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10 giugno 2012

C'è spazio sul carro? (Grazie, ragazzi).

"Non succede, ma se succede.." è un famoso mantra nel calcio italiano. Lo tirò fuori la Roma quando, nella speranza di coronare la rincorsa all'Inter per lo scudetto del 2010, si stava avvicinando velocemente ai nerazzurri. Oggi lo tiro fuori io, perché qualunque sampdoriano medio lo deve aver applicato da quando i play-off si sono cominciati ad intravedere e la squadra sembrava abbastanza solida da poter lottare per l'ultimo posto nella massima categoria in quest'appendice del lunghissimo campionato di Serie Bwin. La differenza? Qui è successo. La Samp sbanca legittimamente il "Franco Ossola" di Varese con un gol di Pozzi nel recupero del secondo tempo e raggiunge l'agognata Serie A, dopo una rincorsa estenuante e tanta, tantissima sofferenza. Ma vediamo meglio nel dettaglio questa sfida.

La Samp non ha assenze, se non quella di Romero: il portiere argentino è ripartito per disputare un'amichevole con il Brasile e, perciò, al suo posto c'è Da Costa, già importante in questi play-off. Inoltre, Iachini decide di cautelarsi con l'ingresso di Soriano al posto di uno dei due fantasisti, mandando addirittura Juan Antonio in tribuna. Una mossa che si rivelerà vincente, dato che il compito di Soriano sarà quello di asfissiare Kurtic, punto di riferimento di questo Varese. I padroni di casa, invece, cambiano qualcosa causa assenze e squalifiche: fuori Zecchin e Troest squalificati, dentro dall'inizio Nadarevic e Pucino. In più, davanti De Luca lascia spazio al "Diablo" Granoche, che fa coppia con Neto Pereira.
Il Varese tiene in mano il pallino del gioco, ma la mossa di Iachini (Soriano su Kurtic) sembra limitare le idee dei varesini, che comunque fanno la partita, con la Samp ad aspettare i padroni di casa. Al 17' la prima occasione: calcio d'angolo, spizzata di Pucino e Cacciatore non c'arriva per un soffio. Al 22', è Rivas a saltare Rispoli e spara a lato da distanza ravvicinata, così come al 26' Nadarevic lo imita da fuori area. Poi, il Varese ha la più grande occasione di tutta la partita al 29': punizione battuta da Kurtic, colpo di testa da Cacciatore che serve Neto Pereira. Il numero 10 biancorosso controlla, si gira e scocca una botta che colpisce la traversa, con Da Costa sostanzialmente battuto. Il Varese finisce qui la sua pressione ed inizia una partita confusa, in cui non riesce ad organizzare contrattacchi adeguati.
E qui, invece, inizia la partita della Samp, che costruisce la palla gol più importante di tutta la prima frazione: Munari s'inserisce a destra, mette in mezzo per Pozzi, che colpisce di testa e trova la respinta di Pucino a pochi metri dalla linea; a quel punto, Soriano raccoglie la spinta e spara il destro che Terlizzi respinge sulla linea. Clamorosa occasione sprecata dai blucerchiati. Che spingono ancora, con un colpo di testa di Munari di poco a lato ed una punizione di Renan dai 30 metri, che Bressan può solo respingere. Si chiude così il primo tempo sullo 0-0.
All'inizio della ripresa, il Varese tiene ancora il pallino, ma ha esaurito la sua spinta propulsiva e Kurtic non riesce a liberarsi della marcatura soffocante di Soriano, determinato a limitarlo. E' Rispoli al 54', con un gran tiro dalla distanza, a sfiorare il palo più lontano della porta di Bressan; poco dopo, è invece Eder a rubare palla ad un Terlizzi non nella migliore condizione fisica ed a sfiorare il gol dell'1-0, prima di essere fermato dallo stesso ex-sampdoriano. A questo punto, comincia uno sterile assalto del Varese, determinato a recuperare il passivo senza però avere grossa razionalità nel farlo. Entrano Pellé e Laczko nella Samp per Eder e Munari, escono Pucino, Granoche e Neto Pereira per De Luca, Plasmati e Martinetti. Il Varese mette su un attacco a tre punte più la presenza di Rivas e Nadarevic, non ottenendo però grossi risultati.
Il brivido finale lo regala Plasmati all'87' quando, su un cross dalla trequarti di Nadarevic, è solo in area ma colpisce malissimo di testa il pallone, indirizzandolo verso il fondo del campo. E' l'ultima occasione che il Varese ha per andare in A. Poi, arriva la mazzata finale: Rispoli recupera un pallone fondamentale e s'invola senza sosta verso l'area avversaria. Il terzino destra vede Pozzi che accorre e lo serve, permettendogli così di battere Bressan e firmare l'1-0 definitivo. Pozzi non ci crede, probabilmente neanche noi. Un gol che vuol dire Serie A. Grande merito va dato anche a Soriano, abile ad attrarre la difesa varesina su di lui.
Al triplice fischio finale, la festa parte: una festa meritata per la lunga rincorsa fatta, condita da parecchia fortuna, sopratutto nella gara di ritorno con il Sassuolo, ma che certamente ha fatto felici molti. Grandissima festa a piazza Kennedy ed in tutta Genova per il ritorno in Serie A, festeggiato anche dai giocatori sia allo stadio Franco Ossola, sia al ritorno a Genova su palco a Piazza Kennedy. FANTASTICI!
Chiudo con una piccola curiosità: è la prima volta che la terza classificata in campionato non sale attraverso i play-off. Complimenti anche al Varese, buona squadra: auguro loro miglior fortuna per l'anno prossimo.

Da Costa 6 | Non deve fare grossi interventi e sul tiro di Neto Pereira sulla traversa.. beh, anche lì non si poteva fare molto.
Rispoli 7.5 | Il migliore. Durante il primo tempo, soffre un po' Nadarevic. Nella ripresa, tira fuori il meglio del repertorio, con una corsa finale che si corona nel gol di Pozzi per la risalita in Serie A. Ha avuto un finale di stagione molto buono.
Gastaldello & Rossini 6.5 | Non soffrono particolarmente Neto Pereira, salvo che nell'occasione della traversa. Granoche, De Luca, Martinelli e Plasmati non li scomodano troppo.
Costa 6 | Rivas è pericoloso, ma fa il suo.
Obiang 6.5 | Mette ordine nella confusione varesina che regna in campo.
Renan 6 | Ci prova da lontano: per il resto, il solito lavoro di recuperatore di palloni.
Munari 6 | Leggermente meglio rispetto all'andata, si vede nella doppia occasione del primo tempo, quando pennella un bel cross. Esce stanco e sfinito.
Soriano 7 | Senza la fuga finale, la palma di "man of the match" sarebbe andata a lui, poiché svolge un compito fondamentale nel limitare Kurtic, centro del gioco varesino. Che difatti risulta meno efficace del solito proprio per questo motivo.
Eder 6.5 | Si sbatte come al solito e mette in difficoltà i lenti difensori varesini.
Pozzi 7 | Partita da sufficienza fino al gol che regala la A alla Samp. 20 gol quest'anno, ormai è esploso: speriamo si ripeta in Serie A.

Pellé 5.5 | Entra per un Eder acciaccato e si limita a prendere tante botte. Purtroppo, a mio modo di vedere, sta anche troppo per terra: come direbbero a Roma, "fracico".
Laczko 6 | Nel finale permette a Iachini di fare un 3-5-2 con lui e Rispoli esterni. Fa il suo compitino.
Foggia s.v. | Gli metteremmo otto solo per come scherza con Iachini in panchina, ma entra negli ultimi tre minuti per Pozzi e sgambetta felice.

