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25 gennaio 2018

Esser giovani (e ingenui).

Da giovani, capita di sbagliare. Questo discorso devo averlo già pescato due-tre volte nella passata stagione, nei momenti più brutti del 2016-17 blucerchiato. E tocca ripescarlo anche in quest'occasione: la Samp ha sofferto, ma stava per portare a casa tre punti preziosi. Invece l'1-1 di Dzeko (quarto gol in tre gare di A contro il Doria) ha rovinato la festa.

Fabio Quagliarella, 34 anni, ancora a segno.

La Sampdoria si presenta al recupero con tutti i titolari, conscia che probabilmente la miglior chance di strappare qualche punto è a Genova. Niente Kownacki, ma torna Zapata dal 1', mentre gli altri sono tutti confermati. Sorprese nella Roma, che invece opta per il turn-over: accanto a Dzeko, Di Francesco sceglie Cengiz Under e Defrel.
Il bosniaco ha subito una buona palla-gol, ma la spreca calciando in precario equilibrio e spendendola fuori. Ci vogliono 15' perché la Samp si faccia avanti: bel lancio di Ramírez per Zapata, che mette a sedere Manolas in area e serve l'accorrente Linetty, il cui tiro viene respinto da Fazio. Al 19', è il turno di Pellegrini: destro potentissimo, ma centrale per Viviano.
La Roma ha un buon quarto d'ora, in cui crea diverse occasioni: ci vuole un miracolo di Viviano per evitare il gol di Nainggolan, ben servito da Pellegrini in area. Sul susseguente corner, Under mette in mezzo e il colpo di testa di Strootman viene stoppato. Ancora Roma al 38', con un colpo di testa di Manolas che finisce alto.
Gli ospiti hanno la chance migliore al 41', quando Dzeko serve Defrel in profondità: l'ex Sassuolo salta Silvestre in corsa, ma calcia altissimo dal limite dell'area. Al 45', l'episodio-chiave del primo tempo: Strootman cerca di saltare Ferrari, ma accentua il contatto e vola via. Orsato non vede alcun fallo e l'azione riparte.
Sulla prosecuzione, un cross messo in mezzo trova la mano netta di Kolarov, che tenta di rinviare in maniera acrobatica, ma finisce per centrare il pallone con l'arto. Orsato non assegna, poi riguarda al Var: è rigore e dal dischetto è un'altra gioia per Fabio Quagliarella, che batte Alisson con un destro secco. 1-0 all'intervallo.
La ripresa presenta una Roma meno dominante, ma comunque pericolosa. La Samp però ha le occasioni migliori a inizio secondo tempo: al 47' Zapata è ben servito da Praet in area, ma il colombiano non centra nemmeno la porta. Poi al 62' è Caprari - entrato al posto dell'infortunato Quagliarella - a spaventare Alisson su punizione, con il portiere brasiliano costretto al miracolo in corner.
La Roma sfiora subito il pareggio con il neo-entrato e giovane Antonucci, che trova la porta spalancata su un cross deviato da Murru, ma si scontra con Dzeko e non chiude in gol. Subito dopo, la Samp risponde con un destro di controbalzo di Caprari, calciato da buona posizione, ma alto di poco sugli sviluppi di un corner.
All'81' Nainggolan spreca e calcia debolmente davanti a Viviano, mentre cinque minuti dopo un uno-due Caprari-Torreira porta il 9 blucerchiato al calcio da 10 metri, ma Alisson compie un miracolo. Da lì, gli ospiti premono e sfiorano il pareggio ancora una volta, stavolta con un destro di Florenzi al volo, leggermente deviato in corner.
Alla fine la Roma trova il (meritato) pareggio nel finale: al 91', Bereszynski rinvia bene su cross, ma Barreto dovrebbe stringere su Antonucci, che trova il cross per Dzeko. Ferrari non marca per nulla il bosniaco e l'1-1 è facile facile. Due punizioni nel finale di Ramírez non cambieranno il destino finale del match: è pareggio.

A giugno si sacrificheranno due-tre pedine: una sarà sicuramente Torreira, l'altra potrebbe esser questa.

Viviano 6.5; Bereszynski 6.5, Silvestre 6, Ferrari 5.5, Strinic 6.5 (dal 28' s.t. Murru 6); Praet 7 (dal 34' s.t. Barreto 5.5), Torreira 6.5, Linetty 7; Ramirez 6.5; Quagliarella 6.5 (dal 6' s.t. Caprari 6.5), Zapata 6.

