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17 marzo 2015

Grande presente, promettente futuro.

L'aveva detto Lorenzo De Silvestri negli ultimi giorni: «Ci manca una vittoria contro le grandi». Detto-fatto e la Samp trova un 2-0 a Roma contro i giallorossi in piena crisi. Nel primo tempo non sembrava un risultato possibile, ma con il vantaggio tutto è cambiato. E ora la Samp si permette addirittura di sognare la Champions, a soli quattro punti. Ma bisogna volar basso.

Francesco Totti, 38 anni, tra i migliori della Roma stasera.

La Samp si presenta all'Olimpico con una tradizione poco positiva contro i giallorossi (una vittoria in 12 anni) e spera nel colpaccio, specie dopo le due vittorie consecutive contro Atalanta e Cagliari, che hanno rilanciato i blucerchiati. Dal canto suo, la Roma deve rispondere alle critiche e al fatto che non vince da diverso tempo in campionato: una sola vittoria nel 2015 in A (a Cagliari) e tante, tantissime difficoltà per la compagine di Rudi Garcia. Mihajlovic non rinuncia al 4-3-3 e schiera un Eto'o terzino, mentre davanti Okaka deve tenere alta la squadra.
Il primo tempo è solo a marca giallorossa: la Samp si fa notare solo per tre gialli, ma non tira neanche una volta in porta. I primi 45' sono da schiaffi per la poca intraprendenza mostrata. Keita si vede un gol annullato al 15' (giustamente) per fuorigioco, ma al 27' Totti - che contro la Samp ci vede benissimo (15 gol) - tira centrale su Viviano dall'interno dell'area. Regini rischia in due occasioni: al 40' serve Gervinho con un retropassaggio corto, ma Viviano esce ed evita il peggio. Cinque minuti più tardi, il numero 19 blucerchiato rischia l'autogol, ma è ancora una volta il portiere della Samp a salvare sulla linea. Viviano si ripete anche al 47' su Gervinho lanciato in corsa verso la rete: il destro dell'ivoriano viene toccato in angolo.
Fortunatamente, Mihajlovic ha un piano in mente. Lasciata sfogare la Roma nella prima frazione, la ripresa è di tenore diverso. La Samp soffre un filino meno e comincia anche a farsi vedere in avanti. In più, la fortuna ha abbondantemente assistito la Samp nel momento giusto. Totti sfiora nuovamente il vantaggio al 47', poi la Roma scompare per venti minuti. E i blucerchiati ne approfittano. Al primo tiro in porta, la Samp passa in vantaggio un po' a sorpresa: gran lavoro di Eto'o sulla fascia, con il camerunense che salta due avversari e mette in mezzo. Romagnoli devia l'assist e a centro area c'è De Silvestri: il terzino viene contrastato da Florenzi, ma riesce comunque a tirare e porta la Samp in vantaggio al 59'.
La girandola di sostituzioni nella Roma non cambia nulla, nella Samp mette la partita nelle mani degli ospiti. Duncan e Muriel per Obiang e Okaka cambiano la gara, tanto che al 76' il Doria raddoppia. Fuga sulla fascia di Muriel, che rientra sul destro e salta Astori a centro area: la sua conclusione termina sul palo. Sul proseguimento dell'azione Duncan serve l'accorrente Eder, che salta quasi tutti, ma trova Astori sulla sua strada. Sul rinvio, c'è ancora Muriel, che batte De Sanctis: 2-0 e partita chiusa. La gara finisce ancor di più quando Viviano chiude per l'ennesima volta la saracinesca prima su Verde e poi (alla grande) su Pjanic. L'espulsione di Keita - con Calvarese troppo permaloso - è solo l'apice delle difficoltà romaniste: la Samp non vinceva all'Olimpico dal 25 aprile 2010, quando Pazzini lanciò i blucerchiati nella rincorsa al quarto posto.

Lorenzo De Silvestri, 26 anni, a segno per l'1-0 dell'Olimpico.

Viviano 8; De Silvestri 6.5, Silvestre 6.5, Romagnoli 7, Regini 5.5; Obiang 5 (dal 17' s.t. Duncan 6), Palombo 6.5, Soriano 6.5; Eder 6.5 (dal 47' s.t. Wszolek s.v.), Okaka 5.5 (dal 29' s.t. Muriel 7.5), Eto'o 7 - già pubblicate su SampNews24

