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18 luglio 2016

Nuovi inizi.

Buongiorno a tutti. Mentre la Serie A si prepara al rientro e la Samp si muove (finalmente) sul mercato, sono qui per annunciarvi qualche novità. Le news riguardano il modo in cui il blog sarà organizzato d'ora in poi.

Patrik Schick, 20 anni, l'arrivo più importante di quest'estate.

Cambierà un po' il modo di fare. La gestione della Samp mi lascia un po' sbigottito e questo non sta facendo che allontanare molti tifosi. Questo non vuol dire smetterla di seguirla, ma essere meno innamorato, stando pur sempre attento a quei colori che da vent'anni occupano il mio cuore.

Mentre la società ha acquistato Pavlovic dal Frosinone (allora una ogni tanto la si azzecca!) e ha lasciato andare un po' a sorpresa Nenad Krsticic (con la risoluzione consensuale del contratto), anche questo blog cambia un po' il suo modo di essere.

Si seguiranno di meno le partite, pur non escludendo la possibilità di pagelle. Si leggeranno articoli di approfondimento o alcune riflessioni varie, più a cuor leggero, magari inquadrando meglio il quadro generale piuttosto che concentrandosi sul singolo appuntamento.

Nell'augurarvi un buon proseguo d'estate, non posso che sperare che la Samp migliori la sua gestione. E che questo blog continui comunque a occupare un piccolo posto nel cuore dei doriani (oltre che nel mio, che lo curo da cinque anni).

05 febbraio 2015

Sogno o son desto?

Mai visto un gennaio così movimentato alla Sampdoria. Neanche nel 2009, quando arrivò un allora poco prolifico Pazzini per metterlo accanto a Cassano. Un gran calciomercato sia in entrata che in uscita, con la speranza che questo possa servire a centrare l'obiettivo europeo. Andiamo ad analizzare quanto accaduto in quest'inverno così impegnativo per la società blucerchiata, che si è messa all'opera con largo anticipo.

Massimo Ferrero, 63 anni, con Luis Muriel, 23, e Samuel Eto'o, 33.

I fuochi d'artificio sono l'immagine migliore per descrivere le operazioni in entrata della società blucerchiata. Del 4-3-3 che ha portato la Samp al terzo posto c'era poco da cambiare: qualche occasione poteva esser colta, ma in realtà si è deciso per una totale rivoluzione. Da quando si è capito che Gabbiadini sarebbe effettivamente andato al Napoli, Mihajlovic ha svoltato sul 4-3-1-2. Da qui la decisione di passare a un mercato effervescente.
Il colpo dell'inverno è stato Samuel Eto'o, arrivato dall'Everton dopo essersi liberato dal contratto che lo legava all'Everton. Tre anni e mezzo di contratto, nei quali si trova anche l'anno da dirigente che la Samp gli ha offerto. Un colpaccio mediatico, ma bisognerà vedere anche come si adatterà il camerunense alla nuova Serie A: se l'attaccante non è quello del Triplete interista, neanche la massima serie italiana è così difficile. Ergo potrebbe esser subito utile e aiutare la Samp a centrare il tanto cercato obiettivo europeo.
Un altro colpaccio - almeno in prospettiva - è quello di Luis Fernando Muriel. Personalmente sono innamorato del colombiano, capace di farmi rivedere in alcune occasioni il primo Ronaldo interista. Tuttavia, i dubbi sulla sua tenuta fisica sono tanti: quest'anno all'Udinese non ha praticamente messo piede in campo e nel 2013-14 il rendimento è stato deficitario. Per tornare quello visto tra Lecce e il primo anno in bianconero, bisognerà aspettarlo.
Un altro che merita di essere atteso è Joaquin Correa, arrivato per otto milioni di dollari dall'Estudiantes de La Plata. Il club argentino ha come presidente Juan Sebastian Veron, che ha pesato nella decisione del giovane trequartista di andare alla Sampdoria. Classe '94, dovrà assorbire l'impatto con la Serie A e il calcio europeo. Certo è che il ragazzo è molto interessante, che ha margini di miglioramento notevoli e che nel 4-3-1-2 potrebbe rivelarsi quello che Pastore è stato per il Palermo qualche anno fa. Tutto sta nel dargli il giusto tempo e la fiducia necessaria (Mihajlovic speriamo non commetta errori in questo).
Infine, le altre operazioni sono servite ad avere altri ricambi. Coda è arrivato nell'operazione Muriel e sarà utile per rimpiazzare Fornasier, andato in prestito. Bonazzoli è un classe '97 promettente, ma è stato pagato tanto. L'Inter potrà riscattarlo nei prossimi anni, ma per ora l'attaccante rimane a Milano a far la spola tra prima squadra e Primavera. Acquah sostituirà Krsticic, Frison prende il posto di Da Costa e Muñoz rimarrà per sei mesi in prestito, prima di andare al Milan. Varga e Hromada sono arrivati come compensazione per la metà di Beltrame, mentre Muzzi jr. rimpinguerà la rosa della Primavera blucerchiata.
OPERAZIONI IN ENTRATA: voto 7.5


Se è in entrata si è fatto tanto, in realtà è in uscita che il compito era difficile. Il d.s. blucerchiato Osti doveva piazzare molti giocatori e ha avuto a che fare con delle uscite inaspettate. La prima perdita imprevista è stata quella di Manolo Gabbiadini, passato al Napoli. I partenopei hanno pagato 13 milioni di euro le due metà di Juve e Samp. Il timore della società di Corte Lambruschini era di perdere l'attaccante a giugno a favore della Juventus. Una paura che ha spinto a lasciar partire il numero 11 anche contro il parere di Mihajlovic.
Un'altra operazione dolorosa e imprevista in uscita è stata quella riguardante il capitano Daniele Gastaldello. Colonna della Samp dal 2007, il numero 28 è stato in grado di guadagnarsi la fiducia dei tifosi e di quasi tutti i tecnici che sono passati sulla panchina blucerchiata. L'offerta di un triennale l'ha attratto troppo: in fondo il Bologna tornerà a breve in A e il progetto americano sembra importante. Difficile dire di no, comprensibile il suo addio.
Un altro trio che ha seguito il difensore a Bologna è quello rappresentato da Gianluca Sansone, Angelo Da Costa e Nenad Krsticic. Tutti prestiti, ma il portiere andrà in scadenza a giugno e quindi rimarrà in Emilia, così come ci sono buone possibilità che anche Sansone stia al Dall'Ara. Diverso il discorso per il serbo, per il quale c'è un diritto di riscatto, ma c'è anche una minima chance di tornare in blucerchiato. Tutte e tre le operazioni hanno un senso: Sansone trovava poco spazio con Mihajlovic, Da Costa era diventato il terzo portiere con il ritorno di Romero e Krsticic stava perdendo smalto a forza di stare in panchina.
Fedato ha lasciato Genova per Modena: operazione in prestito, inevitabile viste le poche presenze e il passaggio al 4-3-1-2. Anche Fornasier è andato alla caccia di continuità a Pescara: la cosa migliore, visto che secondo l'ex Manchester United ha un bisogno disperato di giocare per crescere. Beltrame è tornato alla Juve, mentre Hromada - appena trasferitosi alla Samp - è stato subito girato alla Pro Vercelli in B. Due considerazioni finali: a) il mercato è stato positivo perché tutte le operazioni in uscita sono state colmate con le entrate adeguate; b) un peccato che Wszolek non abbia accettato il Pescara: meglio giocare in B per sei mesi che stare un anno fermo in una squadra di A.
OPERAZIONI IN USCITA: voto 7.5

15 dicembre 2014

Sampdoria Stadium.

Un altro grande risultato, una mezza impresa: la Samp ottiene un buon punto in quel di Torino e blocca la Juventus sull'1-1 nel suo impianto casalingo. Il pareggio rappresenta anche l'interruzione della striscia vincente della Juventus in casa, che collezionava vittorie da 25 partite consecutive. Ed è l'ennesimo certificato sul campionato della Samp: finché la classifica sarà così equilibrata, i blucerchiati avranno una chance europea.

Patrice Evra, 33 anni, ha segnato l'1-0 momentaneo per la Juve.

La Samp si presenta allo Juventus Stadium dopo il ritorno alla vittoria, avvenuto a Verona contro l'Hellas: una buona forma quella blucerchiata, con la squadra di Mihajlovic vogliosa di tirare un brutto scherzo a quella di Allegri. Torna Regini tra i titolari, mentre cambia il modulo: dentro nuovamente il 4-3-1-2, con Krsticic dietro la coppia d'attacco Eder-Okaka. Schieramento speculare per la Juventus, che schiera Pereyra da trequartista e Ogbonna al posto dello squalificato Chiellini. Davanti fiducia a Tevez e Alvaro Morata, che scalza Llorente dai titolari.
Il primo tempo è un monologo della Vecchia Signora. Specie i primi 20' sono di una pressione tremenda per gli ospiti, che a malapena riescono a scambiare due passaggi di fila (più per l'imprecisione blucerchiata che per i meriti dei bianconeri). Nei primi 10' Tevez e Morata scaldano i guanti di Romero, che però non può nulla al 12', quando Evra trova il vantaggio su corner: Regini lascia colpevolmente solo il francese. E la Juve batterà i calci d'angoli in maniera irregolare per tutto il primo tempo (vedere qui: ci cascherà anche Gabbiadini nella ripresa). La Samp non reagisce e Romero salva ancora i blucerchiati con una paratona su Marchisio. Tuttavia la Juve pian piano abbassa la pressione e il Doria può uscire almeno dalla propria metà campo. Anzi, al 36' Gastaldello rischia di trovare fortunosamente il pareggio, ma Buffon è pronto. Il primo tempo finisce con la Samp che gradualmente conquista campo.
La ripresa è di tenore decisamente diverso. Innanzitutto Mihajlovic comprende l'impalpibilità di Krsticic e lo toglie, inserendo Gabbiadini. Ciò implica il ritorno all'originario 4-3-3, che si dimostrerà decisamente migliore nella ripresa. Al 49' Pereyra testa ancora Romero, ma la Samp trova il pareggio due minuti dopo: discesa di Regini, supporto di Eder fino all'area e scarico per il neo-entrato Gabbiadini. Manolo cerca lo spazio per il sinistro e piazza all'angolo un altro gol alla Juventus: è l'1-1 che sorprende un po' tutti, ma che fa impazzire il settore ospiti dello Juventus Stadium. Da lì la gara diventa un grosso punto interrogativo per la Juve, che spinge ma non come nel primo tempo. Sopratutto, i padroni di casa fanno fatica a trovare la conclusione giusta negli ultimi 20 metri: Tevez ci prova, ma non spaventa Romero. E Palombo è miracoloso all'81' in chiusura su Pogba, prima che il francese possa concludere a rete. Anzi, è la Samp ad avere l'altra occasione più pericolosa della ripresa: un sinistro di Gabbiadini dai 25 metri è leggermente deviato da Ogbonna. La palla sembra pronta per gonfiare la rete un'altra volta, ma Buffon è miracoloso e devia in angolo. Nel finale, l'arbitro si dimentica anche l'espulsione per doppio giallo di Vidal: l'intervento su Duncan a pochi minuti dal recupero meriterebbe il rosso, ma Doveri si addormenta. Finisce 1-1, alla Samp va bene lo stesso, specie dopo quel primo tempo...

Manolo Gabbiadini, 23 anni, pareggia i conti appena entrato.

