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11 novembre 2013

Il futuro è una trappola.

Doveva essere sconfitta e sconfitta è stata. L'umiliazione è stata evitata solo nel risultato, perché in campo c'è stata una sola squadra, almeno fino al 75'. La Fiorentina batte la Samp per 2-1 al "Franchi", ma il risultato è bugiardo: chiunque abbia visto la partita sa come sono andate le cose. Da una parte c'era una compagine capace di nobilitare il calcio con il suo gioco; dall'altra, un manipolo di uomini che non è riuscito a creare molti problemi ad una delle migliori squadre del nostro campionato. E ora Delio Rossi è vicino all'addio.

Delio Rossi, 53 anni, vicinissimo all'esonero: si attende il sostituto.

Dopo la debacle interna con il Sassuolo, il mister blucerchiato è costretto a giocarsi la permanenza sulla panchina della Samp contro un avversario difficile: la Fiorentina di Vincenzo Montella. Come chiedere ad un cieco di vedere ciò che ha davanti agli occhi o altrimenti verrà giustiziato. A quel punto, l'allenatore torna sul prudente 3-5-2, con Gentsoglou a centrocampo e l'emergenza difesa: assenti Costa e Gastaldello, Palombo torna al centro, mentre Regini va a coprire il settore sinistro. La Fiorentina, reduce dalla matematica qualificazione ai 16esime di Europa League, riporta in campo Giuseppe Rossi come unica punta, seguito da Cuadrado e Joaquin.
Non ci vuole molto per capire che i padroni di casa disporranno degli ospiti come meglio credono: i viola cominciano a far girare palla e la Samp può far bene poco, se non aspettare un qualche errore. Tuttavia, gli errori li commettono subito i blucerchiati. Prima la difesa lascia Borja Valero da solo davanti alla porta, con lo spagnolo che fortunatamente spara alto. Poi arriva il pata-trac: su corner, Berardi trattiene vistosamente (e inutilmente) Aquilani. Rigore generoso, ma non è la prima volta che l'ex Brescia commette queste ingenuità. Sul dischetto, Giuseppe Rossi spiazza Da Costa per l'1-0 viola. Sette minuti, arriva il chiodo sulla bara della Samp: palla a "Pepito", Palombo si dimentica di marcarlo e Rossi piazza la palla nel sette di Da Costa. 2-0 e la gara sembra sigillata in favore della squadra di Montella. Anche perché la Samp ci prova solo con un flebile sinistro di Gabbiadini ed una botta dalla distanza di Obiang: troppo poco.
Al ritorno dall'intervallo, il canovaccio è peggiorato: gli ospiti ormai non trovano neanche il minimo pressing e la Fiorentina si diverte a farci girare la testa. Cuadrado e Mati Fernandez provano ad impensierire Da Costa dalla distanza, ma trovano il portiere blucerchiato pronto. Insomma, i viola si divertono, ma sembrano una bella donna allo specchio: consapevole di esserla, la Fiorentina non sferra il colpo decisivo. La Samp cambia Gentsoglou e Berardi per Wszolek e Gavazzi, passando al 4-4-2 e sperando in un mezzo miracolo. E' il polacco la chiave di volta della partita: la sua vivacità sulla fascia fa tremare i padroni di casa. Prima crea un'occasione, poi al 74' gli ospiti accorciano le distanze: ripartenza di Eder ed assist per Gabbiadini, che batte un Neto impreparato sul primo palo. A quel punto, la Fiorentina comincia a temere per il risultato e si ritrae in difesa. Con l'ingresso anche di Nicola Pozzi per Gabbiadini, gli ospiti cominciano a pensare all'incredibile rimonta. E' proprio il numero 9 blucerchiato a fornire a Wszolek una buona occasione, ma il polacco sfiora il palo con la sua conclusione. Nel finale, su corner, è sempre il centravanti di Santarcangelo di Romagna a mancare di poco il 2-2 con un suo colpo di testa. Insomma, la Samp avrà pure poca qualità, ma ci mette il cuore nel finale. Finisce 2-1 per i viola, ma il risultato è bugiardo su quanto avvenuto in campo. E poteva essere persino più bugiardo, se la Samp avesse avuto un pizzico di fortuna.

Giuseppe Rossi, 26 anni, ha chiuso la gara con un'altra doppietta delle sue.