Indubbiamente la Roma avrebbe meritato qualcosa in più. Specie nel primo tempo, quando i giallorossi hanno dominato e la Samp ha rinunciato (sì, rinunciato: anche più del solito) a giocare nei primi 45'. Ciò ha creato la possibilità di un'ecatombe, ma la grande serata di Viviano e una Roma al tempo stesso sfortunata e imprecisa hanno permesso agli ospiti di restare in vita. Poi si sa: se non chiudi una gara, il gol può sempre arrivare dall'altra parte. E la Roma - in questo momento - è capace di perdere queste gare.
Tra le note positive, c'è da annoverare sicuramente Luis Muriel. Il colombiano è arrivato qui tra i dubbi di molti (compresi i miei): giusti gli 11 milioni spesi per un giocatore che in un anno e mezzo ha segnato quattro gol in 35 presenze in A con l'Udinese? Se la forma fosse questa sino a giugno, è stato un azzardo ben ripagato. Lo confesso: sono un suo ammiratore sin dai tempi di Lecce. Ho sempre pensato che fosse molto simile a Ronaldo, ma temevo che Udine e la sua condizione atletica l'avessero rovinato. Forse per sempre. Invece, Luis mi ha smentito e non posso che esserne felice. Può essere che nell'estate 2016 Luis ci saluti per 50 milioni direzione Liga, ma intanto godiamocelo a pieno.
E ora la classifica si mette bene, perché parla di un +7 sui cugini del Genoa (con una gara da recuperare contro il Parma) e sull'Inter, ovvero i veri rivali della Samp in questa corsa all'Europa. E guarda caso, la prossima settimana proprio i nerazzurri saranno ospiti della Samp al Ferraris. Un incrocio fondamentale. Delle quattro gare difficili a cavallo tra marzo e aprile, quella contro l'Inter è senza dubbio la più importante.
Perché? Facile. Palermo e Torino sembrano un po' scoppiate. Il Milan fatica. Il Genoa ha rallentato dopo il periodo d'oro. Insomma, la squadra di Mancini è l'unica vera contendente per il sesto posto. Una vittoria porterebbe la Samp a +11 dai nerazzurri a dieci giornate dalla fine, nelle quali gli ostacoli per i blucerchiati saranno le trasferte di Napoli e Firenze, più le gare casalinghe contro Juventus e Lazio. Un calendario fattibile, con tante gare in casa verso la fine del campionato. E un (possibile) vantaggio da gestire. Il presente è grande, ma il futuro è ancora più promettente.

L'esultanza della squadra dopo il 2-0 di Luis Muriel, 23 anni.

26 ottobre 2014

Un buon punto (solo quello).

Di positivo c'è solo il punto. A Genova la sfida con la Roma era più attesa dai giallorossi che dai blucerchiati, ma il finale è uno 0-0 che probabilmente fa contenta solo la Samp di Sinisa Mihajlovic (nonostante la parole di Garcia a fine gara). Un pareggio tutto sommato giusto, che ha evidenziato la forma difensiva dei padroni di casa e le difficoltà degli ospiti, ancora un po' sotto tono dopo il 7-1 rimediato in Champions contro lo stellare Bayern Monaco di Pep Guardiola.

Roberto Mancini, 49 anni, e Gianluca Vialli, 50, in tribuna al Ferraris.

La Samp si presenta a questa gara al terzo posto, a tre punti proprio dalla Roma di Rudi Garcia. Mihajlovic ha da affrontare l'emergenza in difesa, dove Silvestre e Fornasier sono fuori per infortunio e Cacciatore per squalifica. Rientra Romagnoli dal 1' (prima gara per lui contro i colori giallorossi) e Regini sulla fascia mancina. Anche Soriano torna dall'inizio, mentre davanti è tutto invariato. La Roma, dal canto suo, fa un po' di turn-over dopo la cocente delusione di Champions e schiera un quartetto difensivo forse inedito, con Holebas al posto di Cole e Astori al posto dello squalificato Manolas.
Nel primo tempo, la Samp decide di contenere la Roma creando ben poco. Soriano ci prova al 6', ma il suo tiro è centrale per De Sanctis. Quello è l'unico spunto degno di nota dei padroni di casa nel primo tempo: si fa fatica a impostare il gioco, Gabbiadini e Okaka sembrano contratti. Anche gli ospiti non sono i soliti, ma di fronte a una Samp rinunciataria in fase d'impostazione ci provano. Nainggolan tenta all'8', ma trova una deviazione che porta a un corner. Al 16' è il turno di Holebas dal vertice alto sinistro dell'area di rigore, ma è facile per Romero. Poi al 30' l'occasione più nitida: lancio in profondità per Gervinho. All'ivoriano è accoppiato Gastaldello, che non può ovviamente tenerlo. Lanciato in profondità, l'ex Arsenal aspetta troppo per tirare e viene contrato da Regini. La palla però prosegue la sua corsa, supera Romero e Gervinho ha una ghiotta occasione per rimettere in mezzo dal fondo. Ma l'ivoriano tenta il tiro impossibile e centra il palo, sprecando una buona chance.
Il primo tempo è questo. Fortunatamente nella ripresa i blucerchiati si svegliano un po' e hanno un sussulto d'orgoglio. L'impostazione rimane carente - specie dai 30 metri dalla porta di De Sanctis in poi - ma qualche occasione comincia ad arrivare. Ancora Romero si deve impegnare su Gervinho al 46', ma l'allungo garantisce il corner ai giallorossi. C'è un gol annullato - giustamente - a Gabbiadini per fuorigioco, ma al 64' finalmente la Samp c'è: percussione centrale di Soriano fermata da Yanga-Mbiwa, palla a Obiang che ci prova ma trova i guantoni di De Sanctis. Al 69' i padroni di casa hanno la chance della vita: solita punizione di Gabbiadini a scavalcare la difesa, ma Okaka non ha la giusta reattività a due metri dalla porta e la spizza alta. La girandola di cambi produce poco per la Roma: entra Destro, ma è Florenzi ad avere una grande occasione su cross di Torosidis. L'incornata in contro-tempo non coglie impreparato Romero, che vola e devia il colpo di testa del giallorosso. Infine, la Samp ha la palla del match-point: altra punizione di Gabbiadini, Gastaldello è solo ma spara a lato da pochi metri. Lo 0-0 forse è giusto nel conto delle occasioni, ma la Samp deve imparare a unire coesione difensiva e gioco offensivo.

Gervinho, 27 anni, si mangia clamorosamente l'1-0 giallorosso.

