Visualizzazione post con etichetta bologna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bologna. Mostra tutti i post

26 novembre 2017

Normalizzarsi.

Dovevamo normalizzarci? Eccola qui, la batosta. Un 3-0 senza storie né recriminazioni in quel di Bologna, un 3-0 che fa male anche per il semplice motivo di esser stati per un tempo con un uomo in più. La Sampdoria torna rapidamente sulla terra, ricordandoci come questa squadra è pur sempre giovane e bisognosa di apprendere sempre di più.


La Samp si presenta a Bologna forte della vittoria sulla Juventus e desiderosa di spezzare il tabù Bologna, dove non vince da più di un decennio. Per farlo, Giampaolo deve rinunciare agli infortunati Linetty e Praet, proponendo così Verre dal 1'. Il Bologna si regge sul nuovo 4-3-1-2, lo stesso che ha permesso di ribaltare la gara di Verona contro l'Hellas.
Pronti, via e la Samp è subito in svantaggio: la manovra bolognese porta la palla in area, con Destro che calcia. Viviano è bravo a respingere, ma Strinic si addormenta del tutto, di fatto spalancando lo specchio della porta a Verdi, che non ha bisogno di incoraggiamenti per metter dentro l'1-0. Sono passati solo tre minuti e il Doria è già sotto.
Mentre Donsah cerca una timide conclusione, il peggio si materializza al 7': si fa male Strinic, dentro Murru al suo posto. Torreira pesca bene al 10' Zapata, con un lancio millimetrico sul quale però il colombiano non trova né lo stop, né la conclusione. Ci prova Pulgar al 15', ma Viviano para in due tempi il destro su schema da corner.
La Samp capitola al 22': su corner di Verdi, Mbaye stacca con un terzo tempo cestistico e sovrasta Zapata, infilando il 2-0 senza pietà. Nell'occasione, la colpa sembra ricadere su Verre, che segue malamente il terzino avversario e lo lascia poi saltare da solo. La Samp non riesce a creare più nulla, ma c'è una fiammella di speranza.
Già ammonito pochi secondi prima, Torosidis si becca un secondo giallo (forse discutibile: Zapata sembra inciampare oltre a esser trattenuto) e lascia il Bologna in 10. La ripresa sembra l'occasione giusta per ribaltare la gara, inserendo Caprari al posto dell'evanescente Ramírez. Anche Donadoni si copre, togliendo Destro e inserendo Masina in difesa.
Il secondo tempo, in realtà, è una grossa delusione: nonostante la superiorità numerica, la Samp non riesce a creare grosse occasioni. Torreira testa Mirante dalla distanza, ma il tiro è centrale; lo stesso accade con il neo-entrato Álvarez, fino al salvataggio del portiere rossoblu sul colpo di testa di Silvestre. La chiusura del match, però, è dietro l'angolo.
Su corner battuto corto, Álvarez gestisce malissimo il pallone: la Samp è scoperta e perde palla, lasciando metri su metri a un corridore come Donsah. Il ghanese ha grande passo e la fortuna di vincere un contrasto. A quest'errore, si aggiunge quello di Murru, che fa male il fuorigioco e lascia in linea Okwonkwo, servito per un facile 3-0 (e per il terzo gol in sei presenze in campionato: grandi numeri).
Da lì, la Samp ha un vagito immediato, con il palo colto da Verre su tiro dai 20 metri e la conseguente sfortuna di Caprari, che incoccia una buona conclusione sulla respinta, ma trova la respinta di Mirante in corner. Il Bologna si chiude saggiamente nella propria metà campo e conquista la seconda vittoria consecutiva; per il Doria, invece, c'è da riflettere.

«Dobbiamo fare tesoro degli errori». Sì, anche perché due delle tre sconfitte in campionato sono arrivate a Bologna e Udine.

Viviano 5.5; Bereszynski 5.5 (dal 20' s.t. Álvarez 5), Silvestre 6, Ferrari 5.5, Strinic 5 (dal 7' p.t. Murru 5); Verre 5.5, Torreira 6, Barreto 5; Ramírez 5 (dal 1' s.t. Caprari 6); Quagliarella 5, Zapata 5.5.

La fatal Bologna rimane tale: l'ultima vittoria della Sampdoria al "Dall'Ara" risale al novembre 2003, ai tempi del primo anno in A con Novellino. Insomma, malissimo: una di quelle trasferte maledette per il Doria, come Napoli o fino a qualche anno fa Bergamo. Bisognerà ripartire subito dalla prossima gara, ma prima o poi a Bologna bisognerà vincere...
Già, l'Emilia. Due delle tre sconfitte della Samp in questo campionato sono arrivate su campi inaspettati e in maniera pesante: al 3-0 subito a Bologna, bisogna aggiungere il 4-0 incassato sul campo dell'Udinese. Un peccato, perché a queste si deve aggiungere solamente lo stop contro l'Inter a "San Siro" e sono sconfitte inusuali per l'attuale rendimento blucerchiato.
Una riflessione va fatta anche su due-tre elementi. Sembra chiaro ormai come Barreto non sia più tagliato per fare il titolare, specie in gare - come quella di ieri - in cui bisogna imporre il proprio gioco con il palleggio. Verre è stato contrastante nella sua prestazione, mentre Murru ha fatto capire perché siede in panchina invece di esser in campo (lo scambio per Cigarini e soldi sta gridando vendetta).
E ora? C'è la Lazio, con un calendario che sarà contrastante. Bisognerà sfidare Lazio, Napoli e recuperare la gara contro la Roma, ma il resto delle gare da qui alla sosta del 6 gennaio proporranno anche le trasferte contro Cagliari, Spal e Benevento, oltre alla sfida interna contro il Sassuolo. C'è lo spazio per chiudere a quota 30 prima della sosta, con la speranza che queste batoste non incidano troppo.


