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29 maggio 2013

E' andata così (pagellone di fine anno - seconda parte)

Un'altra stagione è volta al termine ed il vostro blog blucerchiato preferito dà i voti: così si conclude un'altra annata piena di emozioni, di arrabbiature, ma sopratutto di Samp. Il ritorno in Serie A non è stato affatto facile e la squadra ha seguito un andamento schizofrenico; tuttavia, c'è chi si è distinto e chi, invece, merita di finire dietro la lavagna. "#ilpiùgrandespettacolodentroilweekend" vi fa ripercorre la stagione blucerchiata tramite le gesta ed i ricordi dei protagonisti. Questa è la seconda parte, riguardante i centrocampisti.

Marcelo Estigarribia, 25 anni, autore di una stagione deludente.

CENTROCAMPISTI
2 Marcelo Estigarribia (35 presenze, 2 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Già pubblicato su SampNews24 in maniera più estesa.

4 Matias Rodriguez (1 presenze, 0 reti): n.g.
Quando giochi una gara in tutta la stagione, c'è poco da dire: spero vivamente che ci siano più spazi per lui nella prossima stagione. Non voglio che la società abbia buttato altri tre milioni di euro.

5 Renan Garcia (5 presenze, 0 reti): n.g. - miglior match: Samp-Catania 1-1
Stesso discorso di Rodriguez e Poulsen: se giochi cinque match, dopo esser stato uno degli eroi della promozione, c'è qualcosa che non va. Devo dire che, nell'estate scorsa, mi aspettavo che Renan non fosse adatto alla Serie A, vista la sua irruenza ed il suo modo di giocare, troppo muscolare. Tuttavia, con pochi scampoli in campo, non si può dare certo un giudizio globale. Travolto a Milano contro l'Inter, si riscatta contro il Catania. Forse sarebbe meglio prestarlo e farlo giocare da qualche parte, giusto per non perdere i tre milioni di riscatto versati al Cluj nell'estate scorsa.

6 Enzo Maresca (16 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Samp-Siena 2-1
Arrivato sul filo della sirena del calciomercato estivo, Maresca viene da un'ottima esperienza in quel di Malaga, dove ha appena giocato i preliminari di Champions League. La sua presenza in campo alza il tasso tecnico della squadra, ma l'amore calcistico di Ferrara per lui oscura le difficoltà atletiche del centrocampista, che non riesce a reggere per tutta la partita. Quando arriva Rossi, Maresca viene messo da parte e gioca appena qualche spezzone di partita. La classe c'è, ma se il fisico non regge, c'è poco da fare: da ricordare il suo gol all'Atalanta, forse il più bello della stagione blucerchiata. Alcuni sfoghi su Twitter andavano evitati...

11 Gianni Munari (28 presenze, 3 reti): 6 - miglior match: Inter-Samp 3-2
Il buon vecchio Gianni sembra solo un rincalzo, ma - in realtà - gioca molto di più di alcuni titolari: a forza di subentrare quando serve, l'ex Lecce colleziona ben 28 presenze stagionali. In campo porta un buon dinamismo, che però si nota molto di meno rispetto all'impatto che poteva aver avuto in serie cadetta; tuttavia, tre gol e qualche buona prestazione fanno ritenere che possa esser utile anche la prossima annata, sempre in un ruolo secondario.

Andrea Poli, 23 anni, uno dei migliori della Samp di quest'anno.

12 Fernando Tissone (12 presenze, 0 reti): 6 - miglior match: Catania-Samp 3-1
Tornato a Genova dopo il Maiorca tra qualche polemica, l'argentino non è titolare, ma si fa trovare quasi sempre pronto da subentrante. E' suo l'angolo su cui Costa svetta contro il Milan, così come è suo l'assist con il quale Icardi chiude il derby d'andata: insomma, con un ruolo di secondo piano, fa sempre il suo. Tuttavia, l'accordo per il rinnovo non si trovo e lascia Genova per sempre a gennaio. Tanti auguri.

14 Pedro Mba Obiang (35 presenze, 1 rete): 6.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Al primo anno continuativo di Serie A (aveva già esordito nel 2010), Obiang è atteso alla prova del nove. Vincitore dei play-off come regista, si capisce durante l'anno che non avrebbe potuto giocare nella stessa posizione nella massima serie: Maresca e Krsticic interpretano meglio il ruolo e le poche volte che gioca da regista fa fatica nella velocità della Serie A. Da interno, dovrebbe cercare maggiormente la porta: la trova una sola volta, contro il Pescara. La sua stagione è stata buona, ma ha finito la benzina molto presto: dovrà prepararsi meglio per la prossima annata.

16 Andrea Poli (32 presenze, 3 reti): 7 - miglior match: Samp-Genoa 3-1
Dopo il riscatto mancato da parte dell'Inter, per tutta l'estate si vocifera di un suo passaggio alla Juve. Quando poi si capisce che rimarrà, i tifosi non la prendono bene: dal canto suo, il ragazzo dà il massimo e fa la migliore stagione della carriera. La solita grinta ed il nuovo feeling con il gol ne fanno uno dei migliori protagonisti del campionato blucerchiato.

21 Roberto Soriano (24 presenze, 0 reti): 4.5 - miglior match: Samp-Pescara 6-0
Durante la gestione Ferrara, entra sempre nel secondo tempo; le sue prestazioni, però, sono tra quelle che fanno arrabbiare di più i tifosi. Inconsistente, a volte anche irritante, Soriano non trova mai la giusta posizione, seppur venga provato un po' ovunque. Alla fine, Rossi lo accantona. L'anno prossimo sarebbe meglio prestarlo, in modo da dargli continuità e permettergli di ritrovare una forma decente.

25 Nenad Krsticic (26 presenze, 1 rete): 7 - miglior match: Juve-Samp 1-2
Se c'è una rivelazione di quest'anno, anche più di Icardi, è proprio lui: il serbo era stato una delle colonne della promozione, ma il nuovo ruolo datogli da Ferrara - esterno d'attacco nel 4-3-3 - rischiava di comprometterne la crescita. Fortunatamente, poi, è arrivato Rossi e lo ha restituito al ruolo di regista, dove la sua stella è destinata a brillare. Krsticic ha trovato anche il primo gol in Serie A a Firenze, poi Matuzalem lo ha costretto a finire la stagione anticipatamente per un intervento becero. Speriamo possa essere blucerchiato a vita.

Nenad Krsticic, 22 anni, regista e sorpresa del centrocampo blucerchiato.

25 febbraio 2013

La corsa continua.

E' come un treno inarrestabile: questa Samp non si ferma più. Sembra pazzesco, visto dove eravamo mesi fa, ma adesso è tutto vero; i blucerchiati battono anche il Chievo al "Ferraris" e si issano a quota 32, dove trovano ancor più tranquillità in vista dei prossimi match contro Parma e Cagliari. C'è chi parla di salvezza "ipotecata", ma forse è presto per fare previsioni; intanto, ci si può godere un Doria cattivo, arcigno e (perché no) anche fortunato in alcune situazioni.

Jonathan Rossini, 23 anni, lotta con Mahmadou Samassa, 26: è stata battaglia.