Romero 6.5 - Rientra da titolare a Marassi e tira fuori una buona prestazione: sempre attento Gervinho, ottimo su Florenzi.
De Silvestri 5.5 - Gervinho gli crea qualche problema. Lui potrebbe crearne tanti all'ivoriano sgroppando sulla fascia, ma lo fa poco durante la gara.
Gastaldello 5.5 - Male pure lui: passaggi sbagliati, leggerezze e l'occasione mancata per l'1-0 su punizione di Gabbiadini.
Romagnoli 6.5 - Meno preciso di altre volte, ma ugualmente efficace.
Regini 6.5 - Dalle sue parti Llajic non crea molto. Fondamentale nel salvataggio su Gervinho. Esce per infortunio: speriamo non sia niente di serio.
Soriano 6 - Primo tempo volenteroso ma pasticcione, meglio nella ripresa.
Palombo 5.5 - Vero che il gioco della Roma è quasi tutto sulle fasce, ma lui fa poco filtro e imposta ancora meno.
Obiang 5.5 - Leggasi Palombo: il pomeriggio di Cagliari sembra lontano. Anche se è la sua prima gara difficile in questa stagione...
Gabbiadini 5.5 - Punizione a parte per il quasi-assist a Gastaldello, c'è poco da notare della sua prestazione. Un gol annullato (giustamente) per fuorigioco e l'urlo strozzato in gola.
Okaka 5 - La prima partita veramente insufficiente di Stefano Okaka in questa stagione. Yanga-Mbiwa lo mette in difficoltà più di quanto sarebbe stato previsto. E si mangia l'occasione dell'1-0, anche se era difficile da metter dentro.
Eder 6 - Il migliore dei tre davanti. Mette in difficoltà Torosidis e costringe Llajic ad arretrare. Nel finale esce per far spazio a Rizzo e mantenere il punto.

Mesbah 5.5 - Entra per l'infortunato Regini e cominciano a sfondare sulla destra.
Rizzo s.v. - L'obiettivo era fare legna a centrocampo nel finale di gara.
Bergessio s.v. - Qui le colpe vanno a Mihajlovic: non si capisce cosa possa fare l'argentino in una partita così brutta in cinque minuti più recupero. Un ingresso tardivo.

Non è stata affatto una gran gara quella della Samp. Così come la Roma non era al suo massimo: i giallorossi hanno avuto tre nitide palle-gol, ma sono abituati a far meglio di così. Se da una parte la Samp ha mantenuto la vocazione "Atlético" - ovvero quella di far giocare l'avversario peggio di come potrebbe - dall'altra ha creato molto poco con il gioco. Le tre occasioni blucerchiate sono arrivate da calci piazzati o spunti individuali: si può fare meglio di così. Anche perché mercoledì si va a Milano per giocare contro la pericolante Inter dell'ex Mazzarri, in grande crisi. Vedo grande ottimismo in giro dopo questa gara perché si è affrontata la Roma, ma si è deciso - sopratutto nella prima frazione - di non giocare questa partita, ma di contenere la Roma. Spero di non vedere più uno scenario del genere. Dobbiamo giocarcela con tutti, anche a costo di perdere le gare. Meglio così che prendere una rete dopo aver visto 45' senza un tiro in porta. O forse no?

Il rientro sfortunato di Vasco Regini, 24 anni, costretto a uscire per infortunio.

26 settembre 2013

In un'altra dimensione.

Avete presente quel momento in cui da giovani ragazzi diventate adulti? E' una sorta di passaggio, di rito della vita. La Samp, più o meno, ne ha compiuto uno con la partita di ieri: la partita contro la Roma ha visto - almeno per 45' - una delle migliori prove stagionali sinora. Tuttavia, non si è quasi mai tirato in porta e alla fine i giallorossi hanno firmato la quinta vittoria consecutiva. Invece, i blucerchiati salgono a tre sconfitte consecutive in casa: strisce uguali a quelle dell'anno in cui si scese in cadetteria.

Mehdi Benatia, 26 anni, esulta dopo il gol del vantaggio giallorosso.

