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16 agosto 2012

Big Pack.

Tra i tanti "esodati" che si stanno allenando e che ha ancora non hanno trovato spazio sul mercato, c'è un caso su tutti di cui i sampdoriani non riescono a liberarsi. Nonostante il lavoro del d.s. Sensibile, molti sono ancora ad allenarsi a parte in quel di Bogliasco: tutto normale, vista la crisi e la difficoltà risaputa del mercato in uscita. Accanto a capitan Palombo, Semioli, Padalino e compagnia bella, c'è un giocatore che si aspetta in partenza da diversi mesi: parlo di Massimo Maccarone. Il 32enne attaccante, seppur siamo ormai a metà agosto, non ha ancora trovato una sistemazione soddisfacente. Il suo trasferimento non ha ancora avuto luogo, nonostante le tante voci di presunti interessamenti (ritorno ad Empoli, Bologna, ritorno a Siena, Spezia) ed un passato in Serie A di grande valore. Andiamo a vedere meglio come siamo arrivati a questo punto.

Massimo Maccarone nasce a Gallarate il 6 Settembre 1979 e gioca da prima punta classica, con tanti movimenti nell'area di rigore. Il ragazzo viene ingaggiato dal Milan a 13 anni e gioca per cinque stagioni nelle giovanili della squadra rossonera. La prima esplosione avviene a Prato, dove rimane per due anni e - nel 1999/2000 - confeziona 20 gol in 28 presenze, sfiorando la promozione con la squadra toscana. Il destino del giocatore si lega inevitabilmente a quella regione: l'anno dopo, infatti, l'Empoli lo preleva dal Milan alle buste e così, in coppia con Antonio Di Natale, Maccarone regala la promozione alla squadra toscana in Serie A. Due anni con 30 gol stagionali lo portano in cima alla lista di molti club italiani ed internazionali; come se non bastasse, con l'Under 21 azzurra conferma le sue buone qualità, segnando 11 gol e diventando capocannoniere dell'Europeo di categoria nel 2002.
Infine, la ciliegina sulla torta arriva con l'esordio in nazionale nel Marzo del 2002 sotto la guida di Giovanni Trapattoni, in un Inghilterra-Italia in quel di Leeds che segnerà inevitabilmente la sua carriera. Erano passati più di 70 anni da quando un giocatore esordiva in nazionale non avendo mai giocato nella massima serie. Maccarone riesce in quest'impresa e si procura il rigore decisivo per il 2-1 finale in favore dell'Italia.
Alla fine, il Middelsbrough se lo aggiudica per ben 13 milioni di euro. Steve McLaren, allenatore del Boro, lo esalta,  affermando: "E' il giocatore che più assomiglia a Del Piero". Assomiglierà pure all'Alex bianconero, ma intanto gioca lontano dalla porta o sta in panchina. E così Maccarone, complici anche gli infortuni, ha poca gloria in Inghilterra, seppur partecipi alla conquista della Carling Cup nel 2004. 15 gol in due stagioni e la difficoltà nei rapporti con McLaren sono le condizioni che portano Maccarone alla scelta del ritorno in Italia, seppur temporaneamente.

Maccarone ai tempi dell'Under-21 azzurra: una stella in ascesa.

Maccarone disputa la stagione 2004/2005 in Serie A per la prima volta. Se, fino a Gennaio, le cose vanno male in quel di Parma (solo due gol in Coppa UEFA), Big Mac si riprende la scena a Siena, dove segna sette gol e dimostra che non è propriamente finito. Purtroppo per lui, i toscani non lo riscattano e così torna a Middlesbrough, dove tutto sembra destinato a relegarlo nuovamente in panchina. La stagione di Maccarone, invece, diventerà trionfale: se in campionato non vede campo e segna poco (due gol), in Europa è un trascinatore. Il Middlesbrough, l'anno precedente, si è qualificato per la Coppa UEFA e la disputa alla grande, ribaltando tutti i pronostici. Il merito è anche di Big Mac, come sarà soprannominato d'ora in poi da quelle parti: segna cinque gol in tutta la competizione, ma diventa un eroe nei momenti decisivi. Ai quarti contro il Basilea, la squadra di McLaren è quasi fuori, ma un gol di Maccarone al 90' fa esplodere il Riverside Stadium e consegna la qualificazione agli inglesi. Lo scenario si ripete in semifinale contro lo Steaua di Bucarest: sconfitti 1-0 all'andata e sotto 2-0 al ritorno in casa, al Middlesbrough servono quattro gol. Maccarone, entrando dalla panchina, realizza la doppietta realizza il primo ed il quarto gol: i tifosi sono in visibilio e lui diventa Big Mac. La finale sarà persa per 4-0 contro il Siviglia, ma intanto Maccarone è un eroe da quelle parti. Purtroppo l'italiano continua a passare tempo in panchina anche nella stagione successiva, nonostante l'arrivo di Gareth Southgate al posto di McLaren. Stanco di marcire in panca, l'ormai 27enne decide di tornare in Italia durante il mercato invernale del 2007. La meta è Siena.

Maccarone a segno nella semifiinale contro la Steaua: suo il 4-2 finale.

Nella città del Palio, Big Mac trova quella gratificazione che ancora nessuno gli aveva mai dato pienamente. Dopo aver rivelato che McLaren gli ha reso la vita impossibile durante la sua esperienza inglese, Maccarone diventa fondamentale nel sistema di gioco senese e porta la salvezza alla squadra toscana già nel 2007. Nelle due stagioni successive, egli continua ad essere il terminale offensivo del Siena. Inoltre, arrivato ormai a 30 anni, è in grado di riciclarsi: ormai non è più la prima punta che giocava nell'Under 21. Si è re-inventato seconda punta, con larga libertà di svariare su tutto il fronte di attacco, permettendogli di cercare il gol anche da lontano. A Siena, le marcature firmate da Maccarone saranno 42 quando - nel 2010 - decide di lasciare la squadra toscana, retrocessa malamente. E' tempo di cambiare casacca ed ambiente, di cercare una nuova sfida a trent'anni: la meta diventa Palermo, città con un presidente fumantino ed una squadra ambiziosa, che ha appena sfiorato la Champions.
I siciliani lo pagano quattro milioni e mezzo di euro, ma lo schierano come una seconda linea, preferendo Miccoli e Hernandez davanti. Con Pastore ed Ilicic sbocciati, lo spazio si riduce ulteriormente per l'attaccante, che trova spazio in Europa, dove segna ben tre reti. Nonostante il poco minutaggio in campionato, Maccarone vuole restare a Palermo; purtroppo per lui, la società non è dello stesso parere e decide di metterlo sul mercato. A raccogliere l'invito è la nostra beneamata, che compra l'attaccante lombardo per tre milioni di euro.

La rinascita di Maccarone avviene a Siena: qui a segno contro il Livorno.

