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26 ottobre 2015

Travolgenti.

Tornati al "Ferraris", tutto è di nuovo luccicato. Le reti, le giocate, il risultato largo contro l'unica squadra che non ha ancora vinto in campionato. Il 4-1 della Samp al malcapitato Hellas Verona è la risultante di tante condizioni. Indubbiamente in casa il passo dei blucerchiati si sta rivelando trionfante: imbattuti e (quasi) sempre vittoriosi.

La squadra blucerchiata esultante a fine gara: un altro successo in casa.

Particolare lo schieramento di Zenga, che lancia Carbonero di nuovo dall'inizio, ma stavolta accanto a Éder e Muriel, formando così un particolare tridente d'attacco. Finalmente recuperati Cassani, Silvestre e Barreto, la Samp si presenta a ranghi quasi completi. Agli ospiti guidati da Mandorlini manca invece Toni, sostituito da Pazzini, ex eccellente e capitano degli scaligeri.
Il 3-5-2 dell'Hellas dura appena 10' e poi sbanda immediatamente. Dopo alcuni minuti di studio, Carbonero recupera un bel pallone e lancia Muriel, il cui tiro viene contrastato. È sempre Carbonero a raccogliere la respinta, ma Halfredsson per salvare serve invece Muriel. Il numero 24 blucerchiato ringrazia e batte Rafael da distanza ravvicinata per l'1-0.
In realtà la gara è molto brutta da guardare: la Samp va avanti per un episodio e lascia l'iniziativa agli ospiti, incapaci di creare molto. L'unica (grande) occasione capita a Pazzini al 26': Juanito Gomez mette in mezzo e trova il capitano gialloblu. Silvestre tenta l'intervento disperato, ma il tiro del Pazzo passa di pochi centimetri largo al palo alla destra di Viviano.
Pochi minuti e la Samp chiude la gara con un uno-due tremendo: al 28' Soriano mette in mezzo dopo un cross non toccato di Carbonero. Sullo spiovente Zukanovic batte Pisano ed è 2-0, nonché primo gol del bosniaco in blucerchiato. Meglio ancora va al 45': palla deliziosa - praticamente un cioccolatino - di Éder per Soriano, che s'infila nelle maglie della difesa avversaria e sentenzia Rafael per il 3-0. Primo tempo chiuso e tutti tranquilli.
La ripresa inizia a marca decisamente gialloblu, con un bel mancino fuori di poco da parte di Souprayen. Eppure al 54' arriva il 4-0 sull'ennesimo svarione degli ospiti in difesa: Éder salta mezza difesa, ma trova Rafael. La palla sarebbe ormai sua, ma gli sfugge e allora Muriel serve nuovamente l'italo-brasiliano per il colpo di testa del poker. Gol facile facile, il numero 7 in campionato.
Da lì, la Samp tira in remi in barca. Solo al 66' una gran palla di Carbonero trova Éder, che tenta qualcosa a metà tra un tiro e un assist. Rafael è superato, ma Sala riesce a far carambolare il pallone addosso a Fernando e da lì in fallo di fondo. La pressione della Samp non ha motivo di esistere e ci sono persino i primi minuti in campionato di Bonazzoli.
Dal canto suo, l'Hellas ci prova. I padroni di casa riescono a concludere anche stavolta con la porta battuta: al 74', un corner trova pronto Ionita, entrato nella ripresa, che batte di testa Viviano. Pazzini tenta anche la strada del 4-2 nel finale, ma la sua conclusione è abbondantemente a lato. Samp sempre magica in casa, l'Hellas ancora senza vittorie dopo otto giornate.

Andrea Mandorlini, 55 anni, ancora senza vittorie in campionato.