La Samp, reduce dall'incredibile pareggio di Cagliari, cambia ulteriormente pelle per ospitare la capolista del campionato, seppur in coabitazione con il Napoli di Benitez. Il 4-4-2 con il quale i blucerchiati si presentano al "Ferraris" è un chiaro segnale: i successi della Roma derivano da un ottimo lavoro dei tre attaccanti all'esterno dell'area; in più, il lavoro di Balzaretti e Maicon è prezioso. Con otto giocatori molto schiacciati alla porta di Da Costa, l'obiettivo è sporcare il gioco del prestigioso avversario il più possibile. Dal canto suo, l'unica mossa di Garcia è di portarsi Totti in panchina, lasciando spazio a Borriello dall'inizio. Un turno di riposo per il capitano giallorosso, sempre pericoloso quando vede blucerchiato.
Il primo tempo risulta una faticaccia per la Roma, che non fa registrare grossi pericoli dalle parti di Da Costa. Un bene, ma c'è un "ma": l'eccessivo sforzo in fase difensiva non consente alla Samp di creare a sua volta occasioni verso la porta giallorossa. La migliore di tutto il primo tempo deriva dai piedi di Gabbiadini, lesto a raccogliere un eccessivo retropassaggio della difesa romanista e a presentarsi davanti a De Sanctis. Tuttavia, il preciso sinistro del centravanti viene respinto in angolo dal portiere della Roma. Un peccato, specie se si pensa che la squadra della capitale perde Maicon per infortunio, costringendo Balzaretti a snaturarsi a destra, con l'ingresso di Dodò sulla fascia sinistra.
La ripresa, come ha suggerito quest'inizio di campionato, propone lo stesso copione di sempre: la Roma gioca attentamente e, alla fine, trova lo spiraglio necessario per passare lo svantaggio. Benatia, ispiratissimo, parte con una bella progressione palla al piede: peccato che la retroguardia blucerchiata gli si pari davanti in maniera flebile. Solo Gastaldello stende il difensore giallorosso, rischiando il rosso; quando sembra tutto pronto per il calcio di punizione, il marocchino calcia comunque e trova l'angolo alla destra di Da Costa. 1-0 per gli ospiti ed il 4-4-2 difensivo deve improvvisamente trasformarsi in uno strumento di recupero dello svantaggio.
Nessuno rimprovera l'impegno alla Samp, ma le occasioni faticano ad arrivare: quando Pozzi e Bjarnason si scontrano nel tentativo di colpire di testa un cross di Sansone, capisce che non è la giornata giusta per fermare la capolista. Un colpo di testa di Pozzi sfiora la traversa della porta difesa da De Sanctis, ma la Samp è confusionaria e sopratutto lenta: non si possono creare problemi giocando a tre, quattro tocchi contro una squadra del genere. Così, nel finale, arriva anche il raddoppio degli ospiti: fuga di Totti palla al piede e Gervinho firma il 2-0 conclusivo all'88'. L'espulsione di Barillà per doppio giallo, forse eccessiva, serve comunque a fotografare quello che è l'attuale momento blucerchiato: una squadra che s'impegna, che ha forse trovato anche il modulo più giusto per esprimersi, ma che fa una fatica boia a creare occasioni da gol. Non è un caso se è arrivata la terza sconfitta consecutiva in casa, senza neanche segnare un gol al "Ferraris".

Nenad Krsticic e Miralem Pjanic, 23 anni per entrambi, si affrontano.

Onestamente, non mi sento di fare delle pagelle. Certo, alcune annotazioni si potrebbero fare: Wszolek e Gavazzi, in posizioni adatte, si stanno rivelando dei giocatori utili, nonostante siano partiti a fare spenti. Krsticic ed Obiang, dopo un ottimo primo anno di A, stanno mancando clamorosamente a livello di rendimento, facendo salire più di un dubbio sulla loro reale consistenza. Gastaldello non è più il baluardo osservato l'anno scorso, ma un centrale che sta avendo molte difficoltà. Allo stesso modo, Sansone non è riuscito a convincere a pieno partendo dal 1', dando l'impressione di essere più ficcante quando entra a partita in corso. Gabbiadini è il solito faro nella notte, ma solo, lì davanti, rischia di non creare molto se non ben supportato.
A questo punto, mi piacerebbe fare un discorso più ampio, in senso generale. C'è chi è rimasto convinto dalla prestazione della Samp nei primi 45'. Ammetto di aver guardato solo diretta gol, ma non capisco il sollievo: osservando i blucerchiati, se questo è il massimo livello raggiungibile, c'è da preoccuparsi. Va bene l'impegno, va bene un 4-4-2 più adatto ai giocatori, ma ieri si è raramente tirato in porta. E a farlo è il solito Gabbiadini, finora salvatore della patria da quando è arrivato. Ma non ci si salva così: basta guardare l'inizio di Livorno e Verona, che stanno facendo del collettivo la vera forza nella strada al mantenimento della categoria.
A dir la verità, io rimango convinto che neanche il 4-4-2 possa dar una svolta alla Samp. Io credo che - giocatori alla mano - sia il 3-4-3 il modulo più adatto. Magari con questa formazione: Fiorillo - Mustafi, Salamon, Costa (Regini); De Silvestri, Obiang, Renan, Gavazzi; Wszolek, Gabbiadini, Sansone. In tal modo, ci sarebbero molte novità: Da Costa non va bocciato, ma rimandato sì. Perché non si possono prendere gol sul proprio palo, come nell'occasione del 2-0 di Gervinho. Dietro il capitano e Palombo sembrano troppo lenti per confrontarsi con questi avversari, mentre Costa pare l'unico che ci stia capendo qualcosa. Krsticic va fatto riposare, anche e sopratutto a causa del suo pessimo rendimento; Renan garantirebbe maggior filtro ed un tiratore di punizioni. Il trio d'attacco produrrebbe maggior pericolosità ed avrebbe spazio anche Mati Rodriguez, magari intercambiandosi con quel Pawel Wszolek che sta convincendo (almeno per ora). C'è urla al ritorno di Maresca: dal punto di vista atletico e di filtro a centrocampo, sarebbe un suicidio bello buono.
Sopratutto, c'è un punto che va evidenziato: siamo in un'altra dimensione. Non è più tempo d'Europa, Pazzini, Cassano, Bellucci e Montella, stadi europei e grandi colpi; è tempo di Bergamo, Brescia e Verona; tempo di Wszolek, Gavazzi e Mustafi (cioè quelli che danno il massimo, pur senza avendo grande nome); tempo di concretezza e sofferenza. Fateci l'abitudine o abbandonate la nave, prima che sia troppo tardi.

Shkodran Mustafi, 21 anni, lotta gomito a gomito con Marco Borriello, 31.

27 settembre 2012

Qualche legge è uguale per tutti.

