Visualizzazione post con etichetta toni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta toni. Mostra tutti i post

06 marzo 2016

Si respira.

Da quant'era che non si respirava a pieni polmoni? Dopo aver inspirato molta melma (per esser gentili), la Samp riemerge quando serve. Dopo il 2-0 al Frosinone della scorsa domenica, ieri è arrivato un successo molto convincente in casa dell'Hellas Verona. Il 3-0 sta persino stretto alla truppa di Montella, che ha giocato un'ottima gara in un momento fondamentale della stagione.

L'appello dei tifosi blucerchiati per l'Hellas a provarci fino alla fine.

La Samp si presenta a Verona per quello che è uno spareggio a tutti gli effetti. Specie per i padroni di casa, visto che l'Hellas di Delneri deve macinare punti per risalire la classifica. Solito 4-4-2 per gli scaligeri, con l'ex Wszolek sulla fascia destra. Si conferma il 3-4-2-1 in casa Samp, con Montella che schiera Cassano al posto dello squalificato Correa.
I primi 10' degli ospiti sono devastanti. Già al 2' Cassano serve Quagliarella in profondità: sponda per Álvarez, ma il mancino dell'argentino è respinto da Gollini. Poco importa, perché tre minuti più tardi arriva il vantaggio: altra palla di Cassano per Quagliarella, solo in area. Il 27 blucerchiato centra Gollini in uscita, ma sulla respinta al limite dell'area Soriano risolve in rete.
Cinque minuti e arriva anche il raddoppio: brutto errore di Fares su lancio di Christodoulopoulos, con il difensore gialloblu che scivola e lascia spazio a Quagliarella. L'attaccante cerca di saltare Gollini e tira, ma la conclusione impatta sulla traversa. Fortuna che sulla respinta c'è ancora qualcuno, con Cassano che deposita il 2-0 a porta vuota.
La partita sembra ben incanalata, ma l'Hellas non ci sta: subito Siligardi mette in mezzo per Toni, ma Viviano in uscita a valanga sventa il pericolo. Fernando perde qualche pallone sanguinoso, ma per fortuna i padroni di casa sprecano alcune ripartenze (o ci mette una pezza Cassani). La partita sembra calmarsi, ma l'ennesimo colpo è dietro l'angolo.
Al 30', la Samp triplica il vantaggio: De Silvestri mette in mezzo un pallone ben calibrato, Gilberto manca l'intervento e Christodoulopoulos si esibisce in uno straordinario gesto atletico, con una girata in semi-rovesciata dal centro dell'area. Palla nell'angolo e partita sentenziata: il 3-0 sembra veramente una montagna troppo grande da scalare.
Gli ospiti potrebbero ulteriormente arrotondare, con la difesa dell'Hellas che lascia buchi enormi. Prima Helander ferma Quagliarella, poi è lo stesso 27 doriano a sfiorare il palo dalla distanza e a mangiarsi - nel senso letterale della parola - un'incredibile occasione solo davanti a Gollini. Finisce il primo tempo con la sensazione di qualcosa di inedito: un dominio assoluto.
La Samp torna in campo con un ritmo un filo più blando, a gestione del risultato. Tuttavia, ci sono ancora chance per il poker: sfumano contropiedi e occasioni nitide, mentre l'Hellas si sveglia dal torpore con Toni, che però di tacco centra ancora Viviano. Soriano e Cassano provano ad arrotondare, ma non centrano adeguatamente lo specchio.
L'ultimo squillo dei padroni di casa è un destro dalla distanza di Juanito Gomez all'86', respinto da Viviano in angolo. È la resa definitiva, quella che sancisce la chiusura effettiva di una partita forse conclusasi sullo splendido gesto atletico di Lazaros. La Samp sale a quota 31, l'Hellas rimane a 18 (-9 dal Palermo quart'ultimo) e forse deve dire addio alla Serie A.

