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20 ottobre 2014

Due palle così.

Spiace essere così rudi in un articolo di calcio, ma alla Samp ieri sono mancate le palle. Precisamente due. Quelle che i blucerchiati avevano tramutato in gol nel primo tempo - Gabbiadini e Obiang i marcatori - e quelle trasformate in gol dal Cagliari nella ripresa. Quelle sprecate su altrettante e clamorose occasioni da gol, che avrebbero chiusa la gara. Quelle che sembrano mancare a un gruppo così giovane per veleggiare in alta classifica con consapevolezza dei propri mezzi.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, molto deluso dopo il pari di Cagliari.

La sensazione - dopo il 2-2 di Cagliari - è proprio questa. Tanto che Mihajlovic non ha nascosto la propria delusione per il risultato. I blucerchiati al Sant'Elia devono rinunciare a Regini e Romagnoli: il primo fuori fino a mese, il secondo acciaccato dopo il passaggio in Under 21. All'ultimo momento, anche Soriano è out e al suo posto esordisce Duncan dal primo minuto. Davanti confermato il solito tridente. Per i padroni di casa modulo speculare, ma diverso è il modo di interpretare il calcio. Manca il capitano Daniele Conti , davanti i pericoli sono Sau e Ibarbo. Dopo un colpo di testa debole di Dessena, Gabbiadini scalda le mani a Cragno con un destro, parato facilmente dal portiere rossoblu. Al 21' un altro problema per Mihajlovic: Viviano passa il pallone a un compagno e si tocca il ginocchio. L'ex Arsenal è costretto a uscire, lasciando spazio a Romero: incredibile come  l'argentino sia passato dall'addio a giocare nuovamente con la maglia della Samp. Intanto, però, l'argentino vede subito sfilare a poco dal suo palo il colpo di testa di Ibarbo.
Fortunatamente la Samp passa un minuto dopo: punizione dal limite di Palombo, scavetto per l'inserimento di Gabbiadini e il numero 11 del Doria batte Cragno in uscita. L'1-0 giunge a sorpresa e spacca la partita: il Cagliari, già timoroso, spinge di meno. La Samp ci riprova con Okaka, ma l'attaccante viene anticipato da Cragno sul cross di Gabbiadini. Tuttavia è il preludio al 2-0: sponda di De Silvestri su rinvio di Romero, Obiang prende il pallone e arriva ai 20 metri, da dove spara un gran sinistro all'angolo per il 2-0. Il primo tempo si conclude con questo risultato, che issa la Samp a -2 dalla Juve.
La ripresa continua sulla stessa falsariga dei primi 45': il Cagliari ci prova, ma senza convinzione. I blucerchiati hanno subito la palla del 3-0: Gabbiadini coglie il palo da pochi metri, sulla ribattuta né Eder né Okaka sono abbastanza decisi da riuscire a mettere dentro il terzo gol. Probabilmente lì si decide la gara: anche in eventuale inferiorità numerica, il 3-0 sarebbe stato un bel bottino da gestire. Invece, dieci minuti più tardi, Cacciatore commette un'ingenuità: su passaggio dalle retrovie, ha un'esitazione e lascia passare il pallone. A quel punto, sia la sfera che Ibarbo sono irraggiungibili per il terzino della Samp. L'ex Hellas ha due scelte possibili: lasciar tirare il colombiano o atterrarlo, pur avendo già un giallo sul groppone. Cacciatore sceglie la seconda alternativa: rosso e rigore sono inevitabile. E il Doria rovina la gara con una mossa da principianti. Sul rigore, Avelar è perfetto: Romero intuisce, ma il pallone è calciato benissimo.
Da quel momento, la Samp si chiude e prova a tenere il vantaggio, non creando quasi nulla. Tanti i cartellini (manca un rosso ad Avelar per un intervento brutto su Palombo), poche le occasioni del Cagliari. I sardi premono, ma creano un paio di occasioni al massimo. Romero fa un miracolo a una mano su Pisano, ma è Sau a pareggiare al 76'. Su una palla messa rasoterra in area dal solito Avelar, l'ex Juve Stabia controlla e riesce a calciare. Forse Silvestre e in generale la difesa potevano chiudere meglio. I padroni di casa spingono, ma non creano più nulla. Invece, è la Samp a mangiarsi il 3-2: su perfetto cross di Obiang, Mesbah - avanzato a centrocampo - manca la porta e aumenta i rimpianti di Mihajlovic. Finisce 2-2, ma sono due punti buttati.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, a segno per la quarta volta quest'anno in A.