In uno dei suoi più celebri successi ai tempi degli 883, Max Pezzali ricordava come si può attaccare, si può giocare bene, ma ciò che alla fine conta è il conto dei gol. Chissà se la Roma si è ricordata di questa canzone alla fine della partita contro la Samp. La nostra beneamata porta a casa un pareggio forse anche troppo generoso, ma che dimostra come la personalità del Doria di quest'anno sia infinita, anche quando in campo ci sono i giovani. E alla fine Zeman rimane al palo, con il buon Ferrara che gioca un calcio anche troppo difensivista, ma che sta portando i suoi frutti fuori casa: sette punti in tre partite. E' sicuramente un buon viatico per arrivare alla sfida interna di domenica contro un Napoli in gran forma.

Le schermaglie tra Zeman e Ferrara avevano scaldato la vigilia, con un botta e risposta tra l'allenatore boemo e l'ex C.T. dell'Under azzurra. L'argomento? Il passato juventino di quest'ultimo. Fatto sta che, quando c'è da scendere in campo, Ferrara torna a concentrarsi sulla Samp, schierando per 10/11 la stessa squadra che ha quasi battuto il Toro. L'unica novità è la sostituzione di Maxi Lopez, squalificato per due giornate dopo un gesto violento verso la porta dello spogliatoio degli arbitri nel post-partita di Sampdoria-Torino; al suo posto, Nicola Pozzi, già in gol contro i granata. La Roma, invece, arriva riposata dopo la partita vinta a tavolino contro il Cagliari e schiera i suoi 11 migliori; osservato speciale Francesco Totti, che ci vede sempre bene contro la Samp.
Il primo tempo del Doria è, sostanzialmente, sofferenza più qualche sporadica soffiata dalle parti di Stekelenburg: già al 1' Eder, lanciato in posizione regolare da Maresca, scavalca la difesa, ma spara alto davanti alla porta avversaria. Poi la Roma prende il pallino del gioco e non lo lascia più, risultando un po' in difficoltà nella creazione di occasioni-gol, ma comunque mettendo paura ai nostri. Al 9' Romero sbaglia il rinvio e la palla finisce a Totti ai 30 metri: da lì, il capitano della Roma serve Destro, che però spara sul portiere sampdoriano in uscita. Dopo un paio di tiri di Balzaretti e Totti, è Lamela ad impegnare Romero con un destro al volo, ma l'argentino si fa trovare pronto. La sfortuna poi insegue la Samp, con Pozzi che rimedia una distorsione alla caviglia e deve uscire: dentro Kristicic, che porta la squadra di Ferrara a giocare con un 4-5-1 in piena regola, con Eder unica punta. E' il brasiliano l'unico a creare qualche grattacapo alla difesa giallorossa, ma il vantaggio è dietro l'angolo: a segnare è Francesco Totti. Serie di rimpalli al limite dell'area di rigore sampdoriana, poi la palla finisce a Destro, che viene ancora fermato da un Romero prontissimo. Purtroppo l'argentino non riesce ad agguantare la palla, che finisce a Florenzi; l'ex Crotone tira malissimo, ma la sfera s'indirizza verso Totti, che realizza il gol numero 14 (!) contro i blucerchiati. Da lì, il primo tempo della Samp finisce e Destro, su lancio di Balzaretti, sfiora il 2-0, se non fosse che il talento azzurro spara addosso a Romero.
Nel secondo tempo, il Doria prende subito una mazzata clamorosa, perdendo Maresca per espulsione. Il numero 6 sampdoriano era stato ammonito nel primo tempo per un fallo di mano (molto ingenuo) su Lamela in fuga. Il duello si ripete al 46' e l'ex Malaga stende l'argentino in corsa: è doppio giallo. Molto severo, ma risultato da due ingenuità che un giocatore dell'esperienza di Maresca non dovrebbe commettere. In 10, la Samp rinasce e segue una massima proprio di un ex allenatore della Roma, Nils Liedholm, che diceva: "In dieci si gioca meglio che in undici". Gli ospiti non smentiscono le parole del tecnico svedese ed alza il baricentro, anche grazie all'ingresso di Icardi per un Estigarribia evanescente. Se la Roma tenta con i tiri da fuori, la Samp comincia a costruire qualcosa e trova il pareggio al 64'. Punizione di Eder fuori area che filtra la barriera e Stekelenburg respinge; la palla s'incammina verso il fallo laterale, dove un intervento duro, ma pulito di Berardi ferma Marquinho. Cross in mezzo del numero 13, il portiere olandese della Roma non trattiene e Munari è lì per punirlo: 1-1. Parità che pare immeritata, ma che nasce da un errore grossolano dell'estremo difensore giallorosso. Ed il Doria si dimostra ancora una volta molto cinico.
Da lì, la Roma scompare e crea occasioni che si basano meno sul gioco e più sul caso o sull'episodio singolo. Neanche l'ingresso di De Rossi cambia qualcosa, anzi la Samp potrebbe cercare il 2-1, se non fosse che Icardi - lanciato da Krsticic verso la porta da solo - si fa recuperare da Castan prima di calciare. Purtroppo, il momento della Samp finisce con l'uscita di Eder per Soriano, che mette i blucerchiati in campo con un 4-4-1: un modulo che "ammazza" la possibilità di contropiedi efficaci. E la Roma si riaffaccia avanti nel finale, con Lamela e sopratutto Balzaretti che sfiorano il 2-1. Ma un Romero pronto e la scarsa mira dei padroni di casa permettono di strappare un pareggio che sa di vittoria.