I blucerchiati, reduci da un periodo positivo e dal pareggio ottenuto a Napoli, sono pronti alla battaglia con lo stesso 11 delle ultime partite; niente da fare per Palombo, che non riesce a recuperare per la partita contro i veneti e così Rossini viene confermato nei tre di difesa. Anche Sansone parte nuovamente da titolare, viste le buone prestazioni contro Roma e Napoli. Diverso il discorso per il Chievo, incappato in un periodo difficile dopo la vittoria a Roma contro la Lazio e adesso a caccia di punti per solidificare la salvezza: il 5-3-2 è il solito schieramento di Corini, che gli permette la giusta copertura.
La Samp parte bene con una bella triangolazione tra De Silvestri e Sansone, se non fosse che il terzino effettua un tiro-cross che non spaventa nessuno. I padroni di casa tengono il pallino del gioco, anche se la partita è nervosa, senza alcun motivo particolare; Gastaldello ed Acerbi si beccano due gialli gratuiti, mentre Krsticic - non in giornata - si fa ammonire per proteste. Dopo un sinistro di poco conto di Acerbi da fuori area, la Samp trova il vantaggio: bell'azione di Obiang, che serve Poli al limite dell'area. Il centrocampista trova un bel destro a giro dal limite dell'area che fulmina Puggioni e porta in vantaggio i blucerchiati al 32': terzo gol in campionato. L'unico pericolo che poi corre la Samp è su un destro di controbalzo di Guana, sul quale Romero compie il miracolo di giornata, deviando in angolo con grande plasticità.
Se il primo tempo è sonnacchioso, la ripresa non fornisce migliori spunti; tuttavia, l'inerzia in campo cambia, visto che la Samp si ritrae e non riesce a costruire grandi occasioni, mentre gli ospiti si spingono in avanti per cercare il pareggio. L'entrata di Hetemaj per Dainelli sposta il baricentro dei clivensi verso un 4-3-1-2 più offensivo. Puggioni rischia l'espulsione per una brutta entrata su Icardi, ma l'arbitro valuta la presenza di altri due difensori veneti e concede solo il giallo per l'estremo difensore gialloblu; sulla successiva punizione, Sansone costringe Puggioni alla respinta. Da lì, i padroni di casa tendono a sparire; il Chievo tiene il pallino del gioco, ma non crea grossissime occasioni. Si rischia un rigore sacrosanto per il fallo di mano di De Silvestri su cross di Thereau, ma è sopratutto Hetemaj a sfiorare il pareggio su cross di Luciano. Fortunatamente, Eder chiude la gara con il 2-0 finale: su lancio un po' casuale di Mustafi, il brasiliano scatta in profondità e batte Puggioni in corsa. La partita si conclude lì, visto che il Chievo non ha la forza di fare due gol nel finale: è un'altra vittoria in questo bellissimo 2013.

Nenad Krsticic, 22 anni: il serbo, oggi, è mancato in fase di costruzione.

Romero 6.5; Rossini 6, Gastaldello 6, Costa 7; De Silvestri 6, Obiang 6, Krsticic 5, Poli 7, Estigarribia 5.5; Sansone 6.5, Icardi 5.5 (Eder 6.5, Mustafi 6)

Con questo successo, la Samp diventa la squadra ad aver conquistato più punti dall'inizio del 2013: mica male per chi era convinto che i blucerchiati non sarebbero riusciti a tirarsi fuori dai guai. Invece, grazie all'applicazione dei ragazzi, al sostegno dei tifosi ed ai consigli di Delio Rossi, il Doria ha risalito la classifica e si piazza ora all'11° posto a quota 32. Mancano otto punti alla salvezza e non bisogna fare errori proprio ora, anche perché l'obiettivo si potrebbe agguantare con qualche giornata d'anticipo. Specie se si guarda il calendario, che ora proporrà il Parma al "Ferraris" e la trasferta di Cagliari: due sfide dirette che potrebbero mettere la Samp in una posizione ancor più favorevole. L'importante è proseguire su questa strada; l'importante è che la corsa continua.

Andrea Poli, 23 anni: è suo il gol dell'1-0, terzo in campionato.

14 gennaio 2013

Tempo, gioco e sangue nelle vene.

Le pressioni erano notevoli, dopo la vittoria allo "Juventus Stadium", ma la Samp non si è lasciata travolgere e coglie così un buon punto sul proprio campo, contro quel Milan di cui violò lo stadio nella prima giornata di campionato. Allora c'era Ciro Ferrara e l'entusiasmo fu incontenibile; stavolta, c'è solo soddisfazione ed un filo di rammarico, visto che la squadra di Delio Rossi è andata più volte vicina al vantaggio. Diciamo che, ai punti, i blucerchiati possono recriminare qualcosa. Tuttavia, quattro punti tra Juventus e Milan non li avrebbe prospettati neanche il più ottimista dei tifosi.

Pedro Obiang, 20 anni, e Kevin-Prince Boateng, 25, lottano a centrocampo.

La Samp scende in campo con lo stesso 3-5-2 con cui era partita a Torino, ma c'è qualche novità di formazione: Berardi, squalificato, viene sostituito da De Silvestri, mentre vengono confermati gli altri. Nel Milan, invece, c'è spazio dal 1' per M'Baye Niang, classe '94, alla prima da titolare in Serie A con la maglia rossonera; con lui, in attacco, ci sono Bojan ed il temibile El Shaarawy, che torna a Genova dopo i suoi trascorsi con i "cugini". Dietro, il Milan rivede Abbiati, nuovamente in difesa della porta del Diavolo.
I padroni di casa partono con il piglio arrembante di "ferrariana" memoria e mettono subito in difficoltà gli ospiti. Al 5', De Silvestri vince un rimpallo e s'invola verso l'area avversaria: il suo destro dal limite costringe Abbiati ad una parata a terra. Due minuti ed il portiere rossonero è costretto a ripetersi, respingendo un bel destro a giro di Poli, così come deve superarsi sulla botta di Eder su calcio da fermo al minuto 11. Il campionario di occasioni iniziali della Samp si chiude con un colpo di testa di Gastaldello, che finisce alto su corner calciato da Estigarribia.
Insomma, il Milan fa fatica e si fa vedere solo con tiri dalla distanza: Bojan e Montolivo cercano di centrare la porta da lontano, ma riescono raramente ad impensierire Romero. Si va così al riposo, nell'attesa che qualcosa smuova gli ospiti, mentre la Samp può dirsi soddisfatta della sua prima frazione.
Pronti, via e Niang accende subito i fuochi nella ripresa, saltando Costa ed impegnando Romero ad una deviazione volante in angolo. Tuttavia, la Samp replica immediatamente con un sinistro di Estigarribia, il quale trova la deviazione di Zapata e mette in pericolo la porta rossonera. Al 61', infine, arriva la più clamorosa (e forse unica) occasione degli ospiti: bel lavoro di Niang sulla fascia, che mette in mezzo per Bojan; lo spagnolo tenta di girarsi e rimette in mezzo, dove Boateng cerca il colpo del k.o. Tuttavia, l'arquero sampdoriano ferma il pallone sulla linea e consente alla Samp di respirare sul più grande pericolo corso in tutta la gara. Da lì in poi, la partita scende di ritmo: il Milan sparisce dal campo, mentre la Samp ha due ultimi sussulti per tentare di impensierire i rossoneri. Prima Estigarribia cerca di sorprendere Abbiati dalla distanza, trovando la pronta risposta del portiere avversario; poi, Mexes regala palla ad Eder ed il brasiliano lancia Icardi, che sparacchia fuori all'interno dell'area di rigore del Milan. Il finale propone solo due gialli (Niang e Gastaldello), molti contrasti, un Palombo molto incisivo, ma poco altro: finisce 0-0 e alla Samp, in fondo, va bene così. E' un altro punto, che porta a +4 il distacco dal terz'ultimo posto, occupato dai cugini rossoblu.

Angelo Palombo, 31 anni, e M'Baye Niang, 18: duello agli antipodi (d'età).

Romero 6.5; De Silvestri 6,5, Palombo 6.5, Gastaldello 6.5, Costa 5.5; Obiang 6, Krsticic 6, Estigarribia 6, Poli 7; Eder 6, Icardi 6 (Soriano 6, Tissone s.v., Mustafi s.v.)