Romero 7; Cacciatore 6.5, Gastaldello 7, Romagnoli 6.5, Regini 6; Rizzo 6, Palombo 6.5, Obiang 6.5 (dal 37' s.t. Duncan s.v.); Krsticic 5 (dal 1' s.t. Gabbiadini 6.5); Eder 6.5, Okaka 5.5 (dal 27' s.t. Bergessio 6) - già pubblicate su SampNews24

La prova dello Juventus Stadium è l'ennesima certificazione sul campionato - fin qui straordinario - della Sampdoria di Sinisa Mihajlovic. Mancava Soriano, si è giocato con un modulo diverso e il primo tempo è stato praticamente buttato. Eppure, la Samp è uscita nella ripresa e ha tirato fuori una prestazione di raro acume tattico: benissimo la difesa, abbastanza bene la mediana, bravissimo Eder nelle ripartenze. Poco importano gli interpreti: spesso il Doria c'è. Manca solo un po' di continuità, anche durante le gare.
Due paroline vanno spese anche sull'arbitro Doveri: fortunatamente i suoi errori non hanno deciso la gara, ma far battere il calcio d'angolo dentro la lunetta sarebbe il minimo sindacale. Certo, la Juventus avrebbe comunque meritato il vantaggio nel primo tempo, ma almeno farglielo sudare tramite quelle cose strane chiamate "regole"? Sarebbe giusto. Purtroppo noi le regole le scansiamo come la peste. Per altro, ieri Okaka è stato praticamente nullo, ma l'arbitraggio di Doveri nei suoi scontri con Ogbonna è stato abbastanza one-sided: la spinta del rossocerchiato veniva regolarmente punita, il contrario è raramente avvenuto. Eppure parliamo di due statue nere da un metro e novanta, che si sono scontrate ad armi pari.
Una battutava fatta anche sul momento di due giocatori. Nenad Krsticic è chiaramente in crisi di rendimento e sono molto dispiaciuto per il ragazzo. Rimango convinto che le doti ce l'abbia, accompagnate da un'adeguata cattiveria: tutto sta nel ritrovarle. Specie se si passerà al 4-3-1-2 dopo la (probabile) cessione di Gabbiadini, ci sarà più spazio per lui. Proprio Manolo è l'altro di cui parlare: c'è chi già ne piange la cessione. La Samp sta spezzando il giocattolo nel prossimo mercato di gennaio, cosa da evitare; tuttavia, alla lunga vedrete che non sarà rimpianto. L'attaccante diventerà un buon giocatore, ma ha bisogno di maturare sulla continuità: alcune volte scompare dalla gara. Al suo posto potrebbe arrivare Joaquin Correa, trequartista dell'Estudiantes che molti danno già alla Samp nel prossimo inverno.
Ora il Doria si gode l'ultima settimana di preparazione del 2014, dove sfiderà un'altra squadra bianconera, ovvero l'Udinese di Stramaccioni. Chiudo però osservando una cosa: a fine anno, probabilmente la Samp sarà l'avversario con il miglior bilancio nella storia dello Juventus Stadium. Aperto per la stagione 2011-12, i blucerchiati ci hanno giocato tre volte: una vittoria per 2-1 nel gennaio 2013, una sconfitta onorevole nel gennaio scorso e ora questo pareggio. Niente male. Farebbero prima a chiamarlo Sampdoria Stadium.

La Samp esce con un pareggio dallo Juventus Stadium: grande gioia

07 aprile 2014

Gli anti-europei.

E' aprile e le elezioni europee non sono così lontane. Anche nel calcio ci sono delle simili votazioni, ma la Samp ha deciso di ritirarsi dalla corsa: il 2-0 subito all'Olimpico chiude qualsiasi sogno di gloria e ricorda quale è la vera dimensione di questa squadra. La parte sinistra della classifica ora dista qualche punto, ma si spera che i blucerchiati riprendano a correre dalla prossima domenica. Per dimenticare una giornata in cui c'è stato ben poco da salvare.

Antonio Candreva, 27 anni, esulta per l'1-0 e il nono gol in campionato.

La Samp, senza il tecnico Mihajlovic (squalificato, ma in tribuna per seguire la gara), si presenta all'Olimpico con la conferma di Berardi sulla sinistra. Regini è spostato al centro per sopperire all'assenza di capitan Gastaldello, mentre davanti parte dal 1' Maxi Lopez. Con Mihajlovic out per due giornate, è Nenad Sakic a sedersi in panchina. La Lazio conferma il 4-3-3 degli ultimi tempi, con la coppia Keita-Candreva pericolosa sugli esterni d'attacco e la prima da titolare per Helder Postiga, arrivato a gennaio dal Valencia.
I primi minuti, condizionati da una Lazio non brillante, vedono la Samp timida e stranamente poco propositiva nell'Olimpico biancoceleste. Tanti gli schemi su palla inattiva collezionati dalla Samp, ma nessuno va a segno, con Gabbiadini che sfiora la porta con un gran sinistro su corner. I padroni di casa si fanno vedere al 30', quando Onazi libera Candreva al tiro dentro l'area: buon destro, ma Da Costa è attento e respinge. Nonostante un primo tempo che non passerà agli annali della storia del calcio e con la Samp più in palla, è la Lazio a passare al 42': bella iniziativa di Keita sulla destra, cross in mezzo e il numero 87 laziale può incrociare da solo in area. La squadra di Reja rischierebbe anche di raddoppiare, se un ottimo Mustafi non recuperasse in extremis su Keita, che aveva saltato di netto Regini.
Al riposo, nessun cambio, ma il canovaccio non cambia: sembra la Samp la squadra che più vuole la vittoria in questa gara. Eppure, i blucerchiati faticano a costruire occasioni serie. Punizione di Gabbiadini a parte, i tentativi degli ospiti sono un solletico alla difesa dei padroni di casa. L'espulsione per doppio giallo di Biglia - da multa, oserei dire - è ingenua e regala la superiorità numerica alla Samp per 35 minuti. Ciò nonostante, non arriva la zampata: gli ingressi di Sansone e Okaka per Gabbiadini (infortunato, forse salterà l'Inter) e Maxi Lopez regalano vivacità, ma non il gol. Anzi, è la Lazio prima a sfiorare il raddoppio (miracolo di Mustafi) e poi a trovarlo: al 72', Mauri salta il tedesco della Samp e mette in mezzo, dove Palombo lascia andare Lulic alla conclusione, dimenticandosi della marcatura. Due a zero e partita virtualmente chiusa con il gol del bosniaco. Renan crea un po' di scompiglio con il suo sinistro, ma nulla che impensierisca veramente Berisha. Anzi, è l'albanese a regalare un'ottima chance a Soriano, quando il portiere biancoceleste perde il pallone e lo regala al numero 21 blucerchiato. Tuttavia, il suo colpo di testa trova Biava sulla linea. Ci sarebbe il tempo per rammaricarsi su un rigore non concesso per fallo di Onazi su Okaka, ma questa Samp - così molle e lenta - forse non avrebbe meritato di pareggiare, nonostante una Lazio non proprio brillante. Finisce 2-0 e con la soddisfazione di Reja, che può ancora guardare all'Europa. Per la Samp, invece, quel discorso è chiuso.

Maxi Lopez e Abdoulay Konko, 30 anni: il centravanti blucerchiato è stato impalpabile.

Da Costa 6 - Non ha colpe abnormi sui due gol, anche se sul secondo uno sforzo in più si poteva fare.
De Silvestri 5 - Forse emozionato dal ritorno ai ricordi d'infanzia. Non si distingue positivamente, anche perché si dimentica di Candreva sull'1-0 avversario.
Regini 5.5 - Tanti buoni piccoli spunti, ma nulla che si faccia veramente ricordare.
Mustafi 6.5 - Uno dei pochi a meritarsi la sufficienza. Sul secondo gol è leggero in marcatura, ma i problemi arrivano dopo. Helder Postiga non striscia palla e il salvataggio a fine primo su Mauri è essenziale.
Berardi 5.5 - Vorresti dargli la sufficienza: dopo Cuadrado, gli tocca Candreva e non fa malissimo. In fase offensiva, però, è sempre nullo.
Palombo 5 - Sul gol del 2-0 si perde Lulic. E non è che incida granché in fase d'impostazione.
Krsticic 5 - Stessa sintesi di Palombo, ma almeno ha il merito di far espellere Biglia.
Gabbiadini 6 - Tanta abnegazione. E' anche uno dei pochi a cercare seriamente la porta, impegnado Berisha dai 30 metri. Poi parte la spalla e tanti saluti all'Olimpico.
Eder 4.5 - Altra partita spentissima del brasiliano. La mancanza del gol comincia a pesare.
Soriano 5 - Non è il solito Soriano degli ultimi tempi. Corre molto, sfiora il gol, ma Biava lo ferma sulla linea.
Maxi Lopez 4.5 - Impalpabile. Mi chiedo cosa dovrebbe portare al suo riscatto a fine anno. Se la risposta è "il gol nel derby", è un po' poco per il milione e mezzo da spenderci sopra.

Sansone 6 - Entra per Gabbiadini e prova a impegnare Berisha. Quando entra in corso, è quasi sempre pericoloso.
Okaka 5.5 - A giochi fatti, Sakic lo manda in campo. Può far poco, ma in teoria s'era guadagnato un rigore...
Renan 6 - Porta un po' di grinta a centrocampo e le sue parabole creano più di un'occasione.

Come detto, l'Europa è ormai fuori portata. Mi vien da dire "finalmente", perché l'ossessione di continuare a scalare la classifica stava facendo dimenticare la vera dimensione di questa squadra. Una compagine che in superiorità numerica per 40 minuti non solo non crea grossi pericoli agli avversari, ma gli lascia persino fare il 2-0, è da Europa? Non credo. Basti guardare il Parma di ieri, che ha giocato una partita passiva ma ordinata contro il Napoli ed è riuscito a vincere. Ecco la differenza: la cattiveria e l'ordine. Quelli che ogni tanto mancano alla Samp di Mihajlovic. Manca quel quid per fare il salto di qualità; poco da farci, siamo gli anti-europei nella numerosa corsa all'Europa. Che è finita. Godiamoci quel che rimane di questo campionato, a partire dal duplice ritorno di Mazzarri e Icardi la prossima settimana al Ferraris. L'Inter sembra in difficoltà: sarebbe il caso di approfittarne.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, in tribuna all'Olimpico per la gara di ieri.

17 marzo 2014

Il paradiso può attendere.

Sinisa Mihajlovic aveva sfoggiato citazioni dantesche, parlava di paradiso e sembrava sempre più convinto che questa squadra potesse fare di tutto e di più. Specie dopo aver rimontato due gol al Livorno nella bolgia del Ferraris la scorsa settimana. La verità è che questa squadra sta esattamente dove deve stare: il 3-0 subito in casa dell'Atalanta ricorda a tutti che l'Europa o anche la parte sinistra della classifica sono obiettivi che non competono la Samp. Almeno, non certo quella discontinua vista quest'anno.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, ne ha avute da dire dopo la gara con l'Atalanta.

