Visualizzazione post con etichetta seriebwin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta seriebwin. Mostra tutti i post

06 giugno 2012

Non fatemi scendere.

S'era detto che sarebbe stato difficile. Arduo, certo. Ma così palpitante no: la Samp batte il Varese 3-2 nell'andata delle finali play-off per decretare l'ultima squadra che salirà in Serie A. Lo fa soffrendo, giocando anche male, ma portando a casa tre gol che la avvicinano all'obiettivo che ha rincorso finora.

La Samp parte con le novità Romero e Foggia in campo al posto del fin qui straordinario Da Costa e di un Juan Antonio stremato dopo i 90' del Braglia. Per il resto tutti confermati. Al Varese, invece, manca Terlizzi per un infortunio durante il riscaldamento e così il suo posto lo prende Camisa; gli altri sono tutti in campo, compreso i De Luca ed i Kurtic che tanto ci hanno fatto patire nelle due sfide di regular season.
La partita assume subito una certa impostazione tattica: il Varese pressa i padroni di casa con grande veemenza e la Samp può solo difendersi con lanci lunghi ed un gioco casuale che ha ben poco di una compagine che vorrebbe tentare il grande salto. Ma il Varese, nonostante il pressing, non crea molto e probabilmente è qui l'intera pecca della squadra biancorossa durante tutta la partita: crea numerosi grattacapi, fa perdere molti palloni all'avversario, ma poi non li trasforma in una qualche occasione da gol.
Difatti è la Samp a sfiorare il vantaggio, prima con una punizione di Eder deviata dalla barriera e alta di poco, poi con Grillo che salva all'ultimo sullo stesso brasiliano. E' il preludio all'inaspettato vantaggio: calcio d'angolo di Renan, Gastaldello è lasciato solo da Camisa ed il capitano blucerchiato può firmare l'1-0. Inutile dire che il calcio è strano: il Varese stava giocando meglio, ma è la Samp a passare, grazie ad una concretezza spietata.
Purtroppo, la concretezza della Samp non è seguita da altrettanta concentrazione. Pochi minuti dopo, è il Varese a trovare subito l'1-1: bella palla di De Luca per l'accorrente Rivas, che semina il panico in area e spara un destro sul secondo palo che Romero non può neanche toccare. Il pareggio rimette il Varese in tranquillità e gli permette di giocare come meglio vuole, aspettando e facendo molto pressing. I varesini sembrano contenti così, anche se nel finale soffrono per un colpo di testa di Costa che sbatte su Foggia, giocando così quasi a favore degli avversari. Un tiro di Kurtic da 30 metri - accompagnato da una presa plastica di Romero - chiude il primo tempo.
Nella ripresa, la musica cambia subito: la Samp ritrova il vantaggio immediatamente, con il suo bomber. Obiang semina Corti a centrocampo e poi serve Pozzi, il quale deve aspettare l'errore di Troest e poi depositare in rete per il 2-1, battendo Bressan. Gradianata Sud in delirio e doriani nuovamente vicini alla massima serie. Non si è fatto i conti però con la poca attenzione dello schieramento blucerchiato: in un momento di stanca, è di nuovo il Varese a pareggiare. Grande intervento di Gastaldello, poi Corti serve Zecchin, che trova in mezzo un De Luca lasciato colpevolmente solo da Munari, reo di non aver fatto la diagonale. 2-2: una disdetta.
E' difficile trovare le motivazioni in questi momenti. Iachini prova a cercarle con due cambi: dentro Soriano per uno stanco Munari, fuori un Foggia inesistente per un Juan Antonio in cerca di conferme. Ma entrambi non creano grandi cambiamenti. Soriano, al massimo, fa inveire i tifosi quando spara alto da buona posizione. Insomma, non sembra esserci molta più benzina.
Ma la Samp trova l'ennesimo episodio della partita: la fotocopiatrice del gol entra in azione e Gastaldello segna di nuovo di testa su l'ennesimo calcio d'angolo battuto da Renan. Il capitano fa più gol in una partita che nell'ultimo anno giocato: incredibile, a dir poco fantastico. A quel punto, il Varese non ne ha più e non crea niente di meglio che un sinistro di Nadarevic alto sopra la traversa. Subentra anche il nervosismo, con Zecchin e Camisa vicini all'espulsione. Ma va bene così: la Samp andrà all'Ossola con un vantaggio di un gol. Poco, ma - se gestito bene - sarà importantissimo.

