxi Lopez, 28 anni, è in forma: tre gol in tre gare con la maglia della Samp.

10 settembre 2012

Pane, amore ed esperimenti.

C'è la pausa per le nazionali, ma la Sampdoria non si ferma. Ciro Ferrara ed il suo staff hanno approfittato di questo "intervallo" per mettere a punto alcuni schemi e la condizione fisica dei giocatori, grazie ad un'amichevole contro il Parma. Organizzato all'Ennio Tardini, l'incontro di sabato ha lasciato alcune sensazioni importanti all'allenatore. La squadra è scesa in campo con il classico 4-3-3, che vedeva sul terreno di gioco interpreti che non erano stati molto utilizzati dall'allenatore nei primi 180' di campionato. Con i nazionali impegnati in amichevoli e partite di qualificazione, c'è stato molto spazio per gli esperimenti. L'1-1 finale, con le reti di Fideleff al 37' e di Eder all'83', ha lasciato qualche indicazione importante. Una su tutte per quanto riguarda l'attacco. Ferrara ha messo in campo un tridente molto offensivo, con tre punte davanti: Icardi e Eder sugli esterni a supportare il centravanti Pozzi. Se il buon Nick si è trovato bene nella sua posizione, un po' più fatica l'hanno fatta il giovane argentino e la seconda punta brasiliana, che sono mancati d'attenzione riguardo le coperture a centrocampo. In effetti, un 4-3-3 ben funzionale dovrebbe avere - come interpreti offensivi - un esterno di centrocampo, una seconda punta ed un centravanti, in modo da non sbilanciare l'assetto della squadra. Con due attaccanti ed una prima punta, i risultati non sono stati esaltanti e si è sofferto sopratutto nella seconda frazione di gioco. L'altro esperimento portato avanti da Ferrara è stato Berardi in posizione di centrale di difesa: anche in questo caso, non è andata benissimo. Il ragazzo è un terzino puro e ha fatto fatica vicino a Gastaldello, rimediando anche un giallo durante il secondo tempo. La sua posizione è la fascia destra di difesa, con i pregi ed i difetti che contraddistinguono il suo gioco.
Tra i più positivi segnalo Berni, Tissone e Renan. Se l'argentino è parte integrante di questo progetto tecnico, il portiere ex Lazio riassaporava i 90' dopo molto tempo. E la sua prova è stata di buon livello, respingendo in più occasioni l'attacco del Parma. Aveva anche fatto un mezzo miracolo sul colpo di testa di Fideleff, ma non è bastato per evitare il gol. La sensazione è che Tommaso sia in forma e questo è di buon auspicio in vista di Pescara, quando Romero mancherà per seguire la nascita della sua secondogenita e Da Costa sarà ancora squalificato per il calcio-scommesse. Nella trasferta abruzzese, sarà Berni a difendere i pali della Samp e sembra in un buon stato di forma. Per chiudere, il brasiliano ha dimostrato che il tempo passato in panchina in questo inizio di stagione non lo ha svalutato, anzi lo ha motivato ulteriormente. Le staffilate mancine che sono tipiche del suo repertorio non sono passate di moda. Invece, le note negative si possono registrare per quanto riguarda le prestazioni di Munari, Castellini ed Icardi. Il centrocampista è mancato del solito dinamismo che lo contraddistingue, mentre l'ex Parma ha dimostrato che non può dare più un certo contributo alla causa doriana a causa del suo gioco scolastico e delle poche sovrapposizioni in attacco. La delusione più cocente, almeno personalmente, viene dal giovane attaccante argentino. Mi aspettavo qualche spunto in più da parte sua, invece è sembrato macchinoso ed un po' in difficoltà.
Sono indicazioni generali che saranno utili per il resto del campionato. Il Parma è sembrata una buona compagine, sebbene un po' carente a livello di esterni, ma con tanto fosforo a centrocampo. E' sembrato interessante anche Arteaga, classe 1994 che farà parlare di sé con la maglia gialloblu. In ogni caso, è stata l'occasione per celebrare la tradizionale amicizia che contraddistingue le due tifoserie da diversi anni, con tanto di striscioni celebrativi.

Foto di gruppo per le due squadre, simbolo di un gemellaggio duraturo.

