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23 novembre 2015

Magre consolazioni.

Come prima si poteva fare di meglio, ma ci vuole tempo. La prima di Vincenzo Montella alla sua terza esperienza in blucerchiato - la prima in panchina - non passerà alla storia per esser stata indimenticabile: la sconfitta per 1-0 sul campo dell'Udinese fa male, sopratutto perché il Doria non è stato inferiore ai padroni di casa in una partita comunque molto brutta.

Oggi ha risuonato l'inno francese in tutti gli stadi di Serie A.

La Samp di Montella si presenta più o meno con lo stesso modulo visto nel finale dell'avventura di Zenga: 4-3-3 con Carbonero, Éder e Muriel davanti. Nessuna novità di spicco, se non il rientro di Moisander dal primo minuto. Colantuono prosegue imperterrito con il 3-5-2, sebbene non sia il suo marchio di fabbrica: davanti Aguirre e Thereau.
Il primo tempo è la più divertente delle due frazioni in quanto a occasioni: solo al 17' però c'è la prima occasione della gara, con Éder che brucia tutti sul passaggio filtrante di Carbonero. Purtroppo, il tiro dell'italo-brasiliano è a lato. Poco dopo è Soriano a tentare la fortuna con un tiro dai 20 metri, senza però inquadrare lo specchio della porta.
Al 25' è l'Udinese che si fa finalmente vedere: Silvestre incescpica su Moisander e lascia molto spazio a Thereau, che tenta il destro. Gran parata di Viviano, che poi vede scorrere a lato il tiro di Iturra sulla ribattuta. Due minuti e la Samp ha la più grande occasione di tutta la gara: pallonetto di Éder per De Silvestri, che solo davanti a Karnezis spedisce in curva.
E allora i friulani sfruttano la miglior occasione del loro primo tempo al 34': cross di Aguirre, sponda di Thereau e Badu s'inserisce. Il ghanese non sbaglia davanti a Viviano ed è 1-0. Malissimo Carbonero nell'occasione, che segue Badu fino al limite dell'area e poi improvvisamente lo molla. Non ci sono altre emozioni da segnalare nella prima frazione.
La ripresa sarà molto più brutta, anche perché nessuna delle due squadre riesce a spostare il risultato: l'Udinese sembra mantenere il vantaggio, mentre la Samp crea a malapena un'occasione. Al 57', su lancio di Fernando, Muriel salta Danilo per l'unica volta di tutta la gara. Davanti a Karnezis, però, il colombiano spedisce il pallone addirittura in fallo laterale.
Un'altra conclusione di Fernando è l'ultima emozione regalata dalla Samp al "Friuli". Dal canto loro, i padroni di casa non fanno che gestire il vantaggio senza creare nessuna occasione. Due tiri dalla distanza di Ali Adnan e Badu sono il massimo di pericolosità raggiunta dall'Udinese nella ripresa. Finisce 1-0 e l'unica da segnalare nei minuti finali è l'espulsione di Zukanovic (decisione troppo severa).

L'Udinese respira in classifica con questa vittoria.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 5.5, Moisander 6, Zukanovic 5.5; Soriano 5.5 (dal 36' s.t. Bonazzoli s.v.), Fernando 6, Barreto 5; Carbonero 5.5 (dal 19' s.t. Christodoulopoulos 5.5), Muriel 5.5 (dal 19' s.t. Cassano 5.5), Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

Alla prima da allenatore della Samp, Montella non ricorderà volentieri questa partita. Le sue dichiarazioni post-gara sono comunque incoraggianti, visto che l'Aeroplanino sembra aver già individuato i problemi. E sopratutto ha dimostrato di averne ancora tecnicamente: al minuto 85 ha fatto uno stop di petto che ho raramente visto negli ultimi due-tre anni da un giocatore blucerchiato...
La verità è che ci vorrà tempo: al di là dell'aver perso contro una squadra inguardabile dal punto di vista del gioco (forse la peggiore in Italia dopo l'Hellas), la Samp ha mostrato un pochino di fraseggio in più e meno lanci. Solo la coppia Silvestre-Moisander è stata costretta al rinvio: si sta quanto meno lavorando sulla mentalità offensiva.
La classifica parla chiaro: la giornata di ieri ha consentito a molte squadre di superare la Samp. Non credo si rischi la zona retrocessione: il Frosinone è a -5 e la Samp prima o poi ingranerà. Certo, oggi si paga il non aver sfruttato gli impegni contro Empoli e Chievo per mettere qualche punto in cascina. Ma allora ci sarebbe ancora Walter Zenga sulla nostra panchina...
I prossimi impegni parlano chiaro: fino a Natale, la Samp è attesa dalla trasferta di Milano contro i rossoneri, poi Sassuolo in casa, Lazio fuori e Palermo di nuovo al "Ferraris". Tranne l'ultimo impegno con i siciliani, sono tutti impegni abbastanza complicati. L'importante sarebbe girare a Natale a quota 20: una magra consolazione.

Vincenzo Montella, 41 anni, alla prima in panchina con la Samp.

01 giugno 2015

Europa amara.

Doveva essere un'ultima dell'anno piena di gioia, invece ha rischiato di trasformarsi in uno psicodramma. La Samp aveva bisogno di un punto per festeggiare un probabilissimo ingresso in Europa League. Il punto è arrivato, ma il Parma ha dimostrato di esserci in campo; ben diverso l'atteggiamento blucerchiato, con l'addio di Mihajlovic sullo sfondo.

I supporters blucerchiati, l'unica cosa da salvare ieri sera.

Diversi gli atteggiamenti con cui si sfidano le due squadre per questo finale di campionato. Il Parma ha già salutato i propri tifosi al Tardini nell'ultima gara casalinga contro l'Hellas Verona; la Samp, invece, deve fare meglio rispetto all'ultima uscita al Castellani di Empoli. La condizione fisico-psicologica è a pezzi, ma basta un punto per raggiungere l'Europa League. Per altro, va conquistato contro chi ha vinto la sua unica gara in trasferta a settembre 2014, quando il Parma vinse in rimonta contro il Chievo e con ben altro organico.
La Samp prende possesso del campo nei primi 15', ma senza grande convinzione. L'unico a tirare verso la porta di Mirante è Eto'o, che però non fa correre pericoli al Parma. Al contrario, gli ospiti guadagnano campo e fiducia: Nocerino impensierisce due volte la Samp, prima dalla distanza e poi di testa. I gialloblu hanno una clamorosa doppia occasione al 31': su cross di Cassani, Nocerino viene lasciato libero di colpire di testa e Viviano respinge. Sulla ribattuta, è José Mauri a provare il bolide dai 25 metri: la palla finisce sulla traversa e stavolta il portiere del Doria è fortunato. Arrivano anche i primi fischi di un frastornato pubblico blucerchiato.
Il primo tempo si chiude con l'unica seria occasione della Samp: Eto'o ha il solo sprazzo di classe della sua gara e serve l'accorrente Duncan, che è smarcato ma svirgola di sinistro il pallone del possibile 1-0. Al ritorno in campo, la Samp trova per lo meno il gol del vantaggio, seppur casualmente: al 54', Regini apre per Duncan su una ribattuta. Il ghanese mette in mezzo e Romagnoli la prende di nuca, battendo Mirante. Un bel regalo da parte del difensore, che potrebbe aver giocato la sua ultima gara con la Samp: alla Roma lo aspettano.
Tuttavia, i padroni di casa non spingono più. Una volta ottenuto il vantaggio, in casa Doria si pensa che la gara sia finita. Il Parma è nella sua metà campo, ma non si fa nulla per cercare il raddoppio. Così ci pensano gli ospiti ad approfittare di una distrazione per pareggiare: su rilancio di Mirante, Silvestre è rimasto in attacco e Romagnoli viene saltato da Palladino, che supera Viviano con un pallonetto. L'ex Genoa sente sempre aria di derby al Ferraris e i tifosi blucerchiati non esitano a riservargli cori per lo meno ostili.
Mentre l'Inter vince a San Siro contro l'Empoli, la Samp si tira ancora su con l'ultimo sforzo del suo campionato. Al 77' arriva il 2-1: su corner, Correa centra la traversa, ma la palla rimane in area. Romagnoli la rimette in area piccola, dove Eto'o manca l'intervento ma per fortuna c'è De Silvestri. Quarto gol del suo campionato, il difensore chiama a raccolta tutti per un gesto d'unità. Sarà la rete decisiva per i destini europei della Samp. Nel finale Varela purtroppo pareggia, lasciato colpevolmente solo da Eto'o e libero di battere Viviano di controbalzo. Ma almeno è arrivato ciò che serviva. L'unica cosa positiva di una serata di stanchezza.

I tifosi del Parma ringraziano Donadoni: è stato un anno difficile.

Viviano 6; De Silvestri 6, Silvestre 6, Romagnoli 6, Regini 6; Acquah 5 (dal 1' s.t. Correa 6.5), Obiang 5, Duncan 5.5 (dal 41' s.t. Palombo s.v.); Soriano 4.5; Eto'o 4.5, Muriel 5 (dal 29' s.t. Bergessio s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Onestamente non mi aspettavo un'altra prova del genere. Quando Mihajlovic ha rinviato l'ennesimo allenamento in settimana, ho capito che la spia della benzina era finita, almeno a livello fisico. Ma psicologicamente speravo in una reazione: quanti di questi ragazzi ha giocato in Europa? Ve lo dico io: ben venti, ma circa un terzo l'hanno fatto da protagonisti. Pensavo che molti la volessero giocare.
In realtà, la squadra e la società hanno dato l'impressione di non volerci andare, almeno non così. A Ferrero non piace il fatto di partire dal 1° luglio (senza Muriel), alla squadra forse l'idea di vacanze brevi non aggrada. Ora però ci siamo e bisognerà fare del proprio meglio. Ripeto, è solo una sensazione. Ma molto forte, specie dopo aver visto le ultime gare. Il gol di Eto'o a Empoli si è rivelato più importante di quanto avevamo capito domenica scorsa.
Stupisce ancora di più la flemma mostrata ieri dalla squadra di fronte a un Parma che aveva fatto solo sei punti nelle precedenti 18 partite lontano dal Tardini. I gialloblu di Donadoni hanno accumulato una vittoria, quattro pareggi (con quello di ieri al Ferraris) e ben 14 sconfitte fuori casa. Eppure siamo andati vicini a regalare al Parma l'ultima gioia della loro storia in A, nonché il posto in Europa all'Inter. Il 2-2 è persino un risultato bugiardo, se pensiamo che gli ospiti hanno avuto più occasioni pur stando quasi esclusivamente nella loro metà campo.
E allora qualche colpa gravita anche su Sinisa Mihajlovic, che ieri ha salutato tutti. Lo ringrazio per questi 18 mesi, ma due frasi non vanno via dalla mia testa. La prima: «Ho saldato il mio debito con la Samp». Vero, ma di debiti saldati è meglio comunque parlare dopo l'ultima gara della stagione, non prima. Se non si fosse centrata l'Europa, qualcuno avrebbe messo da parte il contesto generale. La seconda: «Dovunque sono andato, chi mi ha preceduto e chi mi ha succeduto ha fatto peggio». Falso. Falso a Firenze, a Bologna, con la Serbia. Falso persino con il Catania, dove Mihajlovic ha fatto bene come alla Samp, ma Montella e Maran han fatto meglio. Forse qualche delirio di onnipotenza andrà evitato a Napoli, possibile meta del tecnico.
Ora il futuro, che (purtroppo) sembra avere il volto di Walter Zenga. C'è da lamentarsi per tre motivi. Il primo: la poca inventiva. Possibile che in Europa non ci sia una scommessa migliore da fare? Il secondo: è una scommessa, visto che Zenga non allena in Italia dal gennaio 2010 e a Dubai non ha fatto bene. Il terzo, il più importante (almeno per me): è l'ennesimo motivatore. L'ultimo tecnico che ha fatto giocare bene la Samp è stato Gigi Delneri. Poi mazzate, tanta organizzazione e grinta, ma di gioco quasi zero. Insomma, l'Europa c'è, ma è un po' amara (salvo sorprese).

