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19 gennaio 2015

Un sogno infinito.

Terzo posto a pari merito con il Napoli a quota 33 punti. Vittoria con il Parma al Tardini per 2-0, che permette alla Samp di tornare a vincere nell'impianto gialloblu dopo sette anni. Primo gol in campionato per Bergessio, a secco per lungo tempo. Raddoppio di Soriano, anche lui al primo sigillo (stagionale). Saremo davanti alla Fiorentina per almeno altre due settimane e alle milanesi per altre tre. In settimana arriveranno Eto'o e Muriel. Dov'è la fregatura per la Sampdoria?

Massimo Ferrero, 63 anni, patron della Samp terza in classifica.

Già, perché di fronte a tutto questo ben di dio, ti sembra quasi la fregatura ci DEBBA essere. Un po' come nella partita di oggi: Parma ultimo in classifica e in difficoltà, Samp in ripresa dopo la vittoria contro l'Empoli. Insomma, per molti una vittoria già scritta. Ma ne siamo sicuri? E invece è andata proprio così. La Samp è partita dall'ormai consueto 4-3-1-2, con Duncan promosso titolare al posto di Rizzo e la conferma di Bergessio accanto a Eder. Diverso lo schieramento parmense, con un 3-4-3 che in fase difensiva diventava 3-6-1 e Cassano unica punta.
Uno schieramento che non ha pagato, se si pensa che il Parma ha creato solo due vere occasioni in tutta la gara. La Samp ha avuto un andamento guardingo nel primo tempo, studiando la situazione e riuscendo a creare un paio di occasioni solo in contropiede. Al 23', Eder lancia in profondità Duncan e il ghanese rientra sul mancino una volta in area, evitando così l'intervento di Costa. Tuttavia, il sinistro del numero 6 blucerchiato viene parato in due tempi da Mirante. Sette minuti dopo, è il Parma ad avere l'unica occasione del suo primo tempo: cross di Rispoli, velo di Mauri e destro a botta sicura di Gobbi, che però centra Viviano. Sul finire della prima frazione, una botta di Eder su punizione dal limite dell'area sibila accanto al palo alla sinistra di Mirante.
Rientrati in campo, la Samp lascia perdere l'atteggiamento prudente e comincia a macinare gioco. E al 53' ecco il vantaggio blucerchiato: palla in profondità di Soriano per Eder, il brasiliano mette in mezzo e la dormita di Costa consente a Bergessio di insaccare il suo primo gol in A con la Samp. Un 1-0 legittimato da quanto accade nei successivi 20', dove la Samp tiene il pallino del gioco e il Parma fatica ad arrivare ai 30 metri blucerchiati. Il 2-0 è la logica conseguenza: percussione di Duncan e palla in mezzo, dove ancora Bergessio si fa trovare pronto. L'argentino coglie clamorosamente il palo, ma Soriano mette dentro da 4-5 metri sulla ribattuta. Il raddoppio mette in ghiaccio la gara e c'è giusto il tempo per la seconda occasione del Parma in tutta la gara: discesa di Rispoli, palla in mezzo e Palladino manda alto da buonissima posizione. Nel finale c'è tempo per l'entrata di Djordjevic e gli applausi al duo d'attacco. Ora il terzo posto è nuovamente nelle mani della Samp, seppur insieme al Napoli (vittorioso a Roma contro la Lazio).

Raffaele Palladino, 30 anni, simbolo di un Parma in difficoltà.

Viviano 6.5 - Poco impegnato, è comunque pronto sul destro di Gobbi nel primo tempo. Non può nulla su Palladino, ma l'ex Genoa lo grazia.
De Silvestri 6.5 - Dalle sue parti Cassano non fa molto per farlo patire.
Silvestre 6 - Onestamente non ha molto da lavorare.
Romagnoli 6.5 - Più incisivo, ma sopratutto più impegnato del suo compagno di reparto.
Regini 6 - Partito a sorpresa dall'inizio, soffre la velocità di Rispoli.
Obiang 6.5 - Si becca un giallo, ma è sempre sul pezzo.
Palombo 6.5 - Ci sono un paio di sue chiusure fondamentali che evitano grattacapi maggiori alla retroguardia della Samp.
Duncan 7 - Oggi il migliore insieme a Eder, ma va premiata la tenacia e la continuità del ghanese durante tutti i 90 minuti in campo.
Soriano 7 - Il gol è la ciliegina sulla torta di
Eder 7 - Il motore d'attacco di questa Samp. Sfiora due volte il gol, poi serve l'assist dell'1-0. Sono molto, molto curioso di vederlo con Eto'o.
Bergessio 6.5 - Finalmente si sblocca anche in campionato e decide una partita di capitale importanza per il destino della Samp in questo campionato.

