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19 gennaio 2014

Onore ai vinti.

C'è da dire che non ci si aspettava un finale diverso. Il copione era bello che scritto, viste le forze in campo: il 4-2 subito dalla Samp in quel di Torino, allo Juventus Stadium, dimostra sostanzialmente due cose: a) la Juve di Conte potrebbe essere una delle squadre più forti del calcio italiano, se non la più forte. Chiedete alle loro 12 vittorie di fila; b) la Samp di Mihajlovic se la gioca. Sempre e comunque. Poco importa chi è l'avversario. E con quest'atteggiamento, si potrà solo che andare lontani.

Antonio Conte, 44 anni, e Sinisa Mihajlovic, 44, alla fine della gara.

La Samp si presenta al cospetto dei campioni d'Italia con qualche novità rispetto alla gara con l'Udinese. Rientra Obiang dalla squalifica, prendendo il posto di Krsticic, squalificato insieme a Soriano; davanti, proprio per queste assenze, Eder è assistito da Gabbiadini, Bjarnason e Sansone. La Juve, dal canto suo, tira avanti con il suo 3-5-2 e con la coppia Llorente-Tevez, seppure senza Pirlo, relegato in panchina per riposare. La partita si conferma ostica fin dall'inizio: è subito Asamoah a impegnare Da Costa, così come Tevez sfiora il vantaggio al 15'. La Samp prova a stare corta tra i reparti, ma incassa lo svantaggio al 18': gran filtrante di Pogba per Vidal, che d'esterno batte Da Costa in uscita. 1-0 e ospiti subito costretti alla rincorsa. Sfortunatamente, dopo un tentativo dalla distanza di Gabbiadini appena a lato, la Samp subisce anche il 2-0: su corner, Llorente stacca più alto di Mustafi e raddoppia per la Juventus. Niente da fare per Da Costa, così come per la Samp, che rischia anche il terzo: Tevez gira bene in porta, ma il brasiliano della Samp è strepitoso sulla respinta. A quel punto, gli ospiti si rialzano: prima Mustafi impegna Buffon con un destro dal limite dell'area, poi è Barzagli a mettere nella propria porta l'1-2 su cross di Gabbiadini. Purtroppo, neanche il tempo di esultare e Regini commette un'ingenuità, regalando a Vidal fallo e rigore del 3-1, con il quale si chiude la prima frazione.
Appena rientrati in campo, si nota la mancanza di Bjarnason, quasi invisibile nei primi 45': dentro Renan e passaggio ad un 4-3-3 per cercare la rimonta. Tutto sommato, la Juve decide di gestire il risultato e ha una sola enorme occasione nei primi 20' della ripresa: Llorente, lanciato da solo verso la porta blucerchiata, sparacchia a lato. Poco prima, De Silvestri aveva costretto Buffon al miracolo su corner con il suo colpo di testa ravvicinato. E' un preambolo alla sofferenza dei padroni di casa: al 69', Gabbiadini accorcia ulteriormente le distanze in tap-in, dopo che Buffon aveva respinto un bel colpo di testa di Regini su calcio d'angolo. Pochi minuti dopo, è lo stesso numero 11 blucerchiato a far tremare la traversa con un sinistro dai 25 metri: Buffon non ci può arrivare, ma il legno sì. In quel momento, si spengono le speranze degli ospiti di pareggiare. Pogba, al 77', porta il punteggio sul 4-2 con un magistrale destro dai 25 metri: Da Costa non può nulla. E' lo stesso francese a provarci più volte, ma lo score non cambia: la Juventus vince meritatamente, ma la Samp dimostra che può mettere paura persino ai campioni d'Italia.

Arturo Vidal, 26 anni: ieri doppietta e doppia cifra per lui in campionato.