La festa della Samp dopo l'1-0 di Alessio Romagnoli, 20 anni.

27 aprile 2015

E ora?

Quattro. Come le gare senza vittorie (l'ultima contro l'Inter in casa, a inizio marzo). Come gli attaccanti nel finale, ma senza successi. Come i gol presi ieri a Napoli, dove la Samp ha dovuto soccombere di fronte ai partenopei, in gran forma. La corsa all'Europa League si fa molto più complicata del previsto.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, a segno per il classico gol dell'ex.

La Samp cambia notevolmente dal pareggio interno contro il Cesena: messa da parte l'idea dei quattro attaccanti, Mihajlovic si presenta al San Paolo con il consueto 4-2-3-1: Soriano, Éder ed Eto'o dietro l'unica punta Okaka. Il serbo ci tiene a far bene: in settimana il Corriere dello Sport ha dato per fatto un accordo proprio con il Napoli. Lui smentisce, ma le attenzioni di una società così importante lo adulano. Benitez invece opta per molti cambi, con l'ex Gabbiadini in campo dal 1' alle spalle di Higuain.
Pronti, via e la Samp riesce a portarsi in vantaggio a sorpresa. Dopo una botta e risposta tra la punizione di Mesbah (sventata da Andujar) e due tiri di Higuain (uno largo, l'altro respinto da Viviano), gli ospiti vanno sull'1-0. Palla straordinaria di Soriano in profondità, Éder corre in profondità e semina Britos. Quando mette in mezzo per Okaka, sulla traiettoria si inserisce Albiol, che fa autorete e regala il vantaggio alla Samp.
Il Napoli continua a fare il suo gioco, fatto di un lungo possesso-palla e di molto attacco. Palombo rischia la frittata al 15', quando perde palla malamente a centrocampo. Da lì, Callejon si presenta di fronte a Viviano, ma il portiere blucerchiato e Romagnoli salvano. Alla lunga, il Napoli trova il pari al 30': palla a Gabbiadini, che prova un destro debole e leggermente deviato dal limite dell'area. Il pallone sembra saldamente nelle mani di Viviano, ma il numero 1 ospite combina un patatrac e lascia scorrere il pallone in porta.
Dopo il pareggio, arriva subito il vantaggio dei padroni di casa: uno-due tra Higuain e Gabbiadini, con l'ex blucerchiato a fare da perno. Una sorta di pick and roll calcistico, dove Romagnoli perde male Higuain, scontrandosi con Silvestre. In tal modo, l'argentino si presenta da solo davanti a Viviano e lo batte per il 2-1. Finisce così un primo tempo rinunciatario da parte della Samp, che perde anche Éder per infortunio.
Neanche il tempo di rientrare dagli spogliatoi che la Samp prende il terzo gol. In fase d'impostazione, De Silvestri regala il pallone a Insigne. Con Palombo e Obiang dieci metri più avanti, il capitano del Napoli può partire in campo semi-aperto e impostare un gran destro liftato, sul quale Viviano valuta male la traiettoria. Sembra fuori, invece la palla va all'angolo per il 3-1. La partita finisce realmente lì, con la Samp incapace di tirare verso la porta avversaria.
Il Napoli sfiora il quarto gol a più riprese: Silvestre respinge una bella conclusione di Higuain in angolo, David Lopez impegna Viviano dai 30 metri e poi ancora il numero 9 azzurro manca di poco la doppietta personale. Nessun problema, ci pensa De Silvestri a regalargli quest'occasione dal dischetto, a causa di un fallo molto ingenuo su Hamsik. La trasformazione è perfetta. Nel finale, a nulla serve la bellissima conclusione di Muriel dai 25 metri, che vale un 4-2 tanto inutile quanto di grande impatto. La Samp esce con le ossa rotte dal San Paolo, ci vorrà un altro spirito per raggiungere l'Europa.

L'autorete di Raul Albiol, 29 anni, per il momentaneo vantaggio ospite.

Viviano 5; De Silvestri 4.5, Silvestre 6, Romagnoli 5.5, Mesbah 5.5; Obiang 6, Palombo 5 (dal 17' s.t. Duncan 5.5); Éder 6 (dal 43' s.t. Muriel 5.5), Soriano 6 (dal 30' s.t. Bergessio 5.5), Eto'o 5.5; Okaka 5 - già pubblicate su SampNews24

Per chi avesse avuto qualche dubbio, il Napoli è due spanne sopra la Sampdoria. C'era chi parlava di sogni di Champions, addirittura. Direi che è ora di svegliarsi: al di là della differenza tecnica, la partita di ieri mostra anche una differenza d'atteggiamento. La Samp di oggi non potrebbe mai arrivare terza, con quest'atteggiamento rinunciatario. Così come non avrebbe potuto neanche quella del girone d'andata, comunque ottima.
La corsa europea adesso si complica. Il perché è spiegato sopratutto da un risultato, ovvero l'inaspettato successo del Torino nel derby della Mole. Il 2-1 alla Juventus porta la squadra di Ventura a -3 dalla Samp e a -2 dalla Fiorentina. Nonostante gli scivoloni in casa e un'Europa League da conquistare, rimango convinto che la lunghezza dell'organico farà arrivare i viola davanti alla Samp. Il nostro obiettivo rimane il sesto posto, ma il calendario del Torino nelle prossime gare mi fa venire più di un dubbio.
La brutta notizia riguarda Éder: uscito al 43' del primo tempo dopo un contrasto con Britos, l'attaccante ha confessato di aver sentito il ginocchio "ballare". Brutto segnale, tanto che lo stesso italo-brasiliano ha confessato: «Temo che la mia stagione sia finita qui». Brutto segnale per chi ha tirato la carretta tutto l'anno. E ora temo che Mihajlovic dovrà pensare a un passaggio al 4-3-1-2, installando Soriano come trequartista e puntando tutto sulla coppia Eto'o-Muriel. Non che si caschi male, ma bisognerà vedere se il serbo punterà sull'ennesimo cambio di modulo.
Intanto la prossima settimana sarà decisiva: la Samp è attesa da due gare casalinghe di fondamentale importanza, dalle quali sarebbe ottimo tirar fuori quattro punti. La prima sarà quella contro l'Hellas di mercoledì. Gli scaligeri sono ormai salvi, ma sembrano esser tornati in forma grazie sopratutto a quel "giovanotto" di Luca Toni (ieri doppietta e 17 gol in campionato). Sabato arriva la Juve, forse già campione d'Italia e attesa da una semifinale di Champions League tre giorni dopo. E ora? Tocca correre.

L'errore di Emiliano Viviano, 29 anni, sul gol dell'1-1 azzurro.

17 marzo 2015

Grande presente, promettente futuro.

L'aveva detto Lorenzo De Silvestri negli ultimi giorni: «Ci manca una vittoria contro le grandi». Detto-fatto e la Samp trova un 2-0 a Roma contro i giallorossi in piena crisi. Nel primo tempo non sembrava un risultato possibile, ma con il vantaggio tutto è cambiato. E ora la Samp si permette addirittura di sognare la Champions, a soli quattro punti. Ma bisogna volar basso.

Francesco Totti, 38 anni, tra i migliori della Roma stasera.

La Samp si presenta all'Olimpico con una tradizione poco positiva contro i giallorossi (una vittoria in 12 anni) e spera nel colpaccio, specie dopo le due vittorie consecutive contro Atalanta e Cagliari, che hanno rilanciato i blucerchiati. Dal canto suo, la Roma deve rispondere alle critiche e al fatto che non vince da diverso tempo in campionato: una sola vittoria nel 2015 in A (a Cagliari) e tante, tantissime difficoltà per la compagine di Rudi Garcia. Mihajlovic non rinuncia al 4-3-3 e schiera un Eto'o terzino, mentre davanti Okaka deve tenere alta la squadra.
Il primo tempo è solo a marca giallorossa: la Samp si fa notare solo per tre gialli, ma non tira neanche una volta in porta. I primi 45' sono da schiaffi per la poca intraprendenza mostrata. Keita si vede un gol annullato al 15' (giustamente) per fuorigioco, ma al 27' Totti - che contro la Samp ci vede benissimo (15 gol) - tira centrale su Viviano dall'interno dell'area. Regini rischia in due occasioni: al 40' serve Gervinho con un retropassaggio corto, ma Viviano esce ed evita il peggio. Cinque minuti più tardi, il numero 19 blucerchiato rischia l'autogol, ma è ancora una volta il portiere della Samp a salvare sulla linea. Viviano si ripete anche al 47' su Gervinho lanciato in corsa verso la rete: il destro dell'ivoriano viene toccato in angolo.
Fortunatamente, Mihajlovic ha un piano in mente. Lasciata sfogare la Roma nella prima frazione, la ripresa è di tenore diverso. La Samp soffre un filino meno e comincia anche a farsi vedere in avanti. In più, la fortuna ha abbondantemente assistito la Samp nel momento giusto. Totti sfiora nuovamente il vantaggio al 47', poi la Roma scompare per venti minuti. E i blucerchiati ne approfittano. Al primo tiro in porta, la Samp passa in vantaggio un po' a sorpresa: gran lavoro di Eto'o sulla fascia, con il camerunense che salta due avversari e mette in mezzo. Romagnoli devia l'assist e a centro area c'è De Silvestri: il terzino viene contrastato da Florenzi, ma riesce comunque a tirare e porta la Samp in vantaggio al 59'.
La girandola di sostituzioni nella Roma non cambia nulla, nella Samp mette la partita nelle mani degli ospiti. Duncan e Muriel per Obiang e Okaka cambiano la gara, tanto che al 76' il Doria raddoppia. Fuga sulla fascia di Muriel, che rientra sul destro e salta Astori a centro area: la sua conclusione termina sul palo. Sul proseguimento dell'azione Duncan serve l'accorrente Eder, che salta quasi tutti, ma trova Astori sulla sua strada. Sul rinvio, c'è ancora Muriel, che batte De Sanctis: 2-0 e partita chiusa. La gara finisce ancor di più quando Viviano chiude per l'ennesima volta la saracinesca prima su Verde e poi (alla grande) su Pjanic. L'espulsione di Keita - con Calvarese troppo permaloso - è solo l'apice delle difficoltà romaniste: la Samp non vinceva all'Olimpico dal 25 aprile 2010, quando Pazzini lanciò i blucerchiati nella rincorsa al quarto posto.