Romero 7 | Sempre reattivo. L'unico errore è un rinvio che finisce nelle grinfie di Totti. Chissà se Sabatini sta rimpiangendo di averlo lasciato a Sensibile..
Berardi 6.5 | Qualche errorino in fase difensiva, ma affrontare Totti non è facile. Il suo voto positivo nasce dalle tante puntate offensive: una di queste regala il pareggio alla Samp.
Gastaldello 6.5 | Cattivo quanto basta, Destro ci pensa da solo a mangiarsi un paio di gol.
Rossini 6 | Meno pulito del capitano, ma tutto sommato tiene, nonostante l'attacco romanista lo faccia impensierire più di una volta.
Costa 5 | Male. Dalla sua parte Lamela lo manda al manicomio e sale pochissimo, al contrario di Berardi. Purtroppo continuo a dire che non è un terzino: che sia il tempo di Poulsen?
Maresca 4.5 | Gioca benino e dirige il centrocampo al minimo livello di vita. Un giocatore che ha una carriera come la sua non può fare due ingenuità del genere. L'espulsione è severa, ma lui non deve dare la possibilità all'arbitro di cacciarlo.
Obiang 5.5 | La fascia sinistra della Samp è un trauma: perde il duello con Florenzi. Nel secondo tempo, le cose si sistemano e Pedro alza il rendimento, non raggiungendo però la sufficienza.
Munari 6 | Davanti al centrocampo della Roma, il dinamismo di Munari non basta. Si riscatta con un gol che vale un punto: è al posto giusto nel momento giusto.
Estigarribia 5 | Un altro che non si è visto. Il problema è che queste partite anonime stanno diventando troppe. Il paraguaiano deve alzare le sue prestazioni, nell'attesa che a Gennaio si prenda qualcuno che lo possa sostituire. La mancanza del suo vice sta penalizzando questa squadra.
Eder 7.5 | Un mostro. Mi sono sempre chiesto se quest'anno avrebbe finalmente sfondato anche in A: la risposta sembra essere sì. A 26 anni, ha trovato la squadra giusta per raggiungere la definitiva maturità calcistica. Mette in difficoltà da solo la difesa della Roma.
Pozzi 5.5 | Non vede palla nella mezz'ora in cui è in campo, perciò non gli si possono attribuire molte colpe. L'infortunio è l'ennesima conferma che è stato costruito con il cristallo.

Kristicic 7 | Da esterno offensivo è un pesce fuor d'acqua. A quanto pare non basta la quinta partita per farlo capire a Ferrara. Con l'espulsione di Maresca, il serbo viene arretrato in posizione di regia e sfodera una partita straordinaria. Il lancio in profondità per il contropiede di Icardi è fantastico.
Icardi 6 | Sei di stima. Il ragazzo si mangia un'occasione clamorosa, ma è bravo a tenere la squadra alta con Eder nel miglior momento della Samp, seppur in 10. Speriamo abbia un'occasione da titolare contro il Napoli.
Soriano 5 | Un quarto d'ora in cui è assolutamente incosistente. La Samp rinuncia ad attaccare e lui si adegua.

Ora arriva il Napoli. Mancherà Maxi Lopez (respinto il ricorso alla squalifica di due giornate), mancherà Maresca e probabilmente mancheranno anche Pozzi e Tissone. In questo caso, il turn-over è obbligatorio e spero che Ferrara lo comprenda. Ci sono giocatori come Munari, Obiang, Costa e Berardi che hanno fatto due partite piene o quasi e che dovrebbero riposare. La partita è importante, ma la Samp ha già raggiunto molti obiettivi: 11 punti (10 per la penalizzazione) sono tanti in 5 partite. Ed il Napoli - turn-over o meno - è una squadra decisamente più forte di noi. Tanto vale far riposare qualcuno e concedere minuti a chi ne ha avuti pochi in questo iniziale scorcio di campionato. Una formazione con Poulsen, De Silvestri, Renan, Soriano e Icardi dall'inizio sarebbe l'ideale. Peccato comunque. Il pareggio con la Roma è ottimo, ma si sarebbe potuto addirittura vincere. Purtroppo, la Samp è una compagine di buon livello, ma giovane e - perciò - ingenua: basti vedere cosa fa Obiang nell'azione del gol avversario o come Icardi non ha sfruttato benissimo i contropiedi a disposizione dei nostri.
Intanto non si può fare a meno di notare come il metro di trattamento di certe squadre sia diverso. Minuto 82: Totti cerca di andare via a Munari in area e l'ex Lecce ferma il capitano giallorosso regolarmente. Riparte l'azione ed il numero 11 blucerchiato trattiene leggermente Totti; il meglio che il "Pupone" sfodera è una protesta reiterata, esagerata e vagamente sanzionabile. La domanda è: perché Maxi Lopez viene squalificato per due giornate per calci alla porta dello spogliatoio degli arbitri e Totti la passa liscia, nonostante proteste che hanno poco a vedere con la sobrietà cercata da questo mondo? Probabilmente la risposta non arriverà. Fortunatamente, in altri campi, la differenza si vede: Klose segnala che ha colpito la palla con la mano e fa annullare un gol ingiusto della Lazio.
E se le squalifiche sono sanzionate in modo diverso, a seconda di come si chiama la squadra, almeno possiamo contare sul fatto che qualche legge è uguale per tutti. Come quella del gol. E neanche il boemo o il capitano romanista possono fare qualcosa a riguardo.