Se le prime partite sembrano di buon auspicio (assist a Guberti in Samp-Milan di Coppa Italia), nel giro di un paio di settimane Maccarone conferma di essere un giocatore involuto. Si scoprirà poi che ci sono stati problemi familiari a contribuire a tale condizione; ciò nonostante, il ragazzo mostra di non essere di alcuna utilità. Lento, svogliato, a volte fastidioso per un tifoso - come quello sampdoriano - che vorrebbe vedere il sangue agli occhi in un momento delicato come la fine della stagione 2010/2011. La Samp vola inesorabilmente verso la Serie B ed il giocatore di maggior talento ed esperienza (almeno sulla carta) non fa vedere un briciolo di speranza alla Gradinata Sud. La ciliegina sulla torta è il rigore decisivo sbagliato nella partita in casa con il Parma. Maccarone segna tre gol contro Bologna, Cesena e Lecce, ma sono tutti gol inutili, a risultato già ipotecato da parte della squadra avversaria.
La capacità di decidere le partite, che aveva a Siena, non si vede in quel di Genova. A retrocessione avvenuta, tutti sperano nella sua partenza; poi viene fuori la verità sui problemi familiari e, allora, la società si fa carico di quella che provo a definire una "operazione simpatia". Recuperare l'uomo ed il giocatore diventa la priorità ed anche i tifosi più critici diventano docili come cagnolini, con tanto di striscioni di incoraggiamento.
L'esito di questo recupero lo conosciamo tutti: Maccarone segna all'Alessandria nella prima partita ufficiale della stagione, in Coppa Italia, per poi scomparire, sommerso dall'inizio folgorante di Bertani e dalla forma di Pozzi. Quando gli infortuni fanno fuori il numero 9 e l'ex Novara diventa un peso per la manovra offensiva, c'è Piovaccari; quando anche l'ex Cittadella si dimostra inaffidabile, tocca a Big Mac. Peccato che lui non ci sia: le sue presenze in campo sono un misto di paura dei fischi del pubblico e di "vorrei, ma non posso". Arrivano anche tre gol: uno su rigore all'Albinoleffe. E peccato che gli altri due siano il corollario di un Nocerina-Sampdoria 4-2, perso, in cui Maccarone segna quando è già troppo tardi. Insomma, il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Il prestito di Gennaio all'Empoli è servito a rigenerarlo parzialmente, nonostante la squadra toscana abbia rischiato la Lega Pro per tutta la stagione. Sette gol e la salvezza consegnata alla sua ex squadra sono perlomeno un segnale di vita. Ora, tornato a Genova, è finito sul mercato. Doveva essere così. Ma, per ora, parla solo il suo procuratore, che prima ha cercato di mantenere il suo assistito nella rosa sampdoriana, poi si è reso conto che era impossibile e sta attualmente lavorando per cercargli una sistemazione.
Guardando alla sua avventura genovese, impossibile non rinominarlo "Big Pack". Purtroppo, è andata male. Magari sarà in grado di rinascere altrove.

Maccarone in ginocchio: una sintesi visiva della sua avventura in blucerchiato.


14 giugno 2012

Sufficienze stiracchiate (Pagellone finale della stagione).

Per parafrasare il famoso motto di pubblicità: "Sembrava impossibile, ma ce l'abbiamo fatta". Una frase utile per descrivere il miracolo blucerchiato: a Febbraio i punti di distanza dai playoff erano più di 10, a Maggio si è raggiunto l'ultimo treno disponibile e la settimana scorsa si è abbondantemente festeggiato per un risultato insperato, visto come si erano messe le cose.
Attenzione però: non scambiamo un miracolo straordinario con una stagione straordinaria. Allargando lo sguardo a ben prima di Febbraio, la visione è tragica: i primi quattro-cinque mesi di campionato sono stati tremendi e poco sopportabili, dopo già quello che il tifoso sampdoriano medio aveva visto durante tutto il 2011, retrocessione compresa. Perciò, cercherò di essere equilibrato nei miei giudizi: difficile dare un giudizio super-positivo ad una stagione che ci vedeva addirittura nella parte destra della classifica verso Novembre. Preciso che i numeri pubblicati sono relativi solamente al campionato di Serie Bwin 2011/2012, dato che il nostro cammino in Coppa Italia è durato poco, troppo poco anche solo per essere considerato in questo resoconto di fine anno.

PORTIERI
20 Sergio Romero: 8 [Presenze: 29+1, Minuti Giocati: 2659+97, Gol subiti: 24+2]
"El Chiquito" sembrava un colpo anche troppo grande in questa Serie B. Lo è stato: sostanzialmente, Romero è stato l'ago della bilancia nei momenti più brutti. Quando, nel periodo di Natale, si navigava in brutte acque e Iachini non aveva ancora portato effetti benefici, il buon Sergio ha tenuto in piedi la baracca. Ricordo ottime prestazioni in quel di Bari e in casa contro l'Albinoleffe. Poi, alla fine del campionato, ha perso un po' di concentrazione e nei play-off i meriti vanno sopratutto a Da Costa. Comunque, grazie. E spero di ritrovarlo il prossimo anno.
1 Angelo Da Costa: 7.5 [Presenze 15+3, Minuti Giocati: 1249+289, Gol subiti: 10+2]
Quando il portiere della nazionale argentina non era ancora a Bogliasco, si ebbe la sensazione che Da Costa fosse addirittura di troppo. Con Fiorillo - speranza eterna blucerchiata - e la ricerca di un nuovo portiere titolare, sembrava fosse un indesiderato. Eppure le ultime gare di A non lo avevano visto protagonista negativo e la B l'aveva già giocata da ottimo protagonista con la maglia dell'Ancona. E' stato indubbiamente utile: Romero è più forte, ma Da Costa conosce bene la categoria e, a posteriori, si può dire che non ci poteva essere un secondo migliore di lui. Nel subentrare a Romero, non mostrava la sua sicurezza ma non ricordo errori macroscopici. Inoltre, ai play-off, è stato fondamentale: il rigore parato a Sansone nella semifinale d'andata rimarrà nella storia. Grazie.
44 Vincenzo Fiorillo [Presenze: 0, Minuti Giocati: 0, Gol subiti: 0]
Non ha fatto neanche un minuto nel nostro unico anno di B. Se non è questa una mazzata.. il ragazzo deve inevitabilmente trovare un ambiente di bassa Serie B che possa definitivamente togliere ogni dubbio: ragazzo pompato o futuro Buffon in attesa di collocazione? Speriamo di toglierci questo sassolino dalla scarpa.

Sergio Romero, 26 anni: un acquisto fondamentale per la promozione.


DIFENSORI
3 Andrea Costa: 6.5 [Presenze: 25+4, Minuti Giocati: 2278+386, Gol realizzati: 1+0]
Lo mandava Lillo Foti. Quando c'era ancora Atzori, venne preso per fare il centrale sinistro nella difesa a tre. E difatti l'inizio del campionato di Costa fu strabiliante: sicurezza, self-confidence e grande camminata palla al piede. Il gol con il Torino nella gara a Marassi sembrava la consacrazione. Da lì, invece, una lenta discesa: il rendimento declina negativamente, viene messo terzino e non ne azzecca più una. Solo nel finale di campionato si riscopre perlomeno diligente. Non lo riconfermerei.
6 Massimo Volta: 5 [Presenze: 22+1, Minuti Giocati: 1616+7, Gol realizzati: 2+0]
Anno tragico per il centrale rivelazione dell'anno scorso. Sì, nell'ultima stagione aveva avuto un finale di campionato difficile: ma il riscatto di tre milioni dal Parma doveva fargli avere la necessaria fiducia per riprendersi. Niente da fare per lui: la stagione è stata difficile e due gol contro Gubbio e Bari non hanno certo risollevato le sue quotazioni. Ricordo certe imbarcate prese da Sau che è meglio dimenticare. Gli servirà un prestito per rinascere.
7 Paolo Castellini: 4.5 [Presenze: 20+0, Minuti Giocati: 1732+0, Gol realizzati: 0]
Campionato pessimo il suo. Credo che giusto contro il Gubbio in casa abbia giocato un buon match. Per il resto, tantissime difficoltà e pochi spunti, sia nel 3-5-2 che da terzino nel 4-4-2. Insomma, un giocatore che poteva essere utile e non si è rivelato tale. Magari un ottimo spogliatoio: non certo motivo valido per un'eventuale riconferma.
8 Shkodran Mustafi: s.v. [Presenze: 1+0, Minuti Giocati: 97+0, Gol realizzati: 0]
Per lui una sporadica presenza a Varese, con i play-off già in tasca. Non giocò male, ma con Volta accanto non fece questa gran figura. Speriamo possa crescere ed essere utile per la Sampdoria del futuro.
13 Gaetano Berardi: 5.5 [Presenze: 9+0, Minuti Giocati: 745+0, Gol realizzati: 0]
Partito con forti credenziali e preso perché già giocatore di Iachini l'anno precedente in A, Berardi non ha certo fatto molto per convincere gli scettici. E' partito con una super prestazione in quel di Padova, mi fece impressione. Ricordava vagamente un Campagnaro meno tecnico. Poi tanti falli e l'espulsione di Crotone l'hanno bruciato, facendo sì che Rispoli si riprendesse la fascia destra e non la perdesse più. Anche lui, pagato ben 2 milioni, è meglio che sia prestato da qualche parte nel prossimo campionato.
28 Daniele Gastaldello: 8 [Presenze: 26+4, Minuti Giocati: 2376+386, Gol realizzati: 1+2]
Il capitano in divenire. Già, perché Gastaldello è rimasto in estate visto il suo amore per l'ambiente, a cui si è affezionato. Amore ricambiato quando il ragazzo, nel mercato invernale, ha deciso di non partire, nonostante la causa sembrasse più che persa. Ma lui, come pochi altri, ci ha creduto. Ha guidato la squadra nei momenti difficili. C'ha messo sempre la faccia. Si è ridotto l'ingaggio. Ha segnato, sopratutto, il gol che ha riconsegnato la A alla Samp nel 3-2 di Marassi contro il Varese. Un eroe, non si può non amarlo.
33 Andrea Rispoli: 6.5 [Presenze: 30+4, Minuti Giocati: 2455+386, Gol realizzati: 0]
La metafora di questa stagione. Considerato poco adatto per vincere il campionato di Serie B, non si vede nei primi mesi, visto che Atzori non lo ritiene adatto al 3-5-2. Poi con Iachini viene rimesso in campo, con pessimi risultati. Berardi sembra soffiargli il posto, ma Rispoli se lo riprende con prestazioni migliori rispetto ai mesi precedenti e grazie alla poca utilità di Berardi. Il resto è storia: ai play-off, diventa un idolo. Il salvataggio sulla linea a Modena e la cavalcata finale a Varese sono la metafora di una Samp sempre in rincorsa, ma vincente. Complessivamente, un campionato da sufficienza appena strappata, ma il rendimento ai play-off va premiato.
35 Jonathan Rossini: 7.5 [Presenze: 26+4, Minuti Giocati: 2260+386, Gol realizzati: 0]
Altro oggetto non identificato nel campus di preparazione al campionato. Uno dei tanti giovani che sembravano destinati ad andar via a Gennaio. Poi, a Bari, l'improvvisa svolta: si fa male Volta ed entra lui. E' uno dei pochi salvarsi in una partita tragicomica. Da lì in poi, il posto è suo, senza se e senza ma. Con lo scarso stato di forma di Volta, non è difficile mantenere la maglia da titolare; lo è ancor meno vista la sua intraprendenza palla al piede e le capacità d'impostazione che non tutti i centrali difensivi hanno. Sarà una promessa, speriamo di riscattarlo dall'Udinese.

