Visualizzazione post con etichetta thereau. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta thereau. Mostra tutti i post

11 maggio 2015

Finalmente.

Ci sono volute sei partite, ma alla fine ce l'abbiamo fatta: la Samp torna alla vittoria in quel di Udine, proprio nel campo sul quale non vinceva da ben cinque anni. Il 4-1 finale è persino troppo stretto per quanto fatto dal Doria contro l'Udinese, ma alla fine l'importante è aver riabbracciato i tre punti in un momento così importante della stagione.

Alfred Duncan, 22 anni, al primo gol in blucerchiato.

La Samp si presenta dopo sei partite senza vittoria: una striscia così in A non era mai capitata alla squadra di Sinisa Mihajlovic, che opta per il solito 4-3-1-2, con Soriano dietro la coppia Eto'o-Muriel. Le squalifiche di De Silvestri, Romagnoli e Obiang costringono a diversi correttivi: dentro Wszolek, Muñoz e Acquah. Diverso lo scenario dell'Udinese di Stramaccioni, ormai salva dopo la vittoria sul campo dell'Hellas e intenzionata a celebrare i 206 gol di Di Natale.
Lo si vede nel primo tempo, quando in campo c'è solo la Sampdoria. Al 17' Palombo spaventa Karnezis dalla distanza, poi il portiere greco è costretto a salvare due volte su Eto'o. Ma il gol è dietro l'angolo: al 24', grande percussione di Wszolek, che salta Guillherme e mette in mezzo, dove Soriano appoggia facile facile l'1-0. Vantaggio meritato, nonché legittimato dal resto del primo tempo: Duncan di testa sfiora il 2-0. L'Udinese si vede solo con una conclusione dalla distanza di Guillherme e un colpo di testa alto di Geijo.
La ripresa inizia con un altro tono. La Samp è sempre pericolosa quando i padroni di casa lasciano tanti spazi, ma l'Udinese - complice l'entrata in campo di Thereau per Geijo - ha un passo migliore. Gli ospiti hanno una tripla occasione al 50': Karnezis devia la conclusione di Muriel, Duncan coglie il palo sulla ribattuta e il colombiano tira centralmente, ma trova Domizzi sulla linea. Lì l'Udinese ha l'unica finestra in cui pareggiare: viene annullato un gol a Thereau e Widmer centra il palo da buona posizione. Intanto Eto'o ha lasciato spazio a Djordjevic, che con un passo di danza non castiga Karnezis a campo aperto.
Fortunatamente per gli ospiti, il 2-0 è dietro l'angolo. Su corner, Djordjevic stoppa la palla, salta Danilo con una finta e mette in mezzo per Soriano, che raddoppia il bottino personale e quello della Samp. Lì la partita finisce e l'Udinese non crea più un pericolo che si possa definir tale. Ancora Djordjevic potrebbe triplicare, ma stavolta è Karnezis a superarsi, mettendo in corner la conclusione del 27 blucerchiato. Poi è Acquah a sprecare il 3-0 con una conclusione larga dal dischetto del rigore in area friulana.
Gli ultimi 10', però, la Samp si decide finalmente a dilagare. Al 79', Duncan serve in campo aperto Acquah, che corre fino da Karnezis senza opposizione e lo fulmina per il 3-0. All'88', invece, Duncan sfrutta un corridoio centrale e conclude dopo l'assist di Muriel: l'esultanza infastidisce anche Totò Di Natale, che nel frattempo ha segnato il gol del momentaneo 1-3 su un rigore discutibile concesso dall'arbitro. Finisce qui: per l'Udinese si prevedono tre giornate difficili (con quest'atteggiamento), per la Samp continua la corsa europea.

Luka Djordjevic, 20 anni, entrato bene ieri al Friuli al posto di Eto'o.

Viviano 6; Wszolek 6.5 (dal 29' s.t. Cacciatore s.v.), Muñoz 6, Silvestre 7, Regini 6.5 (dal 35' s.t. Coda s.v.); Acquah 7.5, Palombo 6, Duncan 7; Soriano 7; Eto'o 6 (dal 10' s.t. Djordjevic 6), Muriel 6 - già pubblicate su SampNews24