A livello di trasferimenti, il calciomercato in entrata ha fatto registrare un'ultima operazione. La Sampdoria ha prelevato Davide Gavazzi, ala classe 1986, dal Vicenza, pur lasciandolo in prestito in Veneto per un'altra stagione. Un acquisto costato un milione di euro e che spero possa essere utile alla causa blucerchiata nel prossimo futuro. Se le operazioni in entrata sono finite, quelle in uscita hanno avuto un'impennata. La delega concessa dalla Lega Calcio a Grosseto, Vicenza e Lecce ha portato la Samp a sfoltire coloro che sono rimasti fuori dal progetto tecnico di Ciro Ferrara. Se Gavazzi (o almeno il suo cartellino) ha preso la strada di Genova, il tragitto inverso è stato percorso da tre giocatori blucerchiati. Marco Padalino e Franco Semioli si sono trasferiti a titolo definitivo. Per lo svizzero quattro stagioni in blucerchiato senza particolari lampi, per l'esterno ex Chievo tre annate travagliate. Ma quando c'è stato, è risultato decisivo (vedi approdo in Champions League). A Vicenza, seppur in prestito, si è trasferito anche Zsolt Laczko. L'ungherese avrà l'occasione per fugare ogni dubbio sulla sua effettiva valenza: utile alla Samp o giocatore da scartare? Vedremo a Maggio. Infine, l'ultima operazione in uscita è stata effettuata nella mattinata: Salvatore Foti a Lecce a titolo definitivo. Un peccato, se si ripensa a quel gol in Samp-Messina del 2005/2006. Allora aveva 18 anni ed il mondo ai piedi, ma troppi prestiti sono andati sprecati e la Samp ci ha rinunciato. Personalmente gli auguro il meglio in Salento, sono convinto che possa sfondare almeno in B, figuriamoci in Lega Pro..
Ora, l'unico "esodato" di lusso rimane Angelo Palombo. Per lui si avanza l'ipotesi del re-integro e chissà che Ferrara non ci pensi per il centrocampo della Samp, sebbene il reparto sia molto affollato. Gli esperimenti sono ancora in corso..

Zsolt Laczko, 26 anni, nazionale ungherese: per lui il prestito a Vicenza è fondamentale.

21 maggio 2012

Sparrring partners.

Non ci aspettavamo una tale superiorità, ma purtroppo le motivazioni hanno fatto da spartiacque ad una partita anche sfortunata. La Samp perde dopo un mese e mezzo, lo fa in modo dolce-amaro. Una sconfitta per 3-1 che non significa nulla, dato che nel pomeriggio c'eravamo guadagnati i play-off con la sconfitta del Padova a Nocera Inferiore; certo, subire 3 gol e non vedere palla per tutto il secondo tempo non fa mai piacere, specialmente se avviene a Marassi.

