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25 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - parte prima).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la prima parte, riguardante portieri e difensori.

Sergio Romero, 26 anni: stagione strana la sua, la prima in A.

PORTIERI
1 Angelo Da Costa (4 presenze, 7 gol subiti): 6.5 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Il portiere della normalità: ogni tanto ha dei guizzi (vedi rigore parato in Samp-Sassuolo dell'anno scorso), ma rende secondo una linea che non subisce mai sobbalzi o cali. Lui fa quel che può e lo fa bene: gioca solo quattro partite stagionali, ma trova il modo di farsi apprezzare. E' destinato ad essere il secondo a vita in A, ma è un ruolo in cui eccelle senza problemi.

22 Sergio Romero (33 presenze, 40 gol subiti): 6.5 - migliore match: Milan-Samp 0-1
Le numerose disattenzioni degli ultimi tempi hanno fatto passare in secondo piano le parate compiute ad inizio stagione. Qualcuno si ricorda i suoi miracoli a "San Siro", le due grandi partite contro la Roma o gli interventi allo "Juventus Stadium"? No, di questi tempi faccio anche io a ricordarle; tuttavia, esse non vanno dimenticate, altrimenti non si riuscirebbe a dare la giusta caratura all'annata del portiere della nazionale argentina. Non un gran scuola, ma uno che - per doti tecniche - in A può starci benissimo.

32 Tommaso Berni (3 presenze, 5 gol subiti): 6 - miglior match: Parma-Samp 2-1
Arrivato come uomo spogliatoio di ritorno dal Portogallo, il ragazzo fa il suo dovere di collante all'interno dell'ambiente. Poi, in campo, scende per tre volte e prende cinque palloni dal fondo della porta, senza rimanere particolarmente in mente per i suoi interventi.

DIFENSORI
3 Andrea Costa (28 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Napoli-Samp 0-0
Sicuramente una delle migliori rivelazioni del Doria di quest'anno, sebbene la prima parte di stagione non sia stata particolarmente esaltante. Il guaio principale è che - da terzino nella difesa a 4 - non si esalta. Inoltre, appariva molto nervoso e già l'anno scorso, in B, aveva avuto un calo vertiginoso delle prestazioni. Lo subisce anche in A, riprendendosi da gennaio in poi, quando comincia a sfoderare ottime giocate. Certo, l'infortunio lo mette fuori gioco qualche settimana fa, ma spero possa essere più continuo l'anno prossimo.

7 Paolo Castellini (8 presenze, 0 gol): 6 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Se l'anno scorso ci si aspettava molto da lui, nonostante l'anno di poche presenze a Roma, quest'anno non c'era eccessiva attesa per le sue prestazioni: per questo, è molto più facile dargli la sufficienza, specie per il finale di campionato. Quando c'è stato bisogno, il terzino è diventato centrale sinistro ed è stato all'altezza del suo compito.

8 Shkodran Mustafi (17 presenze, 0 gol): 6.5 - migliore match: Samp-Bologna 1-0
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

13 Gaetano Berardi (21 presenze, 0 gol): 5
Stagione a due facce la sua: nella prima parte di campionato, sotto Ferrara, è tosto e ricorda il Campagnaro dei bei tempi per la tenacia, privata però del dribbling. Alla lunga, il fatto che non spinga mai su quella fascia si fa sentire e alla lunga viene lasciato fuori. Rossi lo utilizza un paio di partite: quando lo svizzero si fa espellere ingenuamente allo "Juventus Stadium", il tecnico capisce che non può più contare su di lui.

Andrea Costa, 27 anni, una delle note positive della stagione blucerchiata.


15 Simon Poulsen (7 presenze, 0 gol): non giudicabile - miglior match: Lazio-Samp 2-0
Quando parti titolare per tre volte in stagione e scendi in campo per appena 10' nelle altre quattro presenze,  difficile darti un giudizio: questo è quello che mi sento di dire su Poulsen, un mistero del mercato blucerchiato. Perché un nazionale danese, regolarmente convocato, non poteva giocare al posto dell'ectoplasmatico Estigarribia? Ai posteri l'ardua sentenza. Tuttavia, non accetto il dettame per cui, se né Rossi, né Ferrara l'hanno schierato, allora qualcosa che non andava c'era per forza. No, non poteva andare peggio del paraguaiano.

17 Angelo Palombo (15 presenze, 0 gol): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Non era facile rimettersi in gioco. Su questo, ha aiutato parecchio l'arguzia di Delio Rossi: l'ex tecnico di Lazio e Palermo aveva capito come Palombo non potesse essere più utile per la causa blucerchiata come regista di centrocampo, dove Krsticic, Obiang e Maresca gli avrebbero mangiato in testa. Così, il numero 17 è stato riadattato come libero, riscoprendo una seconda giovinezza. Pur rimanendo convinto che non debba esser titolare, potrebbe aver trovato il modo di rendersi utile fino al ritiro.

19 Lorenzo De Silvestri (25 presenze, 2 gol): 6 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Il suo correre sulla fascia ricorda quello di altri protagonisti degli anni scorsi in maglia blucerchiata: ha tante capacità atletiche, ma i suoi piedi sono quelli di Cristian Maggio. E ho detto tutto. Non per nulla, i suoi due gol stagionali - importantissimi - vengono da precise inzuccate sui cross... degli altri: prima contro il Catania, poi contro la Juventus. Nella prima parte della stagione, viene accantonato da Ciro Ferrara per Berardi; poi Delio Rossi lo rimette in gioco e lui tira fuori una buon periodo di forma. Tuttavia, il suo riscatto è esoso e spero che si possa trovare qualcuno che effettivamente salti l'uomo e/o metta in mezzo cross ficcanti.

28 Daniele Gastaldello (34 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Milan-Samp 0-1
Quel clamoroso salvataggio sulla linea a "San Siro" contro il Milan inaugurò il ritorno di Gastaldello in A: spesso cercato da club della massima serie, il centrale ha giocato una buona stagione, seppur macchiata da alcune prestazioni indegne delle sue capacità. Il rosso contro la Fiorentina ed alcune altre ingenuità mi portano a pensare che lui possa fare di meglio di così.

35 Jonathan Rossini (26 presenze, 0 gol): 5.5 - miglior match: Samp-Napoli 0-1
Il soldato Johnny ha subito parecchio il salto dalla B alla A: se nella cadetteria si era dimostrato affidabile e sicuro, nella massima serie bastano 5-6 partite per farlo barcollare. Riesce ad annullare Cavani al "Ferraris", ma poi si perde in tante partite. La sua prestazione a Palermo è il punto più basso della stagione e così Ferrara lo mette da parte; quando il terzetto difensivo è ormai stabilito, lui è costretto a fare da ripiego, senza neanche troppo successo. Diamogli comunque tempo: ha un bel passo, un piede educato. Deve solo imparare ad essere più sicuro di sé. 

Simon Poulsen, 28 anni, uno dei punti interrogativi della Samp di quest'anno.

