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06 dicembre 2012

Stop and go(l).

Domenica sera abbiamo tutti provato un piccolo brivido. Già, il gol dell'1-1 contro la Fiorentina non è stato un gol come altri: forse ha rappresentato molto di più. Allo stesso tempo, una fine ed un inizio. E' la storia di Nenad Krsticic, pontificata da molti giornali come miracolosa, ma che molti tifosi sampdoriani già conoscevano. Perché sanno chi è Nenad, cosa ha dovuto passare e quanto meritasse un momento del genere. Del resto, al ragazzo importava anche solo d'esser vivo; se poi comincia a rendersi così importante, sarà più felice anche lui. Questa è la storia di chi poteva non esserci; invece, non solo c'è, ma rischia di diventare dannatamente fondamentale.

Un giovanissimo Nenad Krsticic con la maglia della Sampdoria: è l'estate 2008.

Nenad Krsticic, nato a Belgrado il 3 Settembre del 1990, non è un ragazzo come altri. Certo, molti avranno avuto difficoltà nel vedere la capitale serba degli anni '90, quando la guerra infuriava e non era facile crescere in un posto del genere. Ma Nenad è potuto andare oltre, grazie al pallone: a 16 anni, il giovane entra nell'OFK Belgrado, con il quale esordisce nel campionato serbo ed in Europa. Basta poco perché Marotta e Paratici, allora alla Samp, lo portassero a Genova. Aggregato alla prima squadra di Mazzarri, a Novembre il serbo si rompe il menisco; purtroppo, nonostante il duro lavoro, il ragazzo non si riprende. Allora, il medico sociale Baldari ordina altri esami, capisce che qualcosa non quadra.
Il presentimento è confermato: Krsticic è affetto da un linfoma. Il ragazzo, andato a casa per le vacanze natalizie, è costretto a tornare per curarsi. Le speranze sono poche, c'è chi gli dà appena qualche giorno di vita. Ma Nenad combatte nel reparto di ematologia dell'ospedale "San Martino" di Genova e ne esce fuori con grande tenacia. A Gennaio 2010, può finalmente tornare ad allenarsi, dopo un anno di calvario.
Ripresosi la sua vita, Krsticic torna anche a contribuire in campo: nei quarti del campionato Primavera 2010, il centrocampista segna il 3-2 decisivo per passare il turno ai danni del Milan. Le lacrime sembrano raggiungerlo a fine gara; al di là di quello che dicono molti giornali in questi giorni, quella è la fine dell'incubo che lo ha coinvolto per un anno e mezzo e che lo restituisce al suo mondo, quello del pallone rotondo.
Pian piano, anche la prima squadra diventa familiare per lui: infatti, Krsticic esordisce in Europa League il 16 Dicembre del 2010, quando la Samp perde 2-0 a Debreceni. La partita è ininfluente per i blucerchiati, non per il serbo: infatti, il centrocampista può così cominciare la sua storia con la Samp. Quella vera.
Mentre il Doria retrocede clamorosamente, Krsticic continua la sua crescita con la Primavera, realizzando sette gol in 17 presenze. Quando si tratta di risalire la china della Serie B, Iachini capisce che ha bisogno del serbo, inserendolo pian piano in prima squadra. Intanto, Krsticic si riprende anche la nazionale: l'Under-21 serba ne fa uno dei punti fermi nel percorso di qualificazioni all'Europeo di categoria.

Krsticic nel ritiro della nazionale serba: Mihajlovic lo ha voluto fortemente.