La Roma non mi ha fatto una buona impressione: si è visto il gap tecnico una volta che la squadra ospite è stata in grado di saltare la linea mediana della Samp, ma con in campo Under e Defrel la squadra è sembrata slacciata. Perotti è un giocatore vitale per questa squadra, così come Alisson (che portiere!). E l'assenza di Dzeko peserà sul resto della stagione, se firmerà per il Chelsea.
Piccola nota su Patrik Schick. Vivo a Roma e vedo spesso la rassegnazione dei tifosi della Roma di fronte a un ragazzo che pensano sia un bluff. Personalmente non l'ho trovato diverso dall'anno scorso: il problema mi sembra tutto tattico. Anche se al ceco piace defilarsi in campo e spaziare, il suo ruolo è di seconda punta. E quel ruolo non c'è nel 4-3-3. Tutto qui.
Siamo sempre a lodare - giustamente - l'essenza di gioco di Lucas Torreira, ma dobbiamo spendere due parole per Praet e Linetty. Il belga ha giocato una gara mostruosa, di fatto mettendo in difficoltà il connazionale Nainggolan e spiegando perché meriterebbe il Mondiale. Il polacco, invece, ha 15 polmoni, perché non ha mai smesso di correre.
Ho visto molte critiche sulle prestazioni di Zapata e Caprari. Personalmente la vedo in maniera diversa. Per quanto riguarda il colombiano, è vero che non trova la rete da un po' di gare, ma è un tronco che non si sposta: ho visto Manolas scrollato come un ragazzino. Caprari ha mancato un paio di occasioni-chiave, ma è entrato bene sia oggi che contro la Fiorentina.
Il calendario ora propone un altro viaggio, a Roma, per sfidare nuovamente i giallorossi nel giro di quattro giorni. I tre punti sarebbero stati vitali qui, perché a Roma - storicamente - facciamo fatica. Se escludiamo il 2-0 a domicilio del 2015, son sempre stati dolori. E l'anno scorso ci fu una decisione sbagliata con il rigore inesistente del finale, trasformato da Totti. Non sarà facile.


22 aprile 2016

Quasi salvi.

Ci siamo quasi. Con sofferenza, ma finalmente ci siamo: la Samp strappa un punto che sembrava impossibile al "Mapei Stadium" di Reggio Emilia. Lo 0-0 finale contro il Sassuolo è un risultato bugiardo, ma ci sono elementi che ti permettono di strappare questi risultati: un po' di fortuna, una discreta corazza e un Viviano fuori da ogni previsione.

I tifosi blucerchiati presenti al "Mapei Stadium".

Il Sassuolo e la Samp si presentano all'anticipo delle 18.30 con diverse situazioni da analizzare. Montella opta per Correa e Muriel dall'inizio, con Cassani nel pacchetto difensivo e la speranza di vincere. Di Francesco, invece, fa stringere i denti ai debilitati Consigli e Vrsaljko, recuperando Sansone per la gara contro i blucerchiati.
Il canovaccio che si vedrà nei primi 25' non differisce molto da quello successivo, ma il Sassuolo è decisamente la squadra che ha in mano il pallino del gioco. La Samp attende, cerca varchi in cui inserirsi. Gli ospiti sono tutti in qualche iniziativa di Muriel (molto isolato anche in 11 contro 11) e in un tiro di De Silvestri, parato centralmente da Consigli.
Dall'altra parte, è soprattutto Berardi a farsi vedere con diverse conclusioni dalla distanza, la cui più pericolosa sfiora il palo alla destra di Viviano. Ma la gara cambia al minuto 26: dopo tre gialli in otto minuti per falli ingenui, Ranocchia si ripete su Defrel. Il francese salta con la palla il difensore blucerchiato, che molla un calcio in faccia all'attaccante: secondo giallo inevitabile.
Dopo un'ingenuità del genere, Montella tiene in campo la stessa squadra, passando alla difesa a quattro. Nonostante la mole di gioco, il Sassuolo produce una sola occasione clamorosa: su cross in mezzo, la difesa ospite rinvia male e la palla finisce a Peluso, che conclude da cinque metri. Viviano, però, è miracoloso, come lo era stato sull'auto-palo di Barreto.
Finito il primo tempo, non ci si aspetta un cambio di marcia. La Samp ha capito che la gara sarà piena di sofferenze, mentre il Sassuolo deve cercare un varco per il vantaggio. Ciò nonostante, è ancora Muriel a cercare il vantaggio: dopo aver saltato due difensori avversari, il suo destro è parato a terra da Consigli. Questo è l'ultimo squillo blucerchiato.
I neroverdi ci provano in tutte le maniere: Berardi, Acerbi e Magnanelli vengono fermati a più riprese da Viviano, Peluso è stoppato da De Silvestri, mentre Trotta - lasciato solo in area - sbaglia tutto con un tacco goffo e poco efficace. Paradossalmente, per una certa fase del secondo tempo, i padroni di casa non riescono neanche a tirare verso la porta di Viviano.
Poi il fattaccio al minuto 88: Krsticic stende ingenuamente Berardi, diretto verso il fondo. Il rigore c'è, la disperazione anche. Se non fosse che il numero 25 neroverde non ha fatto i conti con Emiliano Viviano: il suo rigore è poco angolato e l'estremo difensore ospite fa il suo, respingendo lateralmente. L'ultimo atto di una gara che avrebbe visto altro risultato senza la presenza di Viviano.