Da Costa 5.5 - Onestamente non ha grosse colpe sui quattro gol e fa pure un mezzo miracolo su Tevez nel primo tempo. Il voto più vicino alla sufficienza è dovuto.
De Silvestri 5.5 - Davanti fa sfaceli e sfiora il gol, dietro soffre un Asamoah in giornata.
Mustafi 5 - Simile disamina per lui: mette paura a Buffon, ma si perde Llorente sul 2-0.
Gastaldello 5.5 - Le solite legnate e la difficoltà nel marcare un campione come Tevez.
Regini 6 - Di fronte al miglior esterno destro del campionato non sfigura affatto e dà una mano nel segnare il 3-2, ma l'ingenuità sul rigore del 3-1 è forse eccessiva quando giochi contro la Juve.
Palombo 6.5 - Non era facile giocare contro il centrocampo juventino: Palombo tiene un buon profilo anche di fronte a Pogba e compagni.
Obiang 6 - Leggermente meno appariscente, ma efficace quando serve.
Gabbadini 7 - Il deus ex machina della Samp: crea e disfa velocemente. Il bilancio a fine gara è un autogol causato, un gol e una traversa. La Juve lo guarda con attenzione. In ogni caso, se continua a giocare così, il suo futuro sarà sempre più lontano da Genova.
Bjarnason 5 - Deludente. Dovrebbe limitare il centrocampo avversario e invece non risulta decisivo.
Wszolek 6 - Tante sportellate con Lichsteiner, migliorato rispetto alla prova con l'Udinese.
Eder 5.5 - Non è importante come altre volte, ma la difesa bianconera è un osso duro.

Renan 5.5 - Senza lode, né infamia. Il suo ingresso trasforma la Samp nel 4-3-3 del secondo tempo.
Costa 6 - La sua entrata in campo per Mustafi mette la Samp nelle condizioni di salire meglio.
Sansone s.v. - Non si vede molto in una partita decisa dal gol di Pogba.

Ora si riparte con ciò che c'è di reale da ottenere: la salvezza. A partire dalla gara con il Bologna, una sorta di portafortuna blucerchiato: da quando i rossoblu sono tornati in A, la Samp ha ottenuto quattro vittorie casalinghe contro gli emiliani. 2-0 nel 2008, 4-1 nel 2009, 3-1 nel 2011 e 1-0 nel 2012: vedremo se sapremo mantenere questa fortunata tradizione. Intanto, onore ai vinti: non tutti hanno fatto così bene allo Juventus Stadium. Neanche Roma e Napoli. Il futuro può solo che sorriderci, se continueremo a giocare in questa maniera.

Manolo Gabbiadini, 22 anni, il più pericoloso tra i blucerchiati ieri sera.

26 agosto 2013

Senza arte né parte.

Il tabù è caduto e, diciamolo, è caduto meritatamente. Delio Rossi aveva detto che ci voleva fortuna; bisogna dire che ci vorrà qualcosa in più, durante tutta questa stagione, per rendersi pericolosi. La Samp cade alla prima di campionato contro i campioni d'Italia: 1-0 per la Juventus al "Ferraris", con gol del neo-arrivato bianconero Tevez. Un risultato che di per sé non dovrebbe far arrabbiare: in realtà, guardando la partita, la sensazione è che i tempi duri debbano ancora arrivare.

La Sud prima dell'esordio stagionale in A: 10 a tutti loro, come solito.

La Samp, già vittoriosa in Coppa Italia contro il Benevento, è costretta a rinunciare agli squalificati Renan e Regini, sostituiti da Eramo e Berardi. Sulla scelta dello svizzero, per altro a sinistra, ci sono mille dubbi, anche perché l'avversario diretto è il connazionale Lichsteiner. La Juve, invece, è in formazione-tipo, costretta a lasciare Marchisio a Torino per infortunio: nessun problema, c'è Pogba al suo posto. Il primo tempo è una sorta di inno al sonno, garantito dalle molte chiusure blucerchiate e da una Juve che tanto in forma non sembra; le occasioni ci sono, ma sono tutte di marca bianconera. Al 3', è subito Pirlo dalla distanza ad impensierire Da Costa: giusto per ricordargli che, come primo test da titolare, non ci può essere di meglio della Juve campione d'Italia. Un brasiliano in formissima, dato che al 18' toglie dalla rete il colpo di testa di Asamoah, un missile che con l'acqua diventa più che insidioso. Al 20', l'ultima occasione della prima frazione, quando Palombo manca il pallone sull'assist di Vucinic e Tevez costringe Da Costa ad un'altra parata. Intanto, la Samp non crea nulla: è ordinata, anche cattiva quando serve, ma non impensierisce minimamente Buffon: se si pensa che la miglior occasione blucerchiata è un tiro-cross di Krsticic, si capisce bene quale è l'attuale dimensione del Doria di Delio.
L'acquazzone prosegue, ma di cambi non ce ne sono. Si torna in campo, per altro, con lo stesso canovaccio: la Juve fa girar palla e la Samp guarda attentamente, chiudendo tutti gli spazi. Un salvataggio di Costa è il preludio al vantaggio bianconero, con una grande azione corale: Vidal serve Pogba di prima, in verticale, e Berardi non sale, tenendo così tutti in gioco. A quel punto, è facile per il francese servire Tevez, che segna il secondo gol ufficiale con la maglia della Juve: 1-0 e partita da interpretare in maniera diametralmente opposta a quanto fatto fino ad allora. Tuttavia, la zampata non c'è: il gol annullato a Costa è dubbio, ma è un episodio, capitato su un bel calcio di punizione di Krsticic. Di corale, a differenza della Juve, non c'è nulla, con gli esterni che non spingono molto e Gabbiadini che predica nel deserto. Obiang e Eder provano ad impensierire Buffon, ma il numero 1 bianconero ha poco lavoro da fare; lo stesso vale per Da Costa, che rischia solo su un colpo di testa di Lichsteiner, fuori di poco.
Neanche gli ingressi di Soriano, Mustafi e Castellini cambiano l'inerzia della gara, saldamente in mano ai campioni d'Italia; dall'altra parte, c'è il tempo per vedere l'esordio in A di Fernando Llorente. Poi, nel finale, l'espulsione di Castellini - discutibile, se non altro perché non cambiava nulla ai fini della gara - chiude i giochi e dichiara il "game over" per la Samp, che così viene battuta al "Ferraris" dai bianconeri dopo sette anni. All'epoca segnò Nedved ed i blucerchiati lottavano per il centro-classifica: un obiettivo che appare un sogno per il Doria attuale, che ha tanto, tantissimo bisogno di rinforzi per evitare un altro campionato fatto di sofferenze.