Mihajlovic ci ha provato: a Bergamo se l'è giocata con il solito 4-2-3-1, ha riproposto Okaka davanti e ha fatto giocare Palombo, nonostante fosse stato influenzato quasi tutta la settimana. Una bocciatura per Obiang, che era dato per sicuro titolare alla vigilia. L'Atalanta, dopo aver violato l'Olimpico di Roma, puntava a vincere per chiudere il discorso salvezza, come detto da Denis e compagni alla vigilia. Curiosa la presenza di Estigarribia tra gli avversari (alla quarta squadra diversa in tre anni di Italia), mentre Del Grosso ha preso il posto di Brivio, infortunato dopo lo stage della nazionale.
Pronti, via e la partita promette bene: le squadre sono aggressive, vogliono fortemente il gol e sono molto lunghe. Tutto a favore degli spettatori neutrali, contenti del ritmo della gara. Al 12' la prima emozione: Mustafi libera sul destro di Maxi Moralez a cinque metri dalla porta. Sul capovolgimento di fronte, Eder non è in grado di servire Okaka, solo in area. Gabbiadini raccoglie la respinta della difesa atalantina e calcia dal limite, ma il suo sinitro è alto. Ancora Samp due minuti dopo: Eder tarda il passaggio e Okaka mette un cross inarrivabile per tutti in area di rigore nerazzurra. E' allora che i padroni di casa escono dal guscio: Denis costringe Regini a un recupero provvidenziale, poi manda alto di testa su corner. Gli ospiti hanno un'ultima fiammata alla mezz'ora, quando Soriano di spalla e Regini con un bel sinistro costringono Consigli al doppio intervento. Da lì, inizia un'altra gara: la Samp arretra e l'Atalanta va subito in vantaggio con un bel destro di Carmona, bravo a tirare al volo su sponda di Denis. Da Costa non è esente da colpe: non tanto sulla conclusione del cileno, quanto sul rinvio che dà il là all'azione di ripartenza dei bergamaschi. Brasiliano poco attento anche sul 2-0: su corner di Moralez, Bonaventura svetta da solo di testa e realizza il raddoppio. L'incornata era centrale, seppur da due passi. E Palombo ha la grave responsabilità di mollare la marcatura sul numero 10 nerazzurro. Certo, il pugno di Benalouane a Regini - oltre che da prova tv - è l'episodio che dovrebbe invalidare il 2-0 dei padroni di casa. Ma se dorme la difesa blucerchiata, perché non dovrebbe fare altrettanto la terna arbitrale?
Con queste due mazzate, la Samp abdica sostanzialmente in favore della Dea, che non si fa pregare. Mihajlovic toglie l'infortunato Gastaldello per Fornasier, ma la sostanza non cambia. Soriano tenta un timido sinistro dalla distanza, ma è solletico sui duri fianchi dell'Atalanta. E i padroni di casa triplicano al 55': bell'uno-due Moralez-Deniz, con l'ex Velez che mette in mezzo per il capitano dei nerazzurri. Ci sarebbe Krsticic a chiudere sulla linea di passaggio, ma il serbo buca clamorosamente l'intervento. Per il bomber, è un gioco da ragazzi: 3-0 e partita chiusa. Denis potrebbe anche raddoppiare il bottino personale, ma il palo gli nega la gioia dell'11° gol stagionale. La Samp tenta di pungere con Maxi Lopez, che entra bene nella gara nonostante il risultato sfavorevole. Mihajlovic gioca persino la carta Sansone, ma non sortisce alcun effetto. Un sinistro potente di Gabbiadini e un'acrobazia di Palombo sono gli unici pericoli prodotti nell'ultima mezz'ora, con De Luca che anzi sfiora (l'ennesimo) gol alla Samp. Una brutta figura, che deve far riflettere molti.

Carlos Carmona, 27 anni, ha sbloccato la partita con il gol del momentaneo 1-0.

Da Costa 5; De Silvestri 5, Mustafi 5, Gastaldello 5.5 (dal 1' s.t. Fornasier 5), Regini 6; Palombo 5.5, Krsticic 4.5; Gabbiadini 5.5, Eder 4.5 (dal 26' s.t. G. Sansone 5), Soriano 6; Okaka 5 (dal 10' s.t. Maxi Lopez 6) - già pubblicate su SampNews24

Il commento di Mihajlovic al termine della gara è stato piuttosto lapidario: «Questa era una Samp senza palle, la stessa Samp che ho trovato cinque mesi fa. Ci credevamo dei fenomeni, da oggi giocheranno prima gli uomini che i giocatori». Non ha tutti i torti il tecnico blucerchiato, che si aspettava un ulteriore passo avanti dopo i successi a Torino e contro il Livorno. La Samp di Mihajlovic è così: al grande test, sembra destinata a fallire. E' una squadra che l'ex tecnico della Serbia ha rimesso a posto dal nulla, con gli stessi giocatori di Delio Rossi e senza grossi innesti nel mercato invernale. Sestu è sparito dal radar, Maxi non si è visto (derby a parte).
Sono contento di aver rivisto Sansone, un giocatore che deve metterci le famose palle che Mihajlovic ha richiesto ai suoi. Tuttavia, il numero 12 della Samp ha le doti giuste per emergere e si spera che abbia più spazio in questo finale di campionato. Consliamoci con un dato: ieri Colantuono, dopo aver vinto, ha detto che la salvezza è cosa fatta. L'Atalanta ha 37 punti, appena tre in più dei blucerchiati.
Mi accodo al pensiero dell'allenatore bergamasco e dico che alla Samp mancano tre-quattro punti per chiudere il discorso. Facciamoli e poi diamo più spazio a chi ne ha bisogno. I vari Renan, Obiang, Fornasier, Fiorillo, Sansone e - perché no - Rodriguez necessitano di minutaggio per integrarsi e dimostrare che possono esser utili in qualche modo alla causa blucerchiata. E poi tutti concentrati su Gabbiadini e De Silvestri: il loro arrivo al Mondiale è ciò che di più vicino ci può essere alla soddisfazione. Lo scudetto della Samp è la salvezza tranquilla. E' stato detto in tutte le salse: ci siamo, è quasi fatta. ll paradiso può attendere: l'anno prossimo si potrà puntare più in alto. Con Mihajlovic e senza Dante.

Maxi Lopez, 29 anni, uno dei pochi sufficienti a Bergamo.

06 dicembre 2013

Un'altra storia.

Non c'è niente da fare: sembra proprio un'altra storia. Lo scetticismo permane, ma il risultato di ieri sera conferma che la Samp sembra aver imboccato una strada migliore. 4-1 all'Hellas - che continua a far fatica negli ultimi tempi - ottenuto con le riserve e che porta la società blucerchiata all'Olimpico il 9 gennaio, dove affronterà la Roma. Sono arrivati gli ottavi di Coppa Italia, ma sopratutto tanta convinzione. Perdonatemi il verbo "sembrare", ma è giusto esser scettici dopo mesi difficili.

Birkir Bjarnason, 25 anni, ieri ha realizzato il primo gol con la Samp.

La Samp torna in Coppa Italia dopo la vittoria di agosto contro il Benevento, quando Gabbiadini decise la sfida con i suoi primi due gol in blucerchiato. Nel Doria, tante facce finora viste poco o per nulla: Fiorillo capitano nonché titolare, più i reintegri di Maresca e Poulsen, l'esordio stagionale di Rodriguez e Fornasier. C'è anche Petagna davanti, con Sansone, Bjarnason e Wszolek a supporto. L'Hellas, dopo la sconfitta a Firenze, fa riposare qualcuno, ma alcuni titolari ci sono. Dopo una traversa colpita da Donadel su calcio piazzato, la Samp passa al 14': bel cross di Poulsen in mezzo, Wszolek colpisce di testa, ma centra un difensore. Sulla respinta in piena area, il sinistro di Sansone non lascia scampo a Mihaylov. L'1-0, per altro, dura poco: su un retropassaggio errato di Cirigliano, Petagna raccoglie e tenta di battere l'estremo difensore gialloblu. La sua respinta giunge sui piedi di Bjarnason e al 20' la Samp è sul 2-0. Sembra chiusa, ma l'Hellas comincia a macinare gioco, con diverse conclusioni da parte di Longo, il più attivo fra gli ospiti.
Dopo l'intervallo, la ripresa comincia con un copione ben diverso: le riserve blucerchiate sembrano lentamente scomparire, mentre l'Hellas prende campo e confidenza. Mandorlini si gioca tutto, inserendo Martinho, subito decisivo: il cross del brasiliano trova Longo, che batte capitan Fiorillo con un sinistro al volo di rara bellezza. 2-1 e tutto riaperto. A quel punto, il tecnico dei veneti si gioca anche la carta Toni, ma non basta. L'episodio chiave è all'81': su corner per gli ospiti, Petagna interviene in maniera scomposta. Dal replay sembrerebbe spalla dubbia, ma i giocatori dell'Hellas circondano l'arbitro. Nel mentre, però, si dimenticano dell'azione che prosegue. Donati perde la palla e Krsticic gliela ruba, involandosi verso la porta. Il 3-1 del serbo chiude la gara e suggella il sodalizio tra lui e Mihajlovic, per cui il numero 10 blucerchiato rappresenta il fulcro del suo progetto tecnico-tattico. Il 4-1 finale, con il gol di Renan (il secondo in quattro giorni, dopo non averne mai segnato uno in due anni di Samp) chiude la contesa e regala la Roma ai blucerchiati. La sfideranno ad inizio gennaio, negli ottavi di Coppa Italia, all'Olimpico.

Renan Garcia, 27 anni, ancora a segno: secondo gol in quattro giorni.

Fiorillo 6; Rodriguez 5.5, Fornasier 6 (dal 35' s.t. Mustafi s.v.), Regini 6.5, Poulsen 6; Maresca 6.5 (dal 19' s.t. Eramo 6), Renan 6; Wszolek 7, G. Sansone 6.5 (dal 15' s.t. Krsticic 6.5), Bjarnason 6; Petagna 5.5 - già pubblicate su SampNews24

Passato quest'ostacolo, la Samp è pronta ad affrontarne un altro. Si torna in Serie A e si affronta il Catania: una sfida fondamentale quella del "Ferraris". Il primo di due "dentro o fuori" nel giro di una settimana, visto che la domenica successiva si andrà a Verona per affrontare il Chievo, rigenerato dalla cura Corini (tre vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia, otto gol fatti ed uno subito). Intanto, a Torre del Grifo, c'è aria di forte contestazione; un'aria condivisa dalla Samp fino all'arrivo di Mihajlovic, che intanto ha ridato un po' di cattiveria ai giocatori. Sul gioco e sull'impatto che il serbo avrà a lungo durata, mi permetto di mantenere i miei dubbi. Anche la testa dei giocatori, martoriata nell'era Rossi di questa Serie A, dovrà superare il test di durata, se si vorrà ottenere la salvezza.
Intanto, ieri sera, abbiamo rivisto qualche faccia che non vedevamo da tempo. Maresca è sembrato fisicamente indietro, ma ha avuto un paio di spunti interessanti: speriamo che questo, comunque, non blocchi la crescita di Gentsoglou, che ha fatto bene nei pochi spezzoni giocati. Dentro Poulsen dopo tanto tempo, con il danese che non ha demeritato. Con il tempo che passa, potrebbe rivelarsi utile. Petagna ha molto da imparare, specie in continuità ed altruismo (sul secondo gol, c'è da ringraziare la respinta di Mihaylov). Fornasier, all'esordio tra i professionisti in assoluto, non ha demeritato. Tuttavia, c'è da ammettere che il giovane ex United avrà bisogno di un prestito, perché deve ancora fare strada.
Infine, il discorso cade su Mati Rodriguez, bollato ingenerosamente come pacco da molti che hanno osservato ieri la partita. Innanzitutto, c'è da chiedersi perché l'emozione valga per Fornasier e la scarsa condizione fisica per Maresca, ma entrambe non siano prese in considerazione nel valutare la prova di un ragazzo alla seconda partita in un anno alla Sampdoria. Seconda nota a margine: Rodriguez ha fatto le sue fortune da esterno destro nel 3-5-2, se non a volte da centrocampista destro nei tre dietro la punta. Ecco: ieri ha giocato terzino, con risultati scarsi, facilmente prevedibili da chi conosca un po' la storia professionale del ragazzo. Quando è entrato Martinho, poi, le difficoltà sono aumentate. Ma questo non può rappresentare il chiodo sulla bara dell'avventura in blucerchiato di "Maticrack": speriamo di vederlo più avanti. E speriamo che sia tutta un'altra storia anche per lui.

