Visualizzazione post con etichetta berni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta berni. Mostra tutti i post

25 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - parte prima).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la prima parte, riguardante portieri e difensori.

Sergio Romero, 26 anni: stagione strana la sua, la prima in A.

PORTIERI
1 Angelo Da Costa (4 presenze, 7 gol subiti): 6.5 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Il portiere della normalità: ogni tanto ha dei guizzi (vedi rigore parato in Samp-Sassuolo dell'anno scorso), ma rende secondo una linea che non subisce mai sobbalzi o cali. Lui fa quel che può e lo fa bene: gioca solo quattro partite stagionali, ma trova il modo di farsi apprezzare. E' destinato ad essere il secondo a vita in A, ma è un ruolo in cui eccelle senza problemi.

22 Sergio Romero (33 presenze, 40 gol subiti): 6.5 - migliore match: Milan-Samp 0-1
Le numerose disattenzioni degli ultimi tempi hanno fatto passare in secondo piano le parate compiute ad inizio stagione. Qualcuno si ricorda i suoi miracoli a "San Siro", le due grandi partite contro la Roma o gli interventi allo "Juventus Stadium"? No, di questi tempi faccio anche io a ricordarle; tuttavia, esse non vanno dimenticate, altrimenti non si riuscirebbe a dare la giusta caratura all'annata del portiere della nazionale argentina. Non un gran scuola, ma uno che - per doti tecniche - in A può starci benissimo.

32 Tommaso Berni (3 presenze, 5 gol subiti): 6 - miglior match: Parma-Samp 2-1
Arrivato come uomo spogliatoio di ritorno dal Portogallo, il ragazzo fa il suo dovere di collante all'interno dell'ambiente. Poi, in campo, scende per tre volte e prende cinque palloni dal fondo della porta, senza rimanere particolarmente in mente per i suoi interventi.

DIFENSORI
3 Andrea Costa (28 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Napoli-Samp 0-0
Sicuramente una delle migliori rivelazioni del Doria di quest'anno, sebbene la prima parte di stagione non sia stata particolarmente esaltante. Il guaio principale è che - da terzino nella difesa a 4 - non si esalta. Inoltre, appariva molto nervoso e già l'anno scorso, in B, aveva avuto un calo vertiginoso delle prestazioni. Lo subisce anche in A, riprendendosi da gennaio in poi, quando comincia a sfoderare ottime giocate. Certo, l'infortunio lo mette fuori gioco qualche settimana fa, ma spero possa essere più continuo l'anno prossimo.

7 Paolo Castellini (8 presenze, 0 gol): 6 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Se l'anno scorso ci si aspettava molto da lui, nonostante l'anno di poche presenze a Roma, quest'anno non c'era eccessiva attesa per le sue prestazioni: per questo, è molto più facile dargli la sufficienza, specie per il finale di campionato. Quando c'è stato bisogno, il terzino è diventato centrale sinistro ed è stato all'altezza del suo compito.

8 Shkodran Mustafi (17 presenze, 0 gol): 6.5 - migliore match: Samp-Bologna 1-0
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

13 Gaetano Berardi (21 presenze, 0 gol): 5
Stagione a due facce la sua: nella prima parte di campionato, sotto Ferrara, è tosto e ricorda il Campagnaro dei bei tempi per la tenacia, privata però del dribbling. Alla lunga, il fatto che non spinga mai su quella fascia si fa sentire e alla lunga viene lasciato fuori. Rossi lo utilizza un paio di partite: quando lo svizzero si fa espellere ingenuamente allo "Juventus Stadium", il tecnico capisce che non può più contare su di lui.

Andrea Costa, 27 anni, una delle note positive della stagione blucerchiata.


15 Simon Poulsen (7 presenze, 0 gol): non giudicabile - miglior match: Lazio-Samp 2-0
Quando parti titolare per tre volte in stagione e scendi in campo per appena 10' nelle altre quattro presenze,  difficile darti un giudizio: questo è quello che mi sento di dire su Poulsen, un mistero del mercato blucerchiato. Perché un nazionale danese, regolarmente convocato, non poteva giocare al posto dell'ectoplasmatico Estigarribia? Ai posteri l'ardua sentenza. Tuttavia, non accetto il dettame per cui, se né Rossi, né Ferrara l'hanno schierato, allora qualcosa che non andava c'era per forza. No, non poteva andare peggio del paraguaiano.