Paul Pogba, 20 anni, e Carlos Tevez, 29: l'MVP ed il match-winner della gara.

Da Costa 7; Gastaldello 5.5 (dal 26' s.t. Mustafi 6), Palombo 6, Costa 6.5; De Silvestri 6, Eramo 5.5 (dal 26' s.t. Soriano 5), Krsticic 5.5, Obiang 6, Berardi 5 (dal 40' s.t. Castellini 5); Eder 5.5, Gabbiadini 6  - pagelle pubblicate già su SampNews24.

Insomma, la sensazione è questa: se si fa fatica contro la Juve, con la quale devi semplicemente fare contropiede, cosa accadrà quando bisognerà fare gioco contro le dirette concorrenti? Una prima risposta la si avrà a Bologna, la prossima settimana, dove la Samp arriverà per sfidare i rossoblu, in quella che è già una sfida salvezza. Gli emiliani, al cospetto del nuovo Napoli di Benitez, sono sembrati piccoli piccoli, ma non è detto che non facciano meglio contro i blucerchiati. Per altro, il "Dall'Ara" è storicamente uno stadio indigesto: negli cinque ultimi precedenti, sono arrivati quattro pareggi ed una netta sconfitta per 3-0. Perciò, vincere in quel di Bologna per la Samp non sarà propriamente facile.
Se alle 20:45 di domenica prossima ci sarà il campionato, in mezzo ci aspetta una settimana infuocata di calciomercato. La verità è che la Samp avrebbe bisogno di almeno quattro pedine: un portiere di nome e d'esperienza, un centrocampista incursore, un esterno sinistro per il 3-5-2 ed un "10", magari un bel trequartista che porti fantasia nei momenti bui della partita. Visti i tempi che corrono, mi accontenterei innanzitutto del cursore mancino: quando non riesci a tirare fuori un titolare tra Regini, Laczko, Castellini, Berardi e Wszolek, qualcosa non va. In seconda battuta, l'arrivo di un altro centrocampista, magari unita alla partenza in prestito di due dei nostri, sarebbe cosa buona e giusta. Tuttavia, è probabile che arrivi solo il portiere e che Garrone dovrà mettere mano al portafoglio a gennaio, quando la Samp sarà più inguaiata ed avrà disperatamente bisogno di un esterno sinistro. Insomma, un replay di quanto già accaduto nel gennaio dell'anno in B, quando l'obiettivo rischiava di sfuggire e ci fu bisogno degli investimenti non fatti durante l'estate precedente.
Intanto, vediamo SE arriverà qualcuno. Più probabile che qualcuno lasci Genova piuttosto che arrivi effettivamente un giocatore di completamento per la rosa. In fondo, il club blucerchiato ha una marea di esuberi da portare a termine; se arrivasse poi un portiere, ci sarebbe anche il problema Da Costa, che ha giocato bene e vede l'occasione della vita a 29 anni. Vedremo cosa accadrà in questi sette giorni che ci separano dalla trasferta del "Dall'Ara", sperando che arrivino buone notizie da Osti e compagnia. Perché finora c'è poco da festeggiare, specie quando si è senza arte né parte.