Da Costa 6 - Dargli particolari colpe stasera sarebbe sbagliato. Dove può, è attento.
Mustafi 5.5 - Il meno peggio della retroguardia blucerchiata: come al solito.
Palombo 5 - Si dimentica Rossi sul 2-0.
Regini 5.5 - Fa fatica a sinistra, ma si fa notare persino davanti.
De Silvestri 5.5 - Anche lui non sembra al massimo della propria forma.
Obiang 5 - L'unico pericoloso dalla distanza, ma in campo non riesce a contrastare il centrocampo viola.
Gentsoglou 6 - Peccato per il fatto che sia macchinoso: nel primo tempo ha personalità e dà brio alla manovra. Poi Rossi lo toglie...
Krsticic 5 - Altra prova deludente del serbo: sembra proprio perso.
Berardi 4.5 - Già non è adatto a giocare da esterno nel 3-5-2, poi se lo metti a sinistra... in più, causa anche il rigore dell'1-0.
Eder 5.5 - Molto volenteroso, ma apparte il passaggio per Gabbiadini del 2-1 non c'è nulla.
Gabbiadini 6 - Sufficienza solo per il gol: continua ad essere un mezzo fantasma.

Wszolek 6.5 - Entra e crea molto scompiglio. Per poco non sfiora anche il 2-2: con un nuovo modulo (4-3-3?), forse potrebbe risultare decisivo.
Gavazzi 5.5 - Non fa certo peggio di Berardi.
Pozzi 6.5 - In 10' costruisce una potenziale palla-gol per Wszolek e sfiora il pareggio: è in formissima.

Ora c'è la sosta per le nazionali, ma al ritorno potremmo non trovare più Delio Rossi. Il tecnico blucerchiato era a forte rischio esonero prima della gara di Firenze e l'allarme rimane: le decisioni verranno prese con calma, ma ci sono vari nomi che circolano. Mihajlovic il favorito, Pea, Corini e Zeman tra i possibili outsider e lo spettro Colomba sugli spalti (l'ex tecnico del Padova ha seguito la Samp nelle ultime tre gare dallo stadio: se non è questo un segnale...). Intanto, la partita di Firenze ha visto la doppia mandata di Rossi: Giuseppe ha condannato la Samp, Delio probabilmente saluterà Genova. E chissà cosa accadrà nelle prossime ore. Attenzione, però: in questa Samp, il futuro è una trappola.

Eder Citadin Martins, 26 anni: ieri un altro assist, seppur inutile.

10 febbraio 2013

Esaltazioni temporanee.

Nessuno c'avrebbe puntato un euro, sopratutto dopo il cambio di panchina in giallorosso: eppure, la Samp riesce in un'impresa non da poco e disintegra una Roma buona, ma sprecona. Sono basate un paio d'occasioni e la squadra di Delio Rossi si è dimostrata pronta, matura e cinica, molto di più degli avversari; Andreazzoli ha poco da rimproverarsi, è chiaro come ci sia qualcosa che non vada nell'ambiente e non nei singoli uomini. Una piazza non cambia cinque allenatori senza farsi qualche domanda; intanto, la Samp si porta a quota 28 e vede la salvezza più vicina.

Gianluca Sansone, 25 anni, e Marcelo Estigarribia, 25, eroi di giornata.

I padroni di casa, reduci dal pareggio di Torino, si presentano con 9/11 confermati: Eder è indisponibile per problemi familiari, Palombo per infortunio. A sostituire i due ci sono Rossini al centro della difesa e Soriano in appoggio ad Icardi; gli altri sono tutti al loro posto. Dall'altra parte, Andreazzoli rivoluziona lo schieramento e passa ad un 3-4-1-2 super-offensivo, con Lamela messo a farsi tutta la fascia e la coppia Totti-Osvaldo davanti. Nella prima frazione, la Samp non è in campo: tanto pressing, ma molta approssimazione quando si tratta di costruire la manovra. Così sono gli ospiti ad impegnare più volte Romero, sebbene il loro enorme possesso-palla non corrisponda alla stessa mole di tiri in porta. Bradley, all'8', sparacchia fuori da posizione favorevole; al 14' è Lamela ad impegnare Romero, costringendolo alla respinta. Allo stesso modo, Totti scalda le mani dell'arquero blucerchiato al 22'; infine, è Pjanic ad avere una super occasione al 41', ma il bosniaco - davanti a Romero - spara addosso a Costa, provvidenziale nell'occasione. Si va al riposo con la sensazione che quel Soriano accanto ad Icardi non serva a molto.
Rossi se ne accorge e si gioca finalmente la carta Sansone, alla prima ufficiale con la maglia blucerchiata. Tuttavia, al 50' c'è l'episodio che condiziona la partita: destro di Totti dal limite dell'area, respinta sui difensori e la palla giunge a Lamela, che realizza l'1-0. Il guardalinee fischia un fuorigioco che in realtà non c'è, non almeno da parte dell'argentino; infatti, è Marquinho ad essere in fuorigioco nello svolgimento dell'azione, ma non è quello l'episodio segnalato. Così, la Roma si perde nelle proteste e la concentrazione vola in via al 55': Sansone salta Pjanic e mette un pallone ottimo per Estigarribia (fin lì pessimo), che spara un bel sinistro sul secondo palo di Stekelenburg. La Samp trova il ritmo e Poli avrebbe la chance per il 2-0, se non calciasse addosso al portiere olandese. Le sorprese, però, non sono finite: al 69', Gastaldello commette un'ingenuità e stende Osvaldo in area. Totti è già pronto a segnare il suo 14° gol alla Samp in carriera, ma il bomber argentino gli toglie la possibilità di calciare il rigore: l'esecuzione è pessima e Romero neutralizza, esaltando il boato della Sud. Passano pochi minuti ed il calcio dimostra che è letale nel punirti: al 72', Sansone esibisce una bordata di sinistro su punizione e batte Stekelenburg per il 2-0. Il "Ferraris" è in delirio per il nuovo acquisto, peccato che Lamela accorci subito le distanze tre minuti dopo, su un bel cross teso di Florenzi. Fortunatamente, la giornata blucerchiata non è ancora finita: Sansone trova il tempo di suggerire il secondo assist di giornata ed Icardi incorna al 76' la palla del definitivo 3-1. L'argentino, di fronte al C.T. Sabella, segna così la sua ottava rete in campionato; la partita finisce lì, con la Roma capace solo di cogliere una traversa con l'inesauribile Lamela nel finale. Andreazzoli inizia male, ma le colpe non sono chiaramente sue.