Vincenzo Montella, 41 anni, con Gigi Delneri, 65, sullo sfondo.

Viviano 6.5; Cassani 7, Ranocchia 6, Moisander 6.5; De Silvestri 7, Fernando 6, Soriano 7 (dal 28' s.t. Barreto 5.5), Christodoulopoulos 6.5 (dal 11' s.t. Silvestre 6); Álvarez 7, Cassano 7.5 (dal 33' s.t. Muriel s.v.); Quagliarella 6 - già pubblicate su SampNews24

Quanto tempo era che mancava una striscia vincente in casa Samp? Da almeno due mesi, quando i blucerchiati superarono Palermo e Genoa al Ferraris a cavallo tra 2015 e 2016. Una doppia clean sheet, invece, non aveva luogo dal marzo 2015, quando la Samp mise a segno tre vittorie consecutive contro Cagliari, Roma e Inter con Viviano imbattuto e cinque gol segnati.
Diciamo che questi sei punti sono arrivati al momento giusto. Le partite contro Frosinone e Hellas erano degli spareggi a tutti gli effetti, se non altro per "ammazzare nella culla" le residue speranze di salvezza delle due compagini. Ora la zona pericolante è a otto punti (il Frosinone ospiterà oggi l'Udinese) e si può respirare un po', dopo tanto patimento d'animo.
La classifica vede ora altre squadre in maggior difficoltà: mi viene in mente il Palermo di Iachini, che fa una fatica incredibile a ottenere risultati e oggi va in casa dell'Inter. Da inizio anno penso che l'Udinese di Colantuono rischi, ma per ora i risultati - di riffa o di raffa - sono arrivati. Certo, perdere in casa del Frosinone sarebbe una bella mazzata per i friulani.
Ora la Samp ha un'occasione d'oro per chiudere il discorso-salvezza. Le prossime due gare saranno al Castellani di Empoli e poi in casa contro il Chievo. Entrambe le formazioni sembrano avere un po' mollato, fermo restando che sono due squadre molto diverse. All'andata furono due pareggi; il ritorno - con due eventuali vittorie - potrebbe chiudere qualunque preoccupazione arretrata.

Antonio Cassano, 33 anni, ieri ha illuminato il Bentegodi con le sue giocate.

09 dicembre 2014

Chissà.

Finalmente riprende la corsa: la Samp passa a Verona per 3-1 contro un pericolante Hellas e si issa al quarto posto, superando Lazio e Napoli. Il Genoa rimane terzo per un punto, ma in casa blucerchiata ci sono motivi per cui sorridere e cose da rivedere. A fine gara, però, ciò che conta è esser tornati alla vittoria, che mancava da un altro 3-1, quello rifilato in casa alla Fiorentina. E sopratutto hanno segnato tutti e tre gli attaccanti.

Eder, 28 anni, al quarto gol in questo campionato.