12 marzo 2013

Tre urli nel silenzio.

Delio Rossi ha detto nel pre-partita: «E' brutto il calcio senza pubblico». Detto questo, non è che questo 3-1 nel silenzio più assoluto ci sia andato benissimo: la Samp esce da Cagliari con le ossa rotte e senza lottare un minimo, mentre Ibarbo diventa come Ronaldo negli anni '90. La tripletta del colombiano è il giusto prezzo da pagare per questo Doria, che è sembrato impacciato e confusionario; solo a partita ormai compromessa, si è visto qualche sprazzo. Ci vorrà ben altra grinta per prendere quei cinque punti che mancano alla salvezza.

Victor Ibarbo, 22 anni, eroe di giornata grazie alla sua tripletta.

La Samp, reduce da una striscia di 18 punti nelle ultime 10 gare, si presenta a Quartu con buona parte della formazione confermata: squalificati Krsticic e Gastaldello, sono Maresca e Rossini a sostituirli. Se per il secondo è una formalità, per il centrocampista è il ritorno in campo dopo ben due mesi abbondanti. Il Cagliari, invece, rinuncia a molti titolari: su tutti, Marco Sau, gioiellino della squadra sarda, già incrociato dal Doria la scorsa stagione, quando vestiva la maglia della Juve Stabia e fece un gran gol al "Ferraris". 4-3-1-2 per i padroni di casa, con Ibarbo e Thiago Ribeiro davanti, supportati da Cossu.
Gli ospiti, molto contratti, creano pochissimo nella prima frazione. In entrambi i casi, è Eder ad essere protagonista: al 4', il brasiliano spaventa Agazzi direttamente da corner; al 43', tira debolmente dopo una respinta della difesa avversaria. Per il resto - sopratutto nei primi 20' - c'è solo il Cagliari, che va in vantaggio al 17': bel lancio di Cossu, Thiago Ribeiro rimette in mezzo e Romero compie un miracolo sul tiro di Ekdal; tuttavia, Costa si dimentica di Ibarbo, che realizza l'1-0 in tap-in. Il colombiano è scatenato, tanto che in due minuti sfiora il raddoppio: al 41' salta mezza difesa blucerchiata, non trovando però nessuno in area; al 42', prova la stessa azione, ma tira debolmente a lato.
Nella ripresa, Agazzi è costretto a lasciare il campo ad Avramov, ma è sempre Ibarbo ad imperversare, con Romero costretto anche al miracolo su Ekdal. Ma non basta, tanto che al 52' i padroni di casa raddoppiano: dopo l'ennesimo pericolo creato dal colombiano, su susseguente corner il numero 21 del Cagliari è lasciato solo da Palombo e realizza il 2-0 con un potente destro. La Samp cambia Estigarribia, Maresca ed Icardi con Soriano, Munari e Maxi Lopez, passando così al 4-3-1-2. Tuttavia l'inerzia della gara rimane in mano ai sardi, che triplicano al 71': Cossu mette un pallone delizioso per Ibarbo, che insacca di testa, lasciato però solo da Rossini. E' la pietra tombale su una partita senza storia; nel finale, il Doria ci prova, ma non ottiene molto: nel finale, è sempre Eder a provarci. Ed è proprio il brasiliano a guadagnarsi il rigore che accorcia le distanze al 90': sul dischetto si presenta Maxi Lopez, che realizza così il quarto gol in campionato e spera di mettere in difficoltà Rossi nelle prossime partite.
La verità è che il match di Quartu andrà dimenticato in fretta, perché non è piaciuto nulla di questa Samp: anzi, visto il 3-0 di passivo, si sperava nell'esordio di Rodriguez, ma non è ancora il momento di "Maticrack"; il margine sulla zona-retrocessione rimane rassicurante (11 punti), ma bisognerà vedere un'altra squadra per prendere quei cinque punti che mancano.

Maxi Lopez, 28 anni, è tornato al gol: qui anticipa di testa Radja Nainggolan, 24.

Romero 6 | Salva la baracca un paio di volte, altrimenti Ibarbo ne avrebbe fatto cinque.
Rossini 5 | Male oggi: sul terzo gol, si dimentica del colombiano.
Palombo 4.5 | Idem con Rossini, con l'aggravante che pretende anche di impostare il gioco, rendendo inutile la presenza di Maresca per buona parte dei primi 45'.
Costa 5.5 | Il migliore del pacchetto arretrato, tanto da avanzare nella ripresa.
De Silvestri 5 | Se metti 20 cross e 17-18 sono respinti dalla difesa del Cagliari, qualche domanda tocca farsela.
Obiang 5 | Molle, poco grintoso: tanti scontri con Dessena, ma poca impostazione.
Maresca 6 | Uno dei pochi sufficienti: i suoi lanci aprono il gioco della Samp e permettono a De Silvestri molte cavalcate.
Poli 5.5 | Tanta corsa, pochi recuperi: fascia di capitano che non rimarrà nella storia della sua carriera.
Estigarribia 4.5 | Come ha scritto qualcuno, ha fatto una seduta di jogging più che una partita.
Eder 6 | Si sbatte più delle partite precedenti ed è l'unico ad impensierire seriamente Avramov nella ripresa; il rigore è tutto merito suo.
Icardi 5 | Conferma lo stato di forma: è in calo evidente ed il centrocampo non gli fa arrivare nessun pallone.

Munari 5 | Non si capisce quale sostanza possa dare ad una partita in cui sei già sotto 2-0.
Soriano 5.5 | Leggermente meglio di Munari, ma il dubbio rimane lo stesso.
Maxi Lopez 6 | Voto di stima: si muove bene ed è possibile che meriti una chance, visto il calo di "Maurito"

Adesso arriva l'Inter di Stramaccioni, che viene da una striscia negativa: situazione ribaltata rispetto all'andata, quando fummo noi ad esser reduci da un periodo nero, poi prolungatosi per un altro mese. Ora è il turno di restituire il favore: all'andata fu 3-2 con una dubbia espulsione di Costa, chissà se saremo in grado di strama-zzare i nerazzurri.. sicuramente, ci vorrà una prova migliore di questa.

Albin Ekdal, 23 anni, e Jonathan Rossini, 23, lottano per il pallone.

17 dicembre 2012

Cannoli d'annata.

I deja-vù sono fenomeno comune negli ultimi anni; lo so ancor più per il tifoso medio della Sampdoria. A Catania, arriva un'altra sconfitta. La seconda consecutiva, la nona in 17 giornate: insomma, non un grande trend, sopratutto se si pensa che le altre squadre che lottano per la salvezza stanno muovendo la classifica. Il Doria, andato in vantaggio al "Massimino", ha avuto occasioni per chiuderla; poi, la squadra di Maran ha ripreso il pallino del gioco in mano ed è finita lì. Una giornata che era ottima fino al 45' e poi ha finito per trasformarsi nell'ennesimo psicodramma stagionale.

Gaetano Berardi, 24 anni, e Nicola Legrottaglie, 36, lottano per il pallone.