Romero 6 | Non deve sbrigliare matasse complicate. Certo, continua a non sembrarmi smagliante, ma sui due gol non poteva fare molto.
Rispoli 5 | Con Rivas vede le streghe e davanti non pare molto inserito.
Gastaldello 8 | Apparte un buon lavoro difensivo, i due gol sono di un'importanza spaventosa: vedremo quanto sarà fondamentale la sua prestazione di stasera nell'economia dei play-off.
Rossini 7 | Neto Pereira non gli crea particolari apprensioni. Se non marca De Luca sul 2-2, è perché deve coprire un buco di Costa su Zecchin.
Costa 5.5 | Serata non perfetta neanche per lui: sul 2-2 lascia una voragine. Però, se avesse segnato sul finire del primo tempo..
Obiang 7.5 | Altro mostro. Un ragazzo che sta crescendo a vista d'occhio: guardate ciò che fa sul 2-1. Da manuale del calcio.
Renan 7 | Sarebbe una serata da sufficienza stiracchiata, ma i due assist sulla testa del capitano pesano eccome.
Munari 6 | Partita non eccezionale. Inizia con un buon dinamismo, ma si perde presto, inghiottito com'è fra Rivas e Kurtic.
Foggia 4.5 | Il peggiore senza se e senza ma. Sembra un pesce fuor d'acqua e, quando gioca così, è addirittura un peso. Spiace dirlo perché la sua stagione è sostanzialmente più che sufficiente, ma non è d'aiuto così.
Eder 6 | Non il solito Eder. Giusto così, perché pure lui dovrà soffrire un po' di stanchezza. Ma si butta un po' troppo e non porta a termine tutto ciò per cui sgobba. L'unico lampo corrisponde alle squalifiche che procura a Troest e Zecchin per la gara di ritorno.
Pozzi 6.5 | Anche lui non eccezionale: ma intanto butta dentro il 19° gol stagionale.

Soriano 5.5 | Malino, eh. Il ragazzo non convince più di tanto.
Juan Antonio 5 | Certi controlli di palla lasciano sgomenti di fronte poi alle grandi capacità di sgroppata che dimostra: passa il tempo e pare sempre più un po' troppo grezzo per il gioco di Iachini.
Pellé 6 | Prende tante botte e, nel finale, va più che bene.

Aggiungo una cosa: complimenti al Varese. E' veramente una buona squadra: se mi permettete, ricorda la Samp novellinana del 2004/2005. Squadra compatta, 4-4-1-1 o 4-4-2 a seconda della fase d'attacco o di difesa, giocatori preparati. Su tutti segnalo Kurtic e Corti, che non mi dispiacerebbero con la maglia blucerchiata indosso. De Luca è un bravo giovane che farà strada e, probabilmente, sarà oggetto di mercato quest'estate.

E adesso? Adesso si va all'Ossola, cercando di mettere quell'ultimo mattoncino di un miracolo che sembrava impossibile qualche mese fa. Eravamo a 10 punti dai play-off: ora siamo addirittura in vantaggio negli scontri diretti della finale. E' una girandola di sentimenti, un'altalena di emozioni. Se va così bene anche sabato, vi prego, non fatemi scendere!

Daniele Gastaldello, 28 anni, segna l'1-0, festeggiato da Eder, 25,  e Nicola Pozzi, 25.

20 marzo 2012

In questo mondo di sbagli.

La famosa canzone di Antonello Venditti diceva "in questo mondo di ladri". Da quello che si legge in casa Samp (e anche fuori, nei blog, nei forum), pare di essere stati deufradati da torti arbitrali nelle ultime giornate. Un'uscita avventurosa di Pomini su Pellé e una trattenuta prolungata di Tomi su Eder hanno fatto da sfondo e da recriminazione a due scialbi pareggi, prima a Modena contro il Sassuolo, poi in casa contro l'Ascoli.