Un voto lo vorrei dare anche alla panchina e a Iachini: ad entrambi, darei un 10. Ai primi per come hanno vissuto la partita da bordo campo: sono stato stupito di come ragazzi come Volta, Fiorillo, Foggia ma sopratutto Semioli hanno vissuto con partecipiazione questi 90 minuti. Al secondo perché ha preparato una gara perfetta, dopo che a Marassi avevamo sofferto come cani contro un Varese ben organizzato e preparato da Maran in maniera egregia.

Bellissima la festa già allo stadio, in cui l'immagine di Pozzi commosso ha fatto piangere anche me. Ringrazio personalmente Nick perché nessuno credeva in lui ad inizio anno. Ed invece ha saputo far ricredere tutti.

Ringrazio anche Sensibile: evidentemente la sua uscita sul carro ha funzionato e ha avuto ragione lui.

E ora? Ora ci attende la festa, un riposo meritato. Poi ricominceremo a parlare di mercato e di quello che verrà con quel paradiso chiamato Serie A, il posto in cui meritiamo di essere. Il posto in cui siamo tornati A casa!

Grazie di avermi seguito in questa stagione, spero che ci sarà seguito anche maggiore nella prossima. A presto!

Nicola Pozzi, 25 anni, segna il gol decisivo per il ritorno in Serie A al 91'.

06 giugno 2012

Non fatemi scendere.

S'era detto che sarebbe stato difficile. Arduo, certo. Ma così palpitante no: la Samp batte il Varese 3-2 nell'andata delle finali play-off per decretare l'ultima squadra che salirà in Serie A. Lo fa soffrendo, giocando anche male, ma portando a casa tre gol che la avvicinano all'obiettivo che ha rincorso finora.

La Samp parte con le novità Romero e Foggia in campo al posto del fin qui straordinario Da Costa e di un Juan Antonio stremato dopo i 90' del Braglia. Per il resto tutti confermati. Al Varese, invece, manca Terlizzi per un infortunio durante il riscaldamento e così il suo posto lo prende Camisa; gli altri sono tutti in campo, compreso i De Luca ed i Kurtic che tanto ci hanno fatto patire nelle due sfide di regular season.
La partita assume subito una certa impostazione tattica: il Varese pressa i padroni di casa con grande veemenza e la Samp può solo difendersi con lanci lunghi ed un gioco casuale che ha ben poco di una compagine che vorrebbe tentare il grande salto. Ma il Varese, nonostante il pressing, non crea molto e probabilmente è qui l'intera pecca della squadra biancorossa durante tutta la partita: crea numerosi grattacapi, fa perdere molti palloni all'avversario, ma poi non li trasforma in una qualche occasione da gol.
Difatti è la Samp a sfiorare il vantaggio, prima con una punizione di Eder deviata dalla barriera e alta di poco, poi con Grillo che salva all'ultimo sullo stesso brasiliano. E' il preludio all'inaspettato vantaggio: calcio d'angolo di Renan, Gastaldello è lasciato solo da Camisa ed il capitano blucerchiato può firmare l'1-0. Inutile dire che il calcio è strano: il Varese stava giocando meglio, ma è la Samp a passare, grazie ad una concretezza spietata.
Purtroppo, la concretezza della Samp non è seguita da altrettanta concentrazione. Pochi minuti dopo, è il Varese a trovare subito l'1-1: bella palla di De Luca per l'accorrente Rivas, che semina il panico in area e spara un destro sul secondo palo che Romero non può neanche toccare. Il pareggio rimette il Varese in tranquillità e gli permette di giocare come meglio vuole, aspettando e facendo molto pressing. I varesini sembrano contenti così, anche se nel finale soffrono per un colpo di testa di Costa che sbatte su Foggia, giocando così quasi a favore degli avversari. Un tiro di Kurtic da 30 metri - accompagnato da una presa plastica di Romero - chiude il primo tempo.
Nella ripresa, la musica cambia subito: la Samp ritrova il vantaggio immediatamente, con il suo bomber. Obiang semina Corti a centrocampo e poi serve Pozzi, il quale deve aspettare l'errore di Troest e poi depositare in rete per il 2-1, battendo Bressan. Gradianata Sud in delirio e doriani nuovamente vicini alla massima serie. Non si è fatto i conti però con la poca attenzione dello schieramento blucerchiato: in un momento di stanca, è di nuovo il Varese a pareggiare. Grande intervento di Gastaldello, poi Corti serve Zecchin, che trova in mezzo un De Luca lasciato colpevolmente solo da Munari, reo di non aver fatto la diagonale. 2-2: una disdetta.
E' difficile trovare le motivazioni in questi momenti. Iachini prova a cercarle con due cambi: dentro Soriano per uno stanco Munari, fuori un Foggia inesistente per un Juan Antonio in cerca di conferme. Ma entrambi non creano grandi cambiamenti. Soriano, al massimo, fa inveire i tifosi quando spara alto da buona posizione. Insomma, non sembra esserci molta più benzina.
Ma la Samp trova l'ennesimo episodio della partita: la fotocopiatrice del gol entra in azione e Gastaldello segna di nuovo di testa su l'ennesimo calcio d'angolo battuto da Renan. Il capitano fa più gol in una partita che nell'ultimo anno giocato: incredibile, a dir poco fantastico. A quel punto, il Varese non ne ha più e non crea niente di meglio che un sinistro di Nadarevic alto sopra la traversa. Subentra anche il nervosismo, con Zecchin e Camisa vicini all'espulsione. Ma va bene così: la Samp andrà all'Ossola con un vantaggio di un gol. Poco, ma - se gestito bene - sarà importantissimo.

Romero 6 | Non deve sbrigliare matasse complicate. Certo, continua a non sembrarmi smagliante, ma sui due gol non poteva fare molto.
Rispoli 5 | Con Rivas vede le streghe e davanti non pare molto inserito.
Gastaldello 8 | Apparte un buon lavoro difensivo, i due gol sono di un'importanza spaventosa: vedremo quanto sarà fondamentale la sua prestazione di stasera nell'economia dei play-off.
Rossini 7 | Neto Pereira non gli crea particolari apprensioni. Se non marca De Luca sul 2-2, è perché deve coprire un buco di Costa su Zecchin.
Costa 5.5 | Serata non perfetta neanche per lui: sul 2-2 lascia una voragine. Però, se avesse segnato sul finire del primo tempo..
Obiang 7.5 | Altro mostro. Un ragazzo che sta crescendo a vista d'occhio: guardate ciò che fa sul 2-1. Da manuale del calcio.
Renan 7 | Sarebbe una serata da sufficienza stiracchiata, ma i due assist sulla testa del capitano pesano eccome.
Munari 6 | Partita non eccezionale. Inizia con un buon dinamismo, ma si perde presto, inghiottito com'è fra Rivas e Kurtic.
Foggia 4.5 | Il peggiore senza se e senza ma. Sembra un pesce fuor d'acqua e, quando gioca così, è addirittura un peso. Spiace dirlo perché la sua stagione è sostanzialmente più che sufficiente, ma non è d'aiuto così.
Eder 6 | Non il solito Eder. Giusto così, perché pure lui dovrà soffrire un po' di stanchezza. Ma si butta un po' troppo e non porta a termine tutto ciò per cui sgobba. L'unico lampo corrisponde alle squalifiche che procura a Troest e Zecchin per la gara di ritorno.
Pozzi 6.5 | Anche lui non eccezionale: ma intanto butta dentro il 19° gol stagionale.