La festa blucerchiata dopo uno delle quattro marcature di ieri sera contro l'Hellas.

21 ottobre 2013

E l'ottavo giorno (o giornata) vinse.

E l'ottavo giorno, la Samp si ricordò come si vince: il 2-1 ottenuto all'"Ardenza" di Livorno è sofferto, tirato, ma alla fine liberatorio. Forse un pareggio sarebbe stato più giusto, visto l'andamento della gara, ma poco importa in questo momento ai tifosi blucerchiati. Ci si issa a quota sei e si attende l'Atalanta con più fiducia. Non solo: dopo 46 anni, il Doria torna a vincere in Toscana, contro una delle sue bestie nere. Meglio di così, difficilmente poteva andare.

Cesare Prandelli, 57 anni, a Livorno per visionare Gabbiadini, De Silvestri e Bardi.

I padroni di casa, reduci da un buon inizio di campionato, sono pronti a ricominciare da dove avevano lasciato prima della sconfitta di Verona contro l'Hellas. La Samp, dal canto suo, deve trovare il modo di sbloccarsi: sette giornate senza vittoria e penultimo posto in classifica, con appena tre punti. Gli ospiti si presentano con Barillà dal 1' e Bjarnason dietro la coppia Gabbiadini-Eder. Dall'altro parte, i quasi blucerchiati d'estate Emeghara e Paulinho compongono la pericolosa coppia d'attacco del 3-5-2 di Nicola.
Al 19', c'è l'episodio che sblocca la partita in favore del Doria: Krsticic si accende e lancia De Silvestri in profondità, con Duncan che lo stende. Sul fallo non ci sono dubbi; sul contatto, pare che esso ricordi quello tra Gervinho e Pereira in Inter-Roma, con il piede dell'esterno blucerchiato che appare leggermente fuori dall'area. Sul dischetto, Eder trasforma il rigore per il suo terzo gol in cinque partite di campionato. Il Livorno non tarda a reagire, per altro con veemenza. Tra le diverse occasioni, ne spiccano due pericolose: la traversa di Greco dalla distanza (con miracolo di Da Costa) e la doppia occasione firmata Emeghara-Paulinho, con il brasiliano che spara fuori da due passi. In mezzo, la Samp sembra intimidita: gol annullato a Gabbiadini a parte, non c'è molto da segnalare da parte degli ospiti.
Nella ripresa, il canovaccio cambia: la Samp si fa più propositiva e mette paura alla difesa dei labronici, più compassati dopo un primo tempo a tutta. Krsticic si accende per la seconda (ed ultima) volta nella gara e serve Eder con un "no-look" di 30 metri: il brasiliano, per tutta risposta, si mangia il possibile 2-0, sparacchiando debolmente a lato. Un'altra grande occasione è sprecata dal brasiliano, che arriva davanti a Bardi, ma tentenna, permettendo il rientro della difesa livornese. Si succedono molte sostituzioni: dentro Sansone, Pozzi e Regini per gli ospiti, mentre Siligardi, Piccini e Borja fanno il loro ingresso per i padroni di casa. Alla fine, il numero 12 blucerchiato non ripete le prestazioni precedente e delude nel suo ingresso in corsa. Meglio fa Siligardi, che è mobile e realizza l'1-1 al 91': nessuno lo marca e l'attaccante granata può esplodere il suo ottimo sinistro per il pareggio del Livorno. Il disastro sembra ormai fatto, ma la dea bendata (e le ingenuità dei toscani) ci mette una pezza: su un pallone spiovente in area dei padroni di casa, Luci atterra Regini in modo inutile e regala alla Samp il match-point. Pozzi, a secco da un anno, rompe il digiuno con un rigore non certo preciso, ma efficace quanto basta. Per il numero 9 blucerchiato, un vero cuore Samp, arriva un premio dopo quanto passato nell'ultimo anno; per il Doria, giunge la prima vittoria in campionato e si sale a quota sei. E pensare che Siligardi aveva quasi realizzato il 2-1 su un corner finale: strano il calcio.

Eder, 27 anni, batte Bardi dal dischetto per il momentaneo 1-0 del Doria.

Da Costa 6.5 - Salva la Samp in diverse situazioni.
Gastaldello 6 - Cattivo quanto basta.
Palombo 6.5 - Bene con la sua esperienza.
Costa 6.5 - Granitico quanto basta: l'ex Reggina continua nel suo buon momento.
De Silvestri 7 - Un treno. Ormai sembra aver trovato la sua consacrazione nel ruolo: soffre Duncan, ma offensivamente è una spina nel fianco sinistro del Livorno. Si guadagna anche il rigore dell'1-0.
Obiang 6 - Forse siamo in ripresa: lo spagnolo non è ancora precisa, ma in fase d'interdizione è un bulldozer. Si spera possa migliorare ancora.
Krsticic 5.5 - In fase d'interdizione, continua a mancare. Però, quando si accende, apre due varchi: sul primo lancia De Silvestri per guadagnarsi il rigore, sul secondo serve a Eder sul piede il 2-0.
Barillà 5 - Delusione per l'ex capitano della Reggina: non è mai sembrato in grado di impensierire. A tratti, Schiattarella sembra Garrincha.
Bjarnason 6 - L'esperimento da trequartista è andato meglio nel secondo tempo che nel primo.
Eder 6 - Gol a parte, è sembrato cincischiante e poco concreto: bisogna essere più cattivi in Serie A. Gli va dato il merito del terzo gol in cinque gare di campionato.
Gabbiadini 5.5 - Il problema non sono i gol che non segna, ma i pericoli che non crea. L'impressione è che si debba allontanare troppo dalla porta per cercare la palla. Rossi lo toglie (forse) prematuramente.

Sansone 5 - Deludente rispetto alle ultime gare: non punge contro la difesa livornese e tiene poco la palla.
Pozzi 6.5 - Decisivo, finalmente. Aveva avuto tanti buoni ingressi, ora segna e porta la Samp alla vittoria. Tanti cuori blucerchiati sono contenti con e per lui.
Regini 6 - Entra nel finale per contenere le offensive avversarie, ma trova il rigore della vittoria.

Adesso si attende l'Atalanta per cercare di proseguire nella striscia positiva. Una serie di risultati utili è necessaria alla Samp per non fermarsi ad un successo sofferto e maturato solo negli ultimi secondi. La squadra deve migliorare, ma qualche luce si è vista a Livorno: specie in difesa, dove - gol di Siligardi a parte - la retroguardia è sembrata più attenta di altre volte. Ma servirà ben altra grinta per portare a casa partite più difficili. E non ci saranno ottavi giorni che tengano: la settimana finisce la domenica. Nessuna seconda chance d'ora in poi.

Nicola Pozzi, 27 anni, firma il definitivo 2-1 per la Samp su rigore.

16 settembre 2013

Vuoto a perdere.

Il derby di Genova è sempre uno spettacolo, specie sulle tribune. Anzi, per chi ha vissuto l'ultimo da tifoso blucerchiato, diciamo che lo spettacolo si è fermato al calcio d'inizio della gara, perché il finale e l'intero svolgimento della partita non hanno dato la possibilità di uno spunto positivo. La stracittadina più precoce dell'intera storia del "Derby della Lanterna" finisce 3-0 per il Genoa: nonostante un punteggio (forse) troppo pesante, il verdetto finale è giusto nella sua essenza principale.

Eder Citadin Martins, 27 anni: decisamente spento nel derby di ieri.

E pensare che la Samp aveva avuto modo di arrivare meglio a questo derby: tra il Rambo genoano (il preparatore dei portieri, Del Prà) ed i risultati dei concittadini, i blucerchiati potevano timidamente sorridere nell'approccio alla sfida. Il silenzio scaramantico della vigilia scombussola un po' le previsioni: la Samp parte con il solito 3-5-2, ma Bjarnason inizia dal 1', nonostante i pochi giorni con il gruppo. Per il resto, tutti confermati. Nessuna grossa sorpresa neanche nel Genoa, che se la gioca con il tandem Calaiò-Gilardino davanti ed una rocciosa, nonché esperta, difesa a proteggere il povero Perin, impallinato sette volte nelle prime due gare di Serie A.
Nonostante la grande attesa, non è il solito derby cruento: sì, cinque gialli vengono sventolati dall'arbitro nel primo tempo, ma non c'è la solita canizza a riscaldare il "Ferraris". Anche perché, dopo 10', l'incontro prende la direzione sbagliata: su un cross di Biondini, De Silvestri e Da Costa collaborano al super-gol di Antonini. L'esterno lo segue, ma gli lascia lo spazio per concludere; il portiere non appare impeccabile sullac respinta. E così il Genoa, dopo appena dieci minuti, è già avanti, nonostante non appaia irresistibile. A quel punto, la Samp preme sull'acceleratore per tutta la prima frazione, ma senza mai tirare in porta: il massimo è un sinistro di Gabbiadini - contrato da Portanova - su bel passaggio filtrante di Bjarnason, apparso in condizioni decenti. Tuttavia, la Samp tira pochissimo in porta ed il primo tempo scorre sereno per Perin.
Il portiere del Genoa dovrà sporcarsi una sola volta le mani in tutta la ripresa: il cambio Soriano-Bjarnason non porta le migliorie sperate da Delio Rossi, che così deve accontentarsi di una Samp sterile come nel primo tempo. In più, le disattenzioni in difesa aumentano ed il Genoa raddoppia subito: gran passaggio filtrante al volo di Gilardino, che apre il campo per la prima discesa in tutta la gara di Vrsaljko. Il croato mette in mezzo e Calaiò, spesso sottovalutato dagli addetti ai lavori, anticipa Gastaldello per il 2-0 rossoblu. Una mazzata forte, perché la Samp fa tiracci da lontano e non crea una seria occasione da gol in grado di spaventare la squadra di Liverani; in più, Rossi non fa grosse modifiche. Insomma, fatta la bara, mancano solo i chiodi per chiuderla: ci pensa Lodi, con una punizione delle sue, che però non scagiona certo l'impreparato Da Costa. Il brasiliano prende gol sul suo palo ed il derby si chiude lì, con Liverani che si sbraccia in una corsa liberatoria.
Che dire: a quel punto, Rossi prova il tutto per tutto. Forse un po' tardi: dentro Sansone e Pozzi, fuori Regini ed Eder, per un 4-3-3 d'attacco, che dovrebbe dare alla Samp quello che non è riuscita a prendersi nei precedenti 75'. Tuttavia, non cambia nulla: il più pericoloso dei blucerchiati è Soriano, mentre il più pimpante è decisamente Sansone. Con la palla ai piedi, l'ex Torino sembra poter cambiare la partita, ma gli altri non lo seguono: nessuno ci crede e si chiude sul 3-0 il derby più incredibile degli ultimi anni. Il Genoa ha avuto un 100% di media realizzativa: tre tiri nella porta, tre gol. Neanche se ci riprovasse in altre cento gare, ci riuscirebbe: tuttavia, seppure di manica larga, il punteggio è giusto e la Samp non può neanche appellarsi alle (poche) aggravanti. La mancanza di carattere, come al solito, sembra essere sempre da questa parte.

