Visualizzazione post con etichetta berardi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta berardi. Mostra tutti i post

22 aprile 2016

Quasi salvi.

Ci siamo quasi. Con sofferenza, ma finalmente ci siamo: la Samp strappa un punto che sembrava impossibile al "Mapei Stadium" di Reggio Emilia. Lo 0-0 finale contro il Sassuolo è un risultato bugiardo, ma ci sono elementi che ti permettono di strappare questi risultati: un po' di fortuna, una discreta corazza e un Viviano fuori da ogni previsione.

I tifosi blucerchiati presenti al "Mapei Stadium".

Il Sassuolo e la Samp si presentano all'anticipo delle 18.30 con diverse situazioni da analizzare. Montella opta per Correa e Muriel dall'inizio, con Cassani nel pacchetto difensivo e la speranza di vincere. Di Francesco, invece, fa stringere i denti ai debilitati Consigli e Vrsaljko, recuperando Sansone per la gara contro i blucerchiati.
Il canovaccio che si vedrà nei primi 25' non differisce molto da quello successivo, ma il Sassuolo è decisamente la squadra che ha in mano il pallino del gioco. La Samp attende, cerca varchi in cui inserirsi. Gli ospiti sono tutti in qualche iniziativa di Muriel (molto isolato anche in 11 contro 11) e in un tiro di De Silvestri, parato centralmente da Consigli.
Dall'altra parte, è soprattutto Berardi a farsi vedere con diverse conclusioni dalla distanza, la cui più pericolosa sfiora il palo alla destra di Viviano. Ma la gara cambia al minuto 26: dopo tre gialli in otto minuti per falli ingenui, Ranocchia si ripete su Defrel. Il francese salta con la palla il difensore blucerchiato, che molla un calcio in faccia all'attaccante: secondo giallo inevitabile.
Dopo un'ingenuità del genere, Montella tiene in campo la stessa squadra, passando alla difesa a quattro. Nonostante la mole di gioco, il Sassuolo produce una sola occasione clamorosa: su cross in mezzo, la difesa ospite rinvia male e la palla finisce a Peluso, che conclude da cinque metri. Viviano, però, è miracoloso, come lo era stato sull'auto-palo di Barreto.
Finito il primo tempo, non ci si aspetta un cambio di marcia. La Samp ha capito che la gara sarà piena di sofferenze, mentre il Sassuolo deve cercare un varco per il vantaggio. Ciò nonostante, è ancora Muriel a cercare il vantaggio: dopo aver saltato due difensori avversari, il suo destro è parato a terra da Consigli. Questo è l'ultimo squillo blucerchiato.
I neroverdi ci provano in tutte le maniere: Berardi, Acerbi e Magnanelli vengono fermati a più riprese da Viviano, Peluso è stoppato da De Silvestri, mentre Trotta - lasciato solo in area - sbaglia tutto con un tacco goffo e poco efficace. Paradossalmente, per una certa fase del secondo tempo, i padroni di casa non riescono neanche a tirare verso la porta di Viviano.
Poi il fattaccio al minuto 88: Krsticic stende ingenuamente Berardi, diretto verso il fondo. Il rigore c'è, la disperazione anche. Se non fosse che il numero 25 neroverde non ha fatto i conti con Emiliano Viviano: il suo rigore è poco angolato e l'estremo difensore ospite fa il suo, respingendo lateralmente. L'ultimo atto di una gara che avrebbe visto altro risultato senza la presenza di Viviano.

Le stats di Sassuolo-Samp (via FourFourTwo): dominio neroverde.

Viviano 8; Diakité 5, Ranocchia 4, Cassani 6; De Silvestri 6, Barreto 5, Fernando 5, Dodô 6; Correa 5.5 (dal 1' s.t. Silvestre 5.5), Soriano 4.5 (dal 13' s.t. Krsticic 4.5); Muriel 6 (dal 27' s.t. Quagliarella 6) - già pubblicate su SampNews24

La classifica ora parla chiaro: la Samp è a +7 dal Frosinone e dovrà sfruttare bene le partite favorevoli per chiudere il discorso salvezza, che incredibilmente è ancora aperto a quattro gare dalla fine. In realtà, anche i 37 punti attuali potrebbero bastare per tenersi fuori dai guai, ma è troppo presto per poterlo dire.
Va dato merito al Sassuolo di aver fatto un grande campionato, ma i motivi per i quali gli emiliani sono ancora a quattro punti dal Milan sono tutti nella partita vista mercoledì pomeriggio: difficoltà nel concretizzare l'enorme di mole di gioco e un po' di partite sprecate in casa (Frosinone, Bologna, questa contro di noi).
Qualche parola va spesa anche sui singoli. Un piccolo excursus su Muriel, spesso criticato e bastonato (io non mi tiro indietro: quest'anno è stato un mezzo fallimento), ma che a Sassuolo ha fatto il suo. Con la squadra in dieci e con un baricentro ridicolmente basso, il colombiano ha creato due delle tre occasioni dell'intera partita degli ospiti.
E che dire invece di Emiliano Viviano? Con Perin out per gli Europei di giugno, onestamente c'è da fare più di un pensiero sulla sua convocazione. Per continuità negli anni, ritengo che accanto a Buffon dovrebbe esserci almeno uno tra Consigli e Mirante. A completare il pacchetto, però, non dovrebbe essere il giovane Donnarumma, bensì Viviano, strepitoso quest'anno.
Ora mancano quattro partite alla fine: le prossime gare presentano alcuni impegni difficili e perciò sarà cosa buona e giusta approfittare degli impegni abbordabili. Con il derby e la Juve le ultime due giornate, fare due/tre punti tra Lazio e Palermo sarebbe l'ideale. Anche perché il Frosinone avrà uno spareggio contro il Palermo, ma poi giocherà contro Milan, Sassuolo e Napoli. La salvezza è vicina, chiudiamo il discorso.

Emiliano Viviano, 30 anni, para il rigore di Domenico Berardi, 21.

04 novembre 2013

Colpiti ed affondati.

«Poteva andarci peggio», avrà mormorato qualcuno a qualche secondo dalla fine di Samp-Sassuolo. E in una stagione in cui tutto va storto, è successo esattamente quanto qualcuno aveva tentato di scongiurare. Dopo una grande rimonta di cuore, i blucerchiati buttano via una gara fondamentale nel proseguo della stagione e regalano la prima gioia assoluta in trasferta agli uomini di Di Francesco. Un 4-3 che fa male, al morale ed alla classifica della Samp.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, stende Diego Farias, 23: è il rigore del 4-3.

