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20 novembre 2012

La Masia-Genova, solo andata.

Minuto 87 dell'ultimo derby di Genova: Tissone si fa spazio tra le maglie genoane e serve in profondità un ragazzotto di 19 anni, alla prima da titolare, per giunta nella stracittadina. Il giovane centravanti si fa spazio, supera in velocità Moretti e Granqvist e batte Frey in uscita, segnando il primo gol in Serie A. Mauro Icardi è uno da "prime volte", uno speciale. Uno che, per esultare sotto la Sud, è venuto fin dalla Masia di Barcellona, la casa dei futuri campioni blaugrana. Un posto dove sono cresciuti i vari Messi, Xavi, Iniesta e compagnia bella. Ma come siamo arrivati a quell'esultanza a braccia aperte sotto la Gradinata Sud?

Mauro Icardi, 19 anni, ai tempi del Barca: i blaugrana non hanno creduto in lui.

Mauro Emanuel Icardi Rivero, nato il 19 Febbraio 1993, ha i suoi natali in una città chiamata Rosario. Quando si parla di calcio, diciamo che non parli proprio di una città qualunque: è il posto che visto nascere anche Lionel Messi. Ed il filo che lega Mauro all'attuale miglior giocatore del mondo non finisce qui.
Icardi cresce nel nord-ovest dell'Argentina, ma è costretto a trasferirsi quando incombe la crisi economica nel paese, che mette in ginocchio l'Argentina. Così, nel 2002, la famiglia Icardi decide di andare alle Canarie, in Spagna, dove Mauro continua a giocare a pallone. Il ragazzo viene tesserato dall'Uniòn Deportiva Vecindario, che fa l'affare della vita: l'argentino, infatti, realizza caterve di gol in qualunque categoria giochi. Quando ormai le grandi del calcio spagnolo si sono accorte di lui, Icardi ha segnato 384 gol in sei stagioni con la squadra bianconera. Si scatena un'asta tra Real Madrid e Barcellona, dopo che il Valencia, il Deportivo La Coruna, il Siviglia, l'Arsenal ed il Liverpool avevano richiesto le sue prestazioni; alla fine, sono i blaugrana ad avere la meglio e riescono a portare l'argentino nelle giovanili del Barca, facendogli firmare un contratto fino al 2013. Insomma, firma per la squadra che ospita un altro cittadino di Rosario, che si sta facendo strada verso il suo primo Pallone d'Oro..
Visto l'arrivo di Pep Guardiola, ormai anche nelle formazioni giovanili si pratica il famoso "tiki-taka", il football fatto di veloci passaggi e tagli dei centrocampisti che ha fatto vincere sei trofei al Barcellona durante tutto il 2009. Icardi si fa luce nella categoria "Juvenil B" (U-17 prima, U-19 poi) con la maglia blaugrana, realizzando 38 gol in due anni. Purtroppo per lui, il Barcellona punta su attaccanti più veloci e di taglia minore, perciò Icardi sembra essere fuori dai piani della Masia e del futuro blaugrana.
Intanto, a Genova, Doriano Tosi - allora d.s. della Sampdoria - si accorge di questo ragazzo. Nei tanti disastri compiuti in quel maledetto anno della retrocessione, un'operazione sembra essere sensata: comprare il talento argentino. Così Tosi si mette d'accordo con il Barca ed Icardi arriva alla Samp in prestito con diritto di riscatto fissato a 400mila euro; l'ex Vecindario viene aggregato alla Primavera. Il trasferimento, per altro, è facilitato dal fatto che Icardi possiede un passaporto italiano e perciò non è considerato extra-comunitario.
I sei mesi del prestito si rivelano un successo e così la Samp lo riscatta, aggregandolo al ritiro pre-campionato del 2011, quando i blucerchiati sono reduci dalla fresca retrocessione dalla A alla B e devono risalire immediatamente. Se i primi mesi nella serie cadetta sono nefasti per la squadra maggiore, Icardi continua a segnare con regolarità in Primavera; sebbene i giovani blucerchiati non raggiungano la fase finale, l'argentino è capocannoniere con 19 gol.
A quel punto, Iachini comincia a convocarlo in prima squadra ed il momento della svolta è dietro l'angolo.

