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05 aprile 2015

Come cinque anni fa.

Un 2-0 secco, senza storie. La Samp può contare un tiro in porta, quattro in totale. Di cui tre arrivati già dopo il raddoppio della Fiorentina. I viola si godono una vittoria meritata e sorpassano la Samp in classifica grazie allo scontro diretto del Franchi. La squadra di Mihajlovic può solo recriminare per un atteggiamento troppo remissivo di fronte a un avversario di grande qualità.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, non può esser soddisfatto.

Dopo la pausa, la Samp si presenta con una striscia di quattro vittorie consecutive: Mihajlovic conferma la formazione tipo, con il tridente davanti composto da Éder, Muriel ed Eto'o. Dal canto suo, la Fiorentina di Montella (a -2 dalla Samp) cerca il sorpasso e di riprendere il ritmo, visto che in un mese i viola si giocheranno la possibilità di far bene su tre fronti. I quarti di Europa League e la semifinale di ritorno di Coppa Italia, forse, sono più importanti del campionato.
Pronti, via e la Samp sfiora subito il vantaggio: cross dalla bandierina di Muriel, la palla arriva a Eto'o in area e il camerunense calcia a giro sul secondo palo, trovando però il salvataggio provvidenziale di Gonzalo Rodriguez. Per 70', quello sarà l'unico tiro della Samp. La partita finisce completamente nelle mani della Fiorentina. Ci sarebbe un secondo giallo per Gonzalo Rodriguez, ma gli ospiti rimangono comunque imbottigliati nella propria area a lungo. Prima Diamanti sfiora il vantaggio, poi sempre il solito Gonzalo coglie il palo al 21'. Il primo tempo si chiude con un'occasione enorme per i viola: al 34', cross basso di Gonzalo Rodriguez, Silvestre anticipa tutti e per poco non fa autogol, ma Viviano ci mette una pezza.
Se il primo tempo è un monologo viola, la ripresa non cambia di molto il proprio tono. Silvestre e Romagnoli sono monumentali per altri 15', finché la Fiorentina non passa al 60'. Su angolo, Diamanti si vede chiuso lo spazio per il sinistro e prova con il destro un tiro in porta. Non è un destro straordinario, ma metà del gol va a Borja Valero, che abbassa la testa sulla traiettoria del compagno e inganna Viviano. Così arriva l'1-0 da parte di uno dei più grandi simulatori che la storia del calcio italiano abbia mai conosciuto (clamoroso il suo giallo nel primo tempo per proteste su un contatto inesistente).
Da lì, arriva subito la sberla del 2-0: Gomez appoggia la palla a 30 metri dalla porta per Salah. In piena corsa, l'egiziano semina sia Regini che Silvestre e mette dentro il raddoppio davanti a Viviano. Con quella rete, la gara della Samp - fin troppo rinunciataria - finisce. Eto'o e compagni provano a farsi vedere per recuperare, ma prima Muriel calcia a lato e poi il camerunense non è fortunato con un destro a giro, che finisce di poco largo. L'entrata di Bergessio e il passaggio a un 4-2-3-1 arrembante non producono effetti. Anzi, è Viviano a salvare il 3-0 dal sinistro di Aquilani a distanza ravvicinata. I viola meritano la vittoria e il sorpasso per il quarto posto è cosa fatta.

Alessandro Diamanti, 31 anni, e Mohamed Salah, 22, firmano il 2-0.

Viviano 6; De Silvestri 5.5 (dal 28' s.t. Wszolek 5.5), Silvestre 6, Romagnoli 6.5 (dal 38' s.t. Munoz s.v.), Regini 5.5; Obiang 6, Palombo 5.5, Soriano 5.5 (dal 22' s.t. Bergessio 5); Eto'o 6, Muriel 5.5, Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