Daniele Gastaldello, 28 anni: capitano indomabile nel dopo-Palombo.


CENTROCAMPISTI
4 Marco Padalino: 5 [Presenze: 13+0, Minuti Giocati: 762+0, Gol realizzati: 0]
E' uno dei tanti che sembra destinato alla partenza in Agosto. Poi rimane. Vista l'indisponibilità di Semioli dopo poche giornate e la poca fiducia in Rispoli, Atzori ci prova. Ma se Padalino ci mette la corsa, non ha proprio il dribbling per fare ciò che serve. Pochi cross, poca roba in generale. Poi s'infortuna e scompare: non calcherà più il campo con la maglia blucerchiata. Neanche qualche panchina per lui. Dubito che ci mancherà, ecco.
5 Renan Garcìa Fernandes: 7 [Presenze: 14+4, Minuti Giocati: 1330+386, Gol realizzati: 0]
Dalla Romania con furore. Anche troppo, a volte. Le sue proteste rabbiose hanno colorato le partite blucerchiate da Febbraio in poi. Dotato di un gran sinistro, ha dato poche volte dimostrazione di tale dote; comunque, è stato una furia a centrocampo. Personalmente non mi ha entusiasmato, ma ha saputo conquistare i tifosi doriani e metterli dalla sua parte. Il riscatto, ad oggi, sembra cosa fatta.
10 Pasquale Foggia: 7 [Presenze: 31+3, Minuti Giocati: 1988+123, Gol realizzati: 4+0]
L'ex talento prodigio dell'Ascoli era venuto qui con le credenziali giuste: talentuoso, in cerca di riscatto, con i colpi giusti. Diciamo che in parte ha tradito queste attese: ha alternato grandi partite (ad Ascoli, a Grosseto, in casa contro il Brescia) con prestazioni veramente discontinue e non meritevoli di conferma. Non so come andrà a finire. Sul campionato di Foggia, grava un equivoco tattico importante: nasce come ala, al massimo come attaccante esterno, dove si è imposto a Reggio Calabria, Cagliari e Roma. Poi, arrivato qui, Atzori l'ha trasformato in ciò che non è, ovvero un trequartista. Da qui, il suo rendimento è diventato altalenante e poco continuo. Ma le volte che ha contato, eccome se c'era. Personalmente non lo riscatterei, a meno che non ci siano due condizioni: il prezzo del riscatto del suo cartellino deve scendere (attualmente 4 milioni) e, se rimarrà, dovrà fare il vice-Eder. Perché come trequartista non è tagliato.
11 Gianni Munari: 7 [Presenze: 16+4, Minuti Giocati: 1432+329, Gol realizzati: 1+0]
Sì, solo sette. Eppure Munari è stato fondamentale per questa Samp: il suo dinamismo ha risvegliato un centrocampo in perenne immobilità. Da Dessena a Munari, il cambio è stato decisivo. Anche perché il numero 11 conosce bene la categoria, avendoci già giocato con Triestina e Lecce. Ha dato quello che serviva, personalmente mi aspettavo qualche gol in più, visto che ha queste doti innate d'inserimento. Sarà utile anche in A, seppur - spero - in un ruolo più marginale.
14 Pedro Obiang: 8.5 [Presenze: 29+4, Minuti Giocati: 2490+360, Gol realizzati: 0]
Il più presente in quanto a minuti giocati. L'infaticabile. Senza alcun dubbio, la rivelazione stagionale. A volte, ha stupito anche me. Eppure io ci credevo così tanto nel mediano spagnolo, ero così sicuro che avrebbe sfondato con la nostra maglia. Ma ha fatto delle cose che non credevo immaginabili: in particolare, le gare casalinghe dei play-off è stato fantastico. Così bravo da non sembrare un ragazzo classe 1992. Il futuro è suo, spero - prima o poi - anche la nazionale. Da conquistare, ovviamente, con la maglia della Samp. Quando aggiusterà anche il tiro da fuori, sarà un centrocampista completo. Ricorda tanto Patrick Vieira.
16 Savvas Gentzoglou: s.v. [Presenze: 0, Minuti Giocati: 0, Gol realizzati: 0]
Ha sicuramente attirato l'attenzione delle giovani donzelle blucerchiate, ma in campo non si è mai visto. Non ne capiamo l'acquisto, speriamo venga prestato per poterci raccapezzare su questo greco sconosciuto ai più.
18 Zsolt Laczko: 6.5 [Presenze: 26+1, Minuti Giocati: 1346+21, Gol realizzati: 0]
Avesse avuto anche più occasioni di giocare, probabilmente avrebbe strappato un voto migliore. Per lui, c'è stato un ruolo simile al sesto uomo nel basket: quando ce ne è stato bisogno, è sempre entrato. Le presenze da titolare non sono state tante, ma quand'è stato chiamato in causa, ha fatto bene. Solo in un paio di partite (a Brescia e a Crotone) non ha convinto: per il resto, bene. Spero rimanga per fare da "back-up" anche in Serie A.
21 Roberto Soriano: 6.5 [Presenze: 13+3, Minuti Giocati: 894+163, Gol realizzati: 1+0]
Partito tra le riserve, Soriano rispunta fuori solo ad inizio Novembre, quando Atzori si gioca la panchina. Col Crotone fa un partitone, a Brescia invece si fa espellere. Da lì, scompare nuovamente, per ricomparire quando la cura Iachini comincia ad avere i suoi primi effetti. Così, inizia a guadagnare primi gettoni di presenza, gioca alcune partite deludenti alternate a grandi prestazioni, sopratutto in casa con il Verona e nell'ultima dei play-off a Varese. Non saprei cosa farne, se tenerlo o mandarlo in prestito in A. Vedremo.
25 Nenad Kristicic: 6.5 [Presenze: 13+0, Minuti Giocati: 590+0, Gol realizzati: 0]
Una storia straordinaria. Qualche anno fa rischiava di morire. Quest'anno, invece, si è ritagliato il suo spazio. Atzori non lo vedeva. Con Iachini, ha esordito con il Varese in casa per non uscire più di squadra. Nel finale, è stato messo un po' da parte e me ne dispiaccio. Per il futuro, stiamo tranquilli: il ragazzo nasce trequartista, ha fatto l'interno e, quando ce ne è stato il bisogno, ha giocato anche regista al posto di Obiang. Se cullato bene, crescerà che è una meraviglia.
29 Juan Ignacio Antonio: 6.5 [Presenze: 19+3, Minuti Giocati: 1042+140, Gol realizzati: 2+0]
Difficile mettergli più di questo. Le potenzialità si vedono e, a differenza di Foggia, lui è un trequartista di ruolo: peccato che del trequartista classico non abbia ancora il senso del passaggio. L'azione tipo che rappresenta Juan Antonio è quella fatta a Modena: salta 5-6 uomini, crea il panico, poi non passa il pallone. E' un equivoco che ha accompagnato il ruolo del trequartista per tutto l'anno: questo ruolo dev'essere ricoperto da chi è in grado di mettere in porta l'uomo. E Juan Antonio l'ha fatto poco. Per lui due reti, tra cui quella contro il Torino con un destro da favola. Per ora, i tre milioni d'investimento non sono stati ripagati: ha fatto sicuramente meglio a Brescia che qui. La partita migliore, senza dubbio, l'ha fatta a Padova nel 2-1 esterno sui patavini.
77 Franco Semioli: 6 [Presenze: 18+0, Minuti Giocati: 1128+0, Gol realizzati: 0]
Finché c'è stato Atzori ed il suo 4-4-2, Semioli era la super-star di questa Samp. Ad Empoli, nel 3-1 esterno di Settembre, fece una delle migliori partite di sempre con la maglia blucerchiata. Poi gli infortuni - come al solito - lo hanno escluso ed il cambio di modulo ha completato l'opera. Grazie comunque, perché nei primi due mesi è stato fondamentale.