Soriano 5.5 | Malino, eh. Il ragazzo non convince più di tanto.
Juan Antonio 5 | Certi controlli di palla lasciano sgomenti di fronte poi alle grandi capacità di sgroppata che dimostra: passa il tempo e pare sempre più un po' troppo grezzo per il gioco di Iachini.
Pellé 6 | Prende tante botte e, nel finale, va più che bene.

Aggiungo una cosa: complimenti al Varese. E' veramente una buona squadra: se mi permettete, ricorda la Samp novellinana del 2004/2005. Squadra compatta, 4-4-1-1 o 4-4-2 a seconda della fase d'attacco o di difesa, giocatori preparati. Su tutti segnalo Kurtic e Corti, che non mi dispiacerebbero con la maglia blucerchiata indosso. De Luca è un bravo giovane che farà strada e, probabilmente, sarà oggetto di mercato quest'estate.

E adesso? Adesso si va all'Ossola, cercando di mettere quell'ultimo mattoncino di un miracolo che sembrava impossibile qualche mese fa. Eravamo a 10 punti dai play-off: ora siamo addirittura in vantaggio negli scontri diretti della finale. E' una girandola di sentimenti, un'altalena di emozioni. Se va così bene anche sabato, vi prego, non fatemi scendere!

Daniele Gastaldello, 28 anni, segna l'1-0, festeggiato da Eder, 25,  e Nicola Pozzi, 25.

30 maggio 2012

Oltre il dolore.

E' difficile scrivere in queste ore. Non nego che lo sia, visto tutto quello che è accaduto in Emilia in questi giorni, con il terremoto che ha sconvolto gli ultimi giorni di quella regione. E magari lo è ancora di più dato che abbiamo appena finito di giocare contro una squadra che è di quelle parti. Ma voglio provarci. Magari senza il solito entusiasmo e con un pensiero rivolto alle vittime, ma ci provo.
La Samp batte il 2-1 il Sassuolo nell'andata delle semifinali dei play-off, valide per l'ultimo posto da assegnare nella stagione 2012/2013: lo fa meritatamente, con un buon piglio e la capacità di riprendersi dall'iniziale svantaggio.

Chiaro che - rispetto a Varese - la formazione titolare sia ripristinata in tutti i suoi effetti. Per i blucerchiati, non ci sono né squalifiche, né infortuni; mancano però Romero, Laczko e Kristicic, unitisi alle rispettive nazionali per impegni amichevoli ed ufficiali. Il Sassuolo si schiera nella formazione tipo, lasciando Troianello in panchina ed il 3-5-1-1 a far faticare gli avversari.
La Samp non parte certo con l'approccio giusto: al 3', Valeri va vicinissimo al gol su cross deviato di Gazzola, sparando alto di testa da pochi metri. Pian piano, la Samp prende il pallino del gioco in mano, per non lasciarlo più: il problema è che non crea molto da questa sterile superiorità. Un tiro alto di Pozzi ed un missile di Renan a lato è il massimo che la Samp crea nei primi 20'.
Dopo una punizione di Eder di poco a lato, avviene però il fattaccio: lancio di Valeri per Boayke, che supera Gastaldello in velocità e costringe Da Costa all'uscita. Il brasiliano sposta leggermente (ma in maniera più che visibile) il talento scuola Genoa e l'arbitro non può far altro che fischiare il rigore ed ammonire Da Costa. Una mazzata. Un errore in un momento che più sbagliato non si poteva. Proteste a non finire, ammonizione pure per Foggia, ma il rigore c'è.. anche se Boayke poteva evitarsi una sceneggiata da attore quand'era a terra.
La fortuna è che Da Costa ha voglia di rimediare: difatti, il portierone blucerchiato para il rigore di Sansone di fronte ad una Gradinata Sud impazzita. Ma, tempo due minuti, la frittata arriva comunque: angolo del sempre presente Sansone e testa di Missiroli, con Da Costa che viene disturbato da Pozzi. Ed allora il vantaggio per gli emiliani è cosa fatta. 1-0 e gelo.
Allora, la Samp rispinge a testa bassa: al 37', tiro di Eder parato da Pomini; al 40', un'occasione clamorosa, con Pozzi e Gastaldello che mancano il tap-in a due metri dalla linea, dopo un tiro sporco di Rispoli. Infine Eder, dopo una bell'uno-due con Pozzi, tira fuori.
La partita sembra destinata a concludersi così nel primo tempo. Ma il Sassuolo non ha fatto i conti con Eder, che punisce un'imprecisione di Pomini e Piccioni e pareggia i conti con un colpo di testa fortunoso. 1-1 e tutti al riposo.
Nella ripresa, la musica è decisamente a favore dei blucerchiati, che schiacciano il Sassuolo nella sua metà campo. Costa colpisce la traversa con un cross casuale, ma è solo il prologo al vantaggio: Eder fugge a Cofie sulla destra, cross in mezzo e Pozzi è un falco, che uccella Terranova e porta in vantaggio i blucerchiati. Marassi IMPAZZITO.
Un terzo gol non farebbe schifo e così la Samp riprende a spingere. Il peccato è che non arriverà. Prima Obiang costringe al miracolo Pomini su un tiro da fuori area, poi Juan Antonio si prende diversi insulti. Dal pubblico, per un tiro sprecato malamente in area di rigore, e da Pozzi, dato che il numero 9 era solo e pronto per essere servito.
Il Sassuolo è tutto in un tiro di Sansone ed un altro del neo-entrato Troianello, entrambi centrali e senza problemi per Da Costa; i blucerchiati tentano fino alla fine per il 3-1, ma né Renan, né ancora Juan Antonio riescono nell'obiettivo.
A Modena si andrà con un vantaggio risicato. Sarà da gestire con calma e sangue freddo. Piccolo rimprovero a Iachini: tra tre giorni, c'è il ritorno. Un qualche cambio per far rifiatare tutti sarebbe stato gradito.

Da Costa 7 | Il voto sarebbe stato più alto senza il rigore causato. Ma oggi prendiamolo per quello che è, il salvatore della patria.
Rispoli 6 | Difensivamente non soffre Longhi, sale anche spesso.. ma pochi cross. Pochi, pochi.
Gastaldello 6 | Il capitano soffre un po' Boayke: il rigore ne è la dimostrazione.
Rossini 7 | Lui, il soldato Johnny, di problemi non ne ha. Sansone non lo impensierisce e fa un paio di interventi importanti quando la partita è ancora in bilico.
Costa 6 | Anche qui il voto sarebbe più alto. Ma Missiroli chi lo marcava sul corner? Non lo sappiamo. Lui di certo se l'è perso in area.
Obiang 7.5 | Un mostro. Oggi ha sovrastato Cofie.
Renan 6 | Nel primo tempo, è inesistente. Sembra più dannoso che utile. Meno male che nel secondo si sveglia e fornisce un qualche aiuto alla squadra.
Munari 6.5 | La solita partita: tanto dinamismo, sovrapposizioni e supporto alle punte.
Foggia 5 | Decisamente il peggiore. Non ne azzecca una e sembra persino seccato quando viene cambiato. Non ne avrebbe motivo.
Eder 7.5 | Gran partita la sua. Il gol è fortunoso, ma è l'unico a crederci nel primo tempo. Nel secondo, fornisce l'assist a Pozzi per la rete del 2-1.
Pozzi 7 | Quante se ne erano sentite sul suo conto: "Non farà neanche 10 gol in B", "Si rompe sempre, a che serve?!", "Non ha segnato finora, mica esplode adesso!". Dopo 45 partite stagionali, mi sento più che soddisfatto: il gol del 2-1 è da centravanti vero.