Francesco Lodi, 29 anni, segna su punizione il 3-0 definitivo per il Genoa.

Da Costa 5; Gastaldello 5, Palombo 5.5, Costa 5.5; De Silvestri 4.5, Bjarnason 6 (dal 1' s.t. Soriano 5.5), Krsticic 4.5, Obiang 6, Regini 5.5 (dal 19' s.t. G. Sansone 6); Eder 4.5 (dal 30' s.t. Pozzi s.v.), Gabbiadini 5.5 | pagelle già pubblicate su SampNews24

Ed eccoci qua, quindi. Nei bassifondi, abbandonati, ma sopratutto delusi da quel punto in tre gare. Anzi, forse no: ciò che più fa inalberare i tifosi è il gioco. La Samp non solo ha raccolto ciò che meritava, ma non ha mai fatto molto per cambiare il corso delle gare fin qui giocate. Se escludiamo il finale del secondo tempo di Bologna, in cui la Samp per poco non portava a casa l'intera posta (con tanto di rigore negato), la squadra di Delio Rossi ha piuttosto deluso. In questo quadro, il derby non ha fatto eccezione: anzi, semmai è possibile affermare come i blucerchiati abbiano offerto la peggiore prestazione stagionale nella partita che più di tutte era - almeno per ora - obbligatorio non sbagliare. Perché era il derby; perché il Genoa veniva da due risultati netti e demoralizzanti; perché la partita ha mostrato come i rossoblu non hanno impressionato, se non per concretezza, o perché Liverani era e resta un debuttante a questi livelli. Uno qualunque di questi motivi va bene: scegliete voi quali meglio vi garba. Del resto, la Samp doveva vincere questo derby su tre scontri individuali: De Silvestri-Antonini, Lodi-Krsticic e Eder-Gamberini. Non è un caso se, in questa disfatta, i tre sono sembrati i peggiori in campo con la maglia del Doria.
Detto questo, la Samp deve ripartire. Adesso ci sarà un calendario di ferro, in cui il rischio è che il trend negativo prosegua: trasferta (per modo di dire) con il Cagliari, match contro il Milan a "San Siro" e infine la gara contro la Roma al "Ferraris". In ogni caso, sono tre scontri tremendi, considerando anche i precedenti: se con i giallorossi si è fatto bene negli ultimi anni, non si può dire altrettante per le prossime trasferte che attendono i blucerchiati. Mettiamoci anche la latitanza delle rivelazioni dell'anno scorso - Krsticic, Obiang, ma anche De Silvestri - che stanno deludendo sinora ed il quadro sarà più complicato di quanto già si possa aver preventivato.
Insomma, Delio Rossi deve inventarsi qualcosa: non si può accettare una rosa del genere, sapendo eventualmente che non è adatta a raggiungere l'obiettivo per cui è stata costruita. Se Rossi pensa che Bjarnason, Barillà ed Eramo non siano abbastanza per salvarsi, lo dica: questo è il momento migliore. Prima che tutto diventi un vuoto a perdere, una costante ricerca dell'ancora a cui aggrapparsi. Lo dissi già l'anno scorso e non mi piacerebbe ripetermi ora: per favore, niente salvezze sofferte. Ancora ho in mente le nove sconfitte su undici gare tra l'ottobre ed il dicembre del 2012: non vorrei ripetere gli stessi "ups & downs", grazie.

Delio Rossi, 53 anni, avrà di che riflettere dopo questa tremenda sconfitta.

26 agosto 2013

Senza arte né parte.

Il tabù è caduto e, diciamolo, è caduto meritatamente. Delio Rossi aveva detto che ci voleva fortuna; bisogna dire che ci vorrà qualcosa in più, durante tutta questa stagione, per rendersi pericolosi. La Samp cade alla prima di campionato contro i campioni d'Italia: 1-0 per la Juventus al "Ferraris", con gol del neo-arrivato bianconero Tevez. Un risultato che di per sé non dovrebbe far arrabbiare: in realtà, guardando la partita, la sensazione è che i tempi duri debbano ancora arrivare.

La Sud prima dell'esordio stagionale in A: 10 a tutti loro, come solito.

La Samp, già vittoriosa in Coppa Italia contro il Benevento, è costretta a rinunciare agli squalificati Renan e Regini, sostituiti da Eramo e Berardi. Sulla scelta dello svizzero, per altro a sinistra, ci sono mille dubbi, anche perché l'avversario diretto è il connazionale Lichsteiner. La Juve, invece, è in formazione-tipo, costretta a lasciare Marchisio a Torino per infortunio: nessun problema, c'è Pogba al suo posto. Il primo tempo è una sorta di inno al sonno, garantito dalle molte chiusure blucerchiate e da una Juve che tanto in forma non sembra; le occasioni ci sono, ma sono tutte di marca bianconera. Al 3', è subito Pirlo dalla distanza ad impensierire Da Costa: giusto per ricordargli che, come primo test da titolare, non ci può essere di meglio della Juve campione d'Italia. Un brasiliano in formissima, dato che al 18' toglie dalla rete il colpo di testa di Asamoah, un missile che con l'acqua diventa più che insidioso. Al 20', l'ultima occasione della prima frazione, quando Palombo manca il pallone sull'assist di Vucinic e Tevez costringe Da Costa ad un'altra parata. Intanto, la Samp non crea nulla: è ordinata, anche cattiva quando serve, ma non impensierisce minimamente Buffon: se si pensa che la miglior occasione blucerchiata è un tiro-cross di Krsticic, si capisce bene quale è l'attuale dimensione del Doria di Delio.
L'acquazzone prosegue, ma di cambi non ce ne sono. Si torna in campo, per altro, con lo stesso canovaccio: la Juve fa girar palla e la Samp guarda attentamente, chiudendo tutti gli spazi. Un salvataggio di Costa è il preludio al vantaggio bianconero, con una grande azione corale: Vidal serve Pogba di prima, in verticale, e Berardi non sale, tenendo così tutti in gioco. A quel punto, è facile per il francese servire Tevez, che segna il secondo gol ufficiale con la maglia della Juve: 1-0 e partita da interpretare in maniera diametralmente opposta a quanto fatto fino ad allora. Tuttavia, la zampata non c'è: il gol annullato a Costa è dubbio, ma è un episodio, capitato su un bel calcio di punizione di Krsticic. Di corale, a differenza della Juve, non c'è nulla, con gli esterni che non spingono molto e Gabbiadini che predica nel deserto. Obiang e Eder provano ad impensierire Buffon, ma il numero 1 bianconero ha poco lavoro da fare; lo stesso vale per Da Costa, che rischia solo su un colpo di testa di Lichsteiner, fuori di poco.
Neanche gli ingressi di Soriano, Mustafi e Castellini cambiano l'inerzia della gara, saldamente in mano ai campioni d'Italia; dall'altra parte, c'è il tempo per vedere l'esordio in A di Fernando Llorente. Poi, nel finale, l'espulsione di Castellini - discutibile, se non altro perché non cambiava nulla ai fini della gara - chiude i giochi e dichiara il "game over" per la Samp, che così viene battuta al "Ferraris" dai bianconeri dopo sette anni. All'epoca segnò Nedved ed i blucerchiati lottavano per il centro-classifica: un obiettivo che appare un sogno per il Doria attuale, che ha tanto, tantissimo bisogno di rinforzi per evitare un altro campionato fatto di sofferenze.

Paul Pogba, 20 anni, e Carlos Tevez, 29: l'MVP ed il match-winner della gara.

Da Costa 7; Gastaldello 5.5 (dal 26' s.t. Mustafi 6), Palombo 6, Costa 6.5; De Silvestri 6, Eramo 5.5 (dal 26' s.t. Soriano 5), Krsticic 5.5, Obiang 6, Berardi 5 (dal 40' s.t. Castellini 5); Eder 5.5, Gabbiadini 6  - pagelle pubblicate già su SampNews24.

Insomma, la sensazione è questa: se si fa fatica contro la Juve, con la quale devi semplicemente fare contropiede, cosa accadrà quando bisognerà fare gioco contro le dirette concorrenti? Una prima risposta la si avrà a Bologna, la prossima settimana, dove la Samp arriverà per sfidare i rossoblu, in quella che è già una sfida salvezza. Gli emiliani, al cospetto del nuovo Napoli di Benitez, sono sembrati piccoli piccoli, ma non è detto che non facciano meglio contro i blucerchiati. Per altro, il "Dall'Ara" è storicamente uno stadio indigesto: negli cinque ultimi precedenti, sono arrivati quattro pareggi ed una netta sconfitta per 3-0. Perciò, vincere in quel di Bologna per la Samp non sarà propriamente facile.
Se alle 20:45 di domenica prossima ci sarà il campionato, in mezzo ci aspetta una settimana infuocata di calciomercato. La verità è che la Samp avrebbe bisogno di almeno quattro pedine: un portiere di nome e d'esperienza, un centrocampista incursore, un esterno sinistro per il 3-5-2 ed un "10", magari un bel trequartista che porti fantasia nei momenti bui della partita. Visti i tempi che corrono, mi accontenterei innanzitutto del cursore mancino: quando non riesci a tirare fuori un titolare tra Regini, Laczko, Castellini, Berardi e Wszolek, qualcosa non va. In seconda battuta, l'arrivo di un altro centrocampista, magari unita alla partenza in prestito di due dei nostri, sarebbe cosa buona e giusta. Tuttavia, è probabile che arrivi solo il portiere e che Garrone dovrà mettere mano al portafoglio a gennaio, quando la Samp sarà più inguaiata ed avrà disperatamente bisogno di un esterno sinistro. Insomma, un replay di quanto già accaduto nel gennaio dell'anno in B, quando l'obiettivo rischiava di sfuggire e ci fu bisogno degli investimenti non fatti durante l'estate precedente.
Intanto, vediamo SE arriverà qualcuno. Più probabile che qualcuno lasci Genova piuttosto che arrivi effettivamente un giocatore di completamento per la rosa. In fondo, il club blucerchiato ha una marea di esuberi da portare a termine; se arrivasse poi un portiere, ci sarebbe anche il problema Da Costa, che ha giocato bene e vede l'occasione della vita a 29 anni. Vedremo cosa accadrà in questi sette giorni che ci separano dalla trasferta del "Dall'Ara", sperando che arrivino buone notizie da Osti e compagnia. Perché finora c'è poco da festeggiare, specie quando si è senza arte né parte.

Daniele Gastaldello, 30 anni, svetta di testa su Kwando Asamoah, 25.

29 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - seconda parte)

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la seconda parte, riguardante i centrocampisti.

Marcelo Estigarribia, 25 anni, autore di una stagione deludente.

CENTROCAMPISTI
2 Marcelo Estigarribia (35 presenze, 2 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Già pubblicato su SampNews24 in maniera più estesa.

4 Matias Rodriguez (1 presenze, 0 reti): n.g.
Quando giochi una gara in tutta la stagione, c'è poco da dire: spero vivamente che ci siano più spazi per lui nella prossima stagione. Non voglio che la società abbia buttato altri tre milioni di euro.