17 Angelo Palombo (15 presenze, 0 gol): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Non era facile rimettersi in gioco. Su questo, ha aiutato parecchio l'arguzia di Delio Rossi: l'ex tecnico di Lazio e Palermo aveva capito come Palombo non potesse essere più utile per la causa blucerchiata come regista di centrocampo, dove Krsticic, Obiang e Maresca gli avrebbero mangiato in testa. Così, il numero 17 è stato riadattato come libero, riscoprendo una seconda giovinezza. Pur rimanendo convinto che non debba esser titolare, potrebbe aver trovato il modo di rendersi utile fino al ritiro.

19 Lorenzo De Silvestri (25 presenze, 2 gol): 6 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Il suo correre sulla fascia ricorda quello di altri protagonisti degli anni scorsi in maglia blucerchiata: ha tante capacità atletiche, ma i suoi piedi sono quelli di Cristian Maggio. E ho detto tutto. Non per nulla, i suoi due gol stagionali - importantissimi - vengono da precise inzuccate sui cross... degli altri: prima contro il Catania, poi contro la Juventus. Nella prima parte della stagione, viene accantonato da Ciro Ferrara per Berardi; poi Delio Rossi lo rimette in gioco e lui tira fuori una buon periodo di forma. Tuttavia, il suo riscatto è esoso e spero che si possa trovare qualcuno che effettivamente salti l'uomo e/o metta in mezzo cross ficcanti.

28 Daniele Gastaldello (34 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Milan-Samp 0-1
Quel clamoroso salvataggio sulla linea a "San Siro" contro il Milan inaugurò il ritorno di Gastaldello in A: spesso cercato da club della massima serie, il centrale ha giocato una buona stagione, seppur macchiata da alcune prestazioni indegne delle sue capacità. Il rosso contro la Fiorentina ed alcune altre ingenuità mi portano a pensare che lui possa fare di meglio di così.

35 Jonathan Rossini (26 presenze, 0 gol): 5.5 - miglior match: Samp-Napoli 0-1
Il soldato Johnny ha subito parecchio il salto dalla B alla A: se nella cadetteria si era dimostrato affidabile e sicuro, nella massima serie bastano 5-6 partite per farlo barcollare. Riesce ad annullare Cavani al "Ferraris", ma poi si perde in tante partite. La sua prestazione a Palermo è il punto più basso della stagione e così Ferrara lo mette da parte; quando il terzetto difensivo è ormai stabilito, lui è costretto a fare da ripiego, senza neanche troppo successo. Diamogli comunque tempo: ha un bel passo, un piede educato. Deve solo imparare ad essere più sicuro di sé. 

Simon Poulsen, 28 anni, uno dei punti interrogativi della Samp di quest'anno.

29 ottobre 2012

Adesso basta.

Certi spettri non vanno mai via. Non è bastata una promozione in rimonta e l'inizio di campionato a razzo per tranquillizzare l'ambiente. La Samp incassa la quarta sconfitta consecutiva, la seconda casalinga, perdendo contro il Cagliari per 1-0. A questo va aggiunto il dettaglio - non irrilevante - che la rete decisiva è dell'ex Daniele Dessena. Insomma, se ti può andar male, andrà sicuramente così. Inoltre, mercoledì si va a trovare un Inter cinica, ma in forma.. le prospettive non sono buone. Se c'è una cosa positiva, perlomeno la squadra ha dato qualche piccolo segnale di risveglio rispetto alle prestazioni di Verona e di Parma. Vediamo come è andata.

Daniele Dessena, 26 anni, esulta per il gol dell'ex che deciderà la partita.