Prosegue quindi la corsa all'Europa per la Samp. Si è rifatto sotto il Torino di Ventura, che senza impegni europei è tornato pericoloso. Il 2-1 dei granata a Bergamo li fa sperare, ma il loro calendario nelle prossime giornate non è dei migliori: dovranno affrontare in casa Roma e Juve. Intanto, l'Inter di Mancini ci conferma perché non è un avversario valido: i nerazzurri rimangono a -10 dalla Samp dopo l'1-1 interno con il Parma.
Ci sarebbe anche il Milan, prossimo avversario della Samp, che si è portato a -7 dai blucerchiati con la vittoria di Palermo. Tuttavia, fatico a considerarli dei validi avversari dopo l'ennesima prova in cui è un solo giocatore a fare la differenza, quel Jeremy Menez arrivato a 16 gol in campionato e che anche nell'andata del Ferraris andò a segno. Limitarlo sarà l'opzione numero uno nella prossima trasferta di San Siro, con la Samp che giocherà alle 20:45 di domenica.
Semmai c'è da rimproverarsi l'atteggiamento remissivo mostrato dalla Samp anche a Firenze. Dopo l'occasione di Eto'o all'inizio, i blucerchiati si sono consegnati ai viola. Va bene cercare di emulare l'Atlético Madrid, ma costruire gioco ogni tanto aiuterebbe. A cominciare dalla prossima gara: contro il Milan di Inzaghi, questo tipo di atteggiamento forse sarebbe addirittura controproducente. Bisogna attaccarli senza alcuna pietà (il pareggio dell'andata ancora brucia).
Incredibile come Firenze rimanga un campo stregato: la Samp non vince all'Artemio Franchi dal settembre 2004. Tre pareggi e sei sconfitte da quella gara vinta con i gol di Bazzani e Sacchetti. E guarda caso, come nel 2009-10, è la Fiorentina a metter fine alla striscia blucerchiata di quattro vittorie consecutive. Alla fine quella sconfitta valse comunque una cavalcata da quarto posto. Ci metterei la firma anche stavolta.

Luis Muriel, 23 anni, poco appariscente a Firenze.

31 marzo 2014

Il giusto percorso.

Più che rabbia, c'è rammarico. Un bicchiere più mezzo vuoto che mezzo pieno: questo rappresenta il pareggio di ieri della Samp contro la Fiorentina. Al Ferraris, i viola si sono fatti vedere sopratutto nel finale, mentre i blucerchiati hanno gestito bene la gara e hanno punto più volte la difesa avversaria. Negli ultimi minuti, è arrivata l'espulsione di un esasperato Mihajlovic, poco contento dell'arbitraggio di Russo e soci. Peccato: con una vittoria il sogno Europa League sarebbe stato meno lontano.

Contrasto fra Eder, 27 anni, e Borja Valero, 29: entrambi sottotono ieri.

Dopo il doppio successo contro Hellas e Sassuolo, la Samp si presenta contro la Fiorentina con Maxi Lopez davanti dal 1', Palombo nuovamente in campo, così come Eder e Gabbiadini, tenuti a riposo contro i neroverdi. La vera novità è il ritorno in campo di Gaetano Berardi, che sostituisce lo squalificato Regini e torna a giocare dal primo minuto dopo un intero girone: l'ultima volta era stata proprio a Firenze nella gara d'andata. Dal canto suo, Montella deve fare i conti con turnover e assenze: Tomovic a sinistra, Cuadrado terzino e davanti Matri, sostenuto dal duo Ilicic-Wolski.
Subito Samp aggressiva, con molti recuperi palla ai danni dei palleggiatori della squadra di Montella. E così la squadra di casa si rende subito pericolosa: la caparbietà di De Silvestri lo porta all'assist per Eder, che in area aggancia, ma spara a lato da cinque metri. Il primo tempo vede una serie di tiri dalla distanza da una parte e dall'altra, ma nulla che metta seriamente in pericolo Da Costa e Neto. Almeno fino al 33', quando il portiere viola è costretto al miracolo sulla punizione di Gabbiadini, che aggira la barriera e si piazza all'angolino basso. Stesso volo per Da Costa sul tiro di Mati Fernandez, sul quale però l'estremo difensore blucerchiato non sarebbe mai arrivato: fortunatamente, il tiro del cileno va a lato di poco. Queste le occasioni migliori, in un primo tempo a basso contenuto e con un ritmo un po' blando.
Si va al riposo, ma la ripresa vede una Samp più continua nel mettere pressione ai viola. Maxi Lopez - quasi inesistente nella prima frazione - riesce finalmente a liberarsi un po' dalla marcatura di Diakitè e spara un bel destro che Neto devia in angolo. Passa un minuto e c'è un contatto dubbio in area tra Mati Fernandez e Krsticic; sulla prosecuzione dell'azione, De Silvestri spara alto da buona posizione. La Fiorentina si rende veramente pericolosa al 57': cross in mezzo di Cuadrado e Mustafi rinvia. Purtroppo il tedesco spazza sui piedi di Borja Valero, che va al tiro a botta sicura: ancora il numero 8 blucerchiato salva sulla linea. Al 60', enorme occasione per la Samp: passaggio in mezzo dove Maxi Lopez fa velo e lascia la palla a un Gabbiadini solo. L'attaccante blucerchiato ci mette troppo a tirare e viene recuperato dalla difesa viola. Ancora Doria dalla distanza, quando Palombo ci prova dai 25 metri e il suo tiro finisce a lato di pochissimo; stessa sfortuna per Soriano, che trova Neto pronto. Da lì, la Samp finisce la spinta offensiva e lascia campo a una Fiorentina rinvigorita dagli innesti di Vargas e Ambrosini. Il peruviano colpisce la traversa con una punizione dai 30 metri: un destro potentissimo salvato dal legno, Da Costa non ci sarebbe mai arrivato. Infine, la grande occasione finale: punizione di Borja Valero, spizzata di Matri, non abbastanza precisa da trovare la porta. Finisce 0-0: due punti persi diventano quasi un punto guadagnato, ma la rabbia non passa per quella che è sembrata un'occasione sprecata.