Viviano 6; Cassani 5.5, Silvestre 6.5, Zukanovic 7, Regini 6; Barreto 7 (dal 29' s.t. Ivan 6), Fernando 7, Soriano 7; Carbonero 7.5, Éder 7 (dal 25' s.t. Correa 6), Muriel 7 (dal 15' s.t. Bonazzoli 6) - già pubblicate su SampNews24

In casa è incredibile il passo blucerchiato: su cinque partite, quattro vittorie e un pareggio contro l'Inter. Ben 13 i punti raccolti: in una speciale classifica casalinga, la Samp sarebbe seconda. Certo, va anche considerato un altro fatto: nelle prime otto giornate di campionato hai giocato cinque volte in casa e in tre giornate hai incontrato le peggiori squadre della A (Hellas, Carpi e Bologna).
Nonostante la buona prestazione (un gol e un assist), mi tengo i miei dubbi su Muriel prima punta. Più si va avanti, più mi sembra un azzardo che la Samp non si possa permettere. Se proprio si vuole tenere la coppia Éder-Muriel, allora tanto vale mettere l'italo-brasiliano da prima punta (ruolo già svolto in emergenza con Mihajlovic). Il colombiano deve poter sfogare la sua velocità a campo aperto, non aspettare i rinvii da porta a porta di Viviano.
Ieri la prova del centrocampo è stata molto incoraggiante: bene tutti, sopratutto Barreto e Fernando. Se il paraguayano ha fatto capire perché la sua assenza a Frosinone è stata pesante, il brasiliano continua il suo percorso di crescita. Quando frenerà anche alcuni eccessi e i costanti cartellini gialli (siamo al quinto su otto giornate...), diventerà un fenomeno.
Non ha giocato proprio a metà campo, ma Carbonero ha tirato fuori un'ottima prova. Si spera che il giocatore in prestito dalla Roma possa essere un jolly importante nel proseguo del campionato. Magari già a partire dalla prossima gara, quando la Samp attenderà l'Empoli per continuare a esser travolgente tra le mura del "Ferraris".

Éder Citadin Martins, 28 anni, alla settima rete in A.

09 dicembre 2014

Chissà.

Finalmente riprende la corsa: la Samp passa a Verona per 3-1 contro un pericolante Hellas e si issa al quarto posto, superando Lazio e Napoli. Il Genoa rimane terzo per un punto, ma in casa blucerchiata ci sono motivi per cui sorridere e cose da rivedere. A fine gara, però, ciò che conta è esser tornati alla vittoria, che mancava da un altro 3-1, quello rifilato in casa alla Fiorentina. E sopratutto hanno segnato tutti e tre gli attaccanti.

Eder, 28 anni, al quarto gol in questo campionato.

La Samp si presenta al Bentegodi con mille tifosi al seguito e una squadra rivoluzionata. Rispetto all'impegno di Coppa Italia, tutta la squadra è cambiata: torna Romero in porta, Romagnoli dall'inizio, mentre Rizzo e Duncan sono i prescelti per sostituire gli squalificati Soriano e Obiang. L'Hellas, che non vince da sette gare, cerca una vittoria che servirebbe a scacciare la crisi: gli scaligeri fanno fatica a segnare e a tornare quelli smaglianti di inizio stagione.
La partita è equilibrata nelle prime battute: i padroni di casa hanno un paio di occasioni. Al 1' Gonzalez prova di testa, ma è facile per Romero; al 13' Moras tenta l'anticipo sul primo palo, ma spara alto. Dal canto loro, gli ospiti hanno tre occasioni chiare con Eder, Gabbiadini e Silvestre: sulle prime due interviene Rafael, mentre l'argentino manca di precisione sul colpo di testa da corner. L'episodio chiave è al 26': Gabbiadini lancia in profondità Eder, che una volta entrato in area viene steso da Marquez. Il rosso e il rigore sono ineccepibili, così come la trasformazione del numero 23 blucerchiato: Rafael spiazzato, quarto gol in campionato per l'attaccante. La Samp dovrebbe entrare in modalità gestione, ma lo fa (come al solito) male: la squadra è molle. Prima Palombo regala un'occasione agli avversari e Nico Lopez grazia Romero. Poi il pareggio arriva: tiro di Tachtsidis, pessima respinta di Romero e si avventa Toni sul pallone. Mentre i centrali dormono, l'1-1 è servito. Rizzo avrebbe una chance al 41', ma dopo una bella discesa il suo tiro è a lato.
Al riposo, Mihajlovic deve aver dato una bella strigliata ai suoi: in campo entra un'altra Samp. L'Hellas ha finito un po' la benzina e la Samp non aspetta altro. Al 56', arriva il nuovo vantaggio ospite: cross di Gabbiadini, Okaka è lasciato solo un momento da Guillermo Rodriguez e il numero 9 del Doria punisce gli scaligeri. Terzo gol in campionato e 2-1. Da quel momento, i padroni di casa mollano, tanto che la Samp ha un'altra occasione con Gabbiadini, sempre fermato da Rafael. Il portiere non può nulla però al 61': palla in profondità di Krsticic, Eder mette in mezzo e Gabbiadini mette dentro a porta vuota il suo quinto gol in campionato. Da lì, la gara diventa un esercizio di tenacia per l'Hellas, che prova almeno a segnare il secondo. Ma è la Samp a sfiorare il quarto ancora con Okaka, che però a due passi dalla porta spreca la giocata di Rizzo, centrando il palo. La vittoria è importante per la Samp, che torna a -1 dalla zona Champions e si prepara alla grande per la sfida alla Juventus di domenica prossima.