Gianni Munari, 29 anni, festeggia l'1-1 dopo un errore di un attonito Stekelenburg.

13 settembre 2012

Quasi blucerchiati.

Da tifosi, tutti abbiamo un sogno. Tutti desideriamo che qualche particolare giocatore venga a vestire la maglia della Sampdoria. E quanti ne abbiamo visti con quei magici colori indosso.. ma quanti non sono arrivati per poco? Chi è stato vicinissimo a vestire la nostra maglia e poi non se ne è fatto più nulla? La lista dei "rimpianti" è stata aggiornata recentemente, come ha dichiarato il d.s. Sensibile in un'intervista al Corriere Mercantile. Ma prima di scoprire chi fosse il "Mister X" dell'estate blucerchiata, andiamoci a rivedere qualche mancato colpo del passato.

Se parliamo di rimpianti riguardo grandissimi giocatori, vengono in mente sopratutto Milan ed Inter. Dalle due squadre di Milano potevano arrivare i cosiddetti "top-player", come va di moda chiamarli adesso. Sponda rossonera furono due i casi più eclatanti. Ricordando quello più lontano, esce fuori il nome di Franco Baresi. Sì, proprio l'ex capitano del Milan e della nazionale ai Mondiali americani del 1994. All'epoca - anno 1982 - il Milan retrocesse per la seconda volta in pochissimo tempo, dicendo addio alla Serie A. Baresi, a quel tempo giovane libero della difesa rossonera, era incerto sul da farsi. Intanto Bearzot lo convocò, facendogli passare una bella estate e regalandogli la possibilità di far parte della squadra che vinse il Mondiale del 1982. Baresi non scese mai in campo, dato che era la riserva di Scirea, ma fu comunque una grandissima gioia. A quel punto, tornato in Italia, il presidente della Samp Paolo Mantovani offrì cifre a nove zeri per accaparrarselo. Con Pietro Vierchowod avrebbe formato la coppia di centrali più forte del campionato. Ed invece il cuore milanista di Baresi disse no all'offerta della Samp.
Altra delusione, più recente, è quella offerta dall'affare Shevchenko. A dir la verità, su questa vicenda non si sa quanto ci sia di vero. Se effettivamente avesse già preso casa a Genova. Se qualcuno l'avesse mai avvistato al Baluardo a fare le visite mediche. Ma si sapeva che la Samp ci stava pensando, visto che l'ex Pallone d'Oro non stava passando un buon momento professionale. Passato dal Milan al Chelsea per 44 milioni di euro nell'estate del 2006, Sheva ha attraversato un periodo di scarse prestazioni nei Blues. Sopratutto al secondo anno, quando i soli otto gol realizzati lo hanno proclamato "flop decennale della Premier League".
A quel punto, Marotta ha ripensato all'affare Cassano dell'estate precedente. A come si è preso un giocatore messo da parte in una grande squadra come il Real Madrid e a come lo si è rilanciato grazie alla tranquillità dell'ambiente Samp. L'ex amministratore delegato del Doria avrebbe voluto portare a termine la stessa operazione con il Chelsea, facendo leva sulla voglia di Sheva e sul suo desiderio di dimostrare che non era finito. Regalare alla squadra una coppia d'attacco Shevchenko-Cassano.. sarebbe stato un colpo da maestro. Le voci si rincorsero per ben due mesi e mezzo, finché il Milan non s'inserì - in modo anche inutile - per riportare Sheva a casa. Con la stessa formula richiesta dalla Samp, i rossoneri presero Shevchenko in prestito per un anno dal Chelsea. Fu un fiasco totale: 26 presenze ed appena due gol in tutto il 2008/2009. Come a dire: "ve l'abbiamo fregato giusto per farvi un torto". Il caso-Storari nell'estate 2010 e la cessione di Cassano nell'inverno successivo confermeranno che i rapporti di mercato tra la Samp ed il Milan non sono dei migliori.

Andriy Shevchenko, 36 anni: la Samp sfiorò il suo ingaggio nell'estate del 2008.