Grande vittoria, ma c'è da fare una precisazione. L'Udinese vista ieri al Friuli è sembrata una squadra talmente molle che l'appellativo "in vacanza" è forse un complimento. Quasi mai pericolosa per tutto il primo tempo, si è svegliata solo dopo l'entrata in campo di Thereau, sicuramente il migliore tra i friulani. Il gol annullato al francese forse è regolare, ma la verità è che un risultato diverso dalla vittoria blucerchiata sarebbe stato ingiusto.
C'è da rallegrarsi sopratutto perché finalmente ci sono state tante occasioni da gol: almeno 20 i tiri della Samp nella gara di ieri, di cui 11 in porta. Peccato che l'imprecisione sia costata almeno un paio di gol, sopratutto nella ripresa e dopo il 2-0 di Soriano. In quel momento, l'Udinese si è aperta e ha lasciato diversi contropiedi alla Samp, che non ne ha saputo approfittare. Clamorosa la molteplice occasione sprecata al 50', dove Muriel ha dimostrato perché - nonostante capacità tecniche spaventosa - latiti in cattiveria.
Tra i giocatori, voglio lodare Luka Djordjevic: non era facile entrare a gara in corso, alla seconda in campionato, sapendo che in panchina stanno tenendo Bergessio e Okaka al tuo posto. Ma la verità è che Mihajlovic aveva probabilmente capito che l'Udinese avrebbe lasciato spazio importanti nel tentativo di recuperare e il montenegrino ha sfruttato l'occasione. Ok, si è mangiato due gol, ma il 2-0 di Soriano è per metà suo. Impressionante anche il duo ghanese: Acquah ha giocato la miglior partita con la Samp, mentre Duncan è destinato a un grande futuro.
Ora sabato ci sarà la Lazio al Ferraris. I biancocelesti sono reduci da un'altra sconfitta, 2-1 in casa contro l'Inter. La partita dei capitolini è stata comunque lodevole, perché ha resistito nonostante la doppia inferiorità numerica. Molti sperano di vincere, ma anche un punto andrebbe bene. Anche perché poi le due gare più importanti arriveranno dopo: trasferta a Empoli il 24 maggio, ultima in casa contro il Parma il 31. Lì ci si gioca l'Europa League: attendendo Genoa-Torino di stasera, penso di esser ragionevole se dico che con sette punti saremo in Europa l'anno prossimo. Intanto godiamoci questa vittoria. Finalmente!

Afriyie Acquah, 23 anni, devastante nel secondo tempo di Udine.

23 dicembre 2014

Buoni propositi.

L'ennesimo pareggio, stavolta giusto (anche se la rabbia per certi errori non passa mai). La Samp chiude il suo 2014 con un altro risultato positivo, che allunga la striscia a ?: il 2-2 contro l'Udinese poteva esser qualcos'altro, in un senso o nell'altro. Tuttavia, la squadra di Mihajlovic chiude l'anno al terzo posto con Lazio e Napoli. E probabilmente saluta Manolo Gabbiadini, che ieri ha segnato la sua ultima rete in blucerchiato.

Massimo Ferrero, 63 anni, in tribuna per i selfie (Secolo XIX)

La Samp si presenta per l'ultima dell'anno al Ferraris dopo l'1-1 trionfale allo Juventus Stadium. I blucerchiati tornano con Soriano e il tridente dal 1', mentre c'è qualche novità dietro: la squalifica di Romagnoli e l'assenza prolungata per infortunio di Silvestre, unite al ritorno di De Silvestri, cambiano tre-quarti di linea difensiva. Confermato Romero, così come capitan Gastaldello. Diverso lo scenario per l'Udinese, che punta sul 3-5-2 per riprendersi dal k.o. contro l'Hellas e strappare qualche punto al Ferraris. Di Natale, carnefice per eccellenza del Doria, parte dalla panchina per volere di Stramaccioni.
I primi 15' sono una gran lotta a centrocampo e a sbloccare la gara ci pensa proprio uno degli elementi della mediana. Al 17' lob in area di Angelo Palombo e Okaka contrasta l'uscita maldestra di Karnezis. Sulla ribattuta, spunta Pedro Obiang, che scarica un bel sinistro e batte il portiere greco per l'1-0 blucerchiato. Un episodio cruciale, che sembra portare la gara dalla parte della Samp. Tuttavia, l'Udinese non si arrende e si fa già vedere al 20', quando Koné spara a lato una buona occasione dal dischetto del rigore. La Samp dovrebbe avvertire le avvisaglie e invece subisce un uno-due tremendo nel giro di tre minuti. Alla mezz'ora, Koné non viene seguito da Soriano e va sul fondo: il suo cross arriva a Geijo, seguito da Regini. Romero esce male, il numero 19 blucerchiato non contrasta bene lo spagnolo e l'attaccante dei friulani fa uno scavetto d'esterno a irridere l'intera difesa dei padroni di casa. Il pareggio, però, non è abbastanza per gli ospiti, che trovano il vantaggio al 33': corner di Koné, gioco di blocchi di Thereau e Danilo è praticamente solo per lo stacco del 2-1. La Samp, tramortita, reagisce con un sinistro di Eder, facile sul primo palo per Karnezis.
Al riposo, la Samp finalmente si sblocca, mentre l'Udinese decide di non giocarsi più la partita. Gabbiadini ed Eder ci provano subito, ma uno trova Karnezis e l'altro spedisce la palla di poco alto sulla traversa. Quando gli sforzi sembrano inutili e Badu sfiora il 3-1, il Doria trova il pari al 60': cross ottimo di De Silvestri e Gabbiadini incorna di testa il 2-2. Un gol che sa di addio, visto il probabile trasferimento a Napoli. A quel punto la Samp ci prova a vincerla: prima Soriano, poi Gabbiadini, infine De Silvestri tentano di spaventare Karnezis. In realtà, l'occasione più nitida ce l'ha l'Udinese: cross in mezzo, Gastaldello dimentica di marcare Geijo e lo spagnolo rischia quasi di segnare il 3-2, incocciando sul palo la palla del vantaggio. Tante ammonizioni, il gioco è spezzetato e neanche l'entrata in campo di Di Natale e Bergessio cambia qualcosa. Cacciatore e Mesbah hanno due enormi occasioni, ma entrambi falliscono. Il finale è tutto per l'espulsione di Herthaux per doppio giallo: finisce con un pareggio casalingo il 2014 blucerchiato.