Viviano 6 - Finché è in campo, è attento ai rossoblu. Poi il ginocchio fa gli scherzi ed è costretto a uscire.
De Silvestri 6.5 - Molto bene sulla fascia: Cossu non appare mai pericoloso e mette lo zampino sul 2-0 di Obiang.
Silvestre 5.5 - Il gol del 2-2 di Sau è sulla sua coscienza: è vicino all'attaccante sardo, ma lo lascia stoppare e tirare nel giro di pochi secondi. Peccato, altrimenti sarebbe stata l'ennesima prestazione sufficiente.
Gastaldello 6 - Senza grossi problemi il suo rientro.
Cacciatore 4 - Se nel primo tempo commette una vaccata, comunque i primi 45' sono buoni. Poi l'episodio del rigore non può che esser tutto sulle sue spalle. Meglio lasciare tirare Ibarbo che rimanere in inferiorità numerica.
Duncan 6 - Meglio nella ripresa, qunado esce fuori nelle difficoltà e si sacrifica da esterno sinistro.
Palombo 6 - Lotta e mette l'assist dell'1-0. Poi manca quella funzione da frangiflutti che dovrebbe esercitare.
Obiang 6.5 - Gol e sostanza. Avrebbe anche messo l'assist del 3-2 a Mesbah, ma l'algerino spara alto.
Gabbiadini 6.5 - Quarto gol in A quest'anno, tanto sacrificio e quel rammarico del palo all'inizio della ripresa: probabilmente la gara si sarebbe chiusa.
Okaka 6.5 - Solite spallate, solite botte. Anche lui manca il 3-0 in un'azione rocambolesca, ma si fa un mazzo così.
Eder 5.5 - Continua a essere l'unico del tridente blucerchiato ad avere qualche problema.

Romero 6 - Fa quel che può. Non è che possa far molto sui due gol: su Avelar intuisce, mentre Sau è troppo libero e rapido.
Mesbah 5.5 - Ha sulla coscienza l'errore sotto porta del 3-2.
Romagnoli s.v. - Entra e fa in tempo a beccarsi un giallo per fallo su Ibarbo.

Un vero peccato quanto accaduto al Sant'Elia: tutto quello successo ieri pomeriggio nella ripresa dimostra che la Samp non ha ancora la mentalità da grande. Gruppo troppo giovani, ragazzi che mancano delle granitiche palle di cui si avrebbero bisogno per navigare così in alto a lungo. Vedremo se cresceranno durante il campionato, ma se Mihajlovic è deluso, può solo che aver ragione. Anche perché il Cagliari di Zeman non si è fatto quasi mai vedere per sessanta minuti. Con l'uomo in più, invece, ha creato parecchi pericoli. Fatto sta che QUESTO Cagliari non sembra aver assimilato nulla dal boemo: la vittoria di Milano è un'eccezione e la B non è un rischio così lontano. Intanto, la Samp si concentra su sabato sera, quando al Ferraris arriverà la Roma. Per uno scontro d'alta classifica che nessuno si aspettava di vedere.

I giocatori del Cagliari in festa: è 2-2 finale, un punto per i sardi.

10 febbraio 2013

Esaltazioni temporanee.

Nessuno c'avrebbe puntato un euro, sopratutto dopo il cambio di panchina in giallorosso: eppure, la Samp riesce in un'impresa non da poco e disintegra una Roma buona, ma sprecona. Sono basate un paio d'occasioni e la squadra di Delio Rossi si è dimostrata pronta, matura e cinica, molto di più degli avversari; Andreazzoli ha poco da rimproverarsi, è chiaro come ci sia qualcosa che non vada nell'ambiente e non nei singoli uomini. Una piazza non cambia cinque allenatori senza farsi qualche domanda; intanto, la Samp si porta a quota 28 e vede la salvezza più vicina.

Gianluca Sansone, 25 anni, e Marcelo Estigarribia, 25, eroi di giornata.