La Samp si presenta al Bentegodi con mille tifosi al seguito e una squadra rivoluzionata. Rispetto all'impegno di Coppa Italia, tutta la squadra è cambiata: torna Romero in porta, Romagnoli dall'inizio, mentre Rizzo e Duncan sono i prescelti per sostituire gli squalificati Soriano e Obiang. L'Hellas, che non vince da sette gare, cerca una vittoria che servirebbe a scacciare la crisi: gli scaligeri fanno fatica a segnare e a tornare quelli smaglianti di inizio stagione.
La partita è equilibrata nelle prime battute: i padroni di casa hanno un paio di occasioni. Al 1' Gonzalez prova di testa, ma è facile per Romero; al 13' Moras tenta l'anticipo sul primo palo, ma spara alto. Dal canto loro, gli ospiti hanno tre occasioni chiare con Eder, Gabbiadini e Silvestre: sulle prime due interviene Rafael, mentre l'argentino manca di precisione sul colpo di testa da corner. L'episodio chiave è al 26': Gabbiadini lancia in profondità Eder, che una volta entrato in area viene steso da Marquez. Il rosso e il rigore sono ineccepibili, così come la trasformazione del numero 23 blucerchiato: Rafael spiazzato, quarto gol in campionato per l'attaccante. La Samp dovrebbe entrare in modalità gestione, ma lo fa (come al solito) male: la squadra è molle. Prima Palombo regala un'occasione agli avversari e Nico Lopez grazia Romero. Poi il pareggio arriva: tiro di Tachtsidis, pessima respinta di Romero e si avventa Toni sul pallone. Mentre i centrali dormono, l'1-1 è servito. Rizzo avrebbe una chance al 41', ma dopo una bella discesa il suo tiro è a lato.
Al riposo, Mihajlovic deve aver dato una bella strigliata ai suoi: in campo entra un'altra Samp. L'Hellas ha finito un po' la benzina e la Samp non aspetta altro. Al 56', arriva il nuovo vantaggio ospite: cross di Gabbiadini, Okaka è lasciato solo un momento da Guillermo Rodriguez e il numero 9 del Doria punisce gli scaligeri. Terzo gol in campionato e 2-1. Da quel momento, i padroni di casa mollano, tanto che la Samp ha un'altra occasione con Gabbiadini, sempre fermato da Rafael. Il portiere non può nulla però al 61': palla in profondità di Krsticic, Eder mette in mezzo e Gabbiadini mette dentro a porta vuota il suo quinto gol in campionato. Da lì, la gara diventa un esercizio di tenacia per l'Hellas, che prova almeno a segnare il secondo. Ma è la Samp a sfiorare il quarto ancora con Okaka, che però a due passi dalla porta spreca la giocata di Rizzo, centrando il palo. La vittoria è importante per la Samp, che torna a -1 dalla zona Champions e si prepara alla grande per la sfida alla Juventus di domenica prossima.

Luca Toni, 37 anni, mette dentro il gol del momentaneo 1-1.

Romero 5.5; De Silvestri 6.5 (dal 25' s.t. Cacciatore 6), Silvestre 5.5 (dal 39' p.t. Gastaldello 6.5), Romagnoli 6, Mesbah 6; Rizzo 7.5, Palombo 6.5, Duncan 5 (dal 9' s.t. Krsticic 6); Gabbiadini 7, Okaka 6, Eder 7.5 - già pubblicate su SampNews24

Ieri sera la Samp ha tirato fuori una buona prova, ma ha rischiato l'ennesima topica di questa stagione. Sull'1-0 e con l'uomo in più, l'Hellas è stato in grado di rimontare solo grazie a un Doria mollo, incapace e/o indolente nel cercare il raddoppio. Il gol di Toni ha mostrato tutto quello che non va in questa squadra: la mollezza. Delle volte - non capisco se per presunzione o incapacità - la squadra si specchia e manca di quella cattiveria che Mihajlovic vorrebbe quando si dovrebbe finire la preda.
Fortunatamente la ripresa è stata un'altra cosa. Una volta segnato il gol del secondo vantaggio con Okaka, i padroni di casa non sono stati più in grado di rimontare. Anzi, la Samp ha infilato anche il terzo con Gabbiadini, che ha esultato (e meno male). Se i blucerchiati avessero segnato il quarto nel finale di gara, non ci sarebbe stato nulla da dire: l'Hellas era piuttosto sbilanciato e qualche occasione in contropiede la Samp l'ha avuta.
La verità è che Genova sta diventando la capitale del calcio. Milano affanna e l'Inter ha avuto la peggior partenza da vent'anni. Torino vede la Juve prima, ma il Torino sta facendo bene solo in Europa. Roma sorride, ma bisognerà vedere se giallorossi e biancazzurri avranno effettivamente lo stesso passo fino a fine campionato. Genova invece appare solida. E se i rossoblu forse possono aver avuto qualche episodio di gioco in più a favore, la Samp piange diversi punti buttati: dalla trasferta di Cagliari a quella di Cesena, dalla gara contro il Milan al finale con il Napoli. Chissà dove saremmo ora.