Danilo, 30 anni, realizza il momentaneo 2-1 per gli ospiti (Secolo XIX)

Romero 5.5; De Silvestri 7 (dal 43' s.t. Cacciatore s.v.), Gastaldello 6, Regini 5.5, Mesbah 6; Soriano 5.5, Palombo 6.5, Obiang 6.5 (dal 35' s.t. Bergessio 6); Gabbiadini 6.5, Okaka 5, Eder 6 - già pubblicate su SampNews24

Terzi a dicembre 2014, a pari merito con Lazio e Napoli: sfido chiunque di voi - anche il più ottimista - ad averci scommesso ad agosto. Che questa Samp fosse da parte sinistra della classifica per solidità, tecnica e organizzazione tattica lo sapevamo. Ma che questa squadra potesse addirittura uscire sconfitta una sola volta dalle prime 16 giornate di campionato... beh, è un mezzo miracolo. L'autore è Sinisa Mihajlovic, che ha trasformato un gruppo molto simile a quello che passeggiava nel finale dello scorso campionato in una macchina perfetta, nonostante gli interpreti diversi.
Forse è proprio questo quello che sperano a Genova: che il giocattolo funzioni anche senza il suo bomber principe. Manolo Gabbadini partirà per Napoli: manca l'ufficialità, ma tutti i protagonisti in causa - le due società, il giocatore, i dirigenti - non hanno mai negato. Un peccato, perché la Samp perde il suo marcatore principale e un giocatore che quest'anno stava avendo quella continuità che la scorsa stagione gli era mancata.
Si sa già anche chi lo sostituirà: l'Estudiantes de la Plata qualche giorno fa ha annunciato su Twitter la cessione di Joaquin Correa (detto El Tucu) alla Samp per otto milioni di dollari. Convertiti in euro, sono la stessa cifra che il Napoli corrisponderà al Doria per la metà di Gabbiadini. Insomma, i soldi sono stati subito reinvestiti e cambierà il modo di giocare della squadra di Mihajlovic. L'argentino classe '94 è un trequartista acerbo, che andrà svezzato e aspettato. Alcuni colleghi blogger esperti di calcio sudamericano mi indicano un alto rischio che sia un flop: nonostante mi fidi di loro, spero che per una volta la loro esperienza li porti dalla parte sbagliata della storia.
L'acquisto di Correa sembra indicare un chiaro passaggio dal 4-3-3 al 4-3-1-2. E forse è normale, visto che - tridente titolare a parte - Mihajlovic non ha dato molta fiducia alle loro riserve. Sansone ha visto il campo con il contagocce ed è stato spesso rimproverato per la poca incisività. Fedato è giovane e ha fatto quello che poteva. Wszolek non ha più visto il campo. Possibile che partano tutti e tre a gennaio, mentre la Samp studia un'altra rinascita per il 2015: il nome di Luis Fernando Muriel gira sempre più insistentemente dalle parti di Corte Lambruschini. Sarebbe un buon proposito per un 2015 di successi.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, saluta Genova da goleador (Secolo XIX)

28 aprile 2014

Una gioia per Vuja.