La compagine blucerchiata si presenta a Catania con il rientro di Mustafi e Krsticic, lasciando spazio al solito 4-5-1 in versione ferrariana. I padroni di casa, invece, recuperano Barrientos dopo la vittoria di Siena, confermando Castro nel tridente d'attacco. La fatica dell'impegno di Coppa Italia, disputato in settimana, si fa sentire per i rossoazzurri: all'inizio, il Catania appare poco fluido ed il gioco di Maran sembra esser sparito. Di contro, la Samp non punge e si limita ad assistere ai tentativi imprecisi dei siciliani, prima con Izco, poi con Bergessio. Quando la Samp appare schiacciata al limite dell'impossibile, ecco l'episodio-svolta: dopo essersi mangiato un gol in area avversaria, Icardi salta mezza difesa catanese, fino a che non viene steso da Legrottaglie. Per il sig. Giacomelli è rigore netto e giallo per il difensore; Maresca, capitano odierno, trasforma spiazzando Andujar.
Se l'1-0 appare immeritato, la Samp prova subito a raddoppiare: una grande azione di Icardi semina il panico in area rossoazzurra, ma l'argentino spara fuori davanti ad Andujar. Poi è Eder, appena entrato per l'infortunato Maresca, ad impegnare il portiere avversario. Il Catania tenta un pressing finale e chiede un rigore per un'entrata scomposta di Romero su Bergessio; tuttavia, l'episodio sembra regolare e così la squadra di Maran conclude il primo tempo con un pugno di mosche.
Vista la situazione di vantaggio e la nuova disposizione offensiva (un 4-4-1-1 con Eder a supporto di Icardi), la Samp sembra in grado di controllare un Catania in difficoltà. Tuttavia, il Doria crea l'ultima occasione della sua partita al 53': bel lancio di Eder, Bellusci manca l'intervento e Icardi deve solo centrare la porta. Sfortunatamente, l'argentino spedisce in curva. E così il match si chiude, dato che gli ospiti arretrano il baricentro, mentre i rossoazzurri dominano, seppur non tirino troppo in porta.
Al 54', il pareggio di Paglialunga è solo l'anticipo di un secondo tempo da inferno: sulla sponda di Bergessio, né Rossini né Berardi chiudono il mediano catanese prima che tiri. Dieci minuti dopo, è lo stesso numero 9 rossoazzurro a portare in vantaggio i padroni di casa. Sull'azione del 2-1 succede di tutto: Mustafi, infortunato, si perde Marchese; il terzino mette in mezzo e Costa, dopo aver tenuto tutti in gioco, guarda Bergessio e lo lascia staccare in area per il vantaggio della squadra di Maran. Un'azione così mal gestita da farti passare qualunque speranza.
A questo va aggiunta la totale assenza di reazione della Samp: nonostante l'entrata di Castellini e Pozzi ed il passaggio ad un 4-3-3 atipico, gli ospiti non creano neanche un'occasione. Anzi, è il Catania a sfiorare il 3-1 sempre con Bergessio, che manda di testa a lato una punizione di Lodi. Il resto è una lunga agonia verso il 90', quando Castro sigla il 3-1 su gentile regalo di Rossini, che liscia l'assist di Bergessio. Ferrara si arrabbia con Maran a fine partita ed accusa il Catania di intimidazioni all'arbitro. Non voglio discutere l'ostilità del pubblico del "Massimino", viene però da dire che sarebbe meglio pensare a cosa cambiare in questa squadra. Domenica arriva la Lazio, un'altra figuraccia sarebbe troppo da sopportare.

Enzo Maresca, 32 anni, trasforma il rigore del vantaggio blucerchiato.

Romero 5 | Insomma, il trend ha ricominciato a calare: due uscite mettono a rischio le coronarie di molti tifosi. Speriamo che sia solo una giornata storta.
Mustafi 5.5 | Nel disastro, il tedesco è quello che sfigura di meno; l'infortunio lo mette fuori gioco.
Rossini 4 | Continua il suo momento difficile: la sua sicurezza è sparita, insieme alla palla che regala un facile tap-in per il 3-1 di Castro.
Costa 4.5 | I suoi movimenti sull'azione del 2-1 di Bergessio sono da film horror.
Berardi 5 | Adattato come meglio si può, limita Barrientos. Nel secondo tempo, crolla insieme agli altri, lasciando per altro troppo tempo per la conclusione di Paglialunga.
Maresca 6 | Gol a parte, tenta di illuminare la squadra con un paio di giocate.
Obiang 5.5 | Primo tempo cattivo e pieno di recuperi, ma nel secondo viene travolto.
Tissone 6.5 | Il migliore della Samp: il suo primo tempo ricorda quello dell'anno della Champions. Pressa, imposta, rilancia; poi, nei secondi 45', perde la retta via. Peccato, se no ci sarebbe stato un voto ben più alto.
Poli 5 | L'effetto derby sta cominciando a finire. C'è da sperare che Ferrara se ne accorga.
Krsticic 6.5 | Insieme a Tissone e Maresca, trascina la Samp nel primo tempo. Il serbo mette lo zampino sull'azione del rigore e pressa a tutto campo.
Icardi 6 | La sua valutazione sarebbe stata molto più alta se non si mangiasse tre gol davanti ad Andujar. E' giovane, si farà e ci vuole tempo; certo, il numero sull'azione del rigore è d'alta scuola.

Eder 6 | Entra per sostituire l'inforunato Maresca ed impegna gli avversari. Poi, il brasiliano s'innervosisce e si perde.
Castellini 5.5 | Entra per un Mustafi infortunato: il suo ingresso non cambia l'andazzo negativo.
Pozzi s.v. | Poche speranze di ribaltare il passivo nel nulla finale.

La fine del 2012 è arrivata, ma ci vorrebbero i Maya per questa Samp. Stanca, lenta e prevedibile, la squadra di Ferrara stupisce e convince solamente quando deve giocare coperta. Se si tratta di impostare o giocarsela a viso aperto, la partita diventa un problema. Adesso arrivano tre partite che potrebbero decidere il destino di Ferrara: Lazio, Juventus e Milan sono avversari proibitivi, ma i punti vanno presi da qualche parte. E chissà che la Samp non tiri fuori nuove imprese, come quelle di San Siro o del Franchi. Intanto, godiamoci questi cannoli d'annata, perché forse il Catania (ed il suo pubblico poco sportivo) ci ricordano intanto tutto quello che avremmo voluto essere. E che, per una ragione o un'altra, non saremo quest'anno.

Lucas Castro, 23 anni, al secondo gol in Italia: il suo 3-1 chiude la gara.

11 novembre 2012

Presi a pallonate.


Niente da fare: tanti cambiamenti ed una trasferta lontana non sono serviti a rimettere a posto la Samp di Ciro Ferrara. I blucerchiati perdono anche a Palermo ed incamerano la settima sconfitta consecutiva: un dramma. Adesso è difficile anche pensare ad una soluzione, sopratutto pensando al fatto che a decidere la gara di oggi è stato un "ragazzino" del '93, Paulo Dybala, alla sua sesta presenza in Serie A. Il derby è vicino ed il risultato da ottenere a tutti i costi non aiuta a pensare positivo.