Lorenzo De Silvestri, 26 anni, a segno per l'1-0 dell'Olimpico.

Viviano 8; De Silvestri 6.5, Silvestre 6.5, Romagnoli 7, Regini 5.5; Obiang 5 (dal 17' s.t. Duncan 6), Palombo 6.5, Soriano 6.5; Eder 6.5 (dal 47' s.t. Wszolek s.v.), Okaka 5.5 (dal 29' s.t. Muriel 7.5), Eto'o 7 - già pubblicate su SampNews24

Indubbiamente la Roma avrebbe meritato qualcosa in più. Specie nel primo tempo, quando i giallorossi hanno dominato e la Samp ha rinunciato (sì, rinunciato: anche più del solito) a giocare nei primi 45'. Ciò ha creato la possibilità di un'ecatombe, ma la grande serata di Viviano e una Roma al tempo stesso sfortunata e imprecisa hanno permesso agli ospiti di restare in vita. Poi si sa: se non chiudi una gara, il gol può sempre arrivare dall'altra parte. E la Roma - in questo momento - è capace di perdere queste gare.
Tra le note positive, c'è da annoverare sicuramente Luis Muriel. Il colombiano è arrivato qui tra i dubbi di molti (compresi i miei): giusti gli 11 milioni spesi per un giocatore che in un anno e mezzo ha segnato quattro gol in 35 presenze in A con l'Udinese? Se la forma fosse questa sino a giugno, è stato un azzardo ben ripagato. Lo confesso: sono un suo ammiratore sin dai tempi di Lecce. Ho sempre pensato che fosse molto simile a Ronaldo, ma temevo che Udine e la sua condizione atletica l'avessero rovinato. Forse per sempre. Invece, Luis mi ha smentito e non posso che esserne felice. Può essere che nell'estate 2016 Luis ci saluti per 50 milioni direzione Liga, ma intanto godiamocelo a pieno.
E ora la classifica si mette bene, perché parla di un +7 sui cugini del Genoa (con una gara da recuperare contro il Parma) e sull'Inter, ovvero i veri rivali della Samp in questa corsa all'Europa. E guarda caso, la prossima settimana proprio i nerazzurri saranno ospiti della Samp al Ferraris. Un incrocio fondamentale. Delle quattro gare difficili a cavallo tra marzo e aprile, quella contro l'Inter è senza dubbio la più importante.
Perché? Facile. Palermo e Torino sembrano un po' scoppiate. Il Milan fatica. Il Genoa ha rallentato dopo il periodo d'oro. Insomma, la squadra di Mancini è l'unica vera contendente per il sesto posto. Una vittoria porterebbe la Samp a +11 dai nerazzurri a dieci giornate dalla fine, nelle quali gli ostacoli per i blucerchiati saranno le trasferte di Napoli e Firenze, più le gare casalinghe contro Juventus e Lazio. Un calendario fattibile, con tante gare in casa verso la fine del campionato. E un (possibile) vantaggio da gestire. Il presente è grande, ma il futuro è ancora più promettente.

L'esultanza della squadra dopo il 2-0 di Luis Muriel, 23 anni.

08 marzo 2015

Tutto è possibile.

Continuità ci voleva e continuità c'è stata: la Samp dimostra che la vittoria di Bergamo non è stata un caso e regola serenamente il Cagliari in 70'. La squadra di Zola dimostra che - giocando così - la B non è lontana, tuttavia la Samp mette in campo quel cinismo che spesso era stato utile durante il girone d'andata. E contro compagini così chiuse, sbloccare la partita diventa fondamentale.

Gianfranco Zola, 48 anni: il suo Cagliari è sempre più vicino alla B.

La Samp si presenta alla sfida contro i sardi dopo i tre punti contro l'Atalanta e con la conferma del 4-3-3. Duncan si sposta in panchina per lasciare spazio al ritorno di Obiang; stessa cosa per Okaka, che cede la sua maglia da titolare a Eder. Dal canto suo, il Cagliari punta anch'esso sul 4-3-3, con il trio composto da M'Poku, Longo e Farias a cercare di qualche problema davanti. In cabina di regia spazio a Cossu, vista la squalifica di Daniele Conti.
Il primo tempo si gioca a ritmi piuttosto blandi: il Cagliari tende a chiudersi in nove dietro la linea della palla, con il solo Longo a rimanere davanti. La Samp, invece, fa un discreto giro palla ed Eto'o è costretto a salire sulla linea dei centrocampisti come a Bergamo. Stavolta la mossa ha un suo senso, visto che c'è troppa densità rossoblu negli ultimi 25 metri. Incredibilmente, è il Cagliari ad avere la chance migliore al 23': Avelar è lasciato solo, cross dalla sinistra e Longo batte a botta sicura dal dischetto del rigore (male nell'occasione Silvestre). Viviano si allunga e neutralizza il possibile vantaggio sardo.
Da lì, la Samp si sveglia e comincia a creare qualcosa. Prima Eder viene contrastato su iniziativa di Regini, poi arriva il vantaggio al 33': su corner di Muriel, Avelar si perde De Silvestri e il numero 29 stacca da solo per l'1-0. Cominciano le danze e i blucerchiati possono festeggiare il vantaggio. Ci sarebbe anche il tempo per trovare il 2-0 in contropiede, ma Obiang non è abbastanza cattivo contro Brkic in uscita e si fa anticipare dal serbo. Si chiude sull'1-0 la prima frazione e la ripresa è ugualmente tranquilla per la Samp. Il Cagliari ha un possesso palla più alto e alza il suo baricentro, ma crea solo un tiro di Farias verso la fine, facilmente parato da Viviano.
I padroni di casa, invece, si fanno più concreti. Ci provano prima Eder ed Eto'o, ma entrambi i tentativi vanno a lato. Poi Obiang avrebbe la palla del 2-0 un'altra volta, ma stavolta spreca peggio che nel primo tempo, tirando una bordata addosso a Brkic. Infine, arriva il raddoppio al minuto 71: Silvestre conquista una respinta della difesa cagliaritana e serve Eto'o in area. Il camerunense controlla e scarica un destro violento che batte Brkic: è 2-0 e il Ferraris è in delirio per il primo gol di Eto'o in blucerchiato. Lo stadio lo omaggia fino alla fine, anche quando esce per Duncan a cinque minuti dalla fine. Nel frattempo, Eder ci prova per il 3-0 con un gran destro, ma Brkic alza la conclusione in angolo. Finisce così, meritatamente.

La gioia ballata di Lorenzo De Silvestri, 26 anni, dopo l'1-0.

Viviano 6.5; De Silvestri 6.5, Silvestre 6, Romagnoli 7, Regini 6.5; Acquah 6 (dal 21' s.t. Soriano 6.5), Palombo 6, Obiang 5.5; Muriel 6 (dal 13' s.t. Okaka 6), Eto'o 7 (dal 40' s.t. Duncan s.v.), Eder 6.5  - già pubblicate su SampNews24

E sono tre punti che pesano. Ora la Samp affronterà un calendario tutt'altro che facile: il trittico composto dalla trasferta di Roma contro i giallorossi, dalla gara con l'Inter e dallo scontro a Firenze dirà effettivamente cosa può essere la Samp nella corsa all'Europa. Ci sarebbe anche la gara con il Milan del 12 aprile prossimo, ma non sappiamo in che condizioni ci arriveranno i rossoneri, alla presa con il possibile esonero di Inzaghi. Rimango convinto che cinque squadre siano fuori dalla portata del Doria nella lunga distanza. Ma non è detto che Roma o Fiorentina non sbaglino qualcosa proprio contro i blucerchiati.
Di queste tre gare, la più importante è certamente quella contro l'Inter. Se la Samp sogna seriamente l'Europa League (altri 20 punti ci vorranno per stare tranquilli), allora vincere a Genova il 22 marzo contro i nerazzurri diventa un obbligo. Nonostante i sette punti di distanza (con l'Inter che però giocherà stasera a Napoli), la squadra di Mancini rimane la concorrente più pericolosa per il sesto posto, che probabilmente varrà l'accesso all'Europa League.
Sono stato molto contento ieri di rivedere i terzini in buona forma. De Silvestri ha giocato un primo tempo da ala, visto che M'Poku è stato schierato bassissimo da Zola. Quando il belga ha avanzato il baricentro nella ripresa, fortunatamente il numero 29 blucerchiato non si è scomposto e ha giocato una buona partita. Stessa cosa si può dire di Regini, apparso in difficoltà nell'ultimo mese, ma molto a suo agio ieri contro Farias e Alejandro Gonzalez.
Per l'Europa, bisognerà sfruttare il calendario. Nelle ultime sei giornate, la Samp ne giocherà quattro al Ferraris. Certo, dovrà ospitare Juventus e Lazio, ma poi giocherà con Udinese, Hellas Verona, Empoli e sopratutto Parma all'ultima. Tutte squadre che - secondo me - avranno già scritto il loro destino nel finale di stagione. Rimango convinto che un piazzamento nella top 8 mi andrebbe bene, ma l'occasione fa l'uomo ladro e non vedo grossi giganti attorno alla Samp per il sesto posto finale. Come dissero i Finley, forse è veramente tutto possibile.

Samuel Eto'o, 33 anni, alla prima rete con la Samp.

17 febbraio 2014

Fuori categoria.

Ci siamo sempre detti che la Samp di Mihajlovic può giocarsela con qualunque squadra di questo campionato: la verità è che, invece, forse è il caso di ridimensionare certe pretese. Il tecnico serbo incassa a Roma la terza sconfitta della sua gestione: un 3-0 netto, che forse rappresenta la prova più brutta dei ragazzi durante la gestione dell'allenatore balcanico. Inoltre, nonostante le curve vuote, la Roma non ha sentito la mancanza dei suoi tifosi e ha giocato una grande gara.