Il peggio, intanto, è passato e si può pensare al futuro sotto una nuova luce. Il girone di ritorno è appena iniziato, ma sappiamo bene cosa la Samp debba fare nelle prossime 18 partite: vincere gli scontri diretti. Chiaro, le giornate come quella della settimana scorsa fanno sempre piacere, ma è fondamentale concentrarsi e battere le concorrenti per la salvezza. A cominciare dal 20 gennaio, quando andremo a trovare il Siena al "Franchi" e incontreremo colui che ci ha riportato in Serie A, per un giorno, da avversari; poi, nel turno successivo, a Genova arriverà il Pescara di Bergodi ed anche lì sarà importantissimo vincere, in modo da allontanare una pericolante come noi. Insomma, è giusto continuare così, perché giocando in questa maniera potremo arrivare al nostro obiettivo più facilmente di quanto sembrasse nel 2012. Parafrasando Jovanotti, ci vuole solo tempo, gioco e sangue nelle vene.

Delio Rossi, 52 anni, sta trascinando la Samp: quattro punti in tre match.

03 dicembre 2012

Pareggio d'autore.

Il vento sembra girato: la conferma arriva quando meno te l'aspetti. La Samp coglie un punto in quel di Firenze, dopo il pirotecnico 2-2 di stasera all'Artemio Franchi. Inutile dirlo, ma meglio ricordarlo: sette punti nelle ultime tre partite, dopo averne ottenuti zero nelle precedenti sette. Le sconfitte, la disperazione, il senso d'impotenza: tutto sparito, di fronte a questa squadra coperta ma gagliarda, fortunata ma meritevole. E, nel rivedere il racconto di stasera, non si può anche avere una certa soddisfazione.

Andrea Poli, 23 anni, contrastato da Romulo durante la gara di oggi.

Ferrara è costretto a due cambi nel pre-partita a causa dell'indisponibilità di Romero (partito seppur fosse stato convocato) e della squalifica di Costa: al loro posto, il rientrante Da Costa ed il recuperato Berardi, spostato sulla sinistra. L'altra sostituzione riguarda Munari: poco in forma, l'ex Lecce viene inizialmente cambiato con Tissone, che affianca Obiang e Maresca a centrocampo. Per il resto, formazione uguale a quella che ha ottenuto sei punti negli ultimi due scontri di campionato. Nella Fiorentina, Montella non può contare su Roncaglia, sostituito da Savic, e su tre attaccanti. Le assenze di Jovetic, Toni e Llajic costringono il tecnico viola a partire davanti con El Hamdaoui e Mati Fernandez.
I primi 20' sono una sofferenza: i padroni di casa mostrano la loro maggiore tecnica e, complice una Samp troppo guardinga, dominano sul piano del possesso. Al 10', Cuadrado tenta d'impensierire Da Costa, ma il brasiliano respinge; al 13', occasione ancora più clamorosa, con El Hamdaoui che mette fuori su cross basso di Pasqual.
Ma il gol è nell'aria ed arriva al 21': corner di Borja Valero, Savic svetta in corsa ed impatta per l'1-0. Da notare come nessuno lo marchi alla battuta del calcio d'angolo; Poli e Mustafi possono far poco. Da lì, però, i viola scompaiono e non creano più pericoli a Da Costa, mentre la Samp tenta di uscirne con il suo schieramento coperto. Due le occasioni clamorose per gli ospiti. Al 24', Tissone tenta il tiro dalla distanza, ma la respinta di Viviano non è perfetta; sul pallone si avventa Krsticic, che però non ne approfitta e calcia fuori. Due minuti dopo, la traversa del portiere di casa trema sul destro di Tissone, che si era smarcato su splendido passaggio a rimorchio di Icardi. Insomma, il Doria pare poter risorgere, sebbene non crei più scompiglio fino alla fine della prima frazione.
Con Icardi in dubbio fino all'inizio della ripresa (per un possibile infortunio muscolare), la Samp riparte alla grande nella ripresa. Il tempo di battere da centrocampo ed ecco il pareggio: lancio lungo per Icardi, spizzata dell'argentino e Krsticic si inserisce nelle maglie della difesa viola. Il serbo salta Gonzalo Rodriguez e batte Viviano con un gran sinistro all'incrocio: primo gol in maglia blucerchiata per il buon Nenad, che si meritava un premio del genere. 1-1 e la Fiorentina si ricorda che non ci si può mai distrarre.
Giusto il tempo di un'altra occasione clamorosa per la Samp, con Icardi che spara addosso a Viviano, e la viola ricomincia a macinare gioco. Si contano almeno quattro occasioni da gol tra il 60' ed il 65', con il gol annullato a Seferovic come pericolo più importante prodotto dai padroni di casa; fortuna vuole che la rete venga annullata.
Nonostante l'entrata anche di Aquilani per Mati Fernandez, la Samp trova la forza per raddoppiare. Minuto 72: lancio per Poli, buon rimorchio per Obiang ed il cross rasoterra dello spagnolo viene messo in rete da Gonzalo Rodriguez: autorete ed incredibile 2-1. Neanche il tempo di godersi il vantaggio e la Fiorentina pareggia subito: punizione di Pasqual, testa di uno smarcatissimo Savic e doppietta del montenegrino. 2-2 e tutto da ricominciare al 75'. Ferrara tenta di tenersi il punto, con l'entrata di Munari, Soriano ed Estigarribia per Maresca, Poli e Krsticic. Nei viola, esce Borja Valero per Migliaccio, ma la Fiorentina non produce più di un tiro centrale di Rodriguez ed un tocco di Aquilani parato da Da Costa. La Samp perde Mustafi nel finale per rosso diretto. Resta il dubbio per un rigore discutibile per fallo di mano di Poli, ma pare più spalla che braccio. Detto questo, un punto a Firenze sa d'impresa.

Stefan Savic, 21 anni: doppietta per lui stasera contro la Samp.

Da Costa 6.5 | Al rientro, è reattivo su molti palloni. Sui due gol di Savic non può nulla.
Mustafi 4.5 | Spiace mettergli questo voto, ma la sua prestazione non è egregia, dato che Savic lo dovrebbe marcare lui. Il rosso nel finale, poi, è tipico di chi ancora deve accumulare esperienza. Non bruciamolo.
Gastaldello 6 | Pochi pericoli per lui.
Rossini 6 | Sempre un po' titubante, ma né El Hamdaoui, né Seferovic gli creano noie.
Berardi 5.5 | Soffre un non entusiasmante Cuadrado, prende un giallo e non spinge praticamente mai: insomma, si arrangia come può in un ruolo non suo.
Maresca 5 | Sottotono, non è il solito direttore d'orchestra.
Obiang 6.5 | Mezzo autogol di Gonzalo Rodriguez è suo.
Tissone 6.5 | Preferito a Munari, non tradisce le attese: la sua è una partita a passo felpato, ma coglie una traversa e geometrizza bene per i compagni.
Poli 6 | Partita non entusiasmante, ma Tomovic è un osso duro. Bello il tacco nell'azione del 2-1.
Krsticic 7 | Si mangia un gol clamoroso nel primo tempo, ma è ovunque, lotta spesso con Pasqual e tiene palla in maniera intelligente. La prima rete in blucerchiato è di classe ed il giusto premio per tutta la sfortuna avuta in questi anni.
Icardi 6.5 | Solo, abbandonato a se stesso, ma bravo. L'ABC del calcio lo si vede nel movimento per lo scarico a Tissone.

Munari 5.5 | Tra lui e Maresca non si nota la differenza.
Soriano s.v. | Semi-invisibile.
Estigarribia s.v. | Entra per l'assalto finale.

17 punti: questo il bilancio del post-crisi, dopo 15 giornate di campionato. Non male, ma bisognerà lavorare ancora. La Samp è sembrata molto cinica sotto rete - come ad inizio stagione - ma poco costante durante tutta la gara. Quando la Fiorentina ha voluto, i viola hanno messo in difficoltà la Samp, con un ottimo possesso palla. Non tutte le squadre giocano così bene, ma i blucerchiati non possono permettersi di giocare ogni gara così coperti. Ora arriverà l'Udinese lunedì prossimo al Ferraris e bisognerà avere qualche asso in più da giocarsi, se si vorrà portare a casa tre punti e raggiungere la quota 20. Giro di boa di un campionato difficile. Intanto, godiamoci questo pareggio d'autore..

