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21 agosto 2012

Sogno di una notte d'estate.

Ve lo ricordate qualche anno fa il tormentone romanista della stagione 2009/2010? Quell'anno, la squadra giallorossa sfiorò lo scudetto dopo una rimonta lunghissima sull'Inter. Il motto era "non succede, ma se succede..". Volendo, si potrebbe parafrasare tale detto per la nostra Samp. I blucerchiati sbancano a sorpresa il Camp Nou nel Trofeo Gamper e battono il Barcellona. Insomma, non doveva succedere, ma è successo. Detto così, sembra fantascienza. Chiariamo: il Barcellona ha giocato ieri la prima di campionato e giovedì ospiterà il Real Madrid nell'andata della Supercoppa di Spagna. Quindi era chiaro che i blaugrana avrebbero fatto riposare i titolari, ma in compenso sono scesi in campo almeno il secondo portiere Pinto, Afellay e David Villa. Inoltre, i ragazzini che hanno giocato oggi sono gli stessi che hanno battuto - a domicilio - l'Amburgo per 2-1 qualche settimana fa, squadra che gioca in Bundesliga e decisamente più dotata della Sampdoria odierna. Ma la cosa bella è che la Samp ha fatto la partita, con personalità, ha rischiato poco e forse meritava anche qualcosina in più. Lungi da me tentare d'esser presuntuoso, ma il Doria stasera ha mostrato tutto ciò che non c'era stato in Coppa Italia: organizzazione, un pizzico di grinta e anche quella fortuna che serve ogni tanto. Non avremo vendicato la finale della Coppa Campioni del 1992 (il ventennale della primo trofeo del Barca era il motivo per cui eravamo stati invitati), ma almeno abbiamo evitato di fare da sparring partner e, anzi, ci siamo presi ribalta, gloria e pure la coppa.

I ragazzi si abbracciano dopo il gol del vantaggio: sarà quello decisivo.


La Samp si presenta al Camp Nou con il 4-3-3 prestabilito da Ferrara. Serata di esperimenti per la nostra beneamata: Costa torna terzino per una sera e lascia spazio a Rossini al centro della difesa, Berardi al posto di De Silvestri sul versante destro, Tissone di nuovo come baricentro basso dei tre di centrocampo e Juan Antonio a reclamare un po' di spazio tra i tre d'attacco. Come se non bastasse, all'ultimo Poli si aggiunge alla lista degli indisponibili e gli subentra Obiang. Il Barcellona, invece, gioca con una squadra riempita da giovani; gli unici a portare un po' d'esperienza sono il secondo portiere Pinto, l'estroso Afellay (ce lo ricordiamo dal PSV-Samp del 2010) ed il "Guaje" David Villa, al rientro da un infortunio di otto mesi e rientrato giusto domenica per segnare il 5-1 del Barca contro la Real Sociedad. Questo, per il numero 7 blaugrana, è un test per verificare come la condizione stia migliorando in vista del proseguo della stagione.
La cosa incredibile è che non ti rendi nemmeno conto che stai giocando al Camp Nou e vai in vantaggio: gran cross di Pedro dai 30 metri, difesa scavalcata e Soriano insacca di testa per l'1-0 doriano. Ai 2000 tifosi blucerchiati arrivati a Barcellona non pare vero: in vantaggio contro una delle squadre più forti del mondo a casa loro. Roba da pazzi. Ed il Barca non fa molto per cambiare l'inerzia della gara. Il gioco è quello tipico dei blaugrana: possesso palla  prolungato e ricerca degli spazi. Ma se non hai Xavi e Iniesta ad inventarti l'ultimo passaggio, il sistema di gioco spagnolo s'inceppa e le occasioni non arrivano. I padroni di casa impressionano solo con l'ala destra, Gerard Deulofeu, che galoppa con continuità e destrezza. Un suo cross ed un tiro verso la fine del primo tempo impensieriscono Romero, ma è tutto ciò che il Barca riesce a creare. Intanto, la Samp colpisce in ripartenza: prima viene annullato un gol ad Estigarribia, poi Maxi Lopez spara verso la porta e Pinto è costretto ad una respinta difficile. Il primo tempo va via così, senza troppe emozioni.
Nella ripresa, comincia la consueta girandola di cambi che caratterizza le amichevoli estive, eppure l'inerzia non cambia. Il Barca tiene la palla e la fa girare costantemente, ma non trova sbocchi che gli permettano di andare al tiro; al contrario, la Samp si difende corta, riparte veloce e crea occasioni molto più pericolose.
La Samp perde due occasioni importanti con Estigarribia, poi è Pozzi ad avere lo scatto decisivo sul filo del fuorigioco. Il numero 9, entrato al posto di Maxi Lopez e lanciato da Tissone, si presenta davanti a Pinto e lo batte, ma il pallone finisce sul palo e carambola fuori. Peccato, sarebbe stato un ricordo da incorniciare. Da lì in poi, la Samp sparisce, tiene il Barca nella propria metà campo e gli fa vedere poco la porta. Il giro palla diventa estenuante ed il ritmo si abbassa man mano che i cambi si esauriscono.
I minuti finali sono il preludio al trionfo: il "Gamper" 2012 è nostro ed il fatto che sia stato vinto contro il Barca-B cambia poco. Giocare al Camp Nou non è da tutti i giorni, figuriamoci espugnarlo.