La Curva Sud dell'Olimpico vuota: non ha fatto la differenza contro la Samp.

La Samp si presenta all'Olimpico dopo i sei punti conquistati con Genoa e Cagliari; la formazione è il solito 4-2-3-1, con l'assenza forzata di Maxi Lopez e quella precauzionale di Okaka. Così davanti torna Eder, con Wszolek nel ruolo di esterno sinistro. La Roma, dal canto suo, soffre la mancanza di Totti (che segna sempre contro la Samp) e si gioca la carta Destro davanti, con De Rossi a riposo causa leggero infortunio. Poco importa che si abbia di fronte la seconda in classifica: la Samp fa un'ottima figura all'Olimpico nella prima mezz'ora, lasciando pochi spazi ai giallorossi. Nei 20' iniziali, i padroni non fanno una conclusione nello specchio della porta blucerchiata; poi inizia un bombardamento. Gervinho parte bene sulla linea del fuorigioco e salta Da Costa con uno scavetto, ma capitan Gastaldello spazza sulla linea. Ci prova poi Pjanic con un tiro a lato, prima che la Samp dia un segno di vita con due conclusioni dalla distanza di Soriano e Krsticic nel giro di un minuto. La Roma però continua ad attaccare: Destro manca due volte l'impatto con il pallone sui pericolosi cross di Gervinho e Florenzi, mentre Strootman - servito malamente da Palombo (!) - spara addosso a Da Costa e si mangia l'1-0. E' solo questione di tempo prima che la Roma sfondi le difese blucerchiate: angolo di Pjanic, Regini si perde Destro e l'ex Genoa segna l'1-0 di testa. Proprio lui, che incitava alla retrocessione Samp nel 2011, realizza il vantaggio romanista.
Nella ripresa, il copione cambia. Certo, il braccio di Benatia in area sarebbe da rigore e potrebbe complicare i piani dei padroni di casa, ma l'arbitro decide di soprassedere. E così arriva puntuale il 2-0 al 54' con una punizione a foglia morta di Pjanic: la barriera fa male il suo lavoro e anche Da Costa non appare esente da colpe. Tre minuti e la Roma chiude il conto: Florenzi, Gervinho e palla a Destro, che difende la sfera e la sbatte in rete con un violento destro per il 3-0 conclusivo. Da lì, la gara diventa un monologo dei giallorossi. La Samp prova a farsi vedere con un destro di Palombo, ma è la squadra di Garcia a sfiorare il 4-0. Pjanic spara a botta sicura ma trova la respinta di Krsticic, mentre Da Costa contiene il tiro-cross di Gervinho a metà secondo tempo. Quando la gara è ormai ai titoli di coda, arriva anche l'espulsione per doppio giallo di Gastaldello: molto fiscale, ma non che la partita avesse ancora qualcosa da dire. Si chiude con un punteggio giusto per quanto si è visto e la Samp ha capito una cosa: non può giocarsela probabilmente con le prime quattro di questa Serie A. Le altre sono tutte alla portata della squadra di Mihajlovic.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, salterà il Milan per squalifica.

Da Costa 5 - Non può uscire bene da una serata in cui prende tre gol. Su quello di Pjanic poteva fare qualcosina in più, anche se il pallone era velenoso. Bello il riflesso che ha sulla conclusione di Strootman.
De Silvestri 6 - L'unico della difesa a salvarsi: Florenzi non gli dà tutti questi problemi. Stupido il giallo che rimedia: salterà il Milan.
Mustafi 5 - La serata è difficile e i continui movimenti delle due ali giallorosse lo fanno impazzire.
Gastaldello 5 - Anche lui avrebbe potuto meritare una sufficienza, se non fosse che Destro lo scherza e viene espulso (fiscalmente) nel finale di gara. Grande il salvataggio sulla linea dopo la conclusione di Gervinho.
Regini 4.5 - Gervinho lo ha travolto: non lo ha visto mai. Inoltre, si perde Destro sul corner dell'1-0.
Palombo 5 - La giusta media fra una sufficienza in fase offensiva (grandissimo il lancio per Eder nel primo tempo) e le gravi insufficienze in fase difensiva. Per poco non regala anticipatamente l'1-0 agli avversari.
Krsticic 5.5 - Anche lui abbastanza invisibile. Se non altro non fa danni.
Gabbiadini 5 - Sgomita, lotta, ma non crea occasioni. Tenta la conclusione un paio di volte, ma non centra la porta.
Soriano 5 - Lui la porta la centra, ma non riesce a fare la solita gara tutta esplosività e dinamismo.
Wszolek 5 - Aveva di fronte Maicon: diciamo che non era la più semplice delle serate. E anche lui salterà il Milan domenica.
Eder 5 - Anche lui si sbatte, ma quando sei da solo di fronte alla migliore coppia difensiva della Serie A, sgusciar via non è facile.

Obiang 5.5 - Entra, ma la partita è già ampiamente compromessa.
Okaka 5.5 - Come sopra, in più ha una condizione fisica limitata.
Fornasier s.v. - Nuovamente contro la Roma, entra per limitare i danni dopo l'espulsione di Gastaldello.

Dopo questa batosta capitolina, la Samp è attesa da una prova più fattibile, quella con il Milan del Ferraris la prossima domenica. I rossoneri vincono ma non convincono e rappresentano la tipica squadra che la Samp potrebbe battere. La compagine di Seedorf ha un arsenale offensivo incredibile, ma difetta in costruzione del gioco e difesa: lì la Samp può colpire. Anche se dovrà farlo senza De Silvestri, Gastaldello e Wszolek, tutti squalificati in vista della gara contro il Milan. Intanto, toccherà ricordarsi la lezione di ieri sera: ci sono squadre fuori categoria, anche per questa Samp.

Miralem Pjanic, 23 anni, ha chiuso la gara con una magnifica punizione.

23 dicembre 2013

Pareggi e regali.

Consoliamoci così: poteva finire peggio. La prima Samp "brutta" di Mihajlovic esce superata dal Parma sul piano del gioco, ma non su quello del risultato: l'1-1 finale non racconta abbastanza la superiorità degli ospiti nel secondo tempo di fronte ad una Samp impallata. Ma va bene così: ora arriva il Natale ed il calciomercato. E così, dopo che i ducali ci hanno sostanzialmente regalato il pareggio con i loro errori sotto porta, ora si spera in qualche regalo da gennaio. Di uno possibile, Cassano, se ne parla anche fin troppo.

L'abbraccio pre-gara tra Roberto Donadoni, 50 anni, e Sinisa Mihajlovic, 44.


La Samp fa qualche cambio forzato rispetto alla squadra che ha violato il Bentegodi dopo tre anni e mezzo: Gabbiadini è squalificato. Ci si sarebbe aspettati Pozzi al centro dell'attacco: invece, ecco Eder di nuovo centravanti e Sansone nel terzetto di mezze punte dietro al brasiliano. Continua l'assenza di Costa, con Regini confermato al suo posto. Poche novità anche nel Parma, con l'assenza di Cassano che fa rumore (squalificato anche lui): Nicola Sansone riuscirà a non farlo rimpiangere. Anche Acquah in mezzo al campo è una novità, con Marchionni ed il prolifico Parolo ad affiancarlo.
La gara, nella prima frazione, è decisamente poco divertente: tanti gialli e molta lotta in mezzo al campo, con gli ospiti migliori nella gestione del pallone. La prima occasione vera arriva al 20': bellissima punizione di Gianluca Sansone dai 25 metri, ma Mirante c'arriva con un balzo e mette in corner. Un quarto d'ora dopo risponde anche il Parma: sempre un Sansone, ma stavolta è Nicola a sfiorare la traversa della porta difesa da Da Costa con un gran destro. Parolo tenta un paio di conclusioni, ma è il preludio al vantaggio blucerchiato: punizione di Krsticic ed un rimpallo mette Eder in condizioni di concludere a rete. Il vantaggio, con il settimo gol del brasiliano in A, è un premio forse immeritato, ma mostra la concretezza blucerchiata. Del resto, Mihajlovic ha dato un'impostazione molto tosta a questa squadra.
Al ritorno in campo, nessun cambio: la ripresa, però, è un'altra storia. La Samp praticamente non rientra sul terreno di gioco, lasciando palla e campo agli ospiti. E neanche l'entrata di Wszolek per Sansone sembra dare gli effetti sperati. Al 63', infatti, ecco il pareggio degli emiliani: corner di Palladino (entrato per uno spento Biabiany) e Lucarelli svetta da solo in area, battendo Da Costa. Da lì, la gara diventa un monologo dei ducali. Amauri ha un paio di buone occasioni, ma prima Regini e poi Da Costa sventano il lavoro del centravanti degli ospiti. La migliore chance per i gialloblu, però, è con Sansone: il numero 21 del Parma converge in area, salta De Silvestri e scaglia un gran destro, che costringe Da Costa al miracolo. La Samp, dal canto suo, avrebbe anche l'occasione per raddoppiare: bella palla in verticale per Eder, ma l'attaccante blucerchiato prima spara su Mirante, poi sbuccia la respinta e manda fuori. A quel punto, rimane solo il Parma in campo: prima Sansone spreca davanti a Da Costa, poi Obiang lo anticipa per un soffio con un prodigioso recupero, proprio quando l'attaccante degli emiliani è ad un passo dalla porta blucerchiata. Si chiude così una gara difficile per i padroni di casa: Mihajlovic ha fatto un buon lavoro, ma il 2014 dovrà aprirsi con qualche rinforzo, se si vuole la salvezza il più in fretta possibile.

Il pareggio di Alessandro Lucarelli, 36 anni, che realizza di testa l'1-1 finale.

Da Costa 7 - Praticamente fondamentale: salva a più riprese la porta blucerchiata dall'eventuale capitolazione.
De Silvestri 5 - A differenza delle ultime gare, spinge poco e soffre la vivacità di Nicola Sansone.
Mustafi 6 - Bene, roccioso come solito.
Gastaldello 6 - Amauri gli dà pochi grattacapi: i pericoli vengono più da centrocampisti e fasce avversarie.
Regini 5.5 - Finché c'è Biabiany, se la cava.
Palombo 5.5 - In fase d'interdizione non benissimo, meglio quando c'è da impostare.
Obiang 5.5 - Malino: continua a non essere un gran momento per lui. Parolo fa quello che vuole. Certo, il salvataggio nel finale su Sansone vale mezzo punto.
Krsticic 5 - Mette la punizione da cui scaturisce l'1-0, ma fa ben poco per farsi notare. E forse, sul pareggio di Lucarelli, poteva essere più reattivo sul palo.
Soriano 5.5 - Anche per lui non è una gran giornata.
Sansone 6 - Finché è in campo, crea grattacapi con il suo buon sinistro.
Eder 6.5 - Ennesimo gol e record di marcature in Serie A eguagliato. Peccato per aver mancato il 2-1 nel momento migliore degli ospiti: sarebbe stata una mazzata.