Juan Antonio 5.5 | Tanta volontà, qualche bel dribbling.. ma quell'errore sotto porta speriamo di non dovercelo ricordare.
Pellé s.v. | Entra per mettere centimetri e dare fiato a Eder.

Adesso tutti a Modena (o dove si giocherà la gara di ritorno, non si hanno certezze a riguardo). Spero vivamente che non si butti via tutta la fatica spesa oggi per questo prezioso risultato.

Un'altra piccola appendice finale, però, la voglio fare. Sono fiero di esser tifoso della Samp per migliaia di motivi: per le emozioni che mi dà, per la sua storia, per i suoi colori magici, per i giocatori che hanno vestito questa maglia e per i sogni che ho vissuto da quando la tifo, dalla tenera età di 6 anni. Oggi ho un motivo in più per essere fiero di questi colori: la Gradinata Sud. Non fraintendetemi, la magica curva sampdoriana è sempre stato un altro motivo di vanto, perché c'è sempre e non ti abbandona mai, neanche quando retrocedi dopo un anno terribile o esci dalla porta di servizio dei tuoi sogni quando ci sei ormai arrivato. Però, nel pre-partita, la Gradinata ha saputo dare una lezione di stile invidiabile. Non è bastato essere vicini alle vittime dell'alluvione dell'inverno scorso. Non è bastato raccogliere oggi fondi per la causa di Giovanna, una sfortunata tifosa sampdoriana, costretta a casa da una grave malattia.
No, la Sud ha fatto di più: nei primi cinque minuti di partita, non ha cantato un coro. E' rimasta in silenzio per far sentire la propria vicinanza alle vittime del sisma d'Emilia. In un calcio che si ferma mai, c'è una voce diversa che si può udire: è il silenzio, quello rispettoso dei supporters blucerchiati. Speriamo si sia sentito anche a Modena e dintorni.

Samp in festa dopo il vantaggio firmato da Nicola Pozzi, 25 anni.

12 maggio 2012

Il mio secondo tempo.

Cantava Max Pezzali che c'era un secondo tempo, che voleva goderselo, perché sperava tanto che fosse splendido. Sullo "splendido" ci sentiamo di dissentire, ma sicuramente i tifosi sampdoriani segneranno come decisiva questa giornata sul calendario che segna la rincorsa ai playoff. La Samp vince con un uomo in meno a Castellamare di Stabia per 2-1, contro una squadra che ha giocato molto bene e ha ulteriormente dimostrato perché merita di stare in B. E lo fa con il nuovo "hombre del partido", il giovanissimo Mauro Icardi. Certo, non si era messa bene all'inizio: vediamo perché.

La Samp attraversa un gran momento sul campo da gioco. Meno fuori: durante il riscaldamento si fanno male addirittura in due. Neanche due qualunque: capitan Gastaldello e Eder non vanno neanche in panchina e in campo scendono il pericolante Volta e Fornaroli, che scala velocemente le gerarchie, vista anche l'auto-sospensione di Bertani per il calcioscommesse. La Juve Stabia, invece, si copre, lasciando Erpen e Di Tacchio in panchina e mettendo in campo Scozzarella e Maury. Se ci mettiamo poi che mancano anche gli infortunati Romero e Pozzi, più Renan squalificato, il quadro è tragico in un punto cruciale del campionato come questo.
Mettiamoci anche che la Juve Stabia parte a bomba, segnando dopo 27 secondi (!) con Zito, e la frittata è completa: respinta di Volta, la rimettono in mezzo, il numero 6 si scorda di salire con il resto della difesa e lascia Zito in gioco, che sbaglia una prima volta, ma sulla seconda non ha pietà. Piccole le colpe di Da Costa, che su un tiro da due metri poteva fare ben poco. Una mazzata decisamente pesante su una squadra già condizionata dalle assenze.
In più, le vespe non hanno intenzione di fermarsi: Sau è l'incubo della difesa sampdoriana, mentre Falcinelli coglie il palo pochi minuti dopo su un tiro deviatogli da Costa. Insomma, la Samp non sembra esserci. A mancare sembra essere sopratutto il gioco di costruzione a centrocampo: Foggia, Soriano e Munari sembrano in vacanza anticipata, giocando un primo tempo da tribuna istantanea. E non può essere il solo Obiang a reggere la baracca. Dietro si balla, davanti Fornaroli e Pellé fanno ciò che possono. Intanto, le vespe fanno paura a Da Costa, con un gran destro di Mezavilla che esce di poco. Poi è il numero 19 doriano a creare una delle due uniche occasioni del primo tempo: tacco smarcante per Foggia, che controlla e spara alto sopra la porta di Seculin un tiraccio, seguito nell'esempio poco dopo da Fornaroli stesso. Solo nel finale la Samp crea qualcosa di serio: discesa di Munari, cross in mezzo per Pellé, che però spara addosso al capitano avversario Maury. Finisce così un primo tempo tremendo.

Nella ripresa, Iachini non effettua cambi: il tecnico sembra non accorgersi dei guai che passa la squadra. Ma dopo una buona occasione per Sau, arriva a sorpresa il pareggio, portato a termine dai due peggiori in campo fino a quel momento: punizione di Foggia che va a sbattere sulla traversa, Colombi vola a terra ed il tap-in vincente è di Gianni Munari, al primo gol blucerchiato. Un gol che sa di salvezza. Nel momento peggiore, è arrivata la svolta.
Non che la Samp non continui a soffrire, ma la partita sembra essere più equilibrata, anche perché la Juve Stabia sembra aver finito la spinta continua del primo tempo e la Samp ha 45' da farsi perdonare. I gialloblu rischiano di segnare ancora con Sau, mentre Zito s'infortuna dopo uno scontro di gioco con Rispoli, che si fa oltretutto ammonire; la Samp va due volte vicino al gol, prima con Fornaroli, poi ancora con Foggia.
E qui arriva l'altra svolta, stavolta negativa: Pellé, già ammonito nel primo tempo per proteste, tocca volontariamente il pallone con la mano e si fa espellere. Una bravata da non far passar liscia, spero che la società si faccia sentire. Samp in 10 e con Fornaroli (in teoria, una seconda punta) unico terminale offensivo: situazione tremenda. A complicarla, sembra voler aiutare Volta, che prima si fa uccellare da Sau, poi - una volta che Da Costa ha salvato la porta - regala il pallone al velocissimo Erpen, costringendo il portiere sampdoriano ad un altro miracolo. Roba da brividi.
Lì la Juve Stabia si spegne. E la Samp gira la partita con i cambi: dentro Kristicic per il peggior Munari stagionale, fuori Fornaroli stanchissimo per il rampante Maurito Icardi, centravanti della primavera blucerchiata. Prima Icardi ha un'occasione d'oro su passaggio straordinario di Obiang, ma viene murato da Scognamiglio; poi la Samp costruisce una palla-gol come Cristo comanda. Uno-due perfetto tra Costa e Krsticic, il numero 3 mette dentro un cross basso sul quale Icardi è prontissimo ed uccella Colombi: l'apoteosi. Posso solo immaginare la goduria dei tifosi sampdoriani e, in particolare, di quelli presenti al Menti di Castellamare.
La Juve Stabia prova la carta dei lanci lunghi nel finale, ma c'è poco da fare: vittoria che sa letteralmente d'impresa!
Aggiungo una piccola appendice: alla Samp potrebbe anche mancare un rigore per un calcio in faccia di Maury su Fornaroli durante il primo tempo. Piccola notazione rispetto ai grandi avvenimenti della partita, ma bisognava segnalarlo per correttezza. Probabilmente se la Juve Stabia avesse pareggiato o addirittura vinto, non avrebbe rubato niente. Ma una squadra che vuole andare ai playoff DEVE fare queste imprese.