Pedro Obiang, 19 anni: la rivelazione della stagione appena conclusa.


ATTACCANTI
9 Nicola Pozzi: 9 [Presenze: 28+4, Minuti Giocati: 2138+358, Gol realizzati: 15+4]
Nove. Come il suo numero. Come il voto che si può dare al suo campionato. Nell'estate 2011, ne ho sentite troppe: "ma dove va?", "ha fatto al massimo 12 gol in B, fa ridere", "come può essere utile con tutti gli infortuni che ha?". La verità è che Nicola Pozzi sta seguendo - con le dovute proporzioni - il percorso di Giampaolo Pazzini: entrambi esplosi a 25 anni, protagonisti con la maglia della Samp. Molti già parlano di una sua sostituzione: personalmente, mi auguro che gli venga affiancato un attaccante esperto, sulla trentina, che sia in grado di sostituirlo quando serve. Ha fatto dei gol da centravanti vero: le reti segnate a Empoli, contro il Verona, ma sopratutto quelle dei play-off (segnate in qualunque maniera) segnano la sua maturazione. Meglio di Rolando Bianchi. Meglio di Daniele Cacia.
E' stato un combattente. E' una vera anima doriana e, solo per questo, gli va dato il giusto riconoscimento, dandogli una seria chance in A con questa maglia. L'immagine più bella vede lui piangente di fronte ai tifosi doriani giunti a Varese per la finale: grandissimo.
19 Bruno Fornaroli: s.v. [Presenze: 11+0, Minuti Giocati: 337+0, Gol realizzati: 0]
Difficile dare il voto ad un giocatore che ha messo insieme così pochi minuti in campionato. Ha giocato titolare solo in quattro occasioni, per il resto è stato subentrante nei 5' finali di partita (esclusa la partita in casa con il Pescara). Ad un giocatore del genere, pagato tre milioni, andavano date una quindicina di partite con almeno presenze da 30' cadauna. Ed invece non è stato possibile, visto il periodo nero della Samp. Comunque, non mi è dispiaciuto. Ed in B credo sempre che si possa imporre, se gioca continuativamente. Lui e la Samp, con buona probabilità, si saluteranno definitivamente quest'estate: gli auguro il meglio. L'impegno che ha messo quando ha giocato è encomiabile.
22 Cristian Bertani: 5 [Presenze: 30+0, Minuti Giocati: 2166+0, Gol realizzati: 6+0]
Se uno dovesse analizzare la sua stagione da Dicembre in poi, l'insufficienza sarebbe ben più gravosa. Ma nei primi mesi della nuova stagione è stato importante e, per poco, ha fatto anche sognare. Peccato che il risveglio sia stato piuttosto brusco, sopratutto per lo stesso Bertani. Non credo che rimarrà, vista anche la nuvola del calcio-scommesse che grava su di lui.
23 Eder Citadin Martins: 8 [Presenze: 16+4, Minuti Giocati: 1174+341, Gol realizzati: 4+1]
Fondamentale. Il più importante degli acquisti di Gennaio. Con l'involuzione di Bertani, si era palesato un vuoto nel ruolo di seconda punta: meno male che Martins ci ha messo una pezza. E' stato bravo e si è dimostrato troppo bravo per la Serie B. Vedremo se si dimostrerà adatto alla Serie A o, dopo Brescia e Cesena, deluderà di nuovo.
98 Mauro Icardi: 6.5 [Presenze: 2+0, Minuti Giocati: 86+0, Gol realizzati: 1+0]
Un voto di stima questo sei e mezzo, un voto non paragonabile allo stesso dato ai vari Laczko, Juan Antonio e compagnia bella. Il gol a Castellamare pare mostrare le stimmate del campione, ma ci vorrà ancora un po' di tempo.. con il Pescara, nella partita successiva al gol d'esordio, si sono visti i limiti di un ragazzo che deve accumulare tempo di gioco. Speriamo che tutto prosegua bene, le doti ci sono.
99 Graziano Pellé: 6.5 [Presenze: 12+4, Minuti Giocati: 695+88, Gol realizzati: 4+0]
E' stato funzionale al gioco iachiniano. Arrivato l'ultimo giorno del mercato di riparazione, è venuto a fare il vice-Pozzi; quando Nicola non stava bene, è stato schierato e ha portato sei punti a casa, con due doppiette contro Cittadella e Nocerina. Nei play-off ha beccato parecchie botte, ma è servito a tenere su la squadra. In A non terrei un attaccante del genere, ma grazie comunque.

Nicola Pozzi, 25 anni: 19 gol stagionali per il bomber romagnolo.


ALLENATORI
Gianluca Atzori: 4.5
Le ha provate tutte. Atzori era stato scelto per portare avanti un progetto che prevedesse un gioco spettacolare e giovane. Nessuno dei due propositi è stato rispettato: la squadra messa in campo da Atzori - tranne in casi disperati - era tutt'altro che giovane, sia anagraficamente che a livello di gioco, di freschezza. Per quanto riguarda il gioco spettacolare, si è visto in due partite (quella in casa con il Gubbio e quella in trasferta ad Empoli): un po' poco per pensare di tirare avanti una baracca che doveva salire in Serie A e che, invece, andava avanti a pareggi. La sconfitta di Nocera gli ha dato lo scossone decisivo, quella in casa con il Vicenza l'ha estromesso dalla panchina. E' stato giusto così, personalmente non ne porterò un buon ricordo.
Giuseppe Iachini: 9
Parlavamo di miracolo all'inizio dell'articolo. Un miracolo che Iachini conosce. Non è certo la prima promozione che ottiene dalla B alla A: era già salito da campione con il Chievo (2007/2008) ed aveva già vinto i play-off con il Brescia (2009/2010), seppur da terza classificata. Come ha detto lui, "questa è stata la promozione più difficile". Vero. Arrivato a Genova nel Nov. 2011, aveva chiesto due mesi di tempo per vedere un'altra Samp. In quei due mesi, ha rischiato anche di essere esonerato, dato che aveva collezionato quattro sconfitte e due pareggi. Poi, la vittoria di Padova ha ribaltato il suo campionato e la nostra situazione: da lì, una marcia con qualche battuta a vuoto, ma sostanzialmente regolare. Nei play-off, la sua grinta, un modulo base (4-3-1-2) e un po' di fortuna hanno fatto il resto. Non lo trovo adatto per la A, con Brescia e Chievo ha fallito, ma si merita una riconferma: perché quest'impresa è stata ben più difficile di qualunque altra la Samp dovrà mai affrontare nella massima serie.