Okaka 6 - Dà il cambio a un esausto Eder e tiene alta la squadra.
Krsticic s.v. - Passerella finale.
Djordjevic s.v. - Un'entrata buona per esordire in Serie A.

Ora si attende il Palermo al Ferraris per la prima del girone di ritorno. I rosanero vanno a grande velocità e Iachini - grazie anche al duo Dybala-Vazquez - ha impostato una squadra di grande valore. Non sarà una gara facile, ma la speranza è che nessuno ci svegli da questo sogno che appare infinitamente più grande di chiunque avesse mai immaginato.

La gioia combinata di Angelo Palombo, 33 anni, e Lorenzo De Silvestri, 26.

05 dicembre 2014

Il presente è l'unica cosa che conta.

Il turn-over ha funzionato: la Samp passa agevolmente l'impegno di Coppa Italia contro il Brescia, battendo i lombardi per 2-0. Una gara tranquilla per i blucerchiati, che hanno accelerato quanto bastava per avere la meglio sulle Rondinelle di Iaconi. Le reti di Gabbiadini e Bergessio hanno chiuso la contesa, con gli ospiti che hanno avuto giusto qualche sprazzo d'orgoglio. L'unica nota negativa è l'espulsione di Mihajlovic nel finale di gara per un diverbio con il quarto uomo.

Manolo Gabbiadini, 23 anni, segna ma non esulta dopo l'1-0.

La Samp opera un po' di cambi in vista dell'impegno di campionato che ci sarà lunedì sera, quando i blucerchiati saranno di scena a Verona contro l'Hellas. Torna Viviano in porta e Fornasier esordisce in stagione, mentre Marchionni è il regista di centrocampo. Al suo fianco c'è spazio per Krsticic, mentre Sansone è il trequartista dietro il duo Gabbiadini-Bergessio. Il Brescia, reduce da un difficile momento in B, schiera la formazione titolare e punta tutto su Andrea Caracciolo, uno dei quattro ex in campo nelle Rondinelle.
Gli ospiti iniziano meglio della Samp: un paio di incurisioni e di cross non sfruttati che mettono in apprensione i padroni di casa, fino ad arrivare alla conclusione di Benali al 17', che però trova pronta Viviano. Da lì in poi, inizia un monologo della Samp. Bergessio ci prova due volte, ma Arcari stoppa i suoi tentativi. Al 31', la svolta della partita: palla filtrante di Krsticic e Sansone scatta bene, salta Arcari e viene steso dal portiere del Brescia. Bergessio vorrebbe battere il rigore per sbloccarsi, ma Mihajlovic intima Gabbiadini di presentarsi al dischetto: tiro secco alla sinistra di Arcari e 1-0. La preoccupazione è sul fatto che Manolo non esulti: un segnale in chiave di mercato? Intanto, Bergessio e Sansone provano ancora a impensierire Arcari, che però para tutto, compresa una punizione di Gabbiadini dai 25 metri alla fine del primo tempo.
Nella ripresa, il copione non cambia: Sansone esce per infortunio e lascia spazio a Fedato. Dopo una girandola di sostituzioni e gialli, arriva il 2-0 blucerchiato: erroraccio di Antonio Caracciolo in disimpegno, Fedato ne approfitta e mette dal fondo un pallone facile facile a Bergessio, che deve solo spingere dentro a porta vuota. Raddoppio della Samp e primo gol in maglia Doria per l'argentino ex Catania. Da quel momento, la partita deve essere solo gestita. C'è tempo per gli esordi in blucerchiato di Djordjevic e Lulic, che entrano rispettivamente per Gabbiadini e Obiang. Molto interessanti alcuni spunti del montenegrino, a cui andrebbe dato più spazio. Il Brescia ha comunque due buone occasioni: Oliveira spreca da pochi passi con un'incornata su corner, mentre Valotti trova prima la parata di Viviano e poi il salvataggio di Cacciatore. La traversa di Benali - su conclusione deviata da Djordjevic - chiude la contesa sul 2-0 per i padroni di casa.