Da Costa 6.5 | Impreciso sul primo tiro di Zito, mette una pezza colossale sul doppio tentativo stabiese Sau-Erpen.
Rispoli 5.5 | Media precisa tra una buona fase offensiva (sopratutto nella prima frazione) ed una fase difensiva in cui vede le streghe per merito di Zito.
Volta 4 | Direi il peggiore se guardiamo il campo e basta. Lascia in gioco Zito per l'1-0 e Sau lo "mata" come all'andata. Campionato tremendo il suo.
Rossini 6.5 | Johnny, il soldato buono, non tradisce mai.
Costa 6 | Mezzo voto in più per l'assist a Icardi. Ed è sceso solo una volta.. pensate cosa poteva fare se avesse osato di più.
Obiang 7.5 | Decisamente il migliore: altra partita da mostro, abbiamo un piccolo Vieira in casa.
Munari 5.5 | Evita l'insufficienza grave solo per il gol, ma è la sua peggior partita stagionale.
Soriano 5 | Male, male. Corre per il campo senza saperne il perché.
Foggia 5.5 | Anche qui media: tra un primo tempo offensivo per chi veste il blucerchiato ed un secondo nel quale fa quel che può con le energie residue che gli rimangono. Mezzo gol di Munari è suo. Ammonito per proteste, mi chiedo chi abbia avuto l'idea di dargli la fascia di capitano.
Fornaroli 6 | Quando si parla di Fornaroli, tocca sempre contestualizzare. Per essere un ragazzo che non gioca una partita intera da Novembre, ha giocato anche troppo bene. Sponde, qualche dribbling, qualche errore, un paio di tiri vicini al gol: va bene così.
Pellé 4 | Spiace dirlo, ma è stato un asino. Non ci si fa ammonire due volte in maniera così stupida normalmente, figuriamoci mentre sei in lotta per i playoff. La società faccia qualcosa.

Kristicic 6.5 | La differenza tra lui e qualunque centrocampista di movimento è stata tremenda: entra in partita alla grande, mi chiedo perché non giochi.
Icardi 7 | El hombre del partido. Prima presenza, primo gol: meglio di così non poteva andare. Speriamo di rivederlo anche più avanti.
Laczko s.v. | Fa il suo nelle mischie finali.

Chiaro che quella di oggi è una giornata fondamentale: una vittoria, ottenuta così, fa paura alle avversarie e fornisce ulteriore sicurezza. Grazie, ragazzi! Ora attendiamo il Pescara dello spettacolo e di Zeman: pronti alla battaglia, ovviamente. Una vittoria potrebbe aprire la porta dei playoff.


Gianni Munari, 28 anni, esulta con Fornaroli dopo il pareggio sul campo della Juve Stabia.


07 maggio 2012

Dai Pazzi ai Pozzi.

Facile il paragone, ma Nicola Pozzi rischia seriamente d'esser esploso. Come successe qualche anno fa a Giampaolo Pazzini. Lo conferma la grande partita del numero 9 doriano contro la Reggina, in un 3-1 casalingo che avvicina la Samp alle zone nobili della classifica, in attesa che il Padova stasera scenda il campo a Torino. Chiaramente, tutti speriamo che i granata facciano il loro dovere, in modo da essere a +4 sui patavini a 3 giornate dalla fine. Ma vediamo quant'è successo a Marassi ieri.

Innanzitutto chiedo scusa per il ritardo del post, ma ieri ero effettivamente a Marassi a vedere la partita. Con i miei occhi, ho visto forse la migliore Samp della stagione, con un 11 iniziale che vedeva due cambi rispetto a Modena: Juan Antonio e Volta per Foggia e lo squalificato Gastaldello. Reggina che si presentava, invece, senza capitan Bonazzoli (ex poco rimpianto) e Nicolas Viola.
Pronti, via e la Samp fa capire che sarà una giornata buona: Renan va al tiro da buona posizione, senza però centrare la porta. La pressione della Samp porta poi al vantaggio al 13° del primo tempo: cross di Eder dopo una gran discesa sulla sinistra, Pozzi tocca e Angella sporca il tiro, facendo così andare in vantaggio la Samp per 1-0. Grande esultanza e, come al solito, la Samp la sblocca quasi subito, rendendo il compito più facile contro una Reggina non esaltante.
Già, perché i calabresi non fanno molto per impensierire la Samp: solo Ceravolo prova a farsi vedere dalle parti di Da Costa, senza per altro riuscire ad impensierirlo. La Samp continua a premere: prima Juan Antonio prova a cercare il gol, con una girata respinta da Berardi; poi Munari salta alla grande Rizzato, mette in mezzo e la palla finisce a Nicola "Bum Bum" Pozzi, che ci pensa un pò e poi batte Belardi sul primo palo. Due a zero e 15° gol stagionale per il bomber blucerchiato: alla faccia di chi lo riteneva inutile alla causa.
Il primo tempo finisce qui ed il secondo non sembra cambiare il proprio canovaccio: al 2', Obiang ruba palla e scarica una botta che Berardi può solo respingere. La Samp colleziona altre due occasioni con Pozzi e Munari, finché lo stesso numero 14 doriano avvierà l'azione che chiude definitivamente i conti: gran lancio per smarcare Pozzi, che s'inventa uno dei gol dell'anno in B, con un sinistro al volo che si insacca sul secondo palo. Tripletta e grande festa: la partita è praticamente chiusa.
Il Doria stile Iachini allora si limita al giro palla e a far trascorrere i minuti. Solo due annotazioni nella parte centrale della seconda frazione: Renan si fa ammonire (un'ammonizione così stupida non può che essere volontaria) e salterà Castellamare per diffida; poi Melara infila, su cross di Rizzato, il 3-1. Finisce così la magica imbattibilità casalinga della Samp, che durava da 711' e dal gol di Paulinho in Samp-Livorno 1-1.
Nel finale, c'è spazio per un'altra occasione di Melara - stoppata da Da Costa - e per un sinistro a giro di Foggia, su cui Berardi smanaccia con mestiere.Al fischio finale, è grande festa: i play-off sembrano davvero vicini.

Da Costa 6.5 | Preparato sull'unica parata che può effettuare. Veste anche la fascia di capitano per la prima volta.
Rispoli 7.5 | Sarà che ero arrivato io allo stadio, sarà la primavera.. ma Rispoli fa un partitone e mostra tutto ciò che non ha fatto vedere nei primi 8 mesi di Samp. La migliore partita stagionale per lui.
Volta 5.5 | Si perde Melara sul gol della Reggina e non aiuta nella fase d'impostazione.
Rossini 6.5 | Preciso e attento.
Costa 6 | Ogni tanto c'è qualche svarione, si limita al compitino.
Obiang 7 | Mostro, anche ieri nel secondo tempo è salito di rendimento. L'assist per il 3-0 è suo.
Munari 7 | Il gioco di prestigio che fa prima di servire Pozzi per il 2-0 è fantastico.
Renan 6 | Mezzo voto in meno per la stupida ammonizione che gli farà saltare Castellamare.
Juan Antonio 6 | Esce dopo mezz'ora per un colpo all'occhio: apparte una girata che impensierisce Agliardi, non aveva fatto granché fino a quel momento.
Eder 6.5 | Il solito stantuffo, ci mette lo zampino nell'assist dell'1-0 per Pozzi.
Pozzi 8 | In netta crescita. Può esplodere definitivamente se gli infortuni smetteranno di frenarlo.

Foggia 6.5 | Entra e per 60' fa le cose giuste sempre. Bene così.
Pellé 6 | Serve per fare la standing-ovation a Pozzi.
Laczko s.v. | Passerella finale.