5 Renan Garcia (5 presenze, 0 reti): n.g. - miglior match: Samp-Catania 1-1
Stesso discorso di Rodriguez e Poulsen: se giochi cinque match, dopo esser stato uno degli eroi della promozione, c'è qualcosa che non va. Devo dire che, nell'estate scorsa, mi aspettavo che Renan non fosse adatto alla Serie A, vista la sua irruenza ed il suo modo di giocare, troppo muscolare. Tuttavia, con pochi scampoli in campo, non si può dare certo un giudizio globale. Travolto a Milano contro l'Inter, si riscatta contro il Catania. Forse sarebbe meglio prestarlo e farlo giocare da qualche parte, giusto per non perdere i tre milioni di riscatto versati al Cluj nell'estate scorsa.

6 Enzo Maresca (16 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Arrivato sul filo della sirena del calciomercato estivo, Maresca viene da un'ottima esperienza in quel di Malaga, dove ha appena giocato i preliminari di Champions League. La sua presenza in campo alza il tasso tecnico della squadra, ma l'amore calcistico di Ferrara per lui oscura le difficoltà atletiche del centrocampista, che non riesce a reggere per tutta la partita. Quando arriva Rossi, Maresca viene messo da parte e gioca appena qualche spezzone di partita. La classe c'è, ma se il fisico non regge, c'è poco da fare: da ricordare il suo gol all'Atalanta, forse il più bello della stagione blucerchiata. Alcuni sfoghi su Twitter andavano evitati...

11 Gianni Munari (28 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Inter-Samp 3-2
Il buon vecchio Gianni sembra solo un rincalzo, ma - in realtà - gioca molto di più di alcuni titolari: a forza di subentrare quando serve, l'ex Lecce colleziona ben 28 presenze stagionali. In campo porta un buon dinamismo, che però si nota molto di meno rispetto all'impatto che poteva aver avuto in serie cadetta; tuttavia, tre gol e qualche buona prestazione fanno ritenere che possa esser utile anche la prossima annata, sempre in un ruolo secondario.

Andrea Poli, 23 anni, uno dei migliori della Samp di quest'anno.

12 Fernando Tissone (12 presenze, 0 reti): 6 - miglior match: Catania-Samp 3-1
Tornato a Genova dopo il Maiorca tra qualche polemica, l'argentino non è titolare, ma si fa trovare quasi sempre pronto da subentrante. E' suo l'angolo su cui Costa svetta contro il Milan, così come è suo l'assist con il quale Icardi chiude il derby d'andata: insomma, con un ruolo di secondo piano, fa sempre il suo. Tuttavia, l'accordo per il rinnovo non si trovo e lascia Genova per sempre a gennaio. Tanti auguri.

14 Pedro Mba Obiang (35 presenze, 1 rete): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Al primo anno continuativo di Serie A (aveva già esordito nel 2010), Obiang è atteso alla prova del nove. Vincitore dei play-off come regista, si capisce durante l'anno che non avrebbe potuto giocare nella stessa posizione nella massima serie: Maresca e Krsticic interpretano meglio il ruolo e le poche volte che gioca da regista fa fatica nella velocità della Serie A. Da interno, dovrebbe cercare maggiormente la porta: la trova una sola volta, contro il Pescara. La sua stagione è stata buona, ma ha finito la benzina molto presto: dovrà prepararsi meglio per la prossima annata.

16 Andrea Poli (32 presenze, 3 reti): 7 - miglior match: Samp-Genoa 3-1
Dopo il riscatto mancato da parte dell'Inter, per tutta l'estate si vocifera di un suo passaggio alla Juve. Quando poi si capisce che rimarrà, i tifosi non la prendono bene: dal canto suo, il ragazzo dà il massimo e fa la migliore stagione della carriera. La solita grinta ed il nuovo feeling con il gol ne fanno uno dei migliori protagonisti del campionato blucerchiato.

21 Roberto Soriano (24 presenze, 0 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Durante la gestione Ferrara, entra sempre nel secondo tempo; le sue prestazioni, però, sono tra quelle che fanno arrabbiare di più i tifosi. Inconsistente, a volte anche irritante, Soriano non trova mai la giusta posizione, seppur venga provato un po' ovunque. Alla fine, Rossi lo accantona. L'anno prossimo sarebbe meglio prestarlo, in modo da dargli continuità e permettergli di ritrovare una forma decente.

25 Nenad Krsticic (26 presenze, 1 rete): 7 - miglior match: Juve-Samp 1-2
Se c'è una rivelazione di quest'anno, anche più di Icardi, è proprio lui: il serbo era stato una delle colonne della promozione, ma il nuovo ruolo datogli da Ferrara - esterno d'attacco nel 4-3-3 - rischiava di comprometterne la crescita. Fortunatamente, poi, è arrivato Rossi e lo ha restituito al ruolo di regista, dove la sua stella è destinata a brillare. Krsticic ha trovato anche il primo gol in Serie A a Firenze, poi Matuzalem lo ha costretto a finire la stagione anticipatamente per un intervento becero. Speriamo possa essere blucerchiato a vita.

Nenad Krsticic, 22 anni, regista e sorpresa del centrocampo blucerchiato.

15 aprile 2013

Vendetta fallita.

«Uccideteli»: questo il grido maggiore che girava al "Ferraris" di ieri. Una richiesta che, evidentemente, non è stata soddisfatta dai giocatori blucerchiati: l'1-1 di ieri nel derby è stato il solito canovaccio, semmai ancor più brutto del solito nella qualità del gioco. E nonostante ciò, la Samp esce con un punticino che significa poco o nulla: per carità, il pareggio è giusto, visto l'andamento della gara, ma i blucerchiati avevano una grande occasione per vendicarsi dello sgambetto subito due anni fa: un imprevisto che costò la B. Invece, niente da fare: un'opportunità storica è volata via e, se il Genoa retrocederà, lo farà con le sue gambe.

Scontro fra Daniele Gastaldello, 29 anni, e Marco Borriello, 30.

La Samp si presenta alla stracittadina con Eder-Icardi coppia d'attacco e con il recupero di Krsticic, che sostituisce Munari a centrocampo. Novità per il Genoa: cambio modulo (un 3-5-2 speculare a quello blucrchiato) e l'inserimento di Antonelli come mezz'ala, per appoggiare le sortite offensive dei due attaccanti, Borriello e Immobile. La verità è che il primo tempo e privo di emozioni e non c'è neanche un tiro in porta in uno dei due specchi: Frey e Romero sono sostanzialmente disoccupati, mentre le battaglie a centrocampo continuano. Una decisione discutibile dell'arbitro Orsato (quello del pugno di Muslera a Pazzini, per intenderci) grazia Matuzalem, che infortuna nuovamente Krsticic, ma si becca solo il giallo, nonostante un'entrata con il piede a martello sulla caviglia del serbo; al posto del numero 25 blucerchiato, entra Munari, garantendo meno qualità e più corsa a centrocampo. Nella girandola di contrasti che c'è nel primo tempo, un lampo porta in vantaggio la Samp: su punizione, Eder riesce a far passare la palla sotto la barriera ed è 1-0. Il palo aiuta nell'impresa, ma fa capire come un singolo episodio possa girare la partita: si va al riposo in vantaggio e con la sensazione che, vista la pochezza in campo, la partita sia in mano ai blucerchiati.
Ballardini corre subito a ripari, togliendo uno spento Pisano ed inserendo Vargas, come aveva fatto nella gara d'andata: la mossa non porterà grosse modifiche al gioco, ma aiuterà ad inasprire il clima, già abbastanza teso, come nella tradizione di ogni derby. Anche Eder deve uscire per infortunio, lasciando spazio a Sansone, che purtroppo tira fuori la stessa prestazione del brasiliano: l'ex Sassuolo si vede poco e, nel finale, si adatta agli standard di un Icardi inguardabile, sparendo dal campo. Nel frattempo, il Genoa fa poco per provarci: un tiro rimpallato di Kucka è il massimo dello sforzo. Poi, quando meno te l'aspetti, ecco la frittata: al 79', Matuzalem tenta il cross in area e trova il più improbabile dei gol, festeggiato come se avesse inventato la giocata della domenica. In realtà, come si vedrà dal replay di spalle al giocatore rossoblu, il centrocampista guarda l'area; poi gli esce il colpo della vita e si va sull'1-1. Nel finale, il Genoa - rinfrancato dall'episodio - tenta l'assalto finale, producendo però solo un salvataggio rischioso di Gastaldello sul neo-entrato Floro Flores. Insomma, poco o nulla.
L'1-1 finale rispecchia l'andamento della partita: brutta, equilibrata per pochezza e decisa da due episodi. Ma  la Samp si porta tanti rimpianti a casa, vedendo come hanno giocato gli avversari: con un'altra squadra, questa gara avrebbe potuto avere lo stesso epilogo dell'andata.

Eder, 26 anni, porta momentaneamente in vantaggio la Samp su punizione.

Romero 6; Gastaldello 6, Palombo 6.5, Costa 6; De Silvestri 6.5, Poli 5.5, Krsticic s.v., Obiang 6, Estigarribia 4.5; Eder 6, Icardi 4.5 - Munari 5, Sansone 6, Mustafi s.v. (pagelle già pubblicate su SampNews24)

A bocce ferme, è importante sottolineare come si possa parlare di "vendetta fallita": vista la situazione di classifica,  i tifosi sampdoriani avrebbero potuto - con una vittoria - celebrare la salvezza praticamente raggiunta ed assistere allo psico-dramma dei "cugini" rossoblu, vendicando parzialmente quanto accaduto due anni fa. Invece, niente da fare: la strappo del 2010/2011, con il gol di Boselli e la retrocessione sancita in quel derby, non sarà mai vendicata. Se il Genoa retrocederà, lo farà con le sue gambe ed i tifosi blucerchiati non potranno esserne felici, pur nella grande cornice dello "sfottò" di Genova. Sconfitta con il Siena, sconfitta con il Palermo e derby giocato con il freno a mano tirato, nonostante la situazione avversarie: le vendette si consumano a freddo, ma non così.
Esaurito il capitolo "vendetta", alla Samp manca poco per salvarsi: una vittoria dovrebbe essere sufficiente, visto che il distacco dalla terzultima è rimasto di nove punti. Si spera di arrivare all'obiettivo in un paio di giornate, magari vincendo a Bologna o facendo uno scherzetto alla Fiorentina del tanto amato ex, Vincenzo Montella. Certo, la salvezza andrà agguantata in questo periodo: visto il calendario nelle giornate successive (Udinese, Catania, Lazio, Juventus), sarà meglio assicurarsi la permanenza nella categoria il prima possibile. Giusto per evitare ulteriori sorprese: dietro corrono...

Sergio Romero, 26 anni, non può che vedere il pallone entrare sul cross di Matuzalem: è l'1-1 finale.

06 gennaio 2013

Un racconto d'altri tempi.

Difficile anche commentare una giornata così. Una di quelle partite da raccontare ai nipotini quando sei più vecchio. Sì, questi tre punti non vuol dire che siamo più vicini alla salvezza; ma vincere in casa dei campioni d'Italia, per giunta con un uomo in meno.. vengono i brividi solo a sognarlo, figuriamoci quando l'evento poi accade veramente. La Samp passa allo "Juventus Stadium" con un 2-1 largo di manica, ma tutto sommato premiante l'impegno blucerchiato, nonostante l'espulsione di Berardi e lo svantaggio. E mentre l'allenatore dei campioni d'Italia si lamenta a mezzo stampa di un arbitraggio quasi perfetto, i tifosi possono tornare a casa convinti di aver assistito ad un match straordinario. Che, prima di tutto, potrebbe voler dire una mezza rinascita per la traballante stagione del Doria.