I padroni di casa, reduci dal pareggio di Torino, si presentano con 9/11 confermati: Eder è indisponibile per problemi familiari, Palombo per infortunio. A sostituire i due ci sono Rossini al centro della difesa e Soriano in appoggio ad Icardi; gli altri sono tutti al loro posto. Dall'altra parte, Andreazzoli rivoluziona lo schieramento e passa ad un 3-4-1-2 super-offensivo, con Lamela messo a farsi tutta la fascia e la coppia Totti-Osvaldo davanti. Nella prima frazione, la Samp non è in campo: tanto pressing, ma molta approssimazione quando si tratta di costruire la manovra. Così sono gli ospiti ad impegnare più volte Romero, sebbene il loro enorme possesso-palla non corrisponda alla stessa mole di tiri in porta. Bradley, all'8', sparacchia fuori da posizione favorevole; al 14' è Lamela ad impegnare Romero, costringendolo alla respinta. Allo stesso modo, Totti scalda le mani dell'arquero blucerchiato al 22'; infine, è Pjanic ad avere una super occasione al 41', ma il bosniaco - davanti a Romero - spara addosso a Costa, provvidenziale nell'occasione. Si va al riposo con la sensazione che quel Soriano accanto ad Icardi non serva a molto.
Rossi se ne accorge e si gioca finalmente la carta Sansone, alla prima ufficiale con la maglia blucerchiata. Tuttavia, al 50' c'è l'episodio che condiziona la partita: destro di Totti dal limite dell'area, respinta sui difensori e la palla giunge a Lamela, che realizza l'1-0. Il guardalinee fischia un fuorigioco che in realtà non c'è, non almeno da parte dell'argentino; infatti, è Marquinho ad essere in fuorigioco nello svolgimento dell'azione, ma non è quello l'episodio segnalato. Così, la Roma si perde nelle proteste e la concentrazione vola in via al 55': Sansone salta Pjanic e mette un pallone ottimo per Estigarribia (fin lì pessimo), che spara un bel sinistro sul secondo palo di Stekelenburg. La Samp trova il ritmo e Poli avrebbe la chance per il 2-0, se non calciasse addosso al portiere olandese. Le sorprese, però, non sono finite: al 69', Gastaldello commette un'ingenuità e stende Osvaldo in area. Totti è già pronto a segnare il suo 14° gol alla Samp in carriera, ma il bomber argentino gli toglie la possibilità di calciare il rigore: l'esecuzione è pessima e Romero neutralizza, esaltando il boato della Sud. Passano pochi minuti ed il calcio dimostra che è letale nel punirti: al 72', Sansone esibisce una bordata di sinistro su punizione e batte Stekelenburg per il 2-0. Il "Ferraris" è in delirio per il nuovo acquisto, peccato che Lamela accorci subito le distanze tre minuti dopo, su un bel cross teso di Florenzi. Fortunatamente, la giornata blucerchiata non è ancora finita: Sansone trova il tempo di suggerire il secondo assist di giornata ed Icardi incorna al 76' la palla del definitivo 3-1. L'argentino, di fronte al C.T. Sabella, segna così la sua ottava rete in campionato; la partita finisce lì, con la Roma capace solo di cogliere una traversa con l'inesauribile Lamela nel finale. Andreazzoli inizia male, ma le colpe non sono chiaramente sue.

Andrea Poli, 23 anni, contro Miralem Pjanic, 22: duello a centrocampo.

Romero 7.5; Gastaldello 5.5, Rossini 6, Costa 6.5; De Silvestri 6, Obiang 6.5, Krsticic 7, Poli 6, Estigarribia 6.5 (Poulsen s.v.); Soriano 5 (Sansone 8); Icardi 6.5.

Insomma, è stata una bella giornata per i colori blucerchiati, sporcata però nel finale dal gesto di Delio Rossi. Non posso che apprezzare l'affetto e la dedizione che il mister sta mettendo in questa avventura a Genova, però certi gesti non si possono e non si devono fare, sopratutto quando vinci 3-1 e dimostri che le tue capacità stanno trascinando la Samp alla salvezza, la stessa squadra che sotto Ferrara aveva collezionato nove sconfitte in 11 partite. Indubbiamente, poi, Sansone si è presentato bene: non mi ricordo l'ultima volta in cui, alla prima stagionale, un giocatore della Sampdoria abbia piazzato due assist ed un gol. Un giocatore che potrebbe diventare più prezioso di quanto si pensava e non solo per fare concorrenza ad uno spento Eder.. ora ci si goda questa vittoria. Andiamo a 28 punti e la salvezza è distante solo quattro vittorie: credo sempre che la quota 40 basterà a salvarsi. Nel prossimo turno si andrà a Napoli, senza Delio Rossi e con più tranquillità nelle vene: se da una parte si potrà giocare meglio questa partita, dall'altra si affronta la vera anti-Juve (se proprio se ne può scegliere una..) e non sono queste le partite dalle quali bisogna trovare i punti per salvarsi. Godiamoci questo momento: sono esaltazioni temporanee, ma come sono belle da sentire, da vedere, da vivere.

Sergio Romero, 25 anni, para il rigore di Pablo Daniel Osvaldo, 27.

27 settembre 2012

Qualche legge è uguale per tutti.

In uno dei suoi più celebri successi ai tempi degli 883, Max Pezzali ricordava come si può attaccare, si può giocare bene, ma ciò che alla fine conta è il conto dei gol. Chissà se la Roma si è ricordata di questa canzone alla fine della partita contro la Samp. La nostra beneamata porta a casa un pareggio forse anche troppo generoso, ma che dimostra come la personalità del Doria di quest'anno sia infinita, anche quando in campo ci sono i giovani. E alla fine Zeman rimane al palo, con il buon Ferrara che gioca un calcio anche troppo difensivista, ma che sta portando i suoi frutti fuori casa: sette punti in tre partite. E' sicuramente un buon viatico per arrivare alla sfida interna di domenica contro un Napoli in gran forma.