Devo ammetterlo: vedendola allo stadio, la Samp mi è sembrata la migliore stagionale. Grintosa, corta, tignosa: certo, di gioco spettacolo non se ne parla. Ma forse al tifoso medio non importa. L'importante è che siamo a 38 punti su 18 partite del girone di ritorno: un'infinità. E forse, con un bel colpo esterno a Castellamare, i play-off potrebbero arrivare. Speriamo che Sau e compagnia bella non vogliano ancora qualcosa da questo campionato, altrimenti sarà una partita dura, ma non impossibile. Almeno non per questa Samp.


Nicola Pozzi, 25 anni, festeggia il suo secondo gol con Costa e Rossini.

21 aprile 2012

Incompleti e mazziati (ciao, Moro).

Se la Samp che cerca di arrivare ai playoff è quella vista oggi, forse è meglio fare un passo indietro e rivedere i propri sogni. Di fronte alla sconfitta clamorosa del Padova di ieri e ad un Vicenza in pessima salute, ci si aspettava ben altro: invece, i blucerchiati perdono l'ennesimo treno stagionale, dimostrando di essere incapaci di sfruttare le grandi occasioni che si pongono loro. Anche l'arbitro c'ha messo del suo, ma è stato decisivo più sul piano dei nervi che del risultato. Ora Padova e Varese sono a -1, ma i lombardi giocheranno lunedì sera contro un derelitto Grosseto. Andiamo con ordine.

La Samp si presenta al Menti nel commosso ricordo di Piermario Morosini: ho saputo in settimana che era un tifoso blucerchiato e che il suo sogno era quello di giocare con la nostra beneamata. Non nego che ciò ha attirato molto di più l'attenzione da parte mia (e non solo, credo) sul dramma che questo povero ragazzo ha dovuto subire nell'atto finale della sua vita. Senza fare troppe sviolinate, speravo che oggi i ragazzi riuscissero a regalarci un successo anche per commemorare un tifoso sfortunato. Non andrà così, purtroppo.
I doriani si presentano a Vicenza con una grossa novità: Foggia dentro dal 1' dopo la buona prestazione con il Brescia, fuori Juan Antonio, che non va neanche in panchina. Anche Berardi non è tra coloro che siedono ai lati del campo, sorprendendo un po' tutti e confermando così Rispoli, che non è apparso brillante contro le rondinelle. Per il resto, tutti confermati. Il Vicenza, che ha un ruolino pessimo nell'ultimo periodo, si presenta stranamente con Abbruscato in panchina ed in campo l'apatico Baclet, che ci permetterà di tirare più di un sospiro di sollievo.

I blucerchiati iniziano la gara con un certo piglio, senza però concretizzare l'ampio possesso palla in nessuna occasione; al contrario, il Vicenza prova a creare qualcosa, ma nei primi minuti risulta essere molto bloccato e non riesce in una buona circolazione della palla. Con il passare dei minuti, la Samp non produce nulla e tende ad innervosirsi, con uno screzio abbastanza acceso tra Bianco e Eder. A questo punto, i biancorossi tentano il tutto per tutto: prima è un bel sinistro dell'ex-genoano Botta ad impegnare Romero, poi Paolucci manca l'impatto decisivo sul cross di Mustacchio ed infine Tonucci non mette paura al portiere della Samp su cross di Bianco. Quando la Samp sta soffrendo di più, arriva inaspettato il gol del vantaggio: grande giocata di Munari, cross mancino ed Eder trova - un po' a sorpresa - la prima rete con la maglia blucerchiata, con tanto di ammonizione per la maglietta tolta.
Ma quando ti sembra che la gara stia svoltando, ecco un episodio che farà ampiamente discutere: rimessa di Bianco, Baclet prova una girata impossibile e Gastaldello lo controlla appoggiandogli un braccio sulla spalla. Per il signor Cervellera, è calcio di rigore: sembra incredibile a dirsi, ma è vero. Grosse lamentele, ma ormai il danno è fatto.
Sul dischetto va lo stesso Baclet, fortunatamente, che conferma uno stato di disgrazia assoluto e permette a Romero la parata; sarà lo stesso francese, pochi minuti dopo, a sparacchiare fuori un'altra occasione clamorosa. Con il minimo sforzo, la Samp sembra riuscire a portare il massimo risultato a casa.
Nel secondo tempo, la squadra arretra il baricentro paurosamente e, apparte un bel tiro di Pozzi respinto da Frison, la Samp non creerà altre occasioni durante tutto il secondo tempo. Con l'entrata del numero 10 vicentino, la squadra veneta riesce ad alzare il baricentro e continua ad attaccare una Samp in totale confusione, in difficoltà a costruire, visto la totale assenza di Foggia. Abbruscato sfiora il gol due volte: prima è Gastaldello a salvare dopo un enorme svarione di Rossini, poi Romero respinge un tiro del bomber vicentino. 
Una pressione che la Samp non può sopportare all'infinito: infatti, arriva il gol di Gavazzi, lasciato colpevolmente solo da un Rispoli in versione horror e sul quale Romero - già infortunato - può far ben poco. 
Con Gastaldello e Romero costretti ad alzare bandiera bianca (al loro posto Volta e Da Costa), la Samp lascia campo al Vicenza e tenta più di tenere l'1-1; l'entrata di Pellé al posto di un Pozzi decente serve solo a tenere la squadra alta. La partita scorre lentamente verso la fine, con il Vicenza che ha altre due occasioni buone con Abbruscato e Gavazzi, sventate entrambe da Da Costa.

Finisce 1-1: i rimpianti sono enormi. Innanzitutto, i complimenti vanno anche al signor Cervellara, l'arbitro odierno: il rigore è di una fantasia degna di un sceneggiato thriller e, per il metro di giudizio settato attraverso quel rigore, mancano moltissimi falli alla Samp. Inoltre, c'è una svista enorme dell'assistente Cini su uno scontro di gioco tra Bianco ed Eder, che forse poteva costare il rosso ad entrambi. Rinnovo i complimenti anche a Iachini, che forse pretende di andare ai playoff giocando solo 45' a partita: se non si tiene il vantaggio, difficilmente la Samp lo riconquista, tanto che quest'eventualità si è verificata solo in Cittadella-Sampdoria durante la gestione Iachini.

Romero 7.5 | Mezzo voto in meno per il gol preso, ma capisco anche che era già infortunato e la colpa va prettamente alla gestione tecnica per averlo lasciato in campo.
Rispoli 4 | Di gran lunga il peggiore: il ragazzo dimostra ancora una volta di non avere ciò che serve, né sotto il punto di vista tecnico, né sotto il punto di vista tattico. Lo spazio che lascia a Gavazzi nell'occasione del gol è ridicolo, non si vedono neanche nei Dilettanti certi errori. Con tutto il rispetto per i dilettanti.
Gastaldello 6 | Il rigore è inventato, ma visto l'aria che tirava forse certi interventi è meglio evitarli per non lasciare spazio ad alibi arbitrali. Nel secondo tempo salva un gol già fatto; nel primo aveva rischiato su Paolucci.
Rossini 5.5 | Bene finché non s'inventa un rinvio che rischia di regalare il gol del pareggio al Vicenza.
Laczko 4.5 | Malissimo, forse la peggiore stagionale insieme a quella di Brescia all'andata: non sale mai, nonostante il suo avversario non sia trascendentale, e fa fatica a tenere Mustacchio (tutta corsa e zero tecnica).
Obiang 5.5 | Non bene neanche lui: nel primo tempo è un incubo, non azzecca un passaggio. Nel secondo tempo, aggiusta il tiro e riesce a rimettersi in carreggiata.
Renan 5 | Nervoso, impreciso e le magie su punizione sono solo un mito di multimediale memoria.
Munari 6.5 | L'unico che a centrocampo ha una qualche idea di cosa stia facendo.
Foggia 4.5 | Incredibile come Iachini non riesca a capire che, come trequartista, non abbia nessuna efficacia: 6 tunnel nel primo tempo, passaggi alle punte zero.
Eder 5.5 | Voto per il gol, altrimenti tra prestazione e sceneggiata con Bianco era da 4.
Pozzi 6 | Si sbatte, prova a creare l'unica occasione possibile, ma non è aiutato molto.

