23 novembre 2015

Magre consolazioni.

Come prima si poteva fare di meglio, ma ci vuole tempo. La prima di Vincenzo Montella alla sua terza esperienza in blucerchiato - la prima in panchina - non passerà alla storia per esser stata indimenticabile: la sconfitta per 1-0 sul campo dell'Udinese fa male, sopratutto perché il Doria non è stato inferiore ai padroni di casa in una partita comunque molto brutta.

Oggi ha risuonato l'inno francese in tutti gli stadi di Serie A.

La Samp di Montella si presenta più o meno con lo stesso modulo visto nel finale dell'avventura di Zenga: 4-3-3 con Carbonero, Éder e Muriel davanti. Nessuna novità di spicco, se non il rientro di Moisander dal primo minuto. Colantuono prosegue imperterrito con il 3-5-2, sebbene non sia il suo marchio di fabbrica: davanti Aguirre e Thereau.
Il primo tempo è la più divertente delle due frazioni in quanto a occasioni: solo al 17' però c'è la prima occasione della gara, con Éder che brucia tutti sul passaggio filtrante di Carbonero. Purtroppo, il tiro dell'italo-brasiliano è a lato. Poco dopo è Soriano a tentare la fortuna con un tiro dai 20 metri, senza però inquadrare lo specchio della porta.
Al 25' è l'Udinese che si fa finalmente vedere: Silvestre incescpica su Moisander e lascia molto spazio a Thereau, che tenta il destro. Gran parata di Viviano, che poi vede scorrere a lato il tiro di Iturra sulla ribattuta. Due minuti e la Samp ha la più grande occasione di tutta la gara: pallonetto di Éder per De Silvestri, che solo davanti a Karnezis spedisce in curva.
E allora i friulani sfruttano la miglior occasione del loro primo tempo al 34': cross di Aguirre, sponda di Thereau e Badu s'inserisce. Il ghanese non sbaglia davanti a Viviano ed è 1-0. Malissimo Carbonero nell'occasione, che segue Badu fino al limite dell'area e poi improvvisamente lo molla. Non ci sono altre emozioni da segnalare nella prima frazione.
La ripresa sarà molto più brutta, anche perché nessuna delle due squadre riesce a spostare il risultato: l'Udinese sembra mantenere il vantaggio, mentre la Samp crea a malapena un'occasione. Al 57', su lancio di Fernando, Muriel salta Danilo per l'unica volta di tutta la gara. Davanti a Karnezis, però, il colombiano spedisce il pallone addirittura in fallo laterale.
Un'altra conclusione di Fernando è l'ultima emozione regalata dalla Samp al "Friuli". Dal canto loro, i padroni di casa non fanno che gestire il vantaggio senza creare nessuna occasione. Due tiri dalla distanza di Ali Adnan e Badu sono il massimo di pericolosità raggiunta dall'Udinese nella ripresa. Finisce 1-0 e l'unica da segnalare nei minuti finali è l'espulsione di Zukanovic (decisione troppo severa).

L'Udinese respira in classifica con questa vittoria.

Viviano 6; De Silvestri 5.5, Silvestre 5.5, Moisander 6, Zukanovic 5.5; Soriano 5.5 (dal 36' s.t. Bonazzoli s.v.), Fernando 6, Barreto 5; Carbonero 5.5 (dal 19' s.t. Christodoulopoulos 5.5), Muriel 5.5 (dal 19' s.t. Cassano 5.5), Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