Andrea Poli, 23 anni, ed Andrea Pirlo, 34: duro duello a centrocampo.

Per la prima volta nel nuovo impianto bianconero, la Samp si presenta con un modulo di atzoriana memoria: il 3-5-2 scelto da Rossi prevede il recupero in extremis di Romero, Estigarribia di nuovo in campo, ma sopratutto il reintegro assoluto di Angelo Palombo. Infatti, il numero 17 riassapora il campo dopo la convocazione ottenuta nello scorso match con la Lazio. Per la Juve, le assenze non sono poche: fuori Chiellini, Bendtner, Lichsteiner, Pepe e Asamoah, Conte deve fare quel che può, ma la rosa è lunga ed i padroni di casa, seppur non brillantissimi, non sembrano risentirne.
Infatti, la Juventus ha qualche difficoltà, ma impegna Romero diverse volte nei primi 20': prima Giovinco sfiora la traversa con un destro alto di poco, poi è sempre l'ex Parma a costringere l'argentino ad una bella respinta ad una mano. La Samp, ahimé, può contare solo un sinistro centrale di Poli. La partita nervosa (quattro gialli solo nella prima frazione), poi, gioca un brutto scherzo a Berardi, che stende in area Marchisio nettamente. Il rigore è sacrosanto e Giovinco lo trasforma per il vantaggio bianconero. Nonostante una Juve non arrembante, è ancora Berardi a complicare la vita alla squadra blucerchiata, beccandosi un giusto secondo giallo e finendo anzitempo negli spogliatoi. A quel punto, i padroni di casa gestiscono e gli ospiti mettono paura solo su una punizione di Estigarribia, finita a lato di poco.
In 10 e con un gol di svantaggio, molti sarebbero stati uccisi. Ma non la Samp di questa Befana, che rientra in campo con De Silvestri al posto del paraguaiano e passa al 4-3-2. Eder rimane in campo ed è la scelta giusta. Alla prima azione buona, i blucerchiati pareggiano: grandissimo lancio di Krsticic, destro di prima intenzione di Icardi e papera di Buffon, che regala il pareggio al Doria. A quel punto, ci si aspetta l'assalto bianconero, che però è contratto, nonostante gli ingressi di Vucinic e Quagliarella. Non solo: la Samp impensierisce ancora la Juve, con Poli che spreca una buona occasione ed Eder che non conclude a dovere.
E' il preludio all'incredibile ribaltone. Minuto 68: bel recupero di Poli, Obiang sale e serve Icardi in un corridoio di spazio. Lo spazio per tirare c'è, ma è molto complicato trovare la rete; tuttavia, l'argentino non spreca tempo e "secca" Buffon con un destro potente sotto la traversa. 2-1 e tifosi blucerchiati in estasi. I campioni d'Italia spingono con rabbia e hanno due occasioni clamorose, entrambe sui piedi di Vucinic. Il montenegrino prima coglie la traversa con un destro rabbioso, poi spreca a due passi su sponda di Quagliarella: insomma, il momento giusto per rivedere il Vucinic sprecone ammirato nei suoi ultimi mesi con la Roma.
Sprecate queste due chance, la Juve si spegne lentamente, nonostante l'ingresso di Giaccherini per un confusionario Pogba. La Samp mette dentro Munari e Tissone per Eder e Krsticic, il finale è sofferenza pura, ma di occasioni neanche l'ombra. Così, i blucerchiati tornano a vincere a Torino dopo otto anni, chiudono a venti punti il girone d'andata e diventano la seconda squadra a passare allo "Juventus Stadium": più che cioccolato, nella calza della Befana c'era oro puro.

Mauro Icardi, 19 anni: meglio la Juve dell'U-20 albiceleste?

Romero 7 | La Juve è spuntata, ma non manca di far lavorare adeguatamente l'arquero argentino: lui risponde presente e si esalta nelle grandi occasioni.
Gastaldello 7 | Dei tre di difesa, è quello che figura meglio.
Palombo 6.5 | Non era semplice rientrare da centrale di difesa, per giunta contro la Juve. Se nel primo tempo è in balia dei bianconeri, nel secondo riprende le redini. Tuttavia, non bruciamo la crescita di Rossini e Mustafi per un giocatore fuori ruolo.. bentornato.
Costa 6 | Nei primi 45' fatica, nei secondi migliora, ma copre poco le avanzate di Padoin e non aiuta Poli.
Estigarribia 5 | Rendimento deficitario anche da ex: sfiora il gol su punizione, poi fa spazio a De Silvestri.
Obiang 7.5 | Un mostro: nei secondi 45' si trasforma e si mangia il campo. Suo l'assist ad Icardi per il 2-1.
Krsticic 7.5 | Ecco un altro che si trasforma nella ripresa: combatte, imposta, si scontra contro un asso come Pirlo ed un top-player come Marchisio, ma non tira mai indietro la gamba. Il lancio per Icardi dell'1-1 è straordinario.
Poli 6.5 | La prestazione sarebbe da sette, dato il mazzo fattosi ed i continui recuperi.. ma in Serie A non si può sbagliare ciò che si mangia sull'1-1, con un tiraccio in acrobazia.
Berardi 4 | Due errori che meriterebbero la multa della società ed un'esclusione lunga.
Eder 6.5 | Nel primo tempo non si vede, sembra che le vacanze lo abbiano appesantito. Poi ha due spunti straordinari e ci ricorda perché è sempre utile.
Icardi 8 | Più "hombre del partido" di così si muore: come ha detto Rossi a fine partita, una doppietta allo "Juventus Stadium" è una vetrina migliore delle qualificazioni sudamericane con l'U-20.

De Silvestri 6 | Entrato per sostituire Berardi, soffre a destra i continui inserimenti di Peluso e Giaccherini. Tuttavia, la sua spinta offensiva aiuta a tenere alta la Samp nei momenti difficili.
Munari s.v. | Entra per Eder per garantire maggior copertura.
Tissone s.v. | Dovrebbe impostare le ripartenze, ma non ne arriva neanche una.

Questa è una singola partita e non è contro la Juventus che si cercano i punti-salvezza. Tuttavia, questa vittoria peserà molto a fine campionato, se la Samp farà il suo dovere negli scontri diretti, cosa che è mancata parecchio in questo girone d'andata. Ventuno punti vanno bene, il trend dovrà essere leggermente superiore come quota punti e meno traumatico come andamento. Oggi, godiamoci il presente: Juve-Samp 1-2 del 6 gennaio 2013 sarà un racconto d'altri tempi, dettato da tante cose. Dai cori poveri dei tifosi juventini all'espulsione di Berardi, dal fatto che si giocava contro i campioni d'Italia alla tenacia ed alla fortuna necessaria per portarla a casa, fino alla doppietta di Icardi. Speriamo che la nostra stagione abbia subito una svolta decisiva oggi.

Delio Rossi, 52 anni, raggiante per l'impresa con i suoi ragazzi a fine gara.

03 dicembre 2012

Pareggio d'autore.

Il vento sembra girato: la conferma arriva quando meno te l'aspetti. La Samp coglie un punto in quel di Firenze, dopo il pirotecnico 2-2 di stasera all'Artemio Franchi. Inutile dirlo, ma meglio ricordarlo: sette punti nelle ultime tre partite, dopo averne ottenuti zero nelle precedenti sette. Le sconfitte, la disperazione, il senso d'impotenza: tutto sparito, di fronte a questa squadra coperta ma gagliarda, fortunata ma meritevole. E, nel rivedere il racconto di stasera, non si può anche avere una certa soddisfazione.

Andrea Poli, 23 anni, contrastato da Romulo durante la gara di oggi.

Ferrara è costretto a due cambi nel pre-partita a causa dell'indisponibilità di Romero (partito seppur fosse stato convocato) e della squalifica di Costa: al loro posto, il rientrante Da Costa ed il recuperato Berardi, spostato sulla sinistra. L'altra sostituzione riguarda Munari: poco in forma, l'ex Lecce viene inizialmente cambiato con Tissone, che affianca Obiang e Maresca a centrocampo. Per il resto, formazione uguale a quella che ha ottenuto sei punti negli ultimi due scontri di campionato. Nella Fiorentina, Montella non può contare su Roncaglia, sostituito da Savic, e su tre attaccanti. Le assenze di Jovetic, Toni e Llajic costringono il tecnico viola a partire davanti con El Hamdaoui e Mati Fernandez.
I primi 20' sono una sofferenza: i padroni di casa mostrano la loro maggiore tecnica e, complice una Samp troppo guardinga, dominano sul piano del possesso. Al 10', Cuadrado tenta d'impensierire Da Costa, ma il brasiliano respinge; al 13', occasione ancora più clamorosa, con El Hamdaoui che mette fuori su cross basso di Pasqual.
Ma il gol è nell'aria ed arriva al 21': corner di Borja Valero, Savic svetta in corsa ed impatta per l'1-0. Da notare come nessuno lo marchi alla battuta del calcio d'angolo; Poli e Mustafi possono far poco. Da lì, però, i viola scompaiono e non creano più pericoli a Da Costa, mentre la Samp tenta di uscirne con il suo schieramento coperto. Due le occasioni clamorose per gli ospiti. Al 24', Tissone tenta il tiro dalla distanza, ma la respinta di Viviano non è perfetta; sul pallone si avventa Krsticic, che però non ne approfitta e calcia fuori. Due minuti dopo, la traversa del portiere di casa trema sul destro di Tissone, che si era smarcato su splendido passaggio a rimorchio di Icardi. Insomma, il Doria pare poter risorgere, sebbene non crei più scompiglio fino alla fine della prima frazione.
Con Icardi in dubbio fino all'inizio della ripresa (per un possibile infortunio muscolare), la Samp riparte alla grande nella ripresa. Il tempo di battere da centrocampo ed ecco il pareggio: lancio lungo per Icardi, spizzata dell'argentino e Krsticic si inserisce nelle maglie della difesa viola. Il serbo salta Gonzalo Rodriguez e batte Viviano con un gran sinistro all'incrocio: primo gol in maglia blucerchiata per il buon Nenad, che si meritava un premio del genere. 1-1 e la Fiorentina si ricorda che non ci si può mai distrarre.
Giusto il tempo di un'altra occasione clamorosa per la Samp, con Icardi che spara addosso a Viviano, e la viola ricomincia a macinare gioco. Si contano almeno quattro occasioni da gol tra il 60' ed il 65', con il gol annullato a Seferovic come pericolo più importante prodotto dai padroni di casa; fortuna vuole che la rete venga annullata.
Nonostante l'entrata anche di Aquilani per Mati Fernandez, la Samp trova la forza per raddoppiare. Minuto 72: lancio per Poli, buon rimorchio per Obiang ed il cross rasoterra dello spagnolo viene messo in rete da Gonzalo Rodriguez: autorete ed incredibile 2-1. Neanche il tempo di godersi il vantaggio e la Fiorentina pareggia subito: punizione di Pasqual, testa di uno smarcatissimo Savic e doppietta del montenegrino. 2-2 e tutto da ricominciare al 75'. Ferrara tenta di tenersi il punto, con l'entrata di Munari, Soriano ed Estigarribia per Maresca, Poli e Krsticic. Nei viola, esce Borja Valero per Migliaccio, ma la Fiorentina non produce più di un tiro centrale di Rodriguez ed un tocco di Aquilani parato da Da Costa. La Samp perde Mustafi nel finale per rosso diretto. Resta il dubbio per un rigore discutibile per fallo di mano di Poli, ma pare più spalla che braccio. Detto questo, un punto a Firenze sa d'impresa.