Wszolek 6 - Tanta buona volontà del polacco, peccato che sia entrato per il migliore delle tre mezzepunte.
Pozzi s.v. - Entra in campo per l'assalto finale, ma non vede un pallone.
Bjarnason s.v. - Tre minuti per far sudare un po' la maglietta.

Un merito a Mihajlovic va dato: quello dell'onestà intellettuale. A fine gara, il serbo non si è nascosto dietro un dito, ma ha ammesso che il Parma meritava di vincere e che il pareggio è forse troppo per la Samp vista ieri al Ferraris. Intanto, si parla di Cassano: forse la lezione del 2010 non è servita a molti tifosi blucerchiati e quindi ieri allo stadio campeggiavano molti striscioni in favore del ritorno del barese. Vedremo se tale evento avrà luogo: memore di quanto accaduto, mi auguro nei rinforzi e sopratutto di un buon mercato in uscita (a che serve prendere Cassano quando hai ancora 31 giocatori in rosa?). I giocatori buoni si trovano ovunque, ricordiamocelo. Buon Natale a tutti.

La gioia per l'1-0 di Gianluca Sansone, 26 anni, ed Eder, 27.

04 novembre 2013

Colpiti ed affondati.

«Poteva andarci peggio», avrà mormorato qualcuno a qualche secondo dalla fine di Samp-Sassuolo. E in una stagione in cui tutto va storto, è successo esattamente quanto qualcuno aveva tentato di scongiurare. Dopo una grande rimonta di cuore, i blucerchiati buttano via una gara fondamentale nel proseguo della stagione e regalano la prima gioia assoluta in trasferta agli uomini di Di Francesco. Un 4-3 che fa male, al morale ed alla classifica della Samp.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, stende Diego Farias, 23: è il rigore del 4-3.

Dopo la pessima prova di Verona, ci si aspettava un'altra verve da questa Samp. Cambiano parecchi uomini: dentro Gentsoglou, Krsticic e Pozzi, spostato Gavazzi a sinistra e c'è anche il ritorno di De Silvestri. Il 3-4-1-2 vede il centrocampista serbo a fare il trequartista, magari per infastidire un po' il giro-palla del Sassuolo. Gli emiliani, dopo la sconfitta con l'Udinese, cambiano parecchio: out Zaza per squalifica, davanti il tandem è formato da Berardi e Floro Flores. Il primo tempo è sostanzialmente alla pari. se la Samp tiene un buon possesso palla, il Sassuolo costruisce qualche azione pericolosa. Floro Flores ha la palla per l'1-0 grazie ad una disattenzione di Gastaldello, ma Da Costa salva. Poco dopo, è la Samp a passare al 19': : punizione di Krsticic, sponda aerea di Costa e Pozzi è sul secondo palo per metterla dentro. Il "Ferraris" giubila il numero 9 blucerchiato, mentre Krsticic mette in difficoltà Pegolo poco dopo su punizione. A quel punto, la Samp rischia un'altra volta, in maniera clamorosa: brutta diagonale di Gavazzi, che lascia solo Gazzola. L'esterno neroverde batte Da Costa, ma non Gastaldello, che salva sulla linea.
Si chiude il primo tempo e la ripresa sarà scoppiettante, seppur non positiva per i colori blucerchiati. Quando tutto sembra scorrere sui binari della prima frazione, un errore spezza la partita: sul cross di Longhi, Costa sbaglia il tempo e manca il pallone. Alle sue spalle c'è pronto Berardi, che stoppa e batte Da Costa in uscita per l'1-1. Una botta non da poco, tanto che basta qualche minuto per cambiare definitivamente la gara. Su una ripartenza del Sassuolo, Floro Flores pesca Berardi: il giovane talento degli ospiti affronta Costa e lo costringe al fallo da rigore. Rosso per il difensore e penalty per i neroverdi, che sempre Berardi trasforma. Sotto 2-1 e in dieci uomini, la Samp non vuole morire. Su una bella iniziativa di De Silvestri, la spizzata di Pozzi mette Eder davanti a Pegolo ed il brasiliano segna il 2-3: qualche segno di speranza per i tifosi blucerchiati, che comunque stentano ad esultare.
Il finale è da ricovero. La Samp ci riprova, stavolta dalla distanza con Eder: una deviazione spiazza Pegolo e per poco non manda il Sassuolo all'inferno. Rossi le tenta tutte, inserendo Soriano, Petagna e Wszolek per Krsticic, Pozzi e Gavazzi. Proprio il polacco crea lo spunto giusto per un corner; su questo, De Silvestri prima centra la traversa di testa, poi ribadisce in rete sulla respinta. 3-3 e "Ferraris" impazzito: sembra una rimonta da libro "Cuore" e non è detto che non si trasformi in una clamorosa vittoria. Quando il tifoso medio si sente fomentato al massimo delle sue forze, arriva l'ennesima mazzata della giornata. Prima Alexe sfiora il gol del 4-3, sparando alto sull'ennesima iniziativa del funambolico Berardi. Poi entra Diego Farias: il tifoso blucerchiato trema, ricordando quanto il brasiliano fece in un famoso Nocerina-Samp di due anni fa. E infatti Farias, neo-entrato e fresco di gambe, salta Mustafi e punta alla porta: De Silvestri, esausto, lo butta già in un'ingenuità fatta di stanchezza e fragilità psicologica. A quel punto, Berardi si prende il pallone con la tripletta di giornata e la gara si chiude lì. Un disastro, specie considerando che la Samp perde contro una diretta avversaria, in una giornata in cui probabilmente si poteva portare a casa la terza vittoria del campionato.

L'esultanza di Nicola Pozzi, 27 anni, dopo il momentaneo 1-0.

Da Costa 5.5; Mustafi 5, Gastaldello 5.5, Costa 4.5; De Silvestri 5.5, Obiang 5, Gentsoglou 5.5, Gavazzi 5 (dal 32' s.t. Wszolek 6); Krsticic 5.5 (dal 20' s.t. Soriano 5); Eder 6, Pozzi 6.5 (dal 28' s.t. Petagna 5) - pagelle già pubblicate su SampNews24

Adesso, il ciclo più importante di partite che attendeva la Samp è finalmente concluso. Prima della pausa per le nazionali, ai blucerchiati e a Delio Rossi è stato richiesto che facessero nove-dieci punti tra Livorno, Atalanta, Hellas e Sassuolo. Missione raggiunta a metà: sei punti su quattro gare contro avversarie dirette per la salvezza non sono granché, specie pensando che la Samp aveva già un pesante deficit, dovuto ad una partenza orrenda (tre punti in sette gare, nessuna vittoria).
Ora ci si chiede quale possa essere il destino di Delio Rossi: il suo stipendio da un milione e 200mila euro l'anno sembra altamente ingiustificato di fronte alla confusione tecnica che sta dimostrando. Undici formazioni diverse in undici giornate sembrano uno scherzo: è come se il tecnico blucerchiato non sapesse esattamente quali pesci prendere. Sono ben 24 i giocatori provati in questi primi due mesi di Serie A e, apparte i perenni esclusi Rodriguez e Salamon, non mi viene in mente nessuno che possa rigirare questa barca. Ci sono stati giocatori sugli scudi, altri meno pronti, ma nessuno in grado veramente di cambiare la partita. L'esempio massimo è Andrea Costa: finora era stato positivo, ma anche lui ha dovuto subire la sindrome della giornata storta, regalando praticamente la vittoria al club emiliano (rigore più espulsione è come uno scaccomatto a scacchi).
E ora arriva un periodo tremendo: si affronteranno in sequenza la Fiorentina al "Franchi", la Lazio e l'Inter a "San Siro". Non proprio il massimo per chi cerca di salvarsi. E' chiaro che, se si vuole cambiare, questo è il momento propizio: meglio prendere qualche sberla, ma dare tempo al nuovo allenatore di capirci qualcosa. Del resto, il tifoso medio sampdoriano non si aspetta molto da queste gare: da queste, l'anno scorso la Samp di Ferrara e Rossi raccolse appena un punto. L'importante è cercare di non imbarcare troppo: il rischio di finire colpiti ed affondati un'altra volta è davvero molto, molto alto.

Domenico Berardi, 19 anni: prima tripletta in Serie A e cinque gol in campionato.

21 ottobre 2013

E l'ottavo giorno (o giornata) vinse.

E l'ottavo giorno, la Samp si ricordò come si vince: il 2-1 ottenuto all'"Ardenza" di Livorno è sofferto, tirato, ma alla fine liberatorio. Forse un pareggio sarebbe stato più giusto, visto l'andamento della gara, ma poco importa in questo momento ai tifosi blucerchiati. Ci si issa a quota sei e si attende l'Atalanta con più fiducia. Non solo: dopo 46 anni, il Doria torna a vincere in Toscana, contro una delle sue bestie nere. Meglio di così, difficilmente poteva andare.

Cesare Prandelli, 57 anni, a Livorno per visionare Gabbiadini, De Silvestri e Bardi.