Castellamare, 12 Maggio 2012: Icardi batte Colombi e realizza il primo gol blucerchiato.

12 Maggio 2012: la Samp sta pareggiando a Castellamare ed Icardi esordisce in Serie B, entrando al posto di Fornaroli ad un quarto d'ora dalla fine. Il Doria è in 10 e deve resistere agli attacchi avversari per portare almeno un punto a casa. All'improvviso, però, Costa avanza e mette un preciso cross in area: Icardi è lestissimo ed uccella Colombi per il 2-1 finale. E' il primo gol in maglia blucerchiata e - probabilmente - quello decisivo per regalare i play-off alla Samp; da lì, sappiamo poi com'è andata..
In estate, le voci si rincorrono sul ragazzo: c'è chi lo vorrebbe in prestito, mentre il Barca teme di aver fatto un errore e lo rivorrebbe indietro. Ferrara lo coinvolge in ritiro, provandolo come esterno d'attacco nel suo 4-3-3 ed il ragazzo si adatta come può. Poi arriva anche Maxi Lopez e si teme che lo spazio per il prodigio argentino non sia abbastanza; ciò nonostante, l'infortunio di Pozzi crea spazio davanti ed Icardi esordisce in Serie A all'Olimpico di Roma, sfiorando anche il gol in un paio di circostanze. Tutto questo avviene mentre il giocatore di Rosario ha esordito anche con l'U-20 argentina, bagnando le prime cinque partite - che caso.. - non con una rete, ma con tre.
Arrivano momenti duri per la Samp e ci si chiede se il ragazzo non debba essere utilizzato di più, vista anche la poca vena di Maxi Lopez lì davanti; le apparizioni del numero 98 sono sempre incoraggianti. Contro l'Atalanta a Marassi, è il migliore in campo e nel finale sfiora il primo gol in Serie A, mentre a Palermo è rilegato in panca.
Domenica, Icardi si è preso la sua rivincita: giocando isolato e da unica punta, ha messo in apprensione continua i centrali del Genoa. Il ragazzo ha tenuto su la squadra, ha creato occasioni pericolose e ha causato l'autorete di Bovo per il 2-0 sampdoriano. Certo, ha anche sbagliato qualcosa di troppo, come la clamorosa occasione a campo aperto in chiusura di primo tempo.. ma è un ragazzo del '93, gli va dato tempo e minutaggio per farlo crescere.
La rete del 3-1 che ha chiuso il derby è la prima in Serie A: del resto, lui è un predestinato e gli piace vagliare gli esordi con gol. Che sia la prima in B o in una stracittadina, poco importa. Ora, con Maxi Lopez fuori per molto tempo e Pozzi a corrente alternata, l'ex Barca merita una chance seria e spero che Ferrara se ne sia accorto. Lui ed Eder potrebbero rappresentare una buona coppia, ma sopratutto l'argentino potrebbe essere il miglior investimento della Samp negli ultimi anni, se cresciuto adeguatamente.
Lui si chiama Mauro Icardi e viene dalla Masia; domenica ha esultato sotto la Sud per il suo primo gol in Serie A. Noi speriamo che il biglietto sia solo d'andata, perché vorremmo vederlo per molti anni sotto la curva blucerchiata. Sarebbe bello raccontare un giorno alle future generazioni: "Sai, una volta era diverso: palla a Icardi e tutti a festeggiare.."

Genova, 18 Novembre 2012: primo gol in Serie A nel derby per Icardi.

19 agosto 2012

Male la prima.

Ci piace soffrire, diciamoci la verità. Ferrara non viene meno a questo dettame fondamentale per il tifoso sampdoriano nell'ultimo anno e mezzo. E così, la Samp esce subito dalla Coppa Italia, dopo l'eliminazione per mano della Juve Stabia nella sfida del Romeo Menti. La gara si decide ai rigori, dopo i tempi supplementari conclusi con l'1-1 maturato nei 90'. La Samp è una delle due squadre di Serie A ad essere uscita al terzo turno: l'altra, casualità pura, è il Genoa, uscito anch'esso ai rigori contro il Verona. Ma se il Grifone piange, il Baciccia non ha nulla di cui essere allegro: al di là della sfortuna - elemento presente nei tiri dagli undici metri - questa era una partita da vincere senza "se" e senza "ma" durante i tempi regolamentari.