Luca Toni, 37 anni, mette dentro il gol del momentaneo 1-1.

Romero 5.5; De Silvestri 6.5 (dal 25' s.t. Cacciatore 6), Silvestre 5.5 (dal 39' p.t. Gastaldello 6.5), Romagnoli 6, Mesbah 6; Rizzo 7.5, Palombo 6.5, Duncan 5 (dal 9' s.t. Krsticic 6); Gabbiadini 7, Okaka 6, Eder 7.5 - già pubblicate su SampNews24

Ieri sera la Samp ha tirato fuori una buona prova, ma ha rischiato l'ennesima topica di questa stagione. Sull'1-0 e con l'uomo in più, l'Hellas è stato in grado di rimontare solo grazie a un Doria mollo, incapace e/o indolente nel cercare il raddoppio. Il gol di Toni ha mostrato tutto quello che non va in questa squadra: la mollezza. Delle volte - non capisco se per presunzione o incapacità - la squadra si specchia e manca di quella cattiveria che Mihajlovic vorrebbe quando si dovrebbe finire la preda.
Fortunatamente la ripresa è stata un'altra cosa. Una volta segnato il gol del secondo vantaggio con Okaka, i padroni di casa non sono stati più in grado di rimontare. Anzi, la Samp ha infilato anche il terzo con Gabbiadini, che ha esultato (e meno male). Se i blucerchiati avessero segnato il quarto nel finale di gara, non ci sarebbe stato nulla da dire: l'Hellas era piuttosto sbilanciato e qualche occasione in contropiede la Samp l'ha avuta.
La verità è che Genova sta diventando la capitale del calcio. Milano affanna e l'Inter ha avuto la peggior partenza da vent'anni. Torino vede la Juve prima, ma il Torino sta facendo bene solo in Europa. Roma sorride, ma bisognerà vedere se giallorossi e biancazzurri avranno effettivamente lo stesso passo fino a fine campionato. Genova invece appare solida. E se i rossoblu forse possono aver avuto qualche episodio di gioco in più a favore, la Samp piange diversi punti buttati: dalla trasferta di Cagliari a quella di Cesena, dalla gara contro il Milan al finale con il Napoli. Chissà dove saremmo ora.

La festa blucerchiata dopo il 3-1 di Gabbiadini: sarà il risultato finale.

02 dicembre 2014

La quarta beffa.

Fa male. Fa dannatamente male. La Samp butta via altri due punti dopo quelli contro Cagliari, Milan e Cesena, pareggiando 1-1 contro il Napoli di Benitez. Un pari che fa male non tanto per quanto visto in campo: il risultato finale in quel caso è giusto. Tuttavia, la Samp aveva la gara in mano ed è riuscita a subire il gol del pareggio al 92' da un isolato Zapata. L'ennesima dimostrazione che questo è un ottimo gruppo, ma deve ancora imparare tanto in malizia.