La Samp riparte dopo la sconfitta al "Tardini" schierando il solito 4-3-3: Estigarribia è riportato nella sua posizione d'attacco, mentre Poli torna ad occupare il ruolo di mezz'ala sinistra a centrocampo. Dentro anche Soriano e Tissone per sostituire Obiang e Maresca, entrambi assenti per infortunio. Con Romero squalificato, è Berni a sostituirlo; il rebus vero è per il terzino sinistro. Costa squalificato, Poulsen ritenuto non idoneo da Ferrara, così come Castellini. E allora è Berardi a giocare a sinistra, con l'esordio dal 1' di De Silvestri come terzino destro. Il Cagliari, non avendo Cossu e Pinilla, davanti s'affida a Nené e Thiago Ribeiro con Nainggolan in appoggio alle due punte.
Il Doria parte bene nella prima frazione, esercitando subito una certa supremazia territoriale; il Cagliari, squadra solida ed accorta, aspetta e cerca di colpire in contropiede. Al 4', Estigarribia cerca di sorprendere Agazzi da fuori area, ma il portiere avversario blocca in due tempi; subito dopo, la Samp sfiora il vantaggio con un colpo di testa di Gastaldello. Sul corner battuto da Tissone, il capitano spedisce il pallone di poco a lato.
Al 9', l'unico squillo di tromba degli ospiti: il destro di Thiago Ribeiro è però centrale e Berni respinge senza problemi. Da lì in poi, la Samp tiene il pallino del gioco, ma non tira praticamente mai; l'impressione è che manchi la giocata negli ultimi 25 metri, dove i padroni di casa fanno girare il pallone senza mai centrare lo specchio della porta. Se escludiamo due tiri dal limite dell'area di Estigarribia ed Eder a lato, il primo tempo scivola verso la fine senza regalare emozioni, seppur la Samp sembri in controllo della gara.
Manco a farlo apposta, bastano 90 secondi a cambiare tutto. Al rientro degli spogliatoi, Gastaldello rinvia male di testa un lancio lungo della difesa del Cagliari e Thiago Ribeiro raccoglie il pallone; l'attaccante brasiliano arriva fino in area, dove serve Dessena, che di testa batte Berni per l'1-0 ospite. Stadio ammutolito e tifosi increduli, mentre Dessena inscena danze di gioia per il classico gol dell'ex.
La Samp ha subito l'occasione del pareggio al 50': punizione dalla distanza di Eder, Agazzi respinge in bager e Gastaldello è lì per metterla dentro di testa. Peccato che il capitano blucerchiato sprechi clamorosamente l'occasione, spedendo a lato. Sarà la più ghiotta occasione della partita ed il Doria comincia a pasticciare, a faticare nella costruzione del gioco. Il cambio Munari per Poli serve a far rifiatare il centrocampista in vista della trasferta di Milano; peccato, dato che era il migliore in campo per distacco. Eppure, l'ex Lecce trova subito il modo di farsi amare: punizione di Tissone e Munari mette dentro di testa per l'1-1. Grande esultanza, ma il gol viene inspiegabilmente annullato per fuorigioco di Maxi Lopez, che eppure non tocca la palla e quindi non contribuisce all'azione. Il numero 11 della Samp è in gioco, ma poco importa: diventano così tre gli episodi dubbi in quattro partite. Viene difficile parlare di sfortuna..
Da lì, la Samp scompare nella sua pochezza e crea solamente altri due tiri verso la porta avversaria: un altro colpo di testa di Munari ed un tiro-cross di Eder che Agazzi mette in angolo. Il Cagliari, invece, grazie all'inserimento di Ibarbo, trova modo di tenere palla in maniera più intelligente e difendere il risultato senza troppi affanni. Gli ingressi di Icardi e Juan Antonio per Tissone e Berardi alzano teoricamente il baricentro della squadra, ma in realtà non producono occasioni da gol. Addirittura sono gli ospiti a sfiorare il raddoppio, prima con un bel destro di Dessena dal limite dell'area, poi con Nené. In entrambe le circostanze, Berni è più che attento nel neutralizzare gli attacchi avversari. Finisce 1-0 e così diventano sono 15 anni che non si batte il Cagliari a Marassi: anche questi, del resto, sono record.

Munari, 29 anni, realizza il gol dell'1-1. Peccato che venga ingiustamente annullato..