La Samp cambia poco dall'impresa contro la Juve Stabia, anzi risparmia qualcuno, vista la qualificazione ormai ottenuta ai play-off: l'unica differenza è il tandem d'attacco, con Icardi dentro dal 1' al posto di Fornaroli e Pozzi recuperato al posto di Pellé, squalificato per un turno. Il Pescara si presenta con il solito assetto e con l'attacco più forte di tutta la Serie B. Di contro, la miglior difesa, ovvero la nostra.
Pronti, via e si spera che la gara vada come i primi 10': pressione a tutto campo, Pescara che ha difficoltà ad uscire dalla propria area di rigore e a far girare il pallone come solo una squadra di Zeman sa fare; prima Pozzi impegna Anania in calcio d'angolo, poi il bomber blucerchiato sfiora il gol, impedito solo da un salvataggio di Verratti sul primo palo. Purtroppo, la Samp - come intensità in campo - finisce lì. Perché arriva, oltretutto, il vantaggio pescarese: Pozzi indugia troppo con il pallone a centrocampo, Verratti lo prende e serve un filtrante per Caprari, che batte un Romero non esente da colpe. 1-0 e bella mazzata, dato che la Samp era nel suo momento migliore.
Da lì, il Pescara prende il pallino del gioco in mano, ma nel primo tempo non crea troppo, anzi, è ancora Pozzi ad impegnare Anania con un colpo di testa sfortunatamente centrale. Anche Icardi ha un enorme occasione: sul cross di Costa, salta Anania, ma poi cicca il contatto con il pallone e spedisce fuori. Sembra che la Samp sia in vena d'errori: Romero e Pozzi i protagonisti. Al 30', Romero cincischia troppo con il pallone e, nel rinviarlo, centra Immobile, che con molta fortuna trova l'ennesimo gol in campionato ed il 2-0 pescarese. Sulla fine del primo tempo, il lampo che potrebbe riaprire la partita: scambio Icardi-Foggia, suggerimento per Pozzi che s'invola verso la porta e trova un rigore molto generoso. Nonostante ciò, il numero 9 non ne approfitta e calcia sul palo: la mazzata definitiva per una squadra che ha creato qualcosa, ma troppo poco per impensierire il Pescara di Zeman, vicino al terzo gol anche con un gran destro di Insigne parato da Romero.
Nel secondo tempo, la Samp entra con una buona intensità, sfiorando il gol con Pozzi e sopratutto con capitan Gastaldello, che spara debolmente tra le braccia di Anania in piena area di rigore. Il Pescara sfiora ancora il gol con Insigne di testa, su un bel cross calibrato da Balzano: è il prologo della fine.
Pochi minuti dopo, lo stesso talento del Napoli mette dentro un gran pallone per Caprari, che si beve Rossini e Gastaldello e batte Romero per la terza volta: una figuraccia per la difesa meno battuta del campionato. Da lì, il Pescara crea un'altra occasione con Insigne - salvata da una buona respinta di Romero - ma pensa a mantenere il risultato; incredibili gli ultimi 20', in cui la Samp tiene la palla, ma essenzialmente non sa che farci.
Solo uno spunto del neo-entrato Fornaroli in area di rigore crea le condizioni per il gol di Juan Antonio: una magra consolazione nella festa pescarese che si scatena al triplice fischio dell'arbitro. Una giornata tremenda, un'altra umiliazione a Marassi; magari lontana dai tempi di Atzori, ma sempre umiliazione è stata, sopratutto nella seconda frazione.

Romero 4.5 | Mezzo voto in più per le parate su Insigne. Ma ha il primo e sopratutto il secondo gol sulla coscienza.
Rispoli 5 | Insigne lo salta quando vuole, ma nel primo tempo lavora bene sui tagli del ragazzo di scuola Napoli. Non sale praticamente mai, alto come è il Pescara.
Rossini 5 | Immobile non vede la palla, però non è una prestazione da ricordare.
Gastaldello 4.5 | A differenza di Rossini, oltre la giostra presa e condivisa sul gol di Caprari del 3-0, c'è l'errore sottoporta che poteva riaprire la partita.
Costa 4.5 | Caprari gli fa vedere le stelle.
Obiang 5.5 | Il duello con Verratti lo perde sostanzialmente perché è meno forte del numero 10 pescarese. Nel primo tempo non ha sfigurato, poi è crollato anche lui.
Renan 4.5 | Nervoso come al solito: Nielsen se lo mangia.
Munari 5 | Cascione non è pericolosissimo, ma non crea nessun inserimento in una difesa tra le più battute della B. Lo sforzo massimo è un cross per Pozzi.
Foggia 5 | Di passaggi alle punte neanche l'ombra. Peccato che l'unico che azzecchi è quello che permette di guadagnarsi il rigore.. sono gli altri sbagliati, in quantità enormi, a lasciare interdetti.
Pozzi 5.5 | La media tra l'essere l'unico a lottare in mezzo alla difesa pescarese ed il rigore sbagliato malamente.
Icardi 5 | E' un ragazzino del '93, non stiamo certo ad addossargli le colpe di questa sconfitta: peccato per il gol sbagliato.

Juan Antonio 6 | Il gol è l'unica cosa che lo salva, altrimenti un bel 5 anche a lui non lo toglieva nessuno.
Fornaroli 6 | Mezzo gol è suo, il discorso è simile a quello del numero 29, anche se lui almeno ha l'attenuante di giocare unica punta in una squadra che non riesce a mettergli un pallone decente.
Kristicic 5.5 | Non sembra in forma neanche lui, che eppure negli ultimi minuti riesce a dare sempre qualcosa in più.

