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16 febbraio 2015

Maledetto turn-over.

Un'altra bastonata in trasferta per la Sampdoria. Non inganni il risultato: chi non ha visto la gara del Bentegodi e legge del 2-1 finale, potrebbe pensare che la sconfitta è ingiusta. In un certo senso il Chievo non ha fatto molto per impensierire la Samp, ma se c'è un colpevole, non c'è che da guardarsi allo specchio. E vista la formazione scesa in campo - rimaneggiata per tutelare i diffidati in vista del prossimo derby - c'è da augurarsi una gara da leoni contro il Genoa.

Emiliano Viviano, 29 anni, non può nulla in uscita sul 2-0.

La Samp arriva al Bentegodi dopo il pareggio contro il Sassuolo. Mihajlovic mette in atto una sorta di mini-rivoluzione per gli undici da schierare: troppa paura di perdere giocatori fondamentali per squalifica, come Eder o Soriano. E allora dentro Wszolek terzino, Acquah dal 1' e Correa all'esordio. Prima da titolare pure per Eto'o, che affianca Bergessio. Dal canto suo, il Chievo non si snatura e mantiene il 4-4-2 che l'ha portato alla vittoria a Parma appena quattro giorni.
Diciamo che l'intera partita è sembrata un inno all'anti-calcio, ma il primo tempo molto più della ripresa. In questo, la Samp non è neanche fortunata, visto che passa in svantaggio al 2': tiro di Izco dai 20 metri e Romangoli devia la palla. Viviano, già coperto, non vede neanche la deviazione e non può che sfiorare la palla prima che entri in porta. La Samp colleziona l'unica chance del primo tempo con Wszolek al 6', ben servito da Eto'o in area, ma Bizzarri è pronto all'uscita. Meggiorini e Birsa provano un paio di mancini dalla distanza, ma entrambi vanno larghi. La partita scorre verso l'intervallo senza grossi sussulti, ma Wszolek commette una follia al 40'. Su respinta da calcio d'angolo blucerchiato, il polacco è l'ultimo uomo. Normale, visto che i terzini spesso rimangono dietro sui corner. Peccato che per evitare un avversario, Wszolek rientri sul sinistro a centrocampo. In agguato c'è Meggiorini, che gli ruba palla e vola solo verso la porta. Davanti a Viviano in uscita, l'ex Torino segna il 2-0. Peggio non si poteva chiudere un primo tempo già molto mediocre.
La ripresa cambia leggermente di tono. Più vivace, anche perché la Samp cambia Correa (forse non era lui l'uomo da far uscire...) per Muriel, che esordisce con la maglia blucerchiata. In realtà il secondo tempo è una girandola di ammonizioni, cambi e tiri centrali del Chievo. I padroni di casa aspettano la Samp, sapendo di poter contare sulle ripartenze e su una difesa granitica. A turno Meggiorini, Birsa e Paloschi ci provano, ma sono tutte soluzioni facili per Viviano. Il passaggio al 3-4-3 frutta qualche cambiamento, ma la Samp ha solo un'occasione fino al 90': cross in mezzo di Wszolek e Mesbah è solo sul secondo palo, ma l'algerino spara incredibilmente alto da cinque metri. Fino a quando Muriel scambia con Eto'o (numero circense del camerunense) e il colombiano deposita in rete il primo gol con la Samp. Nel finale Eto'o ha anche la chance per pareggiarla, ma il suo destro a giro è alto di poco. Forse è giusto così: il Chievo ha meritato - nella sua pochezza - di vincere. Più ordinato. Più cattivo. Diciamo "più" e basta.

Valter Birsa, 28 anni, al tiro dalla distanza: bene lo sloveno.

Viviano 6; Wszolek 4.5, Silvestre 5.5, Romagnoli 6, Mesbah 5; Acquah 6, Palombo 5.5, Duncan 5.5; Correa 5.5 (dal 1' s.t. Muriel 6); Bergessio 5, Eto'o 6.5 - già pubblicate su SampNews24

Dopo questa sconfitta, qualche domanda sorge su Sinisa Mihajlovic. Cosa vuol fare da grande? Gli hanno rotto il giocattolo e su questo non ci sono dubbi. Però la squadra sembra uscita rinforzata dal mercato invernale e sta tirando fuori diverse partite negative. Azzarderei che questa sconfitta con il Chievo - vista la qualità scadente dell'avversario - è addirittura peggiore di quella subita all'Olimpico, dove almeno c'era una Lazio lanciata verso la Champions.
La crisi della Samp è ben fotografata dalle statistiche di ieri sera. Giocare contro una squadra chiusa come il Chievo: i clivensi spesso hanno schierato dieci giocatori dietro la linea della palla, con Meggiorini o Paloschi lasciati in avanti a sé stessi. Però le statistiche non mentono (dati Squawka): la Samp ha avuto una miglior percentuale di passaggi riusciti (86% vs. 72%), più cross (34 a 13, senza creare un'occasione di testa), più corner (11 a 2) e un possesso palla migliore degli avversari (61%). Ciò nonostante, è arrivata la sconfitta. Segno che in questo momento il problema sembra più di testa che tecnico.
In più c'è da analizzare il turn-over, che si è improvvisamente trasformato in un alibi per la sconfitta. Eppure proprio contro il Chievo, nella gara d'andata al Ferraris, la Samp schierò la formazione-B con modulo diverso (4-3-1-2 invece dell'allora consueto 4-3-3) e i blucerchiati portarono comunque a casa i tre punti. Come mai che adesso i cambi - invece di un'arma - sono diventati una scusa? E allora tutti avanti al grido di "maledetto turn-over". Anche se il derby vale sempre tre punti. Come la gara persa ieri...

Samuel Eto'o, 33 anni, il migliore della Samp al Bentegodi.

28 aprile 2014

Una gioia per Vuja.

E' un giorno triste per la Samp. No, non è tanto la prestazione poco convincente contro il Chievo a lasciar interdetti i tifosi blucerchiati. Il Doria ha centrato la vittoria per 2-1 contro i gialloblu, ma sopratutto se ne è andato un pezzo di storia del club genovese: Vujadin Boskov si è spento all'età di 82 anni. Lottava da tempo contro un male difficile da sconfiggere ed era un po' che non lo si vedeva in giro. Le sue massime, i suoi risultati, ma sopratutto la sua genuinità rimandano a un calcio che oggi quasi non esiste più.

Roberto Soriano, 22 anni, match-winner della gara di ieri: quarto gol in campionato.