Romero 7 | Sempre presente, sulle uscite e nel gioco con i piedi. Certo, le treccine sono da censura.
Berardi 7 | Se nel primo tempo soffre un po' la vivacità del Barcellona, nel secondo aggiusta il tiro e sfodera salvataggi spettacolari. Ha rischiato in un contatto con Villa in area, ma il rigore non c'era.
Gastaldello 7 | Finché ne ha, rimane in campo e comanda la difesa da par suo.
Rossini 6.5 | Il più incerto della retroguardia e prende una sufficienza più che abbondante. La serata è stata propizia per la difesa blucerchiata.
Costa 6.5 | Deve tenere Deufoleu e non è facile. Eppure, quando ci sono da giocare partite con i terzini bloccati, Costa è l'uomo giusto.
Tissone 6 | Primo tempo pessimo, nel secondo riprende in mano la squadra e serve a Pozzi un interessante pallone. Sembra che parta, in Spagna farebbe un figurone: il ritmo di gioco è quello adatto a lui.
Obiang 7.5 | Partita mostruosa dello spagnolo. Non avrebbe sfigurato con la maglietta blaugrana, speriamo continui a far bene con quella blucerchiata.
Soriano 6.5 | Si porta a casa un ricordo mica da poco. E la prova sul campo è decisamente buona.
Juan Antonio 5 | Male il ragazzo. Devo dire la verità: mi sembra un po' fuori dal progetto tecnico. In questo 4-3-3, l'argentino fa dannatamente fatica.
Estigarribia 7.5 | Brillante e frizzante. Sguscia ai suoi giovani avversari con grande destrezza.
Maxi Lopez 6 | Benino. Si procura un'occasione importante e lotta, ma delle volte pare che non abbia voglia di giocare.

Mustafi 6 | Fa una comparsata al Camp Nou con tanto di salvataggio su passaggio filtrante per Villa.
Castellini 5.5 | Deufoleu gli fa vedere le stelle un paio di volte, ma alla fine regge.
Sampietro 6 | Voto di stima, poco più di 10 minuti per il giovane capitano della Primavera sampdoriana.
Munari s.v. | Si vede molto poco nel quarto d'ora nel quale scende in campo.
Kristicic 6.5 | E' entrato bene e ha dato il meglio quando era sull'altezza dei tre di centrocampo. Meglio che Ferrara ci ripensi, da mezz'ala Nenad può fare benissimo.
Renan 6 | Si fa vedere con un paio di calci piazzati.
Pozzi 6.5 | Lotta e si sbatte come suo solito, trova anche da ridire con l'arbitro. Prende un palo che rimpiangerà per molto tempo, portarsi un ricordino a casa - come il gol al Camp Nou - non sarebbe stato male.


Insomma, è andata bene. Questa è una soddisfazione estemporanea, ma è grandissima e ci riempie d'orgoglio. Così come ci hanno resi pieni d'orgoglio i 2000 tifosi arrivati al Camp Nou e che si sono sentiti anche nel catino blaugrana, nonostante il frastuono ed il numero di persone nettamente a preferenza "barcelonista". Adesso ci attende il Milan: se lo affronteremo con questo spirito, anche un eventuale Pazzini da combattere potrebbe essere fattibile.

Roberto Soriano, 21 anni, insacca di testa l'1-0 per la Samp.

19 agosto 2012

Male la prima.