E' un giorno triste per la Samp. No, non è tanto la prestazione poco convincente contro il Chievo a lasciar interdetti i tifosi blucerchiati. Il Doria ha centrato la vittoria per 2-1 contro i gialloblu, ma sopratutto se ne è andato un pezzo di storia del club genovese: Vujadin Boskov si è spento all'età di 82 anni. Lottava da tempo contro un male difficile da sconfiggere ed era un po' che non lo si vedeva in giro. Le sue massime, i suoi risultati, ma sopratutto la sua genuinità rimandano a un calcio che oggi quasi non esiste più.

Roberto Soriano, 22 anni, match-winner della gara di ieri: quarto gol in campionato.

La Samp si era presentata al Ferraris per la sfida contro il Chievo con il ritorno al 4-2-3-1: Fiorillo confermato in porta, mentre Sansone strappa una maglia dal primo minuto, come Okaka davanti. Dal canto suo, il Chievo puntava a strappare qualche punto per la salvezza con un pesante 4-5-1: il solo Théréau davanti, con Obinna sull'esterno destro e una folta pletora di centrocampisti per fermare il gioco blucerchiato. All'11' la Samp avrebbe già l'occasione per sbloccare la gara, con Eder steso da Agazzi in area. Sarebbe rosso ed espulsione del portiere clivense, ma il brasiliano esita ad andar giù e Orsato concede il vantaggio per Soriano, che tira però addosso allo stesso Eder. E' un primo tempo spento, in cui il Chievo aspetta i padroni di casa e non si fa praticamente vedere dalle parti di un annoiato Fiorillo. Anzi, è Sansone a scaldare i guantoni di Agazzi al 28', con un bel sinistro parato dal portiere gialloblu. Nel finale ci sarebbe anche l'occasione per andare in vantaggio: punizione in mezzo, Mustafi anticipa Agazzi e Gastaldello si ritrova con un colpo di testa a porta vuota. Ma il capitano centra il palo - per altro in fuorigioco - e si chiude i primi 45' sullo 0-0.
La ripresa non ha un copione granché diverso: la Samp ha tanto possesso palla, ma conclude poco nella porta di Agazzi, né spinge sul 4-5-1 avversario. Il massimo prodotto dai blucerchiati nel primo quarto d'ora della ripresa è un destro dalla distanza di Palombo, che va poco a lato dal palo della porta di Agazzi. Così, al primo episodio buono, il Chievo ha il match-point della gara: Obinna scaglia un bel destro, ma coglie il palo. Sulla respinta, la difesa è immobile e lo stesso nigeriano torna in possesso del pallone. Mustafi sceglie di stenderlo e il rosso per il difensore blucerchiato è inevitabile. Dal dischetto, Théréau non sbaglia, nonostante Fiorillo intuisca: 1-0 per gli ospiti e odore di beffa. L'ingresso di Gabbiadini e l'inferiorità numerica non aiutano la risalita dei padroni di casa, sebbene Eder sfiori il gol. Poi arriva il pareggio dal nulla: palla recuperata da Regini, che cavalca per settanta metri e mette un bell'assist per Eder. Il brasiliano entra in area e trova lo spazio sul primo palo, battendo Agazzi: pareggio e finalmente doppia cifra per l'attaccante della Samp. Nel finale, la partita sembra incamminata sull'1-1: il Chievo neanche ci crede, tanto che Corini non rischia e inserisce Lazarevic per Obinna. Il destro da 30 metri di Radovanovic all'88' viene respinto da Fiorillo, ma la botta di... fortuna è dietro l'angolo per la Samp. Minuto 93: cross di Regini, respinta maldestra di Hetemaj e il destro di Soriano da dentro l'area batte Agazzi per il 2-1. Vittoria meritata solo per la pochezza dell'avversario, ma è il classico colpo di coda inaspettato. La Samp vola a quota 44 punti, il Chievo può solo mangiarsi le mani per aver giocato una gara puramente conservativa.

Il rigore trasformato da Cyril Théréau, 31 anni, per l'1-0 temporaneo del Chievo.