Nenad Krsticic, 22 anni: primo gol con la Samp ed il migliore dei blucerchiati.

25 novembre 2012

A Poli invertiti.

Quando ricomincia a girarti bene, c'è poco da fare: devi vincere. E così fa la Samp in quel di "Marassi"  contro un Bologna tosto, nonostante l'inferiorità numerica che i felsinei hanno subito per quasi tutta la partita. Un 1-0 che rispecchia parzialmente i meriti del Doria, visto che la squadra avversaria si è resa pericolosa anche in 10. Sopratutto nella ripresa, quando i padroni di casa hanno rallentato i ritmi dopo il vantaggio e gli ospiti hanno creato diverse occasioni. Tuttavia, per Ciro Ferrara, è la seconda vittoria consecutiva dopo il periodo di crisi ed un ulteriore chiodo sulla sua panchina, ora più salda.

Andrea Poli, 23 anni: secondo gol in una settimana per lui.

Sapete il famoso motto "team che vince non si cambia"; infatti, l'allenatore blucerchiato mantiene lo stesso undici che ha vinto il derby domenica scorsa, con un 4-5-1 infarcito di centrali di centrocampo e la rivelazione Icardi davanti. Per quanto riguarda il Bologna, Pioli deve rinunciare a Taider e Garics, sostituiti da Guarente e Motta; in attacco, confermatissimi Diamanti, Gilardino e Gabbiadini.
Dopo una buona iniziativa di Krsticic, ecco l'episodio che cambia il match: Poli lancia Icardi a campo aperto, Morleo non prende il pallone, ma stende l'argentino. L'arbitro Celi valuta l'occasione come da "ultimo uomo" e perciò il terzino bolognese viene espulso, prendendo anzitempo la via degli spogliatoi.
Con Diamanti e Gabbiadini sacrificati in fase difensiva, la Samp non riesce comunque a creare molto. Apparte i cartellini gialli (in sequenza Costa e Obiang), i padroni di casa fanno fatica a concretizzare la mole di gioco che costruiscono; arrivati ai 25 metri, la massa di centrocampisti presente sul campo non riesce a presentarsi davanti ad Agliardi. Il Bologna, dal canto suo, si copre e tenta di pungere solo se può.
Così, il primo tempo passa senza emozioni particolari: un tiro centrale di Poli dal limite dell'area ed un cross insidioso di Costa sono i massimi pericoli prodotti dal Doria. Nonostante il poco impegno, Agliardi è sempre attento, perciò si va al riposo sullo 0-0.
Ferrara dimostra finalmente acume tattico, capendo che la squadra non riesce a sfondare: fuori allora un centrocampista (Munari) per un attaccante (Eder). Il 4-5-1 diventa un 4-4-1-1, con il brasiliano a fare da raccordo fra il reparto mediano ed Icardi, lasciato a se stesso per tutta la prima frazione. Da subito, la compagine blucerchiata crea un paio d'occasioni: prima Krsticic su punizione, poi Eder di testa sfiorano il gol del vantaggio, ma Agliardi stoppa entrambi.
Quando Koné dovrebbe garantire agli ospiti un maggior copertura, entrando per Gabbiadini, la Samp passa. Minuto 61: Obiang serve Poli, il centrocampista dialoga con Eder attraverso un uno-due e batte Agliardi con un destro rasoterra all'interno dell'area. Secondo gol in maglia blucerchiata e 1-0, nonostante le difficoltà a tirare in porta.
Dopo un altro tentativo pericoloso di Eder, il Bologna comincia a farsi pericoloso dalle parti di Romero: un fuorigioco non segnalato a Gilardino lo lancia in area, ma Romero lo chiude. Poi è Koné a saltare Rossini, salvo sparare sul portiere sampdoriano. I cambi di Tissone per un infortunato Eder, di Pasquato per Guarente e di Pazienza per Perez non cambiano l'andamento della partita: i felsinei continuano a giocarsela.
A dieci minuti dal termine, esce anche Poli per Soriano e la Samp rischia di trovare il 2-0 in due occasioni: prima Maresca mette fuori di poco un cross di Mustafi, poi Tissone - in contropiede - tenta il pallonetto su Agliardi, ma spedisce a lato. In mezzo, Pasquato per poco non pesca il jolly dell'1-1, con un bel destro dal limite che fa la barba al palo della porta difesa da Romero. C'è anche un episodio dubbio in area sampdoriana, con Rossini dal braccio troppo largo su un pallone vagante: Celi non vede.
Finisce 1-0: il Bologna s'è l'è giocata bene, nonostante l'inferiorità numerica. Per la Samp, ci sarà da lavorare sul fronte offensivo: non sempre si gioca contro un avversario in 10 o contro la squadra meno in forma della Serie A.

Quinto minuto: espulso Morleo, sarà l'episodio che cambierà la partita.

Romero 6 | Nessun impegno particolare oggi.
Mustafi 7 | Il migliore per abnegazione. Scende più lui sulla fascia destra che Berardi e De Silvestri nella stagione fin qui trascorsa. La velocità gli fa difetto, non certo la forza e la determinazione.
Gastaldello 6.5 | Gilardino non vede palla.
Rossini 6 | Neanche Gabbiadini crea pericoli, ma si lascia sfuggire Koné. Purtroppo, si lascia sfuggire un rigore per fallo di mano; Celi non se ne avvede ed il pericolo è sventato.
Costa 6 | Motta non spinge e lui cerca di metterlo in difficoltà. Altra ammonizione: non sarà troppo nervoso?
Maresca 5.5 | Malino, impreciso anche sotto porta.
Obiang 5 | Forse il peggiore: nel primo tempo sbaglia quasi tutto e per poco non si fa espellere.
Munari 5.5 | Male anche lui, Ferrara decide di farne a meno nel secondo tempo.
Poli 6.5 | Bel gol, bei movimenti, ma non vede troppo il pallone; nella posizione di ala sinistra sta funzionando.. finora.
Krsticic 6 | Ogni tanto gigioneggia, ma ha dei lampi che accedono la partita.
Icardi 6.5 | Crea quel che può da solo contro il mondo; l'episodio che cambia la partita è merito suo.

Eder 6.5 | L'assist per il gol di Poli ed un'altra occasione costruita: mica male per appena 25 minuti di gioco.
Tissone 6 | Attivo, con il suo solito passo felpato, sfiora il 2-0 nel finale.
Soriano s.v. | Giusto il tempo di un tunnel.

Adesso ci attende un ciclo di inferno a concludere questo tribolato girone d'andata. Prima tappa a Firenze, contro una squadra di gran lunga migliore della nostra e che vola sulle ali dell'entusiasmo. Il pareggio della Fiorentina a Torino ha dimostrato che non c'è solo bel gioco, ma anche tenacia nel raggiungere l'avversario. Insomma, ci vorrà un'altra Samp, più cattiva e cinica, che non si chiuda a riccio all'Artemio Franchi. Insomma, una Samp a "Poli invertiti": meno difesa e più gioco.

Ciro Ferrara, 45 anni: panchina più salda dopo le ultime due vittorie con Genoa e Bologna.

19 novembre 2012

Finalmente si respira.

Finalmente l'incantesimo si è spazzato, se di magia si poteva parlare: dopo sette sconfitte consecutive, la Samp interrompe la striscia negativa nella serata più appropriata, quella del derby di Genova. Un 3-1 inflitto al Genoa che forse premia anche troppo la Samp, ma che sicuramente rispecchia quanto meglio ha fatto la formazione di Ferrara rispetto a quella di Delneri. Una gioia grandissima, che serve a restituire quanto meno un po' di morale ad una squadra che se la passava malissimo; continua invece la striscia di sconfitte per il Genoa, giunta a sei partite. Ma cerchiamo di vedere meglio quanto accaduto al Marassi ieri sera.