Michele Arcari, 36 anni, ieri ha salvato diverse volte il risultato.

Viviano 6.5; Cacciatore 6.5, Fornasier 6, Gastaldello 7, Regini 6; Obiang 5.5 (dal 41' s.t. Lulic s.v.), Marchionni 7, Krsticic 6; Sansone 5.5 (dal 1' s.t. Fedato 6.5); Bergessio 6.5, Gabbiadini 6.5 (dal 19' s.t. Djordjevic 6) - già pubblicate su SampNews24

E così la Samp si è guadagnata gli ottavi di finale, dove a metà gennaio troverà l'Inter di Roberto Mancini. Sarà un incrocio con il passato per Sinisa Mihajlovic, che è stato vice del Mancio in nerazzurro dal 2006 al 2008, nonché ex giocatore dell'Inter dal 2004 al 2006. Il tecnico serbo ha concluso la serata con un'espulsione, dovuta al suo carattere fumantino e a un'incredibile tendenza dei corpi arbitrali italiani a indignarsi per qualunque cosa. Salterà lo scontro con l'amico Roberto, ma anche ieri sera ha confermato che la squadra c'è, qualunque sia la formazione.
La partita ha regalato qualche indicazione importante. Viviano è rimasto in forma nonostante l'infortunio e il lungo tempo trascorso in panchina. Fornasier ha messo qualche minuto nelle gambe alla prima stagionale. Molto bene Marchionni, che forse andrebbe considerato di più: capisco che Angelo Palombo sia una sorta di intoccabile. Tuttavia, nonostante sia più vecchio e non abbia l'atletismo di una volta, Marchionni ha trovato una seconda vita in regia. Ieri, contro una squadra di B, ha fatto quello che voleva. Se sapesse replicare lo stesso rendimento in A, converrà tenerne conto per il futuro.
Davanti Gabbiadini ha segnato, ma non ha nulla di cui gioire. Forse sente la pesantezza di questo probabile trasferimento al Napoli a gennaio: un cambio in corsa, improvviso e di grande portata. Tornando a pensare a quelli che (forse) rimarranno, Bergessio si è sbloccato. Intanto, se il numero 11 blucerchiato veramente lasciasse Genova, diamo una chance a Luka Djordjevic: nella mezz'ora disputata ieri, il ragazzo ha mostrato movimenti interessanti. Non è detto che il sostituto di Gabbiadini non sia già in casa. Ora si pensa alla trasferta di Verona. Ricordate: il passato non si può modificare, il futuro è incerto. Sul presente, invece, si può lavorare.

Sinisa Mihajlovic, 45 anni, espulso ieri sera a fine gara.

03 novembre 2014

Vorrei giocare come Luca Rizzo.

Una giornata migliore di così forse non poteva esser vissuta. Intensità, cattiveria e organizzazione di gioco, nonostante un ampio turn-over e il cambio di modulo: la Samp di Mihajlovic ormai è realtà, c'è poco da fare. Possiamo darci tutti i pizzicotti che vogliamo, ma il 3-1 alla Fiorentina certifica una squadra che può fare bene anche con le grandi. E alcuni interpreti hanno dimostrato che saranno utili in più di un'occasione.

Angelo Palombo, 33 anni, ieri a segno su calcio di rigore.