Ci piace soffrire, diciamoci la verità. Ferrara non viene meno a questo dettame fondamentale per il tifoso sampdoriano nell'ultimo anno e mezzo. E così, la Samp esce subito dalla Coppa Italia, dopo l'eliminazione per mano della Juve Stabia nella sfida del Romeo Menti. La gara si decide ai rigori, dopo i tempi supplementari conclusi con l'1-1 maturato nei 90'. La Samp è una delle due squadre di Serie A ad essere uscita al terzo turno: l'altra, casualità pura, è il Genoa, uscito anch'esso ai rigori contro il Verona. Ma se il Grifone piange, il Baciccia non ha nulla di cui essere allegro: al di là della sfortuna - elemento presente nei tiri dagli undici metri - questa era una partita da vincere senza "se" e senza "ma" durante i tempi regolamentari.

Al Romeo Menti, la Juve Stabia si presenta per la seconda uscita stagionale senza il suo cannoniere principe della passata stagione, quel Marco Sau che fece vedere i cosiddetti "sorci verdi" alla Samp nella gara di Marassi dell'anno scorso. C'è ancora Pietro Braglia, la cui riconferma è stata in dubbio fino all'ultimo; per il tecnico toscano si parlava dello Spezia, ma alla fine ha deciso di rimanere nella cittadina campana. Le "Vespe" si sono rinforzate, prendendo in estate Salvatore Bruno dal Sassuolo, Gael Genevier dal Siena, Marco Gorzegno dall'Empoli, Marco Cellini dal Varese e Boadu Acosty dalla Fiorentina. Insomma, meno micidiali davanti, ma più completi come organico. E sopratutto tignosi come sempre, indigesti come erano risultati nella doppia sfida della Serie B dell'anno scorso.
La Samp, invece, ha effettuato molti più cambiamenti. Via alcuni eroi della promozione, su tutti Giuseppe Iachini, al cui posto è stato preso Ciro Ferrara. Dentro Maxi Lopez, De Silvestri ed Estigarribia, più il ritorno di un Poli non troppo convinto sul rimanere in maglia blucerchiata. 4-3-3 da perfezionare, ma il modulo di base è quello.
Pronti, via e la Samp ci prova subito con un sinistro di Estigarribia dalla distanza, che però non centra la porta di Seculin. Poi è la volta della Juve meno famosa: Acosty si destreggia in area, spara un diagonale dalla destra, ma Romero è pronto. Sempre le Vespe pochi minuti dopo, con Mezavilla che si mangia un gol, sparando alto dopo essere stato trovato da un suggerimento di Zito. La Juve Stabia continua a spingere e la Samp non dà certo l'impressione di una squadra di categoria superiore: anzi, Acosty imbecca Bruno, che viene fermato in extremis da capitan Gastaldello, evitando il peggio.
Il primo tempo si conclude con i padroni di casa sempre all'attacco, mentre la Samp cerca di controllare e ripartire. Ferrara prova a cambiare qualcosa, inserendo Maxi Lopez al posto di un Pozzi troppo isolato; la Samp riacquista parzialmente capacità di manovra e comincia a costruire qualcosa. Al 15' del secondo tempo, cross di De Silvestri dalla destra ed inserimento di Estigarribia, che di testa manda di poco a lato. Dopo di che, la Juve Stabia riprende in mano il gioco e mette i brividi alla Samp con diversi tentativi: i tiri di Bruno, Jidayi e Zito impegnano Romero oppure finiscono a lato di pochissimo. Anche Mezavilla va vicino al gol.. ma, quando meno te lo aspetti, la Samp ribalta la situazione e va in vantaggio: una serie di rimpalli aiuta il biondo Maxi Lopez a farsi spazio nell'area stabiese e a trafiggere l'incolpevole Seculin. 1-0 immeritato, ma tant'è in quel di Castellamare.
Intanto, Kristicic viene rilevato da Soriano e Danilevicius entra per Mbakogu. E, siccome la fortuna ci vede benissimo con la Samp, non ci vuole molto prima che l'ex-Livorno ci rifili l'1-1. Danilevicius, già a segno diverse volte con la maglia labronica contro la Samp, raccoglie un suggerimento di Jidayi e segna il meritato pareggio per le Vespe di Braglia. Insomma, si era stati fortunati nel segnare, ma si è stati anche "polli" nel prendere un gol al 92'.
Nei supplementari accade poco: la Juve Stabia ha finito la benzina e la Samp non è in serata. I blucerchiati non riescono a produrre più di un destro di Poli che sfiora il palo della porta di Seculin, le Vespe non ne hanno più dopo gli sforzi dei 90' e così si va ai calci di rigore.
Se Poli sbaglia subito, Erpen beffa Romero addirittura con un cucchiaio. Agyei restituisce il favore e si fa neutralizzare da Romero, mentre Estigarribia segna. Segnano anche Di Cuonzo e Costa, così come Scognamiglio e Soriano. Ma Maxi Lopez si fa neutralizzare, al quinto rigore, da Seculin e Danilevicius mette ancora una volta il sigillo sulla nostra eliminazione dalla seconda competizione nazionale. Male, male, male.
La Samp è sembrata sterile, in balia di una squadra di B che però ci mette molta corsa ed organizzazione e che, già l'anno scorso, aveva fatto soffrire i blucerchiati. La preparazione sembra essere servita a poco se, dopo un mese e mezzo, la squadra non ha ancora metabolizzato il cambio di modulo. Lunedì c'è il Barca, domenica prossima il Milan: speriamo in bene.