Andrea Poli, 23 anni, contro Miralem Pjanic, 22: duello a centrocampo.

Romero 7.5; Gastaldello 5.5, Rossini 6, Costa 6.5; De Silvestri 6, Obiang 6.5, Krsticic 7, Poli 6, Estigarribia 6.5 (Poulsen s.v.); Soriano 5 (Sansone 8); Icardi 6.5.

Insomma, è stata una bella giornata per i colori blucerchiati, sporcata però nel finale dal gesto di Delio Rossi. Non posso che apprezzare l'affetto e la dedizione che il mister sta mettendo in questa avventura a Genova, però certi gesti non si possono e non si devono fare, sopratutto quando vinci 3-1 e dimostri che le tue capacità stanno trascinando la Samp alla salvezza, la stessa squadra che sotto Ferrara aveva collezionato nove sconfitte in 11 partite. Indubbiamente, poi, Sansone si è presentato bene: non mi ricordo l'ultima volta in cui, alla prima stagionale, un giocatore della Sampdoria abbia piazzato due assist ed un gol. Un giocatore che potrebbe diventare più prezioso di quanto si pensava e non solo per fare concorrenza ad uno spento Eder.. ora ci si goda questa vittoria. Andiamo a 28 punti e la salvezza è distante solo quattro vittorie: credo sempre che la quota 40 basterà a salvarsi. Nel prossimo turno si andrà a Napoli, senza Delio Rossi e con più tranquillità nelle vene: se da una parte si potrà giocare meglio questa partita, dall'altra si affronta la vera anti-Juve (se proprio se ne può scegliere una..) e non sono queste le partite dalle quali bisogna trovare i punti per salvarsi. Godiamoci questo momento: sono esaltazioni temporanee, ma come sono belle da sentire, da vedere, da vivere.

Sergio Romero, 25 anni, para il rigore di Pablo Daniel Osvaldo, 27.

30 gennaio 2013

Il fattore "S".

Dopo giorni di immobilismo, la Samp si è finalmente sbloccata: col Pescara non c'era, ma sarà in squadra dal prossimo match di Torino. Gianluca Sansone è finalmente un giocatore blucerchiato e ricordo poche trattative così penate, sebbene il nome dell'attaccante abruzzese non faccia sognare granché i fans. Tuttavia, va ricordato come serviva assolutamente coprire il buco nel ruolo di vice-Eder, perciò ritengo il colpo buono; anche perché il ragazzo, l'anno scorso, ha fatto impazzire mezza serie B. Se da una parte è un vantaggio, dall'altra potrebbe risultare anche uno svantaggio.

Con la maglia del Frosinone, Sansone si fa notare in Serie B.