Il 14 Gennaio 2012, Krsticic esordisce da titolare con la Samp nella trasferta vittoriosa di Padova. E' la svolta del campionato blucerchiato e forse anche per quello del serbo, che comincia ad essere coinvolto nella rotazione di Iachini. Il tecnico sa che Krsticic non può dare molto nei 90' pieni, ma può comunque essere utile anche se tenuto in campo per meno tempo. Sulle 13 presenze in Serie B, il serbo gioca solo tre volte per 90' interi. Nonostante ciò, il ragazzo è importante e lo capisce anche Ferrara, nuovo allenatore del Doria dal giugno scorso. Infatti, l'ex C.T. dell'Under 21 azzurra lo ha reso il tuttofare della Samp 2012/2013: regista, mezzala, trequartista ed esterno. Il centrocampista è stato usato sopratutto in quest'ultimo ruolo: un peccato forse, visto che non nasce in quella posizione.
Tuttavia, se nelle prime giornate ha fatto fatica, adesso il serbo sta dando un buon contributo: contro Genoa e Fiorentina ha tirato fuori due grandi partite. Inoltre, a Firenze ha anche segnato il primo gol con la maglia della Samp. Insomma, tante soddisfazioni per un ragazzo che se le merita. E ora alcuni tifosi cullano un sogno: può Nenad Krsticic legarsi a vita con i colori blucerchiati? Può diventarne simbolo, bandiera e magari capitano? Difficile dirlo ora. Sicuramente è uno di quei giocatori di cui si sentirà parlare, perché ha tutto: tecnica, visione di gioco, un buon tiro e sopratutto una determinazione fuori dal comune, derivante anche dalla terribile vicenda che ha vissuto. Se la maturazione del ragazzo continuerà su questa via, sarà complicato lasciarlo fuori dall'undici titolare; così come sarà impossibile ignorarlo per la nazionale, dove l'attuale C.T. Sinisa Mihajlovic l'ha già convocato in Ottobre. Magari Krsticic avrebbe voluto esordire, ma forse era troppo alla prima chiamata con la Serbia.
Personalmente, mi auguro che il cammino sopra ipotizzato si realizzi. Sarebbe una storia da "libro Cuore" e molti giornali ci ricamerebbero sopra, ma un giocatore del genere non ce l'hai sempre a portata di mano. Il talento c'è; l'attaccamento alla maglia anche. Possiamo solo augurarci che Nenad Krsticic continui così. E che lo faccia con questo club, dove è cresciuto, maturato e ha ricominciato anche a vivere.
Ad inizio articolo, parlavo di una fine e di un inizio. Molti pensano alla fine di un incubo: no, io mi riferisco ad altro. Firenze ha rappresentato la fine dell'anonimato per il serbo: quel gol è l'inizio del percorso verso lo status di "top-player". Se finora si è accontentato del ritorno al campo verde, ora può puntare al meglio: è l'inizio di una carriera che spero sia fantastica per lui. Con la Sampdoria, nel cuore e nella mente.

Nenad Krsticic, 22 anni: qui il primo gol con la Samp, a Firenze.

10 ottobre 2012

Di difensivismo si muore.

Dieci punti in sette partite. Va bene, in realtà dovremmo dire "undici", se non fosse per il punto di penalizzazione con il quale è partito questo campionato della Sampdoria. Il bilancio della squadra di Ferrara si può dire buono, un eccellente passo per cercare la salvezza in anticipo. Ma analizzando le singole partite, c'è qualche rimpianto? E quanto effettivamente abbiamo avuto fortuna? Forse si sarebbe potuto fare meglio o forse siamo stati fortunati in qualche frangente. Rivisitiamo questo prime sette giornate, cercando di fare un equilibrato resoconto di quanto si è ottenuto lungo il nostro cammino.

Ciro Ferrara, 45 anni,: la sua Samp ha avuto un buon inizio, ma sta rallentando.

Milan-Sampdoria 0-1 - 68' Costa
Inutile dire che la gara d'esordio è solitamente quella più difficile. Non ha fatto eccezioni l'inizio a San Siro, dove la Samp affrontò un Milan in grosse difficoltà, tuttora irrisolte. La squadra si presentò con un 4-3-3 mascherato da 4-5-1, con Kristicic ed Estigarribia ali dietro l'unica punta Eder. Il gol di Costa fu uno dei pochi tiri in porta di tutta la partita; entrambe le squadre dimostrarono di essere in rodaggio; forse, anche alla luce del palo di Boateng e del salvataggio finale di Gastaldello su Flamini, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Ma in un esordio di campionato ti prendi ciò che ottieni e la vittoria è stata adeguatamente festeggiata.

Sampdoria-Siena 2-1 - 45' Maxi Lopez (Sam), 62' Vergassola (Sie), 68' Gastaldello (Sam)
Qui il risultato è stato uno dei pochi giusti di tutto il campionato: l'esito finale viene perfettamente rispecchiato dal 2-1 ottenuto dai blucerchiati. Anzi, volendo essere sinceri, il solo gol di vantaggio stette stretto a quella Samp, che giocò molto bene, grazie all'apporto di un vero 4-3-3, con Maxi Lopez al posto di Kristicic dall'inizio. Poli a centrocampo mostrò una buona grinta e la difesa non ebbe quasi nessuna sbavatura.