Le schermaglie tra Zeman e Ferrara avevano scaldato la vigilia, con un botta e risposta tra l'allenatore boemo e l'ex C.T. dell'Under azzurra. L'argomento? Il passato juventino di quest'ultimo. Fatto sta che, quando c'è da scendere in campo, Ferrara torna a concentrarsi sulla Samp, schierando per 10/11 la stessa squadra che ha quasi battuto il Toro. L'unica novità è la sostituzione di Maxi Lopez, squalificato per due giornate dopo un gesto violento verso la porta dello spogliatoio degli arbitri nel post-partita di Sampdoria-Torino; al suo posto, Nicola Pozzi, già in gol contro i granata. La Roma, invece, arriva riposata dopo la partita vinta a tavolino contro il Cagliari e schiera i suoi 11 migliori; osservato speciale Francesco Totti, che ci vede sempre bene contro la Samp.
Il primo tempo del Doria è, sostanzialmente, sofferenza più qualche sporadica soffiata dalle parti di Stekelenburg: già al 1' Eder, lanciato in posizione regolare da Maresca, scavalca la difesa, ma spara alto davanti alla porta avversaria. Poi la Roma prende il pallino del gioco e non lo lascia più, risultando un po' in difficoltà nella creazione di occasioni-gol, ma comunque mettendo paura ai nostri. Al 9' Romero sbaglia il rinvio e la palla finisce a Totti ai 30 metri: da lì, il capitano della Roma serve Destro, che però spara sul portiere sampdoriano in uscita. Dopo un paio di tiri di Balzaretti e Totti, è Lamela ad impegnare Romero con un destro al volo, ma l'argentino si fa trovare pronto. La sfortuna poi insegue la Samp, con Pozzi che rimedia una distorsione alla caviglia e deve uscire: dentro Kristicic, che porta la squadra di Ferrara a giocare con un 4-5-1 in piena regola, con Eder unica punta. E' il brasiliano l'unico a creare qualche grattacapo alla difesa giallorossa, ma il vantaggio è dietro l'angolo: a segnare è Francesco Totti. Serie di rimpalli al limite dell'area di rigore sampdoriana, poi la palla finisce a Destro, che viene ancora fermato da un Romero prontissimo. Purtroppo l'argentino non riesce ad agguantare la palla, che finisce a Florenzi; l'ex Crotone tira malissimo, ma la sfera s'indirizza verso Totti, che realizza il gol numero 14 (!) contro i blucerchiati. Da lì, il primo tempo della Samp finisce e Destro, su lancio di Balzaretti, sfiora il 2-0, se non fosse che il talento azzurro spara addosso a Romero.
Nel secondo tempo, il Doria prende subito una mazzata clamorosa, perdendo Maresca per espulsione. Il numero 6 sampdoriano era stato ammonito nel primo tempo per un fallo di mano (molto ingenuo) su Lamela in fuga. Il duello si ripete al 46' e l'ex Malaga stende l'argentino in corsa: è doppio giallo. Molto severo, ma risultato da due ingenuità che un giocatore dell'esperienza di Maresca non dovrebbe commettere. In 10, la Samp rinasce e segue una massima proprio di un ex allenatore della Roma, Nils Liedholm, che diceva: "In dieci si gioca meglio che in undici". Gli ospiti non smentiscono le parole del tecnico svedese ed alza il baricentro, anche grazie all'ingresso di Icardi per un Estigarribia evanescente. Se la Roma tenta con i tiri da fuori, la Samp comincia a costruire qualcosa e trova il pareggio al 64'. Punizione di Eder fuori area che filtra la barriera e Stekelenburg respinge; la palla s'incammina verso il fallo laterale, dove un intervento duro, ma pulito di Berardi ferma Marquinho. Cross in mezzo del numero 13, il portiere olandese della Roma non trattiene e Munari è lì per punirlo: 1-1. Parità che pare immeritata, ma che nasce da un errore grossolano dell'estremo difensore giallorosso. Ed il Doria si dimostra ancora una volta molto cinico.
Da lì, la Roma scompare e crea occasioni che si basano meno sul gioco e più sul caso o sull'episodio singolo. Neanche l'ingresso di De Rossi cambia qualcosa, anzi la Samp potrebbe cercare il 2-1, se non fosse che Icardi - lanciato da Krsticic verso la porta da solo - si fa recuperare da Castan prima di calciare. Purtroppo, il momento della Samp finisce con l'uscita di Eder per Soriano, che mette i blucerchiati in campo con un 4-4-1: un modulo che "ammazza" la possibilità di contropiedi efficaci. E la Roma si riaffaccia avanti nel finale, con Lamela e sopratutto Balzaretti che sfiorano il 2-1. Ma un Romero pronto e la scarsa mira dei padroni di casa permettono di strappare un pareggio che sa di vittoria.