Adesso rimane un'ultima partita, che si può valutare da diversi punti di vista: una vittoria ci garantirebbe di scavalcare il Varese, ma non vedo grosse differenze tra Sassuolo e Verona. I gialloblu sono leggermente più pericolosi perché non ne sbagliano una al Bentegodi, ma poi in trasferta sprecano molte chances e spesso deludono. Perciò, sarebbe meglio giocarsela con una formazione di riserva e risparmiare energie, dato che i play-off inizieranno 4 giorni dopo. Speriamo solo una cosa: abbiamo fatto da sparring partners parecchie volte quest'anno, non ripetiamoci a Varese con 1100 tifosi al seguito.

Sergio Romero, 25 anni, osserva impietrito il pallone dopo il raddoppio di Ciro Immobile, 22.


14 aprile 2012

R.I.P.

Speravo proprio di non dover scrivere niente a riguardo e, invece, pochi minuti fa mi sono dovuto ricredere. Che tu possa riposare in pace, Piermario, e che questa morte non sia l'ennesima inutile per fare i controlli dovuti nel calcio. Per oggi, non mi va di parlare di calcio.

- R.I.P. Piermario Morosini -


20 dicembre 2011

Non è un film.

Questa Sampdoria targata 2011 è sorprendente. Tu, da tifoso medio quale sei, attaccato ai tuoi colori, pensi che il fondo sia stato non solo toccato, ma ampiamente raschiato. Limitiamoci ad eventi recenti: pensi che perdere a Nocera, pareggiare con il Modena, la partita contro la Juve Stabia siano esempi di come il barile sia stato bucato a forza di raschiarlo. No, no, no: la Samp ti sorprende e tira fuori contro un Pescara battagliero, ma meno in forma di prima (ho visto fare cose agli abruzzesi ad inizio campionato molto più straordinarie), una delle peggiori prestazioni di tutto il campionato. Il tifoso sampdoriano forse si aspettava la sconfitta a Pescara, ma non così, non senza fare un tiro in porta contro una delle difese più bucate della B, non con un centrocampo che - sopratutto nei primi 45' - non ha idea di cosa fare con il pallone. Persino Foggia sembra essersi "mediocrizzato" nell'ambiente blucerchiato: da che faceva magie, adesso non riesce neanche a fare le cose semplici e sembra un pivello anche di fronte al feroce Verratti (classe '92, ne farà di strada) nell'occasione dell'1-0, quando si lamenta per un presunto fallo e lascia andare il suo avversario serenamente in porta.

Ogni tanto ti dici che non è vero. Che è tutto un sogno. Che sei ancora al minuto 92 di Sampdoria-Werder Brema e l'arbitro sta per fischiare la fine. Che l'assegnazione della Rete d'Argento del Club de Paoli ancora non è arrivata. Che ieri te la sei giocata a S. Siro contro i campioni d'Italia. Che sei a meno due dalla Champions, nonostante Cassano sia ai margini della rosa. Niente, non è così. Sei in B, nel campionato più mediocre della sua storia, un campionato che dovevi stravincere e che invece guardi dal tuo "onorevole" 10° posto, con 26 punti in 20 partite (una media da salvezza stentata nella serie cadetta). Intendiamoci, se questa squadra fosse veramente capace di cambiare rotta (cosa che ha dimostrato ampiamente di NON saper fare, almeno non con i suoi uomini più rappresentativi), una speranza ci sarebbe ancora almeno per la corsa playoff. La Reggina è a quattro punti, non un'eternità: una squadra con carattere si rimboccherebbe le maniche e ribalterebbe la situazione. Ma siccome questo non è un film, la Samp non vince dal 1° Novembre, sono passate sette giornate, con cinque pareggi e due sconfitte di misura. Forse qualcuno, in animo suo, arriva persino a rimpiangere Atzori.

Sulla partita di oggi c'è poco da dire. Il Pescara ha strameritato di vincere, con anche un gol annullato ad Immobile. Mi viene da dire che non è stato un signor Pescara (di quelli che sei abituato a vedere con Zeman), ma è bastata l'ordinaria amministrazione per metterci sotto. Davanti ed in mezzo elettroencefalogramma piatto più che mai: Palombo bastonato da Togni, Foggia battuto da Verratti per voglia e persino per semplicità delle giocate, Rispoli e Castellini inferiori anni luce agli operai tuttofare Balzano e Zanon. Gli unici pericoli per Anania sono arrivati da tiri o cross deviati, ma l'unico tiro nella porta del Pescara è stato quello di Piovaccari al 10' del 1°T. Se non ve lo ricordate, questo dovrebbe far riflettere sulla caratura delle occasioni create dalla Samp oggi.