Daniele Gastaldello, 30 anni, svetta di testa su Kwando Asamoah, 25.

06 gennaio 2013

Un racconto d'altri tempi.

Difficile anche commentare una giornata così. Una di quelle partite da raccontare ai nipotini quando sei più vecchio. Sì, questi tre punti non vuol dire che siamo più vicini alla salvezza; ma vincere in casa dei campioni d'Italia, per giunta con un uomo in meno.. vengono i brividi solo a sognarlo, figuriamoci quando l'evento poi accade veramente. La Samp passa allo "Juventus Stadium" con un 2-1 largo di manica, ma tutto sommato premiante l'impegno blucerchiato, nonostante l'espulsione di Berardi e lo svantaggio. E mentre l'allenatore dei campioni d'Italia si lamenta a mezzo stampa di un arbitraggio quasi perfetto, i tifosi possono tornare a casa convinti di aver assistito ad un match straordinario. Che, prima di tutto, potrebbe voler dire una mezza rinascita per la traballante stagione del Doria.

Andrea Poli, 23 anni, ed Andrea Pirlo, 34: duro duello a centrocampo.

Per la prima volta nel nuovo impianto bianconero, la Samp si presenta con un modulo di atzoriana memoria: il 3-5-2 scelto da Rossi prevede il recupero in extremis di Romero, Estigarribia di nuovo in campo, ma sopratutto il reintegro assoluto di Angelo Palombo. Infatti, il numero 17 riassapora il campo dopo la convocazione ottenuta nello scorso match con la Lazio. Per la Juve, le assenze non sono poche: fuori Chiellini, Bendtner, Lichsteiner, Pepe e Asamoah, Conte deve fare quel che può, ma la rosa è lunga ed i padroni di casa, seppur non brillantissimi, non sembrano risentirne.
Infatti, la Juventus ha qualche difficoltà, ma impegna Romero diverse volte nei primi 20': prima Giovinco sfiora la traversa con un destro alto di poco, poi è sempre l'ex Parma a costringere l'argentino ad una bella respinta ad una mano. La Samp, ahimé, può contare solo un sinistro centrale di Poli. La partita nervosa (quattro gialli solo nella prima frazione), poi, gioca un brutto scherzo a Berardi, che stende in area Marchisio nettamente. Il rigore è sacrosanto e Giovinco lo trasforma per il vantaggio bianconero. Nonostante una Juve non arrembante, è ancora Berardi a complicare la vita alla squadra blucerchiata, beccandosi un giusto secondo giallo e finendo anzitempo negli spogliatoi. A quel punto, i padroni di casa gestiscono e gli ospiti mettono paura solo su una punizione di Estigarribia, finita a lato di poco.
In 10 e con un gol di svantaggio, molti sarebbero stati uccisi. Ma non la Samp di questa Befana, che rientra in campo con De Silvestri al posto del paraguaiano e passa al 4-3-2. Eder rimane in campo ed è la scelta giusta. Alla prima azione buona, i blucerchiati pareggiano: grandissimo lancio di Krsticic, destro di prima intenzione di Icardi e papera di Buffon, che regala il pareggio al Doria. A quel punto, ci si aspetta l'assalto bianconero, che però è contratto, nonostante gli ingressi di Vucinic e Quagliarella. Non solo: la Samp impensierisce ancora la Juve, con Poli che spreca una buona occasione ed Eder che non conclude a dovere.
E' il preludio all'incredibile ribaltone. Minuto 68: bel recupero di Poli, Obiang sale e serve Icardi in un corridoio di spazio. Lo spazio per tirare c'è, ma è molto complicato trovare la rete; tuttavia, l'argentino non spreca tempo e "secca" Buffon con un destro potente sotto la traversa. 2-1 e tifosi blucerchiati in estasi. I campioni d'Italia spingono con rabbia e hanno due occasioni clamorose, entrambe sui piedi di Vucinic. Il montenegrino prima coglie la traversa con un destro rabbioso, poi spreca a due passi su sponda di Quagliarella: insomma, il momento giusto per rivedere il Vucinic sprecone ammirato nei suoi ultimi mesi con la Roma.
Sprecate queste due chance, la Juve si spegne lentamente, nonostante l'ingresso di Giaccherini per un confusionario Pogba. La Samp mette dentro Munari e Tissone per Eder e Krsticic, il finale è sofferenza pura, ma di occasioni neanche l'ombra. Così, i blucerchiati tornano a vincere a Torino dopo otto anni, chiudono a venti punti il girone d'andata e diventano la seconda squadra a passare allo "Juventus Stadium": più che cioccolato, nella calza della Befana c'era oro puro.