La Samp si era presentata al Ferraris per la sfida contro il Chievo con il ritorno al 4-2-3-1: Fiorillo confermato in porta, mentre Sansone strappa una maglia dal primo minuto, come Okaka davanti. Dal canto suo, il Chievo puntava a strappare qualche punto per la salvezza con un pesante 4-5-1: il solo Théréau davanti, con Obinna sull'esterno destro e una folta pletora di centrocampisti per fermare il gioco blucerchiato. All'11' la Samp avrebbe già l'occasione per sbloccare la gara, con Eder steso da Agazzi in area. Sarebbe rosso ed espulsione del portiere clivense, ma il brasiliano esita ad andar giù e Orsato concede il vantaggio per Soriano, che tira però addosso allo stesso Eder. E' un primo tempo spento, in cui il Chievo aspetta i padroni di casa e non si fa praticamente vedere dalle parti di un annoiato Fiorillo. Anzi, è Sansone a scaldare i guantoni di Agazzi al 28', con un bel sinistro parato dal portiere gialloblu. Nel finale ci sarebbe anche l'occasione per andare in vantaggio: punizione in mezzo, Mustafi anticipa Agazzi e Gastaldello si ritrova con un colpo di testa a porta vuota. Ma il capitano centra il palo - per altro in fuorigioco - e si chiude i primi 45' sullo 0-0.
La ripresa non ha un copione granché diverso: la Samp ha tanto possesso palla, ma conclude poco nella porta di Agazzi, né spinge sul 4-5-1 avversario. Il massimo prodotto dai blucerchiati nel primo quarto d'ora della ripresa è un destro dalla distanza di Palombo, che va poco a lato dal palo della porta di Agazzi. Così, al primo episodio buono, il Chievo ha il match-point della gara: Obinna scaglia un bel destro, ma coglie il palo. Sulla respinta, la difesa è immobile e lo stesso nigeriano torna in possesso del pallone. Mustafi sceglie di stenderlo e il rosso per il difensore blucerchiato è inevitabile. Dal dischetto, Théréau non sbaglia, nonostante Fiorillo intuisca: 1-0 per gli ospiti e odore di beffa. L'ingresso di Gabbiadini e l'inferiorità numerica non aiutano la risalita dei padroni di casa, sebbene Eder sfiori il gol. Poi arriva il pareggio dal nulla: palla recuperata da Regini, che cavalca per settanta metri e mette un bell'assist per Eder. Il brasiliano entra in area e trova lo spazio sul primo palo, battendo Agazzi: pareggio e finalmente doppia cifra per l'attaccante della Samp. Nel finale, la partita sembra incamminata sull'1-1: il Chievo neanche ci crede, tanto che Corini non rischia e inserisce Lazarevic per Obinna. Il destro da 30 metri di Radovanovic all'88' viene respinto da Fiorillo, ma la botta di... fortuna è dietro l'angolo per la Samp. Minuto 93: cross di Regini, respinta maldestra di Hetemaj e il destro di Soriano da dentro l'area batte Agazzi per il 2-1. Vittoria meritata solo per la pochezza dell'avversario, ma è il classico colpo di coda inaspettato. La Samp vola a quota 44 punti, il Chievo può solo mangiarsi le mani per aver giocato una gara puramente conservativa.

Il rigore trasformato da Cyril Théréau, 31 anni, per l'1-0 temporaneo del Chievo.

Fiorillo 6 - Cosa bisogna rimproverargli? Fa il suo lavoro, sul rigore intuisce ma non c'arriva.
De Silvestri 5 - Partita deludente del terzino: dovrebbe spingere come un dannato, invece è timido e sembra molliccio in questo finale di stagione.
Mustafi 5 - Bene fino al rigore causato per trattenuta su Obinna: aveva due scelte, ha deciso per il penalty.
Gastaldello 6 - Centra un palo a fine primo tempo, ma non corre questi gran rischi.
Regini 6.5 - Decisamente il migliore della difesa: è lui a cavalcare bene per il campo e a servire un bell'assist per l'1-1 di Eder.
Palombo 6 - Solidità di fronte a un centrocampo tosto come quello clivense.
Krsticic 5.5 - La sensazione che continua a trasparire è che non sia proprio il suo anno. Pochi spunti.
Eder 6 - Segna, sì. Fa il 10° in campionato, ok. Ma si vede poco e sopratutto l'unica volta che potrebbe buttarsi non lo fa, facendo sfuggire un rigore certo per fallo di Agazzi in uscita al 10' del primo tempo.
Sansone 5.5 - Insomma. Niente di che, corre molto, ma non incide.
Soriano 6.5 - Apparte il gol-vittoria, è uno di quelli che non corre mai a vuoto. Sarà molto interessante vedere se la sua evoluzione sarà confermata il prossimo anno, con o senza Mihajlovic.
Okaka 6.5 - Nel grigiore del primo tempo, sembra l'unico ad avere qualche idea. Alla distanza cala, ma è stato molto bravo contro la tignosa difesa avversaria.

Gabbiadini 5.5 - Onestamente il ragazzo è appena rientrato e aspettarsi qualcosa fuori dal normale è esser ingenerosi: tanto lavoro oscuro quando la Samp è in dieci.
Fornasier 6 - Fa il suo dopo l'espulsione di Mustafi.
Renan s.v. - E' tardi per incidere, ma mostra più grinta di Krsticic nel finale convulso.

Samp che si porta a 44 punti, ma che non può essere felice. La prestazione è stata scadente. Sì, tanto possesso palla e la sensazione che il Chievo potesse esser asfaltato. Ma la partita - nonostante rimonta e vittoria finale - è stata la peggiore dell'ultimo mese. Figuraccia per figuraccia, tanto vale mandar in campo la Samp-bis per le tre gare finali. Ora si attende la trasferta di Parma. Intanto Mihajlovic non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro. Chi invece se ne è andato Vuja: sarebbe stato bello dedicargli la vittoria, spero che per Samp-Napoli ci sia il giusto omaggio a un pezzo di storia blucerchiata. Ciao, Vuja: ci mancherai.

Vujadin Boskov, pezzo di storia blucerchiata, si è spento ieri all'età di 82 anni.

16 dicembre 2013

Di cinismo e concretezza.

Chi pensava che Chievo-Samp sarebbe stata spettacolo solo perché le due squadre erano reduci da momenti positivi, si è sbagliato di grosso: il match di ieri è stata una lotta di calci più che di calcio. Tanti ammoniti, gioco spezzettato e poche (clamorose) occasioni. La Samp, tuttavia, si porta via tre punti grazie alla zuccata di Eder e spera di allontanarsi sempre più dalla zona pericolosa. E Mihajlovic si sta guadagnando tanto rispetto da chiunque abbia seguito la Samp negli ultimi mesi.

Sinisa Mihajlovic, 44 anni: otto punti in quattro gare con la Samp.