Giuseppe Iachini, 48 anni: per lui è la terza promozione dalla B alla A.


GLI "ESILIATI"
Pietro Accardi: 4.5 [Presenze: 12, Minuti Giocati: 1143, Gol realizzati: 0]
Era tornato a Genova, libero dalle scorie della retrocessione. Già, perché - mentre la Samp retrocedeva in maniera tragicomica - Accardi era in prestito a Brescia. Molti speravano tornasse quello che era all'inizio della sua avventura. Non è stato così: si è mostrato impreparato, a Nocera il manifesto della sua condizione. Giusto l'addio, non era più tempo di giocare con questa maglia.
Simone Bentivoglio: 4 [Presenze: 15, Minuti Giocati: 979, Gol realizzati: 1]
Non credo di andare lontano se dicessi che è stato il peggior giocatore come rendimento stagionale. Nei suoi quattro mesi di Samp, viene insultato a più riprese da chiunque se lo trova davanti. Calcisticamente parlando, sono insulti sacrosanti: il ragazzo non ha il mordente necessario per far riprendere un ambiente già depresso di suo. Il gol contro il Modena non cambia nulla. Era arrivato come trequartista di qualità, è andato via come l'ultimo degli scarsi. E il prestito a Padova ha confermato che non era affatto utile alla causa doriana.
Daniele Dessena: 4.5 [Presenze: 8, Minuti Giocati: 589, Gol realizzati: 0]
La corsa senza tecnica, la voglia senza razionalità. Di giocatori così, nel calcio italiano, ce ne sono tanti. Ma se ce ne è uno che deluso le attese che suscitava da giovane, è proprio Daniele Dessena. Ex-enfant prodigé del calcio italiano, la Samp pagò quattro milioni e mezzo per la metà del suo cartellino. Mai soldi hanno atteso così tanto per un riscontro: Dessena ha corso anche quest'anno, ma male e senza continuità. A Cagliari sembra essersi rimesso in carreggiata, vedremo. Con la Samp ha (fortunatamente) chiuso.
Vladimir Koman: s.v. [Presenze: 6, Minuti Giocati: 128, Gol realizzati: 0]
E' uno dei pochi su cui si può lasciare l'attenuante dell'ambiente e del ruolo. L'ambiente lo ha spesso incolpato più del dovuto. Atzori lo ha spesso schierato fuori ruolo, a giocare sull'ala senza poter dare sfogo alla tecnica di cui l'ungherese è dotato. Almeno Iachini lo ha schierato nel suo ruolo, ma era già bruciato. L'espulsione con il Varese e la contestazione violenta dei tifosi lo ha facilitato nel trasferimento. Al Monaco se la sta cavando molto bene. Il futuro ci dirà se è stato commesso un errore o meno. 128 minuti, quest'anno, erano veramente pochi per dire se fosse scarso o incompreso.
Angelo Palombo: 5 [Presenze: 23, Minuti Giocati: 1931, Gol realizzati: 1]
Difficile dare un voto brutto al Capitano di mille battaglie. Più facile sapendo cosa ha combinato quest'anno: doveva essere uno dei pilastri della rinascita e, invece, è stato uno dei pesi di questa squadra. Liberatisi di lui, andato all'Inter, e lasciato spazio definitivamente ad Obiang, la squadra ha cominciato a volare. Non voglio certo dire che Palombo fosse il problema principale. Ma che fosse almeno uno dei problemi.. beh, quello sì. Il suo peso ha condizionato lo spogliatoio, sopratutto inconsciamente. Un peso tanto grande come evidenziato dalle statistiche: nonostante la partenza a Gennaio, è ancora nella top 10 dei più presenti con la maglia della Samp quest'anno, con un minutaggio notevole. Ora tornerà a Genova: non credo rimarrà.
Francesco Signori: s.v. [Presenze: 0, Minuti Giocati: 0, Gol realizzati: 0]
La sintesi è semplice: segato senza un perché. Non gli è stato concesso un minuto né con Atzori, né con Iachini. E pensare che in campo non è che ci fossero quali fenomeni all'epoca. A Modena ha fatto non bene, benissimo: la nostra maglia non la vorrà rivedere neanche in cartolina, probabilmente. E dispiace, viste le doti.
Salvatore Foti: s.v. [Presenze: 3, Minuti Giocati: 51, Gol realizzati: 1]
L'ultima ruota del carro trova comunque la maniera di avere i suoi quindici minuti di gloria. Il suo gol contro il Crotone, che fissa il 2-0 definitivo, rimembra quello segnato al Messina: altri tempi, c'erano ancora Novellino, Castellini era Marcello e Volpi era il capitano indomabile. E Foti era una bella speranza. Rimasta incompiuta.
Massimo Maccarone 4.5 [Presenze: 11, Minuti Giocati: 461, Gol realizzati: 3]
Se era possibile, è riuscito a fare anche peggio dell'anno precedente. Maccarone era uno dei simboli della retrocessione dell'anno passato, ma si erano scoperte difficoltà familiari che lo avevano fatto rendere meno dell'anno precedente. Ed i tifosi sono stati anche troppo concilianti con lui; ho visto meno remore nel fischiare giocatori che avevano un passato meno presente ed un futuro migliore con questa maglia. Nonostante ciò, il risultato è stato abbastanza sconcertante: messo in campo una volta sì e l'altra pure, realizza tre gol suoi. Tre gol alla Maccarone, ovvero di quelli che non cambiano nulla nella partita. Segna un gol su rigore su un Albinoleffe abbondantemente battuto a domicilio e realizza una doppietta nel disastro di Nocera, ormai in pieno svolgimento.
A Gennaio è tornato nella sua Empoli, dove si è ripreso: gli auguro di continuare su questa strada. Chiaramente con la maglia dei toscani.
Federico Piovaccari: 4 [Presenze: 17, Minuti Giocati: 645, Gol realizzati: 3]
Perdonatemi il francesismo giornalistico, ma Piovaccari ha rappresentato lo "scazzo" fatto persona. I simboli che potrebbero sintetizzare l'avventura di Piovaccari con la maglia della Samp sono due. Il primo è rappresentato dai rigori realizzati: zero. Dopo i nove segnati con la maglia del Cittadella, con la Samp tira due rigori che hanno poco di professionale. Se quello ad Empoli è figlio della troppa voglia in corpo di dimostrare che valeva più di Pozzi, il secondo è una presa in giro verso qualunque tifoso sampdoriano. A Bergamo, contro una squadra che in porta schiera il centravanti, calcia fuori. L'ultima partita che gioca è a Padova, quattro mesi dopo: nessun miglioramento. Di gol ce ne sono stati solo due. Pochi. Abbastanza per mandarlo via a Gennaio, nonostante i tre milioni spesi in estate.

Federico Piovaccari (27 anni), Angelo Palombo (30) e Cristian Bertani (31): delusioni d'inizio stagione.