Fermo restando che sono convinto che il primo non fosse rigore ed il secondo fosse sacrosanto da assegnare.. siamo sicuri che non si stia commettendo uno sbaglio? L'ennesimo di questa stagione? Veramente ci stiamo attestando su un certo livello, nonostante la nostra stagione sia uno psicodramma abbastanza grosso e, per giunta, tutt'ora in corso? Analizziamo meglio la situazione: la Samp, alla rincorsa della Serie A, cerca a tutti i costi l'ultimo posto per i play-off. Dopo un buon filotto di punti, si va a Modena per battere il Sassuolo 3° in classifica: la partita è bruttarella, basterebbe un episodio per deciderla. Nel secondo tempo, Pomini - in uscita - si scontra con Graziano Pellé: per l'arbitro, è tutto ok. E sono, per alcuni, due punti che se ne vanno. 
Settimana dopo, stesso copione: Eder trattenuto a forza da Tomi in Sampdoria-Ascoli. Forse il brasiliano si lascia andare platealmente, ma le proteste sono reiterate e fanno arrabbiare parecchio lo stadio ed i giocatori in campo. Le proteste - in entrambi i casi - sono stati talmente vibranti da condurre a due espulsioni di due componenti della panchina.
E non ho potuto fare a meno di notare che, su Internet in generale, società, tifosi, giocatori ed anche gli stessi giornalisti (che dovrebbero tentare di essere imparziali) hanno evidenziato i "torti" subiti dalla Samp in questo campionato. Si è sentito addirittura la parola "dossier": cose da presidenti folli - come Zamparini, Cellino - o società con manie di protagonismo (leggi Juventus). Non sono cose da Sampdoria. E sopratutto: non sono cose che una squadra, un ambiente dovrebbe utilizzare come scusa per un campionato mediocre come quello che stiamo disputando.

Molti, leggendo questo mio pensiero, concluderanno che sto solamente facendo il Bastian Contrario della situazione. Mi tiro fuori da questa constatazione usando un contro-esempio, neanche troppo lontano: ma ci ricordiamo della stagione 2009/2010? L'anno del raggiungimento della Champions League?
Rinfresco la memoria: quell'anno, facemmo 67 punti (record per la società in Serie A) e non eravamo certo costruiti per quell'obiettivo. E già qui troviamo una grandissima prima differenza con la situazione attuale: in quella Serie A eravamo probabilmente da media classifica, quest'anno si è cercato di costruire la famosa corazzata (possiamo dire senza successo) e comunque siamo una squadra di punta della categoria.
E sopratutto: fermo restando che la stagione deve finire ed il torto arbitrale è dietro l'angolo, il saldo tra errori e favoritismi in quella stagione 2009/2010 fu tremendo. Dovendo fare una lista di errori di quella stagione:
- rigore su Semioli in Atalanta-Sampdoria (comunque vinta 1-0);
- clamoroso rigore mancante su Pazzini e conseguente espulsione in Sampdoria-Parma (finita 1-1);
- rigori per contatti di Muslera su Pazzini e di Diakité su Ziegler in Lazio-Sampdoria (finita 1-1);
- rigori per contatto di Jeda con Cassano in Cagliari-Sampdoria (finita 2-0);
- gol da annullare a Mantovani in Sampdoria-Chievo (finita 2-1);
- rosso per Milito per entrata su Palombo omicida in Inter-Sampdoria (finita 1-1);
- gol da annullare a Zaccardo in Parma-Sampdoria (finita 1-0);
- rigore "tolto" per fallo su Mannini in Parma-Sampdoria (finita 1-0);
- gol di Floccari da annullare in Sampdoria-Lazio (finita 2-1);
- gol di Raggi da annullare in Bologna-Sampdoria (finita 1-1);
- gol di Nené da annullare in Sampdoria-Cagliari (finita 1-1).
Di contro, ricordo episodi anche favorevoli:
- gol annullato a Bonucci al termine di Sampdoria-Bari (finita 0-0):
- gol da annullare a M. Rossi in Sampdoria-Chievo (finita 2-1);
- rigore su Sanchez da parte di Storari in Udinese-Sampdoria (finita 2-3).
Ma quell'anno, onestamente, fu un bagno di sangue, con una squadra che lottava meritatamente per un obiettivo più grande di lei. E, nonostante questo, fummo penalizzati fortemente. Qualche giorno dopo la festa a Piazza De Ferrari, non potevo fare a meno di pensare che probabilmente non avremmo dovuto fare neanche i preliminari, se certe decisioni fossero state prese in modi più consoni. E ricordo anche che la società e, in generale, l'ambiente - salvo una sfuriata iniziale - fu più "sobrio" nel giudicare gli sbagli, anzi.. pensò a fare di meglio in campo.