Alla prima da allenatore della Samp, Montella non ricorderà volentieri questa partita. Le sue dichiarazioni post-gara sono comunque incoraggianti, visto che l'Aeroplanino sembra aver già individuato i problemi. E sopratutto ha dimostrato di averne ancora tecnicamente: al minuto 85 ha fatto uno stop di petto che ho raramente visto negli ultimi due-tre anni da un giocatore blucerchiato...
La verità è che ci vorrà tempo: al di là dell'aver perso contro una squadra inguardabile dal punto di vista del gioco (forse la peggiore in Italia dopo l'Hellas), la Samp ha mostrato un pochino di fraseggio in più e meno lanci. Solo la coppia Silvestre-Moisander è stata costretta al rinvio: si sta quanto meno lavorando sulla mentalità offensiva.
La classifica parla chiaro: la giornata di ieri ha consentito a molte squadre di superare la Samp. Non credo si rischi la zona retrocessione: il Frosinone è a -5 e la Samp prima o poi ingranerà. Certo, oggi si paga il non aver sfruttato gli impegni contro Empoli e Chievo per mettere qualche punto in cascina. Ma allora ci sarebbe ancora Walter Zenga sulla nostra panchina...
I prossimi impegni parlano chiaro: fino a Natale, la Samp è attesa dalla trasferta di Milano contro i rossoneri, poi Sassuolo in casa, Lazio fuori e Palermo di nuovo al "Ferraris". Tranne l'ultimo impegno con i siciliani, sono tutti impegni abbastanza complicati. L'importante sarebbe girare a Natale a quota 20: una magra consolazione.

Vincenzo Montella, 41 anni, alla prima in panchina con la Samp.

04 novembre 2015

Solo ai punti.

Un altro pareggio, un altro 1-1, stavolta rimontati invece che in rimonta. Dai sette punti che erano (quasi) obbligatori nel trittico di una settimana, la Samp chiude con cinque punti dopo aver impattato in casa del Chievo Verona. Alla fine di questi sette giorni, la squadra blucerchiata è comunque nella parte sinistra della classifica. Forse contro ogni pronostico.

Éder, 28 anni, nuovo capo-cannoniere del campionato.

La Samp si presenta a Verona dopo quattro punti conquistati nelle ultime due gare: Zenga sceglie Ivan per la contesa del "Bentegodi" e uno schieramento particolarmente attento in fase di non-possesso, dove gli ospiti si schierano con un 4-1-4-1. Il Chievo di Maran lancia Inglese in attacco, per la prima volta titolare in Serie A.
I primi 15' fanno pensare che la Samp possa dominare la gara del lunedì sera. Muriel illumina la contesa con una progressione delle sue, che però viene neutralizzata da Bizzarri. Sul proseguimento dell'azione, Éder trova il vantaggio: gran filtrante di Carbonero e il capitano del Doria insacca l'1-0 spiazzando il portiere avversario.
Il possesso palla della Samp è avvolgente, fluido, la squadra sale bene anche con gli esterni. Dura poco, come al solito. Dal 15' del primo tempo, gli ospiti scompaiono e l'unico altro squillo dei primi 45' sarà una punizione di Fernando fuori di poco. Il Chievo, invitato a giocare, non attende altro e comincia ad avere un netto predominio.
Diversi i tentativi dalla distanza, visto che i clivensi non riescono ad arrivare in area di rigore. Prima Meggiorini, poi due volte Inglese, che sembra ispiratissimo. Proprio lui segna il gol del pareggio al minuto 34: su contropiede da corner dei blucerchiati, Meggiorini mette in mezzo per l'ex Carpi, che da solo può comodamente battere Viviano.
Da notare come sul gol ci sia una responsabilità non solo dell'intera squadra (lenta a tornare sul contropiede), ma sopratutto di Ivan. Che è un classe '95 e quindi può commettere certe ingenuità. Sul contropiede, lo slovacco ferma l'azione in fallo laterale, ma forse un rinvio lontano sarebbe stato consigliato. Invece il raccattapalle offre subito il pallone ai padroni di casa e così la ripartenza si concretizza nel gol di Inglese.
Al riposo sull'1-1, la ripresa non offre un canovaccio diverso. La Samp non gioca e anzi arretra il suo baricentro di una decina di metri. I cambi sembrano tardivi, con Cassano che entra solo al minuto numero 81 da centravanti, senza Éder e Muriel, già usciti. Nonostante questo, gli ospiti hanno un paio d'occasioni interessanti.
La prima se la crea da solo Muriel, capace di saltare tre difensori prima di arrivare in area, dove il suo tiro viene stoppato da Bizzarri. La seconda è sul piede di Barreto, dopo un buon recupero di Carbonero e la spizzata di testa del neo-entrato Soriano. Peccato che il destro del paraguayano sia a lato e non centri la porta avversaria.
Anche il Chievo ha un paio di chance per passare in vantaggio, tutte sui piedi di Paloschi, che ha sostituito proprio Inglese. Prima un colpo di testa del 43 gialloblu finisce di poco a lato, poi Zukanovic se lo perde di nuovo e ci vuole un buon riflesso di Viviano per evitare il peggio. Finisce 1-1, ma la sensazione è che si sia persa un'occasione.