Berni 6 | Onestamente, un lato positivo di questa partita è capire che il tuo terzo portiere può giocare qualche partita in Serie A. Sul gol qualcosina in più poteva fare, ma tutto sommato è sempre attento e sventa anche il 2-0 cagliaritano nel finale.
De Silvestri 5,5 | Se le sue sgroppate offensive sono una rinfrescante novità rispetto a Berardi, la sua poca tecnica e la sua scarsa capacità difensiva sono il contraltare delle sue caratteristiche tecniche. E (forse) una spiegazione al perché era la sua prima da titolare in campionato..
Rossini 5,5 | Partita senza infamia né lode, se non fosse che si lascia sfuggire Dessena nell'occasione del gol.
Gastaldello 5 | Sul capitano vanno due colpe più ampie rispetto al suo compagno di reparto. Il gol nasce da un suo errato disimpegno difensivo e si mangia il più facile dei gol per il possibile 1-1. Peccato, nel primo tempo era stato uno dei migliori.
Berardi 5,5 | Il contrario di De Silvestri. Sembrano "Pinco Panco" e "Panco Pinco". Se l'ex Fiorentina è veloce, atletico, offensivo, ma poco attento in difesa, Berardi è l'esatto opposto: granitico quando si deve difendere, povero quando si deve attaccare. Metterlo sulla sinistra, poi, non aiuta i suoi cross, che finiscono puntualmente in gradinata.
Tissone 5 | Ci si attendeva di più dall'argentino. Sappiamo tutti del fatto che sia compassato sul campo, ma ci si aspettava che le sue verticalizzazioni improvvise potessero accendere la Samp; non ce ne sono state. Qualcuno rimpiange addirittura Palombo..
Soriano 5,5 | Molto attivo, nel primo tempo il suo dinamismo aiuta il Doria a mantenere il pallino del gioco; nel secondo, però, scompare dal campo e sbaglia anche le cose più semplici.
Poli 7 | Decisamente il migliore. Nei primi 45', annulla Nainggolan e riparte con intelligenza, è ovunque. Poi Ferrara lo toglie, probabilmente per preservarlo in vista di Milano. Peccato.
Estigarribia 5 | Altra gara senza spunti per il paraguaiano; avrebbe le doti atletiche per impensierire Avelar ed ogni tanto ci prova, ma mai con continuità. L'ex Juve si sta rivelando una delusione, non sembra mai la giornata in cui possa cambiare la partita.
Eder 6 | Solita generosità, mette un paio di volte in difficoltà Agazzi con tiri da lontano, ma vede poco la porta da vicino.. figuriamoci da 25-30 metri.
Maxi Lopez 6 | Anche lui si sbatte, duella con tutti, artiglia palloni, ma poi tutti lo seguono a 20 metri di distanza ed è difficile far ripartire l'azione così.

Munari 6,5 | Entra e mi chiedo quale contributo possa dare al posto del migliore in campo fino a quel momento. Poi mi smentisce segnando il gol dell'1-1, inspiegabilmente annullato. Sfiora ancora la rete da angolo, ma è troppo tardi.
Icardi s.v. | Messo al posto di Tissone, non si capisce bene perché un ragazzo del '93 debba salvare la faccia ad una squadra che ha fatto due tiri in porta in 80 minuti. Si crea qualche spazio, ma non c'è occasione seria di ribaltare il risultato.
Juan Antonio s.v. | L'unica cosa che posso dirgli è: bentornato. Sarà utile nella rotazione delle punte.


E adesso? Si va a Milano, contro un'Inter che non gioca benissimo, un po' fortunata, ma molto cinica ed in grado di punirti quando meno te l'aspetti. A Bologna, i nerazzurri hanno tirato fuori una bella prestazione e Cassano non vede l'ora di timbrare da ex. Insomma, le previsioni non sono rosee, se ci aggiungiamo anche il fatto che mancheranno Munari e Krsticic, mentre Maresca ed Obiang paiono difficilmente recuperabili. Una cosa è certa: bisogna dire "basta". Basta a questa sfortuna che ci perseguita tra infortuni e decisioni arbitrali discutibili tra Napoli, Parma e Cagliari. Basta a questa pochezza offensiva, che sta letteralmente uccidendo questa squadra, nonostante Eder sia alla sua migliore stagione di sempre e Maxi Lopez si stia facendo in quattro per aiutare la Samp. Ma sopratutto basta a questa striscia di sconfitte, che ci sta trascinando verso la zona retrocessione. Tra l'Inter e l'Atalanta, potremmo dire basta anche a Ferrara come allenatore della Sampdoria; ma questo è un altro paio di maniche. Chi vivrà, vedrà: così si dice.