Mihajlovic cambia la sua Samp dopo la sconfitta di San Siro: dal consueto 4-3-3 a uno speciale 3-5-2 contro la Fiorentina. La mossa sembra fatta apposta per limitare Cuadrado e reggere bene di fronte al grande talento del centrocampo viola. Quindi dentro un trio di centrali del tutto inedito: Cacciatore, capitan Palombo e Regini. Sulle fasce confermato De Silvestri e dentro Mesbah, mentre Rizzo è titolare dal 1' per sostituire Palombo, passato in difesa. Davanti chance per Bergessio al fianco di Okaka. La Fiorentina non si snatura e conferma un 3-4-2-1, con Borja Valero e Ilicic in appoggio a Babacar, in gran forma.
L'inizio è buono per gli ospiti, che ci provano con Marcos Alonso e Babacar, ma in entrambi i casi il pallone non va in porta. Dall'altra parte, prima Bergessio manca la deviazione su un tiro di Soriano, poi Rizzo salta mezza difesa viola, ma tira a lato. Comincia subito a distinguersi l'arbitro Giacomelli, che nega un rigore solare a Okaka. Il centravanti salta Neto con uno stop, ma l'ostruzione del portiere ospite è considerata regolare. Va meglio al 27', quando Aquilani sgambetta Soriano sulla corsa e l'arbitro fischia il rigore: l'intervento è involontario, ma a velocità normale il rigore è fisiologico. Dagli undici metri si presenta Palombo, che spiazza Neto e trasforma per l'1-0.
Da quel momento, la gara impazzisce. Pochi minuti e Giacomelli concede un altro penalty, stavolta inesistente, per la Fiorentina: Babacar e Palombo si strattonano a centro area per la posizione, ma alla fine l'attaccante viola riesce a tirare, seppur a lato. L'arbitro fischia il rigore e ammonisce Palombo. Fortunatamente la premiata ditta Romero-Gonzalo Rodriguez ci pensa a rimediare al torto subito dai blucerchiati: brutto il tiro del centrale della Fiorentina, l'argentino della Samp azzecca l'angolo e para. Ancora Marcos Alonso sfiora la porta con un colpo di testa su corner, ma poi è Rizzo a prendersi il palcoscenico: finta a tre giocatori viola, rientra sul mancino quasi sulla linea di fondo e tira. La palla entra e la Sud è in visibilio per il ragazzo con il cuore blucerchiato, al primo gol in A. Sarebbe un perfetto primo tempo, ma la Samp fa in tempo a concedere il 2-1. Savic sovrasta Regini e svetta su corner: la Fiorentina accorcia le distanze e per il montenegrino è il terzo gol contro la Samp in carriera.
Il secondo tempo è un tentativo continuo della Fiorentina di cuocere a fuoco lento la Samp, tramite il possesso palla e la convinzione che prima o poi la palla entrerà. Ma la squadra di Mihajlovic sa soffrire e gli ospiti non creano grandissimi occasioni, nonostante il possesso palla maggiore. Una punizione di Babacar impensierisce Romero, che però blocca. Dall'altra parte, Okaka in contropiede ci prova almeno tre volte, ma trova sempre Neto sulla sua strada. In una girandola di sostituzioni e cartellini gialli (saranno ben sette a fine gara), ci pensa Eder a chiudere la partita. Al 77', dopo esser entrato da una decina di minuti, fugge dalla sua metà campo ed evita gli interventi di Savic e Gonzalo Rodriguez. Il 3-1 permette al brasiliano di sbloccarsi e finisce la Fiorentina, che mette dentro Mario Gomez ma non crea praticamente più nulla. Giacomelli trova ancora il modo di distinguersi, non espellendo per seconda ammonizione Babacar (che stende Soriano lanciato in porta). Finisce così e la Samp festeggia il terzo posto in graduatoria e in solitaria.

La gioia della Samp per il primo gol di Rizzo in A: è 2-0.

Romero 7 - Solido come già visto contro Roma e Inter, ha il merito di neutralizzare il penalty di Gonzalo Rodriguez. Bella soddisfazione per lui, che comunque deve incassare la rete di Savic.
Cacciatore 7 - Sembra strano a dirlo, ma è sembrato il migliore in campo. Da terzino corre troppi rischi, ma da centrale destro in una difesa a tre è ovunque. Fa almeno due chiusure fondamentali.
Palombo 6.5 - Rigore trasformato e tempi buoni da centrale difensivo. Non merita il giallo per il (presunto) rigore su Babacar.
Regini 6 - Un paio di sbavature ci sono. E in difesa si perde Savic sul corner che porta i viola ad accorciare le distanze a fine primo tempo.
De Silvestri 6.5 - Tiene bene le distanze e quando può sale a destra.
Rizzo 7 - Il suo gol è una meraviglia, ma in generale dimostra di aver qualcosa in più di quanto aveva dimostrato sinora. Contentissimi i tifosi, contento lui.
Obiang 6.5 - Primo tempo bruttino, ripresa da mostro: il voto è la giusta media.
Soriano 6.5 - Sempre dinamico, si guadagna con furbizia il rigore dell'1-0.
Mesbah 6.5 - In attacco si fa vedere poco, ma in difesa ha il merito di annullare Cuadrado.
Bergessio 6 - Personalmente ho apprezzato l'impegno e mi sembra che la condizione stia migliorando. Speriamo di vederlo in rete presto: se lo merita.
Okaka 7 - Commovente la sua gara: fa a sportellate con tutti e non c'è una volta in cui riescano a buttarlo giù. Gli manca solo il gol.