Roberto Inglese, 23 anni, al primo gol in Serie A.

Viviano 6; Cassani 5, Silvestre 6, Zukanovic 5, Mesbah 5.5; Ivan 5 (dal 1' s.t. Palombo 5.5), Carbonero 6, Fernando 5.5, Barreto 5.5, Éder 6.5 (dal 36' s.t. Cassano s.v.); Muriel 5.5 (dal 30' s.t. Soriano s.v.) - già pubblicate su SampNews24

Il finale della gara di Verona dev'esser sembrato incomprensibile a molti tifosi. La Samp ha chiuso senza Éder, senza Muriel, con Cassano centravanti decentrato. Praticamente una gara senza punti di riferimento in avanti o in area di rigore si è conclusa con un baricentro ancora più arretrato per i cambi e la timidezza. Boh.
Si può dire che è stata la peggior partita dell'anno? A guardare il punticino conquistato al "Bentegodi" e le 3-4 occasioni create, si direbbe di no. Peggio di Bergamo o Torino? Beh, sì. Se ci pensiamo, in fondo, Atalanta e Torino sono a pari punti o più in alto della Sampdoria. Non si può dire altrettanto del Chievo, che con questo punto respira dopo tre sconfitte consecutive.
La mossa sbagliata di Walter Zenga è stata sopratutto quella di Ivan, schierato a sorpresa, ma come esterno d'attacco. Un po' per limitare le sgroppate di Gobbi, centro creativo del Chievo visto che i gialloblu non hanno un vero regista. Ma lo slovacco è apparso fuori ruolo e deve ancora crescere molto. E si è visto.
Ora ci sarà la sfida contro la Fiorentina del forse rimpianto Paulo Sousa, sul quale Ferrero cambia opinione ogni giorno. Peccato che la classifica veda i viola in testa con l'Inter. Poi ci sarà la pausa per le nazionali, dove si spera che ci si possa schiarire l'idea sull'identità di questa squadra. Perché per ora ci sono solo i punti in classifica: il gioco è ancora lontano.

La Samp saluta i tifosi accorsi al "Bentegodi" di Verona.

30 ottobre 2015

Tutti contenti (o no?)

Un pari un po' incolore, la solita prestazione a metà e un eurogol a punirci. Questo è il racconto in sintesi di Sampdoria-Empoli, conclusasi ieri sera con il punteggio di 1-1. Un pareggio che prolunga l'imbattibilità casalinga dei blucerchiati e consente ai toscani di allontanarsi ulteriormente dalla zona retrocessione. Tutti contenti. O quasi.

Walter Zenga, 55 anni, all'entrata in campo prima della gara.