I padroni di casa, reduci da un buon inizio di campionato, sono pronti a ricominciare da dove avevano lasciato prima della sconfitta di Verona contro l'Hellas. La Samp, dal canto suo, deve trovare il modo di sbloccarsi: sette giornate senza vittoria e penultimo posto in classifica, con appena tre punti. Gli ospiti si presentano con Barillà dal 1' e Bjarnason dietro la coppia Gabbiadini-Eder. Dall'altro parte, i quasi blucerchiati d'estate Emeghara e Paulinho compongono la pericolosa coppia d'attacco del 3-5-2 di Nicola.
Al 19', c'è l'episodio che sblocca la partita in favore del Doria: Krsticic si accende e lancia De Silvestri in profondità, con Duncan che lo stende. Sul fallo non ci sono dubbi; sul contatto, pare che esso ricordi quello tra Gervinho e Pereira in Inter-Roma, con il piede dell'esterno blucerchiato che appare leggermente fuori dall'area. Sul dischetto, Eder trasforma il rigore per il suo terzo gol in cinque partite di campionato. Il Livorno non tarda a reagire, per altro con veemenza. Tra le diverse occasioni, ne spiccano due pericolose: la traversa di Greco dalla distanza (con miracolo di Da Costa) e la doppia occasione firmata Emeghara-Paulinho, con il brasiliano che spara fuori da due passi. In mezzo, la Samp sembra intimidita: gol annullato a Gabbiadini a parte, non c'è molto da segnalare da parte degli ospiti.
Nella ripresa, il canovaccio cambia: la Samp si fa più propositiva e mette paura alla difesa dei labronici, più compassati dopo un primo tempo a tutta. Krsticic si accende per la seconda (ed ultima) volta nella gara e serve Eder con un "no-look" di 30 metri: il brasiliano, per tutta risposta, si mangia il possibile 2-0, sparacchiando debolmente a lato. Un'altra grande occasione è sprecata dal brasiliano, che arriva davanti a Bardi, ma tentenna, permettendo il rientro della difesa livornese. Si succedono molte sostituzioni: dentro Sansone, Pozzi e Regini per gli ospiti, mentre Siligardi, Piccini e Borja fanno il loro ingresso per i padroni di casa. Alla fine, il numero 12 blucerchiato non ripete le prestazioni precedente e delude nel suo ingresso in corsa. Meglio fa Siligardi, che è mobile e realizza l'1-1 al 91': nessuno lo marca e l'attaccante granata può esplodere il suo ottimo sinistro per il pareggio del Livorno. Il disastro sembra ormai fatto, ma la dea bendata (e le ingenuità dei toscani) ci mette una pezza: su un pallone spiovente in area dei padroni di casa, Luci atterra Regini in modo inutile e regala alla Samp il match-point. Pozzi, a secco da un anno, rompe il digiuno con un rigore non certo preciso, ma efficace quanto basta. Per il numero 9 blucerchiato, un vero cuore Samp, arriva un premio dopo quanto passato nell'ultimo anno; per il Doria, giunge la prima vittoria in campionato e si sale a quota sei. E pensare che Siligardi aveva quasi realizzato il 2-1 su un corner finale: strano il calcio.

Eder, 27 anni, batte Bardi dal dischetto per il momentaneo 1-0 del Doria.

Da Costa 6.5 - Salva la Samp in diverse situazioni.
Gastaldello 6 - Cattivo quanto basta.
Palombo 6.5 - Bene con la sua esperienza.
Costa 6.5 - Granitico quanto basta: l'ex Reggina continua nel suo buon momento.
De Silvestri 7 - Un treno. Ormai sembra aver trovato la sua consacrazione nel ruolo: soffre Duncan, ma offensivamente è una spina nel fianco sinistro del Livorno. Si guadagna anche il rigore dell'1-0.
Obiang 6 - Forse siamo in ripresa: lo spagnolo non è ancora precisa, ma in fase d'interdizione è un bulldozer. Si spera possa migliorare ancora.
Krsticic 5.5 - In fase d'interdizione, continua a mancare. Però, quando si accende, apre due varchi: sul primo lancia De Silvestri per guadagnarsi il rigore, sul secondo serve a Eder sul piede il 2-0.
Barillà 5 - Delusione per l'ex capitano della Reggina: non è mai sembrato in grado di impensierire. A tratti, Schiattarella sembra Garrincha.
Bjarnason 6 - L'esperimento da trequartista è andato meglio nel secondo tempo che nel primo.
Eder 6 - Gol a parte, è sembrato cincischiante e poco concreto: bisogna essere più cattivi in Serie A. Gli va dato il merito del terzo gol in cinque gare di campionato.
Gabbiadini 5.5 - Il problema non sono i gol che non segna, ma i pericoli che non crea. L'impressione è che si debba allontanare troppo dalla porta per cercare la palla. Rossi lo toglie (forse) prematuramente.

Sansone 5 - Deludente rispetto alle ultime gare: non punge contro la difesa livornese e tiene poco la palla.
Pozzi 6.5 - Decisivo, finalmente. Aveva avuto tanti buoni ingressi, ora segna e porta la Samp alla vittoria. Tanti cuori blucerchiati sono contenti con e per lui.
Regini 6 - Entra nel finale per contenere le offensive avversarie, ma trova il rigore della vittoria.

Adesso si attende l'Atalanta per cercare di proseguire nella striscia positiva. Una serie di risultati utili è necessaria alla Samp per non fermarsi ad un successo sofferto e maturato solo negli ultimi secondi. La squadra deve migliorare, ma qualche luce si è vista a Livorno: specie in difesa, dove - gol di Siligardi a parte - la retroguardia è sembrata più attenta di altre volte. Ma servirà ben altra grinta per portare a casa partite più difficili. E non ci saranno ottavi giorni che tengano: la settimana finisce la domenica. Nessuna seconda chance d'ora in poi.

Nicola Pozzi, 27 anni, firma il definitivo 2-1 per la Samp su rigore.

23 settembre 2013

Una girandola di emozioni.

Diciamo che tutti, alla fine della partita di ieri al "Nereo Rocco", ci siamo detti: «Dai, va bene così». Perché i turbamenti erano stati troppi e perché un punto, di questi tempi, sa di vittoria, specie se giochi male contro una delle storiche bestie nere dei blucerchiati. Così, il 2-2 ottenuto in extremis contro il Cagliari viene festeggiato parecchio, anche se - come Rossi sa - c'è veramente tanto da lavorare. Molto più di quanto il risultato e gli episodi dicano.

La delusione blucerchiata dopo il gol annullato a Pawel Wszolek, 23 anni.

La Samp arriva al "Nereo Rocco" di Trieste, momentanea casa del Cagliari, con alcune novità incredibili in formazione: dentro Gavazzi e Wszolek dal 1', all'esordio assoluto in A. L'ex Vicenza gioca al posto di Regini sulla fascia sinistra, il polacco è impiegato da seconda punta alle spalle di Gabbiadini. Poche le novità, invece, per il Cagliari, che si presenta con il canonico 4-3-1-2, con Cossu ad agire alle spalle di Sau e Pinilla. La verità è che il primo tempo è una sorta di grande sonno, in cui le due squadre tendono a non farsi male; certo, i sardi hanno una più spiccata identità di gioco e si nota, ma la Samp non soffre eccessivamente. Non c'è Ibarbo e già questo risolleva il morale blucerchiato. Tuttavia, solo un destro di Obiang, dopo appena pochi secondi, fa tremare Agazzi e l'intero "Nereo Rocco".
La beffa, però, è dietro l'angolo: al 26' bello uno-due tra Ekdal e Pinilla, con lo svedese che supera di slancio Gastaldello e Palombo, presentandosi solo davanti a Da Costa. A quel punto, è troppo tardi per chiudere su di lui e l'ex Juve realizza l'1-0 con un potente destro. L'ennesimo svantaggio stagionale sembra non poter essere recuperato nella prima frazione, specie se Wszolek si vede annullare il primo gol ufficiale con la Samp: sul tiro-cross di Gavazzi, il polacco - in linea con Rossettini - deve subire un ingiusto annullamento. E la squadra di Delio Rossi torna negli spogliatoi senza un pareggio che non sarebbe stato sbagliato.
Al ritorno in campo, Rossi toglie ancora una volta Bjarnason e mette in campo Sansone, per un 3-4-1-2 con l'ex Sassuolo alle spalle di Wszolek e Gabbiadini. Il numero 12 blucerchiato non pare in forma come le altre giornate, quando a Bologna aveva cambiato la partita nel finale; il Cagliari, intanto, prosegue il suo giro palla e si fa vedere poco dalle parti di Da Costa. Entrano anche Pozzi e Barillà per Wszolek e Gavazzi, ma il risultato non cambia; anzi, è il Cagliari ad avere una super-occasione con Ibarbo, sprecata dal colombiano, mentre Pinilla scalda dalla distanza i guantoni di Da Costa.
Poi, il convulso finale: all'88', bella sponda di Pozzi al limite dell'area e Gabbiadini scarica un potente, ma centrale sinistro. Agazzi l'ha presa, ma il pallone gli scappa e termina in rete. Pareggio del nuovo bomber blucerchiato e punto che sembra raggiunto. Invece, al 91', la punizione dal limite di Conti vede la barriera spostarsi e consentire l'ennesima figuraccia a Da Costa, sebbene stavolta da condividere con Krsticic, che si scansa troppo presto dalla traiettoria del pallone. La beffa sembra restituita, ma la Samp ci crede e al 93' agguanta il 2-2 finale: lancio di Palombo, Sansone aggiusta il pallone in area e De Silvestri scarica un gran destro. La deviazione di Gabbiadini non toglie la paternità del gol all'esterno, ma mette in difficoltà Agazzi, che va incontro al secondo errore di giornata. Il pareggio finale è una magra consolazione, ma sembra una vittoria, anche a giudicare dalla corsa incontrollata di Rossi: il tecnico, infatti, va a festeggiare con i ragazzi sotto lo specchio di stadio occupato dai tifosi blucerchiati.

Micheal Agazzi, 29 anni, responsabile per i due gol blucerchiati.

Da Costa 5; Gastaldello 5, Palombo 5.5, Costa 6.5; De Silvestri 6.5, Obiang 6, Krsticic 5, Bjarnason 5 (dal 1' s.t. G. Sansone 6), Gavazzi 6 (dal 26' s.t. Barillà 5.5); Wszolek 6 (dal 10' s.t. Pozzi 6); Gabbiadini 6.5 | pagelle già pubblicate su SampNews24

E così, la Samp sale a quota 2 in classifica. Terz'ultimo posto, che importa a pochi visto come si era messa la partita. Un'altra sconfitta avrebbe segnato il morale della truppa blucerchiata, già reduce da un pareggio a Bologna e due sconfitte contro Juventus e Genoa. C'è molto da aggiustare, ma il secondo tempo di Trieste - rispetto al derby - ha confortato molti: per lo meno, la Samp ha creato qualcosa, è sembrata poter essere pericolosa e, alla fine, ha strappato un punto contro una "bestia nera" per eccellenza. Va bene che non si giocava in terra sarda, ma raccogliere punti contro il Cagliari è sempre stato difficile.
Ora si deve ripartire di quanto di positivo visto sabato. Gavazzi ha fatto il suo: non è Garrincha, ma ha dato l'impressione di integrarsi meglio nel ruolo rispetto a Regini. De Silvestri, derby a parte, sta continuando la buona stagione dell'anno scorso. Sansone, se messo dall'inizio, potrebbe esser pericoloso per qualunque difesa. Pozzi, da non dimenticare, ha dato quella profondità che serviva alla Samp in quel di Trieste. Infine, Gabbiadini continua a segnare, anche se stavolta in collaborazione con Agazzi.
Tutti questi appunti serviranno a Rossi in vista delle due prossime e tremende gare: prima la Roma al "Ferraris", poi il Milan a "San Siro" (vedremo se senza Balotelli). La partita contro i giallorossi sarà complicatissima, anche perché Rudi Garcia ha dato tranquillità e coesione ad un ambiente devastato dopo l'ultimo biennio, con l'apice della finale di Coppa Italia persa nel derby. La Roma di oggi, invece, appare una squadra normale, coesa e con un'identità di gioco precisa (e con il "falso nove" nel cuore). Insomma, alla Samp servirà un mezzo miracolo: speriamo che si veda qualche miglioramento già da mercoledì. Anche perché non si può vivere questa girandola di emozioni ogni volta.