 Il duello tra Gonzalo Higuaín, 26 anni, e Alessio Romagnoli, 19.

La Samp riparte dopo il rocambolesco 1-1 di Cesena e cambia radicalmente faccia per affrontare il Napoli terzo in classifica. Dentro Mesbah per Regini e Romagnoli per Gastaldello in difesa, dove viene confermato Romero in porta. Non solo cambio di retroguardia, ma anche di modulo: Mihajlovic opta per un più prudente 4-3-1-2: il sacrificato è Gabbiadini, che parte dalla panchina. Davanti la coppia d'attacco è Eder-Okaka, con Soriano alle loro spalle e Rizzo a centrocampo. Dal canto suo, il Napoli punta alla vittoria senza Mertens, ancora non al meglio: al suo posto Ghoulam è spostato esterno alto, mentre Britos gioca da terzino.
L'intera gara non è stata entusiasmante, ma il primo tempo soffre particolarmente della mancanza di spettacolo. Ghoulam ci prova al 10' con un'incornata, ma non riesce a centrare la porta. Al 21' la Samp va in vantaggio, ma il gol è da annullare: sul tiro ribattuto di Soriano, Eder parte in posizione irregolare prima di saltare Rafael e segnare. Un minuto dopo, Higuaín ha un'occasione di testa, ma la sua incornata è larga. Lo stesso centravanti dell'Argentina ha una super-chance al 37' in contropiede, ma Romero in uscita gli toglie la palla. La Samp è tutta in una punizione di Mesbah centrale e in un'incornata di Romagnoli su corner fermata da Silvestre. Gara un po' nervosa, viste le quattro ammonizioni al termine della prima frazione.
Alla ripresa, la Samp è più decisa. E lo dimostra immediatamente, perché i padroni di casa vanno in vantaggio: al 57', la palla rimane dalle parti di Eder, che aggiusta la mira e scarica una gran rasoiata di destro dal limite. Niente da fare per Rafael e 1-0 blucerchiato. SArebbe il giusto episodio che sblocca la gara e la porta dalla parte della Samp, ma la squadra di Mihajlovic subisce un paio di contropiedi pericolosi: solo l'imprecisione e un Romero attento in uscita evitano il peggio. Eder ha un'altra occasione al 62', ma spara fuori dopo l'uno-due con Okaka. Azione fotocopia per Higuaín, che però schiaccia troppo il tiro e centra Romero. La partita sembra tranquillamente avviarsi verso la vittoria blucerchiata, ma la Samp tira il freno troppo presto: al 92' il cross di Ghoulam è perfetto, Romagnoli scala inutilmente su Higuaín e Zapata - entrato un quarto d'ora prima - è libero di incornare per l'1-1 finale. Una beffa - l'ennesima stagionale - di cui la squadra di Mihajlovic non aveva sicuramente bisogno.

Duvan Zapata, 23 anni, zittisce il Ferraris dopo l'1-1 finale.

Romero 6; De Silvestri 6.5, Silvestre 6.5, Romagnoli 6, Mesbah 6; Obiang 5.5 (dal 1' s.t. Duncan 6.5), Palombo 6, Rizzo 6.5 (dal 33' s.t. Gabbiadini 6); Soriano 6.5 (dal 25' s.t. Krsticic 5.5); Eder 7, Okaka 6 - già pubblicate su SampNews24