Ed invece, nonostante quest'anno sia lo specchio più di un fallimento tecnico-dirigenziale che di errori arbitrali, domenica la società ha tirato fuori la storia del "dossier". Vorrei veramente che si facesse un passo indietro.
Vorrei che si capisse che certe situazioni vanno rimarcate quando la contestualizzazione della rabbia è giusta: è sacrosanto arrabbiarsi quando si fa meglio di altri, nonostante non si possegga la stessa forza sul campo. E' meno giusto farlo quando la situazione è rovesciata, quando la forza sul campo dovrebbe permetterti di passeggiare, perlomeno contro la penultima squadra del campionato, ridotta per giunta in inferiorità numerica.

Perciò, voglio sperare che certi sbagli arbitrali non vengano usati più come parafulmini. Perché non è il caso. Non ci si è lagnati troppo - in proporzione agli errori subiti - l'anno della Champions League.. non facciamolo quando non rischiamo neanche di raggiungere i play-off della Serie B. Fateci questo piacere. Lasciamo questi atteggiamenti melodrammatici ad altri: se questo è un mondo pieno di ladri, noi certo non lo scopriamo oggi. E dobbiamo dimostrarci più forti, perché - tutto sommato - lo siamo. E anche perché non vedo di questi ladri nella Serie B di quest'anno. Pensiamo al Cittadella, che è meglio.



Giampaolo Pazzini, 27 anni, ai tempi blucerchiati, colpito da Muslera in Lazio-Sampdoria del 2009.




17 marzo 2012

Diteci che non è un'illusione.

Niente, l'Ascoli pare maledetto per la Samp: se non fosse stata per la magia di Foggia all'andata, il risultato sarebbe stato lo stesso di oggi. Uno 0-0 che, per i blucerchiati, non vuol dire addio alle possibilità di Serie A. Ma le complicano notevolmente: il distacco da Varese e Padova è sempre lo stesso, ma c'è una partita in meno. E forse una chance come quella di giocare in casa contro uno squadra tecnicamente povera e psicologicamente prontissima ad accogliere un punto.. andava sfruttata meglio.

Partendo dall'inizio, sono stato sorpreso dalla formazione titolare: il rientro di Volta mi ha fatto piacere. Non sta fornendo un rendimento adeguato alle attese che c'erano, ma è stato spesso impiegato come terzino destro, ruolo in cui si adatta, ma non rende.. ancor meno in una stagione in cui non è sembrato particolarmente in forma. In difesa, confermato Rispoli, vista l'indisponibilità di Berardi; confermato anche Foggia, nonostante una prova non eccelsa a Modena. L'attacco è sempre formato dal duo Pozzi-Eder, con il brasiliano alla caccia del primo gol con la maglia della Samp. L'Ascoli, come previsto, si presenta per strappare il pareggio, con Soncin in panchina e un 3-5-1-1 che lascia presagire la voglia di contenere gli avversari più che offendere. Commovente il ricordo per i due tifosi del Doria che hanno perso la vita nel ritorno dalla trasferta di Modena: per loro, un minuto di silenzio, grossi applausi da tutto la stadio e delle rose sotto la Sud a commemorarli.