Fiorillo 6 - Cosa bisogna rimproverargli? Fa il suo lavoro, sul rigore intuisce ma non c'arriva.
De Silvestri 5 - Partita deludente del terzino: dovrebbe spingere come un dannato, invece è timido e sembra molliccio in questo finale di stagione.
Mustafi 5 - Bene fino al rigore causato per trattenuta su Obinna: aveva due scelte, ha deciso per il penalty.
Gastaldello 6 - Centra un palo a fine primo tempo, ma non corre questi gran rischi.
Regini 6.5 - Decisamente il migliore della difesa: è lui a cavalcare bene per il campo e a servire un bell'assist per l'1-1 di Eder.
Palombo 6 - Solidità di fronte a un centrocampo tosto come quello clivense.
Krsticic 5.5 - La sensazione che continua a trasparire è che non sia proprio il suo anno. Pochi spunti.
Eder 6 - Segna, sì. Fa il 10° in campionato, ok. Ma si vede poco e sopratutto l'unica volta che potrebbe buttarsi non lo fa, facendo sfuggire un rigore certo per fallo di Agazzi in uscita al 10' del primo tempo.
Sansone 5.5 - Insomma. Niente di che, corre molto, ma non incide.
Soriano 6.5 - Apparte il gol-vittoria, è uno di quelli che non corre mai a vuoto. Sarà molto interessante vedere se la sua evoluzione sarà confermata il prossimo anno, con o senza Mihajlovic.
Okaka 6.5 - Nel grigiore del primo tempo, sembra l'unico ad avere qualche idea. Alla distanza cala, ma è stato molto bravo contro la tignosa difesa avversaria.

Gabbiadini 5.5 - Onestamente il ragazzo è appena rientrato e aspettarsi qualcosa fuori dal normale è esser ingenerosi: tanto lavoro oscuro quando la Samp è in dieci.
Fornasier 6 - Fa il suo dopo l'espulsione di Mustafi.
Renan s.v. - E' tardi per incidere, ma mostra più grinta di Krsticic nel finale convulso.

Samp che si porta a 44 punti, ma che non può essere felice. La prestazione è stata scadente. Sì, tanto possesso palla e la sensazione che il Chievo potesse esser asfaltato. Ma la partita - nonostante rimonta e vittoria finale - è stata la peggiore dell'ultimo mese. Figuraccia per figuraccia, tanto vale mandar in campo la Samp-bis per le tre gare finali. Ora si attende la trasferta di Parma. Intanto Mihajlovic non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro. Chi invece se ne è andato Vuja: sarebbe stato bello dedicargli la vittoria, spero che per Samp-Napoli ci sia il giusto omaggio a un pezzo di storia blucerchiata. Ciao, Vuja: ci mancherai.

Vujadin Boskov, pezzo di storia blucerchiata, si è spento ieri all'età di 82 anni.

16 dicembre 2013

Di cinismo e concretezza.

Chi pensava che Chievo-Samp sarebbe stata spettacolo solo perché le due squadre erano reduci da momenti positivi, si è sbagliato di grosso: il match di ieri è stata una lotta di calci più che di calcio. Tanti ammoniti, gioco spezzettato e poche (clamorose) occasioni. La Samp, tuttavia, si porta via tre punti grazie alla zuccata di Eder e spera di allontanarsi sempre più dalla zona pericolosa. E Mihajlovic si sta guadagnando tanto rispetto da chiunque abbia seguito la Samp negli ultimi mesi.

Sinisa Mihajlovic, 44 anni: otto punti in quattro gare con la Samp.

I blucerchiati, reduci dalla terza vittoria in campionato contro il Catania domenica scorsa, arrivano a Verona con qualche problema di formazione. Mancano Costa e Pozzi, entrambi acciaccati, sebbene il numero 9 riesca almeno a farcela per la panchina. Dentro quindi Regini e Krsticic, con Soriano spostato sull'esterno sinistro ed Eder in posizione di centravanti. Nel Chievo, Corini deve rinunciare a Dramé per squalifica e al suo posto mette Sardo sull'esterno difensivo mancino. Davanti, l'ex Estigarribia fa compagnia a Thereau e Sestu per il tridente d'attacco.
Pronti, via e al 4' il Chievo ha la chance più importante di tutta la gara: palla in profondità di Sestu, Thereau si presenta davanti a Da Costa, calciando però addosso al brasiliano. Dopo dieci minuti, un contatto tra Frey e Gabbiadini lascia più di un dubbio vicino l'area clivense; neanche il tempo di discuterne che lo stesso numero 11 blucerchiato si ritrova lanciato da Mustafi in area, ma non sfrutta bene il lancio del compagno. Si arriva così quando le lancette segnano il 16': corner di Palombo, Eder stacca di testa e batte Puggioni per l'1-0. Nell'occasione, malissimo Frey in marcatura. Sesto gol per l'attaccante brasiliano del Doria in questo campionato. Da lì in poi, il baricentro blucerchiato s'abbassa troppo ed il Chievo ha maggior spazio d'impostazione, ma un colpo di testa centrale di Thereau è il massimo sforzo dei padroni di casa in un brutto primo tempo.
Alla ripresa, nessun cambio per le due compagini. Tuttavia, la Samp ha l'occasione per chiudere una gara monotona: su retropassaggio di Dainelli, Gabbiadini s'inserisce e s'invola verso Puggioni. L'attaccante blucerchiato salta anche il portiere del Chievo, ma spara alto con lo specchio totalmente libero. Errore clamoroso, che rischia di oscurare quanto di concreto fatto dalla Samp durante la gara. Anche perché gli ospiti hanno dovuto rinunciare a Eder, uscito per infortunio e sostituito da Bjarnason. Intanto, Corini si gioca le carte Pellissier e Paloschi pur di pervenire al pareggio. La verità, però, è che il Chievo impensierisce solo dalla distanza e neanche con tanta continuità: il destro di Hetemaj da 25 metri costringe Da Costa alla respinta in tuffo. Allo stesso modo, sarà Lazarevic ad impegnare ancora il portiere blucerchiato, senza però impensierirlo. Il pericolo più grande per la porta degli ospiti nella ripresa è una deviazione sbilenca di Pellissier, che però non trova la porta. A fine gara, è anzi la Samp che ha una buona occasione per il 2-0, ma Sansone cincischia troppo davanti alla porta di Puggioni. Finisce 1-0 per i blucerchiati, che si portano a casa un'altra vittoria scaccia-crisi prima dell'ultima gara pre-sosta natalizia.