01 febbraio 2016

Quant'è dura la salita?

Una volta Gianni Morandi cantava: «Uno su mille ce la fa, ma quant'è dura la salita...». E a Bologna, squadra tifata dal cantante di Monghidoro, la salita appare ancora una volta dura, stavolta anche ingiusta. Il 3-2 in favore del Bologna sa di amarezza ed è l'ennesima constatazione che non sarà un 2016 facile per la Samp.

Marios Oikonomou, 23 anni, sfida Luis Muriel, 24: meglio il greco.

La Samp si presenta a Bologna con la speranza di tornare a vincere dopo tre sconfitte consecutive. Montella punta sul 4-2-3-1 con Ivan a destra dietro le punte e Muriel nuovamente titolare. La linea difensiva è per tre-quarti nuova, con Dodò, Ranocchia e Sala dall'inizio. Il Bologna si schiera con il consueto 4-3-3 visto sotto la gestione Donadoni.
La Samp del primo tempo non esiste: tre svirgolate - una di Correa e due di Muriel - non dicono abbastanza sulla pochezza della prima frazione da parte degli ospiti. E se c'è un'assenza di pericolosità offensiva, anche in difesa non va meglio: al 6' Destro coglie il palo di testa, lasciato solo da Dodò su corner.
Al 12', il Bologna è già in vantaggio: Diawara punta Dodò, che praticamente si sposta dalla traiettoria della corsa dell'avversario. Il guineano mette in mezzo un tiro-cross sul quale Mounier anticipa un dormiente Moisander e batte Viviano. Diawara ci riprova qualche minuto più tardi, ma stavolta il suo tiro è centrale e Viviano riesce a parare in due tempi.
Se davanti non succede nulla, dietro è il finimondo: Ranocchia sbaglia in fase d'impostazione al 22' e serve Donsah al limite dell'area. Il ghanese controlla bene e scaglia un bel destro all'angolo: Viviano è impallato da Fernando e Moisander e il 2-0 è servito. Un disastro la difesa doriana, che rischia di regalare il 3-0 appena qualche minuto più tardi.
Su schema da punizione, Destro scatta in punizione regolare e coglie di sorpresa i centrali doriani: per fortuna, il numero 10 rossoblu tocca di mano e il gol viene invalidato, ma è l'ennesima dimostrazione di come stanno andando le cose in casa Samp. Al riposo, c'è uno scoramento generale mitigato solo dal fatto che dietro vanno più lenti di noi.
L'uscita di Barreto per Silvestre nell'intervallo consente il passaggio al 3-4-2-1 o 3-5-1-1, con Dodò e Sala esterni a tutto campo. Il Bologna sfiora il 3-0 subito, con Destro che impegna Viviano alla respinta. Ma è solo uno dei due tiri scagliati dai rossoblu nell'intera ripresa, con Donadoni che sembra più puntare alla gestione del risultato (lo conferma il cambio Mounier-Brighi al 65').
La Samp ha una sfuriata di dieci minuti che produce tre occasioni. Prima Soriano viene bloccato sul più bello da Masina, ma al 53' Muriel accorcia le distanze: il colombiano in area sbilancia Gastaldello e batte Mirante con un bel destro. Al 56' c'è un altro contropiede favorevole (gestito male), ma il destro di Muriel viene respinto da Mirante.
Da lì, la partita si stabilizza in un grosso nulla. Tra l'ultima occasione blucerchiata e quella successiva, ci sono 25' di sostituzioni gialli e due conclusioni di Fernando da rivedere. Fortuna che all'80' arriva il pari di Correa: su cross rasoterra di Dodò, l'argentino anticipa Masina ma trova Mirante. La respinta è su suoi piedi e l'ex Estudiantes segna il terzo gol consecutivo in A.
Peccato che la beffa è dietro l'angolo: su corner, il colpo di testa di Destro viene contrastato in maniera scomposta da Alvarez. Fabbri indica il dischetto per un rigore francamente eccessivo. Dagli undici metri Destro trasforma ed è 3-2. Fernando ha una punizione favorevole nel finale, ma non la sfrutta a dovere.

Mattia Destro, 24 anni, esulta dopo il gol del definitivo 3-2.

Viviano 5.5; Sala 5, Moisander 4.5, Ranocchia 4, Dodò 5 (dal 39' s.t. Coda s.v.); Barreto 4 (dal 1' s.t. Silvestre 6), Fernando 4.5; Ivan 5.5, Soriano 5.5 (dal 30' s.t. Alvarez 4.5), Correa 6; Muriel 5.5 - già pubblicate su SampNews24