Zenga si rigioca il 4-3-3 già visto nella convincente vittoria contro l'Hellas Verona, confermando Carbonero nel tridente d'attacco e proponendo invece Cassano dall'inizio. Simile l'atteggiamento di Giampaolo, che conferma il canonico 4-3-1-2 ma cambia di nuovo gli interpreti di centrocampo. Tanti gli ex che si sono visti in campo ieri sera.
La Samp si può raccogliere nei primi 20' della prima frazione: fin dal 1' - gol annullato a Éder - al 16', i padroni di casa creano alcune occasioni. C'è una seconda rete non convalidata all'italo-brasiliano, il destro a breve distanza di Carbonero che manca la porta. Senza dimenticare il tentativo dalla distanza di Soriano: facile per Skorupski.
Dopo aver tenuto in questa fase, l'Empoli esce pian piano alla distanza. Saponara è il centro delle creazioni avversarie, con Maccarone e Zielinski alla conclusione. Tuttavia, entrambi i tentativi sono facile preda di Viviano. In generale, la prima frazione regala molti sbadigli e uno sterile possesso-palla ben ripartito tra le due parti.
All'inizio del secondo tempo, il copione cambia poco. La Samp continua a latitare, mentre l'Empoli attende l'occasione giusta, che arriva al minuto 59. Palla dentro di Saponara per Pucciarelli, che spalle alla porta approfitta di un Zukanovic leggero e si gira: il suo mancino finisce all'incrocio e gli ospiti passano clamorosamente in vantaggio.
Zenga corre subito ai ripari, togliendo gli apatici Cassano e Soriano per Muriel e Correa. La squadra si sistema con un 4-2-3-1 molto offensivo e gli effetti si vedono al 67': Fernando recupera l'ennesimo pallone e serve in profondità Éder, che trova il diagonale giusto per il pareggio. Gol numero 100 tra i professionisti per l'attaccante blucerchiato.
Da lì, l'Empoli non tira più verso la porta blucerchiata e anzi arretra il suo baricentro. Manovre che non servono di fronte all'ingenuità di Dioussé, giovane talento entrato nella ripresa. Due gialli lo costrigono all'espulsione e per gli ospiti la sofferenza diventa un mantra da gestire negli ultimi minuti di una gara che a un certo punto sembrava poter regalare persino la vittoria.
La prima clamorosa occasione ce l'ha Correa: su cross di Éder, l'argentino è solo ma spedisce alto di testa, nonostante sia totalmente smarcato. La seconda ce l'ha Muriel, che su sponda del Tucu gira di sinistro, ma la sua conclusione è larga di pochissimo. Finisce così 1-1, sebbene questa fosse una partita da cui tirar fuori tre punti per star tranquilli.

Riccardo Saponara, 23 anni, braccato dai centrocampisti blucerchiati.

Viviano 6; Cassani 6, Silvestre 6.5, Zukanovic 5, Mesbah 5.5; Soriano 5 (dal 20' s.t. Correa 5), Fernando 7, Barreto 6.5; Carbonero 6 (dal 42' s.t. A. Rodriguez s.v.), Cassano 5.5 (dal 16' s.t. Muriel 6), Éder 6.5 - già pubblicate su SampNews24

Buone notizie vengono dal 100° gol tra i professionisti di Éder, sempre più capocannoniere del campionato con il devastante Higuain di quest'inizio di stagione. C'è anche da dire che a me preoccupa l'incompatibilità tecnico-tattica di Cassano con l'italo-brasiliano: già vista a Frosinone, anche ieri i due mi sono sembrati non prendersi contro l'Empoli.
Intanto continuano i problemi sull'out mancino, dove la Samp ha provato tre giocatori (Mesbah, Regini e Zukanovic) senza che nessuno di questi convincesse effettivamente in quella posizione. Si spera che la società liberi un po' centrocampo e attacco per comprare qualcuno in quel ruolo, dove la Samp vive una sorta di maledizione da diversi anni.
Il reparto che sta vivendo il miglior periodo di forma è invece il centrocampo, con Fernando e Barreto anche ieri sugli scudi. Dopo la prova monstre contro l'Hellas, i due hanno spiccato per continuità e cattiveria. Se le doti del paraguayano sono ben chiare, il brasiliano cresce ogni giorno. E tra un paio d'anni lo daremo via per tanti, tantissimi soldi.
Il trittico è quasi finito: tre punti contro l'Hellas, uno contro l'Empoli. E ora ci vuole una vittoria contro il Chievo, prossimo avversario lunedì sera, quando i blucerchiati saranno di scena a Verona. La squadra di Maran affronta un brutto momento: tre sconfitte consecutive, gialloblu fermi a 12 punti. Per la Samp l'occasione per esser tutti contenti. Stavolta sul serio.