DIRIGENTI
Pasquale Sensibile: 6.5
La giusta media. La media che si potrebbe applicare in generale al campionato della Samp. All'inizio, parla troppo, spesso anche a sproposito. Direi quasi che c'è un rapporto inversamente proporzionale tra le volte che parla ed i punti e le gioie che la Samp regala ai suoi tifosi. Dall'esonero di Atzori, il volume di interviste diminuisce, fortunatamente. Si annulla quasi totalmente quando si chiude il mercato di Gennaio, non senza però l'ultima bomba: "se ci sarà un carro a Giugno, vedremo quanti ci vorranno salire". Me l'ero presa moltissimo per queste dichiarazioni. Ma bisogna ammettere che Sensibile ha avuto ragione: se il mercato estivo si è rivelato ampiamente insufficiente (sopratutto in uscita), quello invernale ha rivoltato la Samp nel verso giusto. Appena in tempo.
Anche la gestione del caso Palombo non è stata cristallina e condotta con molta chiarezza: però, alla fine, è stato sempre il direttore sportivo ad avere ragione, visto il rendimento dell'ex-capitano blucerchiato con la maglia dell'Inter.
Edoardo Garrone: 8
A differenza di Sensibile, non si è mai lanciato in proclami esagerati. Ha avuto idee interessanti fin dall'inizio: ricordo la sorpresa dei tifosi nel vedere degli abbonamenti accessibili ai più come prezzi. Si è poi eclissato, per rispuntare sopratutto nel periodo buono con Iachini. Ha fatto qualche trasferta, è stato vicino alla squadra, c'ha messo i soldi: ha fatto tutto ciò che non è stato fatto nell'anno e mezzo precedente. E difatti guardate i risultati..

Pasquale Sensibile, 40 anni, e Edoardo Garrone, 50, hanno vinto la loro scommessa.


TIFOSI
Nove e mezzo. Un voto senza se e senza ma. Sempre presenti. Sempre accanto alla squadra. Purtroppo, c'è un episodio che mi ha evitato la perfezione: la contestazione di inizio Gennaio, con addirittura sputi ai giocatori, non è qualcosa che appartiene al mondo della Samp e non dovrebbe appartenere in generale al mondo del calcio. Dall'altra parte, la lezione di stile fornita in Sampdoria-Sassuolo, semifinale d'andata dei play-off, con il silenzio nei primi cinque minuti per segnalare il proprio sostegno alle vittime del terremoto, beh.. è un momento d'oro del calcio italiano.

I tifosi della Gradinata Sud: la vera forza d'urto di questa squadra.


Anche questa stagione è finita. Ne è già iniziata un'altra, visto il caso Iachini che si sta scatenando in queste ore. Vi aggiornerò presto. Spero che mi seguirete e, per chi l'ha fatto durante questa stagione, ringrazio. A presto e forza Doria!

I ragazzi in festa dopo la fine di Varese-Sampdoria: è di nuovo Serie A.

14 gennaio 2012

9 Settimane e ½.

Ragazzi, che fatica. Come dicono in una famosa pubblicità di un amaro, "l'impresa sembrava impossibile.. ma ce l'abbiamo fatta". La Samp finalmente riesce ad abbattere il digiuno di vittorie, che durava dal 1° Novembre dell'anno scorso, e sbanca l'Euganeo di Padova, infliggendo un 2-1 meritato ai biancorossi. Squadra che non ha entusiasmato, ma che c'ha messo l'organizzazione, la testa, ma sopratutto le palle per una volta (perdonatemi il termine) e, con un po' anche di fortuna, ha portato tre punti a casa, fondamentali per il proseguo del campionato. L'obiettivo non chiedetecelo: il mio è quello dei 50 punti - la famosa quota salvezza - il vostro non lo so.

Erano quasi due mesi e mezzo che mancava questa benedetta vittoria. Che non serve a far pensare a sogni di A, ma serve - momentaneamente - a tante cose: lenire il dolore per la (probabilissima) partenza di Palombo, allontare a -7 i play-out ed avvicinarci (per chi ancora ci spera) a -4 dai play-off. La vigilia non era particolarmente promettente: nonostante gli intoppi, il Padova è, come ci si aspettava, in zona promozione e ci si aspettavano altri dolori per oggi pomeriggio; tra l'altro, Iachini non è che ci avesse incoraggiato troppo con la formazione. Padalino ancora inspiegabilmente dentro come terzo di centrocampo, dentro di nuovo Castellini e ancora confermato Bertani, alla 22° partita da titolare. Dall'altro lato, esordio per Berardi al posto di un Rispoli non entusiasmante, Obiang al centro del centrocampo, confermato Krsticic dopo la prova decente con il Varese e J. Antonio vicino alle due punte.
Il 4-3-3 sinceramente mi ha fatto storcere il naso: fortunatamente, Iachini ha compreso gli errori della partita di venerdì scorso e ha lasciato svariare liberamente Juan Antonio dietro le punte, vincendo praticamente la partita con questa mossa, dato che l'argentino è stato il migliore e ha creato maree di spazi, nei quali i centrocampisti potevano inserirsi.
La squadra oggi ha dimostrato sopratutto di saper gestire la partita: è andata inaspettatamente in vantaggio con un guizzo di Bertani ben sfruttato da Pozzi, ha rischiato il pareggio a fine tempo, ha cercato di chiudere il tutto con una magia dello stesso ex-Novara (che non si vedeva da tempo) e poi ha sofferto poco o niente dopo il solito gol della domenica preso da Romero, firmato Bovo. In fondo, l'espulsione dello stesso numero 8 padovano ha forse chiuso i giochi anticipatamente e ci è toccato anzi rammaricarci prima dell'errore di Bertani, poi dell'ennesimo gol mangiato da Piovaccari quest'anno.

Credo che oggi ci fosse (quasi) la squadra giusta per la partita giusta: Iachini, stavolta, si è coperto non eccessivamente, ma in maniera ragionevole per andare ad affrontare una delle squadre che lotta per la promozione, per di più in trasferta. Oggi quest'accortezza aveva un senso e non era ostentata, rispetto alla partita a Marassi contro il Varese; certo, Foggia in panchina per 90' fa un po' storcere il naso, ma non credo sia il cruccio principale dei tifosi doriani oggi. L'elemento più importante che però voglio sottolineare è certamente uno. Ed è la seconda volta che accade. Non sono di quelli che ritiene Palombo uno dei mali della Samp, anzi: il capitano, una volta entrato al posto di Padalino (nella sua probabilmente ultima partita in maglia doriana) ha fatto bene il suo. Però, sarà un caso.. ed è la seconda volta.. ma Palombo non gioca regista e vinciamo. Io voglio attentamente riflettere su questo elemento: io non voglio che il mio capitano sia ceduto così, tanto per liberare il monte ingaggi. Io, da tifoso amante della Samp e simpatizzante di Palombo, non vorrei che fosse un intoccabile, non vorrei che giocasse regista (dato che non mi sembra adatto al ruolo) e vorrei che, quando gioca male, si facesse la sua panchina, come è successo con Atzori contro Crotone e Brescia. Tutto qui. Oggi, infatti, giocando da mezz'ala recupera-palloni, ha fatto una buona prestazione ed è stato utile al conseguimento del risultato, poiché questo è ormai quello che può dare, alla soglia dei trent'anni e in involuzione. Se poi la società si dimostrerà così cieca da ritenerlo il male massimo e cederlo, sarà uno dei tanti errori fatti in questi ultimi due anni.