Maxi Lopez, 28 anni, infila il primo gol ufficiale della Samp 2012/2013: sarà inutile.

10 agosto 2012

Respiro d'Europa.

Sembra incredibile solo a pensarci: dal Varese allo Schalke 04. Due squadre che non sono neanche minimamente comparabili, eppure stasera - a Klagenfurt - la Sampdoria affronterà in amichevole la squadra di Gelsenkirchen, piazzatasi terza nell'ultima Bundesliga e già qualificata di diritto alla fase a gironi della Champions League. Come se non bastasse, tra 10 giorni i colori blucerchiati saranno presenti sul larghissimo Camp Nou di Barcellona, per sfidare i padroni di casa. L'invito ha suscitato diverse reazioni, dato che la Sampdoria è stata chiamata per questa sfida in onore dei vent'anni passati dal primo trofeo in Coppa Campioni della squadra blaugrana, ottenuto proprio contro la nostra squadra. Alcuni rifiutano di esserci, altri sono entusiasmati dal poter calcare un palcoscenico del genere. Certo, la prospettiva che molti delle super-star "barceloniste" non possano esserci (a causa di impegni ravvicinati nei giorni successivi) ha frenato le fantasie di molti; ma chi non sarebbe contento di una bella vittoria o di un risultato prestigioso al Camp Nou, sebbene contro le seconde linee di una delle squadre più forti della storia?

Lionel Messi, 25 anni: chissà se ci sarà il 20 di Agosto contro la Samp..

La verità è che, intanto, la Samp non ha mai perso prestigio. Sicuramente ne è passata di acqua sotto i ponti e ne abbiamo viste tante: la cessione di campioni amati e riveriti, la perdita di sicurezza di chi è rimasto, il lento declino del parco giocatori, la retrocessione e la difficile risalita. E' bello, però, pensare che siamo a questo punto dopo tutto quello che è successo. Non a tutti riesce un salto da un capoluogo della provincia lombarda ad uno dei campi più importanti della storia del calcio. L'ultimo incrocio europeo della Samp in competizioni ufficiali è datato 16 Dicembre 2010, nel freddo di Budapest contro il Debrecen: un incrocio, peraltro, neanche troppo fortunato, dato il 2-0 a favore dei padroni di casa. Ma fu un risultato normale: la Sampdoria era già stata eliminata e si era imbaracata nel viaggio ungherese con molte seconde linee.
Fu l'anno dell'illusione della Champions, del gol di Rosenberg al 93', del Marassi esaltato dal provvisorio 3-0, che ci avrebbe qualificati, e gelato dal gol di Pizarro, che significò l'eliminazione. Fu l'anno di un girone fattibile con PSV Eindhoven, Metalist Kharkiv e Debrecen nell'Europa League 2010/2011. La competizione fu giocata con un grosso disinteresse da parte della squadra e della società; mettiamoci poi il caso-Cassano ed ecco l'Europa minore non importava più a nessuno. Una sola vittoria, due pareggi e tre sconfitte: un bilancio misero ed un esempio di come NON debba essere gestito un impegno europeo. Da lì, la debacle fu abbastanza veloce, con l'esonero di Di Carlo, l'ingaggio di Cavasin e la retrocessione in un pomeriggio di Maggio, davanti ad un Marassi colmo d'amore, ma sopratutto d'amarezza.
Ora si ricomincia: chiaro, non è una competizione ufficiale, ma fa bene al morale sapere che squadre come queste vogliano testare la loro preparazione affrontandoti. Inoltre, lo stesso ritiro austriaco è una novità per la Sampdoria, abituata da diversi anni a gestire la preparazione del campionato in Italia; fino all'anno scorso, Moena era la casa blucerchiata. Quest'anno, c'è stato l'esordio di Bardonecchia, con una discreta partecipazione di tifo e della città intera. La seconda parte del ritiro è stata programmata a Klagenfurt, in Austria, che già ha ospitato nel suo stadio le partite dell'Europeo di Svizzera ed Austria del 2008. La Sampdoria attende lo Schalke dopo che i tedeschi hanno pareggiato, quattro giorni fa, contro l'Udinese.