Andrea Poli, 23 anni: probabilmente il migliore dei blucerchiati in campo ieri.

16 settembre 2012

Il cinismo è il nostro mestiere.

Che dire.. forse non ce lo saremmo mai aspettati. Se qualcuno mi avesse detto che avremmo fatto tre vittorie nelle prime tre giornate, la risposta più plausibile sarebbe stata una grossa risata. Ed invece questa Samp ha una dote di cinismo che in 16 anni da tifoso sampdoriano non avevo mai visto. Il Doria espugna Pescara per 3-2 dopo una partita sofferta, nella quale l'avversario potrebbe meritare il pari, ma i blucerchiati sono più lesti. Sono più svelti. Sono, in una parola, concreti. E questa dote sarà solo di buon auspicio durante tutto il corso del campionato, dato che i 40 punti della salvezza dovranno arrivare il prima possibile. Intanto ci stiamo togliendo molte soddisfazioni.

La Samp si presenta a Pescara con 10/11 confermati rispetto al precedente match casalingo contro il Siena. L'unica differenza si trova tra i pali. Romero aveva chiesto un permesso da molto tempo per assistere alla nascita della sua secondogenita e, per questo, è rimasto in Argentina. Con Da Costa squalificato fino a Novembre per il calcio-scommesse, in porta si schiera Tommaso Berni, terzo portiere doriano. Ultima partita in Serie A nel Febbraio del 2011. Insomma, se non è scommessa, poco ci manca. Il Pescara, invece, ha cambiato molto. Nella sosta, Stroppa ha avuto tempo per riflettere e comprendere che il 4-3-3 iniziale era troppo spregiudicato per gli abruzzesi. Così, il Pescara si dispone in una nuova veste, il 4-2-3-1, che perlomeno dà più copertura alla sventurata difesa dei delfini.
Vedendo i primi minuti di gioco, la mossa sembra azzeccatissima. Prima Weiss spara centralmente su Berni dal limit dell'area, poi per poco non accade la frittata. Lungo lancio di Colucci al 5', Rossini buca l'intervento e Vukusic si avventa sul pallone, colpendo la traversa dal limite dell'area. Primo brivido dopo appena cinque minuti. E la Samp non sembra dare segni di risveglio, tanto che è ancora Vukusic a rendersi pericoloso. L'ex Hajduk di Spalato prima calcia a lato su assist di Quintero, poi pressa Berni e per poco non lo costringe ad un rinvio controproducente. Il numero 32 blucerchiato, infatti, rinvia addosso al croato, che manca di poco il gol fortunoso.
Quando Poli è costretto ad uscire per infortunio (al suo posto entra Soriano), la Samp si sveglia. Non produce molto, ma perlomeno non lascia il pallino del gioco al Pescara. Prima Maxi lancia Soriano, che però si fa soffiare palla da Eder in fuorigioco; poi Costa colpisce male di testa un pallone scodellato in area da Maresca.
Se la Samp pare in difficoltà, una verticalizzazione basta a risolvere i problemi della formazione di Ferrara. Obiang taglia a metà il centrocampo pescarese e serve in profondità per Eder. Il brasiliano salta Zanon e, con Perin in uscita, serve Maxi Lopez. A porta spalancata, è un gioco da ragazzi per l'argentino: 1-0 e premio anche troppo grande per una Samp inguardabile nei primi 25 minuti di gioco. Il primo tempo non riesce a proporre nient'altro, se non un'entrata da "arancione" di Cascione su Obiang.
Nel secondo tempo, l'inizio è simile a quello del primo: Pescara con il pallino del gioco in mano e Samp in balia degli abruzzesi. L'unico lampo doriano dei primi dieci minuti è di Eder, che salta Zanon con un gioco di prestigio e sfiora il 2-0 con un destro dal limite dell'area, che si spegne di poco a lato. A quel punto, si scatena il giovane colombiano Juan Quintero, che sarà una spina nel fianco per la difesa blucerchiata fino a fine partita. Inoltre, Vukusic coglie un'altra traversa, stavolta con un sinistro fortunoso, battezzato malissimo da Berni. Eder è costretto al cambio - anche lui per infortunio - e Ferrara mette dentro Kristicic, sacrificato nuovamente come esterno.
Il Pescara ha una super-occasione con Weiss, che salta Berardi e Maresca prima di sparare alto a pochi metri da Berni. Stroppa prova la mossa della disperazione: dentro Caprari per Zanon, con l'arretramento di Balzano ed il baricentro dei biancoazzurri che diventa molto offensivo. Ma quando il Pescara tenta il tutto per tutto, la Samp raddoppia. Kristicic, sulla linea dei centrocampisti nell'occasione, trova il corridoio giusto per servire Estigarribia. Il suo lancio di 30 metri mette il paraguaiano nella condizione di freddare Perin con un gran sinistro dentro l'area. 2-0 e Pescara ancora una volta disattento in difesa, sopratutto quando bisogna effettuare la tattica del fuorigioco.
Da lì, la partita è in mano alla Samp. Che sfiora un altro gol sempre con Estigarribia, ma Perin si fa trovare preparato. Mentre Weiss conlcude la propria partita con una punizione a lato, prima di farsi sostituire da Celik. E dopo che la Samp ha nuovamente sfiorato il 3-0 con un bel sinistro a giro di Kristicic, il Pescara accorcia le distanze. Quintero semina il panico nella difesa blucerchiata, prima di servire un solissimo Celik, che batte Berni dall'interno dell'area. 2-1 e partita riaperta.
Bastano 120 secondi ed il match sembra sigillato: Soriano serve Maxi Lopez in profondità, il centravanti sampdoriano fa scorrere il pallone e batte Perin per la terza volta. Il suo destro chirurgico vale il 3-1 per gli ospiti. Buttato dentro anche Abbruscato per un buon Vukusic, il Pescara si getta in avanti senza più guardare alla difesa. Caprari è il protagonista del finale convulso di partita. Prima ci prova da fuori, ma Berni para a terra. Poi il talento scuola Roma trova il gol del 2-3 con un gran destro dai 25 metri: nulla da fare per il portiere sampdoriano, che pure tocca il pallone prima che finisca in rete. Il finale è un pressing asfissiante, che però non porta alla creazione di nessuna chiara occasione da gol. E' 3-2 Samp.
Un punteggio tutto sommato giusto, ma se i padroni di casa avessero pareggiato, forse non ci sarebbe stato nulla da dire. Il Pescara, con questi uomini e con questo modulo, può sicuramente mettere più paura di quanto non ne abbia fatta nelle prime due giornate. Certo, andrà registrata un pochino la difesa, spesso impreparata agli attacchi avversari. La Samp è molto cinica, come mai abbia ricordato nella mia vita da tifoso.