Le stats di Sassuolo-Samp (via FourFourTwo): dominio neroverde.

Viviano 8; Diakité 5, Ranocchia 4, Cassani 6; De Silvestri 6, Barreto 5, Fernando 5, Dodô 6; Correa 5.5 (dal 1' s.t. Silvestre 5.5), Soriano 4.5 (dal 13' s.t. Krsticic 4.5); Muriel 6 (dal 27' s.t. Quagliarella 6) - già pubblicate su SampNews24

La classifica ora parla chiaro: la Samp è a +7 dal Frosinone e dovrà sfruttare bene le partite favorevoli per chiudere il discorso salvezza, che incredibilmente è ancora aperto a quattro gare dalla fine. In realtà, anche i 37 punti attuali potrebbero bastare per tenersi fuori dai guai, ma è troppo presto per poterlo dire.
Va dato merito al Sassuolo di aver fatto un grande campionato, ma i motivi per i quali gli emiliani sono ancora a quattro punti dal Milan sono tutti nella partita vista mercoledì pomeriggio: difficoltà nel concretizzare l'enorme di mole di gioco e un po' di partite sprecate in casa (Frosinone, Bologna, questa contro di noi).
Qualche parola va spesa anche sui singoli. Un piccolo excursus su Muriel, spesso criticato e bastonato (io non mi tiro indietro: quest'anno è stato un mezzo fallimento), ma che a Sassuolo ha fatto il suo. Con la squadra in dieci e con un baricentro ridicolmente basso, il colombiano ha creato due delle tre occasioni dell'intera partita degli ospiti.
E che dire invece di Emiliano Viviano? Con Perin out per gli Europei di giugno, onestamente c'è da fare più di un pensiero sulla sua convocazione. Per continuità negli anni, ritengo che accanto a Buffon dovrebbe esserci almeno uno tra Consigli e Mirante. A completare il pacchetto, però, non dovrebbe essere il giovane Donnarumma, bensì Viviano, strepitoso quest'anno.
Ora mancano quattro partite alla fine: le prossime gare presentano alcuni impegni difficili e perciò sarà cosa buona e giusta approfittare degli impegni abbordabili. Con il derby e la Juve le ultime due giornate, fare due/tre punti tra Lazio e Palermo sarebbe l'ideale. Anche perché il Frosinone avrà uno spareggio contro il Palermo, ma poi giocherà contro Milan, Sassuolo e Napoli. La salvezza è vicina, chiudiamo il discorso.

Emiliano Viviano, 30 anni, para il rigore di Domenico Berardi, 21.

07 dicembre 2015

Navigare a vista (almeno fino a gennaio).

Doveva essere la notte della rinascita, dei segnali positivi. Invece, è stata una Caporetto senza esclusione di colpi, con la partita già finita dopo appena 27 minuti. Samp-Sassuolo si conclude 3-1 per gli ospiti, con i neroverdi che si confermano una delle rivelazioni di questo campionato. Per i blucerchiati, invece, sembra notte fonda.

Eusebio Di Francesco, 46 anni, tecnico di un Sassuolo in ascesa.