Delio Rossi, 53 anni, festeggia l'incredibile 2-2 finale con i ragazzi.

16 settembre 2013

Vuoto a perdere.

Il derby di Genova è sempre uno spettacolo, specie sulle tribune. Anzi, per chi ha vissuto l'ultimo da tifoso blucerchiato, diciamo che lo spettacolo si è fermato al calcio d'inizio della gara, perché il finale e l'intero svolgimento della partita non hanno dato la possibilità di uno spunto positivo. La stracittadina più precoce dell'intera storia del "Derby della Lanterna" finisce 3-0 per il Genoa: nonostante un punteggio (forse) troppo pesante, il verdetto finale è giusto nella sua essenza principale.

Eder Citadin Martins, 27 anni: decisamente spento nel derby di ieri.

E pensare che la Samp aveva avuto modo di arrivare meglio a questo derby: tra il Rambo genoano (il preparatore dei portieri, Del Prà) ed i risultati dei concittadini, i blucerchiati potevano timidamente sorridere nell'approccio alla sfida. Il silenzio scaramantico della vigilia scombussola un po' le previsioni: la Samp parte con il solito 3-5-2, ma Bjarnason inizia dal 1', nonostante i pochi giorni con il gruppo. Per il resto, tutti confermati. Nessuna grossa sorpresa neanche nel Genoa, che se la gioca con il tandem Calaiò-Gilardino davanti ed una rocciosa, nonché esperta, difesa a proteggere il povero Perin, impallinato sette volte nelle prime due gare di Serie A.
Nonostante la grande attesa, non è il solito derby cruento: sì, cinque gialli vengono sventolati dall'arbitro nel primo tempo, ma non c'è la solita canizza a riscaldare il "Ferraris". Anche perché, dopo 10', l'incontro prende la direzione sbagliata: su un cross di Biondini, De Silvestri e Da Costa collaborano al super-gol di Antonini. L'esterno lo segue, ma gli lascia lo spazio per concludere; il portiere non appare impeccabile sullac respinta. E così il Genoa, dopo appena dieci minuti, è già avanti, nonostante non appaia irresistibile. A quel punto, la Samp preme sull'acceleratore per tutta la prima frazione, ma senza mai tirare in porta: il massimo è un sinistro di Gabbiadini - contrato da Portanova - su bel passaggio filtrante di Bjarnason, apparso in condizioni decenti. Tuttavia, la Samp tira pochissimo in porta ed il primo tempo scorre sereno per Perin.
Il portiere del Genoa dovrà sporcarsi una sola volta le mani in tutta la ripresa: il cambio Soriano-Bjarnason non porta le migliorie sperate da Delio Rossi, che così deve accontentarsi di una Samp sterile come nel primo tempo. In più, le disattenzioni in difesa aumentano ed il Genoa raddoppia subito: gran passaggio filtrante al volo di Gilardino, che apre il campo per la prima discesa in tutta la gara di Vrsaljko. Il croato mette in mezzo e Calaiò, spesso sottovalutato dagli addetti ai lavori, anticipa Gastaldello per il 2-0 rossoblu. Una mazzata forte, perché la Samp fa tiracci da lontano e non crea una seria occasione da gol in grado di spaventare la squadra di Liverani; in più, Rossi non fa grosse modifiche. Insomma, fatta la bara, mancano solo i chiodi per chiuderla: ci pensa Lodi, con una punizione delle sue, che però non scagiona certo l'impreparato Da Costa. Il brasiliano prende gol sul suo palo ed il derby si chiude lì, con Liverani che si sbraccia in una corsa liberatoria.
Che dire: a quel punto, Rossi prova il tutto per tutto. Forse un po' tardi: dentro Sansone e Pozzi, fuori Regini ed Eder, per un 4-3-3 d'attacco, che dovrebbe dare alla Samp quello che non è riuscita a prendersi nei precedenti 75'. Tuttavia, non cambia nulla: il più pericoloso dei blucerchiati è Soriano, mentre il più pimpante è decisamente Sansone. Con la palla ai piedi, l'ex Torino sembra poter cambiare la partita, ma gli altri non lo seguono: nessuno ci crede e si chiude sul 3-0 il derby più incredibile degli ultimi anni. Il Genoa ha avuto un 100% di media realizzativa: tre tiri nella porta, tre gol. Neanche se ci riprovasse in altre cento gare, ci riuscirebbe: tuttavia, seppure di manica larga, il punteggio è giusto e la Samp non può neanche appellarsi alle (poche) aggravanti. La mancanza di carattere, come al solito, sembra essere sempre da questa parte.

Francesco Lodi, 29 anni, segna su punizione il 3-0 definitivo per il Genoa.

Da Costa 5; Gastaldello 5, Palombo 5.5, Costa 5.5; De Silvestri 4.5, Bjarnason 6 (dal 1' s.t. Soriano 5.5), Krsticic 4.5, Obiang 6, Regini 5.5 (dal 19' s.t. G. Sansone 6); Eder 4.5 (dal 30' s.t. Pozzi s.v.), Gabbiadini 5.5 | pagelle già pubblicate su SampNews24

Ed eccoci qua, quindi. Nei bassifondi, abbandonati, ma sopratutto delusi da quel punto in tre gare. Anzi, forse no: ciò che più fa inalberare i tifosi è il gioco. La Samp non solo ha raccolto ciò che meritava, ma non ha mai fatto molto per cambiare il corso delle gare fin qui giocate. Se escludiamo il finale del secondo tempo di Bologna, in cui la Samp per poco non portava a casa l'intera posta (con tanto di rigore negato), la squadra di Delio Rossi ha piuttosto deluso. In questo quadro, il derby non ha fatto eccezione: anzi, semmai è possibile affermare come i blucerchiati abbiano offerto la peggiore prestazione stagionale nella partita che più di tutte era - almeno per ora - obbligatorio non sbagliare. Perché era il derby; perché il Genoa veniva da due risultati netti e demoralizzanti; perché la partita ha mostrato come i rossoblu non hanno impressionato, se non per concretezza, o perché Liverani era e resta un debuttante a questi livelli. Uno qualunque di questi motivi va bene: scegliete voi quali meglio vi garba. Del resto, la Samp doveva vincere questo derby su tre scontri individuali: De Silvestri-Antonini, Lodi-Krsticic e Eder-Gamberini. Non è un caso se, in questa disfatta, i tre sono sembrati i peggiori in campo con la maglia del Doria.
Detto questo, la Samp deve ripartire. Adesso ci sarà un calendario di ferro, in cui il rischio è che il trend negativo prosegua: trasferta (per modo di dire) con il Cagliari, match contro il Milan a "San Siro" e infine la gara contro la Roma al "Ferraris". In ogni caso, sono tre scontri tremendi, considerando anche i precedenti: se con i giallorossi si è fatto bene negli ultimi anni, non si può dire altrettante per le prossime trasferte che attendono i blucerchiati. Mettiamoci anche la latitanza delle rivelazioni dell'anno scorso - Krsticic, Obiang, ma anche De Silvestri - che stanno deludendo sinora ed il quadro sarà più complicato di quanto già si possa aver preventivato.
Insomma, Delio Rossi deve inventarsi qualcosa: non si può accettare una rosa del genere, sapendo eventualmente che non è adatta a raggiungere l'obiettivo per cui è stata costruita. Se Rossi pensa che Bjarnason, Barillà ed Eramo non siano abbastanza per salvarsi, lo dica: questo è il momento migliore. Prima che tutto diventi un vuoto a perdere, una costante ricerca dell'ancora a cui aggrapparsi. Lo dissi già l'anno scorso e non mi piacerebbe ripetermi ora: per favore, niente salvezze sofferte. Ancora ho in mente le nove sconfitte su undici gare tra l'ottobre ed il dicembre del 2012: non vorrei ripetere gli stessi "ups & downs", grazie.

Delio Rossi, 53 anni, avrà di che riflettere dopo questa tremenda sconfitta.

25 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - parte prima).

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la prima parte, riguardante portieri e difensori.

Sergio Romero, 26 anni: stagione strana la sua, la prima in A.

PORTIERI
1 Angelo Da Costa (4 presenze, 7 gol subiti): 6.5 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Il portiere della normalità: ogni tanto ha dei guizzi (vedi rigore parato in Samp-Sassuolo dell'anno scorso), ma rende secondo una linea che non subisce mai sobbalzi o cali. Lui fa quel che può e lo fa bene: gioca solo quattro partite stagionali, ma trova il modo di farsi apprezzare. E' destinato ad essere il secondo a vita in A, ma è un ruolo in cui eccelle senza problemi.

22 Sergio Romero (33 presenze, 40 gol subiti): 6.5 - migliore match: Milan-Samp 0-1
Le numerose disattenzioni degli ultimi tempi hanno fatto passare in secondo piano le parate compiute ad inizio stagione. Qualcuno si ricorda i suoi miracoli a "San Siro", le due grandi partite contro la Roma o gli interventi allo "Juventus Stadium"? No, di questi tempi faccio anche io a ricordarle; tuttavia, esse non vanno dimenticate, altrimenti non si riuscirebbe a dare la giusta caratura all'annata del portiere della nazionale argentina. Non un gran scuola, ma uno che - per doti tecniche - in A può starci benissimo.

32 Tommaso Berni (3 presenze, 5 gol subiti): 6 - miglior match: Parma-Samp 2-1
Arrivato come uomo spogliatoio di ritorno dal Portogallo, il ragazzo fa il suo dovere di collante all'interno dell'ambiente. Poi, in campo, scende per tre volte e prende cinque palloni dal fondo della porta, senza rimanere particolarmente in mente per i suoi interventi.

DIFENSORI
3 Andrea Costa (28 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Napoli-Samp 0-0
Sicuramente una delle migliori rivelazioni del Doria di quest'anno, sebbene la prima parte di stagione non sia stata particolarmente esaltante. Il guaio principale è che - da terzino nella difesa a 4 - non si esalta. Inoltre, appariva molto nervoso e già l'anno scorso, in B, aveva avuto un calo vertiginoso delle prestazioni. Lo subisce anche in A, riprendendosi da gennaio in poi, quando comincia a sfoderare ottime giocate. Certo, l'infortunio lo mette fuori gioco qualche settimana fa, ma spero possa essere più continuo l'anno prossimo.