Al Romeo Menti, la Juve Stabia si presenta per la seconda uscita stagionale senza il suo cannoniere principe della passata stagione, quel Marco Sau che fece vedere i cosiddetti "sorci verdi" alla Samp nella gara di Marassi dell'anno scorso. C'è ancora Pietro Braglia, la cui riconferma è stata in dubbio fino all'ultimo; per il tecnico toscano si parlava dello Spezia, ma alla fine ha deciso di rimanere nella cittadina campana. Le "Vespe" si sono rinforzate, prendendo in estate Salvatore Bruno dal Sassuolo, Gael Genevier dal Siena, Marco Gorzegno dall'Empoli, Marco Cellini dal Varese e Boadu Acosty dalla Fiorentina. Insomma, meno micidiali davanti, ma più completi come organico. E sopratutto tignosi come sempre, indigesti come erano risultati nella doppia sfida della Serie B dell'anno scorso.
La Samp, invece, ha effettuato molti più cambiamenti. Via alcuni eroi della promozione, su tutti Giuseppe Iachini, al cui posto è stato preso Ciro Ferrara. Dentro Maxi Lopez, De Silvestri ed Estigarribia, più il ritorno di un Poli non troppo convinto sul rimanere in maglia blucerchiata. 4-3-3 da perfezionare, ma il modulo di base è quello.
Pronti, via e la Samp ci prova subito con un sinistro di Estigarribia dalla distanza, che però non centra la porta di Seculin. Poi è la volta della Juve meno famosa: Acosty si destreggia in area, spara un diagonale dalla destra, ma Romero è pronto. Sempre le Vespe pochi minuti dopo, con Mezavilla che si mangia un gol, sparando alto dopo essere stato trovato da un suggerimento di Zito. La Juve Stabia continua a spingere e la Samp non dà certo l'impressione di una squadra di categoria superiore: anzi, Acosty imbecca Bruno, che viene fermato in extremis da capitan Gastaldello, evitando il peggio.
Il primo tempo si conclude con i padroni di casa sempre all'attacco, mentre la Samp cerca di controllare e ripartire. Ferrara prova a cambiare qualcosa, inserendo Maxi Lopez al posto di un Pozzi troppo isolato; la Samp riacquista parzialmente capacità di manovra e comincia a costruire qualcosa. Al 15' del secondo tempo, cross di De Silvestri dalla destra ed inserimento di Estigarribia, che di testa manda di poco a lato. Dopo di che, la Juve Stabia riprende in mano il gioco e mette i brividi alla Samp con diversi tentativi: i tiri di Bruno, Jidayi e Zito impegnano Romero oppure finiscono a lato di pochissimo. Anche Mezavilla va vicino al gol.. ma, quando meno te lo aspetti, la Samp ribalta la situazione e va in vantaggio: una serie di rimpalli aiuta il biondo Maxi Lopez a farsi spazio nell'area stabiese e a trafiggere l'incolpevole Seculin. 1-0 immeritato, ma tant'è in quel di Castellamare.
Intanto, Kristicic viene rilevato da Soriano e Danilevicius entra per Mbakogu. E, siccome la fortuna ci vede benissimo con la Samp, non ci vuole molto prima che l'ex-Livorno ci rifili l'1-1. Danilevicius, già a segno diverse volte con la maglia labronica contro la Samp, raccoglie un suggerimento di Jidayi e segna il meritato pareggio per le Vespe di Braglia. Insomma, si era stati fortunati nel segnare, ma si è stati anche "polli" nel prendere un gol al 92'.
Nei supplementari accade poco: la Juve Stabia ha finito la benzina e la Samp non è in serata. I blucerchiati non riescono a produrre più di un destro di Poli che sfiora il palo della porta di Seculin, le Vespe non ne hanno più dopo gli sforzi dei 90' e così si va ai calci di rigore.
Se Poli sbaglia subito, Erpen beffa Romero addirittura con un cucchiaio. Agyei restituisce il favore e si fa neutralizzare da Romero, mentre Estigarribia segna. Segnano anche Di Cuonzo e Costa, così come Scognamiglio e Soriano. Ma Maxi Lopez si fa neutralizzare, al quinto rigore, da Seculin e Danilevicius mette ancora una volta il sigillo sulla nostra eliminazione dalla seconda competizione nazionale. Male, male, male.
La Samp è sembrata sterile, in balia di una squadra di B che però ci mette molta corsa ed organizzazione e che, già l'anno scorso, aveva fatto soffrire i blucerchiati. La preparazione sembra essere servita a poco se, dopo un mese e mezzo, la squadra non ha ancora metabolizzato il cambio di modulo. Lunedì c'è il Barca, domenica prossima il Milan: speriamo in bene.