Berni 5.5 | Insomma.. il ragazzo non giocava da parecchio e ha disputato solo sei partite negli ultimi cinque anni. Onestamente, era difficile aspettarsi di più.
Berardi 6 | Weiss fa tanta scena, ma alla fine non gli crea grossissimi problemi.
Rossini 6 | All'inizio si lascia scappare Vukusic, poi si riprende senza troppe incertezze.
Gastaldello 6.5 | Il migliore della nostra difesa, sempre sul pezzo.
Costa 6 | Finché è in campo, fa il suo compitino. Avrebbe potuto osare di più, visto che Balzano - in quanto terzino di ruolo - non lo ha attaccato così insistentemente.
Maresca 6 | Bene in fase d'impostazione, ma quanto soffre la mobilità di Quintero. Il ragazzino colombiano lo salta parecchie volte, dimostrando che anche l'età conta qualcosa.
Obiang 6.5 | Partita leggermente sotto la media, ma non può essere straordinario sempre.
Poli 6.5 | Il migliore della Samp nei primi e tremendi 20'. Poi s'infortuna ed è costretto a lasciare il campo.
Estigarribia 6 | Lo salva il gol, altrimenti sarebbe stato - senza dubbi - il peggiore degli undici con la maglia blucerchiata. Abulico, assente, non attacca quasi mai Modesto. Quando poi viene spostato sulla sinistra, a causa dell'infortunio di Eder, Zanon gli concede molto più spazio e lui colpisce.
Eder 6.5 | Buona la partita del brasiliano. Molti spunti, ma sopratutto l'intesa con Maxi Lopez cresce con il passare delle gare. Peccato per il suo infortunio, speriamo non sia nulla di grave.
Maxi Lopez 8 | Che mostro. Non lo noti molto, ma intanto siamo a tre gol in due gare e mezzo con la maglia della Sampdoria. Se sarà questo il ritmo tenuto dal "rubio", sarà difficile stargli dietro. Il secondo gol è da centravanti di razza.