Pescara-Sampdoria 2-3 - 31', 76' Maxi Lopez (S), 63' Estigarribia (S), 75' Celik (P), 90' Caprari (P)
Nella città abruzzese, la Samp ebbe la fortuna di avere un cinismo sotto rete degno della grande squadra. In difficoltà per buona parte del primo tempo, il Doria riuscì a sbloccare il risultato con un gol del solito Maxi Lopez; nella ripresa, dopo il raddoppio di Estigarribia, il Pescara accorciò subito le distanze con Celik, appena entrato e servito da Quintero. Tempo di rimettere palla a centrocampo ed ancora il numero 10 blucerchiato mise dentro il 3-1. Nel finale, il gol di Caprari servì solamente per il tabellino finale. Va detto che il Pescara colpì due traverse ed ebbe delle buone occasioni. La vittoria fu un buon risultato, ma venne cementificata solo nella ripresa, avendo numerose occasioni di fronte ad un Pescara scoperto.

Festa a San Siro: Andrea Costa, 26 anni, ha appena segnato il gol-vittoria.

Sampdoria-Torino 1-1 - 69' rig. Bianchi (T), 84' rig. Pozzi (S)
I maggiori rimpianti derivano probabilmente da questa partita. Nonostante venti minuti iniziali molto difficili, con il Torino a tenere costantemente la palla, la Samp fu in grado di creare tante palle-gol solo nella prima frazione; su tutte, la traversa di Maresca su punizione. Il Torino, scomparso gradualmente nella ripresa, ebbe il merito di conquistarsi un rigore, grazie ad un'ingenuità di Soriano. Trasformato in gol da Bianchi, la Samp conquistò il pareggio grazie all'ingresso di Eder, in grado di mettere in difficoltà la difesa avversaria e guadagnarsi un altro calcio di rigore. La rete di Pozzi portò il pareggio in cascina; i punti sarebbero potuti essere tre, se Gillet non si fosse inventato un altro miracolo - negli ultimi istanti della gara - su un tiro all'incrocio di Eder.

Roma-Sampdoria 1-1 - 34' Totti (R), 62' Munari (S)
Senza Maxi Lopez, squalificato per due turni, la Samp si presenta a Roma con lo stesso assetto (difensivista) di Milano, quando forse sarebbe meglio aggredire la Roma offensiva di Zeman. Andati in svantaggio per un gol del solito Totti, i blucerchiati riescono a reagire, pareggiando su un regalo di Stekelenburg, prontamente sfruttato da Munari. Dopo un buon primo tempo, i padroni di casa si spengono e per poco la Samp non ne approfitta, sfiorando il successo su un contropiede di Icardi. Tutto sommato, contro i giallorossi spentisi al 60' o giù di lì, il risultato si può considerare adeguato.

Sampdoria-Napoli 0-1 - 67' rig. Cavani
A Marassi va in scena uno scontro fra prime delle classe: il Napoli, primo in classifica con la Juve, arriva per sfidare la terza forza del campionato. Nel primo tempo, la Samp riesce a soffocare il gioco dei partenopei, grazie ad un 4-5-1 asfissiante, che taglia le fonti del gioco napoletane. Nella ripresa, i padroni di casa non si scoprono e non producono nessun tiro nello specchio della porta avversario; gli ospiti giocano male, ma riescono a sfruttrare l'unica occasione che gli si propone. Contropiede magistralmente guidato da Hamsik, fallo di Gastaldello e rigore; oltretutto, rosso diretto al capitano sampdoriano per fallo da ultimo uomo. Se l'espulsione sarebbe arrivata comunque (Gasta era già ammonito), il rigore in realtà non c'è, poiché il fallo è stato commesso appena fuori dall'area. Cavani va dal dischetto e non perdona. 1-0 immeritato, perché la Samp - con quell'assetto tattico - non avrebbe segnato neanche giocando tutto il giorno; il Napoli, invece, ha fatto poco per meritarsi il successo.