Andrea Poli, 23 anni: "Man of the match" senza se e senza ma.

Ferrara si gioca il tutto per tutto e così mette in campo una formazione "fuori dagli schemi" per battere il Genoa: un 4-1-4-1 che non sembra avere molta logica, con Maresca a fare da perno di centrocampo ed Icardi lasciato a se stesso. Credo che sia la prima volta nella mia breve memoria calcistica nella quale mi trovo a che fare con un allenatore che schiera quattro centrali di difesa, cinque centrali di centrocampo ed un centravanti. In un modulo che necessiterebbe di quattro esterni, non c'è n'è neanche uno. Diverso lo schieramento avversario, con Delneri che va avanti con il suo 4-4-2, che recupera Borriello e lo piazza accanto ad Immobile nella coppia d'attacco rossoblu.
Il Genoa parte bene e, seppur non tenendo il pallino del gioco, tenta di creare diversi pericoli dalle parti di Romero. Borriello impensierisce un paio di volte l'argentino, ma è sopratutto Immobile al 7' ad avere una buona occasione, dopo una galoppata di Kucka; purtroppo per i rossoblu, l'ex Pescara tira debolmente di sinistro ed il portiere blucerchiato non ha problemi nel neutralizzare.
Ma, all'improvviso, è proprio la Samp a passare in vantaggio: al 16', Maresca improvvisa un "tiraccio" verso la porta di Frey, ma la palla finisce a Poli, lasciato colpevolmente solo dalla difesa rossoblu. Il controllo del numero 16 è fantastico, il tiro meno, ma la palla finisce dentro: è 1-0, a sorpresa. Da questo momento in poi, il Genoa non riesce più a creare pericoli dalle parti di Romero e crolla psicologicamente sotto i colpi di una Samp troppo coperta, ma cinica e tosta.
Nonostante il nervosismo in campo, la Samp crea molto grazie ai tagli di Icardi nella difesa genoana: uno di questi, grazie ad un ottimo assist di Krsticic, lancia l'argentino, che salta Frey ma tira fuori a porta indifesa.
Ma è il preavviso del raddoppio: Munari conquista palla a centrocampo e serve Icardi, che vola rispetto a Granqvist. Arrivato davanti a Frey, il numero 98 cerca di battere il portiere avversario, che respinge; a quel punto, Bovo arriva scoordinato e si esibisce nel più grottesco degli autogol. 2-0 e risultato che mostra nuovamente il cinismo che la Samp aveva ad inizio campionato.
Nel finale, la Samp potrebbe triplicare il vantaggio: ancora Krsticic recupera il pallone e serve il veloce Icardi in profondità, ma l'ex Barcellona non è preciso. Così come non lo è sulla successiva (e clamorosa) occasione, quando Obiang lo lancia sul filo del fuorigioco; se il movimento è ottimo, il tiro dell'attaccante è flebile e Frey evita il peggio. L'estremo difensore del Genoa si ripete su Munari, che tenta di dribblarlo sull'assist rasoterra di Maresca. Finisce 2-0, ma poteva essere già chiusa; nel calcio, questi errori si pagano.
La Samp lo comprende nella ripresa, quando gli ingressi di Bertolacci e Vargas revitalizzano un Genoa fiacco: Immobile e Borriello continuano a prendere la mira nel tentativo di impensierire Romero, senza però riuscirvi. Anzi è Jankovic a sfiorare il 2-1, con una punizione defilata dai 30 metri che sfiora il palo alla destra del portiere sampdoriano. Neanche l'ingresso di Estigarribia per uno stanco Krsticic revitalizza la Samp, che non riesce ad uscire dalla propria metà campo per una buona mezz'ora.
In questo modo, arriva - inevitabile - il gol del 2-1. Minuto 78: su una respinta da calcio d'angolo, Vargas tenta due volte di centrare la porta avversaria e la palla arriva ad Immobile, che realizza la quarta marcatura del suo campionato. Il Genoa dovrebbe partire all'assalto, ma crea una sola buona occasione: cross di Sampirisi, anticipo di Romero su Borriello e la sfera finisce al limite dell'area, dove Vargas ci prova col destro, concludendo fuori. E' l'ultima emozione targata rossoblu.
Il cambio Maresca-Tissone serve a far respirare l'ex Malaga, ma chiude la partita: all'88', l'argentino parte palla al piede, si fa spazio e serve in profondità Icardi. Stavolta "el puntero" non sbaglia e chiude il derby numero 105 con il 3-1 finale; dopo diversi gol mangiati, arriva la prima rete in Serie A per l'attaccante.
Il finale serve solo a sperimentare l'incredibile sensazione del 4-6-0: Soriano entra per Icardi e fa la punta. Cose dell'altro mondo, ma ci sarà tempo per disperarsi un'altra volta: è vittoria nel derby, dopo due anni.

Cesare Bovo, 29 anni, realizza l'autogol del 2-0: una mazzata per il Grifone.

Romero 6.5 | Puntuale, non sempre preciso, ma c'è. L'argentino conferma i progressi della gara di Palermo e difende bene la porta blucerchiata.
Mustafi 6.5 | Ottima la prova del tedesco. Consigliamo a Ferrara di schierarlo centrale, ovvero nel suo ruolo, sebbene il tedesco si dimostri arcigno quanto basta. Vargas non gli crea poi questi grandi problemi.
Rossini 5.5 | Un passo avanti rispetto alle ultime partite, ma la sicurezza di inizio campionato è andata via: se ha un pallone, non lo imposta più come prima, ma lo butta via. Peccato, perché Rossini ha una buona progressione palla al piede e perderla per la paura di sbagliare è un errore.
Gastaldello 5.5 | Si perde Antonelli nel primo tempo (rischiando poi il rigore) e il tandem Borriello-Immobile riesce a tirare diverse volte. Non esaltante.
Costa 6.5 | Mezzo voto in più solo per il salvataggio ad inizio secondo tempo su Jankovic: vale un gol.
Maresca 6 | Un assist involontario per Poli ed uno bellissimo per Munari, ma il buon Enzo è stanco e si vede. In più, prende un sacco di botte da Kucka.
Obiang 6.5 | Tanti palloni recuperati e la grinta giusta per la stracittadina.
Munari 6 | Ammonito, nervoso, ma dinamico.
Poli 8 | Nettamente il migliore per distacco. Viene fatto giocare da ala quando forse non è neanche una vera mezz'ala, ma un centrocampista centrale; eppure tira fuori una delle sue migliori partite in blucerchiato. Sampirisi era un avversario facile, ma Andrea ci mette del suo, realizzando anche la prima rete con la Samp.
Icardi 7 | Granqvist e Bovo se lo sogneranno la notte. Sotto porta è impreciso e si mangia una rete clamorosa a fine primo tempo, ma i movimenti sono quelli del centravanti di razza. Il gol del 3-1 è il giusto premio ad un'ottima partita.

Estigarribia 5.5 | Apparte una folata che mette in difficoltà Antonelli, la solita partita evanescente.
Tissone 6.5 | Nel finale diventa il perno di centrocampo. La sua lentezza nella gestione del pallone è incredibile, ma trova il tempo di fare l'assist ad Icardi per la rete che chiude il derby.
Soriano s.v. | Entra giusto per confermare che Ferrara è capace a schierare un 4-6-0.

Adesso la classifica si rialza e la Samp esce dal gruppone in cui era entrata nell'ultima settimana. Chiaro che un derby vinto così è esaltante, ma non significa nulla: questo Genoa è un universo parallelo, la squadra peggiore della Serie A e batterlo non vuol dire essere usciti dalla crisi. La partita della prossima settimana con il Bologna, in questo senso, chiarirà meglio quanto si è migliorati. Di certo, il 4-1-4-1 non servirà con gli emiliani, anche loro vittoriosi contro il derelitto Palermo. Godiamoci questa vittoria, però piano con l'entusiasmo; ricordiamoci come nel secondo tempo siamo scomparsi, gol di Icardi a parte. Non vorrei che questa stracittadina diventasse il "colpo di spugna" su tutti gli errori fatti da Ferrara.