Mauro Icardi, 19 anni: meglio la Juve dell'U-20 albiceleste?

Romero 7 | La Juve è spuntata, ma non manca di far lavorare adeguatamente l'arquero argentino: lui risponde presente e si esalta nelle grandi occasioni.
Gastaldello 7 | Dei tre di difesa, è quello che figura meglio.
Palombo 6.5 | Non era semplice rientrare da centrale di difesa, per giunta contro la Juve. Se nel primo tempo è in balia dei bianconeri, nel secondo riprende le redini. Tuttavia, non bruciamo la crescita di Rossini e Mustafi per un giocatore fuori ruolo.. bentornato.
Costa 6 | Nei primi 45' fatica, nei secondi migliora, ma copre poco le avanzate di Padoin e non aiuta Poli.
Estigarribia 5 | Rendimento deficitario anche da ex: sfiora il gol su punizione, poi fa spazio a De Silvestri.
Obiang 7.5 | Un mostro: nei secondi 45' si trasforma e si mangia il campo. Suo l'assist ad Icardi per il 2-1.
Krsticic 7.5 | Ecco un altro che si trasforma nella ripresa: combatte, imposta, si scontra contro un asso come Pirlo ed un top-player come Marchisio, ma non tira mai indietro la gamba. Il lancio per Icardi dell'1-1 è straordinario.
Poli 6.5 | La prestazione sarebbe da sette, dato il mazzo fattosi ed i continui recuperi.. ma in Serie A non si può sbagliare ciò che si mangia sull'1-1, con un tiraccio in acrobazia.
Berardi 4 | Due errori che meriterebbero la multa della società ed un'esclusione lunga.
Eder 6.5 | Nel primo tempo non si vede, sembra che le vacanze lo abbiano appesantito. Poi ha due spunti straordinari e ci ricorda perché è sempre utile.
Icardi 8 | Più "hombre del partido" di così si muore: come ha detto Rossi a fine partita, una doppietta allo "Juventus Stadium" è una vetrina migliore delle qualificazioni sudamericane con l'U-20.

De Silvestri 6 | Entrato per sostituire Berardi, soffre a destra i continui inserimenti di Peluso e Giaccherini. Tuttavia, la sua spinta offensiva aiuta a tenere alta la Samp nei momenti difficili.
Munari s.v. | Entra per Eder per garantire maggior copertura.
Tissone s.v. | Dovrebbe impostare le ripartenze, ma non ne arriva neanche una.

Questa è una singola partita e non è contro la Juventus che si cercano i punti-salvezza. Tuttavia, questa vittoria peserà molto a fine campionato, se la Samp farà il suo dovere negli scontri diretti, cosa che è mancata parecchio in questo girone d'andata. Ventuno punti vanno bene, il trend dovrà essere leggermente superiore come quota punti e meno traumatico come andamento. Oggi, godiamoci il presente: Juve-Samp 1-2 del 6 gennaio 2013 sarà un racconto d'altri tempi, dettato da tante cose. Dai cori poveri dei tifosi juventini all'espulsione di Berardi, dal fatto che si giocava contro i campioni d'Italia alla tenacia ed alla fortuna necessaria per portarla a casa, fino alla doppietta di Icardi. Speriamo che la nostra stagione abbia subito una svolta decisiva oggi.

Delio Rossi, 52 anni, raggiante per l'impresa con i suoi ragazzi a fine gara.

04 agosto 2012

"El Chelo" es siempre màs azul.