I blucerchiati, reduci dalla terza vittoria in campionato contro il Catania domenica scorsa, arrivano a Verona con qualche problema di formazione. Mancano Costa e Pozzi, entrambi acciaccati, sebbene il numero 9 riesca almeno a farcela per la panchina. Dentro quindi Regini e Krsticic, con Soriano spostato sull'esterno sinistro ed Eder in posizione di centravanti. Nel Chievo, Corini deve rinunciare a Dramé per squalifica e al suo posto mette Sardo sull'esterno difensivo mancino. Davanti, l'ex Estigarribia fa compagnia a Thereau e Sestu per il tridente d'attacco.
Pronti, via e al 4' il Chievo ha la chance più importante di tutta la gara: palla in profondità di Sestu, Thereau si presenta davanti a Da Costa, calciando però addosso al brasiliano. Dopo dieci minuti, un contatto tra Frey e Gabbiadini lascia più di un dubbio vicino l'area clivense; neanche il tempo di discuterne che lo stesso numero 11 blucerchiato si ritrova lanciato da Mustafi in area, ma non sfrutta bene il lancio del compagno. Si arriva così quando le lancette segnano il 16': corner di Palombo, Eder stacca di testa e batte Puggioni per l'1-0. Nell'occasione, malissimo Frey in marcatura. Sesto gol per l'attaccante brasiliano del Doria in questo campionato. Da lì in poi, il baricentro blucerchiato s'abbassa troppo ed il Chievo ha maggior spazio d'impostazione, ma un colpo di testa centrale di Thereau è il massimo sforzo dei padroni di casa in un brutto primo tempo.
Alla ripresa, nessun cambio per le due compagini. Tuttavia, la Samp ha l'occasione per chiudere una gara monotona: su retropassaggio di Dainelli, Gabbiadini s'inserisce e s'invola verso Puggioni. L'attaccante blucerchiato salta anche il portiere del Chievo, ma spara alto con lo specchio totalmente libero. Errore clamoroso, che rischia di oscurare quanto di concreto fatto dalla Samp durante la gara. Anche perché gli ospiti hanno dovuto rinunciare a Eder, uscito per infortunio e sostituito da Bjarnason. Intanto, Corini si gioca le carte Pellissier e Paloschi pur di pervenire al pareggio. La verità, però, è che il Chievo impensierisce solo dalla distanza e neanche con tanta continuità: il destro di Hetemaj da 25 metri costringe Da Costa alla respinta in tuffo. Allo stesso modo, sarà Lazarevic ad impegnare ancora il portiere blucerchiato, senza però impensierirlo. Il pericolo più grande per la porta degli ospiti nella ripresa è una deviazione sbilenca di Pellissier, che però non trova la porta. A fine gara, è anzi la Samp che ha una buona occasione per il 2-0, ma Sansone cincischia troppo davanti alla porta di Puggioni. Finisce 1-0 per i blucerchiati, che si portano a casa un'altra vittoria scaccia-crisi prima dell'ultima gara pre-sosta natalizia.

Il disappunto di Dario Dainelli, 34 anni: prima sconfitta del Chievo sotto Corini.

Da Costa 6.5 - Di lavoro ne ha veramente poco: qualche conclusione dalla distanza su cui buttarsi in tuffo e la chiusura fondamentale su Thereau. C'è sempre.
De Silvestri 6.5 - Estigarribia neutralizzato alla perfezione, Lazarevic gli fa passare qualche difficoltà, ma lui se la cava. Esce dolorante dal campo: speriamo non sia nulla di grave.
Mustafi 6 - Un pochino impreciso nei passaggi.
Gastaldello 6.5 - Gran bella gara la sua: si spinge persino in avanti in qualche occasione.
Regini 6 - Le gambe lunghe non lo aiutano nel duello con Sestu.
Palombo 7 - Decisamente uno dei migliori sul campo: tanta sostanza e nessun lancio a memoria. Mette anche l'assist per Eder per l'1-0 decisivo.
Renan 6 - Bene il primo tempo, malino il secondo.
Gabbiadini 5.5 - Si mangia un gol clamoroso che grida vendetta: lui non può sbagliare certe occasioni. Non può fare gol alla Del Piero e poi sparare alto a porta vuota.
Krsticic 6 - Tanta battaglia per il serbo, costretto a fronteggiare il tenace centrocampo clivense.
Soriano 7 - Un po' nervoso, rischia il rosso. Tuttavia, la sua gara - giocata sull'esterno sinistro - è esempio di intelligenza tattica e dedizione. Che la Samp abbia riscoperto un patrimonio?
Eder 6.5 - Segna il gol decisivo per la gara, ma è costretto ad uscire per un acciacco. In ogni caso, la posizione da centravanti non gli dona troppo.

Bjarnason 5.5 - Un po' invisibile. Ha una buona occasione, ma cincischia troppo.
Sansone 5.5 - Vedi Bjarnason. Nel finale potrebbe chiudere la partita, ma anche lui aspetta e si fa recuperare dalla difesa avversaria.
Rodriguez s.v. - Torna a giocare in campionato, peccato che lo faccia nel finale e ancora da terzino.

E ora la Samp attende il Parma per chiudere prima di Natale. La gara contro il Chievo ha dimostrato che si può andare ovunque, con il giusto cinismo e la concretezza appropriata. I blucerchiati non sono più arruffoni o, almeno, non sembrano più esserlo. Mancherà l'"amico" Cassano, ammonito (guarda un po') proprio quand'era diffidato e in vista dell'ennesimo ritorno al Ferraris con la terza maglia diversa in tre anni. Meglio così: per la Samp, sarà più facile pensare al campo e meno ai sentimenti.

Roberto Soriano, 22 anni, e Eder, 27: l'MVP ed il match-winner della gara.

25 febbraio 2013

La corsa continua.

E' come un treno inarrestabile: questa Samp non si ferma più. Sembra pazzesco, visto dove eravamo mesi fa, ma adesso è tutto vero; i blucerchiati battono anche il Chievo al "Ferraris" e si issano a quota 32, dove trovano ancor più tranquillità in vista dei prossimi match contro Parma e Cagliari. C'è chi parla di salvezza "ipotecata", ma forse è presto per fare previsioni; intanto, ci si può godere un Doria cattivo, arcigno e (perché no) anche fortunato in alcune situazioni.

Jonathan Rossini, 23 anni, lotta con Mahmadou Samassa, 26: è stata battaglia.