Buon esordio nel derby per Mauro Icardi, 19 anni: primo gol in Serie A!

25 luglio 2012

C'era una volta Capitan Futuro.

E' proprio vero che la vita ti cambia in un secondo. Il tempo vola via senza che tu te ne accorga e, se un giorno sei l'idolo di una Gradinata o una giovane speranza, bisogna stare attenti: non ci vuole molto perché tu ti trasformi in un peso da "sbolognare" o un giocatore in ritiro, sì, ma non più necessario alla causa. E' lo strano (e costoso) caso di Andrea Poli: proprio lui, che ha fatto parte dell'ossatura della mediana che ha condotto la Samp al preliminare di Champions di due anni fa è, adesso, un giocatore indesiderato, da vendere a qualunque costo, monetizzando il più possibile. Anche a costo di tenerselo scontento, data la scadenza del suo contratto nel Giugno 2014. Ma come si è arrivati a questo punto? Rivediamoci un po' di storia del talentino del vivaio blucerchiato.



Andrea Poli nasce a Vittorio Veneto il 29 Settembre 1989 e cresce calcisticamente nel vivaio del Treviso, collezionando anche quattro presenze con quella maglia. Tutto ciò accade prima che Marotta e la Samp  comprendano le enormi potenzialità di Poli: a quel punto, la società genovese rileva la metà del cartellino del ragazzo trevigiano per un milione di euro, lasciandolo fino alla fine della stagione 2006/2007 in Veneto. L'estate successiva viene convocato per il raduno sampdoriano, lasciando intravedere buone doti, che convincono Mazzarri e la società a tenerlo per la Primavera blucerchiata. Ma non solo: a Novembre, nella trasferta di Cagliari, Poli esordisce con la Sampdoria in campionato, entrando al posto del capitano Sergio Volpi; una grandissima emozione che lascia sognare molti tifosi, speranzosi di rivederlo in campo con la giusta grinta ed una maggiore esperienza.
Nel frattempo, il ragazzo fa grandi cose in primavera, vincendo con la squadra giovanile sia la Coppa Italia Primavera che il Campionato Primavera, battendo rispettivamente Atalanta ed Inter; Poli segna sia nei quarti di finale contro il Chievo che in finale contro i pari età dell'Inter. Durante l'anno, inoltre, il giocatore viene interamente riscattato dalla Samp nell'ambito dell'operazione che porta lo sfortunato Gionatha Mingozzi a Treviso.
A quel punto, viste le prestazioni ottime in Primavera, si decide di farlo partire in prestito, per testarlo nel calcio professionistico: la meta è il Sassuolo, dove il ragazzo colleziona 32 presenze e 5 marcature, compiendo una grande maturazione e mostrando la capacità di inserirsi puntualmente in zona gol. E' un'ottima stagione per Poli, così buona che l'Under-21 lo convoca per l'Europeo 2009 in Svezia; a fine anno ritorna alla Samp, conscio di potersi giocare il posto con chi occuperà i ruoli della zona mediana.
Il ritiro per la stagione 2009/2010 è sotto la guida di Luigi Delneri, sempre in grado di lanciare giovani talentuosi quando ce ne è bisogno: per Poli, il tecnico di Aquileia non fa eccezione. Dopo le prime cinque partite, in cui il duo mediano nel 4-4-2 è Tissone-Palombo, Delneri cambia idea: contro l'Inter a Marassi, scatta l'ora del giovanissimo Andrea Poli. Gioca accanto a Palombo e la sua partita è ancora adesso un ricordo vivido nella mia memoria: i tifosi sono entusiasti del giovane che si ispira a Gerrard, che si fa rispettare persino dal compagno di Under-21 Mario Balotelli.. da quel momento in poi, il ragazzo veneto non esce più dalla formazione titolare, alternandosi con Tissone nella rotazione di centrocampo. Il suo rendimento è ottimo, gioca con personalità: magari gli manca un po' di cattiveria ed il tiro da lontano, ma può solo migliorare. E figuriamoci come può migliorare con 32 presenze stagionali alle spalle in quella splendida annata, pensando oltretutto che potrebbe disputare la Champions.. si comincia anche a dargli l'appellativo di "Capitan Futuro", in assonanza allo stesso ruolo di Daniele De Rossi nella Roma: come il romanista sarebbe l'erede designato per la fascia di capitano, altrettanto succede per Poli nella Samp.
Ma la Samp - come tutti sappiamo - il preliminare non lo passa e Poli, oltretutto, non gioca neanche la doppia sfida con il Werder Brema, bloccato come è da un infortunio muscolare. Quando rientra, non è più in grado di riconquistarsi stabilmente il posto da titolare, anche a causa di numerosi infortuni; così le presenze stagionali scendono a 26 e la Samp retrocede mestamente in B, con Poli che manifesta comunque la voglia di rimanere.



Tutto cambia qualche mese: nonostante il ritiro di Moena svolto con la Samp e la prima partita ufficiale giocata con la maglia blucerchiata (quella di Coppa Italia contro l'Alessandria), Poli si accasa all'Inter negli ultimi giorni di mercato. L'accordo è chiaro: un milione per il prestito e otto di riscatto a fine anno, se il giocatore riuscirà ad ottenere almeno 15 presenze. A Genova, i tifosi sono arrabbiati e non vedono in Obiang un possibile miglioramento; si sbaglieranno rapidamente. Nel frattempo, il giovane centrocampista non vede campo, sempre a causa di infortuni che lo tengono lontano dal terreno di gioco. Ciò nonostante, Ranieri comincia a manifestare fiducia in lui e a dargli gradualmente minuti quando guarisce dai problemi fisici; a Dicembre esordisce con la maglia nerazzurra e, un mese dopo, segna anche il gol del momentaneo 2-0 contro il Genoa in Coppa Italia.
Con l'esonero di Ranieri e l'arrivo di Palombo e Guarin, ci si chiede come sarà organizzato il centrocampo sotto Andrea Stramaccioni, nominato nuovo tecnico da Moratti. Il tecnico della Primavera nerazzurra vede Poli come un ottimo ricambio per i titolari ed il ragazzo, alla fine, colleziona 20 presenze stagionali, sufficienti per partire con la discussione del riscatto.
Ma i dirigenti nerazzurri, in tempi di crisi e ridimensionamento, non hanno affatto voglia di pagare gli otto milioni pattuiti; prima vengono fatti scendere a sei, per una cifra totale di sette da versare alla società blucerchiata. Poi comincia un gioco delle parti estenuante: l'Inter prova ad inserire nella trattativa più giovani, come Caldirola, Donati e Livaja, sfruttando anche il fatto che il nuovo allenatore della Samp, Ciro Ferrara, ha allenato alcuni di questi come C.T. dell'Under-21. Ma non funziona nulla: Sensibile, giustamente, vuole solo cash come stabilito nell'estate precedente e l'operazione non va buon fine. Da qui in poi comincia un valzer infinito di nomi, per altro non ancora concluso: il giocatore viene accostato anche al Milan, perché pare sia voglioso di rimanere in una grande e a Milano. Poi è la volta del Napoli: Mazzarri lo vorrebbe per completare la mediana con Behrami, Inler e Gargano, ma il giocatore non vuole trasferirsi all'ombra del Vesuvio e così l'operazione (già perfezionata per sei milioni e mezzo di euro) salta. Infine, ultima è stata la Juventus, vogliosa di prendere il giocatore non tanto per tenerlo, quanto per girarlo alla Fiorentina nella mega-operazione che avrebbe dovuto portare Jovetic a Torino. Ma quando la Fiorentina ha ribadito la volontà di incassare solo cash, i cinque milioni e mezzo di euro che sarebbero dovuti servire a pagare il giovane centrocampista sono spariti. E adesso, vista la situazione, il giocatore è arrivato a Bardonecchia per allenarsi, in attesa di sapere cosa gli riserva il futuro.
Personalmente, spero che non resti: il ragazzo mi pare molto determinato nel voler giocare in una big, è un buon giocatore e si vede come tale. Perciò non sembra avere l'intenzione di rimanere, se non costretto dal suo contratto. Ma, nel calcio come nella Samp, i giocatori che rimangono solo perché legati da un contratto, e non dalla voglia, non sono mai serviti a nulla; perciò meglio vendere Poli a chi lo vorrà. Chiaro: se rimanesse (di volontà sua, ma ne dubito), sarebbe il rinforzo che si aspettava per completare la mediana. Ma chi ci crede che accada tutto questo, dopo che è stato accostato ripetutamente a più squadre del nostro campionato? Nessuno. Anche perché le favole te le raccontano da piccola e la storia di Capitan Futuro sembra passata da un po'.