Eder 7 - Solo per il gol prende mezzo voto in più. Una fuga mai rallentata, ma veramente efficace.
Krsticic 6 - Deve riprendere il ritmo-partita. Servirà anche lui più in là.
Duncan s.v. - Entra nel finale per concedere la passerella a uno stremato Soriano.

Una grande gara. Forse la certificazione definitiva che la Samp - per mentalità e organizzazione - può ripetere quanto fatto da Parma e Torino la scorsa stagione. Ora bisogna vedere se il fisico accompagnerà questa scalata o ci sarà qualche stop, vista la lunghezza dell'annata. E se ci sarà qualche arbitro che avrà manie di protagonismo, perché la direzione targata di Giacomelli è stata sicuramente insufficiente. Il Milan di sabato prossimo sarà l'ultimo test prima del break internazionale. Speriamo sia un'altra bella serata, che consacri qualcuno in ottica nazionale (Italia-Albania si gioca a Genova: chissà...). E speriamo di rivedere la stessa dedizione mostrata in questa gara. Specie da ragazzi come Luca Rizzo: genovese, sampdoriano e faticatore dai piedi buoni.

La festa a fine gara per il successo ottenuto: è ancora terzo posto.

07 settembre 2014

Quanto tempo.

Il campionato è iniziato, ma nel frattempo abbiamo detto arrivederci al calciomercato estivo. Si ritornerà a parlare di trasferimenti in inverno. Anzi, in realtà non si smette mai, ma tant'è che la Serie A e il campo ora chiedono spazio. E dopo il pareggio raggiunto in inferiorità numerica a Palermo, ora si può tentare di fare un bilancio sul mercato della Samp. Un buon mercato, come quelli che non si vedevano da anni: i migliori risultati sono stati ottenuti sopratutto in uscita.

Gonzalo Bergessio, 29 anni, arrivato per tre milioni di euro dal Catania.

MOVIMENTI IN ENTRATA - voto 6.5
La giusta media tra il 6 del mercato per la prima squadra e l'8 per quello della Primavera. Lasciatemi subito lodare Riccardo Pecini, tornato alla Samp dopo l'esperienza al Monaco. La Primavera blucerchiata sarà una delle favorite per la prossima stagione: gli acquisti di Barry, Blanco (dal Real Madrid...) e Baumgartner saranno utilissimi. Se avesse anche riportato Manaj all'ovile e Babic da subito, sarebbe stato un mercato giovanile con i botti.
In entrata si è fatto tanto. Magari con poca inventiva - tranne i colpi Campaña e Djordjevic - ma si è rimediato ciò che Mihajlovic aveva richiesto. La Samp ha innanzitutto un nuovo portiere, quell'Emiliano Viviano che ha passato l'ultimo anno in tribuna all'Emirates Stadium. La formula prevede un prestito con diritto di riscatto a quattro milioni: tanti, ma Mihajlovic crede nel ragazzo. Dietro sono arrivati anche Alessio Romagnoli, centrale della Roma, e Matias Silvestre, difensore dell'Inter. Entrambi sono arrivati in prestito, sebbene per Romagnoli è un'opzione per valorizzare l'investimento su di lui. Silvestre vedrà scadere il suo contratto a giugno, perciò potrebbe legarsi alla Samp da febbraio prossimo. Il nuovo vice-De Silvestri sarà Fabrizio Cacciatore, lasciato libero inspiegabilmente dopo un buon campionato con l'Hellas Verona.
Diverso il discorso a centrocampo, dove c'erano già interpreti fissi. Si è deciso di puntellare il tutto con il ritorno di Luca Rizzo dal Modena: un sogno per il ragazzo, genovese e doriano. In più, la Samp si è assicurata anche il prestito biennale di Alfred Duncan dell'Inter: un peccato che non ci sia un qualche riscatto sul ghanese, che ha fatto bene nell'anno e mezzo a Livorno. Davanti, visti gli intoccabili Eder e Gabbiadini, pochi i ritocchi. Mancava un centravanti alternativo a Okaka ed è arrivato Gonzalo Bergessio: tre milioni di euro al Catania e un usato sicuro per la Samp, visto che l'argentino ha realizzato già 35 gol in A con la maglia degli etnei. Poi il ritorno di Francesco Fedato dal Catania e l'arrivo all'ultimo minuto di Luka Djordjevic (interessante, ma chissà quanto spazio potrà mai trovare...).
Il buon lavoro è stato fatto nella fase di comproprietà: riscattati Cacciatore e Regini, preso Salamon nell'affare Poli, acquistata la metà di De Silvestri (finalmente!). In più, Gabbiadini è stato trattenuto, nonostante la Juventus forse avrebbe voluto riportare l'attaccante a Torino. Ma il numero 11 blucerchiato voleva giocare e ha prevalso il rinnovo della compartecipazione. Il doppio scambio con il Parma ha portato Djamel Mesbah e Marco Marchionni: saranno utili nella turn-over. Rimane il rimpianto Balanta: venti giorni per arrivare a un buco nell'acqua. Peccato: sarebbe stato una plusvalenza sicura.