La Samp scende in campo con la novità del modulo: 3-4-2-1, con Cassano di punta e la coppia Soriano-Éder a sostenere il 99 blucerchiato. Dietro c'è la difesa a tre con Silvestre, Moisander e Cassani, mentre i cursori esterni sono Regini e Christodoulopoulos. Dal canto suo, il Sassuolo si presenta con qualche novità di formazione, ma il modulo è il solito 4-3-3.
Senza Berardi, Magnanelli, Duncan e Biondini, gli emiliani giocano un primo tempo di dominio assoluto. Già al 6' Laribi stacca di testa su un inerme Regini e coglie il palo, ma in pochi attimi arriva il vantaggio ospite: sul susseguente corner, Politano mette in mezzo e trova la zampata di Acerbi, che anticipa Silvestre e mette dentro l'1-0. Al settimo minuto. Settimo!
I padroni di casa non ci sono proprio, tanto che gli emiliani vanno al tiro diverse volte. Nessuna delle soluzioni dalla distanza di Sansone, Politano, Peluso o Pellegrini è impegnativa per Viviano, ma fa riflettere come i neroverdi vadano al tiro facilmente. E allora il 2-0 è dietro l'angolo: sull'ennesima discesa di Vrsaljko, Silvestre sbaglia ancora e Floccari timbra il raddoppio.
Il bello è che qualche minuto più tardi il numero 99 degli emiliani va vicino al 3-0: solo un miracolo di Viviano rimanda l'inevitabile, che ha luogo al minuto 38. Uno-due tra Pellegrini e Laribi, con Silvestre che ancora una volta si perde l'uomo. Il centrocampista ex Roma arriva davanti a Viviano da solo: la prima volta trova la respinta, la seconda segna.
Sul 3-0 per gli ospiti, la Samp ha l'unica grande occasione della gara: Cassano lancia in profondità Éder, che però davanti a Consigli manda a lato. Finisce un primo tempo pessimo, ma il canovaccio della gara non cambia nella ripresa. Il Sassuolo entra nella difesa della Samp come una forchetta nel burro: Sansone sfiora il 4-0, poi gli emiliani cominciano a fermarsi.
Nella girandola di cambi, c'è spazio per Carbonero e Palombo, ma il pallino della partita è sempre in mano agli ospiti. Ci prova ancora Missiroli, poi al 90' arriva il gol casuale di Zukanovic, subentrato a Regini: il suo colpo di testa è ben calibrato e batte Consigli. È solo l'epilogo di una serata da dimenticare.

Paolo Cannavaro, 34 anni, ferma Antonio Cassano, 33.

Viviano 6; Cassani 5, Silvestre 4, Moisander 4.5; Christodoulopoulos 5 (dal 14' s.t. Carbonero 4.5), Fernando 4.5 (dal 10' s.t. Palombo 5), Barreto 4.5, Regini 4.5 (dal 35' s.t. Zukanovic 6); Soriano 5, Éder 4.5; Cassano 5.5 - già pubblicate su SampNews24

Ormai dubbioso su quanto sta vedendo, Montella ha tentato l'esperimento della difesa a tre, ottenendo risultati pessimi per tre motivi. Primo: i tre centrali sono sembrati fuori posizione, Moisander soprattutto. E Silvestre ha vissuto la sua peggior serata con la Samp. Secondo: i centrocampisti hanno perso totalmente il confronto con quelli del Sassuolo. Terzo: faccio fatica a pensare a un esterno difensivo adatto a quel modulo in questa Samp (forse De Silvestri).
Ah, ce ne sarebbe anche un quarto: la testa. Scrivo che la partita è finita dopo 27 minuti perché il 2-0 sarebbe bastato per abbattere una Samp apatica come questa. Lo si è visto anche pochi minuti dopo la marcatura di Floccari, perché il 3-0 è stato sfiorato dal Sassuolo in più occasioni e solo Viviano ha rimandato l'umiliazione.
Siamo alla quarta sconfitta consecutiva, la terza nella gestione Montella. Che ovviamente non ha colpe, anche se schierare Regini da unico cursore mancino sarebbe una mossa da discutere... ciò nonostante, la squadra sembra sulle gambe e sopratutto senza mordente. Appena va in svantaggio, il Doria molla.
E ora c'è la Lazio, altra squadra che attraversa un momento difficilissimo: addirittura potrebbe non esserci Pioli in panchina contro la Samp se la trasferta (ininfluente) di St. Etienne dovesse andar male. Si parla di Simone Inzaghi. Qui il problema è un altro: storicamente noi siamo bravissimi a resuscitare i morti. Toccherà navigare a vista, almeno fino al mercato di gennaio.

Vincenzo Montella, 41 anni, deve recuperare una Samp in difficoltà.

09 febbraio 2015

Un'occasione persa?

Un'altra X casalinga, un altro pareggio quando ciò che ci si aspettava era la vittoria. La fotografia di Samp-Sassuolo migliore è probabilmente nella conta delle occasioni create (dati Squawka): appena 7 per i padroni di casa, 12 per gli ospiti. Il tutto nonostante il Sassuolo soffrisse l'assenza del tridente titolare. E così il pareggio assume un'altra prospettiva: un punto buono per i blucerchiati e per gli emiliani, entrambi alla prese con problemi diversi ma ugualmente importanti.