Romero 7 | Sempre reattivo. L'unico errore è un rinvio che finisce nelle grinfie di Totti. Chissà se Sabatini sta rimpiangendo di averlo lasciato a Sensibile..
Berardi 6.5 | Qualche errorino in fase difensiva, ma affrontare Totti non è facile. Il suo voto positivo nasce dalle tante puntate offensive: una di queste regala il pareggio alla Samp.
Gastaldello 6.5 | Cattivo quanto basta, Destro ci pensa da solo a mangiarsi un paio di gol.
Rossini 6 | Meno pulito del capitano, ma tutto sommato tiene, nonostante l'attacco romanista lo faccia impensierire più di una volta.
Costa 5 | Male. Dalla sua parte Lamela lo manda al manicomio e sale pochissimo, al contrario di Berardi. Purtroppo continuo a dire che non è un terzino: che sia il tempo di Poulsen?
Maresca 4.5 | Gioca benino e dirige il centrocampo al minimo livello di vita. Un giocatore che ha una carriera come la sua non può fare due ingenuità del genere. L'espulsione è severa, ma lui non deve dare la possibilità all'arbitro di cacciarlo.
Obiang 5.5 | La fascia sinistra della Samp è un trauma: perde il duello con Florenzi. Nel secondo tempo, le cose si sistemano e Pedro alza il rendimento, non raggiungendo però la sufficienza.
Munari 6 | Davanti al centrocampo della Roma, il dinamismo di Munari non basta. Si riscatta con un gol che vale un punto: è al posto giusto nel momento giusto.
Estigarribia 5 | Un altro che non si è visto. Il problema è che queste partite anonime stanno diventando troppe. Il paraguaiano deve alzare le sue prestazioni, nell'attesa che a Gennaio si prenda qualcuno che lo possa sostituire. La mancanza del suo vice sta penalizzando questa squadra.
Eder 7.5 | Un mostro. Mi sono sempre chiesto se quest'anno avrebbe finalmente sfondato anche in A: la risposta sembra essere sì. A 26 anni, ha trovato la squadra giusta per raggiungere la definitiva maturità calcistica. Mette in difficoltà da solo la difesa della Roma.
Pozzi 5.5 | Non vede palla nella mezz'ora in cui è in campo, perciò non gli si possono attribuire molte colpe. L'infortunio è l'ennesima conferma che è stato costruito con il cristallo.

Kristicic 7 | Da esterno offensivo è un pesce fuor d'acqua. A quanto pare non basta la quinta partita per farlo capire a Ferrara. Con l'espulsione di Maresca, il serbo viene arretrato in posizione di regia e sfodera una partita straordinaria. Il lancio in profondità per il contropiede di Icardi è fantastico.
Icardi 6 | Sei di stima. Il ragazzo si mangia un'occasione clamorosa, ma è bravo a tenere la squadra alta con Eder nel miglior momento della Samp, seppur in 10. Speriamo abbia un'occasione da titolare contro il Napoli.
Soriano 5 | Un quarto d'ora in cui è assolutamente incosistente. La Samp rinuncia ad attaccare e lui si adegua.

Ora arriva il Napoli. Mancherà Maxi Lopez (respinto il ricorso alla squalifica di due giornate), mancherà Maresca e probabilmente mancheranno anche Pozzi e Tissone. In questo caso, il turn-over è obbligatorio e spero che Ferrara lo comprenda. Ci sono giocatori come Munari, Obiang, Costa e Berardi che hanno fatto due partite piene o quasi e che dovrebbero riposare. La partita è importante, ma la Samp ha già raggiunto molti obiettivi: 11 punti (10 per la penalizzazione) sono tanti in 5 partite. Ed il Napoli - turn-over o meno - è una squadra decisamente più forte di noi. Tanto vale far riposare qualcuno e concedere minuti a chi ne ha avuti pochi in questo iniziale scorcio di campionato. Una formazione con Poulsen, De Silvestri, Renan, Soriano e Icardi dall'inizio sarebbe l'ideale. Peccato comunque. Il pareggio con la Roma è ottimo, ma si sarebbe potuto addirittura vincere. Purtroppo, la Samp è una compagine di buon livello, ma giovane e - perciò - ingenua: basti vedere cosa fa Obiang nell'azione del gol avversario o come Icardi non ha sfruttato benissimo i contropiedi a disposizione dei nostri.
Intanto non si può fare a meno di notare come il metro di trattamento di certe squadre sia diverso. Minuto 82: Totti cerca di andare via a Munari in area e l'ex Lecce ferma il capitano giallorosso regolarmente. Riparte l'azione ed il numero 11 blucerchiato trattiene leggermente Totti; il meglio che il "Pupone" sfodera è una protesta reiterata, esagerata e vagamente sanzionabile. La domanda è: perché Maxi Lopez viene squalificato per due giornate per calci alla porta dello spogliatoio degli arbitri e Totti la passa liscia, nonostante proteste che hanno poco a vedere con la sobrietà cercata da questo mondo? Probabilmente la risposta non arriverà. Fortunatamente, in altri campi, la differenza si vede: Klose segnala che ha colpito la palla con la mano e fa annullare un gol ingiusto della Lazio.
E se le squalifiche sono sanzionate in modo diverso, a seconda di come si chiama la squadra, almeno possiamo contare sul fatto che qualche legge è uguale per tutti. Come quella del gol. E neanche il boemo o il capitano romanista possono fare qualcosa a riguardo.