Shkodran Mustafi, 22 anni, ha salutato la Samp ed è approdato a Valencia.

MOVIMENTI IN USCITA - voto 8
I veri botti sono stati qui. L'uscita principale è stata quella di Shkodran Mustafi, che ha salutato la Samp dopo esser diventato campione del Mondo con la Germania. Un buon affare quello realizzato con il Valencia: otto milioni più due di bonus. Senza contare un'amichevole la prossima estate con il club spagnolo e una percentuale sulla prossima vendita. Mi aspettavo una squadra della Bundesliga pronta a prelevare il ragazzo, ma alla fine è andata comunque bene.
Il vero capolavoro di Osti è stato liberarsi di tutti quei pesi rimasti e di riuscire a mandare quasi tutti i giovani in prestito. Addio immediato a Massimo Maccarone ed Emanuele Testardi, entrambi lasciati liberi di scegliersi una prossima destinazione. Fiorillo è diventato bianconero per metà, ma il prestito al Pescara gli farà bene: sarà protagonista. Via per una stagione anche Falcone al Como, Tozzo e Corazza al Novara, Salamon al Pescara, Lombardo jr. alla Cremonese, Martinelli e Beltrame al Modena e Sampietro all'Ancona. Tutte operazioni che faranno crescere questi ragazzi, sebbene mi sarei tenuto Corazza in B: il ragazzo ha fatto molto bene al Sud Tirol, meritava qualcosa in più della Lega Pro.
Nei prestiti sono rientrati anche giocatori che non hanno trovato una sistemazione definitiva: Eramo e Gavazzi alla Ternana, Volta al Cesena, Rodriguez al Gremio (quanti rimpianti su questo ragazzo: non sapremo mai se era veramente un pacco). Due casi particolari tra le cessioni temporanee. Il primo è quello di José Campaña: lo spagnolo era arrivato dal Crystal Palace per poco più di un milione di euro, ma alla fine è andato al Porto in prestito con diritto di riscatto a tre milioni. Un modo soffice per sottolineare la bocciatura di Mihajlovic o semplicemente il sacrificato tra gli otto a centrocampo per tre posti? Chi lo sa. Fatto sta che tutti ci guadagnano qualcosa. Infine Federico Piovaccari: niente ritorno in Romania per lui, visto che la Steaua non poteva permettersi un riscatto. E così è arrivata la proposta dell'Eibar in Liga, buona per tutti. Il club spagnolo pagherà quasi tutti i 700 mila euro dell'ingaggio di Piovaccari, il giocatore farà un'esperienza importante e la Samp risparmierà molto dell'ultimo anno di contratto con l'attaccante.
Sulle cessioni definitive, si è accumulato un gruzzoletto con i giocatori che non erano più nei piani di Mihajlovic: Berardi al Leeds, Rossini al Sassuolo, Signori al Modena, Bjarnason di ritorno a Pescara, Gentsoglou all'Ertegolis, Renan all'Al-Nasr. Poli riscattato definitivamente dal Milan, così come Icardi dall'Inter e Biabiany dal Parma. Con i ducali si sono intavolati anche i due scambi di sopra, che hanno portato Costa e Juan Antonio in Emilia. Perché allora non un bel 10 a questo mercato in uscita? Perché è mancata la risoluzione del caso più spinoso: Sergio Romero rimane a Genova, insieme al suo contratto da un milione e 700 mila euro fino a giugno 2015. E così la mossa di cederlo al Monaco in prestito con diritto di riscatto nell'estate 2013 si è rivelata un clamoroso autogol, che l'argentino - inssieme al suo procuratore Mino Raiola - han sfruttato per rifiutare qualunque proposta poco vantaggiosa (tecnicamente o economicamente). Peccato, altrimenti Osti l'avrebbero santificato.