Alessandro Matri, 29 anni, cancellato dal campo da un ottimo Mustafi.

Da Costa 6; De Silvestri 6.5, Mustafi 7, Gastaldello 6.5 (dal 30' s.t. Fornasier 6), Berardi 6.5; Palombo 7, Krsticic 6 (dal 36' s.t. Renan s.v.); Gabbiadini 6.5, Soriano 7, Eder 6; Maxi Lopez 6 (dal 22' s.t. Okaka 5.5) - già pubblicate su SampNews24

Il nervosismo di Mihajlovic, espulso dall'arbitro per proteste, si associa a quello della squadra: l'impressione è che ieri la Samp meritasse più della Fiorentina sul piano del gioco e della continuità. I viola, stanchi e in un periodo difficile, stanno subendo molto l'assenza dei suoi due bomber, Mario Gomez e Pepito Rossi. Matri non segna neanche con la porta spalancata e solo l'inserimento di Ambrosini e Vargas ha dato un po' di spinta agli ospiti. Dal canto suo, il Doria può esser soddisfatto: la strada è quella giusta.
Sì, ma per cosa? Leggo nella rete di sogni per l'Europa League. Innanzitutto, la prossima gara con la Lazio ci dirà qualcosa a riguardo. Detto questo, la classifica è corta e, con sette partite da giocare, è normale che la gente blucerchiata sogni un incredibile ritorno a livello continentale. Da parte mia, rimango realista: la Samp non riesce a vincere tre partite consecutive - è la terza volta che succede in campionato, la quarta se contiamo anche il periodo con Delio Rossi - e serve una striscia come quella dell'Atalanta per sperare nell'Europa.
Il sesto posto è lì. Forse anche il quinto, se l'Inter continua ad andare così piano (vedremo cosa faranno stasera a Livorno). Fatto sta che l'obiettivo giusto potrebbe esser quell'ottavo posto, in modo da evitare qualche turno di Coppa Italia e una preparazione estiva anticipata. Più calma per sistemare il gruppo, concordare con Mihajlovic le strategie di mercato e sperare in una squadra ancora più forte. Perché questo serve alla Samp per tornare veramente in Europa: una squadra più forte (e più matura). Se il condottiero rimarrà il serbo, allora forse si sarà trovato il giusto percorso. Quello che il famoso "progetto" aveva delineato molto tempo fa.

Un nervoso Sinisa Mihajlovic, 45 anni, espulso dal campo nel secondo tempo.

11 novembre 2013

Il futuro è una trappola.

Doveva essere sconfitta e sconfitta è stata. L'umiliazione è stata evitata solo nel risultato, perché in campo c'è stata una sola squadra, almeno fino al 75'. La Fiorentina batte la Samp per 2-1 al "Franchi", ma il risultato è bugiardo: chiunque abbia visto la partita sa come sono andate le cose. Da una parte c'era una compagine capace di nobilitare il calcio con il suo gioco; dall'altra, un manipolo di uomini che non è riuscito a creare molti problemi ad una delle migliori squadre del nostro campionato. E ora Delio Rossi è vicino all'addio.

Delio Rossi, 53 anni, vicinissimo all'esonero: si attende il sostituto.