Maxi Lopez, 28 anni, infila il primo gol ufficiale della Samp 2012/2013: sarà inutile.

12 maggio 2012

Il mio secondo tempo.

Cantava Max Pezzali che c'era un secondo tempo, che voleva goderselo, perché sperava tanto che fosse splendido. Sullo "splendido" ci sentiamo di dissentire, ma sicuramente i tifosi sampdoriani segneranno come decisiva questa giornata sul calendario che segna la rincorsa ai playoff. La Samp vince con un uomo in meno a Castellamare di Stabia per 2-1, contro una squadra che ha giocato molto bene e ha ulteriormente dimostrato perché merita di stare in B. E lo fa con il nuovo "hombre del partido", il giovanissimo Mauro Icardi. Certo, non si era messa bene all'inizio: vediamo perché.

La Samp attraversa un gran momento sul campo da gioco. Meno fuori: durante il riscaldamento si fanno male addirittura in due. Neanche due qualunque: capitan Gastaldello e Eder non vanno neanche in panchina e in campo scendono il pericolante Volta e Fornaroli, che scala velocemente le gerarchie, vista anche l'auto-sospensione di Bertani per il calcioscommesse. La Juve Stabia, invece, si copre, lasciando Erpen e Di Tacchio in panchina e mettendo in campo Scozzarella e Maury. Se ci mettiamo poi che mancano anche gli infortunati Romero e Pozzi, più Renan squalificato, il quadro è tragico in un punto cruciale del campionato come questo.
Mettiamoci anche che la Juve Stabia parte a bomba, segnando dopo 27 secondi (!) con Zito, e la frittata è completa: respinta di Volta, la rimettono in mezzo, il numero 6 si scorda di salire con il resto della difesa e lascia Zito in gioco, che sbaglia una prima volta, ma sulla seconda non ha pietà. Piccole le colpe di Da Costa, che su un tiro da due metri poteva fare ben poco. Una mazzata decisamente pesante su una squadra già condizionata dalle assenze.
In più, le vespe non hanno intenzione di fermarsi: Sau è l'incubo della difesa sampdoriana, mentre Falcinelli coglie il palo pochi minuti dopo su un tiro deviatogli da Costa. Insomma, la Samp non sembra esserci. A mancare sembra essere sopratutto il gioco di costruzione a centrocampo: Foggia, Soriano e Munari sembrano in vacanza anticipata, giocando un primo tempo da tribuna istantanea. E non può essere il solo Obiang a reggere la baracca. Dietro si balla, davanti Fornaroli e Pellé fanno ciò che possono. Intanto, le vespe fanno paura a Da Costa, con un gran destro di Mezavilla che esce di poco. Poi è il numero 19 doriano a creare una delle due uniche occasioni del primo tempo: tacco smarcante per Foggia, che controlla e spara alto sopra la porta di Seculin un tiraccio, seguito nell'esempio poco dopo da Fornaroli stesso. Solo nel finale la Samp crea qualcosa di serio: discesa di Munari, cross in mezzo per Pellé, che però spara addosso al capitano avversario Maury. Finisce così un primo tempo tremendo.