Sergio Romero, 27 anni: alla fine l'argentino è rimasto a Genova.

17 dicembre 2012

Cannoli d'annata.

I deja-vù sono fenomeno comune negli ultimi anni; lo so ancor più per il tifoso medio della Sampdoria. A Catania, arriva un'altra sconfitta. La seconda consecutiva, la nona in 17 giornate: insomma, non un grande trend, sopratutto se si pensa che le altre squadre che lottano per la salvezza stanno muovendo la classifica. Il Doria, andato in vantaggio al "Massimino", ha avuto occasioni per chiuderla; poi, la squadra di Maran ha ripreso il pallino del gioco in mano ed è finita lì. Una giornata che era ottima fino al 45' e poi ha finito per trasformarsi nell'ennesimo psicodramma stagionale.

Gaetano Berardi, 24 anni, e Nicola Legrottaglie, 36, lottano per il pallone.

La compagine blucerchiata si presenta a Catania con il rientro di Mustafi e Krsticic, lasciando spazio al solito 4-5-1 in versione ferrariana. I padroni di casa, invece, recuperano Barrientos dopo la vittoria di Siena, confermando Castro nel tridente d'attacco. La fatica dell'impegno di Coppa Italia, disputato in settimana, si fa sentire per i rossoazzurri: all'inizio, il Catania appare poco fluido ed il gioco di Maran sembra esser sparito. Di contro, la Samp non punge e si limita ad assistere ai tentativi imprecisi dei siciliani, prima con Izco, poi con Bergessio. Quando la Samp appare schiacciata al limite dell'impossibile, ecco l'episodio-svolta: dopo essersi mangiato un gol in area avversaria, Icardi salta mezza difesa catanese, fino a che non viene steso da Legrottaglie. Per il sig. Giacomelli è rigore netto e giallo per il difensore; Maresca, capitano odierno, trasforma spiazzando Andujar.
Se l'1-0 appare immeritato, la Samp prova subito a raddoppiare: una grande azione di Icardi semina il panico in area rossoazzurra, ma l'argentino spara fuori davanti ad Andujar. Poi è Eder, appena entrato per l'infortunato Maresca, ad impegnare il portiere avversario. Il Catania tenta un pressing finale e chiede un rigore per un'entrata scomposta di Romero su Bergessio; tuttavia, l'episodio sembra regolare e così la squadra di Maran conclude il primo tempo con un pugno di mosche.
Vista la situazione di vantaggio e la nuova disposizione offensiva (un 4-4-1-1 con Eder a supporto di Icardi), la Samp sembra in grado di controllare un Catania in difficoltà. Tuttavia, il Doria crea l'ultima occasione della sua partita al 53': bel lancio di Eder, Bellusci manca l'intervento e Icardi deve solo centrare la porta. Sfortunatamente, l'argentino spedisce in curva. E così il match si chiude, dato che gli ospiti arretrano il baricentro, mentre i rossoazzurri dominano, seppur non tirino troppo in porta.
Al 54', il pareggio di Paglialunga è solo l'anticipo di un secondo tempo da inferno: sulla sponda di Bergessio, né Rossini né Berardi chiudono il mediano catanese prima che tiri. Dieci minuti dopo, è lo stesso numero 9 rossoazzurro a portare in vantaggio i padroni di casa. Sull'azione del 2-1 succede di tutto: Mustafi, infortunato, si perde Marchese; il terzino mette in mezzo e Costa, dopo aver tenuto tutti in gioco, guarda Bergessio e lo lascia staccare in area per il vantaggio della squadra di Maran. Un'azione così mal gestita da farti passare qualunque speranza.
A questo va aggiunta la totale assenza di reazione della Samp: nonostante l'entrata di Castellini e Pozzi ed il passaggio ad un 4-3-3 atipico, gli ospiti non creano neanche un'occasione. Anzi, è il Catania a sfiorare il 3-1 sempre con Bergessio, che manda di testa a lato una punizione di Lodi. Il resto è una lunga agonia verso il 90', quando Castro sigla il 3-1 su gentile regalo di Rossini, che liscia l'assist di Bergessio. Ferrara si arrabbia con Maran a fine partita ed accusa il Catania di intimidazioni all'arbitro. Non voglio discutere l'ostilità del pubblico del "Massimino", viene però da dire che sarebbe meglio pensare a cosa cambiare in questa squadra. Domenica arriva la Lazio, un'altra figuraccia sarebbe troppo da sopportare.