Jonathan Rossini, 23 anni, ha avuto una brutta prestazione oggi al Renzo Barbera.

Le novità si sprecano in casa Samp: Ferrara, confermato nonostante la striscia negativa, decide di cambiare. Niente più 4-3-3 mascherato, ma un 4-4-2; peccato che anche quest'ultimo schieramento sia un bluff, con i blucerchiati disposti con cinque centrocampisti ed il solo Eder davanti. I quattro centrali compongono la difesa, con De Silvestri bocciato dopo la gara con l'Atalanta e Mustafi sulla destra. Poulsen viene re-inserito, ma come esterno di centrocampo. Il Palermo è forzato alla sostituzione di Miccoli: il capitano rosanero, infatti, è vittima di uno stiramento ed è costretto a saltare la partita odierna. Al suo posto, dentro Paulo Dybala, giovane pupillo di Zamparini; ad accompagnarlo, Ilicic e Brienza sul fronte offensivo.
Pronti, via e la Samp rischia subito: Rossini prende un'altra giostra da Dybala ed il numero 9 rosanero impegna severamente Romero. Purtroppo, è il preambolo ad un dominio totale da parte dei padroni di casa; difatti, i blucerchiati sono quasi inesistenti a causa di uno schieramento troppo coperto e rinunciatario. Infatti, il massimo creato nel primo tempo dagli ospiti è un tiro poco convincente di Eder a lato della porta di Ujkani; da quel momento, la Samp scompare per un tempo.
Invece, il Palermo non esita ad affondare nella difesa sampdoriana: Brienza salta Mustafi al 14' e mette in mezzo un ottimo pallone, ma Ilicic spara alto da due passi. Da lì, la partita perde vivacità, lasciando la Samp libera di impostare, sebbene non riesca a concretizzare nulla negli ultimi 25 metri. Se i blucerchiati danno un contributo alla partita, è negativo: Eder sfugge alla difesa di casa al 28', salta un paio di difensori, poi simula una brutta caduta e si becca un sacrosanto giallo. A parti invertite, avremmo gridato alla squalifica.
Passato un quarto d'ora di nulla, il Palermo torna a spingere: al 30', Ilicic serve Dybala a porta spalancata, ma l'argentino spara fuori. Un duello che si ripete fino alla fine del primo tempo, quando il talentino palermitano sfida ancora Romero da fuori, costringendolo ad una facile parata. Il registro non cambia nel finale di prima frazione: prima Barreto approfitta di una sgroppata di Dybala e spara addosso al portiere blucerchiato, poi è lo stesso attaccante rosanero a dare una giostra a Gastaldello e Rossini, prima che Romero neutralizzi miracolosamente la sua fantastica azione. Finisce 0-0, ma alla fine del primo tempo il risultato sembra tutto tranne che meritato. E la Samp cambia poco nella ripresa, mettendo Estigarribia per Poulsen, sebbene il danese non fosse apparso tra i peggiori del primo tempo.
Il calcio è enigmatico e lo sappiamo. Il Palermo bombarda la porta sampdoriana per tutti i primi 45' e non segna; al primo tiro della ripresa, i rosanero passano. Al 51' Brienza lavora un buon pallone e serve in area Dybala, dimenticato dalla coppia di centrali blucerchiati; un sinistro all'incrocio firma il suo primo gol in Serie A. Una volta in svantaggio, Ferrara decide che è ora di sbilanciarsi, mettendo Icardi per un pessimo Soriano e passando ad un più comune e spregiudicato 4-4-2. I risultati, seppur su calcio da fermo, non tardano ad arrivare: tra il 62' ed il 65', Maresca ed Eder provano ad impensiere gli avversari. 
Ma quando pare girare molto per il meglio, il Palermo raddoppia: è ancora Brienza a cercare Dybala sulla linea del fuorigioco, grazie a Rossini, che tiene tutti in gioco. Il numero 9 avversario prende la mira e Romero stavolta non può nulla: 2-0 e la partita è praticamente chiusa. Se il finale ha poco da raccontare, Icardi prova a scaldare i guanti ad Ujkani, con una bella conclusione al 76'; peccato che il contributo dell'argentino non basti a ribaltare la gara. Anzi, è Dybala nel finale a sfiorare la tripletta su rinvio di Ujkani (!), che lo serve in contropiede, ma Romero neutralizza per l'ennesima volta il numero 9 avversario.
Il tentativo finale di Juan Antonio dalla distanza (entrato a 10' dalla fine per Rossini) è solo il sipario ad una delle più brutte prestazioni della Samp di Ferrara; azzarderei la più brutta di sempre, ma è passato talmente tanto tempo dall'ultima buona uscita della Samp che faccio fatica a cogliere la differenza. 

Paulo Dybala, 19 anni: oggi ha trovato i suoi primi due gol in Serie A.

Romero 7 | Decisamente il migliore: l' "arquero" della nazionale argentina torna a buoni livelli ed impedisce alla Samp di subire un passivo decisamente più ampio.
Mustafi 6 | Uno dei pochi da sufficienza passabile: il tedesco è un centrale difensivo, eppure - tunnel di Brienza a parte - si disimpegna bene in un ruolo non suo. In attesa del rientro di De Silvestri, è meglio farci un pensierino. Anche per il derby, se lo svizzero non dovesse recuperare.
Gastaldello 5.5 | Malino anche il capitano: sul gol dell'1-0 si perde Dybala in un fazzoletto in collaborazione con Costa.
Rossini 4 | Una giornata così brutta non l'avevamo mai vista da parte del centrale svizzero. Con l'Atalanta mi ero sbilanciato e l'avevo definita la sua peggior partita in maglia blucerchiata: sono costretto a smentirmi una settimana dopo.. tiene tutti in gioco sul 2-0 e Dybala non gli fa vedere palla una volta.
Costa 4.5 | Ecco un altro che, in un momento come questo, farebbe meglio a concedersi qualche turno di riposo. Al di là della prestazione tecnica, con Ilicic che lo mette raramente in difficoltà, l'ex Reggina trova il tempo di accendere anche qualche scintilla con Kurtic e Morganella, rischiando la prova-tv. Come se non fossero già bastate le diverse giornate di squalifica accumulate..
Maresca 5 | Su punizione cerca il gol del pareggio, ma non è la giornata fortunata.
Obiang 5 | Male anche lui, sopratutto nel primo tempo: recupera tanti palloni, ma ne sbaglia altrettanti.
Munari 5 | Messo sulla fascia, il buon Gianni fa ciò che può: quasi nulla. Santiago Garcia non lo deve marcare una volta.
Poulsen 5.5 | Uno dei "meno peggio" nella prima frazione, viene inspiegabilmente sostituito nell'intervallo: non stava brillando, ma senza compiti difensivi stava mostrando una versione migliore di se stesso. Ciò nonostante, Ferrara lo boccia per l'ennesima volta e lo toglie nell'intervallo. A cosa è servito acquistarlo se gioca così poco? E perché il tecnico ha avallato un acquisto del genere?
Soriano 4 | Il cuore direbbe di mettergli un "senza voto", perché il Soriano visto oggi non meriterebbe neanche la pagella: pasticcione, inconcludente e fuori ruolo. Un centrocampista centrale messo da seconda punta ancora mancava alla lista di atrocità calcistiche compiute dall'allenatore della Sampdoria. Certo, il talento ex Bayern ci mette di tutto per farsi voler male.
Eder 5 | Uno dei due tiri in porta della Samp è suo. Poi basta. Essendo fuori ruolo e non appoggiato adeguatamente dal resto della squadra, è lasciato nella morsa di Von Bergen e Donati senza chance. La sua simulazione nel primo tempo è un esempio di come la squadra sia senza testa o bussola.