Gianluca Sansone, classe 1987 di Teramo, è stato un vagabondo: non mi riferisco solamente alle squadre, ma anche al ruolo in campo, dato che è stato adattato molteplici volte. Negli anni in cui cresce tra l'Abruzzo e la Basilicata (nelle giovanili, ha giocato a Potenza), Sansone ha mantenuto solo il sinistro letale: quel mancino che lo fa notare al Pescina, quando segna 14 gol in due anni tra Serie D e Lega Pro. Il Siena è più veloce di tutti e lo compra per mezzo milione di euro; purtroppo, il ragazzo si rompe il perone subito ed è costretto ad un periodo poco positivo di pellegrinaggio in Lega Pro. Prima va a Gallipoli, poi alla Virtus Lanciano, dove perlomeno dimostra di essersi ripreso fisicamente.
La prima svolta arriva quando il Siena lo cede al Frosinone in comproprietà: l'attaccante, in Ciociaria, potrà finalmente esprimersi ad ottimi livelli, anche perché viene messo più vicino alla porta, in modo da scaricare il suo terribile sinistro. A fine campionato, i laziali retrocedono, ma Sansone ha messo in cascina una decina di reti, quante bastano per mantenere la categoria (almeno a livello personale). Il Siena si riprende il cartellino per 400mila euro e ne cede la metà stavolta al Sassuolo: nella formazione di Pea, il numero 12 neroverde è fondamentale e si prende più responsabilità rispetto al passato, come il calcio di punizioni e rigori. Inizia a giocare come esterno, poi il tecnico degli emiliani capisce che Sansone ha bisogno di avvicinarsi all'area di rigore: diventa così una seconda punta, se non addirittura il centravanti in alcune occasioni. La mossa è azzeccata: il ragazzo segna 20 reti, ma sopratutto è in grado di decidere le partite, sbloccandole con il suo mancino, che si tratti di un tiro da lontano o semplicemente di un calcio piazzato. Il Sassuolo non raggiunge la promozione e sbatte proprio contro la Samp nei play-off, con Sansone che manca nel momento decisivo: il rigore che Da Costa gli para sotto la Sud è uno dei momenti migliori della stagione blucerchiata, ma forse è anche il peggiore di quella di Sansone. Nonostante ciò, la Serie A attende il mancino terribile..

L'anno scorso, con il Sassuolo, Sansone esplode definitivamente: 22 gol per lui.

Il Sassuolo capisce comunque che può trarre vantaggio dalla situazione, così acquisisce anche l'altra metà del cartellino dell'attaccante. Genoa, Pescara e Chievo bussano alla porta degli emilani, ma, alla fine, Sansone decide di andare da chi era stato uno degli avversari principali nella stagione precedente: il Torino di Ventura compra la sua metà per ben un milione e mezzo. Cifra che sembra irrisoria, visto il talento dimostrato dall'abruzzese in Serie B; purtroppo, il problema si presenta quasi subito. Il ragazzo non riesce ad integrarsi nei rigidi schemi di Ventura: il 4-2-4 del tecnico granata sta stretto a Sansone e, difatti, l'allenatore gli preferisce spesso Sgrigna o Meggiorini, più dediti al sacrificio ed alla copertura, nonché più familiari con lo schema. Sansone ha accumulato 517' di gioco in 21 giornate: una media di quasi 25' sul campo ad ogni partita. Insomma, non è titolare come spera; in più, nelle occasioni giuste, difficilmente spicca. L'unico gol finora realizzato è un regalo di Aronica al "San Paolo", quando il Torino pareggiò in extremis grazie ad una disattenzione dell'ex difensore partenopeo, prontamente sfruttata dall'attaccante granata. Ci si attende di più da Sansone: è quello che spera anche la Samp, che ha rilevato la metà del Torino e lo riscatterà a fine stagione, sempre che le prestazioni siano buone. Di certo, i blucerchiati hanno fatto un buon affare: Sansone tapperà il buco nel ruolo di vice-Eder e metterà un po' di pressione al brasiliano, apparso ultimamente irritante. Inoltre, Sansone potrebbe esprimersi meglio nel modulo di Rossi, più elastico rispetto a quello di Ventura. Insomma, il fattore "S" è in campo: Sansone, Sassuolo, Sampdoria ed il suo sinistro. Ora sta a lui.

Gianluca Sansone, 25 anni, esulta al "San Paolo", dove ha 
realizzato l'unico gol finora segnato.

28 gennaio 2013

Nel nome del padre.

Non poteva andare meglio di così: è la frase che ogni buon sampdoriano avrà pensato al termine della gara di ieri contro il Pescara. La prima senza Riccardo Garrone è stato un degno omaggio alla memoria del presidente scomparso lunedì: un 6-0 senza appello ad un Pescara molto brutto, quasi irriconoscibile, nonostante gli abruzzesi si fossero distinti per un discreto rendimento fuori casa. Adesso, la classifica è sicuramente più tranquilla, ma sopratutto il gioiellino Mauro Icardi ha attirato ulteriore attenzione sui suoi progressi: dopo la doppietta allo "Juventus Stadium", ecco il poker agli adriatici. E pensare che ha solo 19 anni..

Pedro Obiang, 20 anni, ha realizzato la sua prima rete ufficiale con la Samp.