Chievo-Sampdoria 2-1 - 45' Thereau (CV), 61' Maresca (S), 88' Di Michele (CV)
E veniamo all'ultima partita, quella disputata al "Bentegodi" di Verona. La Samp si presenta senza Eder e Pozzi, con il solito 4-3-3 mascherato ed un baricentro di squadra molto basso. Nel primo tempo, gli undici in campo non ne azzeccano una; non fanno meglio quelli del Chievo, che però trovano il vantaggio sul finire del primo tempo, grazie ad uno svarione della difesa blucerchiata. Nella ripresa, la punizione di Maresca illumina un arcobaleno che vale il pareggio; nonostante questo, il Doria non combina molto neanche nella seconda frazione. Quando la partita sembra indirizzata verso un mesto pareggio, Di Michele tenta il tiro della disperazione e l'eccessiva sicurezza di Romero gli dà una mano. 2-1 per i clivensi ed un'occasione sprecata per cercare di allontanarsi ulteriormente dalla zona salvezza.

Gastaldello, 29 anni, aggancia Hamsik, 25, appena fuori dall'area: l'episodio più discusso.

Quindi, facendo un conto veloce, mancano un paio di punti. Insomma, è un bilancio fantasioso, ma che non sembra essere molto diverso da quello reale. Ciò nonostante, non si può fare un appunto a Ciro Ferrara: a lui va dato il merito di aver portato avanti un'ottima gestione della linea verde e di aver ringiovanito la squadra, già rinnovata dopo l'anno di B. Tuttavia, non si può chiudere un occhio sul suo eccessivo "difensivismo", che potrebbe crearci più problemi di quanti effettivamente ne abbiamo.
Infatti, capisco benissimo come Ferrara debba ovviare all'unico errore fatto nel calciomercato estivo dalla società: la mancanza di un vice-Estigarribia. Sebbene questo sia un fardello pesante in una rosa con nove centrocampisti ed un esterno di ruolo, non si capisce perché si debba "castrare" tecnicamente questa squadra. Non si comprende perché non sia stata una chance seria ad Icardi, nemmeno a Verona, dove mancava mezzo attacco e forse il giovane ex Barcellona avrebbe potuto essere d'aiuto. Speriamo che in Gennaio la società venga incontro all'allenatore, provvedendo nel reperire un esterno d'attacco, magari sacrificando qualche mediano di troppo.
Tuttavia, Ferrara farà meglio a prestare attenzione. Nessuno pretende di arrivare nelle posizioni più alte quest'anno, con una squadra che deve accumulare esperienza: l'obiettivo è salvarsi con qualche giornata d'anticipo. Ma impostare formazioni super-difensive non ci consentirà di centrare l'obiettivo agevolmente. Sapete come si dice: di difensivismo si muore.

Nenad Kristicic, 22 anni, è uno di quelli che sta soffrendo l'assetto di Ferrara.

16 settembre 2012

Il cinismo è il nostro mestiere.

Che dire.. forse non ce lo saremmo mai aspettati. Se qualcuno mi avesse detto che avremmo fatto tre vittorie nelle prime tre giornate, la risposta più plausibile sarebbe stata una grossa risata. Ed invece questa Samp ha una dote di cinismo che in 16 anni da tifoso sampdoriano non avevo mai visto. Il Doria espugna Pescara per 3-2 dopo una partita sofferta, nella quale l'avversario potrebbe meritare il pari, ma i blucerchiati sono più lesti. Sono più svelti. Sono, in una parola, concreti. E questa dote sarà solo di buon auspicio durante tutto il corso del campionato, dato che i 40 punti della salvezza dovranno arrivare il prima possibile. Intanto ci stiamo togliendo molte soddisfazioni.