Dopo la debacle interna con il Sassuolo, il mister blucerchiato è costretto a giocarsi la permanenza sulla panchina della Samp contro un avversario difficile: la Fiorentina di Vincenzo Montella. Come chiedere ad un cieco di vedere ciò che ha davanti agli occhi o altrimenti verrà giustiziato. A quel punto, l'allenatore torna sul prudente 3-5-2, con Gentsoglou a centrocampo e l'emergenza difesa: assenti Costa e Gastaldello, Palombo torna al centro, mentre Regini va a coprire il settore sinistro. La Fiorentina, reduce dalla matematica qualificazione ai 16esime di Europa League, riporta in campo Giuseppe Rossi come unica punta, seguito da Cuadrado e Joaquin.
Non ci vuole molto per capire che i padroni di casa disporranno degli ospiti come meglio credono: i viola cominciano a far girare palla e la Samp può far bene poco, se non aspettare un qualche errore. Tuttavia, gli errori li commettono subito i blucerchiati. Prima la difesa lascia Borja Valero da solo davanti alla porta, con lo spagnolo che fortunatamente spara alto. Poi arriva il pata-trac: su corner, Berardi trattiene vistosamente (e inutilmente) Aquilani. Rigore generoso, ma non è la prima volta che l'ex Brescia commette queste ingenuità. Sul dischetto, Giuseppe Rossi spiazza Da Costa per l'1-0 viola. Sette minuti, arriva il chiodo sulla bara della Samp: palla a "Pepito", Palombo si dimentica di marcarlo e Rossi piazza la palla nel sette di Da Costa. 2-0 e la gara sembra sigillata in favore della squadra di Montella. Anche perché la Samp ci prova solo con un flebile sinistro di Gabbiadini ed una botta dalla distanza di Obiang: troppo poco.
Al ritorno dall'intervallo, il canovaccio è peggiorato: gli ospiti ormai non trovano neanche il minimo pressing e la Fiorentina si diverte a farci girare la testa. Cuadrado e Mati Fernandez provano ad impensierire Da Costa dalla distanza, ma trovano il portiere blucerchiato pronto. Insomma, i viola si divertono, ma sembrano una bella donna allo specchio: consapevole di esserla, la Fiorentina non sferra il colpo decisivo. La Samp cambia Gentsoglou e Berardi per Wszolek e Gavazzi, passando al 4-4-2 e sperando in un mezzo miracolo. E' il polacco la chiave di volta della partita: la sua vivacità sulla fascia fa tremare i padroni di casa. Prima crea un'occasione, poi al 74' gli ospiti accorciano le distanze: ripartenza di Eder ed assist per Gabbiadini, che batte un Neto impreparato sul primo palo. A quel punto, la Fiorentina comincia a temere per il risultato e si ritrae in difesa. Con l'ingresso anche di Nicola Pozzi per Gabbiadini, gli ospiti cominciano a pensare all'incredibile rimonta. E' proprio il numero 9 blucerchiato a fornire a Wszolek una buona occasione, ma il polacco sfiora il palo con la sua conclusione. Nel finale, su corner, è sempre il centravanti di Santarcangelo di Romagna a mancare di poco il 2-2 con un suo colpo di testa. Insomma, la Samp avrà pure poca qualità, ma ci mette il cuore nel finale. Finisce 2-1 per i viola, ma il risultato è bugiardo su quanto avvenuto in campo. E poteva essere persino più bugiardo, se la Samp avesse avuto un pizzico di fortuna.

Giuseppe Rossi, 26 anni, ha chiuso la gara con un'altra doppietta delle sue.

Da Costa 6 - Dargli particolari colpe stasera sarebbe sbagliato. Dove può, è attento.
Mustafi 5.5 - Il meno peggio della retroguardia blucerchiata: come al solito.
Palombo 5 - Si dimentica Rossi sul 2-0.
Regini 5.5 - Fa fatica a sinistra, ma si fa notare persino davanti.
De Silvestri 5.5 - Anche lui non sembra al massimo della propria forma.
Obiang 5 - L'unico pericoloso dalla distanza, ma in campo non riesce a contrastare il centrocampo viola.
Gentsoglou 6 - Peccato per il fatto che sia macchinoso: nel primo tempo ha personalità e dà brio alla manovra. Poi Rossi lo toglie...
Krsticic 5 - Altra prova deludente del serbo: sembra proprio perso.
Berardi 4.5 - Già non è adatto a giocare da esterno nel 3-5-2, poi se lo metti a sinistra... in più, causa anche il rigore dell'1-0.
Eder 5.5 - Molto volenteroso, ma apparte il passaggio per Gabbiadini del 2-1 non c'è nulla.
Gabbiadini 6 - Sufficienza solo per il gol: continua ad essere un mezzo fantasma.