Il riassunto del primo tempo si può definire con un'espressione inglese che rende l'idea: "not enough". La Samp ha un possesso palla imbarazzante, giostra il gioco come meglio crede; ma, arrivata ai 20 metri finali, si perde. Manca ancora Foggia come trequartista e più dei tiri da lontano non si riesce ad osservare; solo Pozzi sbatte contro Guarna con un bel destro e poi manda alto di testa su calcio d'angolo. Di contro, l'Ascoli non crea neanche un'occasione, lasciando Romero sostanzialmente disoccupato.
Nel secondo tempo, un vortice di emozioni e (sopratutto) di nervosismi caratterizza la partita: prima la Samp comincia di nuovo ad attaccare a testa bassa, anche se senza grosse idee; poi Ciofani (con un generoso operato di De Marco) viene espulso per somma di ammonizioni e l'Ascoli deve resistere mezz'ora con un uomo in meno, costringendo Silva a mettere Sbaffo per tenere palla il più possibile. La partita s'incattivisce, lo stesso De Marco nega un rigore a Eder abbastanza vistoso, fischia falli discutibili sopratutto ai marchigiani, facendo incattivire lo già stizzito pubblico di fede blucerchiata. Inoltre, i bianconeri non ci tengono a tenere la partita tranquilla: più si innervosiscono i giocatori della Samp per il gol che non arriva, più l'Ascoli sguazza in provocazioni inutili (Peccarisi è espertissimo in questo campo..) che servono a rallentare il gioco. Un palo di Costa, altre due occasioni per Pozzi e Semioli per i doriani; un tiro di Di Donato ben neutralizzato da Romero per i marchigiani, che negli ultimi 10 minuti si chiude nella sua metà campo per tenere il risultato.

Alla fine, Silva ha di che essere contento: per l'Ascoli, questo è un punto d'oro e lo tiene in scia di quell'obiettivo che è probabilmente la zona play-out. La Samp perde un enorme occasione: al di là del rigore mancante per il fallo su Eder, del palo di Costa, delle istigazioni ascolane e della sfortuna (che ogni tanto c'è), una squadra che ambisce all'obiettivo dei play-off - tramite un filotto di vittorie - non può sbattere contro una squadra del genere, che principalmente si difende e che non ha mancato di far vedere - sia all'andata che al ritorno - di essere povera tecnicamente e basarsi sul carattere per ottenere la salvezza.

Romero 6 | Non ha molto da fare: quando viene chiamato in causa da Di Donato, si disimpegna bene.
Rispoli 5.5 | Altra partita così così: dietro non soffre, perché gli esterni dell'Ascoli sono sostanzialmente bloccati, ma non arriva un cross buono in area da parte sua e salta l'avversario solo una volta..
Rossini 6.5 | Papa Waigo non è in giornata straordinaria, si dedica anche alla fase offensiva nel finale.
Volta 6.5 | Voto alzato leggermente per la stima che ho nel ragazzo: oggi, seppur contro una squadra non offensivamente pericolosa, si è ben disimpegnato. Certo, alcuni fondamentali sono da migliorare, ma bisogna ricominciare a dargli fiducia.
Costa 6 | Mezzo punto in più per il finale da centrale, in cui si disimpegna molto meglio che come terzino: non spinge, non salta l'uomo.. insomma, non il tipo di terzino che useresti per scardinare una squadra che si difende con 10 elementi su 11.
Kristicic 7- | Con una discreta rabbia, svolge benissimo il ruolo di regista in assenza di Obiang. Lotta con Parfait, un peperino tutta grinta e calcioni, e ha anche la meglio su di lui. E' sempre sul pezzo: non se la cava per niente male in qualsiasi ruolo di centrocampo. Peccato sia uscito.
Munari 5.5 | Prima partita un po' chiaroscura a Marassi per l'ex Fiorentina: non dà questo grandissimo contributo alla causa sampdoriana.
Renan 6 | Meglio che a Modena, ma continua ad avere il tocco in più nel fare le cose. 
Foggia 5 | Quando si tratta di saltare l'uomo, è abbastanza efficace. Quando si tratta di mettere l'attaccante davanti alla porta, apriti cielo: non fa un assist neanche oggi.
Pozzi 6 | Si fa un mazzo tanto, ma non gli arrivano troppi palloni buono: ammirevole quando va a recuperare Parfait a centrocampo come un medianaccio di quelli cattivi. Ammirevole anche il fatto che oggi, quando l'atmosfera si è fatta nervosa, si è messo a fare da paciere come un capitano dovrebbe fare.
Eder 6+ | Anche oggi grandissima volontà, tanta corsa, molti dribbling.. ma manca il gol. Senza quello, sarà difficile dare un voto più alto.