La Samp si presenta a Pescara con 10/11 confermati rispetto al precedente match casalingo contro il Siena. L'unica differenza si trova tra i pali. Romero aveva chiesto un permesso da molto tempo per assistere alla nascita della sua secondogenita e, per questo, è rimasto in Argentina. Con Da Costa squalificato fino a Novembre per il calcio-scommesse, in porta si schiera Tommaso Berni, terzo portiere doriano. Ultima partita in Serie A nel Febbraio del 2011. Insomma, se non è scommessa, poco ci manca. Il Pescara, invece, ha cambiato molto. Nella sosta, Stroppa ha avuto tempo per riflettere e comprendere che il 4-3-3 iniziale era troppo spregiudicato per gli abruzzesi. Così, il Pescara si dispone in una nuova veste, il 4-2-3-1, che perlomeno dà più copertura alla sventurata difesa dei delfini.
Vedendo i primi minuti di gioco, la mossa sembra azzeccatissima. Prima Weiss spara centralmente su Berni dal limit dell'area, poi per poco non accade la frittata. Lungo lancio di Colucci al 5', Rossini buca l'intervento e Vukusic si avventa sul pallone, colpendo la traversa dal limite dell'area. Primo brivido dopo appena cinque minuti. E la Samp non sembra dare segni di risveglio, tanto che è ancora Vukusic a rendersi pericoloso. L'ex Hajduk di Spalato prima calcia a lato su assist di Quintero, poi pressa Berni e per poco non lo costringe ad un rinvio controproducente. Il numero 32 blucerchiato, infatti, rinvia addosso al croato, che manca di poco il gol fortunoso.
Quando Poli è costretto ad uscire per infortunio (al suo posto entra Soriano), la Samp si sveglia. Non produce molto, ma perlomeno non lascia il pallino del gioco al Pescara. Prima Maxi lancia Soriano, che però si fa soffiare palla da Eder in fuorigioco; poi Costa colpisce male di testa un pallone scodellato in area da Maresca.
Se la Samp pare in difficoltà, una verticalizzazione basta a risolvere i problemi della formazione di Ferrara. Obiang taglia a metà il centrocampo pescarese e serve in profondità per Eder. Il brasiliano salta Zanon e, con Perin in uscita, serve Maxi Lopez. A porta spalancata, è un gioco da ragazzi per l'argentino: 1-0 e premio anche troppo grande per una Samp inguardabile nei primi 25 minuti di gioco. Il primo tempo non riesce a proporre nient'altro, se non un'entrata da "arancione" di Cascione su Obiang.
Nel secondo tempo, l'inizio è simile a quello del primo: Pescara con il pallino del gioco in mano e Samp in balia degli abruzzesi. L'unico lampo doriano dei primi dieci minuti è di Eder, che salta Zanon con un gioco di prestigio e sfiora il 2-0 con un destro dal limite dell'area, che si spegne di poco a lato. A quel punto, si scatena il giovane colombiano Juan Quintero, che sarà una spina nel fianco per la difesa blucerchiata fino a fine partita. Inoltre, Vukusic coglie un'altra traversa, stavolta con un sinistro fortunoso, battezzato malissimo da Berni. Eder è costretto al cambio - anche lui per infortunio - e Ferrara mette dentro Kristicic, sacrificato nuovamente come esterno.
Il Pescara ha una super-occasione con Weiss, che salta Berardi e Maresca prima di sparare alto a pochi metri da Berni. Stroppa prova la mossa della disperazione: dentro Caprari per Zanon, con l'arretramento di Balzano ed il baricentro dei biancoazzurri che diventa molto offensivo. Ma quando il Pescara tenta il tutto per tutto, la Samp raddoppia. Kristicic, sulla linea dei centrocampisti nell'occasione, trova il corridoio giusto per servire Estigarribia. Il suo lancio di 30 metri mette il paraguaiano nella condizione di freddare Perin con un gran sinistro dentro l'area. 2-0 e Pescara ancora una volta disattento in difesa, sopratutto quando bisogna effettuare la tattica del fuorigioco.
Da lì, la partita è in mano alla Samp. Che sfiora un altro gol sempre con Estigarribia, ma Perin si fa trovare preparato. Mentre Weiss conlcude la propria partita con una punizione a lato, prima di farsi sostituire da Celik. E dopo che la Samp ha nuovamente sfiorato il 3-0 con un bel sinistro a giro di Kristicic, il Pescara accorcia le distanze. Quintero semina il panico nella difesa blucerchiata, prima di servire un solissimo Celik, che batte Berni dall'interno dell'area. 2-1 e partita riaperta.
Bastano 120 secondi ed il match sembra sigillato: Soriano serve Maxi Lopez in profondità, il centravanti sampdoriano fa scorrere il pallone e batte Perin per la terza volta. Il suo destro chirurgico vale il 3-1 per gli ospiti. Buttato dentro anche Abbruscato per un buon Vukusic, il Pescara si getta in avanti senza più guardare alla difesa. Caprari è il protagonista del finale convulso di partita. Prima ci prova da fuori, ma Berni para a terra. Poi il talento scuola Roma trova il gol del 2-3 con un gran destro dai 25 metri: nulla da fare per il portiere sampdoriano, che pure tocca il pallone prima che finisca in rete. Il finale è un pressing asfissiante, che però non porta alla creazione di nessuna chiara occasione da gol. E' 3-2 Samp.
Un punteggio tutto sommato giusto, ma se i padroni di casa avessero pareggiato, forse non ci sarebbe stato nulla da dire. Il Pescara, con questi uomini e con questo modulo, può sicuramente mettere più paura di quanto non ne abbia fatta nelle prime due giornate. Certo, andrà registrata un pochino la difesa, spesso impreparata agli attacchi avversari. La Samp è molto cinica, come mai abbia ricordato nella mia vita da tifoso.