Estigarribia 5 | Evita l'insufficienza grave, sono passi avanti. Ci si chiede perché in una gara di ripartenze non sia partito titolare.
Icardi 6 | Anche oggi uno dei pochi a salvarsi: scalda i guantoni ad Ujkani, ma vedo poco la palla. Dall'altra parte Dybala gioca e segna, dalla nostra Ferrara lo tiene bello caldo in panchina finché non è in svantaggio.
Juan Antonio s.v. | Dieci minuti sono pochi per giudicarlo, sopratutto a partita finita. Ma forse, con questa pochezza in campo, sarebbe ora di rischiarlo.

Adesso ci sarà il derby, forse il più tragico che la Lanterna ricordi da anni a questa parte: le due squadre vi arrivano in condizioni pessime, ma la Samp non può più raschiare il fondo del barile. Il Genoa, oggi, ha perlomeno dato un segno di vita contro il Napoli, pur perdendo: per trovare due gol su azione della Samp bisogna risalire fino a fine Settembre. Pare un'eternità. Eppure questo derby bisogna vincerlo; perché se una mazzata contro il Palermo penultimo in classifica fa male, non voglio immaginare quale danno sarebbe perdere contro la terz'ultima, per giunta tua rivale cittadina. Insomma, la Samp è tutta nell'immagine della pallonata presa da Ferrara verso la fine del primo tempo: una squadra senza grinta, con idee del tutto incomprensibili e in difficoltà nel cambiare rotta. Non vorrei che esser presi a pallonate diventasse un vizio.

Enzo Maresca, 32 anni, e Daniele Gastaldello, 29: simboli di una Samp in difficoltà.

05 novembre 2012

Sei sconfitte in cerca d'autore.

Senza identità, con poco gioco ed impauriti; tutto ciò nonostante si giocasse a Marassi. Eppure non si riesce ad identificare bene il colpevole. E' questa la fotografia che restituisce il match di oggi tra la Samp e l'Atalanta, conclusosi con la vittoria dei bergamaschi. Un 2-1 che rispecchia esattamente la differenza tra le due squadre: gli ospiti, attenti e veloci, hanno punto i blucerchiati molte volte ed è stato un bene arrivare fino alla fine con la speranza della rimonta. Per quanto riguarda il Doria, c'è poco da dire: il gioco latita, le giocate individuali non bastano a portare a casa punti e si è arrivati alla sesta sconfitta consecutiva. E nonostante questo poco invidiabile record, la società ha confermato Ferrara. Non sappiamo a quale titolo o fino a quando la corda potrà essere tirata, ma il tecnico rimane sulla panchina della Samp. E allora meglio rivedere ciò che è successo ieri a Marassi.

Ciro Ferrara, 45 anni: riconfermato, ma sempre più in bilico.

I blucerchiati si presentano senza Costa e Munari squalificati, Berardi e Krsticic infortunati. Allora Ferrara opta per De Silvestri titolare sulla corsia destra di difesa e Soriano in campo dal 1' insieme a Maresca e Poli, lasciando Obiang in panca. La scelta più sorprendente è però per il ruolo di terzino sinistro, dove compare Paolo Castellini; l'impressione è che sia la bocciatura definitiva per Simon Poulsen. Nonostante il tecnico abbia scelto il danese insieme alla società. L'Atalanta, invece, si presenta con il solito schieramento arcigno, con Moralez in appoggio a Denis, accompagnati da Bonaventura e Schelotto sulle fasce.
Neanche il tempo di disporsi in campo ed i bergamaschi passano in vantaggio: bell'uno-due tra Raimondi e Moralez, Castellini non segue il numero 77 ospite, che così può mettere in mezzo. Tra Romero che non esce ed un De Silvestri poco efficace, spunta Bonaventura, che porta in vantaggio la Dea in vantaggio. Uno shock, non che un carico da 90 sul già pesante equilibrio psicologico che regna in casa Samp.
Si spera in una reazione, ma i blucerchiati non riescono a creare occasioni particolarmente pericolose dalle parti di Consigli; anzi, è l'Atalanta che continua ad attaccare con ripartenze veloci e ficcanti. Al 16' è Denis, dopo un ottimo scambio tra Moralez e Schelotto, a ritrovarsi in area da solo: fortuanatamente, l'argentino spara sul palo e Romero può raccogliere il pallone nelle sue mani. La Samp intervalla con un tiro di Maxi Lopez fuori di poco e coglie al 25' la traversa con Maresca, bravo ad incornare su calcio d'angolo anticipando Raimondi. Purtroppo sono episodi che hanno ben poco a vedere con l'andamento del gioco, il cui pallino è pienamente in mano agli ospiti.
Arriva anche il 2-0 al 30' per mano di Denis, se non fosse che il guardalinee ci grazia, segnalando un fuorigioco che non c'è; è Rossini, infatti, a tenere in gioco il centravanti atalantino su assist di Schelotto. Il primo tempo si chiude mestamente con un dominio degli ospiti, che sfiorano ancora il 2-0 con Manfredini su calcio d'angolo ed impensieriscono Romero con un destro smorzato di Denis. Per la Samp, l'elettroencefalogramma è piatto. Nonostante un episodio discusso in area (trattenuta di Carmona su Eder) che avrebbe potuto sfociare in un rigore, la situazione è preoccupante e l'Atalanta sembra il Barcellona. Si spera che nella seconda frazione qualcosa cambi, ma in realtà è sempre la "Dea" ad avere il controllo effettivo della gara. E' ancora Denis a sfiorare due volte il raddoppio: prima si fa beffe di Rossini e spara a lato di fronte a Romero, poi devia alta una sponda di Manfredini sugli sviluppi di un angolo.
Quando la Samp è appesa sul filo del precipizio, ci pensa "il capo" a tirarla fuori dai guai con una magia. Dopo un bel destro di Soriano respinto da Consigli, è infatti Enzo Maresca a fare il numero della domenica, se non della stagione: una rovesciata magnifica che consegna il pareggio al Doria. Sicuramente immeritato, ma il calcio vive di episodi e, per una volta, questi sembrano sorridere ai padroni di casa. La Samp sembra essersi tirata su, ma è un'impressione temporanea: basta poco a Cigarini per mettere ancora paura a Romero, grazie ad un sinistro dal limite dell'area che finisce di poco a lato dalla porta sampdoriana.
I cambi non fanno che dare nuova linfa ai padroni di casa: fuori Poli e Maresca (forse stanchi?), dentro Obiang e Tissone. Sopratutto lo spagnolo riesce a dare qualcosa nell'ultima mezz'ora. Ma l'inerzia è sempre in mano agli ospiti ed entra anche De Luca, che con noi ci vede benissimo. Infatti all'ex Varese bastano 10 minuti per trovare il gol del 2-1: lancio perfetto di Moralez per Denis, con Rossini che lo tiene in gioco. A quel punto, il numero 19 avversario scarica per il giovane attaccante, che porta in vantaggio l'Atalanta. E' il terzo gol di De Luca nelle cinque partite giocate contro la Samp: chiamarla "bestia nera" pare quasi riduttivo..
Le colpe vanno sopratutto assegnate a Jonathan Rossini, reo di aver lasciato tutti in linea quando il resto delal difesa era salito. Nel finale entra Icardi per Estigarribia, sebbene Poulsen avesse tolto il giaccone pochi istanti prima del gol di De Luca. Insomma, Ferrara avrebbe voluto difendere il risultato, dimostrando poco acume tattico e sopratutto una paura enorme nel giocarsi la partita. L'argentino tira fuori qualche numero importante, sebbene sia sacrificato a giocare da esterno d'attacco. All'85' colpisce di testa e mette in difficoltà Consigli; qualche minuto dopo ha un'occasione clamorosa a Consigli battuto, ma il suo sinistro a botta sicura viene spazzato sulla linea da Stendardo. E' il sipario che cala sulla sesta (!) sconfitta consecutiva, un record negativo eguagliato da questa Samp, in comune con quello collezionato nelle stagioni 1955/1956 e 2005/2006. Insomma, non c'è da star tranquilli. Ed il risultato è forse anche troppo stretto all'Atalanta, squadra quadrata e che gioca a memoria da un paio d'anni.