Dopo la pessima prova di Verona, ci si aspettava un'altra verve da questa Samp. Cambiano parecchi uomini: dentro Gentsoglou, Krsticic e Pozzi, spostato Gavazzi a sinistra e c'è anche il ritorno di De Silvestri. Il 3-4-1-2 vede il centrocampista serbo a fare il trequartista, magari per infastidire un po' il giro-palla del Sassuolo. Gli emiliani, dopo la sconfitta con l'Udinese, cambiano parecchio: out Zaza per squalifica, davanti il tandem è formato da Berardi e Floro Flores. Il primo tempo è sostanzialmente alla pari. se la Samp tiene un buon possesso palla, il Sassuolo costruisce qualche azione pericolosa. Floro Flores ha la palla per l'1-0 grazie ad una disattenzione di Gastaldello, ma Da Costa salva. Poco dopo, è la Samp a passare al 19': : punizione di Krsticic, sponda aerea di Costa e Pozzi è sul secondo palo per metterla dentro. Il "Ferraris" giubila il numero 9 blucerchiato, mentre Krsticic mette in difficoltà Pegolo poco dopo su punizione. A quel punto, la Samp rischia un'altra volta, in maniera clamorosa: brutta diagonale di Gavazzi, che lascia solo Gazzola. L'esterno neroverde batte Da Costa, ma non Gastaldello, che salva sulla linea.
Si chiude il primo tempo e la ripresa sarà scoppiettante, seppur non positiva per i colori blucerchiati. Quando tutto sembra scorrere sui binari della prima frazione, un errore spezza la partita: sul cross di Longhi, Costa sbaglia il tempo e manca il pallone. Alle sue spalle c'è pronto Berardi, che stoppa e batte Da Costa in uscita per l'1-1. Una botta non da poco, tanto che basta qualche minuto per cambiare definitivamente la gara. Su una ripartenza del Sassuolo, Floro Flores pesca Berardi: il giovane talento degli ospiti affronta Costa e lo costringe al fallo da rigore. Rosso per il difensore e penalty per i neroverdi, che sempre Berardi trasforma. Sotto 2-1 e in dieci uomini, la Samp non vuole morire. Su una bella iniziativa di De Silvestri, la spizzata di Pozzi mette Eder davanti a Pegolo ed il brasiliano segna il 2-3: qualche segno di speranza per i tifosi blucerchiati, che comunque stentano ad esultare.
Il finale è da ricovero. La Samp ci riprova, stavolta dalla distanza con Eder: una deviazione spiazza Pegolo e per poco non manda il Sassuolo all'inferno. Rossi le tenta tutte, inserendo Soriano, Petagna e Wszolek per Krsticic, Pozzi e Gavazzi. Proprio il polacco crea lo spunto giusto per un corner; su questo, De Silvestri prima centra la traversa di testa, poi ribadisce in rete sulla respinta. 3-3 e "Ferraris" impazzito: sembra una rimonta da libro "Cuore" e non è detto che non si trasformi in una clamorosa vittoria. Quando il tifoso medio si sente fomentato al massimo delle sue forze, arriva l'ennesima mazzata della giornata. Prima Alexe sfiora il gol del 4-3, sparando alto sull'ennesima iniziativa del funambolico Berardi. Poi entra Diego Farias: il tifoso blucerchiato trema, ricordando quanto il brasiliano fece in un famoso Nocerina-Samp di due anni fa. E infatti Farias, neo-entrato e fresco di gambe, salta Mustafi e punta alla porta: De Silvestri, esausto, lo butta già in un'ingenuità fatta di stanchezza e fragilità psicologica. A quel punto, Berardi si prende il pallone con la tripletta di giornata e la gara si chiude lì. Un disastro, specie considerando che la Samp perde contro una diretta avversaria, in una giornata in cui probabilmente si poteva portare a casa la terza vittoria del campionato.

L'esultanza di Nicola Pozzi, 27 anni, dopo il momentaneo 1-0.

Da Costa 5.5; Mustafi 5, Gastaldello 5.5, Costa 4.5; De Silvestri 5.5, Obiang 5, Gentsoglou 5.5, Gavazzi 5 (dal 32' s.t. Wszolek 6); Krsticic 5.5 (dal 20' s.t. Soriano 5); Eder 6, Pozzi 6.5 (dal 28' s.t. Petagna 5) - pagelle già pubblicate su SampNews24

Adesso, il ciclo più importante di partite che attendeva la Samp è finalmente concluso. Prima della pausa per le nazionali, ai blucerchiati e a Delio Rossi è stato richiesto che facessero nove-dieci punti tra Livorno, Atalanta, Hellas e Sassuolo. Missione raggiunta a metà: sei punti su quattro gare contro avversarie dirette per la salvezza non sono granché, specie pensando che la Samp aveva già un pesante deficit, dovuto ad una partenza orrenda (tre punti in sette gare, nessuna vittoria).
Ora ci si chiede quale possa essere il destino di Delio Rossi: il suo stipendio da un milione e 200mila euro l'anno sembra altamente ingiustificato di fronte alla confusione tecnica che sta dimostrando. Undici formazioni diverse in undici giornate sembrano uno scherzo: è come se il tecnico blucerchiato non sapesse esattamente quali pesci prendere. Sono ben 24 i giocatori provati in questi primi due mesi di Serie A e, apparte i perenni esclusi Rodriguez e Salamon, non mi viene in mente nessuno che possa rigirare questa barca. Ci sono stati giocatori sugli scudi, altri meno pronti, ma nessuno in grado veramente di cambiare la partita. L'esempio massimo è Andrea Costa: finora era stato positivo, ma anche lui ha dovuto subire la sindrome della giornata storta, regalando praticamente la vittoria al club emiliano (rigore più espulsione è come uno scaccomatto a scacchi).
E ora arriva un periodo tremendo: si affronteranno in sequenza la Fiorentina al "Franchi", la Lazio e l'Inter a "San Siro". Non proprio il massimo per chi cerca di salvarsi. E' chiaro che, se si vuole cambiare, questo è il momento propizio: meglio prendere qualche sberla, ma dare tempo al nuovo allenatore di capirci qualcosa. Del resto, il tifoso medio sampdoriano non si aspetta molto da queste gare: da queste, l'anno scorso la Samp di Ferrara e Rossi raccolse appena un punto. L'importante è cercare di non imbarcare troppo: il rischio di finire colpiti ed affondati un'altra volta è davvero molto, molto alto.

Domenico Berardi, 19 anni: prima tripletta in Serie A e cinque gol in campionato.

25 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - parte prima).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la prima parte, riguardante portieri e difensori.

Sergio Romero, 26 anni: stagione strana la sua, la prima in A.

PORTIERI
1 Angelo Da Costa (4 presenze, 7 gol subiti): 6.5 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Il portiere della normalità: ogni tanto ha dei guizzi (vedi rigore parato in Samp-Sassuolo dell'anno scorso), ma rende secondo una linea che non subisce mai sobbalzi o cali. Lui fa quel che può e lo fa bene: gioca solo quattro partite stagionali, ma trova il modo di farsi apprezzare. E' destinato ad essere il secondo a vita in A, ma è un ruolo in cui eccelle senza problemi.

22 Sergio Romero (33 presenze, 40 gol subiti): 6.5 - migliore match: Milan-Samp 0-1
Le numerose disattenzioni degli ultimi tempi hanno fatto passare in secondo piano le parate compiute ad inizio stagione. Qualcuno si ricorda i suoi miracoli a "San Siro", le due grandi partite contro la Roma o gli interventi allo "Juventus Stadium"? No, di questi tempi faccio anche io a ricordarle; tuttavia, esse non vanno dimenticate, altrimenti non si riuscirebbe a dare la giusta caratura all'annata del portiere della nazionale argentina. Non un gran scuola, ma uno che - per doti tecniche - in A può starci benissimo.

32 Tommaso Berni (3 presenze, 5 gol subiti): 6 - miglior match: Parma-Samp 2-1
Arrivato come uomo spogliatoio di ritorno dal Portogallo, il ragazzo fa il suo dovere di collante all'interno dell'ambiente. Poi, in campo, scende per tre volte e prende cinque palloni dal fondo della porta, senza rimanere particolarmente in mente per i suoi interventi.

DIFENSORI
3 Andrea Costa (28 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Napoli-Samp 0-0
Sicuramente una delle migliori rivelazioni del Doria di quest'anno, sebbene la prima parte di stagione non sia stata particolarmente esaltante. Il guaio principale è che - da terzino nella difesa a 4 - non si esalta. Inoltre, appariva molto nervoso e già l'anno scorso, in B, aveva avuto un calo vertiginoso delle prestazioni. Lo subisce anche in A, riprendendosi da gennaio in poi, quando comincia a sfoderare ottime giocate. Certo, l'infortunio lo mette fuori gioco qualche settimana fa, ma spero possa essere più continuo l'anno prossimo.

7 Paolo Castellini (8 presenze, 0 gol): 6 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Se l'anno scorso ci si aspettava molto da lui, nonostante l'anno di poche presenze a Roma, quest'anno non c'era eccessiva attesa per le sue prestazioni: per questo, è molto più facile dargli la sufficienza, specie per il finale di campionato. Quando c'è stato bisogno, il terzino è diventato centrale sinistro ed è stato all'altezza del suo compito.

8 Shkodran Mustafi (17 presenze, 0 gol): 6.5 - migliore match: Samp-Bologna 1-0
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

13 Gaetano Berardi (21 presenze, 0 gol): 5
Stagione a due facce la sua: nella prima parte di campionato, sotto Ferrara, è tosto e ricorda il Campagnaro dei bei tempi per la tenacia, privata però del dribbling. Alla lunga, il fatto che non spinga mai su quella fascia si fa sentire e alla lunga viene lasciato fuori. Rossi lo utilizza un paio di partite: quando lo svizzero si fa espellere ingenuamente allo "Juventus Stadium", il tecnico capisce che non può più contare su di lui.

Andrea Costa, 27 anni, una delle note positive della stagione blucerchiata.