La festa blucerchiata dopo il 3-1 di Gabbiadini: sarà il risultato finale.

24 marzo 2014

Datemi una manita.

Mamma, che giornata. Mi dispiace aprire in modo così informale il mio commento alla partita di ieri, ma la Samp tira finalmente fuori le "palle" richieste da Mihajlovic la scorsa settimana e schianta l'Hellas al Ferraris con un punteggio che non lascia spazio ad alcuna replica. Il 5-0 ai gemellati butei è uno score che non lascia molto spazio alla fantasia. Forse gli scaligeri avrebbero meritato almeno il gol della bandiera, ma Mihajlovic ha ottenuto quello che voleva.

Domenico Maietta, 31 anni, e Fabrizio Cacciatore, 27, sfidano Maxi Lopez, 29.

Dopo la debacle di Bergamo, la Samp si presenta con qualche cambio all'appuntamento con l'Hellas al Ferraris: dentro Renan e Sansone per Krsticic ed Eder, apparsi spompati e confusi nella gara della scorsa settimana. Inoltre, niente più 4-2-3-1, ma un più offensivo 4-3-3, da sempre il modulo preferito da Mihajlovic. L'Hellas, in caduta libera nel girone di ritorno dopo la cessione di Jorginho, si presenta con una formazione speculare, con il trio Iturbe-Toni-Jankovic davanti. Pronti, via e la Samp passa subito: gran sinistro di Renan dalla distanza, il palo ferma il brasiliano ma sulla respinta Sansone la butta dentro da rapinatore d'area. 1-0 e l'attaccante si è già riscattato agli occhi del pubblico blucerchiato dopo tre minuti di gioco.
I padroni di casa gestiscono la gara, mentre gli ospiti tentano di trovare subito la via del pareggio: prima Toni trova Da Costa pronto su un suo tiro, poi il mancino di Iturbe sfiora il palo dal limite dell'area. Nei primi 20', l'Hellas ci prova ancora con Romulo e Toni (su cui salva Regini), mentre la Samp si fa vedere sopratutto grazie a Sansone, due volte minaccioso con il suo mancino, su cui Rafael è attento. Ma nulla può il numero uno gialloblu sul 2-0 al 22': angolo di Gabbiadini, che scarica fuori area per il mancino letale di Renan. La leggera deviazione dell'arbitro Calvarese cambia i piani del brasiliano, che calcia di destro e trova comunque la via della rete. Da lì, l'inerzia della gara finisce in mani blucerchiate: Gabbiadini testa un paio di volte Rafael, ma il 3-0 è nell'aria. E arriva al 37', con un'azione da applausi: lancio di Palombo per Sansone, che scarica sulla corrente Regini. Il terzino Samp salta l'avversario e mette in mezzo: Lopez fa da schermo, Soriano anticipa Albertazzi e segna il terzo gol dei padroni di casa. Grande festa e partita virtualmente chiusa.
Se mai servisse la conferma, Soriano apre la ripresa con un coast to coast concluso con il 4-0: gran sinistro dal limite dell'area e Rafael battuto per la quarta volta. Mandorlini non vede l'ora che finisca, mentre i suoi ragazzi sembrano disorientati. Iturbe impegna Da Costa un paio di volte, ma è più Maxi Lopez a impensierire Rafael. Che al 58' regala il 5-0 agli avversari: la punizione dal limite di Palombo è sul palo del portiere dell'Hellas, ma l'intervento di Rafael è tutt'altro che impeccabile. Festa anche per il vice-capitano, che torna al gol in A dopo tre anni. La partita sembra chiusa, ma lo è solo per la Samp: con gli ingressi di Rabusic e Cacia, l'Hellas vuole almeno salvare la faccia. E così parte un'altra gara, quella di Da Costa contro l'attacco ospite. Ferma Toni, stoppa due volte il neo-entrato Rabusic, fa disperare Cacia e s'improvvisa dribblomane nel finale. Una prestazione maiuscola quella dell'estremo difensore blucerchiato, che chiude una partita dominata in lungo e in largo. E' la vittoria casalinga più larga di questo campionato: eguagliato il 5-0 della Roma contro il Bologna a settembre e Samp virtualmente salva. Mancano forse un paio di punti, ma il più è fatto. Ora ci si chiede quali possano essere gli obiettivi di un Mihajlovic visibilmente soddisfatto: la risposta dopo Bergamo c'è stata. Eccome se c'è stata.