Gianni Munari, 29 anni, festeggia l'1-1 dopo un errore di un attonito Stekelenburg.

21 maggio 2012

Sparrring partners.

Non ci aspettavamo una tale superiorità, ma purtroppo le motivazioni hanno fatto da spartiacque ad una partita anche sfortunata. La Samp perde dopo un mese e mezzo, lo fa in modo dolce-amaro. Una sconfitta per 3-1 che non significa nulla, dato che nel pomeriggio c'eravamo guadagnati i play-off con la sconfitta del Padova a Nocera Inferiore; certo, subire 3 gol e non vedere palla per tutto il secondo tempo non fa mai piacere, specialmente se avviene a Marassi.

La Samp cambia poco dall'impresa contro la Juve Stabia, anzi risparmia qualcuno, vista la qualificazione ormai ottenuta ai play-off: l'unica differenza è il tandem d'attacco, con Icardi dentro dal 1' al posto di Fornaroli e Pozzi recuperato al posto di Pellé, squalificato per un turno. Il Pescara si presenta con il solito assetto e con l'attacco più forte di tutta la Serie B. Di contro, la miglior difesa, ovvero la nostra.
Pronti, via e si spera che la gara vada come i primi 10': pressione a tutto campo, Pescara che ha difficoltà ad uscire dalla propria area di rigore e a far girare il pallone come solo una squadra di Zeman sa fare; prima Pozzi impegna Anania in calcio d'angolo, poi il bomber blucerchiato sfiora il gol, impedito solo da un salvataggio di Verratti sul primo palo. Purtroppo, la Samp - come intensità in campo - finisce lì. Perché arriva, oltretutto, il vantaggio pescarese: Pozzi indugia troppo con il pallone a centrocampo, Verratti lo prende e serve un filtrante per Caprari, che batte un Romero non esente da colpe. 1-0 e bella mazzata, dato che la Samp era nel suo momento migliore.
Da lì, il Pescara prende il pallino del gioco in mano, ma nel primo tempo non crea troppo, anzi, è ancora Pozzi ad impegnare Anania con un colpo di testa sfortunatamente centrale. Anche Icardi ha un enorme occasione: sul cross di Costa, salta Anania, ma poi cicca il contatto con il pallone e spedisce fuori. Sembra che la Samp sia in vena d'errori: Romero e Pozzi i protagonisti. Al 30', Romero cincischia troppo con il pallone e, nel rinviarlo, centra Immobile, che con molta fortuna trova l'ennesimo gol in campionato ed il 2-0 pescarese. Sulla fine del primo tempo, il lampo che potrebbe riaprire la partita: scambio Icardi-Foggia, suggerimento per Pozzi che s'invola verso la porta e trova un rigore molto generoso. Nonostante ciò, il numero 9 non ne approfitta e calcia sul palo: la mazzata definitiva per una squadra che ha creato qualcosa, ma troppo poco per impensierire il Pescara di Zeman, vicino al terzo gol anche con un gran destro di Insigne parato da Romero.
Nel secondo tempo, la Samp entra con una buona intensità, sfiorando il gol con Pozzi e sopratutto con capitan Gastaldello, che spara debolmente tra le braccia di Anania in piena area di rigore. Il Pescara sfiora ancora il gol con Insigne di testa, su un bel cross calibrato da Balzano: è il prologo della fine.
Pochi minuti dopo, lo stesso talento del Napoli mette dentro un gran pallone per Caprari, che si beve Rossini e Gastaldello e batte Romero per la terza volta: una figuraccia per la difesa meno battuta del campionato. Da lì, il Pescara crea un'altra occasione con Insigne - salvata da una buona respinta di Romero - ma pensa a mantenere il risultato; incredibili gli ultimi 20', in cui la Samp tiene la palla, ma essenzialmente non sa che farci.
Solo uno spunto del neo-entrato Fornaroli in area di rigore crea le condizioni per il gol di Juan Antonio: una magra consolazione nella festa pescarese che si scatena al triplice fischio dell'arbitro. Una giornata tremenda, un'altra umiliazione a Marassi; magari lontana dai tempi di Atzori, ma sempre umiliazione è stata, sopratutto nella seconda frazione.