La Samp cambia pelle in vista della scontro-salvezza contro il Pescara: via il vecchio 4-4-2 mascherato, dentro un più realistico 3-5-2, con De Silvestri avanzato sulla linea dei centrocampisti e Poli lasciato libero dai compiti di fascia. Gli abruzzesi, invece, si presentano con un particolare 4-3-1-2, con Bjarnason vicino alle due punte Caraglio e Celik: da notare gli esordi di D'Agostino e dello stesso attaccante argentino. La cosa incredibile di questo match è che il Pescara non c'è praticamente mai: né un tiro svirgolato, né un'azione pericolosa. Gli ospiti lasciano il campo totalmente ai padroni di casa, che fanno fatica a carburare, ma alla fine spingono: è sopratutto Eder ad avere due gigantesche occasioni, sprecate da pochi passi e che dimostrano come il brasiliano non sia in forma come ad inizio stagione. Tuttavia, l'errore dei difensori avversari è dietro l'angolo: alla mezz'ora, angolo di Estigarribia, sul quale Gastaldello si libera per colpire, ma viene strattonato da Terlizzi. E' rigore netto: dal dischetto, Eder spiazza Perin per l'1-0. E' solo un lampo nel continuo monologo sampdoriano, dove prima un'incornata di Costa costringe Perin ad un miracolo, poi Icardi si mangia un gol clamoroso da 10 metri. Fortunatamente, prima dell'intervallo, l'argentino rimedia: passaggio di Obiang e, con un tocco a seguire, Icardi salta Capuano e si lancia verso la porta avversaria, dove fulmina Perin con un destro angolato. 2-0 e fine del primo tempo, anche se il Pescara reclama (giustamente) un rigore non assegnato per fallo di Gastaldello su Terlizzi.
La ripresa non porta cambiamenti: la Samp continua a spingere, il Pescara - imperterrito - continua a subire. E non ci vuole molto per il 3-0: Obiang conquista un pallone vagante e spara un bel piattone, che suggella il suo primo gol ufficiale con la maglia blucerchiata. La scritta "grazie" sulla maglietta sottostante è un omaggio a Garrone, che gli costa il giallo (sensibilità dell'arbitro pari a zero) e gli farà saltare la trasferta  di Torino. Tuttavia, ormai il mosaico è completato: padroni di casa in completo controllo del match, ospiti imbambolati. Tanto che Icardi trova il 4-0 al 53', saltando Perin e depositando a porta vuota, dopo grandissima giocata ancora di Obiang: insomma, un massacro, che però non conosce la parola fine. Infatti, passano due minuti ed il numero 98 trova la prima tripletta italiana: cross basso di Eder e Icardi è solissimo in area, che regala il 5-0 alla Samp. Le entrate di Soriano e Munari (per Eder e Poli) servono a spezzare il ritmo, mentre il Pescara trova il primo tiro dalle parti di Romero solo al 70'; giusto il tempo di rimettersi a posto ed Icardi trova persino il poker, realizzando dopo un bel recupero di Soriano. E' l'apoteosi: un giocatore della Samp non segnava un poker di reti da 51 anni, uno di vent'anni non lo faceva da 60. Insomma, tripudio assoluto quando l'argentino lascia il campo a Maxi Lopez, rientrato dall'infortunio: il finale è un lento scorrere verso il 90', mentre anche il bomber ex Catania vorrebbe partecipare alla festa. Ma Perin gli blocca la strada e, per oggi, può bastare così.

Mauro Icardi, 19 anni: ieri quattro gol, è a quota sette in campionato.

Romero 6; Costa 6.5, Palombo 7, Gastaldello 6.5; Estigarribia 6, Krsticic 6, Obiang 8, Poli 6.5, De Silvestri 7; Eder 6.5; Icardi 8 (Soriano 6.5, Munari 6, Maxi Lopez 6).

Doveva essere vittoria e vittoria è stata: meno male, perché se non fossero arrivati i tre punti, le acque avrebbero cominciato ad agitarsi. In questa giornata, infatti, le pericolanti hanno tutte mosso la classifica: ci sono stati sopratutto pareggi, ma Palermo, Cagliari e Genoa non hanno mancato di accumulare qualche punticino. Certo, adesso crescono i rimpianti per la prestazione di Siena, dato che la Samp - magari con una vittoria - avrebbe portato a +9 il vantaggio sul terz'ultimo posto, che invece rimane di sei punti. Adesso ci sarà la trasferta di Torino, da affrontare senza Obiang, ma con un Maxi Lopez pienamente recuperato: la squadra di Ventura ha mostrato un grande carattere a Milano e non sarà facile affrontarla in casa propria. Tuttavia, la Samp vista con il Pescara è sembrata in palla, pur sapendo che l'avversario è stato il più timido visto al "Ferraris" in questa stagione. Icardi è a quota sette in campionato e si sente odore di nazionale, viste le lodi di Prandelli: chissà che non si prenda la briga di confermare che è pronto.
Viene da concludere con un pensiero a Riccardo Garrone: ieri, i ragazzi hanno offerto il miglior ringraziamento (calcistico) che si potesse mai dare alla sua memoria. Il giro di campo a fine gara ha emozionato molti e non sarà dimenticato; insomma, speriamo che il futuro sia florido. Con Edoardo alla guida, visibilmente emozionato nel vedere l'affetto della gente allo stadio: continuiamo nel nome del padre.