Il disappunto di Dario Dainelli, 34 anni: prima sconfitta del Chievo sotto Corini.

Da Costa 6.5 - Di lavoro ne ha veramente poco: qualche conclusione dalla distanza su cui buttarsi in tuffo e la chiusura fondamentale su Thereau. C'è sempre.
De Silvestri 6.5 - Estigarribia neutralizzato alla perfezione, Lazarevic gli fa passare qualche difficoltà, ma lui se la cava. Esce dolorante dal campo: speriamo non sia nulla di grave.
Mustafi 6 - Un pochino impreciso nei passaggi.
Gastaldello 6.5 - Gran bella gara la sua: si spinge persino in avanti in qualche occasione.
Regini 6 - Le gambe lunghe non lo aiutano nel duello con Sestu.
Palombo 7 - Decisamente uno dei migliori sul campo: tanta sostanza e nessun lancio a memoria. Mette anche l'assist per Eder per l'1-0 decisivo.
Renan 6 - Bene il primo tempo, malino il secondo.
Gabbiadini 5.5 - Si mangia un gol clamoroso che grida vendetta: lui non può sbagliare certe occasioni. Non può fare gol alla Del Piero e poi sparare alto a porta vuota.
Krsticic 6 - Tanta battaglia per il serbo, costretto a fronteggiare il tenace centrocampo clivense.
Soriano 7 - Un po' nervoso, rischia il rosso. Tuttavia, la sua gara - giocata sull'esterno sinistro - è esempio di intelligenza tattica e dedizione. Che la Samp abbia riscoperto un patrimonio?
Eder 6.5 - Segna il gol decisivo per la gara, ma è costretto ad uscire per un acciacco. In ogni caso, la posizione da centravanti non gli dona troppo.

Bjarnason 5.5 - Un po' invisibile. Ha una buona occasione, ma cincischia troppo.
Sansone 5.5 - Vedi Bjarnason. Nel finale potrebbe chiudere la partita, ma anche lui aspetta e si fa recuperare dalla difesa avversaria.
Rodriguez s.v. - Torna a giocare in campionato, peccato che lo faccia nel finale e ancora da terzino.

E ora la Samp attende il Parma per chiudere prima di Natale. La gara contro il Chievo ha dimostrato che si può andare ovunque, con il giusto cinismo e la concretezza appropriata. I blucerchiati non sono più arruffoni o, almeno, non sembrano più esserlo. Mancherà l'"amico" Cassano, ammonito (guarda un po') proprio quand'era diffidato e in vista dell'ennesimo ritorno al Ferraris con la terza maglia diversa in tre anni. Meglio così: per la Samp, sarà più facile pensare al campo e meno ai sentimenti.

Roberto Soriano, 22 anni, e Eder, 27: l'MVP ed il match-winner della gara.

07 ottobre 2012

L'alba dei morti calcianti.