Berni 5.5 | Insomma.. il ragazzo non giocava da parecchio e ha disputato solo sei partite negli ultimi cinque anni. Onestamente, era difficile aspettarsi di più.
Berardi 6 | Weiss fa tanta scena, ma alla fine non gli crea grossissimi problemi.
Rossini 6 | All'inizio si lascia scappare Vukusic, poi si riprende senza troppe incertezze.
Gastaldello 6.5 | Il migliore della nostra difesa, sempre sul pezzo.
Costa 6 | Finché è in campo, fa il suo compitino. Avrebbe potuto osare di più, visto che Balzano - in quanto terzino di ruolo - non lo ha attaccato così insistentemente.
Maresca 6 | Bene in fase d'impostazione, ma quanto soffre la mobilità di Quintero. Il ragazzino colombiano lo salta parecchie volte, dimostrando che anche l'età conta qualcosa.
Obiang 6.5 | Partita leggermente sotto la media, ma non può essere straordinario sempre.
Poli 6.5 | Il migliore della Samp nei primi e tremendi 20'. Poi s'infortuna ed è costretto a lasciare il campo.
Estigarribia 6 | Lo salva il gol, altrimenti sarebbe stato - senza dubbi - il peggiore degli undici con la maglia blucerchiata. Abulico, assente, non attacca quasi mai Modesto. Quando poi viene spostato sulla sinistra, a causa dell'infortunio di Eder, Zanon gli concede molto più spazio e lui colpisce.
Eder 6.5 | Buona la partita del brasiliano. Molti spunti, ma sopratutto l'intesa con Maxi Lopez cresce con il passare delle gare. Peccato per il suo infortunio, speriamo non sia nulla di grave.
Maxi Lopez 8 | Che mostro. Non lo noti molto, ma intanto siamo a tre gol in due gare e mezzo con la maglia della Sampdoria. Se sarà questo il ritmo tenuto dal "rubio", sarà difficile stargli dietro. Il secondo gol è da centravanti di razza.

Soriano 6 | Prova sufficiente la sua, peccato per il mancato dinamismo che di solito fornisce alla squadra.
Kristicic 7 | Continuo la mia personale crociata contro il ruolo che Ferrara ha designato per il ragazzo. Non è un esterno. Infatti, la cosa migliore della sua partita la fa quando è sulla linea dei centrocampisti. Il lancio per il 2-0 di Estigarribia è roba degna di un centrocampista con i controfiocchi. Speriamo che l'allenatore se ne renda conto.
Castellini 5.5 | Speravo di vedere Poulsen in campo. Purtroppo il danese non sembra ancora pronto e allora dentro l'eterno ex Parma, che però vede le stelle contro Caprari.


Adesso siamo a nove su nove. Oddio, i punti in classifica sono otto, ma quel -1 comincia ad essere solo un dato statistico e non più un fastidio. Ora ci attende il Torino, che affronteremo in casa nel prossimo turno. Il match del 23 Settembre - ore 12.30 - ci permetterà di sfidare degli eterni rivali. Ma sopratutto dei contendenti alla salvezza. La squadra di Ventura mi sembra quadrata, ma noi abbiamo dimostrato di non essere da meno. Bisognerà ricordarsi le due sconfitte dell'anno scorso per evitare di commettere gli stessi errori. Due 2-1 che costarono molto in termini di orgoglio. L'importante è vincere, per arrivare sereni alle due sfide di fuoco contro Roma e Napoli. Del resto, abbiamo imparato che il cinismo è il nostro mestiere.