Romero 4.5 | Mezzo voto in più per le parate su Insigne. Ma ha il primo e sopratutto il secondo gol sulla coscienza.
Rispoli 5 | Insigne lo salta quando vuole, ma nel primo tempo lavora bene sui tagli del ragazzo di scuola Napoli. Non sale praticamente mai, alto come è il Pescara.
Rossini 5 | Immobile non vede la palla, però non è una prestazione da ricordare.
Gastaldello 4.5 | A differenza di Rossini, oltre la giostra presa e condivisa sul gol di Caprari del 3-0, c'è l'errore sottoporta che poteva riaprire la partita.
Costa 4.5 | Caprari gli fa vedere le stelle.
Obiang 5.5 | Il duello con Verratti lo perde sostanzialmente perché è meno forte del numero 10 pescarese. Nel primo tempo non ha sfigurato, poi è crollato anche lui.
Renan 4.5 | Nervoso come al solito: Nielsen se lo mangia.
Munari 5 | Cascione non è pericolosissimo, ma non crea nessun inserimento in una difesa tra le più battute della B. Lo sforzo massimo è un cross per Pozzi.
Foggia 5 | Di passaggi alle punte neanche l'ombra. Peccato che l'unico che azzecchi è quello che permette di guadagnarsi il rigore.. sono gli altri sbagliati, in quantità enormi, a lasciare interdetti.
Pozzi 5.5 | La media tra l'essere l'unico a lottare in mezzo alla difesa pescarese ed il rigore sbagliato malamente.
Icardi 5 | E' un ragazzino del '93, non stiamo certo ad addossargli le colpe di questa sconfitta: peccato per il gol sbagliato.

Juan Antonio 6 | Il gol è l'unica cosa che lo salva, altrimenti un bel 5 anche a lui non lo toglieva nessuno.
Fornaroli 6 | Mezzo gol è suo, il discorso è simile a quello del numero 29, anche se lui almeno ha l'attenuante di giocare unica punta in una squadra che non riesce a mettergli un pallone decente.
Kristicic 5.5 | Non sembra in forma neanche lui, che eppure negli ultimi minuti riesce a dare sempre qualcosa in più.

Adesso rimane un'ultima partita, che si può valutare da diversi punti di vista: una vittoria ci garantirebbe di scavalcare il Varese, ma non vedo grosse differenze tra Sassuolo e Verona. I gialloblu sono leggermente più pericolosi perché non ne sbagliano una al Bentegodi, ma poi in trasferta sprecano molte chances e spesso deludono. Perciò, sarebbe meglio giocarsela con una formazione di riserva e risparmiare energie, dato che i play-off inizieranno 4 giorni dopo. Speriamo solo una cosa: abbiamo fatto da sparring partners parecchie volte quest'anno, non ripetiamoci a Varese con 1100 tifosi al seguito.

Sergio Romero, 25 anni, osserva impietrito il pallone dopo il raddoppio di Ciro Immobile, 22.


20 dicembre 2011

Non è un film.

Questa Sampdoria targata 2011 è sorprendente. Tu, da tifoso medio quale sei, attaccato ai tuoi colori, pensi che il fondo sia stato non solo toccato, ma ampiamente raschiato. Limitiamoci ad eventi recenti: pensi che perdere a Nocera, pareggiare con il Modena, la partita contro la Juve Stabia siano esempi di come il barile sia stato bucato a forza di raschiarlo. No, no, no: la Samp ti sorprende e tira fuori contro un Pescara battagliero, ma meno in forma di prima (ho visto fare cose agli abruzzesi ad inizio campionato molto più straordinarie), una delle peggiori prestazioni di tutto il campionato. Il tifoso sampdoriano forse si aspettava la sconfitta a Pescara, ma non così, non senza fare un tiro in porta contro una delle difese più bucate della B, non con un centrocampo che - sopratutto nei primi 45' - non ha idea di cosa fare con il pallone. Persino Foggia sembra essersi "mediocrizzato" nell'ambiente blucerchiato: da che faceva magie, adesso non riesce neanche a fare le cose semplici e sembra un pivello anche di fronte al feroce Verratti (classe '92, ne farà di strada) nell'occasione dell'1-0, quando si lamenta per un presunto fallo e lascia andare il suo avversario serenamente in porta.

Ogni tanto ti dici che non è vero. Che è tutto un sogno. Che sei ancora al minuto 92 di Sampdoria-Werder Brema e l'arbitro sta per fischiare la fine. Che l'assegnazione della Rete d'Argento del Club de Paoli ancora non è arrivata. Che ieri te la sei giocata a S. Siro contro i campioni d'Italia. Che sei a meno due dalla Champions, nonostante Cassano sia ai margini della rosa. Niente, non è così. Sei in B, nel campionato più mediocre della sua storia, un campionato che dovevi stravincere e che invece guardi dal tuo "onorevole" 10° posto, con 26 punti in 20 partite (una media da salvezza stentata nella serie cadetta). Intendiamoci, se questa squadra fosse veramente capace di cambiare rotta (cosa che ha dimostrato ampiamente di NON saper fare, almeno non con i suoi uomini più rappresentativi), una speranza ci sarebbe ancora almeno per la corsa playoff. La Reggina è a quattro punti, non un'eternità: una squadra con carattere si rimboccherebbe le maniche e ribalterebbe la situazione. Ma siccome questo non è un film, la Samp non vince dal 1° Novembre, sono passate sette giornate, con cinque pareggi e due sconfitte di misura. Forse qualcuno, in animo suo, arriva persino a rimpiangere Atzori.