Eusebio Di Francesco, 45 anni, tecnico dell'ottimo Sassuolo.

Dopo la debacle di Torino, la Samp si presenta al Ferraris per cercare nuovamente la vittoria: tre punti che darebbero respiro alla situazione di classifica della Samp, che continua la sua caccia all'Europa. Per farlo, si torna al 4-3-1-2: il duo d'attacco è composto da Eder e Okaka, mentre Soriano si rimette sulla trequarti e lascia spazio a Duncan dal 1' a centrocampo. Esordio dal primo minuto anche per Muñoz, appena arrivato dal Palermo e costretto a giocare per l'indisponibilità di Silvestre. Di Francesco, invece, deve rinunciare a Zaza, Berardi e Sansone tutti insieme. Poco importa: si continua con il canonico 4-3-3, con diversi ex genoani in campo.
Pronti, via e gol degli ospiti: cross dalla destra di Vrsaljko, De Silvestri non ostacola Acerbi e il centrale ospite segna di testa al 1'. Novanta secondi traumatici, che mostrano tutte le crepe - sopratutto psicologiche - di questa Sampdoria. Tanto che Lazarevic mette di nuovo paura a Viviano cinque minuti dopo. Ci vuole un episodio per ribaltare la gara immediatamente e arriva: cross di Soriano ed Eder incorna all'8' per il pareggio dei padroni di casa. Un gol che si rivela importante per livellare la gara. Una partita brutta, condita da tanti falli e con ben quattro gialli in 10'. Vrsaljko e Muñoz devono lasciare il campo per infortunio rispettivamente per Gazzola e Coda, mentre è il Sassuolo a giocare meglio. Floccari ha una doppia occasione al 23' e al 31': specie la seconda è ghiotta, ma Viviano risponde presente in entrambi i casi. Dal canto suo, la Samp è tutta in un'incornata di Muñoz respinta da Consigli.
Al riposo il copione cambia leggermente: la Samp prende controllo del campo e del gioco, sebbene continui a non creare quasi nessuna occasione da gol. Il Sassuolo attende e spera che una ripartenza colga impreparata la difesa blucerchiata. Il Doria ha un'ottima occasione con Okaka (nervosissimo), che spara un bel destro sulla sponda di petto di Eder; purtroppo il tiro del centravanti è di poco alto sopra la traversa della porta avversaria. Sempre Eder avrebbe un bel match-point, ma spara su Consigli da 10 metri. Il Sassuolo ha una grande chance con Cannavaro al 75', ma il centrale non impatta bene su corner e sparacchia fuori. Floro Flores e Lazarevic ci provano più volte dalla distanza, ma Viviano non ha problemi sulle conclusioni dalla distanza. L'occasione finale dei blucerchiati è con Soriano, ben servito da un filtrante di Eder, ma il centrocampista tira debolmente invece di servire i compagni meglio piazzati. Finisce 1-1 e qualche mugugno (comunque ingiustificato) si leva dalle tribune del Ferraris.

Stefano Okaka, 26 anni, in lotta con Sime Vrsaljko, 22.

Viviano 6.5; De Silvestri 5.5, Muñoz 5.5 (dal 40' p.t. Coda 6), Romagnoli 6, Regini 6; Obiang 6, Palombo 5.5 (dal 24' s.t. Eto'o 6), Duncan 6; Soriano 6; Eder 6.5, Okaka 5 - già pubblicate su SampNews24

Siamo in netto calo, non c'è che dire. Non bisogna esser esperti per notare che la Samp sta avendo una flessione di forma ancor prima che di risultati. Se escludiamo la convincente partita di Parma, i blucerchiati stanno evidenziando un calo atletico e fisico di non poco conto. Per carità, tutto normale dopo quattro mesi a tutta. Ma tra il cambio di modulo e quello di uomini portato dal mercato di gennaio è ovvio che la Samp di Mihajlovic debba combattere con un periodo di difficoltà (otto punti in sei partite del 2015 più la sconfitta di Coppa Italia contro l'Inter).
Dal canto suo, il Sassuolo può esser contento del punto. Con un attacco mancante e l'infortunio di Terranova, i ragazzi del club emiliano hanno dimostrato di poter reggere finché si riconosceranno nel progetto del suo tecnico. Quell'Eusebio Di Francesco che è stato pronosticato da molti come il successore di Sinisa Mihajlovic la prossima estate, quando il serbo potrebbe facilmente fare le valigie e andare altrove.
Capitolo Eto'o: gli manca chiaramente la condizione, perché ieri ha svariato molto e ha dimostrato di dover ancora trovare l'intesa con i compagni. Tuttavia - come riportavo nelle pagelle di SN24 - l'impressione è che al 70% di forma il camerunense ne avrebbe avuto più degli altri 21 in campo messi insieme. Tutto sta nell'attenderlo e nel dargli il giusto minutaggio con il tempo: su questo, Mihajlovic non può esser rimproverato.
Ora la Samp attende la trasferta di Verona della prossima domenica. Si giocherà alle 18, complice il rinvio di Parma-Chievo, che si giocherà mercoledì pomeriggio. I gialloblu di Maran non sono messi benissimo in classifica e sono un altro trampolino per metabolizzare la mini-crisi blucerchiata. Occorre farlo al più presto: partite più difficili sono alla porta (leggi derby di Genova). Intanto, tocca rimuginare sull'ennesima occasione persa.