Lo striscione di ringraziamento esposto dalla squadra a fine gara:
omaggio alla scomparsa di Riccardo Garrone.

31 dicembre 2012

Ricordi di fine anno.

Siamo ormai alla fine del 2012 ed è stato un anno difficile, seppur intervallato da qualche soddisfazione. Il ritorno in Serie A, la notte di Varese, la vittoria nella stracittadina: tuttavia, si spera che si possa fare di meglio in termini di continuità nel 2013 e, come ha detto capitan Gastaldello, che sia un anno con meno sofferenze e più tranquillità. Parliamo intanto dei dieci momenti che hanno segnato quest'anno che sta per finire, trascorso tra B e A.

La vittoria di Padova. | E' il 14 gennaio 2012: la Samp del nuovo corso di Iachini, arrivato a novembre, fatica ad ingranare. E così la trasferta veneta diventa un crocevia importante, per altro contro una diretta avversaria per la conquista della promozione via play-off. Arriva una vittoria esterna per 2-1, che segnerà l'inizio della rimonta: le reti di Pozzi e Bertani, l'esordio ottimo di Juan Antonio e Krsticic, le parate di Romero. Tutti elementi che aiuteranno il Doria nella conquista dei play-off. Una sorta di ripartenza, come fu Udinese-Samp 2-3 nell'anno della Champions.

Il trionfo di Castellamare. | Siamo ormai in maggio e la Samp ha recuperato molto svantaggio dalla zona play-off, arrivando ad appaiare il Padova di Del Canto. Sotto dopo tre minuti a Castellamare contro la terribile Juve Stabia di Braglia, i blucerchiati sono anche in inferiorità numerica per la doppia ammonizione di Pellé. Ma non basta: gli ospiti prima pareggiano con Munari, poi riescono nell'impresa grazie al gol dell'uomo del destino, Mauro Icardi. Prima presenza e prima rete con la maglia del Doria per l'argentino. La futura sconfitta dei patavini a Nocera Inferiore nella domenica successiva segnerà l'ingresso ufficiale della Samp nei play-off.

Nicola Pozzi, 26 anni, segna l'1-0 a Padova: sarà un gol fondamentale.

La spalla di Rispoli. | Nella semifinale, la Samp affronta il Sassuolo di Pea, squadra arcigna per i blucerchiati. Nell'andata del confronto, Eder e Pozzi battono i neroverdi 2-1, ma nel ritorno si soffre. Nonostante il vantaggio su rigore trasformato dal centravanti della Samp, gli emiliani pareggiano e nel finale rischiano di segnare il vantaggio; sul tiro a botta sicura di Sansone, c'è la spalla di Rispoli a salvarci. Le prestazioni dell'esterno campano durante i play-off verranno ricordati da molti come determinanti per la promozione.

Din-don, din-don. | E' il 9 giugno 2012, ritorno della finale dei play-off: la Samp viene dalla vittoria casalinga dell'andata per 3-2, con la quale è in vantaggio sul Varese. Al "Franco Ossola", si gioca una partita molto equilibrata: i biancorossi non sono brillanti come in altre occasioni ed entrambe le squadre vanno vicine al gol. Finché, al minuto 91, Rispoli non cavalca sulla destra e serve Pozzi in area. Il numero 9 non ha pietà e punisce i lombardi, regalando al Doria il ritorno in Serie A. Il "din-don" diventa d'obbligo per molti tifosi blucerchiati ed il centravanti romagnolo sarà l'eroe di quei giorni.

La ripartenza ed il Camp Nou. | Chiaramente, con il ritorno in Serie A, cambiano molte cose: Iachini viene lasciato (forse troppo di fretta), si cerca Benitez e infine arriva Ferrara. Ciò nonostante, la piazza è fiduciosa: gli acquisti ci sono, i risultati di prestigio pure. Prima si pareggia con lo Schalke 04, poi si va addirittura a vincere al Camp Nou un'amichevole contro il Barcellona. Il gol di Soriano sancisce l'1-0 finale e capitan Gastaldello può alzare il Trofeo Gamper, vinto con merito, seppur contro una formazione blaugrana imbottita di giovani.

Varese, 9 giugno 2012: la Samp torna in Serie A dopo la vittoria a Varese.

San Siro espropriato. | La prima di campionato è da brividi: si ritorna a San Siro, contro il Milan. I rossoneri hanno appena perso Ibra, Thiago Silva e Cassano; la Samp si difende bene e colpisce con Costa su calcio d'angolo. La vittoria è condita anche da fortuna, ma è l'inizio di un buon cammino: 11 punti in cinque match, tre vittorie e due pareggi. Sembra l'inizio dell'idillio tra Ferrara ed i colori blucerchiati..