Stessa città, sponda diversa. Qui gli affari sono stati di più e quelli sfumati hanno un peso importante. Per esempio: per quante estati abbiamo sentito "Alvaro Recoba vicino alla Sampdoria"? L'uruguaiano dal sinistro magico, quello che faceva volare la fantasia di molti tifosi, veniva regolarmente accostato alla società blucerchiata. Le possibilità più concrete ci furono nell'estate del 2003 ed in quella del 2006. Nel primo caso, il motivo di allontanamento di Recoba dall'Inter era la delusione post-semifinale di Champions League. Sì, proprio quella persa dall'Inter contro i rivali cittadini del Milan. Recoba, stanco dell'essere continuamente in bilico, pensò di allontanarsi dalla maglia nerazzurra, ma poi non se ne fece più nulla. Nel secondo caso, Recoba era quasi alla fine del contratto con l'Inter e si pensò che anticipasse la partenza. Il legame nell'intreccio di mercato tra la Samp ed "El Chino" era Walter Novellino. Allenatore della Sampdoria dal 2002 al 2007, WAN aveva allenatore Recoba in quel di Venezia nel 1999. Con lui in attacco e Novellino in panchina, il Venezia scalò la classifica e si guadagnò la salvezza con largo anticipo. In quell'impresa, i sei mesi di prestito dell'uruguaiano furono decisivi. Purtroppo, non se ne fece mai nulla. Anche se WAN e Recoba hanno avuto, alla fine, l'occasione di ricongiungersi al Torino. Nel 2007/2008, Novellino fu l'allenatore dei granata e Recoba venne prestato alla squadra piemontese. Andò male ad entrambi: il tecnico fu esonerato ad Aprile e l'attaccante fece solo tre gol in 24 presenze con il Torino. Però, che peccato. Sarebbe stato decisamente interessante vedere un giocatore di quella classe con la nostra maglia addosso.
Così come sarebbe curioso osservare Christian Vieri nella sua nuova avventura blucerchiata. Peccato che essa non ebbe mai inizio. La storia dell'affare Vieri è paradossale. Scaricato dall'Inter nel 2005, l'attaccante firmò con il Milan, salvo poi andarsene dopo sei mesi e due gol. L'ex centravanti nerazzurro voleva giocare il Mondiale del 2006 e quindi cercò una squadra che gli desse minuti sul campo. Scelto il Monaco di Guidolin, segna tre gol prima di infortunarsi seriamente e di dire addio alle sue chances mondiali.
Finito il calvario del recupero, Vieri si rimette in gioco. A 33 anni, firma con la Sampdoria un contratto annuale. E lascia trapelare grandissimo entusiasmo per questa nuova avventura. Un entusiasmo che contagia anche i più scettici, in un momento buio per quanto riguarda le prestazioni blucerchiate. Ma l'idillio dura poco, finché un mese dopo Vieri non pensa di ritirarsi dal calcio. La domanda che viene da farsi è perché non c'abbia pensato prima di firmare con la Samp.. fatto sta che l'ex centravanti della nazionale rescinderà il contratto con la Samp. Il ritiro sembra vicino, fino a che Vieri non firma con l'Atalanta, smentendo così tale ipotesi. Giocherà per altri tre anni. E' proprio vero: "Dio li fa e poi li accoppa", come disse Giobbe Covatta..

Christian Vieri, 39 anni: nel 2006 firmò con la Samp. Salvo andare via dopo un mese.

Infine, il "quasi" più clamoroso nella storia del calciomercato sampdoriano. Estate 1997: la Samp si prepara a perdere 15 anni di storia. Roberto Mancini è, infatti, in procinto di passare alla Lazio di Sven-Goran Eriksson. Dopo un'ultima stagione molto prolifica (15 gol), il "Mancio" vuole rivincere lo scudetto e la squadra biancoceleste è la piazza giusta per riprovarci (ed i fatti gli daranno ragione). Fatto sta che la Samp di Enrico Mantovani non vuole ritrovarsi scoperta in quel ruolo e decide di spendere in anticipo per sostituire il numero 10 sampdoriano. Si guarda a Francesco Totti. Già, il "Pupone" non trova spazio con Carlos Bianchi e, nell'inverno 1997, è vicino alla cessione. La Sampdoria fa il passo più deciso ed è vicinissimo ad acquistarlo. Poi venne il "Torneo Città di Roma" e la consacrazione. Totti stende sia l'Ajax che il Borussia Moenchengladbach. E lo fa con una grandissima prestazione. Così, Franco Sensi - l'allora presidente romanista - decide di non comprare Jari Litmanen, fuoriclasse dei Lancieri, e di puntare sul prodotto del vivaio giallorosso. Che diventerà il simbolo ed il capitano della Roma, oltre che l'immenso fuoriclasse che noi tutto conosciamo.
E' stato un peccato, ma tutto sommato questo è l'affare con meno rimpianti. Totti è diventato il giocatore che ammiriamo oggi proprio perché si sente simbolo della sua città e della sua squadra. E' più di un fuoriclasse, è un vessillo fiero delle sue origini. Forse a Genova non avrebbe potuto contare su queste motivazioni e, probabilmente, non sarebbe arrivato dove è ora. Le doti ci sarebbero state in ogni caso, ma senza una grande voglia è difficile tradurle in ciò che abbiamo visto fino ad oggi. Certo, alla Samp arrivò Morales e fu un fiasco totale. Insomma, non Totti, ma forse qualcuno più adatto al ruolo si sarebbe potuto trovare.

Francesco Totti, allora 20enne, fu vicinissimo alla Samp nell'inverno 1997.

E arriviamo ai giorni d'oggi. Nella sua ultima intervista, Pasquale Sensibile ha confessato un retroscena di mercato molto interessante. Quest'estate un grande del calcio argentino si era proposto alla Sampdoria: Juan Roman Riquelme. L'ex Villareal si era fatto avanti tramite il suo connazionale Sergio Romero, che lo aveva segnalato a Sensibile e Ferrara. Esaurito il suo contratto con il Boca Juniors, Riquelme avrebbe voluto farsi volentieri un'esperienza italiana. Secondo le parole di Sensibile, il nuovo allenatore della Samp non ci ha dormito per due notti. Alla fine, si è rinunciato alla classe ed all'esperienza di Riquelme a causa di esigenze tattiche. Nel 4-3-3 di Ferrara, non sembrava che ci fosse posto, né collocazione. Personalmente lo trovo un rimpianto abbastanza grande. Un giocatore così andava provato e, oltretutto, sarebbe potuto essere considerato come regista, vista la sua visione di gioco e la precisione del suo letale piede destro. Diciamo che, invece di Maresca, sarebbe potuto arrivare Riquelme. Peccato. Rimarrà come uno dei tanti "quasi" blucerchiati di questi anni.

Juan Roman Riquelme, 34 anni, è stato la storia del Boca negli ultimi anni.