Nella ripresa, Iachini non effettua cambi: il tecnico sembra non accorgersi dei guai che passa la squadra. Ma dopo una buona occasione per Sau, arriva a sorpresa il pareggio, portato a termine dai due peggiori in campo fino a quel momento: punizione di Foggia che va a sbattere sulla traversa, Colombi vola a terra ed il tap-in vincente è di Gianni Munari, al primo gol blucerchiato. Un gol che sa di salvezza. Nel momento peggiore, è arrivata la svolta.
Non che la Samp non continui a soffrire, ma la partita sembra essere più equilibrata, anche perché la Juve Stabia sembra aver finito la spinta continua del primo tempo e la Samp ha 45' da farsi perdonare. I gialloblu rischiano di segnare ancora con Sau, mentre Zito s'infortuna dopo uno scontro di gioco con Rispoli, che si fa oltretutto ammonire; la Samp va due volte vicino al gol, prima con Fornaroli, poi ancora con Foggia.
E qui arriva l'altra svolta, stavolta negativa: Pellé, già ammonito nel primo tempo per proteste, tocca volontariamente il pallone con la mano e si fa espellere. Una bravata da non far passar liscia, spero che la società si faccia sentire. Samp in 10 e con Fornaroli (in teoria, una seconda punta) unico terminale offensivo: situazione tremenda. A complicarla, sembra voler aiutare Volta, che prima si fa uccellare da Sau, poi - una volta che Da Costa ha salvato la porta - regala il pallone al velocissimo Erpen, costringendo il portiere sampdoriano ad un altro miracolo. Roba da brividi.
Lì la Juve Stabia si spegne. E la Samp gira la partita con i cambi: dentro Kristicic per il peggior Munari stagionale, fuori Fornaroli stanchissimo per il rampante Maurito Icardi, centravanti della primavera blucerchiata. Prima Icardi ha un'occasione d'oro su passaggio straordinario di Obiang, ma viene murato da Scognamiglio; poi la Samp costruisce una palla-gol come Cristo comanda. Uno-due perfetto tra Costa e Krsticic, il numero 3 mette dentro un cross basso sul quale Icardi è prontissimo ed uccella Colombi: l'apoteosi. Posso solo immaginare la goduria dei tifosi sampdoriani e, in particolare, di quelli presenti al Menti di Castellamare.
La Juve Stabia prova la carta dei lanci lunghi nel finale, ma c'è poco da fare: vittoria che sa letteralmente d'impresa!
Aggiungo una piccola appendice: alla Samp potrebbe anche mancare un rigore per un calcio in faccia di Maury su Fornaroli durante il primo tempo. Piccola notazione rispetto ai grandi avvenimenti della partita, ma bisognava segnalarlo per correttezza. Probabilmente se la Juve Stabia avesse pareggiato o addirittura vinto, non avrebbe rubato niente. Ma una squadra che vuole andare ai playoff DEVE fare queste imprese.

Da Costa 6.5 | Impreciso sul primo tiro di Zito, mette una pezza colossale sul doppio tentativo stabiese Sau-Erpen.
Rispoli 5.5 | Media precisa tra una buona fase offensiva (sopratutto nella prima frazione) ed una fase difensiva in cui vede le streghe per merito di Zito.
Volta 4 | Direi il peggiore se guardiamo il campo e basta. Lascia in gioco Zito per l'1-0 e Sau lo "mata" come all'andata. Campionato tremendo il suo.
Rossini 6.5 | Johnny, il soldato buono, non tradisce mai.
Costa 6 | Mezzo voto in più per l'assist a Icardi. Ed è sceso solo una volta.. pensate cosa poteva fare se avesse osato di più.
Obiang 7.5 | Decisamente il migliore: altra partita da mostro, abbiamo un piccolo Vieira in casa.
Munari 5.5 | Evita l'insufficienza grave solo per il gol, ma è la sua peggior partita stagionale.
Soriano 5 | Male, male. Corre per il campo senza saperne il perché.
Foggia 5.5 | Anche qui media: tra un primo tempo offensivo per chi veste il blucerchiato ed un secondo nel quale fa quel che può con le energie residue che gli rimangono. Mezzo gol di Munari è suo. Ammonito per proteste, mi chiedo chi abbia avuto l'idea di dargli la fascia di capitano.
Fornaroli 6 | Quando si parla di Fornaroli, tocca sempre contestualizzare. Per essere un ragazzo che non gioca una partita intera da Novembre, ha giocato anche troppo bene. Sponde, qualche dribbling, qualche errore, un paio di tiri vicini al gol: va bene così.
Pellé 4 | Spiace dirlo, ma è stato un asino. Non ci si fa ammonire due volte in maniera così stupida normalmente, figuriamoci mentre sei in lotta per i playoff. La società faccia qualcosa.