Dybala ed il settimo orrore. | ..ahimè, non sarà così. La Samp subisce sfortune, infortuni ed episodi arbitrali controversi. A quel punto, arriva una serie di sette sconfitte consecutive contro Napoli, Chievo, Parma, Cagliari, Inter, Atalanta e anche Palermo. In particolare, la sconfitta contro i rosanero assume i tratti del tragico, perché arrivata contro una squadra in crisi quanto la Samp. Un 2-0 secco, che porta la firma del giovane talento argentino Dybala, che realizza i primi due gol in Serie A. Al "Barbera", i blucerchiati se la giocano male, in maniera troppo difensiva. E intanto arriva il derby..

Chi trova Maurito, trova un tesoro. | L'unica cosa positiva è che anche il Genoa sta male quanto la Samp: il cambio di Delneri al posto di De Canio non ha portato i risultati sperati da Preziosi ed il derby è un crocevia fondamentale per entrambe le compagini. Fortunatamente, il Doria trova il vantaggio con una fortunosa conclusione di Poli e raddoppia grazie all'autogol di Bovo, nuova hit negli sfottò blucerchiati nei confronti dei cugini. Immobile accorcia, ma Icardi chiude con il 3-1 finale e realizza il primo gol in Serie A.

Mauro Icardi, 19 anni: la sua rete chiude il derby ed è la prima in Serie A.

L'addio di Ferrara e Sensibile.. | La buona forma della Samp si esaurisce presto: la vittoria con il Bologna ed il pareggio di Firenze vengono cancellati dalle due sconfitte contro Udinese e Catania. Così, Garrone decide per il cambio, approfittando anche dell'ingaggio rimediato da Iachini a Siena. Con un bilancio più leggero, la dirigenza esonera Ferrara, incontrando non poche perplessità. Un tecnico che non viene cacciato dopo sette sconfitte consecutive può essere messo alla porta dopo due? Sorte simile per il d.s. Sensibile, che si dimette: a lui vengono imputate due sessioni di calciomercato estive mal gestite, che costringono la Samp agli straordinari in gennaio.

..e l'arrivo di Rossi ed Osti. | Via i due "colpevoli", arriva una ventata di novità. Osti è il nuovo direttore sportivo, forse fino a giugno, in attesa di convincere Perinetti. Ma la vera sorpresa arriva in panchina: dopo anni di accostamenti e dichiarazioni di stima a distanza, Delio Rossi giunge finalmente a Genova. Il 52enne romagnolo sarà il nuovo allenatore blucerchiato, a sette mesi dalle botte con Llajic in quel maledetto Fiorentina-Novara del maggio 2012. L'esordio con la Lazio ha portato un'altra sconfitta; vediamo se questo dinamico duo riuscirà a girare una barca che non sa più dov'è la strada per tornare grandi.

Adesso ci sarà la Juventus nel giorno della Befana: sarà difficile ottenere punti, ma si spera di vedere almeno dei miglioramenti rispetto all'impostazione tattica lasciata da Ferrara. Siamo nelle mani di Delio e questi ricordi di fine anno dovranno essere decisamente migliori alla fine del 2013. Buon anno blucerchiato a tutti!

Carlo Osti, 54 anni, e Delio Rossi, 52, sono il nuovo d.s. e tecnico della Samp.

20 dicembre 2012

Spending review.

In un'Italia dilaniata dal governo tecnico e dall'incompetenza della dirigenza politica, si sentono parole nuove per la popolazione: fino all'altro giorno non sapevamo cosa fosse lo spread, tanto per fare un esempio. C'è ne è una, però, che si adatta alla situazione in casa Samp: "spending review". Nel caso blucerchiato, la revisione dei conti è stata la spinta per il terremoto avvenuto in settimana. Dopo la trasferta persa a Catania, Ciro Ferrara è stato esonerato, mentre Pasquale Sensibile si è dimesso. Al loro posto, tuttavia, arrivano due nomi graditi: Delio Rossi è il nuovo tecnico, mentre Carlo Osti prende il posto da d.s.

Carlo Osti, 54 anni, nuovo direttore sportivo della Sampdoria.