Da Costa 6.5 | Entra bene, non trasmette la sicurezza di Romero ma fa il suo.
Volta 5.5 | Entra un po' dormiente, per poco non regala un gol a Gavazzi.
Pellé 6 | La sua funzione è tenere la squadra alta: ci prova.

Adesso? Poco da fare. Si è buttata l'ennesima occasione dell'anno, è un girone che si è fuori dalla zona play-off e tocca cercare di rientrarci a tutti i costi. La prossima sarà in casa contro il Bari, una squadra discontinua e travolta dagli eventi del calcio-scommesse e da un ridimensionamento delle ambizioni. Sarà fondamentale vincere: guardando la classifica, si evince che anche la Juve Stabia (senza penalizzazione) sarebbe al livello dei play-off e la Reggina è comunque lì dopo il 4-0 esterno a Nocera. Ora bisogna dare tutto, anche senza Gastaldello e Romero (se mancassero): "now or never", direbbe oltre la Manica. 


I giocatori di Sampdoria e Vicenza si preparano al calcio d'inizio con le maglie dedicate a Morosini.

15 aprile 2012

Die hard.

Si potrebbe dire che siamo un po' duri a morire. Potremmo essere in grado di ammazzare il campionato (quando siamo in giornata), ma meglio rischiarsela. Un po' come nei film di Bruce Willis, in cui l'attore rischia di tutto, affronta il fato e le fatiche dell'eroe, ma alla fine - per un'inspiegabile legge cinematografica - la spunta sempre sul cattivo di turno. Ecco, la Samp non è proprio così, ma poco ci manca: a 7 turni dal termine, vince e sfrutta gli ennesimi scivoloni di Padova e Varese, portandosi così a -2 da entrambe e superando il Brescia in classifica, oggi battuto 2-0 senza troppi patemi.

La Samp che si presenta a Marassi per battere il lanciatissimo Brescia di Calori è la solita: 4-3-1-2, Laczko ancora dentro in assenza di Costa, Romero rientra dopo l'infortunio di Crotone e l'unico cambio vero e proprio è Rispoli per Berardi, dato che uno degli ex della partita è stato espulso nella trasferta calabra del venerdì pasquale. Anche il Brescia cambia poco: manca l'ex Accardi (anch'egli per squalifica), Fausto Rossi è a sorpresa in panchina, mentre gli altri sono tutti confermati. Piovaccari, nome infausto nei primi sei mesi della Samp 2011/2012, siede in panca.
Nel primo tempo, si vede ben poco spettacolo. La Samp ha la solita bravura iachiniana di sbloccare la partita presto: Renan va via sulla fascia dopo un suggerimento di Juan Antonio e mette in mezzo, un difensore del Brescia buca e Pozzi non perdona. E' il 12° gol in 24 partite stagionali per il bomber, una media eccezionale. Il Doria, da lì in poi, non mette certo in ghiaccio la partita, ma si limita a controllarla, creando qualche occasione ogni tanto: il Brescia non fa molto per impensierire Romero, se si pensa che l'occasione più pericolosa è un colpo di testa di Jonathas alto sopra la porta blucerchiata. D'altra parte, la Samp spreca un'occasione in contropiede con Eder, va sempre vicina al gol con una bordata di Pozzi e vede un colpo di testa di Gastaldello finire sopra la traversa della porta difesa da Arcari.
Nel secondo tempo, il Brescia esce con ben altro spirito dagli spogliatoi e domina la gara per un buon quarto d'ora: prima è El Kaddouri a seminare tutti ma a sparare abbondantemente a lato, poi è Mandorlini a colpire di testa su calcio d'angolo e a costringere Romero ad un ottimo riflesso. Inoltre, viene annullato (giustamente) un gol a Jonathas per posizione irregolare su un cross di Daprelà. Fortunatamente, da lì in poi il Brescia diminuisce la pressione ed arriva il fatidico cambio Juan Antonio-Foggia.
A quel punto, la Samp decide di chiudere la partita. Il gol arriva grazie ad un fantastico suggerimento di Eder: Foggia neanche guarda la porta e batte Arcari per la seconda volta. Molto bella l'esultanza, con i componenti della panchina che vanno sotto la Sud.. non c'è dubbio che sia un bel segnale d'intento per il proseguo della stagione. Il Brescia prova a reagire, ma non è convincente e sembra aver subito il colpo: tante mischie nel finale e sopratutto un'occasione per il fischiatissimo Piovaccari, sventata da un convincente Obiang. Si può così concludere la 35° di campionato, mettendo a referto tre punti e la riduzione del distacco dai play-off.

Romero 6.5 | Altra buona prestazione, senza sbavature ed un miracolo su Mandorlini. Il fatto che giochi da libero aggiunto impedisce poi a Jonathas di svariare come fa di solito.
Rispoli 5.5 | Come al solito, poche percussioni e sopratutto: Daprelà chi lo marcava prima che passasse a Jonathas solo? Fortunatamente, il fuorigioco ci ha salvato. Stesso errore sul cross che crea l'occasione per Piovaccari.
Gastaldello 7.5 | Il migliore senza se e senza ma: mette la banderuola a Jonathas e giganteggia.
Rossini 6.5 | Bene, piccola sbavatura nel primo tempo quando rischia di far partire un contropiede avversario, ma per il resto è ordinato.
Laczko 6 | Partita normale, non soffre per nulla Zambelli ma neanche spinge come solito.
Obiang 7 | Gigante: a centrocampo si rigira Mandorlini e Vass come vuole, mentre salva anche su Piovaccari al termine della gara.
Munari 6 | Ha ripreso un po' di forma: a Crotone era sembrato spento.
Renan 6 | Bell'assist e buon primo tempo in generale: peccato che nel secondo torni quello di sempre.
Juan Antonio 5.5 | Malino anche oggi: parte a tutta birra nei primi 15', poi scompare alla distanza. Di assist alle punte, neanche uno..
Pozzi 6.5 | Gol e tanto sacrificio: non entusiasma come solito, ma il gol c'è.
Eder 6 | Anche per lui prestazione non esaltante, l'ho visto meglio in altri match: l'assist gli fa guadagnare la sufficienza.

Foggia 7 | Entra e gestisce bene il pallone. In più, fa anche il pallino che condanna il Brescia alla sconfitta: sempre detto che è un giocatore da 30' finali.
Pellé 6 | Fa il solito lavoro di sponda.
Volta s.v. | Cambio finale inutile per rimpolpare la difesa.

E ora? Adesso ci aspetta una corsa finale lunga, possibilmente senza ulteriori disattenzioni. Il calendario non è benevolissimo nel finale, ma ora abbiamo due partite da sfruttare, con il match contro un Vicenza disperato e la partita dell'amicizia a Marassi contro il Bari. Sicuramente, i biancorossi veneti avranno da che disperarsi, visto la situazione della loro squadra: tocca fare quello che la Samp non è mai riuscita a fare quest'anno.. approfittare della forma peggiore dell'avversario. Raramente si è visto. Speriamo di essere duri a morire e di festeggiare l'approdo a qualcosa a fine anno.