Samuel Eto'o, 33 anni, pensieroso in panchina: 20' per lui ieri.

22 settembre 2014

Via al trittico.

Un pareggio che non fa male a nessuno. La Samp riparte dallo 0-0 di Reggio Emilia contro il Sassuolo per continuare la propria scalata alla classifica. Mentre le altre si tolgono punti a vicenda, la squadra di Mihajlovic rimane imbattuta e nelle zone alte della graduatoria. Se la partita contro il Torino aveva forse illuso troppo i tifosi, quella di oggi non deve buttar giù le potenzialità di Gastaldello e compagni.

Massimo Ferrero, 63 anni, presente anche a Reggio Emilia per la Samp.

La Samp giunge a Reggio Emilia con quattro punti nel sacco, sicura di aver le armi giuste per scardinare la resistenza dei neroverdi. Solito 4-3-3 per Mihajlovic, con la conferma dell'undici che aveva battuto i granata: l'unico cambio è rappresentato dal rientro di Regini sulla fascia mancina della difesa al posto di Cacciatore. Dal canto suo, Di Francesco sa che il suo Sassuolo deve riscattarsi dopo il 7-0 subito nella San Siro nerazzurra e mette in campo un modulo speculare a quello del tecnico della Samp. Senza Berardi, gli ospiti possono comunque temere uno spauracchio di vecchia data come Antonio Floro Flores.
Pronti, partenza e la Samp ha almeno due chance ottime per passare in vantaggio, per giunta nella stessa azione. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, la palla arriva a Soriano, che batte un rigore in movimento ma trova Consigli prontissimo. Sulla respinta del portiere di casa, Silvestre prova di testa ma la sua incornata è ben alta sopra la traversa. La Samp chiede un rigore che in realtà non c'è. Subito risponde il Sassuolo, con un destro di Floro Flores dalla distanza non lontano dal palo alla sinistra di Viviano. Lo stesso portiere blucerchiato fa un miracolo su una bella conclusione dai 30 metri di Magnanelli, dimostrando prontezza di riflessi. La Samp risponde con una combinazione Soriano-Okaka che porta Eder alla conclusione, ma il destro del brasiliano è sporco e finisce a lato. Ancora Okaka prova di tacco a ispirare Eder, ma la difesa del Sassuolo blocca l'attaccante blucerchiato sul più bello.
Il primo tempo si trascina alla fine e la ripresa vede una Samp ancora più spenta della prima frazione. Il Sassuolo riesce finalmente a gestire palla e crea una chance con Brighi, che però da pochi metri sparacchia sul fondo. La girandola di sostituzioni non cambia la sostanza della gara: Rizzo esordisce in A e Sansone dovrebbe spaccare il mondo, ma non è così. Anzi, sono più i padroni di casa a farsi vedere in avanti: Viviano deve tirare fuori un altro miracolo sul neo-entrato Floccari. Entra anche Bergessio per Eder e l'argentino prova a costruirsi un'occasione: purtroppo il suo tiro mancino è debole e centrale per Consigli. La gara si conclude sullo 0-0: se per il Sassuolo è una boccata d'ossigeno meritata, per la Samp è un'occasione persa di spiccare il volo.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, in panchina dopo l'aggressione di sabato.