15 Simon Poulsen (7 presenze, 0 gol): non giudicabile - miglior match: Lazio-Samp 2-0
Quando parti titolare per tre volte in stagione e scendi in campo per appena 10' nelle altre quattro presenze,  difficile darti un giudizio: questo è quello che mi sento di dire su Poulsen, un mistero del mercato blucerchiato. Perché un nazionale danese, regolarmente convocato, non poteva giocare al posto dell'ectoplasmatico Estigarribia? Ai posteri l'ardua sentenza. Tuttavia, non accetto il dettame per cui, se né Rossi, né Ferrara l'hanno schierato, allora qualcosa che non andava c'era per forza. No, non poteva andare peggio del paraguaiano.

17 Angelo Palombo (15 presenze, 0 gol): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Non era facile rimettersi in gioco. Su questo, ha aiutato parecchio l'arguzia di Delio Rossi: l'ex tecnico di Lazio e Palermo aveva capito come Palombo non potesse essere più utile per la causa blucerchiata come regista di centrocampo, dove Krsticic, Obiang e Maresca gli avrebbero mangiato in testa. Così, il numero 17 è stato riadattato come libero, riscoprendo una seconda giovinezza. Pur rimanendo convinto che non debba esser titolare, potrebbe aver trovato il modo di rendersi utile fino al ritiro.

19 Lorenzo De Silvestri (25 presenze, 2 gol): 6 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Il suo correre sulla fascia ricorda quello di altri protagonisti degli anni scorsi in maglia blucerchiata: ha tante capacità atletiche, ma i suoi piedi sono quelli di Cristian Maggio. E ho detto tutto. Non per nulla, i suoi due gol stagionali - importantissimi - vengono da precise inzuccate sui cross... degli altri: prima contro il Catania, poi contro la Juventus. Nella prima parte della stagione, viene accantonato da Ciro Ferrara per Berardi; poi Delio Rossi lo rimette in gioco e lui tira fuori una buon periodo di forma. Tuttavia, il suo riscatto è esoso e spero che si possa trovare qualcuno che effettivamente salti l'uomo e/o metta in mezzo cross ficcanti.

28 Daniele Gastaldello (34 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Milan-Samp 0-1
Quel clamoroso salvataggio sulla linea a "San Siro" contro il Milan inaugurò il ritorno di Gastaldello in A: spesso cercato da club della massima serie, il centrale ha giocato una buona stagione, seppur macchiata da alcune prestazioni indegne delle sue capacità. Il rosso contro la Fiorentina ed alcune altre ingenuità mi portano a pensare che lui possa fare di meglio di così.

35 Jonathan Rossini (26 presenze, 0 gol): 5.5 - miglior match: Samp-Napoli 0-1
Il soldato Johnny ha subito parecchio il salto dalla B alla A: se nella cadetteria si era dimostrato affidabile e sicuro, nella massima serie bastano 5-6 partite per farlo barcollare. Riesce ad annullare Cavani al "Ferraris", ma poi si perde in tante partite. La sua prestazione a Palermo è il punto più basso della stagione e così Ferrara lo mette da parte; quando il terzetto difensivo è ormai stabilito, lui è costretto a fare da ripiego, senza neanche troppo successo. Diamogli comunque tempo: ha un bel passo, un piede educato. Deve solo imparare ad essere più sicuro di sé. 

Simon Poulsen, 28 anni, uno dei punti interrogativi della Samp di quest'anno.

27 settembre 2012

Qualche legge è uguale per tutti.

In uno dei suoi più celebri successi ai tempi degli 883, Max Pezzali ricordava come si può attaccare, si può giocare bene, ma ciò che alla fine conta è il conto dei gol. Chissà se la Roma si è ricordata di questa canzone alla fine della partita contro la Samp. La nostra beneamata porta a casa un pareggio forse anche troppo generoso, ma che dimostra come la personalità del Doria di quest'anno sia infinita, anche quando in campo ci sono i giovani. E alla fine Zeman rimane al palo, con il buon Ferrara che gioca un calcio anche troppo difensivista, ma che sta portando i suoi frutti fuori casa: sette punti in tre partite. E' sicuramente un buon viatico per arrivare alla sfida interna di domenica contro un Napoli in gran forma.

Le schermaglie tra Zeman e Ferrara avevano scaldato la vigilia, con un botta e risposta tra l'allenatore boemo e l'ex C.T. dell'Under azzurra. L'argomento? Il passato juventino di quest'ultimo. Fatto sta che, quando c'è da scendere in campo, Ferrara torna a concentrarsi sulla Samp, schierando per 10/11 la stessa squadra che ha quasi battuto il Toro. L'unica novità è la sostituzione di Maxi Lopez, squalificato per due giornate dopo un gesto violento verso la porta dello spogliatoio degli arbitri nel post-partita di Sampdoria-Torino; al suo posto, Nicola Pozzi, già in gol contro i granata. La Roma, invece, arriva riposata dopo la partita vinta a tavolino contro il Cagliari e schiera i suoi 11 migliori; osservato speciale Francesco Totti, che ci vede sempre bene contro la Samp.
Il primo tempo del Doria è, sostanzialmente, sofferenza più qualche sporadica soffiata dalle parti di Stekelenburg: già al 1' Eder, lanciato in posizione regolare da Maresca, scavalca la difesa, ma spara alto davanti alla porta avversaria. Poi la Roma prende il pallino del gioco e non lo lascia più, risultando un po' in difficoltà nella creazione di occasioni-gol, ma comunque mettendo paura ai nostri. Al 9' Romero sbaglia il rinvio e la palla finisce a Totti ai 30 metri: da lì, il capitano della Roma serve Destro, che però spara sul portiere sampdoriano in uscita. Dopo un paio di tiri di Balzaretti e Totti, è Lamela ad impegnare Romero con un destro al volo, ma l'argentino si fa trovare pronto. La sfortuna poi insegue la Samp, con Pozzi che rimedia una distorsione alla caviglia e deve uscire: dentro Kristicic, che porta la squadra di Ferrara a giocare con un 4-5-1 in piena regola, con Eder unica punta. E' il brasiliano l'unico a creare qualche grattacapo alla difesa giallorossa, ma il vantaggio è dietro l'angolo: a segnare è Francesco Totti. Serie di rimpalli al limite dell'area di rigore sampdoriana, poi la palla finisce a Destro, che viene ancora fermato da un Romero prontissimo. Purtroppo l'argentino non riesce ad agguantare la palla, che finisce a Florenzi; l'ex Crotone tira malissimo, ma la sfera s'indirizza verso Totti, che realizza il gol numero 14 (!) contro i blucerchiati. Da lì, il primo tempo della Samp finisce e Destro, su lancio di Balzaretti, sfiora il 2-0, se non fosse che il talento azzurro spara addosso a Romero.
Nel secondo tempo, il Doria prende subito una mazzata clamorosa, perdendo Maresca per espulsione. Il numero 6 sampdoriano era stato ammonito nel primo tempo per un fallo di mano (molto ingenuo) su Lamela in fuga. Il duello si ripete al 46' e l'ex Malaga stende l'argentino in corsa: è doppio giallo. Molto severo, ma risultato da due ingenuità che un giocatore dell'esperienza di Maresca non dovrebbe commettere. In 10, la Samp rinasce e segue una massima proprio di un ex allenatore della Roma, Nils Liedholm, che diceva: "In dieci si gioca meglio che in undici". Gli ospiti non smentiscono le parole del tecnico svedese ed alza il baricentro, anche grazie all'ingresso di Icardi per un Estigarribia evanescente. Se la Roma tenta con i tiri da fuori, la Samp comincia a costruire qualcosa e trova il pareggio al 64'. Punizione di Eder fuori area che filtra la barriera e Stekelenburg respinge; la palla s'incammina verso il fallo laterale, dove un intervento duro, ma pulito di Berardi ferma Marquinho. Cross in mezzo del numero 13, il portiere olandese della Roma non trattiene e Munari è lì per punirlo: 1-1. Parità che pare immeritata, ma che nasce da un errore grossolano dell'estremo difensore giallorosso. Ed il Doria si dimostra ancora una volta molto cinico.
Da lì, la Roma scompare e crea occasioni che si basano meno sul gioco e più sul caso o sull'episodio singolo. Neanche l'ingresso di De Rossi cambia qualcosa, anzi la Samp potrebbe cercare il 2-1, se non fosse che Icardi - lanciato da Krsticic verso la porta da solo - si fa recuperare da Castan prima di calciare. Purtroppo, il momento della Samp finisce con l'uscita di Eder per Soriano, che mette i blucerchiati in campo con un 4-4-1: un modulo che "ammazza" la possibilità di contropiedi efficaci. E la Roma si riaffaccia avanti nel finale, con Lamela e sopratutto Balzaretti che sfiorano il 2-1. Ma un Romero pronto e la scarsa mira dei padroni di casa permettono di strappare un pareggio che sa di vittoria.