16 luglio 2012

RicominciAre.

Varese, minuto 45 del secondo tempo: Andrea Rispoli scende la fascia dopo una partita stancante, serve Nicola Pozzi solo in area ed il numero nove blucerchiato mette dentro il gol che vale la promozione. C'eravamo lasciati così quel 9 Giugno 2012, festanti e contenti in tutta Italia, sopratutto a Genova, dove si scatenava la festa dopo un anno e mezzo terribile. Finalmente un momento di festa. Ieri, il 15 Luglio 2012, la squadra è partita per il ritiro di Bardonecchia, nuova sede per la preparazione pre-campionato dei blucerchiati, causa l'abbandono di Moena dopo 10 anni, ora sede degli allenamenti della Fiorentina.
E' tempo di ritiro, di sogni e di congetture sull'anno che verrà. E non ho certo voglia di tirarmi indietro: dopo un anno di purgatorio, come ha detto anche Ferrara in conferenza stampa, l'obiettivo è la cosiddetta "salvezza tranquilla", costruita con un buon gioco e da ottenere ben prima della fine del campionato. Lo stesso obiettivo che hanno ammesso il vice-presidente Edoardo Garrone ed il diesse Pasquale Sensibile, sebbene entrambi vogliano colorarlo con acquisti che possano anche lasciare spazio a qualche sogno.
In questo senso, Maxi Lopez è stato il primo tassello. Ma analizziamo le situazioni ruolo per ruolo, vedendo anche cosa ne sarà di coloro che non sono stati convocati per il ritiro piemontese.

Pasquale Sensibile, 40 anni, accoglie Ciro Ferrara, 45, al ritrovo della Samp.


DIFESA - In porta la gerarchia è chiara: Romero titolare e Da Costa a fare la riserva, stavolta con molto meno spazio, dato che gli impegni internazionali coincideranno con le pause della Serie A. Per il ruolo di terzo portiere, c'è ancora mistero: affidarsi ad un veterano o puntare su un giovane della primavera? Non sappiamo ancora nulla in questo senso. Fiorillo andrà in prestito a Modena, Tozzo è già a Portogruaro con la stessa formula e Padelli è ufficialmente sul mercato. Piccola nota a margine: attenti a Wladimiro Falcone, portiere classe '95 che quest'anno ha vinto il campionato nazionale degli Allievi con la maglia blucerchiata. Potremmo avere il futuro in casa..
In difesa, Ferrara ha reso chiaro che la difesa a quattro sarà un punto fisso nelle variazioni tattiche potrà considerare. I centrali titolari sembrano essere confermati: capitan Gastaldello e Rossini hanno fatto un ottimo lavoro e sono convinto possano ripetersi. Il problema, semmai, è capire se si potrà accostare ai due un altro elemento di esperienza, in modo da far crescere ulteriormente lo svizzero: mi sarebbe piaciuto molto Gamberini, ma pare sia sulla strada per Napoli. Sul quarto difensore nasce l'equivoco tattico: Costa come centrale o terzino sinistro? Spero nella prima ipotesi, dato che l'ex Reggina non mi ha convinto per niente come terzino sinistro nel 4-4-2 di Iachini. Se così fosse, il pacchetto sarebbe formato dai tre sopracitati più un altro elemento da cercare; per Volta, invece, la partenza pare scontata. Personalmente ritengo il ragazzo ancora da tenere, prestandolo o cedendolo, al massimo, in comproprietà. Si parlava di un suo trasferimento a Brescia, non se ne è fatto più nulla: vedremo. Per Mustafi e Blondett l'ipotesi prestito pare quella più giusta.
A destra si stanno riducendo gli interrogativi: Lorenzo De Silvestri è vicinissimo. Il suo trasferimento dalla Fiorentina è avvenuto in un lampo, con un'offerta definita "irrinunciabile" dalla stessa società gigliata e quindi la voragine che c'è sulla destra del reparto difensivo da diversi anni è finalmente riempita. I vari Zauri, Cacciatore, Rispoli, Padalino e Berardi si sono dimostrati inadatti, per un motivo o per un altro, a ricoprire tale ruolo; De Silvestri non mi convince, da quando è alla Fiorentina ha giocato poco e male. Certo, si può attribuire lo scarso rendimento alla poca forma della Viola, ma non mi pare dotato di questa grande tecnica. Proviamo a fidarci.
Il suo vice pare già scelto: è Gaetano Berardi, arrivato dal Brescia con una costosa operazione a Gennaio. Il ragazzo svizzero non ha mai convinto, se non nelle prime partite, ed è anzi stato relegato in panchina; difficile darlo via adesso con i milioni di euro appena spesi su di lui nell'ultimo mercato invernale. Meglio tenerlo e sperare che si rivaluti in una qualche maniera.
A sinistra rimangono grossi interrogativi: come detto sopra, bisogna capire se Costa è considerato un centrale o un terzino sinistro. Nell'ipotesi che la seconda scelta fosse possibile, sarebbero in tre in quel settore: Costa, Castellini (riscattato dal Parma) e Laczko. Mi auguro, invece, che venga comprato un terzino sinistro. Costa centrale rende meglio; Castellini ha dimostrato di essere inadeguato in B, diventa difficile che possa esser utile in A; Laczko, invece, va benissimo come riserva, dato che l'anno scorso è stato sempre presente quando chiamato in causa. Non si sono fatti nomi in sede di mercato riguardanti questo settore del campo, si aspettano tempi migliori: speriamo in uno sguardo all'estero.

Daniele Gastaldello, 29 anni: sarà il leader ed il capitano blucerchiato.