Viviano 7 - Finalmente decisivo. Non che nelle altre partite fosse stato impreciso, ma gli altri avversari lo avevano impegnato relativamente.
De Silvestri 5.5 - Scende tanto, ma conclude poco. In più, Floro Flores qualche grattacapo glielo crea.
Silvestre 6.5 - Anche oggi prestazione spaventosa dell'ex Inter. Unico peccato la palla gol sprecata nei primi minuti di gioco.
Gastaldello 6.5 - Zaza era un cliente difficile, ma la palla l'ha vista poco.
Regini 6 - Leggermente meglio di De Silvestri: scende di meno, ma non soffre affatto l'altro Sansone.
Obiang 6 - Compitino oggi.
Palombo 6 - Senza grossa fatica, tiene il centrocampo.
Soriano 5.5 - Dopo i botti contro il Torino, oggi paga un po'. L'inizio flash è un preludio a una gara forse troppo compassata per uno come lui.
Gabbiadini 6 - Se ogni tanto usasse anche il destro, avrebbe un filino d'imprevedibilità in più. Corre tanto per il campo.
Okaka 5.5 - Si è sbattuto molto, ma non è bastato.
Eder 5 - Chiede un rigore invano, ma è impalpabile. Alla fine tocca sostituirlo per Bergessio.

Rizzo 6 - Primo gettone con la Samp ed esordio in Serie A: tutto insieme, ma il buon Luca - cresciuto con i colori blucerchiati addosso - non ha sfigurato.
Sansone 5 - Assolutamente inesistente. Si vede poco e male. Non a caso Mihajlovic si lamenterà di lui a fine gara.
Bergessio s.v. - Pochi minuti per lui: giusto il tempo di provare a dar fastidio a Consigli. Ma ci sarà una chance per l'argentino contro il Chievo mercoledì.

Già, il Chievo. Reduce dalla sconfitta di Parma, ma capace di sorprendere il Napoli al San Paolo. Squadra umorale ma solida quella di Corini, che spera di fare uno scherzetto alla squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta quando giocava. Dal canto suo, Mihajlovic non è così sicuro di fare turn-over: i cambi lo hanno deluso e non vede la giusta cattiveria. Bisognerà solamente aspettare tre giorni, poi sarà Samp-Chievo. Infine, domenica prossima c'è il derby. Intanto è stato dato il via al trittico di fuoco. Con un pareggio che non sa di nulla.

Stefano Okaka, 26 anni, marcato duramente dai difensori neroverdi.

04 novembre 2013

Colpiti ed affondati.

«Poteva andarci peggio», avrà mormorato qualcuno a qualche secondo dalla fine di Samp-Sassuolo. E in una stagione in cui tutto va storto, è successo esattamente quanto qualcuno aveva tentato di scongiurare. Dopo una grande rimonta di cuore, i blucerchiati buttano via una gara fondamentale nel proseguo della stagione e regalano la prima gioia assoluta in trasferta agli uomini di Di Francesco. Un 4-3 che fa male, al morale ed alla classifica della Samp.

Lorenzo De Silvestri, 25 anni, stende Diego Farias, 23: è il rigore del 4-3.

Dopo la pessima prova di Verona, ci si aspettava un'altra verve da questa Samp. Cambiano parecchi uomini: dentro Gentsoglou, Krsticic e Pozzi, spostato Gavazzi a sinistra e c'è anche il ritorno di De Silvestri. Il 3-4-1-2 vede il centrocampista serbo a fare il trequartista, magari per infastidire un po' il giro-palla del Sassuolo. Gli emiliani, dopo la sconfitta con l'Udinese, cambiano parecchio: out Zaza per squalifica, davanti il tandem è formato da Berardi e Floro Flores. Il primo tempo è sostanzialmente alla pari. se la Samp tiene un buon possesso palla, il Sassuolo costruisce qualche azione pericolosa. Floro Flores ha la palla per l'1-0 grazie ad una disattenzione di Gastaldello, ma Da Costa salva. Poco dopo, è la Samp a passare al 19': : punizione di Krsticic, sponda aerea di Costa e Pozzi è sul secondo palo per metterla dentro. Il "Ferraris" giubila il numero 9 blucerchiato, mentre Krsticic mette in difficoltà Pegolo poco dopo su punizione. A quel punto, la Samp rischia un'altra volta, in maniera clamorosa: brutta diagonale di Gavazzi, che lascia solo Gazzola. L'esterno neroverde batte Da Costa, ma non Gastaldello, che salva sulla linea.
Si chiude il primo tempo e la ripresa sarà scoppiettante, seppur non positiva per i colori blucerchiati. Quando tutto sembra scorrere sui binari della prima frazione, un errore spezza la partita: sul cross di Longhi, Costa sbaglia il tempo e manca il pallone. Alle sue spalle c'è pronto Berardi, che stoppa e batte Da Costa in uscita per l'1-1. Una botta non da poco, tanto che basta qualche minuto per cambiare definitivamente la gara. Su una ripartenza del Sassuolo, Floro Flores pesca Berardi: il giovane talento degli ospiti affronta Costa e lo costringe al fallo da rigore. Rosso per il difensore e penalty per i neroverdi, che sempre Berardi trasforma. Sotto 2-1 e in dieci uomini, la Samp non vuole morire. Su una bella iniziativa di De Silvestri, la spizzata di Pozzi mette Eder davanti a Pegolo ed il brasiliano segna il 2-3: qualche segno di speranza per i tifosi blucerchiati, che comunque stentano ad esultare.
Il finale è da ricovero. La Samp ci riprova, stavolta dalla distanza con Eder: una deviazione spiazza Pegolo e per poco non manda il Sassuolo all'inferno. Rossi le tenta tutte, inserendo Soriano, Petagna e Wszolek per Krsticic, Pozzi e Gavazzi. Proprio il polacco crea lo spunto giusto per un corner; su questo, De Silvestri prima centra la traversa di testa, poi ribadisce in rete sulla respinta. 3-3 e "Ferraris" impazzito: sembra una rimonta da libro "Cuore" e non è detto che non si trasformi in una clamorosa vittoria. Quando il tifoso medio si sente fomentato al massimo delle sue forze, arriva l'ennesima mazzata della giornata. Prima Alexe sfiora il gol del 4-3, sparando alto sull'ennesima iniziativa del funambolico Berardi. Poi entra Diego Farias: il tifoso blucerchiato trema, ricordando quanto il brasiliano fece in un famoso Nocerina-Samp di due anni fa. E infatti Farias, neo-entrato e fresco di gambe, salta Mustafi e punta alla porta: De Silvestri, esausto, lo butta già in un'ingenuità fatta di stanchezza e fragilità psicologica. A quel punto, Berardi si prende il pallone con la tripletta di giornata e la gara si chiude lì. Un disastro, specie considerando che la Samp perde contro una diretta avversaria, in una giornata in cui probabilmente si poteva portare a casa la terza vittoria del campionato.