Romero 7 | Sempre reattivo. L'unico errore è un rinvio che finisce nelle grinfie di Totti. Chissà se Sabatini sta rimpiangendo di averlo lasciato a Sensibile..
Berardi 6.5 | Qualche errorino in fase difensiva, ma affrontare Totti non è facile. Il suo voto positivo nasce dalle tante puntate offensive: una di queste regala il pareggio alla Samp.
Gastaldello 6.5 | Cattivo quanto basta, Destro ci pensa da solo a mangiarsi un paio di gol.
Rossini 6 | Meno pulito del capitano, ma tutto sommato tiene, nonostante l'attacco romanista lo faccia impensierire più di una volta.
Costa 5 | Male. Dalla sua parte Lamela lo manda al manicomio e sale pochissimo, al contrario di Berardi. Purtroppo continuo a dire che non è un terzino: che sia il tempo di Poulsen?
Maresca 4.5 | Gioca benino e dirige il centrocampo al minimo livello di vita. Un giocatore che ha una carriera come la sua non può fare due ingenuità del genere. L'espulsione è severa, ma lui non deve dare la possibilità all'arbitro di cacciarlo.
Obiang 5.5 | La fascia sinistra della Samp è un trauma: perde il duello con Florenzi. Nel secondo tempo, le cose si sistemano e Pedro alza il rendimento, non raggiungendo però la sufficienza.
Munari 6 | Davanti al centrocampo della Roma, il dinamismo di Munari non basta. Si riscatta con un gol che vale un punto: è al posto giusto nel momento giusto.
Estigarribia 5 | Un altro che non si è visto. Il problema è che queste partite anonime stanno diventando troppe. Il paraguaiano deve alzare le sue prestazioni, nell'attesa che a Gennaio si prenda qualcuno che lo possa sostituire. La mancanza del suo vice sta penalizzando questa squadra.
Eder 7.5 | Un mostro. Mi sono sempre chiesto se quest'anno avrebbe finalmente sfondato anche in A: la risposta sembra essere sì. A 26 anni, ha trovato la squadra giusta per raggiungere la definitiva maturità calcistica. Mette in difficoltà da solo la difesa della Roma.
Pozzi 5.5 | Non vede palla nella mezz'ora in cui è in campo, perciò non gli si possono attribuire molte colpe. L'infortunio è l'ennesima conferma che è stato costruito con il cristallo.

Kristicic 7 | Da esterno offensivo è un pesce fuor d'acqua. A quanto pare non basta la quinta partita per farlo capire a Ferrara. Con l'espulsione di Maresca, il serbo viene arretrato in posizione di regia e sfodera una partita straordinaria. Il lancio in profondità per il contropiede di Icardi è fantastico.
Icardi 6 | Sei di stima. Il ragazzo si mangia un'occasione clamorosa, ma è bravo a tenere la squadra alta con Eder nel miglior momento della Samp, seppur in 10. Speriamo abbia un'occasione da titolare contro il Napoli.
Soriano 5 | Un quarto d'ora in cui è assolutamente incosistente. La Samp rinuncia ad attaccare e lui si adegua.

Ora arriva il Napoli. Mancherà Maxi Lopez (respinto il ricorso alla squalifica di due giornate), mancherà Maresca e probabilmente mancheranno anche Pozzi e Tissone. In questo caso, il turn-over è obbligatorio e spero che Ferrara lo comprenda. Ci sono giocatori come Munari, Obiang, Costa e Berardi che hanno fatto due partite piene o quasi e che dovrebbero riposare. La partita è importante, ma la Samp ha già raggiunto molti obiettivi: 11 punti (10 per la penalizzazione) sono tanti in 5 partite. Ed il Napoli - turn-over o meno - è una squadra decisamente più forte di noi. Tanto vale far riposare qualcuno e concedere minuti a chi ne ha avuti pochi in questo iniziale scorcio di campionato. Una formazione con Poulsen, De Silvestri, Renan, Soriano e Icardi dall'inizio sarebbe l'ideale. Peccato comunque. Il pareggio con la Roma è ottimo, ma si sarebbe potuto addirittura vincere. Purtroppo, la Samp è una compagine di buon livello, ma giovane e - perciò - ingenua: basti vedere cosa fa Obiang nell'azione del gol avversario o come Icardi non ha sfruttato benissimo i contropiedi a disposizione dei nostri.
Intanto non si può fare a meno di notare come il metro di trattamento di certe squadre sia diverso. Minuto 82: Totti cerca di andare via a Munari in area e l'ex Lecce ferma il capitano giallorosso regolarmente. Riparte l'azione ed il numero 11 blucerchiato trattiene leggermente Totti; il meglio che il "Pupone" sfodera è una protesta reiterata, esagerata e vagamente sanzionabile. La domanda è: perché Maxi Lopez viene squalificato per due giornate per calci alla porta dello spogliatoio degli arbitri e Totti la passa liscia, nonostante proteste che hanno poco a vedere con la sobrietà cercata da questo mondo? Probabilmente la risposta non arriverà. Fortunatamente, in altri campi, la differenza si vede: Klose segnala che ha colpito la palla con la mano e fa annullare un gol ingiusto della Lazio.
E se le squalifiche sono sanzionate in modo diverso, a seconda di come si chiama la squadra, almeno possiamo contare sul fatto che qualche legge è uguale per tutti. Come quella del gol. E neanche il boemo o il capitano romanista possono fare qualcosa a riguardo.

Gianni Munari, 29 anni, festeggia l'1-1 dopo un errore di un attonito Stekelenburg.

22 luglio 2012

La maledizione destra.

Era tanto che si attendeva. Ogni volta che arrivava l'estate, c'era un ruolo che attendeva d'esser riempito nello scacchiere blucerchiato: quello di terzino o di cursore destro. Dall'annata 2007/2008, quella strepitosa di Christian Maggio, si è alla ricerca di un giocatore continuo e degno di occupare tale porzione del campo. Purtroppo, sono state più le ombre che le luci espresse dai ragazzi chiamati a giocare in quel ruolo. E adesso, con l'arrivo di Lorenzo De Silvestri dalla Fiorentina, si spera di aver riempito tale falla. Del resto, l'operazione è molto costosa (prestito oneroso di 250mila euro e riscatto a 4 milioni) e si spera che i risultati siano altrettanto alti. Ma vediamo meglio la storia passata nel ruolo di "sgaloppatore" della fascia destra.

Christian Maggio, 30 anni: gol decisivo nel Derby e grandi prestazioni nella Samp.


Nell'estate del 2008, la Samp opta per la solita cessione annuale della gestione Marotta: a partire è Christian Maggio, autore di un'annata straordinaria. La sua intesa con Cassano è talmente buona che la Samp, per tutta la stagione, si permette di non giocare con un centravanti vero, tanto Bellucci e lo stesso Maggio realizzano (insieme) gli stessi gol di un grande attaccante: 12 per l'ex Bologna, 9 per il cursore veneto. A quel punto, la Sampdoria lo cede al Napoli di Aurelio De Laurentiis per la cifra di 8 milioni di euro. Sembra una perdita incolmabile, vista l'importanza di Maggio nell'allora 3-5-2 di Walter Mazzarri: era praticamente perfetto per essere l'interprete destro nei cinque di centrocampo. Al suo posto, la società fa un doppio acquisto: la Samp prende Marius Stankevicius dal Brescia per 3 milioni di euro e Marco Padalino dal Piacenza per 2.5 milioni. Un duplice colpo che la Samp effettua sperando che i due possano integrarsi presto nel modulo tattico del tecnico di San Vincenzo e permetta alla squadra di avere lo stesso rendimento dell'anno precedente.
Ma sarà un'illusione: per entrambi si presentano problemi, seppur di diversa natura. Padalino ha la corsa di Maggio, ma non è ugualmente ispirato negli inserimenti e spesso sbaglia l'ultimo passaggio per la troppa frenesia; in più, gli infortuni lo mettono fuorigioco di tanto in tanto. Per Stankevicius, il problema è opposto: abituato a giocare da terzino destro nella difesa a quattro, soffre il fatto di dover fare tutta la fascia per tutta la partita, risultando così inefficace per la causa blucerchiata. Padalino decolla nella prima parte della stagione, poi comincia a fare fatica; nel frattempo, Mazzarri è talmente poco convinto dal comportamento di Stankevicius come esterno destro che lo sposta come interno di centrocampo accanto a Palombo e Franceschini. Se per il calciatore svizzero il declino in maglia blucerchiata è segnato dal ritorno al 4-4-2 con Delneri e dall'arrivo di Semioli nella stagione successiva, per Stankevicius c'è ancora l'occasione di incidere come terzino destro, dove viene utilizzato alternandosi a Zauri, arrivato nel frattempo dalla Lazio. Ma nell'inverno del 2010, il lituano va in prestito al Siviglia e saluta la Samp.