Giuseppe De Luca, 21 anni, al terzo gol in cinque gare contro la Samp.

Romero 5.5 | Anche oggi non impeccabile, sopratutto nell'occasione del primo gol atalantino: un'uscita non sarebbe stata male.
De Silvestri 4.5 | Assolutamente nullo. Davanti non crea problemi a Peluso, che anzi ha la possibilità di spingere ogni tanto. Dietro è un disastro: mezzo gol di Bonaventura è suo, perché se Romero non esce, lui si fa uccellare in maniera inguardabile.
Rossini 4.5 | La peggior partita con la maglia blucerchiata. Prende diverse giostre da Denis e tiene in gioco l'argentino sull'azione del 2-1. Forse un turno in panchina gli sarebbe salutare. Inoltre, tiene in gioco il centravanti avversario anche sul gol (ingiustamente) annullato all'Atalanta nel primo tempo.
Gastaldello 5.5 | Niente di che, non fa certo peggio del suo compagno di reparto.
Castellini 5 | Non si capisce bene che contributo possa dare rispetto a Costa o Poulsen. Infatti si perde Raimondi sull'occasione che porta il primo vantaggio ospite. Davanti non mette un cross degno di questo nome.
Maresca 6.5 | Lento e magari impacciato, ha poca resistenza atletica e Ferrara è spesso costretto a sostituirlo prima. Ma quei 60' sono ancora la cosa migliore a cui la Samp si possa aggrappare: insieme a Icardi, è l'unico a creare qualche occasione da gol. Inoltre, il numero 6 segna una rete da cineteca, che da sola vale mezzo voto in più.
Poli 6.5 | Anche lui bene, la sua dinamicità è l'unica cosa che tiene viva la squadra nel primo tempo. Poi viene sostituito per la terza volta di fila in una settimana.
Soriano 5.5 | Sufficiente come al solito, almeno si rende utile partecipando all'azione del pareggio.
Estigarribia 4.5 | Le parole sono vane quando le prestazioni del paraguaiano sono queste.
Eder 5.5 | Non entusiasmante neanche lui. Se anche il brasiliano comincia ad avere qualche problema, forse è il caso di rivedere qualche tattica di gioco.
Maxi Lopez 5 | C'è poco o nulla da raccontare della sua gara: Manfredini lo fa sembrare un pivello alle prime armi. Che la "gallina d'oro" non luccichi più come prima?

Obiang 6.5 | Entra e regala sprazzi di gioco. Quelli che aveva fornito Maresca fino ad allora; speriamo rientri a pieno regime il prima possibile, ne abbiamo bisogno.
Tissone 5 | Il suo rendimento non cambia nulla nella gara della Samp.
Icardi 7 | Ancora una volta entra a 10' dalla fine, con il compito di salvare chissà cosa. Per altro, non si era neanche scaldato. Eppure l'ex Barca sfiora due volte il pareggio e dà la profondità che Maxi non era riuscito a fornire fino ad allora. Che Palermo possa rappresentare la sua prima da titolare?

Intanto, nonostante sei sconfitte consecutive, Edoardo Garrone ha riconfermato Ferrara, puntando sul progetto iniziato a Luglio. Viene da chiedersi quale progetto ci potrebbe mai essere con un gioco così, con un allenatore che stava mettendo Poulsen per difendere l'1-1 e poi, dopo il gol di De Luca, ha inserito Icardi senza riscaldamento e da attaccante esterno. Le prospettive sembrano grame e la trasferta di Palermo di domenica prossima è un'ultima spiaggia, almeno mentalmente. E' vero che sei sconfitte sono tante, ma perdere contro questo Palermo (probabilmente senza Miccoli) sarebbe una mazzata più grande di questa serie negativa. E la settimana successiva alla trasferta del Barbera ci sarà uno dei derby più tragici della storia di Genova, visto il rendimento dei cugini. Insomma, si spera che Ferrara studi qualche soluzione alternativa, come un 3-5-2: magari con Mustafi nei tre centrali, Estigarribia e Poulsen sulle fasce (questo De Silvestri non è proponibile), Maresca, Poli e Obiang al centro e Icardi titolare con Eder. Sono tempi disperati, sopratutto perché non si sa bene cosa ci sia che non vada, allenatore a parte. Non sono uno di quelli che pensa che questa squadra sia inadatta alla Serie A: ci sono giocatori da rivalutare o buchi da sistemare, ma nulla di irremediabile. Questa Samp è migliore di quella degli ultimi due anni, così come è migliore di quella che Novellino guidò alla stessa striscia negativa sei anni fa. E allora queste sei sconfitte sono in cerca d'autore, anche se Ferrara sa di essere l'indiziato numero uno.