L'esultanza di Nicola Pozzi, 27 anni, dopo il momentaneo 1-0.

Da Costa 5.5; Mustafi 5, Gastaldello 5.5, Costa 4.5; De Silvestri 5.5, Obiang 5, Gentsoglou 5.5, Gavazzi 5 (dal 32' s.t. Wszolek 6); Krsticic 5.5 (dal 20' s.t. Soriano 5); Eder 6, Pozzi 6.5 (dal 28' s.t. Petagna 5) - pagelle già pubblicate su SampNews24

Adesso, il ciclo più importante di partite che attendeva la Samp è finalmente concluso. Prima della pausa per le nazionali, ai blucerchiati e a Delio Rossi è stato richiesto che facessero nove-dieci punti tra Livorno, Atalanta, Hellas e Sassuolo. Missione raggiunta a metà: sei punti su quattro gare contro avversarie dirette per la salvezza non sono granché, specie pensando che la Samp aveva già un pesante deficit, dovuto ad una partenza orrenda (tre punti in sette gare, nessuna vittoria).
Ora ci si chiede quale possa essere il destino di Delio Rossi: il suo stipendio da un milione e 200mila euro l'anno sembra altamente ingiustificato di fronte alla confusione tecnica che sta dimostrando. Undici formazioni diverse in undici giornate sembrano uno scherzo: è come se il tecnico blucerchiato non sapesse esattamente quali pesci prendere. Sono ben 24 i giocatori provati in questi primi due mesi di Serie A e, apparte i perenni esclusi Rodriguez e Salamon, non mi viene in mente nessuno che possa rigirare questa barca. Ci sono stati giocatori sugli scudi, altri meno pronti, ma nessuno in grado veramente di cambiare la partita. L'esempio massimo è Andrea Costa: finora era stato positivo, ma anche lui ha dovuto subire la sindrome della giornata storta, regalando praticamente la vittoria al club emiliano (rigore più espulsione è come uno scaccomatto a scacchi).
E ora arriva un periodo tremendo: si affronteranno in sequenza la Fiorentina al "Franchi", la Lazio e l'Inter a "San Siro". Non proprio il massimo per chi cerca di salvarsi. E' chiaro che, se si vuole cambiare, questo è il momento propizio: meglio prendere qualche sberla, ma dare tempo al nuovo allenatore di capirci qualcosa. Del resto, il tifoso medio sampdoriano non si aspetta molto da queste gare: da queste, l'anno scorso la Samp di Ferrara e Rossi raccolse appena un punto. L'importante è cercare di non imbarcare troppo: il rischio di finire colpiti ed affondati un'altra volta è davvero molto, molto alto.

Domenico Berardi, 19 anni: prima tripletta in Serie A e cinque gol in campionato.