Erano attesi ancora un paio di colpi in casa Sampdoria. Il diesse Pasquale Sensibile ha provveduto a mettere il primo di questi a segno: oggi è atteso l'annuncio ufficiale per il trasferimento di Marcelo Estigarribia, nazionale paraguaiano, dal Deportivo Maldonado. La formula sarà la stessa che ha usato la Juventus nella stagione passata: prestito oneroso fissato a 700mila euro, diritto di riscatto fissato a cinque milioni di euro. Per il nazionale paraguaiano è un'altra occasione di dimostrare che in Italia può starci; per la Sampdoria, può essere il colpo di mercato dell'anno. Anche più di Maxi Lopez, perché il ragazzo è tutto sommato giovane e ha enormi margini di miglioramento, possibili solo grazie al minutaggio da spendere sul campo. Inoltre, la sua versatilità gli permetterà di essere utile in ogni modo a Ciro Ferrara: esterno sinistro offensivo nel 4-3-3, esterno di centrocampo nel 4-4-2, esterno di spinta nel 3-5-2. Azzardarlo terzino pare troppo, per quello ci sarà tempo una volta che saranno risolti i casi di Palombo e Poli. Ma, intanto, la Samp ha un nuovo giocatore da idolatrare e Marcelo promette molto bene.



Marcelo Alejandro Estigarribia Balmori nasce a Fernando de la Mora, un paesino compreso nell'hinterland della capitale Asuncion, il 21 Settembre 1987. Esordisce con lo Sport Colombia nella seconda divisione paraguaiana, prima che il Cerro Porteno (una delle maggiori squadre del paese) si accorga di lui e lo comprì: Marcelo si fa largo nel team che vince diversi titoli nazionali e dimostra di attirare l'attenzione dei club europei già a 21 anni. Non ci pensa due volte il Le Mans, squadra di Ligue 1, nel comprarlo, sperando nel colpaccio di mercato; invece, la sua esperienza francese si rivelerà una delusione, con appena 13 presenze totali nell'anno e mezzo che il paraguaiano spende in Francia. Scottatosi, Estigarribia decide di tornare in Sud America per rilanciarsi: il Newell's Old Boys lo porta a giocare in Argentina per la prima volta nella sua carriera per il Clausura 2010. Il paraguaiano convince e così il club argentino imposta un diverso tipo d'accordo con il Le Mans: prestito con diritto di riscatto fissato a due milioni di euro. Nonostante le 52 presenze, con tanto di un gol, collezionate in un anno e mezzo di campionato, Copa Libertadores e Copa Sudamericana, il Newell's non può economicamente permettersi il riscatto di Estigarribia.
In questo modo, Marcelo inizia la Coppa America del 2011 senza sapere dove giocherà nella stagione successiva; in compenso, la manifestazione è un successo. Il Paraguay arriva addirittura in finale (senza vincere neanche una partita, tutti pareggi!) ed Estigarribia è una delle colonne della nazionale del C.T. Gerardo Martino; sulla sinistra, Estigarribia miete parecchie vittime e segna anche uno dei rigori vincenti nella lotteria dagli undici metri contro il Brasile nei quarti di finale.
Le sue prestazioni attirano l'attenzione di molti club, tra cui un insolito gruppo di investitori uruguaiani, che possiedono il club del Deportivo Maldonado, militanante nella seconda divisione uruguaiana: una mossa fatta, probabilmente, per tirare su un po' di soldi, sapendo che Estigarribia sarebbe stato cercato da club ben più famosi.
Su di lui, infatti, piomba la Juventus, che decide di completare la batteria di ali per il 4-2-4 di Conte con il paraguaiano, che viene acquistato con la formula del prestito con diritto di riscatto: 500mila euro subito per poi decidere se pagare i cinque milioni di euro per il cartellino del giocatore, spalmabili in tre anni. Alla Juventus, Marcelo parte dietro nelle gerarchie di Conte, oscurato dalla forma di Pepe e dalla necessità di far giocare anche Elia, Krasic e Giaccherini; quando poi lo schema bianconero passa dal 4-2-4 al 3-5-2, Estigarribia viene adattato a farsi l'intera fascia, rendendo così meno di quanto ci si aspettasse. Le prestazioni della Coppa America sembrano un lontano ricordo ed i tifosi juventini fanno presto a scordarsi di lui, specie quando arriva Caceres a rimpinguare la batteria di esterni juventini. Così, le presenze del paraguaiano in campo saranno solo 18, con il gol al San Paolo di Napoli come ricordo più alto della sua esperienza juventina. La Juventus decide di non affrontare il costo del suo riscatto. Adesso, la Samp: speriamo di costruire insieme altri ricordi piacevoli da raccontare e di cantare: "Ma "El Chelo" è sempre più blu (cerchiato di blu, cerchiato di blu)..".