Pellé 6.5 | Per il suo lavoro - spizzatona di testa - è perfetto. Oggi, contro una difesa fisica come quella ascolana, forse era da mettere addirittura dall'inizio. Gioca la sua partita con diligenza. Nonostante doti non eccelse, si sta rivelando adatto al suo compito.
Semioli 6 | Torna sul campo di Marassi per l'assalto finale: i suoi cross non sono male, ma l'esterno destro in un 3-4-3 non lo può fare.. è già stato ampiamente dimostrato da Atzori.
Laczko 6 | Era il caso di metterlo all'inizio al posto di Costa: mette più cross dell'ex reggino e di Rispoli messi insieme.

Insomma, è decisamente un'occasione persa. Siamo decisamente cambiati rispetto alla "banda di morti" che Castori descriveva dopo la partita dell'andata.. ma non si possono perdere - con quella che probabilmente sarà una delle candidate a retrocedere - ben 4 punti sui 6 disponibili; alla Samp credevo sapessero che non basta vincere i confronti diretti per fare bene. Sono i filotti di vittorie - in stile Brescia o Verona - contro le squadre medio-piccole a fare la differenza. Il Sassuolo oggi ha vinto, quindi cala il sipario sul recuperare le prime 4, dato che siamo a -16 con 11 match da giocare; piuttosto, il Varese e il Padova sono sempre lì, a meno che il Brescia non faccia una sorpresina alla capolista Pescara lunedì sera. Intanto preoccupa anche il problema del gol: siamo la seconda difesa della Serie B (22 gol subiti il Torino, 23 noi ed il Sassuolo), ma siamo anche a quota 35 gol segnati (meno della Nocerina ultima, che è a quota 38..) e rappresentiamo il 15° attacco della categoria..
Speriamo di farcela, non sarà facile. Speriamo non ci debbano dire che era tutta un'illusione, questa Serie A.



Nenad Kristicic, 22 anni, insegue Papa Waigo nel match di oggi pomeriggio.

10 marzo 2012

Occasione persa.

Nonostante gli splendidi e numerosi tifosi giunti fino a Modena per tifare, la Samp non riesce a tirar fuori la vittoria dal cilindro e guadagna un solo punto nella corsa ai playoff, vista la sconfitta del Varese. Nella classica partita che potrebbe essere decisa da un episodio, i blucerchiati non combinano granché in fase realizzativa, nonostante un possesso palla superiore all'avversario per qualità e tempistica. E pensare che ci si sperava, nella vittoria in terra emiliana, per dare una sferzata decisiva alla rincorsa per la Serie A.

Iachini cambia parecchio rispetto al recupero con l'Empoli: si presenta a sorpresa con un 3-4-1-2 di atzoriana memoria che porta in campo Costa, Rispoli, Renan e Foggia al posto di Obiang, Soriano, Berardi e Juan Antonio. Solita fisionomia per il temibile Sassuolo dell'ex Fulvio Pea, che non gioca un calcio spettacolare e a che fare con i problemi d'inserimento nel modulo per Simone Missiroli, ex Reggina ed acquisto più costoso dell'intera storia della società neroverde. Attenzione, come al solito, ad un Sansone in grande forma. 
La Samp gioca i primi 15' a tutta, mettendo sotto l'avversario sul piano del palleggio, pur non creando occasioni enormi, se non un tiro di Pozzi rimpallato. Poi è il Sassuolo a venire fuori alla distanza, con poco possesso palla, ma scambi veloci, che portano ad una doppia occasione per Gazzola e ad un sinistro ravvicinato di Sansone, deviato con i piedi da Romero in calcio d'angolo. I blucerchiati riusciranno solo verso la fine ad uscire nuovamente dal proprio guscio, rimanendo però incapaci di creare grosse occasioni.
Nel secondo tempo, parte benissimo il Sassuolo, che sfiora con Missiroli il gol del vantaggio: ma il numero 70 sbuccia l'impatto con il pallone e quest'ultimo termina lontano dalla porta di Romero. Poi Eder s'innesca e mette paura a Pomini, con un bel destro respinto dal portiere emiliano. Nel finale, sono Donazzan per i neroverdi e Pellè (con un timido colpo di testa, anche troppo..) per i blucerchiati a sfiorare il colpaccio. Ma sostanzialmente, il pareggio è giusto: la Samp ha avuto un miglior giro palla, il Sassuolo le migliori occasioni. A Pea sta bene così, meno a Iachini, espulso anche questa volta e che possiamo ormai definire un "Cassano" degli allenatori, alla minima intemperanza viene ormai cacciato automaticamente.