Marius Stankevicius, 31 anni: luci ed ombre nei suoi anni blucerchiati.


Luciano Zauri arriva dalla Lazio dopo esserne stato capitano di lungo corso: il suo ruolo di terzino destro nel 4-4-2 non comporta salire troppo e, personalmente, era una delle cose che mi dispiaceva di più. Poche volte, nella sua avventura blucerchiata, ho visto Zauri all'attacco. Certo, era cosa buona e giusta per mantenere l'equilibrio nella fase difensiva del 4-4-2 del tecnico friulano, ma è un peccato. Ma Zauri riesce comunque ad essere utile alla conquista del quarto posto nella stagione 2009/2010, nonostante un rigore "regalato" a Palermo, nella sfida decisiva per il "posto-Champions", che fa sussultare tutti i tifosi sampdoriani. Ad alternarsi con lui, c'è Fabrizio Cacciatore, che verrà ricordato quell'anno unicamente per l'espulsione in uno dei derby più nefasti per i nostri colori.
L'anno dopo, con il preliminare di Champions e il desiderio di non riscattare Zauri, ci si chiede se uno dei grandi colpi della famiglia Garrone sarà proprio in quella zona di campo: la risposta è ben nota. La Samp non compra nessuno (se non Curci per sostituire Storari), sperando che la buona stella la mandi buona e permetta di comprare giocatori dopo aver passato il preliminare. Non andrà così: il Werder passerà il turno con uno psicodramma calcistico che avvilisce un po' l'ambiente blucerchiato. Stankevicius, tornato dall'esperienza di Siviglia con la conquista della Coppa del Re, gioca benissimo i due preliminari, mostrando tutto quello che non aveva fatto vedere nella stagione e mezza precedente. Ma anche qui, la strategia Samp non è delle migliori: il lituano viene ceduto in prestito al Valencia e la società blucerchiata si riprende Zauri, di nuovo in coppia con Cacciatore per occupare il ruolo di terzino destro nella squadra messa in campo da Di Carlo.
Sarà un calvario: Zauri, non aiutato dalla tattica di Delneri, non risulta essere di nessuno aiuto alla causa; Cacciatore ha dei buoni momenti, ma è per lo più confusionario ed arruffone, dimostrandosi non pronto al grande salto; a Gennaio, la Samp prende Gilberto Martinez dal Brescia, che dimostra molta grinta, ma non è un terzino destro e non ha molto tempo di incidere.
Si arriva così all'ultimo anno: Zauri viene lasciato andare, Cacciatore è ceduto al Varese in prestito e c'è un vuoto enorme a destra, dove si tornerà al 3-5-2, secondo la decisione del nuovo tecnico, Gianluca Atzori. I candidati a giocarsi il posto saranno Andrea Rispoli, reduce da una tremenda stagione a Lecce e di proprietà del Parma, ed il redivivo Marco Padalino, reduce da numerosi infortuni e recuperato solo all'inizio della stagione scorsa.
I primi mesi sono terribili: la squadra naviga in acque minacciose, l'obiettivo dichiarato della Serie A è ben lontano dall'essere conquistato e a destra, come in molti altri settori del campo, si soffre. Padalino gioca poche partite, prima che faccia rendere conto ad Atzori che non ha colmato le sue lacune tattiche: la gara casalinga con il Torino segna il suo naufragio. Intanto, Rispoli viene riproposto sia come esterno destro nel 3-5-2 sia come terzino destro nella successiva trasformazione del modulo in 4-4-2. Ma i risultati sono modesti, se non mediocri: il ragazzo non riesce ad integrarsi e spesso corre a vuoto, nonostante il grande impegno. La svolta vera arriva con Iachini, chiamato al posto di Atzori a Novembre 2011: cambia il modulo nel 4-3-1-2 e decide di portare Gaetano Berardi dal Brescia. Anche qui grossa incertezza: le prime due-tre partite di Berardi sono buone, ma poi troppi interventi fallosi ed un Rispoli in crescita verso la fine del campionato lo mettono in panchina. Rispoli si conquista così il posto ed è decisivo nei play-off (salvataggio miracoloso a Modena contro il Sassuolo, assist per il gol-promozione a Varese), ma non viene riconfermato dalla Samp e rimane in B, a Padova, lasciando così nuovamente un vuoto in quella posizione.

Andrea Rispoli, 23 anni: decisivo nel finale dell'ultima stagione sampdoriana.


E adesso? Si è comprato Lorenzo De Silvestri. Il 24enne era stato una promessa della Lazio, che lo aveva fatto esordire a 17 anni con la maglia biancoceleste addosso; a 19 anni, De Silvestri aveva già diverse presenze sia in Serie A che addirittura in Champions League. Poi si è un po' perso, la Fiorentina lo ha acquistato tre anni fa per una cifra di sei milioni di euro: il primo anno e mezzo, tra Prandelli e Mihajlovic, è stato positivo. Poi, però, il tecnico serbo gli ha preferito Comotto e De Silvestri, complice anche il tracollo viola di quest'anno appena concluso, ha visto calare le sue quotazioni. In teoria, è il futuro dell'Italia, visto che il ruolo non ha questi grossi interpreti che girano per il nostro mondo pallonaro; in pratica, il ragazzo deve dimostrare moltissimo. Speriamo lo possa fare, in modo da spezzare questa maledizione che ci portiamo sulla destra. Una maledizione che è già costata abbastanza.

Lorenzo De Silvestri, 24 anni, durante la sua presentazione con il d.s. Sensibile, 40.


12 aprile 2012

Amici di (calcio)mercato.

Strani incroci quelli tra i blucerchiati e le rondinelle. Negli ultimi anni, Samp e Brescia non si sono incrociate troppe vole sul campo: l'anno scorso era la prima stagione di coabitazione nella stessa categoria dopo ben 6 anni. Nel 2004-2005, il Brescia retrocedette con Cavasin in panchina (altro scherzo del destino) e la Samp sfiorava la Champions, con i rimpianti sul campo di Bologna e la festa dell'Udinese contro il Milan al Friuli. 
Quell'anno, i blucerchiati si spartirono il bottino con i bresciani: a Marassi, le rondinelle passarono 1-0 con un rigore contestatissimo di Di Biagio; al ritorno, la Samp restituì il favore al Rigamonti con un fendente sinistro di Tonetto. Da lì in poi, il Brescia piombò nella B per ben 6 anni, tanto da sfiorare ogni anno la promozione e perderla regolarmente.
Poi l'anno scorso riuscirono a tornare nella massima categoria, sfilandoci 4 punti su 6. Punti che probabilmente hanno pesato tantissimo nella nostra retrocessione: nell'andata del Rigamonti, Curci commise la prima papera stagionale, regalando la vittoria al Brescia con una punizione di Cordova; al ritorno a Marassi, si consumò lo psicodramma doriano, con il 3-3 finale, confezionato dalle marcature blucerchiate di Pozzi, Tissone e Mannini e le reti bresciane di Eder e Caracciolo (2).