Romero, 25 anni, e Gastaldello, 29, a terra: la Samp è alla sesta sconfitta consecutiva.

10 marzo 2012

Occasione persa.

Nonostante gli splendidi e numerosi tifosi giunti fino a Modena per tifare, la Samp non riesce a tirar fuori la vittoria dal cilindro e guadagna un solo punto nella corsa ai playoff, vista la sconfitta del Varese. Nella classica partita che potrebbe essere decisa da un episodio, i blucerchiati non combinano granché in fase realizzativa, nonostante un possesso palla superiore all'avversario per qualità e tempistica. E pensare che ci si sperava, nella vittoria in terra emiliana, per dare una sferzata decisiva alla rincorsa per la Serie A.

Iachini cambia parecchio rispetto al recupero con l'Empoli: si presenta a sorpresa con un 3-4-1-2 di atzoriana memoria che porta in campo Costa, Rispoli, Renan e Foggia al posto di Obiang, Soriano, Berardi e Juan Antonio. Solita fisionomia per il temibile Sassuolo dell'ex Fulvio Pea, che non gioca un calcio spettacolare e a che fare con i problemi d'inserimento nel modulo per Simone Missiroli, ex Reggina ed acquisto più costoso dell'intera storia della società neroverde. Attenzione, come al solito, ad un Sansone in grande forma. 
La Samp gioca i primi 15' a tutta, mettendo sotto l'avversario sul piano del palleggio, pur non creando occasioni enormi, se non un tiro di Pozzi rimpallato. Poi è il Sassuolo a venire fuori alla distanza, con poco possesso palla, ma scambi veloci, che portano ad una doppia occasione per Gazzola e ad un sinistro ravvicinato di Sansone, deviato con i piedi da Romero in calcio d'angolo. I blucerchiati riusciranno solo verso la fine ad uscire nuovamente dal proprio guscio, rimanendo però incapaci di creare grosse occasioni.
Nel secondo tempo, parte benissimo il Sassuolo, che sfiora con Missiroli il gol del vantaggio: ma il numero 70 sbuccia l'impatto con il pallone e quest'ultimo termina lontano dalla porta di Romero. Poi Eder s'innesca e mette paura a Pomini, con un bel destro respinto dal portiere emiliano. Nel finale, sono Donazzan per i neroverdi e Pellè (con un timido colpo di testa, anche troppo..) per i blucerchiati a sfiorare il colpaccio. Ma sostanzialmente, il pareggio è giusto: la Samp ha avuto un miglior giro palla, il Sassuolo le migliori occasioni. A Pea sta bene così, meno a Iachini, espulso anche questa volta e che possiamo ormai definire un "Cassano" degli allenatori, alla minima intemperanza viene ormai cacciato automaticamente.

Romero 6.5 | Altra partita diligente: non ha molto da fare, ma chiude bene su Donazzan, Gazzola e Sansone.
Costa 6- | Benino, certo il Costa d'inizio campionato era un'altra cosa..
Gastaldello 6.5 | Tutto sommato, non ha problemi.
Rossini 6.5 | Vedi Gastaldello, con tanto di due salvataggi sulla linea. Anche se, nel finale contro Boayke, corre dei pericoli.
Laczko 6.5 | Solite sgroppate, Gazzola non arriva quasi mai sul fondo, mentre lui - sopratutto nel secondo tempo - macina chilometri.
Rispoli 5.5 | Primo tempo senza infamia né lode, poi l'infamia arriva quando sbaglia un cross facile facile dentro l'area ad inizio secondo tempo; dalle sue parti, Bianchi fa come vuole.
Renan 4.5 | Il peggiore di oggi: il gioco di prima non lo conosce.
Munari 6- | Sufficienza di stima, meno dinamico del solito, ma cuce quanto può la manovra.
Foggia 5 | Bravissimo nel saltare l'uomo, ma per saltarne 4-5 ce ne vuole e lui non è Messi; di passaggi per gli attaccanti, neanche uno. Continua questa leggenda del farlo giocare trequartista.
Eder 6 | Si crea da solo l'unico tiro veramente pericoloso di tutta la partita: speriamo segni il prima possibile.
Pozzi 6 | Si fa un gran mazzo, maree di sponde, ma i centrocampisti non salgono mai..

Pellé 6 | Si fa apprezzare per molte sponde, una grossa fisicità ed un quasi rigore non fischiato dall'arbitro, che causa la cacciata di Iachini. Ci voleva più cattiveria su quel colpo di testa finale..
Juan Antonio 5 | Ancora niente: il ragazzo non sembra continuo.
Semioli s.v. | Bentornato Franco: mette il cross che Pellé spreca in maniera troppo morbida. 


Stavolta, voglio lanciarmi in dei complimenti a Iachini: è vero che il Sassuolo non gioca un calcio spettacolare e contenere una squadra che gioca con 9 giocatori dietro la linea della palla non è particolarmente difficile, ma la mossa di presentare uno schieramento speculare a quello di Pea ha funzionato, almeno dietro. Davanti, polveri bagnate: Eder e Pozzi non hanno visto un pallone, confermando che sia Foggia che Juan Antonio non sembrano molto continui nel fare il loro lavoro, ovvero quello di smerciare palloni alle due punte. Solo quando si è potuto contare sulla fisicità e sull'altezza di un discreto Pellé, Foggia si è lanciato in palloni alti prima di uscire. L'argentino, invece, continua ad andare a folate, ma a non essere molto determinante.

Ora ci aspetta una serie di partite molto importanti: infilassimo un altro filotto, ci sarebbe ancora qualche mini speranza per i playoff: l'Ascoli a Marassi (ancora riecheggia la frase di Castori: "banda di morti viventi"), la trasferta al Tombolato di Cittadella e di nuovo a Genova per ospitare la Nocerina (che, oggi, ha rivinto dopo una marea di turni.. l'ultima vittoria qual'era stata? Quella contro di noi..), tutte squadre che cercano di evitare la retrocessione in Lega Pro.
Dobbiamo assolutamente continuare a spingere, altrimenti ci sarà solo da mangiarsi le mani, non solo per un girone d'andata fallimentare, ma anche per uno di ritorno non sfruttato a pieno.


Renan Garcia, 26 anni, al tiro contrastato da Consolini: non un gran match per lui.

20 dicembre 2011

Non è un film.

Questa Sampdoria targata 2011 è sorprendente. Tu, da tifoso medio quale sei, attaccato ai tuoi colori, pensi che il fondo sia stato non solo toccato, ma ampiamente raschiato. Limitiamoci ad eventi recenti: pensi che perdere a Nocera, pareggiare con il Modena, la partita contro la Juve Stabia siano esempi di come il barile sia stato bucato a forza di raschiarlo. No, no, no: la Samp ti sorprende e tira fuori contro un Pescara battagliero, ma meno in forma di prima (ho visto fare cose agli abruzzesi ad inizio campionato molto più straordinarie), una delle peggiori prestazioni di tutto il campionato. Il tifoso sampdoriano forse si aspettava la sconfitta a Pescara, ma non così, non senza fare un tiro in porta contro una delle difese più bucate della B, non con un centrocampo che - sopratutto nei primi 45' - non ha idea di cosa fare con il pallone. Persino Foggia sembra essersi "mediocrizzato" nell'ambiente blucerchiato: da che faceva magie, adesso non riesce neanche a fare le cose semplici e sembra un pivello anche di fronte al feroce Verratti (classe '92, ne farà di strada) nell'occasione dell'1-0, quando si lamenta per un presunto fallo e lascia andare il suo avversario serenamente in porta.