I blucerchiati, reduci da un periodo positivo e dal pareggio ottenuto a Napoli, sono pronti alla battaglia con lo stesso 11 delle ultime partite; niente da fare per Palombo, che non riesce a recuperare per la partita contro i veneti e così Rossini viene confermato nei tre di difesa. Anche Sansone parte nuovamente da titolare, viste le buone prestazioni contro Roma e Napoli. Diverso il discorso per il Chievo, incappato in un periodo difficile dopo la vittoria a Roma contro la Lazio e adesso a caccia di punti per solidificare la salvezza: il 5-3-2 è il solito schieramento di Corini, che gli permette la giusta copertura.
La Samp parte bene con una bella triangolazione tra De Silvestri e Sansone, se non fosse che il terzino effettua un tiro-cross che non spaventa nessuno. I padroni di casa tengono il pallino del gioco, anche se la partita è nervosa, senza alcun motivo particolare; Gastaldello ed Acerbi si beccano due gialli gratuiti, mentre Krsticic - non in giornata - si fa ammonire per proteste. Dopo un sinistro di poco conto di Acerbi da fuori area, la Samp trova il vantaggio: bell'azione di Obiang, che serve Poli al limite dell'area. Il centrocampista trova un bel destro a giro dal limite dell'area che fulmina Puggioni e porta in vantaggio i blucerchiati al 32': terzo gol in campionato. L'unico pericolo che poi corre la Samp è su un destro di controbalzo di Guana, sul quale Romero compie il miracolo di giornata, deviando in angolo con grande plasticità.
Se il primo tempo è sonnacchioso, la ripresa non fornisce migliori spunti; tuttavia, l'inerzia in campo cambia, visto che la Samp si ritrae e non riesce a costruire grandi occasioni, mentre gli ospiti si spingono in avanti per cercare il pareggio. L'entrata di Hetemaj per Dainelli sposta il baricentro dei clivensi verso un 4-3-1-2 più offensivo. Puggioni rischia l'espulsione per una brutta entrata su Icardi, ma l'arbitro valuta la presenza di altri due difensori veneti e concede solo il giallo per l'estremo difensore gialloblu; sulla successiva punizione, Sansone costringe Puggioni alla respinta. Da lì, i padroni di casa tendono a sparire; il Chievo tiene il pallino del gioco, ma non crea grossissime occasioni. Si rischia un rigore sacrosanto per il fallo di mano di De Silvestri su cross di Thereau, ma è sopratutto Hetemaj a sfiorare il pareggio su cross di Luciano. Fortunatamente, Eder chiude la gara con il 2-0 finale: su lancio un po' casuale di Mustafi, il brasiliano scatta in profondità e batte Puggioni in corsa. La partita si conclude lì, visto che il Chievo non ha la forza di fare due gol nel finale: è un'altra vittoria in questo bellissimo 2013.

Nenad Krsticic, 22 anni: il serbo, oggi, è mancato in fase di costruzione.

Romero 6.5; Rossini 6, Gastaldello 6, Costa 7; De Silvestri 6, Obiang 6, Krsticic 5, Poli 7, Estigarribia 5.5; Sansone 6.5, Icardi 5.5 (Eder 6.5, Mustafi 6)

Con questo successo, la Samp diventa la squadra ad aver conquistato più punti dall'inizio del 2013: mica male per chi era convinto che i blucerchiati non sarebbero riusciti a tirarsi fuori dai guai. Invece, grazie all'applicazione dei ragazzi, al sostegno dei tifosi ed ai consigli di Delio Rossi, il Doria ha risalito la classifica e si piazza ora all'11° posto a quota 32. Mancano otto punti alla salvezza e non bisogna fare errori proprio ora, anche perché l'obiettivo si potrebbe agguantare con qualche giornata d'anticipo. Specie se si guarda il calendario, che ora proporrà il Parma al "Ferraris" e la trasferta di Cagliari: due sfide dirette che potrebbero mettere la Samp in una posizione ancor più favorevole. L'importante è proseguire su questa strada; l'importante è che la corsa continua.

Andrea Poli, 23 anni: è suo il gol dell'1-0, terzo in campionato.

10 ottobre 2012

Di difensivismo si muore.

Dieci punti in sette partite. Va bene, in realtà dovremmo dire "undici", se non fosse per il punto di penalizzazione con il quale è partito questo campionato della Sampdoria. Il bilancio della squadra di Ferrara si può dire buono, un eccellente passo per cercare la salvezza in anticipo. Ma analizzando le singole partite, c'è qualche rimpianto? E quanto effettivamente abbiamo avuto fortuna? Forse si sarebbe potuto fare meglio o forse siamo stati fortunati in qualche frangente. Rivisitiamo questo prime sette giornate, cercando di fare un equilibrato resoconto di quanto si è ottenuto lungo il nostro cammino.

Ciro Ferrara, 45 anni,: la sua Samp ha avuto un buon inizio, ma sta rallentando.

Milan-Sampdoria 0-1 - 68' Costa
Inutile dire che la gara d'esordio è solitamente quella più difficile. Non ha fatto eccezioni l'inizio a San Siro, dove la Samp affrontò un Milan in grosse difficoltà, tuttora irrisolte. La squadra si presentò con un 4-3-3 mascherato da 4-5-1, con Kristicic ed Estigarribia ali dietro l'unica punta Eder. Il gol di Costa fu uno dei pochi tiri in porta di tutta la partita; entrambe le squadre dimostrarono di essere in rodaggio; forse, anche alla luce del palo di Boateng e del salvataggio finale di Gastaldello su Flamini, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Ma in un esordio di campionato ti prendi ciò che ottieni e la vittoria è stata adeguatamente festeggiata.

Sampdoria-Siena 2-1 - 45' Maxi Lopez (Sam), 62' Vergassola (Sie), 68' Gastaldello (Sam)
Qui il risultato è stato uno dei pochi giusti di tutto il campionato: l'esito finale viene perfettamente rispecchiato dal 2-1 ottenuto dai blucerchiati. Anzi, volendo essere sinceri, il solo gol di vantaggio stette stretto a quella Samp, che giocò molto bene, grazie all'apporto di un vero 4-3-3, con Maxi Lopez al posto di Kristicic dall'inizio. Poli a centrocampo mostrò una buona grinta e la difesa non ebbe quasi nessuna sbavatura.

Pescara-Sampdoria 2-3 - 31', 76' Maxi Lopez (S), 63' Estigarribia (S), 75' Celik (P), 90' Caprari (P)
Nella città abruzzese, la Samp ebbe la fortuna di avere un cinismo sotto rete degno della grande squadra. In difficoltà per buona parte del primo tempo, il Doria riuscì a sbloccare il risultato con un gol del solito Maxi Lopez; nella ripresa, dopo il raddoppio di Estigarribia, il Pescara accorciò subito le distanze con Celik, appena entrato e servito da Quintero. Tempo di rimettere palla a centrocampo ed ancora il numero 10 blucerchiato mise dentro il 3-1. Nel finale, il gol di Caprari servì solamente per il tabellino finale. Va detto che il Pescara colpì due traverse ed ebbe delle buone occasioni. La vittoria fu un buon risultato, ma venne cementificata solo nella ripresa, avendo numerose occasioni di fronte ad un Pescara scoperto.

Festa a San Siro: Andrea Costa, 26 anni, ha appena segnato il gol-vittoria.

Sampdoria-Torino 1-1 - 69' rig. Bianchi (T), 84' rig. Pozzi (S)
I maggiori rimpianti derivano probabilmente da questa partita. Nonostante venti minuti iniziali molto difficili, con il Torino a tenere costantemente la palla, la Samp fu in grado di creare tante palle-gol solo nella prima frazione; su tutte, la traversa di Maresca su punizione. Il Torino, scomparso gradualmente nella ripresa, ebbe il merito di conquistarsi un rigore, grazie ad un'ingenuità di Soriano. Trasformato in gol da Bianchi, la Samp conquistò il pareggio grazie all'ingresso di Eder, in grado di mettere in difficoltà la difesa avversaria e guadagnarsi un altro calcio di rigore. La rete di Pozzi portò il pareggio in cascina; i punti sarebbero potuti essere tre, se Gillet non si fosse inventato un altro miracolo - negli ultimi istanti della gara - su un tiro all'incrocio di Eder.