La gioia di Renan Garcia (a destra), 27 anni, dopo il 2-0 segnato nel primo tempo.

Da Costa 7; De Silvestri 6.5, Mustafi 6, Gastaldello 6.5, Regini 7.5; Soriano 8, Palombo 7 (dal 35' s.t. Salamon s.v.), Renan 7.5; Gabbiadini 6.5 (dal 17' s.t. Eder 6), Maxi Lopez 6.5, Sansone 7.5 (dal 25' s.t. Bjarnason 6) - già pubblicate su SampNews24

Non c'è che dire: forse è stata la migliore partita della Samp nell'ultimo anno. Era dal doppio impegno contro Juventus e Pescara nel gennaio 2013 che non vedevo una squadra così coesa e sull'attenti a ogni minimo stimolo. Erano i primi tempi di Delio Rossi. La giusta concentrazione è l'antidoto migliore contro gli avversari: oggi quasi tutti sono stati attenti dal primo all'ultimo minuto, sempre sul pezzo. Ora la salvezza è cosa praticamente fatta: diciamo che una vittoria o un pareggio in quel di Reggio Emilia, nella prossima gara contro il Sassuolo, metterebbe la parola fine al discorso.
Il problema ora è un altro: con nove giornate alla fine, quale può essere l'obiettivo di questa Samp? Gli incontentabili sognano l'Europa League, gli ottimisti si vedono nella parte sinistra della classifica. Io voglio esser ancor meno ambizioso, a differenza di Mihajlovic. Il discorso è che quando la Samp ha tentato la scalata si è fatta male: ricordiamoci le dichiarazioni prima delle gare contro Roma, Milan o Atalanta. Appena la Samp ha alzato la testa più del dovuto, ha preso botte forti. Insomma, bisogna evitare una fine alla Icaro: volare troppo vicini al sole fa male.
E allora è meglio sperare in un buon finale di stagione, magari con l'obiettivo della parte sinistra, ma senza esser troppo pressanti al riguardo. Personalmente, 45 punti e l'evitare altre "figure di merda" (cit. Mihajlovic) sarebbero due obiettivi sufficienti per il resto della stagione blucerchiata. Il calendario propone altre nove gare, di cui cinque in trasferta e quattro in casa. Vorrei la rivincita sul Sassuolo dopo la gara d'andata, mi piacerebbe un bel colpo all'Olimpico domenica prossima e far dispetti a Inter e Napoli quando verranno a Genova per le rispettive gare di campionato. In sintesi, divertirsi.
Se fosse possibile, dare una chance anche a coloro che si sono visti di meno in questo campionato. Ieri Renan e Sansone hanno brillato, ma dare qualche minuto anche ad altri sarebbe bello. Capire se Sestu vale un eventuale riscatto. Vedere se Salamon può esser utile a questa Samp, centrocampista o difensore che sia. Dare qualche altra gara a Obiang, ai margini in questo scenario felice, e a Fiorillo. Continuare a crescere Fornasier in casa (la classifica lo permette) e vedere se Rodriguez è da mettere su un aereo per il Sud America a giugno. Per far tutto questo, ci vorrà una mano da tutti: allenatore, giocatori e società. I tifosi l'hanno già data. In cambio, la manita è servita.