Sulla partita di oggi c'è poco da dire. Il Pescara ha strameritato di vincere, con anche un gol annullato ad Immobile. Mi viene da dire che non è stato un signor Pescara (di quelli che sei abituato a vedere con Zeman), ma è bastata l'ordinaria amministrazione per metterci sotto. Davanti ed in mezzo elettroencefalogramma piatto più che mai: Palombo bastonato da Togni, Foggia battuto da Verratti per voglia e persino per semplicità delle giocate, Rispoli e Castellini inferiori anni luce agli operai tuttofare Balzano e Zanon. Gli unici pericoli per Anania sono arrivati da tiri o cross deviati, ma l'unico tiro nella porta del Pescara è stato quello di Piovaccari al 10' del 1°T. Se non ve lo ricordate, questo dovrebbe far riflettere sulla caratura delle occasioni create dalla Samp oggi.

Uno allora si guarda intorno e dice: cosa si può fare? L'opinione personale è: niente. Parlo molto razionalmente e dico che c'è poco da fare: quest'anno ci sono stati due d.s., quattro allenatori e decine di giocatori diverse. Il problema sembra tecnico, ma sopratutto mentale e motivazionale; ho già detto che la colpa non può essere additata ai tifosi (presenti anche a Pescara), splendidi e sempre vicino alla squadra (anche se quest'anno si sono registrati alcuni episodi contestabili, figli di una situazione purtroppo insostenibile). E' come se quest'ambiente fosse scarico, è come se lo spettro della retrocessione aleggiasse negli spogliatoi ed avesse contagiato, dopo le prime uscite perlomeno decenti, anche i nuovi. Purtroppo, succede quando tieni coloro che ti hanno fatto retrocedere anche l'anno dopo.
Il dovere di crederci è della società, non mio. Io continuerò a tifare la Samp come sempre, a viverla con tanta passione ed affetto, ma accendo anche il cervello e mi dico che non saranno un paio di giocatori a cambiare una situazione che va avanti da poco più di un anno.

Da Costa 6 | Il ragazzo compie un paio d'errori, ma non si disimpegna male. Fa il suo e prova a fermare tutto quelli che gli si parano davanti: grande la respinta su Immobile all'ultimo secondo.
Rispoli 5 | Una media tra il 4 per la fase difensiva ed i suoi piedi ed il 6 per le proiezioni in velocità. Faccio fatica a ricordare, in 16 anni da tifoso sampdoriano, un terzino più scarso di lui. Penso che il fantasma di Cleto Polonia abbia fornito prestazioni più edificanti con la maglia blucerchiata.
Rossini 6,5 | Ancora una volta, il migliore. Alza la testa, ha dei buoni fondamentali, ma sopratutto - passatemi il termine - ha le palle di fare i passaggi più rischiosi, seppur con intelligenza.
Volta 5,5 | Soffre Immobile, che è tutto tranne che fermo, al contrario suo.
Castellini 4,5 | Non c'era mancato, devo essere sincero. Sansovini dalle sue parti non crea tantissimo, ma sul gol se lo perde e non va mai in proiezione offensiva.
Palombo 4 | Se qualcuno aveva ancora dubbi di tipo tecnico sul cederlo, eccovi serviti. Capisco l'affetto e capisco che la famiglia Garrone non lo sta trattando in maniera corretta, ma - per quanto concerne il campo - è inguardabile.
Dessena 4 | Anche la sua presenza è un mistero. Non dà assolutamente nulla di più. Koman, con la sola forza dell'alito, produrrebbe più pericoli.
Soriano 6 | Si fa vedere, fa le cose semplici e giuste. E gioca solo perché manca Bentivoglio. Se non sono questi segni di confusione..
Foggia 4,5 | Il brutto voto se lo becca anche lui oggi. S'intestardisce nel dribbling contro due che lo pressano sempre, sbaglia tante cose semplici, ma sopratutto - nell'occasione dell'1-0 - piange troppo. Verratti gli sfila il pallone con grinta, ma lui - invece di corrergli dietro, mordendogli le caviglie - si lamenta. Ecco, se anche lui diventa così, è il caso di farsi due domande. Nel finale fa lo stesso errore, fortunatamente Immobile si mangia l'ennesimo gol della serata.
Bertani 4 | In palese condizione scadente. Ormai le sue pagelle sono ripetitive.
Piovaccari 4 | Ha sbagliato tutti gli stop, non pensavo fosse possibile. Il ragazzo è chiaramente poco interessato a darsi da fare per la Sampdoria.


Obiang 5 | Brutto voto pure per lui stasera: entra male, sbaglia parecchi lanci lunghi, ma almeno è più intraprendente del capitano.
Koman 6- | Si vede pochissimo, la palla dalle sue parti non arriva mai, quel poco che fa è un qualche cosa di associabile a questo gioco chiamato calcio.
Fornaroli s.v. | Onestamente, in 5 minuti cosa può fare, se nei primi 85 non ha ancora tirato nessuno?

Speriamo sia un film. E speriamo anche che ci sia un "happy ending" alla fine.



Daniele Dessena, 25 anni, rincorre Lorenzo Insigne, 20 anni.