Kristicic 6.5 | La differenza tra lui e qualunque centrocampista di movimento è stata tremenda: entra in partita alla grande, mi chiedo perché non giochi.
Icardi 7 | El hombre del partido. Prima presenza, primo gol: meglio di così non poteva andare. Speriamo di rivederlo anche più avanti.
Laczko s.v. | Fa il suo nelle mischie finali.

Chiaro che quella di oggi è una giornata fondamentale: una vittoria, ottenuta così, fa paura alle avversarie e fornisce ulteriore sicurezza. Grazie, ragazzi! Ora attendiamo il Pescara dello spettacolo e di Zeman: pronti alla battaglia, ovviamente. Una vittoria potrebbe aprire la porta dei playoff.


Gianni Munari, 28 anni, esulta con Fornaroli dopo il pareggio sul campo della Juve Stabia.


10 dicembre 2011

V per vergogna.

Sapete quando nella vita pensate di aver toccato il fondo? Quando dite che c'è un barile che non può essere raschiato sulla sua base? Ebbene, questa Samp riesce quest'anno a sorprenderti ogni volta.. in negativo. Personalmente, dico che mi aspettavo una partita brutta stasera, contro una squadra come la Juve Stabia che ha una buona organizzazione di gioco, non si tira mai indietro (vedi prestazioni a Padova e Torino) e aveva già prima di questa gara di stasera più punti effettivi di noi. Ma mai pensavo di dovermi ricredere anche sulle peggiori delle prestazioni.
E' finita pari grazie ad un guizzo di Pozzi, che sarà un po' discontinuo, ma è l'unico che vede la porta (6 gol in 12 presenze); fatto sta che le vespe avrebbero meritato la vittoria, sopratutto per il gioco espresso (normale e semplice, con tanta corsa e collaborazione) e per il fatto che gli manca anche un rigore (Palombo stende Sau, a Bari due settimane fa ci lamentammo per un rigore del genere non concesso su Pozzi).

Onestamente, anche guardando la formazione iniziale, non pensavo di aspettarmi nulla di che: nonostante la produzione di gioco inesistente del centrocampo del nuovo tecnico, ci sono sempre Dessena, Palombo e Bentivoglio in campo, mentre Obiang sta in panchina, Soriano in tribuna e Signori ha le valigie pronte per Gennaio. Bertani è sempre lì, alla 19° presenza stagionale, nonostante non sia più lo stesso d'inizio stagione. Insomma, la voglia di provare altro non c'è.
E difatti il primo tempo ha raggiunto gli stessi livelli dei primi 45' di Samp-Sassuolo: orrendi. Una squadra molle, con Rossini ad impostare (se da una parte sono contento che il ragazzo abbia personalità, mi preoccupa che i tre di centrocampo non ce l'abbiano) ed i tre "tenori" di centrocampo che si guardano senza capire bene che cosa fare in campo. Bentivoglio giochicchia, Dessena non lo noti fino al 25' del primo tempo e Palombo continua a stampare il suo numero sul prato del Marassi, buttandosi quando non sa più che fare con il pallone. Però al capitano non hanno ancora spiegato che in B questi falli non si fischiano, che si corre e si mazzola finché si può, forse è il caso di farglielo notare.

Capitolo Juve Stabia: complimenti alla squadra di Braglia. E' stata la squadra più convincente venuta a giocarsi la partita a Genova (insieme al Sassuolo), anche più del Torino o del Padova: veloci, corti, organizzati ed instancabili. Sono la dimostrazione che devi avere giocatori che si conoscono e che hanno voglia di lottare, più una base di fondamentali, piuttosto che la tecnica. In B vige questo tipo di legge, alla Samp lo devono ancora capire. Sau è un bel giocatore, che avevo personalmente già notato l'anno scorso nel Foggia di Zeman: non mi spiegavo perché ad Agosto fosse ancora senza squadra, ora molti capiranno perché avevo quest'interrogativo. Giocatore che mi piacerebbe avere in squadra se mai rimanessimo in B l'anno prossimo (ipotesi non lontana ormai), anche se il cartellino del giocatore è del Cagliari.. vedremo.

Si è pareggiato nel finale, immeritatamente, con la forza della disperazione. I pareggi in campionato diventano ben undici, in casa si viaggia con 12 punti in 10 partite (media da retrocessione sparata) e Iachini ha fatto quattro punti in quattro punti. Meditiamo su questi numeri.