Uno allora si guarda intorno e dice: cosa si può fare? L'opinione personale è: niente. Parlo molto razionalmente e dico che c'è poco da fare: quest'anno ci sono stati due d.s., quattro allenatori e decine di giocatori diverse. Il problema sembra tecnico, ma sopratutto mentale e motivazionale; ho già detto che la colpa non può essere additata ai tifosi (presenti anche a Pescara), splendidi e sempre vicino alla squadra (anche se quest'anno si sono registrati alcuni episodi contestabili, figli di una situazione purtroppo insostenibile). E' come se quest'ambiente fosse scarico, è come se lo spettro della retrocessione aleggiasse negli spogliatoi ed avesse contagiato, dopo le prime uscite perlomeno decenti, anche i nuovi. Purtroppo, succede quando tieni coloro che ti hanno fatto retrocedere anche l'anno dopo.
Il dovere di crederci è della società, non mio. Io continuerò a tifare la Samp come sempre, a viverla con tanta passione ed affetto, ma accendo anche il cervello e mi dico che non saranno un paio di giocatori a cambiare una situazione che va avanti da poco più di un anno.

Da Costa 6 | Il ragazzo compie un paio d'errori, ma non si disimpegna male. Fa il suo e prova a fermare tutto quelli che gli si parano davanti: grande la respinta su Immobile all'ultimo secondo.
Rispoli 5 | Una media tra il 4 per la fase difensiva ed i suoi piedi ed il 6 per le proiezioni in velocità. Faccio fatica a ricordare, in 16 anni da tifoso sampdoriano, un terzino più scarso di lui. Penso che il fantasma di Cleto Polonia abbia fornito prestazioni più edificanti con la maglia blucerchiata.
Rossini 6,5 | Ancora una volta, il migliore. Alza la testa, ha dei buoni fondamentali, ma sopratutto - passatemi il termine - ha le palle di fare i passaggi più rischiosi, seppur con intelligenza.
Volta 5,5 | Soffre Immobile, che è tutto tranne che fermo, al contrario suo.
Castellini 4,5 | Non c'era mancato, devo essere sincero. Sansovini dalle sue parti non crea tantissimo, ma sul gol se lo perde e non va mai in proiezione offensiva.
Palombo 4 | Se qualcuno aveva ancora dubbi di tipo tecnico sul cederlo, eccovi serviti. Capisco l'affetto e capisco che la famiglia Garrone non lo sta trattando in maniera corretta, ma - per quanto concerne il campo - è inguardabile.
Dessena 4 | Anche la sua presenza è un mistero. Non dà assolutamente nulla di più. Koman, con la sola forza dell'alito, produrrebbe più pericoli.
Soriano 6 | Si fa vedere, fa le cose semplici e giuste. E gioca solo perché manca Bentivoglio. Se non sono questi segni di confusione..
Foggia 4,5 | Il brutto voto se lo becca anche lui oggi. S'intestardisce nel dribbling contro due che lo pressano sempre, sbaglia tante cose semplici, ma sopratutto - nell'occasione dell'1-0 - piange troppo. Verratti gli sfila il pallone con grinta, ma lui - invece di corrergli dietro, mordendogli le caviglie - si lamenta. Ecco, se anche lui diventa così, è il caso di farsi due domande. Nel finale fa lo stesso errore, fortunatamente Immobile si mangia l'ennesimo gol della serata.
Bertani 4 | In palese condizione scadente. Ormai le sue pagelle sono ripetitive.
Piovaccari 4 | Ha sbagliato tutti gli stop, non pensavo fosse possibile. Il ragazzo è chiaramente poco interessato a darsi da fare per la Sampdoria.


Obiang 5 | Brutto voto pure per lui stasera: entra male, sbaglia parecchi lanci lunghi, ma almeno è più intraprendente del capitano.
Koman 6- | Si vede pochissimo, la palla dalle sue parti non arriva mai, quel poco che fa è un qualche cosa di associabile a questo gioco chiamato calcio.
Fornaroli s.v. | Onestamente, in 5 minuti cosa può fare, se nei primi 85 non ha ancora tirato nessuno?

Speriamo sia un film. E speriamo anche che ci sia un "happy ending" alla fine.



Daniele Dessena, 25 anni, rincorre Lorenzo Insigne, 20 anni.