La partita racconta i soliti problemi della Samp: un tempo buttato, tante disattenzioni difensive (due sono costate il doppio vantaggio rossoblu) e una generale mollezza che sta trascinando i blucerchiati a giocarsi la permanenza nella massima serie. Problemi ormai di lunga data, che non si stanno risolvendo neanche con il cambio d'allenatore.
La zona retrocessione per ora è distante quattro punti, con il Carpi che ha portato a casa il pari contro il Palermo nella partita di sabato pomeriggio. Il Frosinone continua a non vincere, mentre l'Hellas colleziona pareggi, ma è lontanissimo. Solo Genoa e Udinese al momento sembrano al palo, mentre la Samp è alla settima sconfitta nelle ultime dieci gare.
Dei tanti errori commessi, le disattenzioni difensive sono quelle che fanno più male. E fanno male perché sono sistematiche e continuano ad arrivare da settembre. Se potessi (e probabilmente lo farò a fine anno) fare un articolo sulle leggerezze della retroguardia blucerchiata in quest'anno, verrebbe fuori un elenco interminabile.
Ciò non toglie che questa gara avrebbe portato un punto guadagnato con tenacia se non fosse stato per la fiscalità dell'arbitro Fabbri. Conosciuto per l'esser un sergente con il pugno di ferro, il direttore di gara ha fischiato un rigore eccessivo, sebbene Alvarez compia la leggerezza di saltare scomposto in area: mai fare così.
Ora la Samp si trova a un bivio. Febbraio sarà un mese DECISIVO per capire quale sarà l'obiettivo dei blucerchiati: mercoledì c'è il Torino, che appare in difficoltà, ma le vere gare-verità arriveranno dopo. Il 13 contro l'Atalanta, il 28 contro il Frosinone e poi l'Hellas in trasferta. A inizio marzo, avremo finalmente capito quant'è dura la salita.

Vincenzo Montella, 41 anni, alla settima sconfitta sulla panchina della Samp.

15 settembre 2015

Gli intoccabili.

Forse aveva ragione qualcuno. Io lo pensavo solo di uno dei due, ma forse entrambi sono intoccabili. Sono Éder e Roberto Soriano a completare l'uno-due con il quale la Samp liquida il Bologna. Un 2-0 secco, seppur arrivato dopo la superiorità numerica. Eppure ora si sogna: sette punti dopo tre partite, uno scenario che nessuno avrebbe immaginato.

David Ivan, 20 anni, alla seconda (buona) prova in Serie A.

La Samp si riprensenta al "Ferraris" forte dei quattro punti nelle prime due giornate: Zenga schiera un Cassani affaticato, ma il tecnico non vuole rinunciare al numero 5 blucerchiato. Ritornato dalla squalifica, Ivan è di nuovo titolare: per il resto tutto confermato. Tanti i volti nuovi del Bologna, schierato da Delio Rossi con un 4-2-3-1. Destro davanti, ma nessuno dei recenti ex è in campo.
Il primo tempo è un festival dello sbadiglio. La Samp fa persino fatica a tirare in porta, visto che i due attaccanti svariano molto sulla trequarti e non riescono ad arrivare vicino alla porta. Neanche gli ospiti brillano, ma almeno tirano nello specchio avversario: Brienza al 9' coglie una clamorosa traversa su calcio piazzato, facendo tremare i supporters di casa.
Il brivido successivo è direttamente a fine primo tempo, quando Donsah - dopo uno scambio con un compagno - spara un gran destro, forte ma centrale per Viviano. Un paio di gialli, ma sopratutto tanta, tanta noia. Uno scenario che non sembra cambiare neanche all'inizio della ripresa, quando solo Éder costringe Mirante a una grande parata.
Poi l'episodio che sblocca la gara al 62': con Soriano in ripartenza (non pericolosa), Rizzo commette un fallo stupido che gli costa il secondo giallo e l'espulsione. L'ingenuità dell'ex ragazzo di casa Samp  - applaudito a scena aperta e subentrato a Giaccherini nel primo tempo - permette ai padroni di casa di dominare. Non per nulla, Zenga toglie il volenteroso Ivan e inserisce Correa.
I primi frutti si vedono al 72', quando Muriel raccoglie una respinta della difesa avversaria e parte in velocità. Con un numero incredibile fa fuori Maietta, ma davanti a Mirante riesce a non centrare la porta. La disperazione è dietro l'angolo, ma la Samp è fortunata ad avere l'uomo in più. Che non è dato dalla superiorità numerica, ma si chiama Citadin.
Infatti, è Éder a sbloccare la gara al minuto 75: Muriel va ancora in progressione e trova un filtrante per l'italo-brasiliano, che entra in area da solo e spiazza Mirante per l'1-0. Gioia immensa per lui, al quinto gol in campionato. Sembra fatta, ma il divertimento non è finito qui. Quattro minuti dopo è Soriano a trovare il raddoppio con un bolide dalla distanza.
Tutti si affrettano a lustrargli lo scarpino, ma è il sorriso del capitano blucerchiato a colpire. Lui ed Éder sono felici di esser rimasti, lo si può vedere. Da lì in poi, la Samp gestisce il risultato e fa respirare a Rodriguez l'aria del "Ferraris". Brienza prova a battere Viviano, ma il portiere doriano mantiene imbattuta la sua porta per la prima volta in campionato.

Pedro Pereira, 18 anni, alla prima apparizione con la Samp.