Non sembra possibile crederci, ma ieri la Samp sembrava aver agguantato un punto giocando una delle più brutte partite negli ultimi due anni. Eppure, quando tutto appariva fatto, ecco la papera di Romero ed il Chievo si porta a casa tre punti insperati, che li rilancia dopo cinque sconfitte consecutive. La squadra di Corini respira, mentre quella di Ferrara annaspa. Attenzione però: chi non ha visto la partita ci cascherà e darà la colpa al portiere argentino, fino a qui autore di un ottimo campionato. Invece, guardando il quadro generale, si potrà osservare come c'è un colpevole per questa sconfitta. Solo che il suo nome non corrisponde a quello del portiere della nazionale albiceleste.

La Samp arriva a Verona con diverse defezioni a condizionare la conta dei presenti. Fuori Eder, Pozzi, Poli e Juan Antonio per infortunio e Gastaldello per squalifica, il Doria si presenta in casa del Chievo con un 4-3-3 mascherato, che in realtà è un 4-5-1. Kristicic ed Estigarribia sugli esterni, a confermare un'eccessiva attenzione alla fase difensiva; dentro di nuovo Maxi Lopez in avanti ed esordio di Poulsen sull'esterno sinistro, con Costa spostato al centro. Il Chievo, oltre ad essere reduce da un cammino terribile, schiera in campo una formazione dal baricentro estremamente arretrato: un trequartista esterno, Stoian, e due punte, con Di Michele che parte largo in appoggio a Thereau. Aggiungiamoci un centrocampo fatto di tanta quantità e pochissima qualità (M. Rigoni, Guana, Hetemaj) ed il cerchio sembra concluso. La Samp può e deve vincere, per allontanare ulteriormente una rivale nella corsa-salvezza.
Passano pochi secondi e Romero è subito impegnato dai padroni di casa, dopo aver sbagliato un rinvio, ma l'ostacolo di Hetemaj viene considerato fallo. Se queste sono le occasioni della partita, vi lascio immaginare quanto poco le squadre combinino nei primi 45'. La Samp produce - nel suo sforzo massimo - un tiro da 30 metri di Estigarribia, che accarezza la traversa, ed un destro di Maxi Lopez dal limite dell'area, parato senza sforzi da Sorrentino. Il Chievo, invece, tiene maggiormente il pallino del gioco, affrontando una Samp timida e senza spunti eccezionali. Prima Costa non si capisce bene con Romero e rischia il patatrac, con Thereau contrato dal portiee argentino; poi è Di Michele ad intimorire la difesa avversaria su calcio di punizione. Quando il primo tempo sembra avviato verso la fine, il Doria subisce il gol del vantaggio clivense. Maresca batte due calci d'angoli consecutivi molto bassi, respinti dalla difesa del Chievo; parte un contropiede simile a quello subito nell'occasione del rigore del Napoli la scorsa settimana. Fortunatamente, il passaggio finale è sbagliato e Romero prova a sbrigliare la situazione con un rinvio, che si rivela però basso. Poulsen non ha il più felice dei controlli e lascia la palla a Rigoni, che serve Thereau in area: dribbling al danese e a Rossini e il numero 77 gialloblu porta in vantaggio i padroni di casa.
1-0 e tutti negli spogliatoi. Bella botta, ma si vede che la Samp ha il baricentro troppo basso e ci si aspetta qualche cambio da Ferrara.
Non succede niente, invece; la Samp continua a giocare in maniera arretrata, seppur crei qualche pericolo dalle parti di Sorrentino. Nonostante ciò, il Chievo continua a farsi vedere sporadicamente nei pressi di Romero, costretto alla super-parata su Di Michele. Quando tutto pare fermo, un altro episodio cambia l'inerzia della partita. Estigarribia si guadagna una bella punizione dai 20 metri; Maresca, memore delle due traverse contro Siena e Torino, stavolta non sbaglia, nonostante un uomo sulla linea. 1-1 e primo gol dell'ex Malaga con la maglia blucerchiata.
Adesso, con un po' di coraggio, la partita si potrebbe anche vincere. Ma qui subentra la pessima gestione tattica di Ferrara, che decide di non scorprirsi per tentare la strada del trionfo. Invece, la Samp continua a creare problemi da fuori, con due tiri di Kristicic e Rossini, che però non centrano lo specchio della porta.
Ad ulteriore conferma di quest'orientamento, il tecnico del Doria inserisce addirittura Soriano e Tissone per Poulsen e Kristicic, spostando Estigarribia come terzino sinistro e giocando con un 4-5-1 molto staccato. Con 10 giocatori dietro la linea della palla e Maxi Lopez lasciato a se stesso, ci vorrebbe un altro episodio per sbancare Verona.
Invece, è il Chievo a trovare il jolly. All'88', Frey ruba palla con fallo discutibile su Obiang, che avrebbe causato il secondo giallo del veronese e la conseguente espulsione. L'azione prosegue e Di Michele cerca il tiro della disperazione dal limite dell'area e Romero sembra in grado di agguantare il pallone. Sfortunatamente, l'argentino cerca una presa e non la respinta, perdendosi così il pallone e regalando il 2-1 ai padroni di casa. Il finale, con Icardi dentro al posto di Obiang, è solo un tentativo (neanche troppo convinto) di cercare il pareggio. Ma i blucerchiati non ci riescono e perdono anche l'imbattibilità in trasferta.