A conti fatti, il pareggio contro la terza squadra più forte del campionato, l'imbattibilità mantenuta in casa e l'ennesimo gol di Eder sono tutti dati incoraggianti. Tuttavia, il tifoso medio blucerchiato sta facendo la bocca alla possibilità di andare in Europa. E la quarta rimonta subita nell'ultimo mese e mezzo onestamente non si accompagna adeguatamente ai sogni continentali. La parte sinistra della classifica, giocando in questa maniera, è saldamente nelle mani della Samp: finora l'unica squadra che è sembrata un filino sopra la media dei blucerchiati è la Roma, che però non è riuscita comunque a strappare la vittoria contro il Doria.
A ben guardare la classifica, non c'è molto da preoccuparsi: il Genoa e lo stesso Napoli sono a un punto e il momento di forma dei cugini rossoblu non potrà durare in eterno. Così come quello della Samp, che però sembra una squadra più omogenea, che riesce a far bene nonostante il cambio di interpreti. Ieri mancavano Gabbiadini e Regini, ma la differenza non si è sentita molto. Anzi, il 4-3-1-2 ha consentito di contenere in maniera più agevole un Napoli comunque meno pericoloso rispetto alle attese.
Ora la Samp punta al prossimo impegno. Prima ci sarà la Coppa Italia giovedì sera, quando il Doria ospiterà il Brescia per il quarto turno della coppa nazionale. Poi sarà la volta del campionato, dove si andrà di scena a Verona contro l'Hellas lunedì prossimo alle 21. Un giorno di festa - quello dell'Immacolata - per celebrare uno dei gemellaggi più importanti della recente storia doriana. A patto che il clima di festività non induca la squadra di Mihajlovic a subire l'ennesima beffa di questo 2014-15.

Eder, 28 anni, al suo terzo gol in campionato quest'anno.

24 marzo 2014

Datemi una manita.

Mamma, che giornata. Mi dispiace aprire in modo così informale il mio commento alla partita di ieri, ma la Samp tira finalmente fuori le "palle" richieste da Mihajlovic la scorsa settimana e schianta l'Hellas al Ferraris con un punteggio che non lascia spazio ad alcuna replica. Il 5-0 ai gemellati butei è uno score che non lascia molto spazio alla fantasia. Forse gli scaligeri avrebbero meritato almeno il gol della bandiera, ma Mihajlovic ha ottenuto quello che voleva.

Domenico Maietta, 31 anni, e Fabrizio Cacciatore, 27, sfidano Maxi Lopez, 29.

Dopo la debacle di Bergamo, la Samp si presenta con qualche cambio all'appuntamento con l'Hellas al Ferraris: dentro Renan e Sansone per Krsticic ed Eder, apparsi spompati e confusi nella gara della scorsa settimana. Inoltre, niente più 4-2-3-1, ma un più offensivo 4-3-3, da sempre il modulo preferito da Mihajlovic. L'Hellas, in caduta libera nel girone di ritorno dopo la cessione di Jorginho, si presenta con una formazione speculare, con il trio Iturbe-Toni-Jankovic davanti. Pronti, via e la Samp passa subito: gran sinistro di Renan dalla distanza, il palo ferma il brasiliano ma sulla respinta Sansone la butta dentro da rapinatore d'area. 1-0 e l'attaccante si è già riscattato agli occhi del pubblico blucerchiato dopo tre minuti di gioco.
I padroni di casa gestiscono la gara, mentre gli ospiti tentano di trovare subito la via del pareggio: prima Toni trova Da Costa pronto su un suo tiro, poi il mancino di Iturbe sfiora il palo dal limite dell'area. Nei primi 20', l'Hellas ci prova ancora con Romulo e Toni (su cui salva Regini), mentre la Samp si fa vedere sopratutto grazie a Sansone, due volte minaccioso con il suo mancino, su cui Rafael è attento. Ma nulla può il numero uno gialloblu sul 2-0 al 22': angolo di Gabbiadini, che scarica fuori area per il mancino letale di Renan. La leggera deviazione dell'arbitro Calvarese cambia i piani del brasiliano, che calcia di destro e trova comunque la via della rete. Da lì, l'inerzia della gara finisce in mani blucerchiate: Gabbiadini testa un paio di volte Rafael, ma il 3-0 è nell'aria. E arriva al 37', con un'azione da applausi: lancio di Palombo per Sansone, che scarica sulla corrente Regini. Il terzino Samp salta l'avversario e mette in mezzo: Lopez fa da schermo, Soriano anticipa Albertazzi e segna il terzo gol dei padroni di casa. Grande festa e partita virtualmente chiusa.
Se mai servisse la conferma, Soriano apre la ripresa con un coast to coast concluso con il 4-0: gran sinistro dal limite dell'area e Rafael battuto per la quarta volta. Mandorlini non vede l'ora che finisca, mentre i suoi ragazzi sembrano disorientati. Iturbe impegna Da Costa un paio di volte, ma è più Maxi Lopez a impensierire Rafael. Che al 58' regala il 5-0 agli avversari: la punizione dal limite di Palombo è sul palo del portiere dell'Hellas, ma l'intervento di Rafael è tutt'altro che impeccabile. Festa anche per il vice-capitano, che torna al gol in A dopo tre anni. La partita sembra chiusa, ma lo è solo per la Samp: con gli ingressi di Rabusic e Cacia, l'Hellas vuole almeno salvare la faccia. E così parte un'altra gara, quella di Da Costa contro l'attacco ospite. Ferma Toni, stoppa due volte il neo-entrato Rabusic, fa disperare Cacia e s'improvvisa dribblomane nel finale. Una prestazione maiuscola quella dell'estremo difensore blucerchiato, che chiude una partita dominata in lungo e in largo. E' la vittoria casalinga più larga di questo campionato: eguagliato il 5-0 della Roma contro il Bologna a settembre e Samp virtualmente salva. Mancano forse un paio di punti, ma il più è fatto. Ora ci si chiede quali possano essere gli obiettivi di un Mihajlovic visibilmente soddisfatto: la risposta dopo Bergamo c'è stata. Eccome se c'è stata.