Viviano 6.5; Cassani s.v. (dal 20' p.t. P. Pereira 6), Silvestre 6.5, Moisander 6, Regini 6; Ivan 6 (dal 19' s.t. Correa 6.5), Fernando 6, Barreto 6.5; Soriano 7; Éder 7, Muriel 5.5 (dal 36' s.t. A. Rodriguez s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Forse quest'esito era inaspettato perché nella nostra mente c'è ancora la pessima prova di Torino di quella serata di fine luglio. Personalmente, è una prova che non cancellerò per tutto l'anno. E per altro, finché le squadre sono state in parità numerica, la Samp ha fatto una gran fatica contro un Bologna abbastanza timido.
Questo perché le mezzali hanno fatto un buon lavoro di interdizione, ma si sono mosse poco in avanti. Se a questo aggiungiamo la mancanza di un riferimento d'area e i continui movimenti di Éder e Muriel, a un certo punto potevi scorgere Soriano in posizione di punta centrale. E lì ti veniva da piangere.
La fortuna ha voluto che Rizzo commettesse un'ingenuità sul secondo giallo e consegnasse la gara alla Samp. Con la superiorità numerica, si è visto che la Samp aveva le possibilità per vincere la partita. In particolare, l'entrata di Correa è stata incoraggiante: non ha ancora il ritmo partita, ma i numeri ci sono tutti.
Ora c'è da pensare al Torino, una trasferta storicamente difficile per la Samp. I granata sono partiti bene e sono - a mio parere - la squadra che ha fatto il salto di qualità più grande quest'estate. Si è visto anche nelle prime tre partite, dove hanno rimontato tre volte lo svantaggio. Non sarà facile, ma con gli "intoccabili" nulla ci è precluso.

Éder, 28 anni, al quinto gol in questo campionato.

27 gennaio 2014

Un brutto spettacolo.

A volte, il calcio non è sempre bellezza. E' uno sport maschio, nel quale giocare di fioretto non è sempre necessario; ci sono tempi in cui la sciabola è molto più efficace. Ciò nonostante, non è bastato giocare concretamente alla Samp per portare a casa i tre punti contro il Bologna dello squalificato Ballardini: un rigore (netto) concesso agli ospiti nel finale ha consentito ai rossoblu di strappare un punto immeritato. Guardando la gara, non ha perso solo la Samp, ma in generale il gioco del calcio.

Sinisa Mihajlovic, 44 anni, il più deluso per la mancata vittoria di ieri.

I blucerchiati, reduci dalla buona prova a Torino contro la Juventus, vogliono trovare a tutti i costi la vittoria in quello che è uno scontro salvezza a tutti gli effetti. Rientrano dalla squalifica Krsticic e Soriano, subito rimessi in campo da Mihajlovic dietro a Eder; inoltre, con Regini squalificato, ecco Costa dal 1'. In casa Bologna, dopo la scottante caso di mercato che lo ha coinvolto, Diamanti non va in Cina e si ritrova nuovamente a capitanare gli emiliani al Ferraris. Confermato il 3-5-1-1 che ha portato i felsinei a centrare un clamoroso pareggio contro il Napoli. Il primo tempo dovrebbe essere arrembante, ma la verità è che la squadre sono timorose e sopratutto incapaci di farsi alcun male: i primi 45' sono uno spot CONTRO il calcio, in cui le due compagini non riescono a costruire nessuna occasione veramente degna di nota. Ci sarebbe qualche dubbio arbitrale sull'intervento di Morleo su Eder lanciato a rete, ma il fischietto di Torre Annunziata non segnala nulla e si prosegue. Da parte blucerchiata, solo Soriano ed Eder tentano qualcosa nelle vicinanze dell'area rossoblu, mentre gli ospiti trovano il miglior pericolo quando una discesa di Garics e il conseguente cross basso costringono Gastaldello a un ottimo intervento su Bianchi.
Conclusi i primi (orrendi) 45', la ripresa è sempre imprecisa dal puno di vista tecnico, ma almeno mostra più vitalità. La prima grandissima occasione arriva al 57', quando Soriano sfrutta una sponda aerea di De Silvestri e s'inserisce bene in area: l'uscita di Curci è precisa ed evita il vantaggio dei padroni di casa. Tuttavia, è il preludio al gol: Krsticic apre bene in profondità per Eder, il brasiliano viaggia sino alla linea di fondo e mette in mezzo, dove c'è Gabbiadini che deve solo concludere a porta spalancata. 1-0 meritato, sebbene la Samp non abbia fatto vedere moltissimo; in ogni caso, è l'unica squadra in campo. Il Bologna, dal canto suo, inserisce Acquafresca e passa al 4-3-1-2 per tentare la rimonta. I rossoblu, però, non sembrano esser in grado di raggiungere il pareggio: i vari tentativi dalla distanza di Perez, Acquafresca e Moscardelli sono troppo centrali per impensierire Da Costa.
Anzi, è la Samp a sfiorare il raddoppio un paio di volte con Eder, molto in vena. Purtroppo, il disastro è dietro l'angolo: Renan scivola a centrocampo e parte un contropiede per il Bologna. Gestibile in ogni caso, visto che Mustafi, Costa e Palombo circondano Christodoulopoulos in fuga con il pallone. Il greco entra in area e trova il contatto di un ingenuo Costa: calcio di rigore sacrosanto e giallo per il difensore del Doria. Una beffa abnorme, concretizzata poi dalla trasformazione di Diamanti: doveva andare in Cina, invece il suo sinistro regala il pareggio al 90' per gli ospiti. La rabbia è tanta e i minuti di recupero non cambiano il risultato finale: l'1-1 fa tanto male, specie perché l'avversario rossoblu è sembrato spuntato e senza alcuna capacità di creare problemi alla Samp di Mihajlovic.

Alessandro Diamanti, 30 anni, ha realizzato l'1-1 su rigore nel finale.