CENTROCAMPO - Anche qui Ferrara ha messo i puntini sulle "i": come la difesa a quattro, anche il centrocampo a tre sarà una certezza. Probabile che vi sia un perno e due mezzali ad accompagnare l'azione ed a correre per il regista di centrocampo. Se c'è una certezza nella confusione in mezzo al campo, è Pedro Obiang: lanciato coraggiosamente da Atzori l'anno passato, confermato da Iachini, il ragazzo ha fatto passi da gigante. Li ha fatti così grandi da lasciar fuori Palombo e costringerlo al trasferimento per trovare un po' di tempo per giocare; insomma, ha solo margini di crescita e ricorda tantissimo il giovane Patrick Vieira che si vide al Milan per qualche tempo. Vale la pena farlo giocare: ha solo 20 anni e potrebbe rilanciare la Samp ad alti livelli.
E' importante, al tempo stesso, che vi sia una chioccia dietro di lui: Fernando Tissone, di ritorno dal prestito a Maiorca, sembra adattissimo al ruolo. All'argentino è stata sempre imputata una certa discontinuità, ma è un buon giocatore: quando è in giornata, il "Tisso" ti gira la partita (vedi Roma-Sampdoria 1-2). Se gli andrà bene, potrebbe essere l'alternativa perfetta ad Obiang.
Passando alle mezzali, la confusione aumenta: vi sono già 4 giocatori pronti per i due posti in mezzo al campo, ovvero Renan, Munari, Soriano e Kristicic. Parlo praticamente del centrocampo che ci ha consentito la rimonta per i play-off. Se Renan e Munari rimarranno sicuramente in organico, diverso è il discorso per i due ragazzi, per i quali bisognerà aspettare la valutazione di Ferrara in ritiro. La mia sensazione è che Soriano potrebbe rimanere, dato che l'ex Juventus ci ha già lavorato da C.T. dell'Under 21 italiana, mentre per Kristicic il prestito sembra la soluzione migliore: dopo tutti i guai fisici passati, ha sicuramente bisogno di giocare ed in B potrebbe giocare in qualunque piazza, data la sua bravura e la sua versatilità nel poter giocare da regista, mezzala o trequartista.
Sugli arrivi, si attende di sfoltire chi è di troppo: una volta che partiranno i vari Poli, Palombo, Sammarco e Signori, si penserà ad aggiungere qualcuno. I nomi di Marco Rigoni del Novara e Giulio Migliaccio del Palermo sono entrambi ottimi: personalmente, preferirei il 32enne trequartista piemontese, dato che la sua ultima stagione è stata impressionante. Basta dare un'occhiata ai numeri: 6.27 di media voto, 11 gol e 4 assist. Inoltre, è in grado di giocare da mezzala sinistra e sarebbe un ottimo innesto. Su Migliaccio, parla la sua storia in Serie A e la capacità di recuperare palloni in maniera instancabile. 
Per quanto riguarda gli altri due centrocampisti aggregati in ritiro, Gentzoglou e Sampietro, il prestito pare la soluzione più giusta. Sopratutto per il greco, che non ha ancora visto il campo.


Pedro Obiang, 19 anni: potrebbe essere l'anno della consacrazione per lui.



ATTACCO - Qui il nuovo allenatore della Sampdoria è stato più elastico: si varierà a seconda delle necessità e dell'avversario che si avrà di fronte. I due punti fermi potrebbero essere la seconda punta ed il centravanti, variando poi tra un esterno d'attacco ed un trequartista. Riguardo il centravanti, ci sono già due posti occupati: Maxi Lopez è arrivato per fare il titolare, visto il costo dell'operazione. C'è anche Nicola Pozzi, eroe della promozione, che dovrebbe giocarsi il posto per l'ennesima volta: vedremo se rimarrà nonostante ciò o (anche giustamente) cercherà un'altra destinazione per fare il titolare in Serie A. Se partisse Pozzi, non disdegnerei un Icardi a fare da vice-Maxi: il problema è che in Italia non accadrà mai una cosa del genere ed il prestito in B è la destinazione più probabile per l'ex Barcellona. Riguardo la seconda punta, Eder è confermatissimo, considerato anche il riscatto avvenuto dall'Empoli; manca un suo vice, vista la situazione di Bertani, non convocato neanche per il ritiro. Qui bisogna spendere, dato che Eder ha già avuto due esperienze in Serie A, sostanzialmente fallimentari, con le maglie di Brescia e Cesena. 8 gol in 55 partite sono poca, pochissima roba, mi aspetto ben altro; in caso di fallimento del brasiliano, serve qualcuno in grado di sostituirlo, ma anche qui si sono fatti pochi nomi. C'è stata la suggestione Cassano, ma Edoardo Garrone ha parlato di impossibilità almeno per quest'anno: se ne riparlerà più avanti.
Infine il terzo elemento d'attacco: trequartista o esterno? Nel primo caso, avremmo un 4-3-1-2 e la possibilità per Juan Antonio di giocare. Il giovane argentino, classe 1988, ha convinto poco l'anno scorso, nel quale è stato molto discontinuo, seppur abbia mostrato che le doti ci sono. La paura è che venga fagocitato in Serie A, vedremo come sarà gestito: del resto, prestarlo dopo averlo pagato 3 milioni a Gennaio pare un'operazione poco saggia. Nel secondo caso, l'esterno c'era ed era Jonathan Biabiany, ma il Parma lo ha riscattato dopo un'ottima stagione, comprandone la metà. Vedremo se anche qui la Samp punterà sull'estero e come lo farà.
Anche per Corazza, arrivato dal Portogruaro, il prestito pare la strada più semplice.


Nicola Pozzi, 26 anni: da eroe della B a riserva in A?



GLI EPURATI - Qui arrivano le note dolenti: in un mercato dove non girano soldi, è difficile piazzare i giocatori in esubero. Sono dodici i giocatori non convocati per il ritiro di Bardonecchia ed i casi sono di diversa entità.
Fornaroli ha rescisso consensualmente alla Samp il suo contratto, che lo legava alla società blucerchiata fino alla prossima estate; Sammarco (a titolo definitivo) e Signori (in comproprietà) sono in partenza; Semioli e Padalino sono fuori da ogni progetto tecnico e dispiace sopratutto per il numero 77, che è stato sempre utile quando è stato sano fisicamente, mentre pochi sono i rimpianti per lo svizzero. Bertani, come detto sopra, sarà probabilmente lasciato libero per la vicenda del calcio-scommesse. Maccarone è sicuramente dato come in partenza, visto che alla Samp non c'è né lo spazio, né la volontà di tenerlo. Piovaccari è vicinissimo al trasferimento a Novara, mentre Foti cerca una squadra che lo faccia giocare in B, visti i suoi 24 anni e la voglia di capire se è un eterno incompiuto o semplicemente un ragazzo che necessitava di minutaggio per esplodere.
Infine, i due casi più spinosi: il primo è quello di Angelo Palombo. L'ex capitano è stato messo alla porta già nella conferenza stampa che ha presentato Ferrara, per volontà dello stesso nuovo allenatore della Samp e del vice-presidente Edoardo Garrone: troppo pesante il suo ingaggio (1.5 milioni di euro l'anno). Inoltre, la Samp vuole ripartire da una squadra più fresca, che sia giovane e non si porti dietro troppe scorie dell'ultima stagione in A, coincisa con la retrocessione. Il secondo caso è quello di Andrea Poli: il ragazzo era partito, la scorsa estate, per andare all'Inter. Un milione per il prestito, otto per il riscatto a favore dei nerazzurri se il giocatore avesse varcato la soglia delle 20 presenze stagionali; sottotono durante il periodo di Ranieri, Poli ha cominciato a giocare una volta ripresosi dall'infortunio che lo ha tormentato per tutta la fine del 2011. Con l'arrivo di Stramaccioni poi, l'ex Treviso è diventato un punto di fisso dei nerazzurri. E' arrivato lo sconto a sei milioni per il riscatto, ma l'Inter non voleva pagare in cash, ma attraverso contropartite (Donati, Caldirola, Livaja), e così l'affare è saltato. Ora, sulle tracce del ragazzo prodigio, ci sono Milan e Napoli. Vedremo: se son rose, fioriranno. Una cosa è certa: il ragazzo non resterà a Genova, perché - secondo precise parole di Edoardo Garrone - "non è da Sampdoria".


Andrea Poli, 22 anni, e Angelo Palombo, 31: entrambi destinati a lasciare Genova.



E adesso, sotto con il ritiro. Era prevista una tournée inglese, con due amichevoli contro Wigan e Swansea, ma sono state cancellate e così l'impegno più importante del pre-campionato rimane la trasferta al Camp Nou di Barcellona il 20 di Agosto: sarà un appuntamento imperdibile. Alcuni si rifiutano di fare da "carne da macello" per il Barca dei campioni, lo stesso che ci ha battuto in una finale di Coppa della Coppe (1989) ed in una di Coppa dei Campioni (1992), ma sarà comunque un grande spettacolo. Alcune date da segnare in rosso sul calendario: il 31 Luglio ci sarà la formazione dei calendari, il 26 Agosto torneremo a calcare il palcoscenico che ci appartiene. Ricordando Varese e quello sguardo incredulo di Pozzi.