Maxi Lopez, 28 anni, è in forma: tre gol in tre gare con la maglia della Samp.

30 luglio 2012

Bilancio positivo (finora).

Bardonecchia, anno primo: finalmente la prima parte di ritiro di quest'anno si è conclusa ed il bilancio per la banda di Ferrara è senza dubbio positivo. Al primo anno di ritorno nella massima serie, la città piemontese ha ospitato per la prima volta la Sampdoria, dopo diversi anni trascorsi al fresco di Moena, in Trentino. Il ritiro di Bardonecchia ha avuto luogo dal 15 al 29 Luglio, con un grande bagno di folla che ha circondato la squadra blucerchiata; Ferrara ha avuto tempo per fare diversi esperimenti ed i giocatori hanno potuto toccare con mano l'entusiasmo che ha circondato la squadra e che sta contagiando l'ambiente dopo un anno e mezzo di inferno.

Ciro Ferrara, 45 anni: duro lavoro per la sua banda a Bardonecchia.


Nell'Alta Val di Susa, la Sampdoria ha quindi completato una prima parte di lavoro. Lo ha fatto sotto gli ordini del nuovo allenatore, Ciro Ferrara, anch'egli colpito dal clima positivo attorno all'ambiente blucerchiato; l'ex C.T. dell'Under 21 italiana ha progettato la Samp come aveva già annunciato in conferenza stampa, con l'uso di un 4-3-3 (che può però variare a seconda delle esigenze) e di un attacco basato su un centravanti, una seconda punta ed un'ala pura. Modulo che la Samp sta assimilando gradualmente ed in maniera positiva: dopo anni passati con uno schema con due punte, quest'anno si cambia e vedremo quali saranno i risultati.
Il cambiamento più importante - in campo - lo si è visto per quanto riguarda Pedro Obiang: il giovane spagnolo, autore di una stagione ottima da mediano davanti alla difesa nell'ultima stagione di Serie B, è stato riciclato da Ferrara. Il tecnico della Samp è ben cosciente del ruolo che ha Pedro, ma ha deciso di schierarlo come interno sinistro nelle prime amichevoli estive e non come regista, ruolo lasciato invece al rientrante Fernando Tissone, anch'egli discreto regista. A dir la verità, sono rimasto sorpreso da questo cambio: se Tissone fosse rimasto in squadra, avevo pensato che sarebbe diventato il vice del giovane Obiang; invece, eccoli insieme in campo e bisognerà vedere come il numero 14 sampdoriano assorbirà il cambio di ruolo, dopo aver sopravanzato nei galloni di titolare nell'ultimo anno un certo Angelo Palombo. Il terzo di centrocampo è stato perlopiù Munari, ma Soriano è piaciuto parecchio e sappiamo quanto Ferrara punti sui giovani.
Altra piccola sorpresa del ritiro è stata l'utilizzo degli esterni: in attesa di tempi migliori, l'allenatore blucerchiato si ritrova con un "buco" sugli esterni. Mentre si cerca sul mercato qualcosa di più andato (la trattativa con Estigarribia è andata male), sono apparsi sulla corsia esterna d'attacco Corazza, Icardi e Kristicic. Simone Corazza, esterno friulano classe 1991, ha dimostrato di essere interessante come "prospetto futuro" e non ha certo sfigurato nelle prestazioni in amichevole, provando che può essere materiale su cui lavorare; Maurito Icardi, classe 1993, era già conosciuto nell'ambiente blucerchiato, per la sua provenienza dalla "Masia" del Barcellona e per il gol che ha deciso la sfida di Castellamare sulla strada dei play-off dell'anno scorso. Ma l'argentino ha fatto di più in ritiro: ha saputo seguire i dettami di Ferrara, adattandosi a giocare sulla fascia, nonostante il giovane Mauro sia una prima punta vera e propria: l'ha fatto benissimo. Poi Nenad Kristicic, tornato a vivere - anche sportivamente - dopo una malattia grave già l'anno scorso in B: nel ritiro estivo è sembrato tirato a lucido ed è riuscito a soddisfare Ferrara nel ruolo di esterno d'attacco, dimostrandosi polivalente sul campo (regista, interno di centrocampo, ala d'attacco). Da aggiungere anche il rendimento di Gianluca Sampietro: arrivato in ritiro tra pochi rumori, è stato lodato pubblicamente da Ferrara e lascia ben sperare nel centrocampo blucerchiato. Non so se rimarrà qualcuno di queste quattro sorprese del pre-campionato, fatto sta che la Samp può contare su di loro se ce ne fosse bisogno.
Terzo punto di attenzione: la difesa. L'anno scorso, la retroguardia è stato uno dei motori della ripresa e, anche quando le cose non andavano, la Samp ha messo in mostra una difesa sufficiente. Quest'anno i movimenti vanno perfezionati di fronte ai grandi attaccanti della Serie A e le indicazioni sono state buone: il reparto è ancora da completare, ma tutto sommato non subire neanche un gol nelle amichevoli estive è un'indicazione confortante. Lo è ancor di più se poi i difensori sono andati a segno. Per adesso, la linea difensiva è stata composta da Laczko a sinistra, De Silvestri a destra e Costa e Gastaldello al centro. A destra, il nuovo arrivo dalla Fiorentina ha segnato anche due gol e si è dimostrato sul pezzo; al centro, il capitano è la solita certezza, ormai maturo, e Costa è stato giustamente ridisegnato come centrale, dato che sulla fascia non aveva certo dato il bianco in B, figuriamoci in A. Infine, Zsolt Laczko: la Samp è alla ricerca palese di un terzino sinistro, ma intanto l'ungherese ha dimostrato di poter stare benissimo in squadra, anche come vice del probabile titolare che dovrà arrivare.
Ultima nota, anch'essa ottima, per l'attacco: Pozzi, Maxi Lopez, Eder, Icardi, tutti a segno. Sono solo amichevoli estive e davanti manca ancora un innesto, ma i segnali sono di buon auspicio. L'unico sembrato un po' fuori giri è Juan Antonio: trequartista, per lui si pone un problema di collocazione tattica dentro il 4-3-3 di Ferrara: vedremo se sarà risolto.