Stefan Savic, 21 anni: doppietta per lui stasera contro la Samp.

Da Costa 6.5 | Al rientro, è reattivo su molti palloni. Sui due gol di Savic non può nulla.
Mustafi 4.5 | Spiace mettergli questo voto, ma la sua prestazione non è egregia, dato che Savic lo dovrebbe marcare lui. Il rosso nel finale, poi, è tipico di chi ancora deve accumulare esperienza. Non bruciamolo.
Gastaldello 6 | Pochi pericoli per lui.
Rossini 6 | Sempre un po' titubante, ma né El Hamdaoui, né Seferovic gli creano noie.
Berardi 5.5 | Soffre un non entusiasmante Cuadrado, prende un giallo e non spinge praticamente mai: insomma, si arrangia come può in un ruolo non suo.
Maresca 5 | Sottotono, non è il solito direttore d'orchestra.
Obiang 6.5 | Mezzo autogol di Gonzalo Rodriguez è suo.
Tissone 6.5 | Preferito a Munari, non tradisce le attese: la sua è una partita a passo felpato, ma coglie una traversa e geometrizza bene per i compagni.
Poli 6 | Partita non entusiasmante, ma Tomovic è un osso duro. Bello il tacco nell'azione del 2-1.
Krsticic 7 | Si mangia un gol clamoroso nel primo tempo, ma è ovunque, lotta spesso con Pasqual e tiene palla in maniera intelligente. La prima rete in blucerchiato è di classe ed il giusto premio per tutta la sfortuna avuta in questi anni.
Icardi 6.5 | Solo, abbandonato a se stesso, ma bravo. L'ABC del calcio lo si vede nel movimento per lo scarico a Tissone.

Munari 5.5 | Tra lui e Maresca non si nota la differenza.
Soriano s.v. | Semi-invisibile.
Estigarribia s.v. | Entra per l'assalto finale.

17 punti: questo il bilancio del post-crisi, dopo 15 giornate di campionato. Non male, ma bisognerà lavorare ancora. La Samp è sembrata molto cinica sotto rete - come ad inizio stagione - ma poco costante durante tutta la gara. Quando la Fiorentina ha voluto, i viola hanno messo in difficoltà la Samp, con un ottimo possesso palla. Non tutte le squadre giocano così bene, ma i blucerchiati non possono permettersi di giocare ogni gara così coperti. Ora arriverà l'Udinese lunedì prossimo al Ferraris e bisognerà avere qualche asso in più da giocarsi, se si vorrà portare a casa tre punti e raggiungere la quota 20. Giro di boa di un campionato difficile. Intanto, godiamoci questo pareggio d'autore..

Nenad Krsticic, 22 anni: primo gol con la Samp ed il migliore dei blucerchiati.

19 novembre 2012

Finalmente si respira.

Finalmente l'incantesimo si è spazzato, se di magia si poteva parlare: dopo sette sconfitte consecutive, la Samp interrompe la striscia negativa nella serata più appropriata, quella del derby di Genova. Un 3-1 inflitto al Genoa che forse premia anche troppo la Samp, ma che sicuramente rispecchia quanto meglio ha fatto la formazione di Ferrara rispetto a quella di Delneri. Una gioia grandissima, che serve a restituire quanto meno un po' di morale ad una squadra che se la passava malissimo; continua invece la striscia di sconfitte per il Genoa, giunta a sei partite. Ma cerchiamo di vedere meglio quanto accaduto al Marassi ieri sera.

Andrea Poli, 23 anni: "Man of the match" senza se e senza ma.

Ferrara si gioca il tutto per tutto e così mette in campo una formazione "fuori dagli schemi" per battere il Genoa: un 4-1-4-1 che non sembra avere molta logica, con Maresca a fare da perno di centrocampo ed Icardi lasciato a se stesso. Credo che sia la prima volta nella mia breve memoria calcistica nella quale mi trovo a che fare con un allenatore che schiera quattro centrali di difesa, cinque centrali di centrocampo ed un centravanti. In un modulo che necessiterebbe di quattro esterni, non c'è n'è neanche uno. Diverso lo schieramento avversario, con Delneri che va avanti con il suo 4-4-2, che recupera Borriello e lo piazza accanto ad Immobile nella coppia d'attacco rossoblu.
Il Genoa parte bene e, seppur non tenendo il pallino del gioco, tenta di creare diversi pericoli dalle parti di Romero. Borriello impensierisce un paio di volte l'argentino, ma è sopratutto Immobile al 7' ad avere una buona occasione, dopo una galoppata di Kucka; purtroppo per i rossoblu, l'ex Pescara tira debolmente di sinistro ed il portiere blucerchiato non ha problemi nel neutralizzare.
Ma, all'improvviso, è proprio la Samp a passare in vantaggio: al 16', Maresca improvvisa un "tiraccio" verso la porta di Frey, ma la palla finisce a Poli, lasciato colpevolmente solo dalla difesa rossoblu. Il controllo del numero 16 è fantastico, il tiro meno, ma la palla finisce dentro: è 1-0, a sorpresa. Da questo momento in poi, il Genoa non riesce più a creare pericoli dalle parti di Romero e crolla psicologicamente sotto i colpi di una Samp troppo coperta, ma cinica e tosta.
Nonostante il nervosismo in campo, la Samp crea molto grazie ai tagli di Icardi nella difesa genoana: uno di questi, grazie ad un ottimo assist di Krsticic, lancia l'argentino, che salta Frey ma tira fuori a porta indifesa.
Ma è il preavviso del raddoppio: Munari conquista palla a centrocampo e serve Icardi, che vola rispetto a Granqvist. Arrivato davanti a Frey, il numero 98 cerca di battere il portiere avversario, che respinge; a quel punto, Bovo arriva scoordinato e si esibisce nel più grottesco degli autogol. 2-0 e risultato che mostra nuovamente il cinismo che la Samp aveva ad inizio campionato.
Nel finale, la Samp potrebbe triplicare il vantaggio: ancora Krsticic recupera il pallone e serve il veloce Icardi in profondità, ma l'ex Barcellona non è preciso. Così come non lo è sulla successiva (e clamorosa) occasione, quando Obiang lo lancia sul filo del fuorigioco; se il movimento è ottimo, il tiro dell'attaccante è flebile e Frey evita il peggio. L'estremo difensore del Genoa si ripete su Munari, che tenta di dribblarlo sull'assist rasoterra di Maresca. Finisce 2-0, ma poteva essere già chiusa; nel calcio, questi errori si pagano.
La Samp lo comprende nella ripresa, quando gli ingressi di Bertolacci e Vargas revitalizzano un Genoa fiacco: Immobile e Borriello continuano a prendere la mira nel tentativo di impensierire Romero, senza però riuscirvi. Anzi è Jankovic a sfiorare il 2-1, con una punizione defilata dai 30 metri che sfiora il palo alla destra del portiere sampdoriano. Neanche l'ingresso di Estigarribia per uno stanco Krsticic revitalizza la Samp, che non riesce ad uscire dalla propria metà campo per una buona mezz'ora.
In questo modo, arriva - inevitabile - il gol del 2-1. Minuto 78: su una respinta da calcio d'angolo, Vargas tenta due volte di centrare la porta avversaria e la palla arriva ad Immobile, che realizza la quarta marcatura del suo campionato. Il Genoa dovrebbe partire all'assalto, ma crea una sola buona occasione: cross di Sampirisi, anticipo di Romero su Borriello e la sfera finisce al limite dell'area, dove Vargas ci prova col destro, concludendo fuori. E' l'ultima emozione targata rossoblu.
Il cambio Maresca-Tissone serve a far respirare l'ex Malaga, ma chiude la partita: all'88', l'argentino parte palla al piede, si fa spazio e serve in profondità Icardi. Stavolta "el puntero" non sbaglia e chiude il derby numero 105 con il 3-1 finale; dopo diversi gol mangiati, arriva la prima rete in Serie A per l'attaccante.
Il finale serve solo a sperimentare l'incredibile sensazione del 4-6-0: Soriano entra per Icardi e fa la punta. Cose dell'altro mondo, ma ci sarà tempo per disperarsi un'altra volta: è vittoria nel derby, dopo due anni.

Cesare Bovo, 29 anni, realizza l'autogol del 2-0: una mazzata per il Grifone.

Romero 6.5 | Puntuale, non sempre preciso, ma c'è. L'argentino conferma i progressi della gara di Palermo e difende bene la porta blucerchiata.
Mustafi 6.5 | Ottima la prova del tedesco. Consigliamo a Ferrara di schierarlo centrale, ovvero nel suo ruolo, sebbene il tedesco si dimostri arcigno quanto basta. Vargas non gli crea poi questi grandi problemi.
Rossini 5.5 | Un passo avanti rispetto alle ultime partite, ma la sicurezza di inizio campionato è andata via: se ha un pallone, non lo imposta più come prima, ma lo butta via. Peccato, perché Rossini ha una buona progressione palla al piede e perderla per la paura di sbagliare è un errore.
Gastaldello 5.5 | Si perde Antonelli nel primo tempo (rischiando poi il rigore) e il tandem Borriello-Immobile riesce a tirare diverse volte. Non esaltante.
Costa 6.5 | Mezzo voto in più solo per il salvataggio ad inizio secondo tempo su Jankovic: vale un gol.
Maresca 6 | Un assist involontario per Poli ed uno bellissimo per Munari, ma il buon Enzo è stanco e si vede. In più, prende un sacco di botte da Kucka.
Obiang 6.5 | Tanti palloni recuperati e la grinta giusta per la stracittadina.
Munari 6 | Ammonito, nervoso, ma dinamico.
Poli 8 | Nettamente il migliore per distacco. Viene fatto giocare da ala quando forse non è neanche una vera mezz'ala, ma un centrocampista centrale; eppure tira fuori una delle sue migliori partite in blucerchiato. Sampirisi era un avversario facile, ma Andrea ci mette del suo, realizzando anche la prima rete con la Samp.
Icardi 7 | Granqvist e Bovo se lo sogneranno la notte. Sotto porta è impreciso e si mangia una rete clamorosa a fine primo tempo, ma i movimenti sono quelli del centravanti di razza. Il gol del 3-1 è il giusto premio ad un'ottima partita.

Estigarribia 5.5 | Apparte una folata che mette in difficoltà Antonelli, la solita partita evanescente.
Tissone 6.5 | Nel finale diventa il perno di centrocampo. La sua lentezza nella gestione del pallone è incredibile, ma trova il tempo di fare l'assist ad Icardi per la rete che chiude il derby.
Soriano s.v. | Entra giusto per confermare che Ferrara è capace a schierare un 4-6-0.

Adesso la classifica si rialza e la Samp esce dal gruppone in cui era entrata nell'ultima settimana. Chiaro che un derby vinto così è esaltante, ma non significa nulla: questo Genoa è un universo parallelo, la squadra peggiore della Serie A e batterlo non vuol dire essere usciti dalla crisi. La partita della prossima settimana con il Bologna, in questo senso, chiarirà meglio quanto si è migliorati. Di certo, il 4-1-4-1 non servirà con gli emiliani, anche loro vittoriosi contro il derelitto Palermo. Godiamoci questa vittoria, però piano con l'entusiasmo; ricordiamoci come nel secondo tempo siamo scomparsi, gol di Icardi a parte. Non vorrei che questa stracittadina diventasse il "colpo di spugna" su tutti gli errori fatti da Ferrara.

Buon esordio nel derby per Mauro Icardi, 19 anni: primo gol in Serie A!