7 Paolo Castellini (8 presenze, 0 gol): 6 - migliore match: Samp-Juve 3-2
Se l'anno scorso ci si aspettava molto da lui, nonostante l'anno di poche presenze a Roma, quest'anno non c'era eccessiva attesa per le sue prestazioni: per questo, è molto più facile dargli la sufficienza, specie per il finale di campionato. Quando c'è stato bisogno, il terzino è diventato centrale sinistro ed è stato all'altezza del suo compito.

8 Shkodran Mustafi (17 presenze, 0 gol): 6.5 - migliore match: Samp-Bologna 1-0
Già pubblicato su SampNews24 in versione estesa.

13 Gaetano Berardi (21 presenze, 0 gol): 5
Stagione a due facce la sua: nella prima parte di campionato, sotto Ferrara, è tosto e ricorda il Campagnaro dei bei tempi per la tenacia, privata però del dribbling. Alla lunga, il fatto che non spinga mai su quella fascia si fa sentire e alla lunga viene lasciato fuori. Rossi lo utilizza un paio di partite: quando lo svizzero si fa espellere ingenuamente allo "Juventus Stadium", il tecnico capisce che non può più contare su di lui.

Andrea Costa, 27 anni, una delle note positive della stagione blucerchiata.


15 Simon Poulsen (7 presenze, 0 gol): non giudicabile - miglior match: Lazio-Samp 2-0
Quando parti titolare per tre volte in stagione e scendi in campo per appena 10' nelle altre quattro presenze,  difficile darti un giudizio: questo è quello che mi sento di dire su Poulsen, un mistero del mercato blucerchiato. Perché un nazionale danese, regolarmente convocato, non poteva giocare al posto dell'ectoplasmatico Estigarribia? Ai posteri l'ardua sentenza. Tuttavia, non accetto il dettame per cui, se né Rossi, né Ferrara l'hanno schierato, allora qualcosa che non andava c'era per forza. No, non poteva andare peggio del paraguaiano.

17 Angelo Palombo (15 presenze, 0 gol): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Non era facile rimettersi in gioco. Su questo, ha aiutato parecchio l'arguzia di Delio Rossi: l'ex tecnico di Lazio e Palermo aveva capito come Palombo non potesse essere più utile per la causa blucerchiata come regista di centrocampo, dove Krsticic, Obiang e Maresca gli avrebbero mangiato in testa. Così, il numero 17 è stato riadattato come libero, riscoprendo una seconda giovinezza. Pur rimanendo convinto che non debba esser titolare, potrebbe aver trovato il modo di rendersi utile fino al ritiro.

19 Lorenzo De Silvestri (25 presenze, 2 gol): 6 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Il suo correre sulla fascia ricorda quello di altri protagonisti degli anni scorsi in maglia blucerchiata: ha tante capacità atletiche, ma i suoi piedi sono quelli di Cristian Maggio. E ho detto tutto. Non per nulla, i suoi due gol stagionali - importantissimi - vengono da precise inzuccate sui cross... degli altri: prima contro il Catania, poi contro la Juventus. Nella prima parte della stagione, viene accantonato da Ciro Ferrara per Berardi; poi Delio Rossi lo rimette in gioco e lui tira fuori una buon periodo di forma. Tuttavia, il suo riscatto è esoso e spero che si possa trovare qualcuno che effettivamente salti l'uomo e/o metta in mezzo cross ficcanti.

28 Daniele Gastaldello (34 presenze, 1 gol): 6.5 - miglior match: Milan-Samp 0-1
Quel clamoroso salvataggio sulla linea a "San Siro" contro il Milan inaugurò il ritorno di Gastaldello in A: spesso cercato da club della massima serie, il centrale ha giocato una buona stagione, seppur macchiata da alcune prestazioni indegne delle sue capacità. Il rosso contro la Fiorentina ed alcune altre ingenuità mi portano a pensare che lui possa fare di meglio di così.

35 Jonathan Rossini (26 presenze, 0 gol): 5.5 - miglior match: Samp-Napoli 0-1
Il soldato Johnny ha subito parecchio il salto dalla B alla A: se nella cadetteria si era dimostrato affidabile e sicuro, nella massima serie bastano 5-6 partite per farlo barcollare. Riesce ad annullare Cavani al "Ferraris", ma poi si perde in tante partite. La sua prestazione a Palermo è il punto più basso della stagione e così Ferrara lo mette da parte; quando il terzetto difensivo è ormai stabilito, lui è costretto a fare da ripiego, senza neanche troppo successo. Diamogli comunque tempo: ha un bel passo, un piede educato. Deve solo imparare ad essere più sicuro di sé. 

Simon Poulsen, 28 anni, uno dei punti interrogativi della Samp di quest'anno.

20 maggio 2013

Titoli di coda (con record).

Siamo finalmente alla chiusura di questa stagione e non si poteva concludere meglio: la Samp finisce il campionato con un bel 3-2 sulla Juventus bi-campione d'Italia, sebbene la partita meritasse altro epilogo, visto la vena dei bianconeri. E così, la Samp toglie sei punti pieni ai vincitori dello scudetto: mica male, visto che la vittoria mancava da 10 turni e non sembrava che potesse arrivare nella fredda serata di ieri sera.

Shkodran Mustafi, 21 anni, prova a fermare Emanuele Giaccherini, 28.

La Samp, ormai salva da un paio di giornate, non fa comunque turn-over: dopo aver lasciato spazio a qualche seconda linea contro la Lazio, Delio Rossi torna con la formazione titolare per affrontare la Juve: è probabilmente l'ultima per Icardi e, forse, anche per Andrea Poli. Dal canto suo, Conte schiera una squadra-B, potenziata dalla presenza di Quagliarella, Pirlo, Bonucci e Chiellini, che dimostra la solita fame. Non è un caso se nei primi 25' la Samp soffra le pene dell'inferno: i blucerchiati non riescono neanche ad affacciarsi nella metà campo avversaria, mentre la Juve scaglia tiri da tutte le parti. A turno, Giovinco, Giaccherini, Chiellini e Quagliarella cercano la porta dalla distanza. E' quest'ultimo a portare la Juventus in vantaggio al minuto 25: lancio a memoria di Pirlo, De Silvestri tiene in gioco tutti e l'ex blucerchiato può segnare l'1-0, di fronte ad un Da Costa non prontissimo sulla sua conclusione.
In tutto questo, la Samp pare inerme. Eppure i padroni di casa trovano il pareggio proprio al 30', con un rigore discutibile per il contatto Icardi-Chiellini: sul dischetto, Eder realizza il settimo gol stagionale, il terzo su penalty. I blucerchiati rischiano anche di andare sul 2-1, quando prima Chiellini sfiora l'autogol e poi De Silvestri tenta un'incornata temibile su un corner. Il primo tempo si chiude con la Samp che rischia comunque il capitombolo al 40': Da Costa esce in maniera spericolata e Mustafi è costretto a salvare tutto sul destro ancora di Quagliarella.
Al rientro dopo il riposo, due sono le certezze: la pioggia incessante ed i continui tentativi dalla distanza degli ospiti, che non smettono di bombardare la porta di Da Costa. L'occasione migliore ce l'ha Padoin, che s'inserisce bene e cerca l'angolo: il miglior intervento della serata del portiere blucerchiato evita lo svantaggio. Così, come nel primo tempo, la Samp passa ancora nel migliore momento degli avversari: Eder scalda le mani a Storari, ma sul corner conseguente De Silvestri incorna l'assist di Estigarribia e realizza il secondo gol del suo campionato. La Juve ha l'occasione per pareggiare ancora con l'attivissimo Quagliarella, ma il suo, più che un tiro, pare un passo di danza sull'assist di Giovinco: il terreno bagnato e Da Costa fanno il resto. E così la Samp trova anche il terzo, quando Estigarribia sfrutta un contropiede a campo aperte e serve Icardi solo al centro dell'area, con l'argentino che realizza il gol numero 10 in campionato: l'esecuzione non è delle migliori, ma è il giusto commiato al pubblico blucerchiato, visto che lo aspetta l'Inter. Nel finale, Giaccherini accorcia le distanze per il 3-2 finale e Gervasoni fa una brutta figura su un contatti Mustafi-Quagliarella, concedendo il rigore prima e poi cambiando decisione stranamente. Insomma, un Samp-Juve che sembrava tutt'altro che di fine stagione; tuttavia, il risultato è un po' bugiardo ed i bi-campioni d'Italia avrebbero meritato ben altra sorte.

Fabio Quagliarella, 30 anni, esulta appena dopo il gol da ex dell'1-0.

Da Costa 7; Mustafi 6.5, Gastaldello 6, Castellini 7; De Silvestri 6.5, Poli 6, Palombo 5.5, Obiang 5, Estigarribia 6; Eder 6.5, Icardi 6.5 - Munari 6, Sansone s.v., Berardi s.v. (già pubblicate su SampNews24).

Finisce così un campionato sofferto oltre ogni previsione, con una squadra all'apparenza schizofrenica e con notevoli difficoltà di costruzione. Aggiungeteci a questo che partiranno Icardi (10 reti stagionali) e Poli, che ha fatto un'ottima stagione, e capite come la prossima stagione si prospetta ancora più difficile: non ci saranno penalizzazioni a farci salvare anticipatamente. Avremmo il destino blucerchiato nelle nostre mani e bisognerà fare molto in estate per sistemare una squadra che promette bene, ma che non sembra avere una coerenza vera e propria. Rimarrà Rossi, che ha firmato un biennale; rimarrà anche il non entusiasmante Osti, direttore sportivo in prova per sei mesi e poi confermato per altre due stagioni.
Inoltre, è stata confermata la presenza di Obiang e Krsticic, due delle migliori rivelazioni di quest'anno: insomma, ci sarà molto da costruire in questo calciomercato estivo. Bisognerà adattarsi alle esigenze del tecnico, prendendo i giocatori adatti al suo volere. Ci sarà necessità di evitare incomprensioni di tipo dirigenziale, come accaduto tra l'ex d.s. Sensibile e l'a.d. Sagramola, mai andati d'accordo.
Insomma, la strada è lunga: tuttavia, concludere questa stagione martoriata con un record per il club non è male. Infatti, la Samp - per la prima volta nella sua storia - batte coloro che poi si aggiudicheranno lo scudetto: non era mai successo ai blucerchiati, mentre era accaduto solo dieci volte nel resto della storia della Serie A. Qui scorrono i titoli di coda, con un record annesso: speriamo di parlare d'altro l'anno prossimo.

Lorenzo De Silvestri, 24 anni, esulta per il secondo gol in campionato.