Da Costa 6 - Ha avuto poco da fare: solo conclusioni centrali dalla distanza. Sul rigore di Diamanti non ci si aspettava miracoli.
De Silvestri 6.5 - Decisamente uno dei migliori, tanta spinta e pericoli creati dalle sue iniziative.
Gastaldello 7 - Buonissima la gara del capitano blucerchiato, che ha ben imbrigliato Bianchi.
Mustafi 6.5 - Meno brillante di Gastaldello, ma sempre attento e risolutivo.
Costa 5 - Spiace bocciarlo così, perché fino all'episodio del rigore non era dispiaciuto. Tuttavia, non è possibile commettere certe ingenuità al 90' di una partita decisiva per i destini della Samp.
Obiang 6 - Tanta sostanza nel duello con Pazienza.
Palombo 6.5 - Perez è più esperto di lui, ma l'Angelo blucerchiato lo doma a dovere.
Gabbiadini 6.5 - Continua la pratica del prendere la palla, giocarla per forza col sinistro e cercare il tiro da posizioni impossibili. Tuttavia, il sesto gol in campionato - nonché l'ottavo in stagione - è a referto e perciò siamo contenti così.
Krsticic 6 - Molto ispirato nell'azione che porta al gol di Gabbiadini, ma è un lampo nella notte. Specie nel primo tempo fa tanta fatica.
Soriano 6.5 - Dopo l'ingenuità commessa contro l'Udinese, torna più utile che mai. Peccato per il gol sprecato davanti a Curci.
Eder 6.5 - Pimpante come solito, Natali e Antonsson non riescono a tenerlo. Regala l'assist a Gabbiadini per l'1-0.

Renan 5.5 - Entra in campo e commette un paio di ingenuità evitabili. Il campo lo tradisce nell'azione che porta al rigore a favore del Bologna.
Sansone s.v. - Il suo ingresso arriva troppo tardi per fare una qualche differenza.

Nonostante la delusione cocente dei tre punti sfuggiti all'ultimo, c'è la necessità di ripartire. Sono due punti persi quelli di ieri, ma la Samp continua a dimostrare un buon approccio alle gare e la squadra sembra seguire ciecamente Mihajlovic. Con lo sfoltimento della rosa, poi, sicuramente c'è molta positività all'interno dell'ambiente e il serbo potrà seguire più facilmente i suoi ragazzi. Si spera ora anche in qualche botto in entrata, che forse servirà a puntellare quella che sembra una macchina discreta. La prossima tappa è il derby: una tappa da non sbagliare, a qualsiasi costo.

Il gol di Manolo Gabbiadini, 22 anni, per il momentaneo 1-0 Samp.

02 settembre 2013

A mozzichi e bocconi.

Queste ultime ore di mercato sono ormai alla conclusione e l'impressione è che la tela manchi del "plus" necessario per diventare un quadro adeguato alla collezione in cui è inserito. La Samp vista a Bologna naviga tra amnesie difensive e qualche lampo di buon gioco, ottenendo un 2-2 giusto nel complesso contro la squadra di Pioli; tutt'altro che rinunciatari, i rossoblu hanno riscattato la prestazione di Napoli, sebbene l'arbitro c'abbia messo del suo.

Gianluca Curci, 28 anni, apre l'1-0 alla Samp con una sua papera.

La Samp si presenta a Bologna dopo l'iniziale sconfitta di stagione contro la Juventus; ciò nonostante, cambia poco nello scacchiere blucerchiato, con i semplici rientri di Renan e Regini nella formazione titolare al posto di Eramo e Berardi. Rimane fuori capitan Gastaldello, sempre alla presa con un leggero infortunio. Diverso il discorso per Pioli, che ha bisogno di dimostrare qualcosa dopo la batosta di Napoli: così, il tecnico del Bologna mette in campo due punte - Moscardelli affianca Bianchi - e li mette davanti a Diamanti e Kone. Insomma, un Bologna più spregiudicato di quello della prima giornata, che infatti mette in difficoltà la Samp nella prima frazione: i blucerchiati sembrano in difficoltà di fronte alle iniziative del nazionale e del greco, con i due attaccanti pronti ad approfittarne. Proprio Bianchi porta in vantaggio il Bologna, ma il suo gol viene annullato per una chiara trattenuta su Mustafi.
Tuttavia, a sorpresa, è la Samp ad andare in vantaggio: al 20', un tiro flebile di Gabbiadini trova enormi difficoltà da parte di Curci, che lascia andare il pallone goffamente. A quel punto, Eder è lì ed uccella l'ex portiere blucerchiato: 1-0. Incredibilmente, gli ospiti avrebbero anche la chance di raddoppiare su una bella iniziativa personale di De Silvestri, che mette in mezzo e trova Gabbiadini: il centravanti, trattenuto da Antonsson, riesce comunque a girarsi, trovando però la respinta. Sulla ribattuta, neanche Obiang riesce a ribadire in rete. Lì si spegne la Samp, che inizia a soffrire la pressione dei padroni di casa: prima un gol annullato a Kone (straordinaria la respinta sulla traversa di Da Costa dopo un potente sinistro di Moscardelli), poi il tacco di Bianchi che costringe il portiere blucerchiato ad un altro intervento. Purtroppo, sul seguente corner, Diamanti cerca il gol della vita e costringe l'ex Ancona all'ennesimo miracolo; sulla respinta, Moscardelli è più veloce di Palombo ed il primo tempo si conclude con un 1-1 che va stretto ai rossoblu.
La ripresa, almeno nei primi 20', non vede il cambio di copione: il Bologna spinge di meno, ma è sempre avanti. E' subito Bianchi a sfiorare la traversa con un bel colpo di testa, ma la Samp risponde con una capocciata di De Silvestri su angolo, che sfiora il palo alla destra di Curci. Quando la Samp sembra essersi sistemata, ecco il vantaggio dei padroni di casa: cross di Garics e Kone, solo in area, s'inventa il gol della domenica con una mezza rovesciata da urlo. 2-1 e tutto da ricominciare. Eppure la Samp, complice un Bologna affaticato, riesce a riprendersi; il 2-2 su punizione di Gabbiadini è il premio al ragazzo e l'indice di come la squadra possa vincerla. Nel finale, poi, con l'ingresso di Sansone, arriva quella fantasia che Eder non è stato in grado di dare per tutta la gara: due passaggi filtranti dell'ex Sassuolo aprono il campo a Gabbiadini e Soriano, che però non riescono ad approfittarne. Ci sarebbe anche un rigore netto, ma Tommasi ignora l'intervento di Perez su Sansone. A pochi secondi dalla fine, inoltre, Mantovani toglie il pallone del 3-2 dalla testa di Costa, con un salvataggio che ha del miracoloso.