Già, Eder e Caracciolo. Due (ma non i soli) ad aver condiviso le maglie di Brescia e Samp a breve distanza. In realtà, Eder non è un caso che considereremo in quest'articolo, dato che tra il capoluogo lombardo e la città genovese ha fatto un salto a Cesena, ma è un esempio di come queste due squadre abbiano condiviso molti affari negli ultimi anni di calciomercato.
Non ho potuto spulciare tutte le contrattazioni nella storia delle due società, ma - soffermandoci agli ultimi 10 anni - si trovano parecchie trattative. Alcune saranno una delusione per una squadra, ma acqua fresca per l'altra. Del resto, cambiano le pressioni che si possono trovare in quel di Genova da quelle di una città come Brescia, che - storicamente - ha fatto l'ascensore tra Serie A e Serie B, sopratutto negli ultimi anni.
Diversi sono gli affari di mercato che hanno coinvolto le due società nei recenti anni: per andare a ritroso, i più recenti sono ancora fattori decisivi nel campionato di B ancora in corso. La Samp, a Gennaio, ha acquistato per 5 milioni i talentuosi Gaetano Berardi, difensore, e Juan Antonio, trequartista creativo: sia il difensore svizzero che il talentuoso argentino per ora non hanno convinto e faticano a trovare una certa continuità di prestazioni. Il viaggio inverso, sempre in periodo invernale, l'hanno fatto Salvatore Foti, Pietro Accardi e Federico Piovaccari: se per il difensore è un viaggio di sola andata dopo 5 anni di blucerchiato, per i due attaccanti si tratta di prestito secco. Anche se bisogna cogliere la differenza: Foti, talentuoso prodotto della primavera blucerchiata, cerca ancora la sua collocazione nel mondo del calcio dopo anni di prestiti (Messina, Treviso, Empoli, Piacenza); Piovaccari, dopo i soli due gol segnati e le numerose prestazioni negative con la maglia blucerchiata, è andato a Brescia per ritrovare la vena perduta, senza per altro fin ora riuscirci (un gol contro il Pescara).. non sia mai che la ritrovi proprio sabato!
Senza contare che lo stesso Iachini ha fatto un viaggio da Brescia a Genova, seppur sia stato fermo per 6 mesi tra la retrocessione delle rondinelle e la sostituzione di Atzori avvenuta in blucerchiato.

Andando più lontano con la memoria, i casi diventano molti di più. A Gennaio 2011, sempre Accardi va in prestito al Brescia, segnando un gol e convincendo la dirigenza, tanto che l'anno dopo viene acquistato definitivamente; il tragitto inverso lo fa "El Tuma" Martinez, nazionale costaricano, che alla Samp convince a metà, alternando una forte personalità a momenti di amnesia difensiva.
Arrivando all'estate 2008, si può ricordare l'arrivo di Marius Stankevicius, ragazzo a modo, ma giocatore che non ha lasciato grossi ricordi nelle menti doriane: dopo tanti anni a Brescia, arrivò per essere il sostituto di Maggio, fallendo in ruolo che - peraltro - non era ritagliato sulle sue caratteristiche. Due prestiti a Siviglia e Valencia lo rivaluteranno, tanto da farlo passare alla Lazio sul finire dell'ultimo mercato estivo.
Sempre nel 2008, a Genova, ricordano con giubilo l'addio di Andrea Caracciolo alla maglia blucerchiata: un gol in tutte le sue presenze in quei sei mesi di Samp e tanti saluti. Solo un Brescia determinato a riaverlo salverà una delle poche operazioni-follia di Marotta, tanto da far ritrovare la vena perduta all'ex-numero 29 blucerchiato. Un altro cannoniere che farà il viaggio inverso è Fabio Bazzani: dopo cinque anni e 33 gol con la maglia doriana, passa - a scadenza di contratto - al Brescia, dove avrà poca fortuna, segnando un solo gol in 25 partite.
Sui passaggi dalla Samp al Brescia, c'è solo da ricordare un paio di operazioni di poco conto, come il prestito di Domizzi nel 2004 e la comproprietà di Corrado Colombo, che va alle rondinelle nel 2006. Nell'altro senso, ci saranno invece due parametri zero che faranno le fortune della Samp: Marco Pisano fa una grande stagione e viene venduto a peso d'oro nel 2006; Luca Castellazzi sarà invece una delle colonne portanti della Samp per i 5 anni a seguire.
Anche a livello giovanile ci sono degli scambi: Mustacchio sarà decisivo per la conquista dello scudetto primavera, realizzando il gol del 3-2 nella finale del 2008 contro l'Inter; meno appariscente il periodo bresciano di Bardelloni, non certo rimasto nella memoria, ma solo negli archivi della Lega Calcio.

Detto questo, si può dire senz'alcun errore che c'è un gemellaggio di mercato tra rondinelle e blucerchiati. E quanti affari non sono andati in porto quest'estate (Icardi in prestito) o quest'inverno (si parlava addirittura di Jonathas o Salomon alla Samp): ora il campo. Sabato c'è lo showdown: se non vinciamo, siamo probabilmente fuori dalla corsa play-off. Ma almeno sapremo che c'è un alleato estivo per il calcio mercato..



Luca Castellazzi, 36 anni: in questa foto, difendeva i pali della Samp nella stagione 2009/2010.

07 aprile 2012

Sognare o programmare?

E pensare che, fino al 93', forse il tifoso sampdoriano medio si sarebbe accontentato del punto strappato fin lì, vista la pochezza del match disputato ieri all'Ezio Scida. Ed invece la Samp continua con la tradizione delle sconfitte all'ultimo secondo (vedi Varese e Torino al ritorno), perdendo quel che era un treno imperdibile per i play-off.

La Samp va a Crotone conscia della difficoltà a cui va incontro: i rossoblu vengono da un buon periodo, hanno appena vinto a Padova e l'Ezio Scida - almeno come fattore ambientale - è sicuramente ad appannaggio dei calabresi. I blucerchiati provano a continuare la striscia che li vede reduci da due vittorie consecutive, cambiando poco: rientra Berardi dopo la squalifica e, purtroppo, nel riscaldamento Romero si lussa un dito, essendo così costretto ad accomodarsi in tribuna. Al suo posto, Da Costa a difendere i pali blucerchiati.
Nel primo tempo, il Crotone parte a tutta birra nei primi 10' costringendo la Samp a temere da subito per l'equilibrio della partita: Berardi con Sansone e Laczko con Gabionetta devono prendere le misure e così si soffre all'inizio. Una volta neutralizzati i due esterni crotonesi, la Samp alza leggermente il baricentro e comincia a farsi vedere dalle parti di Belec: prima Eder tenta un pallonetto quasi impossibile su buon lancio di Renan, poi è Obiang a trovare in area Pellé che - aiutandosi un po' con le mani - tira a botta sicura. Ma Belec va in calcio d'angolo. La prima frazione si chiude sostanzialmente con un tiro di Calil respinto in calcio d'angolo da Da Costa e la preoccupazione in casa Samp.
Sì, perché quando si è ormai al 60', si può notare come 3/4 della difesa sampdoriana abbia già un cartellino giallo. Preoccupazioni che si confermano fondate nel secondo tempo, quando Berardi tira giù Correia e si becca il secondo giallo (ahimé, meritato), anticipando il rientro negli spogliatoi: resistere con il Crotone all'Ezio Scida in 10 pare veramente impresa ardua. Ma nonostante tutto, la Samp sembra riuscirci: entrano Soriano, Rispoli e Pozzi, il canovaccio della gara sembra essere però sempre improntato sullo 0-0: il Crotone ha due buone occasioni con il nuovo entrato De Giorgio (il migliore dei calabresi) che prima impegna Da Costa, poi sfiora il gol dell'anno e l'incrocio sul secondo palo da fuori area; dal canto suo, la Samp prima spreca con Eder a Belec ormai battuto, poi Pozzi fa prudere le mani al portiere calabrese con un destro da fuori area.
Sembra fatta. Ed invece, ecco l'ennesima beffa stagionale nel recupero: cross in mezzo di Mazzotta, Eramo spicca in area e realizza un gol dell'ex mai così festeggiato. Capiamo il ragazzo, in fondo alla Samp probabilmente non sarebbe comunque tornato, ma una gioia così non l'avevo mai vista: esultanza alla Matri e fischio finale a condannarci alle prossime otto settimane di sofferenza. Peccato.