La Samp durante la presentazione di sabato scorso a Marassi.

Analizzando le due squadre, si trovano situazioni completamente opposte. Finalmente, nello Schalke, regna un po' di stabilità: non c'è stata nessuna rivoluzione estiva, perché i risultati hanno corrisposto alle attese della scorsa stagione. Raul è andato via, lasciando un vuoto immenso, ma la squadra è ben preparata per fronteggiare gli impegni stagionali. Negli ultimi due anni, sono arrivate diverse soddisfazioni: semifinali di Champions League e Coppa di Germania nel 2010/2011, Supercoppa di Germania, terzo posto in campionato e quarti di Europa League nel 2011/2012. Il tutto con una squadra che va migliorandosi negli anni, sotto la guida di Huub Stevens. Nel mercato estivo, i "minatori" sono riusciti a migliorare ulteriormente la rosa, confermando Obasi dall'Hoffenheim e prendendo Barnetta dal Bayer Leverkusen (parametro zero) e Neustadter dal Borussia Moenchengladbach. La punta di diamante è senza dubbio Klaas-Jan Huntelaar, sbolognato troppo facilmente dal Milan e ora bomber principe della Bundesliga. Tanto per dire: l'olandese ha segnato ben 48 gol in 47 incontri ed è stato capocannoniere.
Diversa la situazione in Spagna. In quel di Barcellona, infatti, hanno optato per il cambio di allenatore. Guardiola, ormai stanco dopo anni di successi, ha lasciato la conduzione del team blaugrana al suo vice, Tito Villanova. Giusto per capire, Villanova fu oggetto di un gesto scorretto di Mourinho, che gli mise un dito nell'occhio, durante il finale della Supercoppa Spagnola 2011, vinta dal Barcellona contro il Real Madrid. Villanova conosce il gruppo e, per questo motivo, è sembrata la soluzione più sensata al CDA del Barca, convinto nel seguire la linea della continuità. Per ritrovare quei successi che quest'anno sono mancati. Vedremo se la Samp riuscirà a sorprendere questi squadroni; ma, intanto, è già bello tornare a sentire il profumo d'Europa sul campo.

Klaas-Jan Huntelaar, 28 anni: lui ed il suo Schalke saranno un test probante.

30 luglio 2012

Bilancio positivo (finora).

Bardonecchia, anno primo: finalmente la prima parte di ritiro di quest'anno si è conclusa ed il bilancio per la banda di Ferrara è senza dubbio positivo. Al primo anno di ritorno nella massima serie, la città piemontese ha ospitato per la prima volta la Sampdoria, dopo diversi anni trascorsi al fresco di Moena, in Trentino. Il ritiro di Bardonecchia ha avuto luogo dal 15 al 29 Luglio, con un grande bagno di folla che ha circondato la squadra blucerchiata; Ferrara ha avuto tempo per fare diversi esperimenti ed i giocatori hanno potuto toccare con mano l'entusiasmo che ha circondato la squadra e che sta contagiando l'ambiente dopo un anno e mezzo di inferno.

Ciro Ferrara, 45 anni: duro lavoro per la sua banda a Bardonecchia.