Wszolek 6.5 - Entra e crea molto scompiglio. Per poco non sfiora anche il 2-2: con un nuovo modulo (4-3-3?), forse potrebbe risultare decisivo.
Gavazzi 5.5 - Non fa certo peggio di Berardi.
Pozzi 6.5 - In 10' costruisce una potenziale palla-gol per Wszolek e sfiora il pareggio: è in formissima.

Ora c'è la sosta per le nazionali, ma al ritorno potremmo non trovare più Delio Rossi. Il tecnico blucerchiato era a forte rischio esonero prima della gara di Firenze e l'allarme rimane: le decisioni verranno prese con calma, ma ci sono vari nomi che circolano. Mihajlovic il favorito, Pea, Corini e Zeman tra i possibili outsider e lo spettro Colomba sugli spalti (l'ex tecnico del Padova ha seguito la Samp nelle ultime tre gare dallo stadio: se non è questo un segnale...). Intanto, la partita di Firenze ha visto la doppia mandata di Rossi: Giuseppe ha condannato la Samp, Delio probabilmente saluterà Genova. E chissà cosa accadrà nelle prossime ore. Attenzione, però: in questa Samp, il futuro è una trappola.

Eder Citadin Martins, 26 anni: ieri un altro assist, seppur inutile.

21 gennaio 2013

Onore e vendette.

C'è un voluto un giorno intero per smaltire una delusione così grande: la Samp va a trovare l'ultima della classifica e riesce a regalare una partita al Siena, che veniva da una striscia di sei sconfitte consecutive. Dolce rivincita per Beppe Iachini, che così ottiene la prima vittoria sulla panchina toscana. Dall'altra parte, si piange per un'occasione persa: è l'ennesimo scontro diretto che la Samp regala agli avversari. Non è la prima volta che accade in stagione, ma questa cosa non doveva più avere luogo. Sopratutto se hai fatto quattro punti tra Milan e Juventus..

Eder, 26 anni, esce sconsolato: brutta la sua partita, senza alcun spunto.

La Samp arriva al "Franchi" di Siena con gli stessi undici che hanno fermato il Milan la settimana prima: 4-4-2 particolare, con Poli esterno sinistro e la coppia Eder-Icardi davanti. I padroni di casa, invece, optano per un 3-4-2-1 molto veloce, con Reginaldo e Rosina che dovrebbero innescare le ripartenze di un Paolucci in forma, a segno nelle ultime due gare. Chiaramente, i toscani sono quelli che dovrebbero gettarsi in avanti, visto la necessità di vincere; tuttavia, i primi 25' sono uno spot anti-calcio: nessun tiro in porta, poco o niente da raccontare, con la Samp ad aspettare i bianconeri di Iachini. L'unica emozione la regala Romero, quando si perde il pallone su un'uscita veloce e Palombo è costretto a disimpegnare.
La prima occasione arriva al 24': Rubin mette in mezzo, ma nessuno corregge sotto porta il cross dell'esterno sinistro. Le offensive senesi della prima frazione si chiudono con un destro di Reginaldo da fuori area, parato senza problemi da Romero. Dal canto suo, la Samp non riesce ad avvicinarsi alla porta e crea la miglior occasione della gara per caso: punizione di Estigarribia, Felipe respinge malissimo ed Icardi ha la porta spalancata per bucare la rete. Ma il numero 98, in giornata pessima, sparacchia fuori: un'occasione sprecata.
La ripresa non porta nessuna novità, né tra gli interpreti in campo, né sul copione della partita: il Siena ha il pallino del gioco, ma non riesce a concludere, mentre gli ospiti aspettano chissà quale grazia. Così, Iachini decide che è ora di portarsi a casa la prima vittoria in campionato, mettendo dentro Bogdani e Sestu per gli spenti Paolucci e Rosina. Neanche a farlo apposta, sono i due subentranti a cambiare la partita al minuto 71: accelerazione di Sestu, che brucia Costa e mette in mezzo, dove ad attenderlo c'è l'incornata di Bogdani. De Silvestri sovrastato e Romero può solo guardare il pallone che s'insacca: 1-0 per i toscani.
Rossi sistema poco, sia perché il materiale in panchina non è molto, sia perché tarda a cambiare la squadra: gli ingressi di Soriano, Munari e Savic portano a creare solo un paio di occasioni. A metà tempo, percussione di Costa e destro di Poli, che Pegolo respinge in angolo. Poi, Icardi si accende per l'unica volta in tutta la partita e mette in mezzo, ma Soriano sparacchia in rimessa laterale da due passi. Non solo: il Siena sfiora il raddoppio con Bogdani e Sestu spreca un buonissimo contropiede nel finale.
Il resto è rissa: al 76', l'ariete albanese centra con un calcione lo stomaco di Romero e si becca solo il giallo (decisione da ufficio indagini). Poi, nel finale, i raccattapalle senesi fanno perdere tempo alla Samp, gettando palloni in campo: Gastaldello s'infuria e se la prende con Iachini. Inoltre, il portiere blucerchiato tenta di vendicarsi su Bogdani, scatenando anche un parapiglia con il vice-allenatore del Siena (che avrebbe bisogno di una visita, a giudicare dalla faccia rabbiosa che mette in campo nella rissa finale). Insomma, tante botte e poche occasioni: una Samp inguardabile, che non meritava di vincere, ma che forse non doveva neanche uscire sconfitta dal campo del "Franchi".