Romero 6,5 | Anche oggi buona prova. Sul gol di Bovo, qualcuno dice che ha concesso qualche metro di troppo: io dico semplicemente che è l'ennesimo gol della domenica preso dal portierone argentino, dopo Sau, Milanetto e l'autogol di Costa ad Ascoli. Fondamentale su Ruopolo a fine primo tempo.
Berardi 7 | Ripeto, oggi era una partita in cui terzini non dovevano spingere eccessivamente, quindi un Berardi a bloccare, a turno, Lazarevic e Cutolo, andava benissimo e ha fatto il suo dovere egregiamente. Ora sarà da verificare quando gli toccherà spingere, nelle partite casalinghe contro avversari chiusi. Rimango titubante, ma oggi benissimo.
Gastaldello 6 | Un po' impreciso nel primo tempo, soffre leggermente. Nel 2° tempo si mette a posto.
Rossini 6+ | Leggermente meglio del compagno di reparto, Hallenius gli fa un tunnel che ci fa trasalire per cinque secondi, ma se la cava bene.
Castellini 5 | Ecco uno che alla Samp ancora non ha capito bene cosa deve fare. Castellini, come ho sempre pensato, è uno di quei giocatori un po' insipidi, che non aggiunge granché (se non corsa) alle squadre in cui gioca, ha un decente piede sinistro, tatticamente preciso e - per questo - amato dagli allenatori. Ora non ha neanche più quello: la diagonale mancata con cui si scorda Lazarevic ci fa trasalire alla fine della prima frazione.
Obiang 6+ | Benino, si vede che non si è ancora totalmente ripreso dall'infortunio, ma da perno centrale di centrocampo alla Vieira può funzionare benissimo. Eppure quante gliene hanno dette in questi giorni, solo per paragonarlo a capitan Palombo..
Kristicic 6,5 | Altra buona partita del talento serbo, che spero non venga più spostato dalla formazione titolare. Fa girare bene il pallone, verticalizza e gioca con personalità: praticamente tutto quello che NON fa Bentivoglio ogni sabato, perciò ben venga il giovane Nenad, che abbiamo curato, cresciuto e che, adesso, vorremmo far esplodere nel calcio che conta, con noi.
Padalino s.v. | Si fa male dopo un quarto d'ora: con tutto il bene che gli si può volere, meno male, un esterno che gioca terzo di centrocampo come lui non è possibile.
Juan Antonio 7+ | Per distacco, il migliore. Contro il Varese, Iachini lo schiera malissimo in campo, seconda punta con Bertani accanto. Difatti i suoi primi 45' in maglia blucerchiata non sono esaltanti. Oggi, complice il ruolo diverso (stavolta giusto, quello di trequartista) e un avversario che non è abituato a chiudersi a catenaccio, fa benissimo il suo: corre, crea spazi, semina avversari e distribuisce i passaggi, aprendo benissimo il gioco. Veramente una gran partita, speriamo che si confermi e non ci faccia pentire.
Bertani 6,5 | Cominciamo col dire che sembra palesemente ingrassato dalle vacanze. Non sono tra i suoi santificatori: incantato da quello che aveva realizzato ad inizio campionato, penso sempre che le sue 22 presenze in 22 partite siano un insulto a chi ha fatto vedere qualcosa di più, anche in cinque minuti di partita.. fatto sta che oggi regala un gol ed un assist, decide la partita quasi da solo e questo non si può ignorare. Non dimentico neanche che, purtroppo, dimostra ancora imprecisione in certe giocate, egoismo in altre e deve palesemente essere smosso da questa inamovibilità che ha. Comunque, grazie. 
Pozzi 6,5 | Vale più o meno lo stesso discorso di Bertani, anche se a lui va concesso più credito. 13 presenze, 7 gol: per chi si lamentava che non fosse decisivo per questa squadra, anche oggi timbra. Certo, si lamentasse di meno, sarebbe una mano santa.. ma non si può avere di tutto da questi giocatori. Accontentiamoci che il buon Nick faccia il suo da centravanti ed insacchi un altro gol. Da solo, ha fatto più gol di Maccarone e Piovaccari.. grazie anche a lui.

Palombo 6,5 | Come ho già detto sopra, sapete come la penso. Ringrazio Iachini per averlo messo a fare la mezz'ala e non il perno di centrocampo, è risultato combattivo ed utile alla causa. Ha dovuto battere solamente una punizione, abitudine che non gli passa.. grazie, Capitano.
Piovaccari 4,5 | Palese caso di scazzo: A.A.A., cercasi qualche compratore, no perditempo. Lo diciamo anche per lui: capisco che le contestazioni non siano ciò che fa rendere meglio un giocatore, ma va anche detto che lui - capocannoniere della B 2010-2011 - non ci sta rendendo la vita facile. Il gol che si mangia oggi è solo l'ennesimo di una lunga serie e, onestamente, la gente si è anche stancata di questo scazzo che trascina ogni volta che mette piede in campo. Per lui le chances sono finite, forse anche per lui è tempo di andare.
Rispoli s.v. | Serve solo a mettere in campo il 4-6-0 che serve a difendere il 2-1 finale.

Ora arriva il Livorno a Marassi, ripresosi proprio oggi con una vittoria contro il Crotone. Nell'attesa della partita che si giocherà venerdì prossimo a Genova, godiamoci la ritrovata serenità tecnica e speriamo che possa proseguire. Non mi sembra vero che siamo tornati a vincere, a voi? Godiamocela un po', speriamo di andare avanti così.



Nicola Pozzi, 25 anni, al settimo sigillo stagionale oggi nella vittoria a Padova.

06 gennaio 2012

Ricomincio da capo.

Ve lo ricordate quel film di Bill Murray, "Ricomincio da capo"? Parla di questo metereologo, Phil Connors, che si reca in una piccola città della Pennsylvania, per fare un servizio sul Giorno della Marmotta; qui rimane però - stranamente - intrappolato in un circolo temporale vizioso, in cui si sveglia ogni giorno alle sei del mattino dalla stessa canzone alla radio e trascorre sempre la stessa giornata. All'inizio ne approfitta per fare le cose più disparate (guadagnare soldi, darsi alla pazza gioia, etc.), ma alla fine ne risulta infastidito e comincia a cercare un modo per tornare a far sì che il tempo scorra anche per lui.
Senza usare troppi spoiler, sembra quasi che il tifoso della Samp sia intrappolato nello stesso circolo vizioso: ti svegli, magari accendi il computer, leggi qualche notizia sulla nostra benamata e puoi trovare più o meno sempre le stesse cose, come qualche voce di mercato su giocatori che non servono alla causa, le voci che si rincorrono sulla cessione di qualcuno d'importante o che - aspetto più grave e che molti si dimenticano di differenziare dal primo - sta giocando bene, Sensibile che afferma di sentire la prossima partita come la partita più importante dall'inizio dell'esistenza dell'universo e così via dicendo. Il problema è che Bill Murray trova una maniera per uscirne; noi non sembriamo altrettanto bravi o, sopratutto, fortunati.

Anche oggi, la Samp ha dato la sensazione di trovarsi nella stessa situazione di sempre, anzi forse pure peggiore: nel 2011 mi ero lamentato di una piccola componente di sfiga che, insieme alle grandi colpe societarie/dirigenziali, tecniche e motivazionali, aveva condizionato in minima parte, rendendolo ancora più sadicamente insopportabile da digerire (su tutti: il gol di uno sconosciuto argentino al 92' nel derby nel quale ti dovresti salvare). Nel 2012 sembra essere cambiato effettivamente qualcosa: non ti puoi appellare più neanche a quella. Oggi il Varese, se avesse vinto tre o quattro a zero, non avrebbe rubato assolutamente nulla: allenatore giusto per la B, squadra corta e con trame di gioco semplicissime, due-tre giocatori molto interessanti (Kurtic, Carrozza ma sopratutto questo Corti, che ricordava un Pizarro meno tecnico e più lavoratore) ed eccola là che siamo da capo. Di nuovo a soffrire, anche perché ormai - da un mesetto a questa parte - chi viene a Marassi ha capito che è inutile chiudersi dietro la linea di metà campo: la Juve Stabia per poco non vince anch'essa ed oggi i lombardi hanno portato a casa i tre punti.