Enzo Maresca, 32 anni, trasforma il rigore del vantaggio blucerchiato.

Romero 5 | Insomma, il trend ha ricominciato a calare: due uscite mettono a rischio le coronarie di molti tifosi. Speriamo che sia solo una giornata storta.
Mustafi 5.5 | Nel disastro, il tedesco è quello che sfigura di meno; l'infortunio lo mette fuori gioco.
Rossini 4 | Continua il suo momento difficile: la sua sicurezza è sparita, insieme alla palla che regala un facile tap-in per il 3-1 di Castro.
Costa 4.5 | I suoi movimenti sull'azione del 2-1 di Bergessio sono da film horror.
Berardi 5 | Adattato come meglio si può, limita Barrientos. Nel secondo tempo, crolla insieme agli altri, lasciando per altro troppo tempo per la conclusione di Paglialunga.
Maresca 6 | Gol a parte, tenta di illuminare la squadra con un paio di giocate.
Obiang 5.5 | Primo tempo cattivo e pieno di recuperi, ma nel secondo viene travolto.
Tissone 6.5 | Il migliore della Samp: il suo primo tempo ricorda quello dell'anno della Champions. Pressa, imposta, rilancia; poi, nei secondi 45', perde la retta via. Peccato, se no ci sarebbe stato un voto ben più alto.
Poli 5 | L'effetto derby sta cominciando a finire. C'è da sperare che Ferrara se ne accorga.
Krsticic 6.5 | Insieme a Tissone e Maresca, trascina la Samp nel primo tempo. Il serbo mette lo zampino sull'azione del rigore e pressa a tutto campo.
Icardi 6 | La sua valutazione sarebbe stata molto più alta se non si mangiasse tre gol davanti ad Andujar. E' giovane, si farà e ci vuole tempo; certo, il numero sull'azione del rigore è d'alta scuola.

Eder 6 | Entra per sostituire l'inforunato Maresca ed impegna gli avversari. Poi, il brasiliano s'innervosisce e si perde.
Castellini 5.5 | Entra per un Mustafi infortunato: il suo ingresso non cambia l'andazzo negativo.
Pozzi s.v. | Poche speranze di ribaltare il passivo nel nulla finale.

La fine del 2012 è arrivata, ma ci vorrebbero i Maya per questa Samp. Stanca, lenta e prevedibile, la squadra di Ferrara stupisce e convince solamente quando deve giocare coperta. Se si tratta di impostare o giocarsela a viso aperto, la partita diventa un problema. Adesso arrivano tre partite che potrebbero decidere il destino di Ferrara: Lazio, Juventus e Milan sono avversari proibitivi, ma i punti vanno presi da qualche parte. E chissà che la Samp non tiri fuori nuove imprese, come quelle di San Siro o del Franchi. Intanto, godiamoci questi cannoli d'annata, perché forse il Catania (ed il suo pubblico poco sportivo) ci ricordano intanto tutto quello che avremmo voluto essere. E che, per una ragione o un'altra, non saremo quest'anno.

Lucas Castro, 23 anni, al secondo gol in Italia: il suo 3-1 chiude la gara.