La festa della squadra blucerchiata dopo l'1-0 di Gianluca Sansone, 26 anni.

03 dicembre 2012

Pareggio d'autore.

Il vento sembra girato: la conferma arriva quando meno te l'aspetti. La Samp coglie un punto in quel di Firenze, dopo il pirotecnico 2-2 di stasera all'Artemio Franchi. Inutile dirlo, ma meglio ricordarlo: sette punti nelle ultime tre partite, dopo averne ottenuti zero nelle precedenti sette. Le sconfitte, la disperazione, il senso d'impotenza: tutto sparito, di fronte a questa squadra coperta ma gagliarda, fortunata ma meritevole. E, nel rivedere il racconto di stasera, non si può anche avere una certa soddisfazione.

Andrea Poli, 23 anni, contrastato da Romulo durante la gara di oggi.

Ferrara è costretto a due cambi nel pre-partita a causa dell'indisponibilità di Romero (partito seppur fosse stato convocato) e della squalifica di Costa: al loro posto, il rientrante Da Costa ed il recuperato Berardi, spostato sulla sinistra. L'altra sostituzione riguarda Munari: poco in forma, l'ex Lecce viene inizialmente cambiato con Tissone, che affianca Obiang e Maresca a centrocampo. Per il resto, formazione uguale a quella che ha ottenuto sei punti negli ultimi due scontri di campionato. Nella Fiorentina, Montella non può contare su Roncaglia, sostituito da Savic, e su tre attaccanti. Le assenze di Jovetic, Toni e Llajic costringono il tecnico viola a partire davanti con El Hamdaoui e Mati Fernandez.
I primi 20' sono una sofferenza: i padroni di casa mostrano la loro maggiore tecnica e, complice una Samp troppo guardinga, dominano sul piano del possesso. Al 10', Cuadrado tenta d'impensierire Da Costa, ma il brasiliano respinge; al 13', occasione ancora più clamorosa, con El Hamdaoui che mette fuori su cross basso di Pasqual.
Ma il gol è nell'aria ed arriva al 21': corner di Borja Valero, Savic svetta in corsa ed impatta per l'1-0. Da notare come nessuno lo marchi alla battuta del calcio d'angolo; Poli e Mustafi possono far poco. Da lì, però, i viola scompaiono e non creano più pericoli a Da Costa, mentre la Samp tenta di uscirne con il suo schieramento coperto. Due le occasioni clamorose per gli ospiti. Al 24', Tissone tenta il tiro dalla distanza, ma la respinta di Viviano non è perfetta; sul pallone si avventa Krsticic, che però non ne approfitta e calcia fuori. Due minuti dopo, la traversa del portiere di casa trema sul destro di Tissone, che si era smarcato su splendido passaggio a rimorchio di Icardi. Insomma, il Doria pare poter risorgere, sebbene non crei più scompiglio fino alla fine della prima frazione.
Con Icardi in dubbio fino all'inizio della ripresa (per un possibile infortunio muscolare), la Samp riparte alla grande nella ripresa. Il tempo di battere da centrocampo ed ecco il pareggio: lancio lungo per Icardi, spizzata dell'argentino e Krsticic si inserisce nelle maglie della difesa viola. Il serbo salta Gonzalo Rodriguez e batte Viviano con un gran sinistro all'incrocio: primo gol in maglia blucerchiata per il buon Nenad, che si meritava un premio del genere. 1-1 e la Fiorentina si ricorda che non ci si può mai distrarre.
Giusto il tempo di un'altra occasione clamorosa per la Samp, con Icardi che spara addosso a Viviano, e la viola ricomincia a macinare gioco. Si contano almeno quattro occasioni da gol tra il 60' ed il 65', con il gol annullato a Seferovic come pericolo più importante prodotto dai padroni di casa; fortuna vuole che la rete venga annullata.
Nonostante l'entrata anche di Aquilani per Mati Fernandez, la Samp trova la forza per raddoppiare. Minuto 72: lancio per Poli, buon rimorchio per Obiang ed il cross rasoterra dello spagnolo viene messo in rete da Gonzalo Rodriguez: autorete ed incredibile 2-1. Neanche il tempo di godersi il vantaggio e la Fiorentina pareggia subito: punizione di Pasqual, testa di uno smarcatissimo Savic e doppietta del montenegrino. 2-2 e tutto da ricominciare al 75'. Ferrara tenta di tenersi il punto, con l'entrata di Munari, Soriano ed Estigarribia per Maresca, Poli e Krsticic. Nei viola, esce Borja Valero per Migliaccio, ma la Fiorentina non produce più di un tiro centrale di Rodriguez ed un tocco di Aquilani parato da Da Costa. La Samp perde Mustafi nel finale per rosso diretto. Resta il dubbio per un rigore discutibile per fallo di mano di Poli, ma pare più spalla che braccio. Detto questo, un punto a Firenze sa d'impresa.