La prima parte di preparazione è andata buon fine: buon lavoro per la Samp.


Importante anche lo scenario di pubblico fornito dalle amichevoli: grandi folle presenti alle amichevoli dei blucerchiati nel ritiro di Bardonecchia, favorite anche dalla poca distanza che separa Genova dalla sede del ritiro sampdoriano. Un bello scenario in un calcio con sempre meno entusiasmo e sempre più debiti.
Ora la Samp farà un secondo ritiro, in cui completerà la preparazione per affrontare questa stagione, quella che - si spera - sia quella di una salvezza tranquilla, sebbene vi sia la possibilità di penalizzazione nell'inchiesta del "calcio-scommesse" svolta dalle procure di Cremona e Bari; tutto questo in attesa delle indagini della procura di Genova sul famoso derby dell'8 Maggio 2011, quello che segnò la nostra retrocessione e che sembra nascondere più ombre di quanto si potesse pensare.
Uscito anche il calendario della prossima stagione: la Samp esordirà a Milano contro i rossoneri vice-campioni d'Italia, che sembrano (almeno per ora) ridimensionati dal mercato estivo. L'ultima, invece, sarà in casa contro la Juventus campione d'Italia a Maggio 2013. Insomma, un inizio ed una fine con botto; non che il resto sia facilissimo, con un occhio puntato sul derby, segnato per le date del 18 Novembre 2012 e 14 Aprile 2013.
Si è svolto anche il sorteggio per il tabellone di Coppa Italia, nel quale la Samp entrerà dal terzo turno del 18 Agosto: la squadra blucerchiata è attesa da una fra Juve Stabia (favorita), Frosinone o Porto Tolle; probabile la discesa a Castellamare per disputare tale turno di coppa.
Ora attendiamno novità dal mercato, dato che servono ancora un esterno d'attacco ed un terzino sinistro, più un centrocampista nel caso si riuscisse a vendere gli "esodati" che si stanno allenando a Bogliasco, tra cui Angelo Palombo ed Andrea Poli, i cui casi sono quelli più spinosi. In attesa di ciò, già si fantastica sull'Europa, con le amichevoli contro Schalke 04 (10 Agosto) e Barcellona (20 Agosto, al Camp Nou). Per ora, va tutto bene.

Ecco le nuove maglie della Samp per la stagione 2012/2013:
in posa Gastaldello, Obiang, Pozzi e Romero (da sinistra a destra)