Il primo commento che viene è proprio peccato: purtroppo, ne avevo l'impressione. Non che avremmo preso l'ennesimo gol al 90' o giù di lì, ma che sarebbe andata male. Notate una cosa: la Samp fa una gran fatica a segnare nei secondi tempi. Se guardiamo solo il girone di ritorno, gli unici gol nella seconda frazione di gara sono il gol di Bertani a Padova, quello di Juan Antonio a Torino e quello di Foggia a Grosseto. Stop. E' come se la Samp - anche in gare come queste, al piccolo trotto - finisse la benzina: è un segnale preoccupante per una squadra che dovrebbe correre 90 e più minuti per cercare di recuperare l'ultima posizione play-off. Per carità, fosse stato questo il trend da settembre, saremmo probabilmente con Pescara, Sassuolo e Verona.. ma la realtà dei fatti è questa.

Da Costa 6+ | Fa il suo come solito. Però, cerchiamo di non addossargli colpe che non sono sue: il gol di Eramo, probabilmente, non lo para neanche Romero.
Berardi 4.5 | Decisamente il peggiore, non solo per l'espulsione, ma per la poca propensione offensiva e per la scarsa tecnica che dimostra in questa partita: da brividi un retropassaggio a Da Costa nel primo tempo.
Gastaldello 6.5 | Il migliore: non soffre mai Calil.
Rossini 6 | Sufficienza anche per lui, ma peccato per il finale.
Laczko 5+ | Visto tutto quello che si diceva di Gabionetta e le sue note difficoltà difensive (sulle quali bisognerà lavorare per renderlo più forte), se l'è cavata anche troppo bene.
Obiang 5.5 | Malino anche lui, non s'impone contro Galardo e compagnia.
Renan 5.5 | Mette l'unico assist decente della partita.
Munari 5 | Malino anche oggi, onestamente lo vedo un po' stanco: sarà il caso di fargli tirare il fiato? E' alla decima partita consecutiva da titolare. Facciamo Bertani la vendetta?
Juan Antonio 5 | Mah. Un grosso mah, mi fermo lì.
Eder 5.5 | Si sbatte, come al solito, ma anche oggi niente gol. Giustificato perlomeno dal nulla che lo circonda sul campo di Crotone.
Pellé 5.5 | Niente esultanza per l'Elvis Presley de noi altri.

Soriano 5 | Bruttina la sua partita, neanche uno spunto.
Rispoli 5 | De Giorgio fa quello che gli pare sulla sua fascia.
Pozzi 6 | Entra e prova a sgomitare, lottare, creare qualche pericolo.. inutilmente.

E ora? La verità è che adesso la prossima settimana è un "dentro o fuori": la partita con il Brescia non diventa importante, ma fondamentale. La prossima settimana il Padova andrà a Castellamare dalla Juve Stabia, il Varese andrà a Modena contro i canarini gialloblu e noi riceveremo il Brescia: senza una vittoria, sarebbe lecito pensare che il treno play-off possa andare via. Peggio ancora se a vincere fosse proprio il Brescia.
Insomma, la prossima settimana è la chiusura del cerchio: la vittoria come unico risultato possibile. Altrimenti, sarà meglio salutarsi e pensare già a Giugno.



Pedro Obiang, 19 anni, insegue il capitano del Crotone, Galardo. Prova non eccezionale per il numero 14.

01 febbraio 2012

Difficilmente migliorabile.

Ed eccoci qui. Il tanto temuto 31 Gennaio è passato (non nel migliore dei modi, a dir la verità), ma finalmente si può analizzare con più calma la situazione, le entrate, le uscite, tutto quello che ha caratterizzato il modo di operare della società blucerchiata in sede di mercato: con la consapevolezza che qualcosa è stato fatto. L'immobilismo tanto paventato non c'è stato, almeno su questo credo che si potrà esser d'accordo; certo, poi conta anche come ti muovi e forse proprio su questo c'è da fare qualche rimprovero. Andiamo però con ordine, vedendo (con l'elenco riportato qui sotto) i movimenti della Samp in entrata e in uscita:

MOVIMENTI IN ENTRATA:
Mustafi (d, Everton - parametro zero), Berardi (d) e J. Antonio (c, Brescia - titolo definitivo per 5 mln.), Gentsoglou (c, AEK Atene - parametro zero), Munari (c, Fiorentina - titolo definitivo per 1 mln.), Renan Garcia (d/c, CFR Cluj - prestito a 1 mln. con diritto di riscatto a 3.2 mln.), Eder (a, Cesena - titolo temporaneo), Pellé (a, Parma - titolo temporaneo con diritto di riscatto della metà fissato a 2 mln.)

MOVIMENTI IN USCITA:
Accardi (d, Brescia - cifre sconosciute), Foti (a, Brescia, prestito con diritto di riscatto), Dessena (c, Cagliari - modalità da definire), Bentivoglio (c, Padova - titolo definitivo), Maccarone (a, Empoli - titolo temporaneo), Koman (c, Monaco - titolo definitivo), Signori (c, Modena - titolo temporaneo con diritto di riscatto della metà), Piovaccari (a, Brescia - titolo temporaneo), Palombo (c, Inter - titolo temporaneo per 1 mln. con diritto di riscatto a 3 mln.).

Anticipo il fatto che parlerò di Palombo in un articolo a parte, non si può mettere il capitano in un trafiletto dedicato al calcio mercato, merita certamente uno spazio tutto suo per parlare della sua storia..

Movimenti in entrata - voto 5
Analizziamoli per bene. Cosa ci serviva assolutamente? Terzini (Rispoli e sopratutto Castellini hanno fallito miseramente) e un regista (dato che i nostri centrocampisti giovani sono bravi, ma non tutti hanno il dono dell'impostazione, il Volpi della situazione ci manca). Sono arrivati? No. Sicuramente gli acquisti fatti in questa sede di calciomercato invernale potrebbero essere utili e lungi da me sparare sul loro conto ancor prima di averli visti in campo, però rimane il fatto che il regista non è arrivato e, Berardi a parte, di terzini neanche l'ombra.
Mustafi è un colpo per il futuro, malaccio non dev'essere, ma va testato. 
Gentsoglou è un onesto medianaccio, è una scommessa a 160.000 d'ingaggio: se ci va bene, abbiamo svoltato; se ci andasse male, ce ne faremmo una ragione. Comunque questo tipo di scommesse alla Samp mancavano, perciò benvengano.
Eder è un buonissimo giocatore per la B (per la A, attendiamo tempi migliori), ne è stato capocannoniere due stagioni fa e ha il suo perché; può giocare da prima e seconda punta - meglio la seconda soluzione - ed è stato utile a qualunque squadra che se ne sia fregiato in questa categoria. Anche la formula è buona, perché nel caso fallissimo l'assalto alla Serie A - come credo avverrà.. - bisognerà vedere se il ragazzo ha il desiderio di rimanere. Noi speriamo di sì, mi pare che un riscatto fittizio sia fissato a 2.8 mln., con Maccarone ad Empoli sicuramente limeremo la cosa.
Renan Garcia può essere tutto o niente: ho visto la sua carriera su Wikipedia, veramente nulla di esaltante.. di lui hanno detto che è "un brasiliano con la testa da europeo", lo spero perché i giochetti non ci servono. Ha un buon sinistro, finalmente tirerà le punizioni qualcuno che è in grado di farlo: detto questo, non ci conto tantissimo ed il riscatto mi pare esagerato. Speriamo comunque possa rendersi utile.
E veniamo quindi alle note dolenti o quantomeno chiaroscure. Se ci riferiamo alle seconde, parliamo di J. Antonio e Berardi. Dopo un mese, possiamo dire che i ragazzi hanno dato parziali soddisfazioni: J. Antonio va a folate, quand'è in giornata - tipo Padova - è utilissimo alla manovra, ha lo spunto, sa smistare molti palloni, ma sembra essere troppo innamorato della palla; Berardi è un buonissimo giocatore per le squadre di Iachini, uno che ama giocare di rimessa, ma quando si tratta di fare la partita (es. Livorno) abbiamo visto che saliva meno e faticava di più anche in difesa.. vedremo, 5 milioni mi sono sembrati comunque troppi.
Le note dolenti sono Pellé e Munari, per motivi molto diversi. Il primo ha avuto come massimo score 10 gol al Cesena in B 5 anni fa.. fidarsi di uno così, anche per fare la riserva di Pozzi, fa onestamente rimpiangere Piovaccari, che - con tutto lo scazzo incorporato - credo possa fare meglio del buon Graziano; il secondo è un ottimo giocatore per la B e anche in A non ha sfigurato, ma dov'è la prospettiva nell'acquisto a titolo definitivo di un 28enne che ha sfiorato la A giusto l'anno scorso? Nessuna. Ecco perché mi dispiace. Poi magari fa 8 gol e tutti contenti, ma a pensare Soriano in panca per Munari.. non so voi, mi vengono i brividi, altro che progetto.
Il regista manca, si punterà su Obiang, buon giocatore che ricorda un po' Vieira, ma l'ex-capitano dell'Arsenal non mi risulta fosse un regista.. il terzino manca almeno a sinistra, la speranza è che si punti su Laczko, visto che ormai è rimasto e sembra poter fare lo stesso percorso di Ziegler, lavorandoci su.. vedremo. Sta a Iachini (aiuto).