Stefan Savic, 21 anni: doppietta per lui stasera contro la Samp.

Da Costa 6.5 | Al rientro, è reattivo su molti palloni. Sui due gol di Savic non può nulla.
Mustafi 4.5 | Spiace mettergli questo voto, ma la sua prestazione non è egregia, dato che Savic lo dovrebbe marcare lui. Il rosso nel finale, poi, è tipico di chi ancora deve accumulare esperienza. Non bruciamolo.
Gastaldello 6 | Pochi pericoli per lui.
Rossini 6 | Sempre un po' titubante, ma né El Hamdaoui, né Seferovic gli creano noie.
Berardi 5.5 | Soffre un non entusiasmante Cuadrado, prende un giallo e non spinge praticamente mai: insomma, si arrangia come può in un ruolo non suo.
Maresca 5 | Sottotono, non è il solito direttore d'orchestra.
Obiang 6.5 | Mezzo autogol di Gonzalo Rodriguez è suo.
Tissone 6.5 | Preferito a Munari, non tradisce le attese: la sua è una partita a passo felpato, ma coglie una traversa e geometrizza bene per i compagni.
Poli 6 | Partita non entusiasmante, ma Tomovic è un osso duro. Bello il tacco nell'azione del 2-1.
Krsticic 7 | Si mangia un gol clamoroso nel primo tempo, ma è ovunque, lotta spesso con Pasqual e tiene palla in maniera intelligente. La prima rete in blucerchiato è di classe ed il giusto premio per tutta la sfortuna avuta in questi anni.
Icardi 6.5 | Solo, abbandonato a se stesso, ma bravo. L'ABC del calcio lo si vede nel movimento per lo scarico a Tissone.

Munari 5.5 | Tra lui e Maresca non si nota la differenza.
Soriano s.v. | Semi-invisibile.
Estigarribia s.v. | Entra per l'assalto finale.

17 punti: questo il bilancio del post-crisi, dopo 15 giornate di campionato. Non male, ma bisognerà lavorare ancora. La Samp è sembrata molto cinica sotto rete - come ad inizio stagione - ma poco costante durante tutta la gara. Quando la Fiorentina ha voluto, i viola hanno messo in difficoltà la Samp, con un ottimo possesso palla. Non tutte le squadre giocano così bene, ma i blucerchiati non possono permettersi di giocare ogni gara così coperti. Ora arriverà l'Udinese lunedì prossimo al Ferraris e bisognerà avere qualche asso in più da giocarsi, se si vorrà portare a casa tre punti e raggiungere la quota 20. Giro di boa di un campionato difficile. Intanto, godiamoci questo pareggio d'autore..

Nenad Krsticic, 22 anni: primo gol con la Samp ed il migliore dei blucerchiati.