Romero s.v. | Difficile dargli un voto. In uscita è preciso, ma gli unici due tiri della partita che prende sono entrambi imprendibili: il primo va sul palo, il secondo entra. A dimostrare che non basta un super-portiere per tornare in A. 
Rispoli 4 | La sua presenza in campo può essere spiegata solo con il fatto che è l'unico terzino destro di ruolo: non posso credere che, con un'alternativa qualsiasi ma di ruolo, giocherebbe. Non mette un cross, corre tanto ma in maniera confusa. L'unico cross è quello che mette nelle mani di Colombi al 50' del 2°T, inoltre soffre Zito manco fosse Marcelo o Dani Alves.
Volta 5+ | Stava giocando una buona partita e, nel finale, per poco non trova anche un bel gol del pareggio. Peccato che nel mezzo si addormenti e si dimentichi di Sau, che piazza il capolavoro. Mi dispiace per il ragazzo, quest'anno non sta attraversando un buon periodo.
Rossini 6,5 | Ancora lui il migliore. Le sue sgroppate fanno capire che il ragazzo è fornito degli attributi giusti, ma ti fa realizzare anche che il centrocampo non ha un'idea buona neanche a pagarla. Compie i suoi doveri alla grande. Sensibile pensasse a riscattarlo dall'Udinese.
Costa 6 | Dalla sue parti, Erpen non combina niente. Fa il suo bene, certo.. qualche progressione offensiva maggiore non l'avremmo disdegnata.
Bentivoglio 5 | Il suo solito cincischiare ci tedia - per non essere più rudi - parecchio, ma lui continua nella sua mediocrità. Non è più super-irritante come prima, ma rimane comunque un giocatore che non mi sembra utilissimo alla causa.
Palombo 4,5 | Il clou lo raggiunge in due momenti, lanci sbagliati a parte come al solito quest'anno: 1. quando, per proteggere un pallone, casca aspettando chissà quale fischio; nel frattempo, i giocatori della Juve Stabia ripartono e per poco non rischiamo; 2. quando, con Sau lanciato a rete, pone la stessa opposizione che il Tonno Riomare oppone al grissino nella famosa pubblicità. Sta diventando imbarazzante lasciarlo in campo a tutti i costi.
Dessena 4 | Il peggiore dei tre. Si danna, ma i risultati sono: un cartellino giallo, un tiro alto su una delle poche buone invenzioni del Foggia odierno e basta. Braccia rubate all'agricoltura.
Foggia 6+ | Come dicevo già la scorsa volta, al ragazzo succedono due cose: si sta mediocrizzando anche lui e purtroppo, per questo, fa due o tre spunti a partita (taglio bello per Piovaccari, passaggio filtrante per Dessena ed assist per Pozzi) che però non valgono neanche la metà dei quattro milioni che ci vorrebbero per il suo riscatto.
Bertani 4 | Un grosso "boh". Ormai, se volete vedere il mio commento su una sua prestazione, basta che scorrete alle partite precedenti.
Piovaccari 5,5 | Purtroppo al ragazzo mancano alcuni fondamentali del calcio, come si nota su alcuni pressing portati male o alcuni scambi non portati a termine. Gli manca un po' di voglia, perché è palesemente scazzato. Se ci aggiungi che gli manca anche un po' di fattore C (Colombi gli respinge almeno tre occasioni buone), capisci che forse è il caso di lasciar perdere.

Pozzi 6,5 | Schierato in un'inedita posizione di esterno d'attacco (secondo me, una vera e propria bestemmia calcistica), guadagna due falli e si vede poco. Quando conta, però, c'è e tira fuori il pareggio insperato. 6 gol in 12 partite è una buona media, continua così, Nick.
Koman 6+ | Uno dei più positivi stasera. Ci si chiede cos'abbia meno dei tre di centrocampo attualmente titolari. La risposta è "nulla" e già lunedì a Pescara dovrebbe essere in campo dal 1'.
Maccarone s.v. | Tocca un paio di palloni, ma entra tardi ed inspiegabilmente per Dessena.