Romero 6.5 | Altra partita diligente: non ha molto da fare, ma chiude bene su Donazzan, Gazzola e Sansone.
Costa 6- | Benino, certo il Costa d'inizio campionato era un'altra cosa..
Gastaldello 6.5 | Tutto sommato, non ha problemi.
Rossini 6.5 | Vedi Gastaldello, con tanto di due salvataggi sulla linea. Anche se, nel finale contro Boayke, corre dei pericoli.
Laczko 6.5 | Solite sgroppate, Gazzola non arriva quasi mai sul fondo, mentre lui - sopratutto nel secondo tempo - macina chilometri.
Rispoli 5.5 | Primo tempo senza infamia né lode, poi l'infamia arriva quando sbaglia un cross facile facile dentro l'area ad inizio secondo tempo; dalle sue parti, Bianchi fa come vuole.
Renan 4.5 | Il peggiore di oggi: il gioco di prima non lo conosce.
Munari 6- | Sufficienza di stima, meno dinamico del solito, ma cuce quanto può la manovra.
Foggia 5 | Bravissimo nel saltare l'uomo, ma per saltarne 4-5 ce ne vuole e lui non è Messi; di passaggi per gli attaccanti, neanche uno. Continua questa leggenda del farlo giocare trequartista.
Eder 6 | Si crea da solo l'unico tiro veramente pericoloso di tutta la partita: speriamo segni il prima possibile.
Pozzi 6 | Si fa un gran mazzo, maree di sponde, ma i centrocampisti non salgono mai..

Pellé 6 | Si fa apprezzare per molte sponde, una grossa fisicità ed un quasi rigore non fischiato dall'arbitro, che causa la cacciata di Iachini. Ci voleva più cattiveria su quel colpo di testa finale..
Juan Antonio 5 | Ancora niente: il ragazzo non sembra continuo.
Semioli s.v. | Bentornato Franco: mette il cross che Pellé spreca in maniera troppo morbida. 


Stavolta, voglio lanciarmi in dei complimenti a Iachini: è vero che il Sassuolo non gioca un calcio spettacolare e contenere una squadra che gioca con 9 giocatori dietro la linea della palla non è particolarmente difficile, ma la mossa di presentare uno schieramento speculare a quello di Pea ha funzionato, almeno dietro. Davanti, polveri bagnate: Eder e Pozzi non hanno visto un pallone, confermando che sia Foggia che Juan Antonio non sembrano molto continui nel fare il loro lavoro, ovvero quello di smerciare palloni alle due punte. Solo quando si è potuto contare sulla fisicità e sull'altezza di un discreto Pellé, Foggia si è lanciato in palloni alti prima di uscire. L'argentino, invece, continua ad andare a folate, ma a non essere molto determinante.

Ora ci aspetta una serie di partite molto importanti: infilassimo un altro filotto, ci sarebbe ancora qualche mini speranza per i playoff: l'Ascoli a Marassi (ancora riecheggia la frase di Castori: "banda di morti viventi"), la trasferta al Tombolato di Cittadella e di nuovo a Genova per ospitare la Nocerina (che, oggi, ha rivinto dopo una marea di turni.. l'ultima vittoria qual'era stata? Quella contro di noi..), tutte squadre che cercano di evitare la retrocessione in Lega Pro.
Dobbiamo assolutamente continuare a spingere, altrimenti ci sarà solo da mangiarsi le mani, non solo per un girone d'andata fallimentare, ma anche per uno di ritorno non sfruttato a pieno.


Renan Garcia, 26 anni, al tiro contrastato da Consolini: non un gran match per lui.