Roma-Sampdoria 1-1 - 34' Totti (R), 62' Munari (S)
Senza Maxi Lopez, squalificato per due turni, la Samp si presenta a Roma con lo stesso assetto (difensivista) di Milano, quando forse sarebbe meglio aggredire la Roma offensiva di Zeman. Andati in svantaggio per un gol del solito Totti, i blucerchiati riescono a reagire, pareggiando su un regalo di Stekelenburg, prontamente sfruttato da Munari. Dopo un buon primo tempo, i padroni di casa si spengono e per poco la Samp non ne approfitta, sfiorando il successo su un contropiede di Icardi. Tutto sommato, contro i giallorossi spentisi al 60' o giù di lì, il risultato si può considerare adeguato.

Sampdoria-Napoli 0-1 - 67' rig. Cavani
A Marassi va in scena uno scontro fra prime delle classe: il Napoli, primo in classifica con la Juve, arriva per sfidare la terza forza del campionato. Nel primo tempo, la Samp riesce a soffocare il gioco dei partenopei, grazie ad un 4-5-1 asfissiante, che taglia le fonti del gioco napoletane. Nella ripresa, i padroni di casa non si scoprono e non producono nessun tiro nello specchio della porta avversario; gli ospiti giocano male, ma riescono a sfruttrare l'unica occasione che gli si propone. Contropiede magistralmente guidato da Hamsik, fallo di Gastaldello e rigore; oltretutto, rosso diretto al capitano sampdoriano per fallo da ultimo uomo. Se l'espulsione sarebbe arrivata comunque (Gasta era già ammonito), il rigore in realtà non c'è, poiché il fallo è stato commesso appena fuori dall'area. Cavani va dal dischetto e non perdona. 1-0 immeritato, perché la Samp - con quell'assetto tattico - non avrebbe segnato neanche giocando tutto il giorno; il Napoli, invece, ha fatto poco per meritarsi il successo.

Chievo-Sampdoria 2-1 - 45' Thereau (CV), 61' Maresca (S), 88' Di Michele (CV)
E veniamo all'ultima partita, quella disputata al "Bentegodi" di Verona. La Samp si presenta senza Eder e Pozzi, con il solito 4-3-3 mascherato ed un baricentro di squadra molto basso. Nel primo tempo, gli undici in campo non ne azzeccano una; non fanno meglio quelli del Chievo, che però trovano il vantaggio sul finire del primo tempo, grazie ad uno svarione della difesa blucerchiata. Nella ripresa, la punizione di Maresca illumina un arcobaleno che vale il pareggio; nonostante questo, il Doria non combina molto neanche nella seconda frazione. Quando la partita sembra indirizzata verso un mesto pareggio, Di Michele tenta il tiro della disperazione e l'eccessiva sicurezza di Romero gli dà una mano. 2-1 per i clivensi ed un'occasione sprecata per cercare di allontanarsi ulteriormente dalla zona salvezza.

Gastaldello, 29 anni, aggancia Hamsik, 25, appena fuori dall'area: l'episodio più discusso.

Quindi, facendo un conto veloce, mancano un paio di punti. Insomma, è un bilancio fantasioso, ma che non sembra essere molto diverso da quello reale. Ciò nonostante, non si può fare un appunto a Ciro Ferrara: a lui va dato il merito di aver portato avanti un'ottima gestione della linea verde e di aver ringiovanito la squadra, già rinnovata dopo l'anno di B. Tuttavia, non si può chiudere un occhio sul suo eccessivo "difensivismo", che potrebbe crearci più problemi di quanti effettivamente ne abbiamo.
Infatti, capisco benissimo come Ferrara debba ovviare all'unico errore fatto nel calciomercato estivo dalla società: la mancanza di un vice-Estigarribia. Sebbene questo sia un fardello pesante in una rosa con nove centrocampisti ed un esterno di ruolo, non si capisce perché si debba "castrare" tecnicamente questa squadra. Non si comprende perché non sia stata una chance seria ad Icardi, nemmeno a Verona, dove mancava mezzo attacco e forse il giovane ex Barcellona avrebbe potuto essere d'aiuto. Speriamo che in Gennaio la società venga incontro all'allenatore, provvedendo nel reperire un esterno d'attacco, magari sacrificando qualche mediano di troppo.
Tuttavia, Ferrara farà meglio a prestare attenzione. Nessuno pretende di arrivare nelle posizioni più alte quest'anno, con una squadra che deve accumulare esperienza: l'obiettivo è salvarsi con qualche giornata d'anticipo. Ma impostare formazioni super-difensive non ci consentirà di centrare l'obiettivo agevolmente. Sapete come si dice: di difensivismo si muore.

Nenad Kristicic, 22 anni, è uno di quelli che sta soffrendo l'assetto di Ferrara.

07 ottobre 2012

L'alba dei morti calcianti.

Non sembra possibile crederci, ma ieri la Samp sembrava aver agguantato un punto giocando una delle più brutte partite negli ultimi due anni. Eppure, quando tutto appariva fatto, ecco la papera di Romero ed il Chievo si porta a casa tre punti insperati, che li rilancia dopo cinque sconfitte consecutive. La squadra di Corini respira, mentre quella di Ferrara annaspa. Attenzione però: chi non ha visto la partita ci cascherà e darà la colpa al portiere argentino, fino a qui autore di un ottimo campionato. Invece, guardando il quadro generale, si potrà osservare come c'è un colpevole per questa sconfitta. Solo che il suo nome non corrisponde a quello del portiere della nazionale albiceleste.