Éder, 28 anni, festeggiato da Barreto dopo il suo ottavo gol in A.

26 ottobre 2015

Travolgenti.

Tornati al "Ferraris", tutto è di nuovo luccicato. Le reti, le giocate, il risultato largo contro l'unica squadra che non ha ancora vinto in campionato. Il 4-1 della Samp al malcapitato Hellas Verona è la risultante di tante condizioni. Indubbiamente in casa il passo dei blucerchiati si sta rivelando trionfante: imbattuti e (quasi) sempre vittoriosi.

La squadra blucerchiata esultante a fine gara: un altro successo in casa.

Particolare lo schieramento di Zenga, che lancia Carbonero di nuovo dall'inizio, ma stavolta accanto a Éder e Muriel, formando così un particolare tridente d'attacco. Finalmente recuperati Cassani, Silvestre e Barreto, la Samp si presenta a ranghi quasi completi. Agli ospiti guidati da Mandorlini manca invece Toni, sostituito da Pazzini, ex eccellente e capitano degli scaligeri.
Il 3-5-2 dell'Hellas dura appena 10' e poi sbanda immediatamente. Dopo alcuni minuti di studio, Carbonero recupera un bel pallone e lancia Muriel, il cui tiro viene contrastato. È sempre Carbonero a raccogliere la respinta, ma Halfredsson per salvare serve invece Muriel. Il numero 24 blucerchiato ringrazia e batte Rafael da distanza ravvicinata per l'1-0.
In realtà la gara è molto brutta da guardare: la Samp va avanti per un episodio e lascia l'iniziativa agli ospiti, incapaci di creare molto. L'unica (grande) occasione capita a Pazzini al 26': Juanito Gomez mette in mezzo e trova il capitano gialloblu. Silvestre tenta l'intervento disperato, ma il tiro del Pazzo passa di pochi centimetri largo al palo alla destra di Viviano.
Pochi minuti e la Samp chiude la gara con un uno-due tremendo: al 28' Soriano mette in mezzo dopo un cross non toccato di Carbonero. Sullo spiovente Zukanovic batte Pisano ed è 2-0, nonché primo gol del bosniaco in blucerchiato. Meglio ancora va al 45': palla deliziosa - praticamente un cioccolatino - di Éder per Soriano, che s'infila nelle maglie della difesa avversaria e sentenzia Rafael per il 3-0. Primo tempo chiuso e tutti tranquilli.
La ripresa inizia a marca decisamente gialloblu, con un bel mancino fuori di poco da parte di Souprayen. Eppure al 54' arriva il 4-0 sull'ennesimo svarione degli ospiti in difesa: Éder salta mezza difesa, ma trova Rafael. La palla sarebbe ormai sua, ma gli sfugge e allora Muriel serve nuovamente l'italo-brasiliano per il colpo di testa del poker. Gol facile facile, il numero 7 in campionato.
Da lì, la Samp tira in remi in barca. Solo al 66' una gran palla di Carbonero trova Éder, che tenta qualcosa a metà tra un tiro e un assist. Rafael è superato, ma Sala riesce a far carambolare il pallone addosso a Fernando e da lì in fallo di fondo. La pressione della Samp non ha motivo di esistere e ci sono persino i primi minuti in campionato di Bonazzoli.
Dal canto suo, l'Hellas ci prova. I padroni di casa riescono a concludere anche stavolta con la porta battuta: al 74', un corner trova pronto Ionita, entrato nella ripresa, che batte di testa Viviano. Pazzini tenta anche la strada del 4-2 nel finale, ma la sua conclusione è abbondantemente a lato. Samp sempre magica in casa, l'Hellas ancora senza vittorie dopo otto giornate.

Andrea Mandorlini, 55 anni, ancora senza vittorie in campionato.