Su Iachini, continuo nella mia politica di non-commento, inutile parlare di ciò che è palesemente sbagliato dall'inizio. A centrocampo non si produce gioco e giocano sempre gli stessi; Bertani è purtroppo nulla ora e continua a metter piede in campo; i primi 45' sono una vergogna e non c'è una faccia nuova dopo l'intervallo. Geniale anche la scelta di non portarsi neanche un centrale di difesa in panchina: che il cielo ci protegga quelli in campo.


Chiudo con due riflessioni basate sullo stesso sentimento: la vergogna. La vergogna di aver incontrato perlopiù arbitri scandalosi in B, visto che manca un rigore alla Juve Stabia e Romero è stato ammonito perché aveva i calzettoni e, per questo, salterà la trasferta di Pescara, costringendoci praticamente ad una sconfitta annunciata. Ma anche la vergogna a cui è sottoposto Pasquale Sensibile in questi momenti, dimostrando che la squadra "difficilmente migliorabile" è in realtà "difficilmente peggiorabile": tanto per dire, i migliori sono stati un ragazzo poco utilizzato finora, il bomber che dovrebbe partire ed un giovane poco utilizzato che però gioca in una nazionale maggiore europea. Difficile non vergognarsi, ancor più dopo oggi.


Federico Piovaccari, 28 anni, in azione contro la Juve Stabia.

04 dicembre 2011

L'importanza di essere mediocri.

Ed eccoci qui, a commentare un altro pareggino, un altro brodino - stavolta benedetto, visto l'avversario che si aveva di fronte - che sa di condanna a B a vita. La Reggina, guidata da un Breda sempre in discussione (ma non se ne capisce il perché, visto come gioca bene la sua squadra), domina la partita per buoni 60 minuti, lasciando alla Samp la sfuriata iniziale: i blucerchiati, nei primi 15 minuti, creano l'equivalente delle occasioni costruite durante i 90 minuti con il Modena e poi si spengono. Ancora, per l'ennesima volta, senza capirne il perché.
E così noi tifosi rimaniamo sgomenti nel sperare che i temibilissimi Campagnacci, Ragusa, Missiroli, ma sopratutto l'ex di turno col dente avvelenato più che mai - capitan Bonazzoli - falliscano l'impossibile. Per una volta, il desiderio si realizza e portiamo a casa un punticino che sa di vittoria, viste le condizioni pietose in cui versiamo.
Che dire.. la partita di ieri mi ha fatto proprio capire che noi, della risalita in Serie A, non abbiamo nulla. Né la tecnica (assente in alcuni giocatori), né lo staff (Iachini è un altro mediocre, leggermente meglio di Atzori e Cavasin, peggio di Di Carlo), ma sopratutto non c'è la testa (quella sì assente quasi in tutti).
Del resto, difficile vincere le partite quando il tuo tecnico, invece che cambiare qualcosa visto che la squadra è nulla in campo, aspetta, aspetta, aspetta.. non si sa bene cosa, ma aspetta. Questo è un aspetto che accomuna Atzori e Iachini: non conoscono il valore delle sostituzioni. Probabile che, nel corso di Coverciano, quel giorno fossero assenti e non glielo abbiano insegnato. Il primo cambio (volontario, perché Laczko entra per Gastaldello solo per l'infortunio del numero 28) è Padalino per Dessena, con lo svizzero a giocare da terzo di centrocampo a destra, quando lui è un esterno che corre e scivola. Non so se fosse più preoccupante il fatto che Dessena è uscito solo all'80° o che è entrato Padalino per fare male in un ruolo non suo, oltretutto.
Alla voce occasioni create, un paio di tiri di Bertani, un paio di colpi di testa di Piovaccari ed un paio di incazzature su Bentivoglio che pensa di essere Messi e potersi dribblare tutti, invece di tirare subito.

Ora? Ora arriva la Juve Stabia, una squadra che giochicchia bene e che, sopratutto, ha fatto 28 punti. Nonostante la penalizzazione, la neo-promossa di Castellamare ci è davanti: ecco, forse questo è un dato sul quale riflettere, insieme al -9 dalla promozione diretta.. comunque, le Vespe saranno una bella gatta da pelare nel prossimo anticipo del 9 Dicembre e questa Samp sembra tutto, meno che preparata alle gatte da pelare. Per informazioni, chiedere a Vicenza e Modena che se ne sono andati con 3 o 1 punto da Marassi.