La Samp arriva a Verona con diverse defezioni a condizionare la conta dei presenti. Fuori Eder, Pozzi, Poli e Juan Antonio per infortunio e Gastaldello per squalifica, il Doria si presenta in casa del Chievo con un 4-3-3 mascherato, che in realtà è un 4-5-1. Kristicic ed Estigarribia sugli esterni, a confermare un'eccessiva attenzione alla fase difensiva; dentro di nuovo Maxi Lopez in avanti ed esordio di Poulsen sull'esterno sinistro, con Costa spostato al centro. Il Chievo, oltre ad essere reduce da un cammino terribile, schiera in campo una formazione dal baricentro estremamente arretrato: un trequartista esterno, Stoian, e due punte, con Di Michele che parte largo in appoggio a Thereau. Aggiungiamoci un centrocampo fatto di tanta quantità e pochissima qualità (M. Rigoni, Guana, Hetemaj) ed il cerchio sembra concluso. La Samp può e deve vincere, per allontanare ulteriormente una rivale nella corsa-salvezza.
Passano pochi secondi e Romero è subito impegnato dai padroni di casa, dopo aver sbagliato un rinvio, ma l'ostacolo di Hetemaj viene considerato fallo. Se queste sono le occasioni della partita, vi lascio immaginare quanto poco le squadre combinino nei primi 45'. La Samp produce - nel suo sforzo massimo - un tiro da 30 metri di Estigarribia, che accarezza la traversa, ed un destro di Maxi Lopez dal limite dell'area, parato senza sforzi da Sorrentino. Il Chievo, invece, tiene maggiormente il pallino del gioco, affrontando una Samp timida e senza spunti eccezionali. Prima Costa non si capisce bene con Romero e rischia il patatrac, con Thereau contrato dal portiee argentino; poi è Di Michele ad intimorire la difesa avversaria su calcio di punizione. Quando il primo tempo sembra avviato verso la fine, il Doria subisce il gol del vantaggio clivense. Maresca batte due calci d'angoli consecutivi molto bassi, respinti dalla difesa del Chievo; parte un contropiede simile a quello subito nell'occasione del rigore del Napoli la scorsa settimana. Fortunatamente, il passaggio finale è sbagliato e Romero prova a sbrigliare la situazione con un rinvio, che si rivela però basso. Poulsen non ha il più felice dei controlli e lascia la palla a Rigoni, che serve Thereau in area: dribbling al danese e a Rossini e il numero 77 gialloblu porta in vantaggio i padroni di casa.
1-0 e tutti negli spogliatoi. Bella botta, ma si vede che la Samp ha il baricentro troppo basso e ci si aspetta qualche cambio da Ferrara.
Non succede niente, invece; la Samp continua a giocare in maniera arretrata, seppur crei qualche pericolo dalle parti di Sorrentino. Nonostante ciò, il Chievo continua a farsi vedere sporadicamente nei pressi di Romero, costretto alla super-parata su Di Michele. Quando tutto pare fermo, un altro episodio cambia l'inerzia della partita. Estigarribia si guadagna una bella punizione dai 20 metri; Maresca, memore delle due traverse contro Siena e Torino, stavolta non sbaglia, nonostante un uomo sulla linea. 1-1 e primo gol dell'ex Malaga con la maglia blucerchiata.
Adesso, con un po' di coraggio, la partita si potrebbe anche vincere. Ma qui subentra la pessima gestione tattica di Ferrara, che decide di non scorprirsi per tentare la strada del trionfo. Invece, la Samp continua a creare problemi da fuori, con due tiri di Kristicic e Rossini, che però non centrano lo specchio della porta.
Ad ulteriore conferma di quest'orientamento, il tecnico del Doria inserisce addirittura Soriano e Tissone per Poulsen e Kristicic, spostando Estigarribia come terzino sinistro e giocando con un 4-5-1 molto staccato. Con 10 giocatori dietro la linea della palla e Maxi Lopez lasciato a se stesso, ci vorrebbe un altro episodio per sbancare Verona.
Invece, è il Chievo a trovare il jolly. All'88', Frey ruba palla con fallo discutibile su Obiang, che avrebbe causato il secondo giallo del veronese e la conseguente espulsione. L'azione prosegue e Di Michele cerca il tiro della disperazione dal limite dell'area e Romero sembra in grado di agguantare il pallone. Sfortunatamente, l'argentino cerca una presa e non la respinta, perdendosi così il pallone e regalando il 2-1 ai padroni di casa. Il finale, con Icardi dentro al posto di Obiang, è solo un tentativo (neanche troppo convinto) di cercare il pareggio. Ma i blucerchiati non ci riescono e perdono anche l'imbattibilità in trasferta.

Romero 4.5 | Sarebbe sbagliato dare la colpa a lui della sconfitta. Sono errori, capitano. Sopratutto non possono condizionarlo, visto che è stato un fattore decisivo in quest'inizio di campionato. Due errori condizionano entrambe le azioni che portano ai gol clivensi.
Berardi 6.5 | Uno dei pochi da salvare. In una partita molto difensiva, Berardi sguazza agevolmente nelle marcature e non sbaglia un colpo. Davanti non si vede mai.
Rossini 6 | Thereau non vede palla grazie a lui.
Costa 5 | Se Thereau crea qualche pericolo, è grazie all'ex Reggina. Che sembra in grosse difficoltà ultimamente; speravo si riprendesse in versione centrale difensivo, così non è stato.
Poulsen 5 | Per lui vale il discorso fatto su Romero: non penalizziamo subito. Certo, è sembrato in grado di sbagliare anche il più semplice degli stop, ma dobbiamo dargli tempo. La pausa potrebbe fargli bene.
Maresca 6 | La sufficienza deriva dal gol, altrimenti "Enzino" fa fatica a districarsi nel centrocampo tutto botte del Chievo. Tiene bene nel primo tempo, ma nel secondo scompare: la sua tenuta atletica preoccupa. E sopratutto: queste punizioni, corner, calci d'angolo.. non bassi, per favore.
Obiang 6 | Fa vedere qualcosina sopratutto nella ripresa, quando la Samp alza leggermente il ritmo, evitando di far vedere l'encefalogramma piatto.
Munari 5.5 | Corre a vuoto, sopratutto nella prima frazione. La sua fascia di capitano non gli fornisce motivazioni particolari.
Kristicic 6 | Prova a fare quel che può, ogni tanto effettua aperture interessanti, ma nulla che cambi il corso della gara. Insomma, il compitino; quello che può fornire facendo un ruolo non suo.
Estigarribia 5.5 | Primo tempo inguardabile, peggio che con il Napoli; tutto ciò nonostante la bomba da 30 metri che accarezza la traversa della porta avversaria. Migliora visibilmente quando viene schierato terzino.
Maxi Lopez 5 | Tante botte e zero spunti. Lasciato solo alle cure di Cesar e Dainelli, l'argentino rimedia parecchi scontri, che però non lo mettono davanti alla porta di Sorrentino.

Soriano 5.5 | Schierato ancora una volta da esterno d'attacco, in realtà aiuta ad abbassare ulteriormente il baricentro della Samp, in un momento in cui bisognerebbe schiacciare gli avversari.
Tissone s.v. | Non fa molto nei 10 minuti in cui è in campo.
Icardi s.v. | A.A.A. cercasi ragazzino di 19 anni che salvi la partita all'improvviso. Non può essere Icardi, per questo va fatto giocare.

Inutile dirlo, ma meglio ricordarlo: la partita l'ha persa Ferrara. Un atteggiamento iperdifensivistico, unito alla poca personalità dei giocatori (sopratuto nella prima frazione), ha causato quella che era una sconfitta evitabile. Tutto sommato, il Chievo - nonostante QUESTA Samp - non ha meritato la vittoria; il risultato più giusto sarebbe stato uno 0-0, che comunque non avrebbe espresso la pochezza disarmante mostrata dalle due squadre. I gol derivano da prodezze o errori dei singoli. Ed il bello è che qualcuno crederà che la colpa di questa sconfitta è di Romero o che Corini ha magicamente revitalizzato il Chievo. Siamo sinceri: non è così. La Samp ora affronta la pausa, con la consapevolezza che bisognerà cambiare rotta in quanto a "atteggiamento di gioco". Ci si salva con un po' più di coraggio, non con queste barricate inutili. Ci aspetta il Parma al Tardini: speriamo di non mettere in scena un altro revival de "L'Alba dei morti viventi". O di quelli calcianti, se preferite.