I segnali c'erano tutti, ma la svolta è stata più che improvvisa. Con cinque vittorie, tre pareggi e nove sconfitte, il campionato di Ciro Ferrara è stato chiaroscuro: nessuno si aspettava di stare in zona Europa, ma si sperava di essere più lontani dalla zona retrocessione. Invece, con 17 punti, la Samp è appena +3 dal terz'ultimo posto e passerà un Natale difficile, visto il calendario prossimo: Lazio, trasferta allo "Juventus Stadium" e Milan. Qualcuno potrà pensare che la sconfitta di Catania è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno: non è così. Altrimenti perché non esonerare Ferrara dopo le sette sconfitte consecutive tra settembre e novembre? Anzi, lo stupore aumenta pensando alle dichiarazioni dopo la partita interna con l'Udinese di due settimane fa, in cui la dirigenza ribadiva la volontà di tenere l'ex Juventus.
Andreotti diceva: "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca." La massima può essere applicata anche al caso-Sampdoria: chissà perché la dirigenza si è mossa quando il Siena ha ingaggiato Beppe Iachini, tornato in Serie A con i toscani, che hanno così liberato dal bilancio della Samp uno stipendio. Dovendo ora la società pagare "solo" Gianluca Atzori, Garrone e Sagramola hanno optato per il cambio.
Pur ringraziando la società per aver preso l'uomo che molti sampdoriani desideravano da tempo, la rabbia è un sentimento naturale: 500mila euro risparmiati a libro paga sono un incentivo più grande per cambiare panchina, rispetto ai risultati negativi? E' più importante l'economia che i risultati, nonostante tutto quello che abbia vissuto la Samp in questi ultimi due anni? A quanto pare sì.
Se per Ferrara è stato esonero, per Sensibile si è tratto di dimissioni: l'ex Novara paga due mercati fallimentari su tre (estate 2011 e 2012) e tante dichiarazioni fuori posto, in momenti in cui il silenzio era considerato d'oro. Insomma, non è stata una bella esperienza, sebbene Sensibile abbia avuto dei momenti positivi: è indubbio come abbia delle colpe sulla scelta di alcuni giocatori e/o allenatori (Ferrara, Bertani, Piovaccari), ma è anche vero come si sia preso una grossa responsabilità nello scorso gennaio, affermando come avrebbe visto tutti sul carro dei vincitori a giugno. Visto che la A è arrivata solo ai play-off, è giusto parlare di carrozzone più che di carro.. ma comunque il d.s. aveva ragione. Del resto, il rapporto è stato sempre turbolento: numerosi i tentativi di Sensibile di dimettersi già durante la scorsa annata, più uno a novembre 2012. In tutti i casi, è stato bloccato da Garrone, che gli ha dato tante opportunità.
Infine, non si può negare che Sensibile sia comunque un uomo di talento: tre promozioni in tre stagioni non si ottengono per caso ed il miracolo di Novara è un fenomeno importante. Vedremo se sarà stato un caso oppure il d.s. si riuscirà a confermare nel corso della sua carriera futura.

Pasquale Sensibile, 40 anni, e Ciro Ferrara, 45: la loro avventura alla Samp è finita.

Fuori due, avanti altri. Sopratutto uno: Delio Rossi. Tanti i suoi incroci con il destino blucerchiato: l'applauso ai 20mila che vedevano la sconfitta del Doria in finale di Coppa Italia; la possibilità che arrivasse dopo quel Samp-Palermo del maggio 2011, che sancì la retrocessione del club di Garrone in B. Insomma, era scritto che dovesse transitare da Genova, quindi mi viene da dire che è solo il naturale corso delle cose che sta prendendo corpo. Rossi ha vinto una Coppa Italia con la Lazio ed è stato autore di tante annate memorabili con diverse squadre: la Serie A con la Salernitana, salvezze a Lecce, il quasi-miracolo a Bergamo, la rinascita della Lazio post-Cragnotti, la Champions sfiorata a Palermo. A Firenze non è andata benissimo, ma la squadra era quasi salva finché Llajic non gli ha fatto perdere la testa. Ora è tutto finito e si può ricominciare con la Samp: del resto, anche noi sentiamo il bisogno di ricominciare da qualcuno che sappia il fatto suo. Meglio di così non poteva andare. Un contratto di sei mesi con opzione per il prossimo anno, nella speranza di dare consistenza a quella parola - "progetto" - che per ora sa di vuoto e confusione assoluta.
Diverso il discorso su Carlo Osti, nuovo d.s. blucerchiato: un passato alla Lazio, un buon periodo all'Atalanta, concluso però con la retrocessione del 2010. Ma sopratutto un mercato a costo zero a Lecce, che però non è bastato per salvarsi nella stagione scorsa. Osti ha firmato fino al giugno 2013: si dice che il piano di Garrone preveda l'ingaggio di Giorgio Perinetti, ex d.s. di Bari e Siena, nella prossima estate. Sarebbe il miglior passo per riprendere la corsa iniziata in quella serata di giugno a Varese e che ha subito una brusca frenata in quest'inizio di campionato. Purtroppo "spending review" e "progetto" sono soltanto parole, se poi ad esse non seguono i fatti: a Rossi e ad Osti il compito di cominciare a provvedere in tal senso.

Delio Rossi, 52 anni: è arrivato finalmente a Genova, sponda Samp.