La gioia di Renan Garcia (a destra), 27 anni, dopo il 2-0 segnato nel primo tempo.

Da Costa 7; De Silvestri 6.5, Mustafi 6, Gastaldello 6.5, Regini 7.5; Soriano 8, Palombo 7 (dal 35' s.t. Salamon s.v.), Renan 7.5; Gabbiadini 6.5 (dal 17' s.t. Eder 6), Maxi Lopez 6.5, Sansone 7.5 (dal 25' s.t. Bjarnason 6) - già pubblicate su SampNews24

Non c'è che dire: forse è stata la migliore partita della Samp nell'ultimo anno. Era dal doppio impegno contro Juventus e Pescara nel gennaio 2013 che non vedevo una squadra così coesa e sull'attenti a ogni minimo stimolo. Erano i primi tempi di Delio Rossi. La giusta concentrazione è l'antidoto migliore contro gli avversari: oggi quasi tutti sono stati attenti dal primo all'ultimo minuto, sempre sul pezzo. Ora la salvezza è cosa praticamente fatta: diciamo che una vittoria o un pareggio in quel di Reggio Emilia, nella prossima gara contro il Sassuolo, metterebbe la parola fine al discorso.
Il problema ora è un altro: con nove giornate alla fine, quale può essere l'obiettivo di questa Samp? Gli incontentabili sognano l'Europa League, gli ottimisti si vedono nella parte sinistra della classifica. Io voglio esser ancor meno ambizioso, a differenza di Mihajlovic. Il discorso è che quando la Samp ha tentato la scalata si è fatta male: ricordiamoci le dichiarazioni prima delle gare contro Roma, Milan o Atalanta. Appena la Samp ha alzato la testa più del dovuto, ha preso botte forti. Insomma, bisogna evitare una fine alla Icaro: volare troppo vicini al sole fa male.
E allora è meglio sperare in un buon finale di stagione, magari con l'obiettivo della parte sinistra, ma senza esser troppo pressanti al riguardo. Personalmente, 45 punti e l'evitare altre "figure di merda" (cit. Mihajlovic) sarebbero due obiettivi sufficienti per il resto della stagione blucerchiata. Il calendario propone altre nove gare, di cui cinque in trasferta e quattro in casa. Vorrei la rivincita sul Sassuolo dopo la gara d'andata, mi piacerebbe un bel colpo all'Olimpico domenica prossima e far dispetti a Inter e Napoli quando verranno a Genova per le rispettive gare di campionato. In sintesi, divertirsi.
Se fosse possibile, dare una chance anche a coloro che si sono visti di meno in questo campionato. Ieri Renan e Sansone hanno brillato, ma dare qualche minuto anche ad altri sarebbe bello. Capire se Sestu vale un eventuale riscatto. Vedere se Salamon può esser utile a questa Samp, centrocampista o difensore che sia. Dare qualche altra gara a Obiang, ai margini in questo scenario felice, e a Fiorillo. Continuare a crescere Fornasier in casa (la classifica lo permette) e vedere se Rodriguez è da mettere su un aereo per il Sud America a giugno. Per far tutto questo, ci vorrà una mano da tutti: allenatore, giocatori e società. I tifosi l'hanno già data. In cambio, la manita è servita.