Sergio Romero, 25 anni: ieri sera (forse) al suo primo errore marchiano in maglia blucerchiata.

30 agosto 2012

Un grande rimpianto.

Siamo agli ultimi giorni di mercato e c'è ancora tanto lavoro per Pasquale Sensibile. Nonostante un buon mercato in entrata, quasi concluso dopo gli acquisti di Poulsen e Maresca, adesso tocca concentrarsi sul mercato in uscita, dove diverse situazioni devono essere risolte. Prima su tutte il caso Palombo: un milione e mezzo d'euro di ingaggio, nessuna squadra disposta per ora ad accollarsi un impegno così grande e la risaputa scelta della Samp, che non lo considera nel progetto tecnico di Ferrara. A questo, si devono aggiungere le situazioni di Maccarone, forse di ritorno ad Empoli), di Cacciatore (anche lui potrebbe tornare a Varese), di Foti (in attesa di sistemazione in Serie B, per lanciarsi definitivamente), di Padalino (disposto a scendere in B pur di ricominciare) e di Bianco. Ma c'è una situazione sulle altre che passa inosservata e che, al tempo stesso, fa un po' rabbia. Se i nomi precedentemente nominati non possono dare più nulla alla Samp, né tecnicamente né a livello motivazionale, c'è un uomo che avrebbe potuto. Ma che, a causa dei suoi infortuni ricorrenti, non è stato utile alla Samp quanto si sperava. E' Franco Semioli, per il quale si sta parlando di una rescissione del contratto.

L'esteno nel 2009: è appena arrivato alla Samp da Firenze per cinque milioni di euro.

Franco Semioli nasce 20 Giugno 1980 a Cirié, un piccolo comune situato nella provincia di Torino. Ed è proprio nel capoluogo piemontese che Semioli muove i primi passi calcistici, fino a far parte delle giovanili del Torino. Con la squadra granata, la giovane ala fa l'esordio in Serie B nella stagione 1998/1999; dopo un prestito alla Salernitana, torna alla base ed aiuta la squadra granata a raggiungere la promozione nella Serie B 2000/2001. Esplode definitivamente a Vicenza, sotto la guida del mister Andrea Mandorlini, dopo un girovagare tra la casa madre e Terni, dove aveva ben impressionato, ma non abbastanza per salvare la squadra umbra.
La cosa curiosa è che, nel frattempo, l'Inter ha acquistato la sua metà per volere dell'allora allenatore Marcello Lippi. Ed i nerazzurri condivideranno la comproprietà di Semioli con il Chievo Verona dalla stagione 2003/2004, nella quale l'ala raggiunge i gialloblu e trova finalmente la continuità giusta anche in Serie A. Il gioco di Delneri lo mette a suo agio e così il Chievo riscatta anche l'altra metà del cartellino dall'Inter, facendo di Franco uno dei punti fermi della squadra. Tanto che, con la vicenda Calciopoli, il Chievo arriva anche in Champions League, sebbene i preliminari lo vedano eliminato dal Levski Sofia. I clivensi, già privatisi di Amauri (partito per Palermo), tengono Semioli per un'altra stagione. Sarà però un dramma: la squadra gialloblu retrocede incredibilmente all'ultima giornata ed il Chievo è costretto alla cessione di Semioli, desideroso di riprovare la corsa alle coppe europee, nelle quali ha esordito proprio quell'anno con la maglia dei veneti. Inoltre, restare in B non aiuterebbe nel tenere il posto in nazionale, che Semioli ha iniziato ad intravedere con tre presenze (che rimarranno tali).
La Fiorentina diventa la sua meta successiva: la squadra di Prandelli si piazza ogni anno in Europa e allora il giocatore cede. Sette i milioni che servono al suo trasferimento e a consegnare a Prandelli un'ottima ala, funzionale per il suo 4-2-3-1. Le presenze di Semioli non saranno tantissime (43 in due stagioni) a causa degli infortuni che cominciano a tormentarlo e di una concorrenza che si amplia quando la Fiorentina raggiunge l'agognata Champions League. Ma Franco continua a sfruttare bene i minuti che gioca ed è utile alla squadra viola per mantenere certi standard di rendimento.

Semioli con la maglia viola: per lui, due campionati dignitosi.

Ma la pazienza non è infinita. E così Semioli decide di andarsene, desideroso di guadagnare più spazio in campo. Delneri si è accasato alla Sampdoria e chiede immediatamente l'ex Chievo per il suo 4-4-2, nel quale Semioli aveva già giocato ai tempi di Verona. La Fiorentina lo cede alla Sampdoria per ben cinque milioni di euro, che molti giudicano un esborso troppo grande per un giocatore che, a 29 anni, è già bersagliato dagli infortuni e non può essere utile per un'intera stagione. Ma la scelta è giusta, almeno dal punto di vista squisitamente tecnico.
Il campionato 2009/2010 lo conferma. Nella striscia di vittorie collezionata ad inizio campionato, Semioli è fondamentale. Purtroppo comincia subito il calvario del buon Franco, che si fa male alla quarta giornata contro il Siena: dopo 45' di gioco, è costretto ad uscire per un dolore alla spalla. A Novembre 2009 sembra pronto al rientro per il derby, invece si fa di nuovo male in allenamento con una distorsione della caviglia. Torna a Gennaio ed è fondamentale per la riscossa sampdoriana: difatti, il numero 77 segna il gol del 3-2 nella trasferta di Udine, quella che rilancia le speranze blucerchiate per l'Europa. Che poi si trasformeranno in Champions League grazie ai 67 punti finali. E Franco trova anche il tempo di fare il gol dell'ex nel 2-0 casalingo alla Fiorentina in Febbraio.
Insomma, il ragazzo non ha giocato molto (26 presenze) ma è stato fondamentale, poiché tatticamente è troppo importante per il modulo delneriano. Peccato che Delneri decida di lasciare la Sampdoria dopo questo straordinario risultato e così Semioli viene gradualmente messo da parte. Mimmo Di Carlo, nuovo tecnico blucerchiato, predilige il 4-3-1-2 con il cosiddetto "finto trequartista" ed il numero 77, in questo modulo, può essere impiegato solo come mezz'ala destra, snaturando così del tutto la sua natura tattica. Mettiamoci anche l'operazione alla spalla a Maggio 2010 che mette a rischio la sua partecipazione ai preliminari. Ma Franco recupera e disputa un ottimo preliminare, seppur snaturato in quella posizione, piazzando l'assist per il 3-0 delle illusioni di Cassano, nel ritorno maledetto di Champions contro il Werder.
L'esperimento continua in campionato, ma ci si accorge presto che non è fattibile: il ragazzo è un'ala, inutile fargli fare la mezz'ala se non è in grado. Purtroppo, l'alto numero di centrocampisti centrali non permette un cambio di modulo e si va avanti così, mentre Semioli viene messo da parte. Il suo rendimento cala, inoltre un infortunio alla caviglia prima lo ferma ai box, poi lo mette fuori gioco per l'intera stagione 2010/2011. A pensarci, chissà se sarebbe stato utile nello spettacolo orrendo che è stata la stagione della retrocessione. Fatto sta che Franco recupera ed è pronto per la preparazione estiva dell'annata successiva, con mister Atzori deciso a puntare sul 3-4-1-2. La sfida per il posto di esterno destro è proprio fra Semioli e Padalino, entrambi infortunati di lungo corso ed entrambi con difetti che non li renderebbero adatti ad occupare tale posizione. Se sono sicuramente più gravi quelli dello svizzero, che pecca a livello difensivo, il numero 77 non ce la fa a fare tutta la fascia per novanta minuti. Per fare una comparazione che rendi, non è certo come Maggio, in grado di fare lo stantuffo per tutta la partita. Così, Semioli fa fatica, finché non c'è il passaggio al 4-4-2, nel quale l'ex Fiorentina da il bianco, con la partita di Empoli come manifesto della sua superiorità in B: 3-1 e due assist a Pozzi. Poi l'assist a Costa contro il Torino ed il rigore guadagnato in quel di Verona. Sembra la quadratura del cerchio. Purtroppo il calo della Samp nel periodo autunnale e l'ennesimo infortunio tagliano le gambe a Semioli, che torna a Marzo del 2012, quando il modulo è cambiato, l'allenatore pure (Iachini per Atzori) e le gerarchie anche. Il massimo per Semioli saranno un paio di presenze nel finale di campionato, come subentrato e fuori ruolo; saranno invece 18 quelle a fine anno.