L'incredibile gol di Panagiotis Kone, 26 anni, che segna il temporaneo 2-1 rossoblu.

Da Costa 6; Mustafi 5.5, Palombo 5.5, Costa 6; De Silvestri 6.5 (dal 45' s.t. Berardi s.v.), Obiang 5.5, Krsticic 5, Renan 5 (dal 35' s.t. Soriano 5.5), Regini 6; Eder 6 (dal 26' s.t. G. Sansone 6.5), Gabbiadini 7.5 | pagelle già presenti sul sito di SampNews24

Adesso si attendono le scelte che si faranno in queste ultime ore di calciomercato da parte della dirigenza blucerchiata. Dopo gli arrivi di Petagna e Bjarnason, forse ci si attende qualcosa per la fascia sinistra. L'ex primavera del Milan si è fatto notare in questo precampionato, segnando persino contro il Manchester City; inoltre, un altro primavera - stavolta blucerchiato - aveva completato l'attacco dell'anno scorso. Quel Mauro Icardi che poi è stato fondamentale durante l'anno; insomma, il giovane - classe 1995 - va più che bene per un reparto già composto da Eder, Sansone, Pozzi e Gabbiadini. L'islandese, invece, è leggermente più forte di Soriano ed Eramo, forse alla pari con Renan; in ogni caso, nessun "game-changing" tale da giustificare una comproprietà a un milione di euro. Soldi che forse potevano essere spesi in un'altra maniera, pur piacendomi il profilo del mediano del Pescara.
Ora ci sono due grossi "ma", a mio modo di vedere: il primo, più conosciuto, è quello della fascia sinistra. Ieri Regini non ha demeritato, ma non avrà sempre Garics di fronte a sé. Il secondo riguarda la mancanza di un "10", un trequartista/seconda punta in grado di cambiare la partita. In realtà, questo giocatore potrebbe essere Gianluca Sansone, anche ieri molto attivo e prezioso nel finale di gara; tuttavia, Rossi pare contento di Eder, nonostante il brasiliano sia palesemente sottotono in quest'inizio di campionato. Qualcosa in questo senso servirà, anche perché la Samp quest'anno non solo si deve salvare, ma deve assolutamente evitare i patemi della scorsa stagione: un'altra salvezza stiracchiata non sarà accettata, specie dopo l'esperienza dell'anno scorso. Inoltre, il derby - più caldo che mai - sta per arrivare: l'obiettivo unico è la vittoria, complice anche la poca forma del Genoa di Liverani.
A Roma c'è un'espressione che rende l'idea della Samp atutale: nell'hinterland romano si parla di «mozzichi e bocconi» quando una cosa è fatta in più passaggi, come se si facesse fatica a completare il compito in un solo passaggio. Ecco, questo non deve accadere per la salvezza della Samp: ci vorrà un approccio diverso per portare a casa una salvezza tranquilla.

La Samp esulta dopo il 2-2 di Gabbiadini: sarà il risultato definitivo.

22 aprile 2013

Salvi o non salvi? Questo è il problema...

La conquista della salvezza sembra diventata un'agonia per la Samp: i blucerchiati, reduci da una striscia di cinque giornate in cui manca la vittoria, non riescono a sbloccarsi ed ottengono un punticino a Bologna. Certo, ci si avvicina alla fatidica quota 40, che chiuderebbe la stagione, ma la vittoria continua a non arrivare: è sembrato il classico pareggio di fine anno, sebbene le due squadre abbiano spinto parecchio per convincere gli scettici. Primo tempo in mano ai padroni di casa, il secondo ben giocato dagli ospiti. Oltretutto, a Bologna, non si vince dal 2004: tanto, troppo tempo.

Maxi Lopez, 29 anni, va al tiro, contrastato da Nikolas Sorensen, 21.