Nell'Alta Val di Susa, la Sampdoria ha quindi completato una prima parte di lavoro. Lo ha fatto sotto gli ordini del nuovo allenatore, Ciro Ferrara, anch'egli colpito dal clima positivo attorno all'ambiente blucerchiato; l'ex C.T. dell'Under 21 italiana ha progettato la Samp come aveva già annunciato in conferenza stampa, con l'uso di un 4-3-3 (che può però variare a seconda delle esigenze) e di un attacco basato su un centravanti, una seconda punta ed un'ala pura. Modulo che la Samp sta assimilando gradualmente ed in maniera positiva: dopo anni passati con uno schema con due punte, quest'anno si cambia e vedremo quali saranno i risultati.
Il cambiamento più importante - in campo - lo si è visto per quanto riguarda Pedro Obiang: il giovane spagnolo, autore di una stagione ottima da mediano davanti alla difesa nell'ultima stagione di Serie B, è stato riciclato da Ferrara. Il tecnico della Samp è ben cosciente del ruolo che ha Pedro, ma ha deciso di schierarlo come interno sinistro nelle prime amichevoli estive e non come regista, ruolo lasciato invece al rientrante Fernando Tissone, anch'egli discreto regista. A dir la verità, sono rimasto sorpreso da questo cambio: se Tissone fosse rimasto in squadra, avevo pensato che sarebbe diventato il vice del giovane Obiang; invece, eccoli insieme in campo e bisognerà vedere come il numero 14 sampdoriano assorbirà il cambio di ruolo, dopo aver sopravanzato nei galloni di titolare nell'ultimo anno un certo Angelo Palombo. Il terzo di centrocampo è stato perlopiù Munari, ma Soriano è piaciuto parecchio e sappiamo quanto Ferrara punti sui giovani.
Altra piccola sorpresa del ritiro è stata l'utilizzo degli esterni: in attesa di tempi migliori, l'allenatore blucerchiato si ritrova con un "buco" sugli esterni. Mentre si cerca sul mercato qualcosa di più andato (la trattativa con Estigarribia è andata male), sono apparsi sulla corsia esterna d'attacco Corazza, Icardi e Kristicic. Simone Corazza, esterno friulano classe 1991, ha dimostrato di essere interessante come "prospetto futuro" e non ha certo sfigurato nelle prestazioni in amichevole, provando che può essere materiale su cui lavorare; Maurito Icardi, classe 1993, era già conosciuto nell'ambiente blucerchiato, per la sua provenienza dalla "Masia" del Barcellona e per il gol che ha deciso la sfida di Castellamare sulla strada dei play-off dell'anno scorso. Ma l'argentino ha fatto di più in ritiro: ha saputo seguire i dettami di Ferrara, adattandosi a giocare sulla fascia, nonostante il giovane Mauro sia una prima punta vera e propria: l'ha fatto benissimo. Poi Nenad Kristicic, tornato a vivere - anche sportivamente - dopo una malattia grave già l'anno scorso in B: nel ritiro estivo è sembrato tirato a lucido ed è riuscito a soddisfare Ferrara nel ruolo di esterno d'attacco, dimostrandosi polivalente sul campo (regista, interno di centrocampo, ala d'attacco). Da aggiungere anche il rendimento di Gianluca Sampietro: arrivato in ritiro tra pochi rumori, è stato lodato pubblicamente da Ferrara e lascia ben sperare nel centrocampo blucerchiato. Non so se rimarrà qualcuno di queste quattro sorprese del pre-campionato, fatto sta che la Samp può contare su di loro se ce ne fosse bisogno.
Terzo punto di attenzione: la difesa. L'anno scorso, la retroguardia è stato uno dei motori della ripresa e, anche quando le cose non andavano, la Samp ha messo in mostra una difesa sufficiente. Quest'anno i movimenti vanno perfezionati di fronte ai grandi attaccanti della Serie A e le indicazioni sono state buone: il reparto è ancora da completare, ma tutto sommato non subire neanche un gol nelle amichevoli estive è un'indicazione confortante. Lo è ancor di più se poi i difensori sono andati a segno. Per adesso, la linea difensiva è stata composta da Laczko a sinistra, De Silvestri a destra e Costa e Gastaldello al centro. A destra, il nuovo arrivo dalla Fiorentina ha segnato anche due gol e si è dimostrato sul pezzo; al centro, il capitano è la solita certezza, ormai maturo, e Costa è stato giustamente ridisegnato come centrale, dato che sulla fascia non aveva certo dato il bianco in B, figuriamoci in A. Infine, Zsolt Laczko: la Samp è alla ricerca palese di un terzino sinistro, ma intanto l'ungherese ha dimostrato di poter stare benissimo in squadra, anche come vice del probabile titolare che dovrà arrivare.
Ultima nota, anch'essa ottima, per l'attacco: Pozzi, Maxi Lopez, Eder, Icardi, tutti a segno. Sono solo amichevoli estive e davanti manca ancora un innesto, ma i segnali sono di buon auspicio. L'unico sembrato un po' fuori giri è Juan Antonio: trequartista, per lui si pone un problema di collocazione tattica dentro il 4-3-3 di Ferrara: vedremo se sarà risolto.