Viviano 6; Cassani 5.5, Silvestre 6.5, Zukanovic 7, Regini 6; Barreto 7 (dal 29' s.t. Ivan 6), Fernando 7, Soriano 7; Carbonero 7.5, Éder 7 (dal 25' s.t. Correa 6), Muriel 7 (dal 15' s.t. Bonazzoli 6) - già pubblicate su SampNews24

In casa è incredibile il passo blucerchiato: su cinque partite, quattro vittorie e un pareggio contro l'Inter. Ben 13 i punti raccolti: in una speciale classifica casalinga, la Samp sarebbe seconda. Certo, va anche considerato un altro fatto: nelle prime otto giornate di campionato hai giocato cinque volte in casa e in tre giornate hai incontrato le peggiori squadre della A (Hellas, Carpi e Bologna).
Nonostante la buona prestazione (un gol e un assist), mi tengo i miei dubbi su Muriel prima punta. Più si va avanti, più mi sembra un azzardo che la Samp non si possa permettere. Se proprio si vuole tenere la coppia Éder-Muriel, allora tanto vale mettere l'italo-brasiliano da prima punta (ruolo già svolto in emergenza con Mihajlovic). Il colombiano deve poter sfogare la sua velocità a campo aperto, non aspettare i rinvii da porta a porta di Viviano.
Ieri la prova del centrocampo è stata molto incoraggiante: bene tutti, sopratutto Barreto e Fernando. Se il paraguayano ha fatto capire perché la sua assenza a Frosinone è stata pesante, il brasiliano continua il suo percorso di crescita. Quando frenerà anche alcuni eccessi e i costanti cartellini gialli (siamo al quinto su otto giornate...), diventerà un fenomeno.
Non ha giocato proprio a metà campo, ma Carbonero ha tirato fuori un'ottima prova. Si spera che il giocatore in prestito dalla Roma possa essere un jolly importante nel proseguo del campionato. Magari già a partire dalla prossima gara, quando la Samp attenderà l'Empoli per continuare a esser travolgente tra le mura del "Ferraris".

Éder Citadin Martins, 28 anni, alla settima rete in A.

19 ottobre 2015

Colpiti e affondati.

Un altro viaggio lontano da Genova, altra sconfitta. Anzi, a giudicare da com'era iniziata la gara, una vera e propria Caporetto, arrivata per giunta sul campo di una delle formazioni più in difficoltà dall'inizio del campionato. Al "Matusa" di Frosinone, la Samp perde 2-0 e dà l'ennesimo segnale di preoccupazione ai suoi tifosi.

Éder, 28 anni, malissimo alla prima da ex a Frosinone con la Samp.