Il pensiero finale lo rivolgo ancora a Piermario Morosini: che possa riposare in pace, senza eccessivi eroismi.

Eder Citadin Martins, 26 anni, al tiro contro il Brescia: niente gol neanche oggi, ma assist per il 2-0.

31 marzo 2012

Pellé d'oca.

Forse il sogno non è più tanto irrealizzabile. Giornata perfetta quella doriana: a Marassi, la Samp batte la Nocerina 2-0 con un'altra doppietta dell'Elvis Spresley denoialtri, ovvero Graziano Pellé, e vola a 51; intanto, i play-off si avvicinano a -1 e -2 con le sconfitte di Varese e Padova. 

La Samp vuole vendicare - sportivamente parlando - la gara dell'andata, con il naufragio di Nocera Inferiore che forse rappresenta il punto di basso di questa stagione: per farlo, si presenta con 9/11 confermati rispetto alla gara precedente con il Cittadella. Gli unici cambi si registrano sugli esterni di difesa: con Berardi e Costa entrambi squalificati, sono Rispoli e Laczko a prendere il loro posto. La Nocerina, invece, presenta un assetto leggermente più guardingo, con i quattro davanti (Catania, Nigro, Castaldo e Merino) pronti a veloci ripartenze per infilare la difesa blucerchiata.
Purtroppo, per i molossi c'è poco tempo per pensare ai contropiedi: passano sei minuti e Munari mette un buon pallone in area, con il quale regala a Pellé la palla dell'1-0. Il numero 99 stoppa con comodità, lascia anche rimbalzare la palla e batte Concetti in uscita; grandi proteste dei giocatori della Nocerina per la posizione del centravanti sampdoriano, ma non sembrano esserci dubbi sul fatto che Pellé sia in posizione regolare.
La Nocerina tenta di premere, ma in difesa concede veramente molti spazi, che la Samp prova a sfruttare senza esserne troppo in grado: si sente ancora una volta la mancanza dell'ultimo passaggio, Juan Antonio sfodera una prova appena sufficiente e non è in grado di mettere in moto le punte. Fortunatamente, Castaldo manca due volte il pareggio, prima grazie ad una deviazione provvidenziale, poi sparacchiando fuori con Romero uscito male. La Samp però non molla e trova il 2-0: palla in mezzo di Rispoli, non la tocca nessuna ed arriva a Renan. Il brasiliano è paziente nell'aspettare il momento giusto per servire ancora Pellé, solo davanti alla porta spalancata: 2-0 ed altre grandi proteste nocerine, ma anche qui non sembrano esserci grossi dubbi sul fatto che il numero 99 sia in gioco.
Il resto del primo tempo offre poco alla Nocerina, ma la Samp rischia di chiudere la partita: prima Munari s'invola verso l'area, salta Concetti che lo aggancia, ma l'arbitro gli incredibilmente mostra il giallo per simulazione; poi Juan Antonio, lanciato in campo aperto da Renan, pensa di concludere l'azione con un pallonetto che di concreto ha ben poco.
Finito il primo tempo, il secondo offre i primi 15' in cui la Nocerina mette sotto la Samp: Nigro si rende più volte pericoloso, ma fondamentalmente Romero deve mettere una pezza solo su un cross di Catania che il portiere argentino respinge. Ben due i rigori chiesti dalla Nocerina: qualche dubbio sul contatto Laczko-Nigro, mentre Merino salta tutti, ma poi cade in area e si becca anche un richiamo sacrosanto da Gastaldello.
E la Samp? Gestisce. Solita gestione del risultato firmata Iachini: forse anche con un po' di stanchezza nelle gambe, i blucerchiati tendono a difendersi e ripartono solamente quando Eder si lancia in avanti con le sue folate. Un tiro di Pellé respinto da De Maio è il meglio che la Samp riesce a produrre nel secondo tempo, ma fortunatamente i molossi non hanno un centravanti che possa finalizzare al meglio i continui movimenti delle mezze punte. Entra anche Farias, ma se Auteri toglie Castaldo, i pericoli vengono meno e così si scorre fino al 90'.

Non nego che la Samp ormai sia ben abituata al suo nuovo vestito: attacca a tutta nel primo tempo, creando diverse occasioni, poi si spera che la partita sia già sbloccata, altrimenti si rimane sulle gambe e - se tutto va bene - sullo 0-0. Lo dimostrano le partite recenti: con Verona, Cittadella e Nocerina si è sbloccata la partita subito, per poi non creare molto nei secondi 45', mentre con Ascoli e Sassuolo non si è trovato il gol nei primi 50-60 minuti ed è stato impossibile trovarlo dopo, anzi le occasioni sono diminuite drasticamente. 
Un'altra piccola e costante critica la voglio fare alla gestione dei cambi: possibile che Iachini non veda che gente come Munari e Eder non si reggeva più sulle gambe a metà del secondo tempo? Lo stesso Obiang è crollato per crampi alla fine. Fare una sostituzione in 85 minuti non è una gestione intelligente della gara..

Romero 6.5 | Ci fa prendere uno spavento sull'angolo che smanaccia in maniera "curciana", ma che bello vederlo fare il difensore aggiunto su Castaldo nel primo tempo.
Rispoli 6.5 | Non corre particolari rischi e non sembrano marcarlo molto, tanto che riesce ad arrivare numerose volte sul fondo.
Gastaldello 7 | Monumentale.
Rossini 6.5 | Non soffre particolarmente, è costretto al giallo per rimediare ad una stupidaggine di Renan in fase d'impostazione.
Laczko 6.5 | Bene anche lui, il quartetto difensivo non ha creato problemi. Ferma anche il "pericoloso" Merino.
Obiang 6.5 | E' tornato il Pedro dei bei tempi, oggi tenace e preciso.
Munari 6 | Mi è sembrato parecchio in perdita d'ossigeno, forse sarebbe meglio farlo riposare una partita.
Renan 5.5 | Assist a parte, ancora un pesce fuor d'acqua. Sbaglia numerosi passaggi, di bombe da lontano ancora nessuna e l'unica punizione che tira in porta finisce in Gradinata Sud in stile rugbistico.
Juan Antonio 6- | Voto di stima al ragazzo, ma si è mangiato un gol clamoroso.
Eder 6.5 | Anche oggi un mazzo tanto: certo, il gol non arriva. Oggi pure una traversa su punizione.
Pellé 8 | Chi l'avrebbe mai detto? Oggi anche meglio che a Cittadella, nel finale è un prezioso totem sul quale impostare le ripartenze blucerchiate.

Soriano 5 | Non è colpa sua se il suo allenatore lo schiera ala sinistra.
Kristicic s.v. | Passerella finale.
Semioli s.v. | Vedi Kristicic.

Ora ne mancano nove. La prossima sarà una delle più toste: giocare a Crotone, dal punto di vista ambientale, non sarà per niente facile. Lo Scida è uno stadio caldo, ma se vogliamo prenderci i play-off, dobbiamo superare questa prova: il Crotone è in forma e non sarà semplice battere una formazione così. Ricorda un po' la Nocerina, anche se superiore sia davanti (Calil, Florenzi, Gabionetta e compagnia bella) che dietro.
Speriamo solo che vada tutto così bene da ritrovarci dentro la zona play-off la prossima settimana.. non vi farebbe venire la pelle d'oca, pensando a dove eravamo due mesi fa?


Graziano Pellé, 26 anni, al tiro durante Samp-Nocerina: per lui, altri due gol oggi.