La prima parte di preparazione è andata buon fine: buon lavoro per la Samp.


Importante anche lo scenario di pubblico fornito dalle amichevoli: grandi folle presenti alle amichevoli dei blucerchiati nel ritiro di Bardonecchia, favorite anche dalla poca distanza che separa Genova dalla sede del ritiro sampdoriano. Un bello scenario in un calcio con sempre meno entusiasmo e sempre più debiti.
Ora la Samp farà un secondo ritiro, in cui completerà la preparazione per affrontare questa stagione, quella che - si spera - sia quella di una salvezza tranquilla, sebbene vi sia la possibilità di penalizzazione nell'inchiesta del "calcio-scommesse" svolta dalle procure di Cremona e Bari; tutto questo in attesa delle indagini della procura di Genova sul famoso derby dell'8 Maggio 2011, quello che segnò la nostra retrocessione e che sembra nascondere più ombre di quanto si potesse pensare.
Uscito anche il calendario della prossima stagione: la Samp esordirà a Milano contro i rossoneri vice-campioni d'Italia, che sembrano (almeno per ora) ridimensionati dal mercato estivo. L'ultima, invece, sarà in casa contro la Juventus campione d'Italia a Maggio 2013. Insomma, un inizio ed una fine con botto; non che il resto sia facilissimo, con un occhio puntato sul derby, segnato per le date del 18 Novembre 2012 e 14 Aprile 2013.
Si è svolto anche il sorteggio per il tabellone di Coppa Italia, nel quale la Samp entrerà dal terzo turno del 18 Agosto: la squadra blucerchiata è attesa da una fra Juve Stabia (favorita), Frosinone o Porto Tolle; probabile la discesa a Castellamare per disputare tale turno di coppa.
Ora attendiamno novità dal mercato, dato che servono ancora un esterno d'attacco ed un terzino sinistro, più un centrocampista nel caso si riuscisse a vendere gli "esodati" che si stanno allenando a Bogliasco, tra cui Angelo Palombo ed Andrea Poli, i cui casi sono quelli più spinosi. In attesa di ciò, già si fantastica sull'Europa, con le amichevoli contro Schalke 04 (10 Agosto) e Barcellona (20 Agosto, al Camp Nou). Per ora, va tutto bene.

Ecco le nuove maglie della Samp per la stagione 2012/2013:
in posa Gastaldello, Obiang, Pozzi e Romero (da sinistra a destra)

11 luglio 2012

Ci vuole un fisico Maxi.

C'è voluto un po', ma alla fine è arrivato: il primo colpo della Sampdoria per la stagione che verrà è stato finalmente messo a punto. Esso risponde al nome di Maximiliano Gastón López, centravanti argentino del Catania: l'accordo è stato finalizzato ieri sera, con la tanto famosa formula del prestito con diritto di riscatto. Alla squadra etnea andranno 2.5 milioni di euro per il prestito oneroso ed altri 6 nel caso la Samp esercitasse il diritto di riscatto che ha sul giocatore; Maxi López arriva alla Samp dopo sei mesi di prestito al Milan, in cui ha avuto poco spazio e ha inciso altrettanto poco sul cammino rossonero. Per lui, il momento di gloria massimo è stato ad Udine, quando riuscì a segnare l'unico gol realizzato con i rossoneri e a fornire l'assist per il gol-vittoria di El Shaarawy. Insomma, un'avventura che non ha convinto i dirigenti rossoneri a riscattarlo; ma Maxi riparte da Genova, proprio per convincere quelli che non hanno creduto in lui e per far sognare i suoi nuovi tifosi.


Un giovanissimo Maxi López esulta con la maglia del River Plate.