Possiamo piangere su tutte le inadempienze della proprietà, ma - guardando unicamente la partita odierna - è difficile non puntare il dito contro Iachini: mai vista tanta approssimazione e paura in una formazione della Samp in 16 anni che la tifo. Padalino interno di centrocampo era qualcosa che i miei occhi, ma sopratutto il mio cervello non avrebbero mai potuto immaginare; Bertani stra-confermato nonostante non segni da 3 mesi; Juan Antonio messo seconda punta, quando è invece un trequartista; Palombo e Bentivoglio in campo nonostante non siano presentabili da diverso tempo.
Il primo tempo è riuscito ad essere forse il peggiore in tanti anni di passione verso questa maglia: neanche un tiro in porta, Varese dominatore nei primi 25' del 1°T e noi in bambola manco fossimo davanti al Real Madrid. Nel secondo tempo, con l'ingresso di Pozzi e Kristicic, la squadra s'è leggermente raddrizzata, ma il Varese nel finale ha spinto e ha trovato - aggiungo (purtroppo) meritatamente - il vantaggio con il neo-entrato Damonte su passaggio ottimo di Carrozza. L'espulsione di Koman, oltre ad essere una valutazione severa dell'arbitro (all'interno di una partita in cui non ha fischiato diversi falli di Grillo su Padalino, tanto per fare un esempio), è solo lo specchio del nervosismo che c'è nello spogliatoio e, più in generale, nella società.

Romero 6,5 | Anche oggi ha salvato la baracca finché ha potuto: nel primo tempo, il miracolo su Neto Pereira ci evita la capitolazione anticipata e poi esce in tempo per due volte su De Luca. Nel finale, sbaglia l'angolo, ma non è che gli si può rimproverare tutto.
Costa 5 | Sembra faticare un po'. Continuo a dire che è uno dei pochi con qualche briciolo di personalità, ma deve essere il Costa di inizio stagione per meritarsi il posto.
Rossini 5,5 | Prima insufficienza anche per lui, oggi un pochino in bambola, ma meglio dei suoi due compagni di reparto.
Volta 4,5 | L'esempio di come anche il buono - nella Samp di oggi - si trasformi in marcio: l'anno scorso era stato uno dei pochi salvabili, quest'anno non ne sta azzeccando una. Anche oggi Neto Pereira lo trasforma nell'ultimo degli zimbelli. Gravissima la sua involuzione.
Palombo 4,5 | Crescono le petizioni per salvare il suo posto in squadra. Diminuisce, invece, ulteriormente il suo rendimento in campo: oggi non solo sbaglia quasi tutti i lanci (cosa che in quest'anno di B ci ha fatto già vedere qualche volta), ma lo passano tutti, non fa neanche più da frangiflutti. La soluzione (almeno per ora) non è mandarlo via, ma farlo rifiatare se non è in grado.
Bentivoglio 5 | Nervosissimo, la solita partita iachiniana senza ardore, né soluzioni strabilianti. Un giocatore senza spina dorsale che non serve moltissimo a questa Samp.
Padalino 6- | Voto per l'impegno. Perché non è colpa sua se l'allenatore lo mette in una posizione a lui estranea, ma è anche vero che casca sempre a due metri dalla porta.
Rispoli 5,5 | Qualche percussione, ma non mette un cross buono neanche a pagarlo, onestamente è difficile giudicarlo un giocatore utile in queste condizioni.
Laczko 6,5 | Mentre il mondo si sforza a sostenere Castellini, l'ungherese è l'unico "decente" nel primo tempo e nella seconda frazione continua sullo stesso corso: sicuri sempre che non sia utile?
Juan Antonio 5,5 | Molto fumoso. Ha corso parecchio, ma nei due-tre palloni che si è ritrovato tra i piedi ha sbagliato il passaggio.. certo, non lo si brucerà per una partita. Sparisce misteriosamente nella ripresa.
Bertani 5- | Sulla prestazione, c'è poco da dire, simile alle ultime dieci giocate in maglia blucerchiata. Piuttosto la domanda sorge spontanea: Cristian, ma che gli fai agli allenatori? Che sia Atzori o Iachini, sempre presente, 21 presenze su 21. Mah.

Pozzi 6+ | Se non altro, la squadra sale con un centravanti di ruolo. Sempre sicuri di cederlo proprio ora?
Kristicic 6,5 | Esordio in maglia Samp, bene. Tre passaggi, con due mette quasi in porta Pozzi e Bertani. Insomma, il doppio di quelli fatti da Palombo e Bentivoglio nelle ultime tre partite.
Koman s.v. | Mai giudicato un giocatore in cinque minuti, non comincerò certo oggi.. l'espulsione finale è un po' troppo, ma fa trasparire il momento difficile di tutta la squadra.

Cosa ci aspetta quindi? A questo punto, con il girone d'andata alle spalle e 26 punti in 21 partite, qual'è il vero obiettivo? Vogliamo dircela la verità? Io non credo alla retrocessione diretta, la vedo impossibile onestamente.. ma i play-out comincio a vederli sempre più probabili. Un mese fa non gli avrei dato più del 2%, ora al 10% mi ci assesterei.. evitiamo questo "rockbottom" e ripartiamo dall'anno prossimo. Che è meglio. E come disse Bill Murray in quel famoso film: "E se non ci fosse un domani? Di certo, oggi non c'è stato..".

L'ex di turno Christian Terlizzi, 32 anni, esulta di fronte al gol decisivo di Damonte al 90'.

04 dicembre 2011

L'importanza di essere mediocri.

Ed eccoci qui, a commentare un altro pareggino, un altro brodino - stavolta benedetto, visto l'avversario che si aveva di fronte - che sa di condanna a B a vita. La Reggina, guidata da un Breda sempre in discussione (ma non se ne capisce il perché, visto come gioca bene la sua squadra), domina la partita per buoni 60 minuti, lasciando alla Samp la sfuriata iniziale: i blucerchiati, nei primi 15 minuti, creano l'equivalente delle occasioni costruite durante i 90 minuti con il Modena e poi si spengono. Ancora, per l'ennesima volta, senza capirne il perché.
E così noi tifosi rimaniamo sgomenti nel sperare che i temibilissimi Campagnacci, Ragusa, Missiroli, ma sopratutto l'ex di turno col dente avvelenato più che mai - capitan Bonazzoli - falliscano l'impossibile. Per una volta, il desiderio si realizza e portiamo a casa un punticino che sa di vittoria, viste le condizioni pietose in cui versiamo.
Che dire.. la partita di ieri mi ha fatto proprio capire che noi, della risalita in Serie A, non abbiamo nulla. Né la tecnica (assente in alcuni giocatori), né lo staff (Iachini è un altro mediocre, leggermente meglio di Atzori e Cavasin, peggio di Di Carlo), ma sopratutto non c'è la testa (quella sì assente quasi in tutti).
Del resto, difficile vincere le partite quando il tuo tecnico, invece che cambiare qualcosa visto che la squadra è nulla in campo, aspetta, aspetta, aspetta.. non si sa bene cosa, ma aspetta. Questo è un aspetto che accomuna Atzori e Iachini: non conoscono il valore delle sostituzioni. Probabile che, nel corso di Coverciano, quel giorno fossero assenti e non glielo abbiano insegnato. Il primo cambio (volontario, perché Laczko entra per Gastaldello solo per l'infortunio del numero 28) è Padalino per Dessena, con lo svizzero a giocare da terzo di centrocampo a destra, quando lui è un esterno che corre e scivola. Non so se fosse più preoccupante il fatto che Dessena è uscito solo all'80° o che è entrato Padalino per fare male in un ruolo non suo, oltretutto.
Alla voce occasioni create, un paio di tiri di Bertani, un paio di colpi di testa di Piovaccari ed un paio di incazzature su Bentivoglio che pensa di essere Messi e potersi dribblare tutti, invece di tirare subito.

Ora? Ora arriva la Juve Stabia, una squadra che giochicchia bene e che, sopratutto, ha fatto 28 punti. Nonostante la penalizzazione, la neo-promossa di Castellamare ci è davanti: ecco, forse questo è un dato sul quale riflettere, insieme al -9 dalla promozione diretta.. comunque, le Vespe saranno una bella gatta da pelare nel prossimo anticipo del 9 Dicembre e questa Samp sembra tutto, meno che preparata alle gatte da pelare. Per informazioni, chiedere a Vicenza e Modena che se ne sono andati con 3 o 1 punto da Marassi.