La festa della squadra blucerchiata dopo l'1-0 di Gianluca Sansone, 26 anni.

03 marzo 2012

Stanno lavorando per noi.

Ci voleva una vittoria per mantenere le ultime speranze di playoff e vittoria è stata: la Samp infila la seconda vittoria consecutiva in casa (cosa mai successa prima quest'anno) e rimane a -8 dal Varese, ultima squadra dentro la griglia delle posizioni per i playoff di Giugno. Ora arriverà l'Empoli a Marassi, per il recupero della gara di Febbraio, e si spera di arrivare anche a -5 per sognare legittimamente quello che molti vorrebbero, ma che forse nessuno osa realmente nominare: la Serie A.

Rispetto a Torino, mancano Obiang squalificato e Renan infortunato: al loro posto, vanno in campo Kristicic in cabina di regia e Soriano come mezz'ala a sinistra. Inoltre, Eder torna a prendersi il suo posto davanti al posto di Bertani e continua la staffetta tra Juan Antonio e Foggia, con il primo in campo al posto del secondo, che a Torino era stato titolare. Il Verona si presenta con i soliti 11, con la rivelazione Juanito Gomez a sostenere Ferrari e Halfredsson ad orchestrare le manovre di centrocampo.
Nel primo tempo, il Verona non si vede mai, se non per un tiro contrastato di Russo e la conseguente girata debole di Juanito, che finisce tra le braccia sicure di Romero: per il resto, gli scaligeri si limitano a stare nella loro metà campo, incapaci di creare qualcosa lontanamente vicina ad essere chiamata occasione; la Samp, invece, ha un grosso possesso palla, che però non si concretizza in tiri significativi verso la porta di Rafael. Un'incursione di Soriano crea scompiglio in area e Eder perde il tempo, prima di farsi recuperare da Ceccarelli: la Samp sembra un po' spuntata.
Poi, la premiata ditta si mette in azione e crea il primo cioccolatino odierno: Eder aspetta Pozzi in area, lo serve solo e il numero 9 non perdona un Rafael fin lì attento. Decimo gol in campionato (non so se in posizione regolare) per il ragazzo di Santarcangelo, che corre fino alla tribuna e cerca qualcuno a cui mandare un bacio (ipotizziamo la figlia..); 1-0 e primo tempo portato a casa senza troppi patemi.
Il tifoso sampdoriano in versione 2011-2012 si aspetta di essere ripreso nella seconda frazione.. ed invece la squadra continua ad essere quadrata, concentrata, sul pezzo e la premiata ditta punisce subito il Verona: Eder s'invola verso l'area del Verona, ai 25 metri perde un contrasto, la palla gli rimbalza addosso e Pozzi (stavolta in linea con la difesa del Verona) raccoglie la palla e punisce il portiere avversario con un potente destro. Corsa sotto la Sud, coperto dai compagni e 2-0 che chiude praticamente la partita: sì, perché da lì, la partita diventa un divertente allenamento, in cui si rischia poco (il sinistro di Russo la maggiore occasione per i gialloblu), si crea qualche altra occasione (destro di Eder smanacciato in angolo da Rafael), girata di Foggia alta) e si porta a casa tre punti d'oro. Probabilmente il Verona non è neanche quello brillante visto nelle partite precedenti, possibile che la squadra veronese abbia finito la benzina e si stia rilassando in vista dei playoff, parecchio probabili per i veneti.