Soriano 6 | Prova sufficiente la sua, peccato per il mancato dinamismo che di solito fornisce alla squadra.
Kristicic 7 | Continuo la mia personale crociata contro il ruolo che Ferrara ha designato per il ragazzo. Non è un esterno. Infatti, la cosa migliore della sua partita la fa quando è sulla linea dei centrocampisti. Il lancio per il 2-0 di Estigarribia è roba degna di un centrocampista con i controfiocchi. Speriamo che l'allenatore se ne renda conto.
Castellini 5.5 | Speravo di vedere Poulsen in campo. Purtroppo il danese non sembra ancora pronto e allora dentro l'eterno ex Parma, che però vede le stelle contro Caprari.


Adesso siamo a nove su nove. Oddio, i punti in classifica sono otto, ma quel -1 comincia ad essere solo un dato statistico e non più un fastidio. Ora ci attende il Torino, che affronteremo in casa nel prossimo turno. Il match del 23 Settembre - ore 12.30 - ci permetterà di sfidare degli eterni rivali. Ma sopratutto dei contendenti alla salvezza. La squadra di Ventura mi sembra quadrata, ma noi abbiamo dimostrato di non essere da meno. Bisognerà ricordarsi le due sconfitte dell'anno scorso per evitare di commettere gli stessi errori. Due 2-1 che costarono molto in termini di orgoglio. L'importante è vincere, per arrivare sereni alle due sfide di fuoco contro Roma e Napoli. Del resto, abbiamo imparato che il cinismo è il nostro mestiere.

Maxi Lopez, 28 anni, è in forma: tre gol in tre gare con la maglia della Samp.

10 settembre 2012

Pane, amore ed esperimenti.

C'è la pausa per le nazionali, ma la Sampdoria non si ferma. Ciro Ferrara ed il suo staff hanno approfittato di questo "intervallo" per mettere a punto alcuni schemi e la condizione fisica dei giocatori, grazie ad un'amichevole contro il Parma. Organizzato all'Ennio Tardini, l'incontro di sabato ha lasciato alcune sensazioni importanti all'allenatore. La squadra è scesa in campo con il classico 4-3-3, che vedeva sul terreno di gioco interpreti che non erano stati molto utilizzati dall'allenatore nei primi 180' di campionato. Con i nazionali impegnati in amichevoli e partite di qualificazione, c'è stato molto spazio per gli esperimenti. L'1-1 finale, con le reti di Fideleff al 37' e di Eder all'83', ha lasciato qualche indicazione importante. Una su tutte per quanto riguarda l'attacco. Ferrara ha messo in campo un tridente molto offensivo, con tre punte davanti: Icardi e Eder sugli esterni a supportare il centravanti Pozzi. Se il buon Nick si è trovato bene nella sua posizione, un po' più fatica l'hanno fatta il giovane argentino e la seconda punta brasiliana, che sono mancati d'attenzione riguardo le coperture a centrocampo. In effetti, un 4-3-3 ben funzionale dovrebbe avere - come interpreti offensivi - un esterno di centrocampo, una seconda punta ed un centravanti, in modo da non sbilanciare l'assetto della squadra. Con due attaccanti ed una prima punta, i risultati non sono stati esaltanti e si è sofferto sopratutto nella seconda frazione di gioco. L'altro esperimento portato avanti da Ferrara è stato Berardi in posizione di centrale di difesa: anche in questo caso, non è andata benissimo. Il ragazzo è un terzino puro e ha fatto fatica vicino a Gastaldello, rimediando anche un giallo durante il secondo tempo. La sua posizione è la fascia destra di difesa, con i pregi ed i difetti che contraddistinguono il suo gioco.
Tra i più positivi segnalo Berni, Tissone e Renan. Se l'argentino è parte integrante di questo progetto tecnico, il portiere ex Lazio riassaporava i 90' dopo molto tempo. E la sua prova è stata di buon livello, respingendo in più occasioni l'attacco del Parma. Aveva anche fatto un mezzo miracolo sul colpo di testa di Fideleff, ma non è bastato per evitare il gol. La sensazione è che Tommaso sia in forma e questo è di buon auspicio in vista di Pescara, quando Romero mancherà per seguire la nascita della sua secondogenita e Da Costa sarà ancora squalificato per il calcio-scommesse. Nella trasferta abruzzese, sarà Berni a difendere i pali della Samp e sembra in un buon stato di forma. Per chiudere, il brasiliano ha dimostrato che il tempo passato in panchina in questo inizio di stagione non lo ha svalutato, anzi lo ha motivato ulteriormente. Le staffilate mancine che sono tipiche del suo repertorio non sono passate di moda. Invece, le note negative si possono registrare per quanto riguarda le prestazioni di Munari, Castellini ed Icardi. Il centrocampista è mancato del solito dinamismo che lo contraddistingue, mentre l'ex Parma ha dimostrato che non può dare più un certo contributo alla causa doriana a causa del suo gioco scolastico e delle poche sovrapposizioni in attacco. La delusione più cocente, almeno personalmente, viene dal giovane attaccante argentino. Mi aspettavo qualche spunto in più da parte sua, invece è sembrato macchinoso ed un po' in difficoltà.
Sono indicazioni generali che saranno utili per il resto del campionato. Il Parma è sembrata una buona compagine, sebbene un po' carente a livello di esterni, ma con tanto fosforo a centrocampo. E' sembrato interessante anche Arteaga, classe 1994 che farà parlare di sé con la maglia gialloblu. In ogni caso, è stata l'occasione per celebrare la tradizionale amicizia che contraddistingue le due tifoserie da diversi anni, con tanto di striscioni celebrativi.