Le formazioni rivelano qualche novità forzata, sopratutto nella Samp: Delio Rossi deve rinunciare per squalifica a Costa e De Silvestri, mentre Eder e Krsticic sono assenti per squalifica. A quel punto, il tecnico mette in campo Mustafi, Berardi, Sansone e Munari. Niente da fare per Rodriguez, che dovrà aspettare ancora per il suo debutto; sconfitto anche Poulsen nel ballottaggio con Estigarribia, nonostante il danese fosse stato vicino alla terza da titolare durante la settimana. Il Bologna, invece, si presenta con un 4-2-3-1 atipico, con Gabbiadini nei tre dietro l'unica punta, Alberto Gilardino. Dentro anche Khrin al posto dell'infortunato Perez.
Il primo quarto d'ora è di fuoco ed è la Samp a renderlo così caldo: prima Obiang, poi Poli tentano di impensierire Curci, ma il portiere rossoblu non deve scaldarsi troppo per fermare le due conclusioni. Risponde il Bologna, che riesce a scaldare le mani di Romero, grazie alle avanzate di Gilardino e Koné; la Samp ha poi un'altra grande occasione, ma il debole colpo di testa di Sansone - seppur a due passi - vede la pronta respinta di Curci. Lì gli ospiti si spengono e non creano più nulla fino alla fine del primo tempo, mentre i padroni di casa trovano il vantaggio al 23': bella giocata di Taider che disorienta Mustafi, cross in mezzo del centrocampista e Gilardino è praticamente solo per l'incornata dell'1-0. Molte responsabilità del gol ricadono su Palombo, colpevole di aver lasciato indisturbato il centravanti del Bologna. Da quel momento in poi, sono gli infortuni a catalizzare l'attenzione della gara: fuori Cherubin e Icardi, dentro Sorensen e Maxi Lopez.
Nella ripresa, il canovaccio cambia: il Bologna fa una sfuriata nei primi minuti, con le conclusioni di Koné e Diamanti (quest'ultimo cerca il gol direttamente da corner) che vedono Romero attento. Tuttavia, la Samp gestisce meglio il campo e ricomincia a farsi pericolosa, con un bel tiro di Poli smanacciato in angolo da Curci. Fortunatamente, nulla può l'ex portiere della Samp sul bel sinistro di Sansone: al 59', servito da Maxi Lopez, l'attaccante scaglia un potente tiro che s'insacca per l'1-1. Ottenuto il pareggio, i blucerchiati tengono bene il campo e fanno scorrere i minuti, impegnando Curci con una punizione dalla distanza di Palombo. Nel finale, gli ospiti mollano e rischiano il pata-trac sulla punizione di Diamanti, ma il volto di Munari salva in angolo. Così si conclude 1-1 lo scontro tra le due squadre, che possono (quasi) gridare alla salvezza raggiunta: manca veramente poco ad entrambe per chiudere il discorso e raggiungere l'obiettivo prefissato ad inizio stagione.

Alberto Gilardino, 30 anni, insacca il momentaneo 1-0 per il Bologna.


Romero 6.5; Mustafi 6.5, Palombo 5.5, Gastaldello 6; Berardi 6, Poli 6, Obiang 5.5, Munari 6.5, Estigarribia 5.5; Sansone 6.5, Icardi 5 - Maxi Lopez 5, Rossini s.v., Soriano s.v. (pubblicate già su SampNews 24)

E così un'altra giornata è archiviata. Cinque partite rimangono a questa Samp in agonia, che si trascina verso la fine del campionato: Fiorentina, trasferta a Udine, Catania, trasferta sul campo della Lazio e Juventus. Tre, forse quattro di queste partite sono tecnicamente difficili per una squadra che va d'inerzia e nient'altro. Diciamo che la salvezza andrebbe conquistata ufficialmente domenica prossima, magari con una bella vittoria sull'ex Montella (lo so: sogno) oppure battendo un Catania stanco e ormai demotivato vista la salvezza raggiunta. Non vedo questa Samp vincente sul campo di questa Udinese o della Lazio, come non la vedo vincente su una Juve demotivata (anche perché avrà già vinto il campionato da diverse giornate). Intanto, si spera di vedere in campo qualche giocatore tenuto finora da parte: Poulsen, Rodriguez, ma anche lo stesso Renan andrebbero testati. Così come mi piacerebbe vedere più in campo Mustafi, che ha bisogno di crescere ed accumulare minutaggio. Infine, chiusura sull'attacco: le cinque partite rimanenti saranno importantissime per Maxi Lopez, che ha un disperato bisogno di dimostrare quanto vale e se può rimanere qui (al momento, propenderei per un "no"). Insomma, siamo salvi o non salvi? Questo è il problema: la matematica non dice ancora di sì, nonostante dietro non corrano moltissimo. Chissà se potremo festeggiare la salvezza già la prossima settimana...

Gianluca Sansone, 25 anni, autore del pareggio e migliore in campo dei blucerchiati.

25 novembre 2012

A Poli invertiti.

Quando ricomincia a girarti bene, c'è poco da fare: devi vincere. E così fa la Samp in quel di "Marassi"  contro un Bologna tosto, nonostante l'inferiorità numerica che i felsinei hanno subito per quasi tutta la partita. Un 1-0 che rispecchia parzialmente i meriti del Doria, visto che la squadra avversaria si è resa pericolosa anche in 10. Sopratutto nella ripresa, quando i padroni di casa hanno rallentato i ritmi dopo il vantaggio e gli ospiti hanno creato diverse occasioni. Tuttavia, per Ciro Ferrara, è la seconda vittoria consecutiva dopo il periodo di crisi ed un ulteriore chiodo sulla sua panchina, ora più salda.

Andrea Poli, 23 anni: secondo gol in una settimana per lui.