Cosa dire a questa Samp? Nulla. Oggi si è giocato bene, molto attenti e preparati a tutto: sembrava una vittoria del Torino di quest'anno. La difesa è stata quadrata, il centrocampo attento a fare le cose semplici e l'attacco un killer col silenziatore. Unica nota negativa è Juan Antonio: in generale, il trequartista della Samp a fine primo tempo di ogni partita risulta essere sempre il giocatore più deludente nei primi 45'. E chi subentra fa sempre meglio di chi gioca dall'inizio.. è un problema da risolvere, in attesa di tempi più difficili.

Romero 6.5 - Ordinaria amministrazione, fa tutto quello che deve fare e conferma di essere due passi avanti a tutti.
Berardi 7.5 - Partita spettacolare del terzino ex Brescia: per descriverlo con una parola un po' forte, cazzuto. Veramente cazzuto. Ricorda un Campagnaro senza tecnica.
Gastaldello 7 - Ferrari non gli risulta difficile da marcare.
Rossini 7- - Torna quello delle prime apparizioni, intraprendente se serve, ma elegante ed attento al centro della difesa.
Costa 6.5 - Persino lui fa il suo, anche se il suo dirimpettaio Juanito Gomez non è in giornata straordinaria e Cangi non sale mai.
Kristicic 6.5 - Rimango un po' critico sul suo utilizzo in questo ruolo: a mio modo di vedere, è più una mezz'ala o un trequartista, non ha il piede da regista. Lo si è visto nei pochi lanci lunghi che ha tentato, quando invece ha impostato sul corto, ha fatto benissimo. Grande Nenad, continua così.
Soriano 6.5 - Poche occasioni per lui quest'anno, questa la sfrutta bene, facendo il giusto lavoro della mezz'ala.
Munari 7+ - Giocatore che è tagliatissimo per il ruolo che svolge e per il campionato nel quale siamo. Finché saremo in B, Gianni Munari sarà solo un valore aggiunto: dinamico, attivo e sempre sul pezzo.
Juan Antonio 4.5 - Brutta partita dell'argentino, qualche folata ma di suggerimento neanche uno. Fortuna che c'è Eder a suggerire Pozzi..
Eder 6.5 - Non gli metto 7 perché l'esitazione davanti alla porta nel primo tempo è un insulto al talento che può sprigionare in una categoria come la Serie B. Per il resto, sui due gol c'è il suo zampino.
Pozzi 7.5 - Siamo a 11. C'era chi diceva che non sarebbe neanche arrivato in doppia cifra: sembra definitivamente cresciuto, teniamocelo stretto.

Bertani 5 - Continua a sembrare l'ombra del giocatore visto a Novara. Fornaroli o Icardi, in questo momento, farebbero figure più dignitose.
Foggia 5.5 - Un altro giocatore che le cose semplici non sa dove siano di casa.
Laczko 5.5 - Non entra bene in partita, ma anche Iachini continua a vederlo inspiegabilmente mezz'ala di centrocampo.

14 in 7 partite del girone di ritorno: la media, se si fosse partiti con un campionato dal 14 Gennaio 2012, è indubbiamente buona. Rimanere con questo ritmo è l'unico metodo per centrare i playoff. Speriamo che i ragazzi ed il mister non ci deludano, anche se ci sono indubbiamente dei problemi da risolvere, come il dualismo Foggia vs. J. Antonio, terzini che - secondo me - spingono poco e la scarsissima vena di Bertani, che è l'ombra del giocatore ammirato ad inizio campionato da almeno 4-5 mesi. Ora arriva l'Empoli: attenzione ai toscani, che sono a pezzi e stanno rischiando seriamente la retrocessione, nonostante una squadra nettamente superiore alla zona che occupano. Si può dire che la squadra ed i giocatori siano una sorta di cantiere, stanno lavorando per noi. Speriamo che ne sia valsa la pena a Giugno 2012.

Nicola Pozzi, 25 anni, festeggia dopo il secondo gol segnato al Verona.