Erjon Bogdani, 31 anni, match-winner della partita di ieri.

Romero 5.5 | Onestamente non ha molto da fare. Chiude bene su Bogdani nel finale, si prende un calcione, ma sopratutto sul gol non sembra irreprensibile.
De Silvestri 5.5 | Ci siamo sperticati in lodi durante queste settimane, poi Rubin se lo mangia a Siena: misteri.
Gastaldello 6 | Benino. Anche lui ha qualche colpa sul gol, dato che avrebbe dovuto marcare lui Bogdani; nel finale, non si trattiene e finisce nel mischione finale.
Palombo 6.5 | Il migliore per distacco: sui lanci lunghi c'è ancora strada da fare, ma Paolucci non vede un pallone.
Costa 5.5 | Se in fase offensiva regala qualche spunto, in fase difensiva lascia strada a Sestu.
Krsticic 6 | Si fa un mazzo così e non esita ad entrare duro.
Obiang 5 | Pessima partita del bambino prodigio: peccato, ma non sempre si può essere efficaci.
Poli 6 | Raddoppia spesso su Angelo e l'unico tiro della gara nella porta senese è suo.
Estigarribia 4.5 | Non si capisce esattamente cosa si debba fare con lui: è stato provato in tante posizioni, ma ieri a Siena ha toccato il punto più basso della sua avventura blucerchiata.
Eder 5 | Male anche lui: sostituito a metà tempo, guarda il campo con un'espressione a metà tra l'imbronciato ed il malinconico: sapesse come l'abbiamo guardato noi nell'ora in cui è stato sul terreno di gioco..
Icardi 4.5 | La peggior partita della sua carriera con la maglia della Samp. Neto se lo mangia, a conferma di due teoremi: a) il difensore portoghese è veramente bravo; b) ne deve mangiare di pastasciutta prima di chiedere aumenti o ritocchi.

Soriano 5 | Nel finale si divora un'occasione, sparacchiando in rimessa laterale.
Savic 6 | Il voto è di stima: si muove nella baraonda dell'ultimo quarto d'ora e cerca spazi.
Munari s.v. | Entra per confermare il fatto che non c'era materiale per cambiare la partita in panchina.

Questa è una grave sconfitta, ma oggi è già ieri e quindi c'è bisogno di pensare al futuro: il trittico Siena-Pescara-Torino andava cominciato meglio, anche perché era lecito aspettarsi 6/7 punti da queste partite. Ora, la gara di domenica contro gli abruzzesi è decisiva, perché c'è un bisogno disperato di staccarsi dalle pericolanti: non si può stare tutto il campionato così. Ieri si è perso l'onore, giocando in maniera nauseabonda; Iachini, inoltre, si è anche "vendicato" di chi non c'è più e lo ha cacciato. Non è il caso di stare a commiserarci, ma di reagire, visto che la fortuna (vedi risultati delle altre) sembra averci graziato.. per ora.

Sergio Romero, 25 anni, scatenato a fine gara: neanche sei persone riescono a fermarlo.