Semioli durante il preliminare di Champions League 2010/2011 contro il Werder Brema.

Ora la fine è vicina: da un paio di settimane la società sta discutendo la rescissione con il 32enne esterno destro. Ma siamo sicuri che un Semioli in forma non possa essere utile a questa Samp? Del resto, a ben guardare, l'unico tassello mancante al Doria 2012/2013 è un vice-Estigarribia. Poteva essere Franco. Dico "poteva", perché a ben vedere la Samp non ha torto: su Semioli non si può fare affidamento dal punto di vista fisico e questo, purtroppo, è un problema insanabile. La società preferisce separarsi dall'ala piemontese. Personalmente, lo ritengo un peccato. Quei cinque milioni di euro sono stati spesi bene per quel che si è visto in campo di Franco Semioli. Purtroppo, si è visto troppo poco in queste tre stagioni e questo è un grande rimpianto.

Semioli, 32 anni, vicino alla fine della sua avventura a Genova.

17 giugno 2012

Quando si è di troppo.

La sbornia della promozione è passata, ma è come se fosse ancora iniettata nelle vene della maggior parte dei sampdoriani: si sogna Rafa Benitez, si parla di un'amichevole nel Trofeo Gamper contro il Barcellona e si è tornati in Serie A - pare - con grandi ambizioni. In tutto questo, però, si rischia di dimenticarsi ciò che è stato. E se è vero che l'italiano medio ha la memoria corta, l'ambiente sampdoriano non fa certamente eccezione. C'è un uomo sullo sfondo di questa vicenda che ormai ha il ruolo dello spettatore passivo, anche se fino ad una settimana fa era il nuovo eroe sotto la Lanterna.

Beppe Iachini ha fatto un miracolo. L'ho detto più volte e l'ha confermato anche lo stesso allenatore marchigiano. Citando testualmente: "Questa promozione è stata molto più difficile delle altre che ho ottenuto". Azzarderei, non solo nella carriera di Iachini, ma probabilmente nella storia della B degli ultimi anni non c'era stata una promozione così rocambolesca. Così sudata. Così sognata, ma che sembrava così lontana.
Ebbene, nonostante ciò, Iachini pare già alla porta. Sì, perché al mister di Ascoli Piceno non è bastato aver realizzato un sogno sportivo che sembrava lontanissimo per i tifosi sampdoriani. Non è bastato neanche averci messo la grinta che era necessaria per quest'impresa. Persino la palese rivalità verso il tifo genoano non è bastata: è passata una settimana dalla promozione e Iachini ha già l'aria del separato in casa.

Intendiamoci: non sono un fan di Iachini. Quando arrivò a Novembre, non pensavo di arrivare in Serie A e non pensavo neanche di divertirmi guardando il suo calcio. Perlomeno, sulla prima previsione ho toppato clamorosamente. E non ritengo Iachini un allenatore capace di tagliare chissà quali traguardi nella massima serie: i suoi esoneri in A dopo le promozioni con Chievo e Brescia fanno curriculum, stavolta negativo. Ma, in un mondo basato sul business, dov'è la riconoscenza? Questo signore ha fatto un miracolo in cui non speravamo più; io, a Gennaio, pensavo già al campionato di Serie B dell'anno prossimo, da stra-vincere con cinque giornate d'anticipo e non certo con Iachini in panchina. Ma ha saputo smentirmi e questo è un merito troppo grande per essere scansato così facilmente.

La riconoscenza va distribuita con parsimonia: non è che si possa fare la fine delle squadre che, a forza di essere riconoscenti a campioni del passato che hanno garantito molte vittorie, si rovinano equilibri di spogliatoio e producono risultati inferiori alle attese (l'Italia dell'ultimo Mondiale è emblematica in tal senso). Ma non si può neanche dimenticarsene il giorno dopo.. insomma, la verità è che Iachini avrebbe meritato questa chance. Quella di esprimersi in un ambiente in cui ha dato il meglio, perché s'è l'era sostanzialmente guadagnata. Anche se il suo gioco avrebbe potuto essere un motivo di preoccupazione. Anche se il suo calcio non è "pane, amore e fantasia". Anche se il suo curriculum parla di due esoneri in A dopo due promozioni dalla B.

E adesso? Iachini (FORSE) dovrà re-inventarsi. Ricominciare altrove dopo un ambiente al quale si era affezionato. Dove si era guadagnato meritatamente l'amore dei tifosi. Dove, incredibilmente, potrebbe arrivare al suo posto un signore che ha vinto un Champions League ed una Coppa Uefa in due stagioni (dal 2003 al 2005) con due squadre diverse (Liverpool e Valencia). L'incontro con Benitez ci sarà: vedremo se sarà solo un sogno di mezza estate o se, come diceva Gabrielle in una sua canzone, "dreams can come true". Nel caso di rifiuto dello spagnolo, prepariamoci all'ennesimo colpo di scena di quest'estate a tinte blucerchiate. Magari ci sarà ancora quel cappellino a sbraitare dalla panchina della nostra bene amata.

Giuseppe Iachini, 48 anni: la Gradinata Sud lo ha sempre sostenuto.