Foto di gruppo per le due squadre, simbolo di un gemellaggio duraturo.

A livello di trasferimenti, il calciomercato in entrata ha fatto registrare un'ultima operazione. La Sampdoria ha prelevato Davide Gavazzi, ala classe 1986, dal Vicenza, pur lasciandolo in prestito in Veneto per un'altra stagione. Un acquisto costato un milione di euro e che spero possa essere utile alla causa blucerchiata nel prossimo futuro. Se le operazioni in entrata sono finite, quelle in uscita hanno avuto un'impennata. La delega concessa dalla Lega Calcio a Grosseto, Vicenza e Lecce ha portato la Samp a sfoltire coloro che sono rimasti fuori dal progetto tecnico di Ciro Ferrara. Se Gavazzi (o almeno il suo cartellino) ha preso la strada di Genova, il tragitto inverso è stato percorso da tre giocatori blucerchiati. Marco Padalino e Franco Semioli si sono trasferiti a titolo definitivo. Per lo svizzero quattro stagioni in blucerchiato senza particolari lampi, per l'esterno ex Chievo tre annate travagliate. Ma quando c'è stato, è risultato decisivo (vedi approdo in Champions League). A Vicenza, seppur in prestito, si è trasferito anche Zsolt Laczko. L'ungherese avrà l'occasione per fugare ogni dubbio sulla sua effettiva valenza: utile alla Samp o giocatore da scartare? Vedremo a Maggio. Infine, l'ultima operazione in uscita è stata effettuata nella mattinata: Salvatore Foti a Lecce a titolo definitivo. Un peccato, se si ripensa a quel gol in Samp-Messina del 2005/2006. Allora aveva 18 anni ed il mondo ai piedi, ma troppi prestiti sono andati sprecati e la Samp ci ha rinunciato. Personalmente gli auguro il meglio in Salento, sono convinto che possa sfondare almeno in B, figuriamoci in Lega Pro..
Ora, l'unico "esodato" di lusso rimane Angelo Palombo. Per lui si avanza l'ipotesi del re-integro e chissà che Ferrara non ci pensi per il centrocampo della Samp, sebbene il reparto sia molto affollato. Gli esperimenti sono ancora in corso..

Zsolt Laczko, 26 anni, nazionale ungherese: per lui il prestito a Vicenza è fondamentale.