Movimenti in uscita - voto 8
In uscita cosa cercavamo invece? Via tutti quelli che, per motivi d'ambiente, di mancanze tecniche, di spazio, non erano adatti alla causa blucerchiata. Caso Palombo a parte, mi sembra che in questo settore si sia fatto molto bene e parecchio velocemente: voglio ricordare che, a 10 giorni dalla fine del mercato, molta gente era ancora qui. Perciò un plauso a Sensibile ogni tanto facciamolo e ricordiamoci che ad inizio Gennaio ci si lamentava del fatto che molti erano rimasti..
Partiamo dalle note positive, che in uscita sono state parecchie: Accardi, a scadenza di contratto, passa al Brescia a titolo definitivo, non lasciando molti rimpianti, dato il suo poco utilizzo negli ultimi anni ed il largo uso che se ne è fatto quest'anno, con notevoli danni (vedi Nocerina - Sampdoria come esempio pratico ed esplicativo). Bentivoglio, oggetto di notevoli contestazioni, è andato a Padova, dove probabilmente si rigenererà, ma a noi frega onestamente poco, per un semplice motivo: il ragazzo è probabilmente uno dei giocatori con meno personalità che abbia mai visto non con la maglia della Sampdoria, ma in generale nel calcio. Mai una giocata in verticale, mai uno spunto, sempre passaggi indietro o in orizzontale.. le doti tecniche (non esaltanti) ci sono, altrimenti negli anni precedenti non avrebbe fatto quello che ha fatto. Di certo, non lo rimpiangeremo.
Dessena è andato a Cagliari, facendosi subito notare per buoni prestazioni: nonostante questo, anche lui non sarà rimpianto, alla Samp (dato il suo costo: 4.5 mln. per la sua metà dal Parma nel 2008) non ha mai dato la sensazione di poter essere utile in maniera continuativa. Foti è andato a Brescia in prestito, ambiente adatto per lui, dove cercherà di farsi spazio: giusto così, è la sua chance per esplodere definitivamente e non credo che alla Samp ci sarà mai il giusto spazio per lui.. un peccato, ripensando a quel Samp-Messina del 2006, nel quale veniva santificato come il nuovo che avanza.
Piovaccari è finito, dopo le ultime convulse ore di mercato, anch'egli al Brescia, nell'ambito di un'operazione di prestito che non vede diritto di riscatto: geniale. Il ragazzo, palesemente scazzato ed in rotta con l'ambiente, qui non ha più credito ed il fatto di giocare con un'indolenza pari a quella di Cristiano Ronaldo non gli ha giocato a favore. In realtà, non è mai sembrato interessato alla causa blucerchiata ed il prestito ai lombardi può solo revitalizzare il suo valore, per poi rivenderlo quest'estate e farci un importo simile a quello pagato quest'estate, che grida ancora vendetta.
Con lo stesso intento è stata portata a termine l'operazione che porta Maccarone per 6 mesi ad Empoli: anche qui, colpo di genio, nel senso che il ragazzo ha chiaramente chiuso con noi (le esclusioni degli ultimi tempi dai convocati l'hanno fatto comprendere) e farlo tornare nel posto dove è esploso può renderlo appetibile per qualcuno o, male che vada, può essere pedina di scambio in un eventuale passaggio a titolo definitivo di Eder alla Samp, dato che la squadra proprietaria del cartellino del brasiliano è proprio l'Empoli. Anche per lui nessun rimpianto: con tutto il rispetto che può derivare dai problemi personali che ha vissuto, nessuno gli obbligava di giocare in quelle condizioni. Ha segnato tutti gol a risultato già deciso, inutili per le sorti della squadra ed è stato trattato molto meglio di chi ha giocato meno e combinato di più.
La nota chiaroscura è per Koman, passato al Monaco nelle ultime fasi di mercato: che l'operazione fosse da portare a termine e a titolo definitivo era chiaro. Il ragazzo si era bruciato nell'ambiente con l'episodio della contestazione a Bogliasco, lo sputo ricevuto e la risposta anche incazzosa riferita ai tifosi; inoltre, non era ben visto neanche da tecnici. Il dubbio mi rimarrà sempre: era un giocatore da Samp o meno? Difficile dirlo, poiché se si scorre la classifica dei minuti/delle presenze in campo, Koman risulta essere agli ultimi posti, ma questo non dice molto sulla sua capacità di incidere per la Samp in campo (altrimenti Henry non doveva essere comprato dall'Arsenal o bisognava dare dei pazzi ai romanisti che presero Mancini dal Venezia e lo misero accanto a Totti nell'anno del quasi scudetto..). La verità è che il ragazzo è solo il simbolo di un progetto naufragato miseramente (anche) per colpa dei tifosi: il progetto giovani. La squadra del 2008 che fece il Triplete a livello Primavera si è rivelata una delusione, un po' per mancanza di doti o personalità (es. Fiorillo nei suoi due periodi in prestito), un po' perché noi tifosi non siamo stati pazienti (mi viene da pensare ai fischi rivolti a Marilungo che, anche con zero gol, ci metteva molto più impegno dei vari Piovaccari o Foggia.. o alle critiche spesso preventive a Signori e Soriano quest'anno su Internet). E' un peccato che si sia fatta questa fine, capisco che il ragazzo sia bruciato qui, ma nessuno mi toglierà il dubbio che non potesse essere utile alla causa.
Infine, nota negativa per Signori: c'era veramente bisogno di Munari e Gentsoglou? Con Signori in casa? Altro prodotto di quella primavera, con buon rendimento già provato in B, non è stato mai usato, mai in campo, bisfrattato da gente che non l'aveva neanche visto giocare e bollato come "pippa" anche prima di metter piede sul terreno di gioco. Ora è a Modena, si spera di rivederlo l'anno prossimo, ma capiremmo benissimo se il ragazzo non volesse tornare..
Su Palombo, dico solo che non mi è piaciuta la formula: il capitano si vende o si tiene, non si lascia in questo limbo. E se poi tornasse a Giugno, perché l'Inter non ha intenzione di riscattarlo?
Detto questo, operazione Palombo a parte, gli obiettivi sono stati raggiunti: se uno volesse fare il pignolo, potrebbe dire che Semioli è ancora qui fino a Giugno e che Fiorillo non è stato prestato, ma sono dettagli. Per me, in uscita si è fatto (quasi) tutto bene.


E ora? Ora ci si rituffa nel campionato, senza il numero 17, ma con la consapevolezza che la squadra è nuova, più adatta a ciò che chiede il tecnico, che - per me - nelle prossime 3 gare si gioca tutto: Grosseto, Albinoleffe e Torino diranno che campionato aspetta la Samp. Ripeto, l'anonimato è sul ciglio della nostra porta, ma se si perdessero due di queste tre gare.. siamo sicuri che saremmo tranquilli?

Un ultimo pensiero va al nostro d.s., Pasquale Sensibile, che è stato autore di un epic fail clamoroso: Foggia è in panchina, Piovaccari dopo 6 mesi è andato, Bertani è in panchina per Eder, Castellini messo ai margini, Rispoli sostituito da Berardi e Costa ripreso per i capelli solo perché non c'è un terzino degno di questo nome. Insomma, un mercato estivo CANCELLATO. Ma, come disse lui a Novembre, questa squadra è difficilmente migliorabile.




Pasquale Sensibile, 40 anni, d.s. della Sampdoria dal Giugno del 2011.