La Samp riparte dopo la sosta con undici punti conquistati in sette gare: a causa di qualche assenza, Zenga decide di schierare dal primo minuto Cassano e Carbonero, con Ivan playmaker e il ritorno di Regini. Ospiti super-offensivi, mentre Stellone non cambia nulla: il tecnico del Frosinone rimane fedele al suo 4-4-2, l'unico a giocare così in Serie A.
I primi 20' della Samp sono da spettacolo: tanti scambi, palla spesso tra i piedi e l'impressione di poter sbloccare il risultato da subito. Come quando Soriano s'inserisce tra le maglie avversarie, senza però assistere al tiro di Carbonero, che non centra la porta. Ancora meglio Muriel beccato da Cassano due minuti più tardi con un cioccolatino, ma il colombiano centra il palo.
La Samp sembra in pieno controllo della gara: ancora una combinazione Soriano-Cassano porta il capitano al tiro, ma Leali devia lateralmente la palla ed evita il peggio. Dal 20' in poi, però, la Samp sparisce dal campo e lascia spazio al flebile attacco del Frosinone, molto disordinato e che si fa vedere solo con qualche tentativo dalla distanza di Soddimo, l'ex di turno.
Al riposo sullo 0-0, gli ospiti rientrano con lo stesso atteggiamento indolente del finale di primo tempo. Una pessima idea, perché il Frosinone trova l'episodio giusto per passare. Su corner di Soddimo, è Paganini a incornare l'1-0 al 53'. Grande festa per l'esterno classe '93, al suo primo gol in A. Male Soriano nell'occasione, che lascia l'avversario solo sullo stacco.
Ci si aspetta la reazione blucerchiata e invece il 2-0 è dietro l'angolo. Un minuto dopo, Chibsah lancia in profondità Dionisi, colpevolmente lasciato in gioco da Moisander, il numero 18 gialloblu s'invola verso la porta e approfitta dell'errore di Viviano, rimasto nella terra di nessuno. Lob e raddoppio frusinate, con la squadra ciociara in pieno controllo della gara.
La rete di Dionisi è l'inizio della fine. Anzi, è persino il Frosinone a sfiorare il 3-0: prima Soddimo cicca la conclusione su cross di Paganini e manda a lato, poi è Ciofani a farsi fermare da un monumentale intervento di Pedro Pereira. La girandola di sostituzioni - Correa, Cassani e Rodriguez per Ivan, Zukanovic e Muriel - non cambia il risultato finale.
Incredibile come la Samp giunga fino al limite dell'area, ma non trovi il bandolo della matassa. E deve provarci il giovane Pereira dalla distanza, altrimenti gli altri si guardano dal tentare questa soluzione. Regini ha un mezza girata deviata in angolo, Éder è l'ombra di sé stesso. La partita si è chiusa in realtà al minuto 55. Purtroppo.

Federico Dionisi, 28 anni, chiude la gara con il pallonetto del 2-0.

Viviano 5; Pedro Pereira 6, Moisander 5, Regini 5.5, Zukanovic 5 (dal 37' s.t. Cassani s.v.); Carbonero 5.5, Ivan 5 (dal 20' s.t. Correa 5.5), Soriano 5; Muriel 5 (dal 37' s.t. A. Rodriguez s.v.), Cassano 6, Éder 5 - già pubblicate su SampNews24

La gara di ieri ha confermato un mio pensiero sugli avversari. Dite quello che volete, ma il Frosinone lotterà per salvarsi fino alla fine e potrebbe persino riuscirci. Dopo aver sofferto l'impatto del salto dalla B alla A, la squadra di Stellone ha fatto sette punti nelle ultime quattro gare. Ha un allenatore molto preparato e non ha cambiato tanto come il Carpi: le possibilità ci sono.
La Samp, invece, ne ha di cose da piangere. A partire dalla difesa, dove le lacune sono ormai più che evidenti. Solo contro il Bologna la Samp non ha preso gol in campionato. E non è un caso che i rossoblu siano ultimi in solitaria. La difesa balla, Regini sembra un giocatore impresentabile e Moisander non sta dimostrando di valere il suo esoso ingaggio.
Con Pereira e forse Carbonero, l'unico salvabile di ieri è stata Antonio Cassano: tante belle giocate, diversi assist per le poche chance create dal Doria al "Matusa". Certo, atleticamente rimane un giocatore penalizzante. Ecco perché sarebbe bello rivederlo sacrificando magari uno tra Éder e Muriel, schierandolo da prima punta. Ve lo immaginate un 4-3-1-2 con uno dei due sopracitati, Correa e Soriano in campo con lui? Ecco, sarebbe una bella cosa.
Ora ci sarà una settimana di verifica per Walter Zenga, che per quanto mi riguarda continua a esser un osservato speciale. Nei prossimi sette giorni si giocherà l'infrasettimanale e ci sarà un trittico importante per il tecnico: Hellas ed Empoli in casa, trasferta a Verona contro il Chievo. La logica direbbe di raccogliere sette punti e mettersi al sicuro. Con qualche entrata in meno, l'Uomo Ragno sarà a rischio? Intanto siamo stati colpiti e affondati.

Antonio Cassano, 33 anni, decisamente il migliore tra gli ospiti.