Romero 4.5 | Sarebbe sbagliato dare la colpa a lui della sconfitta. Sono errori, capitano. Sopratutto non possono condizionarlo, visto che è stato un fattore decisivo in quest'inizio di campionato. Due errori condizionano entrambe le azioni che portano ai gol clivensi.
Berardi 6.5 | Uno dei pochi da salvare. In una partita molto difensiva, Berardi sguazza agevolmente nelle marcature e non sbaglia un colpo. Davanti non si vede mai.
Rossini 6 | Thereau non vede palla grazie a lui.
Costa 5 | Se Thereau crea qualche pericolo, è grazie all'ex Reggina. Che sembra in grosse difficoltà ultimamente; speravo si riprendesse in versione centrale difensivo, così non è stato.
Poulsen 5 | Per lui vale il discorso fatto su Romero: non penalizziamo subito. Certo, è sembrato in grado di sbagliare anche il più semplice degli stop, ma dobbiamo dargli tempo. La pausa potrebbe fargli bene.
Maresca 6 | La sufficienza deriva dal gol, altrimenti "Enzino" fa fatica a districarsi nel centrocampo tutto botte del Chievo. Tiene bene nel primo tempo, ma nel secondo scompare: la sua tenuta atletica preoccupa. E sopratutto: queste punizioni, corner, calci d'angolo.. non bassi, per favore.
Obiang 6 | Fa vedere qualcosina sopratutto nella ripresa, quando la Samp alza leggermente il ritmo, evitando di far vedere l'encefalogramma piatto.
Munari 5.5 | Corre a vuoto, sopratutto nella prima frazione. La sua fascia di capitano non gli fornisce motivazioni particolari.
Kristicic 6 | Prova a fare quel che può, ogni tanto effettua aperture interessanti, ma nulla che cambi il corso della gara. Insomma, il compitino; quello che può fornire facendo un ruolo non suo.
Estigarribia 5.5 | Primo tempo inguardabile, peggio che con il Napoli; tutto ciò nonostante la bomba da 30 metri che accarezza la traversa della porta avversaria. Migliora visibilmente quando viene schierato terzino.
Maxi Lopez 5 | Tante botte e zero spunti. Lasciato solo alle cure di Cesar e Dainelli, l'argentino rimedia parecchi scontri, che però non lo mettono davanti alla porta di Sorrentino.

Soriano 5.5 | Schierato ancora una volta da esterno d'attacco, in realtà aiuta ad abbassare ulteriormente il baricentro della Samp, in un momento in cui bisognerebbe schiacciare gli avversari.
Tissone s.v. | Non fa molto nei 10 minuti in cui è in campo.
Icardi s.v. | A.A.A. cercasi ragazzino di 19 anni che salvi la partita all'improvviso. Non può essere Icardi, per questo va fatto giocare.

Inutile dirlo, ma meglio ricordarlo: la partita l'ha persa Ferrara. Un atteggiamento iperdifensivistico, unito alla poca personalità dei giocatori (sopratuto nella prima frazione), ha causato quella che era una sconfitta evitabile. Tutto sommato, il Chievo - nonostante QUESTA Samp - non ha meritato la vittoria; il risultato più giusto sarebbe stato uno 0-0, che comunque non avrebbe espresso la pochezza disarmante mostrata dalle due squadre. I gol derivano da prodezze o errori dei singoli. Ed il bello è che qualcuno crederà che la colpa di questa sconfitta è di Romero o che Corini ha magicamente revitalizzato il Chievo. Siamo sinceri: non è così. La Samp ora affronta la pausa, con la consapevolezza che bisognerà cambiare rotta in quanto a "atteggiamento di gioco". Ci si salva con un po' più di coraggio, non con queste barricate inutili. Ci aspetta il Parma al Tardini: speriamo di non mettere in scena un altro revival de "L'Alba dei morti viventi". O di quelli calcianti, se preferite.

Sergio Romero, 25 anni: ieri sera (forse) al suo primo errore marchiano in maglia blucerchiata.