Maxi López nasce il 3 Aprile del 1984 a Buenos Aires e cresce nel floridissimo vivaio del River Plate, squadra sempre produttrice di grandissimi talenti poi sbarcati in Europa; López entra nel vivaio dei Millionarios a 13 anni e a 17 esordisce in prima squadra, durante una partita di campionato. Rimarrà nel giro della prima squadra per quasi quattro anni, nei quali il ragazzo cresce bene: si fa conoscere con i suoi 16 gol in 70 partite e con il River vince tra titoli di Clausura, dal 2002 al 2004. I gol realizzanti non sono moltissimi, a dir la verità, ma ci sono parecchie squadre a seguirlo, dato che López sa difendere bene il pallone, apre gli spazi per le seconde punte che giocano con lui ed è dotato di un buon colpo di testa. Insomma, il modello di centravanti fisicamente dotato e tecnicamente ben educato. 
Sarà il Barcellona ad ottenere le sue prestazioni, pagando al River la bellezza di 6.5 milioni di euro nel Gennaio del 2005. I blaugrana devono sostituire l'infortunato Henrik Larsson e pensano all'argentino per farlo, che li ripagherà con delle buone prestazioni nei primi sei mesi del 2005, conditi da un gol ed un assist nell'andata degli ottavi di Champions League contro il Chelsea. Sembra l'inizio di un ottimo idillio tra lui ed il suo nuovo club, ma è un'illusione: nel Barca di Rijkaard, vincitore di una Champions l'anno successivo, non c'è spazio per un giovane come lui. Nel reparto avanzato, i posti sono già presi da Ronaldinho, Eto'o e Giuly, senza contare la presenza di Larsson, Ezquerro e di un giovane Lionel Messi: purtroppo per Maxi López, le presenze nella stagione successiva si contano sulle dita delle mani. Quando poi s'infortuna ed arriva Guðjohnsen dal Chelsea, le speranze decadono: è tempo di andarsene per il giovane Maxi.


Maxi López ai tempi della sua presentazione al Barcellona: un'esperienza negativa.



Comincia così un periodo da "nomade del calcio": il Barcellona pensa inizialmente di prestarlo ad un'altra squadra spagnola, per vedere se il ragazzo ha la stoffa di cavarsela nel calcio nazionale o si è trattato di un grosso errore di mercato. Il Maiorca lo prende in prestito per la stagione 2006/2007, ma anche qui le aspettative sul ragazzo rimangono deluse: cinque gol in 30 presenze sono pochi per un giocatore che prometteva così tanto. Così, il club catalano lo lascia andare, cedendolo al FC Mosca, squadra del campionato russo, per 2 milioni di euro. Con i moscoviti, non va meglio di prima: nove gol in 23 partite, una finale (persa) di Coppa di Russia e qualche scampolo di Coppa UEFA. 
Maxi López prende una decisione: è tempo di tornare in Sud America, sperando che sia la scelta giusta per rilanciare in qualche modo la propria carriera. L'argentino approda al Gremio, storico club del campionato brasiliano, attraverso un accordo che prevede un prestito annuale in quel di Porto Alegre. Il centravanti riesce nel suo intento: 17 gol in 41 partite lo rimetteranno al centro dell'attenzione, con diversi club che lo cercheranno durante la sessione del mercato invernale del 2010. A lui vengono collegate squadre come l'Ajax ed il Wolfsburg, ma il nuovo approdo nel calcio europeo è situato a Catania, società con la quale Maxi López si lega fino al Giugno del 2013. L'accordo viene finalizzato per 3 milioni di euro.
L'esito dell'operazione sarà ottimo per entrambe le parti: Maxi López salva praticamente da solo il Catania nella stagione 2009/2010, segnando 11 gol in 17 partite, segnando anche la doppietta che decide il derby di Sicilia in favore degli etnei, nonché uno straordinario gol a Livorno. L'anno dopo, i gol del centravanti argentino sono 10 in 37 presenze: una media decisamente più bassa, comunque determinante per contribuire all'ennesima salvezza consecutiva dei rossoazzurri. Nel 2011/2012, Montella non lo vede come titolare intoccabile e la situazione cambia a Catania: Maxi López segna 5 gol in 16 partite stagionali, ma la partenza sembra imminente. Così tanto da farlo cadere in pianto che sa d'addio dopo il gol segnato al Palermo, nel derby di Sicilia vinto dagli etnei per 2-0 nel Dicembre dell'anno scorso.




Da lì, arriverà il Milan e sappiamo tutti come è andata. Ora il biondo argentino ricomincia da Genova, nella speranza di dimostrare che i rossoneri si sono sbagliati a non riscattarlo. Personalmente lo ritengo un buon giocatore, magari con una media-gol non altissima, però sarà comunque in grado d'esser utile. Se ci sarà una squadra buona intorno a lui, Maxi López contribuirà senza dubbio alla nostra (speriamo) salvezza. E chissà che non ci scappi il gol dell'ex nell'amichevole di Agosto al Camp Nou contro il suo Barcellona.. bienvenido, Maxi López.


Maxi López durante l'esperienza al Milan: dimostrerà che si sono sbagliati?