Sapete il famoso motto "team che vince non si cambia"; infatti, l'allenatore blucerchiato mantiene lo stesso undici che ha vinto il derby domenica scorsa, con un 4-5-1 infarcito di centrali di centrocampo e la rivelazione Icardi davanti. Per quanto riguarda il Bologna, Pioli deve rinunciare a Taider e Garics, sostituiti da Guarente e Motta; in attacco, confermatissimi Diamanti, Gilardino e Gabbiadini.
Dopo una buona iniziativa di Krsticic, ecco l'episodio che cambia il match: Poli lancia Icardi a campo aperto, Morleo non prende il pallone, ma stende l'argentino. L'arbitro Celi valuta l'occasione come da "ultimo uomo" e perciò il terzino bolognese viene espulso, prendendo anzitempo la via degli spogliatoi.
Con Diamanti e Gabbiadini sacrificati in fase difensiva, la Samp non riesce comunque a creare molto. Apparte i cartellini gialli (in sequenza Costa e Obiang), i padroni di casa fanno fatica a concretizzare la mole di gioco che costruiscono; arrivati ai 25 metri, la massa di centrocampisti presente sul campo non riesce a presentarsi davanti ad Agliardi. Il Bologna, dal canto suo, si copre e tenta di pungere solo se può.
Così, il primo tempo passa senza emozioni particolari: un tiro centrale di Poli dal limite dell'area ed un cross insidioso di Costa sono i massimi pericoli prodotti dal Doria. Nonostante il poco impegno, Agliardi è sempre attento, perciò si va al riposo sullo 0-0.
Ferrara dimostra finalmente acume tattico, capendo che la squadra non riesce a sfondare: fuori allora un centrocampista (Munari) per un attaccante (Eder). Il 4-5-1 diventa un 4-4-1-1, con il brasiliano a fare da raccordo fra il reparto mediano ed Icardi, lasciato a se stesso per tutta la prima frazione. Da subito, la compagine blucerchiata crea un paio d'occasioni: prima Krsticic su punizione, poi Eder di testa sfiorano il gol del vantaggio, ma Agliardi stoppa entrambi.
Quando Koné dovrebbe garantire agli ospiti un maggior copertura, entrando per Gabbiadini, la Samp passa. Minuto 61: Obiang serve Poli, il centrocampista dialoga con Eder attraverso un uno-due e batte Agliardi con un destro rasoterra all'interno dell'area. Secondo gol in maglia blucerchiata e 1-0, nonostante le difficoltà a tirare in porta.
Dopo un altro tentativo pericoloso di Eder, il Bologna comincia a farsi pericoloso dalle parti di Romero: un fuorigioco non segnalato a Gilardino lo lancia in area, ma Romero lo chiude. Poi è Koné a saltare Rossini, salvo sparare sul portiere sampdoriano. I cambi di Tissone per un infortunato Eder, di Pasquato per Guarente e di Pazienza per Perez non cambiano l'andamento della partita: i felsinei continuano a giocarsela.
A dieci minuti dal termine, esce anche Poli per Soriano e la Samp rischia di trovare il 2-0 in due occasioni: prima Maresca mette fuori di poco un cross di Mustafi, poi Tissone - in contropiede - tenta il pallonetto su Agliardi, ma spedisce a lato. In mezzo, Pasquato per poco non pesca il jolly dell'1-1, con un bel destro dal limite che fa la barba al palo della porta difesa da Romero. C'è anche un episodio dubbio in area sampdoriana, con Rossini dal braccio troppo largo su un pallone vagante: Celi non vede.
Finisce 1-0: il Bologna s'è l'è giocata bene, nonostante l'inferiorità numerica. Per la Samp, ci sarà da lavorare sul fronte offensivo: non sempre si gioca contro un avversario in 10 o contro la squadra meno in forma della Serie A.

Quinto minuto: espulso Morleo, sarà l'episodio che cambierà la partita.

Romero 6 | Nessun impegno particolare oggi.
Mustafi 7 | Il migliore per abnegazione. Scende più lui sulla fascia destra che Berardi e De Silvestri nella stagione fin qui trascorsa. La velocità gli fa difetto, non certo la forza e la determinazione.
Gastaldello 6.5 | Gilardino non vede palla.
Rossini 6 | Neanche Gabbiadini crea pericoli, ma si lascia sfuggire Koné. Purtroppo, si lascia sfuggire un rigore per fallo di mano; Celi non se ne avvede ed il pericolo è sventato.
Costa 6 | Motta non spinge e lui cerca di metterlo in difficoltà. Altra ammonizione: non sarà troppo nervoso?
Maresca 5.5 | Malino, impreciso anche sotto porta.
Obiang 5 | Forse il peggiore: nel primo tempo sbaglia quasi tutto e per poco non si fa espellere.
Munari 5.5 | Male anche lui, Ferrara decide di farne a meno nel secondo tempo.
Poli 6.5 | Bel gol, bei movimenti, ma non vede troppo il pallone; nella posizione di ala sinistra sta funzionando.. finora.
Krsticic 6 | Ogni tanto gigioneggia, ma ha dei lampi che accedono la partita.
Icardi 6.5 | Crea quel che può da solo contro il mondo; l'episodio che cambia la partita è merito suo.

Eder 6.5 | L'assist per il gol di Poli ed un'altra occasione costruita: mica male per appena 25 minuti di gioco.
Tissone 6 | Attivo, con il suo solito passo felpato, sfiora il 2-0 nel finale.
Soriano s.v. | Giusto il tempo di un tunnel.

Adesso ci attende un ciclo di inferno a concludere questo tribolato girone d'andata. Prima tappa a Firenze, contro una squadra di gran lunga migliore della nostra e che vola sulle ali dell'entusiasmo. Il pareggio della Fiorentina a Torino ha dimostrato che non c'è solo bel gioco, ma anche tenacia nel raggiungere l'avversario. Insomma, ci vorrà un'altra Samp, più cattiva e cinica, che non si chiuda a riccio all'Artemio Franchi. Insomma, una Samp a "Poli invertiti": meno difesa e più gioco.

Ciro Ferrara, 45 anni: panchina più salda dopo le ultime due vittorie con Genoa e Bologna.