Ogni tanto ti dici che non è vero. Che è tutto un sogno. Che sei ancora al minuto 92 di Sampdoria-Werder Brema e l'arbitro sta per fischiare la fine. Che l'assegnazione della Rete d'Argento del Club de Paoli ancora non è arrivata. Che ieri te la sei giocata a S. Siro contro i campioni d'Italia. Che sei a meno due dalla Champions, nonostante Cassano sia ai margini della rosa. Niente, non è così. Sei in B, nel campionato più mediocre della sua storia, un campionato che dovevi stravincere e che invece guardi dal tuo "onorevole" 10° posto, con 26 punti in 20 partite (una media da salvezza stentata nella serie cadetta). Intendiamoci, se questa squadra fosse veramente capace di cambiare rotta (cosa che ha dimostrato ampiamente di NON saper fare, almeno non con i suoi uomini più rappresentativi), una speranza ci sarebbe ancora almeno per la corsa playoff. La Reggina è a quattro punti, non un'eternità: una squadra con carattere si rimboccherebbe le maniche e ribalterebbe la situazione. Ma siccome questo non è un film, la Samp non vince dal 1° Novembre, sono passate sette giornate, con cinque pareggi e due sconfitte di misura. Forse qualcuno, in animo suo, arriva persino a rimpiangere Atzori.

Sulla partita di oggi c'è poco da dire. Il Pescara ha strameritato di vincere, con anche un gol annullato ad Immobile. Mi viene da dire che non è stato un signor Pescara (di quelli che sei abituato a vedere con Zeman), ma è bastata l'ordinaria amministrazione per metterci sotto. Davanti ed in mezzo elettroencefalogramma piatto più che mai: Palombo bastonato da Togni, Foggia battuto da Verratti per voglia e persino per semplicità delle giocate, Rispoli e Castellini inferiori anni luce agli operai tuttofare Balzano e Zanon. Gli unici pericoli per Anania sono arrivati da tiri o cross deviati, ma l'unico tiro nella porta del Pescara è stato quello di Piovaccari al 10' del 1°T. Se non ve lo ricordate, questo dovrebbe far riflettere sulla caratura delle occasioni create dalla Samp oggi.

Uno allora si guarda intorno e dice: cosa si può fare? L'opinione personale è: niente. Parlo molto razionalmente e dico che c'è poco da fare: quest'anno ci sono stati due d.s., quattro allenatori e decine di giocatori diverse. Il problema sembra tecnico, ma sopratutto mentale e motivazionale; ho già detto che la colpa non può essere additata ai tifosi (presenti anche a Pescara), splendidi e sempre vicino alla squadra (anche se quest'anno si sono registrati alcuni episodi contestabili, figli di una situazione purtroppo insostenibile). E' come se quest'ambiente fosse scarico, è come se lo spettro della retrocessione aleggiasse negli spogliatoi ed avesse contagiato, dopo le prime uscite perlomeno decenti, anche i nuovi. Purtroppo, succede quando tieni coloro che ti hanno fatto retrocedere anche l'anno dopo.
Il dovere di crederci è della società, non mio. Io continuerò a tifare la Samp come sempre, a viverla con tanta passione ed affetto, ma accendo anche il cervello e mi dico che non saranno un paio di giocatori a cambiare una situazione che va avanti da poco più di un anno.

Da Costa 6 | Il ragazzo compie un paio d'errori, ma non si disimpegna male. Fa il suo e prova a fermare tutto quelli che gli si parano davanti: grande la respinta su Immobile all'ultimo secondo.
Rispoli 5 | Una media tra il 4 per la fase difensiva ed i suoi piedi ed il 6 per le proiezioni in velocità. Faccio fatica a ricordare, in 16 anni da tifoso sampdoriano, un terzino più scarso di lui. Penso che il fantasma di Cleto Polonia abbia fornito prestazioni più edificanti con la maglia blucerchiata.
Rossini 6,5 | Ancora una volta, il migliore. Alza la testa, ha dei buoni fondamentali, ma sopratutto - passatemi il termine - ha le palle di fare i passaggi più rischiosi, seppur con intelligenza.
Volta 5,5 | Soffre Immobile, che è tutto tranne che fermo, al contrario suo.
Castellini 4,5 | Non c'era mancato, devo essere sincero. Sansovini dalle sue parti non crea tantissimo, ma sul gol se lo perde e non va mai in proiezione offensiva.
Palombo 4 | Se qualcuno aveva ancora dubbi di tipo tecnico sul cederlo, eccovi serviti. Capisco l'affetto e capisco che la famiglia Garrone non lo sta trattando in maniera corretta, ma - per quanto concerne il campo - è inguardabile.
Dessena 4 | Anche la sua presenza è un mistero. Non dà assolutamente nulla di più. Koman, con la sola forza dell'alito, produrrebbe più pericoli.
Soriano 6 | Si fa vedere, fa le cose semplici e giuste. E gioca solo perché manca Bentivoglio. Se non sono questi segni di confusione..
Foggia 4,5 | Il brutto voto se lo becca anche lui oggi. S'intestardisce nel dribbling contro due che lo pressano sempre, sbaglia tante cose semplici, ma sopratutto - nell'occasione dell'1-0 - piange troppo. Verratti gli sfila il pallone con grinta, ma lui - invece di corrergli dietro, mordendogli le caviglie - si lamenta. Ecco, se anche lui diventa così, è il caso di farsi due domande. Nel finale fa lo stesso errore, fortunatamente Immobile si mangia l'ennesimo gol della serata.
Bertani 4 | In palese condizione scadente. Ormai le sue pagelle sono ripetitive.
Piovaccari 4 | Ha sbagliato tutti gli stop, non pensavo fosse possibile. Il ragazzo è chiaramente poco interessato a darsi da fare per la Sampdoria.


Obiang 5 | Brutto voto pure per lui stasera: entra male, sbaglia parecchi lanci lunghi, ma almeno è più intraprendente del capitano.
Koman 6- | Si vede pochissimo, la palla dalle sue parti non arriva mai, quel poco che fa è un qualche cosa di associabile a questo gioco chiamato calcio.
Fornaroli s.v. | Onestamente, in 5 minuti cosa può fare, se nei primi 85 non ha ancora tirato nessuno?

Speriamo sia un film. E speriamo anche che ci sia un "happy ending" alla fine.



Daniele Dessena, 25 anni, rincorre Lorenzo Insigne, 20 anni.